Ucraina: la Federazione Russa soccorre la Crimea

Ucraina, Crimea e la reazione della Federazione Russa
Alessandro Lattanzio, 1/3/2014

crimea_map_3Il Primo ministro della Repubblica autonoma di Crimea, Sergej Aksenov, ha preso il comando temporaneo di tutte le forze militari e unità di sicurezza locali ed ha invitato la Russia a garantire la pace nella Repubblica autonoma di Crimea, informano le agenzie della Crimea. “Assumo il comando temporaneo delle unità del ministero dell’Interno, del Consiglio di sicurezza, del ministero dell’Emergenza, delle Forze Armate e della Marina Militare, della Guardia di finanza e delle guardie di frontiera dell’Ucraina, in quanto Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica autonoma di Crimea ed ottenere i poteri conferitimi dal Consiglio Supremo della Repubblica di Crimea. Chiedo ai comandanti di eseguire i miei ordini o di lasciare le loro posizioni” ha detto Aksenov, nominato dal parlamento di Crimea. “Mi appello al presidente russo Vladimir Putin per aiutarci a mantenere la sicurezza per i civili“, ha detto il Primo ministro. Aksenov aveva detto che la Crimea cercava assistenza finanziaria dalla Russia. Inoltre la flotta russa nel Mar Nero annunciava di aver “concordato con le autorità della Crimea la protezione congiunta dei siti della flotta russa nel Mar Nero“. Il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica autonoma di Crimea Sergej Aksenov aveva già annunciato che le autorità della Crimea e la flotta russa del Mar Nero si erano accordati per proteggere congiuntamente i siti strategici. Mentre i deputati russi presentavano in parlamento un disegno di legge per semplificare l’assorbimento di nuovi territori nel Paese,  truppe russe occupavano l’aeroporto di Sebastopoli. Secondo la legge presentata dal partito di opposizione Russia Giusta, la decisione sull’adesione di una regione di uno Stato straniero alla Russia dovrebbe essere presa tramite un referendum. “Ci sono stati casi, nella prassi internazionale, quando una parte di uno Stato s’è unita a un altro Stato, senza la firma di un trattato internazionale. Inoltre, il diritto internazionale non richiede la conclusione di un trattato con uno Stato estero“. Gli autori avevano dichiarato che la normativa è un obbligo della Russia nell’ambito dell’accordo di amicizia firmato nel 1997. Secondo l’accordo, la Russia e l’Ucraina adottano misure volte a impedire violenze nazionale, etnica o religiosa contro gruppi di cittadini. Il partito Russia Giusta ha presentato anche un altro disegno di legge per facilitare la procedura della concessione della cittadinanza russa agli ucraini. Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto l’approvazione dalla Camera alta del parlamento per inviare le forze armate russe in Ucraina. Putin, che deve ancora parlare pubblicamente della crisi in Ucraina, ha chiesto il permesso di usare la forza militare in risposta alle minacce contro i cittadini russi e il pericolo posto alle basi navali russe in Crimea. Le truppe russe rimarranno fin quando la “situazione politico-sociale nel Paese sarà normalizzata“, ha detto il Cremlino. L’approvazione del Consiglio della Federazione è necessaria per impiegare le forze russe al di fuori del Paese. Il Consiglio della Federazione della Russia, quindi, ha approvato all’unanimità la richiesta del presidente Vladimir Putin di usare le forze militari russe in Ucraina, per risolvere le turbolenze nel Paese diviso. La Camera alta del parlamento russo ha votato a favore dell’invio di truppe nella Repubblica Autonoma di Crimea per garantire pace e ordine nella regione “fin quando la situazione socio-politica del Paese sarà stabilizzata“. Il dibattito al Consiglio della Federazione ha rivelato l’unanimità de parlamentari russi, che condividono le preoccupazioni sugli eventi in Ucraina, ovvero che il potere è stato usurpato e che la situazione veniva deteriorata dai fascisti che minacciano la vita degli oppositori, in particolare dei cittadini russi che vivono in Ucraina.
All’estero, un commento pubblicato sul Quotidiano del Popolo, giornale del Partito Comunista, accusava la forte reazione di Pechino al crescente scontro tra occidente e Russia dopo la caduta di Viktor Janukovich. “Le teorie politiche, economiche e di sicurezza della guerra fredda ancora influenzano molte persone sulla loro concezione del mondo, e alcuni occidentali hanno ancora del risentimento verso la Russia“. Invitando i Paesi occidentali ad “abbandonare il loro pensiero obsoleto“, ampliare la cooperazione e a “Liberarsi dalle catene della mentalità della Guerra Fredda, impedendo uno scontro inutile e consentendo fluidità nelle relazioni internazionali“. Il commento era stato pubblicato con lo pseudonimo di “Zhong Sheng”, (Voce della Cina), spesso utilizzato per esprimere un punto di vista ufficiale sulla politica estera. Janukovich aveva visitato la Cina nel dicembre 2013, firmando degli accordi con la Cina che avrebbero portato in Ucraina circa 8 miliardi di dollari di investimenti. L’agenzia Xinhua aveva dichiarato, a dicembre, che le potenze occidentali dovrebbero smetterla d’immischiarsi negli affari dell’Ucraina e di manipolare le “opinioni del popolo” sull’accordo commerciale con l’Unione europea. Infine, Sergej Shojgu, ministro della Difesa della Russia, dichiarava di negoziare accordi per l’installazione di basi militari a Cuba, Venezuela, Nicaragua, Seychelles, Singapore ed altri Stati. Mosca ha basi militari nei seguenti Paesi:
In Kirghizistan, la base aerea di Kant.
In Ucraina, la base navale di Sebastopoli e la base aerea di Gvardejskoe Kacha, in Crimea.
In Transnistria un gruppo formato da una brigata di fanteria motorizzata, un reggimento di difesa aerea, un reggimento di collegamento presso una base aerea.
In Armenia, una base dell’esercito con circa 2500 soldati.
In Tagikistan, tre basi militari con più battaglioni.
Inoltre, il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Vitalij Churkin, dichiarava che la Russia è contraria a una mediazione sulla situazione in Crimea, proposta dalla rappresentante permanente degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, la guerrafondaia ‘umanitaria’ Samantha Power. Secondo Churkin, “alle autorità della Crimea dovrebbe essere chiesto cosa pensano di tale missione. In ogni caso, siamo contro l’imposizione di una mediazione”. L’inviato alle Nazioni Unite della Russia ha anche sottolineato che l’accordo del 21 febbraio è la chiave per risolvere la crisi in Ucraina. “Il modo migliore per risolvere la crisi è la serietà” verso l’accordo siglato la settimana precedente. Alla domanda sulla volontà della Russia d’intervenire militarmente, Churkin ha riso, “Davvero, la questione si aggrava!
Infine, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) è profondamente preoccupata per la situazione ucraina, dichiarava il segretario generale della CSTO Nikolaj Bordjuzha. “Ci sono destabilizzazione e caos, gli estremisti non hanno deposto le armi, ma dichiarano l’intenzione di “mettere ordine” in ogni regione ucraina, minacciando ritorsioni e distruggendo i monumenti commemorativi degli eroi della Grande Guerra Patriottica che liberarono l’Ucraina dai nazisti. Vi sono crescenti manifestazioni di ultranazionalismo, russofobia e antisemitismo. Tutto questo avviene con un cambio di regime imposto e in violazione dell’accordo di transazione concluso tra il presidente ucraino e l’opposizione il 21 febbraio. I ministri degli esteri di Francia, Germania e Polonia che hanno garantito il patto sostenuto dagli Stati Uniti, l’hanno sconfessato violandolo e negando il riconoscimento della legittimità del presidente ucraino cui avevano dato assicurazioni. Esortiamo tutte le parti a fermare lo scontro e le azioni anticostituzionali, ad adottare il dialogo e a lavorare per ripristinare stabilità e sicurezza. L’assenza di un atteggiamento costruttivo e del rispetto degli interessi dei Paesi terzi, nel processo di risoluzione della crisi ucraina, porterà ad  ulteriore deterioramento della situazione, anche in Europa“, ha osservato Bordjuzha.

