Kiev ha abbattuto MH17

Alessandro Lattanzio, 21/7/2014

1052530Kiev dovrebbe spiegare perché un suo caccia evoluiva nel corridoio aereo riservato ai voli civili poco prima dell’incidente del Boeing 777 delle Malaysia Airlines, ha detto il capo del comando operativo dello Stato Maggiore dell’esercito russo Tenente-Generale Andrej Kartapolov. “A che scopo questo aereo da combattimento volava nel corridoio aereo dell’aviazione civile, quasi contemporaneamente e alla stessa quota di un aereo civile? È auspicabile una risposta a questa domanda“. Secondo lui, un aereo da combattimento ucraino Su-25 era a 3-5 km dal Boeing malese poi schiantatosi. Kartapolov ha osservato che il Su-25 può distruggere bersagli aerei a 5 km di distanza. “Ci piacerebbe avere una spiegazione del perché il jet militare volava in un corridoio destinato all’aviazione civile, quasi nello stesso momento e alla stessa quota dell’aereo passeggeri. I dati mostrano che l’aereo dell’aeronautica ucraina arrivò a 3-5 km dal Boeing malese. Il jet da combattimento Su-25 può arrivare alla quota di 10 km, e può essere armato di missili aria-aria R-60 in grado di colpire un bersaglio a 12 km di distanza; a 5 km di sicuro. Ciò è confermato dal riprese video del centro di monitoraggio di Rostov. Vorremmo sapere perché l’aereo ucraino volava lungo un corridoio civile sulla stessa rotta del Boeing malese“.
MH-17-Missile-Attack-QuestionsIl Boeing cominciò a perdere velocità a 51 km dal confine con la Russia. Al momento dello schianto del MH17 un satellite statunitense stava sorvolando l’Ucraina orientale, secondo il ministero della Difesa russo, che esorta gli Stati Uniti a pubblicare le foto ed i dati acquisiti. Inoltre, il Generale Kartapolov ha dichiarato, “Abbiamo immagini satellitari dei luoghi in cui la difesa aerea ucraina era situata, nel sud-est del Paese“. Le prima immagini illustrate dal Generale, mostrano un veicolo semovente e due lanciatori dei sistemi missilistici Buk, a circa 8 km a nord-ovest dalla città di Lugansk. Un’altra immagine mostra una stazione radar presso Donetsk. Mentre una terza immagine mostra dei sistemi di difesa aerea presso Donetsk. In particolare, un sistema semovente, oltre a circa 60 unità militari e speciali. “Le immagini di questa zona sono state prese sempre il 17 luglio. Bisogna notare che il lanciamissili è assente. L’immagine n°5 mostra il sistema missilistico Buk la mattina dello stesso giorno presso  Zaroshinskoe, a 50 km a sud di Donetsk e a 8 km a sud di Shakhtjorsk. La questione da risolvere è il motivo per cui il sistema missilistico (che è ucraino) sia apparso vicino alla zona controllata dalle milizie locali poco prima della catastrofe. Le immagini scattate il 18 luglio mostrano che i sistemi missilistici avevano lasciato la zona dello schianto del MH17“. Kartapolov aveva anche sottolineato il fatto che il giorno del disastro aereo, aumentò l’attività delle stazioni radar dei sistemi missilistici Buk ucraini.
L’ex-reporter di Associated Press, Robert Parry, ha saputo  da una fonte dell’intelligence che gli Stati Uniti hanno le immagini satellitari che dimostrano che le truppe ucraine sono responsabili dell’abbattimento del Volo MH17 delle Malaysian Airlines, “Quello che mi è stato detto da una fonte, che ha fornito informazioni accurate su questioni simili in passato, è che le agenzie d’intelligence degli Stati Uniti hanno dettagliate immagini satellitari della batteria missilistica che probabilmente ha lanciato il missile fatale, ma la batteria sembra essere controllata dalle truppe governative ucraine, indossanti ciò che sembrano essere uniformi ucraine. La fonte ha detto che gli analisti della CIA non escludono la possibilità che le truppe siano in realtà ribelli ucraini orientali con uniformi simili, ma la valutazione iniziale era che le truppe fossero ucraine. C’era anche il suggerimento che i soldati coinvolti fossero indisciplinati e forse ubriachi, dato momento che le immagini mostrano ciò che sembravano essere bottiglie di birra sparse nel sito, ha detto la fonte”.
Inoltre, gli esperti audio che hanno studiato l’autenticità di una registrazione diffusa dalle autorità golpiste ucraine secondo cui i ribelli filo-russi siano responsabili del l’attacco missilistico al MH17, hanno concluso che il nastro è stato fabbricato. “Il nastro è costituito da tre pezzi, ma è stato presentato come singola registrazione audio. Tuttavia, un’analisi spettrale e del tempo dimostra che il nastro è stato ritagliato e poi assemblato. Le brevi pause del nastro sono molto indicative: il file audio conserva i ritmi che dimostrano che il dialogo è stato assemblato da vari spezzoni“.

