Scontro navale tra Corea del Nord e del Sud

Konstantin Asmolov Nuovo Oriental Outlook 09/04/2014

northkorea-8bf0bab48301cbf27686e2d795f8969354e64714-s6-c30Il 31 marzo 2014 c’è stato uno scontro a fuoco in mare tra Corea del Nord e del Sud, durante cui  nessuno è rimasto ferito. Ciò s’è verificato per i seguenti motivi:
A differenza degli anni precedenti, nel 2014, la Corea democratica ha fatto ricorso ad una risposta simmetrica allo svolgersi regolare delle esercitazioni militari di Corea del Sud e Stati Uniti nelle vicinanze del confine marittimo della Corea democratica, importante punto controverso. Il nocciolo della questione è che nel 1953, la frontiera terrestre fu decisa da entrambe le parti, mentre il confine marittimo fu imposto unilateralmente al Nord, lasciando la maggior parte del Mar Giallo, tra cui diverse isole d’importanza strategica, alla Corea del Sud. La Corea democratica non riconosce tale confine e sostene che vada stabilito più a sud. Quindi, c’è un contenzioso sulle acque tra i due Paesi.  Tale problema persiste ancora oggi. Nel 2007, nel corso di un summit tra i leader di Corea del Nord e del Sud, Kim Jong-il e Roh Moo-hyun s’incontrarono per risolvere il problema. L’equivalente di una zona demilitarizzata doveva essere aperta alle imbarcazioni civili di entrambi i Paesi. Tuttavia, nel 2008, il partito conservatore andò al potere in Corea del Sud abbandonando questi piani. Il confine marittimo rimase fonte di tensioni. Ciò divenne più evidente nel 2010, durante l’incidente con la corvetta Cheonan e il bombardamento di Yeonpyeong.
Nell’incidente che ha avuto luogo alla fine di marzo, i nordcoreani inizialmente lanciarono diversi missili a corto raggio. Poi, secondo i militari della Corea del Sud, lanciarono due missili Rodong, dei missili balistici. Ciò portò ad una “condanna de jure” da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e alla prevedibile reazione della Corea democratica. Infine, la Corea democratica ha annunciato un’esercitazione dell’artiglieria dopo aver informato il Sud e “chiuso” l’area in cui i proiettili dovevano cadere. La maggior parte cadde nelle acque della Corea del Nord, ma alcuni di essi (i dati differiscono) caddero sulle acque contese. La presidentessa Park Geun-hye e i rappresentanti della leadership militare della Corea del Sud affermarono ripetutamente che, “Replicheremo adeguatamente alle provocazioni della Corea del Nord“. Ciò causò il bombardamento sudcoreano delle acque nordcoreane, dopo l’evacuazione della popolazione dalle isole nella zona del possibile conflitto, nel caso in cui la Corea democratica rispondesse. Sulla base dei dati attuali, tuttavia, la situazione non degenerava. Tutti i bombardamenti finirono nelle acque ed entrambe le parti fecero i dovuti appelli ad evitare provocazioni. Anche se non è chiaro come la situazione si svilupperà, i mass media sudcoreani hanno riferito razionalmente, sottolineando che i sud-coreani furono informati delle imminenti esercitazioni d’artiglieria. In questo contesto, si dovrebbe prestare attenzione alla pronta risposta della Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hong Lei, quel giorno ha invitato le parti interessate nella penisola coreana a mantenere sobrietà, moderazione e cautela, nelle parole e negli atti, per evitare un’ulteriore escalation del conflitto. Questo è un buon segno, dato che le prime relazioni sul bombardamento fecero riferimento al bombardamento del 2010, quando a causa di un errore tecnico avutosi durante un’esercitazione, e al desiderio di superiorità, le acque nordcoreane furono bombardate. La Corea democratica in risposta bombardò la base militare più vicina della Corea del Sud. Nel bombardamento due soldati e due operai militari furono uccisi. Sebbene la reazione della Corea del Sud dimostrasse scarsa preparazione, rispose al bombardamento infliggendo al nemico dei danni. Ciò fu seguito dal netto peggioramento della situazione, bloccato da una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU convocato da Russia e Cina. Il caso fu risolto senza spargimento di sangue.
Le relazioni inter-coreane oggi sono una combinazione di due tendenze opposte, dichiarazioni di pace e fiducia combinate ad azioni contrastanti. La situazione sarà descritta più in dettaglio nei prossimi articoli, ma vale la pena notare ora che la prudenza dei militari e dei politici di entrambi i Paesi sono volte ad evitare un’escalation del conflitto. Anche se le esercitazioni della Corea del Sud prevedono azioni offensive, compreso l’uso di vettori nucleari, e la Corea del Nord non esclude lo svolgimento di test nucleari in risposta ad ulteriori provocazioni da parte del Sud, non vi è stato alcun aggravarsi della situazione in questo momento, ed è una buona cosa.

