Bin Ladin e l’illusione dell’11 settembre: Deutsche Bank e Blackstone

Dean Henderson 27/07/2014

Nello stesso momento in cui una squadra di Navy Seal scendeva sul complesso di Abbottabad che ospitava il presunto Usama bin Ladin, il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti citava in giudizio la Deutsche Bank. Bin Ladin era un discepolo del capo dei Fratelli musulmani Abdullah Azam. Abbottabad prende il nome dall’ufficiale inglese Sir James Abbott. Nella causa civile presentata alla corte federale di Manhattan, il procuratore Preet Bharara indagava su danni e le perdite per l’emissione di mutui della Deutsche Bank sostenuti dai contribuenti statunitensi tramite l’HUD. Seconda banca del mondo, in maggioranza proprietà della dinastia Warburg che finanziò Hitler, deve anche rispondere del suo ruolo nell’11 settembre.

911-dollar-backLa Deutsche Bank a corto
Giorni dopo l’11 settembre, il presidente della SEC di Bush, Harvey Pitt, poi costretto a dimettersi per la sua patetica risposta a una serie di scandali societari, apparve alla CNN per rivelare i volumi insolitamente pesanti di vendite allo scoperto di azioni di compagnie aeree e assicurazioni della settimana precedente l’11 settembre. Pitt promise di seguire tali traffici, ipotizzando che al-Qaida potesse esserne coinvolta. Fu l’ultima volta che qualcuno dell’amministrazione Bush ne parlò. Secondo l’Istituto Politico Internazionale di Herzliyah, un’organizzazione anti-terrorismo israeliana, il responsabile del giro di tali titoli era Deutsche Bank Alex Brown. Un articolo su Barons corrobora questo fatto. American e United Airlines, e i giganti delle assicurazioni statunitensi che coprivano il WTC, Munich RE, Swiss RE e la francese Axa, furono specificamente presi di mira. Il 10 settembre, il giorno prima degli attacchi, i rapporti put/call di questi titoli fu senza precedenti. Un put è un’opzione futura che scommette sul declino del titolo, mentre una call è l’opzione futura che scommette sull’ascesa del titolo. Il 10 settembre 2001 presso il Chicago Board Options Exchange c’erano 4516 put su American Airlines e solo 748 call. United Airlines fu presa di mira con 4744 put in contrapposizione a 396 call. I dati sulle compagnie di assicurazione erano egualmente sbilanciati. Il maggiore trader di opzioni fu Deutsche Bank Alex Brown, ramo commerciale statunitense di Deutsche Bank, tradizionale cassaforte delle ricchezze delle Otto famiglie e maggiore azionista bancario dei Quattro cavalieri, divenuta prima banca del mondo con 882 miliardi di dollari di attività. Nel 2001 il senatore Carl Levin (D-MI) del comitato bancario, indicò la Banker’s Trust quale attore importante nel riciclaggio di narcodollari. Il 28 agosto, appena due settimane prima dell’11 settembre, il dirigente di Deutsche Bank Kevin Ingram fu dichiarato colpevole di riciclaggio dei proventi dell’eroina e dell’organizzazione della vendita di armi statunitensi in Pakistan e Afghanistan. Il 15 giugno 2001 un articolo del New York Post disse che Usama bin Ladin ne era il probabile acquirente. Ingram è un caro amico del segretario al Tesoro di Clinton e insider di Goldman Sachs Robert Rubin, ultimamente membro della direzione di Citigroup. Ingram aveva lavorato per Goldman Sachs e Lehman Brothers. Banker’s Trust acquistò la crescente banca d’investimento Alex Brown nel 1997, prima che si fondessero con Deutsche Bank. Alex Brown prende il nome dal fondatore AB “Buzzy” Krongard, che ne fu presidente fino all’acquisto nel 1997 dalla Banker’s Trust. Krongard poi divenne il 3° uomo della CIA. Il 15 settembre, quattro giorni dopo l’11/9, il New York Times riferì che il presidente di Deutsche Bank Global Private Banking, Mayo Shattuck III, si era improvvisamente dimesso. Muhammad Atta e altri due presunti dirottatori avevano i conti presso la sede della Deutsche Bank di Amburgo. Vi furono segnalazioni secondo cui la famiglia bin Ladin aveva appena comprato una grande quota di Deutsche Bank, con l’aiuto del consulente finanziario della Carlyle Group George Bush Sr. I bin Ladin investirono 2 milioni di dollari nel Carlyle Group. Avevano anche grosse partecipazioni in Microsoft e Boeing, ed ampi rapporti d’affari con Citigroup, GE, Merrill Lynch, Goldman Sachs e Fremont Group, recentemente scorporata dalla Bechtel. A 20 giorni dall’11 settembre, Deutsche Bank allontanò, silenziandolo efficacemente, l’inquirente della SEC Richard Walker, il cui compito principale era approfondire il misterioso giro dei titoli di compagnie aeree e assicurazione prima dell’11 settembre. Deutsche era collegata alla LJM dell’Enron e al partenariato Chewco. Enron assunse funzionari della SEC, mentre reclutava parecchio personale della CIA per le sue operazioni di sicurezza globali. Alcuni ipotizzano che il vasto pool monetario che scomparve nell’abisso Enron fosse un fondo nero per il breve sciacallaggio sull’11 settembre, o anche per l’operazione stessa.
