Basi militari ‘segrete’ nell’emisfero occidentale

Nil Nikandrov Strategic Culture Foundation 13/04/2014

iAV.gKDS7p0YIl picco propagandistico sulla creazione della Russia di basi militari in America Latina e nei Caraibi non finisce. Su iniziativa dei centri da ‘guerra fredda’ degli Stati Uniti, scoperte su basi navali e aeree russe “segrete” in Nicaragua, Venezuela e perfino Argentina appaiono regolarmente nei media.  Più spesso che no, tali notizie sono accompagnate da fotografie di bombardieri strategici Tu-160 (‘Cigno Bianco’) e Tu-95MS, dell’incrociatore a propulsione nucleare Pjotr Velikij (‘Pietro il Grande’), e del grande cacciatorpediniere anti-sommergibile Ammiraglio Chabanenko, che avviarono le visite delle forze navali e aeree della Russia presso gli ospiti del continente americano nel 2008. L’esempio più recente di tale tipo è l’attracco nel porto dell’Avana della nave dell’intelligence russa Viktor Leonov. Nel novembre 2013, l’Assemblea Nazionale del Nicaragua ha ratificato la decisione del governo di permettere alle unità militari russe, navali e aeree, di visitare la repubblica nella prima metà del 2014. I loro equipaggi potranno partecipare all’addestramento dei  militari del Nicaragua e condividerne le esperienze. Il documento menziona anche navi e aerei militari di Cuba, Venezuela, Messico e Stati Uniti. Nel giugno di quest’anno, il governo di Daniel Ortega presenterà al parlamento la proroga del documento per ulteriori sei mesi. Il ministro della Difesa russo Sergej Shojgu ha recentemente annunciato l’intenzione di aumentare il numero di basi all’estero. Ha anche detto che colloqui sono in corso con Cuba, Venezuela, Nicaragua, Vietnam, Singapore e Seychelles. Il Viceministro della Difesa russo Anatolij Antonov ha spiegato la situazione così: “Quando si parla di valorizzare la presenza della marina russa in America Latina, s’intende soprattutto creare le condizioni per una procedura semplificata per le visite delle nostre navi russe nei porti dell’America Latina. Data la notevole distanza dalle coste russe, è ovvio che saremmo interessati a rifornirle di scorte di cibo e acqua, nonché ad organizzare le attività ricreative dei nostri marinai. In alcune circostanze, dobbiamo essere sicuri di poter svolgere piccole e medie riparazioni per le nostre navi”.
Il Presidente Daniel Ortega, ha prospettato la ‘presenza’ amichevole della Russia sulle rive dell’America Latina in un discorso ai militari del Nicaragua, il 6 aprile, dicendo da quando il governo sandinista è tornato al potere nel 2007, di essere disposto a cooperare con qualsiasi Paese possa contribuire a rafforzare e modernizzare l’esercito. Gli Stati Uniti non hanno dato al Paese alcuna speranza. Nonostante i già stretti legami tra Washington e i governi di destra del Nicaragua, il Pentagono non ha fatto alcun tentativo serio per equipaggiare l’esercito del Nicaragua con armi moderne. Gli Stati Uniti vedono sempre l’ideologia dei sandinisti come ostile. Perciò il governo del Nicaragua s’è rivolto alla Russia. Accordi di vasta portata nella cooperazione militare e tecnica sono stati firmati. Secondo Ortega, il contributo della Russia al processo di riarmo militare è “stabile, affidabile ed estremamente importante”, ed è accompagnato dalla previsione incondizionata di aiuti sociali ed economici al popolo nicaraguense. Sono stati inviati rifornimenti di grano, attrezzature agricole, autobus e autovetture. Una considerevole quantità di denaro è stata anche assegnata a  scopi umanitari, tra cui sanare le conseguenze delle catastrofi naturali. Analizzando il contenuto del discorso di Ortega ai militari, il quotidiano conservatore La Prensa di Managua ha osservato che Ortega “giustifica la possibile creazione di basi russe in Nicaragua”. Ecco una citazione dal discorso di Ortega: “Quante navi militari statunitensi hanno visitato (i nostri porti) tra il 2007 e il 2012? Quante navi statunitensi hanno trascorso mesi nei nostri porti dei Caraibi e dell’Oceano Pacifico? Navi militari sfilate per le missioni di pace! E quanti soldati e ufficiali statunitensi sono sbarcati nel nostro Paese diretti nelle loro basi?