NLL-and-DPRK-alternativeKonstantin Asmolov, PhD, Senior Fellow presso il Center for Korean Studies dell’Institute for Far Eastern Studies, in esclusiva per la rivista online “Nuovo Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La crisi ucraina vista dalla Cina

Valentin Vasilescu Reseau International 19 marzo 2014

9highres_00000401419611Il progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, elaborato dagli Stati Uniti, sul referendum in Crimea è stato respinto con veto russo. La Cina, uno dei cinque membri permanenti non ha votato come la Russia, ma si è astenuta. La Crisi ucraina ha creato una frattura nel rapporto tra le due maggiori potenze mondiali? La cooperazione nella produzione della Difesa tra l’Ucraina e la Cina è forte e durevole. Nei primi anni dell’indipendenza, l’Ucraina ha venduto ai cinesi uno dei prototipi del Sukhoj Su-33, versione imbarcata del Su-27, e contribuito a copiarlo con il nome di J-15. Questo velivolo è già in servizio sulla portaerei cinese Varjag (classe Admiral Kuznetsov), acquistata dall’Ucraina nel 1998. Durante la progettazione del nuovo velivolo da trasporto pesante Y-20, i cinesi hanno anche beneficiato dell’esperienza della celebre società ucraina Antonov. Sappiamo che la marina cinese ha ordinato quattro hovercraft d’assalto anfibio classe Zubr, i primi due sono già stati costruiti in Ucraina e consegnati alla Cina. La costruzione degli altri due avverrà nei cantieri cinesi con parti ucraine e sotto la supervisione ucraina. L’hovercraft è il più grande al mondo ed è può sbarcare su una spiaggia tre carri armati, 10 veicoli APC, MLT o 500 fanti di marina.
L’astensione sulla Crimea permette flessibilità alla Cina. In primo luogo, garantisce che gli ucraini continuino a lavorare con essa, almeno sui progetti delle navi classe Zubr. D’altra parte, la Cina non si opporrebbe a una decisione degli Stati Uniti e dei suoi alleati europei d’intervenire militarmente a favore dell’Ucraina, o di armare gli ucraini con armi di nuova generazione, direttamente o con intermediari, come i ribelli islamici in Siria. Perché così la Cina ha mano libera per intervenire militarmente nel Sud-Est asiatico, citando il precedente ucraino. Le attrezzature militari acquistate dall’Ucraina sono di vitale importanza per la Cina, un Paese che alla fine di quest’anno sarà la prima economia mondiale e che cerca il pretesto opportuno per ridurre la leadership militare degli Stati Uniti nel Pacifico occidentale. Ciò può essere fatto solo rompendo il blocco imposto dagli Stati Uniti con i suoi alleati nella regione, assumendo così il controllo delle rotte marittime che permettano il libero accesso della Cina agli oceani Indiano e Pacifico. La direzione strategica principale per garantire l’accesso della Cina all’oceano Pacifico è il controllo delle rotte marittime nell’area tra l’arcipelago giapponese di Okinawa (Ryukyu) e Taiwan. Le isole Senkaku, sono situate tra Miyako Island e Taiwan, e sono costituite da otto isole appartenenti al Giappone, reclamate di recente in modo più aggressivo dalla Cina. I cinesi hanno ampliato la loro area di azione nel Mar Cinese Orientale, tra Giappone e Taiwan, sulle isole Senkaku (giapponesi) creando una zona di sorveglianza marittima e aerea con l’aiuto di 78 droni da media ed alta quota.
Con l’arcipelago Senkaku, tra gli obiettivi della Cina vi è anche Taiwan, alleato chiave degli Stati Uniti nella regione, abitata da cinesi e appartenente alla Cina fino alla seconda guerra mondiale.

Valentin Vasilescu, pilota ed ex-vicecomandante della base militare presso l’aeroporto di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest nel 1992

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Navi russe arrivano in Crimea, Ucraina

Alexander Doyle WikistrikeReseau International 26 febbraio 2014

1171_174 navi da sbarco russe sono partite da Anapa in Russia, dirette per Sebastopoli, Ucraina. Lo scenario del ritorno della Crimea alla Russia si afferma. Si avvia l’aiuto ai separatisti. In Crimea le bandiere russe sventolano sugli edifici pubblici, questo polmone economico dell’Ucraina è sempre stata una regione filo-russa e russofona.

Fonte russa

La Russia invia truppe in Crimea
La marina russa ha confermato l’invio della fanteria da sbarco a Sebastopoli, in Crimea. Il dispiegamento di truppe in Ucraina è iniziato il 23 febbraio. La Russia ha anche confermato che su una grande nave da assalto anfibio, la Nikolaj Filchenkov, la flotta del Mar Nero della Federazione russa, dalla base di Temrjuk (Russia) ha inviato diverse centinaia di uomini. La Filchenkov ha anche sbarcato dieci BTR-80 e 80 veicoli corazzati, secondo il sito web della Marina russa.
Quattro Iljushin Il-76 hanno assicurato i collegamenti aerei, questo fine settimana, da una base aerea presso Mosca, trasportando forze speciali aviotrasportate nella città di Anapa, sul Mar Nero. Anche sei elicotteri da trasporto Mil Mi-8 vi sono stati inviati. Secondo il giornale russo Izvestija, quattro velivoli sono decollati dalla città russa di Kubinka, con a bordo un reggimento di truppe speciali, diretti verso Sebastopoli.
Il video qui sotto mostra il movimento delle truppe russe, nella regione di Novorossijsk, verso l’Ucraina, domenica 23 febbraio 2014.

bhvafxciyaaxyunDurante la rivolta a Kiev della scorsa settimana, la Russia ha discretamente inviato il consigliere principale di Putin, Vladislav Surkov, ad incontrare il leader della Crimea Anatolij Mogiljov, il Presidente legislativo della Crimea Vladimir Konstantinov e il Governatore di Sebastopoli, Vladimir Jatsuboj. Incontri si sono svolti anche a Mosca con Sergej Naryshkin, presidente della Duma di Stato della Russia.
Il 20 febbraio, un funzionario del governo russo ha detto al Financial Times che la Russia è pronta alla guerra per la Crimea. “Se l’Ucraina si frantuma, s’innescherà una guerra“, avrebbe detto. “Perderà per prima la Crimea, perché ci andremo e la proteggeremo, come abbiamo fatto in Georgia.”