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Fonti:
Consortium News
InfoWars
ITAR-TASS
RIAN
RussiaToday

Il 777 malese abbattuto sull’Ucraina

Gordon Duff e Jim W. Dean Veterans Today

20Da Global Travel Industry News: ETN ha informazioni da un controllore del traffico aereo a Kiev sul volo MH17 delle Malaysia Airlines. Il controllore del traffico aereo di Kiev è cittadino spagnolo  e lavorava in Ucraina. È stato dimissionato da controllore del traffico aereo civile, insieme ad altri stranieri, subito dopo che l’aereo passeggeri delle Malaysia Airlines è stato abbattuto sull’Ucraina orientale uccidendo 295 passeggeri e membri dell’equipaggio a bordo. Il controllore ha suggerito,  privatamente e basandosi su fonti militari di Kiev, che l’esercito ucraino sia dietro tale faccenda. Le registrazioni radar furono immediatamente sequestrate dopo che apparve chiaro che l’aereo passeggeri è stato abbattuto. I controllori del traffico aereo militari, nelle comunicazioni interne, riconoscono di esservi coinvolti, ed alcune chiacchiere tra militari dicono che non sanno da dove provenisse l’ordine di abbattere l’aereo. Ovviamente è successo dopo una serie di errori, dato che lo stesso aereo era scortato da due caccia ucraini fino a tre minuti prima che sparisse dai radar. Schermate radar mostrano anche un cambio inspiegabile del Boeing malese. Il cambio di rotta dell’aereo direttamente sulla regione in conflitto dell’Ucraina orientale. Alcuni tweet suggeriscono che potrebbe trattarsi di una rivolta militare segreta contro l’attuale presidente ucraino, guidata dall’ex-premier Timoshenko. Secondo altre indiscrezioni, la scatola nera del volo delle Malaysian Airlines schiantatosi è stata presa dai separatisti del Donetsk. Un portavoce dei ribelli ha detto che la scatola nera sarà inviata all’Interstate Aviation Committee di Mosca.

10559678La polemica su Putin continua: l’aereo delle Malaysian Airlines MH17 seguiva quasi la stessa rotta del jet del presidente russo Vladimir Putin, poco prima dell’incidente che ha ucciso 298 persone, afferma Interfax citando fonti. “Posso dire che l’aereo di Putin e il Boeing malese s’intersecano nello stesso punto e nello stesso scaglione. Presso Varsavia, lo scaglione 330-m e alla quota di 10100 metri. Il jet presidenziale era lì alle 16:21 ora di Mosca e l’aereo malese alle 15:44 ora di Mosca”, ha detto una fonte anonima all’agenzia. “Le sagome degli aeromobili sono simili, come le dimensioni, molto simili, e la colorazione che a distanza abbastanza alta, è quasi identica“, aggiunge la fonte. Allo stesso tempo, ci sono segnalazioni contraddittorie da Intefax, prima e unica fonte mediatica a pubblicare la notizia secondo cui l’aereo presidenziale non sorvolava l’Ucraina nello stesso momento. Come ha detto una fonte a Gazeta.ru, l’aereo di Putin decolla da Vnukovo-3 (il terminale per i business jet), ma il presidente non vola sul Paese limitrofo preda del conflitto. “Putin ha un solo jet, Ufficio Uno, che non vola come gli altri aerei. Questo aereo decolla sempre da Vnukovo-3, ma l’aereo presidenziale non sorvola l’Ucraina da tempo“, ha detto la fonte di Vnukovo-3. Il presidente Putin era in viaggio dal Brasile, dove ha partecipato al vertice BRICS, a Mosca.

10521190‘La tragedia non ci sarebbe stata se ci fosse la pace in Ucraina’
L’Ucraina dovrebbe assumersi la responsabilità della tragedia dell’aereo di linea malese, ha detto il capo dello Stato russo in una riunione su questioni economiche, che ha proposto d’iniziare con un minuto di silenzio in memoria delle vittime del disastro.

10463049Dito puntato contro Israele: il primo ministro australiano Tony Abbott, ex-gesuita e noto “mattoide”,  che i suoi gestori israeliani usano, come altri loro “mattoidi”, per lanciare l’allarme anche questa volta. “Loro” hanno scelto il più squilibrato capo occidentale per spacciare una storia bizzarra che riconduce a Tel Aviv, sempre più riconosciuta come burattinaia della giunta a Kiev. Il premier australiano: “I ribelli filo-russi sarebbero dietro l’incidente dell’aereo malese”. Il primo ministro australiano Tony Abbott ha detto che “ribelli filo-russi” sarebbero responsabili dell’abbattimento dell’aereo di linea delle Malaysia Airlines sull’Ucraina orientale. Voci non confermate sull’aereo malese scambiato per il jet di Putin che aveva sorvolato la zona pochi istanti prima, indicano Israele e la giunta di Kiev quali principali sospettati. Potrebbe essere stato un tentativo di assassinare Putin. Persone sulla scena hanno trovato un sacchetto con passaporti e attrezzature mediche.
Con l’avvio dell’attacco terrestre israeliano a Gaza, potrebbero sostenere che l’aereo fosse:
1: una “chiatta per cavalli egiziana”, abbattuta per errore
2: che spiava i movimenti delle truppe israeliane (come le scuse israeliane sull’USS Liberty)

F15C_BaseMike Harris: la Malesia ha ospitato il tribunale sui crimini di guerra che accusa George W. Bush e compagnia, come Israele, di crimini di guerra. Forse è per questo che è presa di mira. Si sostiene che un missile Buk è stato sparato contro l’aereo di Putin. La versione dell’Air Force One del Presidente Putin dispone di ampi moduli ECM che possono ingannare i missili in arrivo. Se un missile gli venisse puntato e sparato contro, l’ECM, come con l'”Air Force One“, l’ingannerebbe. E’ anche probabile che la Russia abbia una “backdoor” nei sistemi che costruiscono, come quelli che gli ucraini hanno schierato presso Donetsk. Non abbiamo alcuna conferma che l’aereo di Putin fosse scortato da caccia, ma si presume di no. Se un missile avesse colpito l’aereo malese, la prova sarà facilmente individuabile e i relitti del missili dovrebbero già esser stati trovati. Quanto alla questione se un missile aria-aria o terra-aria ne sia responsabile, dovremmo saperlo tra ore, a meno che sia soppresso. In entrambi i casi, le minacce infantili di John McCain, di colpire solo se i responsabili dovessero essere i nemici dei suoi “controllori”, è una dichiarazione imprudente.