… Basi (estere) vietate dalla Costituzione, ma (in realtà) ancora presenti”. Per Ortega, il rafforzamento della sicurezza del Paese rimane un obiettivo strategico. Più potente l’esercito, più significativo il suo contributo nel tutelare ogni regione del Paese, e una vita più tranquilla per il popolo nicaraguense, nei nostri tempi difficili. Ortega insiste in particolare sulla necessità di rafforzare la lotta al traffico di droga, tenendo presente che il Nicaragua si trova ‘al crocevia’ dei traffici di cocaina e di altri allucinogeni da Colombia, Perù e Bolivia agli Stati Uniti. Le Forze armate del Nicaragua devono avere moderne capacità operative nel sequestrare e distruggere il traffico di droga via terra, aria e mare. Si potrebbe pensare che l’US Drug Enforcement Agency (DEA), a lungo presente nel Paese, avesse contribuito a modernizzare il suo arsenale. Ma l’Agenzia sviluppa la cooperazione bilaterale esclusivamente nei propri interessi, cioè espandendo la presenza militare statunitense nel Paese. I metodi autoritari della DEA alienano sempre più leader latinoamericani. Perciò le strutture preposte in Nicaragua e altri Paesi centroamericani hanno reagito positivamente al piano della Russia per la formazione di funzionari antidroga in una scuola speciale a Managua. I professionisti del Servizio anti-Narcotici Federale della Russia (FSKN) insegnano nella scuola, e coloro che la frequentano provengono da Nicaragua, Salvador, Panama, Honduras, Repubblica Dominicana e altri Paesi della regione. Il primo gruppo di operatori s’è già laureato. Gli Stati Uniti sono gelosi del successo della FSKN in Nicaragua e in America Latina. Per questo motivo Viktor Ivanov, presidente del Comitato antidroga dello Stato e direttore della FSKN, è stato inserito nella lista nera del governo degli Stati Uniti. I piani per una collaborazione tra Russia e Nicaragua per esplorare e utilizzare lo spazio viene  considerata dal Pentagono come “assai sospetto” quale “componente militare”. Tra l’altro, l’accordo prevede la costruzione di un sistema di sorveglianza satellitare GLONASS in Nicaragua. Attraverso i media del Paese sotto il suo ‘controllo’, l’ambasciata degli Stati Uniti conduce una campagna ostile contro il progetto, ponendo l’accento sul suo uso ‘probabile’ a fini di spionaggio dalla Russia. Questa preoccupazione dell’ambasciata, dove la maggioranza dei 200 diplomatici statunitensi sono dipendenti delle agenzie di intelligence che intenzionalmente lavorano contro il regime Ortega, non è che ironica.
La Russia sviluppa legami militari con Venezuela e Cuba in modo simile. Sembra che nel prossimo futuro, il problema di porre basi militari russe permanenti con grandi infrastrutture e personale militare dispiegato per lunghi periodi di tempo, non sarà più tale. Il Ministero degli Esteri della Russia ha definito gli articoli sulla creazione di basi militari russe in Argentina, una ‘provocazione’. L’unica base straniera al largo delle coste argentine si trova sulle Isole Falkland, occupate dagli inglesi. La presidentessa argentina Cristina Fernández ha definito le isole “base nucleare” della NATO, “la più grande base esistente a sud del 50° parallelo”. Gli strateghi della NATO provedono di coinvolgere le forze armate della Colombia nelle attività dell’alleanza militare. Nel giugno 2013, Juan Carlos Pinzón, ministro della Difesa nazionale della Colombia, firmò un accordo a Bruxelles sulla cooperazione e lo scambio di informazioni con la NATO. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha detto, a tal proposito, che l’accordo è stato stipulato “con l’obiettivo ulteriore” di aderire all’organizzazione. Un articolo sul sito aporrea.org commentava che, prima o poi, ci sarà una risposta adeguata all’espansione militare globale degli Stati Uniti e della NATO: “Se gli Stati Uniti hanno un numero incalcolabile di basi in tutto il mondo, allora è logico supporre che altre potenze inizieranno a creare proprie roccaforti. Se gli Stati Uniti hanno riempito l’Europa di missili puntati contro la Russia, è ovvio che la Russia possa rispondere in modo appropriato. Gli Stati Uniti vanno biasimati per la diffusione delle violenze in tutto il mondo, per la loro volontà di preservare l’egemonia. Dopo la sconfitta in Afghanistan, gli statunitensi sono costretti a ritirarsi dal Paese senza essere riusciti a creare una base con missili puntati soprattutto contro Russia, Cina, India e Iran. Ma il messaggio è chiaro: dalla seconda guerra mondiale, l’unico aggressore sul pianeta sono gli Stati Uniti”.

