La Svezia mobilita le forze armate nella caccia a un sottomarino

Tyler Durden Zerohedge 19/10/2014Sweden Submarine SearchNel fine settimana, mentre tutti sono concentrati sulla minaccia del contagio ebola negli Stati Uniti e nel mondo, la capitale altrimenti sonnolenta della Svezia, Stoccolma, avviava un’operazione militare che coinvolge le forze armate svedesi, Marina, Esercito e Aeronautica, quando il sabato sera le forze armate svedesi intensificavano un’operazione che coinvolge oltre 200 uomini, navi furtive, dragamine ed elicotteri su un’area di circa 50 chilometri ad est della capitale. L’operazione è stata avviata venerdì dopo che le forze armate affermarono di essere state informate su un “manufatto umano” in quelle acque. Secondo Local.se, i militari negano di andare a “caccia di un sottomarino” chiamando la mobilitazione, una delle più grandi salvo le esercitazioni della guerra fredda, “operazione d’intelligence”. Anche sabato sera, il direttore comunicazioni e affari pubblici delle forze armate svedesi, Erik Lagersten, ha detto: “Al momento eseguiamo un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma con ricognizione ottica e navi da guerra equipaggiate con sensori subacquei specifici. Le unità attivate provengono da tutti i rami delle forze armate svedesi, Marina, Esercito ed Aeronautica“. E mentre non è stato né confermato né smentito un articolo del rispettato quotidiano svedese Svenska Dagbladet, che accusa della rapida mobilitazione ciò che chiama sottomarino russo danneggiato al largo di Stoccolma. Il rapporto afferma che l’intelligence militare svedese aveva intercettato i segnali radio tra una zona al largo di Stoccolma e l’enclave russa di Kaliningrad, sede di gran parte della flotta del Mar Baltico della Russia. Svenska Dagbladet ha riferito che l’avvistamento è avvenuto su un’isola nel Kanholmsfjaerden, insenatura a poco più di 50 chilometri dalla città. Secondo Dagbladet, un testimone dell’avvio dell’operazione militare, Robert Eriksson, ha detto che era su una barca da pesca al largo dell’isola di Skarpoe intorno alle 16:00. “La guardia costiera è arrivata all’ingresso con un aereo che ha volato in tondo per molto tempo“, ha detto all’agenzia stampa TT. Presto spuntava anche la marina. “C’era una grande barca militare rimasta più a sud nel Kanholmsfjaerden“, ha detto.
Stefan Ring, esperto di strategia militare presso il Collegio della difesa nazionale svedese (Foersvarshoegskolan) ha detto che era importante mandare un segnale. “E’ importante in questa situazione, quando notiamo un’escalation nel Mar Baltico, segnalare molto chiaramente che siamo allerta“, ha detto. “Se non dovessimo fare nulla o evitassimo di fare effettivamente qualcosa, allora sarebbe un segnale per l’avversario che ciò non è così importante per noi“. Sempre su The Local: “C’è stata una trasmissione su una frequenza speciale, utilizzata dalla Russia in situazioni di emergenza“, ha scritto il giornale, citando fonti militari svedesi coinvolte nella ricerca. Le forze armate svedesi sono silenti ma dicono che l’attenzione si concentra su “attività subacquee”. “Le forze armate svedesi non possono smentire o verificare notizie e speculazioni sui media su un sottomarino straniero scomparso”, ha detto il portavoce Erik Lagersten. “Al momento conduciamo un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma con ricognizione ottica e navi da guerra equipaggiate con sensori subacquei specifici… per stabilire se ci sono o ci sono state attività subacquee straniere nella zona“.
Fonti militari anonime hanno detto al Svenska Dagbladet che un segnale di emergenza in russo è stato intercettato giovedì sera, e che i segnali ulteriormente criptati sono stati inviati venerdì, dopo che le forze armate svedesi hanno iniziato a rastrellare la zona. 14 anni fa, nell’agosto 2000 il sottomarino nucleare russo Kursk, fu affondato nel Mare di Barents con la morte dell’intero equipaggio. Le autorità russe furono in seguito criticate per aver rifiutato l’assistenza internazionale e ingannato il pubblico circa le loro operazioni di salvataggio non riuscite. Negli ultimi mesi, la Svezia ha riferito l’incremento nelle manovre nel Mar Baltico dalla forza aerea russa. In un incidente a settembre, due cacciabombardieri Su-24 sarebbero entrati nello spazio aereo svedese in quello che l’allora ministro degli Esteri Carl Bildt chiamò “l’incursione aerea più grave dei russi in un decennio”. Negli anni ’80 e primi anni ’90 l’allora neutrale, e ora non allineato Paese nordico, era regolarmente in allerta per gli avvistamenti di sottomarini russi, tra cui il caso notevole del 1981, quando un sottomarino sovietico si arenò a diverse miglia dalla più grande base navale della Svezia. Considerando che l’occidente è fin troppo ansioso di scatenare una guerra fredda 2.0, non sarebbe sorprendente se la Russia abbia deciso di visitare Stoccolma.LosharikNel frattempo, la Russia nega tutto. Dalla TASS: “Non ci sono navi militari russe in situazioni di emergenza, ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo. I sottomarini della Russia, come le navi di superficie, hanno eseguito i loro compiti negli oceani del mondo secondo i piani” ha detto. “Non ci sono state emergenze o incidenti nelle navi militari russe“. Se non la Russia, allora chi? Solo nove Paesi hanno accesso al Mar Baltico: oltre alla Svezia, Germania, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Russia, Finlandia ed Estonia. Solo Germania, Polonia, Russia e Svezia hanno sottomarini. Secondo almeno una fonte, il sottomarino russo in questione è il Losharik, vale a dire il Projekt 210 o AC-12, un sottomarino nucleare entrato in linea nel 2003, dopo l’incidente del Kursk. E poi c’è questo:

B0RQQ6GCEAIAL_zCosì un sottomarino russo s’è semplicemente perso, o è solo in rotta mentre la Russia militarizza l’Artico per difendere i propri numerosi giacimenti di petrolio e di gas ivi situati?

f2e3d61c1523In realtà si tratta di un sottomarino olandese della classe Waalrus, fotografato da un coppia di Uppsala e che secondo Carl Bergqvist, maggiore dell’aeronautica svedese che dal 2007 gestisce il blog su difesa e sicurezza Wiseman’s Wisdoms, si tratta probabilmente appunto di un sottomarino olandese della classe Waalrus. Le forze armate svedesi hanno ricevuto le foto della famiglia Berlin, ma l’addetto stampa delle forze armate svedesi Philip Simon non conferma ne smentisce che il sottomarino sia olandese.