I Quattro cavalieri, ora proprietari di maggioranza della Deutsche Bank via Banker’s Trust, ebbero la desiderata presenza militare statunitense in Asia Centrale per gentile concessione dell’11 settembre. Con l’occupazione  dell’Afghanistan e nuove basi USA che dilagavano in Asia centrale, il premio petrolifero sul Mar Caspio divenne lo sport delle guardie finanziate dai contribuenti statunitensi. Il direttore di BP Amoco, Zbigniew Brzezinski, nel suo libro del 1997 La Grande Scacchiera… definisce l’Asia centrale la chiave del potere globale e individuò l’Uzbekistan come nazione chiave nell’Asia centrale. Una volta che gli Stati Uniti iniziarono a bombardare l’Afghanistan con il pretesto di prendere bin Ladin, nessun Paese ricevette più visite dai funzionari degli Stati Uniti dell’Uzbekistan, governato da ex-comunisti e il cui governo fu “ammorbidito” da anni di destabilizzazione CIA/al-Qaida. Tutto ciò venne fermato all’improvviso con l’11 settembre. Gli Stati Uniti installarono una base militare in Uzbekistan così come in Pakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Nel gennaio 2002, dopo che il governo dell’ex-negoziatore Unocal Hamid Kharzai fu installato a Kabul, l’esecutivo di Unocal Zalmay Khalilzad fu nominato inviato di Bush in Afghanistan.[1] Il primo punto all’ordine del giorno Karzai/Khalilzad era far rivivere lo sforzo di Centgas di Unocal per costruire il gasdotto dei Quattro cavalieri da Dauletabad, Turkmenistan, attraverso l’Afghanistan al porto di Karachi sull’Oceano Indiano, dove era prevista una base navale degli Stati Uniti sul terreno in precedenza ceduto al sultano dell’Oman. Nel 2005 Chevron acquistò Unocal. I 400 miliardi di dollari annuali di narcotraffico mondiale, importante motore economico delle Otto famiglie, balzò dopo l’11 settembre, quando i taliban posero un giro di vite sulla produzione di oppio, nel 1999. Una mossa che contribuì a suggellare il loro destino. Un articolo del 21 novembre 2001 sul London Independent s’intitolava “coltivatori di oppio, rallegratevi della sconfitta dei taliban“. Il 25 novembre l’Independent ebbe un altro pezzo intitolato “I signori della guerra vittoriosi apriranno le cateratte dell’oppio“. L’articolo descrive come i signori della guerra alleati degli USA, dopo la disfatta dei taliban, incoraggiarono i contadini afghani a piantare “più oppio possibile”. Asia Times Online riferì che gli Stati Uniti liberarono dal carcere il signore della droga Ayub Afridi per organizzare una squadra della CIA da 200000 dollari/anno, assumendo teppisti afghani che riavviarono la produzione di oppio. Il loro piano sembra aver funzionato. Il 4 gennaio 2002 il Christian Science Monitor riportava l’esplosione nel sud della Florida del traffico di eroina e cocaina che non si vedeva dall’apogeo dei contra/mujahadin degli anni ’80. Fu una coincidenza che le forze militari colombiani e i loro capi oligarchici, che gestiscono il narcotraffico nel Paese, lanciassero una grande offensiva contro le FARC nel febbraio 2002? Utilizzarono anche loro la copertura della guerra per inviare cocaina nel sud della Florida? Nel 2005 la produzione di oppio afgano era esplosa.
Come lo studioso e dirigente del Forum Tiers Monde in Senegal, Samir Amin,  dichiarò, “… non possiamo fare a meno di notare che gli eventi dell’11 settembre si sono verificati proprio nel momento giusto permettendo agli Stati Uniti d’installarsi nell’Asia centrale ricca di petrolio, una regione che consente per l’ennesima volta la viziosa geo-strategia occidentale per circondare Russia, Cina e India. Obiettivo strategico apertamente proclamato dagli Stati Uniti da oltre dieci anni. Sadam Husayn fu la giustificazione per le permanenti installazioni militari statunitensi nel Golfo. Usama bin Ladin poté esserlo per la politica degli Stati Uniti in Asia centrale. Non si può escludere l’ipotesi che la CIA e il suo fedele alleato Mossad possano esservi coinvolti in qualche modo“.[2] I sospetti di Amin sono confermati da rapporti su internet secondo cui 20000 sacchi per cadaveri furono improvvisamente consegnati dal dipartimento della Difesa a camp Floyd Benet nel Queens, tre settimane prima l’11 settembre. Un militare dell’US Navy di stanza su una portaerei, telefonò alla famiglia prima dell’11 settembre, per avvertirli che “qualcosa di grosso” sarebbe accaduto in una grande città degli Stati Uniti. Disse anche alla famiglia che la sua nave fu dirottata dalla precedente missione dirigendosi  verso la costa orientale degli Stati Uniti, preparandosi a tale evento.[3]