0905_g20_g19.jpg_1853027552La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina: pazzi, mafiosi e nazisti

Alessandro Lattanzio, 29/3/2014

555FastStoneEditorIl Presidente Vladimir Putin ha elogiato la professionalità dei militari russi dicendo che le loro azioni hanno contribuito ad impedire spargimenti di sangue in Crimea, garantendo le condizioni pacifiche per lo svolgimento del referendum  che osservatori internazionali hanno certificato libero ed equo. “I recenti avvenimenti in Crimea sono un test serio che dimostra la qualità delle nuove capacità dei nostri militari, così come l’alto spirito morale del personale“, ha detto Putin ai vertici militari, ringraziando gli ufficiali e i marinai della Flotta del Mar Nero, nonché le unità di stanza in Crimea per la loro resistenza e coraggio. Tutte le 193 unità militari di stanza in Crimea hanno aderito alle forze armate russe mentre 1500 su 18000 militari ucraini presenti nella penisola hanno scelto di rientrare nelle forze armate ucraine, ha dichiarato Valerij Gerasimov, Capo di Stato Maggiore Generale delle Forze Armate russe, mentre numeroso materiale militare ucraino rimane in Crimea, tra cui oltre 30 navi militari, 150 APC e 50 carri armati, 40 caccia MiG-29 e 20 aerei da addestramento L-39, 20 elicotteri, 60 sistemi sistemi missilistici a lungo raggio terra-aria S-300 e 40 sistemi missilistici a medio e corto raggio terra-aria Buk-M1 e Tor, nonché i sistemi della difesa costiera. Infine, la Russia ha iniziato i preparativi per la chiusura degli accordi bilaterali con l’Ucraina relativi allo status della Flotta del Mar Nero. La decisione è stata presa durante una riunione del Consiglio di Sicurezza presieduto dal Presidente Vladimir Putin. Le 30 navi da guerra e ausiliarie della marina ucraina potrebbero entrare nella Flotta del Mar Nero della Russia. “Le navi che navigavano in precedenza sotto la bandiera ucraina non saranno incluse automaticamente nella Flotta del Mar Nero fin quando non saranno valutate tecnicamente decidendo quali entreranno nella flotta, e quali saranno demolite“. Le navi sono dislocate nella baia di Sebastopoli e presso la base navale Juzhnaja, sul lago Donuzlav, presso Evpatorija, dove sono di base la grande nave d’assalto anfibia Konstantin Olshanskij, la nave d’assalto anfibio Kirovograd, la corvetta Vinnitza, la nave da trasporto Gorlovka, i dragamine Chernigov e Cherkassij, il dragamine costiero Genichensk e una dozzina di altri natanti. La Crimea dispone di diverse strutture per la riparazione navale tra cui il cantiere No. 13 di Sebastopoli, il cantiere Zaliv di Kerch e quello di Fjodosija. Una fonte del quartier generale della Flotta russa del Mar Nero ha detto che le navi da guerra ex-ucraine come le corvette Ternopol, Lutsk e Khmelnitskij e la nave scorta Slavutich e le navi da sbarco Olshanskij e Kirovograd sono pienamente operative. “La Ternopol sarà inviata nel Mare di Aden ad aprile, per la lotta contro la pirateria“. A seguito di questo processo, il “ministro ad interim della Difesa” golpista dell’Ucraina, Igor Tenjukh, presentava le dimissioni.
1332102950_shtanski-v-mundireIl 23 marzo, in Transnistria, un velivolo senza pilota è stato abbattuto mentre compiva riprese video e foto. I servizi di sicurezza della Transnistria avrebbero recuperato il materiale d’intelligence raccolto dal drone. La repubblica di Transnistria resistendo alla pressione di Moldavia e Ucraina, chiede aiuto dalla Russia, “Siamo costantemente sotto la pressione di Moldova e Ucraina“, ha detto la ministra degli Esteri della Repubblica Nina Shtanskij. “La Russia gioca un ruolo chiave nel superare le conseguenze di tale pressione“. Shtanskij ha detto che la repubblica è sotto un blocco economico dal 2006, quando l’Ucraina su richiesta della Moldova sospese il transito di merci in Transnistria. “Mosca fornisce alla Transnistria pace e stabilità ed assistenza finanziaria ai gruppi sociali vulnerabili. La costruzione di nuove scuole e ospedali è pagata dal denaro fornito dalla Russia“. Tale sostegno fa sentire i residenti di Transnistria parte del “mondo russo”. “Centinaia di migliaia di cittadini russi vivono qui e anche uno stesso numero di persone di varie nazionalità che s’identificano quali compatrioti russi“. La Duma di Stato della Federazione Russa riteneva legittimo e approvava anche il referendum del 2 febbraio con cui la regione autonoma della Gagauzia in Moldova, opta per l’Unione Doganale con Russia, Bielorussia e Kazakhstan, contrariamente a quanto deciso dal governo di Chisinau. D. Slutskij, capo della commissione della Duma per gli affari della CSI e l’integrazione eurasiatica, ha affermato che “la Russia, secondo le norme del diritto internazionale, è pronta ad espandere la partnership con la Gagauzia e a fornirle il supporto necessario“.
Intanto, il ‘presidente’ golpista ucraino Turchinov ha proposto un progetto di legge “Per concedere l’accesso alle unità militari di forze armate straniere nel territorio dell’Ucraina nel 2014 per la partecipazione alle esercitazioni” della NATO Rapid Trident 2014, Sea Breeze 2014, Bright Avalanche 2014, Carpazi 2014 e South 2014. Nel frattempo l’Ucraina aumenterà del 50% il prezzo di vendita del gas dal 1° maggio, secondo quanto imposto dall’accordo con il FMI per i 15 miliardi di dollari di prestito. 