Mosca: i grandi progetti per la Crimea

Valentin Vasilescu, Reseau International 24 giugno 2014
crimea-map-sPochi giorni dopo l’adesione della Crimea alla Russia, Vladimir Putin ha annunciato di aver approvato un investimento di 3 miliardi di dollari per la ripresa economica della Crimea che ha un potenziale enorme. Questo annuncio è stato fatto durante la riunione della Commissione presidenziale sul monitoraggio dello sviluppo socio-economico della Federazione russa, dove s’è deciso di raddoppiare il numero di posti di lavoro in Crimea, compresi nei cantieri navali di Kerch e Theodosia, specializzati nelle costruzioni navali artiche e di navi di guerra per la Flotta russa del Mar Nero. Putin ha ordinato alla società statale Sovcomflot il trasferimento tecnologico dai Cantieri Baltiskij della società Zaliv a Kerch per la costruzione di 30 nuove petroliere (in aggiunta alle 101 oggi attive), di 14 navi-cisterne GPL (oltre alle 6 attualmente operanti) e di navi portacontainer a propulsione nucleare, tutte destinate per il Mar Glaciale Artico. Il beneficiario del progetto, la Gazprom, le finanzia. Le navi saranno utilizzate per rifornire di petrolio la Cina dal Mare della Siberia orientale e dallo Stretto di Bering, nell’ambito del recente megacontratto da 400 miliardi di dollari. La catastrofe della centrale nucleare di Fukushima e il contratto con la Cina hanno convinto il parlamento giapponese a rifornire il proprio Paese di 20 miliardi di metri cubi annuali di gas russo, tratti dalla quota precedentemente destinata all’Europa. Il governo giapponese ha approvato il finanziamento di un gasdotto sottomarino di 1350 km che colleghi l’isola giapponese di Hokkaido all’isola di Sakhalin, per un investimento di 6 miliardi di dollari. Fino a quando l’oleodotto non sarà  pronto, Gazprom s’impegna a rifornire via mare il Giappone di gas liquefatto. Attualmente, la Russia è l’unico Paese ad avere una flotta di rompighiaccio nucleari nella regione artica (costruiti dal 1985), che mantengono le rotte di navigazione permanentemente aperte al trasporto di petrolio.  Putin risponde così alle pretese dei media occidentali sugli scaffali vuoti nei negozi della Crimea e sulla Russia senza i soldi per pagare pensioni e stipendi degli abitanti di Crimea.
15_sevmorpyt_big__1_La città di Kerch si trova nell’omonimo stretto largo 4,5 km che separa due mari: il Mar Nero e il Mar d’Azov. Il Cantiere No. 532 di Kerch è meglio conosciuto per la costruzione, nel 1984-1991, di 8 fregate classe Krivak da 3300 tonnellate, tra cui la nave ammiraglia della Marina ucraina, Hetman Sagajdachnij. Inoltre, in questo sito fu costruita nel 1975 la prima di 8 navi-cisterna classe Crimea, lunghe 295 m e con una stazza di 150000 t. La prima fu consegnata al Vietnam con il nome Chi Linh. Ma pochi sanno che nel 1988 il cantiere Zaliv completò la costruzione di uno dei quattro rompighiaccio portacontainer a propulsione nucleare sovietici, appositamente costruiti per operare nella regione artica. La nave di 61880 t, la Sevmorput, è dotata di un reattore nucleare da 135 MW. Secondo il programma presentato dal Presidente Putin, il cantiere Kerch dovrà iniziare la costruzione di due navi a propulsione nucleare classe Sevmorput. In seguito, il Viceprimo Ministro Rogozin, responsabile dell’industria della Difesa della Russia, ha detto che il cantiere Mare di Teodosia è in cima alla lista di 23 aziende della Crimea destinate ad armare la Flotta nel Mar Nero. Il governo federale russo ha stabilito che lo sviluppo del progetto sarà completato entro il 1° luglio 2014. Teodosia è un comune di 80000 abitanti situato nella parte orientale della penisola di Crimea. È noto ai turisti per la sua famosa spiaggia dorata lunga 15 km, e anche per i quadri marini del famoso Ivan Ajvazovskij che visse e lavorò in questa città. Nell’epoca sovietica, tutti sentirono parlare di Teodosia per via del suo Cantiere Mare, che dal 1959 è specializzata nella produzione di hovercraft passeggeri ad alta velocità. Furono costruiti più di 1000 navi di questo tipo, principalmente per l’esportazione, come le Raketa, Kometa e Voskhod-2 che possono trasportare 58-118 passeggeri ad una velocità di 60-80 km/h. Nel 1983-1989, il cantiere Mare di Teodosia ricevette l’ordine per la costruzione di 16 motosiluranti veloci (70-80 km/h) classe Muravej per il Mar Nero. Le realizzazioni più importanti furono gli hovercraft classe Zubr (Progetto 1232.2). In origine  progettati e costruiti nel cantiere dai sovietici. Le navi Zubr sono dotate di cinque turboelica Kuznetsov NK-12, le più potenti del mondo, del bombardiere Tu-95. Le Zubr possono trasportare 150 tonnellate di materiale (3 carri armati T-90 o 8 blindati cingolati o 10 APC, o ancora 360 soldati della fanteria di marina equipaggiati). La Flotta del Mar Nero avrà bisogno di 4-6 nuovi Zubr quando riceverà le prime portaelicotteri Mistral, che possono trasportare 16 elicotteri d’assalto Mi-8 Amtsh Terminator e un battaglione di carri armati T-90 o due battaglioni di fanteria dotati di APC.
Dopo 23 anni, la Russia ha ripreso ad ordinare hovercraft ad alta velocità per usi militari e commerciali presso il cantiere Mare di Teodosia. Le prime quattro navi passeggeri ad alta velocità ordinate a Teodosia navigheranno sul Volga, sulla tratta Kujbishev-Uljanov-Kazan-Gorkij. Vengono invitati ad aderire al programma russo in Crimea gli esperti ucraini nella progettazione navale dei tre cantieri Nikolaev (Oceanico, 445 e 444) che costruirono durante l’era sovietica 2 portaelicotteri e 7 portaerei per l’URSS (Kiev, Minsk, Novorossijsk, Baku, Admiral Kuznetsov, Varjag e Uljanovsk).  Una delegazione guidata dal Viceprimo Ministro russo Dmitrij Rogozin ha visitato Nikolaev per fare proposte in questa direzione. L’offerta è ancora più interessante per il fatto che dal 1° giugno il rublo è diventata la moneta ufficiale della Crimea, e stipendi e pensioni, conformati alle norme della Federazione Russa, sono quattro volte superiori a quelli ucraini.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il sottomarino nucleare top-secret russo entra in servizio

