Il Venezuela colpisce i bankster fascisti

Dean Henderson 18 marzo 2014
558370Il 15 marzo il presidente venezuelano Nicolas Maduro si rivolge all’esercito. Memore del recente putsch CIA/bankster in Ucraina, ha avvertito i teppisti fascisti che incitano alla violenza nel Paese negli ultimi due mesi di “Prepararsi. Stiamo arrivando“, poi ha suonato Give Peace a Chance di John Lennon. La Guardia Nazionale venezuelana ha occupato Plaza Altamira a Caracas e represso un’altra provocazione nel quartiere di Chacao. Improvvisamente il capo dell’opposizione ed oligarca Henrique Capriles ha detto per la prima volta di essere pronto a parlare con il governo Maduro. La violenza è scoppiata in Venezuela a gennaio. Un Paese seduto su ciò che si stimano essere 700 miliardi di barili di petrolio, è diventato l’evento annuale sponsorizzato dai bankster. Il socialismo bolivariano non è gradito dagli Illuminati che vogliono colonizzare il gigantesco giacimento petrolifero del lago Maracaibo. Nel gennaio 2011 l’oligarchia venezuelana e i loro sostenitori CIA/Big Oil indirono una manifestazione a Caracas soprannominata Operazione Venezuela. L’evento, che fu contrastato dai sostenitori del presidente venezuelano Hugo Chavez, segnava l’anniversario della deposizione di Marcos Perez Jimenez in Venezuela nel 1958. Ma come le recenti “rivoluzioni” arancione/velluto/cedro sponsorizzate dalla CIA, la contraddizione è racchiusa nei libri di storia. Jimenez era un dittatore di destra, l’esatto opposto di Chavez.
Nel 1914 la Caribbean Petroleum, controllata da Royal Dutch/Shell scoprì il vasto giacimento di Mena Grande in Venezuela. Le compagnie petrolifere straniere iniziarono ad affollare la zona. Quando fu scoperto il petrolio nel lago di Maracaibo nel 1922, il dittatore venezuelano Juan Vicente Gómez permise agli statunitensi di scrivere la legge petrolifera del Venezuela. Il 27 novembre 1948 il primo presidente democraticamente eletto del Venezuela, Rómulo Gallegos, fu rovesciato da un colpo di Stato guidato dai compari di Jimenez. La democrazia non fu ripristinata che nel 1958, quando fu rovesciato Jimenez. Il presidente Romulo Ernesto Betancourt Bello vinse le elezioni tenutesi quello stesso anno. Il populista Betancourt era stato presidente nel 1945-1948. Aveva trasferito il potere al romanziere Gallegos poco prima del colpo di Stato di destra. Jimenez privatizzò l’economia del Venezuela, mentre inquinò Caracas con i grattacieli di aziende e banche multinazionali. Era vicino all’uomo più ricco del Venezuela Gustavo Cisneros e alla Creole Petroleum. Cisneros era un luogotenente di Rockefeller che sedeva nel consiglio di Bank of Nova Scotia, una delle Big 5 delle banche canadesi. Possedeva le 200 tonnellate di oro recuperate dalle macerie del World Trade Center. Creole Petroleum è una società Exxon-Mobil fondata dalla CIA. Creole e CIA condividono gli uffici a Caracas. La Exxon Mobil della famiglia Rockefeller è la CIA in Venezuela. Bechtel costruì il gasdotto Mena Grande al servizio degli interessi petroliferi della Creole sul Lago di Maracaibo.
Poco dopo le elezioni del 1958, il vice-presidente Richard Nixon visitò il Venezuela, nel tentativo di mantenere Betancourt nella trappola Big Oil/FMI. Nixon fu invece accolto da milioni di manifestanti arrabbiati. Betancourt, che aveva già costretto la Big Oil al sistema di profit-sharing 50-50 durante il suo primo mandato, prese un’altra svolta a sinistra. Iniziò il finanziamento dei rivoluzionari di Castro a Cuba e tentò di nazionalizzare completamente il petrolio del Venezuela. Il presidente Dwight Eisenhower rispose con l’introduzione di quote sul petrolio venezuelano, dando un trattamento preferenziale al greggio messicano e canadese. Betancourt rispose nel settembre del 1960, quando il Venezuela partecipò con Iran, Iraq Arabia Saudita e Quwayt a una riunione a Baghdad per lanciare l’OPEC quale cartello dei produttori per contrastare il potere economico globale dei Quattro Cavalieri e dei loro vari tentacoli. Betancourt avviò un ambizioso programma di riforma agraria e parlò a sostegno dei ribelli di sinistra delle FARC nella vicina Colombia. Nel 1960 sopravvisse ad un tentativo di assassinio da parte di agenti di Rafael Trujillo, il dittatore della CIA della Repubblica Dominicana. E’ probabile che l’Agenzia stessa ne fosse coinvolta. Nei successivi quattro decenni il Venezuela subì la ri-privatizzazione ed espansione dell’industria petrolifera, diventando la prima fonte di petrolio dei Quattro Cavalieri vincolati agli Stati Uniti. Quando i prezzi del petrolio crollarono nei primi anni ’90, il Venezuela, una volta la nazione più moderna dell’America Latina, subì un collasso economico. La sua classe media, già fiorente, cadde nella povertà. Fu un campanello d’allarme.
Nel 1998 il candidato del Movimento Quinta Repubblica Hugo Chavez fu eletto presidente con il sostegno dei lavoratori e dei contadini venezuelani. Si scagliò contro l’egemonia degli Stati Uniti nel suo Paese, annunciò che avrebbe venduto petrolio all’amico Fidel Castro a Cuba, a condizioni favorevoli, e stabilito relazioni diplomatiche con l’Iraq. Annunciò un programma di riforma agraria e mise economisti marxisti nella compagnia petrolifera nazionale PDVSA-Venezuela. Chavez disse di dirottare la ricchezza petrolifera venezuelana dalle banche occidentali a un regime di grande sviluppo per tutta l’America Latina. Il segretario generale dell’OPEC fino al 2002 fu il ministro del Petrolio venezuelano Ali Rodriguez. All’inizio del 2002, la classe dirigente del Venezuela, guidata dal compare di Rockefeller Gustavo Cisneros e dalla banda della sua Bank of Nova Scotia, tentò di rovesciare Chavez. Vi furono indicazioni del coinvolgimento di US Air Force e US Navy. Nell’aprile Chavez fu dimesso. In pochi giorni, in seguito alle proteste rabbiose dalla classe operaia venezuelana, tornò al potere. Il generale pro-USA che guidò il tentativo di colpo venne accusato di tradimento. El jefe fuggì in Colombia dove fu accolto dal governo del narco-terrorista Uribe sostenuto dagli Stati Uniti. Ad ottobre l’oligarchia venezuelana aggredì ancora Chavez. Ancora una volta il putsch fallì. Il 5 dicembre 2002 Chavez affermò che i disordini venezuelani facevano parte di un complotto “per prendersi l’industria petrolifera del Paese”. Il 16 gennaio 2003 Chavez lasciò il Venezuela durante uno sciopero guidato dagli oligarchi petroliferi. Fece appello alle Nazioni Unite, ed incontrò la leadership del gruppo radicale dei Paesi in via di sviluppo dei G-77 in Marocco. Alla fine di febbraio, dopo aver contenuto lo sciopero, Chavez, ben sapendo quale vero potere vi fosse dietro, disse al governo degli Stati Uniti di fare “marcia indietro”.
Il 17 aprile 2003 il direttore generale dell’esercito venezuelano Melvin Lopez disse a USA Today che il governo degli Stati Uniti era direttamente coinvolto nel tentato putsch di febbraio e che aveva la prova che tre elicotteri statunitensi Black Hawk furono avvistati nello spazio aereo venezuelano al momento. La vigilia di Natale del 2005, Chavez tenne un discorso alla nazione in cui disse: “...una minoranza, discendente da coloro che uccisero Gesù Cristo, controlla le ricchezze del mondo“. Disse anche che l’11 settembre fu un lavoro interno. Nel giugno 2007 Chavez ordinò a Big Oil di accettare il ruolo di junior partner della statale PDVSA o di lasciare il Venezuela. Exxon Mobil e Conoco Phillips se ne andarono. Fece amicizia con l’Iran e un’ondata di presidenti di sinistra alleati di Chavez andò al potere in America Latina. Il più radicali furono Evo Morales in Bolivia, Raphael Correa in Ecuador e il sandinista Daniel Ortega in Nicaragua. Insieme hanno usato la ricchezza petrolifera del Venezuela per lanciare il tanto atteso Banco del Sur per contrastare l’egemonia del FMI sul loro continente.
Divenendo l’atteggiamento di Chavez nei confronti dei banchieri internazionali sempre più provocatorio, i Quattro Cavalieri cominciarono a comprare petrolio da nazioni più facilmente corruttibili come Messico e Colombia. Negli anni ’90 Exxon prendeva il 16% del suo petrolio dalla Columbia, mentre Chevron si procurava il 26% del suo greggio USA dal confinante Messico. Un rapporto del maggio 2010 che documenta l’assistenza straniera a gruppi politici in Venezuela, commissionato dal National Endowment for Democracy (NED), rivelava che ogni anno più di 40 milioni di dollari delle agenzie degli Stati Uniti finivano ai gruppi anti-Chavez. Il fondatore della NED, Allen Weinstein, si vantò con il Washington Postciò che facciamo oggi, 25 anni fa veniva fatto clandestinamente dalla CIA“. Nel gennaio 2011 l’amministrazione Obama revocò il visto dell’ambasciatore del Venezuela a Washington, dopo che Chavez respinse la nomina di Larry Palmer ad ambasciatore degli Stati Uniti a Caracas. Palmer era apertamente critico di Chavez e aveva un curriculum spettrale. Lavorò con l’aspirante assassino di Betancourt Rafael Trujillo nella Repubblica Dominicana e fece le capriole con i dittatori appoggiati dagli USA di Uruguay, Paraguay, Sierra Leone, Corea del Sud e Honduras. Palmer doveva sostituire Patrick Duddy, coinvolto nel tentato colpo di Stato contro Chavez nel 2002.
L’ultimo stadio del programma del “socialismo del 21° secolo” di Chavez era riformare il settore finanziario, a lungo dominato dal cartello bancario internazionale. L’Assemblea Nazionale del Venezuela approvò una legge che definì quello bancario un servizio pubblico. La legge impone alle banche del Venezuela di contribuire ai diversi programmi sociali, alla costruzione di alloggi e ad altri bisogni sociali. Protegge i depositanti chiedendo al Sovraintendente degli istituti bancari di lavorare nell’interesse dei clienti delle banche, piuttosto che degli azionisti. Nel tentativo di controllare la speculazione, la legge pose il limite del 20% sulla quantità massima di capitale che una banca può concedere come credito. La legge limita anche la formazione di gruppi finanziari e vieta alle banche di avere interessi nelle società di brokeraggio e nelle compagnie di assicurazione. La Glass-Steagal Act dell’era della Depressione fece la stessa cosa negli Stati Uniti fino a quando il presidente Bill Clinton l’abrogò nel 1995. La legge venezuelana stabilisce inoltre che il 5% dei profitti bancari vada in progetti approvati dai consigli comunali, mentre il 10% del capitale delle banche deve essere messo in un fondo per pagare gli stipendi e le pensioni in caso di fallimento. Secondo il Wall Street Journal, “Chavez minacciò di espropriare le grandi banche se non aumentavano i prestiti ai piccoli imprenditori e ai potenziali acquirenti di casa, questa volta aumentando la pressione, mostrando pubblicamente la sua preoccupazione per la carenza di alloggi per i 28 milioni di abitanti del Venezuela“.
Nel gennaio 2011, il NED finanziato dai banchieri Cisneros/Rockefeller cercò di riscrivere la storia attraverso l’Operazione Venezuela. Mentre i banchieri gemevano senza successo, Chavez espresse questa confutazione, “Ogni banca che sbaglia, … sarà espropriata…” I bankster Illuminati ne avevano abbastanza. Chavez fu subito colpito da un tumore fulminante. Nel 2013, dopo che Chavez cadde nella battaglia con il cancro, il Presidente Maduro dichiarò: “Non abbiamo alcun dubbio che il Comandante Chavez sia stato attaccato con tale malattia, non abbiamo un solo dubbio. I nemici  della nostra terra hanno appositamente cercato di nuocere alla salute del nostro leader. Abbiamo già contatti che indagheranno ulteriormente con una ricerca scientifica. Ci sono stati molti casi nella  storia, tra cui il più recente del leader palestinese Yasser Arafat, di cui è ampiamente risaputo che sia stato avvelenato“.

