La CIA orchestra la campagna pre-elettorale in Paraguay
febbraio 11, 2013 2 commenti
Nil Nikandrov, Strategic Culture Foundation, 08/02/ 2013
Il netto aumento dei membri dell’ambasciata statunitense ad Asunción, nel corso dell’ultimo anno, è stato reso necessario dalla volontà di mantenere il controllo sul governo del Paraguay. La campagna pre-elettorale è in pieno svolgimento e, al fine di “gestirla direttamente”, l’apparato d’intelligence che opera sotto il tetto dell’ambasciata degli Stati Uniti ha avuto bisogno di personale di rinforzo. Alle forze politiche potenzialmente ostili agli interessi degli Stati Uniti non deve essere permesso di arrivare al potere. Federico Franco, il presidente in carica del Paraguay che, nel giugno 2012 ha assicurato la “rimozione costituzionale” sceneggiata dalla CIA del presidente legittimamente eletto, Fernando Lugo, ha compiuto la sua missione. Il suo successore deve essere altrettanto affidabile e gestibile. L’incidente dell’elicottero Robinson 44 che ha ucciso Lino Oviedo, uno dei candidati alla presidenza del Paraguay, ha fatto brevemente sensazione nel mondo…
L’incidente è accaduto nella notte tra il 2 e il 3 febbraio di quest’anno, mentre Oviedo tornava ad Asunción dopo diversi incontri con gli elettori nel nord del Paese. Il percorso nella sua interezza non superava i 200 chilometri e l’elicottero era pilotato da un ex pilota militare, esperto in voli notturni. La terza persona a bordo era la guardia del corpo di Oviedo, completamente di fiducia del generale in pensione e leader del partito Unione Nazionale dei Cittadini Etici (UNACE). L’elicottero è decollato in condizioni meteo favorevoli, con un fronte nuvoloso appena visibile sull’orizzonte.
La prima fase del volo si era svolta normalmente e il percorso dell’elicottero era monitorato dal centro di controllo dell’aeroporto di Asunción, che ha controllato il collegamento radio più volte. Improvvisamente, la radio è divenuta silenziosa. I tentativi di ristabilire i contatti con l’elicottero si rivelarono inutili. Un gruppo di soccorso venne inviato nelle prime ore del mattino per cercare Oviedo e i suoi compagni di viaggio. Un radiofaro montato sull’elicottero ha fatto sì che il luogo dell’incidente venisse individuato rapidamente. Corpi mutilati e frammenti dell’elicottero furono scoperti in un palmeto, e i soccorritori furono sorpresi nel trovare i resti sparsi a ventaglio a 100-150 metri dalla zona in cui la cabina dell’elicottero e il motore si erano interrati al suolo. Questa circostanza ha dato luogo all’idea che Oviedo sia stato vittima di un attentato con un ordigno esplosivo.
Nel primo rapporto ufficiale, piuttosto prudente, sulla morte di Oviedo, l’idea che si trattasse di un atto di terrorismo non è stata esclusa. Il dinamico e aggressivo politico, spesso definito come l’ultimo caudillo paraguayano, aveva molti nemici. Militare di carriera, Oviedo ha fatto irruzione nella vita politica del Paese nel febbraio 1989, come uno dei protagonisti del rovesciamento del dittatore Stroessner. Dal 1993 fino al 1996, Oviedo è stato responsabile dello Stato Maggiore delle Forze Armate. Secondo i suoi nemici è stato durante questo periodo che ha posto le basi per la sua prosperità finanziaria, fornendo coperture ai contrabbandieri e ai cartelli della droga. I suoi tentativi di convertire la sua popolarità tra la gente in una presidenza, non ebbero successo. I rivali trionfarono e non perdonarono mai Oviedo per i suoi metodi di lotta occulti, i suoi tentativi di organizzare colpi di stato, mentre usava violenza contro gli avversari. Di conseguenza, cercò asilo politico in Brasile e poi in Argentina, e poi passò dieci anni di carcere in una prigione del Paraguay, che non scontò per intero per “buona condotta”.
