Rockefeller, Cocaina e schiavitù ad Haiti

Dean Henderson 25 marzo 2014

haitiIeri l’alto inviato delle Nazioni Unite ad Haiti Sandra Honorè ha riferito al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che l’epidemia di colera ad Haiti è la peggiore del mondo. Oltre 8000 persone sono morte di colera dal devastante terremoto di Haiti nel gennaio 2010 e altre 680000 hanno contratto la malattia, che studi scientifici hanno dimostrato introdotto nel Paese da nepalesi infetti delle forze di pace delle Nazioni Unite. Gli Haitiani hanno presentato una raffica di azioni legali collettive contro le Nazioni Unite per la loro condotta illecita, ma l’ONU ha invocato l’immunità diplomatica. Gli haitiani non potranno avere alcun aiuto dal loro presidente Michel Martelly, un ex-musicista e proprietario del club “Sweet Micky“. Martelly ha trascorso la maggior parte dei suoi anni a Miami e sviluppato legami con la dittatura di Duvalier. Il ruolo di Haiti nell’emisfero occidentale di minimo salariale per le multinazionali, combinata con la sua importanza geografica nel traffico di cocaina colombiana, orchestrato dalla CIA, ha indotto la frode elettorale del 28 novembre 2010 che ha messo al potere Martelly in modo fin troppo prevedibile, provocando le proteste. La rotta più breve dall’isola di San Andres della Colombia a Miami passa per Haiti, dove la filiale della Bank of Nova Scotia, Scotiabank, domina la finanza. La banca Nova Scotia controllata dalla famiglia sionista Bronfman è il rivenditore dell’oro nel Triangolo d’Argento nei Caraibi infestato dalla cocaina. Possedeva le 200 tonnellate di oro recuperato dalle macerie del World Trade Center nel 2001. L’oro è la moneta scelta dal narcotraffico mondiale controllato della Corona inglese.
Dal 1970 al 1986 Haiti è stata governata da Jean-Claude (Papa Doc) e dal figlio Baby Doc Duvalier.  I dittatori furono appoggiati dagli Stati Uniti, che inviarono oltre 400 milioni di dollari. Quello che non finiva nelle tasche di Duvalier fu utilizzato dalle società statunitensi per creare impianti per approfittare della super-economica manodopera haitiana. Haiti fu il fulcro della Caribbean Basin Initiative dell’International Basic Economy Corporation di David Rockefeller, che mirava a creare una piattaforma di produzione a basso salario nei Caraibi per i suoi tentacoli multinazionali. I salari reali ad Haiti diminuirono del 56% nel 1983-1991, spingendo la Caribbean Basin Initiative. Le esportazioni haitiane esplosero con aziende come la Rawlings che spediva negli Stati Uniti pezzi da baseball fabbricati a poco prezzo. Il petroliere di Dallas e proprietario degli Intercontinental Hotels Clint Murchison gestiva gli impianti d’inscatolamento della carne di Haiti, che affidò all’occhio vigile dell’agente CIA, poi assassinato, e gestore di Lee Harvey Oswald, George de Mohrenschildt. La devastata industria tessile statunitense in gran parte occupò Haiti. In nessuna parte del mondo il lavoro era più conveniente. Baby Doc Duvalier cadde dopo una rivolta popolare nel 1986 e si ritirò nella Costa Azzurra, insieme ad altri dittatori di latta degli Stati Uniti. Quell’anno la CIA creò il National Intelligence Service (SIN) haitiano. L’acronimo, che condivide con l’intelligence peruviana, è probabilmente un’idea dei massoni dell’M16. Il SIN fu creato con il pretesto della lotta contro il traffico di droga, ma i suoi funzionari semplicemente rilevarono il traffico commerciale di coca colombiana dai compari di Duvalier, i Tonton Macoutes. Le bande haitiane controllavano il traffico di droga in molte città degli Stati Uniti. Nonostante il divieto del Congresso degli Stati Uniti di aiuti ad Haiti, il SIN ricevette un milione di dollari all’anno dalla CIA, mentre la Società addestrava ed equipaggiava il nuovo esercito haitiano. La CIA cercava di mettere un coperchio sulla rivoluzione di sinistra che spazzò Baby Doc via dal potere, il movimento della famiglia Lavalas. Il SIN impose il terrore contro la sinistra haitiana, prendendo il posto lasciato dai Tonton Macoutes di Duvalier.
Nel 1989 il capo del SIN, colonnello Ernesto Prudhomme, guidò un brutale interrogatorio del sindaco progressista di Port-au-Prince Evans Paul. L’ex capo del SIN, colonnello Leopoldo Clerjeune, era presente. Il sindaco Paul ebbe cinque costole rotte e gravi lesioni interne. Un funzionario dell’ambasciata degli Stati Uniti disse del SIN, “Era un’organizzazione militare che distribuiva droga ad Haiti. Il SIN non condusse mai intelligence sulla droga. L’Agenzia gli diede i soldi per l’antidroga e usò il loro addestramento per fare altro in politica“. Una di quelle “altre cose” fu architettare il colpo di Stato che rovesciò il presidente populista Jean Bertrand Aristide, il prete cattolico che vinse le prime elezioni democratiche di Haiti nel 1991. Aristide era un leader del movimento della famiglia Lavalas. Predicava la teologia della liberazione, una tendenza di sinistra cattolica nata nel 1968 a Medellin dopo il concilio Vaticano II, su ispirazione della rivoluzione in America Latina. Aristide era già sfuggito a tre tentativi di assassinio da parte dei Tonton Macoutes di Duvalier. All’atto dell’insediamento, Aristide iniziò ad arrestare i funzionari del SIN coinvolti nel traffico di droga e alzò il salario minimo haitiano da 0,22 dollari a 0,37 all’ora. Le società statunitensi brontolarono e iniziarono una campagna diffamatoria contro Aristide. L’USAID le aiutò, lanciando, con 26,7 milioni di dollari forniti dai contribuenti USA, l’assalto alla proposta del salario minimo di Aristide e alle altre iniziative progressiste che aveva attuato. André Apaid, ricco uomo d’affari di Haiti, fu scelto dall’USAID per guidare la campagna anti-Aristide tramite la sua società d’export Prominex, affiliata alla Permindex, centro del commercio mondiale del traffico di stupefacenti e rete internazionale dei killer nazisti. La Permindex era dietro l’assassinio di JFK e il tentato assassinio del Presidente francese Charles de Gaulle. Era gestita da M16 e Mossad israeliano. I finanziamenti provenivano da ricchi aristocratici europei. La società di Apaid riforniva numerose multinazionali statunitensi, tra cui Honeywell, IBM, Remington e Unisys. Intanto, gli agenti della CIA Brian Latell e James Woolsey, poi con Clinton direttore della CIA, stilarono un rapporto citando “problemi di salute mentale” di Aristide. Il capo della DEA di Miami, Thomas Cash, cercò, senza successo, di collegare Aristide al business della cocaina colombiana.
Nel 1991, pochi mesi dopo che Aristide si era insediato, i gruppi finanziati dall’USAID eseguirono un colpo di Stato che insediò la giunta militare guidata dal capo dell’esercito Raoul Cedras. Cedras era un informatore della CIA incaricato dei militari di Haiti. Il SIN fu rinominato FRAPH e intraprese ancora il terrorismo politico contro Lavalas, contadini e sindacati. I salari furono diminuiti ulteriormente, con una ditta di abbigliamento che riforniva i contractor statunitensi che pagava 0,14 dollari all’ora. L’uomo di punta dell’USAID, André Apaid, venne sicuramente ricompensato divenendo un lobbista a Washington del regime di Cedras. Disse a una folla di Miami che se Aristide tornava ad Haiti, “Mi sarebbe piaciuto strangolarlo“. Ma era il FRAPH che faceva il grosso dello strangolamento. Amnesty International denunciò  2000 civili assassinati ad Haiti a diciotto mesi dal colpo di Stato di Cedras. L’agente della CIA Brian Latell, la cui relazione fasulla contribuì a rovesciare Aristide, visitò Haiti nel 1992 elogiando Cedras e dicendo di non aver visto “nessuna prova dell’oppressione o delle stragi del governo“. Amnesty International definì la sua valutazione “assurda”.
Aristide andò in esilio negli Stati Uniti. Infine si accordò con la Banca mondiale che gli permise di tornare ad Haiti. L’operazione comportò il rilascio dei membri del governo FRAPH, la privatizzazione di 300 aziende statali, riduzione delle tariffe e dei dazi all’importazione di Haiti, e la riscrittura delle leggi fiscali d’impresa e d’investimento di Haiti. Il movimento della famiglia Lavalas di Aristide venne bandito e gli stipendi congelati a 0,11-0,18 dollari all’ora, inferiori a quelli della dittatura Duvalier. Haiti su ordine della Banca Mondiale stabilì il salario più basso nell’emisfero occidentale. Una volta siglato l’accordo, il presidente Clinton intervenne ad Haiti per riportare Aristide. Nel 1993 l’USS Harlan County entrò a Port-au-Prince per gettare le basi del ritorno di Aristide. La nave fu accolta da manifestanti violenti guidati da Emmanuel (Toto) Constant, che era sul libro paga della CIA come fondatore e capo dei killer del FRAPH. Toto partecipò al ballo inaugurale di Clinton. Suo padre era il generale Gerard Constant, capo dell’esercito di Papa Doc e “consulente interno” dell’ambasciatore statunitense Alvin Adams. Constant formò il FRAPH dai resti del SIN per volere del colonnello Patrick Collins, addetto militare presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Port-au-Prince. Constant afferma che Collins e il capo della stazione CIA di Haiti erano nel quartier generale militare di Haiti nel 1991, durante il golpe di Cedras. Ora a Toto fu detto di fare il bravo cane e dare il benvenuto al Aristide, riformato dalla Banca Mondiale, di ritorno ad Haiti. In una riunione con il generale dell’US Army Hugh Shelton, a Constant fu detto “Ecco la tua occasione. O lo fai o ti cacciamo come un cane“. Il giorno prima che Constant convocasse una conferenza stampa annunciando che gli haitiani salutavano Aristide, s’incontrò con il capo della stazione della CIA ad Haiti John Kambourian. Gli fu detto che mentre Aristide sarebbe tornato, il FRAPH sarebbe rimasto al potere ad Haiti. La prima missione di Toto fu indottrinare le truppe dell’esercito haitiano sui mali della teologia della liberazione. L’amministrazione Clinton rinnegò le sue promesse ad Aristide. Anthony Lake dell’NSA di Clinton si vantò al Congresso che CIA e USAID si scelsero il nuovo parlamento haitiano per “bilanciare Aristide”. Molti assassini del FRAPH rimasero al potere tra cui il generale Jean-Claude Duperval,  l’uomo della CIA che guidò il colpo di Stato del 1991 accanto all’ex-capo dei Tonton-Macoute. Il  FRAPH continuò il narcotraffico. Nel 1997 il colonnello haitiano Michel Francois, che fu il capo della polizia di Port-au-Prince durante la giunta Cedras, venne estradato dall’Honduras per essere processato per traffico di cocaina ed eroina. Francois fuggì nella Repubblica Dominicana dopo che Aristide scoprì che era anche dietro un complotto per destabilizzare Haiti. Francois lavorò con il prediletto della CIA Pablo Escobar ed utilizzò un aeroporto privato controllato dal colonnello haitiano Jean Claude Paul come punto di trasbordo per Miami della cocaina di Escobar.
La Permindex rapidamente si stancò dell’interferenza di Aristide nel business della droga. Nel 2000, dopo che Aristide vinse di nuovo le elezioni haitiane, gli Stati Uniti decisero che il voto era un broglio e tagliarono tutti gli aiuti, sottoponendo in modo efficace l’isola a una morte lenta. Pochi anni dopo, come un bizzarro fantasma dell’opera, Aristide fu rapito dalla CIA ed esiliato in Africa. Il burattino dell’FMI Rene Preval fu nominato presidente. James Woolsey, che coautore delle menzogne che contribuirono a rovesciare Aristide fu premiato con l’incarico di direttore della CIA, ma ben presto trovò un lavoro più redditizio. La sua Dyn Corporation di Reston, VA, stipulò un contratto con la CIA per addestrare e schierare la nuova polizia nazionale haitiana, che sostituì i militari haitiani nell’ambito della transazione della Banca Mondiale. Quando le truppe delle Nazioni Unite si ritirarono da Haiti, i consiglieri della DynCorp rimasero. Human Rights Watch dice che la polizia nazionale haitiana che la DynCorp ha addestrato era coinvolta in “esecuzioni extragiudiziali, uso inappropriato della forza letale e percosse“. Le barricate tornarono nella nazione di schiavi moderni di Haiti, mentre il popolo da tempo sofferente ancora una volta si ribellava per combattere i monopoli di Rockefeller, della Corona inglese e dei signori della droga e loro finanziatori, i banchieri Illuminati. Forse questa volta gli haitiani scacceranno i bastardi una volta per tutte.
Viva la Revolucion! Viva Haiti!