10544392Storie riconducibili all’intelligence israeliana, secondo cui un jet russo è responsabile dell’incidente del 777 delle Malaysian Airlines vengno diffuse presso chiunque sia abbastanza stupido da ascoltarle. Mostrare il fianco subito è un errore monumentale. Ecco ciò che sappiamo finora, sebbene non confermato. Un caccia F-15 di costruzione statunitense è decollato da un aeroporto in Azerbaigian. Già nel 2010, l’Azerbaigian affermò che questa e un altra base dell’aviazione furono state occupate da militanti armeni. Tuttavia, queste due strutture ospitano aerei israeliani trasferitisi durante le esercitazioni con l’aeronautica militare turca. La Turchia ha permesso ad Israele di addestrare i piloti nei bombardamenti strategici su aree selezionate, perché molto simili ai potenziali bersagli in Iran. Israele avrebbe inviato 8 aeromobili per addestrarsi con i turchi, 6 sarebbero tornati in Israele, 2 andarono in Azerbaijan in vista di un attacco aereo pianificato sull’Iran. Per facilitare la manovra, l’Arabia Saudita diffuse storie fasulle affermando che aveva negato le richieste israeliane di attraversarne il territorio per attaccare l’Iran. Queste basi sono rifornite dal porto georgiano di Poti. Le armi per l'”attacco mai accaduto” furono scaricate a Poti dall’USS Grapple, nel 2010, e spedite con gli aiuti agli estremisti ceceni che lavorano per Fondazione Jamestown e Rand Corporation. Tali organizzazioni sono state recentemente scoperte collaborare in Turchia con i gruppi che sostengono le operazioni del SIIL in Iraq, come riportato da Jeffrey Silverman, capo dell’ufficio di Tbilisi di Veterans Today. La ragione per l’attacco aereo non è chiara e può essere solo ipotizzata. È un episodio estremamente grave. I separatisti filo-russi in Ucraina non hanno sistemi di difesa aerea in grado di operare così in alto, e  la necessità di usarli contro aerei da attacco al suolo, loro principale preoccupazione. La sorveglianza degli Stati Uniti comprende AWACS, droni e satelliti, e può rilevare il lancio di qualsiasi missile della difesa aerea a terra e in grado di raggiungere la quota di 32000 piedi. Una tale arma sarebbe stata avvistata in pochi secondi e, essendo tutti i sistemi della regione sotto costante sorveglianza per via della natura sensibile del conflitto e le affermazioni fatte, facendo sì da aspettarsi dichiarazioni stravaganti.
Alcune domande. Perché due aerei delle Malaysian Airlines? Se qualcuno o qualcosa di così minaccioso come questo atto viene attuato e viene ritenuto “ragionevole e giustificato”, anche per gli israeliani, non sapremo mai la verità. Come minimo, agenti biologici o chimici capaci di un olocausto globale, avrebbero dovuto essere a bordo.
Dopo la scomparsa del volo 370, Chris Bollyn pubblicò le foto di un aereo identico al volo 370 affermando che l’aereo era in Israele e poteva essere utilizzato da quella nazione in un attacco terroristico. La storia affascinante che puzzava di teoria del complotto, dominò i media alternativo per qualche tempo. Vi sono ora seri motivi per rivalutarla e perché sia stata scritta e quali furono le fonti: se era semplicemente una bufala o legata a qualcosa di molto più serio. L’unica altra possibilità è la destabilizzazione della regione per suscitare la guerra mondiale. E’ ragionevole pensare che un aereo israeliano sia coinvolto perché sappiamo che sono gli unici ad agire in clandestina nella regione. Sul motivo, accusare semplicemente Israele non è possibile, come incolpare Hamas per averne ucciso 3 figli poche settimane fa.
Quindi, assumiamo ciò come altamente probabili:
Un aereo è stato utilizzato, molto probabilmente un F-15 di costruzione statunitense, per via del raggio d’azione e delle capacità.
L’Azerbaijan è coinvolto perché sappiamo che vi sono basi clandestine, confermate da ufficiali che disertarono in Iran nel 2013.
Sappiamo che Israele ha un qualche ruolo, ancora da definire, perché diffonde storie che accusano la Russia.
Poiché è un secondo aereo delle Malaysian Airlines a cadere, ricerchiamo false storie riguardanti Israele e gli aerei malesi, e rivalutiamone il significato.
Come sempre, a chi giova?

10547554Chi ha abbattuto il jet malese sull’Ucraina?
Oriental Review 18 luglio 2014

