La Guerra Mondiale Z: la campagna sionista nell’emisfero occidentale
maggio 27, 2013 Lascia un commento
Wayne Madsen, Strategic Culture Foundation, 26.05.2013
Determinato a invertire il progressivo allontanamento dell’America Latina dai dettami di Washington, il Presidente Obama ha tranquillamente suscitato dalla sordida storia del Sud America un demone che i latinoamericani conoscono fin troppo bene: Israele. Durante l’amministrazione di Ronald Reagan, Israele aveva puntellato con equipaggiamenti militari, l’intelligence, l’addestramento contro-insurrezione e il denaro, un certo numero di governi fascisti in America Latina. Il sostegno d’Israele al fascismo in America Latina in realtà ha avuto inizio durante la presidenza di Jimmy Carter. Dopo l’embargo sulle esportazioni di armi statunitensi di Carter verso il Nicaragua del brutale dittatore Anastasio Somoza, Israele intervenne a colmare il vuoto. Oggi, Obama ha permesso ad Israele e ai suoi agenti d’influenza nella propria amministrazione, di utilizzare tutti i mezzi a disposizione per minare i governi progressisti in America Latina. Dopo la morte del presidente del Venezuela Hugo Chavez, un aspro critico della politica d’Israele nei confronti dei palestinesi, le attività sovversive degli agenti israeliani e statunitensi, che operano sotto la copertura delle organizzazioni non governative (ONG) legate a George Soros, sono aumentate in tutta la regione.
Anche se Obama, a differenza di Reagan, non subisce i divieti congressuali come l’emendamento Boland, che gli ostacolino gli sforzi per rovesciare i leader latinoamericani progressisti, gode della percezione pubblica che lui, destinatario del Premio Nobel per la Pace, si sia impegnato per la pace. Invece di sacrificare il suo personaggio pubblico con mosse sanguinose per rovesciare governi latino-americani, Obama ha scelto di lavorare di soppiatto attraverso Israele e i suoi sayanim stranieri per far tornare l’America Latina allo status quo ante delle dittature che proteggono i ricchi e soggiogano i poveri e la classe operaia. S’iniziava a potere ritenere che in America Latina si fosse in presenza di quella giustizia a lungo ricercata, quando un tribunale guatemalteco ha giudicato l’ex dittatore Efrain Rios Montt colpevole di genocidio, il 10 maggio, condannando l’86enne ex generale a 80 anni di carcere. Rios Montt, un convertito alla Chiesa pentecostale del Verbo (Iglesia del Verbo), che predica un dogma in sincronia con l’ebraismo sionista, è stato riconosciuto colpevole di aver massacrato centinaia di migliaia di indigeni Maya Ixil e di altri oppositori della giunta militare del Guatemala. Il genocidio di Rios Montt non sarebbe stato possibile senza il supporto militare e d’intelligence fornito al suo regime da Israele, con la “strizzatina d’occhio e un cenno del capo” regolare di Washington. Israele era stato a lungo attivo in Guatemala, aiutando il regime a infliggere il genocidio dei nativi guatemaltechi. Il governo israeliano s’è sempre sentito a suo agio nel trattare con i leader dell’estrema destra fascista guatemaltechi, tra cui i presidenti Rios Montt e Kjell Laugerud Garcia, entrambi diplomati alla Scuola di addestramento al genocidio delle Americhe. Le speranze dei guatemaltechi e degli altri latino-americani oppressi da dittatori militari appoggiati da Israele e dagli Stati Uniti, sono andate deluse quando la più alta corte del Guatemala ha annullato la condanna di Rios Montt. La condanna ha incontrato l’opposizione dei dirigenti, dei vertici militari e dei capi aziendali del Guatemala, la maggior parte dei quali ha forti legami con lo Stato ebraico.
Blocchi commerciali concorrenti
Uno degli alleati più fidati d’Israele, il Primo ministro canadese Stephen Harper, s’è recato a Lima, in Perù, durante uno dei peggiori scandali politici interni, per sostenere l’agognato sogno aziendale del blocco commerciale Alleanza del Pacifico, che riunisce Canada, Perù, Cile, Colombia e Messico, per contrastare il blocco commerciale, senza statunitensi e canadesi, Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA) di Hugo Chavez e il relativo blocco commerciale petrolifero Petrocaribe. Il Venezuela è il più recente membro del potente blocco commerciale Mercosur (Mercato comune del Sud), a lungo dominato da Argentina e Brasile. I sayanim d’Israele, che da tempo dominano i conglomerati aziendali e mediatici cileni, peruviani e colombiani, proclamano che la società vicina all’Alleanza del Pacifico è il futuro e che ALBA, Mercosur e Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi (CELAC) sono moribondi e destinati alla pattumiera delle sigle delle organizzazioni. Nel frattempo, i filo-israeliani Dipartimento di Stato USA e la sua Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale (USAID), coadiuvati dalla CIA, cercano di aumentare le tensioni nei governi progressisti di Venezuela, Bolivia, Uruguay, Argentina, Brasile ed Ecuador. Il presidente boliviano Evo Morales ha detto, dopo il divieto delle attività di USAID nel suo Paese, che l’organizzazione ha allocato “non più del 10-15 per cento” dei suoi fondi per il miglioramento economico dei boliviani. Il resto dei fondi sono stati usati per avviare attività d’intelligence anti-governativa e promuovere la carriera politica di politici e partiti anti-Morales, filo-USA e filo-Israele. Il primo papa argentino, Francesco, ex arcivescovo di Buenos Aires, ha portato Israele ad aumentare il budget per inviare preti cattolici latino-americani in Israele per l’indottrinamento ideologico da parte dei rabbini. Le dichiarazioni di Francesco che criticano il “capitalismo selvaggio”, non sono ben viste nelle stanze del potere a Gerusalemme, New York e Londra.
