Tre nuove acquisizioni delle forze armate russe nel 2013

Dmitrij Litovkin, RIR, 17 febbraio 2014

Le forze armate del Paese hanno ricevuto un notevole impulso lo scorso anno con l’acquisizione di bombardieri Su-34, missili Iskander-M e del sottomarino Severodvinsk

942856E’ necessario accelerare l’adozione nelle forze armate russe di armamenti ed equipaggiamenti  militari moderni, ha commentato il Capo di Stato Maggiore Generale Valerij Gerasimov in riferimento al piano di riarmo delle forze armate per il 2020. L’aspetto positivo principale è che le truppe hanno iniziato a ricevere non solo singoli equipaggiamenti, come in passato, ma abbastanza per intere divisioni e reggimenti. Perciò, nel solo 2013, la quota di armi moderne nelle forze nucleari strategiche ha raggiunto il 45 per cento, nel settore della difesa aerospaziale, il 62 per cento, nella forza aerea il 42 per cento, in marina il 52 per cento e nelle forze di terra, il 21 per cento. Allora, quali sono le acquisizioni militari russe?

179795Due in uno: Su-34
Il simbolo più importante della modernizzazione della forza aerea russa nel 2013 è stata la prima consegna di 32 nuovi bombardieri Sukhoj Su-34. Questo velivolo è considerato uno degli aggiornamenti più singolari dell’arsenale effettuato dall’aeronautica militare russa negli ultimi tempi. Il Su-34 è un cacciabombardiere con peso al decollo di quasi 50 tonnellate, può eseguire acrobazie, operare come caccia-intercettore ed effettuare bombardamenti di precisione contro bersagli di piccole dimensioni, sempre con facilità. I primi due bombardieri costarono all’aviazione 1,8 miliardi di rubli (51,7 milioni dollari). In confronto, nello stesso tempo, le Forze Strategiche Missilistiche spesero 5 miliardi di rubli (143.600.000 di dollari) per sei moderni missili balistici intercontinentali Topol-M. Il bombardiere può trasportare 8 tonnellate di bombe e missili di precisione. Può operare in tutte le condizioni meteo indipendentemente dal momento della giornata.  La protezione rinforzata della cabina e delle componenti vitali del velivolo permette al Su-34 di resistere ai danni più gravi che altri velivoli della sua categoria non possono sopportare. Il fatto che il velivolo sia stato costruito per essere facilmente aggiornato, garantisce una vita operativa di 30-35 anni. In totale, i militari prevedono di acquisire almeno 120 di questi aerei nel prossimo futuro.

12386Il conquistatore del mondo: Iskander-M
Nel 2013, l’esercito russo ha ricevuto le prime due brigate del sistema missilistico tattico Iskander-M. Prima di ciò, solo divisioni separate del sistema tattico furono introdotte in servizio operativo. Inoltre, il ministero della Difesa russo ha riferito con malcelato orgoglio di aver adottato le misure necessarie per contrastare le minacce del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti dispiegato in Europa orientale, schierando infatti l’Iskander nella regione di Kaliningrad. I missili sono occultati in un autocarro a quattro assi, e hanno una gittata di oltre 500 km e una velocità di 2000 metri al secondo. Ognuno dei missili può contenere una testata nucleare, convenzionale o cluster. Dal profondo vano posteriore, gli Iskander possono distruggere missili, artiglieria a lungo raggio, sistemi missilistici di difesa aerea, aeromobili negli aeroporti, posti di comando e comunicazione, anche sotterranei, e altri importanti obiettivi di punto e di area, tutti con eguale efficacia. Per aumentarne la potenza contro obiettivi pesantemente corazzati, il sistema ha soluzioni tecniche complesse che permettono ai missili di superare facilmente i sistemi di difesa aerea e missilistica  del nemico, quasi uguali a quelle del Topol-M. I sistemi di puntamento dei missili russi sono così sensibili che possono colpire con successo tutti gli obiettivi (sotterranei, di piccole dimensioni, di area o mobili) anche nelle notti senza luna, quando non c’è luce naturale, con una precisione di circa 4 metri.

Nuclear-Powered-Cruise-Missile-Submarine-SSGN-Severodvinsk-Starts-State-Acceptance-TrialsProfondità strategica: il sottomarino Severodvinsk
L’anno scorso, la Marina russa ha acquisito tre sottomarini nucleari di nuova generazione in una volta. Due sono sottomarini lanciamissili balistici Projekt 955 classe Borej equipaggiati con missili strategici Bulava (Jurij Dolgorukij e Aleksandr Nevskij). Il terzo è il Severodvinsk, un sottomarino Projekt 885 classe Yasen. Questo sottomarino sostituirà le diverse attuali classi di sottomarini della flotta. Gli esperti considerano i sottomarini classe Yasen una vera innovazione nella costruzione navale sottomarina. La loro traccia acustica è inferiore non solo ai sottomarini classe Akula, ma anche rispetto agli ultimi sottomarini nucleari statunitensi della classe Seawolf. I sottomarini nucleari di terza generazione Projekt 971 Akula sono praticamente impercettibili nelle profondità oceaniche. Statunitensi e inglesi sono ben consapevoli di quanto siano pericolosi questi sottomarini. Furono avvistati più volte nelle acque costiere di Regno Unito, Stati Uniti e Canada, ma non poterono essere rintracciati o seguiti. Il Severodvinsk è dotato diversi tipi di missili da crociera e siluri. Uno di questi è il missile cruise supersonico Jakhont, base del missile ipersonico Zircon in corso di produzione. La sua gittata consente al sottomarino sia di attaccare le portaerei nemiche che condurre massicci attacchi missilistici contro obiettivi costieri con la stessa facilità.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Prompt Global Strike: un altro passo ambizioso