Oviedo, che avrebbe compiuto 69 quest’anno, disse che la sua partecipazione alle elezioni del 2013 era il suo ultimo tentativo di diventare presidente. Era al terzo posto nella classifica della popolarità tra gli elettori, e stava facendo tutto il possibile per invertire la tendenza a suo favore. Gli sforzi pre-elettorali di Oviedo furono colpiti dalla reazione ostile dei suoi principali rivali, che etichettava con la parola “mafia”. In primo luogo Oviedo si riferiva al Partito Colorado, che era al potere durante la dittatura di Stroessner. Oviedo stesso, nel corso degli anni ’80, apparteneva a un movimento di “tradizionalisti” del partito, interessati alla teoria della “terza via” auspicata dal presidente argentino Juan Perón, alla fine degli anni ’40. Nel 2002, Oviedo creò il suo partito UNACE, venendo raggiunto da molti ex membri del Partito Colorado. Horacio Cartes, candidato presidenziale del Partito Colorado, ritiene che il potenziale di Oviedo nell’attrarre gli elettori con visioni moderatamente conservatrici, era estremamente pericolosa, in quanto questi sono gli elettori tradizionalmente ricercati dal Partito Colorado. Di qui la ragione per cui la ferocia dello scontro tra Cartes e Oviedo fosse in aumento, nel periodo che precede le elezioni del 21 aprile 2013.
Parlando delle sue possibilità di vittoria, Oviedo aveva continuamente detto che sarebbe diventato presidente, finché non sarebbe stato ucciso dalla “mafia”. In realtà, Oviedo aveva accennato alle origini mafiose dei miliardi di Horatio Cartes, che gli avevano permesso di “comprarsi” il Partito Colorado al fine di realizzare le sue ambizioni presidenziali. Oviedo parlò di questo nella sua ultima intervista, data alla stazione radiofonica Campana Guyra, poche ore prima della sua morte. La cosa interessante è che la “mafiosità” di Cartes non ha sollevato dubbi presso l’agenzia d’intelligence statunitense. Vi sono molte informazioni nei documenti di Wikileaks sulle operazioni illegali di Cartes per il riciclaggio di denaro della droga, finanziamento dell’invio di droga in America, Brasile e Argentina, così come del contrabbando di alcool e tabacco.
Nel corso di un incontro regionale tra i rappresentanti della CIA e della Drug Enforcement Agency (DEA), dettagli specifici sono stati discussi riguardo una complessa operazione per avere informazioni incriminanti Cartes. Che queste informazioni siano state ottenute è fuor di dubbio. Le agenzie d’intelligence statunitensi inscenano i loro spettacoli sul continente proprio come fanno a casa. Ma esattamente come è stata usata questa prova? Se dobbiamo credere alle dichiarazioni del milionario, non ha mai avuto problema di visto negli USA, sia per questioni di lavoro o per una vacanza. Così un “accordo di compromesso” è stato sicuramente raggiunto, e non è difficile indovinarne il contenuto. Nonostante tutti i suoi milioni, Cartes è appeso a un amo.
Va ricordato che l’ambasciata statunitense non ha mai avuto “lealtà” per Lino Oviedo. Cosa dicevano di lui i funzionari dei servizi segreti statunitensi presso la loro sede e il dipartimento di Stato? Ecco alcuni estratti dei dispacci inviati al dipartimento di Stato nell’aprile 2008: “È un leader forte, incline al messianismo. È noto per la sua instabilità mentale, le sue tendenze antidemocratiche e violente, e la sua capacità di ingannare e manipolare. È un pragmatico che crede che il rapporto con gli Stati Uniti sia un male necessario. Oviedo mantiene un atteggiamento anti-americano, anche se cerca la benedizione degli Stati Uniti (per la risoluzione dei suoi problemi personali). E’ un populista ed è più in sintonia con le forze autoritarie di destra piuttosto che con la sinistra. È estremamente ambizioso e anela al potere. E’ ingestibile”. La parola chiave qui è “ingestibile”.