Seguire il denaro del Carlyle Group
carlyle-group-logoUsama bin Ladin ebbe sostegno finanziario dal defunto sceicco miliardario saudita Qalid bin Mahfuz. Bin Mahfuz era rappresentato negli Stati Uniti dallo studio legale Akin, Gump, Strauss, Hauer & Feld di Washington DC, la stessa società che rappresentava la Fratellanza musulmana della Casa dei Saud e il più grande ente islamico caritativo, la Fondazione mondiale per lo sviluppo e il soccorso in Terra Santa. Akin – Gump difese bin Mahfuz, partner di Chevron Texaco in Asia centrale, quando esplose lo scandalo della BCCI. Akin, Gump e partner sono amici intimi del presidente George W. Bush. [4] Un audit del governo nel 1999 rilevava che la saudita National Commercial Bank di bin Mahfuz aveva trasferito quell’anno oltre 3 milioni di dollari ad Usama bin Ladin tramite enti di beneficenza. [5] Bin Mahfouz non poteva essere accusato di slealtà alla famiglia, dato che era cognato di Usama. Il fratello di bin Ladin, Salim, fu uno stretto socio in affari dell’agente della CIA James Bath, la cui Skycraft Airways affittava aerei a bin Mahfuz, quando lo sceicco riciclava i narcodollari del Cartello di Medellin attraverso la filiale alle Cayman della BCCI, assieme al capo dell’intelligence saudita Qamal Adham. Salim era anche  investitore dell’Harken Energy che George W. Bush e Dick Cheney avviarono come Arbusto Energy con i 50000 dollari dati dal padre miliardario di Usama, Muhammad bin Ladin. Salim e Muhammad sono morti in misteriosi incidenti aerei. Mentre i due jumbo jet si schiantavano sul World Trade Center, l’11 settembre, un altro dei fratelli di Usama, Shafiq bin Ladin, era alla conferenza annuale degli investitori del Carlyle Group a Washington DC. Uno dei relatori alla conferenza DC sarebbe stato George Bush Sr., che ora lavora come consulente finanziario del Mellon Carlyle Group, presieduto da Frank Carlucci, segretario alla Difesa di Reagan e Bush e che presiedeva il Consiglio di Sicurezza Nazionale a controllo familiare di Reagan. Carlucci collaborò con i mafiosi, nel 1961, nell’assassinio della CIA del primo ministro congolese Patrice Lumumba. Fu compagno di stanza a Yale del segretario alla Difesa di Bush Jr. Donald Rumsfeld. Incontrò a Yale James Baker e George Bush Sr., membro della Skull & Bones, anche conosciuta come Confraternita della Morte e l’Ordine, nome condiviso dagli antichi terroristi afghani Roshaniya. Il Carlyle Group fu fondata dall’assistente di Carter David Rubenstein, nel 1987. È un fondo private equity specializzato nel riciclaggio dei petrodollari degli sceicchi del Golfo Persico, ritornati nelle banche e società delle Otto famiglie. Fino al novembre 2001 Carlyle fu consulente finanziario del più ricco magnate delle costruzioni in Arabia Saudita, lo sceicco Muhammad bin Ladin. Attraverso Carlyle, lo sceicco bin Ladin fece grandi investimenti nella Citigroup, nel colosso bancario olandese ABN Amro, Nortel, Motorola e GE. Più significativamente, vi furono segnalazioni secondo cui la famiglia bin Ladin lavorasse attraverso Carlyle Group ad acquisire una grande quota della Deutsche Bank, il cui ex-presidente JH Binford Peay siede nel CdA di Carlyle con George Bush Sr. e James Baker.[6] L’azienda legale della famiglia Baker, Baker Botts, ha uffici a Riyadh. L’ex partner di Robert Jordan, che difese George W. nello scandalo Harken Energy, divenne l’ambasciatore di Bush in Arabia Saudita. Baker Botts rappresentò BP Amoco in Asia centrale e fu  consulente legale di Carlyle Group. I Baker da generazioni sono gli uomini di paglia dei Rockefeller. Il presidente Bush Sr. una volta intervenne a nome dei monarchi sauditi, che avrebbe poi consigliato nel Carlyle, in una causa legale dei cittadini statunitensi contro re Fahd e la polizia saudita per l’accusa di torture, poco dopo l’11 settembre. Bush Sr. incontrò il principe ereditario saudita Abdullah a Riyadh, mentre James Baker si unì a un gruppo di banchieri internazionali al Lanesborough Hotel di Londra. Baker Botts rappresentava la famiglia reale saudita nella causa intentatela contro dalle famiglie delle vittime dell’11 settembre.[7]
Bush, Baker e Peay di Deutsche Bank s’incontrarono nel CdA di Carlyle con l’ex primo ministro inglese John Major, l’ex-presidente della SEC Arthur Levitt, il direttore del budget di Reagan Richard Darman e l’ex-presidente del Joint Chiefs of Staff generale John Shalikashvili. L’ex-presidente filippino Fidel Ramos, capo dell’intelligence del regime di Marcos, un ex-primo ministro thailandese, l’ex primo ministro sudcoreano Park Tae Joon e il direttore dell’Abu Dhabi Investment Authority on Asia, contaminata dalla BCCI, fanno parte dell’Advisory Board del Carlyle.[8] Carlyle acquistò la società immobiliare Coldwell Banker dalla Sears nel 1989 e la vendette al Fremont Group della Bechtel. Carlyle  acquistò anche Caterair, il principale servizio di ristorazione delle linee aeree del mondo, dalla Marriott. Caterair aveva accesso senza precedenti alla flotta mondiale aerea commerciale. Il presidente George Bush Jr. diresse Caterair fino al 1994. Poco dopo essere divenuto governatore del Texas, la società fallì. La Carlyle piombò a comprarne i resti ad un prezzo speciale. Bush supervisionò un investimento da 10 milioni di dollari all’Università del Texas della Carlyle, mentre era governatore. Carlyle detiene una grossa fetta della divisione aerospaziale di Ford e Harasco, produttore di veicoli militari. Carlyle è l’11.mo maggiore appaltatore della difesa degli Stati Uniti. Per il 20% è della Mellon Bank ed è controllata dal potente Blackstone Group, che si rimpinzò a buon mercato delle carcasse saccheggiate delle casse depositi e prestiti vendute con la Resolution Trust Corporation da Bush padre. Blackstone, potenza finanziaria controllata dai Rothschild e il cui presidente Peter Fischer fu presidente del Council on Foreign Relations, possedeva anche Bioport, l’unico produttore di vaccini contro l’antrace negli Stati Uniti. Nell’ottobre 2001 i tabloid della Florida, i principali media e congressisti iniziarono a ricevere letali pacchetti di antrace, più tardi identificato nel ceppo “Ames”. I tabloid, tra cui Sun, National Enquirer e Weekly World News, storicamente operano per la disinformazione e diversione della CIA.[9] Il 12 ottobre gli scienziati del laboratorio veterinario dell’Iowa State University, USDA, ad Ames, con la benedizione dell’FBI, incenerirono 100 fiale di culture di antrace risalenti al 1928, distruggendo deliberatamente le prove materiali per le indagini sull’antrace.[10] Il futuro di BioPort sembrava brillante più che mai. Il suo principale azionista è Fuad al-Hibri, ricco uomo d’affari saudita vicino alla famiglia bin Ladin. Al-Hibri era manager per le fusioni e acquisizioni di Citigroup. Il Pakistan News Service riportò il 1 dicembre 2001 che numerosi documenti della BioPort furono trovati in covi di al-Qaida a Kabul. L’ammiraglio William Crowe, membro del CdA di Chevron Texaco ed ex-membro del Joint Chiefs of Staff, acquisì una quota del 22% della Bioport al prezzo molto speciale di 0 dollari. La parte di Crowe nel patto era promuovere il vaccino contro l’antrace della Bioport presso l’esercito statunitense. Molti azionisti della BioPort facevano parte dell’oligarchia inglese di Porton Down. Buon amico di Henry Kissinger, Lord Jacob Rothschild sedeva nel consiglio consultivo internazionale di Blackstone, proprietaria di Bioport. Il gigante farmaceutico tedesco Bayer, nato dal combine nazista IG Farben finanziato dalla Deutsche Bank, vide le vendite del suo antibiotico Cipromyacin balzare del 1000% per effetto della paura dell’antrace, mentre i cittadini statunitensi si precipitarono ad acquistare forniture per 60 giorni di vaccino contro l’antrace al prezzo di 700 dollari. La Bayer era sull’orlo del fallimento prima dell’11 settembre.
Secondo Michael Davidson di From the Wilderness Publications, non meno di dodici microbiologi di fama mondiale morirono in circostanze misteriose dopo l’11 settembre. Il Dr. Don Wiley del Howard Hughes Medical Institute di Harvard fu trovato annegato nel fiume Mississippi, giorni dopo che la sua auto abbandonata venisse trovata sul ponte I-40 a Memphis, non lontano dall’arena Pyramid. Memphis prende il nome da un’antica capitale egizia, di grande importanza per la Fratellanza. Diversi importanti microbiologi russi e israeliani erano sul volo  Air Sibir 1812, abbattuto da un missile ucraino andato fuori rotta per oltre 100 miglia, il 4 ottobre 2001. Molti altri microbiologi importanti erano su un volo Swiss Air che si schiantò mentre tentava di atterrare a Zurigo, il 24 novembre 2001. A parte i miliardi guadagnati da Bioport, Bayer e dall’industria farmaceutica controllata dai Rockefeller grazie al panico pubblico indotto sull’antrace, Davidson vide in questa misteriosa sfilza di scienziati morti, una trama più oscura per scatenare un nuovo massiccio programma di spopolamento globale. Secondo il Dott. Len Horowitz, l’antrace militare è disponibile quasi esclusivamente presso l’American Type Culture Collection (ATCC) di Rockville, MD, guidata dal Dr. Joshua Lederberg. Lederberg è presidente della Rockefeller University. Nel 1994 Don Riegle affermò al Congresso che l’ATCC aveva inviato 19 pacchetti di bacillo di antrace in Iraq, nel 1978-1988.[11]