542697Dean Henderson è autore di Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Potete iscirvervi sul suo sito Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Jugoslavia e il Bilderberg

Dean Henderson - 17 febbraio 2013

71406Non è un caso che la Jugoslavia fosse il secondo cliente più grande, dopo l’Iraq, della Banca Nazionale del Lavoro (BNL). Entrambi i Paesi avevano chiamato la loro moneta dinaro ed entrambe, dopo aver rifiutato la follia globale della “privatizzazione”, videro quelle valute fortemente svalutate. La Jugoslavia, come l’Iraq, ha una lunga storia di sfida alle interferenze esterne nei propri affari. La sua economia, come l’Iraq, inclinava verso il socialismo fin da quando il maresciallo Tito cacciò i nazisti ustasha durante la seconda guerra mondiale. Inoltre, la Jugoslavia è diventata un leader mondiale nel Movimento dei Non Allineati (NAM), un folto gruppo di nazioni tradizionalmente guidata dall’India che scelse di non allinearsi né con gli Stati Uniti, né con l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. I banchieri internazionali disprezzano il NAM, perché i suoi membri tendono ad essere dei nazionalisti di centro-sinistra che custodiscono le proprie risorse contro Big Oil ed altre multinazionali. Il NAM è stato una spina nel fianco della banda CFR/Bilderberg che vedeva nelle lotte rivoluzionarie del Terzo Mondo contro la loro egemonia finanziaria, una minaccia comunista filo-sovietica. Poterono quindi riprodurre la carta della “Minaccia Rossa” per giustificare le loro guerre sanguinose di spopolamento.

Economic Warfare 101
La Jugoslavia era l’unica nazione dell’Europa orientale che non è mai stata un membro del Patto di Varsavia. Il Paese succedette all’India come presidente del NAM ed è diventato un rispettato leader del G-77, il gruppo delle nazioni in via di sviluppo che ha cercato di spostare i proventi del petrolio dell’OPEC dalle banche internazionali allo sviluppo del Terzo Mondo. La Jugoslavia era un importante fornitore di macchinari poco costosi per le fabbriche del Terzo Mondo e di aziende agricole di proprietà contadine. Dove una volta questi Paesi erano costretti ad acquistare costose attrezzature dall’occidente, utilizzando sempre più valuta forte e affondando sempre più nel debito,  ora si volgevano verso la Jugoslavia della nuova industrializzazione, che spesso era disposta a scambiare macchine con materie prime.
Le multinazionali occidentali erano fumanti. Ciò che veramente le irritava era che, come l’Iraq, la Jugoslavia aveva creato una economia socialista di grande successo, indipendente dall’iniquo sistema finanziario internazionale. Altri Paesi del Terzo Mondo presero atto dell’esempio jugoslavo, nonostante la propaganda degli Illuminati secondo cui “il socialismo era morto“. Come il Presidente jugoslavo Slobodan Milosevic, che è stato demonizzato dalla banda della globalizzazione, ha sottolineato, “…il governo socialista resta sotto la minaccia dell’Europa controllata dal capitalismo“, fornendo “la prova vivente che la storia non è finita, che un altro sistema  economico è possibile“.
Le risorse naturali della Jugoslavia sono molto vaste. I Quattro Cavalieri scoprirono notevoli giacimenti di petrolio al largo delle coste sul Mare Adriatico. Alcuni addetti del settore ritengono che i giacimenti di petrolio potrebbero eguagliare quelli sotto le dune di sabbia dell’Arabia Saudita. La Jugoslavia controlla diciassette miliardi di tonnellate di carbone e una vasta ricchezza mineraria, tra cui l’enorme complesso minerario di Stari Trg, la prima struttura che il Reichstag nazista di Hitler sequestrò quando invase la Jugoslavia nel 1941. Hitler estraeva piombo a Stari Trg per la rifornire le batterie dei suoi U-Boat. Ma Stari Trg contiene anche oro, argento, cadmio, zinco e platino per almeno 5 miliardi di dollari. Il territorio jugoslavo appare in qualsiasi percorso di oleodotto che colleghi via terra i giacimenti petroliferi dei Quattro Cavalieri del Mar Caspio all’Europa continentale. Si trova anche a cavallo della rotta principale che collega l’Europa all’Asia centrale, mentre lo strategico fiume Danubio scorre attraverso il centro della nazione. Agli occhi dell’oligarchia internazionale, il frutto maturo jugoslavo doveva essere raccolto. Entrarono in scena la BNL e la Kissinger Associates.
Lawrence Eagleburger è stato ambasciatore statunitense in Jugoslavia nel 1977-1981 e più tardi presidente della Kissinger Associates. Durante quest’ultimo incarico, è stato direttore presso la Banca LBS, una controllata della Ljubljanska Banka, la seconda banca della Jugoslavia. Mentre era alla LBS, Eagleburger è stato anche responsabile del rapporto della cliente BNL con la Kissinger Associates. Nel 1989, una relazione della Federal Reserve rilevava che il 20-25% delle attività della Banca LBS proveniva dalla BNL, tra cui milioni in prestiti della BNL all’Iraq; prestiti che la LBS comodamente riacquistò poco prima che Saddam ne divenisse inadempiente. La LBS riacquistò i fradici prestiti della BNL del gigante granario Cargill e finanziò un cantiere navale jugoslavo che costruiva le petroliere per la Mobil. Eagleburger forniva gratifiche aziendali ai suoi amici, mentre la LBS continuava una dieta di crediti inesigibili. Eagleburger fece anche parte del consiglio della  Global Motor, che fabbricava l’automobile Yugo. La Yugo era un simbolo dell’orgoglio nazionale in Jugoslavia, rappresentando un grande passo in avanti per il Paese, che si vedeva nel novero dei Paesi industrializzati. La Global Motor era una filiale della Zavodi Crevna Zastava, la spina dorsale dell’industria degli armamenti jugoslava.
Nel 1988, dopo aver opportunamente fatto uscire Eagleburger, la LBS venne accusata di riciclaggio di denaro. Le autorità jugoslave scoprirono  che Eagleburger aveva eluso i libri della LBS, e la sua capofiliale Ljublijanska Banka venne poi coinvolta in uno scandalo su false cambiali. Lo scandalo scosse il sistema bancario jugoslavo. La Global Motor fallì nel 1989. Il dinaro crollò, portando a diversi fallimenti e a un diffuso panico finanziario. Nel 2000, funzionari dei servizi segreti jugoslavi  dichiararono di avere le prove che la CIA avevano diffuso dinari contraffatti nell’ambito del suo piano per destabilizzare l’economia della nazione. La nave jugoslava, sabotata, stava affondando ed i suoi sabotatori del Bilderberger stavano afferrando le ultime scialuppe di salvataggio.
L’occidente si affrettò a dare la colpa dei problemi economici della Jugoslavia ai mali del socialismo, mentre la CIA iniziò a istigare le divisioni etniche nel Paese. Le potenze mondiali volevano distruggere la Jugoslavia socialista, spezzandola in piccoli feudi modellati sugli emirati fantoccio del GCC. Gli Stati Uniti organizzarono il patto di stabilità dei Balcani, che pretendeva un mercato regionale libero, mentre separatisti croati e musulmani, appoggiati dalla CIA, avviarono la rivolta armata. Per 45 anni gli Stati Uniti hanno giocato la carta etnica nei Balcani, una regione tradizionalmente colonizzata dalle potenze occidentali. Durante la seconda guerra mondiale oltre un milione di persone morì nei Balcani, la maggior parte per mano dei paramilitari di destra armati dai nazisti, come gli ustasha croati. Le loro vittime erano in gran parte serbi, ebrei e comunisti. Ora gli Stati Uniti, a scopo di propaganda, gettarono le loro risorse per scatenare lo scontro etnico.
I media statunitensi scelsero i vincitori schierandosi con i ricchi croati e musulmani, mentre demonizzavano la classe operaia serba, in generale socialista. Gli Stati Uniti giustificarono il loro sostegno ai separatisti musulmani e croati accusando l’esercito jugoslavo di pulizia etnica. Anche se vi erano molti musulmani e croati nell’esercito jugoslavo, la macchina propagandistica degli Stati Uniti lo denigrò insieme al popolo serbo. Un articolo di Newsweek del 17 agosto 1992, finalmente ammise che, “La maggior parte delle storie dell’orrore (attribuite ai serbi) sono impossibili da confermare.” Anche il burattino degli Stati Uniti, il Tribunale penale internazionale dell’Aja, accusò dirigenti croati e musulmani di genocidio tanto quanto fece con i serbi. Il movimento anti-guerra degli Stati Uniti, che si era già addormentato  durante il fiasco della Somalia, spappagallava la propaganda del dipartimento di Stato. Nessuna guerra nella Storia è stata così teleguidata da media aziendali schiumanti, isterici e completamente ciechi di quanto non fu la guerra che veniva condotta contro il popolo della Jugoslavia.
John Swainton, caporedattore del New York Times dal 1860-1870, spiegò meglio di chiunque altro perché, quando dichiarò di ritirarsi, “Non esiste una cosa come la libertà di stampa. Lo sapete voi e lo so io. Non c’è uno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni. Il ruolo del giornalismo è distruggere la verità, mentire apertamente, pervertire, prostrarsi ai piedi di mammona… Siamo strumenti e vassalli degli uomini dietro le quinte. Siamo burattini: tirando le corde balliamo, i nostri talenti, le nostre possibilità e le nostre vite sono di proprietà di questi uomini. Siamo prostitute intellettuali“.

Untermenschen
I media statunitensi imboccati dalla CIA, non esaminarono mai una volta i paralleli storici vergognosi della loro demonizzazione del popolo serbo. Quasi mezzo secolo prima, Adolf Hitler usò esattamente la stessa tattica per giustificare il genocidio dei serbi. Nel 1941 i nazisti di Hitler invasero la Jugoslavia. Definendo untermenschen i serbi, “meno che umani”. Nel frattempo le famiglie aristocratiche della Jugoslavia, in gran parte musulmani che avevano il potere durante il regno dell’Impero ottomano, si unirono con la grande borghesia croata, per formare gli ustasha pro-Hitler, che commisero orribili atti di genocidio contro la maggioranza della classe lavoratrice serba. I serbi sono in gran parte ortodossi, mentre i 4,7 milioni di croati della la Jugoslavia sono per lo più cattolici. Il Vaticano è stato accusato da gruppi di ebrei vittime dell’Olocausto “di aver raccolto l’oro che gli ustasha saccheggiarono dagli ebrei e dai serbi  durante la loro campagna di terrore“. Papa Pio XII, non parlò mai una volta contro i nazisti. [1] Quando Hitler invase l’Austria, i vescovi cattolici dissero alle loro congregazioni di sostenere i nazisti. Svastiche sventolarono sulla cattedrale di Vienna. Rudolf Hess fu l’ufficiale delle SS al centro della segreta alleanza nazisti-Vaticano-USA durante la seconda guerra mondiale.
L’azienda nazista IG Farben, che creò il gas velenoso Zyklon B utilizzato per il genocidio di Auschwitz, dove i prigionieri venivano usati come schiavi, si è trasformato nella Sterling Drug, Hoechst e Bayer. Nel 1998 Papa Giovanni Paolo II confermò la posizione del papato quando beatificò il cardinale croato Alojzije Stepinac, arcivescovo di Zagabria durante la seconda guerra mondiale. Quando la Germania invase la Jugoslavia, nel 1941, Stepinac abbracciò il governo filonazista di Ante Pavelic come la “mano di Dio all’opera“. Papa Pio XII ne fu apparentemente colpito, promuovendo Stepinac cardinale. Il Maresciallo Tito, il grande nazionalista che durante la seconda guerra mondiale unì il popolo jugoslavo contro gli invasori nazisti, non era così innamorato di Stepinac. Tito gettò in cella l’arcivescovo per la sua collaborazione con i nazisti e gli ustasha. Il presidente Franjo Tudjman, che avrebbe governato la Croazia fino alla sua morte nel 2000, adorava il cardinale Stepinac. [2]
Anche le banche internazionali sostennero i nazisti. Max e Paul Warburg sedettero nel consiglio di amministrazione della IG Farben, come fece HA Metz, direttore della Banca Warburg di Manhattan, e poi della Chase Manhattan. Direttore della Bank of Manhattan e membro del consiglio della Federal Reserve, CE Mitchell sedeva nel consiglio di amministrazione della filiale statunitense della IG Farben. Nel 1936 Avery Rockefeller impostò una holding con la famiglia tedesca Schroeder, i banchieri personali di Hitler. La rivista Time definì la nuova Schroeder, Rockfeller & Companyil booster economico dell’Asse Roma-Berlino“. La Morgan Guaranty Trust e la Union Banking Corporation (UBC) finanziarono i nazisti. Un membro del consiglio della UBC fu Prescott Bush, nonno del presidente George Bush Jr. [3]
Altre società statunitensi si allearono con i nazisti. La Farben unì le forze con la ITT, e insieme a GM, Exxon, Ford e GE inviò fondi e armamenti alle SS di Himmler. Sosthenes Behn della ITT era un direttore della National City Bank, oggi Citigroup. La ITT fornì ai nazisti apparecchiature radar, dispositivi di segnalazione dei raid aerei, spolette per l’artiglieria e tutti gli elementi usati per le bombe-razzo che poi devastarono Londra. I veicoli blindati dei nazisti furono prodotti dalla Ford e dalla controllata GM, Opel. Henry Ford fu un grande ammiratore di Hitler, che a sua volta teneva in grande considerazione Ford dopo la pubblicazione nel 1920 del suo trattato ‘L’Ebreo internazionale’. Il Mein Kampf di Hitler riportava intere pagine del libro di Ford. Nel 1938 Ford ricevette la più alta onorificenza nazista per un non-tedesco, la Gran Croce dell’Ordine Supremo dell’Aquila tedesca. [4]
Nel 1932 i leader dei colossi industriali tedeschi Krupp, Siemens, Thyssen e Bosch firmarono una petizione chiedendo al feldmaresciallo Paul von Hindenburg di nominare Hitler cancelliere della Germania. Un anno dopo, a casa del banchiere barone Kurt von Schroeder, un accordo venne siglato per portare Hitler al potere. Presenti alla riunione vi erano i fratelli John Foster Dulles e Allen dello studio legale Sullivan & Cromwell, che rappresentava la Schroeder Bank. L’amministratore delegato della Schroeder, TC Tiarks fu un direttore della Banca d’Inghilterra. [5] Nella primavera del 1934, il presidente della Banca d’Inghilterra Norman Montagu convocò una riunione di banchieri a Londra, decidendo di finanziare segretamente Hitler. Il presidente della Royal Dutch/Shell Sir Henri Deterding supportò questo sforzo. Sperava che Hitler avrebbe marciato contro l’Unione Sovietica e restituito i beni della RD/Shell sequestrati dai rivoluzionari a Baku, Groznij e Majkop. Anche dopo che gli Stati Uniti entrarono in guerra contro la Germania, il residente della Exxon Walter Teagle rimase nel consiglio della IG Chemical, la controllata negli Stati Uniti della IG Farben. Exxon rifornì i nazisti di piombo tetraetile, un componente importante per i carburanti. Solo Exxon, Du Pont e GM l’avevano. Teagle rifornì anche i giapponesi del suo prodotto. [6] Exxon e IG Farben collaboravano strettamente nel 1942, quando Arnold Thurman, capo della divisione anti-trust del dipartimento di Giustizia degli USA, produsse dei documenti che dimostravano che “Standard e Farben, in Germania, hanno letteralmente disegnato i mercati mondiali, stabilendo monopoli petroliferi e chimici dappertutto.” A partire dal 1998 vi erano ancora decine di cause pendenti contro Ford, Chase Manhattan, JP Morgan, Deutsche Bank, Allianz AG e diverse banche svizzere, per i loro rapporti con i nazisti.
Al centro della cerchia intima di Hitler, vi era la società segreta Germanordern (fratelli degli Skull & Bones di Yale), le società Thule e Vril. I concetti di “Grandi Maestri”, “Adepti” e “Grande Fratellanza Bianca”, che i nazisti usavano per giustificare la loro idea di superiorità ariana, erano idee antiche che provenivano dalle scuole misteriche egizie, dai cavalieri teutonici, dagli Illuminati e dai cabalisti ebraici. Gli stessi concetti si trovano nel movimento New Age di oggi, la cui rivista New Age viene pubblicata dalla Loggia massonica del Grande Oriente di Washington. Henry Kissinger fu uno dei primi sostenitori del movimento New Age. Il centro globale di questo pensiero fascista si può trovare presso la Business Roundtables controllata dai Rothschild di Londra.
Gli occultisti tedeschi credevano che antiche tribù tedesche fossero le vere custodi degli antichi misteri che avevano origine in Atlantide, quando sette razze divine vennero introdotte sulla Terra, forse dagli Annunaki. Thule era l’Atlantide teutonica che secondo i nazisti ospitava queste razze antiche, che avevano perso i loro poteri divini incrociandosi con semplici esseri umani. Al nucleo interno della Società Thule vi erano satanisti che praticavano la magia nera. Il maestro degli adepti del gruppo era Dietrich Eckhart, e in seguito queste idee vennero adottate dalle SS di Heinrich Himmler. Il Vril fu ideato nel libro del guru spirituale della Business Roundtable, Lord Edward Bulwer-Litton, il Vril, che tratta di una super-razza ariana giunta sulla Terra in un lontano passato. Il Generale Karl Haushofer era il leader della Vril e mentore di Hitler e Rudolf Hess. Heinrich Himmler era un membro della Vril. Haushofer collaborò con la CIA e i massoni italiani della P-2 per creare la “linea dei topi” per il Sud America (Haushofer morì nel 1946, quindi che abbia collaborato con massoni e OSS/CIA per realizzare tali linee, resta questionabile. NdT).
Hitler era ossessionato dalla Lancia del Destino, utilizzata dal soldato romano Caio Cassio per uccidere Gesù Cristo quando era appeso sulla croce. Hitler credeva, come i potenti delle società segrete moderne, che chi possiede la lancia controlla il mondo. L’autore Tex Marrs e altri hanno previsto che un candidato probabile degli Illuminati da incoronare come re Sangreal del Nuovo Ordine Mondiale sia Filippo di Spagna, un Asburgo. La famiglia Asburgo si dice possieda la Lancia del Destino. La svastica era un simbolo collegato ad un dio del Sole che simboleggiava Lucifero. L’aderente alla Business Roundtable Rudyard Kipling diffuse il simbolo in India, mentre la Società Teosofica di Madame Blavatsky la diffuse in Europa. Hitler è stato una volta descritto come un “figlio dell’Illuminismo”. [7]
Secondo il dott. Walter Langer, che tracciò un profilo psicoanalitico di Hitler per l’OSS, durante la guerra, Hitler poteva essere stato egli stesso un Rothschild. Langer scoprì una relazione della polizia austriaca che dimostrava che il padre di Hitler era un figlio illegittimo di una cuoca contadina di nome Maria Anna Schicklgruber, che al momento del suo concepimento era governante a Vienna a casa del barone Rothschild. [8] Nel maggio 1941, un mese dopo che le truppe naziste assaltarono la Jugoslavia, Rudolf Hess venne paracadutato nella tenuta del duca di Hamilton, dicendo che una forza soprannaturale gli disse di negoziare con gli inglesi. Hitler, che venne ostentatamente visitato da questa stessa apparizione, improvvisamente si oppose con veemenza all’occultismo. Ordinò un giro di vite contro massoni, templari e la società teosofica. Improvvisamente la banda di banchieri internazionali staccò la spina finanziaria di Hitler e cominciò a denunciarlo. Sei mesi dopo gli Stati Uniti entrarono nella seconda guerra mondiale.

