‘Nel conflitto ucraino, si può osservare il rapporto tra petrolio, gas e NATO’

Dr. Daniele Ganser, Global Research, 29 agosto 2014
navy-nuclear-cheating-scandal-charlestonSecondo Daniele Ganser, specialista sulla NATO, assistiamo in Ucraina al prossimo passo dell’espansione di tale organizzazione. La Germania dovrebbe seguire perché gli statunitensi hanno il comando e vogliono impedire la nascita di un nuovo asse Mosca-Berlino. Gli Stati Uniti perciò mettono gli Stati europei uno contro l’altro, per continuare a controllarli. La NATO è la più grande e potente alleanza militare da anni. “Deutsche Wirtschafts Nachrichten” ha parlato con lo storico ed esperto della NATO Daniele Ganser sulla sua struttura, il ruolo della Germania nell’organizzazione, la sua influenza nell’UE e il coinvolgimento nel conflitto in Ucraina.

Deutsche Wirtschafts Nachrichten: Il danese Rasmussen s’é appena dimesso da Segretario Generale. Il suo successore sarà probabilmente il norvegese Stoltenberg. Cosa ne pensa dell’influenza degli europei nella NATO?
DG: Penso che l’influenza degli europei nella NATO sia minima, perché è guidata dagli Stati Uniti. Dato che gli europei possono ancora nominare il Segretario Generale, ciò appare spesso nei media europei. Pertanto, sembra che il Segretario Generale sia la persona più importante nella NATO. Tuttavia, non è vero! La persona più influente nella NATO è il SACEUR (Comandante supremo delle forze alleate in Europa) ed è sempre un generale statunitense. La leadership militare è più potente del Segretario Generale ufficiale. L’ex presidente Nixon, una volta disse: “L’unica organizzazione internazionale che non ha mai funzionato è la NATO, semplicemente perché è un’alleanza militare che controlliamo”.

In che modo la NATO impone i suoi interessi all’UE?
Gli ambasciatori della NATO presso tutti i Paesi membri, sono ambasciatori inviati da ciascun Paese al fine di essere informati dei progetti della NATO sui conseguenti passi. I canali sono operativi in modo che la NATO, e in primo luogo gli Stati Uniti, dica: E’ così e ora va fatto. Fu così in particolare con l’11 settembre e la guerra all’Afghanistan. Sostanzialmente gli europei obbediscono. Non hanno mai detto: dobbiamo agire in maniera indipendente. Una politica estera e di sicurezza comune europea non esiste. Siamo ancora indecisi: dovremmo andare in Iraq con gli statunitensi? Gli inglesi si, ma non i francesi. O dovremmo bombardare con gli USA la Libia, Paese dell’OPEC? I francesi l’hanno fatto, non i tedeschi. Gli Stati Uniti hanno molto successo nel mettere contro tra essi i Paesi europei. In questo momento, usano la Germania contro la Russia, naturalmente per gli interessi statunitensi. Questo è il vecchio sistema del “divide et impera”. Non è obiettivo di Washington che UE e Russia cooperino e costruiscano una grande area economica, oltre ad avere i maggiori giacimenti di petrolio e gas. Non sarebbe nell’interesse degli Stati Uniti.

A causa della mancanza di trasparenza, è difficile avere i dettaglia del finanziamento della NATO, come i deputati olandesi hanno scoperto di recente. Sa qualcosa di concreto a riguardo?
No, perché la NATO non è in realtà un’organizzazione trasparente. Condivido la frustrazione del Parlamento olandese, perché ho cercato di avere informazioni sugli eserciti segreti della NATO. Hanno ignorato le mie domande e non sono stato informato di nulla. Alcuni pensano che la NATO sia un’organizzazione democratica e trasparente. Tuttavia non è così. È un’organizzazione militare che si sforza continuamente di mantenere i suoi segreti. Il budget del Pentagono è in ultima analisi assai rilevante e arriva a circa 700 miliardi di dollari l’anno o due miliardi al giorno. Quindi la domanda è, naturalmente, se un giorno del Pentagono equivale a un giorno della NATO, come viene calcolato. Ma queste sono operazioni contabili e possono essere calcolate in modi diversi.

Qual è il ruolo della NATO nel conflitto in Ucraina?
La mia opinione è che la guerra in Ucraina sia centrata su NATO e gas. La NATO dal 1990 ha avviato la corsa verso est. Il primo passo fu la rimozione della DDR dal Patto di Varsavia e l’annessione alla NATO. Perciò dovevano in quel momento accordarsi con Gorbaciov. Cioè che la fusione tra RFT e RDT, molto importante e che saluto molto, fu possibile solo con l’accettazione della Russia, con l’adesione della Germania unificata alla NATO. Ma i russi espressero anche il rifiuto dell’allargamento della NATO. E Gorbaciov disse che la NATO l’aveva garantito. Tuttavia, la NATO non mantenne la parola. Estonia, Lettonia e Lituania furono accolte nella NATO, come Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Successivamente anche Albania e Croazia. Se si considera il punto di vista russo, la NATO tradì la sua parola e ora ancora cerca di prendersi gli elementi mancanti, Ucraina e Georgia, per circondare la Russia. I media occidentali dicono sempre che i russi sono irrazionali e si comportano in modo strano. In realtà si comportano come un giocatore di scacchi che, mossa dopo mossa, perde un giro qui, un cavallo lì e ancora una pedina. I russi sono infastiditi. L’espansione della NATO non viene in alcun modo menzionata dai media occidentali, nemmeno presa in considerazione. È possibile vederla semplicemente prendendo una mappa della NATO nel 1990 e nel 2014.

b8c3f371ffLa NATO vuole solo accerchiare la Russia o vuole anche le risorse del Paese?
E’ la stessa cosa. Arabia Saudita e Russia condividono il primo posto internazionale per lo sfruttamento del petrolio. I russi producono circa 10 milioni di barili al giorno. Anche i sauditi producono circa 10 milioni di barili al giorno. La Russia è il Paese più grande del mondo e ha molti grandi giacimenti di gas. La guerra globale per le riserve di petrolio e gas è anche una lotta contro la Russia. Putin impedirà che l’Ucraina si unisca alla NATO. Dal punto di vista russo, la caduta di Janukovich è stata orchestrata dai servizi segreti occidentali. Come la veda o meno Putin, non importa. Per lui è legittimo dire che “quando arriva l’inverno, potrei chiudere il gas. Oppure posso dire, mi devi altri soldi per il gas”. Ciò significa che nel conflitto ucraino si può osservare il rapporto tra petrolio, gas e NATO in tutta la sua gloria.

Quali sono le indicazioni secondo cui il colpo di Stato in Ucraina fu orchestrato dai servizi segreti occidentali?
Ciò che sappiamo finora è che il 2014 è l’anno del licenziamento di Janukovych e dell’insediamento di Poroshenko. È un dato di fatto. E se guardiamo attentamente, ne vedremo le sottigliezze. Quando fu rimosso? Fu rovesciato nel febbraio 2014 e ora veniamo al nodo cruciale, cioè il peggioramento delle proteste con tiratori scelti a Maidan. E’ interessante notare, i cecchini, secondo le mie informazioni, spararono su manifestanti e agenti di polizia. Molto insolito. Si può pensare che si trattasse di un’azione d’intelligence per precipitare l’Ucraina nel caos. Ciò che l’indica è la conversazione telefonica tra Urmas Paet, ministro degli Esteri dell’Estonia e Catherine Ashton, Alto rappresentante agli Esteri dell’Unione europea. In questa conversazione si dice che dietro i tiratori scelti di Majdan non ci fosse Janukovich, ma qualcuno nella nuova coalizione. Il gruppo intorno Klishko, Jatsenjuk e Poroshenko andato al potere con il colpo di Stato. Se si scopre che Poroshenko è al potere grazie ai cecchini, si comprenderà che si tratta di un golpe furtivo. Fu così veloce che realmente si deve ammettere: siamo troppo stupidi per capirlo. Può essere che Putin sia meno stupido e l’abbia visto correttamente. Non voglio dire che dovremmo credere ciecamente a Putin, perché anche lui ha la sua agenda. La domanda cui dobbiamo rispondere in storia economica e contemporanea è: si tratta di un evento come nel 1953, quando CIA, il servizio segreto statunitense, e MI6, servizio segreto inglese, rovesciarono il governo di Mossadegh in Iran, perché voleva nazionalizzare il petrolio? All’epoca agenti travestiti da terroristi commisero attentati e scatenarono il caos nel Paese. Si chiamava “strategia della tensione”, così si creava deliberatamente il caos e la tensione per rovesciare un governo, e ciò funzionava, com’è dimostrato storicamente. Negli ultimi mesi la NATO ha intensificato le manovre. Dopo le operazioni della NATO in diversi Paesi europei, la sicurezza aerea è scaduta. Si tratta solo della presenza militare, o vi sono altre ragioni per i movimenti di truppe? Russia e NATO possono solo dire che c’è una maggiore presenza militare. Ma contrariamente all’opinione di molti commentatori, penso che non siamo sull’orlo della Terza Guerra Mondiale, come nella crisi dei missili di Cuba nel 1962, però siamo in un clima di sfiducia. Mosca e Washington sono diffidenti e Berlino è incastrata tra esse.

In Germania ci sono diverse basi della NATO, tra cui la base statunitense di Ramstein e il Comando Africom di Stoccarda. Qual è il ruolo attuale e futuro della Germania nella strategia della NATO?
La Germania è nella NATO un alleato minoritario perché gli USA la controllano. Dal punto di vista degli Stati Uniti, la Germania è un Paese occupato. Certo, fa male leggerlo per un tedesco, ma questa è la situazione. Gli Stati Uniti hanno basi militari in Germania e il telefono cellulare della cancelliera Merkel è sempre sotto il controllo dai servizi segreti militari statunitensi, la NSA. E quando gli statunitensi dicono che si va sull’Hindu Kush, i soldati tedeschi devono andarci e uccidere afghani, anche se non hanno mai avuto problemi con loro. Ciò significa che, purtroppo, la Germania è un vassallo, ed ha difficoltà a liberarsi da tale posizione. Il motivo è semplice: gli Stati Uniti sono l’impero. Un impero che si distingue per la maggiore economia nazionale del mondo in PIL. Gli Stati Uniti che hanno il maggior numero di portaerei e la più potente, numerosa e moderna forza aerea. Sono gli Stati Uniti che hanno la valuta di riserva mondiale, il dollaro; sempre gli Stati Uniti. E infine gli Stati Uniti hanno il maggior numero di basi militari nel mondo, non solo Guantanamo, Diego Garcia e in Afghanistan, ma anche a Ramstein, ecc. La cosa importante: l’impero domina i media e si assicura che informino in modo benevolente. Quindi questa è la posizione della Germania: è sottoposta all’impero statunitense, e la maggior parte dei media tedeschi ha paura di parlarne apertamente. La Svizzera è, inoltre, in condizioni non migliori, sottoposta all’influenza dell’impero statunitense, ma almeno non è un membro della NATO e non ha basi militari statunitensi; gli svizzeri non le vogliono.