Aleksandr Korolkov, RIR, 18 giugno 2014

Il Severodvinsk, della nuova classe di sottomarini nucleari multiruolo Projekt 885 Jasen, è entrato in servizio nella Marina russa il 17 giugno

10376016La costruzione del sottomarino nucleare Severodvinsk doveva rivoluzionare la flotta sottomarina sovietica, ma per via dei problemi economici negli anni ’90, il progetto fu congelato. La caratteristica fondamentale dei sottomarini classe Jasen, che restano un programma top-secret della Difesa russa, è la sua universalità, una volta irraggiungibile per i predecessori russi o esteri.

Focus sull’universalità
Il lavoro di progettazione sul Severodvinsk terminò nel 1991, segnando la nuova era nella costruzione dei sottomarini russi. Diversamente dagli Stati Uniti, dove da quando la flotta di sottomarini nucleari nacque vi fu la spinta all’uniformità, in URSS vi furono molti sottomarini costruiti sulla base di diversi progetti, difficili da unificare e le cui funzioni spesso si sovrapponevano. Tale pratica venne abbandonata quando un sottomarino di quarta generazione iniziò ad essere sviluppato nel 1977. La decisione fu presa per avere una maggiore specializzazione in combattimento, cioè il nuovo sottomarino nucleare doveva essere agile sia nel colpire bersagli subacquei che di superficie, nonché nel lanciare missili da crociera contro obiettivi terrestri; in altre parole doveva poter adempiere praticamente a tutti i compiti che attendono alla flotta sottomarina. Per raggiungere questo obiettivo, i progettisti dei sottomarini russi ricorsero a soluzioni ingegneristiche originali. Venne deciso che i sottomarini classe Jasen non avrebbero avuto la struttura a doppio scafo dei sottomarini sovietici del momento. Tuttavia, non fu un sottomarino monoscafo come i suoi equivalenti statunitensi. Due scafi garantiscono affidabilità e galleggiabilità al sottomarino, mentre un solo scafo indica silenziosità e invisibilità. Gli Jasen sono una via di mezzo, avendo la cosiddetta architettura “uno scafo e mezzo” con una leggera carena che  parzialmente copre lo scafo a pressione del sottomarino. Un’altra caratteristica tradizionale del progetto sovietico, che non fu implementato nei sottomarini classe Jasen, era la posizione dei tubi lanciasiluri a prua, laddove si trovava il potente sistema sonar Irtysh, quindi non c’era semplicemente più spazio per i siluri. Così i tubi di lancio sono stati collocati nella parte centrale del sottomarino, ad angolo rispetto alla mezzeria. Così, lo Jasen prese in prestito una soluzione costruttiva ampiamente utilizzata negli Stati Uniti.

01.jpga04aa0c2-2c21-4300-a6fb-e796863ee821LargeGranat vs Tomahawk
L’arma principale del sottomarino sarà il missile supersonico antinave 3M55 Oniks (Jakhont) con una gittata di 350 km. Il lancio multiplo di 24 di questi missili potrebbe presentare un problema serio anche per il potente sistema di difesa aerea di un gruppo portaerei statunitense. I sottomarini classe Jasen saranno equipaggiati con l’equivalente russo del missile Tomahawk statunitense, il Granat, che ha una gittata di 3000 km e, proprio come la sua controparte statunitense, può avere una testata nucleare. Inoltre, il nuovo sottomarino avrà missili 3M14 Kalibr, dalla gittata di oltre 500 km, consentendo ai sottomarini Projekt 885 di effettuare massicci attacchi di alta precisione contro obiettivi a terra. Attraverso i suoi tubi lanciasiluri, il sottomarino potrà lanciare i missili antinave 3M54 Birjuza e i missili antisottomarini 91R così come deporre mine. Per l’auto-difesa, il Severodvinsk avrà speciali dispositivi di lancio per vari sistemi d’inganno, e possibilmente un sistema di difesa attiva antisiluro capace di distruggere siluri nemici con piccoli speciali antisiluri.
Nel suo libro ‘La Guerra Fredda Sottomrina’, il famoso analista navale statunitense Norman Polmar chiude il capitolo sui più recenti progetti sottomarini nucleari statunitensi e sovietici concludendo che vi sono molte prove a sostegno della tesi che i sottomarini sovietici di quarta generazione hanno raggiunto livelli in molti aspetti pari o superiori ai loro rivali statunitensi. Gli equivalenti dei sottomarini classe Jasen degli Stati Uniti sono i sottomarini multiruolo classi Seawolf e Virginia, anche se lo Jasen è destinato ad una più vasta gamma di compiti. Ecco come l’esperto militare russo Igor Korochenko elenca i compiti del nuovo sottomarino: “Primo, seguire i sottomarini strategici missilistici classe Ohio degli USA. Inoltre, eventualmente effettuare pattugliamenti operativi nelle regioni in cui la Marina russa vuole impedire la presenza di sottomarini stranieri. Allo stesso tempo, i sottomarini classe Jasen potranno lanciare missili cruise contro obiettivi terrestri, anche nel caso di conflitti locali in regioni in cui la distribuzione di una forza di terra permanente russa sia impossibile“.

10325508Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La guerra segreta di Crimea

Valentin Vasilescu Reseau International 27 maggio 20140_a8a96_19399f59_XXXLDopo più di tre mesi di propaganda occidentale sulla crisi in Ucraina, dove la Russia viene presenta come aggressore libero di attaccare tutti, si pone la questione se l’attuale russofobia sia stata indotta dal fallimento degli Stati Uniti nel sequestrare con la forza le avanzate attrezzature militari russe del valore di decine di miliardi di dollari. Qualsiasi Paese che dimostri una certa indipendenza verso Stati Uniti ed occidente, ricco di risorse e che pone un’alternativa al dominio USA nella regione, diventa automaticamente antidemocratico e un grave pericolo per la pace mondiale. I leader di questi Paesi vengono definiti dittatori e la maggior parte di loro muore prematuramente. Questo s’è notato in particolare nei Paesi del Mediterraneo che esercitano un vero centro d’influenza contro la forza degli Stati Uniti sostenuta da altri Paesi NATO (vedasi il caso di Jugoslavia, Libia, ecc.) In un documento del Ministero della Difesa russo del 2011, il principale nemico della Russia è il terrorismo internazionale, riferendosi ai ribelli islamisti in Siria e Libia. In tal modo, la Russia ha aperto il vaso di Pandora, mentre fissa luogo e ruolo della potente nuova squadra navale russa nel Mediterraneo, strutturata sulla base della Flotta del Mar Nero. Vale la pena ricordare che compito di questa flotta è impedire il bombardamento della Siria da parte degli Stati Uniti. Secondo il documento, la Russia è riuscita a creare una base per i rifornimenti degli aerei da pattugliamento marittimo Tu-142M e dei caccia intercettori MiG-31BM nella base aerea “Andreas Papandreou” a Paphos, Cipro.
Quando gli Stati Uniti hanno negato gli aiuti militari all’Egitto, del valore di 1,3 miliardi dollari all’anno, l’Egitto iniziò a negoziare il ritorno dei russi, dopo un’assenza di 40 anni, nella base aerea di Ras Banas nella penisola sul Mar Rosso, che gli avevano tolto per far posto agli statunitensi. La Russia è in trattative per l’invio permanente delle navi della Flotta del Mar Nero a Port Victoria, nelle Seychelles. Queste isole dell’Oceano Indiano occupano una posizione che permette di raggiungere facilmente sia il Golfo Persico che il Mar Rosso. A seguito della riorganizzazione del comando strategico meridionale della Russia, la 30.ma Divisione Navale (Flotta del Mar Nero), è stata dotata di 20 moderne navi in fase di ultimazione, tra cui sei sottomarini classe Varshavjanka, fregate lanciamissili specializzate in interferenze e ricognizione radio-elettroniche (SIGINT ed ELINT) e la prima portaelicotteri Mistral costruita dai francesi. La Flotta del Mar Nero comprende anche un corpo di spedizione (come gli Stati Uniti), composto da truppe aviotrasportate e truppe di fanteria navale. Il sostegno della Flotta del Mar Nero è fornito dalla 4.ta Divisione aerea e dal supporto antiaereo. Inoltre, una flotta indipendente da trasporto pesante, costituita da 135 aeromobili An-22, An-124, Il-76MD e An-12, fornisce la mobilità aerea alla forza di risposta rapida supplementare di 80000 soldati russi del 49° e 58° Corpo. La Forza di reazione rapida è soggetta alla Flotta del Mar Nero. Questo potente corpo di spedizione ha la capacità di distruggere qualsiasi gruppo o sistema considerato terroristico dalla Russia nel Mediterraneo, Africa orientale, Golfo Persico e Medio Oriente. Questa è solo la parte visibile dell’iceberg, dicono vari generali della riserva che hanno lavorato nel campo della Difesa spaziale della Federazione Russa, il cui elemento chiave è il sistema C4I, organizzato nella base ultramoderna della Flotta Mar Nero, nel sud della penisola di Crimea. E’ da lì che si assicura il coordinamento delle operazioni terrestri e navali in tutta la parte europea del territorio russo e del fianco meridionale della Federazione Russa. Nell’era sovietica, l’attuale base della Flotta del Mar Nero fu utilizzata per ospitare il centro di gestione delle missioni spaziali KIP-10, la cui responsabilità era guidare le missioni Saljut, Sojuz, Sojuz-Apollo e il programma Lunokhod dei veicoli automatici progettati per atterrare sulla Luna e percorrerne la superficie per analizzarne autonomamente la struttura, grazie al laboratorio a bordo.
L’errore di omissione commesso dagli analisti politici e militari stranieri, dicono i generali della riserva russa, deriva dalla loro ignoranza della nuova dottrina militare della Federazione russa che non può nemmeno concepire una futura operazione militare senza l’uso della potente componente spaziale. La componente spaziale, fatte salve le sede della Flotta del Mar Nero, mira ad aumentare di 10 volte mobilità, reattività, efficienza e precisione delle tecniche di combattimento convenzionali tramite sorveglianza e monitoraggio continui del 25% dell’emisfero settentrionale del globo. Il Centro Spaziale riceve informazioni dal radar antibalistico Voronezh-M (raggio operativo 6000 km) accoppiato ai sensori ottici e laser situati a Lekhtusi (vicino a San Pietroburgo), Pjonerskij (Kaliningrad) e Armavir sulla sponda orientale del Mar Nero. Il Centro Spaziale russo in Crimea riceve informazioni dalla rete satellitare di allerta KMO/K in grado di rilevare dall’orbita il lancio  di missili da crociera e balistici. Il centro è collegato alla rete di satelliti ELINT militari russi che controlla le trasmissioni radio ed elettroniche, così come i sistemi di navigazione che equipaggiano  missili antiaerei, aerei e navi da guerra nel Mediterraneo, Mar Nero, Mar Rosso, Golfo Persico e in profondità negli Stati rivieraschi. Le operazioni del Centro Spaziale della Flotta del Mar Nero sono svolte con microprocessori di ultima generazione, antenne e apparecchiature di rilevazione, comunicazione e controllo satellitare (il P-2500 dal diametro di 70 m di Evpatorija) in 20 strutture militari russe sul territorio della Crimea, permettendo l’integrazione dei sensori per il rilevamento e il puntamento automatizzato delle armi ad alta precisione della Flotta del Mar Nero.
Come NATO e Stati Uniti possono compromettere il piano russo di spezzare l’egemonia degli Stati Uniti nel Mediterraneo e Golfo Persico e basato sulla Flotta del Mar Nero? Disorganizzandone e neutralizzandone il centro nevralgico in Crimea e sostituendo le truppe russe con quelle degli Stati Uniti. E più di qualsiasi altro metodo, il più probabile nel raggiungere tale obiettivo non era fomentare il colpo di Stato del febbraio 2014 a Kiev contro il presidente democraticamente eletto Viktor Janukovich? L’errore che gli Stati Uniti hanno commesso, vedendosi già padroni della Crimea, è non aver avuto la pazienza di aspettare lo smantellamento del sistema di attrezzature C4I della Russia dopo i risultati delle elezioni presidenziali anticipate. Si affrettarono a schierare  prematuramente uno squadrone di droni da ricognizione a Dnepropetrovsk. Con il sorvolo permanente di tali droni della Crimea, prima dell’annuncio del referendum, gli stessi statunitensi rivelarono le loro vere intenzioni ai russi.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il rafforzamento delle relazioni Russia-Cina

