‘Nel conflitto ucraino, si può osservare il rapporto tra petrolio, gas e NATO’

Dr. Daniele Ganser, Global Research, 29 agosto 2014
navy-nuclear-cheating-scandal-charlestonSecondo Daniele Ganser, specialista sulla NATO, assistiamo in Ucraina al prossimo passo dell’espansione di tale organizzazione. La Germania dovrebbe seguire perché gli statunitensi hanno il comando e vogliono impedire la nascita di un nuovo asse Mosca-Berlino. Gli Stati Uniti perciò mettono gli Stati europei uno contro l’altro, per continuare a controllarli. La NATO è la più grande e potente alleanza militare da anni. “Deutsche Wirtschafts Nachrichten” ha parlato con lo storico ed esperto della NATO Daniele Ganser sulla sua struttura, il ruolo della Germania nell’organizzazione, la sua influenza nell’UE e il coinvolgimento nel conflitto in Ucraina.

Deutsche Wirtschafts Nachrichten: Il danese Rasmussen s’é appena dimesso da Segretario Generale. Il suo successore sarà probabilmente il norvegese Stoltenberg. Cosa ne pensa dell’influenza degli europei nella NATO?
DG: Penso che l’influenza degli europei nella NATO sia minima, perché è guidata dagli Stati Uniti. Dato che gli europei possono ancora nominare il Segretario Generale, ciò appare spesso nei media europei. Pertanto, sembra che il Segretario Generale sia la persona più importante nella NATO. Tuttavia, non è vero! La persona più influente nella NATO è il SACEUR (Comandante supremo delle forze alleate in Europa) ed è sempre un generale statunitense. La leadership militare è più potente del Segretario Generale ufficiale. L’ex presidente Nixon, una volta disse: “L’unica organizzazione internazionale che non ha mai funzionato è la NATO, semplicemente perché è un’alleanza militare che controlliamo”.

In che modo la NATO impone i suoi interessi all’UE?
Gli ambasciatori della NATO presso tutti i Paesi membri, sono ambasciatori inviati da ciascun Paese al fine di essere informati dei progetti della NATO sui conseguenti passi. I canali sono operativi in modo che la NATO, e in primo luogo gli Stati Uniti, dica: E’ così e ora va fatto. Fu così in particolare con l’11 settembre e la guerra all’Afghanistan. Sostanzialmente gli europei obbediscono. Non hanno mai detto: dobbiamo agire in maniera indipendente. Una politica estera e di sicurezza comune europea non esiste. Siamo ancora indecisi: dovremmo andare in Iraq con gli statunitensi? Gli inglesi si, ma non i francesi. O dovremmo bombardare con gli USA la Libia, Paese dell’OPEC? I francesi l’hanno fatto, non i tedeschi. Gli Stati Uniti hanno molto successo nel mettere contro tra essi i Paesi europei. In questo momento, usano la Germania contro la Russia, naturalmente per gli interessi statunitensi. Questo è il vecchio sistema del “divide et impera”. Non è obiettivo di Washington che UE e Russia cooperino e costruiscano una grande area economica, oltre ad avere i maggiori giacimenti di petrolio e gas. Non sarebbe nell’interesse degli Stati Uniti.

A causa della mancanza di trasparenza, è difficile avere i dettaglia del finanziamento della NATO, come i deputati olandesi hanno scoperto di recente. Sa qualcosa di concreto a riguardo?
No, perché la NATO non è in realtà un’organizzazione trasparente. Condivido la frustrazione del Parlamento olandese, perché ho cercato di avere informazioni sugli eserciti segreti della NATO. Hanno ignorato le mie domande e non sono stato informato di nulla. Alcuni pensano che la NATO sia un’organizzazione democratica e trasparente. Tuttavia non è così. È un’organizzazione militare che si sforza continuamente di mantenere i suoi segreti. Il budget del Pentagono è in ultima analisi assai rilevante e arriva a circa 700 miliardi di dollari l’anno o due miliardi al giorno. Quindi la domanda è, naturalmente, se un giorno del Pentagono equivale a un giorno della NATO, come viene calcolato. Ma queste sono operazioni contabili e possono essere calcolate in modi diversi.

Qual è il ruolo della NATO nel conflitto in Ucraina?
La mia opinione è che la guerra in Ucraina sia centrata su NATO e gas. La NATO dal 1990 ha avviato la corsa verso est. Il primo passo fu la rimozione della DDR dal Patto di Varsavia e l’annessione alla NATO. Perciò dovevano in quel momento accordarsi con Gorbaciov. Cioè che la fusione tra RFT e RDT, molto importante e che saluto molto, fu possibile solo con l’accettazione della Russia, con l’adesione della Germania unificata alla NATO. Ma i russi espressero anche il rifiuto dell’allargamento della NATO. E Gorbaciov disse che la NATO l’aveva garantito. Tuttavia, la NATO non mantenne la parola. Estonia, Lettonia e Lituania furono accolte nella NATO, come Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Successivamente anche Albania e Croazia. Se si considera il punto di vista russo, la NATO tradì la sua parola e ora ancora cerca di prendersi gli elementi mancanti, Ucraina e Georgia, per circondare la Russia. I media occidentali dicono sempre che i russi sono irrazionali e si comportano in modo strano. In realtà si comportano come un giocatore di scacchi che, mossa dopo mossa, perde un giro qui, un cavallo lì e ancora una pedina. I russi sono infastiditi. L’espansione della NATO non viene in alcun modo menzionata dai media occidentali, nemmeno presa in considerazione. È possibile vederla semplicemente prendendo una mappa della NATO nel 1990 e nel 2014.

b8c3f371ffLa NATO vuole solo accerchiare la Russia o vuole anche le risorse del Paese?
E’ la stessa cosa. Arabia Saudita e Russia condividono il primo posto internazionale per lo sfruttamento del petrolio. I russi producono circa 10 milioni di barili al giorno. Anche i sauditi producono circa 10 milioni di barili al giorno. La Russia è il Paese più grande del mondo e ha molti grandi giacimenti di gas. La guerra globale per le riserve di petrolio e gas è anche una lotta contro la Russia. Putin impedirà che l’Ucraina si unisca alla NATO. Dal punto di vista russo, la caduta di Janukovich è stata orchestrata dai servizi segreti occidentali. Come la veda o meno Putin, non importa. Per lui è legittimo dire che “quando arriva l’inverno, potrei chiudere il gas. Oppure posso dire, mi devi altri soldi per il gas”. Ciò significa che nel conflitto ucraino si può osservare il rapporto tra petrolio, gas e NATO in tutta la sua gloria.

Quali sono le indicazioni secondo cui il colpo di Stato in Ucraina fu orchestrato dai servizi segreti occidentali?
Ciò che sappiamo finora è che il 2014 è l’anno del licenziamento di Janukovych e dell’insediamento di Poroshenko. È un dato di fatto. E se guardiamo attentamente, ne vedremo le sottigliezze. Quando fu rimosso? Fu rovesciato nel febbraio 2014 e ora veniamo al nodo cruciale, cioè il peggioramento delle proteste con tiratori scelti a Maidan. E’ interessante notare, i cecchini, secondo le mie informazioni, spararono su manifestanti e agenti di polizia. Molto insolito. Si può pensare che si trattasse di un’azione d’intelligence per precipitare l’Ucraina nel caos. Ciò che l’indica è la conversazione telefonica tra Urmas Paet, ministro degli Esteri dell’Estonia e Catherine Ashton, Alto rappresentante agli Esteri dell’Unione europea. In questa conversazione si dice che dietro i tiratori scelti di Majdan non ci fosse Janukovich, ma qualcuno nella nuova coalizione. Il gruppo intorno Klishko, Jatsenjuk e Poroshenko andato al potere con il colpo di Stato. Se si scopre che Poroshenko è al potere grazie ai cecchini, si comprenderà che si tratta di un golpe furtivo. Fu così veloce che realmente si deve ammettere: siamo troppo stupidi per capirlo. Può essere che Putin sia meno stupido e l’abbia visto correttamente. Non voglio dire che dovremmo credere ciecamente a Putin, perché anche lui ha la sua agenda. La domanda cui dobbiamo rispondere in storia economica e contemporanea è: si tratta di un evento come nel 1953, quando CIA, il servizio segreto statunitense, e MI6, servizio segreto inglese, rovesciarono il governo di Mossadegh in Iran, perché voleva nazionalizzare il petrolio? All’epoca agenti travestiti da terroristi commisero attentati e scatenarono il caos nel Paese. Si chiamava “strategia della tensione”, così si creava deliberatamente il caos e la tensione per rovesciare un governo, e ciò funzionava, com’è dimostrato storicamente. Negli ultimi mesi la NATO ha intensificato le manovre. Dopo le operazioni della NATO in diversi Paesi europei, la sicurezza aerea è scaduta. Si tratta solo della presenza militare, o vi sono altre ragioni per i movimenti di truppe? Russia e NATO possono solo dire che c’è una maggiore presenza militare. Ma contrariamente all’opinione di molti commentatori, penso che non siamo sull’orlo della Terza Guerra Mondiale, come nella crisi dei missili di Cuba nel 1962, però siamo in un clima di sfiducia. Mosca e Washington sono diffidenti e Berlino è incastrata tra esse.