1500 nazisti ucraini si erano riuniti davanti il parlamento minacciando di assaltarlo se il ‘ministro degli Interni’ golpista Avakov non si dimetteva per la liquidazione del loro duce Muzichko per mano della polizia a Rovno, Ucraina occidentale. “Il ministero degli Interni fornirà documenti, materiale, prove video e audio“, ha detto Avakov, “Ciò darà al pubblico ulteriori informazioni sul caso. Tutti potranno decidere chi è l’eroe e chi un volgare bandito“. Dmitrij Jarosh, capo di Fazione Destra chiede le dimissioni di Avakov e l’arresto degli agenti di polizia coinvolti nell’eliminazione del famigerato terrorista Aleksandr Muzichko. La Russia ha inserito Jarosh tra i ricercati internazionali per terrorismo. Dopo l’assedio al parlamento di Kiev da parte dei neonazisti, si è svolta una riunione con il ministro degli Interni golpista Arsen Avakov, il capo del Consiglio di Difesa e Sicurezza 1979730Nazionale Andrej Parubij e Oleg Tjagnibok, capo del partito nazista Svoboda. Durante l’incontro, Avakov ha suggerito la messa al bando di Fazione Destra, con il sostegno di Parubij, che vede tale mossa come modo di occultare i loro legami con gli estremisti. Tjagnibok rimase in silenzio. Infine, il servizio di sicurezza nazionale ucraino ha messo il Procuratore capo di Crimea, Natalija Pokhlonskaja, sulla lista dei ricercati, accusandola di aver violato l’articolo 109 del codice penale per aver rovesciato con la violenza l’ordine costituzionale e il governo e aver occupato il potere! Pokhlonskaja, dopo  l’adesione della Crimea alla Federazione russa, è stata nominata capo sostituto procuratore di Crimea dal Procuratore generale russo Jurij Chajka. I golpisti a Kiev sono irritati dalla popolarità su internet e sui media di Pokhlonskaja; inoltre, i nazisti al governo a Kiev hanno anche dichiarato di aver sequestrato sette presunti “separatisti” per violazione dell’articolo 109. Tra loro diversi leader delle proteste popolari nell’Ucraina orientale contro i golpisti.
Il governo ucraino è un agglomerato di pazzi pragmatici, oligarchi dubbi e ultra-nazionalisti brutali che non riescono a stabilizzare il Paese“, questa è l’analisi del think tank tedesco SWP legato al ministero degli Esteri tedesco. Il rapporto indica che le grandi aree orientale e meridionale dell’Ucraina non si fidano dei golpisti, che provocano tensioni nominando il neonazista Aleksandr Sitsh ‘ministro’ per la tutela delle minoranze. Tale nuova provocazione è un messaggio minaccioso alle province orientali, dove il governo non ha nessuna influenza. Infatti, in Ucraina è attiva anche l’organizzazione C14, nota come Sich, affiliata al partito nazista Svoboda e capeggiata di Evgen Karas; la sua attività principale è di carattere russofobo. Quando le manifestazioni di Euromajdan iniziarono, C14 si scontrò con la polizia antisommossa. “La maggior parte dei membri del C14 furono molto attivi nei disordini di Majdan. Combattono per l’Ucraina basata sull’unità etnica“. Oggi insieme a Fazione Destra, C14 pattuglia le strade di Kiev e occupa edifici pubblici. A C14 aderiscono numerosi mercenari neonazisti stranieri. Quando il parlamento ucraino fu convocato il 17 marzo per discutere della Crimea, C14 e Fazione Destra fungevano da servizio di sicurezza, composto da individui mascherati e in uniforme armati di fucili automatici. “Alcuni dei tizi di Fazione Destra sono scimmie con le pistole. Rischi la vita solo rimanendoci vicino quando sono armati. C14 è meglio addestrata, quasi a livelli militari“, dice un mercenario nazista svedese. La settimana precedente 20 attivisti di C14 irruppero nella sede delle autorità penitenziarie di Kiev per strappare il rilascio di uno dei membri dell’organizzazione, incarcerato per aver partecipato ai combattimenti contro la polizia, “C’erano quattro guardie, che si nascosero appena arrivammo. Abbiamo detto al capo che se non fosse uscito a parlarci, saremmo entrati, venne fuori e dopo una breve discussione, promise che avrebbe fatto ciò che era necessario per liberare il camerata“.
Il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato che “la priorità della Slovacchia è garantirsi le forniture di gas russo dall’Ucraina“. La Slovacchia è preoccupata per i negoziati in Ucraina sulle forniture di gas. “Uno dei compiti principali del governo slovacco è la diplomazia economica e il sostegno alle nostre aziende“. La società energetica della Slovacchia Eurostream dovrebbe investire non meno di 20 milioni di euro nel progetto, “che nessuno ci restituirà in caso di fallimento“, per le forniture di gas dall’Ucraina. Anche la camera dei deputati del Parlamento ceco non segue l’UE, “La camera dei deputati non sostiene la proposta in cui il governo viene incaricato di promuovere, nel quadro dell’UE, sanzioni economiche contro la Russia“. Non è stata sostenuta neanche la proposta di aumentare il finanziamento all’esercito ceco. Infine i BRICS appoggiano la partecipazione della Russia al vertice del G20 in Australia, “I ministri hanno preso atto con preoccupazione della dichiarazione sul prossimo vertice del G20 che si terrà a Brisbane a novembre. L’adesione al G20 è garantita a tutti gli Stati membri e nessuno Stato membro può deciderne unilateralmente natura e carattere“, hanno dichiarato i BRICS dopo l’incontro tra il ministro degli Esteri sudafricano Maite Nkoana-Mashabane, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, il ministro degli Esteri indiano Salaman Khurshid, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e l’ambasciatore Carlos Antonio Paranhos, sottosegretario generale per gli Affari Politici del Brasile, incontratisi a L’Aja. “Decideremo ulteriori passi in relazione al G20. I Paesi BRICS convengono a che le sfide nelle regioni dei Paesi BRICS siano affrontate nel quadro delle Nazioni Unite in modo calmo ed equilibrato. L’escalation di linguaggio ostile, sanzioni e contro-sanzioni e forza non contribuisce a una soluzione durevole e pacifica secondo il diritto internazionale, i principi e gli scopi della Carta delle Nazioni Unite. Riguardo alla riunione dei ministri degli Esteri dei BRICS, la posizione comune afferma che non è solo l’Australia a formare il G20 e che lavoreremo in tale meccanismo come già deciso”.