b114c2e1b28e0e4fb29ba12346be2ce94d75Fonti:
VLT
Politonline

Le forze armate svedesi ammettono di aver diffuso false informazioni sul presunto sottomarino
(ora che si è scoperto essere un intruso della NATO, e non russo, Stoccolma cala un velo di pietoso silenzio)

RIA Novosti 21 ottobre 2014

Sweden Military Alert -2Le forze armate svedesi ammettono di non essere state chiare e di aver diffuso false informazioni sul presunto sottomarino straniero nell’arcipelago di Stoccolma. “Le Forze Armate conducono un’operazione d’intelligence nell’arcipelago di Stoccolma… Siamo tenuti a farlo con la massima trasparenza, mantenendo solo il segreto operativo. Questo è come una credibile e corretta autorità dovrebbe e deve agire, preservando la fiducia del pubblico. Deve essere detto che le forze armate in un certo senso hanno fallito in ciò“, afferma un comunicato delle forze armate svedesi. Il 19 ottobre, le forze armate svedesi diffondevano la fotografia di un oggetto sospettato essere un sottomarino straniero nell’arcipelago di Stoccolma, e una mappa che presumibilmente mostrava dove la foto era stata scattata. L’areadell’avvistamento sarebbe stata nel Jungfrufjarrden, un fiordo vicino Dalaroe, a sud di Stoccolma. Tuttavia, un’indagine effettuata dall’emittente pubblica svedese SVT ha dimostrato che nessun località della zona combacia con la foto. Dopo essere stati interrogati dai giornalisti della SVT, i militari svedesi hanno ammesso la diffusione di informazioni false per evitare di “aiutare potenze straniere”. “Col senno del poi, avrei dovuto essere più chiaro nella conferenza stampa in cui mostravo una mappa con leposizioni approssimative, perché non volevo rivelare le posizioni esatte dell’operazione“, ha detto il vicedirettore operativo Anders Grenstad. Le forze svedesi avevano lanciato una grande operazione al largo di Stoccolma, dopo aver ricevuto informazioni da un civile sulla presenza di un oggetto sommerso sconosciuto nella regione, sospettato essere un sottomarino straniero.

swedenmysteryTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossia, Siria, Mistral, Africa-Russia: Intervista a Igor Korotchenko

Mikhail Egorov-Gamandij Voce della Russia

Igor Korotchenko è un esperto militare, direttore della rivista russa Nacional’naja Oborona (Difesa nazionale), direttore del Centro Globale di Analisi sul traffico di armamenti e membro del Consiglio pubblico del Ministero della Difesa della Federazione Russa.

vladivostok_4.3.14_bp_0Mikhail Gamandij-Egorov, Voce della Russia: Salve signor Korotchenko! La mia prima domanda sarà sulla Novorossija, essendo probabilmente l’argomento più discusso in questo momento in Russia. Oggi un cessate il fuoco si osserva tra le deboli forze della Novorossija e le forze ucraine. Un cessate il fuoco ripetutamente violato a Donetsk e altri luoghi, che continuano ad essere bombardati dall’artiglieria pesante ucraina. Secondo lei quali sono le prospettive nel prossimo futuro? La ripresa dei combattimenti su larga scala, o il fragile cessate il fuoco che vediamo oggi sarà ancora attuale?
Igor Korotchenko: Vi sono molti rischi che l’attuale cessate il fuoco avvii una nuova guerra. L’Ucraina continua le sue provocazioni. Le città del Donbas continuano ad essere bombardate dai militari ucraini. Senza contare che alcuni battaglioni al comando di Kiev semplicemente non rispettano tale cessate il fuoco. In tali condizioni ed oggettivamente, il rischio di una nuova guerra è grave. Soprattutto dopo l’elezione della Rada ucraina, dove molti seggi saranno occupati da locali signori della guerra che hanno combattuto nel Donbas, e ci sarà generalmente una maggiore radicalizzazione delle posizioni di Kiev. Inoltre, una forte pressione potrà essere esercitata su Poroshenko affinché, in un modo o nell’altro, i combattimenti siano ripresi dagli ucraini.

VdR: Se ciò dovesse accadere, come vede gli eventi sapendo che è molto difficile prevederli. Tuttavia, cosa pensa delle azioni delle forze armate della Novorossia? E cosa dovrà fare la Russia da parte sua?
Igor Korotchenko: Politicamente la Russia sosterrà la resistenza. Ovviamente non possiamo ignorare le atrocità e i massacri commessi contro il popolo della Novorossija, nostri compatrioti russi. Più in generale direi che l’Ucraina come Stato unitario vive gli ultimi giorni. Già è un Paese completamente diviso. Il modo ottimale sarebbe creare il piano complessivo della Novorossija, unificando le regioni del Sud-Est dove i sentimenti filo-russi sono prevalenti. Una Novorossija da Odessa al Donbas, creando un collegamento con la Repubblica moldava del Dnestr. L’Ucraina di Kiev perderà l’accesso al mare e sotto il profilo economico e industriale le regioni più sviluppate. Ciò richiama in qualche modo la situazione delle due Germanie. Qui avremo a che fare con due Ucraine, occidentale e Orientale. Ciò risponderà in modo ottimale all’equilibrio di potere che vediamo ora. É una realtà geopolitica oggettiva. Ripeto ancora una volta, oggi non esiste più un’Ucraina unita e unitaria, che vive i suoi ultimi giorni. Non ci sarà mai più.

VdR: E la Novorossia allargata sarà a medio o lungo termine?
Igor Korotchenko: difficile parlare di tempo in questa situazione. Dobbiamo aspettare e vedere cosa accadrà in Ucraina, soprattutto quest’inverno. Una grave crisi incombe. E qual è la via d’uscita da tale crisi? Una soluzione potrebbe essere creare una grande Novorossija. Altre opzioni sono possibili. Aspettiamo e poi vediamo come vanno le cose, soprattutto perché non rimane molto da aspettare.

