Cina e Russia costruiranno uno scudo antimissile congiunto

Dedefensa 15 ottobre 20141338471173_swalker.ru_don-2n-28Conosciamo l’importanza strategico-comunicativa che lo sviluppo della rete antimissili balistici statunitense (BMD e BMDE per l’Europa) ha acquisita nel 2002-2003, divenuto importante punto di disaccordo strategico tra Stati Uniti e Russia dal 2006-2007, e da allora ha continuato ad aggravarsi. Resta inteso che, nelle condizioni attuali, tale dinamica antagonistica tra le due potenze crescerà in modo esponenziale. Ma… ecco apparire un nuovo elemento. Ci sono voci e informazioni sempre più corroborate che la Russia stia sviluppando un sistema diversificato e sofisticato completamente orientato sui missili, a livello strategico, naturalmente, ma anche tattico. Inoltre, secondo Vasilij Kashin di Voce della Russia, vi è convergenza tra Cina e Russia sulla necessità strategica di sistemi di difesa missilistici, e dello sviluppo embrionale di un tale sistema da parte cinese, con la possibilità molto seria, secondo Kashin, dello sviluppo di un sistema antimissile congiunto russo-cinese. Sarebbe una vera e propria inversione delle tendenze strategiche, politiche e comunicative con il passaggio dalla dialettica offensiva e perentoria degli Stati Uniti, con il proprio sistema antimissile, al panico istigato dal progetto russo, in particolare se tale progetto diventa un progetto russo-cinese con una cooperazione che, apparendo assai seria, indubbiamente va considerata nelle dinamiche in accelerazione…. Il testo di Voce della Russia (13 ottobre 2014), presenta informazioni più precise su questa situazione russa e russo-cinese. “Il ministro della Difesa della Russia Sergej Shojgu ha recentemente dichiarato la creazione di un Sistema Unificato Spaziale (SUS), il nuovo sistema di allarme missilistico e priorità per lo sviluppo delle forze missilistiche strategiche. Secondo il parere degli esperti, nelle condizioni attuali del sistema di allarme missilistico, si tratta di uno dei più promettenti assi di cooperazione tecnico-militare tra Russia e Cina. Il sistema russo comprenderà satelliti di nuova generazione e una rete di posti di comando protetti per l’elaborazione delle informazioni ricevute dallo spazio orbitale. Questo gruppo di satelliti sostituirà il recente sistema di Oko-1 dalle caratteristiche insoddisfacenti. (…) Il SUS può rilevare non solo i lanci dei missili balistici intercontinentali, ma anche dei missili tattici. Il SUS sarà quindi un fattore della sicurezza strategica e fornirà dati preziosi per la ricognizione dei conflitti locali. Il satelliti di allarme saranno più duraturi della precedente generazione. (…) La Cina ha bisogno anch’essa di un sistema di allarme affidabile. La sua importanza cresce a poco a poco costruendo le nuove forze nucleari strategiche, mobili ed efficienti capaci, se necessario, del colpo preventivo. La Cina deve prendere in considerazione non solo la minaccia dagli Stati Uniti, ma anche i moderni missili a medio raggio dei Paesi vicini. Pechino cerca di creare un potente sistema di difesa missilistica strategica e ha testato sistemi di difesa antimissile in grado di intercettare obiettivi balistici nella fase centrale e finale della loro traiettoria. Inoltre ha prodotto diversi programmi per lo sviluppo di armi antisatellite. E’ chiaro che la capacità del sistema di allarme cinese non riflette lo sviluppo delle forze nucleari strategiche nazionali e quello dei sistemi antimissili e antisatellite. Nel frattempo, la Russia non solo costruisce attivamente il suo sistema di allarme missilistico, ma anche le stazioni radar avanzate terrestri come il radar Voronezh. Così nelle attuali circostanze il sistema di allarme missilistico avanzato è una delle mutue aree più promettenti della cooperazione tecnico-militare. Non si tratta solo di fornire equipaggiamenti e tecnologia russa alla Cina. La creazione di un sistema comune può anche testimoniare la nuova fase del partenariato strategico bilaterale“. Questo orientamento è ovviamente d’importanza ben superiore all’aspetto strategico, di massima politica e si può anche dire che sia la “prima politica”. Questa osservazione deriva dal fatto che il sistema antimissile con maggiore operatività riguarda naturalmente il campo strategico-nucleare, ma anche e forse soprattutto riguarda il fatto che il sistema statunitense, con le sue varie intenzioni per uno schieramento aggressivo intorno la Russia, ha suscitato un fenomeno molto importante che riguarda la comunicazione delle interpretazioni politiche. Vi sono tre punti di riflessione sulla dimensione dell'”alta politica” nello sviluppo del sistema missilistico russo, la possibilità di svilupparne uno russo-cinese e le trattative già avviate in questa direzione…
• Il primo è il fatto che la crisi ucraina e il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia hanno effettivamente spinto la Russia ad avviare un programma degli armamenti volto a contrastare il potere militare degli Stati Uniti in tutti i campi, senza eccezioni. Quello della difesa missilistica è particolarmente significativo, paradossalmente allo stato attuale delle forze strategiche, è un elemento della difesa che accentua in modo significativo la capacità offensiva delle forze nucleari strategiche. I russi hanno scelto un percorso che sembrerebbe più efficiente e più completo rispetto al sistema statunitense: il sistema SUS è un sistema autonomo di rilevamento, comunicazione e leadership che abbraccia diversi tipi di minacce (da quelle strategiche a quelle tattiche), cui è asservita la rete di difesa antimissile (S-300, S-400 e S-500) in cui i russi eccellono e sono i primi al mondo. Ciò conferma che i russi ricercano la superiorità strategica sugli USA (vedi 6 ottobre 2014), e non semplicemente di bilanciare la minaccia. Il significato politico di questo approccio è evidente ed estremamente importante perché riconosce che la Russia è spinta, certamente contro la sua volontà volendo che le relazioni di potere responsabili con gli Stati Uniti permangano, considerare lo sviluppo del suo potere da un punto di vista unilaterale, essendo necessario per la propria sicurezza, e non uno sforzo concertato al bilanciamento, come avvenuto durante la Guerra Fredda tra URSS e USA.
• La cooperazione tra Russia e Cina in tale campo, con intesa la leadership russa, è un evento politico della massima importanza. Si tratta di un inasprimento assolutamente decisivo dei legami strategici, quindi un evento di grande potere politico per i due, che ne suggella l’alleanza strategica al massimo livello. Entrambi i Paesi trarranno beneficio nel rafforzare la loro alleanza: la Cina ottenendo una garanzia strategica operativa di grande importanza, rafforzandone la posizione di potenza nucleare significativa verso le due più grandi; la Russia rafforzando la propria posizione con un’alleanza strategica che si sviluppa molto rapidamente per via degli eventi (Ucraina e politica del blocco BAO), ma con una dinamica che mette la Cina in posizione di forza verso la Russia, per via della sua superiorità finanziaria e patrimoniale. Infatti, un tale progetto mostrerebbe la potenza tecnologica e militare della Russia bilanciando nell’alleanza la forza finanziaria e capitale della Cina.
• Dal punto di vista del sistema di comunicazione, possiamo essere sicuri, se il progetto di cooperazione prende forma e quando commentatori ed esperti statunitensi cominceranno a capire cosa succede, allarme e panico prevarranno immediatamente nelle sue reazioni. Esperienza e isterismo in tal senso sono inconfondibili. Ciò porterà ad ulteriori tensioni, un ulteriore radicalizzazione degli Stati Uniti nel rafforzare bilancio e programmi di sviluppo del Pentagono (tra cui il programma missilistico, certamente). Ciò sarebbe eccellente perché riguardo al blocco tecnologico e all’esaurimento burocratico e di gestione in cui sguazza l’apparato della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, con una tale spinta supplementare rafforzerebbe confusione e disordine dell’iper-comunicazione nel cuore di tale sistema. Quindi ci si aggrapperebbe all’isterismo e alla resurrezione di progetti di comunicazione come la superiorità nucleare strategica dell’attacco preventivo del primo colpo, come discusso in particolare nel 2006 e recentemente ricordato (31 marzo 2006 e 9 giugno 2014). (Il primo colpo diventa assai problematico se c’è una seria rete antimissile). Ancora una volta, la confusione e l’iperdisordine, questa volta intellettuale dalla psicologia isterica dominante, renderanno ancora più incomprensibile, incontrollabile, terrorizzata e imprevedibile la politica strategica degli USA… Tale reazione sarà “terrorizza” soprattutto per la misera Europa, impantanata nel suo osceno vassallaggio, trovandosi ad affrontare una escalation esplosiva che dovrà seguire mentre confina con la Russia ed è priva di capacità strategiche per la propria sicurezza.
In generale, un tale progetto dovrebbe ulteriormente migliorare significativamente la rinascita della potenza militare della Russia, insieme alla seria costruzione strutturale dell’alleanza strategica tra Cina e Russia. In un certo senso, potremmo dire, che il progetto giunga a termine o meno, non c’è che d’aspettare la conclusione per ottenerne l’essenza. Infatti, l’effetto principale d’aspettarsi è la pura comunicazione nel diluvio e scontro delle varie narrative che ingombrano le menti delle élite del Sistema del blocco BAO; e tale effetto accrescerà dubbi e isteria nelle menti dell’élite del Sistema del blocco BAO… Non nascondiamo a nostro avviso che tale estensione è il modo migliore per innescare reazioni che promuovano uno stretto processo causa-effetto tra superpotenza del Sistema ed accelerazione della trasmutazione della superpotenza in distruzione. Ne scriviamo secondo l’osservazione, ormai data a nostro avviso, che la superpotenza del Sistema in accelerazione costante è divenuta una dinamica che gira a vuoto perché avviene nel declino causato da impoverimento e confusione degli strumenti utilizzati. Quindi, sì, superpotenza immediatamente entrata operativamente nel processo di auto-distruzione.

oknofacilityatnurekTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il potenziale nucleare strategico della Russia sarà aggiornato entro il 2020

Dmitrij Litovkin, RIR, 6 ottobre 2014

In reazione all’espansione della NATO, la Russia crea nuovi missili balistici, perfeziona l’aviazione strategica, costruisce sottomarini e aggiorna il sistema di controllo spaziale.1385714Mosca accelera il rinnovamento della propria deterrenza nucleare, con il rinnovo completo delle forze entro il 2020, secondo il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, responsabile del complesso militare-industriale della Russia. Oggi vi sono ragioni sostanziali per la Russia di preoccuparsi della difesa, dice Viktor Esin ex-comandante delle forze missilistiche strategiche. “Gli USA costruiscono il loro sistema di difesa missilistico in Polonia, Romania e infine Paesi baltici minacciando direttamente la sicurezza della Russia. La comparsa dei sistemi antimissile in questi Paesi aiuterà gli Stati Uniti a realizzare il cosiddetto piano del ‘colpo di fulmine'”, spiega Esin. “In sostanza posizionare i sistemi antimissile il più vicino possibile alle basi di lancio dei missili balistici del potenziale nemico e impedirne il lancio”.

Rafforzare lo scudo nucleare
Fa notare che mentre il missile Pershing II potrebbe arrivare a Mosca in 7-10 minuti da un sito di lancio in Germania, i missili dei nuovi sistemi antimissile nei Paesi baltici dovrebbero coprire tale distanza in metà tempo. “Con tale intervallo il sistema di difesa missilistico russo sarebbe impotente“, chiarendo che ciò è uno dei motivi per cui Mosca modernizza il suo ‘scudo nucleare’ al più presto possibile. Nell’ambito del piano per lo sviluppo strategico nucleare, un passo importante è stato compiuto verso la creazione di nuovi missili balistici, per esempio lo RS-26 Jars, che dispone di diverse testate nucleari ipersoniche manovrabili. Ognuna ha un proprio sistema di guida e può superare qualsiasi sistema di difesa missilistica. Il piano è sostituire con questi missili i complessi mobili e fissi missilistici Topol e Topol-M, in totale 186 missili.

La nuova dottrina militare
Inoltre si sviluppano le componenti navali della capacità di deterrenza nucleare strategica. La Russia ha iniziato la costruzione in serie dei battelli di nuova generazione 955 Borej, che saranno la principale componente della triade nucleare navale della Russia. Secondo il programma di difesa dello Stato, entro il 2020 la marina riceverà otto sottomarini nucleari serie 955 dotati di missili balistici. Ciascuno dei vascelli subacquei avrà 16 missili balistici Bulava. Nel frattempo, l’aviazione strategica della Russia assiste alla continua modernizzazione degli equipaggiamenti di bordo dei suoi vettori missilistici Tu-160 e Tu-95. Ciascuno dei 66 bombardieri pesanti riceverà nuovi sistemi di comando, navigazione e puntamento, permettendo ai bombardieri d’essere utilizzati non solo per la deterrenza nucleare, ma anche per il lancio di missili e bombe convenzionali. “La nuova dottrina della sicurezza nazionale in via preparazione per la pubblicazione, oggi, in relazione alle nuove sfide alla sicurezza russa, non includerà il paragrafo sull’attacco nucleare preventivo nel caso di minaccia alla sicurezza del nostro Paese“, dice Jurij Baluevskij, ex-capo di stato maggiore dell’esercito russo. “Ciò nonostante, Mosca si riserva il diritto di possedere e, in caso di emergenza, usare armi nucleari“.

