Una guerra per coprire le prove che la NATO usa armi chimiche

Aleksandr Mezjaev Strategic Culture Foundation 30.08.2013

Steve Bell 15.03.2012Gli Stati Uniti hanno annunciato i loro piani per colpire la Siria al più presto. Mosca ha reagito immediatamente. La dichiarazione del Ministero degli Esteri della Russia era molto risoluta. “Tutto questo ci ricorda gli eventi accaduti 10 anni fa, quando sulla base di informazioni false sul possesso degli iracheni di armi di distruzione di massa, gli Stati Uniti scavalcarono le Nazioni Unite e avviarono un’azione le cui conseguenze sono ben note a tutti”, ha detto il ministero in un comunicato pubblicato sul web. Inoltre sottolineava che la decisione di lanciare un intervento veniva presa ignorando le ampie prove che dimostravano che l’azione fosse una provocazione inscenata dalla cosiddetta ‘opposizione’. Mosca invita l’occidente dall’astenersi da azioni che contrastano con le norme giuridiche internazionali. E’ assai importante rendersi conto che una guerra occidentale contro la Siria si tradurrà in una grave violazione del diritto internazionale. In primo luogo, sarà un’aggressione, il crimine internazionale più grave. In secondo luogo, l’uso della forza a dispetto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, violerà il fondamentale trattato internazionale della Carta delle Nazioni Unite. Questo è il trattato che gode di priorità rispetto a qualsiasi altro accordo. Non importa che il ministro degli Esteri britannico William Hague abbia già dichiarato che l’azione non ha bisogno dell’approvazione del Consiglio di sicurezza.
L’occidente è preda dell’isteria pre-bellica, ma non tutti sono disposti a farne parte. Parlando con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, l’inviato speciale dell’ONU Lakhdar Brahimi ha detto che questo è un momento critico e tutte le parti, compresi gli attori stranieri, dovrebbero agire in modo responsabile per non ripetere gli errori del passato. Nella conferenza stampa del 28 agosto, è stato più esplicito dicendo che è contrario a un intervento militare per principio. Ban Ki-Moon ha sottolineato due punti importanti nella sua dichiarazione sulla Siria. In primo luogo, parlando all’Aja, ha esortato i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a cercare una soluzione diplomatica, dicendo: “Date alla Pace una chance, date una possibilità alla diplomazia, smettete di combattere ed iniziate a parlare”, aveva anche sottolineato la necessità di rispettare le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite. In secondo luogo, ha pronunciato una dichiarazione alquanto straordinaria, nel suo caso, menzionando il fatto che il Tribunale sui crimini internazionali dell’Aja dovrebbe essere preso in considerazione da coloro che vogliono commettere un crimine internazionale. Sembrava molto convincente, non importa se si riferisse agli Stati Uniti d’America e alla Gran Bretagna o meno. E’ assai chiaro chi stia per commettere un altro crimine internazionale, oggi. Nel frattempo, non è chiaro cosa esattamente sia accaduto in una periferia di Damasco il 21 agosto. Il basso livello di consapevolezza è corroborata dalle dichiarazioni rese da persone che ne sanno più di chiunque altro. Per esempio, Brahimi ha detto alla conferenza stampa del 28 agosto che, “in questi ultimi giorni, gli sviluppi sono stati ancora più drammatici, con ciò che è successo il 21 agosto, la settimana scorsa. Sembra che un qualche tipo di sostanza sia stata utilizzata, uccidendo molte persone. Centinaia. Sicuramente diverse centinaia. Alcuni dicono 300, altri 600, forse 1.000, forse più di 1.000 persone. Questo è ovviamente inaccettabile. È scandaloso. Ciò conferma quanto sia pericolosa la situazione in Siria e quanto sia importante per i siriani e la comunità internazionale avere davvero la volontà politica di affrontare seriamente la questione e cercarvi una soluzione”. (1) Questo è un modo ridicolo di parlare di “dettagli” precisi. E’ semplicemente chiaro che non ci sono vere prove in relazione agli eventi del 21 agosto.
Il fatto che Stati Uniti e Gran Bretagna abbiano tanta fretta nell’accelerare il passo dopo l’incidente del 21 agosto, rivela l’intenzione d’interferire nelle attività degli ispettori delle Nazioni Unite che hanno iniziato a indagare su ciò che è accaduto in loco. Il ministro degli Esteri russo ha detto, “abbiamo una domanda che sorge spontanea: perché i nostri partner occidentali, che ora sono così preoccupati per il rischio della scomparsa degli indizi, non lo furono affatto riguardo la conservazione di testimonianze materiali, quando bloccarono l’invio degli esperti delle Nazioni Unite per indagare sul caso dell’uso di armi chimiche a Khan al-Asal, il 19 marzo”. Credo che non ci sia nulla di clamoroso. Era un modo che l’occidente ha utilizzato per ostacolare le indagini sugli eventi di marzo, e ora ricorre ad altri modi per lo stesso scopo. Questa straordinaria impulsività nel lanciare un’operazione militare, significa solo una cosa: l’occidente cerca di nascondere le prove della propria partecipazione all’uso di armi chimiche in Siria…
Il 28 agosto, il primo ministro David Cameron aveva scritto su twitter che il Regno Unito stava per presentare un proprio progetto di risoluzione sulla Siria ai cinque membri del Consiglio di sicurezza. (2) I tempi per una tale iniziativa davano un intervallo: il lavoro della missione d’ispezione delle Nazioni Unite non è finito e i colloqui di Ginevra-2 vanno avanti. La dichiarazione del ministro degli Esteri inglese William Hague dava qualche indizio. Pur ammettendo che non aveva le prove dell’uso di armi chimiche da parte della Siria, Hague ha detto (per favore, fate attenzione qui!) che era la Siria che doveva dimostrare di non aver usato armi chimiche. Il tweet di Cameron sul progetto di risoluzione è di natura ancora più provocatorio, dicendo che la bozza condannava l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad. Il progetto viene presentato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, tra cui la Russia, a dispetto del fatto che gli esperti russi avessero condotto una propria indagine e che il dossier completo era stato presentato al Segretariato delle Nazioni Unite, il 24 agosto. La prova era ben documentata e forniva la dimostrazione che era stata l”opposizione’ ad aver usato armi chimiche nel distretto di Aleppo di Khan al-Asal. Ciò in realtà significa che la Russia, il Paese che sa di certo chi ha usato esattamente le armi chimiche, dovrebbe riconoscere che le sue constatazioni sono sbagliate e che il crimine è stato commesso da altri.

(1) Registrazione video della conferenza stampa di Brahimi
(2) Tweet del primo ministro David Cameron

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siria e Turchia, di nuovo ai ferri corti

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 05/10/2012

Mercoledì scorso la Turchia ha sparato su obiettivi del governo siriano, in risposta al bombardamento dal territorio siriano della città di confine di Akcakale, dove cinque civili sono rimasti uccisi. I tiri sono durati fino all’altro ieri. Secondo le autorità turche, il bombardamento è stato apparentemente condotto da forze governative siriane. E’ la prima volta che la Turchia spara in territorio siriano, durante i 18 mesi di conflitto interno. Ed è anche la prima volta che dei cittadini turchi sono stati uccisi dal fuoco proveniente dal lato siriano del confine. E ancora, è la prima volta che la Turchia ha risposto con bombardamenti su bersagli selezionati all’interno della Siria.
La fiammata accresce la tensione tra i due paesi a un nuovo livello. Il parlamento turco ha già concesso il potere di colpire preventivamente il suo vicino. La risoluzione apre la strada all’azione unilaterale da parte delle forze armate turche in Siria, senza il coinvolgimento degli alleati occidentali o arabi della Turchia. Qualsiasi schieramento richiederebbe un periodo di più di un anno. La Turchia ha utilizzato uno schieramento analogo per attaccare ripetutamente sospette postazioni dei ribelli curdi, nel nord dell’Iraq. L’esercito turco ha già schierato rinforzi nella provincia di Suruç, vicina alla zona. La 20.ma brigata corazzata ha trasferito decine di carri armati e veicoli blindati al confine siriano, dopo lo scambio a fuoco. Gli sviluppi sottolineano i vecchi timori che le ripercussioni degli oltre 18 mesi di guerra civile in Siria, possano innescare un più ampio conflitto regionale.
Prima del fatto, il 28 settembre, il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu aveva chiesto di nuovo la creazione di zone di sicurezza, un’azione che in realtà sarebbe un atto di guerra. Il primo ministro della Turchia Erdogan ha più volte denunciato il presidente siriano al-Assad, invitandolo pubblicamente a dimettersi dopo averlo accusato di massacrare il proprio popolo. Nel frattempo, il governo siriano ha accusato la Turchia di armare e finanziare i ribelli siriani. Le testimonianze confermano che numerosi fucili d’assalto, granate e mitragliatrici dei militanti siriani anti-governativi provengono dalla Turchia. A giugno il governo siriano aveva annunciato di aver abbattuto un aereo militare da ricognizione turco dopo che aveva violato lo spazio aereo siriano. I due piloti turchi sono rimasti uccisi nell’incidente. Il governo turco continua a insistere che il jet è stato abbattuto da un missile antiaereo dopo che aveva lasciato nello spazio aereo siriano, affermazione negata dal governo siriano.