2013-10-24T153639Z_879833070_GM1E9AO1TGK01_RTRMADP_3_BELARUSFonti:
Allain Jules
Express
Global Research
HispanTV
ITAR-TASS
ITAR-TASS
ITAR-TASS
RBTH
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Reseau International
RIAN
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Russia Today
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Voce della Russia
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La Russia in Crimea: salvare, proteggere e difendere

Boris Novoseltsev Strategic Culture Foundation 05/03/2014
1623770La Crimea è ciò di cui il mondo intero parla. I media occidentali riportano notizie sull’“aggressione” o l’“intervento” in Ucraina accusando la Russia di cercare di annettersi territorio straniero. Ignorando completamente la realtà, Mosca aiuta a salvare, proteggere e difendere la popolazione russofona della penisola. Pochi giorni fa, i capi dell’Unione europea hanno firmato un accordo sulla gestione della crisi con il presidente legittimamente eletto dell’Ucraina. Ora i golpisti sono partner dell’occidente. La reazione inadeguata si spiega con la minaccia posta al gioco geopolitico occidentale sulla Grande Scacchiera …
Il piano delle “rivoluzioni colorate” ha iniziato a colpire in Asia centrale, ma ha nuova prospettiva di vita nel golpe di febbraio in Ucraina. Ora la tecnica della rivoluzione colorata è stata modificata aggiungendo alle “pacifiche” proteste di piazza le azioni di estremisti armati. La combinazione era volta a cacciare il Presidente Janukovich, non molto popolare. Ed è stata attuata. Ma coloro che hanno operato dietro le quinte volevano tutto, ora e qui, ecco perché l’occidente ha violato a tradimento l’accordo del 21 febbraio, che prima ha strappato per poi approvare il golpe del 22 febbraio a Kiev. L’occidente s’è impantanato nel suo stesso gioco geopolitico e perdendo le sue puntate ha smesso di trattare la Russia come un partner alla pari, ignorandone gli interessi legittimi nello spazio post-sovietico. La Russia ha mostrato sconcerto sugli eventi a Kiev svoltisi dalla fine di novembre. Questo atteggiamento è stato percepito come segno di debolezza o indifferenza, tutt’altro dal rispetto e dalla volontà della Federazione russa di non interferire negli affari interni di un altro Stato. L’occidente è stato trascinato dalla prospettiva che si profilava con l’attuazione del colpo di Stato in Ucraina. Il nuovo regime ha mostrato la sua vera natura non appena ha compiuto i primi passi, adottando la russofobia come politica ufficiale per trasformare l’Ucraina in una colonia dell’occidente. Si potrebbe supporre che tali misure non siano altro che una fase intermedia di un più ampio gioco geopolitico tracciato dalle potenze occidentali.
Prima di tutto, s’intendeva colpire la Flotta russa del Mar Nero. Subito dopo il colpo di Stato, si sono alzate voci che chiedono di stracciare l’accordo di Kharkov (sui prezzi del gas scontati all’Ucraina in cambio dell’estensione del contratto di affitto di Sebastopoli, porto principale della Flotta del Mar Nero) e della revoca del trattato che prevede la presenza della flotta. Delle teste calde hanno anche chiesto di annullare il “Trattato grande” in cui si afferma il riconoscimento della Russia da parte dell’Ucraina. Strappato il trattato, Kiev si troverebbe in una situazione senza uscita.  Spingere la Russia a ritirare la sua marina da Sebastopoli, prima che l’accordo scadesse, è un passo volto a minarne l’influenza nella regione. Anche se le basi di ripiego sono pronte, il ritiro verrebbe interpretato come il segno che la Russia perde la capacità d’influenzare gli eventi nell’estero vicino. Non c’è ragione di credere che l’occupazione strisciante dell’Ucraina possa comportare “l’esportazione di una rivoluzione in Russia”, ma non c’è dubbio che ci sia il tentativo di destabilizzare lo spazio post-sovietico. Vengono colpite economicamente sia la Russia che l’Ucraina. Europa fa sapere chiaramente che non ha alcun interesse nell’Ucraina come Stato industrializzato dalla robusta capacità di produzione high-tech. Nella migliore delle ipotesi viene percepita come provincia agricola dagli standard ecologici ignorati, consentendo la coltivazione di piante transgeniche. L’economia ucraina in stallo comprometterebbe anche gli stretti legami bilaterali, danneggiando la Russia. L’economia nella parte sud-orientale dell’Ucraina è strettamente legata ai Paesi dell’Unione doganale, la sua cooperazione con l’industria militare russa è feconda. Si prevede anche di rendere l’Ucraina dipendente dagli usurai. Non c’è dubbio che con i golpisti al timone a Kiev, la questione dell’Ucraina nella NATO verrebbe alla ribalta con il pretesto di “difendere gli interessi nazionali” e dell’“attuazione della riforma delle forze armate”…
La parte sud-orientale del Paese è alquanto scombussolata per via della fuga dal Paese del Presidente Victor Janukovich e del tradimento di molti parlamentari del Partito delle Regioni, complicando gli sforzi per contrastare la tendenza. Soprattutto nelle condizioni in cui l’“opportunismo evolutivo” sostituisce la legge. E’ difficile immaginare gli Stati Uniti impiantare la difesa missilistica dalle parti di Lugansk e Donetsk, e fors’anche a Dnepropetrovsk, per esempio il dispiegamento degli intercettori statunitensi a 1000 km dai centri di vitale importanza russi, sarebbe stato inaccettabile. Ma i siti della difesa antimissile sarebbero solo l’elemento più vistoso della NATO in Ucraina. Gli Stati Uniti non cercano nemmeno di nascondere il fatto di schierarvi strutture di ricerca dei virus e chimici; si può immaginare cosa farebbero se non ci fosse alcuna resistenza? La Russia può restare tranquilla mentre la NATO stringe sempre più il cappio intorno al suo collo, mentre milioni di vite russe vengono compromesse in Ucraina con eventi che prendono una piega sfavorevole?
Giocando tale gioco geopolitico, l’occidente si avvicina alla linea rossa della minaccia all’equilibrio di forze regionali del Mar Nero e, potenzialmente, di tutta l’Eurasia. Gli interessi della Russia nella regione non sono astratti, ma una realtà con cui l’occidente deve fare i conti. Mai un dialogo occidente-Russia potrebbe procedere secondo il modello che vede la Russia fare sempre concessioni ritirandosi… C’è un aspetto positivo, molti politici occidentali cominciano a rendersene conto. La reazione emotiva che minaccia sanzioni, ecc., non ha nulla a che fare con un qualsiasi aiuto all’Ucraina, finanziario o militare. E’ inutile sprecare tempo e fatica cercando di accordarsi con coloro che in occidente ignorano regolarmente il diritto internazionale e i principi della sovranità statale, mentre perseguono a qualunque costo i propri obiettivi, ossessionati dall’idea dell’espansione della NATO verso Est. Dovrebbero essere decisamente ignorati. Questo modo di trattarli sarebbe molto più efficace, come gli eventi in Crimea e Ucraina dimostrano.

crimeaLa ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina: la Federazione Russa soccorre la Crimea

Ucraina, Crimea e la reazione della Federazione Russa
Alessandro Lattanzio, 1/3/2014

crimea_map_3Il Primo ministro della Repubblica autonoma di Crimea, Sergej Aksenov, ha preso il comando temporaneo di tutte le forze militari e unità di sicurezza locali ed ha invitato la Russia a garantire la pace nella Repubblica autonoma di Crimea, informano le agenzie della Crimea. “Assumo il comando temporaneo delle unità del ministero dell’Interno, del Consiglio di sicurezza, del ministero dell’Emergenza, delle Forze Armate e della Marina Militare, della Guardia di finanza e delle guardie di frontiera dell’Ucraina, in quanto Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica autonoma di Crimea ed ottenere i poteri conferitimi dal Consiglio Supremo della Repubblica di Crimea. Chiedo ai comandanti di eseguire i miei ordini o di lasciare le loro posizioni” ha detto Aksenov, nominato dal parlamento di Crimea. “Mi appello al presidente russo Vladimir Putin per aiutarci a mantenere la sicurezza per i civili“, ha detto il Primo ministro. Aksenov aveva detto che la Crimea cercava assistenza finanziaria dalla Russia. Inoltre la flotta russa nel Mar Nero annunciava di aver “concordato con le autorità della Crimea la protezione congiunta dei siti della flotta russa nel Mar Nero“. Il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica autonoma di Crimea Sergej Aksenov aveva già annunciato che le autorità della Crimea e la flotta russa del Mar Nero si erano accordati per proteggere congiuntamente i siti strategici. Mentre i deputati russi presentavano in parlamento un disegno di legge per semplificare l’assorbimento di nuovi territori nel Paese,  truppe russe occupavano l’aeroporto di Sebastopoli. Secondo la legge presentata dal partito di opposizione Russia Giusta, la decisione sull’adesione di una regione di uno Stato straniero alla Russia dovrebbe essere presa tramite un referendum. “Ci sono stati casi, nella prassi internazionale, quando una parte di uno Stato s’è unita a un altro Stato, senza la firma di un trattato internazionale. Inoltre, il diritto internazionale non richiede la conclusione di un trattato con uno Stato estero“. Gli autori avevano dichiarato che la normativa è un obbligo della Russia nell’ambito dell’accordo di amicizia firmato nel 1997. Secondo l’accordo, la Russia e l’Ucraina adottano misure volte a impedire violenze nazionale, etnica o religiosa contro gruppi di cittadini. Il partito Russia Giusta ha presentato anche un altro disegno di legge per facilitare la procedura della concessione della cittadinanza russa agli ucraini. Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto l’approvazione dalla Camera alta del parlamento per inviare le forze armate russe in Ucraina. Putin, che deve ancora parlare pubblicamente della crisi in Ucraina, ha chiesto il permesso di usare la forza militare in risposta alle minacce contro i cittadini russi e il pericolo posto alle basi navali russe in Crimea. Le truppe russe rimarranno fin quando la “situazione politico-sociale nel Paese sarà normalizzata“, ha detto il Cremlino. L’approvazione del Consiglio della Federazione è necessaria per impiegare le forze russe al di fuori del Paese. Il Consiglio della Federazione della Russia, quindi, ha approvato all’unanimità la richiesta del presidente Vladimir Putin di usare le forze militari russe in Ucraina, per risolvere le turbolenze nel Paese diviso. La Camera alta del parlamento russo ha votato a favore dell’invio di truppe nella Repubblica Autonoma di Crimea per garantire pace e ordine nella regione “fin quando la situazione socio-politica del Paese sarà stabilizzata“. Il dibattito al Consiglio della Federazione ha rivelato l’unanimità de parlamentari russi, che condividono le preoccupazioni sugli eventi in Ucraina, ovvero che il potere è stato usurpato e che la situazione veniva deteriorata dai fascisti che minacciano la vita degli oppositori, in particolare dei cittadini russi che vivono in Ucraina.
All’estero, un commento pubblicato sul Quotidiano del Popolo, giornale del Partito Comunista, accusava la forte reazione di Pechino al crescente scontro tra occidente e Russia dopo la caduta di Viktor Janukovich. “Le teorie politiche, economiche e di sicurezza della guerra fredda ancora influenzano molte persone sulla loro concezione del mondo, e alcuni occidentali hanno ancora del risentimento verso la Russia“. Invitando i Paesi occidentali ad “abbandonare il loro pensiero obsoleto“, ampliare la cooperazione e a “Liberarsi dalle catene della mentalità della Guerra Fredda, impedendo uno scontro inutile e consentendo fluidità nelle relazioni internazionali“. Il commento era stato pubblicato con lo pseudonimo di “Zhong Sheng”, (Voce della Cina), spesso utilizzato per esprimere un punto di vista ufficiale sulla politica estera. Janukovich aveva visitato la Cina nel dicembre 2013, firmando degli accordi con la Cina che avrebbero portato in Ucraina circa 8 miliardi di dollari di investimenti. L’agenzia Xinhua aveva dichiarato, a dicembre, che le potenze occidentali dovrebbero smetterla d’immischiarsi negli affari dell’Ucraina e di manipolare le “opinioni del popolo” sull’accordo commerciale con l’Unione europea. Infine, Sergej Shojgu, ministro della Difesa della Russia, dichiarava di negoziare accordi per l’installazione di basi militari a Cuba, Venezuela, Nicaragua, Seychelles, Singapore ed altri Stati. Mosca ha basi militari nei seguenti Paesi:
In Kirghizistan, la base aerea di Kant.
In Ucraina, la base navale di Sebastopoli e la base aerea di Gvardejskoe Kacha, in Crimea.
In Transnistria un gruppo formato da una brigata di fanteria motorizzata, un reggimento di difesa aerea, un reggimento di collegamento presso una base aerea.
In Armenia, una base dell’esercito con circa 2500 soldati.
In Tagikistan, tre basi militari con più battaglioni.
Inoltre, il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Vitalij Churkin, dichiarava che la Russia è contraria a una mediazione sulla situazione in Crimea, proposta dalla rappresentante permanente degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, la guerrafondaia ‘umanitaria’ Samantha Power. Secondo Churkin, “alle autorità della Crimea dovrebbe essere chiesto cosa pensano di tale missione. In ogni caso, siamo contro l’imposizione di una mediazione”. L’inviato alle Nazioni Unite della Russia ha anche sottolineato che l’accordo del 21 febbraio è la chiave per risolvere la crisi in Ucraina. “Il modo migliore per risolvere la crisi è la serietà” verso l’accordo siglato la settimana precedente. Alla domanda sulla volontà della Russia d’intervenire militarmente, Churkin ha riso, “Davvero, la questione si aggrava!
Infine, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) è profondamente preoccupata per la situazione ucraina, dichiarava il segretario generale della CSTO Nikolaj Bordjuzha. “Ci sono destabilizzazione e caos, gli estremisti non hanno deposto le armi, ma dichiarano l’intenzione di “mettere ordine” in ogni regione ucraina, minacciando ritorsioni e distruggendo i monumenti commemorativi degli eroi della Grande Guerra Patriottica che liberarono l’Ucraina dai nazisti. Vi sono crescenti manifestazioni di ultranazionalismo, russofobia e antisemitismo. Tutto questo avviene con un cambio di regime imposto e in violazione dell’accordo di transazione concluso tra il presidente ucraino e l’opposizione il 21 febbraio. I ministri degli esteri di Francia, Germania e Polonia che hanno garantito il patto sostenuto dagli Stati Uniti, l’hanno sconfessato violandolo e negando il riconoscimento della legittimità del presidente ucraino cui avevano dato assicurazioni. Esortiamo tutte le parti a fermare lo scontro e le azioni anticostituzionali, ad adottare il dialogo e a lavorare per ripristinare stabilità e sicurezza. L’assenza di un atteggiamento costruttivo e del rispetto degli interessi dei Paesi terzi, nel processo di risoluzione della crisi ucraina, porterà ad  ulteriore deterioramento della situazione, anche in Europa“, ha osservato Bordjuzha.