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 13/02/2014

ahw_1260Lo scorso febbraio Zachary Keck, noto esperto, associate editor di The Diplomat e giornalista di The National Interest, ha pubblicato un brillante pezzo che dice che la Marina degli Stati Uniti esplora la fattibilità di missili ipersonici sub-lanciati nell’ambito del programma del Sistema d’Attacco Globale (CPGS). Si riferisce ad un rapporto della Difesa che afferma che l’ufficio Programmi Sistemi Strategici della Marina sollecita proposte per “studi biennali industriali per rimpolpare le opzioni tecnologiche e l’architettura di un sistema d’arma d’attacco globale a medio raggio convenzionale”. Il rapporto afferma che la gara rientra nel “piano del dipartimento della Difesa per l’anno fiscale 2014, per studiare lanciatore, missile e testata di un’arma dal potenziale rivoluzionario”. L’ufficio ha annunciato la gara ed è pronto ad aggiudicare contratti “per valutare le opzioni tecnologiche e confrontare le considerazioni su costi, prestazioni e tecnologia di tali opzioni”. Oltre un decennio fa, nel tentativo di mantenere la superiorità militare e un potente deterrente, gli Stati Uniti individuarono la necessità di una nuova funzionalità. Ciò portò l’esercito statunitense a creare il concetto controverso di capacità di attacco globale ad alta precisione. Il programma è attualmente in fase di ricerca e sviluppo e punta principalmente allo sviluppo di armi convenzionali a lungo raggio ed alta precisione che possano raggiungere il bersaglio in qualsiasi parte del mondo entro un’ora. L’amministrazione Obama ha indicato che intende prendere una decisione di acquisizione entro la scadenza dei termini.
Il programma Prompt Global Strike (PGS) comprende numerose tecnologie. I componenti potenziali sono missili balistici intercontinentali dotati di testate non-nucleari ad alta precisione, missili da crociera strategici ipersonici o missili da crociera ipersonici aerolanciati, come il Boeing X-51 o l’Advanced Hypersonic Weapon, e armi cinetiche ancora allo studio. L’Air Force e la DARPA sviluppano un aliante ipersonico che potrebbe essere schierato su una versione modificata del missile balistico Peacekeeper, noto come Sistema missilistico d’attacco convenzionale (CSM). Il Congresso può rivedere le altre opzioni per le armi della missione PGS. Queste includono non solo  missili balistici e sistemi plananti, ma anche bombardieri e missili da crociera, possibilmente con scramjets o altre tecnologie avanzate. Inoltre, una volta che l’amministrazione Obama avvia la gara  di acquisizione, l’industria può anche presentare ulteriori idee. Gli Stati Uniti mirano a combinare il PGS con le tecnologie spaziali e antimissile per formare un sistema di difesa integrato che potrebbe rendere le armi strategiche degli altri Paesi, anche nucleari, quasi inutili. Vi sono alcuni risultati tangibili. Il 1 maggio 2013 un velivolo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force ha volato a più di cinque volte la velocità del suono, in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’X-51A dell’Air Force, un passo avanti nella tecnologia scramjet. L’aereo ha raggiunto la velocità di Mach 5,1 (4828 km/h) a 18288 metri, rendendosi ipersonico. Ha percorso 230 miglia in poco più di sei minuti. Il velivolo s’è tuffato nell’oceano, come previsto. Il velivolo X-51A è noto come Wave Rider (Surfista), perché vola, in parte, per la portanza generata dalle onde d’urto generate dal volo. Una volta sganciato da un bombardiere B-52, un booster a propellente solido viene utilizzato nella fase iniziale del volo dell’aereo accelerando alla velocità che consente al motore di attivarsi, risucchiando l’aria mentre il velivolo accelera. Raggiungere un volo scramjet è tecnicamente molto impegnativo per via delle alte velocità e temperature generate.
Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere una velocità di Mach 6 o superiore, sei volte la velocità del suono e abbastanza veloce per attraversare l’Oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. L’US Air Force continuerà la ricerca ipersonica e i successi del X-51A daranno un contributo al programma dell’Arma d’Attacco ad Alta Velocità attualmente in sviluppo.  X-51 non è un concorrente del Trident convenzionale, che avrà una gittata di soli 600 miglia nautiche. Viene aerolanciato da un velivolo, quindi spinto con un razzo a propellente solido prima che il motore ipersonico venga attivato. È la prima arma a non essere un missile balistico a volare a velocità ipersonica.
Nel suo recente libro, Silver Bullet? Asking The Right Questions about Prompt Global Strike, James Acton, senior associate nel Programma di Politica Nucleare della Carnegie Endowment for International Peace, sostiene la necessità di un più ampio dibattito sui meriti e demeriti del sistema. Vi sono diversi fattori destabilizzanti inerenti al programma, come la sua dipendenza dallo sviluppo di missili a lungo raggio con esplosivi convenzionali al posto delle testate nucleari, che potrebbe facilmente spingere uno Stato a scambiare un’arma CPGS per una testata nucleare, la cui potenziale ambiguità costituisce una notevole minaccia alla stabilità strategica. C’è un altro aspetto del problema. I velivoli aerolanciati a lunga gittata con testate convenzionali di precisione e armi non nucleari plananti non sono coperti da accordi. La questione non è inclusa nel programma di sicurezza e controllo degli armamenti, innescando una nuova corsa agli armamenti. Altri Paesi non hanno alcuna via d’uscita se non affrontare tale sfida, e lo fanno. Le preoccupazioni sono molto reali, tali fatti dimostrano che tentativi sono già in corso. Ci potranno essere profonde implicazioni per la sicurezza internazionale, se la questione non viene affrontata in tempo. Il dibattito negli Stati Uniti su come usare le armi CPGS per colpire duramente obiettivi in profondità, inevitabilmente sollevano le preoccupazioni della Russia sulla possibilità di sopravvivenza dei missili balistici intercontinentali nei silos. Funzionari russi hanno espresso aspre critiche verso i piani degli Stati Uniti per l’iniziativa del PGS.
Il 19 giugno 2013, poche ore prima che il presidente Barack Obama chiedesse ulteriori riduzioni nucleari a Berlino, il Presidente Vladimir Putin avvertiva confutandolo e precisando che, “vediamo che si lavora in tutto il mondo allo sviluppo di sistemi d’arma convenzionali ad alta precisione con  capacità d’attacco che si avvicinano a quelle delle armi nucleari strategiche. I Paesi con tali armi aumentano notevolmente la loro capacità offensiva”. A seguito del vertice del collegio del ministero della Difesa russo a Mosca, il 10 dicembre 2013, il ministro della Difesa, Generale Sergej Shojgu, e il Capo di Stato Maggiore Generale, Generale Valerij Gerasimov, istruirono i vertici sulle priorità militari. I comandanti hanno detto che lo sviluppo del Prompt Global Strike è una delle principali minacce che affronta il Piano della Difesa. Un piano è stato redatto per schierare missili nucleari su rotaie in possibile risposta al Prompt Global Strike. Il 18 dicembre 2013, il Tenente-Generale Sergej Karakaev ha detto, “Un rapporto del ministero della Difesa è stata presentato al presidente ed è stato dato l’ordine di sviluppare una progetto preliminare di sistema missilistico su rotaie”. Karakaev ha aggiunto che un’analisi approfondita del sistema d’arma statunitense ha portato alla conclusione che “vi sia la necessità di riconsiderare la questione del sistema missilistico su rotaie, data la sua maggiore capacità di sopravvivenza e la portata della nostra rete ferroviaria”. “Se parliamo dei vettori balistici convenzionali esistenti, chiaramente si percorre la via dell’escalation del conflitto dalle estreme conseguenze apocalittiche”, ha detto il Viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov. Il Viceprimo ministro russo Dmitrij Rogozin ha detto, lo scorso dicembre, che Mosca si riserva il diritto di usare le armi nucleari in risposta ad un attacco convenzionale, vedendolo come “grande stabilizzatore” che riduce la probabilità di un’aggressione… Rogozin ha detto che coloro che “sperimentano armi strategiche non-nucleari” dovrebbero ricordarsi che “se saremo attaccati senza dubbio useremo le armi nucleari, in certe situazioni, per difendere il nostro territorio e gli interessi dello Stato”.
I leader di Stati Uniti e Russia sanno essere saggi e perspicaci. Hanno firmato dal 1972 i trattati ABM, INCSEA, SORT e START e gli esperimenti anti-satellite sono stati abbandonati. Non è tempo di far rivivere quel passato? Altri Stati come la Cina potrebbero essere inclusi nel processo di controllo degli armamenti, un’alternativa migliore alla corsa agli armamenti incontrollata.

La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perchè gli Stati Uniti denunciano i test degli ICBM russi?

Viktor Litovkin, RIR, 10 febbraio 2014

Washington ha informato gli alleati della NATO delle sue preoccupazioni su una possibile violazione del trattato Intermediate-Range Nuclear Forces (INF) da parte di Mosca. Queste preoccupazioni sarebbero state innescate dai test dei missili da crociera russi. RIR ha chiesto al prominente esperto militare Viktor Litovkin di spiegare la situazione.
mailedD16Il Trattato INF vieta produzione, test e implementazione di missili balistici e da crociera a medio raggio (1000-5000 km) e a corto raggio (500-1000 km) a Stati Uniti e Russia. A giudicare dalle notizie apparse sulla stampa statunitense, Washington ritiene che la Russia abbia testato un missile “sospetto” nel 2008. Le pubblicazioni statunitensi non dicono di quale missile si tratti, ma alludono gravemente all’RS-26, noto anche come Rubezh o Avangard. L’RS-26 Rubezh è un missile balistico intercontinentale (ICBM), il che significa che segue una traiettoria balistica per colpire l’obiettivo. I missili da crociera, invece, volano orizzontalmente appena sopra la superficie terrestre, seguendo dappresso la topografia della superficie. Gli ICBM hanno una gittata di 11500 km, considerando che i missili da crociera, di norma, hanno una gittata molto più limitata di 3500 km. La causa del recente putiferio è, in un certo senso, la testata utilizzata dall’ICBM Rubezh che si comporta come un missile da crociera. Dopo essere lanciato da una piattaforma mobile terrestre, l’RS-26 sale dritto verso l’alto. Una volta raggiunta una certa quota, inizia a seguire una traiettoria balistica curva verso il bersaglio. Poi nella sezione discendente della traiettoria, a poche centinaia di miglia dal bersaglio, la testata improvvisamente si tuffa perdendo quota, continuando ad avvicinarsi come un missile cruise, cioè volando orizzontalmente lungo la superficie della Terra. Il rilevamento dai radar o altri mezzi tradizionali di tale testata è impossibile, né può essere intercettata.

