I Quattro Cavalieri, la CIA e l’espresso della coca colombiana

Dean Henderson 10 giugno 2014
Two guerrillas of the Revolutionary Armed Forces oNel 1984, con il vicepresidente George Bush a capo della National Narcotics Border Inderdiction Service (NNBIS), i funzionari statunitensi ignorarono le ripetute occasioni per arrestare Pablo Escobar e Jorge Ochoa, al centro del Cartello di Medellin. I due erano occupati ad inviare cocaina in Costa Rica, presso il ranch dell’agente della CIA John Hull. Fuggirono dalla Colombia dopo aver ordinato l’assassinio del ministro della giustizia colombiana Rodrigo Lara Bonilla e trovarono rifugio nel Panama del dipendente della CIA Noriega, lo stesso anno il padrino dei contras del Nicaragua e autore del colpo di Stato contro Mossadegh, Vernon Walters, s’incontrava segretamente con il presidente colombiano Julio Turbay per lanciare la base militare top-secret statunitense sull’isola colombiana di San Andres. L’isola caraibica divenne subito importante per la rotta del narcotraffico di cocaina del cartello colombiano. Con l’avvio del NAFTA, il Messico di Salinas divenne il principale punto di transito della cocaina, dalla Colombia agli Stati Uniti. La prima fase del nuovo accordo di libero scambio delle Americhe venne attuata con il nome di Plan Colombia. Il Piano comprendeva una grande componente energetica, che aiutò i Quattro Cavalieri (Exxon Mobil, Chevron Texaco, BP Amoco e Royal Dutch/Shell) a sfruttare le vaste imprese petrolifere e petrolchimiche in Colombia, detenendo il monopolio sulle risorse energetiche del Paese. Nel 1980 Shell acquistò le operazioni colombiane di Occidental Petroleum e Tenneco. Exxon Mobil possiede le grandi miniere di carbone del Paese, mentre BP Amoco recentemente vi ha scoperto enormi giacimenti di petrolio. [1]
Il Plan Colombia comprende anche una componente militare, camuffata da eradicazione della droga, ma che è in realtà una campagna controinsurrezionale contro i due potenti eserciti guerriglieri di sinistra che combattono la narco-oligarchia colombiana da oltre 40 anni. La sinistra colombiana entrò in clandestinità dopo l’assassinio del leader popolare Jorge Eliecer Gaitan, alla Conferenza Inter-Americana di Bogotà del 1948. Si formarono due eserciti guerriglieri, FARC-(Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) e ELN (Esercito di Liberazione Nazionale). Entrambe storicamente attaccarono le installazioni dei Quattro cavalieri. Gasdotti dell’Occidental furono danneggiati, dirigenti di Chevron Texaco rapiti e impianti della BP Amoco distrutti. Le FARC guidare da Manuel Marulanda controllano una parte enorme del territorio nel sud-ovest della Colombia, vicino Popayan. L’ottanta per cento degli 1,3 miliardi di dollari del Plan Colombia riguarda l’acquisto di armi e l’assunzione di consiglieri militari. Più di 400 consiglieri statunitensi addestrano 12500 colombiani delle Forze Speciali in 34 basi militari statunitensi in Colombia. Dispositivi di spionaggio high-tech e radar furono inviati in Colombia, con 80 elicotteri Huey e Blackhawk. Il piano consente la guerra chimica contro i contadini colombiani con l’irrorazione aerea di glicerin-fosfato sulle colture di coca. L’irrorazione uccide il bestiame dei poveri contadini, molti dei quali soffrono di malattie sconosciute.[2] Mentre la propaganda statunitense dipinge i guerriglieri come narcotrafficanti, in realtà sono oligarchia e militari colombiani a dirigere saldamente il narcotraffico nel Paese. Multinazionali statunitensi, banche internazionali e CIA li aiutano.
4415708_d5ba27362e La maggior parte dei presidenti colombiani fu comprata dai cartelli della droga. Chi non veniva  comprato non rimaneva in carica per molto. Ciò fu il destino del presidente Verhilio Barco, che nei primi anni ’90, insieme ai suoi colleghi peruviano e boliviano, ebbe l’audacia di chiedere al presidente Bush d’impedire a Exxon, Chevron e RD/Shell d’inviare acetone etilico in Sud America, poiché queste sostanze chimiche sono usate nella produzione di cocaina. Il senatore Harry Reid (D-NV) invitò Bush a fare lo stesso. Bush si rifiutò e la presidenza Barco fu di breve durata e arrivò  un un leader colombiano più flessibile. Nel 1994 il nuovo presidente Ernesto Samper accettò 6 miliardi di dollari dal cartello di Cali per la sua campagna. Il suo manager era il colonnello Fernando Botero-Zea, in seguito divenuto suo segretario alla Difesa. Botero-Zea fu il contatto principale della CIA nelle Forze Armate colombiane. Ricevette finanziamenti dal Cartello di Cali che depositò in un conto bancario della Barclay a Bogotà. Botero-Zea ebbe anche conto corrente alla Barclay di New York, che l’US DEA indagò. Ma il colonnello aveva i contatti giusti. Il suo avvocato era Stuart Abrams, che impedì qualsiasi indagine significativa sull’Iran/Contra. [3] Buon amico di Samper, Jaime Michelson Uribe fondò il consorzio Grancolombia, un canale importante per il narcotraffico. Nel 1997 gli Stati Uniti de-certificarono la Colombia come partner affidabile nella guerra alla droga, mentre il presidente Clinton minacciò di bandire Samper dagli Stati Uniti. Samper rispose dicendo che non avrebbe più collaborato con gli Stati Uniti sulla droga. Inoltre, minacciò di diffondere la lista delle multinazionali statunitensi coinvolte nel narcotraffico colombiano. [4] Clinton fece rapidamente marcia indietro. Samper non menzionò più la lista.
Le mega-banche statunitensi vanno notate. Quando l’esecutivo della Chase Manhattan John Marcilla portò le prove del riciclaggio di narcocapitali nella controllata colombiana della Chase, Banco de Comercio, ai suoi capi di New York, fu licenziato. David Edwards ebbe la stessa risposta quando portò l’argomento ai suoi superiori della Citibank. I Quattro Cavalieri mostrarono gratitudine per il silenzio di Samper, pompando investimenti record in Colombia ed esortando Clinton a non imporre sanzioni al Paese. Chevron Texaco, BP Amoco, l’Occidental kuwaitiana, Bechtel e Halliburton di Lawrence Eagleburger delle Industries Dresser, guidarono la carica per arraffare le risorse colombiane. [5] Nel 1998, mentre Clinton era occupato a lodare il successore di Samper, Andres Pastrana, per i suoi sforzi nella guerra alla droga, il capo dell’aeronautica della Colombia fu costretto a dimettersi dopo che su un jet fu scoperto un carico di 600 chili di cocaina, quando atterrò a Ft. Lauderdale, in Florida, lo Stato del governatore Jeb Bush. Il generale non fu arrestato o multato né dal governo colombiano né dagli Stati Uniti. [6] Gli alleati degli Stati Uniti nella guerra alla droga nei vicino Venezuela pre-Chavez erano ugualmente corruttibili. Nel 1996 un gran giurì di Miami incriminò l’ex-capo di un’unità anti-droga sponsorizzata dalla CIA nel Paese, per contrabbando di 22 tonnellate di cocaina negli Stati Uniti. Il generale Ramon Guillén guidava un’unità della Guardia Nazionale del Venezuela a Caracas, finanziata dalla CIA. I funzionari di polizia statunitensi dissero che la CIA approvava le spedizioni di Guillen. Il capo della stazione CIA in Venezuela fu costretto a dimettersi quando Guillen fu preso. Il capo della stazione DEA di Caracas, Annabelle Grimm, disse a 60 minutes che aveva respinto una richiesta della CIA d’inviare cocaina a Miami nell’ambito di una operazione per molestare il Cartello di Medellin del boss Pablo Escobar. Quando Grimm rifiutò, la CIA spedì comunque la coca. [7]
I militari colombiani dipendono dal narcotraffico, così come i paramilitari che gli oligarchi colombiani e i boss della droga utilizzano per attaccare la sinistra colombiana. I paramilitari di destra diffondo il loro terrorismo di Stato nell’ambito delle Unità di Autodifesa della Colombia, difatti, squadroni della morte il cui record di massacri di civili, sindacalisti e attivisti per i diritti umani è tra i peggiori al mondo. I maggiori signori della droga colombiani erano Pablo Escobar, Jorge e Fabio Ochoa, Gonzalo Rodriguez Gacha, Fidel Castano, Carlos Lehder e Victor Carranza, che collettivamente guidavano i cartelli di Medellin e Cali, i principali sponsor dei paramilitari della Columbia. I sicari furono addestrati da mercenari inglesi e israeliani, spesso torturando contadini nelle haciendas del cartello. [8] Carlos Lehder era un nazista dichiarato che creò il famigerato MAS (Morte ai rapitori), il più brutale degli squadroni della morte. Lehder era un socio di Robert Vesco. Fidel Castano è il principale finanziatore dei paramilitari di Cordoba. L’hacienda di Castano era un campo di addestramento dei terroristi che compivano spedizioni nella regione di Uraba di Pablo Escobar e Gonzalo Rodriguez Gacha, una campagna terroristica contro gli abitanti senza tetto della baraccopoli. Una campagna simile fu svolta a Cali dai paramilitari di Cali Linda (Bella Cali). I narco-paramilitari collaborano con la polizia colombiana e le unità militari. I paramilitari legati alle oligarchie della droga compirono i massacri di Trujillo e Cali. In entrambi i casi polizia locale e unità militari, così come l’élite dell’esercito, il battaglione del Palazzo Buga, furono coinvolti nelle atrocità. A Putamayo la polizia anti-narcotici controlla e protegge i paramilitari che commisero numerosi massacri. Nel 1995 il governo e i gruppi per i diritti umani colombiani pubblicarono un rapporto citando il colonnello dell’esercito Antonio Uruena quale capo dei paramilitari che uccisero più di 100 civili in casi legati alla droga, nel 1988-1991. [9]
eln_farcLe confessioni dell’ex-maggiore dell’esercito Oscar Echandia, a Puerto Boyaca nei primi anni ’80, illuminano il rapporto intimo tra i cartelli della cocaina, esercito colombiano e Big Oil. Echandia descrisse come ai paramilitari fu ordinato di uccidere i sostenitori del Partito Liberale centrista. Disse che l’alleanza tra paramilitari e narcotrafficanti fu costituita nel 1983-1984, citando l’insorgenza di strette relazioni tra Rodriguez Gacha e il colonnello Plazas Vega, comandante della Scuola di Cavalleria dell’Esercito. Questo quando Vernon Walters sistemava l’affare San Andres.  Echandia disse che mercenari inglesi e israeliani apparvero a Puerto Boyaca nel 1989 accompagnati da agenti segreti dell’F-2 e militari dell’esercito colombiani. Disse che il sostegno finanziario per l’addestramento dei paramilitari proveniva da ricchi allevatori e dai Quattro Cavalieri. [10] Con il Plan Colombia gli Stati Uniti riforniranno ampiamente di armi il corrotto esercito colombiano. Nel gennaio 2002, il presidente Andres Pastrana, forse sentendo che l’attuazione del Plan Colombia avrebbe dato alle sue truppe il tanto atteso vantaggio militare su FARC ed ELN, che misero in difficoltà l’esercito colombiano in numerose occasioni, annunciò un ultimatum di 48 ore alle FARC per evacuare la sua roccaforte nel sud-ovest della Colombia. Le FARC semplicemente si riposizionarono, aumentando le attività nelle principali città della Colombia, rapirono deputati di destra colombiani e tentarono di assassinare il candidato presidenziale Uribe, che prometteva di spazzare via i ribelli, se eletto. Il 7 agosto 2002, il duro Uribe giurò in una cerimonia sotto alta sicurezza a Bogotà, quando colpi di mortaio uccisero 14 persone. Con i ribelli all’attacco e il Plan Colombia che ingrana, la guerra totale in Colombia sembra inevitabile. Gettando benzina sul fuoco, nel 2007 i media colombiani scoprirono le prove che collegavano il governo Uribe ai paramilitari nello scandalo noto come Paragate.

U.S. President Barack Obama meets with Colombia's President Alvaro Uribe in the Oval Office at the White House in WashingtonNote:
[1] “A New Rush into Latin America”. New York Times. 4-11-93. Sec.3. p.1
[2] “The Geo-Strategy of Plan Colombia” Manuel Tamayo. Covert Action Quarterly. Winter 2001. p.40
[3] “US Has Obtained Barclay’s Records in Colombia Probe” Glenn Simpson Wall Street Journal. 2-26-96
[4] “Sampras Podria Frenar Programmes de Cooperacion”. AFP. Prensa Libre. Guatemala City. 3-8-97
[5] “Foreign Funds Buoy Foreign Leader”. Thomas T. Vogel Jr. Wall Street Journal. 8-20-96. p.A6
[6] Evening Edition. National Public Radio. 11-10-98
[7] “Former CIA Ally Faces Drug Charges”. Wall Street Journal. 11-22-96. p.A12
[8] Colombia: The Genocidal Democracy. Javier Giraldo S.J. Common Courage Press. Monroe. 1996. p.88
[9] “Troops in Panama Aim for Drug Runners”. Douglas Farah. Washington Post. 2-15-95
[10] Giraldo. p.90

Dean Henderson è autore di Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Potete seguirlo su Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Guerra Iran-Iraq: Mutua Distruzione Assicurata

Dean Henderson 21 aprile 2014

Iran-Iraq WarNel 1979, mentre i rivoluzionari iraniani prendevano il potere a Teheran, il consigliere della sicurezza nazionale di Carter, padrino del Frankenstein afghano e co-fondatore della Commissione Trilaterale Zbigniew Brzezinski, partecipò a un incontro a Quwayt City con l’emiro shaiq Jabir Ahmad al-Sabah, la Casa dei Saud e inviati del presidente iracheno Saddam Hussein. Il gruppo decise che la Guardia Repubblicana di Saddam avrebbe occupato la provincia iraniana ricca di petrolio del Khuzistan. Nel 1980 l’Iraq invase l’Iran. Nello stesso anno l’ambasciatore del Quwayt alle Nazioni Unite illuminò sulle forze che usarono Brzezinski per pungolare Hussein nel tentativo di separare i giacimenti petroliferi dall’Iran. Informò l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che “una cabala che controlla, manipola e sfrutta il resto dell’umanità controllando il denaro e la ricchezza mondiale“.

Armi silenziose per guerre discrete
La cabala di cui l’ambasciatore del Quwayt alle Nazioni Unite riferiva era la JASON Society che, secondo il libro dell’autore William Cooper, Behold a Pale Horse, nacque nel 1952 dall’alleanza tra nobiltà nera europea, Illuminati e Vaticano. La JASON Society è anche nota come L’ordine della Cerca, nome esatto dell’afghano Roshaniya “che Tutto Vede”. La struttura di potere della JASON viene reclutato da Skull & Bones, dal gruppo inglese di Oxford Scroll & Key e dalla tedesca Thule Society. JASON ha stretti legami con la Commissione Trilaterale e il CFR. [1] Il suo nome deriva dalla storia di Giasone e il vello d’oro, ovvero la ricerca della verità. Il presidente Eisenhower commissionò alla JASON l’indagine sulla questione degli UFO. Molti dei migliori scienziati del gruppo provenivano dal Progetto Manhattan che sviluppò la bomba atomica. Il gruppo era responsabile dell’avvento della guerra sottomarina e dell’iniziativa Star Wars del presidente Reagan. JASON è la forza trainante segreta della tecnologia militare degli Stati Uniti, sviluppata in luoghi come l’Area 51, nei pressi di Groom Lake, Nevada. Cooper, un ex-ufficiale della Naval Intelligence, affermava che gli scienziati della JASON erano giunti alla conclusione che l’effetto serra può effettivamente portare ad una nuova era glaciale. The Pentagon Papers rivelano che la JASON ideò la barriera elettromagnetica posta sulla DMZ (zona demilitarizzata) durante la guerra del Vietnam. [2] JASON, attraverso la nobiltà nera, opera con il gruppo Bilderberg, il cui comitato politico, nella sua prima riunione nota nel 1954, approvò il documento della JASON intitolato Armi silenziose per guerre discrete. La ricerca per conto del documento fu svolta presso la Harvard Economic Research Project della Fondazione Rockefeller. Ciò che segue sono stralci del documento, che Cooper sostiene di aver avuto in possesso:
Questa pubblicazione segna il 25° anniversario della Terza Guerra Mondiale, chiamata ‘guerra silenziosa’, condotta utilizzando armi biologiche personali… implicando ampi obiettivi di controllo sociale e distruzione della vita umana, cioè schiavitù e genocidio… dominio intorno al soggetto delle scienze energetiche… l’ideatore può dominare se il pubblico viene tenuto all’oscuro della metodologia… si è deciso che una nazione o popolo del mondo che non usi la propria intelligenza non sia migliore degli animali… Queste persone sono bestie da soma e bistecche sul tavolo per scelta e consenso… quindi… si è deciso di intraprendere privatamente una guerra segreta… togliendo l’energia naturale e sociale dai molti indisciplinati e irresponsabili per darla ai pochi auto-disciplinati, responsabili e degni. Al fine di realizzare un’economia del tutto prevedibile, gli elementi delle basse classi della società devono essere posti sotto controllo totale, cioè devono essere addomesticati, addestrati e soggiogati… il nucleo familiare della classe inferiore deve essere disintegrato con un processo di crescente preoccupazione per i genitori… La qualità dell’istruzione per le classi inferiori deve essere del tipo più povero… con un tale handicap iniziale, anche i più brillanti individui delle classi inferiori avranno scarse speranze di liberarsi dalla sorte assegnatagli dalla vita. Tale forma di schiavitù è essenziale per mantenere un certo grado di ordine sociale, pace e tranquillità per le classi superiori al governo. Il pubblico non può comprendere questa arma, e quindi non può credere che viene attaccato e sottomesso. Il pubblico… è diventato un branco di barbari  proliferanti… una piaga sulla faccia della terra… è possibile programmare i computer… realizzando il completo controllo e la sottomissione del pubblico… la forma più semplice di amplificatore economico è la pubblicità. Se a una persona gli parla un inserzionista TV come se fosse un 12enne, poi… romperà il suo salvadanaio per comprare quel prodotto… ottenendo ciò disattivandone la mente… coinvolgendone le emozioni… più confusione, più profitto. Crea problemi e quindi offre soluzioni… intrattenendo il pubblico a livello elementare… tenendo il pubblico occupato… tornando alla fattoria degli altri animali… la tecnologia delle armi silenziose è una conseguenza di una semplice idea succintamente espressa e applicata efficacemente… Mayer Amschel Rothschild… scoprì il componente passivo mancante della teoria economica conosciuto come induttanza economica… Tale principio è ‘quando assumete l’aspetto del potere, la gente presto vi cederà’… Rothschild scoperì che i conti correnti di deposito o prestito avevano la necessaria apparenza del potere da poter essere usata per indurre le persone a cedere la loro ricchezza reale in cambio di cambiali (carta moneta). Rothschild prestò le sue cambiali a individui e governi. Poi avrebbe fatto scarseggiare i soldi, stringendo il controllo del sistema e raccogliendo garanzie attraverso l’obbligo dei contratti (di debito)… Le pressioni potevano essere fatte per fomentare la guerra. Poi avrebbe controllato la disponibilità di moneta determinando chi avrebbe vinto la guerra. Quel governo che gli diede il controllo del sistema economico ne otteneva il supporto… bilanciato dalla negazione della popolazione (genocidio)… la guerra dunque bilancia il sistema uccidendo i veri creditori… i politici sono dei sicari pubblicamente arruolati che giustificano l’atto (della guerra)… prendendo il controllo del mondo con l’uso di armi economiche silenziose, sotto forma di ‘guerra silenziosa’ e riducendo l’induttanza economica del mondo a livelli di sicurezza con la schiavitù benevola e il genocidio… se le classi inferiori possono essere controllate abbastanza a lungo, l’élite può raggiungere una posizione dominante sull’energia… il livello ‘presidenziale’ di comandante in capo è condiviso dai banchieri internazionali“.

Sapevo che c'era qualcosa di sbagliato quando la cartolina precetto è arrivata con la stessa busta dell'estratto conto della mia compagnia petrolifera.

Sapevo che c’era qualcosa di sbagliato quando la cartolina precetto è arrivata con la stessa busta dell’estratto conto della mia compagnia petrolifera.

