Cina e Russia costruiranno uno scudo antimissile congiunto

Dedefensa 15 ottobre 20141338471173_swalker.ru_don-2n-28Conosciamo l’importanza strategico-comunicativa che lo sviluppo della rete antimissili balistici statunitense (BMD e BMDE per l’Europa) ha acquisita nel 2002-2003, divenuto importante punto di disaccordo strategico tra Stati Uniti e Russia dal 2006-2007, e da allora ha continuato ad aggravarsi. Resta inteso che, nelle condizioni attuali, tale dinamica antagonistica tra le due potenze crescerà in modo esponenziale. Ma… ecco apparire un nuovo elemento. Ci sono voci e informazioni sempre più corroborate che la Russia stia sviluppando un sistema diversificato e sofisticato completamente orientato sui missili, a livello strategico, naturalmente, ma anche tattico. Inoltre, secondo Vasilij Kashin di Voce della Russia, vi è convergenza tra Cina e Russia sulla necessità strategica di sistemi di difesa missilistici, e dello sviluppo embrionale di un tale sistema da parte cinese, con la possibilità molto seria, secondo Kashin, dello sviluppo di un sistema antimissile congiunto russo-cinese. Sarebbe una vera e propria inversione delle tendenze strategiche, politiche e comunicative con il passaggio dalla dialettica offensiva e perentoria degli Stati Uniti, con il proprio sistema antimissile, al panico istigato dal progetto russo, in particolare se tale progetto diventa un progetto russo-cinese con una cooperazione che, apparendo assai seria, indubbiamente va considerata nelle dinamiche in accelerazione…. Il testo di Voce della Russia (13 ottobre 2014), presenta informazioni più precise su questa situazione russa e russo-cinese. “Il ministro della Difesa della Russia Sergej Shojgu ha recentemente dichiarato la creazione di un Sistema Unificato Spaziale (SUS), il nuovo sistema di allarme missilistico e priorità per lo sviluppo delle forze missilistiche strategiche. Secondo il parere degli esperti, nelle condizioni attuali del sistema di allarme missilistico, si tratta di uno dei più promettenti assi di cooperazione tecnico-militare tra Russia e Cina. Il sistema russo comprenderà satelliti di nuova generazione e una rete di posti di comando protetti per l’elaborazione delle informazioni ricevute dallo spazio orbitale. Questo gruppo di satelliti sostituirà il recente sistema di Oko-1 dalle caratteristiche insoddisfacenti. (…) Il SUS può rilevare non solo i lanci dei missili balistici intercontinentali, ma anche dei missili tattici. Il SUS sarà quindi un fattore della sicurezza strategica e fornirà dati preziosi per la ricognizione dei conflitti locali. Il satelliti di allarme saranno più duraturi della precedente generazione. (…) La Cina ha bisogno anch’essa di un sistema di allarme affidabile. La sua importanza cresce a poco a poco costruendo le nuove forze nucleari strategiche, mobili ed efficienti capaci, se necessario, del colpo preventivo. La Cina deve prendere in considerazione non solo la minaccia dagli Stati Uniti, ma anche i moderni missili a medio raggio dei Paesi vicini. Pechino cerca di creare un potente sistema di difesa missilistica strategica e ha testato sistemi di difesa antimissile in grado di intercettare obiettivi balistici nella fase centrale e finale della loro traiettoria. Inoltre ha prodotto diversi programmi per lo sviluppo di armi antisatellite. E’ chiaro che la capacità del sistema di allarme cinese non riflette lo sviluppo delle forze nucleari strategiche nazionali e quello dei sistemi antimissili e antisatellite. Nel frattempo, la Russia non solo costruisce attivamente il suo sistema di allarme missilistico, ma anche le stazioni radar avanzate terrestri come il radar Voronezh. Così nelle attuali circostanze il sistema di allarme missilistico avanzato è una delle mutue aree più promettenti della cooperazione tecnico-militare. Non si tratta solo di fornire equipaggiamenti e tecnologia russa alla Cina. La creazione di un sistema comune può anche testimoniare la nuova fase del partenariato strategico bilaterale“. Questo orientamento è ovviamente d’importanza ben superiore all’aspetto strategico, di massima politica e si può anche dire che sia la “prima politica”. Questa osservazione deriva dal fatto che il sistema antimissile con maggiore operatività riguarda naturalmente il campo strategico-nucleare, ma anche e forse soprattutto riguarda il fatto che il sistema statunitense, con le sue varie intenzioni per uno schieramento aggressivo intorno la Russia, ha suscitato un fenomeno molto importante che riguarda la comunicazione delle interpretazioni politiche. Vi sono tre punti di riflessione sulla dimensione dell'”alta politica” nello sviluppo del sistema missilistico russo, la possibilità di svilupparne uno russo-cinese e le trattative già avviate in questa direzione…
• Il primo è il fatto che la crisi ucraina e il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia hanno effettivamente spinto la Russia ad avviare un programma degli armamenti volto a contrastare il potere militare degli Stati Uniti in tutti i campi, senza eccezioni. Quello della difesa missilistica è particolarmente significativo, paradossalmente allo stato attuale delle forze strategiche, è un elemento della difesa che accentua in modo significativo la capacità offensiva delle forze nucleari strategiche. I russi hanno scelto un percorso che sembrerebbe più efficiente e più completo rispetto al sistema statunitense: il sistema SUS è un sistema autonomo di rilevamento, comunicazione e leadership che abbraccia diversi tipi di minacce (da quelle strategiche a quelle tattiche), cui è asservita la rete di difesa antimissile (S-300, S-400 e S-500) in cui i russi eccellono e sono i primi al mondo. Ciò conferma che i russi ricercano la superiorità strategica sugli USA (vedi 6 ottobre 2014), e non semplicemente di bilanciare la minaccia. Il significato politico di questo approccio è evidente ed estremamente importante perché riconosce che la Russia è spinta, certamente contro la sua volontà volendo che le relazioni di potere responsabili con gli Stati Uniti permangano, considerare lo sviluppo del suo potere da un punto di vista unilaterale, essendo necessario per la propria sicurezza, e non uno sforzo concertato al bilanciamento, come avvenuto durante la Guerra Fredda tra URSS e USA.
• La cooperazione tra Russia e Cina in tale campo, con intesa la leadership russa, è un evento politico della massima importanza. Si tratta di un inasprimento assolutamente decisivo dei legami strategici, quindi un evento di grande potere politico per i due, che ne suggella l’alleanza strategica al massimo livello. Entrambi i Paesi trarranno beneficio nel rafforzare la loro alleanza: la Cina ottenendo una garanzia strategica operativa di grande importanza, rafforzandone la posizione di potenza nucleare significativa verso le due più grandi; la Russia rafforzando la propria posizione con un’alleanza strategica che si sviluppa molto rapidamente per via degli eventi (Ucraina e politica del blocco BAO), ma con una dinamica che mette la Cina in posizione di forza verso la Russia, per via della sua superiorità finanziaria e patrimoniale. Infatti, un tale progetto mostrerebbe la potenza tecnologica e militare della Russia bilanciando nell’alleanza la forza finanziaria e capitale della Cina.
• Dal punto di vista del sistema di comunicazione, possiamo essere sicuri, se il progetto di cooperazione prende forma e quando commentatori ed esperti statunitensi cominceranno a capire cosa succede, allarme e panico prevarranno immediatamente nelle sue reazioni. Esperienza e isterismo in tal senso sono inconfondibili. Ciò porterà ad ulteriori tensioni, un ulteriore radicalizzazione degli Stati Uniti nel rafforzare bilancio e programmi di sviluppo del Pentagono (tra cui il programma missilistico, certamente). Ciò sarebbe eccellente perché riguardo al blocco tecnologico e all’esaurimento burocratico e di gestione in cui sguazza l’apparato della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, con una tale spinta supplementare rafforzerebbe confusione e disordine dell’iper-comunicazione nel cuore di tale sistema. Quindi ci si aggrapperebbe all’isterismo e alla resurrezione di progetti di comunicazione come la superiorità nucleare strategica dell’attacco preventivo del primo colpo, come discusso in particolare nel 2006 e recentemente ricordato (31 marzo 2006 e 9 giugno 2014). (Il primo colpo diventa assai problematico se c’è una seria rete antimissile). Ancora una volta, la confusione e l’iperdisordine, questa volta intellettuale dalla psicologia isterica dominante, renderanno ancora più incomprensibile, incontrollabile, terrorizzata e imprevedibile la politica strategica degli USA… Tale reazione sarà “terrorizza” soprattutto per la misera Europa, impantanata nel suo osceno vassallaggio, trovandosi ad affrontare una escalation esplosiva che dovrà seguire mentre confina con la Russia ed è priva di capacità strategiche per la propria sicurezza.
In generale, un tale progetto dovrebbe ulteriormente migliorare significativamente la rinascita della potenza militare della Russia, insieme alla seria costruzione strutturale dell’alleanza strategica tra Cina e Russia. In un certo senso, potremmo dire, che il progetto giunga a termine o meno, non c’è che d’aspettare la conclusione per ottenerne l’essenza. Infatti, l’effetto principale d’aspettarsi è la pura comunicazione nel diluvio e scontro delle varie narrative che ingombrano le menti delle élite del Sistema del blocco BAO; e tale effetto accrescerà dubbi e isteria nelle menti dell’élite del Sistema del blocco BAO… Non nascondiamo a nostro avviso che tale estensione è il modo migliore per innescare reazioni che promuovano uno stretto processo causa-effetto tra superpotenza del Sistema ed accelerazione della trasmutazione della superpotenza in distruzione. Ne scriviamo secondo l’osservazione, ormai data a nostro avviso, che la superpotenza del Sistema in accelerazione costante è divenuta una dinamica che gira a vuoto perché avviene nel declino causato da impoverimento e confusione degli strumenti utilizzati. Quindi, sì, superpotenza immediatamente entrata operativamente nel processo di auto-distruzione.

oknofacilityatnurekTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Prompt Global Strike: un altro passo ambizioso

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 13/02/2014

ahw_1260Lo scorso febbraio Zachary Keck, noto esperto, associate editor di The Diplomat e giornalista di The National Interest, ha pubblicato un brillante pezzo che dice che la Marina degli Stati Uniti esplora la fattibilità di missili ipersonici sub-lanciati nell’ambito del programma del Sistema d’Attacco Globale (CPGS). Si riferisce ad un rapporto della Difesa che afferma che l’ufficio Programmi Sistemi Strategici della Marina sollecita proposte per “studi biennali industriali per rimpolpare le opzioni tecnologiche e l’architettura di un sistema d’arma d’attacco globale a medio raggio convenzionale”. Il rapporto afferma che la gara rientra nel “piano del dipartimento della Difesa per l’anno fiscale 2014, per studiare lanciatore, missile e testata di un’arma dal potenziale rivoluzionario”. L’ufficio ha annunciato la gara ed è pronto ad aggiudicare contratti “per valutare le opzioni tecnologiche e confrontare le considerazioni su costi, prestazioni e tecnologia di tali opzioni”. Oltre un decennio fa, nel tentativo di mantenere la superiorità militare e un potente deterrente, gli Stati Uniti individuarono la necessità di una nuova funzionalità. Ciò portò l’esercito statunitense a creare il concetto controverso di capacità di attacco globale ad alta precisione. Il programma è attualmente in fase di ricerca e sviluppo e punta principalmente allo sviluppo di armi convenzionali a lungo raggio ed alta precisione che possano raggiungere il bersaglio in qualsiasi parte del mondo entro un’ora. L’amministrazione Obama ha indicato che intende prendere una decisione di acquisizione entro la scadenza dei termini.
Il programma Prompt Global Strike (PGS) comprende numerose tecnologie. I componenti potenziali sono missili balistici intercontinentali dotati di testate non-nucleari ad alta precisione, missili da crociera strategici ipersonici o missili da crociera ipersonici aerolanciati, come il Boeing X-51 o l’Advanced Hypersonic Weapon, e armi cinetiche ancora allo studio. L’Air Force e la DARPA sviluppano un aliante ipersonico che potrebbe essere schierato su una versione modificata del missile balistico Peacekeeper, noto come Sistema missilistico d’attacco convenzionale (CSM). Il Congresso può rivedere le altre opzioni per le armi della missione PGS. Queste includono non solo  missili balistici e sistemi plananti, ma anche bombardieri e missili da crociera, possibilmente con scramjets o altre tecnologie avanzate. Inoltre, una volta che l’amministrazione Obama avvia la gara  di acquisizione, l’industria può anche presentare ulteriori idee. Gli Stati Uniti mirano a combinare il PGS con le tecnologie spaziali e antimissile per formare un sistema di difesa integrato che potrebbe rendere le armi strategiche degli altri Paesi, anche nucleari, quasi inutili. Vi sono alcuni risultati tangibili. Il 1 maggio 2013 un velivolo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force ha volato a più di cinque volte la velocità del suono, in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’X-51A dell’Air Force, un passo avanti nella tecnologia scramjet. L’aereo ha raggiunto la velocità di Mach 5,1 (4828 km/h) a 18288 metri, rendendosi ipersonico. Ha percorso 230 miglia in poco più di sei minuti. Il velivolo s’è tuffato nell’oceano, come previsto. Il velivolo X-51A è noto come Wave Rider (Surfista), perché vola, in parte, per la portanza generata dalle onde d’urto generate dal volo. Una volta sganciato da un bombardiere B-52, un booster a propellente solido viene utilizzato nella fase iniziale del volo dell’aereo accelerando alla velocità che consente al motore di attivarsi, risucchiando l’aria mentre il velivolo accelera. Raggiungere un volo scramjet è tecnicamente molto impegnativo per via delle alte velocità e temperature generate.
Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere una velocità di Mach 6 o superiore, sei volte la velocità del suono e abbastanza veloce per attraversare l’Oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. L’US Air Force continuerà la ricerca ipersonica e i successi del X-51A daranno un contributo al programma dell’Arma d’Attacco ad Alta Velocità attualmente in sviluppo.  X-51 non è un concorrente del Trident convenzionale, che avrà una gittata di soli 600 miglia nautiche. Viene aerolanciato da un velivolo, quindi spinto con un razzo a propellente solido prima che il motore ipersonico venga attivato. È la prima arma a non essere un missile balistico a volare a velocità ipersonica.
Nel suo recente libro, Silver Bullet? Asking The Right Questions about Prompt Global Strike, James Acton, senior associate nel Programma di Politica Nucleare della Carnegie Endowment for International Peace, sostiene la necessità di un più ampio dibattito sui meriti e demeriti del sistema. Vi sono diversi fattori destabilizzanti inerenti al programma, come la sua dipendenza dallo sviluppo di missili a lungo raggio con esplosivi convenzionali al posto delle testate nucleari, che potrebbe facilmente spingere uno Stato a scambiare un’arma CPGS per una testata nucleare, la cui potenziale ambiguità costituisce una notevole minaccia alla stabilità strategica. C’è un altro aspetto del problema. I velivoli aerolanciati a lunga gittata con testate convenzionali di precisione e armi non nucleari plananti non sono coperti da accordi. La questione non è inclusa nel programma di sicurezza e controllo degli armamenti, innescando una nuova corsa agli armamenti. Altri Paesi non hanno alcuna via d’uscita se non affrontare tale sfida, e lo fanno. Le preoccupazioni sono molto reali, tali fatti dimostrano che tentativi sono già in corso. Ci potranno essere profonde implicazioni per la sicurezza internazionale, se la questione non viene affrontata in tempo. Il dibattito negli Stati Uniti su come usare le armi CPGS per colpire duramente obiettivi in profondità, inevitabilmente sollevano le preoccupazioni della Russia sulla possibilità di sopravvivenza dei missili balistici intercontinentali nei silos. Funzionari russi hanno espresso aspre critiche verso i piani degli Stati Uniti per l’iniziativa del PGS.
Il 19 giugno 2013, poche ore prima che il presidente Barack Obama chiedesse ulteriori riduzioni nucleari a Berlino, il Presidente Vladimir Putin avvertiva confutandolo e precisando che, “vediamo che si lavora in tutto il mondo allo sviluppo di sistemi d’arma convenzionali ad alta precisione con  capacità d’attacco che si avvicinano a quelle delle armi nucleari strategiche. I Paesi con tali armi aumentano notevolmente la loro capacità offensiva”. A seguito del vertice del collegio del ministero della Difesa russo a Mosca, il 10 dicembre 2013, il ministro della Difesa, Generale Sergej Shojgu, e il Capo di Stato Maggiore Generale, Generale Valerij Gerasimov, istruirono i vertici sulle priorità militari. I comandanti hanno detto che lo sviluppo del Prompt Global Strike è una delle principali minacce che affronta il Piano della Difesa. Un piano è stato redatto per schierare missili nucleari su rotaie in possibile risposta al Prompt Global Strike. Il 18 dicembre 2013, il Tenente-Generale Sergej Karakaev ha detto, “Un rapporto del ministero della Difesa è stata presentato al presidente ed è stato dato l’ordine di sviluppare una progetto preliminare di sistema missilistico su rotaie”. Karakaev ha aggiunto che un’analisi approfondita del sistema d’arma statunitense ha portato alla conclusione che “vi sia la necessità di riconsiderare la questione del sistema missilistico su rotaie, data la sua maggiore capacità di sopravvivenza e la portata della nostra rete ferroviaria”. “Se parliamo dei vettori balistici convenzionali esistenti, chiaramente si percorre la via dell’escalation del conflitto dalle estreme conseguenze apocalittiche”, ha detto il Viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov. Il Viceprimo ministro russo Dmitrij Rogozin ha detto, lo scorso dicembre, che Mosca si riserva il diritto di usare le armi nucleari in risposta ad un attacco convenzionale, vedendolo come “grande stabilizzatore” che riduce la probabilità di un’aggressione… Rogozin ha detto che coloro che “sperimentano armi strategiche non-nucleari” dovrebbero ricordarsi che “se saremo attaccati senza dubbio useremo le armi nucleari, in certe situazioni, per difendere il nostro territorio e gli interessi dello Stato”.
I leader di Stati Uniti e Russia sanno essere saggi e perspicaci. Hanno firmato dal 1972 i trattati ABM, INCSEA, SORT e START e gli esperimenti anti-satellite sono stati abbandonati. Non è tempo di far rivivere quel passato? Altri Stati come la Cina potrebbero essere inclusi nel processo di controllo degli armamenti, un’alternativa migliore alla corsa agli armamenti incontrollata.