Tuttavia, la Svizzera è, come la Finlandia, un membro osservatore della NATO…
…Il “Partenariato per la Pace” vero, fortemente criticato in Svizzera, ed è giusto così, perché non vogliamo in alcun modo diventare un membro della NATO. Alcuni politici sono disposti, ma non la popolazione svizzera. In un referendum non prevarrebbero, perché la maggioranza degli elettori svizzeri rifiuta le guerre di aggressione della NATO. L’opinione pubblica è assai contrariata dagli Stati Uniti negli ultimi anni. Gli Stati Uniti appaiono bugiardi perché conducono guerre economiche in tutto il mondo. Hanno raccolto i dati da tutto il mondo, in particolare i dati SWIFT, con il servizio segreto statunitense NSA e abusato di tali dati a scapito delle banche svizzere UBS e Credit Suisse. Condannano la Svizzera perché le sue banche hanno aiutato cittadini statunitensi ad evadere le tasse, che non è giusto. Ma allo stesso tempo, gli svizzeri vedono con stupore come la frode fiscale negli Stati Uniti, nel Delaware o in Inghilterra, sia ancora possibile. Perciò gli svizzeri non capiscono perché gli USA giochino al buonismo contro la frode fiscale, ignorando i difetti del proprio Paese. Ecco perché l’opinione pubblica è qui sempre più anti-americana.

L’11 settembre 2001 svolge un ruolo fondamentale nell’ambito della NATO, perché al momento la clausola della difesa reciproca dell’articolo 5 entrò in vigore. La clausola di difesa reciproca è ancora in vigore?
E’ una domanda interessante. Dovremmo chiederlo alla NATO. Dopo l’11 settembre, c’è stato un ampio dibattito. In ogni caso, la clausola di difesa reciproca fu dichiarata dopo l’11 settembre, è chiaro. Gli statunitensi vennero in Europa e dissero che era così, andiamo nell’Hindu Kush. Poi l’11 settembre fu una storia di cui avvalersi o meno. Inoltre, fu il primo caso di difesa reciproca nella storia della NATO. Ancora una volta, il ruolo dell’impero si pone. La sovranità più importante di cui l’impero dispone è interpretare se stesso in ogni evento storico. Gli attacchi dell’11 settembre sono contestati dagli storici, esistono diverse opinioni a riguardo. Ma appena uno storico va oltre, viene denigrato come cospirazionista. E ciò significa che non abbiamo il diritto di dire: fate attenzione quando mettono in vigore l’articolo 5, alcune domande sorgono. La NATO non vuole parlarne. Non vuole dibattiti critici su 11 settembre e Operazione Gladio. Cerca semplicemente di rimuovere questi argomenti. Ma penso che non ci riuscirà, infine, perché viviamo nell’era dell’informazione. Le persone sono sempre più capaci di avere diverse prospettive su un tema, ed è un bene.

maxresdefaultDaniele Ganser è storico e ricercatore sulla pace. Analizza i temi di energia, guerra e pace da un punto di vista geopolitico. Studia la storia contemporanea internazionale dal 1945, servizi segreti, squadre speciali, strategia della guerra segreta, geostrategia e guerre, come il picco del petrolio e le risorse. Il suo libro “Gli eserciti segreti della NATO – Rete Stay Behiand, Gladio e terrorismo in Europa occidentale” è stato tradotto in dieci lingue.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Libia, agosto 2014

Alessandro Lattanzio, 28/8/20141114-world-odu-libya_full_600Il 25 luglio riesplodevano gli scontri a Tripoli tra le milizie di Zintan e quelle di Misurata. Gli statunitensi evacuavano l’ambasciata mentre all’aeroporto si svolgeva una battaglia tra miliziani. L’ambasciata USA era stata bombardata da sistemi lanciarazzi Grad. Tripoli era priva da due settimane di benzina ed elettricità, mentre 36 soldati venivano uccisi e altri 50 feriti negli scontri fra i “rivoluzionari della Shura di Bengasi” e le forze speciali libiche ‘Saiqa’, e a Tripoli 23 operai egiziani venivano assassinati dalle milizie.
Il 28 luglio, gli islamisti di Ansar al-Sharia di Bengasi sequestravano il quartier generale delle Forze Speciali libiche, dopo una settimana di combattimenti che causarono oltre 60 morti. Il 13 luglio precedente gli islamisti di Misurata e Bengasi lanciarono un’offensiva contro le brigate di Zintan che occupavano l’aeroporto di Tripoli dal 2011. Il nuovo parlamento libico indiceva la sua prima sessione a Tobruq, dopo le elezioni del 25 giugno, quando i nazionalisti ottennero 160 dei 188 seggi. Dal 16 maggio continuavano gli scontri tra gli islamisti e le forze dirette dal Generale Haftar, che poteva contare su circa 40000 combattenti: 6/7000 provenienti dalle forze armate, 15000 dalle milizie di Zintan, Sawaiq e Qaqa, dirette da Jamal Habil e Ali Naluti, e gli uomini delle forze speciali al-Saiqa del comandante Wanis Buqamada, della National Force Alliance del capo del CNT golpista Mahmud Jibril e delle milizie di Iz al-Din Waqwaq, che controllava l’aeroporto Benina di Bengasi assieme al comandante delle forze aeree di Haftar, Saqr Jarushi. In effetti, Haftar avrebbe a disposizione 4 caccia MiG-21 e 4 elicotteri d’attacco Mi-24 operanti dalle basi aeree di Benina-Bengasi, Labraq, Matuba-Derna e Tobruq. Il centro comando delle forze di Haftar si trova a Barqah. Le forze di Haftar si scontravano a Bengasi con gli islamisti di Ansar al-Sharia, guidata da Muhammad Zahawi, che il 21 luglio, assieme alle milizie taqfirite Scudo Libico di Wisam bin Hamid e brigata al-Batar, assaltarono Campo 319 delle al-Saiqa e la base del 36° battaglione dell’esercito, entrambi nel quartiere Bu Atni di Bengasi. Il 16 giugno gli aerei di Haftar bombardarono la pista d’atterraggio di Tiaq, a sud di Bengasi, utilizzata dagli islamisti per ricevere le armi inviate da Qatar e Turchia. Dal 13 luglio vi furono scontri a Tripoli, per il controllo dell’aeroporto, tra gli islamisti di Misurata del partito Giustizia e Costruzione della Fratellanza musulmana, e le milizie di Zintan, distruggendo una decina di aerei di linea e causando 102 morti e 452 feriti.
Il 16 agosto, 60 persone furono uccise e circa 400 ferite nei combattimenti per l’aeroporto internazionale tra le brigate di Zintan che lo controllano e i militanti islamisti della coalizione Fajr di Misurata. Oltre 700 famiglie fuggirono a Bani Walid, roccaforte della resistenza jamahiriyana, 180 km a sud-est di Tripoli. Aerei da guerra senza contrassegni furono visti bombardare le posizioni delle milizie nella capitale. Il 25 agosto, dopo aver conquistato l’aeroporto internazionale di Tripoli, gli islamisti di Misurata occupavano Tripoli e convocavano una seduta del vecchio Congresso generale nazionale, mentre quello eletto il 25 giugno si era riunito due settimane prima a Tobruq. Il vecchio Parlamento, dove gli islamisti avevano la maggioranza, nominava un suo ‘premier’, l’islamista Umar al-Hasi, in contrapposizione al premier in carica al-Thini.
Mideast Libya Misurata, città islamista in contrasto con le milizie di Zintan, lanciava l'”operazione Alba” in risposta all'”operazione Dignità” di Haftar a Bengasi, fallita con la ritirata di Haftar a Tobruq. Inoltre, Egitto ed Emirati Arabi Uniti avrebbero attuato attacchi aerei sulla Libia senza informarne gli Stati Uniti. Gli Emirati Arabi Uniti avrebbero inviato cacciabombardieri F-16 e aerei da rifornimento nelle basi egiziane, per colpire Tripoli almeno due volte ad agosto. Nel primo caso, il 18 agosto, fu colpito un deposito di armi controllato dalle milizie islamiste a Tripoli, eliminando 6 terroristi; nel secondo, il 23 agosto, furono distrutti lanciarazzi e autoveicoli, e un magazzino fu danneggiato presso il ministero degli Interni di Tripoli, sempre controllato delle milizie di Misurata, eliminando 15 terroristi e ferendone altri 30. Inoltre, una squadra delle Forze Speciali egiziane avrebbe distrutto una base islamista nella Cirenaica. L’ex-ministro degli Esteri egiziano Amir Musa, aveva detto “staterelli, sette e fazioni estremiste in Libia minacciano direttamente la sicurezza nazionale dell’Egitto. Chiedo un ampio dibattito per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi e costruire il supporto necessario nel caso dovessimo esercitare il nostro diritto all’autodifesa“. Il Presidente al-Sisi affermava che l’opzione per addestrare l’esercito libico, e che l’Accademia di polizia egiziana era disponibile ad addestrare la polizia libica, assicurando che la sicurezza della Libia rientra nella stabilità dell’Egitto e di tutta la regione. Il 25 agosto, l’Egitto aveva un vertice sulla situazione libica con Tunisia, Algeria e Libia. La delegazione libica a Cairo era composta dal ministro degli Esteri Muhammad Abdelaziz, dal capo del parlamento Uqayla Salah e dal capo di Stato Maggiore Abdelrazaq al-Nazury, che aveva dichiarato che il suo Paese ricostruirà un nuovo esercito in cooperazione con l’Egitto. Funzionari del governo statunitense avevano affermato che l’amministrazione Obama era stata colta di sorpresa. “Egitto ed Emirati Arabi Uniti hanno agito senza informare Washington o cercarne il consenso, emarginando l’amministrazione Obama“. In conseguenza di tali azioni, i governi di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti rilasciavano un’ipocrita dichiarazione congiunta che condannava le “interferenze esterne in Libia, aggravando le divisioni attuali e minando la transizione alla democrazia della Libia“. Secondo l’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Tariq Mitri, “I dati sugli sfollati indicano che oltre 100000, e forse 150000, persone hanno cercato rifugio all’estero, compresi i lavoratori migranti che hanno abbandonato il Paese“.
La Gran Bretagna ospita il capo spirituale degli islamisti libici, il Gran Muftì shayq Sadiq al-Ghariani, che aveva celebrato l’occupazione di Tripoli da parte della milizia islamista di Misurata su una TV satellitare, Tanasuh, registrata a nome di un familiare, Sohayl al-Ghariani, residente ad Exeter. Ghariani s’era congratulato con gli islamisti di Misurata, “Mi congratulo con i rivoluzionari per la loro vittoria, e benedico i martiri“, dell’occupazione di Tripoli. Il predicatore salafita aveva anche chiesto che gli islamisti attaccassero Bayda, sede del governo, e Tobruq, dove si trova il parlamento. “Invito città come Tobruq e Bayda, che svolsero un lavoro incredibile nella rivoluzione (il golpe contro la Jamahiriya. NdT)… ad unirsi ai loro fratelli rivoluzionari della Libia, in modo da unirsi. I Paesi che contribuirono alla rivoluzione del 17 febbraio… devono scommettere sulla gente, non sui governanti“. Nominato due anni prima Gran mufti, al-Ghariani sostiene le fazioni islamiste con fatwa che vietano anche l’importazione di lingerie. “Il mufti è sempre stato un elemento di disturbo“, affermava Hasan al-Amin, un politico libico fuggito in Gran Bretagna dopo esser stato minacciato dalle milizie. “Questo tizio era in Gran Bretagna ad istigare queste cose”.