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunirà successivamente per condannare le azioni della Siria. La Turchia ha anche chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di adottare “le misure necessarie” per fermare l’”aggressione” siriana. Il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha avvertito che gli attacchi dimostrano “come il conflitto in Siria minaccia non solo la sicurezza del popolo siriano, ma che anche danneggia i suoi vicini.” La NATO ha già tenuto una riunione d’urgenza a Bruxelles, sotto l’articolo 4 del Trattato di Washington che afferma l’integrità dei 28 membri. L’articolo 5, che impegna la NATO a difendere uno Stato membro sotto attacco, non è stato preso in considerazione questa volta. Il comunicato finale dice che l’Alleanza “continua a sostenere la Turchia e chiede l’immediata cessazione di tali atti aggressivi nei confronti di un alleato, ed esorta il regime siriano a porre fine alle flagranti violazioni del diritto internazionale“. Il capo diplomatico dell’UE Catherine Ashton ha condannato fermamente la Siria. Washington ha anche rilasciato una forte dichiarazione che condanna l’accaduto e ha chiesto al regime di Assad di farsi da parte. “Tutte le nazioni responsabili sono tenute a mettere in chiaro che è passato molto tempo da quando è stato chiesto ad Assad di farsi da parte, dichiarare un cessate il fuoco e avviare il tanto atteso processo di transizione politica”, secondo il portavoce della Casa Bianca Tommy Vietor. La segretaria di Stato USA Hillary Clinton ha detto: “Siamo indignati per il fatto che i siriani sparino oltre la loro frontiera.”
Allo stesso tempo, la Siria ha ammesso di essere responsabile del bombardamento che ha ucciso cinque civili in Turchia e ha formalmente chiesto scusa per le morti (l’autore, in un moto di filo-americanismo acuto, ha preso per buone le barzellette diffuse dalla propaganda occidentale, visto che Damasco non ha ammesso un bel niente; né tanto meno ha chiesto scusa per un’azione commessa dai terroristi armati dai turchi stessi. NdT). La dichiarazione dice che è stata avviata l’inchiesta per individuare precisamente l’origine del fuoco. Il ministro dell’Informazione siriano Omran al-Zoubi ha sottolineato “i governi devono agire con saggezza, razionalità e responsabilità, in particolare dal momento che v’è una condizione speciale sul confine siriano-turco riguardo la presenza di gruppi terroristici indisciplinati lungo le frontiere, e che hanno obiettivi e identità diversi.” La Russia ha invitato tutti i paesi del Consiglio di Sicurezza ad adottare un approccio equilibrato verso la recente crisi sul confine tra Turchia e Siria, e di non accettare una dichiarazione congiunta unilaterale. Ha sostenuto che il Consiglio di sicurezza ha utilizzato essenzialmente in toto il testo  della versione turca. Secondo la posizione della Russia, i termini utilizzati nel progetto di dichiarazione accusano le forze governative della Siria per l’incidente, mentre non parlano della risposta militare della Turchia contro obiettivi siriani. Durante una visita in Pakistan, il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha espresso la preoccupazione del suo governo per l’escalation delle tensioni. Parlando ad una conferenza stampa a Islamabad, ha detto che la Siria aveva assicurato la Russia che un tale incidente, come il bombardamento, non sarebbe successo di nuovo. Ha anche osservato come il Fronte al-Nusra, legato ad al-Qaida, abbia rivendicato la responsabilità per gli attentati di mercoledì, che hanno ucciso almeno 40 persone e ferito altre 90 ad Aleppo. Il gruppo ha detto che gli attentati nella famosa piazza sono stati eseguiti da attentatori suicidi che guidavano autobombe, e da terroristi armati travestiti da poliziotti siriani. Comunque, né la NATO, l’UE, la Lega araba o qualsiasi altro organismo internazionale ha condannato l’azione.
E’ un fatto interessante che lo scontro di confine tra Siria e Turchia abbia avuto luogo proprio nel momento in alcuni altri eventi importanti hanno avuto luogo. Per esempio, ciò è successo subito dopo la visita del presidente siriano ad Aleppo, devastata dalla guerra, dove aveva annunciato la sua decisione di inviare 30.000 soldati e unità blindate per sedare la ribellione della città. L’attentato è avvenuto subito dopo che il mediatore speciale delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi, aveva annunciato la decisione di aprire il suo ufficio a Cairo invece che a New York, per essere vicino alla zona di conflitto ed intensificare gli sforzi volti alla gestione delle crisi insieme con il gruppo dei quattro: Egitto, Arabia Saudita, Turchia e Iran. Questo è proprio il momento dell’Iran, il principale alleato della Siria, che si trova ad affrontare problemi interni per deviare l’attenzione dal conflitto siriano. Centinaia di manifestanti a Teheran si sono scontrati con la polizia antisommossa, il giorno stesso dell’attentato, durante le proteste contro la crisi monetaria del paese. Il deterioramento attuale del rapporto Siria-Turchia, distrae le forze siriane dalla battaglia di Aleppo, che devono affrontare una nuova possibile minaccia dalla Turchia nel caso in cui voglia compiere delle ritorsioni. Ora la missione Brahimi dovrà concentrarsi sulla situazione alle frontiere, invece di affrontare la situazione siriana in generale, dal momento che un altro negoziatore importante, l’Iran, deve concentrarsi sulla propria sicurezza interna. Un altro aspetto di fondamentale importanza per le tensioni. Non vi è motivo di credere che fosse un incidente o una provocazione. La Siria si trova ad affrontare troppi problemi al momento, e in nessun modo il suo governo vuole aggiungerne di nuovi.
La situazione in Siria è torbida, ci sono diversi attori coinvolti che perseguono obiettivi diversi, non si sa quali siano le loro alleanze e motivazioni. Naturalmente si tratta solo di indovinare le circostanze in cui l’episodio del tiro sarà utilizzato, da una parte o dall’altra, per servire determinati interessi. Ci sono diverse parti interessate a esacerbare la situazione, trascinandovi nuovi attori. Per esempio, le forze antigovernative in Siria chiedono con forza che la NATO crei delle no-fly zone o  zone tampone no-go, presumibilmente con il pretesto della protezione dei rifugiati. Cosa espressa dal fatto stesso che le aspre parole di sopra, sono state rivolte immediatamente ed esclusivamente contro il governo siriano, senza attendere i risultati delle indagini e senza alcun tentativo di capire  cosa sia accaduto esattamente e senza chiedersi chi siano stati gli autori. Aiutare le forze antigovernative destabilizza la situazione. La destabilizzazione crea incertezza che porta a incidenti o provocazioni. Quindi, si raccoglie ciò che si semina. La Siria ha chiesto scusa ed espresso condoglianze. Ha promesso di fare del suo meglio per evitare incidenti in futuro. Non vi è alcun motivo di aggravare ulteriormente una situazione precaria.
Non c’è dubbio che ci saranno tentativi per trarre vantaggio da ciò che è accaduto, e di fare proprio ciò che serve per inasprire le tensioni e peggiorare la situazione. Ci sono forze interessate a tale scenario. Gli organismi internazionali dovrebbero prendere in considerazione e rispettare un approccio imparziale, cauto e prudente, per evitare che il conflitto dilaghi oltre i confini siriani. Ancora, il principale risultato dell’attacco oltre confine, è la decisione presa dal parlamento turco di “legalizzare” un intervento militare in Siria. Ora gli eventi prendono una pessima piega, la strada per la ripetizione di uno scenario libico e il trionfo dell’interventismo della NATO è aperta…

E’ gradita la ripubblicazione con riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora0

Il terzo veto russo-cinese blocca la via alla terza guerra mondiale

Carla Stea, Global Research, 2 agosto 2012

Hanno mostrato solo arroganza, non sincerità.” Ambasciatore cinese Li Baodong, 19 luglio 2012, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

Dopo la prima Guerra del Golfo Persico, nel 1990-1991, autorizzata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con l’adozione della risoluzione 678, permettendo che “tutti i mezzi necessari” fossero utilizzati contro l’Iraq, le Nazioni Unite venivano sempre più spesso, e in senso peggiorativo, indicate come “una filiale del Pentagono degli Stati Uniti”. Dopo la serie di attacchi terroristici contro strutture delle Nazioni Unite negli anni successivi, Lakhdar Brahimi, inviato speciale delle Nazioni Unite ed ex ministro degli esteri dell’Algeria ha spiegato questa violenta ostilità contro le Nazioni Unite in una conferenza stampa, affermando che le Nazioni Unite non sono più considerate imparziali, ma sono ora percepite, in molte aree globali di conflitto, parte del conflitto.
Il 19 luglio 2012, per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite, un terzo doppio veto è stato rilasciato da Russia e Cina, impedendo alle Nazioni Unite di diventare una delle parti del conflitto in Siria, e ripristinando la legittimità delle Nazioni Unite quali organizzazione internazionale indipendente e imparziale, non più usata come strumento e dominata da uno Stato membro. Ancora più significativo, il terzo veto russo-cinese priva le forze USA-NATO della possibilità di chiedere che le loro azioni siano sostenute dalla comunità internazionale, e ha negato qualsiasi autorità morale per la successiva azione militare USA-NATO in Siria, e oltre, smascherando tale azione militare come una pura aggressione.
Il 19 luglio, l’ambasciatore cinese Li Baodong ha affermato, in una dichiarazione di voto:
Abbiamo sostenuto con forza il consenso tra i membri del Consiglio di Sicurezza tramite consultazioni. Tuttavia, il progetto di risoluzione S/2012/538 presentato da Regno Unito, Stati Uniti e Francia è in assoluta contraddizione con tali scopi … In primo luogo, il progetto di risoluzione è seriamente danneggiato, e il suo contenuto squilibrato cerca di mettere pressione su una sola parte. L’esperienza ha dimostrato che tale pratica non aiuterebbe a risolvere il problema siriano, ma solo a far deragliare la questione dal percorso politico. Non solo farebbe aggravare ulteriormente la crisi, ma ne causerebbe anche la diffusione in altri paesi della regione … Durante le consultazioni sulla bozza di risoluzione di oggi, i paesi sponsor non hanno dimostrato alcuna volontà politica o cooperazione, adottando un approccio rigido e arrogante alle ragionevoli preoccupazioni fondamentali degli altri paesi interessati, e rifiutandosi di effettuare le revisioni …. la Cina è impegnata a raggiungere un consenso, ha lavorato duro per una estensione uniforme del mandato dell’UNSMIS e sostenuto gli sforzi di Kofi Annan per la mediazione. Al contrario, alcuni paesi sono ansiosi di interferire negli affari interni di altri paesi, per alimentare le fiamme e seminare discordia in completo disprezzo delle possibili conseguenze. Questa volta hanno ripetuto il loro vecchio trucco di fissare precondizioni come ostacoli alla proroga del mandato UNSMIS, e l’hanno accompagnato con l’invocazione del capitolo VII della Carta e la minaccia di sanzioni, nel tentativo di cambiare o addirittura rinnegare il difficile consenso raggiunto dal gruppo di azione, nel corso della riunione di Ginevra. Hanno mostrato solo arroganza, non sincerità durante le consultazioni.”