La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perchè gli Stati Uniti denunciano i test degli ICBM russi?

Viktor Litovkin, RIR, 10 febbraio 2014

Washington ha informato gli alleati della NATO delle sue preoccupazioni su una possibile violazione del trattato Intermediate-Range Nuclear Forces (INF) da parte di Mosca. Queste preoccupazioni sarebbero state innescate dai test dei missili da crociera russi. RIR ha chiesto al prominente esperto militare Viktor Litovkin di spiegare la situazione.
mailedD16Il Trattato INF vieta produzione, test e implementazione di missili balistici e da crociera a medio raggio (1000-5000 km) e a corto raggio (500-1000 km) a Stati Uniti e Russia. A giudicare dalle notizie apparse sulla stampa statunitense, Washington ritiene che la Russia abbia testato un missile “sospetto” nel 2008. Le pubblicazioni statunitensi non dicono di quale missile si tratti, ma alludono gravemente all’RS-26, noto anche come Rubezh o Avangard. L’RS-26 Rubezh è un missile balistico intercontinentale (ICBM), il che significa che segue una traiettoria balistica per colpire l’obiettivo. I missili da crociera, invece, volano orizzontalmente appena sopra la superficie terrestre, seguendo dappresso la topografia della superficie. Gli ICBM hanno una gittata di 11500 km, considerando che i missili da crociera, di norma, hanno una gittata molto più limitata di 3500 km. La causa del recente putiferio è, in un certo senso, la testata utilizzata dall’ICBM Rubezh che si comporta come un missile da crociera. Dopo essere lanciato da una piattaforma mobile terrestre, l’RS-26 sale dritto verso l’alto. Una volta raggiunta una certa quota, inizia a seguire una traiettoria balistica curva verso il bersaglio. Poi nella sezione discendente della traiettoria, a poche centinaia di miglia dal bersaglio, la testata improvvisamente si tuffa perdendo quota, continuando ad avvicinarsi come un missile cruise, cioè volando orizzontalmente lungo la superficie della Terra. Il rilevamento dai radar o altri mezzi tradizionali di tale testata è impossibile, né può essere intercettata.

Una risposta simmetrica
Queste nuove testate degli ICBM russi sono sviluppate in risposta ai piani statunitensi per implementare il sistema globale di difesa antimissile lungo i confini della Russia. In realtà, Washington è stata informata da qualche tempo circa l’RS-26 Rubezh. Il Colonelllo-Generale Vladimir Zarudnitskij, capo del Dipartimento Operazioni Fondamentali dello Stato Maggiore della Russia, ha parlato del nuovo sistema missilistico poco più di sei mesi fa. “Nell’ambito del piano approvato per potenziare le forze armate russe, il Ministero della Difesa ha condotto un lancio di prova del nuovo ICBM Rubezh, dalle notevolmente migliorate caratteristiche di precisione nell’attacco“, ha detto il generale in un incontro con il presidente Vladimir Putin. Il missile fu lanciato il 6 giugno 2013 dal poligono di Kapustin Jar nella Regione di Astrakhan, ed atterrò nel poligono Balkhash nel Kazakhstan orientale. Prima di ciò, un altro missile fu lanciato dal balipedio di Plesetsk nella regione di Arkhangelsk, atterrando nel poligono di Kura in Kamchatka, 6300 km ad est. Secondo il Generale Zarudnitskij, una volta che il Rubezh supera il programma delle prove  entrerà in servizio con le Forze Strategiche Missilistiche (le forze nucleari russe terrestri). Il primo reggimento missilistico inizierà a riceverli nell’autunno 2014. Il Ministero della Difesa lavora all’implementazione delle infrastrutture necessarie e alla formazione del personale.

L’attacco, migliore forma di difesa?
Alcuni esperti dicono che la Russia potrebbe in realtà aver testato un missile da crociera destinato allo schieramento su bombardieri a lungo raggio, navi e sottomarini. Tali missili non sono vietati dal trattato INF. Il problema è che il test del missile fu effettuato da una piattaforma terrestre, poiché molto più conveniente che condurlo in mare o da un aeromobile. Anche se ciò potrebbe essere il dettaglio che ha spinto gli statunitensi ad accusare Mosca, le loro motivazioni non sono probabilmente quelle che sembrano. Ad esempio, gli statunitensi testano regolarmente elementi del loro sistema di difesa missilistico dall’atollo di Kwajalein nel Pacifico. I missili-bersaglio utilizzati durante questi test sono equipaggiati con motori per missili a medio raggio. Ciò fu sottolineato a più riprese dal Maggiore Generale Midykhat Vildanov, professore presso l’Accademia delle Scienze Militari e uno degli specialisti più rispettati della Russia sui sistemi d’arma strategici. In un articolo pubblicato sulla rivista Nezavisimoe Voennoe Obozrenie (Rivista Militare Indipendente) nel luglio scorso, accusava il Pentagono di violare il Trattato INF. In particolare, il Prof. Vildanov insisteva sul fatto che durante le prove dei loro intercettori, gli statunitensi usino missili-bersaglio dalla gittata di oltre 1000 km (1200 km per l’HERA, 2000 km per LRALT, e 1100 km per i missili MRT); una chiara violazione del trattato INF. Il ministero degli Esteri russo se ne lamentò nel gennaio 2001, e di nuovo nell’agosto 2010, ma non ebbe alcuna risposta da Washington. Nel frattempo, il Ministero della Difesa russo dice che l’accusa di aver violato il Trattato INF rivolta a Mosca dalla stampa statunitense, coincide con una dichiarazione interessante del Segretario alla Difesa Chuck Hagel. Parlando alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, Hagel ha detto che il Pentagono aveva inviato l’USS Donald Cook, un cacciatorpediniere equipaggiato con il sistema di difesa missilistico navale Aegis, nel porto spagnolo di Rota. Tali coincidenze stranamente ricordano gli attacchi propagandistici preventivi durante la Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

russiatestsTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La marina russa avanza