1001731Reazione difensiva
Per fare questo nelle attuali condizioni, non basta avere solo missili balistici, sottomarini e bombardieri. È inoltre necessario disporre di un affidabile sistema di sorveglianza spaziale, per l’allarme sui lanci di missili e il controllo delle proprie armi nucleari. Nell’ambito del programma di Difesa dello Stato 2020, la Russia ha già stabilito lungo i confini una rete di stazioni radar tipo Voronezh per l’allerta sul lancio di missili. La prima di queste stazioni è stata istituita presso San Pietroburgo. Di conseguenza i militari possono “vedere” tutto ciò che accade nell’aria e nello spazio dal Marocco alle Spitsbergen, fino alla costa orientale degli Stati Uniti. Una seconda stazione è stata costruita nei pressi di Armavir, nel territorio di Krasnodar, e controlla ciò che accade tra Nord Africa e India. I sistemi radar controllano lo spazio fino ad oltre 2500 chilometri. La costruzione di un centro nella regione di Kaliningrad ha chiuso il fronte occidentale, e nel prossimo futuro una stazione sarà creata nella regione di Irkutsk, ‘penetrando’ dallo spazio cinese fino alle coste occidentali degli Stati Uniti.
Secondo il Generale Sergej Karakaev, comandante delle forze missilistiche strategiche russe, le forze sotto la sua supervisione sono passate a un nuovo sistema di comando completamente digitale. Ciò aumenta la stabilità del sistema nel caso di conflitto nucleare. “Tale dimostrazione di forza è più una reazione difensiva piuttosto che il desiderio di spaventare qualcuno“, afferma Vadim Kozjulin, docente presso l’Accademia delle Scienze Militari, che sostiene che Mosca e Washington conoscono perfettamente la responsabilità di possedere e il pericolo di usare, armi nucleari. “In caso contrario, le parti non si sarebbero sedute negoziando la preservazione dell’accordo sui missili a media e lunga gittata. Nel campo delle armi strategiche, credo che entrambe le parti manterranno la prudenza“.

borei_class_l2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Il principio di Newton russo: Mosca si prepara alla chiamata alla guerra occidentale

