L’uranio del Niger: un crocevia strategico
febbraio 17, 2013 Lascia un commento
Julien Teil, Global Research, 17 gennaio 2013
Niger e Françafrique
Il Niger è ancora considerato dall’UNDP (United Nations Development Programme) il Paese più povero del mondo. (1) Questa povertà è principalmente il risultato dell’incapacità del popolo nigerino di esprimere la propria sovranità attraverso il suo apparato statale. Per la Francia, la questione del Niger è molto antica e risale al periodo coloniale. Nel 1956, studi geologici rivelarono la presenza di miniere di uranio di grandi dimensioni nel Sahara, in particolare nel Sahel: in Niger.
Il Sahel è la zona di transizione tra il deserto del Sahara e la savana. Secondo il periodo e gli autori, questa zona era considerata separatamente o dipendente dal Sahara. Evento spesso dimenticato, nel 1957 la Francia volle migliorare il suo impero coloniale con la creazione di un unico Stato del Sahara: l’OCR (Organizzazione Comune delle Regioni del Sahara). Fu un progetto per lo sviluppo economico della regione (o meglio una nazionalizzazione de facto delle risorse), presentata al parlamento francese da Houphouet Boigny. L’OCR centralizzava a Parigi la gestione economica di 8 territori distinti dell’Unione francese (che venivano così privati di questo privilegio, ma potevano aspettarsi in cambio maggiori e razionali investimenti).
La creazione dell’OCR corrispondeva con quello di un ministero del Sahara e un comando del Sahara: il ministro della regione univa le sue funzioni a quello di Segretario Generale dell’OCR. Si trattava infine di creare un Sahara francese, uno Stato autonomo nell’Unione francese. L’OCR, che comprendeva il sud dell’Algeria, fu sciolto con l’indipendenza dell’Algeria nel 1962. (2) Ma il 7 aprile 1961, la Francia legò le sue ex colonie con accordi sulla difesa “che davano accesso esclusivo alle risorse africane, tra cui l’uranio del Niger”. Hamani Diori, allora leader del Niger e del suo partito, rimase al potere per quasi 14 anni.
Vi era la guerra fredda e gli Stati Uniti avevano bisogno di un alleato cui esternalizzare i loro interessi in Africa. La Francia del Generale de Gaulle, colta nel bel mezzo degli scontri geopolitici est-ovest, decise di lanciare un programma che doveva garantirle l’indipendenza energetica e lo sviluppo economico. A tal fine, vennero create le reti franco-africane e un’incredibile politica non ufficiale permise alla Francia di sfruttare illegalmente le risorse delle sue ex colonie africane. Nel frattempo, le rivoluzioni comuniste in Africa venivano continuamente annientate dai diversi leader africani sostenuti dalla diplomazia francese, visibilmente a favore dei sovrapposti interessi franco-statunitensi. Questi interessi, appena visibili sulla scena diplomatica, furono svelati in seguito dalle indagini dell’associazione Survie e del suo compianto fondatore e presidente François-Xavier Verschave. (3)
Ciò metteva in evidenza i rilevanti collegamenti tra la rete franco-africana del SAC (Servizio di Azione Civica), la milizia personale del Generale de Gaulle, di cui Charles Pasqua e Jacques Daniel Léandri Foccart furono i fondatori, e le reti anticomuniste statunitensi. D’ora in poi queste reti non apparivano come risultanti dal sovranismo anti-americano, ma come occulto compromesso “diplomatico” che permise alla Francia di mantenere la sua sfera di influenza contro l’Unione Sovietica e la Cina. Tuttavia, Washington cogestiva progressivamente assieme a Londra l’area africana anglofona, le cui motivazioni non erano più dettate semplicemente dalla Guerra Fredda. Una trasmissione lenta ma diretta del “complesso Fashoda” a favore degli Stati Uniti, ebbe luogo. Sul versante francese, accordi informali erano chiaramente collegati alla valorizzazione delle ex colonie francesi.
Questi accordi evidenziarono accordi illegali per lo meno sorprendenti. Per esempio, nel caso del petrolio angolano che la Elf condivise con la Chevron. (4) Si può includere anche la scelta di “Mr. Africa” di François Mitterrand, François Durand de Grossouvre, in precedenza responsabile della Stay-Behind francese, unità costituita congiuntamente dalla CIA e dalla NATO. (5) Nonostante questi legami inestricabili, nacque gradualmente una rivalità tra la Francia e gli Stati Uniti, questi ultimi con illimitate ambizioni imperiali.