999947Fonti:
IlSole24ore
IlSole24ore
ITAR-TASS
Nsnbc
Nsnbc
Nsnbc
Repubblica
RIAN
RID
RussiaToday
Wsws

Novorossija, panico a Kiev

Alessandro Lattanzio, 30/8/2014

saur moghila 4Poroshenko e Kolomojskj sono due grandi. Questi due ebrei si vendicano sugli ucraini per tutto: per i pogrom, per la cacciata degli insediamenti ebraici, per Babij Jar, per i ghetti bruciati. Sono riusciti a organizzare le cose in modo tale che i pinocchi ucraini li paghino per non morire nelle sacche preparate con cura dai separatisti. In nessun luogo c’è mai stata tale padronanza; i cittadini che hanno raccolto i soldi per l’esercito hanno ricevuto giubbotti antiproiettili difettosi a un prezzo triplo, uniformi a un prezzo triplo, il proprio petrolio derubato dagli oleodotti e venduto all’esercito a un prezzo triplo. E ora per la terza volta e nello stesso luogo i battaglioni più ucrainisti degli ucrainisti vengono distrutti nelle posizioni su cui da tempo si addestra la milizia, venendo mandati a morire per la terza volta da Poroshenko e Kolomojskij.
Gloria all’Ucraina, gloria agli imbecilli!
Oleg Anderson

10559686C’è voluto molto tempo per accumulare le forze. Tenevamo le nostre posizioni e preparavamo la controffensiva. Alla fine ce l’abbiamo fatta e continueremo la nostra operazione militare liberando le regioni di Donetsk e Lugansk dalle forze di occupazione“, aveva dichiarato il Primo Ministro della Repubblica Popolare di Donetsk, Aleksandr Zakharchenko.
Il 25 agosto le milizie della Repubblica Popolare di Donetsk avevano occupato la strategicamente importante collina di Saur-Mogila e controllavano la zona di frontiera con la Russia fino al Mar d’Azov. “Quasi tutto il confine che si estende da Saur-Mogila al Mare di Azov è nostro”, dichiarava il quartier generale della milizia popolare, “Nel punto più alto nella regione di Donetsk, le truppe ucraine potevano seguire i movimenti delle milizie. La liberazione di questa quota può essere considerata un importante passo avanti. Le milizie potranno ora seguire i movimenti delle truppe ucraine. Infatti, ciò significa che le nostre forze hanno ottenuto un’altra vittoria circondando le guardie nazionali“. Venivano liberate definitivamente anche Ilovajsk, Elenovka, Jasinovataja e i villaggi Markon, Kovsk, Sherbak, Svidovo-Vasiljoka, Klimkina, Kuznetsij e Resij Luksemburg. A Marjupol veniva liquidato il colonnello dell’intelligence militare ucraina (GRU) Vjacheslav Galvaj (“Kuzmits”).
Nella notte del 26 agosto, il 3.zo battaglione della 51.ma brigata ucraina veniva bombardato nella zona di Dokuchaevsk, presso Ilovajsk, così come anche il 2.do battaglione venuto in suo aiuto. Dei 100 soldati majdanisti del battaglione, che cercava di rompere l’accerchiamento in cui era stretto, 45 furono eliminati e gli altri vennero dispersi. Nel complesso, la 51.ma brigata majdanista, il solo 26 agosto, subiva 100 morti e almeno 50 prigionieri, tra cui il comandante della batteria antiaerea e quello della batteria mortai. A Kutejnikovo, 94 soldati ucraini si arrendevano alla milizia, dopo esser stati circondati ad Amvrosievka e aver perso 70 effettivi nel tentativo di sfondare a sud-ovest. Liberando Starobeshevo, la milizia catturava 4 cannoni semoventi 2S19 Msta-S e un grande deposito di munizioni. Nei combattimenti i majanisti persero 12 BTR e BMP e subirono 19 morti e oltre 40 feriti. Liberando Saur-Mogila, dopo violenti duelli di artiglieria, la milizia eliminava anche il comandante neonazista ucraino Timur Juldashev. A Novoazovsk, ad est di Marjupol, un’unità della milizia catturava il generale ucraino Oleg Podoljan con 3 guardie di frontiera ucraine. Sergej Taruta, il governatore della regione di Donetsk nominato dai golpisti e insediatosi a Marjupol a luglio dopo l’occupazione majdanista, abbandonava la città all’avvicinarsi dell’Esercito Popolare di Novorossija.
10433105 Il 27 agosto la milizia della Repubblica Popolare di Donetsk catturava 65 guardie confinarie ucraine nei pressi del villaggio Uljanovskoe e 24 militari della 93.ma brigata ucraina a Petrovskoe. Inoltre le milizie distrussero 5 MLRS BM-21 Grad presso Novoannovka e un convoglio ucraino a Starobeshevo. Sempre a Starobeshevo, 129 soldati della Guardia nazionale ucraina si arrendevano alla milizia popolare, cedendo anche 4 BTR-4, 3 BMP-2, 3 cannoni anticarro da 100mm, 1 semovente d’artiglieria 2S1 Govdizka, 4 autocarri e 2 fuoristrada, così come depositi di munizioni e attrezzature. A Krasnogorovka, 10 km ad ovest di Donetsk, la milizia distruggeva una batteria di 4 MLRS Grad e relativi veicoli comando e osservazione, oltre a 2 carri armati e 2 BTR ucraini. L’avanguardia corazzata della Repubblica Popolare di Donetsk arrivava a Novoazovsk, “I carri armati sono entrati e si sono posizionati alla periferia occidentale di Novoazovsk, rafforzandone la difesa contro una possibile controffensiva delle truppe d’occupazione ucraine“, dichiarava il portavoce della milizia. Durante la notte tra il 27 a il 28 agosto, Marjupol veniva accerchiata dalle forze repubblicane di Novorossija, dopo brevi combattimenti nelle cittadine di Berdjansk, Lunacharskij e Osipenka. Nei combattenti presso Novokaterinovka, le milizie di Novorossija distruggevano 2 T-64, 9 BMP, 10 autoveicoli e catturavano 24 majdanisti. 400 soldati ucraini del 5.to battaglione della difesa territoriale ‘Carpazi‘ abbandonavano le loro posizioni presso Marjupol cercando di sfondare un posto di blocco majdanista presso Orekhov, regione di Zaporozhe. I militari tornavano ad Ivano-Frankovsk, in Galizia. A metà agosto fu catturato un autocarro Kamaz carico di missili anticarro Javelin, scaricati dagli aerei canadesi che trasportavano ‘aiuti non letali’ all’esercito majdanista. Germania, Polonia e Repubblica Ceca inviano ai majdanisti armamenti e aeromobili tratti dalle scorte di materiale dell’ex-Patto di Varsavia, tra cui carri armati T-72 e altri blindati. In effetti, la maggior parte dei T-72 ucraini fu venduta all’estero dal regime atlantista di Jushenko e Timoshenko.
Il 16-23 agosto, le milizie dell’autodifesa delle repubbliche di Donetsk e Lugansk catturarono 14 carri armati T-64, 25 BMP, 18 BTR, 1 BRDM, 1 MLRS Uragan, 2 SAU Gvozdika, 4 obici D-30, 4 mortai, 1 sistema di difesa aerea ZU-23-2 e 33 autoveicoli. Quindi dal 20 giugno al 23 agosto, “I difensori delle Repubbliche di Lugansk e Donetsk presero agli ucraini 79 carri armati T-64, 94 BMP, 57 BTR e 24 MLRS durante la spedizione di Kiev contro Novorossija”. Nel frattempo, le Forze Armate di Novorossija (FAN) contavano ora 12 brigate, per circa 35000 effettivi, tra cui almeno una corazzata formata da due battaglioni carri e uno meccanizzato.
Al 28 agosto l’esercito ucraino aveva perso in due giorni 750 effettivi tra morti e prigionieri. 20 commando majdanisti, infiltratisi a Donetsk, furono intercettati dalla milizia. Erano cecchini ed osservatori dell’artiglieria. Ad Amvrosievka furono eliminati 70 soldati della Guardia Nazionale ucraina. Novoazovsk veniva liberata dalla milizia. Scontri ad Urzuf, 20 km a sud-ovest di Marjupol, mentre Slovjanoserbsk, Krimske e Kirovsk, a nord di Lugansk, venivano liberate dalle milizie federaliste. L’offensiva a sud di Donetsk, mentre le truppe majdaniste attaccavano verso Eelenovka e Jasinovataja senza grandi risultati, permetteva alle milizie di prendere almeno 900 prigionieri. Davanti tale offensiva, interi battaglioni majdanisti disertavano mentre gli squadroni della morte composti da mercenari neonazisti venivano usati per bloccare i disertori, avendo la polizia paura di affrontare i tanti soldati che disertavano. Marjupol era circondata, ma non prima che politici golpisti e squadristi dell’SBU fossero fuggiti. Poroshenko annullava il suo viaggio in Turchia e radunava il suo Consiglio di Sicurezza. Anche il mafioso sionista Kolomojskij, che controlla parte del sud-ovest ucraino, faceva la stessa cosa con il suo Consiglio di sicurezza. Timoshenko invocava l’introduzione della legge marziale e l’arruolamento della popolazione maschile fino ai 60 anni. Jatsenjuk e Poroshenko piativano dalla NATO l’intervento diretto in Ucraina. Kiev era preda del panico totale. Putin incontrando Poroshenko e i capi dell’UE, il 26 agosto, dichiarava: “non parlate con noi, non siamo parte del conflitto, parlate con i novorussi”; inoltre i russi si preparavano ufficialmente ad inviare un secondo convoglio di aiuti nel Donbas.
w590 Il 29 agosto le milizie liberavano Jalta, a 12 km da Marjupol. Le Forze Armate di Novorossija (FAN), chiudevano la grande sacca di Volnovakha, mentre interrompevano i collegamenti tra Marjupol e Zaporozhe. Marjupol veniva accerchiata. Reparti da ricognizione delle FAN entravano nella regione di Zaporozhe, mentre le FAN avanzavano su Marinka, Karlovka e Krasnogorovka, ad ovest di Donetsk, e su Debaltsevo, Metallist, Shaste e Lutugino, a nord di Lugansk; infine l’aeroporto di Donetsk veniva liberato dalle milizie. La milizia abbatteva 4 aerei d’attacco Su-25 ucraini, presso Merezhkij e Vojkovo. A metà agosto l’attività dell’aeronautica di Kiev si era drasticamente ridotta, mentre quella degli elicotteri era assai diminuita già in precedenza.
Il 25 agosto, durante l’esercitazione della Shanghai Cooperation Organization (SCO) Missione di Pace-2014, in Cina, le unità d’artiglieria del Distretto Militare orientale della Russia testavano i nuovi proiettili a guida laser Krasnopol, “Durante l’operazione, i militari della batteria obici semoventi della fanteria motorizzata hanno colpito i bersagli corazzati con proiettili di precisione, nel poligono cinese. Inoltre, i militari hanno utilizzato munizioni ad alto esplosivo dotate di spolette radiocomandate, che esplodendo ad un’altezza di circa 50 metri hanno colpito i bersagli. I tiri sono stati condotti da 7 a 11 km di distanza“, aveva detto il portavoce Distretto Militare Orientale Colonnello Aleksandr Gordeev. Un battaglione della 36.ma Brigata di fanteria motorizzata indipendente del Distretto Militare Orientale e un gruppo del 3.zo Comando Aeronautica e Difesa Aerea rappresentavano la Russia alle esercitazioni. Il contingente russo era composto da oltre 1000 effettivi, 60 veicoli corazzati, tra cui 40 BMP-2 e 13 carri armati, oltre 20 unità missilistiche e d’artiglieria. Inoltre, il gruppo comprendeva 60 autoveicoli, 8 elicotteri Mi-8AMTSh, 4 aerei d’attacco Su-25 e 2 aerei da trasporto militari Il-76. Le esercitazioni tattiche russo-indiane Indra 2014 si terranno nella regione di Volgograd a settembre, “Le esercitazioni sono le prime manovre sul territorio del Distretto Militare Meridionale. Unità della 20.ma Brigata fucilieri motorizzati russa e di una brigata di fanteria meccanizzata indiana prenderanno parte alle manovre“.
Le forze di pace dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) si preparavano alle operazioni al di fuori dei propri territori, come in Ucraina, affermava il Segretario Generale della CSTO Nikolaj Bordjuzha, “Le forze di pace della CSTO sono pronte da diversi anni. Il loro personale militare è ben preparato e dotato dei mezzi militari e tecnici necessari, pronto a partecipare alle operazioni di mantenimento della pace di qualsiasi tipo, come confermato dai risultati delle recenti esercitazioni congiunte nella Repubblica del Kirgizistan. L’invio delle forze di pace della CSTO è competenza del Consiglio del Trattato per la Sicurezza Collettiva, l’organo supremo della CSTO costituito dai Capi di Stato aderenti. Con una decisione congiunta e in conformità agli accordi esistenti, le forze di pace possono essere inviate anche all’estero“. La CSTO è composta da Armenia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan.