Una risposta simmetrica
Queste nuove testate degli ICBM russi sono sviluppate in risposta ai piani statunitensi per implementare il sistema globale di difesa antimissile lungo i confini della Russia. In realtà, Washington è stata informata da qualche tempo circa l’RS-26 Rubezh. Il Colonelllo-Generale Vladimir Zarudnitskij, capo del Dipartimento Operazioni Fondamentali dello Stato Maggiore della Russia, ha parlato del nuovo sistema missilistico poco più di sei mesi fa. “Nell’ambito del piano approvato per potenziare le forze armate russe, il Ministero della Difesa ha condotto un lancio di prova del nuovo ICBM Rubezh, dalle notevolmente migliorate caratteristiche di precisione nell’attacco“, ha detto il generale in un incontro con il presidente Vladimir Putin. Il missile fu lanciato il 6 giugno 2013 dal poligono di Kapustin Jar nella Regione di Astrakhan, ed atterrò nel poligono Balkhash nel Kazakhstan orientale. Prima di ciò, un altro missile fu lanciato dal balipedio di Plesetsk nella regione di Arkhangelsk, atterrando nel poligono di Kura in Kamchatka, 6300 km ad est. Secondo il Generale Zarudnitskij, una volta che il Rubezh supera il programma delle prove  entrerà in servizio con le Forze Strategiche Missilistiche (le forze nucleari russe terrestri). Il primo reggimento missilistico inizierà a riceverli nell’autunno 2014. Il Ministero della Difesa lavora all’implementazione delle infrastrutture necessarie e alla formazione del personale.

L’attacco, migliore forma di difesa?
Alcuni esperti dicono che la Russia potrebbe in realtà aver testato un missile da crociera destinato allo schieramento su bombardieri a lungo raggio, navi e sottomarini. Tali missili non sono vietati dal trattato INF. Il problema è che il test del missile fu effettuato da una piattaforma terrestre, poiché molto più conveniente che condurlo in mare o da un aeromobile. Anche se ciò potrebbe essere il dettaglio che ha spinto gli statunitensi ad accusare Mosca, le loro motivazioni non sono probabilmente quelle che sembrano. Ad esempio, gli statunitensi testano regolarmente elementi del loro sistema di difesa missilistico dall’atollo di Kwajalein nel Pacifico. I missili-bersaglio utilizzati durante questi test sono equipaggiati con motori per missili a medio raggio. Ciò fu sottolineato a più riprese dal Maggiore Generale Midykhat Vildanov, professore presso l’Accademia delle Scienze Militari e uno degli specialisti più rispettati della Russia sui sistemi d’arma strategici. In un articolo pubblicato sulla rivista Nezavisimoe Voennoe Obozrenie (Rivista Militare Indipendente) nel luglio scorso, accusava il Pentagono di violare il Trattato INF. In particolare, il Prof. Vildanov insisteva sul fatto che durante le prove dei loro intercettori, gli statunitensi usino missili-bersaglio dalla gittata di oltre 1000 km (1200 km per l’HERA, 2000 km per LRALT, e 1100 km per i missili MRT); una chiara violazione del trattato INF. Il ministero degli Esteri russo se ne lamentò nel gennaio 2001, e di nuovo nell’agosto 2010, ma non ebbe alcuna risposta da Washington. Nel frattempo, il Ministero della Difesa russo dice che l’accusa di aver violato il Trattato INF rivolta a Mosca dalla stampa statunitense, coincide con una dichiarazione interessante del Segretario alla Difesa Chuck Hagel. Parlando alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, Hagel ha detto che il Pentagono aveva inviato l’USS Donald Cook, un cacciatorpediniere equipaggiato con il sistema di difesa missilistico navale Aegis, nel porto spagnolo di Rota. Tali coincidenze stranamente ricordano gli attacchi propagandistici preventivi durante la Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica.

russiatestsTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La Russia rafforza la difesa antimissile

Russia e Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) si preparano a blindare il proprio spazio aereo dai missili balistici
Andrej Kisljakov, Rossijskaja Gazeta, 30/01/2014

full-17362-18351-5p85te2_baz_6402_tel_1sCon l’obiettivo di migliorare il sistema di difesa aerospaziale, la Russia da qualche anno lavora per creare un unico sistema di difesa antiaerea e antimissile per proteggere efficacemente sia il proprio territorio che i Paesi che compongono la Comunità degli Stati indipendenti (CSI). Il sistema avrà diversi elementi, con sistemi di difesa a corto raggio (Tunguska, Tor-M2, Pantsir-S1, Buk e Morfej), a medio raggio (S-300 e Vitjaz) e a lungo raggio S-400, S-500 e A-235 Samoljot-M. I sistemi S-500 e A-235, utilizzati dalla difesa antimissile di Mosca, saranno gli elementi chiave della difesa militare spaziale con la capacità di neutralizzare i missili balistici intercontinentali e i missili balistici a medio raggio. Le batterie antiaeree S-500 avranno per missione primaria contrastare l’attacco con missili balistici a raggio medio e lungo, potendoli distruggere nella fase terminale della loro traiettoria. Il complesso sarà dotato di radar in grado di rilevare bersagli da una distanza di 900 km. Il Consorzio per la Difesa Aerea Almaz-Antej, responsabile dello sviluppo del sistema, avvierà i test di alcune batterie di S-500. Il piano prevede di mettere a punto il sistema al più presto: la prima batteria antiaerea di serie dovrebbe diventare operativa in pochi anni, ha riferito il Generale Aleksandr Golovko, comandante della Difesa Aerospaziale russa. Il generale ha aggiunto che il programma degli armamenti prevede l’acquisto di cinque batterie dei sistemi missilistici antiaerei S-500.

La velocità spaziale non aiuterà i bersagli
Secondo il Generale Viktor Bondarev, Comandante supremo delle Forze aeree russe, il sistema S-500 può raggiungere simultaneamente dieci bersagli balistici. La velocità dei bersagli attaccati può raggiungere i 7 km/s. In confronto, la velocità richiesta per posizionare un oggetto in orbita è 7,9 km/s. Bondarev ha anche osservato che le caratteristiche tecniche dell’S-500 saranno superiori a quelle dell’S-400 russo e del MIM-104F Patriot PAC-3 statunitense. Il complesso verrà utilizzato per la difesa antiaerea e antimissile di grandi aree del Paese, come impianti industriali e postazioni strategiche. Questo complesso è unificato al sistema Amur-135, parte della difesa missilistica di Mosca e al sistema A-235 Samoljot-M. Inizialmente, il sistema missilistico S-500 utilizzerà il missile dell’S-400 Trjumf, presente nell’arsenale della Russia, come affermato dal viceministro della Difesa Viktor Popovkin, nel febbraio 2011.

Mosca sarà protetta da un supercomputer
I test del nuovo sistema di difesa antimissile di Mosca, l’A-235, sono iniziati nel 2013. Tutto indica che il sistema Samoljot-M sarà dotato di moderni missili intercettori 53T6, oggi utilizzati dal sistema Amur. Il nuovo sistema di difesa antimissile balistico potrebbe esser dotato di testate cinetiche e nucleari. Il contratto di elaborazione del sistema A-235 fu firmato nel 1991. Il progetto principale è prodotto dal consorzio Almaz-Antej, che ha creato gli S-300 ed S-400 e sviluppa l’S-500. Probabilmente il sistema A-235 sarà equipaggiato con il supercomputer Elbrus-3M, oltre alla stazione radar Don-2N e da due anelli ABM di media e lunga gittata. I dati essenziali del sistema S-500 rimangono segreti, ma si ritiene che possa scambiare informazioni con il sistema Samoljot-M,  aumentandone la precisione nella distruzione dei bersagli manovranti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cos’è successo alla navetta spaziale Buran?

Natalija Jachmennikova, Rossijskaja Gazeta 19 gennaio 2014 – RIR

Il volo della Buran, durato 205 minuti, fu sensazionale. La navetta spaziale sovietica fu la prima al mondo ad atterrare automaticamente, mentre le navette statunitensi non potevano farlo, se non manualmente. Ma perché il lancio trionfale della navetta sovietica fu il primo e ultimo? C’è qualche speranza che la navetta russa possa di nuovo puntare alle stelle? Rossijskaja Gazeta ha parlato con Valerij Burdakov, uno dei progettisti della Buran e a capo del dipartimento dell’associazione per la produzione scientifica Energija. Oggi è professore presso l’Istituto Aeronautico di Mosca.

1461156Rossijskaja Gazeta: Valerij Pavlovich, si dice che la navicella spaziale Buran fosse la macchina più complessa mai creata dall’uomo.
Valerij Burdakov: Sicuramente. Fino all’avvento della Buran, la navetta spaziale statunitense era al vertice, ma la Buran era molto più capace sia per carico che poteva far rientrare sulla Terra (20-30 tonnellate anziché 14,5) che per l’ampiezza dell’orbita. Avremmo potuto far rientrare la stazione spaziale Mir e trasformarla in un oggetto da museo! Atterraggio automatico, carburante non tossico, test di volo orizzontale e trasporto del serbatoio del razzo su un aereo appositamente progettato. Tutto fu superlativo.