Armare gli iraniani
Mentre Brzezinski diede a Saddam il via libera per invadere l’Iran, il direttore della CIA Bill Casey incontrò l’iraniano leale allo Shah Cyrus Hashemi a Madrid, apparentemente per pianificare un nuovo ciclo di “dominio dell’energia” e “induttanza economica”. Gli Stati Uniti ora armavano sia l’Iran che l’Iraq mandandoli in guerra, sperando di decimare entrambe le nazioni, falchi del prezzo del petrolio. Nel 1981 mentre Hashemi diede alla principessa Ashraf,  sorella dello Scià  dell’Iran, 20 milioni di dollari per lanciare il fronte dei Mujahidin del duro John Shaheen di Hong Kong; il fratello Jamshid acquistò un cargo greco che compì quattro viaggi tra il porto israeliano di Eliat e il porto di Bandar Abbas, sulla costa del Golfo Persico dell’Iran. Il suo carico erano 150 milioni di armi e munizioni prodotte dalle industrie della Difesa israeliane su licenza statunitense. Arif Durfani, trafficante d’armi pakistano, guidava un’altra cellula della compagnia che consegnò centinaia di milioni di dollari in armi agli iraniani. Durfani era un amico intimo del fondatore della BCCI Aga Hasan Abedi, la cui banca finanziava l’operazione. Fu anche vicino ai fratelli sauditi Gokal, che inviarono armi da Israele all’Iran. [3] Mentre il porto iraniano di Bandar Abbas era in piena attività, altre spedizioni di missili TOW entravano in Iran da nord, a Tabriz. A supervisionare l’armamento dell’Iran era l’assistente del segretario alla Difesa Richard Armitage, padrino della Far East Trading Company e rivelatore di Valerie Plame. Armitage assicurò il costante invio di armi da parte del collegamento della Casa Bianca con l’Arabia Saudita Richard Secord. Nel 1985 Ted Shackley incontrò Cyrus Hashemi ad Amburgo, dove questi lo presentò a Manucher Gorbanifar, un altro ex-agente della SAVAK che ora lavorava per il Mossad israeliano. Gorbanifar era un amico del presidente iraniano Hashemi Rafsanjani, che aveva la coltivazione di famiglia di alberi di pistacchio in Iran. Lavorò con la Rete nera della BCCI e spesso si procurò finanziamenti per i suoi affari sulle armi dal miliardario saudita Adnan Khashoggi. Gorbanifar divenne il contatto chiave iraniano della Compagnia di Secord. La BCCI pagò i piloti della Southern Air Transport, come Eugene Hasenfus, per portare le armi della Compagnia ai contras nicaraguensi ed ai mullah iraniani. Nel 1978 il 42% dei contratti della Southern Air della CIA riguardava voli verso l’Iran. Nel 1997 il Record di Mobile segnalò un incidente nella città dell’Alabama riguardante un aereo della Southern Air Transport. L’aereo atterrò presso la Mobile Aerospace Technologies. I meccanici lavorando sull’aereo, tolsero un pannello in fibra di vetro e trovarono centinaia di chili di cocaina. Il volo della Southern Air proveniva dall’America Latina ed era diretto per Miami, ma aveva compiuto una deviazione piuttosto tortuosa in Germania, lungo la strada. [4]
Gli Stati Uniti inviarono missili Hawk e Phoenix per proteggere le installazioni petrolifere iraniane, in particolare la grande struttura di Kharg Island, che comprende l’enorme raffineria di Abadan alla foce della strategica via navigabile dello Shatt al-Arab sul Golfo Persico. Mansur Rafizadeh, ex-ufficiale dell’intelligence della SAVAK e collegamento della CIA, disse che gli Stati Uniti avevano sostenuto l’Ayatollah Khomeini pensando che il fondamentalismo islamico fosse la miglior difesa contro il comunismo in Medio Oriente. Questa strategia fu certamente usata in Afghanistan, dove la CIA finanziava la fazione più fanatica dei mujahidin assassini. Nonostante il rilascio degli ostaggi statunitensi, il giorno in cui Reagan giurò, gli iraniani avevano conservato un potente asso nella manica. L’Iran è il principale sostenitore di Hezbollah, il gruppo militare che combatteva l’occupazione israeliana del Libano meridionale. Gli israeliani continuamente si beffano della risoluzione ONU 3236, che prevede uno Stato palestinese, sequestrando altre terre arabe in Egitto, Siria, Giordania e Libano con le invasioni nel 1956, 1967 e 1973. Nel 1978 le truppe israeliane invasero il sud del Libano, dove rimasero fino al 2001. Nel 1984 gli Stati Uniti posero il veto a una risoluzione delle Nazioni Unite che all’unanimità chiedeva ad Israele di rispettare il diritto internazionale e di ritirarsi dal Libano. Nel giugno 2006 Israele bombardò Beirut e inviò truppe in Libano, dopo che due suoi soldati furono presumibilmente rapiti. Oltre 500 civili libanesi vennero uccisi. Il Libano è stato per decenni un paradiso fiscale offshore utilizzato dalla CIA attraverso la Republic Bank di Edmund Safra e una rete di contrabbandieri di droga e oro a Beirut. Henry Kissinger era un amico di Safra. Entrambi sedevano nel consiglio dell’American Express. Quando i nazionalisti arabi filosiriani presero il controllo del Libano repressero il riciclaggio di denaro della droga. La Republic Bank si trasferì a New York, dove continuò ad essere un attore importante nel mercato dell’oro. Nel 1999 la Republic Bank fu acquistata dal pescecane HSBC. Banchieri inglesi, israeliani e statunitensi furono costretti a spostare le loro attività a Dubai e Bahrayn, mentre i loro sicari di MI6, Mossad e CIA molestavano il nuovo governo libanese. Nel 1982 l’USS New Jersey bombardò Beirut supportando la milizia libanese pro-israeliana di Amin Gemayel. Nello stesso anno il ministro della Difesa israeliano Ariel Sharon, ora primo ministro del Paese, supervisionò il massacro di centinaia di libanesi a Sabra e Shatila. Nel gennaio 2002 Gemayel, che prese parte al massacro sotto il comando di Sharon, fu ucciso mentre stava per testimoniare sul calvario dinanzi a un giudice belga. [5] Il tribunale comunque incriminò Sharon per crimini di guerra. Hezbollah si vendicò dei massacri rapendo il capo della CIA in Medio Oriente William Buckley. Buckley fu il contatto della CIA con i fascisti argentini negli anni ’70, che gettarono 30000 sospetti di sinistra nell’Oceano Atlantico. [6] Buckley fu torturato e ucciso, ma non prima che Hezbollah registrasse delle videocassette di Buckley che svelava le operazioni nere della CIA nella regione. Hezbollah teneva ancora altri cinque agenti della CIA in ostaggio. Nel 1983 Hezbollah bombardò la caserma dei marines statunitensi a Beirut, uccidendo 283 soldati statunitensi e precipitando il ritiro degli Stati Uniti dal Libano. La CIA ricambiò con un’autobomba nel marzo 1985 in un sobborgo affollato sciita di Beirut, uccidendo 80 civili e ferendone 200. Poche persone sapranno mai cosa Buckley confessò nell’interrogatorio di Hezbollah, ma a quanto pare la CIA pensava che fosse abbastanza imbarazzante d’accordarsi con i sostenitori iraniani di Hezbollah.
L’ex-agente della SAVAK e collegamento della CIA Mansur Rafizadeh disse che la CIA perseguiva una strategia a doppio binario in Iran. Da un lato armava l’Ayatollah e l’aiutavano a schiacciare la sinistra iraniana. Dall’altra parte lavoravano alla destabilizzazione del regime di Khomeini in vari modi. La CIA finanziava gruppi di esiliati iraniani come il Fronte per la Liberazione dell’Iran di Parigi e Radio Nejat con sede a Cairo. Nel 1986 la CIA reclutò il figlio dello Shah per deridere in 11 minuti i mullah e che fu trasmesso in Iran dalla CIA sulle reti televisive della nazione. Robert Sensi, un agente della CIA che lavorò con il riciclatore della BCCI Saud al-Faisal al-Fulaij della Quwayt Airways, creò una società di copertura della CIA in Iran con l’aiuto di Habib Moallem. Attraverso questi fronti, reclutarono gli agenti iraniani che avrebbero spiato i mullah e destabilizzato il governo.

Armare gli iracheni
Sauditi e kuwaitiani accettarono di finanziare l’aggressione di Saddam Hussein all’Iran, nella provincia petrolifera del Khuzistan, su richiesta di Brzezinski. L’idea era separare il Khuzistan dal resto dell’Iran, quindi installare un governo fantoccio con cui i Quattro Cavalieri potessero fare affari. Il Khuzistan ospita la via d’acqua strategica dello Shatt al-Arab che sfocia nel Golfo Persico e forma il confine Iran/Iraq. Kharg Island, nel delta del corso d’acqua, ospita la maggior parte degli impianti petroliferi dell’Iran, comprese le raffinerie di Abadan e Ahwaz. Il Khuzistan detiene anche il 90% delle riserve petrolifere iraniane e la maggior parte delle importanti riserve di gas naturale dell’Iran, superate solo in Russia e Turkmenistan. Il Khuzistan è la roccaforte del partito Tudeh e dei mujahidin popolari, spine nel fianco di Ayatollah, Shah, Big Oil e simili. La popolazione della provincia è in gran parte araba e curda, mentre altrove predominano i persiani. La CIA sperava di sfruttare queste differenze etniche, come fa spesso. Brzezinski disse a Saddam che la sua Guardia Rivoluzionaria sarebbe stata vista in Khuzistan come “grande liberatrice degli arabi”. Ad Hussein venne inoltre assicurato il controllo dello Shatt al-Arab, che l’ex-presidente iracheno al-Baqr aveva ceduto all’Iran nel quadro dell’accordo di Algeri del 1973, in cambio della cessazione da parte di Shah e CIA dell’appoggio ai ribelli dell’Unione Patriottica del Kurdistan iracheno. Nel 1980 le truppe di Hussein invasero l’Iran. L’Iraq acquisì il controllo dello Shatt al-Arab solo brevemente. Le sue truppe furono viste dai khuzistani per quello che realmente erano, strumenti dell’imperialismo statunitense.
I veri obiettivi degli Stati Uniti erano molto diversi da ciò che Brzezinski disse a Saddam Hussein. Mentre la CIA informava l’Ayatollah e i suoi scagnozzi sui nazionalisti iraniani, le truppe di Saddam Hussein ora bombardavano la sinistra dalla retroguardia. I dissidenti iraniani che avevano sostenuto l’appello di Mohammed Mossadegh a nazionalizzare il petrolio iraniano negli anni ’50, e che in seguito lanciò gli scioperi petroliferi contro il Consorzio iraniano piegando lo Shah, erano ormai intrappolati nel fuoco incrociato della CIA. Le forze irachene presero anche di mira l’infrastruttura petrolifera iraniana. Caccia MIG-27 mitragliarono le raffinerie di Abadan e Ahwaz di Kharg Island, mentre le truppe della Guardia Rivoluzionaria devastarono gli impianti del più grande porto iraniano di Khorramshahr, sul Golfo Persico. [7] Interrompendo le esportazioni di petrolio iraniano, la CIA sperava di vietare ai mullah la valuta estera, una situazione che portò alla svalutazione del rial iraniano e alla successiva iperinflazione. La CIA quindi sfruttò il decadimento economico per contrapporre il paese al governo Khomeini. L’Iran, che era diventato un moderno Stato-nazione, vide decenni di progressi distrutti nella guerra con l’Iraq. La nazione era letteralmente de-modernizzata. Gli obiettivi della CIA verso l’Iraq non erano diversi. Durante la guerra, i membri del GCC Quwayt, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti fornirono a Saddam prestiti senza interessi. Sauditi e kuwaitiani diedero all’Iraq oltre 120 miliardi di dollari. [8] Quwayt, Emirati Arabi Uniti e Giordania misero i loro porti a disposizione della Marina irachena. Arabia Saudita e Oman fornirono i diritti di atterraggio ai caccia iracheni MIG-27. Gli Stati Uniti si aggiunsero a Israele, Russia, Italia, Francia, Egitto e Brasile nell’invio di armi all’Iraq attraverso il porto giordano di Aqaba. Aziende statunitensi come Honeywell, Rockwell, Unisys e Hewlett Packard inviarono oltre 40 milioni di dollari in prodotti a duplice uso, all’Iran e all’Iraq durante la guerra.
La CIA appoggiò Saddam Hussein per lo stesso motivo usato con l’Ayatollah Khomeini. Nel 1974, come capo della sicurezza interna del Consiglio del Comando della Rivoluzione, Hussein attaccò i partiti di sinistra in Iraq. L’Unione Patriottica del Kurdistan di Jalal Talabani lavorava per la CIA e lo Shah di Persia attaccando il governo di al-Baqr a Baghdad. Al-Baqr era un influente leader dei falchi del prezzo del petrolio dell’OPEC, che si scagliò contro il dominio di Big Oil sul petrolio arabo. Saddam faceva tutto il possibile per sopprimere queste voci. Nel 1974-75 250000 curdi iracheni fuggirono in Iran. Nell’aprile 1979, mentre i suoi scagnozzi del Partito Baath brutalizzavano i musulmani sciiti, la sinistra e i rinnegati della fazioni curde, Saddam firmò un patto di sicurezza con l’Arabia Saudita. Nel 1980 Saddam, sunnita, vietò i due principali partiti politici sciiti dell’Iraq, al-Dawah al-Islamiya e al-Mujahidin. Gli sciiti di origine iraniana furono deportati, insieme a 3000 di sinistra. Ventidue dirigenti del Baath accusati di collaborare con la Siria furono giustiziati. [9] Le purghe di Hussein sembravano così simili a quelle condotte dall’Ayatollah che bisogna chiedersi se Saddam non avesse ricevuto anche lui una lista dalla Compagnia. Entusiaste della follia omicida fascista di Saddam, le multinazionali occidentali accorsero in Iraq dove una massiccia privatizzazione agricola era in corso. La terra cooperativa per decenni coltivata per gli alimenti base dai contadini iracheni, ora veniva venduta al miglior offerente. Una manciata di ricchi iracheni ebbe la maggior parte dei terreni e i loro Diras (possedimenti) cominciarono a coltivare per l’esportazione. L’Iraq fu costretto ad importare alimenti di base come grano e riso per sfamare la popolazione improvvisamente rimasta senza terra. I giganti del grano occidentali Cargill e Continental Grain (ora fusesi), Andre Louis Dreyfus e Bunge & Born riempirono il vuoto. Nel 1982 l’Iraq importava 820000 tonnellate di grano dagli Stati Uniti. [10] Altri segmenti dell’economia irachena furono ceduti alle multinazionali. Saddam stipulò un accordo con l’occidente, per cui le società statunitensi ottennero un maggiore accesso al bottino economico dell’Iraq in cambio del sostegno degli Stati Uniti nella guerra con l’Iran?
Fino al 1984 gli Stati Uniti favorirono pubblicamente l’Iran nella guerra con l’Iraq. Poi l’Iran recuperò lo Shatt al-Arab e il Khuzistan. La guerra mutava indirizzo in favore dell’Iran. Nel 1984 gli Stati Uniti iniziarono a immatricolare le petroliere del Quwayt nel Golfo Persico perché, sostennero, venivano attaccate dalle cannoniere iraniane. In realtà furono gli iracheni che iniziarono la guerra alle petroliere quell’anno. Nel 1987 la Marina irachena  danneggiò 219 petroliere. [11] Era il cambio. Nel 1984 Reagan rimosse l’Iraq dalla lista del dipartimento di Stato delle nazioni che sostenevano il terrorismo. Quell’anno segnò l’inizio della Guerra delle città, quando numerose grandi città di entrambi i Paesi furono ridotte in macerie, comprese Teheran e Baghdad. Entrambi i Paesi presero di mira l’infrastruttura economica dell’altro. Una nota del direttore della CIA Casey, del 1985, dichiarava, “La nostra inclinazione per l’Iraq fu tempestiva quando l’Iraq era alle corde e la rivoluzione islamica dilagava“. Nel 1987, 85000 truppe iraniane invasero Fao, principale terminal petrolifero iracheno e i vasti giacimenti di petrolio di Rumayla, vicino al confine con il Quwayt. Con il pretesto di un’operazione d’immatricolazione dell’US Navy, quarantadue navi dell’US Navy arrivarono nel Golfo Persico. Le cannoniere statunitensi bombardarono le installazioni petrolifere iraniane alla foce dello Shatt al-Arab e abbatterono un jumbo jet passeggeri iraniano, uccidendo tutti quelli a bordo. Quando l’Iraq usò il gas mostarda contro il proprio popolo curdo, nel 1987, gli Stati Uniti guardarono dall’altra parte e cominciarono ad armare Saddam Hussein. La Casa dei Saud, che finanziò lo sforzo bellico dell’Iraq per tutto il tempo, ora iniziava ad operare attraverso la BCCI per armare gli iracheni. In aggiunta al miliardo di dollari che ogni mese mandavano a Saddam, i sauditi resero disponibili intelligence, logistica e armi, tra cui elicotteri NK-84. I sauditi formarono una joint venture per rafforzare le capacità nucleari di Baghdad, che gli israeliani spazzarono via nel bombardamento aereo del 1981 ordinato da Ariel Sharon. [12] Arabia Saudita e Iraq istituirono banche internazionali nel Golfo per integrare la BCCI. Uno studio del dipartimento della Difesa del 1989 mostrava che l’aiuto militare degli Stati Uniti ai sauditi finiva nei conti iracheni in Svizzera. Aerei da sorveglianza AWACS degli Stati Uniti che partivano dalle basi saudite inviavano intelligence all’Iraq. La collaborazione Stati Uniti/Arabia Saudita era così palese che molti credevano gli statunitensi dirigessero le agenzie di sicurezza saudite. [13]