Fonti: Flot.com, Financial Times, Izvestia, JDS

Rimosso l’ambasciatore degli Stati Uniti in Russia
RIA Novosti 26/02/2014

578846L’ambasciatore statunitense in Russia Michael McFaul ha dovuto lasciare Mosca dopo due anni segnati da incidenti diplomatici e senza appianare i rapporti spesso tesi tra le due nazioni. Il sostituto di McFaul non è ancora noto, anche se il quotidiano russo Kommersant ha indicato un certo numero di diplomatici con esperienza del mondo post-sovietico. L’ambasciatore uscente ha detto che ha intenzione di tornare a lavorare presso la Stanford University, dove ha insegnato prima di entrare nel servizio. Il presidente Barack Obama ha proposto McFaul quale ambasciatore degli Stati Uniti nel settembre 2011, prima fu assistente speciale del Presidente e direttore per la Russia e gli affari eurasiatici al Consiglio di Sicurezza Nazionale. McFaul ha citato la semplificazione del regime dei visti tra i due Paesi e l’aumento del fatturato commerciale quali grandi successi del suo mandato. Descrive anche lo sviluppo di posizioni più strette sulla proliferazione nucleare in Corea democratica e Iran quali culmine del suo mandato.
I detrattori di McFaul in Russia hanno notato che dedicava ciò che ritengono un’eccessiva attenzione ai gruppi di opposizione. L’ambasciatore ha confutato queste accuse, sostenendo che era suo compito contattare la società civile in Russia, pur sottolineando che il suo lavoro quotidiano era mantenere i contatti con i funzionari del governo russo. Annunciando l’intenzione di lasciare il suo posto, McFaul ha scritto all’inizio di questo mese che considera il suo incarico un successo. “Da quando abbiamo deciso di ripristinare le relazioni con la Russia cinque anni fa (sì, io non ho paura di usare la parola “reset”!), abbiamo fatto molto“, ha scritto sul suo blog il 4 febbraio.
Kommersant ha citato proprie fonti sui possibili sostituti di McFaul: John Tefft, ex-ambasciatore in Ucraina, Georgia e Lituania; Steven Pifer, specialista sul controllo degli armamenti ed  ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina alla fine degli anni ’90 e Carlos Pascual, ambasciatore in Ucraina nel 2000-2003, dopo esser stato assistente speciale del presidente e direttore del Consiglio nazionale superiore per la Russia, l’Ucraina e l’Eurasia. Un altro potenziale candidato nominato dal quotidiano è la sottosegretaria per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale Rose Gottemoeller, capo negoziatore statunitense del nuovo trattato START con la Russia.
Il Vicecapo missione Sheila Gwaltney assumerà le funzioni di ambasciatore dopo la partenza di McFaul.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

“La potenza navale USA è in calo” ironizzano

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 18/01/2014

x-47b-drone-launch-from-carrierIl 3 gennaio l’Ammiraglio Viktor Bursuk, il Vicecomandante della marina russa che supervisiona l’approvvigionamento degli armamenti, ha detto che la Marina Militare della Russia si aspetta di ricevere 40 nuove navi da guerra e navi ausiliarie nel 2014. In aggiunta alle navi di superficie di varie classi, la Marina riceverà anche il terzo sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare classe Borej, il Vladimir Monomakh, e un sottomarino diesel-elettrico classe Varshavjanka. La Russia continuerà la riparazione e la revisione dell’incrociatore lanciamissili a propulsione nucleare Admiral Nakhimov e di tre sottomarini d’attacco a propulsione nucleare, per quest’anno. L’Admiral Nakhimov dovrebbe rientrare nella marina russa nel 2018 con a bordo sistemi d’arma più avanzati, hanno detto a giugno dello scorso anno i cantieri Sevmash. Secondo la dichiarazione, le navi ausiliarie commissionate entro la fine del 2014 comprendono l’Igor Belusov, un’avanzata nave da ricerca e salvataggio destinata a potenziare la capacità della marina nel soccorrere sottomarini e navi in difficoltà, ha detto l’ammiraglio. I think tank navali statunitensi riportano che la marina russa avanza, e i suoi componenti d’attacco rinascono. La Cina ha costituito  il suo primo gruppo d’attacco con portaerei, e i suoi nuovi missili costituiscono la prima minaccia per le portaerei statunitensi, mentre la potenza navale del Paese cresce a passi da gigante. Il tutto si svolge sullo sfondo di una US Navy soggetta a tagli che ne minano la capacità di difendere la nazione sul mare. Ad esempio, il congressista Randy Forbes (R-VA), presidente della sottocommissione sul potere marittimo e le forze di proiezione della commissione sulle Forze armate della Camera, ha avvertito di ciò in un’intervista a Real Clear Defense alla fine dello scorso anno. “Siamo tecnicamente ‘inseguiti’ dai missili da crociera antinave cinesi (ASMC) in questo momento”, Forbes ha risposto alla domanda sull’operatività del redattore capo Dustin Walker. “l’ASMC della Marina USA è l’Harpoon, un sistema missilistico antinave ognitempo e oltre l’orizzonte. Sembra avanzato, ma in realtà è stato progettato negli anni ’70 ed ora non può sopravvivere operando contro le più sofisticate minacce antisuperficie che appaiono nella Marina dell’EPL cinese di oggi… Il mio sottocomitato svolge un ruolo di primo piano nel rivedere le opzioni per una nuova arma offensiva anti-superficie (OASuW)”.