Fonti:
RussiaToday
Voice of Russia
RussiaToday
Reuters
The Moscow News
RIAN
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La Federazione Russa osserva gli eventi in Ucraina con attenzione mentre Janukovich reagisce
Galina Zobova e Helmut Joachim Schmidt Modern Tokyo Times 1 marzo 2014

159756000La Federazione Russa è giustamente concentrata sugli eventi in Ucraina a causa del “golpe” che ha alterato rapidamente il panorama politico a Kiev. Il deposto presidente Victor Janukovich ha saggiamente lasciato l’Ucraina una volta apparso che i radicali stavano avendo il sopravvento. Dopo tutto, dati i nazionalisti ucraini e le loro violenze, Janukovich non aveva altra scelta. Dal rovesciamento di Janukovich è chiaro che l’Ucraina è in bilico, economicamente e politicamente. Soprattutto vi sono potenti realtà etniche, religiose e geopolitiche legate all’Ucraina. Pertanto, è stato assai imprudente per i governi occidentali invadere la politica interna di questa nazione. Dopo che Janukovich è fuggito da Kiev, appare chiaro che l’agenda nazionalista filo-occidentale s’è accelerata. Questo vale per la demonizzazione di Janukovch, in particolare per il suo presunto stile di vita sontuoso. Se questa realtà è vera nella misura indicata, e non è solo discredito programmato, allora è chiaro che Janukovich non poteva non subire tale enorme caduta. Tuttavia, dati gli obiettivi dei nazionalisti ucraini e di certi governi occidentali, bisognosi di screditare al massimo Janukovich, nulla è certo nel mondo della manipolazione e propaganda, e questo vale per tutti.
Lee Jay Walker dice a Modern Tokyo Times: “Indipendentemente da ragioni e torti di Janukovich, è chiaro che se fosse stato così impopolare alle prossime elezioni lo avrebbero fatto decadere, assieme a tutte le persone a lui legate. Eppure, nazionalisti e manifestanti hanno deciso di alzare la posta una volta che Janukovich ha accettato il pacchetto economico offerto dalla Federazione Russa. Dato il misero pacchetto economico dell’Unione Europea (UE), a prescindere da chi lo supporto, qualcosa non va. Questo vale sia per il grave errore di calcolo dell’Unione europea che per qualsiasi altro motivo che infiamma le passioni in Ucraina. Dopo tutto, è noto che i sentimenti antirussi sono potenti tra i nazionalisti ucraini. Pertanto, UE e USA hanno usato le forze pro-europee che chiederebbero un cambio radicale in Ucraina, modificando occultamente il panorama politico rimanendo nell’ombra?
Quanto sopra è aperto al dibattito, ma chiaramente potenti nazioni occidentali e del Golfo (anche la Turchia è coinvolta) sembrano destabilizzare molte parti di Medio Oriente, Nord Africa e sud-est asiatico, in particolare in Afghanistan, Pakistan (autoindotto e ispirato in passato dalle potenze del Golfo e occidentali), Iraq, Libia e ora Siria. Infatti, l’ex-Jugoslavia fu divisa rapidamente per via degli intrighi delle potenze occidentali, e Bosnia e Kosovo rimangono “casi disperati.” Inoltre, il Kosovo è un luogo dove i cristiani ortodossi sono perseguitati dai nazionalisti albanesi e la criminalità è assai diffusa. Soprattutto la Federazione Russa sa benissimo che Georgia e Turchia, due nazioni pro-Washington, ospitano terroristi islamici ceceni. Ciò significa che molte parti del mondo sono vittime degli intrighi dei soliti giocatori.
Jnukovych dice: “Il potere in Ucraina è stato sequestrato da nazionalisti, neo-fascisti che rappresentano una minoranza assoluta del popolo… non sono stato rovesciato, sono stato costretto a lasciare l’Ucraina sotto la minaccia immediata alla vita mia e dei miei cari.” Accusa i nazionalisti e l’ingerenza estera per la situazione attuale, perché, Janukovich dice: “Indico la responsabilità di ciò in coloro che ora sono al potere… e nei rappresentanti dell’occidente, anche degli Stati Uniti, che hanno dato il loro sostegno a Maidan.” Janukovich ha anche dichiarato, dal sud della Russia, che “ho intenzione di continuare a lottare per il futuro dell’Ucraina, contro terrore e paura. Oggi ci sono illegalità, mancanza di autorità e terrore. Le decisioni in parlamento sono state prese sotto costrizione.” Nonostante ciò, è chiaro che le nuove élite in Ucraina desiderano la testa di Janukovich. Arsen Avakov, ministro degli Interni dell’Ucraina, è fermamente convinto che Janukovich debba affrontare l’accusa di strage di civili durante le manifestazioni a Kiev. Eppure, perché Avakov non ha anche accusato coloro che hanno ucciso agenti della sicurezza? Molte immagini mostrano i manifestanti nazionalisti con armi da fuoco e altre armi, contro le forze di sicurezza. Sicuramente, se la nuova Ucraina vuole essere trasparente e democratica dovrebbe processare coloro che controllavano tali persone. Dopo tutto, da dove hanno preso le armi da fuoco e come mai sparivano così in fretta se non erano controllati? Lee Jay Walker dice: “Gli eventi in Ucraina seguono i soliti intrighi dell’occidente, perché l’economia ucraina soffre ancora di più del caos conseguente. Le tensioni in Crimea e in altre parti del Paese sono estremamente alte. Soprattutto le nuove élite a Kiev hanno ricevuto nella loro ciotola le elemosine occidentali e del Fondo Monetario Internazionale. Ciò significherà notevole sofferenza economica, con l’Ucraina che affronterà il cocktail assai pericoloso di incertezza economica, divisioni nazionalistiche, tensioni religiose, giochi di potere di forze estere e colpo di Stato. Pertanto, con tale caos generato dagli intrighi delle potenze occidentali e dal nazionalismo ucraino, le élite politiche di Mosca fanno bene ad osservare con molta attenzione tali eventi ed anche ad essere pronte ad ogni scenario“.
Va da sé che la Federazione russa spera che la stabilità torni in Ucraina. Eppure, le élite di Mosca sanno che consegnare all’occidente “un centimetro” può essere molto pericoloso, quindi la Federazione russa non deve farsi imporre dettati in una zona di grande importanza strategica. Allo stesso modo, la Federazione russa teme per i cittadini russi minacciati dai nazionalisti ucraini. Speriamo che tutte le parti facciano passi indietro per evitare che la crisi degeneri. Tuttavia, la Federazione Russa non può mostrarsi debole, perché l’allargamento di NATO e UE continua.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Navi russe arrivano in Crimea, Ucraina