Roger McDermott, Modern Tokyo Times 8 gennaio 2014

949-000La Marina della Russia arriva al 2014 con alcuni piccoli progressi, mentre il Ministero della Difesa affronta sfide significative incentrate sullo sviluppo del missile balistico sublanciato (SLBM) Bulava per la nuova generazione di sottomarini. La Marina agisce anche sviluppando il profilo internazionale del Paese, inviando le sue navi nelle “aree strategiche” degli oceani del mondo (Interfax, 30 dicembre). Tuttavia, la marina russa attualmente riceve dei sottomarini di nuova generazione ancora privi del sistema missilistico primario. Il 30 dicembre, dopo le riparazioni del sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare Smolensk della Flotta del Nord, tornato alla base di Zaozersk, a Murmansk. Il portavoce della Flotta del Nord, il Capitano di 1° rango Vadim Serga, ha detto a Interfax che “il sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare Smolensk della Flotta del Nord è ritornato alla base di Zaozersk da Severodvinsk, dove è stato riparato e modernizzato presso il cantiere navale militare Zvezdochka” (Interfax, 30 dicembre). Secondo il comandante di sottomarino, il Capitano di 1° rango Boris Morozov, la nave ha completato con successo la sua prima fase di prove in mare e il sottomarino è considerato operativo con un equipaggio “in perfette condizioni.
La Flotta del Nord ha accettato tre nuovi sottomarini negli ultimi 18 mesi: i sottomarini Novomoskovsk e Verkhoture preceduti dal Smolensk. Tuttavia, le riparazioni del Smolensk sono durate circa due anni, durante cui l’apparato motore e lo scafo sono stati rinnovati, mentre i sistemi radio-elettronici e di navigazione sono stati modernizzati. Il Smolensk è un sottomarino classe Progetto 949A (Antej) Oscar II, entrato in servizio 24 anni fa. Secondo il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, Mosca continuerà ad investire per mantenere il numero attuale di sottomarini nucleari (SSGN) classe Oscar II, attraverso le revisioni come nel recente esempio del Smolensk. Il comandante del Smolensk ha dichiarato che nel 2014 il sottomarino emergerà al Polo Nord, piantando la bandiera russa e la croce di Sant’Andrea, simbolo della Marina russa (Interfax, 23 dicembre 30). Il 23 dicembre, il sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) della classe Progetto 955 Borej, Aleksandr Nevskij, ha raggiunto la flotta. Tuttavia, il Nevskij e il suo gemello, lo Jurij Dolgorukij, affrontano ancora il problema dell’accettazione dell’armamento principale, l’SLBM Bulava. Il Nevskij dovrebbe testare il Bulava entro la fine dell’anno. Nel frattempo, il terzo sottomarino classe Borej, Vladimir Monomakh, entrerà in servizio nel 2014. Così il Nevskij e il Monomakh saranno in servizio senza l’SLBM Bulava. Allo stesso tempo, l’avanzato sottomarino d’attacco polivalente (SSN) Progetto 885 Severodvinsk, entrerà in servizio a breve (RIA Novosti, 30 dicembre). Il 27 dicembre, l’incrociatore pesante lanciamissili a propulsione nucleare della Flotta del Nord Pjotr Velikij compiva una missione nel Mediterraneo, nell’ambito di un gruppo navale russa, nel porto cipriota di Limassol. Il portavoce della Flotta del Nord, capitano di 1° rango Serga, ha detto a Interfax, “la visita dell l’incrociatore pesante lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij a Limassol è la prima di una nave da guerra a propulsione nucleare russa nella storia della cooperazione internazionale tra la Russia e la Repubblica di Cipro. L’ambasciatore russo presso la Repubblica di Cipro, Stanislav Osadkhij, visiterà la nave russa ancorata nel porto straniero” (Interfax, 27 dicembre). Il Pjotr Velikij era salpato da Severomorsk, principale base della Flotta del Nord, il 22 ottobre 2013, coprendo circa 8000 miglia nautiche fin dall’inizio del suo viaggio. Il Ministero della Difesa ha sottolineato che tali visite ai porti stranieri sono coerenti con la direttiva del Cremlino per riattivare la regolare presenza di navi da guerra russe nelle aree strategiche degli oceani mondiali. E’ evidente che tali visite ai porti stranieri sono volte ad ampliare le capacità della moderna marina russa.
Tali sviluppi sollevano anche la questione su dove si collochi la Marina nell’ambizioso programma di riarmo convenzionale per il 2020. L’analista del CNA Dmitrij Gorenburg ha evidenziato una pubblicazione russa del novembre 2013 dettagliare i contratti per progetti cantieristici navali. Un totale per la marina russa di “41 navi da combattimento, comprendenti 2 navi d’assalto anfibio universali, 2 grandi navi d’assalto anfibio, 14 fregate, 15 corvette, 8 natanti lanciamissili. Di queste, 24 sono in costruzione, comprese le 2 navi d’assalto anfibio universali, 2 grandi navi d’assalto anfibio, 9 fregate, 5 corvette e 6 piccole imbarcazioni lanciamissili. Sei di queste navi sono state varate, tra cui 1 nave d’assalto anfibio universale, 1 grande nave d’assalto anfibio, 1 fregata, 1 corvetta e due natanti lanciamissili“. Mentre il programma del riarmo per il 2020 è chiaramente ambizioso, la parte effettivamente spettante alla Marina è una domanda aperta. Nel frattempo, Rogozin porta avanti i piani per mantenere i sottomarini classe Oscar II, e un progresso è stato compiuto con l’aggiornamento. Mostrando bandiera nelle visite d’alto profilo all’estero della Marina e piantando simbolicamente la bandiera russa, almeno durante l’emersione del Smolensk al Polo Nord, si suggerisce che la leadership politica voglia utilizzare la Marina principalmente per scopi di relazioni pubbliche. L’enigma chiave rimane la quadratura del cerchio dei sottomarini della classe Borej e del travagliato sistema missilistico Bulava. Con uno sforzo d’immaginazione, la Marina russa  affronterà un anno impegnativo.

1231667Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Iskander, risposta al BMD. L’occidente provoca ulteriormente la Russia?

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 20/12/2013

999876La Russia ha avvicinato missili Iskander alle frontiere europee, in risposta al dispiegamento dello scudo antimissile degli USA. Secondo il giornale popolare tedesco Bild del 14 dicembre, la Russia avrebbe dispiegato circa 10 sistemi Iskander nell’enclave di Kaliningrad, tra la Polonia e la Lituania. Il ministero della Difesa russo ha confermato le notizie sul dispiegamento dei missili a corto raggio Iskander nella regione di Kaliningrad, affermando che non viola gli accordi internazionali. “Le unità missilistiche e di artiglieria del distretto militare occidentale sono dotate di sistemi missilistici tattici Iskander,” ha detto il 16 dicembre il Maggior-Generale Igor Konashenkov, capo del servizio stampa del ministero della Difesa. “Il dispiegamento dei battaglioni di missili Iskander nel Distretto Militare occidentale non contraddice accordi o trattati internazionali“, ha aggiunto. Il quotidiano russo Izvestija ha riportato che i missili sono presenti “da qualche tempo”. Un’altra fonte militare anonima ha detto che furono dispiegati circa 18 mesi prima. (1)

Iskander: arma difensiva avanzata
L’Iskander (NATO: SS-26 Stone) è un tipo di arma che potrebbe influenzare l’equilibrio militare e politico in alcune regioni del mondo. Si tratta di un sistema mobile per missili balistici tattici fabbricato dall’Industria Unitaria dello Stato federale, il Design Bureau metalmeccanico, per l’esercito russo), il primo test si svolse nel 1996 entrando in servizio nel 2006. può colpire bersagli a terra, come centri comando e comunicazione, concentramenti di truppe, strutture per la difesa aerea e aeroporti. Il ministero della Difesa russo ha in programma l’acquisizione di 120 sistemi missilistici tattici Iskander-M, con cui dotarne almeno cinque brigate missilistiche entro il 2016. L’Iskander viene prodotto in tre versioni. Iskander-E per l’esportazione, con sistema di guida inerziale e una gittata massima di 280 km (la gittata minima del missile è 50 km) con probabilità di errore circolare di 30-70 metri. Bielorussia, Iran e Libia hanno espresso interesse nel procurarsi il missile. Iskander-M è un missile a gittata estesa per l’esercito russo. La gittata supera i 400 km, con una maggiore precisione fornita da sistemi di guida inerziale e ottici. Satelliti, aerei o ricognizione potrebbero essere utilizzati per la rilevazione, l’identificazione e la guida. Dopo aver ricevuto le immagini del bersaglio, il computer di bordo punta e dirige a velocità supersonica la testata verso l’obiettivo. Il sistema è dotato di due missili a corto raggio balistici a puntamento indipendente, in grado di mutare la rotta in volo per colpire obiettivi in movimento. Un missile può colpire il bersaglio con una testata convenzionale di 500kg a frammentazione, alto esplosivo, submunizioni, penetrazione, esplosivo carburante-aria o ad impulso elettro-magnetico. Iskander offre la possibilità di superare le difese missilistiche nemiche con un elevato grado di immunità alle contromisure elettroniche.  Iskander-K è la versione migliorata per lanciare il missile da crociera R-500.