Konstantin Penzev New Oriental Outlook 20/05/2014
L'incontro%20tra%20Putin%20e%20Xi%20Jinping%20a%20ShangaiRussia e Cina perseguono attivamente il riavvicinamento, negli ultimi tempi, in numerose aree di primaria importanza, tra cui quelle economiche, diplomatiche, militari e politiche. Iniziando con l’esempio più notevole, citerò la cooperazione navale di quest’anno assieme alle regolari esercitazioni marittime congiunte. Sono ormai diventate una tradizione, come le esercizi bilaterali e multilaterali della serie Missione di Pace. L’area della cooperazione navale cambia ogni anno. Nel 2012, le manovre si svolsero dal 22 al 27 aprile nel Mar Giallo, al largo delle coste di Qingdao, nella provincia di Shandong della Cina orientale. Coinvolsero 25 navi, 13 aerei, 9 elicotteri e due distaccamenti di forze speciali di entrambe le parti. Nel 2013, le manovre hanno avuto luogo dall’8 al 10 luglio nel Golfo di Pietro il Grande. Le esercitazioni di quest’anno si terranno da fine maggio ai primi di giugno nella parte settentrionale del Mar Cinese Orientale, nei pressi delle contestate isole Senkaku, conosciute come Diaoyu in Cina. Coinvolgeranno 20 navi, tra cui l’incrociatore lanciamissili Varjag, la nave antisom Admiral Panteleev, la grande nave d’assalto anfibio Admiral Nevel e altre. Ecco come la proverbiale “minaccia cinese” viene vista.
Il South China Morning Post ha riferito che Pechino non è contenta di ciò che ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama durante la sua ultima visita in Asia orientale. “Usare il Mar Cinese Orientale per le esercitazioni è chiaramente un gesto politico per protestare contro le sanzioni degli Stati Uniti alla Russia e l’interferenza di Washington nelle dispute territoriali tra Cina e Giappone“, ha detto l’esperto Li Jie della redazione del giornale. Un’altra notizia è la seguente: “Vladimir Putin  visiterà la Cina il 20-21 maggio. Durante la prossima visita del Presidente Vladimir Putin in Cina, a maggio, China National Petroleum Corporation e Gazprom firmeranno un contratto per la costruzione di un gasdotto dalla Russia alla Cina e anche un contratto per la fornitura di gas russo“, ha detto in un’intervista con l’agenzia Interfax Zhang Di, capo consigliere economico dell’ambasciatore cinese in Russia. David Andelman di USA Today ha detto che il tema principale dell’agenda della visita è un accordo 30ennale per la fornitura di grandi quantità di gas alla Cina.  Almeno 38 miliardi di metri cubi di gas fluiranno in Cina ogni anno dal 2018. Questa è all’incirca la stessa quantità che tutta l’Unione europea (con l’eccezione della Germania) acquista dalla Russia. Come ha osservato il Viceprimo ministro Arkadij Dvorkovich ad aprile, durante una visita operativa a Pechino, le squadre russa e cinese avevano raggiunto un accordo preliminare su un certo numero di contratti (o almeno accelerato i preparativi per alcuni di essi) prima della visita del leader russo in Cina. Dvorkovich ha detto che i principali argomenti trattati saranno i contratti su gas e fornitura di gas dalla Russia alla Cina attraverso la via orientale. Il contratto per il progetto Jamal LNG della Novatek è pronto. Rosneft ha alcuni altri progetti interessanti. Si parla di aumentare le esportazioni di gas dalla Russia attraverso la via marittima per diversi milioni di tonnellate all’anno, così come lo sviluppo congiunto di una serie di giacimenti a Sakhalin e nella Siberia orientale. Inoltre, colloqui preliminari sono indirizzati alla cooperazione nella produzione del carbone. In particolare, le parti hanno discusso l’estrazione dai giacimenti di carbone, la costruzione di centrali presso le miniere di carbone e la possibilità di generare più elettricità per la Cina. Hanno deciso di accelerare i lavori sulla raffineria di Tianjin.
La visita di Putin in Cina non è indotta da un qualsiasi avvenimento politico, per esempio le minacce delle sanzioni di Stati Uniti e Unione europea, i problemi con l’Ucraina e così via. La visita del presidente russo s’inserisce nella politica generale della Russia, che prevede l’approfondimento dei legami economici con la regione Asia-Pacifico. Questa politica si basa su commercio e vantaggi. In questi giorni, il Cremlino non si occupa delle pretese egemoniche globali e della propaganda su quale sistema di valori sia migliore. I leader russi visitano la Cina quasi ogni anno, e la serie di questioni che Mosca e Pechino discutono rimane sostanzialmente invariata. Una dinamica particolare viene data alle relazioni Russia-Cina dalla politica statunitense, tanto aggressiva quanto stupida. Michael McFaul, ex-ambasciatore statunitense in Russia, ha detto questa primavera che “tenere a distanza i cinesi da una Russia revisionista è particolarmente importante“. Per promuovere tale obiettivo, Washington lavora per sovvertire e contrapporre le Russia e la Cina, e ciò è così ovvio. La grande strategia degli USA, molto intelligente. Si sappia che se la propaganda anticinese di certi media russi dilagasse, farebbe felice la Casa Bianca. Storie verrebbero ancora una volta diffuse affermando che “ci sono troppi cinesi che vogliono stabilirsi a Magadan e Jakuzia“. Il comportamento di Washington in realtà avvicina Russia e Cina, dice il caporedattore di The National Interest Galen Carpenter. Secondo lui, gli Stati Uniti sono sul punto di commettere un enorme errore in politica estera, mettendosi contro due potenze mondiali allo stesso tempo. Lo scontro è evidente nelle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Pechino e Mosca, e in questo momento si svolge ai massimi livelli. In ogni caso, però, l’influenza che gli Stati Uniti esercitano sulle relazioni russo-cinesi non dovrebbe essere sopravvalutata. Il riavvicinamento tra Cina e Russia si verifica soprattutto in risposta a considerazioni oggettive, la più importante delle quali è l’economia. La Russia possiede un vasto giacimento di risorse energetiche e la produzione globale di beni di consumo ad alta richiesta passa da UE e Giappone alla Cina. Gli imprenditori cinesi ora possiedono molti marchi di beni di consumo di fama mondiale. Allora perché Russia e Cina non dovrebbero aumentare il volume degli scambi a ben 200 miliardi di dollari entro il 2020? Gli scambi potrebbero non essere pagati in dollari, ma nelle valute dei due Paesi. A Suifenhe, dove vi è un vivace commercio transfrontaliero, il rublo gode del pieno riconoscimento come valuta.
Infine, non dobbiamo trascurare un altro fattore fondamentale che contribuisce ad avvicinare i popoli di Russia e Cina: i legami culturali ed istruttivi. Ilija Rjasnov, studioso di studi culturali di Novosibirsk, osserva nel suo articolo “La cooperazione culturale tra Russia e Cina nel 21° secolo” che la cultura intellettuale russa ha avuto un enorme impatto sulla cultura nazionale cinese in letteratura, teatro, danza, musica e altre forme d’arte. Nel 20° secolo, l’immigrazione russa in Cina è stata seguita dalla fase socialista dell’interazione culturale. Ciò ha contribuito a costruire le fila dell’intellighenzia cinese e ha contribuito potentemente alla modernizzazione della Cina. Il rapporto non può essere riportato allo stato precedente, ma un nuovo modello di cooperazione culturale tra i due Paesi è diventato possibile. Si tratta solo di cooperare e conservare l’unicità di ogni cultura. Questa nuova fase dell’interazione probabilmente diverrà un dialogo. La Cina è una civiltà estremamente affascinante e meravigliosa che custodisce conoscenze e conserva valori tradizionali.

Konstantin Penzev, scrittore e storico, per la rivista online “New Oriental Outlook“.

10403080Russia-Cina iniziano le esercitazioni navali congiunte 2014
The BRICS Post 21 maggio 2014

Il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo russo Vladimir Putin hanno partecipato all’avvio delle esercitazioni navali congiunte russo-cinesi di una settimana nel Mar Cinese Orientale al largo di Shanghai. In quella che sarà una prima assoluta per la marina cinese, l’esercitazione vedrebbe entrambe unire le forze e non operare separatamente, segnale indicativo della crescente fiducia politica e militare tra i due Paesi. Tutte le navi cinesi e russi dell’esercitazione congiunta saranno raggruppate in tre gruppi diversi, comandate da comandanti cinesi e russi. Le marine dei due Paesi uniranno le forze per simulare la difesa delle basi, assalti anfibi, combattimenti antisommergibile, difesa aerea, identificazione, salvataggio e missioni di scorta. In totale 14 navi, 2 sottomarini, 9 aerei ad ala fissa ed elicotteri, e forze speciali prendono parte all’esercitazione “Joint Sea-2014“.
Xi ha detto che l’esercitazione congiunta mostra la risolutezza delle due parti nel rispondere a minacce e sfide, nonché nella salvaguardia della sicurezza e della stabilità regionale. Mostrerà anche il nuovo livello di reciproca fiducia strategica e di coordinamento tra i due Paesi, ha detto. Nel Mar Cinese orientale si trova il controverso arcipelago chiamato Diaoyu in cinese e Senkaku in giapponese, rivendicato da Pechino e Tokyo. Putin, intanto, ha notato che i legami militari sono una parte importante del coordinamento globale nel partenariato strategico Russia-Cina.
L’esercitazione navale congiunta Cina-Russia è la terza del genere dopo le esercitazioni congiunte al largo delle coste della Russia in Estremo Oriente, nel luglio 2013, e nel Mar Giallo nell’aprile 2012.