In Germania ci sono diverse basi della NATO, tra cui la base statunitense di Ramstein e il Comando Africom di Stoccarda. Qual è il ruolo attuale e futuro della Germania nella strategia della NATO?
La Germania è nella NATO un alleato minoritario perché gli USA la controllano. Dal punto di vista degli Stati Uniti, la Germania è un Paese occupato. Certo, fa male leggerlo per un tedesco, ma questa è la situazione. Gli Stati Uniti hanno basi militari in Germania e il telefono cellulare della cancelliera Merkel è sempre sotto il controllo dai servizi segreti militari statunitensi, la NSA. E quando gli statunitensi dicono che si va sull’Hindu Kush, i soldati tedeschi devono andarci e uccidere afghani, anche se non hanno mai avuto problemi con loro. Ciò significa che, purtroppo, la Germania è un vassallo, ed ha difficoltà a liberarsi da tale posizione. Il motivo è semplice: gli Stati Uniti sono l’impero. Un impero che si distingue per la maggiore economia nazionale del mondo in PIL. Gli Stati Uniti che hanno il maggior numero di portaerei e la più potente, numerosa e moderna forza aerea. Sono gli Stati Uniti che hanno la valuta di riserva mondiale, il dollaro; sempre gli Stati Uniti. E infine gli Stati Uniti hanno il maggior numero di basi militari nel mondo, non solo Guantanamo, Diego Garcia e in Afghanistan, ma anche a Ramstein, ecc. La cosa importante: l’impero domina i media e si assicura che informino in modo benevolente. Quindi questa è la posizione della Germania: è sottoposta all’impero statunitense, e la maggior parte dei media tedeschi ha paura di parlarne apertamente. La Svizzera è, inoltre, in condizioni non migliori, sottoposta all’influenza dell’impero statunitense, ma almeno non è un membro della NATO e non ha basi militari statunitensi; gli svizzeri non le vogliono.

Tuttavia, la Svizzera è, come la Finlandia, un membro osservatore della NATO…
…Il “Partenariato per la Pace” vero, fortemente criticato in Svizzera, ed è giusto così, perché non vogliamo in alcun modo diventare un membro della NATO. Alcuni politici sono disposti, ma non la popolazione svizzera. In un referendum non prevarrebbero, perché la maggioranza degli elettori svizzeri rifiuta le guerre di aggressione della NATO. L’opinione pubblica è assai contrariata dagli Stati Uniti negli ultimi anni. Gli Stati Uniti appaiono bugiardi perché conducono guerre economiche in tutto il mondo. Hanno raccolto i dati da tutto il mondo, in particolare i dati SWIFT, con il servizio segreto statunitense NSA e abusato di tali dati a scapito delle banche svizzere UBS e Credit Suisse. Condannano la Svizzera perché le sue banche hanno aiutato cittadini statunitensi ad evadere le tasse, che non è giusto. Ma allo stesso tempo, gli svizzeri vedono con stupore come la frode fiscale negli Stati Uniti, nel Delaware o in Inghilterra, sia ancora possibile. Perciò gli svizzeri non capiscono perché gli USA giochino al buonismo contro la frode fiscale, ignorando i difetti del proprio Paese. Ecco perché l’opinione pubblica è qui sempre più anti-americana.

L’11 settembre 2001 svolge un ruolo fondamentale nell’ambito della NATO, perché al momento la clausola della difesa reciproca dell’articolo 5 entrò in vigore. La clausola di difesa reciproca è ancora in vigore?
E’ una domanda interessante. Dovremmo chiederlo alla NATO. Dopo l’11 settembre, c’è stato un ampio dibattito. In ogni caso, la clausola di difesa reciproca fu dichiarata dopo l’11 settembre, è chiaro. Gli statunitensi vennero in Europa e dissero che era così, andiamo nell’Hindu Kush. Poi l’11 settembre fu una storia di cui avvalersi o meno. Inoltre, fu il primo caso di difesa reciproca nella storia della NATO. Ancora una volta, il ruolo dell’impero si pone. La sovranità più importante di cui l’impero dispone è interpretare se stesso in ogni evento storico. Gli attacchi dell’11 settembre sono contestati dagli storici, esistono diverse opinioni a riguardo. Ma appena uno storico va oltre, viene denigrato come cospirazionista. E ciò significa che non abbiamo il diritto di dire: fate attenzione quando mettono in vigore l’articolo 5, alcune domande sorgono. La NATO non vuole parlarne. Non vuole dibattiti critici su 11 settembre e Operazione Gladio. Cerca semplicemente di rimuovere questi argomenti. Ma penso che non ci riuscirà, infine, perché viviamo nell’era dell’informazione. Le persone sono sempre più capaci di avere diverse prospettive su un tema, ed è un bene.

maxresdefaultDaniele Ganser è storico e ricercatore sulla pace. Analizza i temi di energia, guerra e pace da un punto di vista geopolitico. Studia la storia contemporanea internazionale dal 1945, servizi segreti, squadre speciali, strategia della guerra segreta, geostrategia e guerre, come il picco del petrolio e le risorse. Il suo libro “Gli eserciti segreti della NATO – Rete Stay Behiand, Gladio e terrorismo in Europa occidentale” è stato tradotto in dieci lingue.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Libia, agosto 2014

Alessandro Lattanzio, 28/8/20141114-world-odu-libya_full_600Il 25 luglio riesplodevano gli scontri a Tripoli tra le milizie di Zintan e quelle di Misurata. Gli statunitensi evacuavano l’ambasciata mentre all’aeroporto si svolgeva una battaglia tra miliziani. L’ambasciata USA era stata bombardata da sistemi lanciarazzi Grad. Tripoli era priva da due settimane di benzina ed elettricità, mentre 36 soldati venivano uccisi e altri 50 feriti negli scontri fra i “rivoluzionari della Shura di Bengasi” e le forze speciali libiche ‘Saiqa’, e a Tripoli 23 operai egiziani venivano assassinati dalle milizie.
Il 28 luglio, gli islamisti di Ansar al-Sharia di Bengasi sequestravano il quartier generale delle Forze Speciali libiche, dopo una settimana di combattimenti che causarono oltre 60 morti. Il 13 luglio precedente gli islamisti di Misurata e Bengasi lanciarono un’offensiva contro le brigate di Zintan che occupavano l’aeroporto di Tripoli dal 2011. Il nuovo parlamento libico indiceva la sua prima sessione a Tobruq, dopo le elezioni del 25 giugno, quando i nazionalisti ottennero 160 dei 188 seggi. Dal 16 maggio continuavano gli scontri tra gli islamisti e le forze dirette dal Generale Haftar, che poteva contare su circa 40000 combattenti: 6/7000 provenienti dalle forze armate, 15000 dalle milizie di Zintan, Sawaiq e Qaqa, dirette da Jamal Habil e Ali Naluti, e gli uomini delle forze speciali al-Saiqa del comandante Wanis Buqamada, della National Force Alliance del capo del CNT golpista Mahmud Jibril e delle milizie di Iz al-Din Waqwaq, che controllava l’aeroporto Benina di Bengasi assieme al comandante delle forze aeree di Haftar, Saqr Jarushi. In effetti, Haftar avrebbe a disposizione 4 caccia MiG-21 e 4 elicotteri d’attacco Mi-24 operanti dalle basi aeree di Benina-Bengasi, Labraq, Matuba-Derna e Tobruq. Il centro comando delle forze di Haftar si trova a Barqah. Le forze di Haftar si scontravano a Bengasi con gli islamisti di Ansar al-Sharia, guidata da Muhammad Zahawi, che il 21 luglio, assieme alle milizie taqfirite Scudo Libico di Wisam bin Hamid e brigata al-Batar, assaltarono Campo 319 delle al-Saiqa e la base del 36° battaglione dell’esercito, entrambi nel quartiere Bu Atni di Bengasi. Il 16 giugno gli aerei di Haftar bombardarono la pista d’atterraggio di Tiaq, a sud di Bengasi, utilizzata dagli islamisti per ricevere le armi inviate da Qatar e Turchia. Dal 13 luglio vi furono scontri a Tripoli, per il controllo dell’aeroporto, tra gli islamisti di Misurata del partito Giustizia e Costruzione della Fratellanza musulmana, e le milizie di Zintan, distruggendo una decina di aerei di linea e causando 102 morti e 452 feriti.
Il 16 agosto, 60 persone furono uccise e circa 400 ferite nei combattimenti per l’aeroporto internazionale tra le brigate di Zintan che lo controllano e i militanti islamisti della coalizione Fajr di Misurata. Oltre 700 famiglie fuggirono a Bani Walid, roccaforte della resistenza jamahiriyana, 180 km a sud-est di Tripoli. Aerei da guerra senza contrassegni furono visti bombardare le posizioni delle milizie nella capitale. Il 25 agosto, dopo aver conquistato l’aeroporto internazionale di Tripoli, gli islamisti di Misurata occupavano Tripoli e convocavano una seduta del vecchio Congresso generale nazionale, mentre quello eletto il 25 giugno si era riunito due settimane prima a Tobruq. Il vecchio Parlamento, dove gli islamisti avevano la maggioranza, nominava un suo ‘premier’, l’islamista Umar al-Hasi, in contrapposizione al premier in carica al-Thini.
Mideast Libya Misurata, città islamista in contrasto con le milizie di Zintan, lanciava l'”operazione Alba” in risposta all'”operazione Dignità” di Haftar a Bengasi, fallita con la ritirata di Haftar a Tobruq. Inoltre, Egitto ed Emirati Arabi Uniti avrebbero attuato attacchi aerei sulla Libia senza informarne gli Stati Uniti. Gli Emirati Arabi Uniti avrebbero inviato cacciabombardieri F-16 e aerei da rifornimento nelle basi egiziane, per colpire Tripoli almeno due volte ad agosto. Nel primo caso, il 18 agosto, fu colpito un deposito di armi controllato dalle milizie islamiste a Tripoli, eliminando 6 terroristi; nel secondo, il 23 agosto, furono distrutti lanciarazzi e autoveicoli, e un magazzino fu danneggiato presso il ministero degli Interni di Tripoli, sempre controllato delle milizie di Misurata, eliminando 15 terroristi e ferendone altri 30. Inoltre, una squadra delle Forze Speciali egiziane avrebbe distrutto una base islamista nella Cirenaica. L’ex-ministro degli Esteri egiziano Amir Musa, aveva detto “staterelli, sette e fazioni estremiste in Libia minacciano direttamente la sicurezza nazionale dell’Egitto. Chiedo un ampio dibattito per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi e costruire il supporto necessario nel caso dovessimo esercitare il nostro diritto all’autodifesa“. Il Presidente al-Sisi affermava che l’opzione per addestrare l’esercito libico, e che l’Accademia di polizia egiziana era disponibile ad addestrare la polizia libica, assicurando che la sicurezza della Libia rientra nella stabilità dell’Egitto e di tutta la regione. Il 25 agosto, l’Egitto aveva un vertice sulla situazione libica con Tunisia, Algeria e Libia. La delegazione libica a Cairo era composta dal ministro degli Esteri Muhammad Abdelaziz, dal capo del parlamento Uqayla Salah e dal capo di Stato Maggiore Abdelrazaq al-Nazury, che aveva dichiarato che il suo Paese ricostruirà un nuovo esercito in cooperazione con l’Egitto. Funzionari del governo statunitense avevano affermato che l’amministrazione Obama era stata colta di sorpresa. “Egitto ed Emirati Arabi Uniti hanno agito senza informare Washington o cercarne il consenso, emarginando l’amministrazione Obama“. In conseguenza di tali azioni, i governi di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti rilasciavano un’ipocrita dichiarazione congiunta che condannava le “interferenze esterne in Libia, aggravando le divisioni attuali e minando la transizione alla democrazia della Libia“. Secondo l’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Tariq Mitri, “I dati sugli sfollati indicano che oltre 100000, e forse 150000, persone hanno cercato rifugio all’estero, compresi i lavoratori migranti che hanno abbandonato il Paese“.
La Gran Bretagna ospita il capo spirituale degli islamisti libici, il Gran Muftì shayq Sadiq al-Ghariani, che aveva celebrato l’occupazione di Tripoli da parte della milizia islamista di Misurata su una TV satellitare, Tanasuh, registrata a nome di un familiare, Sohayl al-Ghariani, residente ad Exeter. Ghariani s’era congratulato con gli islamisti di Misurata, “Mi congratulo con i rivoluzionari per la loro vittoria, e benedico i martiri“, dell’occupazione di Tripoli. Il predicatore salafita aveva anche chiesto che gli islamisti attaccassero Bayda, sede del governo, e Tobruq, dove si trova il parlamento. “Invito città come Tobruq e Bayda, che svolsero un lavoro incredibile nella rivoluzione (il golpe contro la Jamahiriya. NdT)… ad unirsi ai loro fratelli rivoluzionari della Libia, in modo da unirsi. I Paesi che contribuirono alla rivoluzione del 17 febbraio… devono scommettere sulla gente, non sui governanti“. Nominato due anni prima Gran mufti, al-Ghariani sostiene le fazioni islamiste con fatwa che vietano anche l’importazione di lingerie. “Il mufti è sempre stato un elemento di disturbo“, affermava Hasan al-Amin, un politico libico fuggito in Gran Bretagna dopo esser stato minacciato dalle milizie. “Questo tizio era in Gran Bretagna ad istigare queste cose”.

999947Fonti:
IlSole24ore
IlSole24ore
ITAR-TASS
Nsnbc
Nsnbc
Nsnbc
Repubblica
RIAN
RID
RussiaToday
Wsws

Novorossija, panico a Kiev

Alessandro Lattanzio, 30/8/2014

saur moghila 4Poroshenko e Kolomojskj sono due grandi. Questi due ebrei si vendicano sugli ucraini per tutto: per i pogrom, per la cacciata degli insediamenti ebraici, per Babij Jar, per i ghetti bruciati. Sono riusciti a organizzare le cose in modo tale che i pinocchi ucraini li paghino per non morire nelle sacche preparate con cura dai separatisti. In nessun luogo c’è mai stata tale padronanza; i cittadini che hanno raccolto i soldi per l’esercito hanno ricevuto giubbotti antiproiettili difettosi a un prezzo triplo, uniformi a un prezzo triplo, il proprio petrolio derubato dagli oleodotti e venduto all’esercito a un prezzo triplo. E ora per la terza volta e nello stesso luogo i battaglioni più ucrainisti degli ucrainisti vengono distrutti nelle posizioni su cui da tempo si addestra la milizia, venendo mandati a morire per la terza volta da Poroshenko e Kolomojskij.
Gloria all’Ucraina, gloria agli imbecilli!
Oleg Anderson

10559686C’è voluto molto tempo per accumulare le forze. Tenevamo le nostre posizioni e preparavamo la controffensiva. Alla fine ce l’abbiamo fatta e continueremo la nostra operazione militare liberando le regioni di Donetsk e Lugansk dalle forze di occupazione“, aveva dichiarato il Primo Ministro della Repubblica Popolare di Donetsk, Aleksandr Zakharchenko.
Il 25 agosto le milizie della Repubblica Popolare di Donetsk avevano occupato la strategicamente importante collina di Saur-Mogila e controllavano la zona di frontiera con la Russia fino al Mar d’Azov. “Quasi tutto il confine che si estende da Saur-Mogila al Mare di Azov è nostro”, dichiarava il quartier generale della milizia popolare, “Nel punto più alto nella regione di Donetsk, le truppe ucraine potevano seguire i movimenti delle milizie. La liberazione di questa quota può essere considerata un importante passo avanti. Le milizie potranno ora seguire i movimenti delle truppe ucraine. Infatti, ciò significa che le nostre forze hanno ottenuto un’altra vittoria circondando le guardie nazionali“. Venivano liberate definitivamente anche Ilovajsk, Elenovka, Jasinovataja e i villaggi Markon, Kovsk, Sherbak, Svidovo-Vasiljoka, Klimkina, Kuznetsij e Resij Luksemburg. A Marjupol veniva liquidato il colonnello dell’intelligence militare ucraina (GRU) Vjacheslav Galvaj (“Kuzmits”).
Nella notte del 26 agosto, il 3.zo battaglione della 51.ma brigata ucraina veniva bombardato nella zona di Dokuchaevsk, presso Ilovajsk, così come anche il 2.do battaglione venuto in suo aiuto. Dei 100 soldati majdanisti del battaglione, che cercava di rompere l’accerchiamento in cui era stretto, 45 furono eliminati e gli altri vennero dispersi. Nel complesso, la 51.ma brigata majdanista, il solo 26 agosto, subiva 100 morti e almeno 50 prigionieri, tra cui il comandante della batteria antiaerea e quello della batteria mortai. A Kutejnikovo, 94 soldati ucraini si arrendevano alla milizia, dopo esser stati circondati ad Amvrosievka e aver perso 70 effettivi nel tentativo di sfondare a sud-ovest. Liberando Starobeshevo, la milizia catturava 4 cannoni semoventi 2S19 Msta-S e un grande deposito di munizioni. Nei combattimenti i majanisti persero 12 BTR e BMP e subirono 19 morti e oltre 40 feriti. Liberando Saur-Mogila, dopo violenti duelli di artiglieria, la milizia eliminava anche il comandante neonazista ucraino Timur Juldashev. A Novoazovsk, ad est di Marjupol, un’unità della milizia catturava il generale ucraino Oleg Podoljan con 3 guardie di frontiera ucraine. Sergej Taruta, il governatore della regione di Donetsk nominato dai golpisti e insediatosi a Marjupol a luglio dopo l’occupazione majdanista, abbandonava la città all’avvicinarsi dell’Esercito Popolare di Novorossija.
10433105 Il 27 agosto la milizia della Repubblica Popolare di Donetsk catturava 65 guardie confinarie ucraine nei pressi del villaggio Uljanovskoe e 24 militari della 93.ma brigata ucraina a Petrovskoe. Inoltre le milizie distrussero 5 MLRS BM-21 Grad presso Novoannovka e un convoglio ucraino a Starobeshevo. Sempre a Starobeshevo, 129 soldati della Guardia nazionale ucraina si arrendevano alla milizia popolare, cedendo anche 4 BTR-4, 3 BMP-2, 3 cannoni anticarro da 100mm, 1 semovente d’artiglieria 2S1 Govdizka, 4 autocarri e 2 fuoristrada, così come depositi di munizioni e attrezzature. A Krasnogorovka, 10 km ad ovest di Donetsk, la milizia distruggeva una batteria di 4 MLRS Grad e relativi veicoli comando e osservazione, oltre a 2 carri armati e 2 BTR ucraini. L’avanguardia corazzata della Repubblica Popolare di Donetsk arrivava a Novoazovsk, “I carri armati sono entrati e si sono posizionati alla periferia occidentale di Novoazovsk, rafforzandone la difesa contro una possibile controffensiva delle truppe d’occupazione ucraine“, dichiarava il portavoce della milizia. Durante la notte tra il 27 a il 28 agosto, Marjupol veniva accerchiata dalle forze repubblicane di Novorossija, dopo brevi combattimenti nelle cittadine di Berdjansk, Lunacharskij e Osipenka. Nei combattenti presso Novokaterinovka, le milizie di Novorossija distruggevano 2 T-64, 9 BMP, 10 autoveicoli e catturavano 24 majdanisti. 400 soldati ucraini del 5.to battaglione della difesa territoriale ‘Carpazi‘ abbandonavano le loro posizioni presso Marjupol cercando di sfondare un posto di blocco majdanista presso Orekhov, regione di Zaporozhe. I militari tornavano ad Ivano-Frankovsk, in Galizia. A metà agosto fu catturato un autocarro Kamaz carico di missili anticarro Javelin, scaricati dagli aerei canadesi che trasportavano ‘aiuti non letali’ all’esercito majdanista. Germania, Polonia e Repubblica Ceca inviano ai majdanisti armamenti e aeromobili tratti dalle scorte di materiale dell’ex-Patto di Varsavia, tra cui carri armati T-72 e altri blindati. In effetti, la maggior parte dei T-72 ucraini fu venduta all’estero dal regime atlantista di Jushenko e Timoshenko.
Il 16-23 agosto, le milizie dell’autodifesa delle repubbliche di Donetsk e Lugansk catturarono 14 carri armati T-64, 25 BMP, 18 BTR, 1 BRDM, 1 MLRS Uragan, 2 SAU Gvozdika, 4 obici D-30, 4 mortai, 1 sistema di difesa aerea ZU-23-2 e 33 autoveicoli. Quindi dal 20 giugno al 23 agosto, “I difensori delle Repubbliche di Lugansk e Donetsk presero agli ucraini 79 carri armati T-64, 94 BMP, 57 BTR e 24 MLRS durante la spedizione di Kiev contro Novorossija”. Nel frattempo, le Forze Armate di Novorossija (FAN) contavano ora 12 brigate, per circa 35000 effettivi, tra cui almeno una corazzata formata da due battaglioni carri e uno meccanizzato.
Al 28 agosto l’esercito ucraino aveva perso in due giorni 750 effettivi tra morti e prigionieri. 20 commando majdanisti, infiltratisi a Donetsk, furono intercettati dalla milizia. Erano cecchini ed osservatori dell’artiglieria. Ad Amvrosievka furono eliminati 70 soldati della Guardia Nazionale ucraina. Novoazovsk veniva liberata dalla milizia. Scontri ad Urzuf, 20 km a sud-ovest di Marjupol, mentre Slovjanoserbsk, Krimske e Kirovsk, a nord di Lugansk, venivano liberate dalle milizie federaliste. L’offensiva a sud di Donetsk, mentre le truppe majdaniste attaccavano verso Eelenovka e Jasinovataja senza grandi risultati, permetteva alle milizie di prendere almeno 900 prigionieri. Davanti tale offensiva, interi battaglioni majdanisti disertavano mentre gli squadroni della morte composti da mercenari neonazisti venivano usati per bloccare i disertori, avendo la polizia paura di affrontare i tanti soldati che disertavano. Marjupol era circondata, ma non prima che politici golpisti e squadristi dell’SBU fossero fuggiti. Poroshenko annullava il suo viaggio in Turchia e radunava il suo Consiglio di Sicurezza. Anche il mafioso sionista Kolomojskij, che controlla parte del sud-ovest ucraino, faceva la stessa cosa con il suo Consiglio di sicurezza. Timoshenko invocava l’introduzione della legge marziale e l’arruolamento della popolazione maschile fino ai 60 anni. Jatsenjuk e Poroshenko piativano dalla NATO l’intervento diretto in Ucraina. Kiev era preda del panico totale. Putin incontrando Poroshenko e i capi dell’UE, il 26 agosto, dichiarava: “non parlate con noi, non siamo parte del conflitto, parlate con i novorussi”; inoltre i russi si preparavano ufficialmente ad inviare un secondo convoglio di aiuti nel Donbas.
w590 Il 29 agosto le milizie liberavano Jalta, a 12 km da Marjupol. Le Forze Armate di Novorossija (FAN), chiudevano la grande sacca di Volnovakha, mentre interrompevano i collegamenti tra Marjupol e Zaporozhe. Marjupol veniva accerchiata. Reparti da ricognizione delle FAN entravano nella regione di Zaporozhe, mentre le FAN avanzavano su Marinka, Karlovka e Krasnogorovka, ad ovest di Donetsk, e su Debaltsevo, Metallist, Shaste e Lutugino, a nord di Lugansk; infine l’aeroporto di Donetsk veniva liberato dalle milizie. La milizia abbatteva 4 aerei d’attacco Su-25 ucraini, presso Merezhkij e Vojkovo. A metà agosto l’attività dell’aeronautica di Kiev si era drasticamente ridotta, mentre quella degli elicotteri era assai diminuita già in precedenza.
Il 25 agosto, durante l’esercitazione della Shanghai Cooperation Organization (SCO) Missione di Pace-2014, in Cina, le unità d’artiglieria del Distretto Militare orientale della Russia testavano i nuovi proiettili a guida laser Krasnopol, “Durante l’operazione, i militari della batteria obici semoventi della fanteria motorizzata hanno colpito i bersagli corazzati con proiettili di precisione, nel poligono cinese. Inoltre, i militari hanno utilizzato munizioni ad alto esplosivo dotate di spolette radiocomandate, che esplodendo ad un’altezza di circa 50 metri hanno colpito i bersagli. I tiri sono stati condotti da 7 a 11 km di distanza“, aveva detto il portavoce Distretto Militare Orientale Colonnello Aleksandr Gordeev. Un battaglione della 36.ma Brigata di fanteria motorizzata indipendente del Distretto Militare Orientale e un gruppo del 3.zo Comando Aeronautica e Difesa Aerea rappresentavano la Russia alle esercitazioni. Il contingente russo era composto da oltre 1000 effettivi, 60 veicoli corazzati, tra cui 40 BMP-2 e 13 carri armati, oltre 20 unità missilistiche e d’artiglieria. Inoltre, il gruppo comprendeva 60 autoveicoli, 8 elicotteri Mi-8AMTSh, 4 aerei d’attacco Su-25 e 2 aerei da trasporto militari Il-76. Le esercitazioni tattiche russo-indiane Indra 2014 si terranno nella regione di Volgograd a settembre, “Le esercitazioni sono le prime manovre sul territorio del Distretto Militare Meridionale. Unità della 20.ma Brigata fucilieri motorizzati russa e di una brigata di fanteria meccanizzata indiana prenderanno parte alle manovre“.
Le forze di pace dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) si preparavano alle operazioni al di fuori dei propri territori, come in Ucraina, affermava il Segretario Generale della CSTO Nikolaj Bordjuzha, “Le forze di pace della CSTO sono pronte da diversi anni. Il loro personale militare è ben preparato e dotato dei mezzi militari e tecnici necessari, pronto a partecipare alle operazioni di mantenimento della pace di qualsiasi tipo, come confermato dai risultati delle recenti esercitazioni congiunte nella Repubblica del Kirgizistan. L’invio delle forze di pace della CSTO è competenza del Consiglio del Trattato per la Sicurezza Collettiva, l’organo supremo della CSTO costituito dai Capi di Stato aderenti. Con una decisione congiunta e in conformità agli accordi esistenti, le forze di pace possono essere inviate anche all’estero“. La CSTO è composta da Armenia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan.