Rivalità franco-statunitense e primo shock petrolifero
In primo luogo, questa rivalità si espresse nelle differenze sull’integrazione europea: de Gaulle voleva un’Europa indipendente dagli Stati Uniti e quindi propose un accordo in tal senso con la Germania. Ma gli Stati Uniti cortocircuitarono questo processo e Willy Brandt, l’allora ministro degli esteri della Germania, progressivamente eliminò la proposta del generale De Gaulle. Anche se i due uomini erano d’accordo su alcuni punti, Willy Brandt sostenne instancabilmente l’ingresso della Gran Bretagna nel Mercato comune e il mantenimento di forti relazioni transatlantiche. (6)
Questa opposizione tra l’idea di una Europa Stati Uniti-centrica e un federalismo europeo voluto dalla Francia fu alla base di numerose decisioni in politica estera francese. Infatti, per mantenere la propria indipendenza e beneficiare così del ruolo di oppositore, la Francia doveva garantirsi il tergo. In particolare, il controllo dell’uranio sarebbe stato cruciale per la sua autonomia energetica.
Gli Stati Uniti nel frattempo attraversavano una profonda crisi economica. Ma questa crisi fu causata dalla strategia di Washington che intendeva utilizzare l’abbandono della conversione oro-dollaro, per far pesare sull’economia globale le conseguenze economiche della guerra del Vietnam, cosa che de Gaulle respinse. La conversione oro-dollaro venne abbandonata nel 1971, con Pompidou. A quel tempo, si profilava una nuova politica energetica e il corso dell’uranio prese il volo. Nel frattempo, il Niger, la cui principale risorsa è l’uranio, attraversava una dolorosa crisi umanitaria. Hamani Diori, consapevole dell’inganno francese, decise di aggiornare il prezzo dell’uranio del Niger. Firmò la propria condanna, ma la sua caduta, il 15 aprile 1974, conteneva alcune indicazioni:
La sesta riunione speciale delle Nazioni Unite si tenne dal 9 aprile al 2 maggio 1974 a New York. Diori fu rovesciato solo due giorni prima della sua partenza in rappresentanza degli interessi del Niger. Questa sessione affrontò due diverse questioni essenziali che opponevano gli Stati Uniti alla Francia: la questione del progressivo abbandono degli accordi di Bretton Woods, in favore di un “nuovo ordine economico internazionale”, e la questione delle risorse energetiche, del neo-colonialismo e della sovranità dei Paesi in via di sviluppo. In quell’occasione, una commissione speciale venne creata e il suo presidente non fu altri che il Primo ministro iraniano Fereydoun Hoveyda, il cui appoggio dagli Stati Uniti è ben documentato. (7)
Hamanai Diori aveva deciso di gettare il sasso nello stagno, invocando pubblicamente il problema dell’uranio del Niger? Dovevano essere a margine della riunione gli incontri che avrebbero potuto creare nuove e più promettenti opportunità? Molte fonti ne parlano. La preoccupazione di Hamani Diori per liberarsi dal dominio francese sulla risorsa principale del proprio Paese, viene spesso citata come l’unica causa della sua caduta con il colpo di stato militare.
Piano Mesmer contro Piano statunitense
Alla vigilia della crisi petrolifera del 1973, l’80% dell’energia francese veniva importata, il petrolio ne copriva i 2/3. Tenuto conto di questa dipendenza, solo lo sviluppo nucleare avrebbe permesso alla Francia di emanciparsi. Per ottenere ciò, doveva anche controllare una efficace ed efficiente tecnologia per l’arricchimento dell’uranio. Gli Stati Uniti aveano tale tecnologia di arricchimento, di oltre il 3%, basata sui reattori PWR (Pressurized Water Reactor), e poi dominavano lo sviluppo dell’energia nucleare civile. Da parte francese, nel 1945, il Generale de Gaulle creò il CEA (Commissariat à l’Energie Atomique). Da cui risultò nel 1948, la prima pila atomica francese, la pila ZOE. Nel 1954, venne creata la prima centrale statunitense, e nel 1956 la prima centrale francese venne costruita a Marcoux. Quest’ultima operava con tecnologia francese basata su un reattore ad uranio non-arricchito, del tipo gas-grafite (GCR), voluto dallo Stato francese e fortemente difeso da de Gaulle.
Nel 1958, Schneider stipulò un accordo con gli Stati Uniti per importarne la tecnologia in Francia, ma fu rifiutato dal Generale de Gaulle. Lo stesso anno, le intenzioni franco-statunitensi portarono alla fondazione della Framatome (Società franco-americana di costruzioni atomiche), nata dalla fusione di diversi gruppi: Schneider, Merlin Gerin e Westinghouse. Venne emesso un bando di gara per un reattore ad acqua pressurizzata (PWR) per una centrale franco-belga. Nel 1959, l’EDF desiderava sperimentare la tecnologia statunitense, ma il generale De Gaulle si oppose ancora. Così, quindi, l’esperienza venne fatta in Belgio. Nel 1969, de Gaulle non era più al potere e il suo successore, Pompidou, decide di autorizzare il reattore PWR a condizione che la Francia ottenesse l’indipendenza tecnologica al più presto, permettendo all’EDF di costruire il PWR. Nel 1973, la Francia lanciava il piano Mesmer, firmando la costruzione di 16 unità nucleari.
Da parte loro, anche gli Stati Uniti aspiravano a sviluppare al massimo il nucleare civile per la loro nazione. A quel tempo, le previsioni dicevano che vi sarebbero state 210 unità nucleari nel 2000. Ma il disastro di Three Mile Island, nel 1979, e la recessione economica, costrinsero gli Stati Uniti ad abbandonare tale idea. (8)
Areva e il rilancio del piano nucleare civile statunitense
Il Protocollo di Kyoto nel 1997, a poco a poco sospinse la questione nucleare sulla scena internazionale. Gli Stati Uniti cercarono di sollecitare Areva, nel 2003, tramite il segretario all’Energia del presidente Bush, Spencer Abraham. (9) Negli anni successivi la consapevolezza ambientale sulle presunte emissioni globali di CO2, fece nascere, tra l’altro, l’idea che l’energia nucleare sia la più pulita. Questa teoria venne ulteriormente favorita da una relazione della Commissione Trilaterale del 2007, scritta da Anne Lauvergeron (presidente e CEO di Areva) John M. Deutch (10) (direttore della CIA sotto l’amministrazione Clinton, accusato di avere trattenuto informazioni relative alla sicurezza interna, prima di essere graziato da Bill Clinton nel suo ultimo giorno in carica); Widhyawan Prawiraatmadja (CEO della società petrolifera indonesiana PT Pertamina). Si tratta di un rapporto dalla classica visione della Commissione Trilaterale, quindi, considerando le questioni energetiche nei tre centri economici di Europa, Asia e Stati Uniti; questi ultimi sono il punto centrale della strategia: giungere a una soluzione globalista della questione a vantaggio degli interessi energetici e ambientali degli Stati Uniti e dei suoi alleati. (11)
Areva è il leader mondiale nel nucleare civile, e non poteva esserci interlocutore migliore e possibile partner per rilanciare il piano nucleare degli Stati Uniti, fallito nel 1979, rafforzando nel contempo le normative strategiche globali richieste dagli Stati Uniti. Tuttavia, non è chiaro se i cambiamenti in Areva siano semplicemente il risultato di una pressione degli Stati Uniti, o se siano il risultato di alleanze strategiche. In primo luogo, si ricordi che Areva è nata dalla fusione di Framatome e COGEMA nel 2000, sotto l’autorità di Anne Lauvergeon. Fu quindi una frattura profonda rispetto alle prospettive gaulliste sullo sviluppo nucleare francese, accettando adesso la collaborazione con gli Stati Uniti.
- Il primo segno di questi cambiamenti fu quindi la nomina di Anne Lauvergeon a capo della Cogema. Venne reclutata da Edouard Stern della Lazard, in seguito al suo lavoro di consigliere economico di Mitterrand. Questo le permise di vendere il suo libro di ordini pubblico ai privati. Dopo aver trascorso alcuni mesi presso lo Studio Lazard Frères & Co. di New York, ne divenne managing partner nel 1995. Durante questo passaggio presso Lazard nel 1996, Anne Lauvergeon venne reclutata come junior leader della FAF (Fondazsione Francese-Americana). Poi Edouard Stern rinviò Anne Lauvergeon alla Lazard, quando entrò nel Consiglio di Amministrazione di Pechiney, ma non prima di aver venduto la sua influenza presso Lazard durante la privatizzazione della Pechiney, per occupare questa carica. Fu poi nominata dal governo della sinistra plurale a capo della Cogema (una decisione dovuta principalmente a Dominique Strauss-Kahn).
- Nathalie Koszisuco-Morizet, a sua volta venne assegnata alle questioni ambientali ed energetiche del governo francese del 1997. Durante il secondo termine di Jacques Chirac, venne nominata relatrice della Carta ambientale, approvata al congresso del 28 febbraio 2005. Vi contribuì in modo particolare Bertrand Collomb, allora presidente del WBCSD (Consiglio Mondiale per lo Sviluppo Sostenibile). Nello stesso anno fu anche al FAF come junior leader. Sempre nel 2005, un secondo elemento accelerò le incursioni statunitensi nella gestione della vita politica ed economica francese. Infatti, Christine Lagarde, ministra del commercio estero del governo De Villepin, aprì la strada a diverse possibilità per l’industria statunitense. (12) Allo stesso tempo, fu membro del Comitato per l’ampliamento euro-atlantico del CSIS.
- Nel 2006, Spencer Abraham venne nominato da Anne Lauvergeon a capo della filiale statunitense di Areva. (13) Questi era l’ex segretario per l’Energia dell’amministrazione Bush. Venne poi convocato in occasione della riunione annuale del gruppo Bilderberg a Ottawa, e invitato a Sitges nel 2010, quando entrò a far parte della Commissione Trilaterale Europa. Nel 2006, Frédéric Lemoine, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Areva (che lasciò nel 2009) venne altresì assunto come junior leader della FAF. Infine, fu la volta di François Xavier Rouxel, nel 2009, vicepresidente esecutivo di Areva.
La CEA, che fu creata per garantire l’indipendenza energetica della Francia e rafforzare il ruolo dello Stato nella gestione del capitale nucleare francese, rimane aggregato al governo. Lo Stato francese mantiene la maggiore partecipazione su Areva attraverso la CEA (73,3%), l’Alto Commissario è nominato dal Consiglio dei ministri. Nel 2009, Nicolas Sarkozy nominò Catherine Cesarsky Alto Commissario della CEA, occupandosi del futuro del nucleare francese. La carriera esemplare di Catherine Cesarsky la portò ad avere un dottorato di ricerca in astronomia presso l’Harvard University nel 1971. Nel 1977, entrò a far parte del Weizmann Institute, centro di ricerca universitario di fama mondiale, situato a Revohot, in Israele. Entrò nella CEA nel 1985, dove guidò il dipartimento di astrofisica, poi continuò la carriera diventando direttrice delle scienze della materia nel 1994, prima di esserne nominata alla sua guida. E’ anche membro della National Academy of Science, che dipende direttamente dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti.
Il 14 novembre 2010, Nathalie Kosciusko-Morizet venne naturalmente nominata ministra dell’Ecologia, dello sviluppo sostenibile, dei trasporti e dell’edilizia abitativa nel governo Fillon II. Andò alla conferenza di Cancun del dicembre 2010, ma prima compì una breve deviazione in India con Nicolas Sarkozy, per vendere due centrali nucleari allo Stato indiano per conto di Areva. Una volta a Cancun, fu accompagnata da Brice Lalonde (14), la presidente messicana l’incaricò del gruppo di lavoro sul trasferimento tecnologico, il clima e le energie rinnovabili. Sul suo blog personale, riassume il suo ruolo nel gruppo di lavoro con queste parole: “Quello che abbiamo qui delineato, è un percorso per lo sviluppo sostenibile che i Paesi possono adottare; se seguiranno oggi lo stesso percorso degli Stati Uniti, senza dubbio provocheranno la distruzione vera e propria del nostro mondo. Bisogna che i Paesi si sviluppino, e bisogna trasferire una tecnologia per lo sviluppo “pulito”, oggi. Questo è ciò che siamo stati in grado di includere nel testo sottoposto al consenso internazionale.” (15)
Si tratta quindi di sostenere la strategia degli Stati Uniti per ridefinire la politica energetica globale, a scapito dei Paesi in via di sviluppo, mentre s’impongono le tecnologie nelle mani delle potenze alleate degli Stati Uniti. Il 23 dicembre 2010, l’assemblea degli azionisti approvava l’apertura del capitale di società di Areva a 900 milioni di euro, a beneficio del fondo sovrano del Kuwait (KIA) e dello Stato francese (600 milioni dal KIA, 300 milioni dallo Stato francese). KIA detiene il 4,8% del capitale di Areva, diventandone il terzo azionista (dopo la CEA e lo Stato francese). (16)
Il 2011 segna la fine del regno di Anna Lauvergeon su Areva, precisamente a giugno. Nel dicembre 2010, Alexander Juniac era andato alla guida di Areva. Era capo dello staff della ministra dell’Economia Christine Lagarde, ed era anche junior leader della FAF (classe 2002). Questa candidatura venne respinta dallo Stato perché sarebbe stata in contrasto con la sua missione presso Christine Lagarde. Da allora, molti nomi circolano per sostituire Anne Lauvergeon: Denis Ranque (membro della Trilateral Comission Europe), Marwan Lahoud, junior leader della FAF (1999), membro del Consiglio di sorveglianza dell’Aspen Institut France e fratello di Emile Lahoud, il famoso “corvo” della vicenda Clearstream II. Nicolas Sarkozy sostiene invece la candidatura di Henri Proglio.
La riconciliazione tra gli interessi degli Stati Uniti e quelli di Areva, grazie in particolare a Christine Lagarde, rivelano la visione carrierista di gran parte della élite politica ed economica francese, senza il quale queste cose avrebbero potuto essere fatte. Tuttavia, questo non sarebbe stato possibile senza il lavoro degli istituti statunitensi che hanno cercato di cooptare coloro che sarebbero poi stati dalla loro parte. Pertanto, la strategia per creare un’organizzazione mondiale ambientale USA-centrica viene ora supportata da Areva e dalla Francia, come NKM ha dichiarato: “Sento che il mondo è finalmente maturo per la creazione dell’Organizzazione Mondiale dell’Ambiente. Ne abbiamo bisogno. Ritengo inoltre che il nostro Paese sia in grado di supportare attivamente questo progetto.” (17)
Conclusioni
Visti i fatti presentati, sarebbe facile indovinare le intenzioni degli Stati Uniti. E’ comunque certo che de Gaulle aveva intuito il rischio dell’egemonia statunitense e tentato di mantenere una relativa indipendenza della Francia durante la Guerra Fredda. Questa politica fu in parte basata sugli accordi franco-africani e le reti informali che vi ruotavano attorno, ma anche su una politica nazionale di cui Cogema e CEA sono stati dei simboli così potenti. Per quanto riguarda il know-how francese acquisito nel settore civile dell’energia nucleare, gli Stati Uniti hanno attirato Areva nelle loro reti. Ma riguardo l’uranio del Niger di cui Areva beneficia da molti anni? Il processo europeo ha forzato l’ingresso della Francia nell’orbita statunitense, la gestione delle ex colonie francesi potrebbe finalmente essere consegnata agli Stati Uniti. Questo è ciò che vedremo nella seconda parte.
Note
1 Priorità dello sviluppo delle Nazioni Unite in Niger
2 Mali-Francia breve storia condivisa; GEMDEV, Università del Mali, 2005
3 Noir Silence, François-Xavier Verschave, 2000
4 La seconda compagnia petrolifera degli Stati Uniti controllata da Condoleezza Rice nel 1991-2000
5 Suicidio di Stato all’Eliseo, Eric Raynaud – 2009
6 Willy Brandt, Ricordi, Albin Michel, Paris, 1996. Horst Möller / Maurice Vaisse (sd), Willy Brandt und Frankreich, Oldenbourg, Monaco di Baviera, 2005
7 Quest’ultimo poi ottenne la cittadinanza degli Stati Uniti e morì nel 2006 negli Stati Uniti, dove ha proclamato vivacemente la sua opposizione al regime di Mahmoud Ahmadinejad.
8 Sull’impatto del primo shock petrolifero su entrambi i lati dell’Atlantico, Bertrand Barré Engineers Journal – Marzo / Aprile 2008
9 Comunicato stampa Areva: Bush vuole ridurre la dipendenza energetica degli Stati Uniti, l’energia nucleare è a favore, 21 novembre 2003
10 Direttore della CIA sotto l’amministrazione Clinton, è stato accusato di conservare delle informazioni relative alla sicurezza interna prima di essere graziato da Bill Clinton, nel suo ultimo giorno in ufficio
11 Sicurezza energetica e cambiamento climatico, Commissione Trilaterale, 2007
12 Con Christine Lagarde, l’industria USA entra nel governo francese, Réseau Voltaire, 22 giugno 2005
13 L’ex segretario dell’Energia dell’amministrazione Bush, Spencer Abraham, è stato nominato direttore della filiale americana di Areva, Rete Voltaire, 9 marzo 2006
14 Nel 1971 Brice Lalonde crea la filiale francese degli Amici della Terra. Legato alla ricca famiglia Forbes, ed è anche partner della Coudert Brothers di Parigi, studio legale alleato con la famiglia Rockefeller.
15 Blog di Nathalie Kosciusko-Morizet, Rendezvous Cancun, 14 dicembre 2010
16 Assemblea Nazionale; affari economici della Commissione, 14 dicembre 2010, verbale n° 27; Audizione della signora Anne Lauvergeon, CEO di Areva.
17 op.cit. Rendezvous Cancun
Copyright © 2013 Global Research
Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora