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10457833Fonti:
Alawata
Cassad
Cassad
Cassad
ITAR-TASS
RIAN
RIAN
RIAN
RIAN
Sociologia Critica
Strategic Culture
Vineyard Saker
Vineyard Saker

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Un altro sospetto incidente aereo in America Latina, aiuta gli interessi statunitensi e globalisti

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 19/08/2014

Brazilian President Rousseff cancels US visit over spying claimsLe elezioni presidenziali in Brasile, ad ottobre, sarebbero state una passeggiata virtuale per la presidentessa in carica Dilma Rousseff. Questo fino all’incidente aereo che ha ucciso il piuttosto scarso avversario di Rousseff, l’economista ed ex-governatore di Pernambuco Eduardo Campos. Il 13 agosto l’aereo che trasportava Campos, candidato presidenziale centrista liberista brasiliano, terzo dopo il candidato del più conservatore partito socialdemocratico Aécio Neves, economista e campione dell’austerità, si schiantava in una zona residenziale di Santos, nello Stato di Sao Paulo, Brasile. Campos era un candidato dell’ex-sinistro ed ora “liberista” Partito Socialista brasiliano. Come con i partiti laburisti inglese, australiano e neozelandese, quelli liberale e democratico canadesi, e il partito democratico degli Stati Uniti, gli interessi corporativi e sionisti hanno infiltrato il Partito Socialista brasiliano trasformandolo nel partito della “terza via” liberista, conservando in modo fraudolento la denominazione “socialista”. E’ chiaro che, dalla scoperta dello spionaggio dell’US National Security Agency di posta elettronica e cellulari della Presidentessa del Partito dei Lavoratori brasiliani Dilma Rousseff e dei suoi ministri, la conseguente cancellazione di una visita di Stato a Washington di Rousseff e il benvenuto in Brasile al presidente russo Vladimir Putin e agli altri leader del blocco economico BRICS, al vertice di Fortaleza, gli Stati Uniti cercano di destabilizzare il Brasile. Il dipartimento di Stato e la CIA cercano gli anelli deboli del Brasile di Rousseff creando le stesse condizioni d’instabilità che hanno fomentato in altri Paesi dell’America Latina, come Venezuela, Ecuador, Argentina (tramite il credit default nazionale pianificato dall’avvoltoio sionista capitalista Paul Singer), e Bolivia. Tuttavia, Rousseff, che affronta Washington annunciando, assieme agli altri leader dei BRICS a Fortaleza, la creazione della banca di sviluppo dei BRICS competendo con la Banca Mondiale controllata da USA e UE, sembrava imbattibile nella rielezione. Certamente era così fino al 13 agosto, quando Campos e quattro dei suoi consiglieri, insieme a pilota e co-pilota, rimasero uccisi nello schianto del Cessna 560XL. L’incidente ha permesso di promuovere la compare di Campos nella corsa presidenziale, la candidata alla vicepresidenza del partito socialista Marina Silva. Nel 2010 Silva ebbe un sorprendente 20 per cento di voti quale candidata del Partito Verde alle presidenziali. Piuttosto che concorrere come candidata dei verdi, quest’anno Silva ha deciso di unirsi al liberista Campos. Silva è ora vista come la migliore occasione del Partito Socialista di sconfiggere Rousseff alle elezioni presidenziali di ottobre. Silva, cristiana evangelica in un Paese cattolico romano, viene anche vista vicina alla “società civile” globale dell’infrastruttura dei gruppi dell’“opposizione controllata” finanziati dallo speculatore dei fondi hedge George Soros. Come capo dei tentativi di proteggere la foresta pluviale dell’Amazzonia brasiliana, Silva viene lodata dai gruppi ambientali finanziati dall’Open Society Institute di Soros. La propaganda di Silva è piena di frasi in codice sorosiane, come “società sostenibile”, “società della consapevolezza” e “diversità”. Silva sfilò con la squadra brasiliana alla cerimonia di apertura delle olimpiadi del 2012 a Londra. Il ministro dello Sport brasiliano Aldo Rebelo disse che la partecipazione di Silva alle olimpiadi fu approvata dalla famiglia reale inglese, avendo “sempre avuto buoni rapporti con l’aristocrazia europea”. Silva è anche più moderata di Rousseff sulle politiche d’Israele sulla Palestina. Come cristiana pentecostale delle Assemblee di Dio, Silva è membro di una setta al cuore del movimento mondiale dei “cristiani-sionisti”, avidamente pro-Israele, come le organizzazioni ebraiche sioniste B’nai B’rith e Congresso Ebraico Mondiale. Le Assemblee di Dio credono che Israele: “Secondo le Scritture, ha un ruolo importante da svolgere per la fine dei tempi. Per secoli gli studiosi della Bibbia hanno riflettuto sulla profezia di un Israele restaurato. ‘Questo è ciò che dice il Signore Dio: prenderò i figli d’Israele dalle nazioni in cui sono andati. Li radunerò da ogni parte e li riporterò nella loro terra’. Quando la nazione del moderno Israele fu fondata nel 1948, e gli ebrei iniziarono il ritorno da tutto il mondo, gli studiosi della Bibbia sapevano che Dio era al lavoro e che molto probabilmente viviamo gli ultimi giorni”. Nel 1996 Silva ricevette il Goldman Environmental Prize, istituito dal fondatore della Goldman Insurance Company. Richard Goldman e dalla moglie Rhoda Goldman, erede di Levi Strauss, della famosa azienda di abbigliamento. Nel 2010 Silva fu nominata dalla rivista Foreign Policy, diretta da David Rothkopf, ex-amministratore delegato dei Kissinger Associates, tra i “migliori pensatori globali”.
712383 I dettagli completi della causa dell’incidente aereo di Campos non saranno mai noti. Assistono alle indagini il National Transportation Safety Board (NTSB) e la Federal Aviation Administration statunitensi. Gli investigatori di NTSB e FAA saranno stati sicuramente informati ed informeranno, i funzionari della CIA di stanza in Brasilia, desiderosi che la relazione sullo schianto concluda con “tragico incidente”. La CIA è riuscita a nascondere il suo coinvolgimento in altri incidenti aerei latinoamericani che eliminarono gli avversari dell’imperialismo USA in America Latina. Il 31 luglio 1981 il presidente panamense Omar Torrijos fu ucciso quando il suo aereo si schiantò nei pressi di Penonomé, Panama. Dopo l’invasione di Panama di George HW Bush nel 1989, i documenti sull’indagine dell’incidente aereo del governo panamense del generale Manuel Noriega, furono sequestrati dai militari statunitensi e scomparvero. Due mesi prima che Torrijos venisse ucciso, il presidente ecuadoriano Jaime Roldós, leader populista che si oppose agli Stati Uniti, fu ucciso quando il suo aereo Super King Air, convertito in aereo VIP dell’aeronautica ecuadoriana, si schiantò nella montagna Huairapungo nella provincia di Loja. L’aereo trasportava anche la First Lady dell’Ecuador, il ministro della Difesa e la moglie. Furono tutti uccisi nello schianto. L’aereo non aveva il registratore dei dati di volo, noto come “scatola nera”. A Zurigo, la polizia svizzera condusse una propria indagine scoprendo che l’indagine ufficiale del governo ecuadoriano era gravemente viziata. Ad esempio, il rapporto del governo ecuadoriano sull’incidente omise di menzionare che i motori dell’aereo furono spenti prima che l’aeromobile finisse sul fianco della montagna. Come l’aereo di Roldós, il Cessna di Campos non aveva un registratore dei dati di volo. Inoltre, l’aeronautica brasiliana annunciò che le due ore di audio del registratore della cabina del Cessna di Campos non ripresero le conversazioni tra pilota, co-pilota e controllo a terra, il 13 agosto. Il registratore della cabina di volo dello sfortunato Cessna 560XL è prodotto da L-3 Communications, Inc. di New York City. L-3 è un importante contractor dell’intelligence statunitense che rifornisce la National Security Agency della maggior parte dei sistemi di ascolto dei cavi sottomarini tramite un accordo tra NSA e la controllata di L-3, Global Crossing.
Sebbene il candidato alla presidenza brasiliana Campos non fosse nemico degli Stati Uniti, la sua morte sospetta, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, e la sostituzione con una beniamina delle infrastrutture di George Soros, sono una minaccia elettorale per Rousseff, sicuramente considerata una nemica da Washington. Stati Uniti e Soros cercano vari modi per penetrare e perturbare le nazioni BRICS. Il tentativo Soros/CIA di promuovere il membro del Politburo cinese Bo Xilai alla presidenza cinese fallì quando lui e la moglie furono arrestati e incarcerati per corruzione. Con la Russia e Sud Africa off-limits per qualsiasi intrigo del genere, India e Brasile sono al centro dei tentativi di CIA e Soros di spezzare i BRICS. Sebbene il governo di destra di Narendra Modi in India sia nuovo, i primi segni di frattura dei BRICS sono incoraggianti. Ad esempio, con il ministro degli Esteri indiano Sushma Swaraj, alleato schietto ed attivo d’Israele. Il Brasile di Rousseff è visto da CIA e Soros quale migliore opportunità di incunearvisi; in tal caso Marina Silva, alla guida di una nazione BRICS, diverrebbe un “cavallo di Troia” contro il blocco economico dalla crescente importanza. L’incidente aereo che ha ucciso Eduardo Campos contribuisce a promuovere un’agente di George Soros al palazzo presidenziale Alvorada di Brasilia.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Japanime: Anime, Giappone e Capitalismo