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10457833Fonti:
Alawata
Cassad
Cassad
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ITAR-TASS
RIAN
RIAN
RIAN
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Sociologia Critica
Strategic Culture
Vineyard Saker
Vineyard Saker

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Un altro sospetto incidente aereo in America Latina, aiuta gli interessi statunitensi e globalisti

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 19/08/2014

Brazilian President Rousseff cancels US visit over spying claimsLe elezioni presidenziali in Brasile, ad ottobre, sarebbero state una passeggiata virtuale per la presidentessa in carica Dilma Rousseff. Questo fino all’incidente aereo che ha ucciso il piuttosto scarso avversario di Rousseff, l’economista ed ex-governatore di Pernambuco Eduardo Campos. Il 13 agosto l’aereo che trasportava Campos, candidato presidenziale centrista liberista brasiliano, terzo dopo il candidato del più conservatore partito socialdemocratico Aécio Neves, economista e campione dell’austerità, si schiantava in una zona residenziale di Santos, nello Stato di Sao Paulo, Brasile. Campos era un candidato dell’ex-sinistro ed ora “liberista” Partito Socialista brasiliano. Come con i partiti laburisti inglese, australiano e neozelandese, quelli liberale e democratico canadesi, e il partito democratico degli Stati Uniti, gli interessi corporativi e sionisti hanno infiltrato il Partito Socialista brasiliano trasformandolo nel partito della “terza via” liberista, conservando in modo fraudolento la denominazione “socialista”. E’ chiaro che, dalla scoperta dello spionaggio dell’US National Security Agency di posta elettronica e cellulari della Presidentessa del Partito dei Lavoratori brasiliani Dilma Rousseff e dei suoi ministri, la conseguente cancellazione di una visita di Stato a Washington di Rousseff e il benvenuto in Brasile al presidente russo Vladimir Putin e agli altri leader del blocco economico BRICS, al vertice di Fortaleza, gli Stati Uniti cercano di destabilizzare il Brasile. Il dipartimento di Stato e la CIA cercano gli anelli deboli del Brasile di Rousseff creando le stesse condizioni d’instabilità che hanno fomentato in altri Paesi dell’America Latina, come Venezuela, Ecuador, Argentina (tramite il credit default nazionale pianificato dall’avvoltoio sionista capitalista Paul Singer), e Bolivia. Tuttavia, Rousseff, che affronta Washington annunciando, assieme agli altri leader dei BRICS a Fortaleza, la creazione della banca di sviluppo dei BRICS competendo con la Banca Mondiale controllata da USA e UE, sembrava imbattibile nella rielezione. Certamente era così fino al 13 agosto, quando Campos e quattro dei suoi consiglieri, insieme a pilota e co-pilota, rimasero uccisi nello schianto del Cessna 560XL. L’incidente ha permesso di promuovere la compare di Campos nella corsa presidenziale, la candidata alla vicepresidenza del partito socialista Marina Silva. Nel 2010 Silva ebbe un sorprendente 20 per cento di voti quale candidata del Partito Verde alle presidenziali. Piuttosto che concorrere come candidata dei verdi, quest’anno Silva ha deciso di unirsi al liberista Campos. Silva è ora vista come la migliore occasione del Partito Socialista di sconfiggere Rousseff alle elezioni presidenziali di ottobre. Silva, cristiana evangelica in un Paese cattolico romano, viene anche vista vicina alla “società civile” globale dell’infrastruttura dei gruppi dell’“opposizione controllata” finanziati dallo speculatore dei fondi hedge George Soros. Come capo dei tentativi di proteggere la foresta pluviale dell’Amazzonia brasiliana, Silva viene lodata dai gruppi ambientali finanziati dall’Open Society Institute di Soros. La propaganda di Silva è piena di frasi in codice sorosiane, come “società sostenibile”, “società della consapevolezza” e “diversità”. Silva sfilò con la squadra brasiliana alla cerimonia di apertura delle olimpiadi del 2012 a Londra. Il ministro dello Sport brasiliano Aldo Rebelo disse che la partecipazione di Silva alle olimpiadi fu approvata dalla famiglia reale inglese, avendo “sempre avuto buoni rapporti con l’aristocrazia europea”. Silva è anche più moderata di Rousseff sulle politiche d’Israele sulla Palestina. Come cristiana pentecostale delle Assemblee di Dio, Silva è membro di una setta al cuore del movimento mondiale dei “cristiani-sionisti”, avidamente pro-Israele, come le organizzazioni ebraiche sioniste B’nai B’rith e Congresso Ebraico Mondiale. Le Assemblee di Dio credono che Israele: “Secondo le Scritture, ha un ruolo importante da svolgere per la fine dei tempi. Per secoli gli studiosi della Bibbia hanno riflettuto sulla profezia di un Israele restaurato. ‘Questo è ciò che dice il Signore Dio: prenderò i figli d’Israele dalle nazioni in cui sono andati. Li radunerò da ogni parte e li riporterò nella loro terra’. Quando la nazione del moderno Israele fu fondata nel 1948, e gli ebrei iniziarono il ritorno da tutto il mondo, gli studiosi della Bibbia sapevano che Dio era al lavoro e che molto probabilmente viviamo gli ultimi giorni”. Nel 1996 Silva ricevette il Goldman Environmental Prize, istituito dal fondatore della Goldman Insurance Company. Richard Goldman e dalla moglie Rhoda Goldman, erede di Levi Strauss, della famosa azienda di abbigliamento. Nel 2010 Silva fu nominata dalla rivista Foreign Policy, diretta da David Rothkopf, ex-amministratore delegato dei Kissinger Associates, tra i “migliori pensatori globali”.
712383 I dettagli completi della causa dell’incidente aereo di Campos non saranno mai noti. Assistono alle indagini il National Transportation Safety Board (NTSB) e la Federal Aviation Administration statunitensi. Gli investigatori di NTSB e FAA saranno stati sicuramente informati ed informeranno, i funzionari della CIA di stanza in Brasilia, desiderosi che la relazione sullo schianto concluda con “tragico incidente”. La CIA è riuscita a nascondere il suo coinvolgimento in altri incidenti aerei latinoamericani che eliminarono gli avversari dell’imperialismo USA in America Latina. Il 31 luglio 1981 il presidente panamense Omar Torrijos fu ucciso quando il suo aereo si schiantò nei pressi di Penonomé, Panama. Dopo l’invasione di Panama di George HW Bush nel 1989, i documenti sull’indagine dell’incidente aereo del governo panamense del generale Manuel Noriega, furono sequestrati dai militari statunitensi e scomparvero. Due mesi prima che Torrijos venisse ucciso, il presidente ecuadoriano Jaime Roldós, leader populista che si oppose agli Stati Uniti, fu ucciso quando il suo aereo Super King Air, convertito in aereo VIP dell’aeronautica ecuadoriana, si schiantò nella montagna Huairapungo nella provincia di Loja. L’aereo trasportava anche la First Lady dell’Ecuador, il ministro della Difesa e la moglie. Furono tutti uccisi nello schianto. L’aereo non aveva il registratore dei dati di volo, noto come “scatola nera”. A Zurigo, la polizia svizzera condusse una propria indagine scoprendo che l’indagine ufficiale del governo ecuadoriano era gravemente viziata. Ad esempio, il rapporto del governo ecuadoriano sull’incidente omise di menzionare che i motori dell’aereo furono spenti prima che l’aeromobile finisse sul fianco della montagna. Come l’aereo di Roldós, il Cessna di Campos non aveva un registratore dei dati di volo. Inoltre, l’aeronautica brasiliana annunciò che le due ore di audio del registratore della cabina del Cessna di Campos non ripresero le conversazioni tra pilota, co-pilota e controllo a terra, il 13 agosto. Il registratore della cabina di volo dello sfortunato Cessna 560XL è prodotto da L-3 Communications, Inc. di New York City. L-3 è un importante contractor dell’intelligence statunitense che rifornisce la National Security Agency della maggior parte dei sistemi di ascolto dei cavi sottomarini tramite un accordo tra NSA e la controllata di L-3, Global Crossing.
Sebbene il candidato alla presidenza brasiliana Campos non fosse nemico degli Stati Uniti, la sua morte sospetta, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, e la sostituzione con una beniamina delle infrastrutture di George Soros, sono una minaccia elettorale per Rousseff, sicuramente considerata una nemica da Washington. Stati Uniti e Soros cercano vari modi per penetrare e perturbare le nazioni BRICS. Il tentativo Soros/CIA di promuovere il membro del Politburo cinese Bo Xilai alla presidenza cinese fallì quando lui e la moglie furono arrestati e incarcerati per corruzione. Con la Russia e Sud Africa off-limits per qualsiasi intrigo del genere, India e Brasile sono al centro dei tentativi di CIA e Soros di spezzare i BRICS. Sebbene il governo di destra di Narendra Modi in India sia nuovo, i primi segni di frattura dei BRICS sono incoraggianti. Ad esempio, con il ministro degli Esteri indiano Sushma Swaraj, alleato schietto ed attivo d’Israele. Il Brasile di Rousseff è visto da CIA e Soros quale migliore opportunità di incunearvisi; in tal caso Marina Silva, alla guida di una nazione BRICS, diverrebbe un “cavallo di Troia” contro il blocco economico dalla crescente importanza. L’incidente aereo che ha ucciso Eduardo Campos contribuisce a promuovere un’agente di George Soros al palazzo presidenziale Alvorada di Brasilia.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il default del debito argentino, un rischioso poker degli USA

F. William Engdahl New Eastern Outlook 29/08/2014147450La maggioranza ignora il dramma della minaccia imminente di (un altro) default del debito dell’Argentina. Lungi dall’ennesimo racconto di un Paese in via di sviluppo corrotto incapace di adempiere ai propri obblighi sul debito estero, come si vide negli anni ’80 e alla fine degli anni ’90, il dramma reale del default del debito sovrano dell’Argentina è infatti un rischioso gioco di potere di Washington e Wall Street, volto a terrorizzare non solo l’Argentina ma tutte le nazioni emergenti sulle regole del gioco scritte unicamente da Wall Street a vantaggio esclusivo delle banche e degli hedge fund di Wall Street. Il 1° agosto, l’agenzia di rating del credito di Wall Street, Standard & Poors, la stessa agenzia accusata d’intervenire politicamente per trasformare la crisi del debito greco in una crisi dell’euro nel 2011, agiva dichiarando l’Argentina “selective default”. La dichiarazione si è avuta quando i negoziati tra il governo argentino e gli hedge fund di Wall Street non risolvevano la disputa sul versamento di 400 milioni di dollari di debiti. Ma ancor più interessante di quanto appaia, l’Argentina si rifiuta di pagare l’importo, e non i fondi.

Le ragioni
L’elemento critico da sapere è che la controversia non riguarda la capacità dell’Argentina di rimborsare i debiti esteri, come avvenuto un decennio fa. Nel 2001 il default dell’Argentina fu di quasi 82 miliardi di dollari di debito sovrano. Fu un brutto momento per il Paese mentre le banche di Wall Street e City of London misero con le spalle al muro il governo, che aveva negoziato i termini di ristrutturazione del debito nel 2005 e nel 2010, con circa il 92% dei possessori del debito che accettava i “tagli” o una significativa riduzione del valore delle obbligazioni. Poi, circa l’8% degli obbligazionisti non accettò i termini della ristrutturazione, i cosiddetti “holdouts” per lo più hedge fund speculativi. Gli hedge fund, guidati da NML Capital della Elliott Capital Management di Paul Singer, rifiutarono i termini del taglio offerti dall’Argentina. Chiesero il rimborso integrale delle obbligazioni dall’Argentina più gli interessi.

Le regole del capitalismo predatore
C’è una brutta piega però. NML Capital di Singer non è nemmeno un hedge fund ordinario. Gestisce ciò che viene chiamato “fondo avvoltoio”, un particolare tipo di fondo speculativo. Come suggerisce il nome, come un avvoltoio distrugge il debito dei “cadaveri” per possibili profitti del 1700% sugli investimenti. E’ l’espressione più cinica della pura logica del libero mercato di Gordon Gekko del film Wall Street di Oliver Stone del 1987. Comprano il debito di Paesi poveri e in recupero finanziario per un penny ogni dollaro per poi citarli in giudizio nei tribunali, spesso recuperando fino a dieci volte il prezzo di acquisto, di solito facendo causa presso le corti “filo-mercato” statunitensi ed europee. I fondi avvoltoio sono molto riservati e risiedono in paradisi fiscali offshore come le Isole Cayman. I profitti di Singer provengono dalle cause nelle corti distrettuali degli Stati Uniti vinte. Così, la questione tra Argentina e Singer sull’accordo volontario con il 92% degli altri possessori di debito, che l’Argentina ha rimborsato con grandi sconti e che i giudici statunitensi hanno congelato in attesa della risoluzione delle richieste di Singer, è se può essere sabotato da un grossolano speculatore in combutta con amici giudici per avere un profitto osceno a scapito della stabilità di un’intera nazione. La libertà dei fondi avvoltoio non regolamentati nel comprare debito sovrano in default nel citare in giudizio per recuperarli, equivarrebbe al paradosso che, dopo la dissoluzione del 1991 dello Stato sovietico, gli hedge fund di Wall Street citassero in giudizio la Federazione russa per recuperare, con gli interessi maturati, il default delle obbligazioni della Russia zarista del 1916 che avessero acquistato in qualche mercatino per pochi centesimi. Il punto non è la follia dei fondi avvoltoio, ma la follia dei tribunale distrettuale federale degli Stati Uniti di New York e persino della Corte Suprema nel consentire tali follie. Lo scorso giugno, la Corte Suprema degli Stati Uniti, una delle più bizzarre nella storia degli Stati Uniti, ha deciso a favore del fonfo avvoltoio NML Capital, decidendo che non avrebbe esaminato il ricorso della Argentina contro la sentenza del giudice Thomas Griesa del tribunale distrettuale federale. Lasciando da parte il fatto che il giudice Griesa ha 84 anni e le sue sentenze suggeriscono possibile senilità, la situazione è più che bizzarra, tanto che anche il governo degli Stati Uniti e il FMI si oppongono alla sentenza. Il giudice Griesa ha emesso sentenze contraddittorie nel caso argentino, ma la Corte Suprema si rifiuta di esaminare il caso. Griesa, utilizzando un argomento giuridico di parità o para passu, impedisce all’Argentina qualsiasi pagamento al 92% dei detentori del debito ristrutturato, se non paga i detentori che l’hanno citata in giudizio. Come ha dichiarato, le sue sentenze hanno lo scopo di costringere l’Argentina a subire ciò che ha ripetutamente chiamato i suoi “obblighi”. Griesa ha deciso che l’Argentina deve pagare appieno le vecchie obbligazioni ed anche i prossimi interessi semestrali dei titolari di nuove obbligazioni. E se non lo fa, qualsiasi banca che aiuta l’Argentina a pagare gli interessi sui nuovi titoli violerebbe l’ordine. Tale sentenza è stata confermata dalla Corte d’Appello del Secondo Circuito, e a giugno la Corte Suprema ha rifiutato di ascoltare l’appello finale dell’Argentina. Il giudice Griesa cerca di controllare le azioni di un governo sovrano emettendo sentenze vincolanti su ciò che normalmente non è mai di competenza di un tribunale statunitense. E’ una follia, se non fosse che la Corte Suprema degli Stati Uniti, la cui conoscenza dei fondi avvoltoi e delle complesse offerte finanziarie è forse limitata, s’è rifiutata di contestare la decisione di Griesa.
La presidentessa argentina Cristina Fernández de Kirchner ha definito la sentenza “estorsione”, e ha detto che il suo Paese continuerà a pagare i detentori del debito ristrutturato. I pagamenti invece sono stati congelati dal giudice Griesa degli Stati Uniti. Per l’Argentina si tratta di un “comma 22″ nucleare. Se versa 1,33 miliardi di dollari al fondo avvoltoio, come preteso dal giudice, gli altri hedge fund detentori, in parte o tutti, la citeranno in giudizio, richiedendo il rimborso totale. Ciò all’Argentina costerebbe 28 miliardi di dollari, esaurendone le riserve valutarie. Ma bloccando il pagamento al 92%, il giudice Griesa impone il default all’Argentina riluttante. La ferocia del fondo avvoltoio di Singer non conosce limiti. Nell’ottobre 2013, nel tentativo di raccogliere il debito argentino, NML Capital chiese a un giudice ghanese di sequestrare una nave argentina, l’ADA Libertad, al largo delle coste del Ghana. NML Capital vinse la causa e il Ghana sequestrò la nave. Più tardi, la sentenza fu ribaltata dal Tribunale delle Nazioni Unite sulle leggi del mare e la nave ritornò in Argentina. Il 21 giugno 2013, la Corte Suprema del Ghana condannò il sequestro della nave argentina, indicando la natura da pirata di tali fondi avvoltoio, non riconosciuti in molti Paesi come la Germania. Joe Stiglitz, premio Nobel per l’economia, ha preso atto della sentenza sull’Argentina negli Stati Uniti, “Abbiamo gettato molte bombe nel mondo, e gli USA lanciano una bomba sul sistema economico globale. Non sappiamo quanto sarà grande l’esplosione, e non è solo in Argentina“.

