Avaaz: il lobbista che si maschera da attivista

Susanne Posel, Global Research, 10 dicembre 2012

RickenPatelNell’era digitale, l’attivismo si è trasformato in ‘cliccattivismo’ e Ricken Patel, fondatore di Avaaz.org, ha sfruttato la globalizzazione del mondo attraverso internet. Avaaz sostiene di essere un “mondo in azione” che conduce delle campagne comunitarie, facendo partecipare le persone “al processo decisionale in tutto il mondo“. Avaaz ha dato “voce” non a coloro che vogliono partecipare effettivamente alle protestare contro le ingiustizie nel mondo, ma piuttosto a coloro che organizzano, nel comfort della propria casa, petizioni online ai funzionari eletti, per presumibilmente fare pressione sui governi, similmente ad altri siti web come Respublica, GetUp! e MoveOn.org.
Avaaz è diventato così influente da esser partecipe della propaganda di guerra per procura in Siria. In realtà, Avaaz ha sostenuto la rivolta fabbricata in Siria, che ha dato all’esercito libero siriano (ELS) così tanto successo. Alice Jay, direttrice delle campagna di Avaaz, sostiene che il massacro di Houla è stata opera del governo siriano, affermando: “Decine di bambini giacciono coperti di sangue, i loro volti mostrano la paura che sentivano prima della morte, e i loro cadaveri innocenti rivelano un massacro indicibile. Questi bambini sono stati massacrati da uomini con l’ordine tassativo di seminare il terrore. Eppure, tutti i diplomatici finora non sono vicini ai pochi ‘osservatori’ delle Nazioni Unite che hanno monitorato le violenze. Ora, i governi di tutto il mondo espellono gli ambasciatori siriani, ma non chiedono una forte azione sul terreno, accontentandosi di queste mezze misure diplomatiche.”
La risposta che si aspettava Avaaz è spiegata dal fatto che l’occupazione della Siria avrebbe messo fine a tali violenze. Jay dice: “L’ONU sta discutendo cosa fare in questo momento. Se ci fosse una forte presenza internazionale in tutta la Siria, con il mandato di proteggere i civili, si potrebbero impedire i massacri mentre i leader sono impegnati in sforzi politici per risolvere il conflitto. Non riesco a vedere altre immagini come queste, senza gridare ai quattro venti. Ma per fermare la violenza, dovremmo unirci tutti noi e con una sola voce, chiedere la protezione di questi bambini e le loro famiglie. Firma la petizione urgente per il diritto di invocare adesso l’azione delle Nazioni Unite, e condividete questa campagna con tutti.”
L’ELS è composto da reclute recuperate in tutto il mondo arabo da al-Qaida, creatura della CIA, poi addestrate in una base in Turchia controllata dalla CIA. Questi “combattenti per la libertà”, appena addestrati vengono spediti al confine turco/siriano per diventare terroristi-fantocci. E Avaaz è sempre disponibile ad offrire assistenza e a facilitarne la propaganda che circonda la missione, in Siria, per rovesciare il governo di Bashar al-Assad. Le cellule terroristiche salafite hanno nomi diversi a seconda della loro posizione geografica (come al-Qaida, ELS, ecc.) in modo che l’idea che esse siano separate appaia al grande pubblico. Tuttavia, fanno parte di una forma estremizzata dell’Islam adottata in Arabia Saudita.
I salafiti utilizzati in Siria sono eccezionalmente violenti e  aderiscono al settarismo totale che ha in orrore gli Stati Uniti. Questa ideologia è favorita perché aiuta a creare la mentalità necessaria per una manipolazione psicologica. Ad ottobre si è scoperto che l’ELS è armato dall’Arabia Saudita. L’attacco ad Aleppo è stato effettivamente finanziato con munizioni e armi dal Paese mediorientale filo-USA. L’ELS impedisce di far sapere come abbia ottenuto questi carichi dall’Arabia Saudita, ma è abbastanza ovvio che gli estremisti salafiti di quel paese stanno sostenendo la fazione terrorista sostenuta dagli USA. Funzionari sauditi non hanno voluto commentare, pensando che il rifiuto di parlare corrispondesse a una loro estraneità. Eppure, le munizioni saudite vengono utilizzate fin dall’inizio dai “ribelli”  addestrati dalla CIA, che sono spacciate come “aiuti dall’estero” dai governi statunitense e britannico.
Avaaz ha anche mostrato il suo sostegno alle sanzioni imposte alla Siria dalle autorità dell’Unione europea, al fine di devastarne l’economia, impoverendo i cittadini e facilitando una rivolta che avrebbe giustificato le reazioni più violente della fazione CIA-terrorista dell’ELS. Patel crede che utilizzando un numero esponenzialmente crescente di utenti di internet a suo vantaggio, con petizioni online e slogan propagandistici, e sfruttando le donazioni da parte dei membri ignari, di poter racimolare la somma di 13,5 milioni dollari ogni anno e altri 3 milioni di dollari negli eventi per la raccolta fondi. Mentre Avaaz afferma di facilitare l’individualità dei manifestanti, utilizzando tattiche di manipolazione mentale per creare una grande comunità di persone online che difendono l’organizzazione. Patel si consulta anche con le Nazioni Unite, la fondazione Rockefeller, la Fondazione Gates, le università globaliste come Harvard University, Oxford University e CARE International.
A febbraio, Avaaz ha iniziato una petizione contro il movimento BDS, un “movimento globale per una campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni” (BDS) contro Israele fino a quando non si conformerà al diritto internazionale e al diritto dei palestinesi, che è stata avviata dalla società civile palestinese nel 2005.” BDS sostiene gli sforzi del popolo palestinese per essere liberi dalla tirannia genocida impostagli dal governo israeliano controllato dai sionisti. E Avaaz è contro questa lotta per la libertà. La petizione online di Avaaz ha promesso di fare pressione sui funzionari eletti, in favore dei coloni israeliani “discriminati” dal popolo palestinese. Il sostegno dell’occupazione di Israele in Palestina è il primo obiettivo di Avaaz.

Copyright © 2012 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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