Jean-Bertrand-AristideTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

USAID: destabilizzazione e spionaggio, pilastri della guerra globale

Un miliardo di dollari investiti annualmente in operazioni d’interferenza di USAID/CIA
Jean-Guy Allard, Mondialisation, 2 ottobre 2012, michelcollon.info

Gli Stati Uniti investono un miliardo di dollari, ogni anno, in operazioni “umanitarie” in America Latina e nei Caraibi attraverso la sua Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID), ha rivelato Mark Feierstein, direttore dell’agenzia dello stato nordamericano accusata di essere una facciata della dirigenza nordamericana. Feierstein, un impiegato federale con un passato legato alle attività d’interferenza, ha detto a Miami che Haiti, dove l’USAID ha compiuto attività controverse – Colombia, Messico, America Centrale e Perù sono nella “lista delle priorità” dell’organizzazione.

In un momento di eccessiva gioia celebrativa del “successo” di questa società controllata del Dipartimento di Stato, Feierstein ha apertamente dichiarato che “cinque milioni” saranno destinati  per la “democrazia” in Venezuela, quest’anno. Tuttavia, l’USAID si è ritirata dal paese per paura della legge per la difesa della sovranità e l’autodeterminazione politica nazionale. Questa legge vieta, dalla fine del 2010, i finanziamenti esteri ai partiti politici. Un “settore molto importante di questa agenzia è legato alla democrazia e ai programmi sviluppati per rafforzare le istituzioni nella maggior parte dei paesi della regione“, si giustifica, senza riferirsi alla violazione della legge. Nel caso del Venezuela, cinque milioni di dollari saranno stanziati all’assistenza tecnica per la “promozione e tutela della democrazia e dei diritti umani“, ha insistito Feierstein.

“Stratega” di un candidato assassino
Nel 2002, il capo regionale dell’USAID, specialista in interferenze, è stato lo stratega della campagna dell’ex presidente boliviano Gonzalo “Goni” Sánchez de Lozada e del suo Movimento rivoluzionario nazionalista (MNR). “Goni” è colui che ordinò un massacro durante la famosa “guerra del gas” nell’ottobre 2003. Risultato: 67 morti e 400 feriti, per lo più civili. Latitante fuggito dalla giustizia boliviana, ora vive negli Stati Uniti. Gli ideali di Feierstein sono così umanitari che è stato successivamente nominato, negli anni ’90, “Project Manager” in Nicaragua, nell’operazione del National Endowment for Democracy (NED), filiale dell’USAID; direttore per l’America Latina e i Caraibi del National Democratic Institute, un altro strumento di interferenza imperiale finanziato dall’USAID; e Consigliere speciale dell’ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Organizzazione degli Stati Americani (OAS).
Lo stesso giorno della conferenza stampa dell’ufficiale statunitense, il presidente boliviano Evo Morales ha denunciato gli Stati Uniti che, attraverso l’USAID, spiano “la Bolivia e altri paesi dell’America Latina“. “Sono convinto che alcune ONG, in particolare quelle finanziate dall’USAID, siano la quinta colonna dello spionaggio, non solo in Bolivia, ma in tutta l’America Latina“, ha accusato Evo Morales nel corso di una conferenza stampa ad Oruro.

In Messico, il potenziale impatto sugli Stati Uniti
Per quanto riguarda Colombia e Messico, Feierstein ammette che la sua organizzazione “fornisce assistenza su questioni di sicurezza”, senza esplicitare. “In Messico, dice, la battaglia è contro il traffico di droga“, mentre in Colomba cerca “di consolidare i progressi in termini di sicurezza.” “Questi problemi sono diventati prioritari per l’USAID“, ha confessato Feierstein. In Messico, l’organismo degli Stati Uniti moltiplica le attività, “perché il potenziale impatto può essere importante per gli Stati Uniti, in caso di instabilità dovuta alle violenze criminali“. Non ha menzionato l’onnipresenza, nel paese azteco, confermata da queste stesse agenzie di sicurezza, di FBI, DEA e CIA… l’USAID destina circa 180 milioni dollari in Colombia e 50-60 milioni in Perù, Messico, Honduras e Guatemala, secondo il funzionario. “Siamo molto soddisfatti” per i progressi compiuti ad Haiti, ha detto, affermando che “nel campo della produzione agricola, l’USAID ha lavorato con gli agricoltori” (sic). L’USAID “potrebbe raddoppiare o addirittura triplicare la produzione degli ultimi due anni.” Ha mostrato grande entusiasmo per un parco industriale che sarà avviato nel nord di Haiti da società statunitensi. Tuttavia, evita di ricordare che l’USAID, prima e dopo il terremoto, ha organizzato, diretto e finanziato diverse organizzazioni politiche del paese, in coordinamento con il Dipartimento di Stato e in parallelo alla presenza di 10000 uomini del Comando Sul del Pentagono.  L’USAID ha anche giocato un ruolo chiave nel rovesciamento del presidente Jean-Bertrand Aristide, nel 2004.
A Cuba, dove l’USAID spende i suoi milioni in operazioni di destabilizzazione che affida ad imprenditori, i fondi sono distribuiti da Mark Lopes, vice amministratore e “rappresentante personale” del senatore cubano-statunitense Bob Menendez, degno esponente della mafia cubano-americana del Campidoglio di Washington, complice di tutte le “iniziative” legislative ostili a Cuba e Venezuela. Negli ultimi anni è stata segnalata, nell’America Latina, la presenza dell’USAID in Bolivia, Brasile, Colombia, Cuba, Ecuador, Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Perù, Repubblica Dominicana e Venezuela. In molte occasioni, è stato dimostrato che l’USAID oltre a fornire una copertura ai funzionari della CIA, ha reclutato, addestrato e finanziato elementi che si sono poi dimostrati agenti al servizio degli interessi degli Stati Uniti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio –  SitoAurora

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