VdR: Passiamo alla Siria. Ancora una volta preoccupa molti osservatori. La cosiddetta coalizione agli ordini degli Stati Uniti oggi bombarda parte del territorio siriano, il tutto senza il consenso del legittimo governo della Siria e senza l’approvazione delle Nazioni Unite. In realtà, la coalizione ha bombardato i suoi ex-alleati. Ma soprattutto c’è il serio rischio che tale cosiddetta coalizione cominci a bombardare le posizioni dell’Esercito arabo siriano. Secondo voi, questo rischio è realmente grave? Un tale scenario è realistico?
Igor Korotchenko: Sì, assolutamente. Cominciando dal bombardamento del cosiddetto Stato islamico si può passare assai rapidamente al bombardamento di Damasco. Gli Stati Uniti non hanno escluso l’obiettivo di rovesciare Bashar al-Assad. Riguardo la recente attivazione dello SI, è il risultato diretto dei fallimentari calcoli della politica estera degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno armato, addestrato, finanziato e fatto affidamento sui terroristi per rovesciare il leader siriano. Ma il cosiddetto Stato islamico, vedendo la lotta accanita delle forze governative siriane, ha optato per una tattica diversa. Le sue truppe si sono spostate dalla Siria all’Iraq attaccando e respingendo le forze governative di Baghdad. E oggi bombardando il loro ex-alleato gli Stati Uniti cercano di far rientrare nella bottiglia il genio che hanno tirato fuori. Ci sono poche probabilità che ci riescano. Sul fatto che cosiddetta operazione avvenga senza l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, è ovviamente assai negativo. Soprattutto è il governo siriano che deve prima dare il permesso per spazzare via gli islamisti dal suo territorio. Il territorio della Repubblica araba siriana. Poi deve seguire la decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite con un mandato chiaro e obiettivi definiti, in modo che gli USA non possano interpretare il mandato come credono e agire da gendarme del mondo.

VdR: Se un tale scenario caotico dovesse accadere, quali dovrebbero essere le azioni dei Paesi e movimenti da sempre contrari a tale scenario, come Russia, Cina, Iran e movimento libanese Hezbollah?
Igor Korotchenko: Nel nostro caso agiremo politicamente. Questo è ciò che facciamo già ricordando sempre che nessuna azione può essere intrapresa senza l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La stessa posizione è stata adottata dalla Cina. Quindi politicamente agiamo così, oggi. Riguardo l’Iran e le azioni che potrebbe intraprendere, penso che contribuirà direttamente ed amplierà il proprio intervento tecnico-militare in favore di Damasco, nel caso di un tale scenario. E sarà a mio parere una decisione sovrana e corretta di Teheran. Per gli interessi nazionali dell’Iran. Un possibile rovesciamento del Presidente Bashar al-Assad sarebbe un duro colpo per le posizioni dell’Iran nella regione. E infatti l’Iran ha la possibilità di coordinarsi con il movimento in questione, al fine di riconfigurare la situazione a scapito degli Stati Uniti e dei loro alleati.

VdR: Altro tema popolare di questi giorni è la consegna o meno dalla Francia alla Russia delle navi portaelicotteri Mistral. Vediamo molta manipolazione e anche ricatto. La Francia è sotto grande pressione esterna, soprattutto da Stati Uniti e NATO, a cui cede dopo diversi anni. Ora vengono imposte “condizioni” sulla consegna sebbene ne guadagni di più la Francia che non la Russia in tale vicenda. Tuttavia, da grande esperto militare, cosa ne pensa?
Igor Korotchenko: la Russia ha adottato una posizione molto tranquilla sull’argomento. Il contratto è firmato, il denaro versato. Il contratto deve quindi essere adempiuto. Se Parigi e l’Eliseo annullano la transazione, la Francia dovrà rimborsare tutto ciò che ha ricevuto di contratto e pagare una grossa penalità. Quanto a noi, abbiamo reagito con calma, senza eccessi.

VdR: la Francia sarebbe perdente in tale vicenda, in caso di mancata consegna? Abbiamo davvero bisogno di queste Mistral?
Igor Korotchenko: In primo luogo, per la Francia sarà un durissimo colpo alla propria immagine e reputazione di Paese rifornitore. D’altra parte, le Mistral che saranno costruite in Russia sono appositamente studiate per le esigenze e le specifiche russe, che non sono le stesse della Francia che utilizza le Mistral per svolgere missioni in Africa. Le Mistral per la Russia non hanno ponte e hangar delle stesse dimensioni… Primo perché gli hangar sono progettati per gli elicotteri russi Ka-52. Anche la funzione rompighiaccio è adatta alle nostre esigenze. I nostri sistemi sono integrati. Parigi avrà difficoltà a vendere tali navi ad altri che non la Russia. Un altro punto importante è che il rifiuto di eseguire il contratto porterà alla crisi della cantieristica francese. I sindacati hanno già detto apertamente che non accetteranno la risoluzione del contratto. Il presidente francese Hollande, che anche senza tale storia ha perso e continua a perdere sostegno politico, potrebbe divenire il politico che ha apertamente tradito gli interessi nazionali della Francia. Gli elettori francesi non lo perdoneranno. Inoltre non perdoneranno le forze politiche a lui associate. Pertanto, l’eventuale rifiuto di adempiere al contratto farà perdere alla Francia più di quanto ne raccolga. Quanto alla Russia, si concentrerà sui propri mezzi. Non sarà una tragedia.

VdR: L’ultimo tema che volevo discutere con voi è l’Africa, un continente che mi è caro. Questo continente attende il nostro ritorno. Da qualche tempo la Russia ha espresso il desiderio di tornarvi. Oggi ne vediamo i primi risultati. La cooperazione russo-africana è fortemente legata tra l’altro alla collaborazione tecnico-militare, così come ad altri settori dell’economia e del commercio. Pensa che le condizioni siano mature per un ritorno della Russia in Africa e al rafforzamento del partenariato Africa-Russia?
Igor Korotchenko: E’ vero ed è un peccato che in 20 anni abbiamo guardato l’Africa come un continente di poco o nessun interesse. In particolare, le nostre posizioni sono state occupate dagli Stati Uniti. La Cina ha anche una molto forte presenza. Oggi in realtà torniamo. Se parliamo degli armamenti, abbiamo firmato una nuova serie di contratti con l’Egitto, così modernizzeremo e perfezioneremo la difesa aerea egiziana. Vi sono inoltre nuovi contratti con l’Angola per la consegna di blindati e caccia Sukhoj Su-30. Molti Paesi africani acquistano armi russe, soprattutto l’Algeria. L’Uganda ha recentemente firmato un contratto molto importante, anche per aerei da caccia Su-30. Inoltre promuoviamo attivamente i nostri elicotteri. Sono stato di recente nella Repubblica Sudafricana, dove nei pressi di Pretoria si è tenuta una grande mostra di armamenti. La Russia era rappresentata dalle nostre maggiori aziende: Almaz-Antej, Visokotochne Kompleksij, Vertoletij Rossij (“Elicotteri Russi”), Rosoboronexport. Nel complesso tutti sanno che oggi si deve lavorare attivamente con l’Africa. Ma sottolineo ancora una volta che dovremmo lavorare in condizioni di estrema concorrenza. La Cina è molto attiva, come gli Stati Uniti ed altri attori. Il nostro valore aggiunto è poter dare garanzie che i Paesi occidentali non possono. Garanzie politiche, a conferma che la cooperazione continuerà a dispetto di qualsiasi potenziale forza maggiore. Mentre gli Stati Uniti usano l’embargo quando e dove vogliono, rifiutando anche i servizi al cliente o la fornitura di parti di ricambio. L’armamento moderno opera per molto tempo: 20 anni e più. Così il Paese acquirente, con la scelta di questo o quel sistema d’arma, si aspetta che lo Stato fornitore garantisca gli obblighi per tutto il ciclo di vita delle armi in questione. La Russia ha una buona immagine su questo aspetto, di partner affidabile e prevedibile. Inoltre la Russia rafforzerà le sue posizioni e sarà libera politicamente, anche in caso di sanzioni che appaiono paradossali, ma il numero di Paesi disposti a comprare armi russe potrà solo crescere. Questo già si vede oggi. Una posizione forte e indipendente assieme alle ottime caratteristiche dei nostri sistemi di difesa, attraenti per tutti gli acquirenti stranieri, compresa l’Africa.

VdR: Ultima domanda. Secondo lei possiamo rafforzare i nostri legami con i Paesi africani che intendono collaborare al massimo livello con la Russia, mentre sono sotto la forte pressione dei loro ex-colonizzatori occidentali e degli Stati Uniti? Mi riferisco segnatamente ai Paesi africani francofoni.
Igor Korotchenko: Certo. Prendiamo l’esempio del Mali che compra le nostre armi. Soprattutto su alcune posizioni non c’è alternativa. Dobbiamo necessariamente rafforzare le nostre posizioni in tali Paesi. Ma devo sottolineare un punto importante che, oltre alla cooperazione tecnico-militare, il nostro business globale deve anche essere molto più attivo nel continente africano. Si guardi come sono attive le aziende cinesi che operano in Africa, in tutti i settori economici del continente. Noi abbiamo interesse a partecipare ai progetti minerari e d’estrazione delle risorse naturali. Il nostro capitale, i nostri investimenti, le nostre armi dovrebbero completarsi a vicenda. Nel mondo di oggi le imprese e la vendita di armi si accompagnano, perché possono promuovere gli interessi strategici del Paese. Senza dubbio, dobbiamo guardare all’Africa dritto negli occhi, essendo stata sottovalutata da tempo come partner. Ecco perché dobbiamo assolutamente ampliare la nostra partnership.

VdR: Grazie di tutto.

166043Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La sorpresa di Putin

Konstantin Dushenov, PravdaVoice of Sevastopol, 5/10/2014
Konstantin Dushenov nel 1977-1987 ha prestato servizio nella Flotta del Nord della Marina sovietica, a bordo dei sottomarini nucleari Projekt 671RTM e 667A come comandante addetto al gruppo missili e siluri.