Il crociato e gli spettri
northrop grummanPoco dopo l’11 settembre, il presidente Bush iniziò a usare la parola “crociata” nel malcelato tentativo di evocare le antiche Crociate, dove società segrete cristiane guidate dai cavalieri templari collaboravano con gli Assassini dei  Fratelli musulmani per attaccare i musulmani nazionalisti saraceni. Il 26 settembre, due settimane dopo l’11 settembre, le United Defense Industries (UDI) del Carlyle Group firmarono un contratto da 66,5 milioni di dollari con il Pentagono per completare l’avanzato sistema di artiglieria Crusader. I titoli UDI salirono alle stelle. Il 14 dicembre Carlyle vendette le sue nuove azioni per 237 milioni dollari in un solo giorno. Il giorno prima il Congresso aveva approvato il bilancio della difesa di Bush, che finanziava il contratto UDI con l’esercito statunitense. [12] Nel maggio 2002, una volta che i proprietari Blackstone della Carlyle avevano incassato, il compagno di stanza a Yale di Carlucci, il segretario della Difesa Donald Rumsfeld annunciò la cancellazione del programma Crusader. La Carlyle è proprietaria del BDM federale di McLean, VA, proprio lungo la strada per Langley. Gli uffici sauditi del BDM sono anonimi. Il suo ruolo nel regno riguarda l’addestramento dei militari sauditi nei sistemi d’armi made in USA e l’ammodernamento della Guardia nazionale saudita. BDM ebbe un contratto da 50 milioni di dollari per supervisionare l’aeronautica saudita nel 1995-1997. Ebbe un contratto da 44,4 milioni di dollari per costruire alloggi presso la base militare Qamis Mushayt. Parte dei sei statunitensi uccisi nel 1996 con un’autobomba in una base militare statunitense in Arabia Saudita, erano impiegati della BDM.[13] Nel 2000 BDM ebbe un contratto da 65 milioni di dollari per mantenere la flotta di F-15 dell’aeronautica saudita. Nel 1998 Carlyle vendette BDM a TRW, produttore leader di satelliti spia della NSA, la cui sede si trova sulla giustamente denominata Savage Road, a Ft. Meade, MD e le cui attività europee sono dirette dal palazzo della IG Farben a Francoforte. La NSA ha collaborato con IBM negli anni ’70 nel progetto Lucifero, producendo una macchina per cifratura delle dimensioni di un microchip.[14] Dalla simbolica sede centrale a forma di piramide, a San Francisco, TRW è una delle tre agenzie di informazioni statunitensi che raccolgono continuamente informazioni su tutti gli statunitensi. Uno dei più sofisticati satelliti della NSA si chiama Pyramider. Nel luglio 2002 Northrop Grumman acquistò TRW per 7,8 miliardi di dollari divenendo il secondo maggiore appaltatore della difesa statunitense dopo Lockheed Martin. Northrop vanta un fatturato annuo di 26 miliardi di dollari e ha 123000 dipendenti. TRW ha creato Vinnell Corporation, ora al 26.mo anno di “modernizzazione” della Guardia Nazionale saudita in collaborazione con l’esercito statunitense. La Guardia saudita è divisa in due unità. Una protegge il regno dalle minacce esterne. Le altre guardie sorvegliano le installazioni petrolifere Aramco dei Quattro cavalieri, per proteggerle dal popolo saudita. Nel 1998 Vinnell intascò un contratto da 831 milioni di dollari dalla Casa dei Saud. Un primo contratto di tre anni da 163 milioni di dollari vede il cognato del principe ereditario Abdullah come junior partner. Prima di venire in Arabia Saudita, Vinnell fece centinaia di milioni di dollari costruendo basi statunitensi durante la guerra del Vietnam, poi fece ancora più soldi distruggendo quelle basi, quando le forze USA si ritirarono. Un funzionario del Pentagono descrisse una volta Vinnell su Village Voice come “il nostro piccolo esercito mercenario“.
Altri tre enti spettrali operanti in Arabia Saudita sono O’Gara Servizi di protezione, Booz Allen Hamilton e Science Applications International Group (SAIC). O’Gara fornisce la sicurezza alla Casa di Saud e agli altri monarchi del Consiglio di Cooperazione del Golfo. La sicurezza della Casa dei Saud comprende anche molti mercenari statunitensi. Booz Allen di McLean, VA, ebbe un contratto di 5 anni e da 21,8 milioni dollari per aggiornare la marina saudita nel 1995. Booz consiglia anche i marines sauditi e gestisce la scuola ufficiali delle forze armate saudite.[15] Nel 1990-1995 i sauditi spesero 62 miliardi di dollari in armi statunitensi. Alla fine del 2010 il Pentagono annunciò un accordo da 60 miliardi di dollari per le armi ai sauditi, uno dei più grandi di sempre. Secondo il Center for Public Integrity, Booz Allen iniziò a stipulare contratti sul programma Total Information Awareness della Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), prima dell’11 settembre. Booz ebbe 13 contratti con la DARPA, del valore di 23 milioni di dollari, superata solo dai 23 contratti della DARPA da 27 milioni di dollari concessi a Lockheed Martin. L’ex direttore della CIA e CEO della Dyncorp, James Woolsey, ora lavora per Booz Allen. Nel 2008 Carlyle Group acquistò la quota di maggioranza di Booz Allen per 2,54 miliardi di dollari. SAIC ebbe due contratti dalla Casa dei Saud, alla fine degli anni ’90, da 166 milioni di dollari, per fornire veloci sistemi di comunicazione e comando alle Forze navali reali saudite. SAIC addestra spesso personale saudita nel suo quartier generale a San Diego. La CIA ha un contratto con SAIC per rivalutare la malattia della Guerra del Golfo tra le truppe statunitensi, attive nel conflitto del 1991. Nel 1995 SAIC assunse la Network Solutions, la società che assegna i nomi ai domini e che “sorveglia” Internet. Il CdA di SAIC vede l’ex-vicedirettore della CIA ed allievo della Naval Task Force 157 Bobby Inman, il segretario alla Difesa di Nixon Melvin Laird, l’ex-generale Maxwell Thurman, il segretario alla Difesa di Obama Robert Gates, il direttore della CIA di Clinton e membro del consiglio di Citigroup John Deutch e il segretario alla Difesa di Clinton William Perry. SAIC gestisce l’Interstate Identification Index dell’FBI, un database con 30 milioni di fedine criminali. Inoltre ha contratti investigativi per 200 milioni di dollari con l’IRS.[16]