425907F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, ha conseguito la laurea in politica dalla Princeton University ed è un autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina, prova generale dell’unione tra liberali e neo-nazisti in Europa

S. Naylor Slavjangrad 28/05/14
A. I. Fursov è storico politico e sociologo, Capo del dipartimento dell’Università Statale di Mosca (MGU). 0008a348-642Gli anglo-sassoni continuano a sostenere l’Ucraina, sperando di farne un suo Stato neo-nazista, un nuovo Terzo Reich contro la Russia, quando incitarono Hitler contro l’Unione Sovietica a metà del secolo scorso. Questa l’ipotesi controversa che molti, ovviamente, non osano evocare. Cosa cerca l’occidente in Ucraina? Lo storico Andrej Fursov ritiene che il compito principale dell’occidente sia destabilizzare l’Eurasia. Ma dopo la “Vittoria in Crimea”, secondo Fursov, la Russia vive la fine dell’era delle sconfitte storiche. Dopo la vittoria più importante del 20° secolo, la nostra vittoria contro i fascisti tedeschi, affrontiamo il nuovo Terzo Reich da combattere in questo secolo?

D: Di recente, ha detto che oggi la Russia supera l’era delle sconfitte storiche. La vittoria più importante del 20° secolo fu la sconfitta del fascismo tedesco, ma c’è la sensazione incombente che affronteremo un nuovo Terzo Reich, questo secolo.
R: Nella storia non ci sono ripetizioni identiche e naturalmente possiamo confrontarla alla situazione attuale, ma non dobbiamo dimenticare che è molto diversa dal 1939-1941. C’era un aggressore evidente che si avvicinava ai nostri confini. La situazione attuale è diversa, laddove gli Stati avviano, dopo il fronte siriano (e la Siria è terreno di confronto tra Russia e Stati Uniti), il confronto in Ucraina. Arriverei a definirlo “Fronte ucraino” del confronto russo-statunitense. E gli statunitensi in Ucraina tentano di utilizzare la rivolta americanista-banderista per risolvere una situazione molto semplice. Volevano creare un punto d’appoggio politico, e se necessario, una provocazione armata, per respingere la Russia. Hanno cercato di creare una società slava ancora più russofoba di quella polacca, da poter utilizzare, quando necessario, contro la Russia creando focolai di tensione ai confini nazionali e strategici della Russia.

D: L’ascesa dei moderni governi russofobi è artificiale come l’ascesa di Hitler, che fu sponsorizzata dai clan finanziari di USA e Gran Bretagna. É la stessa situazione?
R: Tutto si riduce a questo: i nemici della Russia hanno sempre ampliato le proprie forze, pensando di scagliarle come entità armate contro la Russia, ma in ogni caso l’attuale Ucraina non potrà mai assomigliare al Terzo Reich, neanche come potenziale economico. Inoltre, in Ucraina la metà della popolazione si oppone ai neonazisti di Bandera, quindi è una situazione assai diversa.

D: Se vogliamo portare il discorso sul neo-nazismo in Ucraina, e nell’Europa in generale… nell’ultima elezione del Parlamento europeo. Qui osserviamo la vittoria dei nazionalisti e degli “euro-scettici” nelle elezioni francesi e inglesi. Ritiene che modifichino la direzione dell’UE?
R: L’elezione parla della profonda crisi dell’Unione europea, dimostrando come tale struttura, inizialmente praticabile, stia esaurendosi. E l’ascesa dei partiti di destra e di sinistra che non vogliono aderire all’UE e non vogliono perdere l’identità, ci dimostra la situazione attuale.

D: Iniziamo con i partiti di estrema destra; finiranno con riabilitare il nazismo?
R: La correlazione è parziale. Non credo che persone come Marine Le Pen riabiliteranno il nazismo. Ma naturalmente una delle conseguenze del crollo dell’Unione europea può essere la riabilitazione del nazismo. Il fatto è che la riabilitazione del nazismo è, in primo luogo, legata non alla crisi europea, ma agli obiettivi dell’attuale élite occidentale, che non può più risolvere i problemi con metodi liberali, ricercando nel neo-nazismo una soluzione alla propria crisi. A tal proposito, l’Ucraina è una chiara prova; qui si osserva il tentativo di unire i liberali, che non sono riusciti a staccare l’Ucraina dalla Russia con la rivoluzione “arancione” (nel 2004), ai neo-nazisti banderisti.

88E755D4-7A59-42C3-A0ED-5754D1FCEDDF_mw1024_n_sD: Cosa pensa, ci sarà una grande guerra?
R: Non nel prossimo futuro. Ma la storia dimostra che gli anglosassoni hanno sempre piani lungimiranti, e il loro compito costante è creare tensioni ai confini russi. Inoltre, tale nuovo Stato (l’Ucraina) sarebbe un esempio di “democrazia” e “libertà” in contrapposizione alla Russia “totalitaria”. Senza dubbio, ciò è un focolaio di tensione il cui scopo è creare tensioni lungo i nostri confini. Chiaramente, gli strateghi statunitensi non nascondono il fatto che gli USA vogliano disperatamente destabilizzare l’Eurasia. Per destabilizzare l’Eurasia bisogna destabilizzare la Russia.

D: Che ruolo ha giocato la Crimea in tale confronto?
R: La “Vittoria della Crimea” ha posto fine all’umiliazione iniziata il 2 dicembre del 1989, quando Gorbaciov, dopo il suo incontro con il noto russofobo Papa Giovanni Paolo II, a Malta tradì e consegnò il campo socialista a Bush. Dopo, la Russia subì l’umiliazione di Eltsin e del suo governo, continuando a cedere le proprie posizioni. E ora, finalmente, abbiamo iniziato a raccoglierci ed è evidente che l’occidente non abbia un piano per incontrare la Russia. Inoltre, la crisi ucraina ha mostrato una posizione occidentale del tutto inadeguata e l’incapacità di avere un ruolo nella politica mondiale. Non ha nulla da opporre alla Russia.

D: E cosa abbiamo? Abbiamo veri alleati di cui possiamo fidarci?
R: Il nostro alleato tattico è la Repubblica popolare cinese, i nostri interessi, in questo momento, coincidono su una serie di questioni. Ma quando si parla degli alleati dei russi, dobbiamo sempre ricordare la frase di Alessandro III: “La Russia ha solo due alleati: l’esercito e la flotta”, ed oggi aggiungerei anche le agenzie d’intelligence. Dobbiamo essere forti, altrimenti gli alleati saranno inutili.

D: Cina e Russia si avvicinano, e ciò è un fatto ben noto. Cosa significa?
R: Si dice che nel mondo non ci siano alleati o amici permanenti. Nei prossimi 10 anni avremo interessi e un nemico geostrategico comuni, quindi è difficile indovinare, tutto cambia rapidamente.

D: Dopo la visita ufficiale di Joe Biden a Pechino, nel dicembre 2013, tutti specularono che il fattore decisivo della politica mondiale sarebbe stato il rapporto USA-Cina. Che USA e Cina negoziassero la “divisione” del mondo. Ma oggi le cose sono cambiate?
R: Beh, prima di tutto non c’è mai stata una situazione del genere, dove Stati Uniti e Cina si sarebbero “spartiti” il mondo. Ricordiamo che l’unico Paese che può causare danni irreparabili agli Stati Uniti è la Russia. Questo, naturalmente, è assai evidente. Beh, la situazione attuale, dopo la crisi ucraina, è completamente cambiata: ora abbiamo una situazione bloccata, mentre l’occidente è preda di complessi processi disorganizzativi; e una certa tattica, e alcuni sostengono strategica, unione tra Cina e Russia.

D: Quindi, la Cina ha ridimensionato gli Stati Uniti rifiutandosi di collaborare?
R: A questo punto sì. Ma i cinesi sanno bene che gli statunitensi, che hanno costantemente ingannato l’Unione Sovietica e ancora la Russia, cercheranno d’ingannare la Cina. I cinesi non si fidano degli Stati Uniti, ed è giusto sia così.

russia-china-GRAPHICTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Sulla questione delle “sacche” ucraine

Vineyard Saker 26 agosto 2014

10314677Molti si chiedono cosa sia la questione delle cosiddette “sacche” in cui le forze ucraine vengono circondate diverse volte. I generali ucraini sono semplicemente stupidi, o cos’altro? Cercherò di spiegare.
Si ricordi che le forze ucraine sono in genere “pesanti”. Hanno molti carri armati, artiglieria, munizioni, soldati, ecc., almeno inizialmente. Ma sono anche assai inferiori in competenze tattiche, morale e volontà. Al contrario, le forze della Resistenza hanno assai meno meno carri armati, pezzi d’artiglieria, munizioni e soldati. Ma il loro morale è alle stelle, le capacità tattiche sono eccellenti e combattono sulla propria terra, “giocare in casa” è un grande vantaggio. Si aggiunga che gli ucraini cercano disperatamente di dimostrare al mondo che “vincono”, mentre la Resistenza cerca di espellere una forza occupante. Ora, se si tiene tutto ciò in mente, si potrà facilmente capire come mai queste “sacche”. Succede così:
I politici a Kiev ordinano ai comandanti della cosiddetta “operazione antiterrorismo” di mostrare dei risultati. Questi si riuniscono e definiscono ciò che considerano città e villaggi importanti. Poi ordinano alle loro forze di entrare e prendere tali città o villaggi. Le forze della junta si muovono con molta potenza di fuoco, superiore per la sola distruzione di un paio di posti di blocco della Resistenza sulle strade principali, su cui passano per occupare le dette città. A questo punto dicono “missione compiuta, la nostra bandiera è sull’amministrazione della città X”. La BBC prende tali informazioni dai suoi ucraini e il mondo viene a conoscenza di un’altra vittoria ucraina. Nel frattempo, gli squadroni della morte ucraini eliminano eventuali simpatizzanti della Resistenza nelle città occupate. I carri armati vengono utilizzati per proteggere le forze ucraine mentre l’artiglieria a lungo raggio viene utilizzata per terrorizzare la popolazione della prossima città sulla lista. Poi tutto va a rotoli.
In primo luogo, una grande forza richiede molta benzina, lubrificanti, munizioni, rifornimenti, cibo, ecc. Ma le strade sono sotto la costante minaccia delle forze della Resistenza. Successivamente, i novorussi, lentamente ma inevitabilmente, portano qualche pezzo d’artiglieria che inizia a bombardare le forze ucraine. A poco a poco, le forze ucraine, più grandi, sono costrette a trincerarsi mentre la Resistenza riprendere il pieno controllo delle strade principali e dei dintorni delle città. Questo è tutto; il cerchio si chiude, gli ucraini sono circondati e si forma la ‘sacca’. A quel punto accadono due cose: a) gli ucraini cercano di ritirarsi, b) rinforzi vengono inviati per salvarli. Ma a questo punto densità e qualità delle forze della Resistenza sono sufficienti a bloccare le strade principali e ad impedire ritirate o rinforzi. In alcuni casi gli ucraini riescono ad uscirne o ad aver rinforzi, ma in genere con grandi perdite in attrezzature e vite. E ciò porta ad un altro punto importante:
Gli ucraini preferiscono combattere sulle arterie principali. La Resistenza è di casa nelle foreste, colline, campi e cespugli (ciò che l’esercito russo chiama “la macchia”). Ciò significa che i movimenti ucraini sono molto prevedibili. Non così per la Resistenza. Gli ucraini temono la “macchia”, i novorussi l’amano. Non so di una sola battaglia, finora, in cui gli ucraini abbiano attaccato attraverso la “macchia”. I novorussi lo fanno sempre. Ben presto i rifornimenti diventano un problema reale, e con più o meno l’intera aviazione ucraina defunta, data la densità delle armi antiaeree della Resistenza, anche le grandi unità passano dalla modalità di combattimento a quella di sopravvivenza. Almeno 4 squadroni della morte ucraini vi si trovano proprio oggi. Ma si ricordi, gli ucraini hanno più armi e potenza di fuoco, quindi non è così facile ridurli e schiacciarli nelle sacche, ed è per questo che la Resistenza ha bisogno di tanto tempo per finirli. Facendolo, però, una per una. Se avessero tempo e forze, avrebbero potuto farlo facilmente, ma non è così. In questo momento, le principali forze che proteggono Marjupol sono bloccate in 2-3 sacche a sud-est di Donetsk. Ma invece di perdere tempo a ridurle, le Forze Armate della Novorussia hanno lanciato l’attacco lungo le coste su Marjupol, dove gli ucraini sono già nel panico non essendovi nulla che si frapponga tra loro e la Resistenza. E questa è la mossa giusta dei novorussi. Proprio come negli scacchi, un pezzo bloccato è essenzialmente inutile, come le forze ucraine in una sacca. La cosa importante è mantenere l’iniziativa e sfruttare il vantaggio. Questo è il motivo per cui la Resistenza avanza verso Marjupol. Se la città viene presa, o anche circondata, o se le sacche a sud di Donetsk sono ridotte, sarà il crollo del fronte meridionale ucraino contro Novorussia. Ci sono dei rischi però.
In primo luogo, qualsiasi forza dei novorussi diretta su Marjupol rischia di esser accerchiata dai rinforzi ucraini. Ora, non si sa di certo cosa facciano gli ucraini, ma è probabile siano nel panico totale a Kiev e che rinforzi saranno inviati da tutto il Paese per evitare che Marjupol cada in mano dei novorussi. I novorussi devono fare molta attenzione al loro tergo (ma poi, c’è la certezza che i tanti occhi del GRU, nello spazio e a terra, lo stiano già facendo al loro posto). In secondo luogo, gli ucraini circondati potrebbero cercare di unire le forze per uscirsene o attaccare verso nord. Se non ci riescono, probabilmente faranno ciò che hanno già fatto, scappare per salvarsi abbandonando tutte le attrezzature pesanti, o combattere fino all’ultimo. In entrambi i casi va bene per i novorussi.
Spero che la breve (e un po’ semplificata) spiegazione tracci, almeno nelle linee generali, perché e come tali “sacche” vanno costantemente formandosi.

Cordiali saluti, Saker

10649673Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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