Alexander Doyle WikistrikeReseau International 26 febbraio 2014

1171_174 navi da sbarco russe sono partite da Anapa in Russia, dirette per Sebastopoli, Ucraina. Lo scenario del ritorno della Crimea alla Russia si afferma. Si avvia l’aiuto ai separatisti. In Crimea le bandiere russe sventolano sugli edifici pubblici, questo polmone economico dell’Ucraina è sempre stata una regione filo-russa e russofona.

Fonte russa

La Russia invia truppe in Crimea
La marina russa ha confermato l’invio della fanteria da sbarco a Sebastopoli, in Crimea. Il dispiegamento di truppe in Ucraina è iniziato il 23 febbraio. La Russia ha anche confermato che su una grande nave da assalto anfibio, la Nikolaj Filchenkov, la flotta del Mar Nero della Federazione russa, dalla base di Temrjuk (Russia) ha inviato diverse centinaia di uomini. La Filchenkov ha anche sbarcato dieci BTR-80 e 80 veicoli corazzati, secondo il sito web della Marina russa.
Quattro Iljushin Il-76 hanno assicurato i collegamenti aerei, questo fine settimana, da una base aerea presso Mosca, trasportando forze speciali aviotrasportate nella città di Anapa, sul Mar Nero. Anche sei elicotteri da trasporto Mil Mi-8 vi sono stati inviati. Secondo il giornale russo Izvestija, quattro velivoli sono decollati dalla città russa di Kubinka, con a bordo un reggimento di truppe speciali, diretti verso Sebastopoli.
Il video qui sotto mostra il movimento delle truppe russe, nella regione di Novorossijsk, verso l’Ucraina, domenica 23 febbraio 2014.

bhvafxciyaaxyunDurante la rivolta a Kiev della scorsa settimana, la Russia ha discretamente inviato il consigliere principale di Putin, Vladislav Surkov, ad incontrare il leader della Crimea Anatolij Mogiljov, il Presidente legislativo della Crimea Vladimir Konstantinov e il Governatore di Sebastopoli, Vladimir Jatsuboj. Incontri si sono svolti anche a Mosca con Sergej Naryshkin, presidente della Duma di Stato della Russia.
Il 20 febbraio, un funzionario del governo russo ha detto al Financial Times che la Russia è pronta alla guerra per la Crimea. “Se l’Ucraina si frantuma, s’innescherà una guerra“, avrebbe detto. “Perderà per prima la Crimea, perché ci andremo e la proteggeremo, come abbiamo fatto in Georgia.”

Fonti: Flot.com, Financial Times, Izvestia, JDS

Rimosso l’ambasciatore degli Stati Uniti in Russia
RIA Novosti 26/02/2014

578846L’ambasciatore statunitense in Russia Michael McFaul ha dovuto lasciare Mosca dopo due anni segnati da incidenti diplomatici e senza appianare i rapporti spesso tesi tra le due nazioni. Il sostituto di McFaul non è ancora noto, anche se il quotidiano russo Kommersant ha indicato un certo numero di diplomatici con esperienza del mondo post-sovietico. L’ambasciatore uscente ha detto che ha intenzione di tornare a lavorare presso la Stanford University, dove ha insegnato prima di entrare nel servizio. Il presidente Barack Obama ha proposto McFaul quale ambasciatore degli Stati Uniti nel settembre 2011, prima fu assistente speciale del Presidente e direttore per la Russia e gli affari eurasiatici al Consiglio di Sicurezza Nazionale. McFaul ha citato la semplificazione del regime dei visti tra i due Paesi e l’aumento del fatturato commerciale quali grandi successi del suo mandato. Descrive anche lo sviluppo di posizioni più strette sulla proliferazione nucleare in Corea democratica e Iran quali culmine del suo mandato.
I detrattori di McFaul in Russia hanno notato che dedicava ciò che ritengono un’eccessiva attenzione ai gruppi di opposizione. L’ambasciatore ha confutato queste accuse, sostenendo che era suo compito contattare la società civile in Russia, pur sottolineando che il suo lavoro quotidiano era mantenere i contatti con i funzionari del governo russo. Annunciando l’intenzione di lasciare il suo posto, McFaul ha scritto all’inizio di questo mese che considera il suo incarico un successo. “Da quando abbiamo deciso di ripristinare le relazioni con la Russia cinque anni fa (sì, io non ho paura di usare la parola “reset”!), abbiamo fatto molto“, ha scritto sul suo blog il 4 febbraio.
Kommersant ha citato proprie fonti sui possibili sostituti di McFaul: John Tefft, ex-ambasciatore in Ucraina, Georgia e Lituania; Steven Pifer, specialista sul controllo degli armamenti ed  ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina alla fine degli anni ’90 e Carlos Pascual, ambasciatore in Ucraina nel 2000-2003, dopo esser stato assistente speciale del presidente e direttore del Consiglio nazionale superiore per la Russia, l’Ucraina e l’Eurasia. Un altro potenziale candidato nominato dal quotidiano è la sottosegretaria per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale Rose Gottemoeller, capo negoziatore statunitense del nuovo trattato START con la Russia.
Il Vicecapo missione Sheila Gwaltney assumerà le funzioni di ambasciatore dopo la partenza di McFaul.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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