12870_originalimage_IMGP5259I nuovi missili da crociera navali russi neutralizzano la potenza militare statunitense nella grande regione geopolitica da Varsavia a Kabul, da Roma a Baghdad. Il presidente Barack Obama, parlando alla 69.ma sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha definito le azioni della Russia principale minaccia per il mondo, più grave del terrorismo internazionale e del fondamentalismo islamico. I suoi attacchi contro la Federazione russa sono nevrotici e fallaci. Cosa disturba il presidente del Paese più forte del mondo? Uno dei motivi potrebbe essere il dispiegamento dei nuovi missili da crociera navali russi che Putin ha annunciato nell’ultima riunione a Novorossijsk, neutralizzando la potenza e la superiorità militare di Washington nella grande regione geopolitica tra Varsavia e Kabul, Roma e Baghdad. Ma andiamo con ordine.
Il 10 settembre le agenzie di stampa russe riferirono che il Presidente Putin guida personalmente la Commissione militar-industriale finora guidata dal governo, ordinando di preparare la nuova versione della dottrina militare della Russia entro dicembre 2014. Il Presidente ha proposto di discutere in dettaglio quali sistemi d’arma dovrebbero essere sviluppati, in modo da rispondere adeguatamente alle nuove minacce. Putin aveva indicato le munizioni di precisione come promettente direzione nello sviluppo del complesso industrial-militare, sottolineando che lo sviluppo di tutte le componenti di tali armi sarà necessario nei prossimi anni. Inoltre, il capo dello Stato ha detto che è necessario creare modelli unificati di armi e attrezzature militari, sottolineando che la Marina russa deve sviluppare nuove navi con sistemi di armamento, controllo e comunicazione globale. Il capo dello Stato è giustificato dal fatto che la Russia deve rispondere alle nuove minacce alla sicurezza: gli Stati Uniti continuano la costruzione del sistema di difesa missilistico ignorando i tentativi di negoziato della Russia. Inoltre, parti di tale sistema sono sempre schierate in Europa e Alaska, vicino ai nostri confini, ha detto. Inoltre, gli Stati Uniti sviluppano la dottrina dell’attacco preventivo globale, ha aggiunto il presidente. Ci sono altre cose realmente interessanti, ha detto Putin accennando ad altre sorprese spiacevoli per i partner occidentali, concludendo con sarcasmo che tali suggerimenti sono importanti per salvarli dalla futura isteria. Innanzitutto, solo pochi hanno dato la dovuta attenzione alle strane parole sull’isteria. La maggior parte degli analisti e politologi, interpreti e commentatori, ha preso le parole di Putin come mero discorso figurato, solita retorica volta a dimostrare all’occidente, guidato da Washington, la determinazione del nostro Presidente a difendere gli interessi nazionali russi. Solo pochi esperti hanno preso sul serio le sue parole su sorpresa e isteria. Ma mentre questi pochi si chiedono quali sorprese lo Zio Vova prepari per loro Zio Sam, la situazione ha cominciato a chiarirsi.
02.jpg46a3da45-80e1-47b0-a055-79fa940f2a8dLarge Il 23 settembre Putin giunse a Novorossijsk per un incontro sullo sviluppo del porto. Nel corso della riunione, l’Ammiraglio Vitko riferiva sullo stato di avanzamento della costruzione della base della Flotta del Mar Nero di Novorossijsk. In particolare, l’ammiraglio disse: i sottomarini basati a Novorossijsk, dotati di missili da crociera a lungo raggio e furtività, hanno un vantaggio qui superiore rispetto a Sebastopoli. Quando il presidente ha chiesto della gittata di questi missili, il comandante della Flotta del Mar Nero ha detto: oltre 1500 km. La base può ospitare otto sottomarini, ma per ora abbiamo intenzione di averne sette. Alla fine del 2016 sarà completata. Tutti le reti TV illustrarono la riunione e tutte le agenzie del Paese ne hanno scritto. E allora? Un lettore medio potrebbe chiedersi. Per capire la portata di questa “sorpresa”, prima di tutto è necessario dire qualche parola sui sottomarini che presto saranno dislocati nella base navale di Novorossijsk. Secondo i media i sottomarini sono del tipo Projekt 636.3, una versione profondamente modernizzata dei Varshavjanka, terza generazione dei grandi sottomarini diesel-elettrici della Marina sovietica. La prima generazione erano i Projekt 641 chiamati “Ferraglia”, la seconda, i Projekt 641B, fu chiamata “Gomma” per lo scafo leggero elastico. Nel 1983 la terza generazione di questi sottomarini, Projekt 877, fu completata e soprannominata Varshavjanka per l’intento di fornire i sottomarini non solo alla Marina sovietica, ma anche alle flotte dei nostri alleati del Patto di Varsavia. L’attuale versione modernizzata di questo sottomarino porta il nome di Projekt 636. Originariamente il Varshavjanka non era attrezzato per trasportare missili. Lo sviluppo dei missili da crociera adattati ai Varshavjanka iniziò solo nel 1983, quando i sottomarini del Projekt 877 furono inclusi nelle forze da combattimento della Marina sovietica e la prima dimostrazione di questi missili da crociera si svolse un decennio più tardi, nel 1993. In un primo momento, il missile da crociera Birjuza (SS-NX-27) e poi il Kalibr (3M-54 Klub) furono progettati per il Projekt 877. La portata massima di questi missili è inferiore a 300 km, secondo fonti aperte.
Fin dall’avvio, il Projekt 877 Varshavjanka è il più grande e potente sottomarino non nucleare nel mondo, e quindi il solo sottomarino non nucleare al mondo dotato di missili. I missili inclusi tra le sue munizioni sono i primi modelli di missili da crociera lanciati da tubi lanciasiluri del diametro di 533 millimetri della nostra Marina. In precedenza, solo missili balistici venivano lanciati da tali tubi lanciasiluri: 81R, 83R, 84R e varianti. Utilizzarono testate nucleari dalla metà degli anni ’70, e la combinazione missile-siluro dalla metà degli anni ’80. La loro gittata non superava i 50 km. Ed ora il comandante della Flotta del Mar Nero riferisce al Presidente della Russia che questi sottomarini saranno armati con missili da crociera che potranno colpire bersagli distanti oltre mille miglia!
Se tutto ciò è vero (e come potrebbe mentire l’ammiraglio al comandante in capo) e i responsabili degli armamenti russi sono riusciti ad inserire in un tubo lanciasiluri da 533 millimetri un missile da crociera con una gittata di 1500 km, si tratta di un vero passo avanti e di un risultato eccezionale della difesa nazionale. Inoltre, ciò significa il completo fallimento della strategia militare statunitense e il cambio qualitativo nell’equilibrio di potere a favore della Russia. Ora, ogni nave da guerra della Marina russa, non solo un sottomarino ma anche una nave di superficie, potrà divenire un vettore di missili strategici. Perché strategici? Perché dotare tali straordinari sistemi missilistici con testate nucleari è solo questione di tempo e di volontà politica del Cremlino. Le navi di superficie richiedono una spiegazione. Se questi nuovi missili a lungo raggio non superano le dimensioni del sistema missilistico Kalibr, difatti installato sul Varshavjanka, allora saranno nel munizionamento di qualsiasi nave attualmente dotata dei Kalibr. Il fatto è che il Kalibr è facile da installare su qualsiasi nave della Marina russa, dalle motomissilistiche agli incrociatori. L’unico problema è il numero dei missili che dipende dal tonnellaggio della nave. Finora si credeva che le caratteristiche del Kalibr non consentissero l’uso di questi missili contro qualsiasi nave o bersaglio a terra oltre i 300 km. Ora, attenzione per favore, abbiamo un’altra sorpresa.
292307cbed46c3c7ce78aa2b2ebefc5d Il 29 settembre 2014 i media riferirono del vertice sul Caspio cui hanno partecipato i capi dei cinque Stati rivieraschi: Russia, Iran, Kazakistan, Turkmenistan e Azerbaijan. I partecipanti al vertice concordarono una dichiarazione politica che esprime, per la prima volta, l’accordo unanime sul futuro status del Mar Caspio. Vladimir Putin commentava l’evento: “la cosa più importante che abbiamo concordato per la prima volta, è una relazione riguardante i principi fondamentali della cooperazione politica delle cinque controparti nel Mar Caspio. Gli accordi riflettono interessi a lungo termine di tutti”. Disse anche che la cooperazione tra i cinque Stati del Caspio rafforzerà la sicurezza regionale. I cinque hanno deciso che la presenza di forze armate straniere nella regione non sarà accettabile. Così, per i media, le nove corvette missilistiche Projekt 21631 Bujan-M delle unità da combattimento della Flotta russa del Mar Caspio diventano particolarmente interessanti. Queste navi agili, equipaggiate con motori a reazione e dal dislocamento di 950 tonnellate, possono anche essere basate sul fiume Volga, se necessario. Sono progettate specificamente come navi fluviali-marittime ma soprattutto, nonostante le loro piccole dimensioni, sono dotate del sistema missilistico Kalibr, con otto missili nel lanciatore verticale. Tre navi sono già in servizio, e il resto arriverà nella flotta da combattimento entro il 2018. Supponendo che saranno armati con missili convenzionali dalla gittata di 300 km, non è chiaro contro cui la Russia ha intenzione di utilizzarle sul Mar Caspio. Uno di questi missili può affondare un cacciatorpediniere, ma nessuno dei Paesi del Mar Caspio ha navi di questa classe. I missili convenzionali possono solo distruggere bersagli a terra sul territorio di Azerbaigian, Turkmenistan, Kazakistan e Iran, assolutamente inutile oggi. Ma se assumiamo che il Bujan-M sarà equipaggiato con i nuovi missili a lungo raggio, come i Varashvjanka di Novorossijsk, tutto appare chiaro. Il trattato Intermediate-Range Nuclear Forces firmato da Mosca e Washington nel lontano 1987 vieta ancora alla Russia di schierare missili a terra dalla gittata superiore ai 500 km. Ma tale divieto non riguarda missili superficie-superficie navali. Ciò significa che i nove Bujan armati con la nuova super-arma potranno distruggere 72 bersagli a una distanza di oltre 1500 km con un lancio solo. Date le dimensioni del Caspio, diventata la base delle corvette Bujan, è facile capire che copriranno la grande regione dell’Eurasia. E se si aggiungono i missili che verranno installati sui Varshavjanka nel Mar Nero, copriranno uno spazio enorme. Varsavia e Roma, Baghdad e Kabul, le basi della Sesta Flotta degli Stati Uniti nel Mediterraneo e i suoi gruppi navali d’attacco, Israele e la maggior parte delle coste meridionale del Mediterraneo, saranno sotto il tiro dei nuovi missili russi. Tutto ciò assieme al fatto che gli Stati Uniti non possono dispiegare forze per contrastare questa nuova inaspettata “minaccia russa” dal Mar Nero e dal Caspio. La Convenzione di Montreux del 1936 l’impedisce nel Mar Nero e i leader del Caspio hanno appena annunciato tolleranza zero verso una presenza militare straniera nella regione. Nient’altro da dire, Putin ha preparato una bella sorpresa per i nostri “partner statunitensi”. Dipartimento di Stato e Pentagono avranno di che pensare nel tempo libero.

HVhDuPS: un’altra cosa: qualcosa mi dice che non è l’ultima…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché l’Ucraina non si riprenderà mai la Crimea

Saker Russia InsiderVineyard Saker

z15530994Q,Mapa_KrymuIl ministro della Difesa ucraino Valerij Geletej difficilmente è una persona credibile. Non solo recentemente ha detto che la Russia aveva minacciato l’Ucraina di attacchi nucleari, ma ha anche detto a un giornalista ucraino che la Russia aveva già compiuto due attacchi nucleari tattici sulla città di Lugansk (chiaramente per spiegare la ritirata delle forze ucraine da lì). La junta poi ha negato la storia e incolpato il giornalista che per primo l’ha resa pubblica. Nonostante tali buffonate, Geletej ha comunque catturato l’attenzione del mondo quando ha promesso alla Rada che l’Ucraina avrebbe ripreso la Crimea ed organizzato la parata della vittoria a Sebastopoli. La Rada (il parlamento ucraino) ha salutato la promessa con una standing ovation. La verità è che non accadrà mai. Ecco perché:
Entro il 2020 la Russia avrà completato il seguente piano di difesa:
•86,7 miliardi di rubli saranno spesi per modernizzare la Flotta del Mar Nero. I piani di modernizzazione comprendono il dispiegamento delle ultra-moderne fregate Projekt 11.356 e degli avanzati sottomarini d’attacco diesel-elettrici Projekt 636.3.
• Un gruppo distaccato dell’esercito, come a Kaliningrad, sarà formato e verrà creata una base per bombardieri. La componente delle forze terrestri comprende una brigata d’assalto aerea, una brigata Spetsnaz, una brigata di fanteria di marina e una brigata di fucilieri motorizzati. In precedenza, altre fonti hanno parlato di uno o due brigate aeroportate, due o tre brigate di fucilieri motorizzati e una brigata carri.
• L’aeronautica russa prevede d’implementare in Crimea i bombardieri Tupolev Tu-22M3 Backfire, che potranno difenderla non solo da qualsiasi minaccia navale, ma anche distruggere le componenti chiave del sistema antimissili balistici USA/NATO ora schierato in Europa meridionale.
• Infine, la Crimea sarà difesa da missili della difesa costiera, sistemi di difesa aerea e missili da crociera antinave.
In altre parole, la Crimea diventerà una formidabile piazzaforte, una portaerei inaffondabile se si vuole, posizione ideale per la proiezione di potenza delle forze militari russe su Europa meridionale, Balcani, Mediterraneo, Medio Oriente, Caucaso e Asia centrale. Nessuna meraviglia che USA/NATO ci siano rimasti così male.
Parlando di Stati Uniti e NATO, molto è detto sulla presenza di navi dell’US Navy nel Mar Nero. In realtà, l’US Navy non costituisce una minaccia per la Russia, almeno non nel Mar Nero. Il Mar Nero è un mare piccolo, almeno per gli standard dell’US Navy, dove una sua nave, sott’acqua o in superficie, sarà bersaglio delle forze russe, in particolare degli attacchi missilistici. L’US Navy sa che tali suoi vascelli fanno nel Mar Nero ciò che si chiama “mostrare bandiera”. Questo non ha nulla a che fare con minacciare la Russia o la Crimea. Se gli Stati Uniti davvero volessero minacciare la Russia, l’ultima cosa che l’US Navy farebbe è entrare nel Mar Nero. L’US Navy è un marina oceanica, una “blue water navy” che combatte a lunga distanza e non sui mari litoranei delle “acque verdi”, tanto meno nelle “acque marroni” dei mari costieri. Infine, la storia ha dimostrato che la Crimea è ideale per la difesa ed assai difficile da occupare. Via terra, la Crimea è accessibile solo da poche strade aperte e indifese a nord. Secoli di guerra l’hanno trasformata in una groviera di strutture come gallerie, bunker e fortificazioni sotterranee.
Ultimo ma non meno importante, la Crimea è ormai già completamente integrata nel Distretto Militare meridionale dell’esercito russo (con base a Rostov sul Don) e come tale avrà il pieno sostegno di tutte le forze armate russe.

tu-22m3-backfire64f3f612de72f1ce8f1df964283ca6953d12ebe50428Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La NATO vede la Russia come avversaria

