L’asse Pechino-Mosca in modalità turbo

Dedefensa
TkdEdL’illustre commentatore MK Bhadrahkumar osserva in uno dei suoi brevi interventi sul suo sito Indian Punchline del 7 giugno 2014, il ritmo incalzante che le relazioni Russia-Cina hanno preso dalla visita di Putin a Pechino e dall’istituzione de facto di un “alleanza strategica” tra le due potenze. Questo è un fatto estremamente significativo: l’azione o mancanza di azione a seguito della retorica su riconciliazione e alleanza ci permettono di giudicare la sostanza esatta, molto reale e in pieno sviluppo, o completamente assente, di queste affermazioni. Il verdetto in questo caso è abbastanza chiaro…
La persona chiave di Mosca è Nikolaj Patrushev, ex-capo del FSB divenuto presidente del Consiglio Nazionale di Sicurezza russo e consigliere di Putin sulle questioni di sicurezza nazionale.  Patrushev si manifesta molto nella visita a Pechino, assecondato da Dmitrij Rogozin, Vicepremier e Ministro degli Armamenti, che ha annunciato la collaborazione con la Cina su un aereo da trasporto militare a lungo raggio e un elicottero. Bhadrakumar ritiene rivelatrici le ultime dichiarazioni di Patrushev a Pechino, dov’era il 6 giugno. Vediamo che le organizzazioni (SCO, Organizzazione della Cooperazione di Shanghai) e BRICS (o BRICSA …) sono coinvolte nello sforzo russo-cinese. “Tre dichiarazioni di Patrushev a Pechino devono essere notate. Ha detto “per noi, è particolarmente importante che le posizioni dei nostri Paesi su tutti i temi dell’agenda internazionale coincidano o siano vicine il più possibile”. Ci sono state precedenti osservazioni di alti funzionari russi sui due Paesi che si coordinano su molte questioni di politica estera e/o sul rapporto Russia-Cina al  culmine storico. L’osservazione di Patrushev va oltre. In secondo luogo, i rapporti da Pechino attribuiscono a Patrushev una seconda dichiarazione sottolineando la rinnovata importanza che Mosca attribuisce ai BRICS. Sembra che la domanda dall’Argentina per l’inclusione nei BRICS arriverà al vertice del raggruppamento nel prossimo mese in Brasile. Dato il contesto delle tensioni in Russia e delle relazioni della Cina con gli Stati Uniti, l’inclusione di un secondo Paese dell’America Latina, il ‘cortile di casa’ di Washington, nei BRICS richiama l’ira statunitense. Patrushev ha discusso la questione con il suo omologo cinese. (È interessante notare che l’India appoggia la richiesta di adesione argentina). In terzo luogo, Patrushev è stato citato sottolineare che “molteplici sfide” costringono Russia e Cina in questo momento ad aumentare il potenziale delle organizzazioni regionali. Ha nominato due organizzazioni, Shanghai Cooperation Organization (SCO) e Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO). Mentre il riferimento alla SCO è quasi di routine, in quanto riunisce Russia e Cina, è notevole che Patrushev indichi l’imperativo della cooperazione nel quadro dell’organizzazione nell’Afghanistan post-2014…
Quindi… ha confermato che la goffaggine straordinaria, o meglio, la tendenza irresistibile alla superpotenza autodistruttiva della politica-sistema del blocco BAO nella crisi ucraina, e naturalmente degli Stati Uniti, in particolare proprio sotto l’ispirazione della cricca neocon-R2P, sembra aver creato ciò che gli esperti occidentali ed anglosassoni soprattutto, dall’alto della loro onniscienza, ritenevano impossibile. (“Gli analisti occidentali si compiacciono, data la storia e la  conseguente mancanza di fiducia reciproca tra Russia e Cina, tenendo conto delle prospettive ‘filo-occidentali’ delle élite russe, di ritenere assai improbabile che i due Paesi possano mai diventare partner strategici nel vero senso della parola. Tale tesi sembra essere caduta nel dimenticatoio da quando i due Paesi collaborano per emarginare gli Stati Uniti”).