Armi ad energia e letalità offensiva
La flotta di superficie dell’US Navy deve diventare più letalmente offensiva. Come Aviation Week ha riferito il 12 gennaio, il viceammiraglio Thomas Copeman, comandante della Forza Navale di Superficie del Pacifico degli Stati Uniti, ha sottolineato “La forza di superficie deve migliorare notevolmente la sua letalità offensiva”. “Dobbiamo passare oltre il missile come sistema difensivo”, dice nel suo “Rapporto per una Flotta di Superficie del 2026”, pubblicato all’inizio di questo mese, in anticipo rispetto alla Conferenza e Simposio dell’associazione della marina di superficie che si tiene il 14-16 gennaio ad Arlington, Virginia. Copeman ha detto, “Lo sviluppo e la traiettoria delle nostre armi devono riequilibrarsi a favore delle armi energetiche per la difesa, che forniranno adeguate capacità e potenzialità necessarie a condurre rapide e sostenute operazioni di combattimento per i prossimi decenni”… ha anche sottolineato che “la Marina deve concentrarsi di più sull’attacco”. L’arma deve essere dotata di “armamenti che possano migliorare notevolmente la letalità della forza di superficie, venendo resi disponibili nel breve termine”.

LRASM
Il Long Range Surface Attack Missile (LRASM) è destinato ad abbattere bersagli di superficie ben oltre gittata delle armi offensive o difensive del nemico. Il LRASM è un programma del DARPA finanziato dall’US Navy per dotare essa e l’US Air Force di un’arma anti-superficie offensiva e di un nuovo missile aerolanciato a lunga gittata anti-superficie. Dopo tre prove riuscite lo scorso anno, si prevede di condurre nel 2014 altri due test navali del missile. Lockheed Martin ha descritto le capacità dell’arma come: “La capacità a lungo raggio del LRASM consentirà d’ingaggiare il bersaglio da ben oltre la gittata del controtiro diretto delle armi. Inoltre, il LRASM utilizza dispositivi di sopravvivenza attivi e passivi per penetrare i sistemi di difesa aerea integrati avanzati.  La combinazione di gittata, sopravvivenza ed efficacia assicura il successo della missione”. Potrà essere lanciato dall’aria o dalla superficie, viaggiare a velocità subsoniche e trasportare un penetratore da 500 chili e una testata a frammentazione. Il missile è sviluppato anche per contrastare la crescente potenza navale cinese nel Pacifico. Un altro sviluppo più ambizioso, attualmente in fase concettuale presso la DARPA, è l’Arc Light, un sistema missilistico progettato per colpire navi di superficie o altri bersagli a distanze di 3000 miglia. La fase terminale del missile sarà accelerata da un razzo ai limiti dell’atmosfera, dove raggiungerà l’ipervelocità planando per migliaia di chilometri, rientrare nell’atmosfera e colpire l’obiettivo in meno di mezz’ora. Un concetto simile sarà dimostrato all’inizio di quest’anno con la seconda prova dell’HTV-2 Falcon di DARPA/US Air Force. Una missione diversa è perseguita dal programma di armi avanzate della DARPA Triple Target Terminator (T3), un’arma per il dominio aereo. Con tale programma l’agenzia sviluppa un missile a velocità elevata e a lunga gittata che può colpire aerei, missili da crociera e obiettivi della difesa aerea nemici. Sarà progettato per essere trasportato internamente da aerei stealth come F-35, F-22 e F-15SE, o esternamente da caccia, bombardieri e UAV. Il T3 permetterebbe al caccia d’attacco di passare rapidamente tra le varie funzioni aria-aria e aria-superficie. Sia Raytheon che Boeing hanno avuto ciascuno un contratto di 21,3 milioni di dollari per lo sviluppo del nuovo missile, che dovrebbe essere testato nel 2014. La Marina sviluppa un modulo da adattare all’attuale classe di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare Virginia aumentandone notevolmente la capacità di colpire bersagli di superficie da santuari oceanici, usando missili da crociera, rendendoli l’arma prescelta nei molti scenari sul Pacifico contro la Cina.

uss-zIl cannone laser sarà testato in mare nei primi mesi del 2014
L’US Navy spende attualmente circa 40 milioni di dollari all’anno nella ricerca per le armi laser. Ora schiera prototipi di armi elettromagnetiche, armi laser a stato solido e velivoli senza pilota subacquei presso unità operative. La tecnologia si distingue offrendo un’ulteriore gamma di attacchi a terra così come funzionalità aggiuntive nella difesa contro missili balistici e da crociera. Il Rail-Gun che ha una gittata di 100 miglia e più, utilizza energia elettrica immagazzinata a boro della nave per generare l’impulso elettromagnetico ad alta velocità sufficiente a spingere una testata ad energia cinetica. Ovviamente, l’attrazione principale del laser è la sua capacità di distruggere bersagli a lunga distanza e alla velocità della luce, e il LaWS ha molti vantaggi sia come arma difensiva che offensiva. L‘US Navy prevede che sia usata per operazioni mirate e segrete, attacchi a sorpresa e di cosiddetta “letalità graduata”. È vista anche come contromisura contro UAV, missili e piccole imbarcazioni. Il capo dell’US Navy ha annunciato i piani per schierare un laser a stato solido a bordo dell’USS Ponce nell’aprile 2014, due anni prima del previsto. La Ponce è assegnata ad una base avanzata dell’US Navy nel Golfo Persico, in un ambiente particolarmente stressante per l’utilizzo di laser difensivi, poiché le condizioni atmosferiche locali degradano la potenza del fascio e le forze iraniane hanno molte opzioni nell’attaccare navi da guerra dai motoscafi ai velivoli senza pilota e ai missili. La dimostrazione in mare per il 2014 rientra in un più ampio calendario a breve termine dell’US Navy per i programmi ad energia. L’Office of Naval Research (ONR) e il Naval Sea Systems Command recentemente hanno compiuto dimostrazioni con laser ad alta energia a bordo di una nave da combattimento, nonché contro aerei telecomandati. L’arma è anche vista come  importante sviluppo da impiegare contro la Cina.
Come Loren Thompson scrisse su Forbes del 6 gennaio, “La domanda è che cosa sta combinando l’US Navy per sostenere il suo ruolo nel Pacifico occidentale mentre la Cina sfrutta i suoi vantaggi geografici nel perseguimento del dominio militare regionale. Le recenti tendenze non sono incoraggianti, e l’attuale approccio alla protezione della flotta probabilmente non avrebbe successo in un serio conflitto se l’Esercito di Liberazione del Popolo risolvesse il suo problema con la ricognizione. L’US Navy ha bisogno di un’arma di svolta, e la ricerca sul laser è una delle poche opzioni disponibili credibili”.