Note
[1] “Wolf Blitzer Reports”. CNN. 1-6-02
[2] “Political Islam”. Samir Amin. Covert Action Quarterly. Winter 2001. p.6
[3] UnwoToday
[4]US Ties to Saudi Elite May be Hurtng War on Terrorism”. Jonathan Wells, Jack Meyers and Maggie Mulvihill. Boston Herald Online. 12-10-01
[5] “The White House Connection: Saudi Agents and Close Bush Friends”. Maggie Mulvihill, Jonathan Wells, Jack Meyers Boston Herald Online 12-11-01
[6] “Arms Buildup Enriches Firm Staffed by Hired Guns”. Mark Fineman. 1-10-92
[7] Dude, Where’s My Country. Michael Moore WarnerBooks New York 2003
[8] Fineman
[9] Spooks: The Haunting of America- Private Use of Secret Agents. Jim Hougan. William Morrow & Company. New York. 1978
[10] “Anthrax Terrorism: Investigative Muddle or Criminally Reckless Endangerment?” David Neiwart. Covert Action Quarterly. Winter 2001. p.36
[11] “The CIA’s Role in the Anthrax Mailings”. Len Horwitz. March 2002
[12] Fineman
[13] “Saudi Bombing Puts Spotlight on US Military Aid”. Washington Post. 11-13-95
[14] The Puzzle Palace: America’s National Security Agency and its Special Relationship with Britain’s GCHQ. James Bamford. Sidgwick and Jackson. London. 1983
[15] “Privatizing War: How Affairs of the State are Outsourced to Corporations Beyond Public Control”. Ken Silverstein. The Nation. 7-28/8-4, 1997.
[16] “Internet Users Spooked about Spies New Role”. Glenn Simpson. Wall Street Journal. 10-2-95