Il 17 luglio 2014 la follia di tre mesi di conflitto militare nell’oriente ucraino ha prodotto la prima scioccante conseguenza internazionale. Alle 15:20 GMT il jet Boeing 777-200 del volo MH-17 delle Malaysian Airlines, da Amsterdam a Kuala Lumpur, scompare nello spazio aereo ucraino proprio sopra l’area degli intensi combattimenti nella regione di Donetsk, schiantandosi vicino al villaggio di Grabovo, a circa 60 km af est da Donetsk. Tutti i 285 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio sono morti. Secondo i dati disponibili l’aereo di linea “volava alla quota di 10600 metri sul 350° livello di volo“. Tale quota di volo era aperto ai voli internazionali nonostante dall’8 luglio 2014 le autorità aeronautiche ucraine “non raccomandassero” voli internazionali sulla zona al di sotto del 302° livello, cioè 9600 metri, per via dell0″operazione antiterrorismo” scatenata nella zona che coinvolge operazioni dell’aviazione ucraina e difesa aerea attiva. Quindi formalmente la compagnia malese ha rispettato i limiti dell’autorità dell’aviazione civile ucraina, anche se il rischio per la sicurezza del volo era evidente.
La zona della catastrofe è infatti l’epicentro di aspri combattimenti tra unità regolari dell’esercito ucraino e milizie armate ribelli della Novorossia contrarie al golpe anticostituzionale di febbraio a Kiev. Una fonte informata che monitora la situazione operativa nella zona, aveva già rivelato che una batteria di sistemi missilistici antiaerei Buk, delle forze armate ucraine, era stata schierata nei pressi di Donetsk. Allo stato attuale, un’altra batteria di stessi sistemi missilistici è attiva a Kharkov. L’aereo che volava a una quota di oltre 10 mila metri può essere colpito solo con armi come S-300 o Buk. Le milizie non hanno tali armi, e non possono permettersi, come è stato riconosciuto anche dal ministro della Difesa ucraino Valerij Galetej in una dichiarazione su un’altra questione, due giorni prima della tragedia del volo MH-17: “… Una “potente arma” deve essere stato utilizzata per abbattere l’aereo in volo a 6.500 metri di quota che i missili a spalla utilizzati dai separatisti non possono raggiungere“. L’esperto militare russo Igor Korochenko sostiene che la catastrofe a Donetsk è stata probabilmente causato da incompetenza degli operatori ucraini dei sistemi Buk, nei test dopo che la batteria è stata schierata nella nuova posizione. Ha detto che l’unità contraerea ucraina non ha avuto alcun tipo di formazione adeguata negli ultimi 23 anni, dal crollo dell’Unione Sovietica.
Quello che è successo oggi non è certo il primo caso di “fuoco sbagliato” dei militari ucraini su bersagli aerei civili. Il 4 ottobre 2001, il volo 1812 Tel-Aviv-Novosibirsk della Siberia Airline russa con 66 passeggeri e 12 membri d’equipaggio venne erroneamente colpito da un missile ucraino sul Mar Nero, durante le esercitazioni militari, cosa infine ammessa dagli ucraini. Nessuno a bordo  sopravvisse. Quindi, indipendentemente se l’incidente MH-17 è stato causato da negligenza criminale e incompetenza dei militari ucraini, o deliberata provocazione (sconsiderata) di Kiev per incolpare la Russia, un forte impegno internazionale a fermare Kiev immediatamente le sue azioni punitive in Novorossia, fino quando le circostanze della tragedia saranno accuratamente studiati, è urgente.

1051921Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ustica 2.0: gli ucraini abbattono il Boeing-777 malese, scambiandolo per l’aereo di Putin

I militari ucraini abbattono il Boeing-777 malese scambiandolo per un bombardiere russo
Vsevolod Lvov PravdeVGlaza 17 luglio 20141051926Secondo una fonte dell’esercito, i militari ucraini della difesa aerea hanno abbattuto il Boing-777 di una compagnia aerea malese. Le vittime dell’incidente sono circa 300 tra passeggeri ed equipaggio. Come riportato dalle milizie, i militari ucraini presi dal panico hanno mobilitato militari e coscritti fiduciosi che il successo della milizia sia legato unicamente al fatto che la Russia li rifornisca di aiuti militari, cosa generalmente falsa. Come il miliziano “Tanchik” ha detto a PravdeVglaza.ru, la difesa aerea ucraina ha aperto il fuoco su un bersaglio non identificato, che non era stato rilevato dalle milizie, generando confusione tra i soldati dell’esercito della RPD (Novorossija). “Inizialmente, i ragazzi pensavano che si trattasse di un razzo lanciato da un MLRS Grad, ma l’angolo di lancio e la parabola indicavano che fosse chiaramente un missile antiaereo“, ha detto il miliziano.
Con alta probabilità, l’esercito ucraino, totalmente demoralizzato, ha scambiato l’aereo di linea per l’avvio dell’intervento diretto da parte delle Forze Armate russe, dopo di che ha deciso di aprire il fuoco sul bersaglio. L’incidente ha provocato la morte di circa 300 persone. Diversi media ucraini si sono affrettati a incolpare dell’incidente la milizia. La versione su PravdeVglaza.ru commentata da uno dei collaboratori di Strelkov, l’ex-capitano della difesa Fjodor Berezin, indica che per distruggere un bersaglio che vola ad un’altitudine di 10000 metri (vale a dire, alla quota del Boeing, quando è stato colpito da un proiettile) aveva bisogno di un sistema simile all’S-400, che semplicemente le milizie della Novorossija non possiedono; ma questi sistemi sono in possesso dei militari ucraini, e alcuni sono presenti nel loro corpo di spedizione. I Buk catturati alle unità della difesa aerea di Donetsk, sono in ristrutturazione, e come riporta Berezin, “oggi non abbatterebbero una grassa e pigra pernice“. Numerosi miliziani ed analisti militari ritengono che l’attacco al velivolo civile sia opera degli ucraini, per giustificare l’ingresso nel conflitto delle truppe della NATO. Infatti, è ormai chiaro che la forza antiterrorismo ucraina ha subito una sconfitta inevitabile, in poche settimane e senza aiuto esterno.

BswWlzrCUAAf08FL’aereo del Presidente Putin avrebbe potuto essere l’obiettivo del missile ucraino
RussiaToday 17 luglio, 2014

L’aereo della Malaysian Airlines MH17 stava volando lungo quasi la stessa rotta del jet del presidente russo Vladimir Putin, poco prima dell’incidente che ha ucciso 295 persone, riferisce Interfax citando fonti. “Posso dire che l’aereo di Putin e il Boeing malese s’intersecavano nello stesso punto e nello stesso momento. Presso Varsavia, scaglione 330-m e alla quota di 10100 metri. Il jet presidenziale era lì alle 16:21 ora di Mosca, e l’aereo malese alle 15:44 ora di Mosca“, ha detto una fonte anonima all’agenzia. “Le sagome degli aeromobili sono simili, le dimensioni molto simili, come la colorazione che, ad una distanza abbastanza lontana, sono quasi identici“, aggiunge la fonte.
Il Volo MH17 s’è schiantato in Ucraina sulla rotta Amsterdam – Kuala Lumpar, e trasportava 295 persone. L’aereo passeggeri doveva entrare nello spazio aereo russo alle 17:20 ora locale, ma non l’ha mai fatto, secondo una fonte dell’aeronautica russa citata da Reuters. “L’aereo è precipitato a 60 km dal confine, e aveva un allarme di emergenza“, citava la fonte ITAR-TASS.

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L’Ucraina ha inviato ieri una batteria di missili laddove è caduto oggi l’aereo malese
JMAlvarez

Le milizie antifasciste non hanno il sistema missilistico S-300, unica arma in grado di abbattere un aereo alla quota in cui si trovava il Boeing 777 della Malaysian Airlines. Sintomatico che le agenzie imperialiste invece di dire “schiantato” ora dicano “un missile russo ha abbattuto l’aereo…” La dittatura ucraina cerca l’aiuto della NATO per proseguire le operazioni contro gli antifascisti. Se non si sa perché e da chi è stato abbattuto il Boeing malese, significa esser sciocchi totali, mi si perdoni… “Secondo il comando ieri è stata trasferita una divisione di missili Buk delle forze armate ucraine nella zona del Donetsk, dove l’aereo della Malesia è caduto“, ha detto una fonte a RIA Novosti. Secondo la fonte, “l’aereo, volando a una quota di 10 km, può essere raggiunto solo da missili S-300. Le milizie non hanno tali armi“. L’aereo era scortato da due caccia ucraini 3 minuti prima di scomparire.

10511595Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossija, Kiev inizia la ritirata

Alessandro Lattanzio, 15/7/2014

10304708Il 12 luglio, la Milizia della Repubblica Popolare di Donetsk (RPD) abbatteva un aereo d’attacco Sukhoj Su-25 ucraino nei pressi di Gorlovka. Il 13 luglio,
una colonna majdanista veniva distrutta alla periferia del villaggio di Roskoshnoe, a sud di Lugansk. Almeno 2 miliziani ucraini furono eliminati. Inoltre, sempre il 13 luglio, le milizie di autodifesa di Novorossija abbattevano 2 velivoli ucraini e distruggevano 12 carri armati e 11 veicoli blindati dell’esercito ucraino. In totale, 3 velivoli majdanisti venivano abbattuti nella zona di Luqansk tra l’11 e il 13 luglio. “Un aereo è stato abbattuto nella zona di Lisichansk e un altro presso Izvarino”. Nella notte del 13-14 luglio, i combattenti federalisti avevano abbattuto un aereo da trasporto ucraino An-26 con 20 uomini a bordo. Nel frattempo, il primo velivolo da combattimento dell’aeronautica della Repubblica Popolare di Lugansk, un Sukhoj Su-25, compiva la prima sortita colpendo le posizioni nemiche vicino al villaggio di Aleksandrovsk, distruggendo 6 carri armati e 1 BTR ucraini, mentre ad Alekseevka un convoglio majdanista veniva circondato e distrutto dalle milizie della RPD. 27 autoveicoli e blindati ucraini, su un totale di 30, venivano distrutti. Dei 3 veicoli sfuggiti all’imboscata, uno si rovesciava durante la fuga. Almeno 100 i miliziani majdanisti eliminati. A Marinovka l’artiglieria faderalista bombardava un convoglio majdanista, distruggendo 10-20 automezzi ucraini. La milizia federalista respingeva un attacco di 70 carri armati majdanisti su Lugansk, presso Metalist. Alcuni carri armati furono incendiati. Presso Slavjansk venivano eliminati 12 miliziani majidanisti.
Gli attacchi combinati su Lugansk e Donetsk erano volti a distrarre le forze della resistenza federalista, allontanandole dal fianco sud, dove 5000 golpisti avevano tentato di tagliare i collegamenti tra Novorussia e Russia, circondando Donetsk e Lugansk. Ma la manovra falliva completamente mentre i majdanisti non riuscivano a prendere la collina Savr-Mogila, finendo coll’essere circondati a loro volta in un corridoio di 4-8 km di larghezza, spezzato dalla Resistenza in diversi punti, costringendo infine le truppe di Kiev a ritirarsi sotto il tiro dell’artiglieria federalista.
Nella zona di Lugansk era stato schierato il corpo di spedizione majdanista consistente in sei gruppi isolati:
1. Il gruppo di artiglieria nella zona di Marinovka – Dmitrovka – Chervonaja Zarja – Kozhevnja, tra Lugansk e il confine con la Russia, nella zona operativa della milizia del RPD.
2. Il gruppo avanzato nella zona di Djakovo, sull’autostrada per Rostov.
3. Il gruppo di artiglieria nella zona di Zelenopolja – Darino – Ermakovka – Dolzhanskij.
4. Il gruppo di artiglieria nella zona di Poreche – Nizhnedereveechka – Prokhladnaja – Kalinik – Cheremshino – Korolevka.
5. La guarnigione dell’aeroporto di Lugansk.
6. L’area Shaste – colle Veselaja – Metalist – Zheltoe.
Ognuno dei primi quattro gruppi consisteva in un battaglione meccanizzato/corazzato e in un gruppo tattico della fanteria. Il presidio dell’aeroporto di Lugansk consisteva in due gruppi tattici della fanteria. A nord di Lugansk, la principale forza d’urto era la 128.ma Brigata meccanizzata con due battaglioni e quattro gruppi tattici della fanteria. A Lisichansk era posto il comando del corpo di spedizione, assieme a un battaglione della 30.ma brigata meccanizzata.
milice slaviansk 2 La mattina del 13 luglio la milizia della RPD attaccava un convoglio di rifornimenti verso Djakovo, mentre artiglieria e lanciarazzi della milizia federalista bombardarono le postazioni dell’artiglieria majdanista presso Poreche e Izvarino. Una batteria di obici D-30 ucraini veniva messa fuori uso, e un plotone di fanteria meccanizzata ucraina perdeva 2 BMP-2. Concentrando a nord di Lugansk un ulteriore battaglione, il comando ucraino iniziava la manovra di avvolgimento da nord a est e poi a sud di Lugansk. Tuttavia, le forze disponibili erano insufficienti, distinguendo così l’avventurismo dei golpisti di Kiev convinti della scarsa organizzazione della milizia federalista. Un battaglione majdanista che doveva entrare nell’area urbana muovendosi verso l’aeroporto, dopo un breve attacco della batteria di MLRS, fu respinto dalla milizia. Le colonne ucraine cercarono di sfondare presso Aleksandrovsk – Beloe, Georgievka – Rodakovo e Sabovka – Jubilejnoe. Ma la mattina del 13 luglio il comando della milizia della RPL ritirava parte dei distaccamenti a sud di Lugansk per poi bombardare e attaccare la principale colonna nemica mentre si preparava a riprendere l’offensiva. Un breve contrattacco delle riserve della milizia, presso Metalist, faceva indietreggiare il primo raggruppamento majdanista fino alle posizioni di partenza, perché rischiava di essere circondato presso Shaste. Il gruppo principale del corpo di spedizione non riusciva ad avvicinarsi all’aeroporto, venendo isolato e disperso durante la notte, ritirando il grosso delle forze verso Molodogvardejsk e Sukhodolsk. La mattina del 14 luglio, gli MLRS della milizia colpivano l’aeroporto dove si era rifugiato una parte del gruppo tattico ucraino. Inoltre, l’aereo da ricognizione An-26 dell’aeronautica ucraina, che informava il comando ucraino, veniva abbattuto su Izvarino, accecando il corpo di spedizione majdanista. Le truppe majdaniste quindi avevano fallito l’offensiva da tre direzioni verso l’aeroporto. I gruppi avanzanti non solo non poterono togliere l’assedio all’aeroporto, ma si dissolsero fuggendo verso la periferia e perdendo 5 carri armati, 2 BMP, 3 BTR, una batteria di mortai e un velivolo Su-25, abbattuto su Loskutovka. L’artiglieria e i paracadutisti ucraini, provenienti da Lvov, avevano cercato di sostenere l’incursione delle forze majdaniste bloccate nell’aeroporto, subendo così oltre un centinaio di perdite, mentre nella zona di Zelenopolja e Ljubimoe, intorno alle 4:00 del 14 luglio, si svolse un’altra battaglia.
Il 14 luglio, presso Dmitrovka venivano distrutti atri 2 BTR-4 ucraini. Intensi combattimenti nei pressi di Lugansk, quando un centinaio di miliziani majdanisti, intrappolati nell’aeroporto, cercarono di sfondare l’anello delle forze federaliste che li circondava. Le forze della RPL respinsero l’offensiva distruggendo 1 carro armato, 2 BMP, 2 BTR e diversi autocarri Ural. Così, la milizia di Lugansk mantiene il blocco dell’aeroporto, da dove i miliziani banderisti bombardano la capitale utilizzando un mortaio pesante semovente da 240mm Tjulpan, dislocato nell’aeroporto. Presso Lisichansk, sul villaggio Beloskeljuvat, un altro velivolo ucraino veniva abbattuto. L’esercito ucraino subì anche il bombardamento da parte dei sistemi lanciarazzi multipli Uragan in possesso dell’esercito della Novorossija. Presso Metalist, i lanciarazzi Grad della milizia distruggevano 5 posti di blocco majdanisti.
Il 15 luglio, le unità ucraine iniziavano ad abbandonare le loro posizioni nei pressi di Lugansk, “Le forze armate ucraine lasciano le loro posizioni presso Krasnodon e si ritirano da Aleksandrovka (ad ovest di Lugansk) e da Shaste (a nord di Lugansk)”, affermava l’ufficio stampa dell’esercito ucraino. Inoltre, “L’aeronautica sospende i voli fino ad ordine speciale, per le indagini sull’incidente dell’aereo da trasporto militare An-26 nella regione di Lugansk, del 14 luglio”.
safe_imageK0WMDYNF Poroshenko incaricava il direttore della società statale degli armamenti ucraina Ukrobonprom, di aumentare urgentemente le forniture di armi all’esercito, ma intanto 300 militari delle forze di sicurezza ucraine dispiegate nell’aeroporto di Donetsk disertavano, lasciandovi 500/600 militari e membri della Guardia Nazionale ucraini a presidio dell’aeroporto. I golpisti majdanisti assassinavano 30 civili bombardando un orfanotrofio a Marinka, presso Donetsk. Il comandante dell’autodifesa, Igor Strelkov, affermava che “Nessuno degli edifici utilizzati dall’autodifesa è stato danneggiato. Nessuno di noi è stato ucciso o ferito. I civili sostengono il peso degli attacchi“. Il Viceprimo ministro Andrej Purgin, della Repubblica Popolare del Donetsk, affermava “la città è stata bombardata con armi pesanti provenienti da Marjupol, e con lanciarazzi Grad e Uragan e mortai dal vicino villaggio di Kurakhovo“. E quattro proiettili ucraini cadevano su Kujbishevskij, nella regione russa di Rostov, a 300 metri dal confine con l’Ucraina, uccidendo un cittadino russo e ferendone altri due. Il ministero degli Esteri russo prometteva conseguenze gravi. L’incaricato d’affari ucraino in Russia veniva convocato dal ministero degli Esteri ricevendo un’aspra nota di protesta. Il Presidente Vladimir Putin esprimeva estrema preoccupazione per l’offensiva golpista, aggiungendo che era inaccettabile che carri armati ucraini raggiungessero il territorio della Russia. Tali iniziative dovevano terminare. Putin, incontrando la cancelliera tedesca Angela Merkel a Rio de Janeiro, in Brasile, conveniva che la situazione in Ucraina peggiorava e che era necessario riavviare il gruppo di contatto internazionale sull’Ucraina. Il ministero degli Esteri russo definiva il bombardamento “un atto evidentemente aggressivo” dell’Ucraina e avvertiva che ciò avrebbe avuto “conseguenze irreversibili” per Kiev, pienamente responsabile della provocazione. Il Viceministro degli Esteri Grigorij Karasin prometteva una “rigorosa e concreta risposta. Attualmente valutiamo la situazione, sapendo del rischio di una pericolosa escalation delle tensioni al confine, che mette i nostri cittadini in grave pericolo”. Già vari incidenti avevano coinvolto truppe ucraine che deliberatamente avevano sparato sui posti di frontiera russi. Il 3 luglio, il checkpoint di Novoshakhtinsk era stato bombardato. Il 4 luglio, genieri ed investigatori giunti a disinnescare degli ordigni inesplosi, furono oggetto di colpi di mortaio dall’Ucraina, presso  il posto di controllo di frontiera di Donetsk. Il 5 luglio, una decina di colpi di mortaio esplosero vicino allo stesso valico di frontiera.
Il direttore del servizio federale per la migrazione russo Konstantin Romodanovskij indicava che sempre più civili ucraini si rifugiavano in Russia, “Di regola, erano soprattutto gli uomini ad entrare nel Paese per lavoro. Ora il numero delle donne è raddoppiato. L’indicatore più oggettivo è il numero di bambini entrati in Russia, pure raddoppiato. Oggi sono 220000, rispetto ai circa 100000 dello scorso anno“. Il 15 luglio iniziava l’esercitazione ‘Rubezh 2014′ nella regione di Cheljabinsk, sugli Urali, cui partecipavano forze di Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan, e personale dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO). Le manovre si svolgevano in collaborazione con la Forza di Reazione Rapida dell’Asia centrale. “Il nostro compito principale è formare uno Stato maggiore multinazionale che cooperi in modo sincronico sotto un comando comune“, dichiarava il capo del Dipartimento del coordinamento della pianificazione e dell’addestramento dello Stato Maggiore Riunito della CSTO, Tenente-Generale Anatolij Jakovlev.