Il business dell’animazione giapponese
Anime-kun, 05/06/2014

xHorribleSubs-Haiyore-Nyaruko-san-W-01-714x401_png_pagespeed_ic_LkQGf4Ibd9Con l’avvento di internet, i fan occidentali dell’animazione giapponese non sono mai stati così  coinvolti dal loro media preferito. Praticamente tutto ciò che viene fatto in Giappone è immediatamente accessibile in occidente, con ampio accesso a informazioni dettagliate su produzione, distribuzione e consumo degli anime nell’arcipelago. Gestire e interpretare questi dati è un’arte, permettendo a coloro che ne sanno di aprirsi a campi d’analisi e a critiche sull’industria.  Un’arte che può alimentare discussioni costruttive sul Japanime, ma può anche intrappolare chi venga accecato dai dati. Un’arte che ci si propone di presentare. Molti qui dicono cose apparentemente ovvie, soprattutto per coloro che battono da tempo le loro tastiere nei forum di Japanime. Tuttavia, più che le informazioni, sono legami e relazioni che rendono interessante questa informazione. Qui si parla solo delle serie televisive animate giapponesi, che costituiscono la maggior parte delle discussione dei fan nel mondo.

Japanime ed economia
Nonostante la recente abbondanza, se non proliferazione, gli anime giapponesi non vengono dal nulla; sono sempre più spesso il risultato della collaborazione di agenti a volte molto diversi. Inizialmente le serie animate erano prodotte su ordine delle reti TV dagli studi di animazione. Perciò gli anime erano spesso adattamenti di manga popolari e di serie originali per il grande pubblico. Gli studi che desiderano esprimesi più liberamente o per un pubblico particolare, ricorrevano agli OVA o alla pellicola. La svolta si ebbe nei primi anni 2000, quando le reti TV giapponesi decisero di produrre live set (sceneggiati) invece dei cartoni animati. Allo stesso tempo, grazie al successo di alcune serie presso gli otaku, negli anni ’90, e con l’invecchiamento della popolazione giapponese, la domanda di anime è costantemente cresciuta presso un pubblico di adolescenti e giovani adulti. Rispondendo a tale evoluzione le reti televisivi pubbliche si adattarono offrendo la trasmissione di anime a tarda notte, per un pubblico di giovani adulti, comunemente chiamati anime notturni. La serie Noitamina proposta da Fuji TV nel 2005, ne è un famoso esempio, così come i canali via cavo specializzati nell’animazione, come WOWOW o AT-X, che si distinguono trasmettendo versioni non censurate di alcune serie. D’altra parte, le serie iniziarono ad essere prodotte tramite l’innovativo sistema dei comitati di produzione. Ed è qui che inizia il vero divertimento.
Un comitato di produzione è un gruppo di persone che si riunisce per realizzare un progetto di una serie animata. Il comitato di produzione comprende il produttore, ovviamente, lo studio di animazione, l’emittente (rete TV), l’editore del manga o romanzo, un autore di videogiochi, il responsabile dei prodotti derivati, autori musicali, agenzie di marketing e tutti gli altri interessati al progetto. Una volta che il comitato è formato, ciascun membro apporterà il proprio capitale o capacità produttiva, come ad esempio un’azienda. Il produttore porta i soldi, lo studio l’esperienza, la rete TV il pacchetto della distribuzione, l’editore i diritti cinematografici, ecc. La serie proviene da tutte queste associazioni, spesso sconosciute al grande pubblico che non ha alcun motivo di indugiarvi. Tuttavia, per i curiosi, è possibile controllare l’elenco dei comitati di produzione degli anime trasmessi nel 2013, e si vedrebbe che spesso le stesse persone si trovano in varie serie, ma anche aziende lontane dall’animazione. Il vantaggio di ciò è che i membri di produzione non sono sullo stesso piano. Recentemente, mentre la maggior parte dei nuovi anime sono adattamenti di manga e light novel, gli editori tendono a creare e guidare i comitati. In realtà, la maggior parte della recenti serie animate sono progetti avviati dagli editori per promuovere i loro manga/LN, in cui gli studi di animazione sono solo degli esecutori. Se l’editore vede un potenziale commerciale nel suo prodotto, è più probabile che l’avvii, e viceversa. Gli utili riportati dalla serie non saranno equamente distribuiti tra i membri. Gli editori potranno intascarne la maggior parte, come i produttori e distributori. Le reti TV potranno beneficiare della pubblicità nella trasmissione e i produttori di giocattoli delle vendite dei loro prodotti. Gli studi di animazione si accontentano dei resti; in alcuni casi, sono contrattualmente vincolati al comitato di produzione e ricavano un reddito fisso indipendentemente dal successo della serie. In altre parole, una serie può avere un grande successo e dare molti profitti senza che lo studio di animazione sia necessariamente premiato. Ciò spiega i problemi con lo status degli animatori in Giappone: bassi salari, orari lunghi, mancanza di protezioni sociali che hanno portato alla crisi delle vocazioni nel Paese e alla crescente importanza dell’outsourcing in Corea del Sud e Cina. Per ridurre tale tensione, alcuni studi hanno istituito un regime speciale per discostarsi dall’influenza degli editori. Così lo studio Kyoto Animation ha lanciato una propria rete per controllare completamente la propria produzione di anime. Una configurazione audace ed i risultati sembrano comunque farsi aspettare. Una volta indicate queste generalità sulla produzione degli anime, possiamo guardare dall’altra parte del soggetto, il consumo di anime e il suo valore…

gargantia 1Japanime e statistiche
Perché i fan occidentali degli anime s’interessano alle vendite delle serie animate giapponesi? Dopo tutto loro stessi contribuiscono a trasformare l’industria, seduti comodamente davanti al computer su un qualche sito peer to peer. Come accennato in premessa, la disponibilità costante di dati commerciali sugli anime, ha permesso ai fan di aggiungere un ulteriore livello di argomentazione nelle loro discussioni sui media. In un così piccolo e competitivo mercato, il successo può dare rapidamente origine a delle tendenze. Pertanto, anche conoscendo parzialmente la situazione del mercato, si possono comprendere i legami tra le serie e gli obiettivi che ne sostengono lo sviluppo.  Dichiarare se una serie sia un successo o meno non è una semplice questione di dimensioni. Molti fattori vanno considerati: la serie a chi si rivolge? Come si svolge? Con quali mezzi è distribuita?  Tali domande portano a concentrarsi di nuovo sul comitato di produzione. La prima cosa cui il Comitato di produzione bada creando un anime è il target della serie, come ottenerne il massimo a seconda della tipologia della serie. I vari segmenti del pubblico non consumano gli anime allo stesso modo: tradizionalmente si distinguono gli anime per famiglie/figli, e anime per otaku.
I bambini guardano la loro serie in televisione, ma non sono del tipo che poi compra la serie su DVD/Blu-Ray, semplicemente perché DVD/Blu-Ray sono estremamente costosi in Giappone, ed i bambini non hanno abbastanza denaro per comprare la raccolta di tutte le serie che guardano. Così i comitati di produzione si concentrano su altri tipi di profitti: quelli televisivi (sponsor e pubblicità) e quelli relativi ai prodotti derivati (giocattoli, carte, giochi, gadget…). Allo stesso modo, per far funzionare il modello della serie per bambini, spesso vi sono numerosi episodi (oltre 50 puntate) per mantenere il pubblico e vendere più spazi pubblicitari in TV. Non sorprende, e quindi non preoccupa molto, non vedere serie ultra-popolari come Precure, Detective Conan o One Piece tra i grandi distributori: le vendite fisiche non fanno parte del loro modello di business e non ne limita la redditività. Al contrario, la serie notturne degli anime traggono profitto dalla vendita di DVD/BR, sfruttando le risorse finanziarie di un pubblico adulto. Perciò, tali serie devono essere brevi (una stagione di 12 episodi, o due stagioni di circa 24 episodi) invitando lo spettatore ad acquistare più spesso collezioni complete. E’ solo per queste serie che i dati di vendita di DVD/BR hanno un senso reale. Tuttavia, non bisogna dimenticare che dalle serie per otaku soprattutto derivano i profitti delle aziende (i produttori di giocattoli sono nel comitato di produzione di ogni serie di Gundam da decenni, per esempio). Si noti anche che le vendite di serie OST e dramma in CD con le voci dei doppiatori della serie, possono assumere notevole importanza se c’è una determinata persona nel cast.
Prima di passare alle cifre reali, alcuni dettagli aggiuntivi. In Giappone è possibile trovare la serie animata in edizione DVD o Blu-Ray, e questi due formati non sono per lo stesso tipo di pubblico. I DVD costano meno e sono più comuni. I Blu-Ray costano di più, sono meno diffusi ed offrono una migliore qualità dell’immagine e del suono. Così, il pubblico otaku tenderà ad acquistare anime in Blu-Ray, mentre la maggior parte del pubblico sarà generalmente soddisfatto dei DVD. Chi è interessato solo a vendere serie per otaku può quindi semplicemente puntare alle vendite di Blu-Ray; anche se l’analisi delle vendite dei DVD è anche importante per avere un’idea generale del successo di una serie (se una serie che ha avuto enorme successo in Blu-Ray ed ha completamente floppato nei DVD, è una serie fortemente orientata agli otaku, se le vendite sono più equilibrate, significa che la serie ha un ampio pubblico). Recentemente appaiono serie che fanno il passo ulteriore e sono pubblicati solo in edizioni Blu-Ray, come Fate/Zero o Suisei no Gargantia.
Andiamo ora finalmente al succo. In Giappone le vendite di DVD e Blu-Ray sono seguite con precisione e regolarmente da un’organizzazione chiamata Oricon. Inizialmente specializzata nella classifica di vendite di CD, Oricon segue anche le vendite di DVD/BR e di conseguenza le vendite di anime. Oricon raccoglie informazioni sui risultati della maggior parte dei rivenditori in Giappone e ne dà la classifica ogni settimana. Le informazioni di Oricon sono difficili da ottenere per la persona media; bisogna raccogliere dati grezzi da decine di siti giapponesi e occidentali, da presentare in modo comprensibile. Il grande sito giapponese DVDBD-WIKI propone un database di tutte le serie uscite per ogni stagione da quindici anni, con i dati di vendita di ogni volume. Ancora più chiaro, il sito inglese Someanithing riprende la classifica settimanale e compila i dati fornnedo la classifica per stagione e anno. Come leggere tali classifiche? Si giudicano le prestazioni di una serie facendo la media delle vendite di ogni volume in DVD e Blu-Ray. Si consideri il recente successo di Attacco dei Giganti. Quando si legge che Attacco dei Giganti ha raggiunto una media di 50k vendite, certamente non vuol dire che la serie ha venduto 50000 copie! Ne ha venduto di più; le vendite di ogni volume variano nel corso delle uscite, dando una media di 50k.