L’ambasciatore russo Vitalij Churkin ha dichiarato:
I membri occidentali del Consiglio di Sicurezza hanno rifiutato di escludere un intervento militare. I loro calcoli, nell’utilizzare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per promuovere i loro piani per imporre i propri disegni agli Stati sovrani, non prevarranno. Stanno sostenendo le proprie intenzioni geopolitiche, che non hanno nulla in comune con gli interessi legittimi del popolo siriano. Questo ha portato ad una escalation del conflitto, che ha raggiunto proporzioni tragiche …. Il loro approccio è particolarmente ambiguo, dato quello che si è successo ieri a Damasco. Mi riferisco al grave attentato terroristico“.
Il 18 luglio, i terroristi hanno tentato un colpo di stato contro il governo del presidente siriano Assad, massacrando il suo ministro della Difesa, il generale Daoud Rajha, il suo vice e cognato di Assad, Assef Shawkat, e il generale Hassan Turkmani, ex Ministro della Difesa. Diversi altri ministri del governo sono stati gravemente feriti, in quanto hanno partecipato alla riunione di alto livello a Damasco. Anche se un gruppo islamico siriano, Liwa al-Islam, ha rivendicato l’attacco alla “sala di controllo delle crisi nella capitale Damasco“, con la guardia del corpo del presidente Assad che ha fatto detonare l’esplosivo, un ricercatore presso la Columbia University, Younes Abouyoub ha dichiarato: “Questa può essere una grande operazione di intelligence che coinvolge servizi segreti stranieri. Prima di tutto la tempistica di questa azione, il fatto che ha preso di mira tre figure di spicco del governo siriano, dimostra che sono professionisti, non dilettanti … non è l’operato di una o due persone, questo è stata una operazione molto attentamente pianificata, ben organizzata e realizzata.” Il corrispondente di guerra Eric Margolis ha aggiunto che: “L’operazione era troppo ben disposta per essere stata effettuata da un dilettante, perché tale vertice tra i funzionari di alto profilo, normalmente dalla sicurezza più dura, rendeva impossibile a un singolo attentatore suicida infiltrarsi … può esserci stato dell’esplosivo nascostovi prima dell’incontro …. il danno riportato ha superato di gran lunga i danni che possono essere causati da un uomo con un giubbotto da suicida.”
In modo grossolanamente irrazionale e in violazione di ogni logica, Regno Unito, Stati Uniti e Francia hanno sostenuto che gli omicidi premeditati dei migliori  ministri della sicurezza del presidente siriano Assad, giustificavano l’adozione della risoluzione 2043, ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che avrebbe imposto sanzioni contro il governo Assad, e aperto la strada a un’azione militare contro il governo siriano. Le contorsioni necessarie per arrivare a questa distorsione della realtà orwelliana, spiegano anche il vergognoso fallimento del Consiglio di Sicurezza nel condannare questi omicidi terroristici. Anche se l’opposizione siriana è innegabilmente intrisa di terroristi armati, identificati nientedimeno che dall’autorità del capo dell’intelligence degli Stati Uniti, James Clapper, come operativi di al-Qaida, questo non ha impedito alle potenze occidentali, Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia di abbracciarli, ed opporsi a qualsiasi dichiarazione del Consiglio di sicurezza di condanna delle loro attività terroristiche. Se la Russia aveva già avanzato l’argomento specioso che il suo governo non è “sposato” al governo di Assad, ciò non ha avuto alcun effetto, dato che anche se ci fosse stato un tale “matrimonio”, la possibilità di divorzio è a disposizione di chi ha abbastanza onore e principio sufficiente per terminare un superficiale, putrefatto “matrimonio” che minaccia di coinvolgere gli altri quali “danni collaterali”. Tuttavia, il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, per motivi incontestabili, ha denunciato il rifiuto del Consiglio di Sicurezza nel condannare gli attentati terroristici del 18 luglio a Damasco, e il fallimento dell’Occidente nel ripudiare il suo matrimonio con il terrorismo, (che ha avuto inizio durante l’amministrazione Carter, con l’armamento e il finanziamento dei terroristi islamici in Afghanistan). Lavrov ha dichiarato: “Questo è il sostegno diretto del terrorismo. Si tratta di una posizione sinistra. Non riesco a trovare parole per esprimere il nostro atteggiamento verso ciò“.
Secondo il New York Times del 24 luglio 2012: “A febbraio, il direttore della National Intelligence degli Stati Uniti, James Clapper, ha detto in una audizione del Congresso che c’erano “tutte le caratteristiche di un attacco stile al-Qaida” in una serie di attentati contro obiettivi di sicurezza e di intelligence a Damasco. Lui e altri testimoni della comunità di intelligence l’attribuiscono alla diffusione in Siria del ramo iracheno di al-Qaida …. Daniel Byman, un esperto di antiterrorismo, professore alla Georgetown University e borsista presso la Brookings Institution, ha detto che è chiaro che al-Qaida sta cercando di diventare più attiva in Siria. Come ha già fatto in Somalia e Mali, e prima ancora in Cecenia e Yemen, il gruppo sta cercando di trasformare un conflitto locale a proprio vantaggio. ‘Non c’è alcun dubbio che al-Qaida voglia fare questo, e in realtà sono abbastanza bravi in questo genere di cose’, ha detto. ‘Hanno fatto bene a prendere un conflitto locale e renderlo globale’“. 
Nonostante l’avvertimento a febbraio di James Clapper, secondo cui “la serie di attentati contro obiettivi della sicurezza e dell’intelligence del governo a Damasco, portava tutte le caratteristiche di un attacco di al-Qaida” il 21 giugno 2012, la prima pagina del New York Times dichiarava, con un articolo di Eric Schmitt: “La CIA ha detto di aiutare a inviare armi ai ribelli siriani … Un piccolo numero di ufficiali della CIA sta operando segretamente nel sud della Turchia, aiutando gli alleati a decidere quali combattenti dell’opposizione siriana riceveranno armi attraverso il confine, per combattere il governo siriano, secondo degli ufficiali delle intelligence statunitense e arabe. Le armi, tra cui fucili automatici, granate, munizioni e alcune armi anticarro, sono state inviate per lo più attraverso il confine turco, per mezzo di un’oscura rete di intermediari della fratellanza musulmana in Siria, e pagate da Turchia, Arabia Saudita e Qatar, dicono i funzionari.”
Il servizio di intelligence tedesco, il BND, ha rivelato che “circa 90 attacchi terroristici, che possono essere attribuiti alle organizzazioni vicine ad al-Qaida o a gruppi jihadisti, sono stati effettuati in Siria tra la fine di dicembre e l’inizio di luglio”. “Almeno tre grandi quotidiani tedeschi – Die Welt, Die Frankfurter Allgemeine Zeitung e Bild hanno pubblicato articoli che attribuiscono la responsabilità del massacro del 25 maggio nella città siriana di Houla, alle forze dei ribelli antigovernativi… scrive sul Bild il corrispondente di guerra tedesco Jurgen Todenhofer, accusando i ribelli di ‘uccidere deliberatamente civili e poi presentarli come vittime del governo.’ Ha descritto questa ‘strategia del marketing della strage’ come  tra le cose più disgustose che abbia mai sperimentato in un conflitto armato’“.  
Dopo il veto russo del 19 luglio, l’ambasciatore russo Vitalij Churkin ha dichiarato esplicitamente che uno degli obiettivi geopolitici degli implacabili tentativi occidentali di distruggere il governo siriano di Assad, è indebolire il suo alleato, l’Iran. L’Ambasciatore Churkin ha subito chiarito che ciò implica l’integrità della Russia, che a sua volta, è obiettivo di ciò che il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, il 12 marzo, al Consiglio di Sicurezza, ha descritto come “ingegneria geopolitica”. E questa ingegneria geopolitica è già molto avanzata. Anche in Russia.
Anche se il tenore di vita del popolo russo è notevolmente migliorato durante il primo termini di Putin da presidente, al momento della sua rielezione di quest’anno, l’opposizione guidata da Aleksej Navalny e Boris Nemtsov si è formata, effettuando molteplici manifestazioni contro sia il partito di Putin, Russia Unita, che contro Putin stesso, rieletto presidente, sia prima che dopo la sua elezione. E, naturalmente, i piani abortiti per assassinare lo stesso Putin, organizzato da operativi ucraini, è al vertice della lista delle azioni terroristiche contro la Russia.
All’inizio del 2011, Navalny era stato invitato a visitare New York, e ha parlato in occasione di eventi ampiamente pubblicizzati presso la New York Public Library, e in altri luoghi pubblici. Le recenti manifestazioni di Mosca, guidate da Navalny e Nemtsov, avevano il potenziale di destabilizzare il governo di Putin. Quando il nuovo ambasciatore statunitense McFaul è giunto a Mosca, tra le sue prime attività vi furono gli incontri con i leader dell’opposizione in Russia. Come furono destati i sospetti, lo stesso Putin ha accusato il Segretario di Stato Hillary Clinton di essere la forza responsabile di aver fomentato i disordini civili. Numerosi intellettuali russi sospettavano le agenzie degli Stati Uniti, come il NED ed altre, di istigare questi disturbi che minacciavano disordini civili, o peggio la Russia stessa. Nel tentativo di smascherare e controllare gli sforzi stranieri per destabilizzare il governo russo, entrambe le camere del Parlamento russo, la Duma di Stato e il Consiglio della Federazione, hanno approvato una legge, firmata dal presidente Putin, che chiede alle ONG finanziate da enti esteri, impegnate in attività politiche in Russia, di registrarsi come agenti stranieri. Questo disegno di legge è stato ispirato, e modellato, su una legge quasi identica degli Stati Uniti, le organizzazioni che richiedono di operare negli Stati Uniti, ma sono finanziate dall’estero, devono iscriversi come agenti stranieri del paese finanziatore delle loro attività.
Le provocazioni delle agitazioni sociali e politiche nella Federazione russa, sono state esacerbate dal sito Kavkaz Center, ospitato e finanziato da Finlandia e Svezia, e istigato da Doku Umarov, indicato quale terrorista internazionale dal Comitato sulle sanzioni contro i taliban e al-Qaida del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (ai sensi della risoluzione 1267) per aver organizzato numerose attività terroristiche, tra cui la presa di ostaggi e il massacro di centinaia di bambini della scuola di Beslan, nel settembre del 2003, e l’attentato suicida all’aeroporto di Mosca, Domodedevo, nel gennaio 2011 che uccise 35 persone. Umarov è anche nella lista delle Nazioni Unite dei terroristi internazionali per le sue connessioni con il Movimento islamico dell’Uzbekistan, l’Unione della Jihad islamica, il Battaglione Sabotaggio dei Martiri ceceno, e altre organizzazioni terroristiche. Il Kavkaz Center di Umarov ha inesorabilmente istigato movimenti islamisti separatisti violenti nelle grandi comunità musulmane, residenti in pace fino a quel momento, in tutta la Federazione Russa.
E’ una coincidenza che il 19 luglio, la storica giornata in cui il terzo doppio veto è stato rilasciato da Russia e Cina al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Andrew Roth avesse riportato sul New York Times:
Mosca – Un alto funzionario musulmano è stato ucciso e un altro è stato ferito in due diversi attacchi, giovedì, nella centrale repubblica russa del Tatarstan, un focolaio di violenza inusuale in un settore spesso additato come un modello di relazioni interreligiose. Il capo dell’istruzione islamica della regione, Valiulla Yakupov, è stato ucciso davanti alla sua abitazione nella mattinata di giovedì a Kazan. Meno di un’ora dopo, Ildus Faizov, il Mufti capo della regione Tatarstan, è stato ricoverato in ospedale dopo che una bomba è esplosa nell’auto che stava guidando a Kazan, hanno detto gli inquirenti russi. Faizov, che è stato proiettato fuori dall’automobile dalla forza dell’esplosione, ha subito la frattura delle gambe. Il comitato antiterrorismo della Russia ha detto, in una dichiarazione, che motivi diversi per l’attentato sono oggetto di indagine, tra cui le recenti dichiarazioni contro la crescita del radicalismo religioso nella Repubblica, fatta dall’organizzazione di Faizov, il Consiglio Islamico Spirituale del Tatarstan. Rustam Minnikhanov, presidente del Tatarstan, ha detto in una dichiarazione che l’attentato era un ‘ovvia sfida’ all’Islam tradizionale sostenuto da Faizov e dal Consiglio Spirituale Islamico. Faizov, che è stato eletto gran Mufti della regione nel 2011, si è battuto contro l’avanzata del radicalismo nella repubblica. Ad aprile, aveva detto in una dichiarazione pubblica, che migliaia di missionari stranieri erano entrati in Tatarstan, e che delle sette radicali musulmane erano emerse, pronte anche ad uccidere la popolazione locale per promuovere i propri obiettivi.’ Jakupov fu anche un aperto critico dell’Islam radicale, e aveva chiesto il divieto del wahhabismo in Russia. Nel 2010, tre islamisti furono uccisi in uno scontro a fuoco con la polizia nella regione del Tatarstan di Nurlatskij, aumentando i timori di una rivolta armata simile a quella nel Caucaso del Nord della Russia“. NewsLanc.com ha dichiarato: “L’attentato è avvenuto nella capitale della più importante, prospera e influente repubblica musulmana della Federazione russa … Quello che è successo, in realtà, è l’assassinio dei leader ufficiali dell’Islam moderato in Russia, il paese con la più grande popolazione musulmana in Europa.”