VestiReseau International 12 settembre 2014

7999e60b815e24bffbdc478aa7923fb9La Russia deve essere pronta a qualsiasi provocazione bellica. S’è parlato al Cremlino delle nuove armi per l’esercito nel prossimo futuro. Vladimir Putin ha avuto una riunione sul programma degli armamenti del governo entro il 2025, mentre l’infrastruttura militare della NATO si avvicina ai confini della Russia. Mosca non ha intenzione di rimanere inerte, come negli anni ’90. Il presidente ora dirigerà personalmente i lavori del complesso militare-industriale.
Spettacolo affascinante: il missile balistico da 30 tonnellate Bulava, decollava da sotto il mare e scompariva all’orizzonte. Questo è il primo lancio dal sottomarino “Vladimir Monomakh” nelle manovre militari nel Mar Bianco. E il primo lancio riuscito, come annunciato dallo Stato Maggiore Generale, dopo pochi minuti le testate del missile raggiungevano il loro obiettivo in Kamchatka. “Nell’ambito dei test del sottomarino lanciamissili strategico ‘Vladimir Monomakh’ è stato lanciato con successo un missile strategico dal Mar Bianco“, annunciava con orgoglio il comandante della Marina militare Victor Tshirkov. Ciò è servito a introdurre il grande incontro al Cremlino sul nuovo programma degli armamenti del governo.
Al fine di valutare il numero di missili, sottomarini, carri armati e armi varie necessari alla Russia, Putin ha riunito i vertici militari e finanziari, iniziando con questa notizia: “È stato firmato il decreto sulla creazione della nuova Commissione militare-industriale della Federazione Russa. Questo comitato riferisce al Presidente. Abbiamo discusso la questione con il governo e il capo del governo. Abbiamo convenuto che in questo modo il lavoro sarà più efficace, considerando che la commissione supervisionerà una parte significativa della sostituzione delle importazioni. Su tale punto devono concordare non solo il governo ma anche le varie strutture direttamente sotto l’autorità del presidente“, ha spiegato il presidente ai partecipanti alla riunione. Il Vicepresidente del Comitato sarà il vicepremier Dmitrij Rogozin, che supervisionerà i lavori del complesso militare-industriale. La sua prima preoccupazione sarà il nuovo programma degli armamenti del governo per il periodo 2016-2025. Questo programma ha una base finanziaria solida; l’esercito ha ricevuto 2500 miliardi di rubli nel 2000 e sarà di oltre 20 miliardi di dollari entro il 2020, assieme a 3 miliardi di dollari assegnati separatamente alle industrie militari. Il presidente ha sottolineato che si tratta di enormi spese necessarie. “Questa concentrazione di risorse si spiega con il fatto che dobbiamo ri-equipaggiare l’Esercito e la Marina Militare e modernizzare l’industria della Difesa. Non è collegata ad alcuna corsa agli armamenti. Questo perché il nostro armamento principale, il nostro sistema difensivo e i nostri sistemi offensivi sono in esaurimento o obsoleti, sostituendoli con equipaggiamenti avanzati e moderni, dall’affidabilità solida. Dobbiamo recuperare il tempo perduto, quando la nuova tecnologia passò a una produzione ridotta e le fabbriche hanno perso le loro capacità e i loro dirigenti“, ha proseguito il presidente russo.
Il Capo di Stato Maggiore fornisce dati sulla situazione di agosto. L’esercito ha ricevuto 3600 armamenti di base e 241000 pezzi. Quali esattamente, non l’ha specificato. I dettagli probabilmente furono riportati nella riunione a porte chiuse. Vladimir Putin ha impostato la nuova missione del Consiglio del complesso militare-industriale e i punti cui prestare attenzione: “Bisogna misurare in modo affidabile e completo le potenziali minacce alla sicurezza militare del nostro Paese. Ciascuna di tali minacce deve essere definita adeguatamente come un’efficace risposta. Come sappiamo, da un paio di anni gli Stati Uniti hanno violato unilateralmente il trattato ABM, attivando il loro sistema di difesa antimissile. I colloqui al riguardo non funzionano, tanto che il sistema viene sviluppato in Europa e Alaska, presso i nostri confini”, ha avvertito il capo dello Stato. “L’espansione della NATO a Est è una seria preoccupazione. Le promesse su ciò di Stati Uniti e loro alleati sono dimenticate. Sapete che è stato deciso recentemente di aumentare la presenza della NATO in Europa orientale. La Crisi ucraina, causata e creata dai nostri partner occidentali, viene ora utilizzata per rilanciare il blocco militare della NATO. Tutto ciò deve essere preso in considerazione e considerato nel processo decisionale per garantire la sicurezza del nostro Paese. Faremo tutto ciò che è necessario affinché la sicurezza sia affidabile e completamente garantita. abbiamo già annunciato e ripetuto che, se saremo costretti, dico costretti, adotteremo misure adeguate per garantire la nostra sicurezza. L’abbiamo detto più e più volte, e vedremo che ne conseguiranno reazioni isteriche quando saranno adottate definitivamente tali decisioni ed agiremo. Voglio sottolineare che tutto ciò che facciamo è una risposta“, ha ripetuto il presidente. “Un’ulteriore minaccia alla Russia è il rapido colpo globale (Prompt Global Strike), studiato e attivamente sviluppato dagli Stati Uniti, e che dovrebbe annientare tutti i centri di comando delle forze strategiche. La Russia non rimarrà semplice spettatrice“. Come annunciato dal viceministro della Difesa e dal segretario del nuovo comitato, la Russia svilupperà la propria risposta. “Possiamo, se saremo costretti dal materializzarsi della minaccia, prima di tutto sviluppare la risposta a tale nuova arma“, è stata la risposta ai giornalisti del viceministro della Difesa russo Jurij Borisov. “I finanziamenti per questi programmi si baseranno sull’economia russa e non sarnno a scapito dello sviluppo“.
Alcuni vorrebbero riprendere la corsa agli armamenti, ovviamente non rientrano in tale quadro, è assolutamente escluso. Agiremo secondo le reali prospettive di sviluppo economico“, ha detto Vladimir Putin. “Se il programma del governo precedente era basato sulla modernizzazione delle armi esistenti, il nuovo programma sarà anticipare“, afferma Dmitrij Rogozin. “La posta in gioco sono le armi intelligenti ad alta tecnologia“. “Questo programma degli armamenti deve garantire la piena possibilità difensiva del nostro grande Paese, con l’uso di armi ‘intelligenti’ che, dice, trasformeranno il soldato e l’ufficiale in operatori degli armamenti; queste armi saranno attivate a distanza dagli operatori militari, lontano dalle zona di combattimento. De facto, dobbiamo vedere il nemico prima che lui ci veda, sentirlo prima che ci senta, rilevarlo, seguirlo e distruggerlo“, ha detto Dmitrij Rogozin sulle nuove armi intelligenti. Un altro compito attuale è la sostituzione delle importazioni in risposta alle possibili sanzioni economiche degli occidentali. “Non abbiamo intenzione di disturbare indebitamente la cooperazione con i nostri partner stranieri, ma dobbiamo comprendere i rischi esistenti, la nostra industria deve essere pronta a fornire attrezzature e materiali critici necessari e disporne la produzione, come di conseguenza tecnologie, sviluppo e base tecnica”, questo è il compito specificato da Vladimir Putin ai dirigenti del complesso militare-industriale. Oltre all’indipendenza, ciò sarà uno stimolo per l’industria degli armamenti. Tali ordini erano attesi da tempo nel settore.
Il secondo incontro s’è svolto a porte chiuse, costituendo la prima riunione della nuova commissione militare-industriale guidata da Vladimir Putin. Qui il Cremlino ha finalmente approvato il nuovo principio delle Forze Armate russe, il principio della non-aggressione, del non intervento e dell’autosufficienza militare.

BulavaMonomakhTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Paura di Satana: perché gli Stati Uniti sono terrorizzati dal missile russo

Rakesh Krishnan Simha RBTH 23 maggio 2014

Gli sforzi degli statunitensi contro l’SS-18 della Russia, il missile strategico più potente del mondo, sono suscitati dal timore di vivere all’ombra della paura.

1400140427_ocherednoy-rossiysko-ukrainskiy-dnepr-startuet-v-iyuneNella storia umana non c’è mai stata un arma distruttiva come il missile balistico intercontinentale (ICBM) russo SS-18. Per comprendere il vero potere di questa arma da giudizio universale, provate a paragonarla alla testata nucleare degli Stati Uniti utilizzata per cancellare Hiroshima. La bomba di Hiroshima aveva una potenza di ‘soli’ 15 chiloton (KT) o 15000 tonnellate di TNT, eppure uccise 70000 persone. In confronto, un solo SS-18 trasporta fino a 10 testate nucleari indipendenti di circa 750 KT ciascuna. Alcuni missili sono armati con una colossale testata da 20000 KT. Durante i primi anni dell’era missilistica, gli Stati Uniti superavano la Russia in tecnologia e numeri, ma dai primi anni ’70, quando l’SS-18 entrò in servizio in numero significativo, Mosca colmò il gap missilistico e iniziò ad avanzare inesorabilmente. Nel 1990 Mosca aveva una riserva di circa 40000 testate nucleari (contro le 28000 degli Stati Uniti), ma utilizzando le sole 3000 sui suoi SS-18, avrebbe spazzato via tutta la vita umana negli Stati Uniti in 30 minuti. Nome in codice Satan per la NATO, il gigantesco SS-18 pesa 209000 kg. Il missile russo altamente preciso non solo penetra e distrugge i silos missilistici statunitensi, induriti a 300 psi, ma i suoi silos sono temprati fino agli incredibili 6000 psi, rendendo il missile del tutto inespugnabile. Sorprendentemente, per un missile del suo peso e lunghezza (33 metri) può virare (spostandosi su una serie di curve a forma di S per eludere le difese antimissile) e la sua microelettronica è indurita in modo da operare anche sotto attacco nucleare. Il Satan può irrompere nei complessi missilistici strategici statunitensi attraverso le cosiddette “finestre di vulnerabilità”. La potenza spaventosa di questo missile terrorizza la leadership statunitense, costringendo rapidamente Washington al tavolo dei negoziati. Nei Strategic Arms Limitation Talks dei primi anni ’70, si decise il drastico rallentamento della corsa agli armamenti, finora incontrollabile.

Obiettivo Satan
Poiché l’SS-18 rappresentava una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti, il missile fu al centro dei colloqui sugli armamenti tra le due superpotenze. Gli statunitensi si offrirono di togliere di mezzo i loro missili strategici in Europa se i russi avessero deciso profondi tagli alle loro forze missilistiche. Dei 308 silos di lancio degli SS-18 nel 1991, Mosca li ridusse a 154, secondo il trattato START I. START II eliminava tutti i missili SS-18, ma non entrò in vigore e i missili rimasero in servizio. Dal punto di vista della Russia il ritardo si dimostrò una fortuna. Mentre le relazioni con gli Stati Uniti si tesero per l’espansione della NATO sempre più vicina ai confini della Russia, Mosca decise di mantenere le sue superarmi. Ora che il finto romanticismo Russia-USA del 1991 è un lontano ricordo, è abbastanza chiaro al Cremlino che gli ICBM nei silos principali sono decisivi per avere una deterrenza. Ora con un improvviso tuffo nel passato, l’SS-18 è tornato alla ribalta, coinvolto nella guerra delle sanzioni. In risposta alla vaste sanzioni statunitensi, portando Mosca ad annunciare di voler sospendere la vendita di motori a razzo agli Stati Uniti, se tali motori venissero utilizzati per scopi militari, alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti hanno proposto una mossa pericolosa.
I deputati degli Stati Uniti vogliono che il loro governo avvii i colloqui con il governo ucraino per por termine alla cooperazione tra Kiev e Mosca sulla manutenzione degli SS-18. Gli statunitensi potrebbero avere una brutta sorpresa. Il missile è prodotto dal complesso industriale militare Juzhnoe Design Bureau dell’Ucraina, ma la Federation of American Scientist dice, “le imprese russe provvedono alla manutenzione degli SS-18 attualmente nell’arsenale”. Anche se gli ucraini sono coinvolti nella manutenzione di alcuni missili strategici russi, gli Stati Uniti non possono influenzare ciò di molto. Viktor Esin, l’ex-capo di Stato Maggiore del Comando missilistico strategico della Russia, ha detto a Nezavisimaja Gazeta che l’impresa ucraina “esiste principalmente grazie al denaro della Russia versato per la manutenzione fornita” al sistema missilistico. “Questi legami economici sono importanti, indipendentemente da chi sia al potere in Ucraina. E non credo che questo accordo intergovernativo sarà revocato“. In ogni caso, cercare di rovesciare la difesa missilistica strategica della Russia sarebbe un buon esempio di hara-kiri della civiltà. Gli Stati Uniti giocano alla roulette nucleare, senza badare alla capacità di reazione del Cremlino.

181825033Perché gli Stati Uniti non devono preoccuparsi
Sembra che l’acuta campagna contro gli SS-18 a Washington sia principalmente dovuta alle paure ataviche degli statunitensi sull’arma del giorno del giudizio che, frustrante, non è in loro controllo ma in possesso del rivale. Nel 21° secolo, quando la Russia non è più un nemico mortale, tali paure sono infondate. Un rapporto del dipartimento della Difesa (DOD) sulle forze nucleari russe, stilato in coordinamento con il direttore della National Intelligence, dice che anche il peggiore scenario di un primo attacco russo avrebbe “poco o nessun effetto” sulla capacità di ritorsione degli Stati Uniti. Il rapporto conclude che la Russia “non potrebbe avere un vantaggio militare significativo da qualsiasi espansione plausibile delle proprie forze nucleari strategiche, anche in caso di rottura o abbandono del nuovo trattato START“. Il Congresso degli Stati Uniti sembra intensificare la retorica perché semplicemente male informato, ignorante e profondamente grossolano.

Satan vive
Nel frattempo, 50 anni dopo la sua prima adozione, l’SS-18 è pronto come sempre. Mentre le forze missilistiche strategiche della Russia riceveranno più di 400 nuovi missili in 10 anni, nell’ambito del programma di modernizzazione, Satan sembra destinato a sopravvivere facilmente fino al 2040 grazie agli aggiornamenti. Strategy Page riferisce: “La maggior parte dei lanci di prova negli ultimi dieci anni ha avuto successo, e altri test di controllo di qualità sono stati positivi. Nonostante il crollo post-Guerra Fredda dei militari russi, finanze e personale di qualità continuano ad andare alle forze missilistiche, l’estrema difesa della nazione più grande del pianeta“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il deterrente definitivo: come funziona il sistema russo ‘Perimetro’

Anton Valagin, Rossijskaja Gazeta 3 aprile 2014 – RBTH

Il Sistema di Difesa finale russo invierà un attacco nucleare di ritorsione, anche se le linee comando e comunicazione delle forze strategiche missilistiche sono totalmente distrutte. Il sistema si chiama ‘Perimetro’ e negli Stati Uniti è stato soprannominato ‘mano morta’.

199680215Il comando e controllo principale dei missili strategici si chiama Kazbek. E’ famoso per la valigetta nucleare, nome in codice Cheget. Perimetro è un sistema di comando alternativo delle forze nucleari della Russia. E’ stato progettato per controllare automaticamente un attacco nucleare massiccio. Lo sviluppo del sistema di ritorsione assicurato iniziò durante la Guerra Fredda, quando divenne chiaro che i sistemi di guerra elettronica, costantemente migliorati, avrebbero presto potuto bloccare i canali regolari di controllo delle forze nucleari strategiche. È stato necessario un sistema di comunicazione di backup che garantisse ai comandi il controllo dei lanciatori. Fu allora che l’idea venne concepita utilizzando un missile dotato di un potente trasmettitore radio come collegamento per le comunicazioni. Mentre sorvola l’Unione Sovietica, il missile invierebbe il comando di lancio non solo ai centri di comando della forza missilistica strategica, ma anche direttamente ai lanciatori. Il 30 agosto 1974 il decreto segreto N°695-227 dell’URSS ordinò al Juzhnoe Design Bureau di Dnepropetrovsk, produttore di missili balistici intercontinentali, di creare questo sistema. L’UR-100UTTKh (designazione NATO Spanker) fu utilizzato come base del sistema. I test di volo iniziarono nel 1979, e il primo lancio riuscito con il trasmettitore avvenne il 26 dicembre. I test confermarono che tutti i componenti del sistema Perimetro potevano interagire con successo, e che la testata del comando missilistico avrebbe indicato la traiettoria desiderata. Nel novembre 1984 il missile comando fu lanciato da Polotsk e diede un comando all’impianto del silo di lancio di un ICBM RS-20 (SS-18 Satan) di Bajkonur. Il Satan fu lanciato, e dopo che ogni stadio venne testato, fu confermato quando la testata cadde sul quadrante giusto del poligono di Kura nella penisola di Kamchatka. Nel gennaio 1985, Perimetro entrò in servizio. Da allora il sistema è stato aggiornato più volte, ora i moderni ICBM sono utilizzati come missili comando.