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10559728Fonte:
Cassad
Cassad
ITAR-TASS
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LifeNews
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L’Ucraina si prepara ad allargare la guerra civile in Crimea

Defense Armée, 12/07/2014
10364026Notizie inquietanti provengono dalla Crimea, congiuntasi con la Russia dopo la dichiarazione d’indipendenza e il referendum del 16 marzo 2014. Infatti, forze ucraine si sono ammassate nell’Istmo di Perekop, una striscia di terra di 8 km, quasi unico collegamento tra Crimea e Ucraina. Il concentramento di artiglieria è assai significativo e il governo di Kiev ha annunciato la mobilitazione generale degli uomini dai 18 ai 35 anni nella provincia confinante di Kherson. Allo stesso modo, il lato ucraino del banco di sabbia di Arbatskaja Strelka (nei pressi del villaggio Strelkovoe), che collega la Crimea alla terraferma, è stata rafforzata con truppe e lanciarazzi Grad. Sul piano politico, Kiev si prepara ad annettere la Crimea, di cui non ha il controllo ma che rivendica, alla regione di Kherson avanzando dichiarazioni bellicose. Detto ciò i media ucraini, dove regnano censura e propaganda, annunciano che tali concentrazioni di truppe rafforzano solo la protezione del Paese. Tuttavia, le forze russe in Crimea sono nettamente superiori in numero e qualità, ed è improbabile che una blitzkrieg ucraina abbia successo. Al contrario, l’artiglieria concentrata può permettersi di sparare fino a 20-30 km sperando nel panico della popolazione. L’Ucraina punta principalmente sulla quinta colonna. I capi della Mejlis tartara, scontenti per l’esclusione dal potere in Crimea ed impegnati a riavere le terre confiscate sotto Stalin, vecchia rivendicazione della minoranza. Alcuni tartari combattono a fianco della milizia nazionalista ucraina contro i ribelli russi, partecipando ad esecuzioni sommarie e saccheggi a Marjupol, finendo nel mirino della giustizia russa. La grande speranza di Kiev è provocare una guerra civile in Crimea, in modo che la Russia debba anche qui difendervi i russofoni.

Distrarre dal Donbas
Krym2Se il governo di Kiev vuole assolutamente il conflitto in Crimea, è perché cerca di distrarre dal Donbas, dove gli insorti resistono, ed ora hanno anche carri armati e lanciarazzi presi al nemico, con cui l’equilibrio di potenza tende ad invertirsi. Le forze pro-Kiev subiscono  anche moltiplicati attacchi alle spalle e  diversivi (come a Kramatorsk e Slavjansk recentemente occupate) sostenendo combattimenti con la resistenza esplosa dappertutto, tra cui Kharkov (sabotaggi), Odessa (contributi umanitari, intelligence, attacchi a postazioni isolate ucraine) o addirittura ad Uzhgorod, nella parte occidentale del Paese. Inoltre, se gli insorti hanno recentemente abbandonato Slavjansk e Kramatorsk, dove furono bloccati, ripiegando su Donetsk e organizzando il territorio controllato dalla guerriglia. Il comandante delle forze ribelli a Slavjansk, Igor Strelkov (ovvero Girkin), ha messo ordine nel bazar politico anonimo regnante a Donetsk ed in pochi giorni ha organizzato la difesa della città e del fronte, unificando i comandi e iniziando a sistemare vari problemi: scarsezza numerica degli insorti sotto-equipaggiati in artiglieria, armi e munizioni, litigi tra comandanti, tentati tradimenti politici…
Ora gli insorti controllano saldamente monte Savr Mogila, nel sud del territorio. Da questa collina di 277 metri si può osservare il Mar d’Azov distante 90 km. Da lassù, gli insorti hanno piazzato lanciarazzi con cui continuamente martellano le forze ucraine che cercano di aggirarli da sud, per occupare Sneznoe a 90 km dal confine con la Russia, controllata dalla guerriglia; hanno anche distrutto, l’altro ieri, una colonna corazzata di diverse decine di veicoli delle forze pro-Kiev, e ieri un’altra ancora. L’est è ancora controllato, nonostante i continui combattimenti intorno Izvarino e Rovenkij. A nord-est, l’esercito di Lugansk (8500 veterani) ha diverse basi militari nella città (tra cui un impianto chimico) ed ha respinto i pro-Kiev di 10 km. A Nord, tutti i ponti sul Donets sono stati minati dagli insorti ritiratisi sulla riva sud. Ad ovest, oltre ad aver respinto gli attaccanti ucraini a Kramatorsk e Slavjansk, gli insorti hanno catturato diversi importanti nodi di comunicazione  (compresa Popasnaja) e continuano a controllare Artemovsk. A sud-ovest finalmente c’è un fronte continuo presso l’agglomerato urbano di Donetsk-Gorlovka, quasi simile per configurazione a quello di Slavjansk-Kramatorsk, molto favorevole agli insorti che possono contare sulla densità del tessuto urbano e sulle infrastrutture esistenti. Donetsk è decisa a difendersi, diversi borghi e villaggi della zona sono stati fortificati dagli insorti che si preparano ad organizzare l’evacuazione del massimo numero di civili in Russia. In breve, il Donbas oggi è più inespugnabile che mai.
Distrarre dal Donbas consente a Kiev di far ignorare i crimini delle proprie truppe. Abitazioni, scuole e ospedali bombardati, esecuzioni sommarie, purghe, mobilitazione forzata uomini nella Slavjansk occupata… è lunga la lista di predazioni, saccheggi e atrocità commesse in nome del nazionalismo ucraino. Molti civili sono fuggiti in Russia, che oggi ospita 500-800 mila ucraini, tra cui centinaia di migliaia di persone arrivate nelle ultime settimane. Altri hanno aderito alla rivolta, nonostante la defezione di alcuni gruppi nella periferia occidentale di Slavjansk, passando da 2 a 4000 uomini nelle ultime due settimane; tuttavia, il problema degli equipaggiamenti e dell’addestramento non è finito, anche se combattono per la propria terra, famiglie e morti. Ora il Donbas è carico di odio, generazioni vivono nello spirito della vendetta e chiunque sia il vincitore, il divario tra Donbas e Ucraina non sarà colmato.

Chi vuole trascinare in guerra la Russia?
1978674Soprattutto, il suono degli stivali in Crimea è una nuova provocazione ucraina contro la Russia.  Dato che l’Ucraina è sostenuta da Unione europea e Stati Uniti, una guerra tra la Russia e Ucraina causerà la rapida fuga del gioco di alleanze, veloce come la guerra locale tra serbi e austriaci che provocò la conflagrazione della Prima Guerra Mondiale. Non è la prima volta che l’Ucraina provoca la Russia. A giugno, due blindati ucraini penetrarono per diverse centinaia di metri in territorio russo; un posto doganale fu demolito e l’equipaggio del secondo blindato non esitò a puntare le armi sui russi pur di recuperare il primo blindato fuori uso; anche degli aerei ucraini sono entrati nei cieli russi. Poi, villaggi russi sono stati colpiti da proiettili sparati dalle forze ucraine; diverse case nella grande città di Donetsk, a pochi chilometri dal posto di frontiera d’Izvarino detenuto dagli insorti, sono state distrutte. Mentre le provocazioni continuano ai primi di luglio, la Russia ha inviato un ultimo avvertimento a Kiev, annunciando che reagirà con forza alla prossima violazione delle frontiere. E’ vero che la situazione economica degli Stati Uniti è catastrofica. La crisi del debito sovrano degli Stati Uniti, del debito totale interno (individuale, di imprese, comunità e governo), supera i 60000 miliardi di dollari, appare imminente, mentre la fiducia internazionale nel dollaro è minata. Paesi asiatici e Russia hanno iniziato a interagire nelle rispettive valute nazionali piuttosto che con il dollaro, sullo strategico mercato petrolifero; inoltre vendono a poco a poco le obbligazioni del governo degli Stati Uniti e ritirano i loro fondi dalla Federal Reserve (che per inciso non è né una riserva né federale). Per non correre da soli, gli Stati Uniti cercano di trascinarsi l’UE, con il cosiddetto Grande mercato transatlantico o TAFTA, moltiplicando le guerre per garantirsi gli approvvigionamenti di petrolio, convenzionale o di scisto, di cui sono importatori netti. L’unica soluzione alla crisi appare ora una nuova guerra mondiale. Ma il gioco nucleare rischia di essere terribile.

carte-insurrection-12-7Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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