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’alleanza Russia-Cina contro l’aggressione USA-NATO

Alexander Clackson, Global Research, 26 maggio 2014
10288770Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che il suo incontro con il presidente cinese Xi Jinping, all’inizio di questa settimana a Shanghai, segna una nuova tappa nelle relazioni Russia-Cina, e che i due Paesi estenderanno una piena cooperazione. Cina e Russia hanno firmato un accordo per la fornitura del gas da 400 miliardi di dollari, garantendo al primo utente energetico del mondo una delle principali fonti del combustibile più pulito e l’apertura di un nuovo mercato per Mosca, che rischia di perdere i clienti europei per la crisi in Ucraina. Inoltre, i due Paesi hanno iniziato le esercitazioni militari congiunte nel Mar Cinese orientale, chiara dimostrazione di forza contro il Giappone, alleato occidentale. Il presidente cinese ha anche apertamente dimostrato la volontà di creare un’alleanza contro gli Stati Uniti. Parlando il 20 maggio, il Presidente Xi Jinping ha invocato la creazione di una nuova struttura asiatica per la cooperazione nella sicurezza basata su un gruppo regionale che comprenda Russia e Iran ed escluda gli Stati Uniti. Chiaramente accusa gli Stati Uniti quando definisce la NATO obsoleto pensiero da Guerra Fredda. Secondo lui, “Non possiamo avere la sicurezza solo per uno o pochi Paesi, lasciando gli altri nell’insicurezza“. Nel suo discorso, Xi Jinping ha offerto la visione alternativa di un quadro per la sicurezza regionale completa, piuttosto che alleanze individuali con attori esterni come gli Stati Uniti. La proposta della Cina di portare avanti l’ambiziosa zona di libero scambio dell’Asia-Pacifico ha incontrato un’accoglienza particolarmente fredda dagli Stati Uniti, che si concentra sull’accordo commerciale tra 12 Paesi conosciuto come Trans-Pacific Partnership, escludendo la Cina. La mossa ha chiaramente sconvolto le istituzioni occidentali. L’ex-segretario alla Difesa statunitense Robert Gates ha detto che Cina e Russia sono sempre più aggressive vedendo gli Stati Uniti ritirarsi dagli affari mondiali. In altre parole, Russia e Cina si oppongono all’egemonia statunitense e reagiscono alle aggressioni degli Stati Uniti, a cui il mondo assiste negli ultimi decenni.
L’alleanza Cina-Russia dovrebbe essere accolta come un blocco contrario al fallimentare e disperato  dominio occidentale concentrato a Washington. Dalla disgregazione dell’Unione Sovietica, gli USA hanno imposto il loro modello economico che favorisce multinazionali ed élite finanziarie, mentre schiaccia i popoli. Qualsiasi Paese che s’è rifiutato di piegarsi alle pressioni statunitensi è stato attaccato militarmente sotto falsi pretesti come “protezione dei civili” e “problemi di sicurezza nazionale”. Purtroppo le potenze regionali come Russia e Cina non poterono impedire agli USA d’imporre il loro autodistruttivo ordine neo-liberista ad altri Paesi. Tuttavia, recentemente la Cina e soprattutto la Russia hanno iniziato a reagire. La Russia ha scongiurato un altro intervento disastroso in Siria e contrasta il colpo di Stato filo-occidentale in Ucraina. Ora, con Cina e Russia strettamente allineate, i due Paesi potranno impedire agli Stati Uniti e alle loro marionette occidentali di portare avanti la loro agenda economica imperialista. Con l’Unione europea che si sgretola sotto il peso dell’euroscetticismo dell’opinione pubblica, come dimostrano i risultati delle elezioni europee, gli Stati Uniti perdono il loro più stretto alleato. L’UE dovrà scegliere se continuare ad essere un burattino di Washington, rischiando così l’ira dei cittadini europei e raggiungendo infine la completa autodistruzione, o costruire legami più stretti con la Cina e la Russia.
La nuova alleanza fermerà l’espansione militare statunitense ed europea, così come le influenze economiche globali. Sarà un passo positivo, mentre il dominio occidentale negli ultimi decenni ha portato solo altra insicurezza e un sistema economico che avvantaggia pochi e punisce i molti. Le nazioni occidentali, e i loro padroni di Washington, dovrebbero riconsiderare la loro dura posizione sulla Russia. Nel prossimo futuro la nuova alleanza detterà le nuove regole del gioco, quindi l’occidente dovrebbe trattare Cina e Russia con rispetto e abbandonare l’atteggiamento arrogante che l’ha dominato per tanti anni.

Xi Jinping, Vladimir PutinAlexander Clackson è fondatore di Global Political Insight, organismo di ricerca e supporto politico. Ha un Master in Relazioni Internazionali. Alexander è consulente politico e spesso collabora con think-tank e media.
Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Vedasi anche: HEARTLAND: Energia e Politica nell’Eurasia del XXI secolo

Il Vertice Russia-Cina di Shanghai: innegabile successo

Aleksandr Salitzki Strategic Culture Foundation 24/05/2014
xijinping-putin-0520-netLa visita del Presidente Putin in Cina è finita. Senza dubbio è stato un evento d’importanza storica.  I leader russi e cinesi dovrebbero conoscersi meglio, hanno una lunga strada da percorrere nel rafforzare la cooperazione bilaterale. Il livello di comprensione reciproca è senza precedenti. Le prospettive per l’Eurasia sono potenziate in modo incredibile dalla cooperazione globale tra la Russia e la Cina…
I progressi nello sviluppo delle relazioni bilaterali sono parte dell’estremamente complicato processo internazionale che prevede il passaggio dal mondo occidentocentrico a uno mondo policentrico. Sono passati 20 anni dal crollo dell’Unione Sovietica. Ora la Russia apre una nuova pagina della sua storia. Chiunque abbia giudizio si rende conto che questo passo è obbligato. Il rapporto Russia-Cina è un altro passo per fare vedere all’occidente la realtà e tornare al dialogo costruttivo. Uno degli obiettivi perseguiti dalla politica estera russa è facilitare la creazione di relazioni internazionali tra Russia, Stati Uniti e Cina sulla base di obblighi reciproci, tra cui il controllo degli armamenti e la gestione delle crisi in cooperazione con altri Stati. Ad esempio, la comparsa dell’alleanza dei “tre grandi” Russia, Stati Uniti e Cina servirebbe allo scopo. Il “triangolo dell’amicizia USA-Russia-Cina” a vantaggio di tutto il mondo era il sogno ambito di Franklin Delano Roosevelt. La Russia persegue una politica estera equilibrata, che presuppone relazioni normali con Stati Uniti, Unione europea e Giappone. India, Corea del Sud e ASEAN sono interessati. Il rapporto speciale con la Cina facilita l’attuazione di questo concetto. Il corso in linea di massima corrisponde alla politica di Pechino. L’apparizione degli Stati falliti sottolinea l’importanza della completa cooperazione internazionale nel superare gli aspetti negativi della globalizzazione. La profonda crisi della statualità dell’Ucraina è probabilmente una delle sfide internazionali più pericolose. E’ importante per Russia e Cina allineare le posizioni sulla questione.
La visita ha portato alla tanto attesa svolta nella cooperazione energetica bilaterale. Gazprom aiuta il drago cinese afflitto dallo smog del carbone. La Cina avvia un grande sforzo per ripulire la propria aria. Prevede di cambiare drasticamente la situazione in 20 anni. Aleksej Miller, a capo di Gazprom, ha detto che è solo l’inizio, “Grande impulso sarà dato ad interi settori economici, in particolare metallurgia, gasdotti e metalmeccanica. Oggi abbiamo iniziato la prima pagina di un grande libro, la storia affascinante della cooperazione russo-cinese nell’industria del gas, e molti capitoli essenziali devono ancora essere scritti”. Riempire le pagina significa creare circa 12 mila nuovi posti di lavoro nel territorio russo, a est degli Urali, 55 miliardi di dollari di investimenti nello sviluppo dei nuovi giacimenti di gas e nuovi contratti nella metallurgia, ingegneria e costruzione di gasdotti russi.
Pepe Escobar ha coniato il termine Pipelineistan nella sua relazione dedicata al corridoio energetico (gasdotto chiave) dal Mar Caspio all’Europa attraverso Georgia e Turchia, e il Grande Gioco di accordi, diplomazia e guerra per procura tra Russia e Stati Uniti che l’accompagna. Oggi la Pipelineistan dell’Eurasia lega saldamente i membri della Shanghai Cooperation Organization e un processo di ulteriore integrazione è in pieno svolgimento. I flussi degli investimenti cinesi nell’economia russa sono intensificati. La casa automobilistica di Tula avrà oltre mezzo miliardo di dollari di investimenti da Chancheng. Il maggiore accordo energetico della storia prevede investimenti nelle infrastrutture economiche della parte orientale della Russia. Le case automobilistiche russe trarranno grandi vantaggi dalla cooperazione con la Cina. La società petrolchimica russa Sibur ha firmato l’accordo sul secondo progetto di ampia cooperazione per stabilire una joint venture nella produzione di nitrile e gomma isoprene nella zona di Shanghai, in Cina. La joint venture utilizzerà brevetti e tecnologie della Sibur. Non ci sono dubbi, la cooperazione Russia-Cina ha un grande futuro. La Russia deve proteggersi dall’espansione commerciale dei produttori asiatici. L’amicizia presuppone lo scambio di osservazioni critiche e  rimostranze giustificate. L’industria russa è troppo debole in alcuni aspetti e deve essere protetta. Un problema più acuto va notato quando aspetti sfavorevoli influiscono sul rapporto. Le agenzie cinesi incontrano difficoltà nel trovare controparti in Russia. Ad esempio, la Commissione Nazionale per lo sviluppo e la riforma della Cina non riesce a trovare un interlocutore. Vi sono altri organi dello Stato che si occupano di scienza e industria che possono indicare con chi stabilire contatti. La Banca della Cina popolare ha una controparte russa, formalmente un ente indipendente anche se è difficile dire cosa significhi questa indipendenza e da chi esattamente sia indipendente. La lista può andare avanti. La Russia ha bisogno di modifiche per cogliere le opportunità offerte dalla rapida crescita della collaborazione con il suo partner numero uno.
La pianificazione e la capacità di fare valutazioni e previsioni, ciò di cui il mondo contemporaneo ha bisogno e di cui è privo, laddove la Russia ha ancora molta strada da fare. L’esperienza della Cina in questo campo ne fa un leader e un’alternativa al caos che imperversa in altri Paesi. Da tempo la Cina ha abbandonato la politica di distinzione tra aziende pubbliche e private o tra economie amministrativamente pianificata e di mercato. E’ tutto passato e dimenticato. Uno Stato forte, pianificazione ed economia di mercato sviluppata possono ben coesistere, ma è opportuno agevolare il progresso delle grandi imprese nazionali, mentre la supervisione delle loro attività deve renderle funzionali agli interessi dell’economia nazionale.
Il mondo avanza rapidamente a grandi passi nel XXI secolo. Il modello costruito sulla base “centro-periferia” è spezzato lasciando larghe crepe che possono influenzare negativamente l’occidente. Ciò incrementerà il ruolo degli Stati nazionali e dello loro relazioni, rendendo l’umanità più responsabile. Può essere opportuno guardare ciò che furono i venti anni del secondo dopo-guerra. Giorni di forte crescita economica, aiuti ai Paesi con economie deboli e concorrenza tra progetti sociali di diverso tipo. Con tutte le irregolarità, era un modello equilibrato di progresso comune.

