Mustapha Abdeljalil fugge in Tunisia

Qarim Zmerli, Tunisie-secret.com 9 gennaio 2013

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Abdeljalil ha incontrato, in segreto, Rashid Ghannouchi e Marzouki, chiedendo di concedergli rifugio in Tunisia, dove una parte della famiglia già si trova. Marzouki sarebbe favorevole, ma non Ghannouchi, che è in stretta collaborazione con il suo amico Abdelhakim Belhaj, l’ex braccio destro di bin Ladin, il soldato di BHL, attuale uomo forte della Libia e principale mercenario del Qatar in Siria. A meno che non paghi un riscatto per la fornitura di ulteriori fondi ad al-Nahda!

Prima di aver tradito la Libia, Mustapha Abdeljalil, ex presidente del Consiglio nazionale di transizione (CNT), ha visitato la scorsa settimana la Tunisia, dove spera di sistemarsi sentendosi minacciati nel suo paese. Potendo lasciare la Libia quando è stato colpito dal divieto di espatrio a priori, per via del caso Abdelfattah Younis, il generale fellone che fu assassinato dai terroristi di Abdelhakim Belhaj, agli ordini del Qatar e che, secondo le nostre informazioni, è stato liquidato da elementi gheddafisti. A priori, perché il tribunale militare di Bengasi l’ha accusato, il 13 dicembre, “di abuso di potere e tentata disgregazione dell’unità nazionale”, e che nel contesto del caso in specie dovrebbe comparire al tribunale militare il 20 febbraio! Dei traditori e burattini di Stati Uniti, Qatar, Israele, Turchia e Francia che parlano di unità nazionale! A dire il vero, questa causa contro Mustapha Abdeljalil dichiara guerra tra i vari protagonisti della tragedia libica, ciascuno agendo sotto la guida dei Fratelli musulmani, o dei wahabiti, o ancora di al-Qaida.
Secondo AFP, da una fonte del tribunale militare libica che ha chiesto l’anonimato, Mustapha Abdeljelil è arrivato a Tunisi ospite di Monsef Marzouki. Questo non è del tutto vero perché, secondo le nostre informazioni, quando si trovava all’aeroporto di Tripoli e Mustapha Abdeljalil ha detto alla polizia di aver ricevuto l’invito ufficiale del presidente ad interim tunisino, cosa che la presidenza tunisina ha confermato alla polizia confinaria libica. Abdeljalil ha convinto Marzouki che voleva informarsi sulla salute di sua figlia, ricoverata in una clinica in Turchia; di conseguenza, voleva solo passare da Tunisi prima di recarsi ad Ankara. Successive informazioni dell’AFP, da una fonte vicina al tribunale militare libico, hanno detto che il permesso a Mustapha Abdeljalil di recarsi in Turchia (e non in Tunisia) è falso. Fonti dello stesso tribunale militare, secondo uno dei suoi membri, Majdi al-Baraassi, avrebbe affermato il contrario, che “l’ex capo del CNT è stato rilasciato su cauzione, ma ha il divieto di espatrio fino alla sua apparizione come testimone dinanzi al tribunale militare di Bengasi, il 20 febbraio.”
Quindi, in modo illegale, l’ex capo degli assassini libici ha potuto lasciare Tripoli per Tunisi. Ciò che ha precipitato la dipartita di Mustapha Abdeljalil è la paura di essere liquidato fisicamente come molti altri, tra cui Jumaa al-Jazwi, assassinato a giugno, o di subire una pesante condanna per il suo coinvolgimento nell’assassinio del generale Abdelfattah Younis, la cui morte aveva annunciato egli stesso il 29 luglio 2011, ed il cui corpo era stato crivellato e bruciato. L’ex capo del CNT è preda del panico dal suo interrogatorio al tribunale militare di al-Marj, un centinaio di km da Bengasi, il 1 gennaio 2013. Il suo complice nell’invasione della Libia, Mahmoud Jibril, la principale pedina del Qatar, è stato anche lui convocato dal tribunale militare.
Secondo quanto riferito, Mustapha Abdeljalil non ha lasciato la Tunisia per la Turchia. Il fatto di restare in una villa a Gammarth e non in un albergo, indicherebbe che intende risiedervi permanentemente. Dopo il rovescio in Siria, Ankara avrebbe fatto sapere che Mustapha Abdeljalil sarebbe indesiderato in Turchia. Non perché la Turchia intende uscire dal pantano siriano dopo l’accelerazione della guerra di eliminazione dei terroristi e mercenari stranieri, ma per infognarsi ulteriormente! Il capo supremo dei terroristi e mercenari del Qatar e dell’Arabia Saudita è infatti Abdelhakim Belhaj, l’ex braccio destro di bin Ladin, divenuto “liberatore” di Tripoli assieme all’altra guida spirituale della “rivoluzione libica”, Bernard Henri-Lévy! Compiuta l’invasione della Libia, Abdelhakim Belhaj aveva ricevuto istruzioni per installarsi al confine turco-siriano con un migliaio di terroristi islamici, di cui 600 libici (si vedano gli articoli di The Daily Telegraph del novembre 2011).
Dopo un breve periodo a Tunisi, lo scorso mese, con la scusa di cure mediche, Abdelhakim Belhaj è immediatamente ritornato in Turchia per convincere i suoi terroristi libici, tunisini, egiziani, ceceni, inglesi, francesi e australiani, tutti islamici e islamisti, a tornare sul fronte siriano. Informazioni dai giornali statunitensi, tra cui il New York Times, indicano che diversi battaglioni dell'”Esercito Libero siriano” si sono rifugiati nelle loro basi in Turchia e Giordania. Molti di loro cercano di tornare nel paese d’origine, dove dovrebbero continuare la jihad nel nome di Allah, per l’islamizzazione dell’universo… e per la bellissima “primavera araba”! Per quanto riguarda Mustapha Abdeljalil, si dovrebbe trovare all’esilio in un altro paese. Rashid Ghannouchi è riuscito a liberare i suoi amici libici per denaro, al contrario di Baghdadi al-Mahmoudi, che sta morendo nelle carceri libiche.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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