133348531Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Basi militari ‘segrete’ nell’emisfero occidentale

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 13/04/2014

iAV.gKDS7p0YIl picco propagandistico sulla creazione della Russia di basi militari in America Latina e nei Caraibi non finisce. Su iniziativa dei centri da ‘guerra fredda’ degli Stati Uniti, scoperte su basi navali e aeree russe “segrete” in Nicaragua, Venezuela e perfino Argentina appaiono regolarmente nei media.  Più spesso che no, tali notizie sono accompagnate da fotografie di bombardieri strategici Tu-160 (‘Cigno Bianco’) e Tu-95MS, dell’incrociatore a propulsione nucleare Pjotr Velikij (‘Pietro il Grande’), e del grande cacciatorpediniere anti-sommergibile Ammiraglio Chabanenko, che avviarono le visite delle forze navali e aeree della Russia presso gli ospiti del continente americano nel 2008. L’esempio più recente di tale tipo è l’attracco nel porto dell’Avana della nave dell’intelligence russa Viktor Leonov. Nel novembre 2013, l’Assemblea Nazionale del Nicaragua ha ratificato la decisione del governo di permettere alle unità militari russe, navali e aeree, di visitare la repubblica nella prima metà del 2014. I loro equipaggi potranno partecipare all’addestramento dei  militari del Nicaragua e condividerne le esperienze. Il documento menziona anche navi e aerei militari di Cuba, Venezuela, Messico e Stati Uniti. Nel giugno di quest’anno, il governo di Daniel Ortega presenterà al parlamento la proroga del documento per ulteriori sei mesi. Il ministro della Difesa russo Sergej Shojgu ha recentemente annunciato l’intenzione di aumentare il numero di basi all’estero. Ha anche detto che colloqui sono in corso con Cuba, Venezuela, Nicaragua, Vietnam, Singapore e Seychelles. Il Viceministro della Difesa russo Anatolij Antonov ha spiegato la situazione così: “Quando si parla di valorizzare la presenza della marina russa in America Latina, s’intende soprattutto creare le condizioni per una procedura semplificata per le visite delle nostre navi russe nei porti dell’America Latina. Data la notevole distanza dalle coste russe, è ovvio che saremmo interessati a rifornirle di scorte di cibo e acqua, nonché ad organizzare le attività ricreative dei nostri marinai. In alcune circostanze, dobbiamo essere sicuri di poter svolgere piccole e medie riparazioni per le nostre navi”.
Il Presidente Daniel Ortega, ha prospettato la ‘presenza’ amichevole della Russia sulle rive dell’America Latina in un discorso ai militari del Nicaragua, il 6 aprile, dicendo da quando il governo sandinista è tornato al potere nel 2007, di essere disposto a cooperare con qualsiasi Paese possa contribuire a rafforzare e modernizzare l’esercito. Gli Stati Uniti non hanno dato al Paese alcuna speranza. Nonostante i già stretti legami tra Washington e i governi di destra del Nicaragua, il Pentagono non ha fatto alcun tentativo serio per equipaggiare l’esercito del Nicaragua con armi moderne. Gli Stati Uniti vedono sempre l’ideologia dei sandinisti come ostile. Perciò il governo del Nicaragua s’è rivolto alla Russia. Accordi di vasta portata nella cooperazione militare e tecnica sono stati firmati. Secondo Ortega, il contributo della Russia al processo di riarmo militare è “stabile, affidabile ed estremamente importante”, ed è accompagnato dalla previsione incondizionata di aiuti sociali ed economici al popolo nicaraguense. Sono stati inviati rifornimenti di grano, attrezzature agricole, autobus e autovetture. Una considerevole quantità di denaro è stata anche assegnata a  scopi umanitari, tra cui sanare le conseguenze delle catastrofi naturali. Analizzando il contenuto del discorso di Ortega ai militari, il quotidiano conservatore La Prensa di Managua ha osservato che Ortega “giustifica la possibile creazione di basi russe in Nicaragua”. Ecco una citazione dal discorso di Ortega: “Quante navi militari statunitensi hanno visitato (i nostri porti) tra il 2007 e il 2012? Quante navi statunitensi hanno trascorso mesi nei nostri porti dei Caraibi e dell’Oceano Pacifico? Navi militari sfilate per le missioni di pace! E quanti soldati e ufficiali statunitensi sono sbarcati nel nostro Paese diretti nelle loro basi?… Basi (estere) vietate dalla Costituzione, ma (in realtà) ancora presenti”. Per Ortega, il rafforzamento della sicurezza del Paese rimane un obiettivo strategico. Più potente l’esercito, più significativo il suo contributo nel tutelare ogni regione del Paese, e una vita più tranquilla per il popolo nicaraguense, nei nostri tempi difficili. Ortega insiste in particolare sulla necessità di rafforzare la lotta al traffico di droga, tenendo presente che il Nicaragua si trova ‘al crocevia’ dei traffici di cocaina e di altri allucinogeni da Colombia, Perù e Bolivia agli Stati Uniti. Le Forze armate del Nicaragua devono avere moderne capacità operative nel sequestrare e distruggere il traffico di droga via terra, aria e mare. Si potrebbe pensare che l’US Drug Enforcement Agency (DEA), a lungo presente nel Paese, avesse contribuito a modernizzare il suo arsenale. Ma l’Agenzia sviluppa la cooperazione bilaterale esclusivamente nei propri interessi, cioè espandendo la presenza militare statunitense nel Paese. I metodi autoritari della DEA alienano sempre più leader latinoamericani. Perciò le strutture preposte in Nicaragua e altri Paesi centroamericani hanno reagito positivamente al piano della Russia per la formazione di funzionari antidroga in una scuola speciale a Managua. I professionisti del Servizio anti-Narcotici Federale della Russia (FSKN) insegnano nella scuola, e coloro che la frequentano provengono da Nicaragua, Salvador, Panama, Honduras, Repubblica Dominicana e altri Paesi della regione. Il primo gruppo di operatori s’è già laureato. Gli Stati Uniti sono gelosi del successo della FSKN in Nicaragua e in America Latina. Per questo motivo Viktor Ivanov, presidente del Comitato antidroga dello Stato e direttore della FSKN, è stato inserito nella lista nera del governo degli Stati Uniti. I piani per una collaborazione tra Russia e Nicaragua per esplorare e utilizzare lo spazio viene  considerata dal Pentagono come “assai sospetto” quale “componente militare”. Tra l’altro, l’accordo prevede la costruzione di un sistema di sorveglianza satellitare GLONASS in Nicaragua. Attraverso i media del Paese sotto il suo ‘controllo’, l’ambasciata degli Stati Uniti conduce una campagna ostile contro il progetto, ponendo l’accento sul suo uso ‘probabile’ a fini di spionaggio dalla Russia. Questa preoccupazione dell’ambasciata, dove la maggioranza dei 200 diplomatici statunitensi sono dipendenti delle agenzie di intelligence che intenzionalmente lavorano contro il regime Ortega, non è che ironica.
La Russia sviluppa legami militari con Venezuela e Cuba in modo simile. Sembra che nel prossimo futuro, il problema di porre basi militari russe permanenti con grandi infrastrutture e personale militare dispiegato per lunghi periodi di tempo, non sarà più tale. Il Ministero degli Esteri della Russia ha definito gli articoli sulla creazione di basi militari russe in Argentina, una ‘provocazione’. L’unica base straniera al largo delle coste argentine si trova sulle Isole Falkland, occupate dagli inglesi. La presidentessa argentina Cristina Fernández ha definito le isole “base nucleare” della NATO, “la più grande base esistente a sud del 50° parallelo”. Gli strateghi della NATO provedono di coinvolgere le forze armate della Colombia nelle attività dell’alleanza militare. Nel giugno 2013, Juan Carlos Pinzón, ministro della Difesa nazionale della Colombia, firmò un accordo a Bruxelles sulla cooperazione e lo scambio di informazioni con la NATO. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha detto, a tal proposito, che l’accordo è stato stipulato “con l’obiettivo ulteriore” di aderire all’organizzazione. Un articolo sul sito aporrea.org commentava che, prima o poi, ci sarà una risposta adeguata all’espansione militare globale degli Stati Uniti e della NATO: “Se gli Stati Uniti hanno un numero incalcolabile di basi in tutto il mondo, allora è logico supporre che altre potenze inizieranno a creare proprie roccaforti. Se gli Stati Uniti hanno riempito l’Europa di missili puntati contro la Russia, è ovvio che la Russia possa rispondere in modo appropriato. Gli Stati Uniti vanno biasimati per la diffusione delle violenze in tutto il mondo, per la loro volontà di preservare l’egemonia. Dopo la sconfitta in Afghanistan, gli statunitensi sono costretti a ritirarsi dal Paese senza essere riusciti a creare una base con missili puntati soprattutto contro Russia, Cina, India e Iran. Ma il messaggio è chiaro: dalla seconda guerra mondiale, l’unico aggressore sul pianeta sono gli Stati Uniti”.

0905_g20_g19.jpg_1853027552La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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