L’enorme importanza di questo attacco terroristico contro i leader musulmani moderati in Tatarstan, è dovuto alla sua posizione sul Volga. La Russia è attualmente coinvolta nelle insurrezioni separatiste dei terroristi islamici nel sud della Russia, nel Caucaso del Nord. Se le insurrezioni terroristiche, paragonabili a quelle in Cecenia e altrove nel Caucaso del Nord della Russia, eruttassero sul Volga, nell’Oriente della Russia e porta d’ingresso delle colossali ricchezze del petrolio, del gas e dei minerali della Siberia, la Russia potrebbe restare intrappolata in guerre su due fronti, sia nel sud e che nella parte orientale della Russia. Bashkurtistan, un’altra repubblica musulmana sul Volga, potrebbe anch’essa infettarsi con i movimenti terroristici islamici separatisti. Se le repubbliche islamiche sul Volga riuscissero a staccarsi dalla Federazione russa, la Russia, il più grande paese del mondo, potrebbe essere ridotta alle dimensioni della Francia, dall’Ucraina al Volga, perdendo il controllo delle enormi riserve di petrolio e gas ad est del Volga, che attualmente sostengono gran parte dell’economia russa, e forniscono all’Europa gran parte del petrolio e del gas.
Anche se la Russia è minacciata esistenzialmente dalle basi NATO che circondano il suo territorio, e una minaccia al suo deterrente nucleare viene posta dalla difesa antimissile, è possibile che queste minacce esterne siano meno letali rispetto al possibile smembramento della Federazione russa, minacciato dalla diffusione del terrorismo separatista dei movimenti islamici. E’ anche una coincidenza interessante che l’assassinio terroristico dei leader ufficiali dell’Islam moderato in Russia, si sia verificato subito dopo l’istituzione della base di transito della NATO sul Volga, a Uljanovsk, vicinissimo al Tatarstan.
Anche la Cina è nel mirino di questa insurrezione terroristica islamica,  convenientemente per l’agenda occidentale di indebolire, e possibilmente paralizzare, il potere competitivo di questi due giganti globali, la Russia e la Cina minacciata dalla violenta insurrezione della sua popolazione uigura musulmana, nella Cina occidentale.
I paesi USA-NATO sono impantanati nella crisi economica, destinata a peggiorare, e una guerra di vasta scala può essere percepita come un modo per accrescere le rispettive economie. E’ possibile che i rischi enormi della guerra possano scoraggiare i politici più saggi, nel qual caso, l’uso dell’”Islam come una spada“, perfezionato da Zbigniew Brzezinski, che ha progettato la politica dell’amministrazione Carter di addestramento, finanziamento e armamento dei  terroristi musulmani in Afghanistan, per provocare l’invasione dell’Unione Sovietica, ad un costo enorme per la sua integrità sociale ed economica, può essere l’arma scelta per erodere la forza di Russia e Cina. L’Ambasciatore della Russia presso la NATO, Dmitrij Rogozin, ha dichiarato, nel dicembre scorso, che l’interferenza della NATO nella cosiddetta “primavera araba” ha portato all’“imposizione della sharia in stati precedentemente relativamente laici.” Ha chiesto “fino a che punto la NATO è consapevole del fatto che l’avvento dell’Islam radicale in tutte le regioni in cui proietta la sua forza, sia il risultato delle sue azioni.”
La “primavera araba” ha portato i Fratelli musulmani al potere in ogni paese dove si sia verificata. Infatti, in Egitto, Hillary Clinton è stata bersagliata con dei pomodori, e gli Stati Uniti sono accusati di portare al potere i Fratelli Musulmani. La sharia è la forma più brutale di dominazione capitalistica, mantenendo le popolazioni terrorizzate e sottomessa ovunque sia inflitta. Attualmente si parla di smembramento e partizione della Siria, simile allo smembramento della Jugoslavia, e piani per lo smembramento della Russia e della Cina potrebbero essere sul tavolo delle potenze USA-NATO. Il veto russo-cinese del 19 luglio potrebbe avere interrotto questi piani, e distrutto qualsiasi forza morale che le potenze USA-NATO avrebbero rivendicato per le loro più evidenti avventure napoleoniche militariste. In mancanza di coerenza morale e legittimità che il supporto della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avrebbe potuto conferire, sostenendo tramite le pubbliche relazioni la vendita dell’aggressione al pubblico credulone, un pubblico che finirebbe per pagare il costo delle guerre imperialistiche, gli stessi USA-NATO possono eventualmente esserne erosi, come successe alle forze napoleoniche che furono mortalmente fermate nei pressi di Borodino, in Russia, nel 1812. In seguito alla battaglia decisiva di Borodino, l’enorme ma demoralizzato esercito napoleonico subito dopo si disintegrò, e infine l’impero napoleonico, a sua volta, crollò. Nonostante la più intensa pressione per la capitolazione, nel corso della crisi siriana, il triplo doppio veto di Russia e Cina al Consiglio di Sicurezza dell’ONU regge il confronto con l’analisi di Tolstoj della componente psicologica degli eventi storici, una componente che considerava infine decisiva. E’ essenziale che le persone di Regno Unito, Francia e Stati Uniti, impediscano che si verifichi lo schieramento di “fine estate” delle armi di distruzione di massa navali nel Mediterraneo orientale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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