RG: Chi fu la prima persona ad avere l’idea che l’aeromobile orbitale potesse atterrare su una pista  come un aereo?
VB: (Sergej) Koroljov! Lo sentì da Sergej Pavlovich stesso. Nel 1929 aveva 23 anni, ed era già un noto pilota di alianti. Pensava di spingere un aliante a 6 km di quota e poi nella stratosfera, con una cabina pressurizzata. Decise di visitare (Konstantin) Tzjolkovskij per convincerlo a firmare una lettera che confermasse che il volo a quell’altezza fosse praticabile.

RG: E Tzjolkovskij firmò?
VB: No, criticò l’idea. Disse che senza un motore a razzo a propellente liquido l’aliante non poteva essere controllato a quella altezza, spezzandosi mentre accelerava. Tzjolkovskij diede a Koroljov un libretto intitolato “Missili spaziali” consigliandogli a come utilizzare motori a razzo a combustibile liquido per i voli non nella stratosfera, ma ancora più in alto, nello spazio. Koroljov era molto seccato.

RG: E quando hai iniziato a lavorare sul progetto Buran?
VB: Nel 1962, con il sostegno di Sergej Pavlovich, ebbi il brevetto di primo ideatore di un veicolo spaziale riutilizzabile. Quando la navetta statunitense emerse dalle nubi, non era ancora deciso se si dovesse seguire la stessa strada. Ma nel 1974 fu istituito il cosiddetto Servizio n° 16 di Energija. Aveva due reparti di progettazione, il mio si occupava dell’aeromobile e quello di Efrem Dubinskij del vettore di lancio. Affrontammo traduzioni, analisi scientifiche, la stesura e pubblicazione di uno “studio” sulla navetta. E senza tante storie, sviluppammo la nostra versione di navetta e relativo vettore di lancio.

RG: La precisione con cui Buran atterrò fu assolutamente sbalordita.
VB: Quando la navetta spuntò dalle nuvole, uno dei direttori era praticamente in delirio, continuava a dire: “Si schianterà!” Tutti ansimammo quando la Buran picchiò mettenodosi in perpendicolare alla pista. Ma in realtà tale manovra faceva parte del piano. Sembra, tuttavia, che il direttore in questione non lo sapesse o l’avesse dimenticato. La navetta atterrò proprio sulla pista. Quei 205 minuti di volo della Buran eliminarono qualsiasi critica ai suoi progettisti.

RG: Come ti sei sentito dopo quel trionfo?
VB: Le parole non possono esprimerlo. Ma c’era un’altra sensazione: chiusero un progetto riuscito e innovativo. Alla fine, 15 miliardi di rubli furono sprecati.

RG: Il know-how scientifico e tecnico del progetto Buran sarà mai utilizzato?
VB: Come navetta, la Buran non è finanziariamente sostenibile perché il sistema di lancio è costoso e inaffidabile. Ma le soluzioni tecniche uniche possono essere sviluppate ulteriormente nell’ambito del progetto Buran-M. Un nuovo velivolo spaziale modificato che tenga conto degli ultimi sviluppi potrebbe diventare assai veloce, affidabile e conveniente nel trasporto intercontinentale di passeggeri e turisti. Ma perché ciò avvenga, dobbiamo creare un nuovo vettore di lancio multi-uso, monostadio ed integralmente ecologico (MOVEN) per sostituire il missile Sojuz. Per inciso, il nuovo velivolo non richiederà un sistema di lancio ingombrante, quindi potrebbe anche decollare dal cosmodromo di Vostochnyj. Il know-how della Buran non è svanito. L’atterraggio automatico del velivolo ha ispirato gli aerei da combattimento di quinta generazione e numerosi velivoli senza equipaggio. Solo che, come è avvenuto con i satelliti artificiali, ci arrivammo prima.

RG: Secondo te, qual è la prospettiva dell’industria spaziale oggi?
VB: L’era degli idrocarburi sta per essere sostituita dall’era atomica e solare, inconcepibile se non usiamo una gamma molto ampia di velivoli spaziali. Per costruire centrali solari spaziali che forniscano energia ai consumatori sulla Terra, avremmo bisogno di velivoli che possano trasportare un carico utile di 250 tonnellate, che si baseranno sui MOVEN. E se mi chiedi dell’industria spaziale nel complesso, allora potrà soddisfare tutti i bisogni dell’umanità, non solo le esigenze dell’informazione che soddisfa oggi.

Antonov_An-225_with_Buran_at_Le_Bourget_1989_ManteufelTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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