Nel dossier della CIA su Oviedo, che è stato trasmesso alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività dei cartelli della droga in Brasile, c’erano informazioni sul coinvolgimento del Paraguay nel commercio illegale di droga, armi e operazioni di contrabbando. Ha inoltre affermato che Oviedo era riuscito a racimolare capitale per un miliardo di dollari. Il dossier sottolineava in particolare il fatto che ha avuto un’influenza negativa su imprenditori brasiliani, corrotti con denaro facile. La credibilità di questo tipo di informazioni richiede un controllo. Le agenzie d’intelligence statunitensi usano spesso delle discutibili, così come delle deliberatamente falsificate, informazioni al fine di “giustificare” la persecuzione degli indesiderabili. Indesiderabili come Oviedo. E’ possibile supporre che la CIA abbia consegnato il dossier al Brasile per attuare un’azione mirata, volta a compromettere Oviedo agli occhi dei politici e membri delle forze armate brasiliani. Sin dall’inizio della sua attività, ha preferito concentrarsi sul Brasile, principale avversario strategico degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale, in modo tale che gli agenti della CIA si preoccupassero che non avesse alcun tipo di trattamento favorevole.
Il candidato presidenziale Efrain Alegre e il candidato vice-presidenziale Rafael Filizolla prendono parte alla campagna elettorale come coppia del Partito Liberale Radicale Autentico (PLRA). Sono entrambi ex-ministri dal governo di Fernando Lugo. Alegre ha affrontato le questioni su costruzioni e comunicazioni, mentre Filizolla si occupava di politica interna. L’ambasciata degli Stati Uniti con loro non ha avuto problemi di natura ideologica o legale, il che spiega la loro tranquilla partecipazione al processo elettorale. I partiti della sinistra accusano Alegre e Filizolla di collaborare con le strutture di “dominio statunitense” in Paraguay. Nessun politico si è azzardato a smentire pienamente queste pesanti accuse: c’è motivo di attirare l’attenzione degli elettori su un tema così delicato?
Tuttavia, è possibile parlare della carriera politica di Filizolla più dettagliatamente. In primo luogo finì sotto l’attenzione dell’ambasciata degli Stati Uniti nel 2005. Filizolla aveva preso parte a un seminario dedicato al rafforzamento dei rapporti tra Paraguay e Venezuela. Parlò in modo molto critico delle politiche di Washington, ma approvava il governo di Chávez e le attività di “populisti”, come Lula, Kirchner e altri leader latinoamericani di sinistra. “Nonostante isolati attacchi immaturi”, Felizolla come “giovane, promettente politico” ha cominciato ad essere invitato ai ricevimenti presso l’ambasciata degli Stati Uniti. Prima della sua nomina a ministro degli Interni, Fernando Lugo “ricevette pareri” dall’ambasciatore degli Stati Uniti. E all’improvviso Filizolla è diventato uno dei ministri più popolari del governo Lugo. E’ stato grazie a lui che gli statunitensi hanno riformato le agenzie politiche e di intelligence del Paese, infiltrandovi i propri agenti, effettuando operazioni speciali contro i “terroristi arabi” nell’Area dei Tre confini, e affrontando il “movimento guerrigliero marxista” in Paraguay, così come l’influenza dirompente di “emissari di Chavez, Ortega e altri”.
La vittoria del Partito Liberale Radicale Autentico alle elezioni presidenziali è una possibilità. Ne hanno la possibilità, se si considera che senza neanche aspettare il funerale del marito, la vedova di Lino Oviedo aveva già annunciato che il suo partito UNACE sosterrà la “coppia Alegre-Filizolla”. Tenendo tutto questo in mente, Washington non può perdere. I favoriti nella corsa alle elezioni sono stati lavorati e le necessarie garanzie sono state ottenute, non ci sarà alcuna sorpresa inaspettata.
La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.
Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora











