Questioni nucleari: parole e fatti

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 16/01/2014

4.2.3Il presidente degli Stati Uniti Obama ha dichiarato l’obiettivo di un mondo libero dal nucleare. La Nuclear Posture Review 2010 afferma che gli Stati Uniti si preparano a ridurre l’arsenale nucleare a 1000 testate o meno. Nell’estate del 2013 si offrirono di avviare colloqui su ulteriori riduzioni delle armi strategiche che la Russia ha rifiutato. La direzione di Obama del Pentagono punta alla riduzione del ruolo delle armi nucleari nella strategia della sicurezza globale degli Stati Uniti e a restringere la strategia della deterrenza nucleare, come infatti ha affermato la Casa Bianca nel 2013.  Molti iniziano a dire che gli Stati Uniti hanno perso interesse per le armi nucleari, mentre cercavano di intralciare la Russia con la scusa che si rifiuta di seguirne l’esempio. La Deterrence and Defence Posture Review 2012 della NATO collega i cambiamenti della postura nucleare dell’alleanza alla politica nucleare della Russia, affermando che “la NATO è disposta a considerare l’ulteriore riduzione delle armi nucleari non strategiche assegnate all’Alleanza nel contesto di iniziative reciproche con la Russia”. Nell’indirizzo del 19 giugno 2013 presso la Porta di Brandeburgo di Berlino, Obama disse: “Non possiamo più vivere nella paura dell’annientamento globale, ma fin quando esisteranno armi nucleari, non saremo veramente al sicuro”. Sembrava emozionante. L’idea si evolse nella proposta di Obama per un nuovo round per la riduzione delle armi nucleari con la Russia, a giugno, a Berlino. Mosca subito respinse tale proposta e continua a respingerla (e a crescere e modernizzare il proprio arsenale nucleare). Alla fine dello scorso anno il presidente russo Vladimir Putin ha fatto una serie di dichiarazioni annunciando l’intenzione di mantenere un forte deterrente nucleare strategico del Paese, adottando nuovi sistemi nell”arsenale. Tutti questi temi sono in cima all’agenda propagandistica per il Vertice sulla Sicurezza Nucleare che si terrà all’Aia il 24 e 25 marzo 2014. Obama ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero anche ospitato un vertice sulla sicurezza nucleare nel 2016.
Gli Stati Uniti hanno davvero “perso interesse per armi nucleari”? La Russia incrementa il suo potenziale senza ragione o provocazione? Tale ragionamento regge? O è una ritorsione di Mosca per mantenere l’equilibrio esistente? Un rapido sguardo ai fatti contribuirà a darne un giudizio…

USA: nessun arretramento sulle armi nucleari anche in tempi di budget ristretti
Il Congresso affronta tagli lineari da 1200 miliardi dollari al bilancio federale, nei prossimi dieci anni, con il Budget Control Act del 2011. Non importa se un’ampia revisione dell’arsenale nucleare del Paese è in corso. La modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti riguarda 5113 testate, piattaforme e impianti di produzione. Fu prudenzialmente stimata in 355 miliardi dollari per il prossimo decennio secondo il think tank Stimson Center. Tale cifra coincide con le stime del Congressional Budget Office, come si può vedere qui. Tuttavia, la relazione del Centro dice che la spesa potrebbe salire, soprattutto se il compito estremamente importante ma pubblicamente sottovalutato viene ancora ignorato. Obama ha patteggiato con i repubblicani del Senato nel 2010, promettendo l’ammodernamento dell’arsenale nucleare per garantirsi l’approvazione dell’accordo sulla nuova iniziativa per la riduzione degli armamenti con la Russia. Secondo i dati appena pubblicati della Federazione degli Scienziati Atomici (FAS), gli Stati Uniti hanno attualmente 4650 testate nucleari, 2130 operative. Oltre alle 4650 testate, Washington ne ha 2700 in deposito per essere smantellate. Secondo le stime della FAS, attualmente “1620 testate strategiche sono schierate sui missili balistici: 1150 sui missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e 470 sui missili balistici intercontinentali (ICBM); circa 300 testate strategiche si trovano nelle basi dei bombardieri degli Stati Uniti e quasi 200 testate non strategiche sono dispiegate in Europa”. Gli Stati Uniti spenderanno 1000 miliardi di dollari per mantenere e modernizzare l’arsenale nucleare nei prossimi 30 anni, secondo il rapporto Trillion Dollar Nuclear Triad: US Strategic Modernization over the Next 30 Years, diffuso il 7 gennaio 2014 da James Martin del Center for Nonproliferation Studies (CNS), un think tank indipendente. Si afferma “i contratti per sostituire piattaforme e testate associate raggiungerà il picco nell’arco di quattro-sei anni, poco dopo il 2020. Durante tale periodo di picco, gli Stati Uniti dovranno spendere il tre per cento del bilancio annuale per la difesa per il proprio arsenale nucleare. Ciò è simile alla percentuale del bilancio della difesa dedicata alla modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti di Ronald Reagan, negli anni ’80”, come notano gli autori Jon B. Wolfsthal, Jeffrey Lewis e Marc Quint.
I piani dell’amministrazione Obama costeranno circa 355 miliardi dollari nei prossimi dieci anni, ha detto il Congressional Budget Office il 20 dicembre 2013. Cioè quasi 150 miliardi dollari in più ai 208.500 milioni di dollari stimati dall’amministrazione in un rapporto al Congresso dello scorso anno, ha detto un analista di un gruppo di controllo degli armamenti, poiché la modernizzazione è solo all’inizio i costi dovrebbero aumentare notevolmente dal 2023. L’ufficio del bilancio ha detto che il presidente Barack Obama ha chiesto 23,1 miliardi dollari per le forze nucleari statunitensi per l’anno fiscale 2014, tra cui 18 miliardi dollari per mantenere armi e laboratori di supporto, così come sottomarini, bombardieri e missili vettori. Nel decennio finito con il 2013, i piani dell’amministrazione per modernizzare e mantenere sottomarini, bombardieri e missili prevedevano un costo di circa 136 miliardi dollari, affermava il CBO in un rapporto di 25 pagine. Gli Stati Uniti modernizzano tutti i vettori strategici esistenti e ristrutturano le testate che trasportano in vista dei prossimi 20-30 anni o più. I sistemi di lancio nucleari statunitensi sono in via di ammodernamento continuo, comprese la ricostruzione completa degli ICBM Minuteman III e degli SLBM Trident II.  L’US Navy attualmente prevede l’acquisto di 12 nuovi SSBN per sostituire i 14 SSBN classe Ohio, che saranno gradualmente radiati. Ogni nuovo SSBN costerà circa 4-6 miliardi di dollari. La vita operativa dei sottomarini lanciamissili balistici Trident della classe Ohio è stata estesa. Inoltre, il nuovo sottomarino, l’SSBNX, che sostituirà la classe Ohio è in via di sviluppo e dovrebbe costare circa 100 miliardi, secondo il Congressional Budget Office. L’US Navy ha ora intenzione di acquistare il primo SSBNX nel 2021, il secondo nel 2024 e uno all’anno tra il 2026 e il 2035. Il primo battello dovrebbe diventare operativo nel 2031. Di conseguenza, l’US Navy schiererà 10 sottomarini lanciamissili balistici tra il 2030 e il 2040. L’US Air Force sviluppa una nuova serie di bombardieri d’interdizione a lunga autonomia (LRPB) nucleari. Modernizza continuamente il B-2 (anche il bombardiere B-52H è stato aggiornato) della flotta, divenuto operativo nel 1997 e che dovrebbe restare fino al 2058. L’arma attualmente si occupa della sostituzione dell’ALCM, il missile da crociera standoff a lungo raggio (LRSO). L’US Air Force pianifica l’inizio della produzione del nuovo missile da crociera intorno al 2025, se si decide di portare avanti il LRSO. L’arsenale degli Stati Uniti di testate e bombe nucleari è continuamente rinnovato attraverso il Programma di estensione della vita operativa della NNSA (LEP). L’United States Air Force attualmente dispone di 450 ICBM Minuteman III situati presso la F. E. Warren Air Force Base, Wyoming, Malmstrom Air Force Base, Montana, e Minot Air Force Base, Dakota del Nord. Un programma di estensione della vita operativa da 7 miliardi di dollari è in corso per mantenere gli ICBM sicuri e affidabili fino al 2020; e il generale Robert Kehler, Comandante in Capo di STRATCOM, ha detto che i programmi di modernizzazione manterranno operativi i Minuteman III fino al 2030. Il programma di modernizzazione comporta essenzialmente un “nuovo” missile, ampliandone le opzioni di puntamento e migliorandone l’accuratezza e la capacità di sopravvivenza. L’Air Force attualmente esplora la possibilità di estendere l’operatività del missile Minuteman III fino al 2050 o all’arrivo di un nuovo sistema. L’US Air Force aggiorna anche le testate nucleari del Minuteman sostituendo parzialmente le vecchie testate W78 con nuove e più potenti testate W87, già schierate sui defunti ICBM MX Peacekeeper. L’US Air Force e US Navy inoltre hanno un LEP congiunto per ristrutturate le testate sostituendo le W78 e W88. Un programma per modernizzare la bomba nucleare B61 è in corso. La testata B61 è l’arma nucleare principale utilizzata sia dall’aviazione della triade strategica degli Stati Uniti (bombardieri, missili balistici intercontinentali e sottomarini) che dagli aerei d’interdizione di teatro di Stati Uniti e NATO. Ha un solo seppur importante obiettivo: la deterrenza nucleare. I governi europei hanno detto in numerose occasioni che vorrebbero far rimuovere tali armi. Invece, le armi dovrebbero essere aggiornate con capacità avanzate. La prima B61-12 dovrebbe essere completata entro il 2020. Entro il 2024, tutte le vecchie bombe dovrebbero essere sostituite. Poi, secondo il piano, nuove armi saranno schierate sui jet da combattimento come l’F-16, il nuovo F-35 e  bombardieri strategici come il B-2 Spirit o il nuovo bombardiere LRSB. Gli esperti vedono la B61-12 come molto più di un puro programma di prolungamento operativo o versione leggermente aggiornata delle vecchie bombe. Al contrario,  ritengono che sia de facto un nuova arma, uno sviluppo che violerebbe lo spirito dell’impegno preso dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama di non produrre eventuali nuove armi nucleari o dalle nuove specifiche. “La B61 è l’unica arma in riserva che soddisfa missioni tattiche e strategiche“, ha detto nell’audizione al Congresso del 6 novembre 2013 il Generale Robert Kehler, capo del Comando Strategico. La testata termonucleare B61 potrebbe costare 10 miliardi dollari in cinque anni.
Götz Neuneck dell’Istituto per le ricerche sulla pace e la politica di sicurezza di Amburgo vede un futuro onere per il governo tedesco. “Dovrebbero far capire a Washington che l’Europa non ha bisogno di nuove bombe e non ne renderà disponibile alcun vettore.” Inoltre, la NATO deve urgentemente fare proposte concrete alla Russia sul controverso sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti, visto da Mosca come una minaccia. “Se tutto ciò fallisce”, ha detto Neuneck, “nuove armi nucleari tattiche saranno di stanza in Europa, e il disarmo nucleare sarà impossibile per decenni.” Alcuni della comunità di controllo degli armamenti affermano che la modernizzazione della triade nucleare è inutile strategicamente. Joseph Cirincione, Presidente del Fondo Ploughshares, scrive nel suo recente libro “Incubi nucleari: assicurare il mondo prima che sia troppo tardi”, “L’arsenale nucleare degli Stati Uniti è ancora configurato per contrastare la minaccia da guerra fredda di un massiccio attacco nucleare russo… la riconfigurazione della forza nucleare per affrontare l’ambiente delle reali minacce del XXI.mo secolo potrebbe ridurne drasticamente le dimensioni nel prossimo decennio, senza sacrificare le vitali missioni militari”.

y8uuQLa Russia incrementa il potenziale nucleare
Il 3 gennaio il portavoce del ministero della Difesa ha detto che l’esercito russo prevede di testare circa 70 tipi di razzi e missili presso un importante poligono, per quest’anno. Secondo il colonnello Igor Egorov, portavoce del ministero, il programma dei test al poligono di Kapustin Jar, nella Russia meridionale, riguarderà circa 300 lanci di razzi, missili e droni di oltre 180 programmi di ricerca e sviluppo. Lo sforzo non si limita al “prolungamento della vita operativa” o all’aggiornamento tecnico dei vecchi sistemi presenti nell’arsenale come: i missili balistici intercontinentali (ICBM) SS-18, SS-19 e SS-25 e i missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM)  SS-N-18 e SS-N-23. L’obiettivo è sostituire una forza obsolescente con nuovi missili, testate e piattaforme. Il Tenente-Generale Sergej Karakaev, il comandante in capo delle Forze missilistiche strategiche, ha annunciato che l’intera forza nucleare strategica russa sarà aggiornata entro il 2021.  La maggior parte dei missili balistici intercontinentali russi è alla fine della vita utile, ciò rende l’implementazione e l’ammodernamento dei missili attuali e nuovi fondamentale per mantenere le capacità nucleari del Paese. Attualmente, la maggioranza degli ICBM della Russia è costituita dai vecchi missili balistici intercontinentali SS-18, SS-19 e SS-25 entrati in servizio nell’era sovietica. La Russia vuole sostituire entro il 2016 108 di questi vecchi missili con i nuovi e più avanzati RS-24 Jars-M (SS-29) e Topol-M (SS-27)  mobili, così come 30 SS-19 di nove divisioni basate sui silo.
Nel corso della riunione allargata del Ministero della Difesa del 10 dicembre, Putin ha dettagliato gli sforzi per la modernizzazione delle forze nucleari, ricordando che la Russia deve ricevere 40 ICBM avanzati e aggiornati. Faceva seguito a un vertice con i leader delle forze missilistiche strategiche russe, alla fine del novembre scorso, dove furono discussi in dettaglio i piani per il dispiegamento di 40 ICBM RS-24 Jars-M, 22 sui silo e 18 mobili. Mosca ha annunciato che implementerà un nuovo missile balistico intercontinentale pesante a propellente liquido nel 2018, che vanta caratteristiche superiori a tutti i precedenti missili russi, compresa l’immunità dai sistemi di difesa missilistica. La Russia ha sviluppato un nuovo ICBM a propellente solido, l’RS-26, da testare per la fine di quest’anno. Poche caratteristiche sono note, mentre il missile sarebbe dotato di una nuova testata. La Russia sta attuando il programma degli otto nuovi sottomarini nucleari della classe Borej per l’arsenale della marina, divenendo il nucleo della forza nucleare strategica navale, mentre vengono sostituiti i vecchi sottomarini Typhoon, Delta III e IV. Ogni Borej è dotato di 16 (le versioni successive ne avranno 20) nuovi SLBM Bulava. Il PAK-DA, nuovo bombardiere a lungo raggio, è in via di sviluppo per sostituire la sempre più obsoleta flotta di bombardieri strategici Tu-95MS Bear e Tu-160 Blackjack. L’aeromobile sarà equipaggiato con i nuovi missili da crociera nucleari Kh-101 e Kh-102 che vantano una gittata di 10000 km. Armi nucleari tattiche potranno essere configurate anche per i nuovi cacciabombardieri Su-34 recentemente introdotti in servizio.

Cause e ragioni di tale posizione
La Russia vede una minaccia nello sviluppo dell’iniziativa Prompt Global Strike che consente agli Stati Uniti di colpire obiettivi in tutto il mondo con armi convenzionali in meno di un’ora, così come lo sviluppo della difesa missilistica statunitense, che modifica la bilancia globale del potere. In  risposta s’è concentrata sul rafforzamento del deterrente nucleare. Poco prima di del suo terzo mandato a presidente della Russia, Vladimir Putin ha scritto un articolo per la rivista Foreign Policy, in cui ha sottolineato la particolare importanza per Mosca del suo potenziale strategico. Il Presidente ha osservato che, “In un mondo in sconvolgimento c’è sempre la tentazione di risolvere i propri problemi a spese di qualcun altro, attraverso la pressione e la forza. In altre parole, non dobbiamo tentare nessuno permettendoci di essere deboli. Noi, in nessun caso, cederemo la nostra  deterrenza strategica. Infatti, la rafforzeremo”. Parlando al suo annuale indirizzo alla nazione del dicembre 2013, il Presidente Putin ha sottolineato, “L’incremento in Paesi stranieri dei propri sistemi strategici ad alta precisione non nucleari e l’ampliamento delle possibilità della difesa antimissile, potrebbero rovinare gli accordi precedentemente raggiunti sul controllo e la riduzione degli armamenti nucleari, rompendo il cosiddetto equilibrio strategico… Nessuno dovrebbe farsi illusioni sulla possibilità di superare militarmente la Russia”, ha detto. “Non lo permetteremo mai”. Il 23 giugno, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov suggeriva che riduzioni oltre i livelli del nuovo START renderanno gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia paragonabili a quelli di altri Paesi con armi nucleari. “Ciò significa che ulteriori eventuali proposte per la riduzione effettiva delle armi strategiche offensive, dovranno essere riviste multilateralmente. Parlo non solo delle potenze nucleari ufficiali, ma di tutti i Paesi che possiedono armi nucleari”, ha detto Lavrov alla TV Rossija 1. La Russia insiste sul fatto che ulteriori riduzioni nucleari dipendono anche dalla risoluzione delle sue preoccupazioni sui piani della difesa missilistica strategica degli Stati Uniti. La difesa missilistica, i programmi di modernizzazione in corso delle forze nucleari, il concetto Prompt Global Strike, l’evidente superiorità degli Stati Uniti nelle armi non nucleari di alta precisione a lungo raggio, la crescente proliferazione delle armi nucleari nel mondo (aspetto che gli Stati Uniti evitano di prendere in considerazione, pur presentando proposte sui tagli delle forze strategiche), tutti questi fattori definiscono la posizione della Russia sulla questione… Speriamo che questi temi scottanti siano nell’agenda del prossimo evento dell’Aia, venendo affrontati costruttivamente da tutti i partecipanti che realmente si sforzano di rendere il mondo un posto più sicuro rispettando ogni altra preoccupazione e agendo concretamente, invece di insistere con dure parole dal senso torbido, come ogni tanto accade nei migliori eventi mondiali.

TBXjbTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Spazio nucleare 2012

Karl Grossman Enformable 13 Aprile 2012

Lo schianto della scorsa settimana di un drone statunitense sulle isole Seychelles, il secondo incidente di un drone statunitense alle Seychelles in quattro mesi, sottolinea la follia mortale del piano degli scienziati dei laboratori nazionali degli Stati Uniti e della Northrop Grumman Corp. riguardante i droni a propulsione nucleare.
Il drone che “è rimbalzato un paio di volte sulla pista” nel Seychelles International Airport, il 4 aprile, “prima di finire” in mare, secondo una dichiarazione della Civil Aviation Authority delle Seychelles, era a propulsione convenzionale. Dalle isole dell’Oceano Indiano i droni degli Stati Uniti volano sulla Somalia e anche sulle acque al largo dell’Africa orientale, alla ricerca di pirati. Ma l’uso di energia nucleare per i droni degli Stati Uniti è stato “positivamente valutato dagli scienziati del Sandia National Laboratories e della Northrop Grumman Corp.”, ha rivelato Steven Aftergood, del Progetto sulla segretezza del governo della Federazione degli scienziati americani, il mese scorso.
Il loro rapporto ha detto che “i progetti tecnologici e dei sistemi sono stati valutati … ma non sono mai stati applicati in precedenza sui velivoli senza equipaggio” e l'”uso di queste tecnologie” potrebbe fornire “prestazioni del sistema senza paragoni con le tecnologie esistenti.” E’ riconosciuto, tuttavia, che “le attuali condizioni politiche non consentono l’uso dei risultati.” Così “è dubbio che saranno utilizzati in un futuro a breve o a medio termine.”
Basti pensare se i due droni che si sono schiantati alle Seychelles, avessero utilizzato il nucleare, e se all’impatto il combustibile radioattivo che avrebbero potuto contenere, si fosse sparso. Oppure, si pensi se i droni fossero precipitati altrove, in Somalia, per esempio, fornendo materiale nucleare per chi volesse avere una “bomba sporca“. I droni, non troppo per inciso, hanno una serie di frequenti incidenti.
Il drone a propulsione nucleare apparentemente non va avanti da nessuna parte, ora, a causa delle “considerazioni politiche attuali.” Ma altri sistemi che utilizzano la propulsione nucleare, e che anche minacciano una catastrofe nucleare, sono sul tavolo di progettazione e alcuni progrediscono.
Questi includono:
– Un nuovo piano dell’Aviazione degli Stati Uniti che sostiene “il volo con motore nucleare“, dal titolo Energy Horizons, emesso a gennaio, afferma che “l’energia nucleare è stata impiegata su diversi sistemi satellitari” e “questa fonte fornisce una potenza costante … con una molto più alta energia e densità di potenza rispetto alle tecnologie attuali.” E ammette che “l’attuazione di tale tecnologia deve essere valutata con dei possibili esiti catastrofici.” Infatti, il peggior incidente che ha coinvolto un sistema spaziale nucleare degli Stati Uniti si è verificato con la caduta sulla Terra, nel 1964, di un satellite alimentato da un generatore termoelettrico a radioisotopi o RTG, lo SNAP-9A. Non riuscì a raggiungere l’orbita e cadde sulla Terra, la disintegrazione nell’atmosfera causò la dispersione del suo combustibile al Plutonio-238, sotto forma di un’ampia nube di polvere sulla Terra. Il dr. John Gofman, professore di Fisica Medica presso l’University of California, Berkeley, collegò l’incidente dello SNAP-9A ad un aumento globale nel cancro ai polmoni. Il rapporto dell’Aviazione considera l’energia nucleare una fonte di energia che l’aiuterà a raggiungere la “massima quota fondamentale“, fornendo “l’accesso a ogni parte del globo, comprese le aree negate”.
– “Un innovativo sistema di navigazione spaziale a propulsione nucleare russa, sarà pronta entro il 2017, e spingerà una nave in grado di compiere lunghe missioni interplanetarie entro il 2025“, aveva riferito, la scorsa settimana, l’agenzia russa RIA Novosti. L’articolo del 3 aprile, intitolato “Plutonio su Plutone: novità sul volo spaziale nucleare russo“, diceva, “Il motore nucleare della potenza di megawatt, funzionerà per un massimo di tre anni e produrrà 100-150 kilowatt di energia, a potenza normale.” E “sviluppato presso Skolkovo, polo tecnologico avanzato della Russia, dove il direttore del programma nucleare Dennis Kovalevich ha confermato la svolta.” Ha detto, “gli scienziati si aspettano di iniziare a sviluppare il nuovo motore tramite test operativi, già nel 2014.” In precedenza, RIA Novosti aveva riferito che il direttore di Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, riteneva che lo “sviluppo di sistemi a energia nucleare, della potenza di megawatt, per veicoli spaziali con equipaggio umano, è determinante se la Russia vuole mantenere un vantaggio competitivo nella corsa allo spazio, compresa anche l’esplorazione della Luna e di Marte.” Si dice che anche l’azienda spaziale russa Energija, sia “pronta a progettare una centrale nucleare spaziale, con una vita utile di 10 a 15 anni, da collocare inizialmente sulla Luna o su Marte.” Il peggior incidente che coinvolse un sistema spaziale nucleare sovietico o russo, fu la caduta nel 1978 del satellite Cosmos 954, alimentato da un reattore nucleare. Disperse nell’atmosfera detriti radioattivi per oltre 77.000 miglia quadrate, sui Territori del Nordovest del Canada.
– Gli Stati Uniti stanno avviando di nuovo la produzione di Plutonio-238 per uso spaziale. Negli ultimi anni, gli Stati Uniti avevano smesso di produrre Plutonio-238. E’ 270 volte più radioattivo rispetto al più comunemente conosciuto plutonio-239, utilizzato come combustibile per le bombe atomiche, e quindi la sua realizzazione ha prodotto un significativo inquinamento radioattivo. Invece, hanno ottenuto Plutonio-238 dalla Russia. Gli RTG alimentati da Plutonio-238 sono stati utilizzati dagli Stati Uniti come fonte di energia elettrica per i satelliti, come Horizons Energy notava. Ma questo fino all’incidente dello SNAP-9A, che ha causato una svolta verso la produzione di elettricità con pannelli solari fotovoltaici. Ora tutti i satelliti sono alimentati da pannelli solari, così come la Stazione Spaziale Internazionale. Ma gli RTG che usano il Plutonio-238 sono rimasti una fonte di energia elettrica a bordo di sonde spaziali come la Cassini, che la NASA ha lanciato verso Saturno nel 1999. Il Dipartimento dell’Energia prevede di produrre Plutonio-238, sia all’Oak Ridge National Laboratory che nell’Idaho National Laboratory. “Nei prossimi due anni, l’Oak Ridge National Laboratory avvierà un progetto pilota da 20 milioni di dollari per dimostrare la capacità del laboratorio nel produrre e processare Plutonio-238 per l’utilizzo nel programma spaziale“, ha riferito il Knoxville Sentinel News, il mese scorso.
-Gli Stati Uniti stanno inoltre sviluppando missili a propulsione nucleare. Il direttore della NASA Charles Bolden, un ex astronauta e maggiore generale dell’US Marine Corps, è un sostenitore del progetto di una società di Houston, Ad Astra, di cui un altro ex astronauta, Franklin Chang-Diaz, è presidente e chief executive officer. “Ha lanciato Ad Astra, dopo che si era ritirato dalla NASA nel 2005, ma l’azienda continua una stretta collaborazione con l’agenzia spaziale degli Stati Uniti“, osservava la governativa Voice of America, nel suo articolo sul progetto dello scorso anno. Il Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket o VASMIR può essere alimentato da energia solare, ma l’articolo riferisce, “Chang-Diaz dice che sostituendo i pannelli solari con un reattore nucleare, si fornirà la potenza necessaria a VASMIR per un viaggio molto più veloce.” E lo cita riferire che “potremmo compiere una missione su Marte in circa 39 giorni, solo in andata.” E, anche se “tale missione è ancora lontana tanti anni, Chang-Diaz dice che il suo razzo potrebbe essere utilizzato molto prima per le missioni della Stazione Spaziale Internazionale o per il recupero o il posizionamento di satelliti in orbita attorno alla Terra.”
Chi sfida ciò che sta accadendo è il Global Network Against Weapons & Nuclear Power in Space.
Bruce Gagnon, coordinatore del gruppo, commenta:
Chi può negare che l’industria nucleare non stia facendo gli straordinari per diffondere il suo prodotto mortale su ogni possibile applicazione militare? La recente rivelazione che il Pentagono stia fortemente considerando di usare motori nucleari sui droni è pericolosamente ‘più del solito'”. “Droni a propulsione nucleare che volano in giro o a bordo di razzi che spesso falliscono il lancio, sono follia pura“, afferma Gagnon. “Le persone devono respingerlo nettamente“.
Quello che sta accadendo ha cause profonde. Un concetto fondamentale di Sandia e Northrop Grumman per i droni a propulsione nucleare era, come il quotidiano britannico The Guardian ha riferito la settimana scorsa, i voli a lunghissima autonomia. “Gli scienziati statunitensi hanno elaborato piani per una nuova generazione di droni a propulsione nucleare, in grado di volare sulle regioni remote del mondo per mesi e mesi, senza rifornimento di carburante“, ha segnalato. La stessa logica, ha osservato Gagnon, fu alla base dello sviluppo negli Stati Uniti, negli anni ’40 e ’50, di bombardieri a propulsione nucleare.
La strategia era che questi bombardieri a propulsione nucleare rimanessero in aria per lunghi periodi di tempo. Non ci sarebbe stato quindi alcun bisogno di mobilitare gli equipaggi e fare decollare i bombardieri per sganciare armi nucleari in Unione Sovietica, se erano già in volo, in attesa del comando. L’Energia Nucleare per la Propulsione di Aeromobili o progetto NEPA, fu iniziato nel 1946 e ha comportato la conversione di due bombardieri B-36 per la propulsione nucleare. La prima operazione di un motore aeronautico nucleare si verificò nel 1956. I laboratori nazionali degli Stati Uniti, una serie di strutture che iniziarono il programma d’urto per costruire le armi atomiche, il  Manhattan Project, erano parte integrante del programma. L’Oak Ridge National Laboratory, che venne avviato quando si sciolse la Commissione per l’Energia Atomica degli USA, svolse gran parte del lavoro di ricerca. Gran parte del test venne svolto in quello che ora è l’Idaho National Laboratory, dove oggi due motori per aerei nucleari sono esposti al pubblico ed è anche rimasto un hangar gigantesco, costruito per gli aerei nucleari. La General Electric fu il principale contraente.
Il piano dei bombardieri a propulsione nucleare venne finalmente affondato a causa del problema causato dalla pesante schermatura in piombo per proteggere l’equipaggio dalle radiazioni e, come l’allora Segretario alla Difesa Robert McNamara disse al Congresso nel 1961, un aereo atomico “espellerebbe nell’atmosfera una parte delle sostanze radioattive prodotte dalla fissione, creando un importante problema di pubbliche relazioni, se non un pericolo fisico reale.”
Un programma successivo che collegò l’energia nucleare e le armi fu il programma Star Wars del presidente Ronald Reagan. Venne “predicato”, osserva Gagnon, “il nucleare nello spazio“. Reattori e anche un “Super RTG” vennero costruiti dalla General Electric, per fornire l’energia a piattaforme orbitanti da combattimento dotate di laser, cannoni iperveloci e armi a fascio di particelle.
Nel mio libro, The Wrong Stuff: The Space Program’s Nuclear Threat to Our Planet e nel documentario TV, Nukes in Space: The Nuclearization and Weaponization of the Heavens, ho notato la dichiarazione del 1988 del tenente generale James Abramson, primo capo della Strategic Defense Initiative, che “senza reattori in orbita [vi] sarà necessità di un lungo, lungo cavo elettrico che scenda sulla superficie della Terra” per alimentarli. Aveva affermato: “Il mancato sviluppo dell’energia nucleare nello spazio potrebbe paralizzare gli sforzi per implementare sensori anti-missili e armi in orbita.”
Per quanto riguarda i razzi a propulsione nucleare, gli Stati Uniti hanno una lunga storia di tentativi di realizzazione a partire dagli anni ’50. C’era un programma chiamato Nuclear Engine for  Rocket Vehicle Application o NERVA, seguiti dai progetti Plutone, Rover e Poodle (barboncino). E negli anni ’80, il razzo a propulsione nucleare Timberwind venne sviluppato per inviare carichi pesanti per Star Wars e anche per dei viaggi su Marte. Più di recente, il programma Prometeo per costruire razzi a propulsione nucleare, venne iniziato dalla NASA nel 2003. Nel corso degli anni ci sono state grandi preoccupazioni sulla possibile esplosione di un missile nucleare al lancio o un suo schianto sulla Terra.
L’Unione Sovietica, la Russia, ha condotto un programma spaziale nucleare parallelo, per satelliti a propulsione nucleare, lo sviluppo di un bombardiere nucleare e di missili a propulsione nucleare.
Ora, nel frattempo, l’energia nucleare sopra le nostre teste, viene indicato come necessaria.
La NASA ha continuato a usare gli RTG alimentati da Plutonio-238 su sonde spaziali, affermando che non c’era altra scelta. Ma l’anno scorso ha lanciato la sonda spaziale Juno che ora viaggia verso Giove – che per alimentare tutti i suoi sistemi di bordo, utilizza solo pannelli solari fotovoltaici.  Arriverà nel 2016 e farà 32 orbite attorno a Giove ed eseguirà una serie di missioni scientifiche. La NASA ha dichiarato la settimana scorsa, sul suo sito web, che Juno:il 4 aprile sarà approssimativamente a 209 milioni di chilometri dalla Terra … La sonda Juno è in ottima salute.” Questo nonostante la NASA sostenga da decenni che solo l’energia nucleare sia in grado di fornire energia elettrica a bordo, nello spazio profondo.
Allo stesso modo, l’Agenzia spaziale europea ha varato nel 2004 una sonda spaziale chiamata Rosetta, che utilizza l’energia solare piuttosto che l’energia nucleare, per avere energia elettrica a bordo. Dovrà incontrare nel 2014 la cometa 67P/Churjumov-Gerasimenko e inviarvi un lander per analizzarne la superficie. A quel punto sarà a 500 milioni di miglia dal Sole, una piccola pallina nel cielo a quella distanza, ma Rosetta raccoglierà ancora l’energia solare .
Come  propulsione spaziale, una fonte di energia molto promettente sono le particelle ionizzate nello spazio, che possono essere utilizzate nell’ambiente senza attrito chiamato vela solare.
Nel maggio 2010, l’Exploration Agency del Giappone ha lanciato un veicolo spaziale sperimentale, Ikaros, che sette mesi più tardi ha raggiunto Venere, spinto solo dalla sua vela solare. La Planetary Society sta preparando una missione simile, utilizzando un veicolo spaziale di nome LightSail-1 (Vela di luce) alimentato da vele solari e pianifica due voli più ambiziosi per LightSail-2 e LightSail-3.
Queste missioni non minacciano la vita sulla Terra, come invece fa l’uso della propulsione nucleare. E le minacce della propulsione nucleare possono essere enormi. Ad esempio, si consideri la proiezione nella Final Environmental Impact Statement for the Cassini Mission della NASA, sugli impatti possibili se ci fosse un “rientro accidentale” di Cassini nell’atmosfera terrestre, durante una delle sue due “flyby”, slanci attorno alla Terra, ma a poche centinaia di miglia di quota, per aumentare la sua velocità in modo da poter raggiungere Saturno. Se cadesse sulla Terra, si dissolverebbe nell’atmosfera ed i suoi 72,3 chilogrammi di Plutonio-238 verrebbero dispersi, “5 miliardi … della popolazione mondiale … potrebbero ricevere il 99 per cento o più della esposizione alle radiazioni“, prevedeva la NASA.
Inoltre, anche la produzione di combustibile nucleare sulla Terra per l’uso nello spazio o nell’atmosfera, per droni, costituisce un pericolo. Le strutture che sono state utilizzate in precedenza dagli Stati Uniti per la produzione di Plutonio-238, i Los Alamos National Laboratory e i Mound Laboratory, sono divenuti ricettacoli della contaminazione dei lavoratori e dell’inquinamento radioattivo.
James Powell, direttore esecutivo dell’organizzazione Keep Yellowstone Nuclear Free, che si è opposto al riavvio della produzione di Plutonio-238 nel vicino Idaho National Laboratory, commenta:  “A parte il pericolo incombente di ordigni nucleari sulla Terra, dobbiamo anche renderci conto che il materiale nucleare deve essere prodotto nei nostri cortili con reattori nucleari degli anni ’60 e poi trasportato avanti e indietro da [Oak Ridge National Laboratory in] Tennessee all’Idaho. Ogni singola parte di questo processo ci interessa”.

Karl Grossman, professore di giornalismo presso la State University di New York / College di Old Westbury, è l’autore di The Wrong Stuff: The Space Program’s Nuclear Threat To Our Planet (Common Courage Press), e scrittore e narratore del documentario TV, Nukes In Space: The Nuclearization and Weaponization of the Heavens (EnviroVideo).

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché Mosca non si fida di Washington sulla difesa missilistica. Verso una guerra preventiva nucleare?

F. William Engdahl Global Research, 2 dicembre 2011

La maggior parte del mondo civilizzato è beatamente inconsapevole che stiamo marciando inesorabilmente verso una sempre più probabile guerra nucleare preventiva. No, non è affatto tra Iran e Israele. Riguarda la decisione di Washington e del Pentagono di spingere Mosca contro il muro con quello che è, eufemisticamente chiamato, Difesa Anti-missili Balistici (BMD).
Il 23 novembre, un generalmente schivo presidente russo Dmitrij Medvedev, ha detto al mondo, in termini chiari, che la Russia è pronta a dispiegare i suoi missili al confine con l’Unione europea, tra Polonia e Lituania, e possibilmente a sud, vicino a Georgia e Turchia, membro della NATO, per contrastare l’avanzato processo di costruzione dello scudo di difesa missilistica statunitense: “La Federazione russa implementerà a ovest e a sud del paese, moderni sistemi d’arma che potrebbero essere utilizzate per distruggere la componente europea della difesa missilistica degli Stati Uniti“, ha annunciato alla televisione russa. “Uno di questi passi potrebbe essere il dispiegamento di sistemi missilistici Iskander a Kaliningrad” (1). Questi sono sistemi missilistici balistici di teatro. L’ultima versione dell’Iskander, l’Iskander-K, i cui dettagli rimangono top secret, avrebbe una gittata di 2000 km e trasporterebbe missili da crociera con una precisione sul bersaglio di 7 metri o meno.
Medvedev ha dichiarato di aver ordinato al ministero della difesa russo di avviare  “immediatamente” il sistema radar di Kaliningrad, che avvertendo di attacchi missilistici imminenti, pone in stato di prontezza al combattimento.  Ha chiesto di estendere i bersagli presi di mira dalle forze strategiche missilistiche nucleari russe e il ri-allestimento dell’arsenale nucleare della Russia con nuove testate, in grado di perforare lo scudo difensivo USA/NATO, da rendere operative in sei anni, entro il 2018. Medvedev ha anche minacciato di far abbandonare alla Russia il nuovo Trattato di riduzione dei missili START, se gli Stati Uniti continuano come annunciato.
Medvedev ha poi giustamente sottolineato il legame inevitabile tra missili “difensivi” e missili “offensivi“:  “Dato il legame intrinseco tra le armi offensive e quelle difensive strategiche, le condizioni per il nostro ritiro dal trattato New Start, potrebbero anch’esse verificarsi“, ha detto. (2)
Il presidente russo non ha usato mezzi termini: “Ho ordinato alle forze armate di sviluppare misure per garantire, se necessario, di essere in grado di distruggere i sistemi di comando e controllo” dello scudo USA, ha detto Medvedev. “Queste misure sono appropriate, efficaci e a basso costo.” La Russia ha ripetutamente avvertito che lo scudo BMD globale degli Stati Uniti è progettato per destabilizzare l’equilibrio nucleare e rischia di provocare una nuova corsa agli armamenti. Il presidente russo ha detto che piuttosto che prendere sul serio le preoccupazioni russe, Washington ha invece “accelerato” lo sviluppo del suo BMD. (3)
Non era la prima volta che Medvedev ha minacciato di prendere contromisure verso la crescente pressione dell’accerchiamento militare della Russia dal Pentagono. Nel novembre 2008, mentre la minaccia del BMD degli Stati Uniti è stato resa nota al mondo, Medvedev ha fatto un discorso televisivo al popolo russo, in cui dichiarava: “vorrei aggiungere qualcosa su quello che abbiamo dovuto affrontare negli ultimi anni: cosa è? E’ la costruzione di un sistema globale di difesa missilistica, l’installazione di basi militari intorno alla Russia, l’espansione sfrenata della NATO e altri simili ‘regali’ alla Russia, abbiamo dunque tutte le ragioni per credere che stiano semplicemente testando la nostra forza.” (4) Questa minaccia è stata abbandonata alcuni mesi dopo, quando l’amministrazione Obama ha offerto un ramo d’ulivo, ora chiaramente ingannevole, sulla reversibilità della decisione di dispiegare il BMD in Polonia e nella Repubblica ceca.

La Russia minaccia di dispiegare i suoi missili anti-BMD Iskander a Kaliningrad
Questa volta Washington non ha perso tempo segnalando che sta giocando al gioco del tiro al piccione termonucleare. Non ci sono più belle parole come “reset” ,nelle relazioni USA-Russia. Un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale di Obama, ha dichiarato, “non limiteremo o cambieremo in alcun modo i nostri piani di schieramento in Europa.” Il governo degli Stati Uniti continua ad insistere sulla tesi plausibile che gli impianti di difesa missilistica sono finalizzati ad una minaccia di un possibile lancio nucleare iraniano, cosa poco credibile. Il vero rischio di attacco missilistico nucleare iraniano, all’Europa, viste le realtà del BMD globale degli Stati Uniti, nonché degli impianti israeliani, e la realtà delle capacità nucleari dell’Iran, è nei migliori resoconti imparziali, vicino allo zero.
Due giorni prima, il 21 novembre, Washington aveva gettato una piccola carota a Mosca. La sottosegretaria di stato per il controllo delle armi, Ellen Tauscher, ha detto che Washington è pronta a fornire informazioni sulla velocità del missile dopo che ha consumato tutto il suo carburante. Queste informazioni, indicato come velocità massima (VBO), aiuta a determinare che obiettivo colpirebbe. (5) Chiaramente, la cosa non era vista da Mosca come una concessione seria, che chiede una piena collaborazione con il dispiegamento dei missili US/NATO per assicurare che non saranno mai utilizzati contro la Russia. Dopo tutto, data l serie di bugie e di promesse non mantenute di Washington, non vi è nemmeno alcuna garanzia che la velocità sia quella vera.
Dopo la riunione di inizio ottobre a Bruxelle, dei ministri della difesa della NATO, il capo della NATO Anders Fogh Rasmussen ha detto, a proposito del Programma nominalmente europeo della Difesa antimissile della NATO, “Ci aspettiamo che sia pienamente operativo nel 2018.” La Spagna ha appena annunciato che prevede di unirsi al programma missilistico statunitense, unendosi a Romania, Polonia, Paesi Bassi e Turchia, che hanno già accettato di schierare i componenti chiave della futura rete di difesa anti-missile sul proprio territorio. (6)
Le preoccupazioni della Russia sono causate dal notevole miglioramento dell’intero sistema di difesa missilistico da parte di Washington, che sta prendendo la forma di un sistema BMD globale che circonda la Russia da tutti i lati.

