Ucraina: sfuma Ginevra e si consolida Novorossija

Alessandro Lattanzio, 20/4/2014

Pro-Russian-protester-DonetskCinque persone sono state uccise in uno scontro a fuoco a Slavjansk, città orientale controllata dai manifestanti antigolpisti. Le vittime sono due manifestanti e due aggressori di Fazione Destra. L’attacco è avvenuto la notte del 19/20 aprile, presso un posto di blocco alla periferia della città.  Quattro automobili s’erano dirette contro il checkpoint aprendo il fuoco sui manifestanti uccidendone due e ferendone gravemente altri tre. “Si avvicinarono con i fari abbaglianti. Uno dei nostri s’è diretto verso di loro per chiederne i documenti, ma fu ucciso con un colpo di fucile“. Un’altra vittima è deceduta in ospedale per una ferita alla testa. Tra le vittime dell’attacco vi era Sergej Rudenko, autista di scuolabus, di guardia al checkpoint la notte di Pasqua insieme ai due figli. Mentre i civili venivano colpiti, un gruppo di 20 manifestanti armati è giunto dalla città  aprendo il fuoco contro gli aggressori, uccidendone due, ferendone cinque e arrestandone uno. Due delle quattro autovetture degli assalitori sono state incendiate dai cittadini di Slavjansk. Diverse armi da fuoco, una mitragliatrice, un visore notturno, foto aeree di Slavjansk, uniformi e attrezzi da campeggio sono stati sequestrati. L’aggressore arrestato ha confessato di appartenere a Fazione Destra, “Il giovane s’era perso e cercava di fuggire da Slavjansk verso Kharkov“. Proviene da  Vinnitsa, ha partecipato alle proteste EuroMaidan e s’è unito a Fazione Destra. Gli aggressori  progettavano un’incursione alla torre della televisione di Slavjansk, contrassegnata da un cerchio sulla mappa scoperta nelle auto sequestrate. I leader della protesta hanno ordinato il coprifuoco a Slavjansk e chiesto alla Russia d’inviare forze di pace per proteggere i cittadini da altri attacchi. “Uccidono i nostri fratelli. E’ guerra aperta contro il popolo. Non ci parlano, semplicemente ci uccidono“. Il 1° marzo, il Consiglio della Federazione russa ha autorizzato il leader del Cremlino Vladimir Putin ad usare la forza militare sul territorio dell’Ucraina “per la normalizzazione della situazione socio-politica del Paese“. Il ministero degli Esteri russo ha condannato l’aggressione e affermato che Kiev è incapace di disarmare i gruppi radicali. Il ministero degli Interni di Kiev aveva invitato gli ex-membri dell’unità antisommossa Berkut, bollati come criminali dai golpisti, a riprendere servizio. Il ministero golpista ha detto che le truppe Berkut devono “dimenticare il passato e proteggere Kiev dall’invasione segreta russa”.
Il 15 aprile, a Lugansk, Anatolij Visir, presidente ad interim della Federazione dell’Ucraina orientale ha dichiarato: “Io, Anatolij Mikhailovich Visir, Generale, mi rivolgo a Voi liberi cittadini della Repubblica Federata del Donbas. Il 21 marzo 2014, la terra ucraina è stata vittima di un colpo di Stato e i fascisti al potere hanno versato il sangue dei minatori. Il nostro popolo è immerso nella guerra civile. I nipoti di Bandera, che aveva tradito i vincitori sul fascismo, hanno preso le armi, oggi, per assassinare i pacifici abitanti del sud-est dell’Ucraina. Come presidente dell’Ucraina sud-orientale devo proteggerne gli abitanti e por termine alle violazioni costituzionali commesse dai nazionalisti ucraini. I popoli slavi, il popolo ucraino e le minoranze etniche devono e saranno protetti. L’economia dell’Ucraina sud-orientale adotta il rublo russo. Tutte le transazioni saranno effettuate in questa valuta, davanti al crollo della moneta nazionale ucraina, la grivna. I salari e le pensioni saranno pagati in rubli rafforzando l’economia del Sud-Est ucraino. Chiedo a tutti i leader dell’Ucraina sud-orientale di seguire il mio esempio. Ho ordinato alle autorità e ai servizi di sicurezza di Lugansk, Donetsk, Kharkov, Odessa, Nikolaev e Kherson di non ostacolare la federalizzazione sud-orientale e di affrontare i nazionalisti ucraini. L’Esercito Nazionale della Federazione Sud-Orientale sarà inviato nelle regioni di cui sopra. Non permetterò a nessuno di violare il diritto alla vita. Dichiaro che la giunta neo-fascista, al potere con mezzi illegittimi, deve essere condannata. Dico a soldati, ufficiali, comandanti dell’esercito ucraino che hanno prestato giuramento al popolo ucraino, non ai traditori che trascinano il Paese nel caos e nella guerra civile.  Chiedo alle forze armate dell’Ucraina e alla Flotta del Mar Nero di difendere il popolo ucraino.  Come presidente del Sud-Est dell’Ucraina, proclamato dal popolo, ordino alle Forze Armate dell’Ucraina e alla Flotta del Mar Nero d’ignorare gli ordini dei nazionalisti e di prendere il controllo di aeroporti, stazioni ferroviarie, banche ed evitare saccheggi e caos. Ordino di bloccare le bande nazionaliste e di rilasciare i prigionieri politici. Ognuno di voi ha una famiglia, e nessuno vuole piangere la morte dei propri figli in nome di idee folli. Il Signore ci ha dato il diritto alla vita. E prima di prendere le armi contro i vostri fratelli, sarete maledetti dalle madri dei morti.
198218123 anni di caos sono ora finiti. La Federalizzazione del Paese dà ai popoli slavi l’opportunità di avvicinarsi. Chiedo ai cittadini russi supporto. L’Ucraina sud-orientale non ha mai lasciato la Comunità degli Stati Indipendenti. Noi abbiamo sostenuto l’economia, quando Kiev era in fermento per Majdan. L’Ucraina sud-orientale non ha mai opposto il popolo ucraino al popolo slavo. Chiedo al popolo russo, nostro fratello, di sostenere la federalizzazione dell’Oriente ucraino e al Presidente russo di non farci morire nel sangue. L’Ucraina sud-orientale adotta la Costituzione del 1996. Presto sarà pubblicata dai media. Secondo questo testo, l’unica fonte legittima e sovrana del potere è il popolo ucraino, che esercita il potere attraverso le istituzioni statali e comunali. Ha il diritto di determinare e modificare la Costituzione ucraina, e questo diritto non può ritornare allo Stato o ai suoi funzionari. Invito la comunità internazionale, compresi Stati Uniti e Unione europea, a non interferire nelle riforme per la federalizzazione dell’Ucraina. Gli Stati Uniti devono ritirare le forze armate della NATO dal territorio ucraino. I vostri padri e nonni, a fianco dei sovietici, combatterono i fascisti, e allora perché supportano oggi i fascisti in Ucraina? La Commissione federale per la sicurezza dell’Ucraina sud-orientale ha prove concrete della presenza di soldati degli Stati Uniti sul territorio ucraino. Avverto i capi del Pentagono e della CIA: qui non siano in a Jugoslavia, ma nel Paese di un grande popolo slavo. Paese di soldati, contadini, minatori e operai che riconoscono il fascismo. Ogni cittadino dell’Ucraina orientale difenderà, armi in pugno, l’indipendenza dell’Ucraina. L’Ucraina non sarà mai colonia o discarica radioattiva di europei e americani”.
Siamo pronti a negoziare con Kiev se le seguenti richieste saranno onorate:
• riconoscimento della federalizzazione dell’Ucraina;
• divieto del partito nazionalista Svoboda e dei movimenti fascisti in Ucraina;
• disarmo delle fazioni nazionaliste;
• riconoscimento dello status ufficiale del russo e dell’ucraino;
• scioglimento del Parlamento che adotta leggi incostituzionali e alimenta l’odio etnico.