La NATO si precipita a esprimere preoccupazione
Stati Uniti, Polonia e Stati baltici hanno tutti espresso ansia. I ministri della difesa estone e lituano hanno definito la notizia “allarmante”, descrivendola un “motivo di preoccupazione”. Il ministro della difesa lettone Artis Pabriks ha detto che una tale mossa cambierebbe l'”equilibrio di potere nella nostra regione” e “minaccia diverse città del Baltico.” Gli Stati Uniti si uniscono agli alleati. La viceportavoce del dipartimento di Stato Marie Harf ha dichiarato: “Abbiamo sollecitato la Russia a non prendere misure destabilizzanti la regione”. La Polonia si consulterà con i suoi partner della NATO sulla questione, prima dell’eventuale risposta. Il ministero degli Esteri di Varsavia ha detto, in una dichiarazione del 16 dicembre, “I piani per implementare altri missili Iskander-M a Kaliningrad sono preoccupanti“, ed ha detto di non aver ricevuto alcuna informazione ufficiale dalla Russia sullo schieramento, e che controllava i media. Il generale dell’US Air Force Philip Breedlove, comandante supremo della NATO in Europa, ha detto il 17 dicembre che era interessato dalla notizia. “È qualcosa che dobbiamo capire e di cui saperne concretamente“, ha detto a un gruppo di giornalisti a Berlino. Il generale ha suggerito che la divulgazione dimostra la necessità di un canale per comunicazioni più regolare e affidabile tra la NATO e i comandanti militari russi. “Le nostre navi nel Mediterraneo orientale sono molto vicine… I nostri aerei ogni giorno s’incontrano sul Mare del Nord, sui Paesi Baltici e in altri luoghi. Ci potrebbe essere lo spazio per errore di calcolo“, ha detto. “Come militari nella leadership di questa alleanza… dobbiamo avere comunicazioni serie, costanti ed affidabili“, ha aggiunto Breedlove. Alla domanda se tale canale esistesse, rispose: “Non saprei, ma avendone bisogno vi lavoriamo molto seriamente.” La portavoce della NATO Oana Lungescu ha detto, rispondendo sulla notizia: “Il movimento di missili o aerei in aree le cui intenzioni sono difficili da capire, è controproducente per la partnership che la NATO cerca con la Russia e per gli scopi che abbiamo concordato per migliorare la sicurezza regionale.” Ha detto che la NATO voleva essere più trasparente nei suoi rapporti con la Russia e aveva fatto ripetuti sforzi per coinvolgervi Mosca, anche attraverso inviti ad osservare le esercitazioni e a cooperare sulla difesa missilistica. “Purtroppo, la Russia deve ancora rispondere a queste offerte“, si lamentava Lungescu.

Alcune riflessioni da condividere
A questo proposito credo che sia opportuno ricordare che gli Stati Uniti dispongono di 180 munizioni nucleari aviotrasportate B61 schierate in Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia destinati agli aerei da combattimento F-15E e F-16 (la Russia non ha armi nucleari fuori dal suo territorio). I velivoli con capacità nucleare fanno parte dell’arsenale di Stati non-nucleari come Belgio, Turchia e Olanda. Anche i Tornado tedesco e italiani possono trasportare le B61 nucleari. Tali velivoli con capacità nucleare decollano dalla base di Siauliai, in Lituania, per pattugliare in rotazione i cieli vicini al confine russo. Possono raggiungere Smolensk in 15-20 minuti, per esempio. Sarebbe totalmente irresponsabile da parte della Russia non adottare misure adeguate… La regione di Kaliningrad ospita una stazione radar Voronezh-DM per controllare lo spazio aereo sull’Atlantico. L’Oceano Atlantico è pattugliato da sottomarini strategici lanciamissili intercontinentali di Stati Uniti, Regno Unito e Francia pronti a colpire la Russia. Il sistema di difesa missilistico USA-NATO dispiegato in Europa, è una minaccia potenziale per almeno la metà dell’arsenale nucleare strategico basato sui silos in Russia. I missili SM-3B1 sono appena stati dispiegati in Romania. La Fondazione per la Cultura Strategica ha evidenziato l’evento in modo dettagliato (2). La Polonia, confinante con la regione di Kaliningrad, ospiterà una versione ancora più avanzata del sistema missilistico. Nel 2009 la Russia disse agli Stati Uniti che non avrebbe schierato gli Iskander se gli Stati Uniti annullavano la cosiddetta terza componente di superficie della difesa antimissile in tale Paese. Ma non lo fece. Ora gli Stati Uniti programmano di far stazionare cacciatorpediniere Aegis in Spagna. Secondo i piani, l’USS Ross e l’USS Donald Cook arriveranno nel porto di Rota, loro base di stazionamento, nel 2014, seguiti dagli USS Carney e Porter nel 2015. Le navi da difesa missilistica pattuglieranno il Mediterraneo orientale.

La risposta della Russia alle preoccupazioni della NATO
La Russia è libera di schierare missili tattici Iskander “dovunque voglia” sul suo territorio, ha detto il 18 dicembre il ministro della Difesa Sergej Shojgu, durante un incontro con gli ufficiali della riserva nei corsi di addestramento (presso la Russia State Technological Institute), in risposta alle preoccupazioni dell’occidente. “Recentemente c’è un gran chiacchierare per aver messo degli Iskander in qualche posto sbagliato. Sul territorio della Federazione Russa, li metteremo dove ci aggrada“, ha detto. Il capo della Difesa ha anche aggiunto che la Federazione russa ha la tecnologia per reagire al dispiegamento dei sistemi di difesa missilistica degli Stati Uniti in Europa. “Non resteremo fermi a guardare passivamente lo schieramento della difesa antimissile (USA/NATO). I nostri progettisti ed impianti lavorano efficacemente e l’esercito russo possiede armi potenti, mobili ed efficienti“, ha detto Shoigu. “Non si creda alle voci secondo cui Russia è debole e non può fare nulla. Credetemi, è una bugia“, ha detto…

La posizione generale della Russia sulla questione
Già nel novembre 2011, quando gli Stati Uniti non accettarono di fare della difesa missilistica un progetto congiunto con la Russia, l’allora Presidente Dmitrij Medvedev annunciò piani radicali per affrontare ciò che Mosca considera una minaccia alla propria sicurezza nazionale. Disse che avrebbe dispiegato sistemi d’attacco nell’ovest e nel sud del Paese, così come per far stazione missili  Iskander nella regione di Kaliningrad, al fine di contrastare il rischio rappresentato dallo scudo di difesa missilistica europeo. Questo febbraio, il Colonnello-Generale Valerij Gerasimov, Capo di Stato Maggiore russo, ha detto che tutte le brigate missilistiche russe saranno armate con i sistemi Iskander entro il 2020. Mosca da tempo chiede garanzie giuridicamente vincolanti sul sistema di difesa missilistico, affinché non sia rivolto contro la Russia, ma gli Stati Uniti finora si sono rifiutati di fornire tale promessa. Per anni, la necessità di costruire lo scudo missilistico in Europa è stata giustificata dalla presunta minaccia da Paesi come l’Iran. Mosca aveva sperato che il sistema missilistico degli Stati Uniti venisse ritirato, con l’accordo firmato tra Teheran e i P5+1 il 24 novembre a Ginevra. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha detto che l’accordo nucleare dell’Iran con l’occidente non giustifica la realizzazione del sistema missilistico statunitense, da tempo propagandato in Europa. “Se l’accordo con l’Iran viene attuato, il motivo dichiarato per la costruzione dello scudo di difesa non avrà più ragione di essere“, ha detto Lavrov a Roma il 25 novembre (Il piano congiunto d’azione, concluso tra l’Iran e gli Stati membri del P5+1, riguardo il programma nucleare di Teheran). La soluzione del problema nucleare iraniano renderà inutile il dispiegamento della difesa missilistica in Europa. “Presumiamo che la soluzione dei problemi legati al programma nucleare iraniano debbano portare alla revisione del concetto statunitense della rete di difesa missilistica in Europa“, ha detto Lavrov durante “l’ora del governo” al Consiglio della Federazione, il 18 dicembre. “In effetti, la soluzione del problema nucleare iraniano eliminerà la premessa che giustifica la necessità di schierare la difesa missilistica in Europa“, ha detto (3). Ma i funzionari della NATO la pensano diversamente.
Il presidente Putin ha chiarito che tutte le forze nucleari strategiche russe devono essere invulnerabili a qualsiasi difesa antimissile. Rivolgendosi alla nazione sulla Costituzione, ha sottolineato che risolto il problema dell’Iran, la difesa missilistica diventa un’arma offensiva. Parlando nel suo indirizzo annuale sullo Stato della nazione, il 12 dicembre, Putin ha detto che la Russia è consapevole del fatto che il sistema di difesa missilistico statunitense, previsto per l’Europa orientale, sia difensivo solo di nome descrivendone il potenziale strategico offensivo. “L’incremento dei Paesi stranieri dei propri sistemi strategici non nucleari ad alta precisione e l’ampliamento della potenza della difesa antimissile, potrebbe rovinare i precedenti accordi sul controllo e la riduzione degli armamenti nucleari, portando a spezzare il cosiddetto equilibrio strategico” ha detto. “Nessuno dovrebbe illudersi sulla possibilità di superare militarmente la Russia“, ha detto Putin. “Non lo permetteremo mai.” Putin ha osservato che lo scudo missilistico “eroderà” l’equilibrio di potere mondiale. Ha detto che “ogni problema internazionale può e deve essere risolto con mezzi politici“. “Il programma nucleare iraniano serviva da scusa principale per schierare lo scudo missilistico“, ha detto Putin. “E cosa abbiamo adesso? Il problema nucleare iraniano svanisce mentre lo scudo missilistico rimane al suo posto. Anzi, viene ancora sviluppato.” Alla conferenza stampa annuale del 19 dicembre, Putin ha detto che la Russia non può non reagire al vero dispiegamento di armi statunitensi in Europa, compresi i sistemi di difesa antimissile. Secondo lui, non c’è nulla di nuovo sullo schieramento degli Iskander nella regione di Kaliningrad. Il Presidente ha sottolineato che la decisione finale non è ancora stata presa, ma la Russia non deve essere provocata, perché gli Iskander non sono l’unica arma, e neanche la più efficace, che la Russia possiede per difendersi.
In precedenza, in una riunione con il ministro della Difesa della Russia Shojgu, il 10 dicembre, ha detto che il Paese deve migliorare i suoi armamenti per mantenere la parità con “le nazioni leader nel modernizzare attivamente i loro arsenali.” Il ministro della Difesa Sergei Shojgu ha detto che la Russia continuerà il dispiegamento dei missili nucleari Iskander nella regione di Kaliningrad, la più occidentale del Paese, in reazione ai piani missilistici statunitensi.
Il presidente Putin ha citato lo scudo missilistico come uno dei motivi per cui la Russia deve mantenere un esercito forte, impegnandosi a spendere 23000 miliardi di rubli (700 miliardi dollari) entro il 2020 per aggiornare la difesa. La Russia ha sempre sospettato che gli Stati Uniti  implementano non dei sistemi di difesa missilistica in Europa, ma vere e proprie armi di Primo attacco. “Siamo ben consapevoli del fatto che il sistema di difesa missilistico è difensivo solo di nome, mentre in realtà si tratta di un elemento essenziale del potenziale offensivo strategico“, ha detto Putin al suo discorso all’Assemblea federale, aggiungendo che la Russia “segue da vicino l’evoluzione del cosiddetto “concetto di attacco nucleare disarmante” delle forze armate statunitensi”. Putin ha detto che il programma degli Stati Uniti è volto “a sconvolgere ciò che è noto come equilibrio strategico di potenza.” “Ne siamo ben consapevoli. E sappiamo cosa fare al riguardo“, ha avvertito Putin. L’11 dicembre il viceprimo ministro russo Dmitrij Rogozin ha avvertito che la Russia userà armi nucleari se venisse attaccata, aggiungendo che questa possibilità è il principale deterrente contro potenziali provocatori e aggressori. “Si può provarlo tutto il tempo che si vuole, schierando testate non-nucleari su vettori missilistici strategici. Ma si dovrebbe tenere a mente che se ci fosse un attacco contro di noi, certamente ricorreremo all’utilizzo di armi nucleari in certe situazioni, per difendere il nostro territorio e gli interessi dello Stato“, ha detto Rogozin, a capo dell’industria della Difesa, parlando alla Duma di Stato. (4)
Aleksej Pushkov, presidente della commissione Esteri della Duma di Stato russa, la camera bassa del parlamento, ha detto in un’intervista a Russia Today (RT), che fin dall’inizio la tesi occidentale che sostiene l’idea della BMD europea era “profondamente sbagliata”, e che gli argomenti su Corea democratica e Iran utilizzati per giustificare l’ABM statunitense in Europa “sono solo falsi.” “Il vero obiettivo è creare una nuova superiorità statunitense in Europa, per cercare di neutralizzare il potenziale nucleare russo, almeno in parte, e creare un nuovo legame tra gli Stati Uniti e l’Europa“, ha detto Pushkov. (5)
le notizie sullo schieramento di Iskander a Kaliningrad furono già segnalate. Il presidente russo Vladimir Putin e altri funzionari russi hanno parlato da anni di una mossa del genere sottolineando che si tratta della necessaria contromisura alla difesa antimissile della NATO/USA in Europa. La Russia fa ciò che dice. C’è ancora tempo per la NATO per affrontare seriamente il problema invece di esprimere sorpresa e preoccupazione per ciò di cui era stata debitamente avvertita.

1004784Note:
1. Izvestia
2. Strategic Culture
3. Voice of Russia
4. RussiaToday
5. RussiaTiday

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Onda Rossa: la Cina dispiegherà una nuova classe di sottomarini nucleari strategici nel prossimo anno

Bill Gertz – Washington Free Beacon 23 luglio 2013

china_chines_submarine_s640x480L’anno prossimo, la marina della Cina inizierà i primi pattugliamenti in mare di una nuova classe di sottomarini nucleari strategici, mettendo in evidenza una nuova e crescente minaccia missilistica per gli Stati Uniti, secondo i funzionari della difesa degli Stati Uniti. “Prevediamo che pattuglie di combattimento di sottomarini dotati del nuovo missile balistico sub-lanciato JL-2, inizieranno il prossimo anno“, ha detto un funzionario a conoscenza delle recenti valutazioni dell’intelligence sulla forza sottomarina strategica cinese. La forza di sottomarini lanciamissili strategici della Cina  attualmente comprende tre nuovi sottomarini Tipo 094, ciascuno dotato di 12 tubi di lancio dei missili. Le pattuglie di sottomarini includeranno decine di nuovi missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) JL-2 sui Tipo 094. I sottomarini sono chiamati dal Pentagono anche battelli lanciamissili classe Jin. I pattugliamenti dei sottomarini missilistici, se effettuati dal 2014, saranno le prime operazioni sottomarine della Cina che coinvolgano missili a testata nucleare schierati lontano dalle sponde cinesi, pur avendo già una piccola forza di sottomarini lanciamissili dalla fine degli anni ’80.
Il Washington Free Beacon aveva riportato per la prima volta, nell’agosto scorso, che la Cina aveva effettuato un test di volo del JL-2, che secondo gli analisti probabilmente sarà equipaggiato con testate multiple. Questo test è stato effettuato nel Mare di Bohai in prossimità della costa nord-orientale della Cina, secondo i funzionari a conoscenza dei rapporti sul test. Funzionari della difesa hanno detto che il JL-2 rappresenta una potenziale minaccia missilistica nucleare di ‘primo attacco’ per gli Stati Uniti, ed è uno dei quattro nuovi tipi di missili a lungo raggio del crescente arsenale nucleare strategico della Cina. L’Air Force National Air and Space Intelligence Center all’inizio di questo mese ha pubblicato un rapporto sulle minacce missilistiche che identificavano il JL-2 quale arma che “per la prima volta, consentirà agli SSBN cinesi di colpire porzioni degli Stati Uniti da aree operative situate vicino le coste cinesi.” SSBN è l’acronimo militare per sottomarini lanciamissili nucleare. Il più recente rapporto annuale del Pentagono sulle forze militari della Cina dichiara che la Marina militare di Pechino ha posto la priorità sulla costruzione delle forze sottomarine. Oltre ai tre Tipo 094 attualmente dispiegati, la Cina aggiungerà almeno altri due sottomarini prima di schierare un sottomarino lanciamissili di nuovo generazione denominato Tipo 096, afferma il rapporto. E’ stata la prima volta che il Pentagono ha rivelato l’esistenza del nuovo sottomarino lanciamissili strategico. “La classe Jin e il JL-2 daranno alla Marina dell’EPL il suo primo credibile deterrente nucleare navale“, dice il rapporto del Pentagono.
Il Capo delle Operazioni Navali, Ammiraglio Jonathan Greenert, ha detto al Congresso, a maggio, che non era preoccupato dalla flotta cinese, compresi i nuovi sottomarini nucleari, ma che si tratta di uno sviluppo che ha bisogno di essere studiato. Greenert vantava nel corso di un’audizione al Congresso sugli stanziamenti per la difesa che “possediamo il dominio del mondo sottomarino.” La marina cinese “non ci arriva ancora” in termini di potere sottomarino, nonostante lo schieramento attuale di una forza di 55 sottomarini, sia diesel che a propulsione nucleare, ha detto Greenert. “Vorrei solo dire che restiamo vigili”, ha risposto alle domande circa i progressi dei sottomarini cinesi. “Non vorrei dire che sono preoccupato, non ancora, perché non sono necessariamente preoccupato. Siamo molto attenti e dobbiamo prestare attenzione e comprendere le intenzioni. E li sfidiamo su queste intenzioni“.
David Helvey, viceassistente del segretario alla Difesa per l’Asia orientale, ha detto ai giornalisti a maggio che i cinesi investono massicciamente in programmi di guerra sottomarina e in sottomarini. Inoltre, i cinesi non hanno ancora effettuato un test di lancio di un missile da un sottomarino immerso, ha detto. “Vediamo la Cina che investe considerevolmente nelle funzionalità per le operazioni in questo settore“, ha detto. Un rapporto del 2008 prodotto dalla US-China Economic and Security Review Commission afferma che non ci sono indicazioni che la Cina stia progettando di schierare un missile antisatellite sui suoi sottomarini lanciamissili. Questo missile include l’ultimo stadio di un missile terrestre ASAT (anti-satellite) sull’ogiva di un JL-2. La relazione della commissione ha citato un articolo del 2004 di Liu Huanyu dell’Accademia Navale di Dalian, che afferma che “distribuire qualche missile anti-satellite sui sottomarini nucleari nell’oceano, può seriamente minacciare l’intero sistema spaziale militare del nemico.”
Mark Stokes, analista degli affari militari cinesi, ha detto che prime pattuglie di sottomarini lanciamissili balistici cinesi, nel prossimo anno, non sarebbero sorprendenti. “La domanda più importante è quale organizzazione controlla, custodisce e garantisce la disponibilità delle testate nucleari che apparentemente sarebbero assegnate agli SLBM delle pattuglie”, ha detto Stokes all’Istituto Progetto 2049. La Cina mantiene uno stretto segreto sulle sue forze nucleari, come ad esempio quante ne sono schierate, come sono controllate e conservate, nel timore che qualsiasi discussione pubblica possa comprometterne il valore deterrente. “La [Commissione Militare Centrale] ha tradizionalmente affidato solo al Secondo Corpo di Artiglieria il controllo centralizzato sulle armi nucleari“, ha detto Stokes. “La concessione della CMC alla Marina dell’EPL del potere di sviluppare e mantenere una propria infrastruttura indipendente per lo stoccaggio e la movimentazione delle testate, sarebbe un allontanamento significativo dal passato. Questo tipo di decentramento potrebbe avere implicazioni che vanno ben oltre la Marina“. Richard Fisher, esperto di affari militari cinesi, ha detto che l’avvio di pattugliamenti dei sottomarini missilistici soddisferebbe le ambizioni dei leader del Partito comunista cinese dai tempi di Mao Zedong negli anni ’60. “Con tre SSBN Tipo 094 ora definiti ‘operativi’ dal Pentagono, è possibile che un Tipo 094 possa essere mantenuto in costante pattugliamento“, ha detto Fisher, dell’International Assessment and Strategy Center. “Tre SSBN cinesi contro 14 della Marina degli Stati Uniti non possono sembrare motivo di preoccupazione, ma se si assume che il JL-2 ha una gittata di 8.000 chilometri, assai simile all’ICBM DF-31, allora il Tipo 094 potrebbe colpire comodamente le basi aree sensibili e le basi della difesa missilistica dell’Alaska dalle aree protette nel Mar Giallo, e dalle coste orientali della Corea democratica potrebbe colpire la base degli SSBN dell’US Navy dell’isola di Kitsap, nello Stato di Washington“, ha detto.
Fisher ha avvertito che l’amministrazione Obama prevedendo di ridurre le forze nucleari degli Stati Uniti, potrebbe aumentare il rischio di un futuro primo attacco cinese. “Se l’amministrazione Obama avrà successo nel suo obiettivo di ridurre le testate nucleari degli Stati Uniti fino a circa 1000, non è escluso che la Base di Kitsap possa diventare responsabile di una percentuale molto più grande della capacità di rappresaglia nucleare degli Stati Uniti“, ha detto. “Tale mossa potrebbe determinare un notevole aumento dei rischi per gli Stati Uniti.” Tenuto conto delle “incertezze” sui livelli effettivi attuali e futuri dell’arsenale nucleare della Cina, “sarebbe più saggio non prendere in considerazione un’ulteriore riduzione nucleare, che potrebbe minacciare la robusta triade nucleare di ICBM, SSBN e bombardieri degli Stati Uniti“, ha detto Fisher. Sul sottomarino lanciamissili di prossima generazione della Cina, Fisher ha detto che il Tipo 096 potrebbe essere dotato di un missile con una gittata maggiore, il “JL-3″ in grado di colpire obiettivi in tutti gli Stati Uniti.
Thomas M. Skypek, analista della sicurezza nazionale, ha dichiarato in un documento del 2010 che la Cina, nei prossimi 10 anni, potrebbe costruire diversi tipi di forze missilistiche strategiche, dalla forza modesta dei quattro sottomarini Tipo 094, a una forza con due Tipo 094 e otto Tipo 096, ciascuno armato con 24 missili JL-3 dotati di testate multiple. “Nella sua corsa a sviluppare un credibile deterrente nucleare navale, Pechino cercherà di mettere in campo sottomarini furtivi con molti missili balistici MIRVizzati, ottenendo una assai maggiore capacità rispetto a ciò che la prima e la seconda generazione di SSBN e di SLBM potevano offrire“, ha dichiarato Skypek. Skypek ha detto i militari cinesi hanno riscontrato problemi con il JL-2 del Tipo 094. Tuttavia, ha aggiunto che la “traiettoria attuale della marina cinese suggerisce che la Cina stia per compiere un salto significativo nelle sue capacità e presto schiererà un deterrente nucleare navale credibile.” “Una volta a regime, la flotta di SSBN [cinesi], anche con un modesto numero di battelli, rafforzerà la capacità della Cina di compiere attacchi strategici e di rafforzare la deterrenza complessiva di Pechino, ottenendo maggiori gittata, mobilità, furtività, sopravvivenza, penetrazione e letalità.” Il governo giapponese ha messo in guardia, con un libro bianco della difesa pubblicato all’inizio di questo mese, sulla minaccia rappresentata dal JL-2. “Una volta che il JL-2 raggiungerà l’operatività, si ritiene che le capacità nucleari strategiche della Cina miglioreranno grandemente“, dichiara il libro bianco.
Il Maggior-Generale cinese Yao Yunzhu, un ricercatore, ha suggerito a maggio che gli sforzi degli Stati Uniti per aumentare le difese missilistiche in Asia producono l’accrescersi dell’arsenale nucleare strategico della Cina. “Lo sviluppo attuale, in particolare la diffusione di sistemi di difesa missilistica in Asia orientale sarebbe, agli occhi cinesi, un fattore molto inquietante che avrebbe implicazioni sul calcolo della Cina verso l’arsenale nucleare e strategico“, ha detto Yao Yunzhu, ricercatore presso l’Accademia di Scienze Militari della Cina. Yao ha anche detto che le operazioni congiunte statunitensi sulla difesa antimissile in Asia hanno “implicazioni per la Cina”. Il Pentagono lavora a stretto contatto con il Giappone sulle difese missilistiche congiunte, per contrastare la minaccia rappresentata dai missili nordcoreani. Il Wall Street Journal, citando “esperti cinesi”, ha riferito a maggio che le mosse dei militari statunitensi in Asia improbabilmente potranno influenzare lo sviluppo dell’arsenale nucleare della Cina, tra cui il varo di sottomarini lanciamissili nel 2014. Tuttavia, il numero di testate nucleari e di missili strategici potrebbe essere “regolato” sulla base dei piani militari statunitensi in Asia. L’amministrazione Obama ha lanciato il “perno” per l’Asia, che include l’incremento delle forze militari statunitensi nella regione e delle esercitazioni con gli alleati e gli amici asiatici.
Il Vicesegretario alla Difesa Ashton B. Carter ha annunciato ad aprile che la Marina militare statunitense schiererà, nel 2015, un quarto sottomarino d’attacco a propulsione nucleare a Guam.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin e la Russia sono dannatamente seri

Dedefensa 22 ottobre 2012

Il presidente russo Putin ha personalmente diretto, il 19 ottobre, la simulazione di una guerra nucleare strategica, con esercitazioni “reali”, tra cui il lancio di un missile balistico intercontinentale (ICBM), di un missile nucleare strategico lanciato da un sottomarino (SLBM) e di missili aria-terra lanciati da bombardieri nucleari. Sono stati utilizzati in pratica i tre elementi della “triade nucleare”: i missili nucleari strategici terrestri e su sottomarini, e i bombardieri strategici nucleari (con missili a testate nucleari, tra cui dei missili da crociera). Reuters ha riferito sullo svolgimento delle esercitazioni e su alcune circostanze che hanno segnato il 19 ottobre 2012. Affermava che l’esercitazione strategica nucleare era la più grande dalla fine dell’Unione Sovietica (1991), e certamente la prima del suo genere nella Russia post-sovietica. Le nuove procedure per il comando, controllo e comunicazioni (C3, C3I se si aggiunge l’intelligence) sono state testate e collaudate.
I test che coinvolgevano i sistemi di comando di tutte le tre componenti della “triade nucleare”, missili nucleari a lungo raggio lanciati da terra, mare e dai bombardieri strategici, sono stati condotti ‘sotto la guida personale di Vladimir Putin’, riferiva il Cremlino. Un missile balistico intercontinentale RS-12M Topol è stato lanciato da Plesetsk, un sito nel nord della Russia, e un test di un missile balistico intercontinentale lanciato da sottomarini ha avuto luogo dal Mare di Okhotsk, ha detto il Ministero della Difesa. I bombardieri a lungo raggio Tu-95 e Tu-160 hanno lanciato missili contro degli obiettivi, che sono stati colpiti, nel poligono della regione nord-occidentale di Komi. Le esercitazioni delle forze nucleari strategiche sono state condotte su grande scala, per la prima volta nella storia moderna della Russia“, affermava la dichiarazione del Cremlino. “Vladimir Putin ha dato un’alta valutazione del lavoro delle unità di combattimento, degli equipaggi e dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, che hanno svolto con affidabilità ed efficacia i compiti assegnati alle forze nucleari russe.” Le esercitazioni comprendevano anche il test dei sistemi di comunicazione e dei ‘nuovi algoritmi’ per il comando e controllo. La Russia modernizza l’arsenale nucleare, in gran parte creato nell’era della guerra fredda, e continuerà ad usare le armi nucleari come deterrente chiave…
Ammettiamo subito che sarebbe incompleto non rispettare l’aspetto tecnico dell’esercitazione, pur riconoscendo l’importanza di questo aspetto, soprattutto riguardo le nuove procedure C3 usate, fornendo un apprezzamento particolarmente importante di questo settore tecnico. Ma proprio questo aspetto introduce un’altra dimensione, che è politica, legata a Putin in questo caso, dal momento che le procedure C3 sono dei mezzi tecnici dal ruolo assolutamente fondamentale per il potere politico in una guerra nucleare strategica. In questo caso, la visibile presenza di Putin, oggetto di una notevole pubblicità, è di particolare importanza. Gli argomenti dell’opposizione e della propaganda schematica del BAO nella notizia data sulla presenza di Putin (Putin vuole darsi la statura di comandante in capo, vuole distogliere l’attenzione dall’opposizione interna concentrandosi sulle minacce esterne) sono d’interesse marginale e della solita povertà; in questo caso, facendo riferimento alle solite turbolenze delle “rivoluzioni colorate” e dell”aggressione morbida’ rispetto al significato più profondo dell’evento; e nei fatti, dei vari significati profondi dell’evento.
Le condizioni dell’esercitazione e delle politiche che sono state descritte direttamente, hanno a che fare con la campagna di ‘comunicazione’, si potrebbe dire, con cui la Russia continua a ‘educare’ i suoi ‘partner’ (del blocco BAO) sui pericoli e i rischi sulla situazione attuale e sulle catene di crisi e di alta crisi prevalenti ovunque. Pertanto, l’esercitazione è in relazione con la crisi siriana, la ‘primavera araba’ e tutto quel genere di cose. Questo è un modo concreto per ricordare a tutte le potenze coinvolte nel disordine generale che colpisce le aree strategiche, che il rischio di guerra generale esiste e che implica il massimo livello di rischio di una guerra nucleare strategica. Riconosciamo, in questo caso, che la modalità di presentazione dell’esercitazione nucleare, con il ruolo di Putin, è un modo per insistere, ad esempio, nell’avviso di Medvedev dello scorso maggio (vedi 18 maggio 2012) sul rischio che uno di questi conflitti regionali, gestiti dal blocco BAO come  esercitazioni di comunicazione, demagogiche ed elettoralistiche, ma anche molto emotive nelle loro descrizioni in generale sul tema dell’umanitarismo, della superiorità dei ‘valori’ e dell’impunità strategica occidentale, non degenerino in un conflitto vero e proprio, fino alla dimensione nucleare. Ma si capisce che si tratta meno di una minaccia che di un tentativo di riportare i leader politici del blocco BAO alla realtà dei veri rapporti di forza e sulla necessità per tutti di creare e potenziare una situazione di stabilità, come se, in un certo senso, ci si potesse aspettare da questo tipo di esercitazione abbia la virtù di far uscire i leader del blocco BAO dall’ipnosi paralizzante in cui si trovano oggi, riguardo le loro politiche, azioni, posizioni, ecc., con la psicologia terrorizzata e il  comportamento ipomaniacale per cui sono conosciuti, particolarmente ben illustrati dalle crisi libica e siriana.
Su un punto particolare e specifico, vi è anche uno sforzo di comunicazione dei russi dello stesso modo: nei confronti dei due candidati presidenziali negli Stati Uniti, per convincerli che i rapporti tra le potenze nucleari (le due maggiori potenze nucleari strategiche) non sono solo un gioco elettorale o uno strumento per esercitare le diverse influenze su di loro, ma anche un’equazione e un potere di bilanciamento che devono essere considerati seriamente e con la massima cautela. (Certo,  non è un caso che l’esercitazione abbia avuto luogo nel bel mezzo della campagna elettorale degli Stati Uniti.) Comprendiamo gli sforzi russi in questo senso, ma dubitiamo molto che abbiano una certa efficacia. La situazione psicologica della leadership politica del blocco BAO sembra irrimediabilmente e assolutamente impantanata nella paralisi, nell’impotenza, e nel caos che sappiamo. Inoltre… forse i russi la pensano così, alla fine loro stessi compiono questi sforzi nel senso  descritto, nella disperazione, cioè senza molte speranze di essere ascoltati. Pertanto, l’esercitazione ha una seconda funzione profonda, molto più unilaterale, molto più rigorosamente “russa”. Per esempio, conferma e rafforza le decisioni russe sull’acutizzarsi della crisi, illustrata in particolare dall’annuncio del dispiegamento di missili antiaerei S-400 in direzione della Turchia. (Vedasi il nostro testo del 20 ottobre 2012). Il carattere strategico di queste due misure complementari (gli S-400 e l’esercitazione nucleare) indica che la Russia intende far pesare la sua importanza strategica, sia riguardo alla situazione siriana, sia riguardo i progetti di destabilizzazione del blocco BAO, come ad esempio la rete missilistica BMDE (compresi i radar installati in Turchia).
Qui, si tratta meno di comunicazione che di sistemi d’arma specifici, e anche del potere strategico pratico. Il blocco BAO, e gli altri paesi coinvolti nella crisi siriana, intendano l’avviso o meno, non importa perché questa funzione di avvertimento è del tutto secondaria… Vi è semplicemente l’evoluzione del potere russo, una Russia che continua a ragionare sulla base dei dati concreti del potere, e da questo punto di vista, per garantirsi la sicurezza nazionale. Il fatto è che, in questo modo, i russi continuano a indurire la loro posizione, rendendola più comprensibile sbarazzandosi di qualsiasi ambiguità. Pertanto, confermano con questa esercitazione che stanno perdendo, se non l’hanno già fatto, tutte le illusioni, le speranze e le debolezze che avevano dalla fine della guerra fredda e anche fino a poco tempo fa (perfino dopo la guerra contro la Georgia, il desiderio di cooperazione con alcuni paesi del blocco BAO era molto forte), su una politica di leale e proficua collaborazione con il blocco BAO. Da questo punto di vista, la Russia è totalmente in guardia, ci dice Putin mentre assiste ai test di lancio delle componenti della ‘triade’ nucleare strategica russa. Che i paesi del blocco BAO sentano o meno questa interpretazione della cosa, è un mezzo molto importante per la leadership russa; la “cosa” (il potere strategico russo) esiste, ed è essenziale a tal proposito.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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