Il primo volume ha venduto 83K, i successivi 59k, 51k, 50k, 43k, 50k, 39k, 39k e 40k. Questo dà una media di 50k vendite per tutta la serie.

Il primo volume ha venduto 83K, i successivi 59k, 51k, 50k, 43k, 50k, 39k, 39k e 40k. Questo dà una media di 50k vendite per tutta la serie.

50k è una cifra enorme che pone la serie in cima agli anime di maggior successo degli ultimi dieci anni; la classifica è dominata da Bakemonogatari (78k), Madoka Magica (71k) Destiny Gundam Seed (68k) e Fate/Zero (52k). In realtà, qualsiasi serie che supera la media di 10k può legittimamente essere considerata un successo, assicurando redditività al comitato di produzione e ponendo le basi per un seguito. Tuttavia, dobbiamo interpretare i numeri alla luce delle aspettative del comitato di produzione; se una serie importante come la produzione di Suisei no Gargantia avesse ricevuto “solo” 10k, il suo comitato produzione probabilmente ne sarebbe stato deluso. Al contrario, una serie come Psycho-pass(*) non ha mai raggiunto 10k, ma è stato sufficiente al comitato di produzione per annunciarne un sequel. La chiave è collegare i dati con un’analisi critica della serie, per averne un quadro costruttivo. Allo stesso modo, i numeri devono essere contestualizzati per avere un senso. Il fatto che gli anime più vecchi (prima del 2000) non abbiano o abbiano pochi punti, non significa che queste serie non abbiano avuto successo all’epoca. Solo che il mercato da allora è cresciuto e il modello di vendita fisica non era ancora pienamente efficace, casi mitici come Evangelion e 100k+ sono ovviamente leggendarie eccezioni. Se si capisce tutto ciò, si comprende la sostanza di ciò che c’è da sapere sull’entità delle vendite in Japanimation. Tuttavia, si potrà certamente parlare delle vendite delle serie terminate, ma difficilmente si potrà farlo per le serie in corso. Nella terza e ultima parte, verrà indicato come leggere il futuro…

403477Japanime e prospettiva
Il calcolo delle vendite medie di una serie, e valutazione della performance finanziaria in genere, richiedono tempo e grande pazienza. A volte passa più di un anno dalla trasmissione della serie in televisione, per avere dati precisi. Allo stesso modo, le vendite non smettono improvvisamente, un anime popolare può continuare a vendere per anni; come nel caso dei film dello Studio Ghibli. Ma la pazienza non è forte presso la comunità online, soprattutto in un ambiente come Japanime, dove i numerosissimi e frequenti nuovi contenuti (più di venti nuove serie ad ogni stagione) impongono ai fan un ritmo costante. Pertanto, sono stati sviluppati strumenti per giudicare rapidamente le prestazioni di una serie. Il più elementare: giudicare una serie sulle vendite del primo volume uscito. Il vantaggio di tale metodo permette di avere l’ordine di grandezza media delle vendite; infatti, una delle costanti del settore è che le vendite del primo volume sono generalmente superiori alla media della serie. Se prendiamo l’esempio di Suisei no Gargantia, è abbastanza evidente che il primo volume ebbe 83k in totale, mentre la media della serie è 50k. È possibile andare oltre osservando le vendite il v1wk1, cioè le vendite del primo volume nella prima settimana. Anche qui funziona, Suisei no Gargantia fece 57k il v1wk1, sempre superiore alla media della serie. Le vendite nel primo volume sono molto utili a coloro che possono leggerle ogni settimana su Oricon, fornendo i dati di vendita dei primi volumi delle nuove serie, permettendo di discutere del successo (o fallimento) delle ultime serie. Questi dati non sono assoluti però: possono classificare in base alla popolarità una serie, ma non esistono dati precisi sulle loro prestazioni. Alcune serie vendono in modo costante per diverse settimane, mentre altre diminuiscono notevolmente dopo la spinta iniziale. Da qualche tempo, è ancora più difficile essere precisi, dato che i primi volumi della serie contengono alcuni gadget o biglietti per eventi (come concerti) gonfiandone i dati e dando un’immagine distorta della performance della serie. Un famoso caso di quest’anno è Super Sonico The Animation che ha venduto il suo primo volume con una figurina esclusiva. Il volume ebbe una performance relativamente rispettabile, la prima settimana (3,6k) prima del crollo dell’80% del secondo volume (0,7k). In questo caso, si può quasi dire che si sia comprato il gadget piuttosto che l’anime. Al contrario, poiché il primo volume di una serie di solito vende meglio rispetto alla media, una serie che inizia bassa o molto bassa, difficilmente si riprende e ha un grande successo; ciò consente d’identificare rapidamente i fallimenti aziendali. Per le serie degli anime notturni, i cui profitti provengono dalle vendite fisiche, viene considerata media meno di 5k e scarsa meno di 2k. Ma, come continuiamo a ripetere, tutto dipende da ciò su cui la serie ha investito da subito. Alcune serie dal budget molto basso si retribuiscono assai rapidamente accontentandosi di punteggi modesti. Il concetto di fallimento nel mercato Japanime è gestito con cura, non tutte le serie non sono destinate ad essere successoni.
Negli ultimi anni è possibile andare oltre le classifiche di Oricon, prevedendo le prestazioni della vendita. Stalker Amazon è un sito di fan giapponesi che utilizza complessi algoritmi per prevedere le vendite di DVD/Blu-Ray in base ai preordini sui vari siti di shopping on-line come Amazon, il maggiore rivenditore del mercato. Non necessariamente accurato sulle cifre, Stalker è comunque molto utile per individuare le tendenze di serie/film/OVA che fanno rumore in Giappone e potrebbero vendere molto. Aggiornato ogni giorno, Stalker rileva ogni forma di fluttuazione  monitorando in tempo reale l’evoluzione del mercato Japanime. Basta che una serie attualmente in onda alla TV faccia un buon punteggio, per vederla salire improvvisamente sulla classifica di Stalker. Invece una serie che trasmette una replica può vedersi degradata per via dell’annullamento dei preordini. Tutto ciò dimostra come il mercato sia esaminato in dettaglio dai fan, anche se TV/DVD/BR sono solo una piccola parte del settore. Un mercato ristretto altamente competitivo, da cui il desiderio dei fan (ma probabilmente dei comitati di produzioni) di tenere d’occhio dati e  classifiche, al fine di individuare le tendenze e guidare la creazione di anime verso le direzioni più richieste.

51qeov91jpLConclusione
Il mercato della serie animata rappresenta una parte della vasta industria dell’intrattenimento giapponese. Uno sguardo alla classifica del 2013 dei franchise più redditizi dimostra che, al di là delle cifre dell’ultimo anime alla moda dalle vendite eccezionali, il pubblico rimane fedele ad alcune vecchie serie ed il pubblico può diversificarsi molto. Nel frattempo, decine di serie, ogni stagione, finiscono in fondo alla classifica con dati di vendita terrificanti. Una riflessione su questi dati è in gran parte questione di gusti personali. Da un lato, i dati di vendita continuano a crescere, il modello dei comitati di produzione sembra funzionare assai efficacemente e il futuro promette forse anche dei blockbuster ambiziosi che irradieranno Japanime testimoniando la salute dell’industria. Ma d’altra parte, come ignorare gli allarmi sugli studi che chiudono, gli animatori che mollano sostituiti dal digital imaging senz’anima? I dati di vendita insolenti non sarebbero l’albero che nasconde la foresta? C’è dove poterlo dire, a voi la parola.

*E’ un caso che gli anime acquistati in Italia, soprattutto dai Rai4 del benemerito Carlo Freccero, siano generalmente brutti (esclusi SAO, La Maliconia di Haruhi Suzmiya, Toradora e PlanetE?). Non si dica che sia una questione di soldi. NdT.

Fonti: Someanithing, DVDBD, Oricon, The Japan Times, Anime News Network, Manga-News, Wikipedia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Ucraina verso la dissoluzione

Xavier Moreau, RealpolitikReseau International 24 agosto 2014

Il sistema ucraino continua nella dissoluzione politica, economica e militare. Il calcolo del Cremlino, che prevede che la realtà economica porti alla ragione il governo oligarchico, sembra funzionare. La questione è ora se ci sarà qualcuno che avvierà le riforme costituzionali per la federalizzazione del Paese.

alexander-zakharchenkoSituazione militare
Il 19 agosto Kiev ha lanciato all’assalto, ancora una volta, le sue forze, e ancora senza risultati. In realtà, avvicinandosi alle truppe ribelli ucraine, nel corpo a corpo, la superiorità della fanteria della Nuova Russia è decisiva, soprattutto contro le truppe demoralizzate o abituate alle zuffe di Majdan. L’artiglieria ribelle, più professionale e manovriera, regolarmente sconfigge quella di Kiev, che si vendica bombardando indiscriminatamente le città. Il rinvio del convoglio umanitario russo non è dovuto alla possibilità che i russi vi nascondano una divisione di paracadutisti o di T-90, ma del fatto che l’aiuto sfida gli sforzi di Kiev nell’affamare il popolo della Nuova Russia. L’intera strategia della junta si basa sulla speranza di ripetere ciò che è successo a Slavjansk. Si noti che il tentativo di tagliare l’acqua a Donetsk è fallito, l’amministrazione comunale è riuscita a ripristinare le stazioni di pompaggio. Stanchi dell’anarchia di Kiev e con il controllo del territorio dei combattenti della Nuova Russia, i russi inviano il loro convoglio, giunto oggi a Lugansk. La crisi umanitaria è innegabile per Kiev, tanto più che il suo esercito ne è anche vittima. L’OSCE continua ad essere d’accordo con la Russia, e i soldati ucraini, non riuscendo a combattere efficacemente i combattenti del Donbas, sono ridotti ai selfie in cui si consegnano prigionieri ai soldati russi. Mentre Pravyj Sektor e SBU torturano e brutalizzano i prigionieri, l’esercito della Nuova Russia illustra come cura correttamente i prigionieri. Gli ucraini catturati sono autorizzati a chiamare le famiglie, avendo un effetto devastante, perché Kiev nega il massacro che subisce il suo esercito. Ancora una volta lo scontro tra barbarie della modernità occidentale e l’Europa cristiana. I russi non hanno bisogno d’inviare materiale perché, come ha sottolineato con umorismo il Premier della RPD Aleksandr Zakharchenko, l’unico affidabile fornitore di armamenti dei ribelli rimane l’esercito ucraino. I russi sicuramente inviano volontari e denaro, ma questa guerra è una guerra civile che Kiev perde, senza ammetterlo. Sembra che la controffensiva annunciata regolarmente tre settimane fa sia iniziata. Su tutti i punti del fronte, le forze kieviane si ritirano. L’obiettivo della Nuova Russia è controllare completamente la zona cuscinetto tra il confine con la Russia e Lugansk. Conseguiti questi primi obiettivi, i federalisti potrebbero reindirizzarsi, se le riserve lo consentono, su Slavjansk e Marjupol. I prossimi giorni decideranno.

Stalingrado, l’offensiva del Tet e anche lo sbarco del 6 giugno 1944
Lo Stato Maggiore della Nuova Russia ha attutato Stalingrado contenendo le forze d’invasione, mentre prepara il contrattacco. Avviando l’offensiva del Tet, rivela all’opinione pubblica ucraina e occidentale che la guerra è lungi dall’essere vinta da Kiev, e che può essere persa. Infine, avendo il governo di Kiev inviato la maggior parte delle proprie forze nel Donbas, ha creato un vuoto tra Donetsk e le altre città orientali: Kharkov, Dnepropetrovsk e Zaporozhe. L’esercito tedesco si trovò nella stessa situazione dopo la battaglia di Normandia. Su richiesta dell’ambasciata degli Stati Uniti, i media francesi hanno spiegato questa debacle come cambio di strategia, “un calcolo intelligente” dice Harold Hyman. Incompetente come i suoi omologhi francesi, ha allegramente confuso munizioni illuminanti e bombe al fosforo, come Frédéric Encel confonde il T-64, prodotto a Kharkov, con il T-72. A sua difesa, a differenza dei suoi omologhi francesi, il giornalista statunitense ha almeno il merito di essere divertente.

Situazione economica
Il primo ministro Jatsenjuk, che certuni fraintendono moderato e ragionevole, impazzisce sulle sanzioni contro la Russia. Gli europei hanno appreso con costernazione che stava per tagliare il flusso di gas dall’Ucraina. L’incredulità è divenuta sconcerto quando ha proposto la privatizzazione parziale della rete dei gasdotti ucraini. Le strutture sono in serio stato di abbandono, nessuno vi vorrà investire. La Shell ha subito declinato l’offerta, preferendo lavorare con la Russia. Tutti aspettano il “South Stream“, mentre i bulgari, minacciati da John McCain e dall’UE, hanno congelato il progetto contro i propri interessi. Sarà interessante vedere come il governo bulgaro si spiegherà con la popolazione questo inverno, se Kiev interrompe il gas. In realtà, l’inverno arriva, ma non il gas. Le forniture alternative si dimostrano una favola, come abbiamo detto fin dall’inizio. Il deficit di gas, che impedisce di riscaldare correttamente le case d’inverno, si aggiunge a quello dell’acqua calda e del carbone (generalmente estratto nel Donbas). In 40 giorni, l’Ucraina passa da esportatrice ad importatrice. La produzione di elettricità, in cui l’Ucraina era esportatrice, sarà gravemente colpita, anche a Kiev. Avendo acquistato boiler e stufe elettriche, si prevede che gli ucraini subiranno il “blackout” questo inverno. L’aiuto del FMI, previsto per il 29 agosto, non è garantito. Data la situazione, il ministro dell’economia Pavel Sheremet s’è dimesso il 21 agosto.

Situazione politica
Le dimissioni del ministro dell’economia non sono un caso isolato. Parubi ha lasciato il Consiglio di Sicurezza Nazionale, dopo aver rinunciato due settimane prima alla segreteria generale. Tatiana Chernovol, altra isterica banderista, nel frattempo, ha lasciato il suo ministero della lotta alla corruzione. Il governo ucraino cede alle minacce di Jarosh. Il capo di “Pravyj Sektor” che non supportando che i suoi scagnozzi vengano arrestati per traffico di armi, aveva minacciato di lasciare il Donbas per Kiev. Secondo voci, Poroshenko ne avrebbe chiesto l’eliminazione e che le unità naziste, prive di professionalità facendone facili bersagli dei ribelli, siano inviate nelle zone più pericolose per essere distrutte (il dispiegamento tragicomico dell’unità in questo video, comporterebbe l’immediata espulsione dalla scuola di fanteria). Diversi capi radicali sono stati feriti o uccisi. L’efficacia di Jarosh ci ricorda quella di un altro grande stratega della seconda guerra mondiale. L’arbitrio domina l’Ucraina. Rapimenti e torture aumentano. Gli scambi di prigionieri e di spoglie umane svelano gli spaventosi maltrattamenti nelle carceri di Kiev. Come se non bastasse, il presidente Poroshenko ha firmato un decreto che autorizza la detenzione di 30 giorni senza l’autorizzazione del giudice. Quindi, i valori statunitensi scompaiono in Ucraina. Majdan viene sgombrata, almeno in parte. Vitalij Klishko ha le mani in tasca e non è mai stato così popolare da quando riempie i cassonetti, evitando di parlare. Così il governo non baderà più al soviet di Majdan, senza suscitare l’indignazione di Anne Tinguy, che si era fatta trascinare, con molta sensualità, dalla felicità del 26 febbraio, prima della costruzione di tale favoloso e originale sistema politico. Nei Carpazi, gli ungheresi chiedono l’indipendenza con il sostegno del partito nazionalista ungherese Jobbik. Sorridiamo pensando a coloro che volevano unire i nazionalisti di tutta Europa. Saremo lieti della reazione di Svoboda e del suo capo Tjagnibok. A Kiev, la situazione è più delicata, l’Ungheria non è solo un membro della NATO ma anche un Paese amico della Russia, con cui condivide valori cristiani, in attesa di riceverne il gas.

Relazioni tra Russia e Ucraina
Il presidente Poroshenko incontrerà Vladimir Putin a Minsk il 26 agosto, ma il suo peso è limitato. Julija Timoshenko, che non ha ancora digerito la sconfitta nella corsa presidenziale, è in agguato con l’accusa di tradimento, nel caso in cui il presidente ucraino accetti la federalizzazione. E’ supportata da Igor Kolomojskij, in procinto di sequestrare Odessa e metterla a disposizione della “principessa del gas”, con il suo esercito privato composto dai banditi armati di Pravyj Sektor. Se Poroshenko vuole fare qualcosa, come la costituzione ucraina, prima o poi dovrà mettere in conto le dimissioni. Eletto per fare la pace, è sempre più impopolare e rischia di perdere le elezioni parlamentari. Beneficerebbe in tale caso del sostegno francese e russo. La domanda è se Angela Merkel, che l’incontrava a Kiev il 23 agosto, saprà fargli dimenticare il revanscismo antirusso. La Russia è l’unico Paese interessato ai risultati delle indagini sulla distruzione del Boeing malese. Scommetto che la relazione, se ci sarà, farà storia sui media francesi, come l’omicidio di James Foley, presumibilmente detenuto da Bashar al-Assad dal 2012.

Fallimento delle sanzioni
Le sanzioni sono un fallimento quasi totale. L’UE, che non dubita di nulla, chiede al Sud America di sanzionare la Russia, così come la Serbia. La risposta non si è fatta attendere. Gli statunitensi sperano su Cina e Corea, Washington spera, con grande ottimismo e candore, che facciano pressione. Il Giappone continua a fingere. I contadini russi e serbi possono così ringraziare UE e NATO. Da parte sua, la Russia batterà nel 2014 il record di produzione del grano, ed ha anche firmato un contratto di forniture dall’Egitto nell’ambito della politica araba ereditata dall’Unione Sovietica. Con le sanzioni, il valore delle azioni delle aziende agricole russe è aumentato del 20%. I 125 milioni proposti dall’UE sono soltanto una goccia nell’oceano del disastro, gli ideologi pro-europei cercano di spiegare ai produttori europei che è ancora più difficile per i russi. Anche se ciò fosse vero, sarebbe una magra consolazione per i contadini francesi che, a differenza di Bruxelles e Washington, non sono in guerra contro la Russia; né per i lettoni, troppo stanchi, o gli spagnoli che ora protestano apertamente. Povero Jacques Rupnik che vede nella crisi ucraina un test per l’Europa (in realtà l’UE, ma la distinzione è troppo sottile per il suo entusiasmo da tifoso). Sarà servito. UE e NATO vivono ancora nel 1990, ed è tempo che la Francia entri nel ventunesimo secolo e smetta di seguire i capricci della Polonia rivolgendosi ai BRICS e all’Asia. Per ora, la Francia ha giocato bene la sua parte alla mostra degli armamenti di Mosca, dal 13 al 17 agosto, quando Dimitri Rogozin ha annunciato che le società presenti nei momenti difficili non sarebbero state dimenticate. Su Exxon-Mobil, di cui abbiamo discusso nell’ultima analisi, la compagnia petrolifera non ha mostrato alcun interesse per i tubi arrugginiti di Naftogaz, ma tuttavia ha inaugurato in diretta, con Putin e Igor Sechin (sulle liste delle sanzioni) la sua prima perforazione USA-Russia nell’Artico, il 9 agosto. La Russia si aspetta che la situazione si calmi. Le sanzioni saranno una doccia fredda per l’UE, che chiaramente pensava che Mosca si sarebbe fatta punire come un discolo. Il governo francese, di cui si deve salutare la perseveranza sulla Mistral, è stato trascinato in sanzioni stupide e sterili per via della nullità degli “esperti” consultati sulle questioni russe e ucraine. I giornalisti francesi, naturalmente, non contano e Gomart, Encel, Tertrais, Rupnik e altri Heisbourg, la cui incompetenza lede gravemente gli interessi francesi, devono sparire. La Fondazione per la Ricerca Strategica e l’IFRI devono recuperare con urgenza, assolutamente e seriamente.

MAPInsomma
Concludendo con una nota umoristica, vi presentiamo un video su come si gioca con i bambini in Galizia. E’ più simile a una cerimonia voodoo, dopo una tale infanzia, anche un Oleg Tjagnibok è scusato… Infine, ultima e grande novità, il bilancio per produrre RussiaToday in francese, 29 milioni di euro, è stato votato. Il Cremlino prende in considerazione la mancanza di libertà d’espressione in Francia e cerca di porvi rimedio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Volontà internazionale di contrastare il SIIL: verità o inganno?

Dr. Amin Hoteit al-Thawra, al-Wihda (Siria) 18/08/2014
Articolo tradotto dall’arabo da Mouna Alno-Nakhal per Global Research
10590515In questi ultimi giorni il campo occidentale ha preso due posizioni contro il SIIL, creatore del califfato islamico in Iraq e Siria (CIIS); il primo sono gli attacchi aerei statunitensi nel nord Iraq, vicino al confine del Kurdistan; il secondo la risoluzione del Consiglio di Sicurezza contro SIIL e Jabhat al-Nusra. Qualcuno potrebbe spiegare tali dichiarazioni con il fatto che l’occidente ha finalmente deciso di ammettere la verità e di affrontare seriamente il terrorismo di queste due organizzazioni. E’ così? Rispondiamo che un documento non può essere letto dall’ultima pagina o riga, ma dobbiamo collegare le cose dal passato per capire il presente, prevedere il futuro e ridurre il secondario ai principi fondamentali, per dedurne il vero obiettivo. Pertanto, dobbiamo iniziare da una verità nota a tutti, e che si riduce al fatto che l’apparizione di tali due organizzazioni terroristiche è inseparabile dall’occidente, dai suoi alleati e strumenti regionali, essendo stato oramai chiarito e ampiamente documentato che Turchia, Arabia Saudita e Qatar hanno patrocinato, finanziato e covato entrambe le organizzazioni sperando di distruggere lo Stato siriano, sradicandolo in quanto baluardo dell’Asse della Resistenza come preludio alla distruzione del resto dell’Asse, come vuole il piano statunitense-sionista. Così molte verità emergono, tanto che non sfuggono nemmeno alle persone comuni o a coloro che non vogliono interessarsi minimamente alle questioni politiche e strategiche. D’altro canto, sulla base di prove concrete, è chiaro che l’assalto del SIIL alla Siria, e poi da lì all’Iraq, s’è verificato:
• Nel contesto che possiamo designare come “strategia della stretta” contro l’Asse della resistenza; ricordando la transazione avviata da Bashir Gemayel durante la guerra civile, quando chiese “l’unificazione di tutti i fucili cristiani”, un’operazione che portò alla formazione delle “Forze libanesi” e alla sua elezione, in quanto loro comandante in capo, alla presidenza della Repubblica durante l’invasione israeliana del Libano, nel 1982 [1].
• Nell’ambito dell’attuazione del nuovo piano statunitense per eliminare l’Asse della Resistenza e tagliarne il legami con la resistenza palestinese a Gaza; un piano di cui il SIIL era il responsabile dell’attuazione in Iraq, Siria e Libano, e Israele a Gaza.
Pertanto, anche se qualcuno potrebbe pensare che l’occidente rigetti il comportamento criminale del SIIL e che abbia effettivamente deciso di combatterlo con gli attacchi aerei e la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, riteniamo prudente guardare oltre l’albero che nasconde la foresta e, in questo caso, diffidare delle trappole occidentali. Infatti:

Gli attacchi aerei USA sull’Iraq
Non crediamo assolutamente che gli attacchi aerei sull’Iraq siano volti alla sicurezza e sovranità dell’Iraq o, come sostengono certi politici iracheni che cercano di giustificarsi, con il cosiddetto accordo strategico del “trattato di sicurezza iracheno-statunitense”. Se così fosse, gli Stati Uniti avrebbero colpito quando le autorità irachene formalmente ne chiesero l’aiuto per contrastare l’avanzata del SIIL [2], dopo la messa in scena dell'”invasione di Mosul” [3] del SIIL o, almeno, quando i loro satelliti registrarono l’esecuzione di 1700 persone a Mosul e dintorni, o quando ebbero la conferma del genocidio e dei crimini contro l’umanità commessi dal SIIL contro Yezidi a Sinjar e cristiani o altre minoranze presso Mosul. Ma niente di tutto ciò è avvenuto. Tuttavia, Obama ha chiaramente affermato che “gli Stati Uniti hanno interesse strategico nel fermare l’avanzata del SIIL e di non essere l’aviazione degli sciiti iracheni o di qualsiasi altra fazione” [4]. È alla luce di tale affermazione che dobbiamo interpretare gli attacchi aerei in Iraq. Non diremo che gli Stati Uniti, che hanno creato e nutrito l’organizzazione terroristica al-Qaida e i suoi vari rami, si siano infine rivolti contro la loro creatura. Ma diciamo che vedendosi minacciati da “elementi indisciplinati” del SIIL, hanno lanciato il loro attacco aereo per i loro scopi:
• punendo gli errori e ricordando al SIIL la politiche e i confini terrestri già prefissati
• scaricando le accuse di molti analisti e ricercatori che l’incolpano del terrorismo del SIIL,
• garantendo l’integrità dei confini del Kurdistan iracheno, per continuare a usarlo contro la nostra regione come un pugnale, tra l’indipendenza incompiuta dall’Iraq e l’impossibile recupero di un legame organico con il governo centrale iracheno, da cui il nuovo concetto di “stato di quasi-indipendente”!
Ciò senza dimenticare la possibilità per gli Stati Uniti di creare un precedente su cui poter costruire una giustificare per l’intervento militare in Siria con il pretesto di colpire il SIIL e lasciare che la situazione evolvi nella direzione desiderata, senza incontrare alcun ostacolo ogni trimestre. Questo è, a nostro avviso, la ragione dell’adozione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza ed è ciò che intendiamo dimostrare.

La risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n° 2170 [5]
Questa risoluzione, il cui disegno è stato presentato al Consiglio di Sicurezza dall’occidente, guidato dalla Gran Bretagna, è importante in quanto si tratta di un punto di vista di principio, ma non risolve il problema. Condanna SIIL, al-Nusra e tutti coloro che li sostengono, invitano a combatterli ed invoca il divieto del loro finanziamento diretto o indiretto, l’invio di armi, ecc., ma uno studio dettagliato e approfondito ci fa pensare alla favola della montagna che ha partorito il topolino! Infatti, nonostante la sua rilevanza giuridica, questa risoluzione è priva di efficacia operativa, di tutto ciò che potrebbe indurre a chiedere conto agli Stati che sostengono e facilitano le operazioni criminali del SIIL, mentre tutti sanno, almeno, del ruolo svolto da Turchia, Arabia Saudita e Qatar, ieri e oggi. A ciò bisogna aggiungere l’irritazione evidente del presidente inglese del Consiglio di Sicurezza per gli interventi dei delegati di Siria [6] e Iraq; irritazione interpretata come rifiuto di permettere d’illuminare le carenze della risoluzione e cosa possa nascondere. Pertanto, e nonostante tutto ciò che è stato detto della risoluzione, pensiamo che l’unica cosa utile sia il riconoscimento unanime dei membri del Consiglio di Sicurezza, della veridicità dell’indicazione della Siria sulla natura terroristica delle due organizzazioni citate. Il che implica che la Siria subisce un attacco terroristico straniero e non una rivoluzione popolare, come alcuni membri del Consiglio di sicurezza continuano ad affermare!
Oltre a ciò, non vediamo nulla nella presente risoluzione che soddisfi o ispiri la seria speranza della volontà occidentale di combattere il terrorismo. A questo proposito, cogliamo l’occasione per porre alcune domande agli ideatori di tale disegno di risoluzione e ai responsabili dell’adozione, come Stati Uniti e Gran Bretagna in particolare:
1. Perché Abu Baqr al-Baghdadi e i suoi 12 più stretti collaboratori non appaiono sulla lista dei terroristi internazionali? Perché non gli hanno congelato i beni? Perché non vengono trascinati davanti alla Corte Penale Internazionale per decisione del Consiglio di Sicurezza? Quest’ultima decisione era compromettente per i funzionari degli Stati Uniti che appaiono nelle foto assieme ad al-Baghdadi e altri?
2. Chi fornisce al SIIL mappe dettagliate dei territori siriani e iracheni? Chi indica al SIIL i punti di forza della struttura difensiva da evitare per poter infiltrarsi in entrambi i Paesi? Chi pianifica le invasioni del SIIL in base a tali informazioni? Le forze che hanno satelliti puntati sulla regione e agenzie d’intelligence internazionali, come Stati Uniti e NATO?
3. La Turchia, membro della NATO, non è forse l’unico Paese attraverso cui passa il petrolio rubato in Siria e Iraq e venduto sul mercato internazionale, in particolare in Europa, consegnando al SIIL tre milioni di dollari al giorno? Perché non si prendono misure drastiche contro la Turchia per fermarla?
4. La Turchia non è ora il punto di transito principale dei terroristi del SIIL diretti in Siria e Iraq? Perché non bandirne porti ed aeroporti? Perché non viene rimproverata?
5. Non è ben chiaro che Qatar, Arabia Saudita e gli altri stati del Golfo finanziano entrambe le organizzazioni terroristiche, avendo giustamente adottato l’ideologia del wahhabismo dell’alleato degli USA? [7].
Molte domande da porre le cui risposte indicano che, se l’occidente in generale e gli USA in particolare, volessero seriamente combattere il terrorismo di SIIL e Jabhat al-Nusra, potrebbero inaridirne le risorse in pochi mesi, senza nemmeno bisogno di alcuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO e gli Stati regionali sottoposti, potrebbero farlo se lo volessero. Ma la decisione dovrebbe venire dagli Stati Uniti, ma non verrà perché gli Stati Uniti vedono ancora nel terrorismo e nelle bande armate il loro “esercito segreto” permettendogli di raggiungere quegli obiettivi che un’esercito convenzionale non può raggiungere! Infine, la risoluzione 2170 si spiega con il fatto che l’occidente, avendo la responsabilità fisica e morale dei crimini di SIIL e Jabhat al-Nusra, cerca di discolparsi negandone i delitti, mentre crea un precedente che giustificherebbe gli attacchi aerei degli USA nel territorio siriano con la scusa della guerra contro il SIIL… e questo è ciò che si deve evitare!

mappedNote:
[1] Operazione Pace in Galilea o invasione del Libano 1982: il 6 giugno 1982 le forze israeliane invasero il sud del Libano, apparentemente per fermare gli attacchi dell’OLP lanciati dal Libano…
[2] L’Iraq chiede agli USA d’intervenire contro i jihadisti
[3] Quali sono gli obiettivi della finta invasione dell’Iraq da parte del SIIL?
[4] Obama giura di continuare gli attacchi aerei in Iraq, ‘se necessario’
[5] Risoluzione n° 2170: Il Consiglio di Sicurezza adotta all’unanimità una risoluzione sul divieto di qualsiasi supporto a SIIL e fronte al-Nusra
[6] Video: intervento del Dr. Bashar Jafari, delegato permanente della Siria alle Nazioni Unite, dopo l’adozione della risoluzione 2170
[7] Il “fondamentalismo islamico” sponsorizzato dagli USA: Le radici dell’alleanza USA-wahhabita

Il Dottor Amin Hoteit è analista politico, esperto di strategia militare ede x-generale di brigata  libanese.
Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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