Quattro ‘se’
Il sistema si compone di missili balistici comando che invece di volare verso il nemico, volano sulla Russia, e invece di testate termonucleari, trasportano trasmettitori che inviano il comando di lancio di tutti i missili da combattimento disponibili su silos, aerei, sottomarini e unità terrestri mobili. Il sistema è completamente automatizzato, il fattore umano è escluso o minimizzato. La decisione di lanciare i missili comando è presa da un sistema di controllo e comando autonomo, un sistema d’intelligenza artificiale complessa che riceve e analizza un’ampia varietà di informazioni su attività sismica, radiazioni, pressione atmosferica e intensità delle vibrazioni delle radiofrequenze militari. Controlla la telemetria dai posti di osservazione della forza missilistica strategica e i dati provenienti dai sistemi di allerta precoce (EWS). Se rileva, per esempio, più fonti puntuali di potenti ionizzanti e radiazioni elettromagnetiche, li confronta con i dati sui disturbi sismici nelle stesse posizioni, e prende la decisione se ci sia o meno un attacco nucleare massiccio. In quest’ultimo caso, Perimetro avvierebbe l’attacco di rappresaglia bypassando anche Kazbek.
Un altro scenario è il caso in cui la leadership del Paese riceva informazioni dal sistema di allerta precoce secondo cui altri Paesi hanno lanciato missili, attiverebbe Perimetro. Se il comando di arresto non arriva entro un certo periodo di tempo, il sistema lancerebbe i missili. Ciò elimina il fattore umano e garantisce che vi sia l’attacco di rappresaglia, anche se le squadre di comando e lancio sono state completamente distrutte.
In tempo di pace, Perimetro è dormiente, ma continua comunque ad analizzare le informazioni in entrata. Quando è in allerta o quando riceve un segnale di avvertimento da EWS, forze strategiche, o altri sistemi, una rete di sensori di monitoraggio viene attivata per rilevare i segni delle esplosioni nucleari. I leader russi hanno ripetutamente assicurato i governi stranieri che non vi è alcun rischio di un lancio accidentale o non autorizzato. Prima di lanciare, Perimetro controlla quattro condizioni. In primo luogo, se c’è un attacco nucleare. Poi controlla le comunicazioni con lo Stato Maggiore.  Se ci sono ancora, il sistema si spegne. Se lo Stato Maggiore non risponde, Perimetro invia una richiesta a Kazbek. Se non c’è risposta neanche da lì, l’intelligenza artificiale dà ad ogni persona nel bunker di comando il diritto di decidere. E solo allora s’attiva.

e529737d69e7dfe926437421716Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Prompt Global Strike: un altro passo ambizioso