M K Bhadrakumar 7 Settembre 2014putin-against-obama-stupid-bingo-4L’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico fa in modo che la parola “continua” non sia la stessa di “permanente”. Il vertice NATO in Galles s’è appena fermata dall’inviare truppe permanenti presso le frontiere della Russia, violando l’atto istitutivo del 1997 dell’alleanza con la Russia. Così una forza di 4000 uomini, “punta di lancia” appena creata, dovrebbe solo “continuare” la presenza militare. La forza potrebbe, comunque, oltrepassare in poche ore il confine della Russia. La NATO afferma che si tratta di una forza deterrente ma, probabilmente è almeno un limitato rafforzamento della NATO lungo la divisione Est-Ovest, avvicinandosi per diverse centinaia di chilometri a Mosca dalla Guerra Fredda, quando il Patto di Varsavia copriva il vasto spazio fino al muro di Berlino. È vero, il vertice non ha discusso l’adesione alla NATO dell’Ucraina; né ha accettato di fornirle armi. Ma il presidente statunitense Barack Obama ha sollecitato l’alleanza ad intraprendere un piano a lungo termine per ricostruire l’esercito ucraino, nonché aggiungere nuovi membri. (Il testo della dichiarazione del vertice in Galles è qui.)
La Russia non può non interrogarsi sulla tabella di marcia della NATO, che dovrebbe ricordarle l’apertura di basi permanenti presso il confine e quanto l’alleanza si propone di avvicinarsi ulteriormente a Ucraina e Georgia, di fatto trascinando questi Paesi sotto le sue ali senza, forse, farne dei membri. Mosca ha preso atto che, come ha detto una dichiarazione del ministero degli Esteri di Mosca, “Il vertice ha adottato la linea espansionista della NATO verso est e ne rafforzerà la presenza in prossimità delle frontiere della Russia“, aggiungendo che tali piani sono “nutriti da molto tempo e la crisi ucraina è semplicemente un pretesto per iniziarne l’attuazione“. La dichiarazione avvertiva espressamente che l’interferenza della NATO in Ucraina porterà all’escalation delle tensioni in Ucraina e al sabotaggio della via alla pace e, più sinistramente, “ad approfondire la spaccatura nella società ucraina“.
La linea di fondo è che il vertice NATO in Galles ha formalizzato lo status di avversario della Russia. L’ambito della sicurezza in Europa è cambiata in modo fenomenale, ed è inevitabile che ci siano conseguenze strategiche. Sarebbe una coincidenza, o meno, che sei navi della Flotta del Nord della Russia si siano dirette verso le isole della Nuova Siberia, nell’Artico, per ricostruirvi la base navale sovietica abbandonata nel 1993.

mapTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Mosca: i grandi progetti per la Crimea

Valentin Vasilescu, Reseau International 24 giugno 2014
crimea-map-sPochi giorni dopo l’adesione della Crimea alla Russia, Vladimir Putin ha annunciato di aver approvato un investimento di 3 miliardi di dollari per la ripresa economica della Crimea che ha un potenziale enorme. Questo annuncio è stato fatto durante la riunione della Commissione presidenziale sul monitoraggio dello sviluppo socio-economico della Federazione russa, dove s’è deciso di raddoppiare il numero di posti di lavoro in Crimea, compresi nei cantieri navali di Kerch e Theodosia, specializzati nelle costruzioni navali artiche e di navi di guerra per la Flotta russa del Mar Nero. Putin ha ordinato alla società statale Sovcomflot il trasferimento tecnologico dai Cantieri Baltiskij della società Zaliv a Kerch per la costruzione di 30 nuove petroliere (in aggiunta alle 101 oggi attive), di 14 navi-cisterne GPL (oltre alle 6 attualmente operanti) e di navi portacontainer a propulsione nucleare, tutte destinate per il Mar Glaciale Artico. Il beneficiario del progetto, la Gazprom, le finanzia. Le navi saranno utilizzate per rifornire di petrolio la Cina dal Mare della Siberia orientale e dallo Stretto di Bering, nell’ambito del recente megacontratto da 400 miliardi di dollari. La catastrofe della centrale nucleare di Fukushima e il contratto con la Cina hanno convinto il parlamento giapponese a rifornire il proprio Paese di 20 miliardi di metri cubi annuali di gas russo, tratti dalla quota precedentemente destinata all’Europa. Il governo giapponese ha approvato il finanziamento di un gasdotto sottomarino di 1350 km che colleghi l’isola giapponese di Hokkaido all’isola di Sakhalin, per un investimento di 6 miliardi di dollari. Fino a quando l’oleodotto non sarà  pronto, Gazprom s’impegna a rifornire via mare il Giappone di gas liquefatto. Attualmente, la Russia è l’unico Paese ad avere una flotta di rompighiaccio nucleari nella regione artica (costruiti dal 1985), che mantengono le rotte di navigazione permanentemente aperte al trasporto di petrolio.  Putin risponde così alle pretese dei media occidentali sugli scaffali vuoti nei negozi della Crimea e sulla Russia senza i soldi per pagare pensioni e stipendi degli abitanti di Crimea.
15_sevmorpyt_big__1_La città di Kerch si trova nell’omonimo stretto largo 4,5 km che separa due mari: il Mar Nero e il Mar d’Azov. Il Cantiere No. 532 di Kerch è meglio conosciuto per la costruzione, nel 1984-1991, di 8 fregate classe Krivak da 3300 tonnellate, tra cui la nave ammiraglia della Marina ucraina, Hetman Sagajdachnij. Inoltre, in questo sito fu costruita nel 1975 la prima di 8 navi-cisterna classe Crimea, lunghe 295 m e con una stazza di 150000 t. La prima fu consegnata al Vietnam con il nome Chi Linh. Ma pochi sanno che nel 1988 il cantiere Zaliv completò la costruzione di uno dei quattro rompighiaccio portacontainer a propulsione nucleare sovietici, appositamente costruiti per operare nella regione artica. La nave di 61880 t, la Sevmorput, è dotata di un reattore nucleare da 135 MW. Secondo il programma presentato dal Presidente Putin, il cantiere Kerch dovrà iniziare la costruzione di due navi a propulsione nucleare classe Sevmorput. In seguito, il Viceprimo Ministro Rogozin, responsabile dell’industria della Difesa della Russia, ha detto che il cantiere Mare di Teodosia è in cima alla lista di 23 aziende della Crimea destinate ad armare la Flotta nel Mar Nero. Il governo federale russo ha stabilito che lo sviluppo del progetto sarà completato entro il 1° luglio 2014. Teodosia è un comune di 80000 abitanti situato nella parte orientale della penisola di Crimea. È noto ai turisti per la sua famosa spiaggia dorata lunga 15 km, e anche per i quadri marini del famoso Ivan Ajvazovskij che visse e lavorò in questa città. Nell’epoca sovietica, tutti sentirono parlare di Teodosia per via del suo Cantiere Mare, che dal 1959 è specializzata nella produzione di hovercraft passeggeri ad alta velocità. Furono costruiti più di 1000 navi di questo tipo, principalmente per l’esportazione, come le Raketa, Kometa e Voskhod-2 che possono trasportare 58-118 passeggeri ad una velocità di 60-80 km/h. Nel 1983-1989, il cantiere Mare di Teodosia ricevette l’ordine per la costruzione di 16 motosiluranti veloci (70-80 km/h) classe Muravej per il Mar Nero. Le realizzazioni più importanti furono gli hovercraft classe Zubr (Progetto 1232.2). In origine  progettati e costruiti nel cantiere dai sovietici. Le navi Zubr sono dotate di cinque turboelica Kuznetsov NK-12, le più potenti del mondo, del bombardiere Tu-95. Le Zubr possono trasportare 150 tonnellate di materiale (3 carri armati T-90 o 8 blindati cingolati o 10 APC, o ancora 360 soldati della fanteria di marina equipaggiati). La Flotta del Mar Nero avrà bisogno di 4-6 nuovi Zubr quando riceverà le prime portaelicotteri Mistral, che possono trasportare 16 elicotteri d’assalto Mi-8 Amtsh Terminator e un battaglione di carri armati T-90 o due battaglioni di fanteria dotati di APC.
Dopo 23 anni, la Russia ha ripreso ad ordinare hovercraft ad alta velocità per usi militari e commerciali presso il cantiere Mare di Teodosia. Le prime quattro navi passeggeri ad alta velocità ordinate a Teodosia navigheranno sul Volga, sulla tratta Kujbishev-Uljanov-Kazan-Gorkij. Vengono invitati ad aderire al programma russo in Crimea gli esperti ucraini nella progettazione navale dei tre cantieri Nikolaev (Oceanico, 445 e 444) che costruirono durante l’era sovietica 2 portaelicotteri e 7 portaerei per l’URSS (Kiev, Minsk, Novorossijsk, Baku, Admiral Kuznetsov, Varjag e Uljanovsk).  Una delegazione guidata dal Viceprimo Ministro russo Dmitrij Rogozin ha visitato Nikolaev per fare proposte in questa direzione. L’offerta è ancora più interessante per il fatto che dal 1° giugno il rublo è diventata la moneta ufficiale della Crimea, e stipendi e pensioni, conformati alle norme della Federazione Russa, sono quattro volte superiori a quelli ucraini.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sottomarino nucleare top-secret russo entra in servizio