Mutua Distruzione Assicurata
Gli Stati Uniti continuarono a gestire entrambe le parti nella guerra Iran/Iraq, sostennero un Paese fino a quando non acquisiva un vantaggio militare, prima di passare a sostenere l’altro. Gli Stati Uniti impedirono una qualsiasi iniziativa per negoziare il trattato di pace. Entrambi i Paesi videro distrutte le infrastrutture, le economie paralizzate e il popolo decimato. In Iraq furono uccise 750000 persone. Una nota del 1979 al presidente Carter dell’NSA Brzezinski, spiega la politica degli Stati Uniti, “il conflitto Iran-Iraq è un’opportunità unica per consolidare la nostra posizione di sicurezza“. L’Export Import Bank diede 200 milioni di dollari dei contribuenti in prestito all’Iraq, la maggior parte dei quali furono incanalati dal Banca Nazionale del Lavoro. La Commodity Credit Corporation fornì una quantità simile di prestiti, assicurati dai contribuenti, in modo che l’Iraq potesse comprare il grano da Cargill e Continental Grain. Il 20% del raccolto di riso statunitense fu venduto all’Iraq. Nel primo trimestre del 1990, l’Iraq era il terzo partner commerciale degli Stati Uniti. [14] L’Iraq doveva 241 miliardi di dollari ai creditori globali: 120 miliardi di dollari a Quwayt e Arabia Saudita, 9 miliardi di dollari alla Russia e 3 miliardi di dollari al Giappone. Nel 1989 il Giappone fu escluso dall’Iraq. L’NSA di Carter Gary Sick disse più tardi che, “gli Stati Uniti impedirono alle Nazioni Unite una soluzione negoziata della guerra petrolifera“. [15] L’operazione d’immatricolazione dell’US Navy permise la presenza permanente degli Stati Uniti nel Golfo Persico. Il segretario alla Difesa di Reagan Caspar Weinberger, poi nominato cavaliere dalla regina Elisabetta II per i suoi atti di genocidio, definì l’immatricolazione uno “scambio di diritti” con i Paesi del CCG. I monarchi erano lenti a collaborare con piani della sicurezza degli Stati Uniti nella regione. La guerra Iran/Iraq ebbe l’effetto di spaventarli  inducendoli ad accordarsi con gli Stati Uniti ammodernando le basi in Arabia Saudita e costruendone di nuove negli altri emirati del GCC. Le relazioni saudite/statunitensi divennero molto affettuose in quel periodo, soprattutto sul piano militare. I sauditi divennero i più grandi beneficiari dell’aiuto militare annuale degli Stati Uniti. Nel 1983 i sauditi ricevettero 17 miliardi di dollari di attrezzature militari degli Stati Uniti. Nel 1984, passarono a 22,7 miliardi di dollari. Richard Secord era in mezzo, intermediando la vendita di cinque AWACS ai sauditi, la notte in cui Reagan prestava giuramento. Nascosta nel pacchetto di 8,5 miliardi di dollari vi era una disposizione che potenziava il sistema C3 nelle basi del regno, alcune delle quali ospitano centri di comando nucleare sotterranei che solo lo Stato Maggiore degli Stati Uniti controlla. Nel 1993 i sauditi spesero 156 miliardi di dollari per il rafforzamento militare congiunto Arabia Saudita/Stati Uniti. Gli Stati Uniti ora effettivamente occupano l’Arabia Saudita, a guardia dei 261 miliardi di barili di petrolio dei Quattro Cavalieri. Molti membri del Congresso non sapevano nemmeno ciò che stava succedendo. Come ha detto Howard Metzenbaum (D-OH), “Il rapporto saudita con gli USA è diverso perché solo un piccolo club della Casa Bianca ne è a conoscenza“. [16]
Iran e Iraq sono le uniche due nazioni dell’OPEC con riserve petrolifere grandi abbastanza da sfidare il controllo saudita/GCC sui prezzi del petrolio. L’Iraq è secondo solo ai sauditi con 112 miliardi di barili di riserve di petrolio e gran parte del Paese rimane inesplorato. L’Iran ha quasi 100 miliardi di barili di greggio. Entrambi sono saldamente nel campo dei falchi dei prezzi dell’OPEC.  Per interrompere i flussi di petrolio da queste due nazioni, Big Oil ha eliminato la concorrenza e tenuto i falchi del prezzo impegnati a ricostruire le loro economie in frantumi, invece di radunare l’OPEC. I principali impianti per l’esportazione petrolifera di Iran e Iraq, a Khorramshahr e Fao, furono demoliti durante la guerra. Intere strutture iraniane sull’Isola Kharg furono demolite. L’Iraq era ormai profondamente indebitato con sauditi e kuwaitiani. Molte petroliere di entrambe le nazioni furono danneggiate durante la guerra. Le città di entrambi i Paesi necessitavano di miliardi di dollari e un decennio per la ricostruzione, in conseguenza della guerra delle città. Fu una guerra di logoramento dove ognuno subì perdite incalcolabilo di vite e 25-35 miliardi di dollari di danni. Per la CIA, una vittoria decisiva dell’Iran o dell’Iraq avrebbe lasciato il vincitore in grado di affrontare militarmente i sauditi. La sconfitta incredibile di entrambi poteva allevare forze rivoluzionarie interne che avrebbero sfidato gli ayatollah o Saddam, molto utili alla CIA nel cancellare i nazionalisti e nel fornire un pretesto per la presenza militare statunitense nel Golfo Persico. Ma una lunga guerra di logoramento lasciava entrambe le nazioni paralizzate e concentrate sulla ricostruzione. Senza il lusso di una qualsiasi sfida sul controllo dei Quattro Cavalieri del petrolio del Golfo Persico. Big Oil usò la guerra come un’altra scusa per aumentare i prezzi del gas negli Stati Uniti. Gli sceicchi del GCC colmarono le carenze di petrolio che la guerra creò pompando sufficiente greggio per abbassare i prezzi all’ingrosso sui mercati mondiali. I Quattro Cavalieri intascarono la differenza, mentre stoccavano petrolio. Una nota scoperta di Edwin Rothschild, consulente energetico del gruppo Public Citizen, riassume la politica degli Stati Uniti verso la sovrapproduzione Arabia Saudita/GCC e la miseria nei Paesi Poveri dell’OPEC. La nota, inviata dal sottosegretario di Stato Richard Murphy al governo saudita, diceva semplicemente: “Lasciate che domini il mercato“.
I prezzi all’ingrosso più bassi resero più difficile a Iraq e Iran la ricostruzione. Nel 1988 l’Iran guadagnò il 90% della sua valuta pregiata attraverso le esportazioni di petrolio. L’Iraq il 99%. Sia il dinaro iracheno che il rial iraniano crollarono. Nel 1994 il rial perse il 100% del valore. Prima della guerra l’Iraq aveva 40 miliardi di dollari di riserve in valuta. Dopo non aveva che enormi debiti. Gli israeliani collaborarono con gli Stati Uniti nel distruggere entrambe le nazioni. Mentre rifornivano i curdi di Mustafa Barzani attaccando l’Iraq, gli israeliani fornivano i dati per gli attacchi missilistici di Saddam Hussein contro le città iraniane, grazie ai satelliti spia statunitensi. Nel 1988 il Mossad lanciò l’Operazione Brush Fire, una guerra psicologica volta ad attrarre l’esercito statunitense nel conflitto in Medio Oriente. Suo obiettivo finale era che gli Stati Uniti distruggessero la potenza militare dell’Iraq lasciando al potere il “perfetto cattivo” Saddam. La campagna fu lanciata quando un commando israeliano bombardò l’impianto bellico iracheno di al-Isqandariah, nel tentativo di rendere le “armi irachene di distruzione di massa” una frase globalmente familiare. Il Mossad istruì il giornalista freelance del London Observer Farzad Bazroft per diffondere la storia. Bazroft indagava sulla morte del lealista allo Shah e trafficante d’armi del Mossad Cyrus Hashemi, avvicinandosi troppo alla verità, e cioè che il Mossad l’aveva eliminato. Sapendo che Bazroft sarebbe stato visto da Baghdad come una spia straniera, dopo l’atto di terrorismo del Mossad presso l’impianto bellico, l’inviò in Iraq. Saddam abboccò e Bazroft fu impiccato come spia creando un incidente internazionale ancora più grande. Per velocizzare le cose, il Mossad diffuse documenti segreti sui programmi bellici iracheni presso l‘ABC News. I mercanti di armi di Stati Uniti e Israele commisero l’omicidio durante la guerra. Gli Stati Uniti si rifiutarono di fornire pezzi di ricambio ad entrambi, in modo che quando un sistema d’arma si rompesse in Iran o Iraq, ci si aspettava che ne acquistassero uno del tutto nuovo. Tale politica rafforzò le industrie della difesa degli Stati Uniti e assicurò che le armi malfunzionanti non potessero essere riparate sul campo di battaglia, vanificando in tal modo l’impulso che l’offensiva aveva raggiunto. Ciò contribuì a mantenere la guerra in continuo stallo. Il ministro della Difesa israeliano Ariel Sharon sfruttò il conflitto per bombardare gli impianti nucleari di Baghdad nel 1981. Nel 1982 Sharon dichiarò che Israele si era schierato con l’Iran, ma le sue parole esatte sono più rivelatrici. Sharon dichiarò a una conferenza di Parigi, che “Israele ha interesse vitale nella continua guerra nel Golfo Persico e nella vittoria dell’Iran”. Nel 1986 l’ex-direttore generale del Mossad Aharon Yariv espresse la posizione di Stati Uniti e Israele più succintamente, quando dichiarò senza mezzi termini, “Sarebbe un bene se la guerra Iran/Iraq finisse con un pareggio, ma sarebbe meglio se continuasse“.