Obiettivi Honduras e Venezuela
Dopo il suo coinvolgimento, nel 2009, insieme con la CIA e il Comando Sud degli Stati Uniti di Miami (SOUTHCOM), nella cacciata con un colpo di Stato del presidente dell’Honduras Manuel Zelaya, il servizio d’intelligence israeliano organizza i suoi agenti d’influenza al fine di garantire che la moglie di Zelaya, Xiomara Castro de Zelaya, fallisca nel suo tentativo alle presidenziali di novembre. La macchina della propaganda israeliana e gli agenti sayanim nei media statunitensi operano a pieno organico dal colpo di Stato in Honduras. Dopo il suo esilio forzato, Zelaya rientrò segretamente in Honduras con l’aiuto di militari leali. Zelaya venne successivamente assediato dalla polizia e dai militari honduregni nell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa. La giunta dominante honduregna spesso tagliò l’elettricità, l’acqua e i viveri all’ambasciata, una violazione del diritto internazionale sull’inviolabilità delle missioni diplomatiche. L’acceso filo-israeliano Miami Herald riferì di un colloquio telefonico con Zelaya e affermò che il leader honduregno disse di essere stato sottoposto a “radiazioni ad alta frequenza” da mercenari israeliani che sostenevano la giunta honduregna. Il giornale riferì anche che Zelaya disse che gli israeliani usano gas e radiazioni “che alterano la mente”. In realtà, non è questo che Zelaya aveva affermato nella sua conversazione telefonica del 24 settembre con il presidente del Venezuela Chavez, che frequentava la sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Chavez disse che aveva parlato al telefono con Zelaya, e che il leader honduregno gli aveva detto che un aggeggio era stato recuperato dai suoi sostenitori sul tetto di una casa vicina, portandolo nell’ambasciata. Quando Zelaya controllò il numero di serie dello strumento su Internet, scoprirono che l’attrezzatura era un disturbatore cellulare fabbricato in Israele.
Ciò che Zelaya ha detto a Chavez e presumibilmente al Miami Herald è che la giunta e i suoi consulenti israeliani di una società di sicurezza privata inceppavano i telefoni cellulari di coloro che si trovavano nell’ambasciata. Zelaya non ha mai parlato di radiazione da raggi della morte, ma ciò è l’impressione che l’Herald ha voluto dare, ed è stato subito ripreso dai vari media controllati dai neo-con e dai sionisti. Zelaya fu definito “antisemita pazzo” dai sayanim del circo mediatico degli Stati Uniti e dell’America Latina, compresi i comitati editoriali del New York Times e del Washington Post. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e il suo Assistente del Segretario per gli Affari dell’Emisfero Occidentale, Roberta Beach Jacobson, hanno quale missione prioritaria la cacciata del presidente venezuelano Nicolas Maduro e la sua sostituzione con il “nipote dell’Olocausto” Henrique Capriles Radonski e impedire che Zelaya de Castro sia eletta presidente dell’Honduras. Gli interlocutori venezuelani d’Israele, attivi principalmente nel movimento di destra di Capriles Radonski, Giustizia Prima, cercano di delegittimare il governo di Maduro, sostenendo che le elezioni del 14 aprile fossero truccate. Nessun osservatore elettorale internazionale credibile ha concordato con tali accuse di brogli elettorali. Chavez ha sempre sostenuto che l’opposizione del Venezuela è finanziata da Israele. In realtà, l’American Jewish Committee di New York, e il suo sottocomitato emisferico, la Latin American Jewish Committee, per anni hanno fornito gran parte delle munizioni propagandistiche contro Chavez e Maduro… Uno dei principali agenti d’influenza d’Israele in Venezuela è il politico dell’opposizione Antonio Ledezma. Le organizzazioni non governative di George Soros intervengono invocando il sostegno internazionale all’opposizione venezuelana, soprattutto da parte dell’Unione europea, dove l’influenza di Soros è spesso soffocante. Hollywood, dominata dai sionisti, si prepara a pubblicare un film dal titolo “Guerra Mondiale Z”, su una piaga che devasta il pianeta che ritrae degli arabi-zombie assediare il “muro della separazione” di Israele. E’ chiaro che ciò che il mondo deve affrontare non è la piaga degli “zombie”, ma il flagello dei “sionisti”. La vera “Guerra Mondiale Z” (i sionisti) viene ora condotta in America Latina, ma questa guerra arriverà presto vicino a casa vostra.
È gradita la ripubblicazione con riferimento alla rivista on-line Strategic Culture Foundation.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora











