Mali: Algeri silura l’intervento dell’ECOWAS

CH Sylla, L’Aube, Maliactu 2 ottobre 2012

NdT. L’Algeria sventa e contrasta i vari piani per l’interferenza e l’invasione del Sahel e del Sahara  da parte della Francia (e quindi degli USA e d’Israele), suscitando i malumori dei locali fantocci di Parigi. La guerra per il futuro dell’Africa non è ancora decisa, nonostante la presunta ‘vittoria’ in Libia dell’asse atlantista.

Mentre le autorità del Mali e dell’ECOWAS appoggiano l’adozione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che autorizza l’intervento militare nel nord del Mali, l’Algeria moltiplica le manovre per evitare l’intervento. La settimana scorsa, il ministro della difesa nigerino Mahamadou Karidiou ha fatto visita ad Algeri. Il signor Karidiou è stato ricevuto dal presidente algerino Abdelaziz Bouteflika. Nell’agenda vi erano anche le questioni legate alla cooperazione tra Algeri e Niamey sulla situazione in Mali. Al termine dell’incontro, il ministro nigerino ha detto che sull’occupazione delle regioni settentrionali del Mali, vi è una “convergenza di vedute” tra i due paesi. Vale a dire, “una soluzione del problema del nord del Mali passa attraverso il dialogo.” Questa dichiarazione del ministro della difesa nigerino ha sorpreso gli osservatori, anche quelli che hanno sempre seguito la posizione fino a quel momento sostenuta da Niamey sulla questione del nord del Mali.
In effetti, il Niger ha sempre difeso l’idea di un intervento militare per espellere i gruppi armati nella zona. E questo paese, durante le varie consultazioni dell’ECOWAS, era stato sia molto deciso che disponibile. Inoltre, il Niger si è persino offerto d’inviare truppe nel quadro del Micema. Ed ha offerto ospitalità ai molti militari del paese confinante ripiegati sul suo territorio. Il contingente guidato dal colonnello Gamou (composto da circa 500 elementi), è ancora a Niamey. Inoltre, il Niger, che ha ottimi rapporti con il Mali sul piano della sicurezza, ha sempre sostenuto la politica del bastone contro le varie ribellioni tuareg… Questi sono fatti e atti che facevano del Niger un paese necessario per qualsiasi operazione militare per la riconquista delle regioni settentrionali del Mali.

Pressioni dagli algerini
Che cosa può spiegare questa inversione di marcia delle autorità nigerine? Non è utile cercare troppo lontano. Niamey ha finalmente ceduto alle pressioni dell’Algeria sull’intervento militare in Mali. In effetti, per mesi, l’Algeria ha dimostrato riluttanza a qualsiasi intervento dell’ECOWAS nel nord del Mali. Gli algerini continuavano poi ad intraprendere manovre per sconfiggere tutte le iniziative intraprese dall’organizzazione. Prima del Niger, la Mauritania si è unita alla posizione algerina, annunciando che non parteciperà alle operazioni militari nel nord del Mali. Questo non è tutto. Gli algerini stanno attualmente lavorando all’interno dell’UA e dell’ONU per impedire l’adozione di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che autorizzi l’intervento nel nord del Mali. È per questo che, nonostante gli appelli urgenti dell’ECOWAS e anche della Francia, il caso del nord del Mali non ha ancora ottenuto l’unanimità  internazionale.
In realtà, l’Algeria ha sabotato tutte le iniziative volte a coinvolgere altri paesi nell’intervento nel nord del Mali. Questo atteggiamento degli algerini non è nuovo. Hanno sempre considerato il nord del Mali come una loro “wilaya” (provincia). Pertanto, nessuna forza straniera, che sia anche dell’ECOWAS, dovrebbe intervenire. Inoltre, ricordiamo ancora l’ostilità degli algerini, quando nel 2006 la Libia aveva tentato di aprire un consolato a Kidal. Così ci si chiede fino a che punto arriveranno gli algerini per impedire ai paesi dell’ECOWAS di entrare in Mali, per aiutarlo a recuperare la propria integrità territoriale? Nel frattempo, si sforzano di creare qualche dissenso all’interno dell’organizzazione e a spingere (costringere?) i paesi membri dell’ECOWAS a rinunciare alla partecipazione alle operazioni militari nel nord del Mali.

Una moltitudine di accordi…
Inoltre, l’Algeria ha sempre svolto il ruolo di pompiere piromane nel nord del Mali e nella sub-regione. Un paese che pretende di essere al centro della lotta contro il terrorismo e l’Islam radicale nel Sahel. Tuttavia, l’Algeria appare come la fonte di tutti i mali che affliggono attualmente il Sahel e la parte settentrionale del Mali. L’AQIM è nata in Algeria, è qui che si trovano delle potenti reti di traffico di droga e armi, prima di raggiungere il resto del Sahel. Ancora, migliaia di soldati tuareg (libici) pesantemente armati sono stati trasportati dall’Algeria nel nord del Mali, nell’ottobre 2011. E questo è lo stesso paese che (paradossalmente) è sempre stato un mediatore nella crisi nel nord Mali con i tuareg, ma non è mai stato in grado di risolvere (con il dialogo) il problema. A questo proposito, dal 1990 al 2009, un gran numero di accordi è stato firmato sul suolo algerino tra il governo del Mali e i ribelli tuareg. Il risultato?

Dov’è il CEMOC?
In realtà, l’Algeria ha fatto ogni sforzo, negli ultimi anni, per avere un impatto nel campo della sicurezza di Mali, Niger e Mauritania. Dall’aprile 2010, un comitato degli stati maggiori congiunti (CEMOC) è stato istituito tra i quattro stati. La struttura militare, con sede a Tamanrasset, ha la missione di combattere il terrorismo nel Sahel. E nell’organico del CEMOC ci dovrebbero essere  circa 75.000 effettivi. Questa è stata principalmente un’iniziativa algerina per contrastare la Francia nella regione. A questo proposito, un esperto di sicurezza ha avuto tale pensiero in merito al CEMOC: “Il problema è che l’iniziativa è algerina ed anti-francese. Vuole escludere dai paesi del Sahel l’influenza della Francia…”. E l’esperto aggiunge: “Non c’è un altro problema. L’AQIM è presentato come avversario del CEMOC. Ma l’AQIM nasce dal GSPC, il successore del GIA (Gruppo islamico in Algeria). Ciò solleva interrogativi quando si sa che i servizi segreti algerini sono compromessi nella gestione di queste organizzazioni…”.
Si è tentati di chiedere, allora dove è stato il CEMOC durante l’invasione del nord del Mali da parte dei gruppi armati? Che cosa ha fatto quest’organizzazione per difendere il Mali? Cos’è in realtà questa commissione? Per alcuni osservatori, l’Algeria nasconde male il suo gioco nel nord del Mali e in tutto il Sahel sahariano. E dietro i discorsi, non vi è nessuna azione concreta per proteggere la regione del Sahel e/o per lottare contro il terrorismo. Invece, tutto ciò che ha realizzato l’Algeria è impedire ad altri paesi di intervenire… nella regione. Quando quel paese si oppone a un possibile intervento militare per liberare questa parte del Mali, la comunità internazionale deve semplicemente chiedersi i veri motivi dell’opposizione algerina.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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