Le celebrità anti-moderne contro il nuovo Brasile

James Cameron e altri ricchi Hollywoodivi hanno torto se pensano di poter continuare a infastidire il Brasile
John Conroy Spiked-online, 6 febbraio 2012

IMG_9193
Schwarzenegger, il capotribù kayapo e Cameron

Il regista James Cameron, direttore di Terminator, Titanic e, più recentemente di Avatar, lavora oramai a un notevole side-project da alcuni anni. Ma gli appassionati del cinema di Cameron non dovrebbero sperarci, però. Questo side-project è più politico che cinematografico. Ha cercato di impedire al governo brasiliano di costruire a Belo Monte la terza più grande diga idroelettrica del mondo, sul fiume Xingu che attraversa la foresta pluviale amazzonica.

Che un regista occidentale abbia un tale interesse per ciò che accade nelle regioni interne brasiliane non è una cosa senza precedenti. Da qualche tempo, dalla ‘Foresta di smeraldo’ di John Boorman (1985) o da Medicine Man di John McTiernan (1992), diversi cineasti trattano delle foreste del Brasile come fonte per scenografie e attori con cui impostare e girare le loro favole sulla distruzione ambientale. Ma Cameron è leggermente diverso. Quando girò Avatar nei tardi anni 2000, dopo aver scritto la sceneggiatura 15 anni prima, la sua storia della civiltà tecnologica contro la natura e le popolazioni indigene faceva a meno delle foreste reali in favore di quelle in CGI (computergrafica. NdT). Il risultato è stato un racconto moralistico ambientalista presentato nelle pennellate digitali più vivide, ampie e semplicistiche. Ma Cameron non si è fermato lì. Invece ha deciso di partire dal suo mondo in CGI prendendo sul serio le sue inconsistenti fantasie.
Nell’aprile 2010, mentre il governo brasiliano procedeva alla concessione di una licenza ambientale per il progetto della diga di Belo Monte, Cameron colse l’occasione. Si può notare nell’appello di Cameron: il conflitto lanciato dai gruppi indigeni e dalle ONG contro una diga che fornirebbe energia alle società minerarie della foresta amazzonica, sembrava replicare il racconto ecologico- morale di Avatar. Fu così che Cameron, seguito da star del cinema come Sigourney Weaver, l’allora governatore della California Arnold Schwarzenegger e l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, si mise al fianco del gruppo indigeno Kayapo nella campagna contro la diga. A seguito delle proteste, la Procura Federale Brasiliana sospese il processo di autorizzazione e Cameron poi produsse il documentario celebrativo ‘Messaggio da Pandora’ (un riferimento al pianeta immaginario di Avatar). Per Cameron, il suo racconto moralistico in CGI diveniva realtà.
Dopo l’intervento di alto profilo di Cameron, la pressione internazionale iniziava a montare sul governo brasiliano. La Commissione interamericana per i diritti umani dell’Organizzazione degli Stati americani (OSA) ha chiesto che il progetto della diga sia sospeso a causa del presunto danno che avrebbe inflitto ai gruppi indigeni. Una potente lobby in Brasile, ispirata dalla campagna virale ‘non voto’ di Leonardo DiCaprio, ha deciso di utilizzare la televisione e internet per minare i progressi del progetto della diga, con il canale televisivo Globo e i suoi più popolari attori di soap-opera che producevano una serie di video e annunci che attaccano la diga. Come DiCaprio e i suoi amici stelle delle soap-opera, come Corda incantata, Mordi e soffia, Quel bacio, Macho Man e Cuore insensibile, hanno assunto un tono di tale finta incredulità verso chiunque possa sostenere la diga o pensi che sia un bene per la nazione. In una trasmissione particolarmente beffarda, due attori hanno deriso il consumo di energia del loro stesso pubblico televisivo, mentre nutrono la loro dipendenza dalle soap opera. Ma poi è successo qualcosa di molto curioso.