La Commissione federale per la sicurezza dell’Ucraina sud-orientale dichiara lo stato di emergenza in questa parte del Paese per proteggere la popolazione dai fascisti. Il mio dovere come ufficiale, di  Generale, è impedire il genocidio.
Al vertice a quattro sulla situazione in Ucraina a Ginevra, del 19 aprile, veniva approvato il documento che riduce le tensioni, con la firma dei rappresentanti del governo golpista ucraino,  Russia, UE e USA. Kiev in cambio approva la riforma costituzionale e l’ampia autonomia regionale.
Il documento chiede il dialogo nazionale ed esorta tutte le parti ad astenersi dalla violenza. Tutte le parti hanno accettato di sostenere la richiesta del Segretario generale dell’OSCE, Lamberto Zannier, di estendere il mandato della missione speciale dell’OSCE in Ucraina.
In relazione all’accordo, il sito Vineyardsaker osserva che:
1) Il regime di Kiev ha dimostrato che non ha i mezzi per schiacciare la ribellione in Oriente.
2) NATO e Stati Uniti non hanno un opzione militare in Ucraina.
3) le sanzioni occidentali non danneggiano in modo significativo la Russia e aumentano la popolarità di Putin e il programma delle riforme.
4) Il tempo non è dalla parte del regime di Kiev, l’occidente non può salvare l’Ucraina; la Russia può, ma non lo farà fino a quando rimane un regime illegittimo e folle.
5) milizia popolare può apparire in una notte e può scomparire dall’oggi al domani.
6) Finora Kiev ha rifiutato ogni negoziato con l’Oriente.
7) Kiev detiene decine o addirittura centinaia di antifascisti nelle sue carceri (AP ha riferito che 63 anti-golpisti sono stati arrestati di cui 38 poi rilasciati. Non si sa nulla dei rimanenti 25).
8) La popolazione che subisce una guerra aperta è quella in Oriente.
Diamo un’occhiata a ciò che è successo il 17 aprile:
1) Kiev ha accettato di negoziare con l’Oriente.
2) tutti i gruppi armati illegali dovranno disarmare (già concordato tra Janukovich e l’UE).
3) osservatori dell’OSCE andranno in Oriente a monitorare la situazione.
4) Kiev s’impegna a intraprendere riforme per una maggiore autonomia.
5) la Crimea non è nemmeno stata discussa.
6) l’Unione europea accetta la proposta di Putin per discutere le forniture di gas.
7) nessuno sarà processato fatta eccezione i gravi crimini.
Poco è infatti stato accettato, e tutto ciò che è stato concordato è vago, ambiguo e non verificabile nell’ambito di un calendario preciso”.
Secondo Lionel Reynolds, del sito Dispatchesfromempire.comL’accordo di Ginevra non cambia nulla. USA/UE/NATO non accetteranno alcuna risoluzione della crisi dell’Ucraina se essa non sarà  integrata nello spazio geopolitico occidentale. Ci hanno lavorato per 20 anni, speso 5 miliardi di dollari e provocato una crisi regionale con implicazioni globali. Sono determinati a non restare a mani vuote“. Infatti, i golpisti a Kiev già avvertivano che “L’operazione (contro la popolazione dell’Ucraina orientale), continua e la sua intensità dipende l’attuazione degli accordi, dall’evacuazione degli edifici occupati e dalla consegna delle armi“, affermava il ‘ministro degli Esteri’ di Kiev Andrej Deshitsa. Mosca rispondeva “Quando si parla di disarmo, intendiamo prima di tutto togliere le armi ai combattenti di Pravy Sektor e altri gruppi filo-nazisti che hanno partecipato al colpo di Stato del 22 febbraio”, affermava un comunicato del ministero degli Esteri russo. Il documento chiarisce che i sostenitori di Maidan dovrebbero essere i primi a lasciare gli edifici governativi di Kiev e le regioni occidentali dell’Ucraina. I manifestanti anti-golpisti di Donetsk rispondevano che sgombereranno gli edifici governativi e cederanno le armi, come chiede l’accordo di Ginevra, solo quando i golpisti libereranno tutti gli ostaggi e si attuerà il referendum sul sistema politico nazionale, “Se rilasciano tutti i prigionieri politici, fermano le persecuzioni e disarmano Fazione Destra, e si avvia il referendum sul sistema politico dell’Ucraina, naturalmente gli edifici amministrativi saranno lasciati e la lotta sarà giunta al termine“, dichiarava il leader dei federalisti Sergej Tsiplakov. Ma Tsiplakov ha detto di non credere che il governo golpista a Kiev sopravviverà all’accordo né che disarmerà i neo-fascisti.
1505420Non va dimenticata la visita compiuta a Kiev dal capo della CIA Brennan, secondo Brandon  esperto di affari internazionali, “E’ chiaro che la presenza del direttore della CIA a Kiev è molto più di una semplice coincidenza. Nonostante le smentite della Casa Bianca, sembra che la visita di Brennan sia un tentativo di sostenere la violenta repressione dei manifestanti filo-russi in Ucraina orientale. È ancor più probabile, tuttavia, che il viaggio di Brennan sia un tentativo di formulare, incoraggiare e avviare l’uso della forza. La presenza di Brennan a Kiev poco prima dell’annuncio della violenta repressione in Ucraina orientale è semplicemente troppo tempestiva per supporre che si tratti di una coincidenza”. Per Sriram Chaulia, Preside della Scuola Affari Internazionali di Jindal, il direttore della CIA s’è recato a Kiev promettendo ingenti finanziamenti “per creare nuove unità speciali e squadre per schiacciare le rivolte popolari in Ucraina orientale. Doveva andarci di persona al posto del capo locale della CIA, in modo da fare sperare alle agenzie di sicurezza ucraine che il riordinamento occidentale dello Stato è in corso, tentando di rendere l’Ucraina più aggressiva verso la Russia, dimostrandole l’alto impegno dell’occidente nel contro-spionaggio e nel sabotaggio“. Secondo F. William Engdahl “La decisione di Washington di sostenere il colpo di Stato in Ucraina… isola il potere egemone negli Stati Uniti e apre la porta al mondo multipolare in cui la cooperazione pacifica sostituisce le minacce militari e il dominio di una sola superpotenza. La stupida imposizione di sanzioni alla Russia da parte di Washington ha costretto Mosca a reagire vendendo i titoli di Gazprom non in dollari ma in yuan cinesi. Gli Stati Uniti si sono dati la zappa sui piedi. Ciò porta a un radicale cambio sul dollaro come valuta di riserva. Le stolte minacce di Obama contro Mosca semplicemente accelerano la rifocalizzazione delle gigantesche società russe, come Gazprom e Norilsk Nickel, sul grande mercato asiatico. A seguito del golpe della NATO in Ucraina e conseguente crisi, altri Paesi cercano di ridurre la loro esposizione in dollari. Gli stupidi al comando negli Stati Uniti e nella NATO non pensano alle conseguenze globali delle loro azioni”.
E nel frattempo, un nuovo giacimento da 300 milioni di tonnellate di petrolio e 90 miliardi di metri cubi di gas è stato scoperto nella regione di Astrakhan, in Russia. “Le riserve del campo sono senza precedenti, questa scoperta conferma l’elevato potenziale della regione di Astrakhan“, afferma Sergej Donskoj ministro delle Risorse Naturali della Russia. Il campo Velikoe è stato scoperto dall’AFB Oil and Gas Company, che probabilmente si assocerà a Rosneft o a Lukoil per lo sfruttamento. Rosneft possiede il limitrofo campo petrolifero Vanqor, da oltre 500 milioni di tonnellate di petrolio. Un altro giacimento della regione di Astrakhan è Filanovskij della Lukoil, di oltre 150 milioni di tonnellate di petrolio. Nel 2012, l’azienda aprì anche il vicino giacimento di Tambov, il quinto maggiore del mondo.

1609780Fonti:
4.th Media
4.th Media
Global Research
Nsnbc
PressTV
Reseau International
RIAN
RIAN
RIAN
RussiaToday
RussiaToday

Ucraina: la Polonia ha addestrato i golpisti due mesi prima

Thierry Meyssan Rete Voltaire Damasco (Siria) 17 aprile 2014

Le bugie hanno vita sempre più breve. Due mesi dopo il cambio di regime a Kiev, la stampa polacca ha pubblicato rivelazioni sul coinvolgimento del governo di Donald Tusk nella preparazione del colpo di Stato. Queste nuove informazioni smentiscono il discorso occidentale e mostrano che il governo provvisorio attuale di Aleksandr Tourchinov è stato imposto dalla NATO in violazione del diritto internazionale.
1797330Il settimanale di sinistra polacco Nie (No), ha pubblicato una testimonianza scioccante sull’addestramento dei militanti più violenti di EuroMajdan [1]. Secondo questa fonte, il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski invitò, nel settembre 2013, 86 membri di Fazione Destra (Pravý Sektor), presumibilmente nell’ambito di un programma di cooperazione interuniversitaria. In realtà, gli ospiti non erano studenti, molti avevano più di 40 anni. Non andarono al Politecnico di Varsavia, contrariamente al programma ufficiale, ma al centro di addestramento della polizia di Legionowo, a un’ora di auto dalla capitale. Lì passarono quattro settimane di addestramento intensivo nella gestione delle folle, nel riconoscimento delle persone, in combattimento tattico, comando, comportamento nelle emergenze, protezione dal gas della polizia, costruzione di barricate e in particolare tiri anche con i fucili dei cecchini. Tale addestramento avvenne nel settembre 2013, quando le proteste di piazza Majdan iniziarono in risposta al decreto di sospensione dei negoziati per la firma dell’accordo d’associazione con l’Unione europea, firmato dal primo ministro Mikola Azarov il 21 novembre. Il settimanale precisa che fotografie attestano tale addestramento, mostrando ucraini in uniformi naziste con i loro maestri polacchi in borghese.
Queste rivelazioni giustificano un nuovo sguardo sulla risoluzione, adottata all’inizio di dicembre 2013, dal Sejm polacco, il Parlamento, che ha affermava la “piena solidarietà ai cittadini ucraini per la forte determinazione a dimostrare al mondo la decisione d’assicurare una piena adesione del loro Paese all’Unione europea”. Naturalmente, i parlamentari non erano consapevoli che il loro Paese addestrava gli individui che cercarono e presero il potere. Tale scandalo illustra il ruolo assegnato dalla NATO alla Polonia in Ucraina, che può essere paragonato a quello assegnato alla Turchia in Siria, ed eseguito dal governo dell’europeista liberale Donald Tusk. Il ministro degli Esteri, il giornalista Radoslaw Sikorski, un ex-rifugiato politico nel Regno Unito, è la mente dell’integrazione della Polonia nella NATO. Come membro del “triangolo di Weimar”, fu uno dei tre rappresentanti dell’Unione europea a negoziare l’accordo del 21 febbraio 2014 tra il Presidente Viktor Janukovich e i tre principali capi di EuroMajdan [2]. Naturalmente, il presidente ucraino non sapeva che aveva addestrato i rivoltosi. Il ministro degli Interni e coordinatore dei servizi speciali, Bartlomiej Sienkiewicz (nipote dello scrittore Henryk Sienkiewicz, autore di Quo Vadis?), è uno dei fondatori dell’attuale servizio segreto polacco, l’Ufficio di Protezione dello Stato (Urzd Ochrony Panstwa). Fu anche per molto tempo vicedirettore del Centro Studi Orientali (Osrodek Studiów Wschodnich), centro nazionale per la ricerca sull’Europa orientale e i Balcani, in particolare Ucraina e Turchia. Questo istituto ha una profonda influenza sulla percezione occidentale degli eventi attuali, grazie ai suoi accordi con la Carnegie Foundation [3]. Durante il governo di Julija Timoshenko (2007-2010), il presidente ad interim dell’Ucraina, Aleksandr Turchinov era il capo dell’intelligence e viceprimo ministro. Lavorò con i polacchi Donald Tusk (già primo ministro), Radoslaw Sikorski (ministro della Difesa) e Bartlomiej Sienkiewicz (direttore della società di spionaggio privata OTHAGO ASBS). Per rovesciare il governo del suo confinante, la Polonia si rivolse agli attivisti nazisti, proprio come la Turchia usa al-Qaida per rovesciare il governo siriano. Non solo non sorprende che le autorità polacche attuali usino i nipoti dei nazisti che la CIA inserì nella rete Gladio della NATO per lottare contro l’Unione Sovietica, ma ricordiamo la polemica che scoppiò nelle elezioni presidenziali in Polonia nel 2005 quando il giornalista e deputato Jacek Kurski rivelò che Jòzef Tusk, il nonno di Donald Tusk, fu un volontario della Wehrmacht. Dopo aver negato, il primo ministro finalmente ammise che suo nonno prestò servizio nell’esercito nazista, ma sostenne che si arruolò dopo l’annessione di Danzica. Un ricordo che dice molto su come Washington selezioni i suoi agenti in Europa orientale.
In sintesi, la Polonia ha addestrato una banda per rovesciare il presidente democraticamente eletto dell’Ucraina con cui finse di negoziare una soluzione pacifica, il 21 febbraio 2014, mentre i rivoltosi prendevano il potere. Inoltre, non v’è dubbio che il colpo sia stato sponsorizzato dagli Stati Uniti, come dimostra la conversazione telefonica tra l’assistente del segretario di Stato Victoria Nuland e l’ambasciatore USA Geoffrey R. Pyatt [4]. Allo stesso modo, è chiaro che gli altri membri della NATO, tra cui la Lituania (l’Ucraina fu dominata dall’impero polacco-lituano) e Israele in quanto membro de facto dello Stato Maggiore atlantista, hanno partecipato al colpo di Stato [5]. Tale schieramento suggerisce che la NATO possieda ora una nuova rete Gladio in Europa orientale [6]. Inoltre, dopo il colpo di Stato, i mercenari statunitensi di una controllata di Academi (Greystone ltd) sono stati dispiegati nel Paese su ordine della CIA [7]. Tali fatti modificano profondamente la percezione che si può avere del colpo di Stato del 22 febbraio 2014. Smentiscono gli argomenti diffusi dai giornalisti del dipartimento di Stato USA (punti 3 e 5 della nota del 5 marzo) [8] e costituiscono un atto di guerra secondo il diritto internazionale. Pertanto, il ragionamento degli occidentali sulla sequenza degli eventi, tra cui l’adesione della Crimea alla Federazione Russa e le rivolte in corso in Ucraina orientale e meridionale, è nullo.

UkrPolmapFonti:
[1] “Tajemnica stanu, tajemnica Majdanu“, Nie, n°13-2014, 18 aprile 2014.
[2] “Accord sur le règlement de la crise en Ukraine“, Horizons et débats (Svizzera), Réseau Voltaire, 21 febbraio 2014.
[3] “La Fondation Carnegie pour la paix internationale“, Réseau Voltaire, 25 agosto 2004.
[4] “Conversation entre l’assistante du secrétaire d’État et l’ambassadeur US en Ukraine“, Oriental Review, Réseau Voltaire, 7 febbraio 2014. “Svelata l’agenda segreta di Ashton e Nuland“, Wayne Madsen, Traduzione di Alessandro Lattanzio, Strategic Culture Foundation, Réseau Voltaire, 12 marzo 2014.
[5] “Soldati israeliani mimetizzati a Maidan“, Réseau Voltaire, 3 marzo 2014.
[6] “La nuova Gladio in Ucraina“, Manlio Dinucci, Il Manifesto, Réseau Voltaire, 18 marzo 2014.
[7] “Mercenari statunitensi dispiegati nel sud dell’Ucraina“, e “Le directeur de la CIA recherche des mercenaires US à Kiev“, Réseau Voltaire, 4 marzo e 15 aprile 2014.
[8] “Fiche documentaire du département d’État: 10 contre-vérités sur l’Ukraine“, Réseau Voltaire, 5 marzo 2014.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Quinta Colonna islamista di Gaza diretta da Golfo e occidente: Egitto e Siria

Boutros Hussein e Lee Jay Walker Modern Tokyo Times 14 aprile 2014

331724_US-Saudi-ArabiaSe si vuole vedere il vicolo cieco del radicalismo taqfirista, allora basta osservare il mantra di odio e discordia a Gaza, perché questa realtà estraniata dice tutto sulla realtà internazionale di tale forma d’Islam. L’islamismo taqfirista non si preoccupa dell’identità nazionale, pertanto uccidere connazionali fa parte dell’attuale distruzione delle rispettive civiltà. Tale realtà significa che nazioni come USA, Francia, Israele, Qatar, Turchia, Arabia Saudita e Regno Unito possono dirigerli manipolando vari ordini del giorno. Il risultato è che i “jihadisti internazionali” possono essere manipolati subito, mentre i “jihadisti interni” diventano la quinta colonna, come si vede in Afghanistan, Egitto, Iraq, Libia, Nigeria, Pakistan e Siria. In Egitto e in Siria i militanti islamici interni uccidono egiziani e siriani con gioia, perché la loro visione del mondo schizofrenica segue l’indottrinamento taqfirista e dei fratelli musulmani. Sarebbe stato impensabile, in passato, che i palestinesi desiderassero la jihad contro Egitto e Siria, piuttosto che occuparsi della questione palestinese. Tuttavia, i petrodollari del Golfo e la diffusione dell’ideologia salafita hanno modificato il panorama religioso e politico. Naturalmente, gli islamisti di Gaza non sono abbastanza potenti da cambiare gli eventi in Egitto e Siria. Nonostante ciò, è chiaro che gli islamisti di Gaza possono provocare caos nel Sinai e in Siria grazie ai rifornimenti di armi e partecipando al terrorismo. Allo stesso modo, se gli islamisti rispettano la melodia dei nuovi pifferai magici, continueranno a seminare altre divisioni. Ahimè, nella moderna Siria vari gruppi terroristici islamici taqfiristi, nel 2014 si massacrano a vicenda e ciò viene replicato in Afghanistan e in altre nazioni dove tale virus è libero. I petrodollari del Golfo seminano la frantumazione dei sunniti autoctoni, creando destabilizzazione, diffondendo settarismo, suscitando il terrorismo contro le minoranze non musulmane. USA, Francia, Israele, Turchia e Regno Unito “cavalcano tale tigre islamista” destabilizzando le nazioni che vogliono schiacciare. Naturalmente, l’Afghanistan fu il trampolino di lancio negli anni ’80 e primi anni ’90, ma l’evoluzione e la diffusione del salafismo è molto più potente oggi.
In Libia era necessaria la forza della NATO per bombardare e, naturalmente, agenti segreti erano  sul terreno alleati delle varie milizie e gruppi affiliati di al-Qaida. Allo stesso modo, in Siria è chiaro che gli affiliati di al-Qaida, i vari gruppi terroristici salafiti, collaborano con le potenze del Golfo e della NATO. Pertanto, in Libia e Siria sono principalmente i fratelli mussulmani, assieme ai jihadisti internazionali, che lavorano per USA, Francia, Israele, Qatar, Arabia Saudita, Turchia e Regno Unito. Il colonnello Gheddafi in Libia non poteva mai prevedere che i libici avrebbero apertamente collaborato con le forze della NATO e che i jihadisti internazionali l’avrebbero ritenuto  un apostata. Eppure, la Libia è stata schiacciata tramite la manipolazione del malcontento interno  da parte di nazioni estere, le potenze della NATO e del Golfo e dalla terza trinità, da jihadisti internazionali e predicatori salafiti che istigano all’odio. La Siria affronta la stessa trinità, nonostante gli eventi sul campo siano assai diversi grazie alla persistenza delle Forze Armate della Siria ed altri fattori importanti. E’ interessante notare che mentre il caos abbonda in molte nazioni della cosiddetta “primavera araba”, che in realtà dovrebbe essere chiamata “cooperazione occidentale e del Golfo”, Israele e Arabia Saudita ne sono uscite indenni, mentre i jihadisti internazionali e militanti in Siria sono impegnati a combattere e uccidere in nome di Allah; è evidente che non si preoccupano d’Israele a sud e di Turchia e NATO a nord. Infatti, in più occasioni Israele ha bombardato la Siria e ciò non ha suscitati vere manifestazioni di massa, né convulsioni politiche in Medio Oriente. Allo stesso modo, è evidente che i gruppi affiliati ad al-Qaida siano notevolmente forti nel nord della Siria, potendo utilizzare la NATO in Turchia per i rifornimenti di armi.
In un video diretto ai militanti di Gaza, l’islamista shayq Ahmad Uwayda istiga all’odio verso la Siria, affermando che “è il momento del sangue e della distruzione, dell’invasione e delle battaglie“. Altre osservazioni nel video, durante la manifestazione a Gaza, sono dirette contro Egitto e Siria. Improvvisamente, il ruolo di NATO e Israele appare assai distante e chiaramente per gli intermediari delle potenze del Golfo ed occidentali, ciò è un risultato notevole. Dopo tutto, indica che l’Islam militante può essere usato come “cavallo di Troia” nella destabilizzazione interna. Pertanto, al momento giusto i jihadisti internazionali lavorano per le potenze del Golfo e occidentali. Uwayda ha dichiarato che in Egitto la “lancia dell’Islam punta al petto della spregevole laicità… Sei la nostra speranza che la shariah ritorni a ciò che era prima“.
Il Programma di studio sul terrorismo riferisce che “Post sulle bacheche jihadiste suggeriscono che ora è il momento per i jihadisti di attaccare l’Egitto per vendicarsi dell’esercito egiziano“. “Non è più possibile chiudere un occhio sul fatto ovvio che laici e miscredenti idolatri siano ostili all’Islam e gli  muovano guerra e odio“, ha detto Abdullah Muhammad Mahmud del gruppo jihadista Fondazione per gli studi e la ricerca Dawat al-Haq, scrivendo in un forum jihadista, come ha riportato il Long War Journal. “Se la jihad non viene dichiarata oggi per difendere la religione, quando lo sarà?” continuava: “I musulmani aspetteranno fin quando non verrà vietateo pregare nelle moschee?! Potranno attendere fino a quando la barba diventerà un’accusa punita con la reclusione?! Potranno aspettare fin quando i loro figli saranno nelle carceri a decine di migliaia, torturati, passandovi decine di anni della loro vita?” “O musulmani d’Egitto, se non fate la jihad oggi, allora è solo colpa vostra“. L’Egitto è molto più complesso, perché mentre Golfo e potenze occidentali hanno tutti governi anti-siriani, non succede lo stesso per questa nazione. Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo (tranne il Qatar pro-fratelli musulmani e terrorismo) sostengono finanziariamente l’Egitto perché temono di perdere la loro base di potere interna. Infatti, l’Arabia Saudita è contro l’ordine del giorno pro-fratelli musulmani dell’amministrazione Obama che ha provocato lo scontro tra Riyadh e Washington. Tuttavia, la questione della diffusione del salafismo è un problema reale per l’Egitto e altri Paesi come la Tunisia. Pertanto, i petrodollari del Golfo non devono poter diffondere l’ideologia islamista. In altre parole, i religiosi musulmani indigeni devono tendere allo spirito. Le questioni relative ai fratelli Musulmani devono essere risolte, perché tale movimento islamico vuole imporre la sua ideologia al popolo d’Egitto. Al-Ahram Weekly ha riferito nel periodo cruciale dell’anno scorso che: “Muhammad Guma, specialista di questioni palestinesi del Centro di studi politici e strategici al-Ahram, dice che mentre il “rapporto organico” tra Hamas e Fratellanza musulmana è da tempo noto, Hamas rischia di perdere quei legami mentre la brigata al-Qasam attraversa Gaza. Vi sono, dice Guma, differenze all’interno di Hamas su come rispondere agli sviluppi in Egitto. Alcuni nel movimento sollecitano moderazione ed evitano una retorica che possa essere vista come provocazione dall’esercito egiziano. La comparsa di un convoglio di al-Qasam, sostiene, suggerisce che tali voci perdono davanti allo zelo pro-fratellanza musulmana del contingente. Il governo di Hamas vede il Sinai come suo cortile di casa“, dice Guma, “un corridoio di sicurezza per armi e altre esigenze strategiche. Questo è il motivo per cui il movimento sostiene gli attacchi contro le forze di sicurezza egiziane nel Sinai. E spiega perché così tanti elementi palestinesi siano apertamente per le operazioni contro l’esercito“.