Note
[1] Behold a Pale Horse. William Cooper. Light Technology Press. Sedona, AZ. 1991. p.81
[2] Ibid. p.83
[3] The Outlaw Bank: A Wild Ride into the Secret Heart of BCCI. Jonathan Beaty and S.C. Gwynne. Random House. New York. 1993. p.268
[4] The Spotlight. June 1997
[5] BBC World News. January 2002
[6] The Great Heroin Coup: Drugs, Intelligence and International Fascism. Henrik Kruger. South End Press. Boston. 1980. p.217
[7] The Reign of the Ayatollahs: Iran and the Islamic Revolution. Shaul Bakhash. Basic Books, Inc. New York. 1984. p.193
[8] Iraq and Kuwait: A History Suppressed. Ralph Schoenman. Veritas Press. Santa Barbara, CA. 1990. p.21
[9] Beyond the Storm: A Gulf Crisis Reader. Phyllis Bennis and Michel Monshabeck. Olive Branch Press. Brooklyn, NY. 1991. p.31
[10] Iraq Since 1958: From Revolution to Dictatorship. Marion Farouk-Sluglett and Peter Sluglett. I.B. Tauris & Company, Inc. 1990. p.260
[11] “The Gulf Between Pretense and Reality”. Larry Everest. In These Times. 7-20-88. p.9
[12] “The Arming of Saudi Arabia”. Frontline. PBS. 2-16-93
[13] The Gulf: Scramble for Security. Raj Choudry. Sreedhar Press. New Dehli. 1983. p.108
[14] March to War. James Ridgeway. Four Walls Four Windows. New York. 1991. p.13
[15] Everest. p.9
[16] Frontline

iran_iraq_warDean Henderson è autore di: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Potete seguirlo su Left Hook

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La menzogna libica

Dean Henderson 7 aprile 2014

G8: AL VIA ULTIMA GIORNATAIl golpe del 2011 in Libia sarà ricordato in due modi. In primo luogo, ha segnato l’usurpazione e l’infiltrazione della primavera araba da parte delle agenzie d’intelligence occidentali e del Consiglio di cooperazione del Golfo. In secondo luogo, e peggio, rappresenta la distruzione della nazione più moderna e riuscita dell’Africa, nota dal 1977 al suo popolo come Jamahiriya Araba Socialista del Popolo Libico. Mentre ancora la propaganda degli illuminati si crogiola tra notizie fasulle che fanno rivivere la caricatura del “pazzo Gheddafi”, i loro giornalisti rigurgitato le psyops della CIA, i noti falsi sui “massacri e bombardamenti”. L’elemento più significativo del loro misero repertorio erano le bandiere rosse, verdi e nere tirate fuori dai “ribelli” di Bengasi, la bandiera della monarchia di re Idris. Ben presto nacque anche una banca centrale privata. La Libia era una colonia italiana dal 1911 fino al 1951, quando re Idris fu messo sul trono dagli inglesi. Firmò trattati con Gran Bretagna (1953), Stati Uniti (1954) e Italia (1956) permettendo a questi Paesi di stabilire basi militari, come la base aerea Wheelus nei pressi di Tripoli. Subito Exxon Mobil, British Petroleum e Agip ebbero enormi concessioni petrolifere. Re Idris era assai impopolare tra i libici poiché vendeva il loro Paese alle compagnie petrolifere estere. Le proteste furono represse assai brutalmente e la rivolta sotterranea crescente incluse molti delle forze armate. Nel 1969 un incruento colpo di Stato fu effettuato da poche decine di ufficiali che si facevano chiamare “ufficiali liberi”, sull’esempio di Gamal Nasser in Egitto. Nasser aveva guidato la ribellione che depose il re egiziano Faruq nel 1952. L’architetto del colpo di Stato libico del 1969 che pose fine alla monarchia di re Idris era un capitano dell’esercito di nome Muammar Gheddafi.
La nuova Repubblica della Libia adottò la bandiera verde, che simboleggia il ‘Libro Verde’ di Gheddafi, che scrisse per spiegare il modello economico unico dell’anarco-sindacalismo libico. E’ un libro molto premuroso di cui raccomando la lettura. Nel 1970 Gheddafi costrinse le forze statunitensi ed inglesi ad evacuare le loro basi militari. L’anno seguente nazionalizzò le proprietà della British Petroleum e costrinse le altre compagnie a versare allo Stato libico una quota molto più alta dei loro profitti. Inoltre nazionalizzò la banca centrale della Libia. La Libia era uno dei soli cinque Paesi al mondo la cui banca centrale non era controllata dalle otto famiglie del sindacato bancario guidato dai Rothschild. A causa della drastica uscita dall’usura coloniale, la Libia ebbe uno dei più alti standard di vita di tutta l’Africa. Il reddito medio pro-capite era di 14000 dollari all’anno. I lavoratori non solo avevano le proprietà delle fabbriche in cui lavoravano, ma decidevano cosa produrre. Le donne godevano di pari diritti. Mentre i media degli illuminati ritraggono lo Stato libico come altamente centralizzato e onnipotente, niente era più lontano dalla verità. L’idea dell’anarco-sindacalismo è che lo Stato alla fine sparisce. E fu così. Quando Gheddafi diceva che non aveva molto a che fare con la gestione quotidiana degli affari della nazione, intendeva ciò. Il popolo gestiva quegli affari e il potere era assai disperso. Gheddafi accusò la rivolta libica di essere opera di al-Qaida e delle nazioni occidentali. Si riferiva al Fronte Nazionale per la Salvezza (NFS), affiliato ad al-Qaida, che a lungo operò dalle basi in Ciad tentando di rovesciare Gheddafi. Gli estremisti del NFS erano finanziati dall’Arabia Saudita ed erano guidati dai loro gestori di CIA/MI6/Mossad. I giornalisti occidentali ricevevano notizie fresche dai capi del NFS. Il Ciad fu a lungo il Paese nordafricano più importante nel sistema di produzione petrolifero della Exxon. Nel 1990, a seguito di un contro-colpo di Stato filo-libico contro il governo del Ciad che dava rifugio al NFS, gli Stati Uniti evacuarono in Kenya 350 elementi del NFS con il finanziamento saudita. Negli anni ’80 il pazzo Reagan bombardò la casa di Gheddafi uccidendo molti suoi parenti dopo che l’intelligence occidentale falsamente gli attribuì un attentato ad una discoteca tedesca.