L’ora dello squartamento
Nel giugno 1991, con la guerra del Golfo appena conclusasi, i separatisti croati e musulmani dichiararono la propria indipendenza in due regioni della Jugoslavia. Combattenti arabi fondamentalisti finanziati da Arabia Saudita e Kuwait, e addestrati dalla CIA, arrivarono in Jugoslavia per difendere le nuove enclave. Nel 1992, 1.200 soldati delle forze di mantenimento della pace delle Nazioni Unite arrivarono nella Croazia recentemente costituita. Entro la fine di aprile, i loro ranghi arrivarono a 14.000. [9] Ulteriori truppe delle Nazioni Unite furono schierate nella nuova enclave bosniaca e in Slovenia. Marine degli Stati Uniti arrivarono nel Mediterraneo. Una flottiglia navale, rappresentante sette nazioni guidate dagli Stati Uniti, si dispose nel Mare Adriatico al largo delle coste jugoslave. Istituti di beneficenza statunitensi come Americares e la Croce maltese sbarcarono a Zagabria, roccaforte croata, cibo, beni di consumo e giocattoli. I 600mila serbi che vivevano nella enclave separatista non ebbero giocattoli. Al contrario, erano terrorizzati. [10]
Il segretario di Stato di Bush, James Baker, era l’uomo di punta nell’assalto al governo jugoslavo, che definiva governo ‘serbo’, come se la Jugoslavia fosse improvvisamente scomparsa dalle mappe del mondo. I suoi combattenti islamici importati ora si spostarono in Bosnia. Gli assassini provenivano da gente come la Jihad islamica egiziana, il sanguinario Gruppo islamico armato algerino e al-Qaida. Questi fanatici occuparono le principali città e proclamarono Alija Izetbegovic e i suoi compari governanti della Bosnia-Erzegovina. Nel 1992, gli sloveni nazionalisti di destra seguirono l’esempio e dichiararono l’indipendenza dalla Jugoslavia. [11] Il governo jugoslavo  presentò una protesta alle Nazioni Unite, dicendo che gli Stati Uniti si erano schierati con i separatisti. Gli Stati Uniti risposero inviando 1000000 dollari in forniture per la Bosnia a bordo di  aerei dell’aeronautica militare che volavano dall’Italia. L’inviato degli USA Ralph Johnson, s’incontrò con l’autodichiarato presidente della Bosnia Izetbegovic.
Gli Stati Uniti riconobbero Croazia, Bosnia e Slovenia come nazioni indipendenti. I Bilderberger si affrettarono a preparare squadre di atleti provenienti da queste nuove nazioni per partecipare ai loro Giochi olimpici dell’estate 1992. Gli Stati Uniti convinsero il Consiglio di Sicurezza dell’ONU a imporre sanzioni sulle restanti repubbliche jugoslave di Serbia e Montenegro. Lawrence Eagleburger e la Casa dei Saud spinsero per una revoca dell’embargo sulle armi delle Nazioni Unite contro la Jugoslavia, per fare avere armi ai combattenti islamici che la CIA addestrava. [12] Le importazioni di petrolio furono bloccate, il servizio di linea aerea sospeso e le squadre sportive jugoslave bandite dai Giochi olimpici. Il presidente Bush congelò 214 milioni dollari in attività jugoslave e annunciò l’imposizione di una no-fly zone, in stile iracheno, sulla Bosnia-Erzegovina. [13] Gli Stati Uniti  gettarono denaro nella campagna di Milan Panic, un milionario che viveva negli Stati Uniti, ora sostenuto dai media corporativi come nuovo cavaliere bianco di Belgrado da eleggere a Premier jugoslavo. Nel suo discorso della vittoria, Panic tirò un colpo sottile al socialismo, dichiarando: “Non è un’idea per cui valga la pena morire alla fine del 20° secolo“.
Mentre la Jugoslavia cercava di fermare la partizione del Paese guidata dalla CIA, i combattimenti s’intensificarono. Quando i marines degli Stati Uniti sbarcarono in Somalia, il regista del CFR George Pratt Schultz invocò una campagna di bombardamenti contro la Jugoslavia dal suo trespolo della Chevron-Texaco. Gli aerei da guerra della NATO subito bombardarono le forze jugoslave, che stavano cercando di ri-prendersi la Bosnia. I legislatori russi espressero la loro indignazione per questo primo bombardamento della NATO, approvando una legge che imponeva sanzioni commerciali contro la Croazia per “genocidio contro il popolo serbo“. L’ubriacone e ragazzo-poster del FMI, il presidente russo Boris Eltsin, pose il veto al disegno di legge. Secondo i resoconti dei media russi, la CIA era dietro l’attacco al mercato di Sarajevo che gli Stati Uniti avevano rumorosamente imputato ai serbi come pretesto per la campagna di bombardamenti. L’ex presidente sovietico Mikhail Gorbaciov definì i bombardamenti della NATO “un sentiero perverso che porta al passato, verso il nulla”. [14]
Sia l’esercito bosniaco che la neonata Federazione croato-musulmana e l’esercito croato, furono  addestrati ed equipaggiati da consiglieri turchi e statunitensi. L’addestramento fu curato da una società privata nota come Military Professional Resources International (MPRI), una società statunitense composta da generali e colonnelli in pensione. La MPRI venne pagata 400 milioni di dollari per addestrare l’esercito bosniaco, dai governi di Arabia Saudita, Kuwait, Brunei e Malesia. Molti membri dell’esercito bosniaco erano estremisti islamici che ora sono leader di al-Qaida. Dopo aver ricevuto l’addestramento dalla MPRI, l’esercito croato lanciò un’offensiva nel nord-ovest della Jugoslavia, occupando il territorio attorno a Banja Luka e la Krajina e distruggendo i colloqui di pace in corso a Belgrado. Nei cinque giorni precedenti l’offensiva croata, dal nome in codice operazione Tempesta di Fulmini, il generale della MPRI Carl Vuono, che fu Capo di Stato Maggiore dell’Esercito USA sia durante l’invasione di Panama che nella guerra del Golfo, s’incontrò almeno una decina di volte con il generale croato Varimar Cervenko, nell’isola di Brioni nel mare Adriatico. [15]
L’operazione Tempesta di Fulmini ha dato un nuovo significato alla frase “pulizia etnica”. Durante l’assalto sanguinoso croato alla Krajina, interi villaggi serbi furono saccheggiati e bruciati, lasciando centinaia di morti e oltre 170.000 senzatetto. Durante l’assalto croato a Knin, consiglieri degli Stati Uniti sostennero un sanguinoso massacro che spinse 200.000 contadini serbi a fuggire. Molti miliziani croati impiegati nell’assalto erano membri del fascista Congresso Nazionale croato (CNC), che aveva ricevuto finanziamenti da simili paria internazionali come il dittatore nicaraguense Anastasio Somoza e quello paraguaiano Alfredo Stroessner. Il leader del CNC, Janko Skrbin, fu condannato come criminale di guerra nazista, continuando ad evitare il carcere dal suo rifugio negli Stati Uniti. [16] Il comandante militare jugoslavo Momcilo Krajisnik disse dell’offensiva croata, “Ci troviamo nella posizione di fare fallire i colloqui di pace (a Belgrado), o  rendere chiaro che non accetteremo un falso cessate il fuoco, approvando così l’atteggiamento della comunità internazionale verso il comportamento musulmano e croato. Se singoli attori della crisi continuano a destabilizzare e distruggere lo Stato, l’esercito della Repubblica si impegna in misure per difenderne l’integrità, la sovranità e l’ordine costituzionale“. [17]
Con le bombe della NATO che piovevano sulla Bosnia e i croati che scatenavano l’offensiva con il sostegno degli USA, il governo jugoslavo fu costretto agli accordi di pace di Dayton, sponsorizzati dagli USA, che sancirono la spartizione della Jugoslavia. [18] Nel 1995, il presidente Milosevic  disse che fu ingannato a Dayton dalla delegazione degli Stati Uniti, guidata dall’inviato di Clinton Richard Holbrooke, ex banchiere del Credit Suisse First Boston, la vecchia narco-banca dell’Eastern Establishment che finanziò gli attentati a Kennedy e De Gaulle, e che gestiva i conti della Lake Resources di Richard Secord.
Nel dicembre 1995, durante lo sbarco di truppe straniere nelle nuove nazioni di Croazia, Bosnia e Slovenia, per “mantenere la pace”, il comandante dell’esercito jugoslava Ratko Mladic invitò il popolo jugoslavo a “difendere ciò che è nostro da secoli“. Disse degli sforzi in stile Iron Mountain della NATO, per il mantenimento della pace, “Non dobbiamo permettere che il nostro popolo finisca sotto il dominio di macellai. Coloro che ci hanno bombardato ora s’infiltrano come agnelli, dicendo che vogliono proteggere la pace.” Mladic è stato successivamente incriminato dal Tribunale internazionale per i crimini di guerra (IWCT), insieme al presidente serbo-bosniaco Radovan Karadzic. Prima di perseguire i dirigenti jugoslavi in contumacia, il procuratore capo dell’IWCT Richard Goldstone si riunì per due giorni con il direttore della CIA di Clinton, John Deutch, ex direttore di Citibank e SAIC.