Aleksandr Korolkov, RIR, 18 giugno 2014

Il Severodvinsk, della nuova classe di sottomarini nucleari multiruolo Projekt 885 Jasen, è entrato in servizio nella Marina russa il 17 giugno

10376016La costruzione del sottomarino nucleare Severodvinsk doveva rivoluzionare la flotta sottomarina sovietica, ma per via dei problemi economici negli anni ’90, il progetto fu congelato. La caratteristica fondamentale dei sottomarini classe Jasen, che restano un programma top-secret della Difesa russa, è la sua universalità, una volta irraggiungibile per i predecessori russi o esteri.

Focus sull’universalità
Il lavoro di progettazione sul Severodvinsk terminò nel 1991, segnando la nuova era nella costruzione dei sottomarini russi. Diversamente dagli Stati Uniti, dove da quando la flotta di sottomarini nucleari nacque vi fu la spinta all’uniformità, in URSS vi furono molti sottomarini costruiti sulla base di diversi progetti, difficili da unificare e le cui funzioni spesso si sovrapponevano. Tale pratica venne abbandonata quando un sottomarino di quarta generazione iniziò ad essere sviluppato nel 1977. La decisione fu presa per avere una maggiore specializzazione in combattimento, cioè il nuovo sottomarino nucleare doveva essere agile sia nel colpire bersagli subacquei che di superficie, nonché nel lanciare missili da crociera contro obiettivi terrestri; in altre parole doveva poter adempiere praticamente a tutti i compiti che attendono alla flotta sottomarina. Per raggiungere questo obiettivo, i progettisti dei sottomarini russi ricorsero a soluzioni ingegneristiche originali. Venne deciso che i sottomarini classe Jasen non avrebbero avuto la struttura a doppio scafo dei sottomarini sovietici del momento. Tuttavia, non fu un sottomarino monoscafo come i suoi equivalenti statunitensi. Due scafi garantiscono affidabilità e galleggiabilità al sottomarino, mentre un solo scafo indica silenziosità e invisibilità. Gli Jasen sono una via di mezzo, avendo la cosiddetta architettura “uno scafo e mezzo” con una leggera carena che  parzialmente copre lo scafo a pressione del sottomarino. Un’altra caratteristica tradizionale del progetto sovietico, che non fu implementato nei sottomarini classe Jasen, era la posizione dei tubi lanciasiluri a prua, laddove si trovava il potente sistema sonar Irtysh, quindi non c’era semplicemente più spazio per i siluri. Così i tubi di lancio sono stati collocati nella parte centrale del sottomarino, ad angolo rispetto alla mezzeria. Così, lo Jasen prese in prestito una soluzione costruttiva ampiamente utilizzata negli Stati Uniti.

01.jpga04aa0c2-2c21-4300-a6fb-e796863ee821LargeGranat vs Tomahawk
L’arma principale del sottomarino sarà il missile supersonico antinave 3M55 Oniks (Jakhont) con una gittata di 350 km. Il lancio multiplo di 24 di questi missili potrebbe presentare un problema serio anche per il potente sistema di difesa aerea di un gruppo portaerei statunitense. I sottomarini classe Jasen saranno equipaggiati con l’equivalente russo del missile Tomahawk statunitense, il Granat, che ha una gittata di 3000 km e, proprio come la sua controparte statunitense, può avere una testata nucleare. Inoltre, il nuovo sottomarino avrà missili 3M14 Kalibr, dalla gittata di oltre 500 km, consentendo ai sottomarini Projekt 885 di effettuare massicci attacchi di alta precisione contro obiettivi a terra. Attraverso i suoi tubi lanciasiluri, il sottomarino potrà lanciare i missili antinave 3M54 Birjuza e i missili antisottomarini 91R così come deporre mine. Per l’auto-difesa, il Severodvinsk avrà speciali dispositivi di lancio per vari sistemi d’inganno, e possibilmente un sistema di difesa attiva antisiluro capace di distruggere siluri nemici con piccoli speciali antisiluri.
Nel suo libro ‘La Guerra Fredda Sottomrina’, il famoso analista navale statunitense Norman Polmar chiude il capitolo sui più recenti progetti sottomarini nucleari statunitensi e sovietici concludendo che vi sono molte prove a sostegno della tesi che i sottomarini sovietici di quarta generazione hanno raggiunto livelli in molti aspetti pari o superiori ai loro rivali statunitensi. Gli equivalenti dei sottomarini classe Jasen degli Stati Uniti sono i sottomarini multiruolo classi Seawolf e Virginia, anche se lo Jasen è destinato ad una più vasta gamma di compiti. Ecco come l’esperto militare russo Igor Korochenko elenca i compiti del nuovo sottomarino: “Primo, seguire i sottomarini strategici missilistici classe Ohio degli USA. Inoltre, eventualmente effettuare pattugliamenti operativi nelle regioni in cui la Marina russa vuole impedire la presenza di sottomarini stranieri. Allo stesso tempo, i sottomarini classe Jasen potranno lanciare missili cruise contro obiettivi terrestri, anche nel caso di conflitti locali in regioni in cui la distribuzione di una forza di terra permanente russa sia impossibile“.

10325508Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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