Fonti:
RussiaToday
Voice of Russia
RussiaToday
Reuters
The Moscow News
RIAN
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La Federazione Russa osserva gli eventi in Ucraina con attenzione mentre Janukovich reagisce
Galina Zobova e Helmut Joachim Schmidt Modern Tokyo Times 1 marzo 2014

159756000La Federazione Russa è giustamente concentrata sugli eventi in Ucraina a causa del “golpe” che ha alterato rapidamente il panorama politico a Kiev. Il deposto presidente Victor Janukovich ha saggiamente lasciato l’Ucraina una volta apparso che i radicali stavano avendo il sopravvento. Dopo tutto, dati i nazionalisti ucraini e le loro violenze, Janukovich non aveva altra scelta. Dal rovesciamento di Janukovich è chiaro che l’Ucraina è in bilico, economicamente e politicamente. Soprattutto vi sono potenti realtà etniche, religiose e geopolitiche legate all’Ucraina. Pertanto, è stato assai imprudente per i governi occidentali invadere la politica interna di questa nazione. Dopo che Janukovich è fuggito da Kiev, appare chiaro che l’agenda nazionalista filo-occidentale s’è accelerata. Questo vale per la demonizzazione di Janukovch, in particolare per il suo presunto stile di vita sontuoso. Se questa realtà è vera nella misura indicata, e non è solo discredito programmato, allora è chiaro che Janukovich non poteva non subire tale enorme caduta. Tuttavia, dati gli obiettivi dei nazionalisti ucraini e di certi governi occidentali, bisognosi di screditare al massimo Janukovich, nulla è certo nel mondo della manipolazione e propaganda, e questo vale per tutti.
Lee Jay Walker dice a Modern Tokyo Times: “Indipendentemente da ragioni e torti di Janukovich, è chiaro che se fosse stato così impopolare alle prossime elezioni lo avrebbero fatto decadere, assieme a tutte le persone a lui legate. Eppure, nazionalisti e manifestanti hanno deciso di alzare la posta una volta che Janukovich ha accettato il pacchetto economico offerto dalla Federazione Russa. Dato il misero pacchetto economico dell’Unione Europea (UE), a prescindere da chi lo supporto, qualcosa non va. Questo vale sia per il grave errore di calcolo dell’Unione europea che per qualsiasi altro motivo che infiamma le passioni in Ucraina. Dopo tutto, è noto che i sentimenti antirussi sono potenti tra i nazionalisti ucraini. Pertanto, UE e USA hanno usato le forze pro-europee che chiederebbero un cambio radicale in Ucraina, modificando occultamente il panorama politico rimanendo nell’ombra?
Quanto sopra è aperto al dibattito, ma chiaramente potenti nazioni occidentali e del Golfo (anche la Turchia è coinvolta) sembrano destabilizzare molte parti di Medio Oriente, Nord Africa e sud-est asiatico, in particolare in Afghanistan, Pakistan (autoindotto e ispirato in passato dalle potenze del Golfo e occidentali), Iraq, Libia e ora Siria. Infatti, l’ex-Jugoslavia fu divisa rapidamente per via degli intrighi delle potenze occidentali, e Bosnia e Kosovo rimangono “casi disperati.” Inoltre, il Kosovo è un luogo dove i cristiani ortodossi sono perseguitati dai nazionalisti albanesi e la criminalità è assai diffusa. Soprattutto la Federazione Russa sa benissimo che Georgia e Turchia, due nazioni pro-Washington, ospitano terroristi islamici ceceni. Ciò significa che molte parti del mondo sono vittime degli intrighi dei soliti giocatori.
Jnukovych dice: “Il potere in Ucraina è stato sequestrato da nazionalisti, neo-fascisti che rappresentano una minoranza assoluta del popolo… non sono stato rovesciato, sono stato costretto a lasciare l’Ucraina sotto la minaccia immediata alla vita mia e dei miei cari.” Accusa i nazionalisti e l’ingerenza estera per la situazione attuale, perché, Janukovich dice: “Indico la responsabilità di ciò in coloro che ora sono al potere… e nei rappresentanti dell’occidente, anche degli Stati Uniti, che hanno dato il loro sostegno a Maidan.” Janukovich ha anche dichiarato, dal sud della Russia, che “ho intenzione di continuare a lottare per il futuro dell’Ucraina, contro terrore e paura. Oggi ci sono illegalità, mancanza di autorità e terrore. Le decisioni in parlamento sono state prese sotto costrizione.” Nonostante ciò, è chiaro che le nuove élite in Ucraina desiderano la testa di Janukovich. Arsen Avakov, ministro degli Interni dell’Ucraina, è fermamente convinto che Janukovich debba affrontare l’accusa di strage di civili durante le manifestazioni a Kiev. Eppure, perché Avakov non ha anche accusato coloro che hanno ucciso agenti della sicurezza? Molte immagini mostrano i manifestanti nazionalisti con armi da fuoco e altre armi, contro le forze di sicurezza. Sicuramente, se la nuova Ucraina vuole essere trasparente e democratica dovrebbe processare coloro che controllavano tali persone. Dopo tutto, da dove hanno preso le armi da fuoco e come mai sparivano così in fretta se non erano controllati? Lee Jay Walker dice: “Gli eventi in Ucraina seguono i soliti intrighi dell’occidente, perché l’economia ucraina soffre ancora di più del caos conseguente. Le tensioni in Crimea e in altre parti del Paese sono estremamente alte. Soprattutto le nuove élite a Kiev hanno ricevuto nella loro ciotola le elemosine occidentali e del Fondo Monetario Internazionale. Ciò significherà notevole sofferenza economica, con l’Ucraina che affronterà il cocktail assai pericoloso di incertezza economica, divisioni nazionalistiche, tensioni religiose, giochi di potere di forze estere e colpo di Stato. Pertanto, con tale caos generato dagli intrighi delle potenze occidentali e dal nazionalismo ucraino, le élite politiche di Mosca fanno bene ad osservare con molta attenzione tali eventi ed anche ad essere pronte ad ogni scenario“.
Va da sé che la Federazione russa spera che la stabilità torni in Ucraina. Eppure, le élite di Mosca sanno che consegnare all’occidente “un centimetro” può essere molto pericoloso, quindi la Federazione russa non deve farsi imporre dettati in una zona di grande importanza strategica. Allo stesso modo, la Federazione russa teme per i cittadini russi minacciati dai nazionalisti ucraini. Speriamo che tutte le parti facciano passi indietro per evitare che la crisi degeneri. Tuttavia, la Federazione Russa non può mostrarsi debole, perché l’allargamento di NATO e UE continua.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Leningrado Invitta