Un’altra tribù brasiliana, che di solito ha così paura di farsi vedere al di fuori del suo habitat naturale, ha reagito. Dei giovani studenti universitari e i loro professori hanno girato un film, a zero costi di produzione, che mina ogni argomento usato da Cameron, ONG, Kayapo e TV Globo. Questi sono i miti che contesta:
• Gli indiani non hanno un posto dove vivere. In realtà, uno studente della Brasilia University, che ha fatto ben poco altro che studiare l’impatto del progetto sulle terre indigene, ha risposto che non una delle terre indigene della regione verrà inondata. Ci sono 12 territori indigeni vicino al progetto, su un’area di 56.000 chilometri quadrati, con 2.200 persone indigene che ci vivono. E’ due volte e mezzo il Galles. Trenta riunioni consultive si sono tenute nei villaggi tribali e sono state videoregistrate.
• La diga e le sue riserve inonderanno e distruggeranno 640 chilometri quadrati di foresta pluviale. Non esattamente. Il bacino si estenderà su una superficie di 502,8 chilometri quadrati, di cui 228 chilometri quadrati sono già nel corpo del fiume stesso.
• La diga prosciugherà d’acqua il Parco Nazionale Xingu. Questo non è vero. Gli studenti hanno prodotto una mappa che rivela che il parco sul fiume è di fatto a 1300 km a monte della diga.
• Per otto mesi all’anno la regione a monte della diga è quasi un deserto, e renderà la diga inefficiente e in grado di generare solo un terzo della sua capacità installata. L’implicazione qui è che ci sia acqua sufficiente per azionare le turbine a piena potenza. Tuttavia, durante il periodo dell’anno dell’acqua alta, il fiume riversa 28 million litri di acqua al secondo sulle turbine, creando una straordinaria produzione di energia, potenziale, di 11.233 megawatt (MW). Anche a livelli più bassi il fiume, ad ottobre, offre 800.000 litri al secondo. La produzione  media annua di energia di Belo Monte sarà di 4.571 MW, ovvero il 41 per cento della capacità di produzione potenziale, non un terzo. Questo alimenterà il 40 per cento del consumo totale di energia residenziale del Brasile.
• Se guarderemmo meno televisione non avremmo bisogno della diga. Questa è pura fantasia. Il Brasile per raggiungere solo il cinque per cento di crescita del PIL annuo tra il 2010 e il 2020, dovrà aumentare del 60 per cento la sua capacità di produzione d’energia, da 460million a 730 milioni megawatt. Guardare meno la TV avrebbe fatto poca differenza su tale domanda di energia.
• Una soluzione migliore sarebbe l’energia eolica e solare. Sì, il costo della diga dovrebbe essere di 13 miliardi di dollari. Ma né vento né l’energia solare sono opzioni migliori. Infatti, per produrre la stessa energia dal vento, costerebbe 23 miliardi dollari; con la tecnologia solare costerebbe 153 miliardi di dollari.
Come gli studenti, il governo brasiliano non era disposto a tollerare questi attacchi pigri e privi di fondamento da Cameron e Co. Non solo ha rifiutato la richiesta dell’OSA di sospendere il progetto, ma ha ritirato il suo ambasciatore dall’OSA e ha sospeso tutti i finanziamenti all’organizzazione. Questo mese, la diga ha avuto il via libera. La fiducia del Brasile e l’indignazione creativa degli studenti riflette una nuova fiducia in se stessi, derivanti da tassi di crescita straordinari del Paese e dal desiderio palpabile di sviluppare il proprio potenziale economico.
In passato le cose erano diverse. Nel 1985, John Boorman girò il film ‘Foresta di smeraldo‘, un assalto frontale contro la promessa di sviluppo presentata dall’energia e dall’industria in Amazzonia. Racconta la storia del rapimento del figlio di un ingegnere statunitense nella diga, da parte degli indiani dell’Amazzonia. Anni dopo, l’ingegnere ritorna e, invece di salvare suo figlio, si unisce al giovane Tommie per combattere a fianco degli indiani. Tre anni dopo la ‘Foresta di smeraldo’, Sting e le ONG verdi montarono un’influente campagna internazionale contro il progetto di Belo Monte (allora conosciuto come il progetto della diga Kararao) e riuscì, in alleanza con il gruppo degli indigeni Kayapo, a costringere la Banca mondiale a ritirare il prestito per il progetto. Il film e la campagna furono parte di un crescente movimento verde che fabbricò la finzione della foresta amazzonica e delle popolazioni indigene come simboli di un mondo incantato, moralmente  superiore e privo dell’influenza della modernità distruttiva.
Naturalmente, l’allora campagna anti-diga poté fruttare i problemi economici del Brasile. Nei primi anni ’80, i creditori stranieri avevano rifiutato l’invio di capitali a un Brasile fortemente indebitato, e il Paese fu costretto ad accettare un programma di austerità del FMI. Dopo anni di crescita esponenziale, il Brasile era un gigante umiliato che dipendeva dalla Banca mondiale per gli investimenti, in particolare riguardo le sue infrastrutture. Oggi, tuttavia, la situazione è cambiata. Cameron e i suoi amici sbattono contro un muro di mattoni.
Purtroppo, questo rimprovero a James Cameron e soci arriva dopo che danni considerevoli sono già stati inflitti al progetto. Anche se Cameron dovrà limitare le sue fantasie anti-sviluppo ad Avatar 2 e 3, Belo Monte ha subito forti riduzioni in dimensioni e impatto. Il progetto originale risale a oltre 30 anni fa. Nel 1979, il piano prevedeva sei dighe, rispetto alle due che rimangono oggi, con quattro dighe a monte per il controllo del livello delle oscillazioni del fiume, in modo da massimizzare la produttività delle turbine a valle. Dopo la campagna contro la diga ispirata da Sting nel 1989, le  dimensioni del bacino sono state ridotte di due terzi. L’ultima campagna ha ridotto ancora di più le sue dimensioni e capacità di potenza.
Ogni economia moderna sfrutta l’energia idroelettrica, a causa del suo basso costo e della sua abbondanza. Tuttavia il Brasile, che possiede alcuni dei più grandi sistemi fluviali del mondo, ha utilizzato meno della metà dei suoi 800TWh economicamente sfruttabili di energia idroelettrica. Nel 1979, i piani nazionali prevedevano 279 dighe da costruire entro il 2010, ma solo 158 furono completate. Oggi, la Presidente Dilma Rousseff ha deciso di assecondare la crescente domanda di l’energia per l’industria e i consumi interni del proprio Paese. Questo mese, ha annunciato l’inizio della costruzione di ulteriori 61 centrali idroelettriche, la maggior parte delle quali nella regione amazzonica. Fa parte del secondo piano di crescita accelerata del Brasile, PAC2. In un sondaggio, più della metà del Paese sostiene Belo Monte, ma ancora il ministro dell’Energia del Brasile ha sentito la necessità di offrire una scusa e un costoso ramo d’olivo a James Cameron: ‘Questo nuovo modello di dighe idroelettriche è quasi come un film di fantascienza, ricordandoci Avatar. ‘ Le dighe saranno costruite con enormi piattaforme petrolifere, per evitare un permanente sviluppo e impatto umano sulla foresta. Le linee di trasmissione sono sospese sopra la boscaglia e tutti i lavoratori saranno trasportati in elicottero, rendendo le strade inutili.
Oggi, il Brasile non è in vena di farsi fermare, ma ancora deve andare adottare misure straordinariamente difensive per placare i fantasisti anti-sviluppo, sia nazionali che esteri.

John Conroy è un produttore televisivo, regista e giornalista.

* Tutte le ricerche da parte degli studenti possono essere verificate presso i siti web International Rivers, Norte Energia e della coalizione di ONG ambientali amazzonici ed organi governativi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

Tra “al-Qaida buona” e “al-Qaida cattiva”

Peter Chamberlin (USA)  Oriental Review 6 gennaio 2013

bin-laden-hollywood-action

“Il segretario alla difesa USA Leon Panetta ha detto che le sempre più esigue forze dovrebbero essere concentrate per impedire ad al-Qaida … di riconquistare sostegno nelle nazioni distrutte dalla guerra”.

Quando abbiamo combattuto contro i terroristi e quando li abbiamo messi sul libro paga statunitense?
L’ipocrita politica estera di Barack Obama è identica a quella dei suoi due predecessori Bush il  Minorato e Squallido Jefferson Clinton. Tutti e tre, in qualche modo, sono riusciti a convertire i “mujahidin” alleati di Ronald Reagan (originariamente chiamati “combattenti per la libertà”) in terroristi, giusto il tempo di far ripartire il brillante piano di guerra mondiale limitata del Pentagono, prima che Obama convertisse i mujahidin (“al-Qaida“) di nuovo in nostri alleati in Libia e Siria. I mujahidin di al-Qaida hanno sempre lavorato a libro paga statunitense, anche quando facevano esplodere le nostre strutture estere e contribuivano a demolire luoghi di interesse statunitense. Ora che siamo di nuovo sul punto di rilanciare la moneta truccata a due teste di al-Qaida, ricordiamo agli statunitensi le scuse fasulle per “mantenere al-Qaida fuori dall’Afghanistan” e le truppe statunitensi in Afghanistan, nell’ultima reinterpretazione di “Why We Fight” secondo il signor Panetta.
Il Pentagono e i suoi seguaci nella produzione filmica in stile Hollywood, offrono la loro versione della realtà dalla Seconda Guerra Mondiale. Ora che i loro computer gli danno la capacità di creare simulazioni della loro versione della realtà, dispongono dei migliori bugiardi che lavorano a una reale simulazione della Terza Guerra Mondiale. Loro intenzione finale è utilizzare questa simulazione come un veicolo per scatenare una guerra mondiale tutto l’anno, una fin troppo reale per la vita dei popoli di tutto il mondo, a partire dal 2013. Questa è la chiave per comprendere le contraddizioni, l’ipocrisia e il mix di falsità mediatiche ed eventi reali. I mass media rendono tutto possibile, senza di essi ci sarebbe solo la realtà, una realtà che non sarebbe possibile negare.
Abbiamo raggiunto il punto di contraddizione della più grande delle PSYOP, dove la maggioranza  delle persone non sarà più capace di “sospendere l’incredulità,” elemento chiave di ogni buona produzione di Hollywood. La “guerra globale al terrorismo” degli USA funziona con gli stessi principi di ogni precedente stravaganza di Hollywood, in modo da far andare avanti la trama, dove lo spettatore deve innanzitutto accettare i termini di un contratto simbolico tra spettatore e regista. In questo caso, stiamo parlando della clausola sociale, nel contratto di intrattenimento, della “sospensione dell’incredulità“. Ogni spettatore deve rispettare questo concetto guida fin dall’inizio, per vedere il film con occhio acritico, sorvolare su ogni critica alle carenze della trama fino alla fine del film, o almeno fino a quando la vera storia viene rivelata.
Questo è laddove è arrivata la produzione (PSYOP) Hollywood/Pentagono, dove la vera trama viene rivelata da quelli tra noi che hanno la forza o la voglia di vedere la verità nella guerra al terrore statunitense, normalmente un punto che viene raggiunto verso la fine della produzione. Dal momento che veniamo risucchiati in uno stato di guerra mondiale limitata permanente, le regole del galateo dei film non si applicano più su di noi. Quelli di noi che possono vederlo sono liberi di strappare apertamente l’inconsistente trama che ci viene imposta. Siamo bloccati in una guerra terroristica, anche se ora siamo apertamente alleati con gli stessi  terroristi di “al-Qaida” contro cui avremmo presumibilmente combattuto dall’inizio della guerra al terrore di Bush. Barack Obama sta usando dei terroristi che sono chiaramente l’elemento centrale della sua politica estera. Li stiamo utilizzando come forza mercenaria a nostro servizio in Libia e Siria, come utilizziamo il Tehreek e-Taliban Pakistan (TTP) collegato ad “al-Qaida“, nella regione tribale del Pakistan. Anche Mehsud Hakeemullah proprietario del franchising TTP di “al-Qaida” in Pakistan, sta lavorando per Obama, anche se originariamente i pakistani venivano uccisi da Bush il Minorato.
Prima di noleggiare questi terroristi di “al-Qaida” in Pakistan, Bush e Cheney avevano noleggiato un ramo diverso di “al-Qaida”, per uccidere militari statunitensi in Iraq. Bush ne aveva bisogno per prolungare la guerra in Iraq, dopo l’efficace veloce vittoria iniziale. Ora Obama ha bisogno di loro per svolgere lo stesso servizio in Pakistan e in Afghanistan, aiutandolo a prolungarvi la guerra per un futuro indefinito. Ogni volta che la politica estera statunitense fa affidamento su un nucleo di forza dei militanti “islamisti”, che combattano per noi come “combattenti per la libertà”, o contro di noi come “terroristi”, la contraddizione intrinseca viene svelata. Questo è il punto di svolta, dove l’audience inizia a “guardare dietro lo schermo.”
Questo è il punto della contraddizione che ora affrontiamo, quando tutte le stronzate governative vanno in malora. Questo è il momento di sbarazzarci di tali ipocrite contraddizioni dalle nostre teste e volgerle a nostro vantaggio, o cedere il nostro paese ai fascisti e ai comunisti che hanno cospirato per rovinarci fino a questo punto? Un’altra rivoluzione americana batte sicuramente per un’altra guerra civile americana, ogni giorno.

Peter Chamberlin è un analista politico statunitense, autore del blog There Are No Sunglasses.

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 141 follower