46802333Dean Henderson è autore di Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries,Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Il suo sito è Left Hook

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Smascherare i Fratelli musulmani in Siria, Egitto e altrove

Eric Draitser, Global Research, 12 dicembre 2012

546799La complessità della primavera araba e della lotta per la libertà politica in tutto il mondo arabo, non deve far dimenticare ciò che è ormai assolutamente essenziale comprendere per tutti gli anti-imperialisti: la Fratellanza musulmana è una delle armi più potenti della classe dirigente occidentale nel mondo musulmano. Mentre potrebbe essere una pillola difficile da digerire per alcuni, per ragioni emotive o psicologiche, bisogna guardare oltre, sul ruolo insidioso che l’organizzazione sta giocando in Siria e sugli abusi di potere contrari ai diritti umani del governo egiziano.
Nella guerra USA-NATO contro il governo Assad, la Fratellanza musulmana è emersa quale forza dominante sanzionata dall’occidente come avanguardia dell’assalto imperialista. Mentre in Egitto il presidente Morsi e il governo della Fratellanza cercano di distruggere ciò che era stata, poco più di un anno fa, la promessa della rivoluzione.

I Fratelli musulmani in Siria
La creazione, questa settimana, del Comando supremo militare responsabile di tutti gli aiuti militari e del coordinamento ai ribelli, dimostra in modo inequivocabile il ruolo della leadership dei Fratelli musulmani nel cambio di regime in Siria. Come Reuters riferisce: “Il comando unificato comprende molti collegamenti con i Fratelli musulmani e i salafiti… escludendo gli ufficiali che hanno disertato dal campo militare di Assad“. [1] Questa struttura di comando, costituita per volontà e con il patrocinio di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Arabia Saudita, Qatar e Turchia, tra gli altri, non si limita a includere i membri della Fratellanza musulmana ma è, difatti, dominata da loro. E’ possibile che le potenze imperiali occidentali semplicemente non si accorgano che il gruppo che stanno formando sia composto da questi elementi? Suggerire una cosa del genere, equivarrebbe accusare alcuni dei principali “statisti” del mondo (Hillary Clinton, William Hague, Laurent Fabius, Ahmet Davutoglu, ecc) di essere degli stupidi. Ahimè, non è così. Invece, questi individui hanno collaborato per creare una forza delegata alla Fratellanza musulmana in Siria, che può essere controllata ed è dipendente dagli ordini dell’occidente.
Tuttavia, non è sufficiente dire che i Fratelli musulmani dirigano questa nuova struttura militare, perché sarebbe come dire che non hanno giocato un ruolo fondamentale in tutto questo tempo. Piuttosto, l’organizzazione è stata fondamentale per la destabilizzazione della Siria dall’inizio del conflitto armato. Il Consiglio nazionale siriano, in origine la facciata dell'”opposizione” sostenuta dall’occidente, era dominato da dietro le quinte dai Fratelli musulmani. Come l’ex leader dei Fratelli musulmani Ali Sadreddin ha dichiarato riguardo il CNS, “Abbiamo scelto questo volto, accetto all’occidente… Abbiamo nominato [l'ex capo del CNS Burhan] Ghalioun come un fronte di azione nazionale. Ora non ci muoviamo come Fratellanza, ma come parte di un fronte che comprende tutte le correnti.”[2]
Essenzialmente, quindi, vediamo che l’organizzazione ha fin dall’inizio mantenuto un elevato grado di controllo dell’opposizione all’estero, nettamente diversa dall’opposizione interna  dei Consigli di coordinamento nazionale e di altri gruppi. La Fratellanza musulmana, una macchina politica internazionale e paramilitare, vuole condurre la battaglia contro il governo Assad. In effetti, la Fratellanza Musulmana ha fornito molte forme di leadership e assistenza all’opposizione estera sostenuta da elementi stranieri, al di là della semplice leadership diretta. Fornendo copertura diplomatica e politica, supporto tattico sul terreno come il contrabbando di armi, il reclutamento di combattenti e altre responsabilità necessarie, l’organizzazione è giunta a permeare ogni aspetto di ciò che, in occidente, convenientemente viene definito come i “ribelli”.
Già nel maggio 2012, i Fratelli musulmani in Egitto, al centro dell’organizzazione, stavano già fornendo sostegno politico e diplomatico ai ribelli, necessario per rovesciare il regime di Assad. Mentre stavano per vincere le elezioni egiziane, la Fratellanza si era impegnata a fare commenti pubblici sulla necessità dell’intervento militare occidentale in Siria. Il portavoce dell’organizzazione, Mahmoud Ghozlan, aveva dichiarato, “I Fratelli musulmani invitano i governi arabi, islamici e internazionali ad intervenire… per far cadere il regime [Assad]“. [3] Questa sfacciata dichiarazione pubblica smentisce tutte le argomentazioni che sostengono che la Fratellanza musulmana sia in qualche modo anti-imperialista, opponendosi al dominio occidentale del mondo arabo. Al contrario, anche se si presentano come avversari dell’occidente, essi sono, difatti, strumenti delle potenze imperiali utilizzati per distruggere le nazioni indipendenti che si oppongono all’egemonia degli Stati Uniti in Medio Oriente. Questo sostegno politico e diplomatico è solo un aspetto del coinvolgimento della Fratellanza nella distruzione della Siria.
Il New York Times del giugno 2012, scriveva “Agenti della CIA operano segretamente in Turchia meridionale, aiutando gli alleati a scegliere quali combattenti dell’opposizione siriana, oltreconfine, riceveranno armi… per mezzo di un’oscura rete di intermediari dei Fratelli musulmani in Siria“. [4] L’uso dei Fratelli musulmani per contrabbandare armi ai ribelli in Siria, non dovrebbe sorprendere, se si tiene in considerazione il fatto che le monarchie sunnite della regione (Arabia Saudita e Qatar in primo luogo), sono state le voci più rumorose nel sostenere con ogni mezzo necessario il cambiamento di regime in Siria. Il rapporto tra queste monarchie e la Fratellanza musulmana è evidente: condividono convinzioni religiose simili e sono nemici giurati di ogni forma di sciismo. Inoltre, sono parte integrante del sistema egemonico degli Stati Uniti, che stringe tutta la regione nella sua morsa da decenni. Molti hanno sostenuto in passato che, anche se condividono ideologie e “simboli” identici, il ramo siriano della Fratellanza musulmana è in qualche modo indipendente di Fratelli musulmani principali. Questa affermazione assurda si contrappone al semplice fatto che ogni posizione pubblica dei Fratelli musulmani siriani si è allineata direttamente alle dichiarazioni pubbliche di Cairo.
Come l’articolo del Carnegie Middle East Center sui Fratelli musulmani in Siria dimostra, fin dall’inizio della rivoluzione, la “Fratellanza ha sostenuto che l’intervento straniero sia l’unica soluzione possibile alla crisi in Siria. Nell’ottobre 2011, aveva anche invitato la Turchia a intervenire e a stabilire zone umanitarie protette in territorio siriano“. [5] Quando due entità portano lo stesso nome, hanno gli stessi sponsor e prendono le stesse posizioni, è espressione di malafede  sostenere che in qualche modo non sono la stessa entità o, più precisamente, che non prendono ordini dagli stessi padroni. Ma chi sono questi padroni?