Jurij Emeljanov (Russia) Stoletie  31 gennaio 2014 – tradotto da Oriental Review

45Ai primi di settembre 1941 le truppe tedesche avanzanti tagliarono le linee ferroviarie per Leningrado. L’8 settembre la città era completamente circondata ed iniziò un blocco senza precedenti nella storia moderna sia nella durata che negli effetti disastrosi. La situazione di Leningrado fu straordinariamente difficile fin dall’inizio. Dopo che i nazisti bruciarono i depositi di alimentari del magazzino Badaevskij, le razioni furono estremamente limitate. Il 12 settembre, Leningrado aveva grano e farina per nutrire i suoi abitanti solo per 35 giorni, cereali e pasta per 30 giorni, carne per 33 giorni, olio per 45 giorni e zucchero per 60 giorni. Per questo motivo la quantità di cibo distribuita tramite le carte annonarie cominciò a diminuire fin dai primi giorni dell’assedio.  Inoltre, vari tipi di sostanze estranee vennero presto aggiunti al pane. Anche il grano affondato quando furono bombardate dai tedeschi le chiatte che lo trasportavano, fu recuperato. I palombari poterono recuperare il carico dalle chiatte sul fondo del lago Ladoga, e il grano fradicio fu aggiunto al pane. A partire dal 20 ottobre, il pane disponibile era di farina di segale al 63%, 4% di semi di lino, 4% di crusca, 8% di farina di avena, 4% farina di soia, 12% di farina di malto e il 5% muffa.  Entro un paio di giorni, quando la fornitura di farina di malto cominciò a diminuire, si cominciarono ad utilizzare altre alternative, come la cellulosa trattata adeguatamente e semi di cotone. La prima riduzione delle razioni di cibo a Leningrado fu effettuata il 2 settembre, la seconda il 10 settembre, la terza il 1 ottobre, la quarta il 13 novembre e la quinta il 20 novembre. L’assegnazione giornaliera di ciò che si chiamava ancora “pane” variava tra i 125 e 250 grammi. Il giornalista inglese Alexander Werth osservò, “Già dopo la quarta riduzione, la gente iniziò a morire di fame.”
Secondo le informazioni di Werth, nel novembre 1941 11000 persone morirono nella città, a dicembre 52000, e nel gennaio 1942 3500-4000 persone morivano ogni giorno. Tra dicembre 1941 e gennaio 1942 200000 persone morirono. Anche quando la scarsità di cibo finì, molti continuarono a soccombere alle malattie causate dalla fame prolungata. Secondo varie stime, 1-1,5 milioni di abitanti di Leningrado morirono durante il blocco. Werth osservò, “Il patriottismo locale e una disciplina di ferro, in parte imposta dalle autorità, sono da attribuire alla virtuale assenza di tumulti o sommosse per la fame. … Ci fu inevitabilmente del racket, ma nel complesso la disciplina era buona. … Il morale, anche nelle condizioni terribili della carestia al culmine, venne mantenuto in tutti i modi: vi furono molti spettacoli teatrali per tutto l’inverno, con attori che quasi svenivano per la fame, indossando (come il pubblico) tutto il possibile per tenersi al caldo.” La composizione di Dmitrij Shostakovich della sua famosa Settima Sinfonia nella città assediata fu la prova dello spirito inflessibile di Leningrado. Shostakovich disse: “Dedico la mia Settima Sinfonia alla nostra lotta contro il fascismo, alla nostra prossima vittoria sul nemico, alla mia città natale, Leningrado“. Nonostante le condizioni particolarmente difficili, gli abitanti di Leningrado continuarono a vivere e a lavorare per difendere la città. Nella primavera del 1942, 57 aziende della difesa operavano a Leningrado. Durante quel periodo produssero 99 cannoni, 790 mitragliatrici, 214000 proiettili e 200000 mine. E i lavoratori dei cantieri navali erano occupati a riparare le navi da guerra. Anche i capi del Reich furono impressionati dallo spirito eroico di Leningrado. Nel suo diario, Goebbels ammise che i difensori della città fecero qualcosa di inaudito nella storia moderna.
136402162_86dad16abc_oTentativi vennero compiuti dai primi giorni dell’assedio per rifornire la città attraverso una rotta sul Lago Ladoga. Ma le chiatte e altre navi che navigavano da e per Leningrado furono sotto costante bombardamento da parte dei tedeschi. Molte donne e bambini su queste barche morirono mentre venivano evacuati dalla città. Durante il primo mese di attività, la rotta sul lago per Leningrado  poté trasportare solo 9800 tonnellate di rifornimenti, sufficienti a fare sopravvivere per otto giorni i residenti della città. Poi i rifornimenti alimentari iniziarono ad aumentare. Tra il 12 settembre e il 15 novembre, 25000 tonnellate di merce arrivarono a Leningrado, permettendo ai residenti di resistere per altri 20 giorni. Ma il 15 novembre 1941, i rifornimenti di cibo si fermarono perché il lago Ladoga cominciò a congelarsi. I milioni di abitanti nella città poterono ora essere riforniti soltanto per via aerea. Da fine novembre 1941, tentativi furono fatti per trasportare cibo sul lago Ladoga ghiacciato. Cercare di rifornire la città da questa “strada della vita”, come veniva chiamata a Leningrado, era estremamente pericoloso. I tedeschi la bombardarono incessantemente ed autoveicoli sprofondarono con passeggeri e merci. Un autista che trasportò rifornimenti lungo la strada della vita sul Ladoga, durante gli anni dell’assedio, disse che lasciava la portiera aperta mentre guidava e, a volte, addirittura era in piedi sul predellino per poter avere la possibilità di saltare dall’auto prima di scivolare sotto l’acqua gelida. E tuttavia, i rifornimenti di cibo attraverso la Strada della Vita permisero di aumentare le razioni di Leningrado da fine gennaio 1942, a 200-350 grammi di “pane.” Alla fine del gennaio 1942 si vide anche l’inizio dell’evacuazione organizzata di donne, bambini, anziani e malati da Leningrado attraverso la Strada della Vita sul Ladoga e anche per via aerea. Un milione di persone fu evacuato da Leningrado nel 1942. Nel novembre 1942 solo 550000 civili rimasero in città.
Ora alcuni si domanderanno: “Non sarebbe stato possibile arrendersi e impedire ai cittadini di Leningrado di morire di fame così?” Hitler aveva condannato Leningrado e i suoi residenti al totale annientamento. Le note stenografiche della riunione del Comando militare supremo del 25 settembre 1941, presso Rustenburg, mostrano l’ordine di Hitler al feldmaresciallo Erich von Manstein “di cancellate Leningrado dalla faccia della terra“. Chiaramente anche i capi militari tedeschi furono sorpresi da tale direttiva e, quindi, Hitler commentò quel giorno, dopo cena, “Probabilmente molte persone si saranno messe le mani sui capelli, cercando di rispondere alla domanda, ‘Come può il fuhrer distruggere una città come San Pietroburgo?’ Ma quando sento che la nostra razza è in pericolo, i miei sentimenti lasciano il posto a calcoli molto freddi.” Ora i documenti tedeschi venuti alla luce indicano che le unità militari che circondarono la città avevano l’ordine di sparare a qualsiasi residente affamato che cercasse di fuggire dalla città. Nel gennaio1943, il blocco di Leningrado fu parzialmente rotto, e l’assedio completamente finito il 27 gennaio 1944, giorno in cui i sopravvissuti del blocco, felici, festeggiano la loro straordinaria vittoria sotto le salve di 24 cannoni.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Stalin ‘programmava l’invio di un milione di truppe per fermare Hitler se Gran Bretagna e Francia concordavano un patto’

Stalin era ‘pronto a inviare più di un milione di truppe sovietiche al confine tedesco, per scoraggiare l’aggressione di Hitler, poco prima della seconda guerra mondiale
Nick Holdsworth, Telegraph, 18 ottobre 2008

Stalin-Color-cropped-proto-custom_28Documenti rimasti segreti per quasi 70 anni dimostrano che l’Unione Sovietica aveva proposto l’invio di una potente forza militare, nel tentativo d’invogliare Gran Bretagna e Francia a un’alleanza anti-nazista. Tale accordo avrebbe potuto cambiare il corso della storia del 20° secolo, impedendo il patto di Hitler con Stalin, scatenandolo nella guerra con i confinanti della Germania. L’offerta di una forza militare per contenere Hitler venne da una delegazione militare sovietica durante una riunione al Cremlino con alti ufficiali inglesi e francesi, due settimane prima della scoppio della guerra, nel 1939. I nuovi documenti, copie dei quali sono stati visti da The Sunday Telegraph, dimostrano il gran numero di forze in fanteria, artiglieria e aerei che i generali di Stalin dicevano poter inviare, se le obiezioni polacche a ché l’Armata Rossa attraversasse il loro territorio venissero superate. Ma inglesi e francesi, delegati dai loro governi a discutere ma non ad impegnarsi in accordi vincolanti, non risposero all’offerta sovietica fatta il 15 agosto 1939. Invece, Stalin si accordò con la Germania firmando il famigerato patto di non aggressione con Hitler, appena una settimana dopo.
Il patto Molotov-Ribbentrop, dal nome dei ministri degli esteri dei due Paesi, fu siglato il 23 agosto, appena una settimana prima che la Germania nazista attaccasse la Polonia, scatenando così la guerra. Ma non sarebbe mai successo se l’offerta di Stalin di un’alleanza con gli occidentali fosse stata accettata, secondo l’ex-generale dell’intelligence estera russa Lev Sotskov, che ha raccolto 700 pagine di documenti declassificati. “Questa fu l’ultima possibilità di uccidere il lupo, anche dopo (che il conservatore primo ministro inglese Neville) Chamberlain e i francesi avevano ceduto la Cecoslovacchia all’aggressione tedesca, con l’accordo di Monaco dell’anno precedente“, ha detto il generale Sotskov. L’offerta sovietica, fatta dal ministro della Guerra maresciallo Klimentij Voroshilov e dal Capo di stato maggiore dell’Armata Rossa, generale Boris Shaposhnikov, avrebbe schierato 120 divisioni di fanteria (ciascuna con circa 19.000 soldati), 16 divisioni di cavalleria, 5.000 pezzi di artiglieria pesante, 9.500 carri armati e 5.500 aerei da combattimento e bombardieri ai confini della Germania, in caso di guerra con l’occidente, mostrano le minute della riunione declassificate. Ma l’ammiraglio sir Reginald Drax, che guidava la delegazione inglese, disse ai suoi omologhi sovietici che era autorizzato solo a parlare, ma non a stipulare accordi. “Se gli inglesi, francesi e i loro alleati polacchi avessero preso sul serio questa offerta, avremmo potuto mettere in campo, assieme, 300 o più divisioni su due fronti contro la Germania, il doppio di quelle che Hitler aveva al momento”, ha detto il generale Sotskov, che aveva fatto parte dell’intelligence sovietica  dal 1956. “Questa fu l’occasione per poter salvare il mondo, o almeno fermare il lupo nella sua tana.” Alla domanda quali forze la Gran Bretagna potesse schierare in occidente contro la possibile aggressione nazista, l’ammiraglio Drax disse che aveva solo 16 divisioni pronte al combattimento, lasciando i sovietici disorientati sulla mancanza di preparazione della Gran Bretagna al conflitto incombente.
Il tentativo sovietico di garantirsi un’alleanza anti-nazista con gli inglesi e i francesi è ben noto. Ma fino a che Mosca era pronta ad arrivare, non è mai stata rivelato. Simon Sebag Montefiore, autore del Giovane Stalin e Stalin: la corte dello zar rosso, ha detto che era evidente che non c’erano dettagli, nei documenti declassificati, che non fossero noti agli storici occidentali. “Il dettaglio dell’offerta di Stalin sottolinea ciò che è noto, che inglesi e francesi avrebbero perso la colossale opportunità, nel 1939, d’impedire l’aggressione tedesca che scatenò la seconda guerra mondiale, dimostrando che Stalin fosse più serio di quanto ci rendemmo conto nell’offrire tale alleanza”. Per il professor Donald Cameron Watt, autore di How War Came, ritenuta l’opera definitiva sugli ultimi 12 mesi prima della guerra, ha detto che i dettagli erano nuovi, ma si è detto scettico circa l’affermazione che fossero stati spiegati nelle riunioni. “Non c’era alcuna menzione di ciò in uno qualsiasi dei tre diari contemporanei, due inglesi e uno francese, tra cui quella di Drax“, ha detto. “Non credo che i russi fossero seri.”
Gli archivi declassificati, che coprono il periodo dal 1938 allo scoppio della guerra nel settembre del 1939, rivelano che il Cremlino fu sottoposto a una pressione senza precedenti quando Gran Bretagna e Francia cedettero la Cecoslovacchia per placare Hitler, consegnando la regione dei Sudeti tedeschi nel 1938. “In ogni fase del processo di pacificazione, dai primissimi incontri segreti tra inglesi e francesi, abbiamo capito esattamente e dettagliatamente cosa stesse succedendo“, ha detto il generale Sotskov. “Era chiaro che l’appeasement non si fermava con la consegna dalla Cecoslovacchia dei Sudeti, né che inglesi e francesi mossero un dito quando Hitler smembrò il resto del Paese.” Le fonti di Stalin, dice il generale Sotskov, erano agenti dei segreti esteri sovietici in Europa, ma non a Londra. “I documenti non rivelano con precisione chi fossero gli agenti, ma erano probabilmente a Parigi e a Roma“. Poco prima del famigerato accordo di Monaco del 1938, quando Neville Chamberlain, primo ministro inglese, diede a Hitler il via libera per annettersi i Sudeti, il presidente della Cecoslovacchia Eduard Benes disse senza mezzi termini che non avrebbe applicato il trattato militare del suo Paese con l’Unione Sovietica, a fronte di un’ulteriore aggressione tedesca. “Chamberlain sapeva che la Cecoslovacchia era perduta quando tornò da Monaco di Baviera nel settembre 1938, agitando un pezzo di carta con la firma di Hitler“, ha detto il Generale Sotksov.
I primi colloqui segreti tra la delegazione militare anglo-francese e quella sovietica, nell’agosto del 1939, cinque mesi dopo che i nazisti marciarono in Cecoslovacchia, suggeriscono la disperazione e l’impotenza degli occidentali di fronte l’aggressione nazista. La Polonia, il cui territorio il grande esercito sovietico avrebbe dovuto attraversare per affrontare la Germania, era fermamente contraria a tale alleanza. La Gran Bretagna dubitava dell’efficienza delle forze sovietiche, dato che solo l’anno precedente Stalin aveva epurato migliaia di comandanti dell’Armata Rossa. I documenti saranno utilizzati dagli storici russi per spiegare e giustificare il controverso patto di Stalin con Hitler, che resta un triste esempio di opportunità diplomatica. “Era chiaro che l’Unione Sovietica era sola e  doveva firmare un patto di non aggressione con la Germania, per guadagnare un po’ di tempo per prepararsi al conflitto chiaramente imminente“, ha detto il generale Sotskov. Un disperato tentativo da parte dei francesi, il 21 agosto, per rilanciare i colloqui fu respinto, in quanto i colloqui segreti sovietico-nazisti erano già a buon punto. Fu solo due anni dopo, in seguito alla blitzkrieg di Hitler alla Russia nel giugno 1941, che l’alleanza con l’occidente che Stalin aveva cercato, infine nacque, quando Francia, Polonia e gran parte del resto d’Europa erano già sotto occupazione tedesca.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Europa unita contro la “barbarie russa”: il 70° anniversario dello scoppio della Grande Guerra Patriottica

Olga Chetverikova Strategic Culture 22/06/2011

In netto contrasto, l’Europa aveva commemorato pomposamente il 70.esimo anniversario dello scoppio della seconda guerra mondiale e della firma del Patto Molotov-Ribbentrop, ma sembra al momento ignorare un’altra data chiave storica – il 22 giugno, il 70° anniversario della inizio della grande guerra patriottica della Russia che ha avuto inizio con l’invasione fascista dell’Unione Sovietica … Una circostanza chiave da tener presente, nel contesto che il 22 giugno 1941, la Russia finì sotto l’attacco lanciato dall’Europa unita guidata Berlino, e inchinata all’ordine mondiale nazista, piuttosto che dalla sola Germania. Come risultato, l’anniversario tragico della Russia – il 22 giugno – dovrebbe confrontarsi con la classe dirigente europea con memorie storiche inquietanti come, ad esempio, quelle evocate dal 30 settembre, una data altrettanto sconosciuta, su cui l’Occidente ha inflitto su se stessa una disgrazia senza precedenti, suggellando con Hitler il famigerata Patto di Monaco.
Nell’estate del 1941, l’elenco delle conquiste tedesche contava 11 paesi: Austria, Cecoslovacchia, Polonia, Danimarca, Norvegia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Francia, Jugoslavia e Grecia, che furono tutti divisi e stesero degli status allineati con i disegni di Berlino. Alcuni dei paesi e territori – Austria, Sudeti, Danzica, la Prussia, Poznan, Slesia, Lussemburgo, Eupen e Malmedy del Belgio, Alsazia, Mosella, e Nord della Slovenia – furono occupati e annessi. Altri sono stati messi sotto diretta amministrazione tedesca, militare o civile, come il Governatorato generale polacco, Norvegia, Paesi Bassi e Francia settentrionale, o gestiti da regimi fantoccio come il Protettorato di Boemia e Moravia, Slovacchia, Danimarca, Francia di Vichy, Croazia, Serbia, Montenegro, e Grecia. Tra gli altri paesi la cui indipendenza de facto evaporò, Italia, Finlandia, Ungheria, Romania e Bulgaria divennero i cosiddetti satelliti della Germania all’interno di un blocco aggressivo e che contribuirono alla forza militare inviata al fronte orientale, mentre gli altri, nominalmente neutrali – Spagna, Portogallo, Svezia, Svizzera, Irlanda – in vari modi cooperarono con Berlino. La Svezia fornì minerali, cuscinetti a sfera e anche i canoni alla Germania, e la Svizzera fornì ai tedeschi prodotti  ottici, cannoni automatici e da difesa aerea. Oltre a questo, la Svizzera fornì una considerevole assistenza finanziaria alla Germania e un corridoio di transito attraverso le Alpi. Il Portogallo esportò in Germania wolframio e servì come hub di transito chiave dei quest’ultima. La Spagna aveva anche inviato la Divisione Azzurra per combattere contro l’Armata Rossa, e rivendette alla Germania del petrolio importato dall’America Latina, senza in particolare incontrare nessuna resistenza dagli Anglo-Sassoni.
Forze Norvegese, slovacco, croato, danese, olandese, e francesi (il reggimento SS Charlemagne) combatterono contro l’Armata Rossa insieme alla Wehrmacht. Come recenti studi hanno mostrato, il contributo polacco alla causa nazista fu seriamente sottovalutato: secondo un articolo su Gazeta Wyborcza di Ryszard Kaczmarek, l’autore dei ‘Polacchi nella Wehrmacht‘, dell’Università della Slesia, all’epoca 2-3 milioni di polacchi dovrebbero essere consapevoli del fatto che qualcuno dei loro antenati servì nell’esercito tedesco. Kaczmarek stima il numero dei polacchi morti al fronte orientale a 250.000.
Pertanto, l’Unione Sovietica affrontò l’assalto di praticamente tutta l’Europa sottoposta al controllo dell’enorme complesso militare-industriale della Germania, un paese con una strategia volta a creare una barriera tra Europa e Asia, di cui, secondo Hitler, la Russia era parte. Nelle parole dello stesso Hitler, il piano nazista era “spingere questa frontiera (tra Europa e Asia), più a est possibile e se necessario, al di là degli Urali … Pietroburgo, il nido velenoso da cui per tanto tempo il veleno asiatica è stato sputato nel Baltico, deve scomparire dalla superficie della terra … Gli asiatici e i bolscevichi devono essere cacciati dall’Europa, l’era di 250 anni di asiaticità era giunta al termine“.
Quanto sopra mostra l’essenza della missione che Churchill intendeva prendere da Hitler. Il leader britannico scrisse, nell’ottobre 1942, un memorandum segreto: “Sarebbe un disastro smisurato  se la barbarie russa si sovrapponesse alla cultura e all’indipendenza degli antichi stati d’Europa. Difficile sarebbe dirlo ora, confido nella famiglia europea, che possa agire unita come sotto un Consiglio d’Europa. Prevedo gli Stati Uniti d’Europa“. La missione ascese al vertice del programma della Gran Bretagna nel 1944, quando l’Armata Rossa attraversò il confine sovietico, liberando l’Europa dal fascismo. Descrivendo l’epoca nelle sue memorie, Churchill sottolineò che dal momento in cui l’approccio alla strategia e alla tattica doveva essere premessa dalle seguenti ipotesi: “la Russia sovietica era diventata un pericolo per il mondo libero … Un nuovo fronte deve essere creato contro la sua schiacciante avanzata… Questo fronte in Europa deve essere il più possibile a Oriente … “L’intensificazione dei preparativi degli Stati Uniti e dei britannici per l’apertura del secondo fronte, che si materializzò in Francia nel giugno 1944, fu interamente attribuibile alle osservazioni di sopra. Gli “sforzi per l’unificazione”  di Churchill, culminarono nel marzo 1945, quando il piano per l’Operazione Unthinkable – un attacco contro l’Unione Sovietica con 112-113 divisioni, compresi quelle della Wehrmacht, avrebbe dovuto iniziare il 1° luglio 1945 – venne ideato. Ad oggi, l’esistenza del piano, originariamente misterioso, è un segreto di Pulcinella.
L’inevitabile conclusione è che mentre la guerra in Europa era in gran parte un “conflitto familiare” sul primato, l’Unione Sovietica ha combattuto la sua grande guerra patriottica in nome della sopravvivenza della Russia e dei russi.  La commemorazione dello scoppio della Grande Guerra Patriottica dovrebbe automaticamente mettere sotto i riflettori la questione dolorosa della responsabilità delle élite occidentali nel scatenare il conflitto globale e, soprattutto, non può essere dissociata da una condanna ferma e inequivocabile del fascismo, mentre la sua riabilitazione sorprendente, è in corso in tutto l’Occidente. Il processo cammina in forma mascherata in Europa orientale, ed ha la forma del revisionismo strisciante – la rianimazione dell’ideologia che giustifica il diritto di una cerchia di eletti di esercitare la governance globale – in Occidente.
La verità da affrontare è che stiamo assistendo all’ordine mondiale testato nella Germania fascista e sul resto dell’Europa occupata nazista, che viene applicato su scala molto più ampia. Fin da quando Z. Brzezinski l’ha ammesso, l’attuale nuovo ordine mondiale è costruito a spese della Russia, contrario agli interessi della Russia e, infatti, sulle rovine della Russia, le élite occidentali sono determinate a escludere la Russia dal processo decisionale nella grande partita giocata dalle loro regole arbitrarie. La situazione era lucida nel 2009, quando l’Assemblea parlamentare dell’OSCE approvò una risoluzione che metteva su un piano di parità l’Unione Sovietica e la Germania nazista, come due paesi che presumibilmente condividono la responsabilità di aver scatenato la seconda guerra mondiale. Ad oggi, il comportamento dell’Europa è altrettanto odioso – il 9 giugno, il Parlamento europeo è intervenuto negli affari interni della Russia con una risoluzione che include tutta una serie di dichiarazioni intrusive, che vanno dalle espressioni di malcontento presso le norme che devono essere osservate dai partiti di opposizione in Russia, all’appello per il ritiro delle forze russe dall’Abkhazia e dall’Ossezia del Sud, o per la “rettifica di contrasti commerciali, come l’unione doganale Russia-Kazakistan-Bielorussia“. L’Europa sta cercando di schiaffare la Russia nel ruolo di partner minore, che deve rendere conto all’Occidente di ogni suo passo.
Stiamo commemorando il 70° anniversario dell’inizio della Grande Guerra Patriottica nel momento in cui l’Occidente lancia apertamente l’aggressione alla Libia. La pratica compromessa di placare l’aggressore non funziona – l’aggressione contro un paese sovrano deve essere condannato verbalmente e con estrema chiarezza. In questi giorni, nei circoli dominanti Europei si sentono liberi di calpestare il diritto internazionale e noi, russi, tradiamo la memoria dei nostri padri e nonni, non esprimendo opposizione agli atti illeciti e immorali che causano morti tra i civili e che rischiano catastrofi umanitarie, capitolando davanti le forze contro cui, le generazioni precedenti russe, combatterono audacemente e con spirito di sacrificio.

È gradita la ripubblicazione con riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru

Stalin preso nella ragnatela liberale

Nil Nikandrov Strategic Culture 21/06/2011

La revisione progressiva dei principali risultati della seconda guerra mondiale, rappresenta come un segnale molto pericoloso. Mai prima d’ora gli sforzi per dipingere Hitler e Stalin come ugualmente responsabili dello scatenamento della guerra sono stati così ostinati, decisi e senza mezzi termini ostili al popolo russo e allo stato russo…
Non c’è dubbio che l’identificazione propagandistica di Stalin come leader totalitario abbia lo scopo di giustificare le manovre diplomatiche segrete fatte dall’Occidente alla fine degli anni ’30, per provocare un conflitto tedesco-sovietico. Le politiche di appeasement e di continue concessioni inglesi e francesi a Berlino, alla fine ha spinto l’aggressività del mostro nazista. Dopo una serie di trionfi militari in Europa, il 22 Giugno 1941 la Germania nazista invase la Russia e iniziò a realizzare l’Operazione Barbarossa, che avrebbe dovuto sconfiggere e abbattere l’URSS. Un altro piano top secret nazista, Ost, fu proposto per ‘spopolare il barbaro paese’ trasformando i superstiti in manodopera lunatica al servizio dei ‘padroni’ tedeschi.
Molto probabilmente, i falchi liberali tra gli storici e i sovietologi ‘specializzati’ del periodo di Stalin, stanno preparando la base per una nuova guerra lampo, questa senza bombardamenti e attacchi dei panzer. Oggi gli schemi strategici di Hitler sono stati realizzati utilizzando nuove tecnologie mediatiche, manipolazioni dei fatti e del senso, campagne di demonizzazione contro i leader sovietici, prima di tutto Stalin, che viene dipinto come ‘criminale di guerra che ha evitato Norimberga’.
Il lavaggio del cervello sta avanzando in modo sistematico, completo, modo aggressivo. I principali centri di elaborazione intellettuale della versione contemporanea del Generalplan Ost, si trovano negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Ovviamente non soffrono alcuna carenza di risorse. L’affermazione che l’URSS fosse uno Stato totalitario ugualmente responsabile dello scoppio della seconda guerra mondiale, assieme alla Germania nazista, è stato regolarmente ribattuto, martellato, inculcato nelle teste di statunitensi, europei, asiatici e anche dei cittadini dei paesi post-sovietici.
Costoro vogliono che la Russia, come  successore dell’URSS, ammetta una pari responsabilità con la Germania nazista per l’inizio del dramma globale. A quanto pare, il consenso delle nuove élite russe sulla ‘destalinizzazione’ della storia sovietica, avrebbe portato a richieste di risarcimento enormi e totalmente ingiustificate dai paesi  ‘occupati’. L’Occidente crede che le concessioni e la capitolazione – l’abituale comportamento stereotipato della classe dirigente russa da Gorbaciov in poi – siano ancora inevitabili. Sono convinti che le considerazioni dell’élite finanziarie privata russa sarebbero superiori agli interessi nazionali del nuovo paese.
La retorica anti-Stalin delle truppe di storici, politologi e commentatori in Russia, è generosamente alimentata dai donatori occidentali che già dominano l’opinione pubblica. Insistono sulla ‘colpa di Stalin da espiare’, il suo ‘accordo criminale con Hitler’, ‘l’occupazione dell’Europa orientale’, ’40 milioni di repressi/assassinati’ in URSS. Mi ricordo una volta di un giornalista cileno sorpreso, che mi disse: ‘Se credo a  tutto ciò che si dice di Stalin, Pinochet al confronto rappresenterebbe un esempio di giusto umanista’.
Raccogliendo materiali per il mio libro sull’importante agente dell’intelligence sovietico Iosif Grigulevich, che era di stanza in Sud America nel 1940-1946, ho passato molto tempo a leggere i giornali del periodo di guerra nelle biblioteche di Buenos Aires, Montevideo, Santiago del Cile e Caracas. Queste fonti hanno inconfutabilmente testificato che per i latino-americani, Stalin era un simbolo della eroica resistenza sovietica all’hitlerismo e un faro di progresso sociale e ottimismo storico. In quell’epoca, anche i più accaniti oppositori di Stalin, non potevano pensare di paragonarlo a Hitler.
I Comunisti erano effettivamente i più fedeli combattenti contro il fascismo in quel momento. Ecco perché le reti d’intelligence degli Stati Uniti, cercavano contatti con i leader dei partiti comunisti in America Latina, per coinvolgerli nello sradicamento delle reti clandestine fasciste di lì. Stalin aveva approvato lo scioglimento del Comintern nel 1943, per rafforzare i legami dell’Unione Sovietica con gli alleati. Si espresse per il dialogo e costruzione della fiducia nel dopoguerra, ma l’Occidente ha risposto con l’indirizzo famigerato a Fulton di Churchill, che ha segnato l’inizio della Guerra Fredda. In quel momento, Stalin venne bollato come un nemico della civiltà occidentale, e ciò di cui siamo testimoni oggi, è essenzialmente lo stesso approccio e la stessa percezione.

La ripubblicazione è gradita con riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru

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