La menzogna di Lockerbie
lockerbieIl volo Pan Am 103 del 21 dicembre 1988 fu fatto esplodere su Lockerbie, in Scozia. Quando il presidente Bush prestò giuramento il mese dopo, accusò dell’attentato terroristico due libici, Abdal Basat Ali al-Magrahi e Lamin Qalifa Fimah. Bush impose le sanzioni alla Libia. Il presidente Bill Clinton poi chiese il boicottaggio internazionale del petrolio libico. Nel 2000 i libici furono condannati da un tribunale scozzese istituito a L’Aia. Le prove erano inconsistenti. Numerose indagini indipendenti sull’incidente dipingono un quadro molto diverso. Interfor, una società d’intelligence aziendale di New York City, assunta dalla compagnia assicurativa della Pan Am, scoprì che una cellula della CIA a Francoforte, Germania, proteggeva un’operazione di contrabbando di eroina mediorientale, che usava il deposito di Francoforte della Pan Am come punto di trasbordo del suo traffico. Interfor individuò nel siriano Manzar al-Qasar il capo dell’operazione di contrabbando. Un’indagine della rivista Time giunse alla stessa identica conclusione. Andò oltre scoprendo che al-Qasar era anche parte di una cellula super-segreta della CIA dal nome in codice COREA. Un altro gruppo di agenti della CIA che lavorava per liberare i cinque ostaggi della CIA, detenuti dagli aguzzini dell’Hezbollah di William Buckley, scoprì che al-Qasar poté continuare il contrabbando di eroina, nonostante i vertici della CIA sapessero delle sue attività. Il team sugli ostaggi a Beirut aveva scritto e chiamato il quartier generale della CIA a Langley per denunciare la rete di al-Qasar. Non ebbe alcuna risposta. Così decisero di andare negli Stati Uniti e informare di persona i loro capi della CIA. Tutti e sei gli agenti erano sul Pan Am 103 quando fu fatto esplodere. Dopo un’ora dall’attentato, agenti della CIA indossanti le uniformi della Pan Am giunsero sul luogo dello schianto. Gli agenti rimossero una valigia che apparteneva a uno degli agenti morto insieme agli altri 269. La valigia molto probabilmente conteneva prove incriminanti sul coinvolgimento di al-Qasar e dell’unità COREA della CIA nella rete del narcotraffico siriana. Forse conteneva anche una videocassetta sulle confessioni del capo stazione della CIA a Beirut, William Buckley, ai suoi torturatori di Hezbollah, che avrebbe potuto ulteriormente svelare il coinvolgimento della CIA nel narcotraffico in Medio Oriente.
L’ex-investigatore dell’US Air Force Gene Wheaton pensò che il colonnello Charles McKee e gli altri cinque agenti della CIA fossero gli obiettivi primari dell’attentato. Wheaton dichiarò: “Un paio di miei vecchi compagni del Pentagono ritengono che gli attentatori del Pan Am mirassero alla squadra di soccorso degli ostaggi di McKee“. Wheaton sospetta il coinvolgimento della CIA in un altro incidente aereo verificatosi poco dopo l’attentato della Pan Am. In quell’incidente, 248 soldati statunitensi di ritorno dal servizio in Europa rimasero uccisi quando un aereo da trasporto militare Arrow Air si schiantò nei pressi di Gander, Terranova. Wheaton ritiene che l’Arrow Air fosse una compagnia aerea della CIA e che l’incidente fosse collegato a un “accordo su operazioni segrete andate male” tra la CIA e la BCCI. Il giorno in cui Arrow Air si schiantò, due uomini in borghese arrivarono sul posto portandosi via una sacca da viaggio di 70 chili. Wheaton pensa che la borsa fosse zeppa di denaro che la BCCI aveva fornito alla CIA per un’operazione segreta. Pensa che la CIA avesse causato l’incidente per far sembrare che il denaro della BCCI fosse bruciato per poi arrivare sul posto e rubarlo, dopo averlo avvolto con materiale ignifugo. La CIA poté quindi andare dalla BCCI e riscuoterne altro. Poco dopo, le relazioni BCCI/CIA s’inasprirono. La CIA si preparò ad abbandonare la nave della BCCI che affondava e ad attaccare i poveri del Terzo Mondo con la chiusura della Bank of England dei Rothschild.
La Polizia Federale Tedesca (BKA) fece irruzione nella casa di un sospetto terrorista, due mesi prima l’attentato di Lockerbie. Trovò una bomba identica a quella utilizzata sul Volo 103. Tutti, tranne uno degli arrestati nel raid, furono misteriosamente rilasciati. Il giorno dell’attentato un agente di sorveglianza della BKA assegnato al controllo del bagaglio, notò un diverso tipo di valigia per la droga utilizzata dalla gente di al-Qasar. Informò i suoi superiori che trasmise le informazioni a un’unità della CIA di Francoforte. Al-Qasar contattò la stessa unità della CIA per farle sapere che McKee e gli altri cinque agenti stavano rientrando negli USA quel giorno. La risposta del gruppo della CIA di Francoforte al rapporto della BKA fu: “Non vi preoccupare. Non fermatelo. Lasciatelo perdere”. L’ambasciata degli Stati Uniti in Finlandia ricevette l’avvertimento di un possibile attentato aereo quel giorno. Si strinse nelle spalle, nonostante un altro avvertimento della FAA. Un’indagine di PBS Frontline scoprì la prova che la bomba era stata effettivamente piazzata sul Volo 103 quando si fermò a Heathrow, Londra. Una valigia appartenente all’agente della CIA Matthew Gannon, uno degli altri cinque della squadra del colonnello McKee, fu scambiata con una valigia a Heathrow. Frontline ritiene che la valigia di Gannon contenesse informazioni che collegavano la cellula COREA della CIA di Damasco con la narcorete di al-Qasar, così la valigia fu rubata e sostituita da una contenente la bomba. Secondo il settimanale tedesco Stern, un funzionario della sicurezza Pan Am a Francoforte fu sorpreso a retrodatare l’allerta che la FAA aveva emesso. La Pan Am fu multata per 600000 dollari dalla FAA dopo l’attentato. L’agenzia accusò il lassismo della sicurezza nelle operazioni di movimentazione dei bagagli della Pan Am. Secondo l’indagine d’Interfor queste operazioni con i bagagli furono più che inette. Furono seguite da al-Qasar. Nel giugno 2007 la polizia spagnola arrestò al-Qasar per traffico di armi. Pan Am ha vecchie relazioni con la CIA. Il suo consiglio consultivo internazionale è il “chi è” dei trafficanti di droga e armi dei Caraibi. Tra costoro Ronald Joseph Stark, il piduista collegato agli spacciatori di LSD della Brotherhood of Eternal Love; Sol Linowitz della Carl Lindner United Brands; il segretario di Stato di Carter Cyrus Vance della Gulf & Western Corporation, controllata dalla Lindner, e Walter Sterling Surrey, agente dell’OSS in Cina che contribuì a lanciare la Cartaya World Finance Corporation di Guillermo Hernandez.
Stati Uniti e Gran Bretagna si impegnarono ad insabbiare i fatti. L’editorialista Jack Anderson registrò una conversazione telefonica tra il presidente Bush Sr. e il primo ministro inglese Margaret Thatcher, dopo l’attentato entrambi decisero che l’indagine doveva essere limitata, per non danneggiare l’intelligence delle due nazioni. Paul Hudson, avvocato di Albany, NY, che dirige il gruppo “Famiglie di Pan Am 103/Lockerbie“, perse la figlia 16enne nello schianto. “Sembra che il governo sappia i fatti e li copra, o non conosce tutti i fatti e non vuole sapere“, spiega Hudson.  Nell’aprile 1990, l’omologo inglese del gruppo “familiari inglesi del Volo 103″ inviò lettere aspre a Bush e Thatcher, citando “resoconti pubblici interamente credibili…avete deciso di minimizzare deliberatamente le prove e ridurre le indagini fino a liquidare il caso come storia vecchia“. Abdel Basat Ali al-Magrahi, uno dei libici capro espiatorio dell’attentato, fece appello nel febbraio 2002. L’argomento centrale dell’avvocato era la nuova prova secondo cui il reparto bagagli di Heathrow, a Londra, era stato violato la notte prima dell’attentato. Nel 2010 i libici furono improvvisamente liberati. Alcune voci insistettero che il loro rilascio fosse parte di un accordo petrolifero della BP con la Libia. Gheddafi fece altre aperture verso l’occidente, ma fu tutto inutile. Quando hai a che fare con i dei pazzi veri, come lo sono senza dubbio i banchieri illuminati, le concessioni sono raramente efficaci. Il popolo libico ha perso la bandiera verde che simboleggiava la fuga rivoluzionaria dalla trappola dei bankster, tornando a vivere sotto colonialismo, feudalesimo e monarchia.

Dean Henderson è autore di: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Potete seguirlo gratuitamente su Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Rockefeller, Cocaina e schiavitù ad Haiti

Dean Henderson 25 marzo 2014

haitiIeri l’alto inviato delle Nazioni Unite ad Haiti Sandra Honorè ha riferito al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che l’epidemia di colera ad Haiti è la peggiore del mondo. Oltre 8000 persone sono morte di colera dal devastante terremoto di Haiti nel gennaio 2010 e altre 680000 hanno contratto la malattia, che studi scientifici hanno dimostrato introdotto nel Paese da nepalesi infetti delle forze di pace delle Nazioni Unite. Gli Haitiani hanno presentato una raffica di azioni legali collettive contro le Nazioni Unite per la loro condotta illecita, ma l’ONU ha invocato l’immunità diplomatica. Gli haitiani non potranno avere alcun aiuto dal loro presidente Michel Martelly, un ex-musicista e proprietario del club “Sweet Micky“. Martelly ha trascorso la maggior parte dei suoi anni a Miami e sviluppato legami con la dittatura di Duvalier. Il ruolo di Haiti nell’emisfero occidentale di minimo salariale per le multinazionali, combinata con la sua importanza geografica nel traffico di cocaina colombiana, orchestrato dalla CIA, ha indotto la frode elettorale del 28 novembre 2010 che ha messo al potere Martelly in modo fin troppo prevedibile, provocando le proteste. La rotta più breve dall’isola di San Andres della Colombia a Miami passa per Haiti, dove la filiale della Bank of Nova Scotia, Scotiabank, domina la finanza. La banca Nova Scotia controllata dalla famiglia sionista Bronfman è il rivenditore dell’oro nel Triangolo d’Argento nei Caraibi infestato dalla cocaina. Possedeva le 200 tonnellate di oro recuperato dalle macerie del World Trade Center nel 2001. L’oro è la moneta scelta dal narcotraffico mondiale controllato della Corona inglese.
Dal 1970 al 1986 Haiti è stata governata da Jean-Claude (Papa Doc) e dal figlio Baby Doc Duvalier.  I dittatori furono appoggiati dagli Stati Uniti, che inviarono oltre 400 milioni di dollari. Quello che non finiva nelle tasche di Duvalier fu utilizzato dalle società statunitensi per creare impianti per approfittare della super-economica manodopera haitiana. Haiti fu il fulcro della Caribbean Basin Initiative dell’International Basic Economy Corporation di David Rockefeller, che mirava a creare una piattaforma di produzione a basso salario nei Caraibi per i suoi tentacoli multinazionali. I salari reali ad Haiti diminuirono del 56% nel 1983-1991, spingendo la Caribbean Basin Initiative. Le esportazioni haitiane esplosero con aziende come la Rawlings che spediva negli Stati Uniti pezzi da baseball fabbricati a poco prezzo. Il petroliere di Dallas e proprietario degli Intercontinental Hotels Clint Murchison gestiva gli impianti d’inscatolamento della carne di Haiti, che affidò all’occhio vigile dell’agente CIA, poi assassinato, e gestore di Lee Harvey Oswald, George de Mohrenschildt. La devastata industria tessile statunitense in gran parte occupò Haiti. In nessuna parte del mondo il lavoro era più conveniente. Baby Doc Duvalier cadde dopo una rivolta popolare nel 1986 e si ritirò nella Costa Azzurra, insieme ad altri dittatori di latta degli Stati Uniti. Quell’anno la CIA creò il National Intelligence Service (SIN) haitiano. L’acronimo, che condivide con l’intelligence peruviana, è probabilmente un’idea dei massoni dell’M16. Il SIN fu creato con il pretesto della lotta contro il traffico di droga, ma i suoi funzionari semplicemente rilevarono il traffico commerciale di coca colombiana dai compari di Duvalier, i Tonton Macoutes. Le bande haitiane controllavano il traffico di droga in molte città degli Stati Uniti. Nonostante il divieto del Congresso degli Stati Uniti di aiuti ad Haiti, il SIN ricevette un milione di dollari all’anno dalla CIA, mentre la Società addestrava ed equipaggiava il nuovo esercito haitiano. La CIA cercava di mettere un coperchio sulla rivoluzione di sinistra che spazzò Baby Doc via dal potere, il movimento della famiglia Lavalas. Il SIN impose il terrore contro la sinistra haitiana, prendendo il posto lasciato dai Tonton Macoutes di Duvalier.
Nel 1989 il capo del SIN, colonnello Ernesto Prudhomme, guidò un brutale interrogatorio del sindaco progressista di Port-au-Prince Evans Paul. L’ex capo del SIN, colonnello Leopoldo Clerjeune, era presente. Il sindaco Paul ebbe cinque costole rotte e gravi lesioni interne. Un funzionario dell’ambasciata degli Stati Uniti disse del SIN, “Era un’organizzazione militare che distribuiva droga ad Haiti. Il SIN non condusse mai intelligence sulla droga. L’Agenzia gli diede i soldi per l’antidroga e usò il loro addestramento per fare altro in politica“. Una di quelle “altre cose” fu architettare il colpo di Stato che rovesciò il presidente populista Jean Bertrand Aristide, il prete cattolico che vinse le prime elezioni democratiche di Haiti nel 1991. Aristide era un leader del movimento della famiglia Lavalas. Predicava la teologia della liberazione, una tendenza di sinistra cattolica nata nel 1968 a Medellin dopo il concilio Vaticano II, su ispirazione della rivoluzione in America Latina. Aristide era già sfuggito a tre tentativi di assassinio da parte dei Tonton Macoutes di Duvalier. All’atto dell’insediamento, Aristide iniziò ad arrestare i funzionari del SIN coinvolti nel traffico di droga e alzò il salario minimo haitiano da 0,22 dollari a 0,37 all’ora. Le società statunitensi brontolarono e iniziarono una campagna diffamatoria contro Aristide. L’USAID le aiutò, lanciando, con 26,7 milioni di dollari forniti dai contribuenti USA, l’assalto alla proposta del salario minimo di Aristide e alle altre iniziative progressiste che aveva attuato. André Apaid, ricco uomo d’affari di Haiti, fu scelto dall’USAID per guidare la campagna anti-Aristide tramite la sua società d’export Prominex, affiliata alla Permindex, centro del commercio mondiale del traffico di stupefacenti e rete internazionale dei killer nazisti. La Permindex era dietro l’assassinio di JFK e il tentato assassinio del Presidente francese Charles de Gaulle. Era gestita da M16 e Mossad israeliano. I finanziamenti provenivano da ricchi aristocratici europei. La società di Apaid riforniva numerose multinazionali statunitensi, tra cui Honeywell, IBM, Remington e Unisys. Intanto, gli agenti della CIA Brian Latell e James Woolsey, poi con Clinton direttore della CIA, stilarono un rapporto citando “problemi di salute mentale” di Aristide. Il capo della DEA di Miami, Thomas Cash, cercò, senza successo, di collegare Aristide al business della cocaina colombiana.
Nel 1991, pochi mesi dopo che Aristide si era insediato, i gruppi finanziati dall’USAID eseguirono un colpo di Stato che insediò la giunta militare guidata dal capo dell’esercito Raoul Cedras. Cedras era un informatore della CIA incaricato dei militari di Haiti. Il SIN fu rinominato FRAPH e intraprese ancora il terrorismo politico contro Lavalas, contadini e sindacati. I salari furono diminuiti ulteriormente, con una ditta di abbigliamento che riforniva i contractor statunitensi che pagava 0,14 dollari all’ora. L’uomo di punta dell’USAID, André Apaid, venne sicuramente ricompensato divenendo un lobbista a Washington del regime di Cedras. Disse a una folla di Miami che se Aristide tornava ad Haiti, “Mi sarebbe piaciuto strangolarlo“. Ma era il FRAPH che faceva il grosso dello strangolamento. Amnesty International denunciò  2000 civili assassinati ad Haiti a diciotto mesi dal colpo di Stato di Cedras. L’agente della CIA Brian Latell, la cui relazione fasulla contribuì a rovesciare Aristide, visitò Haiti nel 1992 elogiando Cedras e dicendo di non aver visto “nessuna prova dell’oppressione o delle stragi del governo“. Amnesty International definì la sua valutazione “assurda”.
Aristide andò in esilio negli Stati Uniti. Infine si accordò con la Banca mondiale che gli permise di tornare ad Haiti. L’operazione comportò il rilascio dei membri del governo FRAPH, la privatizzazione di 300 aziende statali, riduzione delle tariffe e dei dazi all’importazione di Haiti, e la riscrittura delle leggi fiscali d’impresa e d’investimento di Haiti. Il movimento della famiglia Lavalas di Aristide venne bandito e gli stipendi congelati a 0,11-0,18 dollari all’ora, inferiori a quelli della dittatura Duvalier. Haiti su ordine della Banca Mondiale stabilì il salario più basso nell’emisfero occidentale. Una volta siglato l’accordo, il presidente Clinton intervenne ad Haiti per riportare Aristide. Nel 1993 l’USS Harlan County entrò a Port-au-Prince per gettare le basi del ritorno di Aristide. La nave fu accolta da manifestanti violenti guidati da Emmanuel (Toto) Constant, che era sul libro paga della CIA come fondatore e capo dei killer del FRAPH. Toto partecipò al ballo inaugurale di Clinton. Suo padre era il generale Gerard Constant, capo dell’esercito di Papa Doc e “consulente interno” dell’ambasciatore statunitense Alvin Adams. Constant formò il FRAPH dai resti del SIN per volere del colonnello Patrick Collins, addetto militare presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Port-au-Prince. Constant afferma che Collins e il capo della stazione CIA di Haiti erano nel quartier generale militare di Haiti nel 1991, durante il golpe di Cedras. Ora a Toto fu detto di fare il bravo cane e dare il benvenuto al Aristide, riformato dalla Banca Mondiale, di ritorno ad Haiti. In una riunione con il generale dell’US Army Hugh Shelton, a Constant fu detto “Ecco la tua occasione. O lo fai o ti cacciamo come un cane“. Il giorno prima che Constant convocasse una conferenza stampa annunciando che gli haitiani salutavano Aristide, s’incontrò con il capo della stazione della CIA ad Haiti John Kambourian. Gli fu detto che mentre Aristide sarebbe tornato, il FRAPH sarebbe rimasto al potere ad Haiti. La prima missione di Toto fu indottrinare le truppe dell’esercito haitiano sui mali della teologia della liberazione. L’amministrazione Clinton rinnegò le sue promesse ad Aristide. Anthony Lake dell’NSA di Clinton si vantò al Congresso che CIA e USAID si scelsero il nuovo parlamento haitiano per “bilanciare Aristide”. Molti assassini del FRAPH rimasero al potere tra cui il generale Jean-Claude Duperval,  l’uomo della CIA che guidò il colpo di Stato del 1991 accanto all’ex-capo dei Tonton-Macoute. Il  FRAPH continuò il narcotraffico. Nel 1997 il colonnello haitiano Michel Francois, che fu il capo della polizia di Port-au-Prince durante la giunta Cedras, venne estradato dall’Honduras per essere processato per traffico di cocaina ed eroina. Francois fuggì nella Repubblica Dominicana dopo che Aristide scoprì che era anche dietro un complotto per destabilizzare Haiti. Francois lavorò con il prediletto della CIA Pablo Escobar ed utilizzò un aeroporto privato controllato dal colonnello haitiano Jean Claude Paul come punto di trasbordo per Miami della cocaina di Escobar.
La Permindex rapidamente si stancò dell’interferenza di Aristide nel business della droga. Nel 2000, dopo che Aristide vinse di nuovo le elezioni haitiane, gli Stati Uniti decisero che il voto era un broglio e tagliarono tutti gli aiuti, sottoponendo in modo efficace l’isola a una morte lenta. Pochi anni dopo, come un bizzarro fantasma dell’opera, Aristide fu rapito dalla CIA ed esiliato in Africa. Il burattino dell’FMI Rene Preval fu nominato presidente. James Woolsey, che coautore delle menzogne che contribuirono a rovesciare Aristide fu premiato con l’incarico di direttore della CIA, ma ben presto trovò un lavoro più redditizio. La sua Dyn Corporation di Reston, VA, stipulò un contratto con la CIA per addestrare e schierare la nuova polizia nazionale haitiana, che sostituì i militari haitiani nell’ambito della transazione della Banca Mondiale. Quando le truppe delle Nazioni Unite si ritirarono da Haiti, i consiglieri della DynCorp rimasero. Human Rights Watch dice che la polizia nazionale haitiana che la DynCorp ha addestrato era coinvolta in “esecuzioni extragiudiziali, uso inappropriato della forza letale e percosse“. Le barricate tornarono nella nazione di schiavi moderni di Haiti, mentre il popolo da tempo sofferente ancora una volta si ribellava per combattere i monopoli di Rockefeller, della Corona inglese e dei signori della droga e loro finanziatori, i banchieri Illuminati. Forse questa volta gli haitiani scacceranno i bastardi una volta per tutte.
Viva la Revolucion! Viva Haiti!

Jean-Bertrand-AristideTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

The International: petrolio, droga, armi e Kissinger Associates

Dean Henderson 19 febbraio 2014

La recente epidemia di suicidi tra i banchieri internazionali ricorda l’intimità tra dell’intesa tra la finanza controllata dalle otto famiglie e la comunità d’intelligence.

JPMorganAl nadir del regime di riciclaggio armi-petrodollari-droga del Consiglio di Cooperazione del Golfo/CIA sedevano tranquillamente i bankster internazionali dei quattro cavalieri. Attraverso ogni grande scandalo e dietro ogni regime dispotico si trova l’oligarchia finanziaria globale che si avvantaggia della dipendenza del mondo da petrolio, armi e droga. La ricchezza petrolifera generata nella regione del Golfo Persico è la principale fonte di capitali di tali banchieri. Vendono agli sceicchi del GCC buoni del tesoro 30ennali all’interesse del 5%, quindi prestano i petrodollari degli sceicchi ai governi del Terzo Mondo e dei consumatori occidentali con interessi del 15-20%. Nel processo questi signori della finanza che non producono nulla, usano il debito economico importato come leva per consolidare il controllo sull’economia globale.

I padroni dei petrodollari e dei narcodollari
jpmorgan-chase-bank-1I banchieri internazionali sorvegliano la ricchezza petrolifera del Golfo Persico generata dai  tentacoli di Big Oil. La Chase Manhattan colpì la Banca centrale Markazi dell’Iran, poi saccheggiò il Tesoro iraniano con gli insiders di Rockefeller, Kissinger e McCloy quando lo Shah loro fantoccio fu cacciato. Chase aveva stretti legami con la banca centrale saudita SAMA e la banca centrale del Venezuela, dove la Exxon-Mobil di Rockefeller “è la CIA”. Chase lanciò il Fondo per lo sviluppo industriale saudita, che diede alle multinazionali di proprietà della Chase i contratti per la modernizzazione saudita, poi acquistò la Saudi Investment Banking Corporation, che fece esattamente la stessa cosa. [1] I presidenti della Banca Mondiale Eugene Black e John McCloy provenivano dalla Chase. Morgan Guaranty Trust presiedeva il petrolio dei Saud. SAMA, divenuta Banca Centrale del regno quando si stava ancora asciugando l’inchiostro dell’accordo sulla sicurezza USA/Arabia Saudita, era guidata da Goon Anwar Ali del FMI, e gestita dai “tre saggi” o “padri bianchi”, il più potente dei quali era John Meyer, presidente della divisione internazionale di Morgan Guaranty Trust e successivamente presidente della Morgan Guaranty. Meyer trasferì le royalties in petrodollari della SAMA alla Morgan, essendo consigliere per gli investimenti della SAMA. [2] Morgan era il banchiere di Bechtel e Aramco. Stephen Bechtel sedette nel CdA della Morgan Guaranty, come fecero alla Chevron-Texaco gli insider del CFR George Schultz e Sulayman Olayan, l’uomo di paglia della Bechtel, cruciale nel riciclaggio dei petrodollari del Golfo Persico nelle banche internazionali. Olayan possedeva metà Saudi Bechtel e molte azioni di Chase Manhattan, Occidental Petroleum e CS First Boston, dove fu direttore fino al 1995. Olayan fondò la Saudi-British Bank, un grande attore occulto nel mercato degli eurodollari. Aveva un’oscura partnership caraibica con Barclays e Jardine Matheson, che controllano la finanza israeliana ed HSBC rispettivamente. Fu membro della direzione di American Express insieme a Henry Kissinger e Edmund Safra, la cui fallimentare Republic Bank finì nel pozzo nero della HSBC. Il gruppo bancario di Olayan comprende CS First Boston, Saudi-British Bank, Saudi Holland Bank (controllata dalla ABN Amro, ora Royal Bank of Scotland) e Chase. [3] Attraverso queste relazioni Olayan fu il collante tra i Saud e i loro padroni delle famiglie dei Quattro Cavalieri statunitensi, inglesi e olandesi.
Nel 1975 Morgan Guaranty ebbe una partecipazione del 20% nella Saudi International Bank di Londra, il cui direttore esecutivo era il direttore di Morgan Guaranty Trust Peter de Roos. SAMA possedeva una quota del 50%, mentre Bank of Tokyo, Deutsche Bank, Banque de Nationale de Paris, National Westminster Bank e Union Bank of Switzerland avevano ognuna una proprietà del 5%. [4] Citibank acquistò il 33% della Saudi American Bank. SAMA era assistita da Merrill Lynch e Baring Brothers (ora della Royal Bank of Scotland), garantendo a New York e a Londra il controllo sui proventi del petrolio. I Padri Bianchi avevano saldamente le redini dei proventi petroliferi dell’Aramco dei Saud. Di Morgan Guaranty era il consigliere per gli investimenti dell’Abu Dhabi Investment Authority, la banca centrale degli Emirati Arabi Uniti, dove il monarca e principale azionista della BCCI, shayq Zayad detiene i cordoni della borsa. Morgan Grenfell, il braccio londinese della Morgan, è consulente dei governi della GCC del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti, e del mercato dell’oro dell’emirato di Dubai. Grenfell ora della Deutsche Bank, controllava  una larga fetta della Banca Centrale della Giordania e finanziava la vendita di armi a Oman, Giordania e Arabia Saudita. Quando il trafficante d’armi saudita della Lockheed Adnan Khasshoggi comprò l’Arizona-Colorado Land & Cattle Company, nel 1974, il ramo degli investimenti statunitense Morgan Stanley fece un affare. Quando Khasshoggi comprò un caseificio di 17000 ettari e un ranch da un milione di acri per il bestiame in Sudan, Morgan Stanley l’aiutò di nuovo.
Nel 1984 Morgan Grenfell spinse per l’esplorazione petrolifera nel Mare del Nord. Sir John Stevens della Grenfell consigliava la Banca Markazi dell’Iran. Stevens era un insider della Banca d’Inghilterra, dove il presidente della Royal Dutch/Shell Sir Robert Clark era membro del consiglio. Morgan Stanley occupava i primi 16 piani dell’edificio della Exxon a New York. Gestì nel 1977 la vendita delle azioni della BP da parte del governo inglese al clan al-Sabah del Quwayt. [5]
Il presidente della Jardine Matheson David Newbigging siede nel consiglio consultivo internazionale di Morgan Guaranty ed è probabilmente l’uomo più potente di Hong Kong. Il presidente di Morgan et Cie, divisione internazionale della banca, era Lord Cairncatto, che sedeva nel Comitato di Londra della HSBC, era presidente della Morgan Grenfell e membro del Consiglio interno del Royal Institute of International Affairs. [6] HSBC e Kleinwort Benson hanno il controllo del monopolio dell’oro Sharps Pixley Ward di Hong Kong. HSBC Bank possiede la British Bank of the Middle East, che monopolizza il fiorente mercato dell’oro di Dubai, la Republic Bank of New York di Edmund Safra, che dominava i vecchi mercati dell’oro libanesi e Midland Bank, agente di compensazione del narco-governo panamense. Fino a poco prima Sharps Pixley e Samuel Montagu, filiali della HSBC, si fusero con la Mocatta Metals della Standard Chartered, fondata da Cecil Rhodes, Johnson Matthey e NM Rothschild & Sons di Londra per fissare ogni giorno unilateralmente il prezzo dell’oro. Gli ultimi due monopoli hanno CdA che s’intrecciano sia con la HSBC che con il conglomerato Anglo-American controllato da Oppenheimer, la cui controllata Engelhardt monopolizza la raffinazione mondiale dell’oro. [7] Gli Oppenheimer controllano anche Rio Tinto e DeBeers, fondata da Cecil Rhodes, che monopolizza il commercio mondiale dei diamanti. La controllata Anglo-American delle Bermuda, Minorco, gioca un ruolo importante nel ciclo oro/diamanti/droga della Silver Triangle. Il taglio dei diamanti è finanziato dalla famiglia belga Lambert, cugini dei Rothschild, e dalla Barclays Bank, nel cui CdA siedono Sir Harry Oppenheimer e altri quattro membri dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme della Regina Elisabetta, più che in qualsiasi azienda nel mondo. [8] I giganti bancari canadesi Bank of Nova Scotia, Bank of Montreal, Royal Bank of Canada, Toronto Dominion Bank e Canadian Imperial Bank of Commerce, si sono uniti ai giganti inglesi National Westminster, Barclays, Lloyds e HSBC, nel presiedere la Silver Triangle dei Caraibi che ricicla narcodollari. Bank of Nova Scotia è il rivenditore d’oro più grande dei Caraibi e possiede 200 tonnellate di oro recuperate dai depositi sotto le macerie del World Trade Center nel 2001. La banca d’investimento più grande dei Caraibi è nota come ITCO, una joint venture tra Anglo-american, Barclays, NM Rothschild e Royal Bank of Canada. Il direttore della Lloyds, ADF Lloyd, è cognato del 10° conte di Airlie, presidente della Banca Schroeder della Warburg, che finanziò Hitler. La moglie di Earl è nipote di Otto Kahn, partner di primo piano di Kuhn Loeb. La suocera di Winston Churchill era una Airlie. Il cugino di Churchill, il visconte Cowdray, ha una grande partecipazione nella Lazard, usata dalla famiglia Kennedy. [9] Lazard controlla Financial Times, The Economist e Penguin Books.
La Citigroup dei sauditi e la Texas Commerce della Baker, ora JP Morgan Chase, aiutaron Raul Salinas a derubare il Tesoro messicano. Bank of America dei Rothschild fondò la Banca d’Italia sotto il paravento della Transamerica di Amadeo Giannini, con una joint venture da 3 miliardi di dollari con il Banco Ambrosiano, che acquistò la saccheggiata Continental Bank, finanziando la BCCI ed ripulendo gli affari della BNL. All’epoca Bank of America era la maggiore banca del mondo. [776] Secondo il ricercatore di Chicago Sherman Skolnick, Bank of America incanalava il denaro sporco generato dal finanziere latitante svizzero-israeliano del Mossad Marc Rich, e il cui denaro facile scomparve nel pozzo nero della Enron. Skolnick aggiunge che la Nugan Hand Bank divenne Household International, un prestatore di sub-prime di Chicago, il cui avvocato, fino al suo misterioso incidente in canoa, era l’ex-direttore della CIA Bill Colby. [10] Household è ora una controllata di HSBC. La Banque de Credit Internationale di Ginevra di Tibor Rosenbaum (BCI) predette la BCCI, ricevendo i profitti dei casinò di Meyer Lansky e i proventi della droga per finanziare gli imbrogli di MI6 e Mossad, tra cui la Permindex. [11] Lansky avviò i suo crimine organizzato con l’aiuto finanziario della famiglia Rothschild. Robert Vesco decollò con la Mary Carter Paint Company finanziata dai Rockefeller. Santos Trafficante è il loro successore. La CS First Boston fu fondata dalla famiglia Perkins di Boston con i proventi dell’oppio e finanziò sia l’omicidio di JFK che il tentativo di assassinio del presidente francese Charles de Gaulle. Richard Holbrooke, l’inviato di Obama in Afghanistan e capo architetto degli accordi di Dayton, e Dick Thornburgh, procuratore generale di Bush durante il cover-up della BNL, lavorarono per la CS First Boston al fianco di Sulayman Olayan. La banca collaborò con BP Amoco per arraffare il 20% della russa Lukoil.

KissAss
2239374_300Tra i clienti di Kissinger Associates vi erano la Banca nazionale della Georgia della BCCI di proprietà della BNL, che collaborò con la Banca centrale irachena armando l’Iraq attraverso i conti cifrati presso Bank of America, Bank of New York, Chase Manhattan e Manufacturers Hanover Trust. Agente di compensazione della BNL in tali operazioni era Morgan Guaranty Trust. Il Consiglio di Amministrazione della Chase Manhattan Bank rifletteva il Consiglio di Amministrazione Consultivo internazionale della BNL. Henry Kissinger era legato a Chase Manhattan e a Goldman Sachs, aiutando le narco-banche Bank of New York e CS First Boston a saccheggiare il Tesoro della Russia. Quando la banda della CIA saccheggiò le S&L (cassa depositi e prestiti. NdT), Goldman Sachs spazzolò via miliardi di attività in un colpo. Il Comitato consultivo internazionale della Chase Manhattan comprendeva Y. K. Pao della Hong Kong Worldwide Shipping, Ian Sinclair della narcotrafficante Canadian Pacific e GA Wagner della Royal Dutch/Shell. [12] Pao fu vicepresidente di HSBC.
Il CdA della Kissinger Associates è ancora più oscuro e potente, il lapsus freudiano massonico della KissAss è espresso dal vecchio denaro. Il co-fondatore Lord Carrington, membro del consiglio di Barclays e Hambros, presiede il Gruppo Bilderberg e l’Istituto Reale per gli Affari Internazionali. Il membro del CdA della KissAss è Mario d’Urso della dinastia dei banchieri Kuhn Loeb, è a capo della Jefferson Insurance, la joint venture tra Assicurazioni Generali (AG) e Riunione Adriatica di Sicurtà (RAS) negli Stati Uniti. L’AG di Venezia custodisce le immense fortune delle antiche famiglie di banchieri veneziani che finanziarono le crociate e il Sacro Romano Impero. Il suo CdA includeva Elie de Rothschild, il barone August von Finck, l’uomo più ricco della Germania, il barone Pierre Lambert, cugino dei Rothschild e finanziatore della Drexel Burnham Lambert, Jocelyn Hambro, la cui famiglia possiede Hambros Bank, che possedeva la metà della Banca Privata di Michele Sindona; Pierpaolo Luzzato Fegiz della potente famiglia italiana dei Luzzato che aveva legami con il Banco Ambrosiano di Sindona e Franco Orsini Bonacossi della potente famiglia Orsini, i cui membri sedevano nell’antico senato dell’impero romano. I maggiori azionisti di AG sono Lazard Freres e Banque Paribas. [13] Paribas, ora la maggiore banca del mondo, è controllata dalla famiglia Warburg, mentre Lazard è dominata dalle famiglie Lazard e David-Weill. I Lazard inglesi fanno ora parte del conglomerato Pearson, che possiede Financial Times, Economist, Penguin e Viking Books, Madame Tussaud e ampi interessi negli Stati Uniti. La francese Lazard Freres è occultata nell’holding denominata Eurafrance. Lazard gestisce il denaro dell’élite globale come gli Agnelli italiani, i Boels belgi, gli inglesi Pearson e gli statunitensi Kennedy. Membri del consiglio della RAS sono i membri della famiglia Giustiniani, discendenti dall’imperatore romano Giustiniano, della famiglia Doria, finanzieri genovesi dei sovrani asburgici spagnoli, e il duca d’Alba, che discende dalla monarchia asburgica spagnola.
Un altro potente elemento del CdA della KissAss era Nathaniel Samuels, altro vecchio sgherro della Kuhn Loeb del clan di Samuel, che controlla gran parte di Royal Dutch/Shell e Rio Tinto. Samuel fu presidente della Banque Louis-Dreyfus Holding Company di Parigi, derivante dalla dinastia di commercianti in granaglie Louis Dreyfus, uno dei Quattro Cavalieri del Grano. Lord Eric Roll è un altro membro della KissAss. Roll è presidente della banca d’investimento della famiglia Warburg, la SG Warburg. Il potente membro asiatico del consiglio della KissAss è Sir Y. K. Kan di Hong Kong, che rappresenta quattro vecchie famiglie bancarie cinesi che controllano la Bank of East Asia. Le radici massoniche del cliente piduista BNL della KissAss risalgono alla Banca Commerciale d’Italia, dove fu fondata la P-2. La filiale svizzera della banca, la Banca della Svizzera, acquistò il 7% di Lehman Brothers nel 1970. La famiglia Lehman fece fortuna vendendo armi alle forze confederate mentre contrabbandava l’oppio inglese nell’Unione dalle piantagioni di cotone di famiglia. Quando il cliente della Lehman Brothers, Enron, crollò, l’UBS Warburg piombò per comprarsi Enron OnLine per 0 dollari. Quando Lehman fallì nel 2008, Barclays banchettò con la sua carcassa.

Note
[767] The Chase: The Chase Manhattan Bank N. A.: 1945-1985. Harvard Business School Press. Boston. 1986. p.231
[768] The House of Morgan. Ron Chernow. Atlantic Monthly Press. New York. 1990. p.606
[769] “The Olayan Group: Fifty Years of Forging Business Partnership”. Advertisement. Forbes. 7-7-97
[770] “Now the Desert Kingdom’s are Thirsty for Cash”. John Rossant. Business Week. 3-18-91. p.32
[771] Chernow. p.612
[772] Dope Inc.: The Book that Drove Kissinger Crazy. The Editors of Executive Intelligence Review. Washington, DC. 1992. p.125
[773] Ibid. p.194
[774] Ibid. p.200
[775] Ibid. p.445
[776] “A System out of Control, Not Just One Bank”. George Winslow. In These Times. October 23-29, 1991. p.8
[777] “The Enron Black Magic: Part III”. Sherman Skolnick. 1999.
[778] Hot Money and the Politics of Debt. R.T. Naylor. The Linden Press/Simon & Schuster. New York. 1987. p.22
[779] The Editors of Executive Intelligence Review. p.339
[780] Ibid. p.98

hsbc--621x414Dean Henderson è autore di: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix e The Federal Reserve Cartel. Il suo settimanale è Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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