Le potenze dietro i Fratelli musulmani
Nell’esaminare il ruolo assolutamente insidioso che la Fratellanza musulmana sta giocando in Siria, si deve cominciare comprendendo il rapporto storico tra i Fratelli musulmani e l’imperialismo occidentale. L’organizzazione è stata fondata da Hassan al-Banna nel 1928 con l’intenzione di ristabilire una forma pura dell’Islam, così come era esistita secoli prima. Tuttavia, questo era solo il rivestimento religioso creato per mascherare le intenzioni politiche dell’organizzazione. Come spiegato nell’articolo di Mother Jones intitolato “Chi sono i Fratelli musulmani e conquisteranno  l’Egitto?“, l’autore spiega che “I Fratelli musulmani servono da ariete contro nazionalisti e comunisti, nonostante l’Islam dei Fratelli sia basato sull’antiimperialismo, il gruppo spesso è finito per fare causa comune con il colonialismo britannico. Ha svolto il ruolo di servizio segreto, infiltrandosi nei gruppi di sinistra e nazionalisti“. [6] Questo fatto è indiscutibile, la Fratellanza musulmana ha operato, fin dai suoi primi giorni, come braccio dei servizi segreti occidentali; ciò è fondamentale per comprendere il suo sviluppo e attuale potere politico.
Tuttavia, ci sono coloro che sostengono che, nonostante questa “coincidenza” di obiettivi e di ordini del giorno, i Fratelli musulmani non potrebbero mai essere collegati direttamente alla comunità d’intelligence. Tuttavia, come Robert Dreyfuss, autore dell’articolo di Mother Jones indica chiaramente, ci sono ampie prove che legano la leadership dei Fratelli musulmani direttamente alla CIA: “Da allora [1954], il capo dell’organizzazione internazionale del gruppo, e il più noto dei dirigenti, era Said Ramadan, genero di Hassan al-Banna. Ramadan sapeva sia della CIA che dell’MI-6, i servizi segreti britannici. Nelle ricerche per il mio libro… mi sono imbattuto in una fotografia insolita che mostrava Ramadan con il presidente Eisenhower nello Studio Ovale. A quel punto, o poco dopo, Ramadan venne probabilmente arruolato come agente della CIA. Ian Johnson del Wall Street Journal da allora ha documentato gli stretti legami tra Ramadan e vari servizi di intelligence occidentali… Johnson scrive: ‘Alla fine del decennio, la CIA sosteneva apertamente Ramadan’“. [7]
Il fatto che la figura centrale nell’organizzazione internazionale fosse un noto agente della CIA, conferma le affermazioni fatte da innumerevoli analisti e investigatori, secondo cui la Fratellanza sia stata usata come arma contro Nasser e, di fatto, contro tutti i leader arabi socialisti che, a quel tempo, facevano parte della crescente ondata del nazionalismo arabo che cercava, come fine ultimo, l’indipendenza dal dominio imperiale occidentale. Al fine di comprendere appieno quanto la Fratellanza sia diventata l’organizzazione che conosciamo oggi, si deve comprendere la relazione tra essa e la famiglia reale dell’Arabia Saudita.
In realtà, i sauditi sono stati i finanziatori principali della Fratellanza per decenni e per gli stessi motivi per cui gli Stati Uniti e le potenze occidentali ne avevano bisogno: l’opposizione al nazionalismo arabo e la crescente “insolenza” degli stati sciiti. Dreyfuss scrive: “Fin dai suoi primi giorni, la confraternita è stata finanziata generosamente dal regno dell’Arabia Saudita, che ha apprezzato la sua politica ultra-conservatrice e il suo odio virulento verso i comunisti arabi“. [8] In sostanza, appena gli Stati Uniti hanno cominciato ad esercitare la loro egemonia in tutta la regione, fin dal dopoguerra, i Fratelli musulmani era già presenti quali beneficiari disponibili ed umili servitori nel seminare l’odio tra sunniti e sciiti, sposando in pieno l’ideologia salafita dell’odio, predicando l’inevitabilità del conflitto e della guerra tra i rami dell’Islam. Naturalmente, a tutto vantaggio delle potenze occidentali, che si sono curate poco della sua ideologia, ma molto con denaro e risorse.

Uno strumento attuale delle potenze occidentali?
Si sostiene spesso che, anche se la documentazione storica dimostra inequivocabilmente che la Fratellanza sia intimamente connessa ai servizi segreti occidentali, in qualche modo l’organizzazione sia cambiata, diventando una forza di pace per il progresso politico nel mondo arabo. Come i recenti avvenimenti in Egitto hanno dimostrato, nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Con la presa del potere non democratica, tentata dal presidente egiziano Morsi, il ridimensionamento delle libertà civili, dei diritti delle donne e delle minoranze religiose ed etniche, la Fratellanza musulmana dimostra di essere poco più che una forza politica reazionaria, spacciata  sotto forme “progressiste”.
Se ci fossero dubbi circa le vere intenzioni e motivazioni dei Fratelli musulmani una volta al potere in Egitto, è necessario guardare oltre, alla sua posizione verso le istituzioni del capitale finanziario globale, in particolare il Fondo Monetario Internazionale. In una delle prime decisioni prese dal governo Morsi e dei Fratelli musulmani, Cairo ha stabilito che avrebbe, di fatto, accolto i prestiti condizionati del FMI [9], per salvarsi dalla prospettiva di una perdurante crisi economica. Tuttavia, nell’ambito delle condizioni del prestito, il governo Morsi dovrà ridurre drasticamente le sovvenzioni, i regolamenti e altri “restrizioni del mercato”, mentre aumenterà le tasse alla classe media. In sostanza, ciò significa che la Fratellanza ha accettato il solito cocktail di austerità che è già stato somministrato dagli agenti del capitale finanziario così tante volte, in tutto il mondo. Questo, naturalmente, pone l’inevitabile domanda: era questo il fine della rivoluzione? Infatti, in molti nelle piazze di Cairo si pongono la stessa domanda. O, per essere più precisi, conoscono già la risposta.
In Egitto, come in Siria, i Fratelli musulmani si sono trasformati in un’appendice della classe dominante imperialista occidentale. Si sono doverosamente serviti di questi interessi, nel corso dei decenni, anche se i nomi, i volti e la propaganda sono cambiati negli anni. Mentre guardiamo le tragiche immagini provenienti dalla Siria o le decine di migliaia di persone per le strade di Cairo, ci si deve chiedere perché ci sia voluto tanto tempo affinché questa perfida organizzazione venisse smascherata o anche compresa. La risposta è, come al solito, perché serve agli interessi del capitale globale mantenere il resto del mondo confuso su chi siano i veri nemici del progresso.
Rivelandone la vera natura, le vere forze della pace e del progresso in tutto il mondo possono respingere la Fratellanza musulmana e il sistema imperiale, in tutte le sue forme palesi o occulte.

Eric Draitser è fondatore di StopImperialism.com. È un analista indipendente di geopolitica di New York City ed assiduo collaboratore di RussiaToday, PressTV, GlobalResearch.ca e altri media.

Note
[1]  [2]  [3]  [5]  [6]  [7]  [8]  [9]

Copyright © 2012 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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