Il governo siriano nel frattempo lotta per la sua sopravvivenza contro la trinità blasfema contro questa nazione. Allo stesso modo, l’Egitto affronta convulsioni politiche interne e la minaccia terroristica nel Sinai e in altre parti del Paese. La Libia ha ceduto alla trinità e chiaramente la Siria affronta la stessa combinazione di forze, nonostante le situazioni interne siano molto diverse. Dopo tutto la Libia è stata solo “abbandonata ai lupi”, ma diverse potenti nazioni sostengono la Siria, nonostante il loro sostegno sia insufficiente rispetto a quello dei nemici della Siria. In altre parole, se le potenze del Golfo e occidentali decidono collettivamente la destabilizzazione, chiaramente le nazioni di Nord Africa e Medio Oriente vi sono assai vulnerabili. La grazia salvifica dell’Egitto è che la maggior parte delle nazioni del Golfo si oppone all’amministrazione di Obama, quando si tratta di essa. Tuttavia, la Siria non è così fortunata perché questa nazione affronta la manipolazione estera e la trinità brutale che rifiuta di andarsene. Gli islamisti di Gaza apertamente celebrano l’assassinio dei siriani e istigano all’odio contro questa nazione laica. In nessun punto mostrano la stessa volontà di morire contro Israele o la NATO in Turchia. Allo stesso modo, i jihadisti palestinesi taqfiristi sono coinvolti nella diffusione di terrorismo e caos nel Sinai, e più recentemente gli sciiti in Libano sono aggrediti dalle stesse forze che hanno abbandonato la causa palestinese. Pertanto, la schizofrenia islamista salafita è un ottimo strumento di USA, Francia, Israele, Qatar, Turchia, Arabia Saudita e Regno Unito nel breve termine, nazioni che condividono la stessa visione.
Gli islamisti a Gaza ora esprimono odio principalmente contro la Siria, ma anche contro l’Egitto. Il Long War Journal ha riportato, lo scorso anno: “nel mercato aperto della jihad in Siria, i giovani islamci arrivano da ogni dove per combattere” contro il regime di Assad. L’autore stesso s’è vantato che “convogli di mujahidin” di Gaza si recano in Siria per combattere e che alcuni vi sono morti“. In altre parole, l’Islam militante è uno comodo strumento della manipolazione delle nazioni estere che desiderano cambiare il panorama politico e militare. Naturalmente, se l’Afghanistan e la Libia vengono visti nel lungo termine, proprio come la destabilizzazione dell’Iraq e le politiche autodistruttive del Pakistan, allora il lungo termine sarà molto diverso, a meno che non si sostengano Stati falliti, terrorismo, settarismo, misoginia e frantumazione religiosa e culturale.
Gli islamisti di Gaza sono solo un pezzo di un puzzle molto complesso. Tuttavia, se possono abbandonare la loro patria per uccidere altri musulmani e arabi, perseguitare minoranze religiose e partecipare alle politiche antisciite in Siria, allora ciò evidenzia la nuova forza sostenuta dal Golfo e dai circoli occidentali. Infatti, le nazioni estere non hanno bisogno di una presenza sul terreno come in Afghanistan e in Iraq. Invece, la trinità può fare tutto da lontano e, se è necessario un sostegno extra, allora si potenzieranno le ratlines assieme all’ulteriore indottrinamento salafita.

26cnd-hamas.600Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La repressione politica in Ucraina: Giro di vite sulla rivolte contro il regime neo-nazista

Oriental Review, 11 aprile 2014 – Global Research

1237910Il volano delle repressioni politiche in Ucraina gira in questi giorni. In netto contrasto con l’approccio liberale del Presidente Janukovich verso “Euromajdan”, l’amministrazione provvisoria di Kiev non ha esitato il giro di vite sulla rivolta popolare contro il “regime neo-nazista”, crescente nell’oriente e nel sud dell’Ucraina. Oggi, solo a Kharkov almeno 70 attivisti sono stati arrestati durante la cosiddetta “operazione antiterrorismo”. Secondo fonti, mercenari stranieri presumibilmente del contraente privato militare degli Stati Uniti, Greystone Ltd, parteciparono all’operazione insieme con la Guardia Nazionale (composta soprattutto da combattenti  ultranazionalisti di Fazione Destra), e alcune unità del ministero degli Interni. George Orwell al riguardo coniò la frase “la guerra è pace”, per descrivere il pensiero di gruppo della sua futura società totalitaria immaginaria. Non avrebbe problemi a riconoscere la propaganda mostrata nel recente rovesciamento del governo ucraino, durante cui “manifestanti pacifici” erano impegnati a uccidere, bruciare e saccheggiare… continuando a farlo tutt’ora. Ma il colpo non è ancora finito, prendere il potere è una cosa, ma altro è tenerselo. E ora vediamo affiorare le inevitabili difficoltà: poco più di un mese fa il governo ad interim a Kiev ha perso la Crimea e affronta la tenace resistenza nel sud e est dell’Ucraina. Il nuovo governo è giunto sulla scena brandendo slogan come: “proteste pacifiche”, “lotta per la democrazia” e “libertà di parola”, ma subito attuò le purghe contro l’opposizione, imponendo il controllo totale su televisione, radio e stampa, usando la repressione politica per imbavagliare le proteste civili in Ucraina meridionale e orientale.
Le manifeste repressioni fisiche su ogni segno di dissenso iniziarono alle prime ore del colpo di Stato: il 20 febbraio la maggioranza pro-Majdan nella Suprema (Verkhovnaja) Rada (parlamento ucraino) aggredirono i deputati comunisti e del Partito delle Regioni. Molti furono privati delle loro tessere elettorali, poi usate da altri per avere le “dovute” tessere elettorali. Poi l’aggressione al canale televisivo Inter, visto in tutto il Paese e secondo più seguito. Uomini armati irrompono in studio nel bel mezzo di una trasmissione in diretta. Il giornalista Mustafa Nayyem (uno degli organizzatori del Euromaidan) aveva già annunciato l’intenzione del nuovo governo… di nazionalizzare il canale. Come ricorderete, la stazione televisiva attualmente appartiene all’oligarca Dmitrij Firtash arrestato a Vienna su richiesta dell’FBI. Non a caso, naturalmente, poche settimane prima Mustafa Nayyem e i suoi complici di Hromadske (Publica) TV (TV via Internet lanciata con denaro statunitense quasi in contemporanea con l’avvio delle proteste Euromajdan) seguiva l’approccio opposto, “privatizzare” le frequenze della Prima rete TV nazionale (di proprietà dello Stato). Il Consiglio Nazionale per la Radio e la Televisione (dopo diverse mezze misure fallite) finalmente decise di vietare completamente tutti i principali telegiornali russi in Ucraina. E tutte le trasmissioni televisive delle aziende di proprietà di Igor Kolomojskij, Victor Pinchuk, Rinat Akhmetov e Dmitrij Firtash improvvisamente iniziarono a lavorare all’unisono come una ben oliata macchina propagandistica centralizzata.
Nell’ultimo mese ci sono state decine di attacchi (fisici e informatici) alle redazioni dei media dell’opposizione. Il 27 febbraio, la cosiddetta Autodifesa popolare ha sequestrato l’ufficio dell’agenzia di stampa  Golos.ua, e forti pressioni viene furono fatte sul canale TV nazionale ucraino Gamma, che lavora a stretto contatto con l’agenzia. Ben presto vi fu un raid nel giornale Kommunist, pubblicazione ufficiale del Partito Comunista dell’Ucraina. Il sito del CPU è anche spesso aggredito. A Vinnitsa, la forza venne usata sfacciatamente per occupare la stazione televisiva locale, che lavora con i comunisti ucraini. I giornalisti pro-Majdan riferiscono tali informazioni con malcelata gioia. Un assalto avvenne anche contro la pubblicazione on-line ucraina Krivda, che  parodia i media filo-Majdan, inchiodando la strumentalità delle loro pubblicazioni. Anche il loro sito è attualmente bloccato. Un gruppo di giornalisti del sito web ucraino Pravda, guidato dal noto analista politico Vladimir Kornilov, è stato costretto a scegliere tra lasciare il Paese o cessare la pubblicazione dei loro articoli. Furono minacciati di rappresaglie feroci e morte. L’ultimo numero pubblicato dall’ultimo rappresentante dei media dell’opposizione accessibile nel Paese, il rispettato e molto leggibile settimanale 2000, è apparso il 14 marzo. La pubblicazione è stata interrotta facendo pressione sul tipografo, Stampa d’Ucraina, dove la carta viene formattata nel consueto formato. La tipografia, finanziata dallo Stato, ha unilateralmente cambiato le condizioni per la stampa del giornale, mettendo la pubblicazione in una situazione impossibile. Naturalmente c’è il noto esempio della visita di diversi membri del partito nazionalista Svoboda negli uffici della Prima TV nazionale. Il pestaggio di Aleksandr Panteleimonov, ripreso in video, e costretto a scrivere una lettera di dimissioni dopo essere stato sottoposto a minacce e violenze. Mentre i media occidentali si torcono le mani sulle presunte “violazioni dei diritti umani in Crimea“, gli osservatori internazionali sono apparentemente troppo occupati per interessarsi a ciò che accade in Ucraina. Per i curiosi, vi sono alcuni fatti che rappresentano solo la “punta dell’iceberg” della repressione politica in Ucraina.
Il 22 febbraio il primo segretario del Comitato di Lvov del Partito Comunista di Ucraina, Rostislav Vasilko, è stato falsamente accusato di “aver sparato a Majdan” venendo sottoposto a brutali torture. Secondo testimoni oculari, gli inserirono aghi sotto le unghie, il suo polmone destro perforato, tre costole, il naso e altre ossa facciali rotte, e minacciato di sterminio della famiglia. È attualmente in  cura in Russia. Il 23 febbraio, Aleksandr Pataman, capo della Milizia popolare antifascista di Zaporozhe, è stato rapito. Il 24 febbraio, sei membri della Corte Costituzionale dell’Ucraina si sono volontariamente licenziati dalla Rada Suprema “per aver violato il giuramento“. Alcuni di loro sono stati oggetto di minacce e coercizione fisica. Tre giorni dopo, i giudici espulsi hanno fatto appello alle istituzioni internazionali per i diritti umani. Il 28 febbraio, il vicegovernatore della regione di Dnepropetrovsk, Boris Filatov, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook come gestire correttamente i membri del movimento pro-russo che non sono soddisfatti del governo centrale di Kiev: “dargli tutte le sporche promesse, garanzie, o concessioni che vogliono. E… impiccarli tutti dopo“. Il 5 marzo, Andrej Purgin, uno dei leader dell’organizzazione filo-russa della Repubblica di Donetsk, è stato catturato e trascinato in una destinazione sconosciuta. Gli amici dell’uomo rapito sostengono che avesse ricevuto una visita il giorno precedente, durante cui fu avvertito, “se resta a casa oggi, sua moglie sarà vedova“, ma poiché gli altri lo stavano aspettando, si recò in piazza comunque. Il destino di Andrej è oggi ignoto. Il 6 marzo, Vladimir Rogov, leader dell’organizzazione civica ucraina, la Guardia slava, è stato rapito. Ora è al sicuro, ma è stato costretto a lasciare la regione di Zaporozhe e l’Ucraina. Il 6 marzo, Pavel Gubarev, “governatore popolare” e leader degli attivisti filo-russi, è stato arrestato a Donetsk. Dopo essere stato rapito venne duramente picchiato, sia da Donetsk a Kiev, che nel centro di detenzione del servizio di sicurezza ucraino (SBU). Pavel cadde in un coma a metà marzo ed attualmente rimane nell’ospedale della prigione. A causa dei timori che la sua condizione possa essere resa pubblica, non è stato consentito l’accesso all’avvocato. Sua moglie Ekaterina e tre bambini sono stati costretti a lasciare l’Ucraina dopo l’arresto del marito. Il “governatore del popolo” della regione di Lugansk e leader della Guardia di Lugansk, Aleksandr Kharitonov, è stato arrestato ed è detenuto in una struttura della SBU dal 14 marzo. Il 17 marzo, il leader di Alternativa Popolare, Anton Davidchenko, è stato arrestato dalla SBU a Odessa, ed è attualmente detenuto in una prigione della SBU a Kiev. Il 17 marzo, un gruppo di membri di estrema destra del cosiddetto “Tribunale del Popolo” di Vinnitsa ha sfacciatamente chiesto che Tatjana Antonets, il medico capo dell’ospedale pediatrico regionale, si dimetta volontariamente perché non aveva abbandonato il Partito delle Regioni né condannato “i crimini del precedente governo“. I radicali hanno affermato che se non avesse obbedito, il medico ne sarà ritenuto responsabile “in conformità con le leggi draconiane dei tempi rivoluzionari“. Dopo diverse minacce, il 17 marzo, la vettura appartenente al leader del Fronte sud-est, Artjom Timchenko, è stata incendiata. Il pubblico ministero della regione di Zaporozhe, Aleksandr Shatskij, appena nominato da Kiev, ha definito l’accaduto esempio di “auto-immolazione”. Il 19 marzo, circa 300 uomini armati di Vinnitsa, guidati da attivisti di Fazione Destra, sequestravano una distilleria appartenente alla società Nemiroff. Il 20 marzo un gruppo di attivisti di Fazione Destra ha aggredito alcuni studenti ungheresi di Miskolc in gita in Transcarpazia. Estremisti armati irruppero nella riunione del consiglio civico ungherese, nella città di Berehove in Transcarpazia e picchiato i partecipanti. Due anni fa, i nazionalisti ucraini profanarono il monumento sul Verecke pass eretto per commemorare il passaggio delle truppe ungheresi attraverso i Carpazi. Vi scrissero “Morte agli ungheresi” e “Questa è Ucraina”. Il 20 marzo quattro giornalisti russi di Russia-1 TV furono arrestati a Donetsk. I documenti dei russi furono sequestrati e poi portati al checkpoint Vasilevka, dove furono trattenuti per diverse ore senza alcuna spiegazione, prima di essere espulsi dall’Ucraina. Il 20 marzo, il servizio di sicurezza ucraino tentò di sciogliere l’organizzazione civica Guardia di Lugansk che sostiene di porre l’Ucraina sotto l’autorità di un governo federale e di fare del russo una lingua di Stato. Tre attivisti furono arrestati e gli uffici dell’organizzazione e gli appartamenti dei suoi membri perquisiti. Uno dei leader dell’ala giovanile, Anastasija Pjaterikova, pubblicò un appello pubblico sui social network sostenendo che l’SBU, insieme a un deputato della Verkhovna Rada (un capo del Partito Radicale di estrema destra di Oleg Ljashko), organizzò la caccia ai membri della Guardia di Lugansk, perseguitandone gli attivisti e i famigliari. Il 20 marzo i rappresentanti del cosiddetto movimento AutoMajdan tentarono di estorcere carburante, denaro e altro al direttore di uno dei rami della società russa Lukoil-Ucraina, per “alimentare le esigenze della rivoluzione.” Il 20 marzo una folla di Kiev, indossando maschere e armata di armi da fuoco e coltelli, fece irruzione nell’edificio statale della Commissione Architettura e per l’ispezione edile. Occupando gli uffici al settimo e undicesimo piano, finsero di essere membri di una “commissione anti-corruzione” per cercare di confiscare cartelle contenenti documenti d’archivio. Il 21 marzo una casa nella regione di Kiev è stata bruciata perché apparteneva a Viktor Medvedchuck, leader del movimento Scelta ucraina. Il 23 marzo gli attivisti di Euromajdan a Kiev tentarono di occupare l’edificio di Rossotrudnichestvo, agenzia russa che promuove i legami con i russi all’estero, e l’auto di uno dei suoi dipendenti venne rubata. Tale prodezza era volta a confiscare l’ufficio e ad usarlo come sede dell’auto-difesa del popolo di Majdan. Il 23 marzo, un gruppo di membri armati di mitra di Fazione Destra assaltò il concerto a Rovno nell’ambito del festival rock locale, brandendo armi e disperdendo i partecipanti. Il 23 marzo a Zaporozhe, alcune decine di militanti, noti come Autodifesa di Maidan, attaccarono i partecipanti al Melitopol-Zaporozhe Friendship Road Rally con bastoni, pietre e sbarre di ferro. Persone furono picchiate e auto danneggiate. Il 24 marzo, membri del servizio di confine dell’Ucraina, ancora una volta proibivano agli equipaggi dell’Aeroflot di lasciare gli aerei negli aeroporti ucraini. Nessuna spiegazione fu data. Tale discriminazione da parte delle guardie di frontiera ucraine, verificatosi più volte nel mese scorso negli aeroporti di Kiev, Donetsk e Kharkov in violazione delle norme internazionali, costituisce un pericolo per il traffico aereo civile. Nei giorni scorsi, le guardie di frontiera ucraine hanno forzatamente respinto numerosi passeggeri di aerei russi. 43 casi sono stati segnalati dalla sola Aeroflot. In 32 casi, Aeroflot fu costretta a rimpatriare i passeggeri a proprie spese, avendo i biglietti di sola andata. Dalla metà di marzo, presso la sezione Kharkov del confine russo-ucraino, le guardie di frontiera ucraine impedirono ai cittadini russi di entrare in Ucraina, respingendone ogni giorno 120-130. Il 26 marzo i sostenitori di Fazione Destra di Dnepropetrovsk, Donetsk e Kharkov aggredirono chiunque si trovasse per strade indossando l’onorato nastro di St. Giorgio (simbolo della vittoria sovietica sul nazismo). Il 26 marzo nella regione di Kirovograd, rappresentanti del “Consiglio del popolo” locale e membri del partito Svoboda attaccarono il medico capo dell’Uljanovsk Central District Hospital, Aleksandr Tkalenko, cercando di picchiarlo nel suo ufficio. Il solo “peccato” del dottore è la sua appartenenza politica (fu membro del Partito delle Regioni e venne nominato alla sua attuale posizione dall’amministrazione Janukovich). Il 26 marzo, l’ex sindaco di Mirgorod (nella regione di Poltava) e presidente del consiglio comunale, Vasilok Tretetskij, moriva in ospedale dopo essere stato picchiato da aggressori il 16 marzo. Il 26 marzo, attivisti del movimento sociale Avtodozor, insieme a un centinaio di militanti di Autodifesa di Majdan, picchettarono gli uffici delle banche russe sulla via Kreshatik di Kiev (VTB, Alfa, Sberbank e Prominvest), chiedendo che venissero chiusi e tutte le loro divisioni ucraine nazionalizzate. L’edificio di Sberbank fu sequestrato e saccheggiato. Il 1° aprile, il servizio di sicurezza ucraino perquisì gli appartamenti degli attivisti filo-russi a Odessa. In particolare, perlustrarono l’appartamento di Aleksej Albu, deputato del consiglio regionale di Odessa. “Il gruppo del SBU arrivò a casa mia alle 08:00, irruppe e perquisì, aveva un’ingiunzione del tribunale. Gli stessi agenti di sicurezza dichiararono di cercare le liste di attivisti dalla nostra organizzazione e anche armi. Tuttavia, alla fine furono costretti a firmare una dichiarazione attestante che nulla d’illegale era stato trovato nell’appartamento“. Aleksej afferma di essere stato convocato dai servizi speciali ucraini per una “conversazione”.
10003543Le minacce ai sacerdoti ortodossi russi è anche un fatto ben noto nell’Ucraina di oggi. Il caso del Rev. Aleksandr Shirokov, perseguitato dall’illegale partito nazista di Ucraina, è divenuto pubblico grazie alla speciale dichiarazione del Ministero degli Esteri russo. Un gran numero di altri casi, meno pubblicizzati, di pressione sui sacerdoti filo-russi per mano dei radicali e delle amministrazioni locali leali alle autorità provvisorie di Kiev, continua. Dato il clima, l’intellighenzia filo-russa in Ucraina continua a emigrare in Russia (anche in Crimea). Secondo gli ultimi dati, più di 30000 persone sono state costrette a fuggire dal Paese, occupato dai nazionalisti. Possiamo solo immaginare l’origine dei rapporti delle organizzazioni internazionali per i diritti umani, dato che documentano soltanto le “violazioni” inesistenti commesse da un lato, i russi, ignorando completamente l’anarchia eclatante così diffusa oggi in Ucraina.
In ogni caso, è chiaro che se tali circostanze permangono, le elezioni presidenziali ucraine non potranno tenersi, se non ci sarà qualcosa di simile alla normalità il 25 maggio, e nessun risultato delle urne, con tale crisi, sarà riconosciuto dalla Russia, il Paese su cui la maggioranza dei cittadini dell’Ucraina conta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La ricetta segreta ucraina: “Brennan a Kiev”

Wayne Madsen, Strategic Culture Foundation, 15/04/2014
0107-John-Brennan-CIA.jpg_full_600Il direttore della Central Intelligence Agency, John O. Brennan, prepara una tempesta in Ucraina e “Brennan a Kiev” è l’entrée sul menu. Brennan ha recentemente visitato in segreto la capitale ucraina per discutere con i golpisti su come spezzare la rivolta in Ucraina orientale. Secondo diverse agenzie europee Brennan è arrivato il 12 aprile a Kiev con un passaporto diplomatico sotto falsa identità. Brennan avrebbe esortato i membri del “Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale”, l’autorità suprema creata dai capi che hanno deposto il Presidente Viktor Janukovich nel colpo di Stato di febbraio, a sedare con violenza la ribellione degli ucraini filo-russi a est. Brennan e altri funzionari del governo degli Stati Uniti sono anche responsabili dell’identificazione dei secessionisti dell’est come “terroristi”, nell’ambito di una grande guerra di propaganda statunitense e occidentale contro i leader secessionisti ucraini orientali e il governo russo. La notizia della visita segreta di Brennan a Kiev proviene soprattutto dai lealisti di Janukovich rimasti nel governo ucraino, così come dai funzionari del Partito Comunista ucraino ancora parlamentari. Brennan ha coordinato le attività anti-russe della CIA con i servizi d’intelligence degli alleati della NATO in Europa orientale, in particolare di Paesi baltici, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia. E’ anche significativo che Brennan, figlio di immigrati irlandesi, sia sposato con Kathy Pokluda, nativa del New Jersey di origine ceca. Tre figli di Brennan, Kyle, Kelly e Jaclyn, sono ceco-irlandesi. I Pokluda non abitano solo nella Repubblica Ceca, ma anche in Slovacchia e Ucraina occidentale. I legami di Brennan con la Repubblica ceca, che ha eletto capi violentemente antirussi, spiega in parte il desiderio di Brennan di aumentare le tensioni con Mosca in Ucraina orientale.
Stati Uniti e Gran Bretagna hanno chiamato i capi della violenta ribellione che rovesciò Janukovich a febbraio “combattenti per la libertà” e “forze pro-democrazia”, anche se le milizie nazionaliste di  destra hanno sparato sui manifestanti di piazza Majdan con i cecchini annidati negli edifici intorno al luogo delle proteste. I “combattenti per la libertà” dell’occidente hanno ucciso numerosi manifestanti e agenti di polizia. La CIA, utilizzando prevalentemente i gruppi di facciata della “società civile” di George Soros e le operazioni mediatiche, aveva affermato che i cecchini erano fedelissimi del governo Janukovich e persino unità delle forze speciali russe. Tuttavia, ciò che la CIA accusa facciano Janukovich e la Russia in Ucraina è esattamente ciò ha fatto nelle ultime settimane: dispiegare unità delle forze speciali, tra cui forze di sicurezza private della CIA, come  l’Academi (la famigerata ex-Blackwater), per sparare sui manifestanti filo-russi nell’Ucraina orientale. Brennan, i cui sentimenti filo-sauditi sono così ben noti che viene soprannominato “Shayq Brennan” dagli addetti della CIA, secondo quanto riferito ha contribuito a forgiare la reazione violenta delle forze di sicurezza ucraine nella città di Slavjansk e in altri centri abitati, tra cui Donetsk, Kharkov e Lugansk. Essendo normale routine viaggiare, per i direttori della CIA, Brennan avrebbe fornito consulenza ai funzionari ucraini, assistito da una squadra del servizio nazionale clandestino della CIA, tra cui agenti sul campo della CIA, già presenti in Ucraina e che parlano correntemente l’ucraino. In reazione alla presenza di Brennan nella capitale ucraina, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha chiesto spiegazioni a Washington su ciò che Brennan fa in Ucraina.  Parlando ad una conferenza stampa, Lavrov ha detto che la Russia non ha ancora ricevuto una risposta ragionevole dagli Stati Uniti sullo scopo del viaggio segreto di Brennan a Kiev.
La CIA ha una lunga tradizione nell’assumere il comando virtuale dei servizi di sicurezza stranieri, come il servizio di sicurezza ucraino o Sluzhba Bezpekij Ukrajinij (SBU). Durante il regno dello Scià dell’Iran, la CIA guidava il temuto servizio di sicurezza SAVAK iraniano e dopo che si dimise  da direttore della CIA, Richard Helms divenne l’ambasciatore degli Stati Uniti a Teheran. Come nelle recenti attività di Brennan in Ucraina, Helms comandava la SAVAK addestrata dalla CIA in Iran. Ciò che seguì all’operato di Helms a Teheran fu la rivoluzione islamica che, in parte, reagì agli  agenti della SAVAK addestrati dalla CIA in tecniche di tortura ed esecuzioni extragiudiziali dei leader dell’opposizione iraniana. La CIA guidava virtualmente i servizi segreti del dittatore dello Zaire Mobutu Sese Seko, del caudillo della Repubblica Dominicana Rafael Trujillo, del dittatore panamense Manuel Noriega e di quello nicaraguense Anastasio Somoza. Tuttavia, ciò che potrebbe causare una certa apprensione tra i capi provvisori di Kiev, va notato: quando la CIA si stancò di tali dittatori, se ne sbarazzò rapidamente. Mobutu morì in esilio in Marocco, dopo essere stato rovesciato da forze aiutate dalla CIA. Trujillo fu assassinato nella sua Chevrolet Bel Air da congiurati addestrati dalla CIA. Noriega fu arrestato mentre cercava asilo nell’ambasciata del Vaticano a Panama City, dopo l’invasione degli Stati Uniti; fu condannato in Florida e in Francia ed ora marcisce in una prigione nella giungla panamense; e Somoza fu costretto a fuggire in Nicaragua dopo il taglio del sostegno degli Stati Uniti; la sua auto fu poi colpita da un razzo anticarro mentre viveva in esilio in Paraguay. Il presidente temporaneo ucraino Aleksandr Turchinov, il primo ministro Arseniyj Jatsenjuk, il ministro degli Interni Arsen Avakov e gli altri golpisti ucraini, ovviamente, non hanno considerato ciò che la CIA fa dei suoi “amici” diventati inutili e spendibili.
Il deputato del Partito comunista ucraino Vladimir Golub ha detto a RIA Novosti che l’SBU è diventata una “unità della CIA”. Gli agenti della CIA hanno respinto le notizie su Brennan a Kiev come “bugie”. Tuttavia, Brennan è noto per aver mentito in passato sulle operazioni clandestine della CIA e la CIA ha pubblicato la sua risposta standard che “né conferma né smentisce” la presenza di Brennan in Ucraina.
Brennan mentì sul ruolo di sauditi e Qatar nell’operazione della CIA a Bengasi, in Libia, che vide l’ambasciatore USA Christopher Stevens e altri tre diplomatici statunitensi uccisi dai ribelli islamisti nel tentativo di trasferire armi dai depositi del leader libico caduto Muammar Gheddafi ai guerriglieri salafiti in Siria. Brennan era il viceconsigliere per la sicurezza nazionale del presidente Obama al momento del disastro di Bengasi. Dopo l’ammissione del direttore della CIA David Petraeus di una relazione extraconiugale con la sua biografa, Brennan, ex-agente del Servizio Nazionale Clandestino della CIA dai solidi legami con l’Arabia Saudita, sostituì Petraeus. Brennan ha supportato la politica dell’invio segreto di armi e tortura dell’amministrazione di George W. Bush, usata contro “al-Qaida” in tutto il mondo. Dopo il suo ritiro nel 2005, Brennan è diventato l’amministratore delegato di The Analysis Corporation (TAC), il contraente privato favorito dalla CIA. Fin dall’inizio della campagna presidenziale del 2008, i dipendenti del TAC di Brennan presso l’Ufficio passaporti del dipartimento di Stato, si assicurarono che certe informazioni su Obama e i suoi parenti venissero eliminate dai documenti del dipartimento di Stato. Il mini-scandalo riguardava anche le registrazioni dei passaporti degli avversari di Obama, Hillary Rodham Clinton e John McCain, cancellati anch’essi. Brennan fu premiato per il suo lavoro a favore della campagna di Obama con la seconda carica nel Consiglio di Sicurezza Nazionale e, infine, con la direzione della CIA dopo la caduta di Petraeus. Brennan prende poche decisioni senza prima discuterne con Obama. Qualsiasi decisione d’inviare agenti della CIA, tra cui mercenari, in Ucraina orientale avrebbe il consenso di Obama, ufficialmente con la firma di un “decreto presidenziale”, o ufficiosamente con una semplice “strizzatina d’occhio e un cenno del capo” a Brennan. Brennan, definito un “delinquente insopportabile” dai funzionari e pensionati della CIA che lo conoscono, non sarebbe la figura più gradita in Ucraina, se le autorità di Kiev in realtà desiderassero la soluzione pacifica con gli oppositori…

John-Brennan-Confirmed-As-CIA-DirectorLa ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line dello Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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