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 13/02/2014

ahw_1260Lo scorso febbraio Zachary Keck, noto esperto, associate editor di The Diplomat e giornalista di The National Interest, ha pubblicato un brillante pezzo che dice che la Marina degli Stati Uniti esplora la fattibilità di missili ipersonici sub-lanciati nell’ambito del programma del Sistema d’Attacco Globale (CPGS). Si riferisce ad un rapporto della Difesa che afferma che l’ufficio Programmi Sistemi Strategici della Marina sollecita proposte per “studi biennali industriali per rimpolpare le opzioni tecnologiche e l’architettura di un sistema d’arma d’attacco globale a medio raggio convenzionale”. Il rapporto afferma che la gara rientra nel “piano del dipartimento della Difesa per l’anno fiscale 2014, per studiare lanciatore, missile e testata di un’arma dal potenziale rivoluzionario”. L’ufficio ha annunciato la gara ed è pronto ad aggiudicare contratti “per valutare le opzioni tecnologiche e confrontare le considerazioni su costi, prestazioni e tecnologia di tali opzioni”. Oltre un decennio fa, nel tentativo di mantenere la superiorità militare e un potente deterrente, gli Stati Uniti individuarono la necessità di una nuova funzionalità. Ciò portò l’esercito statunitense a creare il concetto controverso di capacità di attacco globale ad alta precisione. Il programma è attualmente in fase di ricerca e sviluppo e punta principalmente allo sviluppo di armi convenzionali a lungo raggio ed alta precisione che possano raggiungere il bersaglio in qualsiasi parte del mondo entro un’ora. L’amministrazione Obama ha indicato che intende prendere una decisione di acquisizione entro la scadenza dei termini.
Il programma Prompt Global Strike (PGS) comprende numerose tecnologie. I componenti potenziali sono missili balistici intercontinentali dotati di testate non-nucleari ad alta precisione, missili da crociera strategici ipersonici o missili da crociera ipersonici aerolanciati, come il Boeing X-51 o l’Advanced Hypersonic Weapon, e armi cinetiche ancora allo studio. L’Air Force e la DARPA sviluppano un aliante ipersonico che potrebbe essere schierato su una versione modificata del missile balistico Peacekeeper, noto come Sistema missilistico d’attacco convenzionale (CSM). Il Congresso può rivedere le altre opzioni per le armi della missione PGS. Queste includono non solo  missili balistici e sistemi plananti, ma anche bombardieri e missili da crociera, possibilmente con scramjets o altre tecnologie avanzate. Inoltre, una volta che l’amministrazione Obama avvia la gara  di acquisizione, l’industria può anche presentare ulteriori idee. Gli Stati Uniti mirano a combinare il PGS con le tecnologie spaziali e antimissile per formare un sistema di difesa integrato che potrebbe rendere le armi strategiche degli altri Paesi, anche nucleari, quasi inutili. Vi sono alcuni risultati tangibili. Il 1 maggio 2013 un velivolo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force ha volato a più di cinque volte la velocità del suono, in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’X-51A dell’Air Force, un passo avanti nella tecnologia scramjet. L’aereo ha raggiunto la velocità di Mach 5,1 (4828 km/h) a 18288 metri, rendendosi ipersonico. Ha percorso 230 miglia in poco più di sei minuti. Il velivolo s’è tuffato nell’oceano, come previsto. Il velivolo X-51A è noto come Wave Rider (Surfista), perché vola, in parte, per la portanza generata dalle onde d’urto generate dal volo. Una volta sganciato da un bombardiere B-52, un booster a propellente solido viene utilizzato nella fase iniziale del volo dell’aereo accelerando alla velocità che consente al motore di attivarsi, risucchiando l’aria mentre il velivolo accelera. Raggiungere un volo scramjet è tecnicamente molto impegnativo per via delle alte velocità e temperature generate.
Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere una velocità di Mach 6 o superiore, sei volte la velocità del suono e abbastanza veloce per attraversare l’Oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. L’US Air Force continuerà la ricerca ipersonica e i successi del X-51A daranno un contributo al programma dell’Arma d’Attacco ad Alta Velocità attualmente in sviluppo.  X-51 non è un concorrente del Trident convenzionale, che avrà una gittata di soli 600 miglia nautiche. Viene aerolanciato da un velivolo, quindi spinto con un razzo a propellente solido prima che il motore ipersonico venga attivato. È la prima arma a non essere un missile balistico a volare a velocità ipersonica.
Nel suo recente libro, Silver Bullet? Asking The Right Questions about Prompt Global Strike, James Acton, senior associate nel Programma di Politica Nucleare della Carnegie Endowment for International Peace, sostiene la necessità di un più ampio dibattito sui meriti e demeriti del sistema. Vi sono diversi fattori destabilizzanti inerenti al programma, come la sua dipendenza dallo sviluppo di missili a lungo raggio con esplosivi convenzionali al posto delle testate nucleari, che potrebbe facilmente spingere uno Stato a scambiare un’arma CPGS per una testata nucleare, la cui potenziale ambiguità costituisce una notevole minaccia alla stabilità strategica. C’è un altro aspetto del problema. I velivoli aerolanciati a lunga gittata con testate convenzionali di precisione e armi non nucleari plananti non sono coperti da accordi. La questione non è inclusa nel programma di sicurezza e controllo degli armamenti, innescando una nuova corsa agli armamenti. Altri Paesi non hanno alcuna via d’uscita se non affrontare tale sfida, e lo fanno. Le preoccupazioni sono molto reali, tali fatti dimostrano che tentativi sono già in corso. Ci potranno essere profonde implicazioni per la sicurezza internazionale, se la questione non viene affrontata in tempo. Il dibattito negli Stati Uniti su come usare le armi CPGS per colpire duramente obiettivi in profondità, inevitabilmente sollevano le preoccupazioni della Russia sulla possibilità di sopravvivenza dei missili balistici intercontinentali nei silos. Funzionari russi hanno espresso aspre critiche verso i piani degli Stati Uniti per l’iniziativa del PGS.
Il 19 giugno 2013, poche ore prima che il presidente Barack Obama chiedesse ulteriori riduzioni nucleari a Berlino, il Presidente Vladimir Putin avvertiva confutandolo e precisando che, “vediamo che si lavora in tutto il mondo allo sviluppo di sistemi d’arma convenzionali ad alta precisione con  capacità d’attacco che si avvicinano a quelle delle armi nucleari strategiche. I Paesi con tali armi aumentano notevolmente la loro capacità offensiva”. A seguito del vertice del collegio del ministero della Difesa russo a Mosca, il 10 dicembre 2013, il ministro della Difesa, Generale Sergej Shojgu, e il Capo di Stato Maggiore Generale, Generale Valerij Gerasimov, istruirono i vertici sulle priorità militari. I comandanti hanno detto che lo sviluppo del Prompt Global Strike è una delle principali minacce che affronta il Piano della Difesa. Un piano è stato redatto per schierare missili nucleari su rotaie in possibile risposta al Prompt Global Strike. Il 18 dicembre 2013, il Tenente-Generale Sergej Karakaev ha detto, “Un rapporto del ministero della Difesa è stata presentato al presidente ed è stato dato l’ordine di sviluppare una progetto preliminare di sistema missilistico su rotaie”. Karakaev ha aggiunto che un’analisi approfondita del sistema d’arma statunitense ha portato alla conclusione che “vi sia la necessità di riconsiderare la questione del sistema missilistico su rotaie, data la sua maggiore capacità di sopravvivenza e la portata della nostra rete ferroviaria”. “Se parliamo dei vettori balistici convenzionali esistenti, chiaramente si percorre la via dell’escalation del conflitto dalle estreme conseguenze apocalittiche”, ha detto il Viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov. Il Viceprimo ministro russo Dmitrij Rogozin ha detto, lo scorso dicembre, che Mosca si riserva il diritto di usare le armi nucleari in risposta ad un attacco convenzionale, vedendolo come “grande stabilizzatore” che riduce la probabilità di un’aggressione… Rogozin ha detto che coloro che “sperimentano armi strategiche non-nucleari” dovrebbero ricordarsi che “se saremo attaccati senza dubbio useremo le armi nucleari, in certe situazioni, per difendere il nostro territorio e gli interessi dello Stato”.
I leader di Stati Uniti e Russia sanno essere saggi e perspicaci. Hanno firmato dal 1972 i trattati ABM, INCSEA, SORT e START e gli esperimenti anti-satellite sono stati abbandonati. Non è tempo di far rivivere quel passato? Altri Stati come la Cina potrebbero essere inclusi nel processo di controllo degli armamenti, un’alternativa migliore alla corsa agli armamenti incontrollata.

La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La supremazia statunitense finalmente sepolta

Réseau International 17 gennaio 2014

E’ stato come un pugno allo stomaco del Congresso degli Stati Uniti, che già lamenta i tagli al bilancio per le forze armate. Lo shock è evidente anche tra i giornalisti balbettanti nei loro testi. Nell’articolo che segue, Mike Hoffman non accetta l’idea che gli Stati Uniti abbiano perso il loro vantaggio tecnologico. Ma la verità è piuttosto rude. Il ministro della Difesa cinese ha confermato che il suo Paese ha condotto il test di un missile ipersonico, affrettandosi a rassicurare la compagna paranoica degli Stati Uniti.