Full Spectrum Dominance…
L’ultima volta che lo “Scudo” della difesa missilistica di Washington ha fatto notizia, è stata nel settembre 2009, all’inizio della amministrazione Obama, quando il Presidente degli Stati Uniti aveva offerto di ridurre la provocatoria presenza di stazioni radar speciali e di missili anti-missili statunitensi in Polonia e nella Repubblica ceca. E’ stata una chiara tattica per preparare la strada a ciò che Hillary Clinton ha ridicolmente chiamato “reset” delle relazioni USA-Russia, dai giorni della tensione Bush-Putin. Tuttavia, l’obiettivo strategico dell’accerchiamento del potenziale oppositore nucleare al mondo, con la difesa missilistica, è rimasta una credibile strategia degli Stati Uniti.
Barack Obama aveva annunciato allora che gli Stati Uniti stavano mutando i piani dell’amministrazione Bush per far stazionare missili anti-missili balistici degli USA in Polonia e un sofisticato radar nella Repubblica Ceca. La notizia è stata salutata a Mosca come una importante concessione. (7) I successivi sviluppi mostravano chiaramente che, lungi dall’abbandonare i loro piani per uno scudo missilistico in grado di paralizzare qualsiasi potenziale lancio nucleare russo, gli Stati Uniti stavano semplicemente optando per un sistema globale più efficace, la cui fattibilità era stata dimostrata nel frattempo.
Per placare i polacchi, l’Amministrazione Obama ha anche accettato di fornire alla Polonia i missili Patriot degli Stati Uniti. Il ministro degli esteri della Polonia di allora e di oggi, è Radek Sikorski. Dal 2002 al 2005 è stato a Washington come membro dell’American Enterprise Institute, un noto think-tank di neo-conservatori, e direttore esecutivo della New Atlantic Initiative, un progetto per portare più  paesi ex-comunisti possibili dell’Europa orientale nella NATO. Non c’è da stupirsi che Mosca non vedesse i missili USA in Polonia come amichevoli, e neanche oggi.
Nel maggio 2011 l’Amministrazione Obama aveva annunciato che i missili che avrebbe dato ora alla Polonia consisteva nei nuovi sistemi missilistici di difesa Raytheon (RTN) SM-3 alla base militare Redzikowo in Polonia, a circa 50 miglia dalla enclave russa di Kaliningrad, un frammento di territorio russo non collegato alla Russia continentale, ma adiacente al Mar Baltico e alla Lituania. Mettendo i missili degli Stati Uniti più vicino alla Russia, come durante la crisi dei missili di Cuba del 1961, quando Washington aveva posto missili balistici intercontinentali in siti della Turchia, volti a colpire i siti nucleari chiave sovietici. (8)
Il nuovo missile Raytheon SM-3 è parte del sistema Aegis Ballistic Missile Defense, che avrà lo scopo di intercettare missili balistici a corto raggio e a raggio intermedio. La testata cinetica dell’SM-3 intercetta i missili balistici fuori dell’atmosfera terrestre. Lockheed Martin Maritime Systems and Sensors ha sviluppato il sistema d’arma Aegis BMD. L’SM-3 è della Raytheon Missile Systems.
L’implementazione polacca del missile SM-3 è solo una parte di una rete globale che circonda le capacità nucleari della Russia. Non si deve dimenticare che la strategia militare ufficiale del Pentagono è chiamata Full Spectrum Dominance, controllo di quasi tutto l’universo. Lo scorso settembre Stati Uniti e Romania, un altro nuovo membro della NATO, hanno firmato un accordo per distribuire un sistema di difesa missilistica statunitense nella base aerea di Deveselu in Romania, che utilizza i missili SM-3.
Inoltre Washington ha firmato un accordo con la Turchia, membro della NATO, per insediare un sofisticato radar di tracciamento dei missili in cima a una montagna, nel distretto di Kuluncak provincia di Malatya, nel sud-est della Turchia. Sebbene il Pentagono insista che il suo radar è puntato verso l’Iran, uno sguardo ad una mappa rivela quanto facilmente la direzione possa coprire i principali siti nucleari russi, come Sevastopol, dove è di stanza il grosso della Flotta della Marina russo del Mar Nero o la vitale installazione radar russa di Krasnodar. (9)
Il radar di Malataya invierà i dati a navi statunitensi dotate del sistema di combattimento Aegis, che intercetteranno i  missili balistici “iraniani”. Secondo esperti militari russi, uno degli obiettivi principali di quel radar, che si copre fino a una distanza di 2000 chilometri, sarà anche la sorveglianza e il controllo dello spazio aereo del Caucaso meridionale, parte dell’Asia centrale e del sud della Russia, in particolare il tracciamento dei lanci sperimentali di missili russi, nei loro poligoni di prova. (10)
Inoltre, implementazione del BMD controllata dagli USA, ora comprende anche i sistemi “Aegis” navali nel Mar Nero, a controllate da vicino la Base Navale di Sebastopoli della Russia, così come il possibile dispiegamento di missili a raggio intermedio nella regione del Mar Nero e del Mar Caspio. (11)
Ma lo schieramento europeo del BMD del Pentagono non è che una parte della enorme rete globale. A Fort Greeley Alaska Missile Field gli Stati Uniti hanno installato missili intercettori terrestri del BMD, così come nella Vandenberg Air Force Base in California. E il Pentagono ha appena aperto due siti missilistici presso il Pacific Missile Range Facility alle Hawaii. Va aggiuntovi che la Maritime Self-Defense Force del Giappone ha aderito formalmente alla Missile Defense Agency statunitense, per sviluppare un cosiddetto sistema Aegis BMD che impiega i missili SM-3 della Raytheon sulle navi giapponesi. (12) Ciò darà agli Stati Uniti una piattaforma sul Pacifico da cui poter colpire sia la Cina che l’Estremo Oriente della Russia che la penisola coreana. Questi sono tutti un modo piuttosto lungo e curioso, di colpire una qualsiasi minaccia iraniana.

Origini della Difesa Missilistica USA
Il programma statunitense per costruire una rete globale di ‘difesa’ contro possibili attacchi dei missili balistici nemici, iniziò il 23 marzo 1983, quando l’allora presidente Ronald Reagan propose il programma popolarmente conosciuto come Star Wars, formalmente chiamato allora Iniziativa di Difesa Strategica.
Nel 1994, in una discussione a una cena privata con questo autore, a Mosca, l’ex capo degli studi economici dell’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali dell’Unione Sovietica, IMEMO, ha dichiarato che erano state le enormi richieste finanziarie della Russia, per tenere il passo con lo sforzo multi-miliardario delle Guerre Stellari, che finalmente portarono al crollo economico del Patto di Varsavia e alla riunificazione tedesca del 1990. Con una guerra persa in Afghanistan, il crollo dei proventi del petrolio causata dalla politica degli Stati Uniti del 1986, che aveva inondato il mercato mondiale con il petrolio saudita, l’economia militare dell’URSS non era in grado di tenere il passo, a meno di rischiare  massiccia disordini civili in tutte le nazioni del Patto di Varsavia. (13)
Questa volta lo schieramento del BMD statunitense è progettato per mettere la Russia in ginocchio, solo nel contesto della creazione di quello che gli strateghi militari degli Stati Uniti chiamano “supremazia nucleare“.

Supremazia Nucleare: pensare l’impensabile
Mentre le forze armate dell’era sovietica hanno subito una drastica contrazione verso il basso, dopo il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, la Russia ha tenacemente tenuto il cuore del suo deterrente nucleare strategico. Questo è qualcosa fermò Washington, quando si considera come trattasse con la Russia. Il potenziale della Russia nell’approfondire la cooperazione militare ed economica con i suoi partner dell’Asia centrale nella Shanghai Cooperation Organization, soprattutto con la Cina, è ciò contro cui Washington ha fatto di tutto per frustrare. Tale cooperazione strategica sta diventando sempre più una questione di vita o di morte sia per la Cina che per la Russia. L’arsenale nucleare della Cina non è ancora strategico come quello della Russia.
Quello che il Pentagono sta facendo è ciò che ha sognato fin da quando i sovietici svilupparono i missili balistici intercontinentali nel corso degli anni ’50. In termini professionali, la supremazia nucleare. Tradotto in parole semplici, la supremazia nucleare significa che se uno dei due nemici nucleari perfettamente in equilibrio, è in grado di implementare anche un rozzo sistema di difesa missilistica anti-balistica, è in grado di danneggiare seriamente la capacità di attacco nucleare dell’altro, mentre lui lancia un vero e proprio sbarramento nucleare contro quel nemico, vincendo la guerra nucleare.
Il lato oscuro della moneta della supremazia nucleare militare-strategica è che il lato senza un’adeguata compensazione nella difese anti-missile BMD, mentre osserva la sua sicurezza nazionale svanire con l’installazione di ogni nuovo missile e radar BMD, viene sottoposto alla crescente pressione a lanciare un attacco nucleari preventivo o altri attacchi devastanti, prima che la finestra si chiuda. In parole semplici, ciò significa che, lungi dall’essere “difensiva“, come sostiene Washington, il BMD è offensivo e destabilizzante all’estremo. Inoltre, quelle nazioni che beatamente si illudono che concedendo diritti al Pentagono per installare un’infrastruttura del BMD, stanno comprando l’ombrello di sicurezza delle potenti Forze Armate degli Stati Uniti, scoprire che hanno permesso che il loro territorio diventi un potenziale campo di battaglia nucleare, in un sempre più probabile scontro tra Washington e Mosca.
Il Dr. Robert Bowman, un tenente-colonnello in pensione dell’US Air Force ed ex capo del programma BMD del Presidente Reagan degli anni ’80, allora chiamato beffardamente “Star Wars“, ha osservato la vera natura dell’attuale “difesa” missilistica balistica di Washington, quello che oggi è chiamato Department of Defense Missile Defense Agency:
Sotto Clinton, è diventata la Ballistic Missile Defense Organization (BMDO). Ora Bush II ha creato la Missile Defense Agency (MDA) e gli ha dato la libertà di vigilanza e di controllo precedentemente goduta solo dai programmi occulti. Se il Congresso non agisce subito, questa nuova agenzia indipendente potrà avere un suo bilancio essenzialmente illimitato e spendere al di fuori del controllo pubblico e del Congresso, per armi di cui non sapremo nulla fino a quando saranno nello spazio. In teoria, quindi, i guerrieri spaziali governeranno il mondo, in grado di distruggere qualsiasi bersaglio sulla terra senza preavviso. Queste nuove superarmi porteranno sicurezza al popolo statunitense? Difficilmente.” (14)
Durante la Guerra Fredda, la capacità di entrambe le parti -il Patto di Varsavia e la NATO- di annientarsi reciprocamente l’un l’altro, aveva portato ad uno stallo nucleare, denominato dagli strateghi militari MAD – Mutually Assured Destruction. Era spaventoso ma, in una maniera bizzarra, più stabile di quello che Washington persegue ormai inesorabilmente con la sua difesa contro i missili balistici in Europa, Asia e globalmente, alla ricerca unilaterale della supremazia nucleare degli Stati Uniti. Il MAD era basata sulla prospettiva della reciproca distruzione nucleare, senza alcun vantaggio decisivo per entrambe le parti, ma aveva portato ad un mondo in cui la guerra nucleare era diventata ‘impensabile’. Ora, gli Stati Uniti stanno perseguendo la possibilità di una guerra nucleare ‘possibile’.
Il tenente colonnello Bowman, in una intervista telefonica con questo autore, ha chiamato la difesa missilistica, “l’anello mancante per un Primo Attacco.” (15)
Il fatto è che Washington si nasconde dietro la facciata della NATO, con il dispiegamento del  suo BMD europeo, pur mantenendo il controllo assoluto degli Stati Uniti su di esso. L’inviato della Russia nella NATO, Dmitrij Rogozin, ha recentemente definito la parte europea del BMD degli Stati Uniti una foglia di fico a “un ombrello di difesa missilistico che dice ‘Made in USA’. Membri europei della NATO non avranno né un pulsante da premere, né un dito per spingerlo.” (16)
Questo è chiaramente ciò per cui la Russia continua ad insistere sulle garanzie – dagli Stati Uniti – che lo scudo non è diretto contro la Russia. Abbastanza preoccupante, fino ad oggi, Washington ha categoricamente respinto tale richiesta. Potrebbe essere che le care anime di Washington, cui si affida il mantenimento della pace nel mondo, siano diventate matte? In ogni caso, il fatto che Washington continui a strappare solenni trattati internazionali e a procedere illegalmente con l’installazione del suo scudo missilistico globale, è base sufficiente per Mosca, Pechino o altrove, di considerare le promesse degli Stati Uniti, anche i trattati, privi del valore della carta su cui sono stati scritti.

F. William Engdahl può essere contattato attraverso il suo sito web all’indirizzo www.engdahl.oilgeopolitics.net. Il suo ultimo libro sulla geopolitica del petrolio, dal titolo Miti, bugie e guerre per il petrolio, è in uscita entro la primavera del 2012.

Note
1 David M. Herszenhorn, Russia Elevates Warning About US Missile-Defense Plan in Europe, The New York Times, 23 novembre 2011.
2. Ibid.
3 Ibid.
4 Misha, Medvedev: Russia will Deploy Iskanders in Kaliningrad to Neutralize New US Missile Threat, Misha’s Russian Blog, 30 dicembre 2008
5 RIA Novosti, US ready to provide Russia with missile shield details, Mosca,  21 novembre 2011
6 RIA Novosti, NATO’s missile defense program to be fully operational in 2018 – Rasmussen, 5 ottobre 2011
7 CNN, US scraps missile defense shield plans, 17 settembre 2009,
8 Kenneth Repoza, Obama’s Cold War? Raytheon Missiles On Russia’s Border By 2018, Forbes, 15 settembre 2011
9 Missile Defense Agency, News and Resources various press releases and program descriptions
10 Sergey Sargsyan, Turkey in the US Missile Defense System: Primary Assessment and Possible Prospects, 13 Ottobre 2011, Center for Political Studies, “Noravank” Foundation, 11 Ibid.
12 Missile Defense Agency, op. cit.
13 F. William Engdahl, Full Spectrum Dominance: Totalitarian Democracy in the New World Order, Wiesbaden 2010, edition.engdahl, p. 145.
14 Robert Bowman, in F. William Engdahl, op.cit., p. 161.
15 Ibid., p. 162
16 RIA Novosti, Nato Is Figleaf, 1 novembre 2011.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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