Droni navali
La scorsa estate il drone X-47B dell’US Navy ha completato il suo ultimo turno di prove al largo delle coste della Virginia, diventando così il primo jet senza pilota nella storia ad essere imbarcato su una portaerei operativa. Quest’anno, quattro società competeranno per un contratto di progettazione della prossima versione del X-47B, puntando a farlo decollare nel 2020, secondo l’US Navy. Con un’autonomia di oltre 2100 miglia nautiche, l’X-47 può trasportare armi e può anche essere il precursore di un programma di droni per intelligence, sorveglianza e ricognizione, il tutto attraverso un’avanzato sistema di navigazione GPS, una connessione a una rete ad alta integrità e un software di controllo di volo avanzato per tracciare il territorio. I nuovi droni subacquei oceanici chiamati “Slocum Alianti”, non avranno bisogno di carburante per operare, al contrario delle loro controparti aeree. Saranno alimentati dall’oceano stesso, sorvegliando furtivamente la zona circostante e fornendo informazioni alle altre navi militari. Utilizzando un processo soprannominato “galleggiabilità idraulica”, il drone potrà regolare il proprio dislocamento basandosi sull’acqua che ha intorno. Ciò permette al drone di immergersi, abbassarsi o alzarsi tra le correnti oceaniche,  muovendosi alla velocità di un miglio (1,6 km) all’ora. L’obiettivo dell’US Navy è inviare un drone sottomarino, chiamato “Vela”, lungo rotte costiere per cinque anni. Una flotta di essi potrebbe sciamare sulle coste nemiche, permettendo all’US Navy di eliminare campi minati e rilevare sottomarini nemici. A differenza dei loro cugini aerei, i droni dell’US Navy non sono alimentati da carburante. Invece, traggono energia dal termocline oceanico, una coppia di strati di acqua calda, in prossimità della superficie, e di acqua fredda sotto. I droni furono commissionati dall’US Navy nel 2009, quando investì poco più di 56 milioni dollari per 150 droni “Littoral Battleship-Sensing”. Questi dovrebbero arrivare nel 2014. L’US Navy ha sparato un drone da un sottomarino sommerso, una prodezza che potrebbe rivelarsi preziosa per l’intelligence e la ricognizione nelle operazioni speciali militari future. Il piccolo drone fu lanciato dal tubo lanciasiluri del sottomarino Providence, quindi aprendo le ali è decollato volando per “diverse ore”, dimostrando la capacità di collegamento in video live streaming con il sottomarino, ha detto l’US Navy. Il progetto, che ha ricevuto 15 milioni di dollari in sei anni, è seguito dal Naval Research Laboratory. Il test si svolse presso l’Atlantic Undersea and Evaluation Center dell’US Navy alle Bahamas.

navy_s-ocean-powered-droneLa riubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Israele ha paura del sistema russo S-350E

Valentin Vasilescu, Réseau International, 12 gennaio 2014

almazantei001-4L’S-350E Vitjaz è un sistema mobile antiaereo e anti-balistico limitato, superiore all’ERAM RIM-174 (SM-6) dell’US Navy che dovrebbe entrare in servizio nel 2014 negli Stati Uniti e dopo pochi anni nell’esercito israeliano. L’SM-6 è il vecchio missile superficie-aria SM-2ER Block IV, su cui è stato montato il sistema di guida del missile aria-aria AIM-120C (AMRAAM). Il 2 settembre 2013, al culmine delle tensioni internazionali connesse all’eventuale attacco statunitense alla Siria, l’esercito israeliano, con la complicità degli Stati Uniti, aveva lanciato un missile-bersaglio Ankor da un aereo F-15B. Il missile lanciato dal caccia aveva simulato la traiettoria di un missile balistico dalla gittata di 1000-1500 km. Il lancio fu effettuato dal centro del Mar Mediterraneo verso le coste del Libano. I comandamenti delle unità ELINT dell’esercito israeliano rimasero confusi scoprendo che il loro lancio fu subito individuato da uno sconosciuto complesso antiaereo, simile al sistema navale Aegis, di un cacciatorpediniere russo nel Mediterraneo a 550 chilometri dall’F-15.  L’obiettivo fu inquadrato e inseguito fino a quando non cadde in mare. Infine i russi annunciarono che l’obiettivo sarebbe stato rilevato dal colossale radar di allarme antimissile di Armavir sul Mar Nero, nascondendo così il cacciatorpediniere russo utilizzato per i test dei sistemi S-350E Vitjaz. Le funzionalità dell’S-350E Vitjaz, integrate dall’S-400 Trjumf, è un cocktail micidiale per gli israeliani perché i moderni sistemi antiaerei russi furono creati per proteggere direttamente gli interessi della Russia nel mondo e di cui sono iniziati i negoziati per esportarli nei tradizionali partner della Russia in Medio Oriente. Come Valentin Mandrasescu dimostra, l’azienda russa Sojuzneftegaz ha ottenuto la licenza per sfruttare quattro lotti petroliferi in Siria, al confine con il Libano e presso il porto di Banias. Tali blocchi forniranno tra pochi anni 3,2 milioni di barili al giorno, pari alla produzione del Quwayt. Brutta mossa per il primo ministro israeliano Netanyahu, costretto a visitare Mosca il 20 novembre 2013, incontrando per quattro ore di colloqui diretti Vladimir Putin. Nella breve conferenza stampa  seguita, il primo ministro israeliano ha utilizzato un linguaggio diplomatico in cui sembrava che i due capi di Stato non s’intendessero neanche sullo schieramento di questi sistemi al confine d’Israele, e ancor meno sull’abbandono della loro vendita a Paesi considerati ostili ad Israele.
Con una gittata di 150 km, una velocità di risposta molto alta rispetto a S-300 e S-400, il Vitjaz è un’arma antiaerea a lungo raggio ideale per equipaggiare le navi della Marina russa. La flotta recentemente creata per operare continuamente nel Mediterraneo orientale, e considerata la spina dorsale della forza anti-terrorismo della Russia, è composta da due incrociatori della classe Slava: Moskva e Varjag, e dall’incrociatore a propulsione nucleare della classe Kirov, Pjotr Velikij. Le tre navi sono armate con sistemi S-300PMU-2 ed S-300FM, che saranno sostituiti nel 2014 dall’S-350E Vitjaz. Da un paio di settimane sono stati rilasciati dai cantieri, dopo l’ammodernamento, i cacciatorpediniere Admiral Panteleev e Smetlivij, seguiti dalle fregate Neustrashimij, Ladnij e Pitlivij della stessa flotta. È chiaro che il sistema S-350E Vitjaz è stato montato su questi vascelli. Il Ministero della Difesa della Federazione Russa vuole dotare le truppe di 30 sistemi S-350E nei prossimi quattro anni, realizzando uno scudo antiaereo compatto composto da S-500, S-400, S-350E e Pantsir S-1. L’azienda russa Almaz-Antej ha già presentato il nuovo sistema di difesa aerea S-350E Vitjaz all’air show MAKS 2013. Una batteria terrestre di S-350E è costituita da un centro di controllo su un autoveicolo speciale, due radar attivi phased array AESA resistenti alle interferenze e 6 autoveicoli con 12 lanciamissili ciascuno. I missili sono del tipo uguale all’S-400 Trjumf, i 9M96E2, così anche quelli a gittata più corta, i 9M100. L’S-350E è in grado di rilevare, monitorare e lanciare missili contemporaneamente contro due missili balistici a corto raggio (e a medio raggio), contro 16 aeromobili o 12 missili da crociera. Il nuovo sistema è stato realizzato nel 2013 negli stabilimenti di San Pietroburgo e ha completato i test questo autunno nel poligono di Kapustin Jar. Il passaggio alla produzione in serie per l’impiego su vasta scala dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2014. In un articolo precedente su Voce della Russia, l’Almaz-Antej aveva dichiarato di aver completato l’organizzazione della produzione in serie dei sistemi S-400 Trjumf negli stabilimenti di Nizhnij Novgorod e Kirov. Almaz-Antej inizierà la produzione del nuovo sistema S-500 ed aprirà altri tre impianti per missili balistici diventando il leader mondiale in questa categoria di armamenti.
La Russia aveva offerto alla Romania la possibilità di costruire un impianto a Craiova, oltre a più di 100 MiG-29K/KUB e la tecnologia per la produzione di missili più moderni. I missili superficie-aria 9K338 Igla-S, resistenti alle contromisure elettroniche e dotati di visori notturni, i missili aria-aria R-77RVV-AE (gittata di 100-120 km), soprannominati dagli occidentali Amraamski. Anche missili anticarro laserguidati 9A4172 Vikhr e il missile Kh-35 Uran chiamato Harpoonski in occidente, che può essere lanciato da batterie costiere o da navi da guerra o dai MiG-29M, per attaccare obiettivi terrestri e marittimi. La Romania decise di rifiutare l’offerta dei russi e di aderire alla NATO, comprando armi usate, obsolete e vecchie più di 30 anni.

s350e-1Valentin Vasilescu, pilota ed ex vicecomandante della base militare di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest 1992.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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