1524963Il Congresso reagisce al test del missile ipersonico cinese
L’esercito cinese ha condotto un test missilistico ipersonico la scorsa settimana e tre membri del Congresso già affermano che i cinesi “sembrano averci superato” tecnologicamente. E’ difficile dirlo, dati i pochi dettagli sul test o se sia possibile confrontarlo ai progressi compiuti dai militari degli Stati Uniti, che hanno eseguito diversi test ipersonici negli ultimi anni. Un missile ipersonico deve volare tra Mach 5 e Mach 10 o 6150-12300 km all’ora, per essere considerato ipersonico. Stati Uniti, Cina, India e Russia cercano di sviluppare missili ipersonici per penetrare i sistemi di difesa missilistica incapaci d’intercettare tali veloci missili. I missili cruise volano oggi a circa 800-960 km all’ora. I membri repubblicani della commissione Forze Armate della Camera Howard P. “Buck” McKeon, Randy Forbes e Mike Rogers hanno rilasciato una dichiarazione congiunta dicendo di essere interessati, alla luce di ciò che hanno sentito del test cinese, alla capacità degli USA nel mantenere il proprio vantaggio tecnologico con gli attuali tagli approvati dal Congresso. “Mentre i tagli al bilancio della difesa continuano minando il vantaggio tecnologico degli statunitensi, cinesi e altri concorrenti avanzano verso la parità militare con gli Stati Uniti e, in alcuni casi, come questo, sembrano avanti“, hanno detto i congressisti nella loro dichiarazione. “Questo non aiuta a mantenere una convivenza pacifica nel Pacifico. L’abbiamo procrastinato per tre decenni, ritardando inappropriatamente la necessaria sostituzione degli equipaggiamenti delle nostre truppe, basate su materiale costruito durante gli anni di Reagan“.
Non si sa quante informazioni sul test siano in possesso dei membri del comitato rispetto alle informazioni dei media, avendo tutti e tre discusso a porte chiuse. Tuttavia, se i cinesi hanno superato gli Stati Uniti nella tecnologia missilistica ipersonica, ciò significa che il loro test missilistico deve aver superato quello che gli Stati Uniti hanno condotto lo scorso maggio. Durante tale prova, il missile ipersonico testato dall’US Air Force raggiunse la velocità di Mach 5,1 a 18300 metri, quando il missile fu sganciato da un B-52H Stratofortress. Denominato X-51 Waverider dalla Boeing, il test fu definito dall’US Air Forceil più lungo volo ipersonico di sempre.” La prova fu  la quarta e ultima di un programma da 300 milioni dollari, in nove anni. Il programma WaveRider è a corto di denaro e l’US Air Force si aspetta di vedere quando sarà approvato il proseguimento del programma missilistico ipersonico. Le autorità dicono che sperano di schierare armi ipersoniche senza pilota già nel 2025.
Il test condotto dai cinesi sembra essere diverso da quello dell’US Air Force di maggio. La Cina avrebbe dei programmi per sviluppare sia un missile supersonico che potrebbe essere lanciato da un bombardiere che un altro lanciato da un missile balistico intercontinentale. Il test effettuato la scorsa settimana dai cinesi riguardava un missile ipersonico lanciato da un missile balistico intercontinentale lanciato dalla Cina. In tale scenario, l’arma ipersonica viene lanciata dall’ICBM prima di rientrare a terra. Non è noto se il missile ipersonico abbia colpito un bersaglio, o abbia la velocità che i cinesi si aspettavano.
Nel 2011, gli statunitensi condussero un test simile lanciando un missile a tre stadi dotato di una Advanced Hypersonic Weapon (Avanzata Arma Ipersonica). Il velivolo raggiunse la velocità ipersonica dopo il lancio dalle Hawaii. Il missile non superò mai l’atmosfera terrestre. Anche in tale caso è difficile dire se i cinesi testassero un arma ipersonica più avanzata, secondo la dichiarazione dei tre congressisti.

Mike Hoffman, Defensetech

La Cina cerca di calmare i timori degli Stati Uniti sul missile
Zhou Wa (China Daily) 16 gennio 2014

darksword_0_0Il Ministero della Difesa Nazionale ha rilasciato una dichiarazione smentendo le notizie secondo cui il recente test del missile ad altissima velocità cinese serva a superare le difese antimissile degli Stati Uniti a testate nucleari. “E’ normale per la Cina condurre esperimenti scientifici entro i suoi confini e secondo i suoi piani. I test non avevano lo scopo di colpire una qualsiasi nazione, né alcun obiettivo specifico“, ha risposto il ministero al China Daily. I media occidentali hanno ripreso l’importante test missilistico del velivolo ipersonico, da quando il sito Washington Free Beacon ha citato un anonimo funzionario del Pentagono dire che il test era stato condotto allo scopo di lanciare testate attraverso le difese missilistiche statunitensi. In un articolo sul test, il sito riferiva che il nuovo missile ipersonico avrebbe viaggiato a velocità estremamente elevate sulla Cina. Il portavoce del Pentagono Jeffrey Pool ha detto al sito, “Monitoriamo regolarmente le attività delle difesa straniere e sappiamo di questo test.”
Gli osservatori hanno detto che le notizie sulla concorrenza militare indicano mancanza di comprensione reciproca tra i militari di Cina e Stati Uniti, ma le idee sbagliate possono essere superate con il dialogo. La mancanza di fiducia strategica reciproca tra le due nazioni è la ragione per cui gli Stati Uniti sono preoccupati dallo sviluppo militare della Cina, ha detto Fan Jishe, esperto di studi americani presso l’Accademia delle Scienze Sociali cinese. “Washington teme che il potere crescente della Cina riduca la propria influenza regionale, minacciando gli interessi di suoi alleati, come Giappone e Filippine… Gli Stati Uniti sono ancora i leader militari negli armamenti strategici e convenzionali“, ha detto Fan. “Gli Stati Uniti si dedicano alla ricerca di armi high-tech da molto tempo, e la Cina è ancora piuttosto indietro in questo campo“, ha detto. La Cina è sufficientemente trasparente sugli sviluppi delle proprie tecnologie militari consentendo lo sviluppo della fiducia reciproca con altre nazioni, ha aggiunto. Li Qingkong, vicesegretario generale del Consiglio per gli Studi di politica della sicurezza nazionale cinese ha detto, “Non vi è alcuna necessità per gli Stati Uniti o qualsiasi altro Paese di preoccuparsi per lo sviluppo delle forze armate cinesi, dato che la spesa militare della Cina è assai più bassa di quella degli Stati Uniti.”
Tali armi utilizzano tecnologie all’avanguardia per il volo e le manovre ad altissima velocità nello spazio e nell’atmosfera terrestre. I vantaggi del velivolo ipersonico includono un puntamento preciso e rapidissimo del carico bellico, e una maggiore sopravvivenza contro le difese missilistiche e spaziali. Il Washington Free Beacon ha detto che Stati Uniti, Russia e Cina sono impegnati nella ricerca sulle armi ipersoniche, mentre l’India sviluppa una variante ipersonica del missile da crociera BrahMos.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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