Note
[1] “Vatican’s Finances in WWII being Questioned”. Naftali Bendavid. Chicago Tribune. 8-29-97. p.A1
[2] “Pope Beatifies Croatian Archbishop”. AP. Minneapolis Star Tribune. 10-4-98. p.A19
[3] The Robot’s Rebellion: The Story of the Spiritual Renaissance. David Icke. Gateway, UK. 1994. p.168
[4] Rule by Secrecy: The Hidden History that Connects the Trilateral Commission, the Freemasons and the Great Pyramids. Jim Marrs. HarperCollins Publishers. New York. 2000. p.165
[5] Ibid. p.164
[6] Ibid. p.178
[7] Ibid. p.157
[8] Ibid
[9] “Arriving UN Soldiers Carry Hope to Croatia”. AP. Missoulian. 4-15-92
[10] “Plane Carrying Aid, Holiday Gifts for Croatians Allowed to Land”. Reuters/Kyodo. Japan Times. 12-27-91. p.1
[11] “Slovenians to Choose President, Parliament”. AP. Tulsa World. 12-16-92
[12] Evening Edition. National Public Radio. 12-13-92
[13] “UN Swats Yugoslavia”. AP. Missoulian. 5-31-92
[14] “NATO Bombs Stir Russian Anger”. AP. Missoulian. 9-15-95. p.A1
[15] “Privatizing War: How Affairs of the State are Outsourced to Corporations Beyond Public Control”. Ken Silverstein. The Nation. 7-28 to 8-4, 1997.
[16] The Great Heroin Coup: Drugs, Intelligence and International Fascism. Henrik Kruger. South End Press. Boston. 1980. p.217
[17] “Supporters of Karadzic Ready to Battle in Bosnia”. Misha Savic. Denver Post. 8-23-97
[18] “As the War Winds Down, Troop Training Starts Up”. Missoulian. 2-11-96

Dean Henderson è l’autore di quattro libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve & Stickin’ it to the Matrix. Puoi iscriverti gratuitamente alla sua rubrica settimanale Left Hook @ www.deanhenderson.wordpress.com

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

Marina and the Diamonds programmata da Monarch?

Sold my soul’, ha venduto la sua anima al diavolo. ‘Changed beyond recognition’ si riferisce al Project Monarch. ‘Sold out too’,  ha ‘venduto la sua anima’, ma ha anche venduto molti dischi, e ha ottenuto ricchezza e fama.
I lived a lot of different lives, Been different people many times.” “Ho vissuto parecchie vite diverse, Conosci diverse persone molte volte.” (Personalità multiple / Ciascuno stato alterato contiene memorie diverse, vite assai diverse).
Electra Heart è il nome del suo blog, e lei descrive “Fear and Loathing” (Paura e delirio) come il Cuore di Elettra. ‘Electra’ potrebbe riferirsi all’elettroshock, l’importanza del suo essere stata ‘electroshocked’.  Per i fan, che dicono che il suo nome deriva da quello della figlia di re Agamennone, avrebbe molto a che fare con l’occulto. Una ricerca su “Electra Heart” dice che sia “un veicolo per ritrarre una parte del sogno americano, con elementi della tragedia greca.” Sta bene.  Ha postato le foto sul suo blog con etichette come “Electra-cute me” (Elettroshock), “Fake Real” (Falsa realtà programmata). Le 3 stesse immagini di se stessa in un collage etichettato come “Electra heart complex“, cioè la la complessità delle sue alterità (torna su “Elettra” la principessa Argiva, la più sconvolgente di tutte: Farmaci/pillole fanno riferimento ai farmaci di Mk-Ultra con l’etichetta: “Slip inside a Snow White sleep” “Scivolare nel sonno di Biancaneve.” Biancaneve è un film della Disney utilizzato nella programmazione Mk-Ultra, e con “sonno di Biancaneve” si intende uno stato di trance (sonno/trance programmata). E’ palese nella sua storia di programmata Monarch, in particolare la parrucca e ‘Paura e delirio‘ (Fear and Loating) che apre “Electra Heart” (Electroshocked Alter), insieme con l’etichetta”Fake Real” che simboleggia la sua falsa programmazione.

Ha anche ammesso il fatto che ha avuto successo, dopo la sua intervista con Pop Justice.
Ho lavorato con il dottor Luke, Stargate, e ho imparato così tanto. E ho fatto un album – beh, è quasi fatto – è così eccitante e si sente come un vero e proprio album. – Per saperne di più

La star ha lavorato con Dr. Luke, che lavora con altri artisti che hanno dato l’anima, come Katy Perry.
Nella sua canzone “Oh No“, la cantante dice: “Se non state molto attenti, i vostri beni vi possiederanno, la TV mi ha insegnato come sentirmi, ora la vita reale non ha senso.”
Questa frase ha un grave significato, perché la maggior parte delle società è catturata dall’illusione che una celebrità  mondiale crea, è dipendenta dalla TV e la confonde con la realtà. Può essere direttamente sotto controllo mentale, ma il resto del pubblico non è molto diverso, dal momento che siamo tutti bersagli dei messaggi subliminali. Si può diventare dipendenti fisicamente dalla TV, e il nostro subconscio è sempre a rischio.

Ha postato questa foto sul suo blog dicendo: “Utilizzo le bugie per rivelare la verità.” Le bugie sono la sua programmazione, ed eccola con la parrucca dai capelli d’argento, che rappresenta la Programmazione Mirror.

Ha descritto questa foto dell’occhio che tutto vede con “I am Electra Heart“, che suona come un alter ego con riferimento alla sua programmazione.
Ora, su Fear And Loathing Part 1, di  Marina and the Diamonds i testi raccontano tutto, il video è anche simbolico. Chiama questa canzone “Electra Heart: The Start; Fear and Loathing“, e sembra l’inizio di questo alter ego, e l’inizio della paura e del disgusto causati dalla programmazione. Si guarda allo specchio (Programmazione Mirror) mentre si taglia i capelli, trasformandosi in una nuova se stessa.

I lived a lot of different lives, Been different people many times.” Ho vissuto molte vite diverse, divenendo diverse persone molte volte. (Personalità multiple) Non tutti sono così fuori come svitati. Non voglio vivere nella paura e nel disgusto. Voglio sentirmi galleggiare (dissociazione). Ho diverse persone nella mia testa. Mi chiedo quale piace di più. (Significa diverse alterità nella sua testa, e che uno dei suoi alter ego la controlla meglio). E quando il momento arriva, e le luci si spengono, so quando la luce si brucerà; quando mi faranno esplodere. (La menzione del futuro sacrificio o ‘esplosione’ significa conquistare / prendere il pieno controllo di lei, quando le luci sono spente ‘i suoi sentimenti / personalità‘ la usano)

E’ piuttosto evidente che Marina soffre di disturbo della personalità multipla. “Diamonds” significa anche programmazione Jewel, e i moduli di Monarch.

•Electroshock “Electra-cute me
•Personalità Multiple
•Alter ego: “Electra Heart
•Parrucche
•Pillole “sonno di Biancaneve“; Trance di programmazione al 100%
•Programmazione  Mirror
•Venduto la sua anima
Ha inoltre etichettato una delle sue immagini come:
Ha detto che le ragazze come me valgono una dozzina di diamanti.” * Il suo gestore l’ha scelta e le ha detto che valeva qualcosa del genere. (Nella Programmazione Jewel, si sceglie un gioiello, vi dicono di diventare come quel gioiello che alla fine ricevete)

Nella sua canzone “Hermit the Frog“, lo dice nel testo:

They say you used to be so kind – Dicono che sei solito essere così gentile
I never knew you had such a dirty mind – Non ho mai saputo che aveva una mente malata
Well, I went to the doctors believing – Beh, sono andata dai medici credendo
The devil had control over me – Il diavolo aveva il controllo su di me

Accenna anche questo nella canzone:

I can’t help the devil likes to make my heart a double bed – Non posso aiutare il diavolo a fare del mio cuore un letto matrimoniale
And I can’t help he sometimes like to come and rest his little head – E io non posso aiutarlo quando  ha voglia di venire e di riposare la sua piccola testa

Zebra = Personalità Dissociata / Dualità

BETA Leopard

Mostra la sua fedeltà all’occulto dopo aver venduto la sua anima:

L’Occhio che tutto vede  (Occhio di Horus / Lucifero) e simbolo del Drago/Baphomet con le due dita.

Programmazione All Seeing Eye e Jewel Status

Simbolismo dell’Occhio che tutto vede. 

In un tweet più recente, ha ammesso tutto dicendo:

Media-Exposed

Divertente ‘recensione’; eppure Marina è una delle più belle voci nate in questi ultimi anni, e i testi delle sue canzoni, come dimostra tale ‘recensione’ di stampo ickiano (anche se nel forum di Icke la trattano abbastanza bene), sono tutt’altro che delle banali e trite canzoncine su cuori infranti e amorazzi ‘mocciosi’ che tanto piacciono al cantantume medio italidiota (e annesso pubblico di scimmiette, vascorossiane o meno, et similia).
Ora, Marina, che ha lavorato come modella, è riuscita a farsi notare come cantante, e il nuovo album (Electra Heart, appunto) è così ben fatto e fluente, che ci si può domandare quanto di ciò sia dovuto al suo talento di musicista (che è notevole) e quanto al produttore. E’ una bella ragazza con una gran voce, in grado di scrivere melodie decenti. Ancora più interessante è che i testi delle copertina del CD non corrispondono sempre a quelle delle canzoni.
Segmenti cantati mancano nella copertina, contengono dei messaggi occulti? cosa non inusuale nell’industria musicale.
Molti testi descrivono sensazioni di intorpidimento, ossessioni, esclusione, disperazione nel poter essere coinvolti nel ben mondo di Hollywood, l’idea di essere controllati e dell’inutilità del sacrificio.
Si tratta di programmazione? O è qualcosa di più profondo? Chiaramente, sembra una sensazione assai diffusa, ma la cosa più scioccante è come facile scoprirvi una cospirazione grazie a un atteggiamento da detective dilettante.

A cura di Alessandro Lattanzio

L’alleanza saudita-israeliana

Dean Henderson 27 febbraio 2012
(Tratto dal Capitolo 5. Sceicchi del Golfo Persico affittasi: Big Oil & i suoi banchieri…)

L’iraniana Press TV ha riferito ieri che gli Stati Uniti e i sauditi iniziarono a finanziare i ribelli siriani otto mesi fa. Dopo aver finanziato i ribelli islamisti libici per rovesciare Gheddafi, i sauditi e i loro despoti amici del Gulf Cooperation Council (GCC) sono passati al tentativo di far cadere il governo di Assad in Siria, sulla loro strada per Teheran.
Sia la Fratellanza Musulmana della Casa dei Saud che i cabalisti d’Israele, condividono una lunga storia con i loro fratelli massoni dei servizi segreti inglesi, risalente alle scuole misteriche egiziane.
La marcia oligarchia dei banchieri illuminati gestisce tutte e tre le società segrete e controlla l’economia mondiale attraverso il monopolio delle banche centrali e l’egemonia sul commercio di petrolio, armi e droga.
Questa cricca di fanatici satanisti trilionari guidata dai Rothschild crea fanatici all’interno delle fedi ebraica, cristiana e musulmana, per dividere i popoli e massimizzare i profitti di guerra.
Da quando la Chevron scoprì il petrolio in Arabia Saudita nel 1938, la monarchia  della Casa dei Saud è sempre servita come finanziatrice delle avventure militari segrete dei Rothschild. Rientra nell’inganno del petrolio in cambio delle armi.
I sauditi inviarono più di 3,8 miliardi dollari ai mujahidin afgani addestrati dalla CIA. Il loro emissario presso gli statunitensi era Usama bin Ladin.
Diedero 35 milioni di dollari ai Contras del Nicaragua. Il destinatario della tangente Northrop/Lockheed, Adnan Khashoggi, giocò un ruolo chiave nel rifornire  l’Impresa di Richard Secord con fondi della casa dei Saud. Ma mentre gli sforzi  per i contra e i mujahidin ottennero l’attenzione dei giornali, i Saud si impegnarono a finanziare la contro-insurrezione in tutto il mondo.
In Africa, i sauditi supportarono decenni fa il Fronte Nazionale per la Salvezza (NFS), che operava dalle basi in Ciad, nei suoi tentativi di rovesciare il Presidente libico Muhammar Gheddafi.
Il Chad è stato a lungo un paese importante per i sistemi di produzione petrolifera della Exxon Mobil nel Nord Africa. Nel 1990, a seguito del riuscito contro-colpo di stato appoggiato dalla Libia contro il governo del Ciad, che sponsorizzava il NFS, gli Stati Uniti evacuarono 350 capi del NFS grazie ai finanziamenti sauditi. Gli Stati Uniti diedero 5 milioni di dollari in aiuti al governo dittatoriale keniota di Daniel Arap Moi, in modo che il Kenya ospitasse i capi del NFS che gli altri governi africani rifiutarono di accogliere. Arap Moi, in seguito appoggiò le operazioni segrete della CIA in Somalia, sempre finanziate dai sauditi.
I sauditi finanziarono i ribelli dell’UNITA di Jonas Savimbi, in Angola, nel loro sforzo brutale di rovesciare il governo socialista dell’MPLA del presidente Jose dos Santos. Su richiesta della CIA, i sauditi inviarono milioni al Marocco per pagare l’addestramento in quel paese dell’UNITA. L’Angola ha enormi riserve di petrolio. Nel 1985 la Chevron Texaco raccoglieva il 75% dei proventi del petrolio dell’Angola. Nel 1990 il 29% del greggio della Exxon Mobil destinato agli USA, proveniva dall’Angola. Una relazione annuale della De Beers, tentacolo della famiglia Oppenheimer che monopolizza il commercio mondiale del diamante, si vantava di comprare diamanti dall’UNITA. Savimbi era stato accolto alla Casa Bianca dal presidente Reagan.
I sauditi finanziarono la RENAMO, nell’ambito del ‘Piano Rosa‘ della CIA, nella sua campagna terroristica contro il governo nazionalista del Mozambico. A metà degli anni ’80, sia i sauditi che l’Oman inviarono armi alla RENAMO attraverso le isole Comore, per conto di Israele e del Sud Africa dell’apartheid. Due presidenti delle Comore, Ali Soilah e Ahmed Abdullah Abderemane, furono assassinati dai mercenari che proteggevano il traffico di armi.
Nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), l’ex-Zaire, il pupazzo degli Illuminati Mobutu Sese Seko governò con pugno di ferro per quasi quattro decenni. Era il cane da guardia della City of London nello Zaire, ricco di giacimenti di cobalto, uranio e molibdeno, tutti elementi vitali per il programma di armi nucleari statunitense. Lo Zaire è anche ricco di rame, cromo, zinco, cadmio, stagno, oro e platino. Mentre Mobutu accumulava oltre 5 miliardi di dollari nei conti bancari svizzeri, belgi e francesi, il popolo dello Zaire viveva nello squallore.
Mobutu, che fu insediato nei primi anni ’60 dall’agente della CIA Frank Carlucci, in seguito segretario alla difesa di Reagan e Bush e ora presidente dall’azienda di consulenza degli investimenti della famiglia bin Ladin, Carlyle Group, operò come un gangster assassinando il primo ministro del Congo Patrice Lumumba. Sotto il regno di Mobutu, gli Stati Uniti installarono basi militari a Kitona e Kamina, da dove la CIA perseguiva le guerre segrete contro Angola, Mozambico e Namibia, e con il finanziamento dei Saud. La guardia di palazzo di Mobutu venne addestrata dal Mossad israeliano. Alla fine degli anni ’70, i sauditi pagarono per inviare le truppe marocchine a salvare Mobutu dai secessionisti katangahesi guidati da Laurant Kabila.
Mobutu fu deposto nel 1998 dalle forze fedeli a Kabila, un amico di Fidel Castro. I sauditi cominciarono a finanziare le incursioni militari in Congo da parte dei governi di Ruanda, Uganda e Burundi. Questa destabilizzazione della regione dei laghi ha portato al genocidio ruandese. Kabila fu assassinato nel 2000, dopo essersi rifiutato di giocare per conto degli Illuminati. Oltre quattro milioni di persone sono morte nella RDC negli ultimi dieci anni.
Lumumba e Kabila non furono i primi nazionalisti africani presi di mira per essere eliminati da questi individui marci. Nel corso degli anni ’50 e ’60, la CIA e i servizi segreti francesi assassinarono il nazionalista marocchino Mahdi Ben Barka, la cui Union Nationale de Forces Populaire minacciava la monarchia di re Hassan II, fantoccio degli Stati Uniti. Il presidente di sinistra della Guinea Sekou Toure e quello socialista tunisino Habib Bourgiba furono assassinati dai servizi segreti occidentali.
Nel 1993 il presidente sudanese Omar al-Bashir accusò i sauditi di fornire armi all’Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese (SPLA) di Johnny Garang. La parte meridionale del Sudan, che l’SPLA sta cercando di staccare, è ricca di petrolio. Il Mossad ha rifornito il SPLA per anni attraverso il Kenya. Nel 1996 l’amministrazione Clinton annunciava aiuti militari a Etiopia, Eritrea e Uganda. L’aiuto era inviato per l’offensiva su Khartoum del SPLA. La crisi in Darfur è il risultato diretto delle intromissioni di Arabia Saudita-Israele-USA per conto di Big Oil.
Il presidente algerino Chadli Benjadid accusò i sauditi di finanziare il barbarico Gruppo Islamico Armato (AIG) che, dopo che l’Algeria aveva biasimato l’avvio della Guerra del Golfo da parte degli Stati Uniti, scatenò un regno di terrore contro i cittadini algerini. Benjadid fu costretto a dimettersi. A ciò fece seguito il passaggio frettoloso della legge sugli idrocarburi, che ha aperto i giacimenti petroliferi del paese, una volta socialista, ai Quattro Cavalieri. La CIA ha poi aiutato i terroristi dell’AIG a recarsi in Bosnia, dove hanno contribuito a distruggere la Jugoslavia socialista.
L’Algeria ha una lunga storia di sfide a Big Oil. Il presidente Houari Boumedienne, uno dei grandi leader arabi socialisti di tutti i tempi, iniziò a fare appello a un ordine economico internazionale più giusto, nei suoi discorsi infuocati presso le Nazioni Unite. Incoraggiò i cartelli dei produttori come mezzo per l’emancipazione del Terzo Mondo dai banchieri di Londra. Il petroliere indipendente italiano Enrico Mattei iniziò a negoziare con l’Algeria e gli altri Stati nazionalisti dell’OPEC, che volevano vendere il loro petrolio a livello internazionale senza avere a che fare con i Quattro Cavalieri. Nel 1962 Mattei morì in un misterioso incidente aereo. L’ex agente dell’intelligence francese Thyraud de Vosjoli dice che la sua agenzia vi era coinvolta. William McHale di Time magazine, che seguì il tentativo di Mattei di rompere il cartello di Big Oil, morì in circostanze strane.
Nel 1975 gli Stati Uniti inviarono 138 milioni dollari in aiuti militari attraverso l’Arabia Saudita allo Yemen, nella speranza di evitarvi una rivoluzione marxista. Lo sforzo fallì e il paese fu diviso in Yemen del Nord e del Sud per due decenni, prima di riunirsi di nuovo nel 1990. Gli aiuti di Stati Uniti-Arabia a Yemen e Oman continuano fino a oggi, nel tentativo di stroncare i movimenti nazionalisti in quei paesi che confinano con il Regno e i suoi vasti giacimenti petroliferi controllati dai Quattro Cavalieri.
Durante il tentativo degli USA di staccare la Bosnia dalla Jugoslavia, il re saudita Fahd chiese la fine dell’embargo ONU sulle armi. Quando l’embargo venne revocato, i sauditi finanziarono gli acquisti di armi dei bosniaci musulmani.  Più tardi, i sauditi finanziarono il narcotrafficante Kosovo Liberation Army, così come i separatisti albanesi dell’UCK che attaccavano il governo nazionalista di Macedonia. I sauditi finanziarono anche le operazioni segrete della CIA in Italia, dove nel 1985 sperperarono 10 milioni di dollari per aiutare a distruggere il partito comunista.
Recentemente il principe saudita Bandar ha donato un milione di dollari alla biblioteca presidenziale di Bush Sr. e un altro milione per una campagna di alfabetizzazione di Barbara Bush. La sera dell’11 settembre 2001, il principe Bandar fumava sigari alla Casa Bianca con il presidente Bush, mentre i membri della famiglia bin Ladin vennero evacuati dagli Stati Uniti, con lo spazio aereo chiuso al resto del traffico.
I sauditi giocarono semplicemente il ruolo storico di cassieri nell’operazione dell’11 settembre?
Il più grande azionista di News Corporation – creatore sia della voce dei  banchieri Wall Street Journal che della psyop Fox News – è Rupert Murdoch. Il secondo più grande proprietario è il principe saudita Alaweed bin Talal.
Fox News è un’operazione coperta di controllo mentale dei Rothschild contro il popolo americano?

Fonti:
Mercenary Mischief in Zaire”, Jane Hunter, Covert Action Information Bulletin, Primavera 1991.
Hot Money and the Politics of Debt, RT Naylor, The Linden Press/Simon & Schuster. 1987. p.238
Earth First! Journal. Vol. 26, #1. Samhain/Yule, 2005
“US to Aid Regimes to Oust Government”, David B. Ottaway, Washington Post, 11-10-96
The Great Heroin Coup: Drugs, Intelligence and International Fascism, Henrik Kruger, South End Press, Boston, 1980, p.43
The Gulf: Scramble for Security, Raj Choudry, Sreedhar Press, New Dehli 1983, p.14
Dude, Where’s My Country, Michael Moore, Warner Books, New York, 2003
ABC News Online, 10-19-04

Dean Henderson è autore di Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries e Das Kartell der Federal Reserve. L’abbonamento al suo blog Left Hook è gratuito su www.deanhenderson.wordpress.com

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Chi controlla i Fratelli Musulmani

Dean Henderson The Intel Hub 20 dicembre 2011
(Tratto dal capitolo 10: La Guerra Iraq/Iran: Big Oil & i suoi banchieri)

L’irrazionale profondo odio della leadership anglo-statunitense verso l’Iran risale alla Rivoluzione iraniana del 1979, che rovesciò il fantoccio dei Quattro Cavalieri, lo Shah, e nazionalizzò il petrolio e le banche iraniani.
Il sistema bancario della cabala delle otto famiglie preferiva di gran lunga i mullah alla sinistra. Nel 1982 la CIA e l’MI6 passarono informazioni agli ayatollah volte colpire i gruppi di sinistra iraniani, come il partito Tudeh, il Fronte Nazionale e i Mujahidin del Popolo. I mullah scatenarono il terrore, assassinarono oltre 4.000 dirigenti del Partito Tudeh, e torturarono e imprigionarono più di 10.000 membri e sostenitori del Tudeh. Nel 1989 molti di questi prigionieri furono condannati a morte.[412]
Khomeini vietò il Tudeh definendolo “elemento marxista satanico” – qualcosa che lo Shah ancora non aveva fatto. Il partito Tudeh aveva guidato la rivoluzione iraniana attraverso i suoi comitati nei 60   scioperi nei giacimenti del Khuzistan. In precedenza il partito aveva appoggiato il primo ministro Mohammed Mossadeq, nel suo tentativo di strappare condizioni migliori dal Consorzio iraniano controllato dai Quattro Cavalieri, facendone il bersaglio di un riuscito colpo di stato, finanziato dalla BP, nel 1953.
Gli Stati Uniti ora, ancora una volta, aiutano gli estremisti islamici, questa volta per sterminare la sinistra iraniana. Un funzionario statunitense aveva assicurato ai giornalisti che le esecuzioni “non ostacolavano il riaprirsi delle relazioni USA/Iran“. [413] Big Oil trattava con l’Ayatollah e, segretamente inviava greggio iraniano in Arabia Saudita per la raffinazione.
Il Mossad israeliano suonava le stesse alte corde nel suo paese, dove nel 1978 permisero ai fondamentalisti di Hamas di diventare l’unico gruppo palestinese registrato in Israele. Nel giro di un decennio, il leader di Hamas, lo sceicco Ahmed Yassin aveva costruito una potente organizzazione che governa la Striscia di Gaza sotto la sorveglianza israeliana. [414]
Gli israeliani trovarono che era un comodo manganello che avrebbero potuto usare contro Yasser Arafat, la cui Autorità Palestinese era emersa da Fatah e dall’OLP, entrambe della sinistra laica che aveva posto al centro dell’agenda politica l’unità e il nazionalismo arabi.
Hamas ha un’agenda molto diversa. Sono islamisti il cui obiettivo è istituire uno stato islamico, con il finanziamento degli antidemocratici sceiccati di destra del GCC, in particolare la Casa dei Saud. Hamas riceve regolarmente i fondi dai sauditi, senza intervento da parte degli israeliani, mentre il denaro vincolato dell’OLP viene regolarmente sequestrato dalle autorità israeliane. Il primo ministro israeliano Ariel Sharon ha avuto un ruolo fondamentale nella fondazione di Hamas, nel 1988, quando il suo partito il Likud liberò 800 islamisti nei territori occupati palestinesi di Gaza e della Cisgiordania. Il Likud, partito di destra israeliano, usò Hamas per seminare la divisione tra i palestinesi.
I sauditi favorirono Hamas, da quando i loro interessi si allinearono con quelli dei banchieri internazionali e dei Quattro Cavalieri. I sauditi preferiscono gruppi fondamentalisti che parlano di “infedeli” e “decadenza della cultura occidentale“, a quei gruppi nazionalisti più radicali che inveiscono contro l’ingiustizia della globalizzazione neoliberista, un sistema dal quale la Casa dei Saud trae la sua grande ricchezza. Dopo la guerra del Golfo, la Casa dei Saud tagliò i finanziamenti all’OLP di Arafat per punire la sua opposizione al bombardamento statunitense dell’Iraq, mentre i sauditi continuano a finanziare Hamas. [415] Molti dei membri della Casa dei Saud sono membri della società segreta Fratelli Musulmani-Benoist-Méchin.
Hamas è un ramo della Fratellanza Musulmana, che affonda le sue radici nella Gran Loggia del Cairo e nella società segreta degli Assassini che combatterono al fianco dei Templari invasori attaccando i nazionalisti musulmani saraceni durante le crociate. Hamas, consapevolmente o no, serve per lo stesso ruolo di “divide et impera” di oggi, negli attacchi di Sharon al nazionalista Arafat. I kamikaze di Hamas sono gli Assassini dei nostri giorni, le cui azioni servono da pretesto per un ulteriore aggressione israeliana contro i palestinesi.
Non è un caso che ogni volta che Sharon sia andato a Washington nel 2002, per discutere del sempre più esplosivo conflitto israelo-palestinese con il presidente Bush, Hamas abbia attivato i suoi attentatori suicidi. I bombardamenti permisero a Sharon di sfuggire al controllo degli Stati Uniti.  Ogni volta il macellaio di Shatila ritornava subito a Tel Aviv, per arraffare più terra palestinese. Nel 2005 Hamas vinse le elezioni in Palestina, dando agli israeliani un’altra scusa per indurire la loro posizione.
Sharon era il guru ideologico sia del movimento Gush Emunim che della rete terroristica clandestina della destra ebraica Kach-JDL, durante la sua permanenza nel 1977-1992 nei governi israeliani del Likud. Sharon ha anche fatto parte della banda Landscam, che raccolse  milioni tra gli ebrei, da Manhattan a Mosca, con l’acquisto di case costruite negli insediamenti illegali sulle terre palestinesi, durante gli anni ’80 e ’90.
Tra i suoi partner di Landscam vi erano Rupert Murdoch, Sir David Ormsby-Gore, il principe Johannes von Thurn und Taxis, Sir Edmund Peck e il presidente del Congresso ebraico mondiale Edgar Bronfman. [416]
Inoltre erano presenti anche, all’inizio del 1982, alle sessioni per la pianificazione di questo furto delle terre, presso il ranch di Sharon nel Negev, Henry Kissinger, lo specialista per il Medio-oriente dell’MI6 Nicholas Elliot e l’amico intimo della Permindex, Louis Mortimer Bloomfield. L’incontro avvenne sulla scia dell’invasione del Libano di Sharon, il 4 giugno 1982 .
Dal 1984 al 1990 Sharon fu Ministro delle Costruzioni e le Abitazioni del Likud, dove aveva notevolmente ampliato l’attività degli insediamenti illegali israeliani. [417]
Secondo l’ex agente del Mossad Victor Ostrovsky, il Mossad armò i Fratelli Musulmani egiziani con le armi dei mujahidin dell’Afghanistan, nel 1986. Il Mossad aveva anche detto a questi terroristi della Jihad islamica, chi dovevano colpire. Nello stesso anno avevano progettato di armare gli islamisti in Giordania per destabilizzare quella nazione, nell’ambito del loro piano “la Giordania è la Palestina” per spingere tutti i palestinesi in Giordania, mentre si annettevano la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. [418]
Nell’ottobre del 1991, irritato dalla volontà dell’Amministrazione di Bush padre di mediare nei colloqui di pace a Madrid, tra Israele e i palestinesi, Ostrovsky dice che il Mossad usò tre estremisti di Hamas nel tentativo di assassinare Bush, a Madrid. Quando il loro piano fallì, questi palestinesi, come molti prima di loro, furono spediti a Nes Ziyyona, una struttura israeliana per il collaudo di armi nucleari, biologiche e chimiche, in cui gli esperimenti vengono condotti di routine sui militanti palestinesi. Una struttura simile del Mossad esiste, travestita da ospedale, a Soweto, Sud Africa, dove i neri poveri sono soggetti agli esperimenti. [419]
L’elite globale usa gli estremisti islamici per raggiungere i suoi obiettivi geopolitici regolarmente. Nel 1982 il governo socialista della Siria sedò una rivolta guidata dai militanti islamisti. Uno dei leader della rivolta era Abdallah Azzam, che in seguito curò l’addestramento della CIA dei mujahidin, a Peshawar.
Sheik Hassan Turabi, leader del governo militare sudanese, è sostenuto dal leader dalla propaggine di quel paese della Fratellanza Musulmana, conosciuta come il Fronte Islamico Nazionale. Fino a quando i media iniziarono a riportare che Usama bin Ladin stava usando il Sudan, alla metà degli anni ’90, come base della sua al-Qaida; gli Stati Uniti ebbero stretti legami con i fanatici del Sudan. Sheik Omar Abdel Rahman, il religioso che la CIA ha portato negli Stati Uniti per reclutare combattenti islamisti, ottenne il suo visto dal consolato degli Stati Uniti a Khartoum. [420]
Negli Stati Uniti i Fratelli Musulmani si riunirono intorno Louis Farrakhan e la Nation of Islam. Il 21 febbraio 1965, agenti della Nation of Islam uccisero il leader nero Malcolm X, che aveva rotto con gli islamisti dopo un viaggio alla Mecca, modificando la sua visione del mondo. Prima del viaggio, Malcolm X parlava nella stessa maniera settaria di Farrakhan, predicando il black power contro i “diavoli bianchi“. Nella sua autobiografia, scrive della sua trasformazione alla Mecca. Al suo ritorno abbandonò la sua analisi razziale e si concentrò sulla classe, unendosi, come Martin Luther King aveva cominciato a fare quando fu assassinato, ai sindacati e bianchi poveri. Aveva anche parlato di una coalizione con King.
Il leader della Nation of Islam, Elijah Muhammad era un auto-proclamato messaggero del fondatore di Nation of Islam, Maestro Fard. Fard incaricò Muhammad di studiare le origini dell’Islam, la Massoneria e la Cabala. Secondo Fard, la razza nera discendeva dalla potente tribù di Shabazz, i cui membri possedevano l’occhio che tutto vede attraverso la ghiandola pineale operativa. In una storia sorprendentemente simile a quella degli invasori Sumeri, gli Annunaki, Fard disse che un “grande-capo scienziato di nome Yakub” apparve circa 6.000 anni fa e aveva iniziato gli esperimenti per progettare geneticamente una razza malvagia che potrebbero essere i “maestri di inganno“. Fard sosteneva che le razze bianche prodotte da Yakub, che egli sosteneva fosse il biblico Giacobbe, erano rappresentate nell’egittologia antica come la tribù di Seth, che era conosciuto dai Greci come Satana. Fard diceva che la ghiandola pineale  dell’umanità è stata danneggiata attraverso questi esperimenti, e che questi “diavoli bianchi” avevano usurpato le molteplici realizzazioni della cultura nera, e li definivano i loro nuovi schiavi negri, dalla parola necro, che significa “morto“. [421]
Fard disse anche - come i Templari – che Gesù Cristo non è mai morto sulla croce. Fard disse che Cristo era solo drogato  quando fu deposto nel sepolcro dai soldati romani, e che poi si sposò, ebbe figli e morì in Kashmir, in Pakistan. [422]
Questo aiuta a spiegare perché, mentre la linea di sangue reale del Priorato di Sion sono i Merovingi di Francia (dove i Templari pretesero che poi Cristo fossse vissuto), il Dio-Re spirituale dei Fratelli Musulmani sia l’Aga Khan, che risiedeva nella regione del Kashimir, in Pakistan. Ciò può anche spiegare perché lo sfortunato moderno Assassino Usama Bin Ladin sia nascosto in Pakistan.
Il cecchino che ha provocato tredici vittime nell’area di Washington DC, nell’ottobre 2002, John Mohamed, si era convertito recentemente alla Nation of Islam. I suoi benefattori includevano il miliardario del Texas HL Hunt, che aveva incontrato Jack Ruby il giorno prima la morte di JFK, e che poi scomparve in Messico per un mese.
Louis Farrakhan scomparve quasi nello stesso modo, dopo l’assassinio di Malcolm X. Gli assassini di Malcolm X erano stati probabilmente pagati dalla CIA, che era interessata al suo panafricanismo e alla sua petizione alle Nazioni Unite per dichiarare gli Stati Uniti una potenza imperialista razzista.
Il fondamentalismo islamico ha iniziato la sua moderna ascesa fulminea nell’India amministrata dai britannici e ha trovato una sede permanente in Pakistan. Quel paese è nato nel 1947 in un tentativo britannico di dividere i musulmani dalle loro controparti indù indiane.  L’islamismo pakistano fu esportato da Mawdudi e da un susseguirsi di giunte militari sostenute dagli Stati Uniti. [423]
Il governo dei Fratelli Musulmani sauditi abbraccia il fondamentalismo wahhabita e finanzia le proprie esportazioni in luoghi come l’Egitto – dove una volta stampò e distribuì un manuale che sosteneva l’”economia politica islamica“.
Gli alleati degli USA del Gulf Cooperation Council abbracciano il fondamentalismo islamico, che è abbastanza congruente con il capitalismo monopolistico globale e la monarchia feudale.
Nel frattempo, i nemici degli Stati Uniti nella regione abbracciano il socialismo laico, che punta a fermare lo sfruttamento delle risorse petrolifere da parte dei Quattro Cavalieri e dalle loro Otto Famiglie possidenti.
I grandi leader regionali tra cui l’egiziano Nasser, l’iraniano Mossadeq, l’algerino Boumedienne, il libico Gheddafi e l’iracheno al-Bakr sostennero tutti il socialismo laico (anche se lo stesso Gheddafi ha proclamato di essere un anarco-sindacalista), rappresentando una minaccia molto reale per l’elite degli Illuminati.

Note
[412] “War Criminals, Real and Imagined”. Gregory Elich. Covert Action Quarterly Winter 2001.  p.21
[413] “Heart of Darkness Department”. Alexander Cockburn. The Nation. 2-6-89.  p.151
[414] “Israel and Hamas: Dancing the Zionist-Islamist Waltz”. Rezeq Faraj. Covert Action Quarterly. Winter 2001. p.24
[415] “Islamic Terrorists: Creature of the US Taxpayer?” John K. Cooley. International Herald Tribune. 3-13-96
[416] “Ariel Sharon: Profile of an Unrepentant War Criminal” Jeffrey Steinberg. Executive Intelligence Review. 5-17-02
[417] Ibidem
[418] The Other Side of Deception. Victor Ostravsky. HarperCollins Publishing.New York. 1994
[419] Ibidem
[420] Faraj. p.25
[421] The Judas Factor: The Plot to Kill Malcolm X. Karl Evanzz. Thunder’s Mouth Press. New York. 1992
[422] Ibidem
[423] “Political Islam”. Samir Amin. Covert Action Quarterly. Winter 2001. p.3

Dean Henderson è autore di Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network , The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries e Das Kartell der Federal Reserve. Iscivetevi a al suo settimanale Left Hook weekly.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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