La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

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Gazprom firma con la Cina un contratto 30ennale da 400 miliardi di dollari
Aleksej Lossan, RIR, 22 maggio 2014

GETTY_52114_RussiaChinaLa visita in Cina di questa settimana della delegazione russa, s’è rivelata un enorme successo, portando alla firma di decine di accordi economici. I titoli sono dominati dall’enorme contratto stipulato da Pechino e il gigante del gas russo Gazprom, ma i colloqui hanno prodotto anche piani per creare un concorrente di Boeing e Airbus, la costruzione di un primo grande ponte e forniture energetiche record. Ma è stato l’enorme accordo con Gazprom che ha avuto i maggiori titoli. Durante la visita della delegazione russa a Shanghai, il 21 maggio, Gazprom e CNPC hanno firmato un accordo 30ennale del valore di 400 miliardi di dollari per l’acquisto e la vendita di gas naturale. Le esportazioni dovrebbero iniziare nel 2018, e vedranno 38 miliardi di metri cubi all’anno inviati  in Cina a 350 dollari per 1000 metri cubi. “Questo è il più grande contratto della Gazprom. Un contratto del genere non è mai stato firmato da alcuna società“, ha detto il capo esecutivo del gigante gasifero russo Aleksej Miller, secondo Interfax.

Co-produzione nel settore del trasporto aereo
L’accordo più importante dopo l’affare della Gazprom è il progetto congiunto russo-cinese per la realizzazione congiunta di un aeromobile a lungo raggio, futuro concorrente di Boeing e Airbus. Secondo i partecipanti ai negoziati, il progetto richiederà un investimento di 10 miliardi di dollari, ma è ancora nelle prime fasi di sviluppo. I dati di base preliminari del progetto saranno presentati ai ministeri dell’economia dei due Paesi nell’estate del 2014. Il progetto dovrebbe svilupparsi in joint venture, in cui le quote dei diritti verranno distribuite equamente tra Russia e Cina. La Russia ha già maturato esperienza nella collaborazione internazionale per la realizzazione di nuovi aerei passeggeri: il Sukhoj SuperJet 100 prodotto da una joint-venture russo-italiana con la Finmeccanica, gruppo aziendale italiano. Un altro progetto congiunto prevede il lancio di un impianto in Russia. Nel 2017, un produttore cinese di autoveicoli fuoristrada, Great Wall Motors, lancerà un impianto nella parte europea della Russia, nella regione di Tula. Gli investimenti nel progetto ammonteranno a 18 miliardi di rubli (522 milioni dollari) all’anno, e la società potrà produrre fino a 150000 veicoli con il marchio Haval. Inoltre, il nuovo impianto creerà 2500 posti di lavoro. Un’altra iniziativa in cantiere riguarda la costruzione di una fabbrica di gomma in Cina. La società petrolchimica russa Sibur e la compagnia petrolifera cinese Sinopec apriranno un impianto di produzione di gomma a Shanghai, con una capacità produttiva di 50000 tonnellate all’anno. La quota maggiore del progetto sarà di proprietà della Sinopec (74,9 per cento), mentre Sibur avrà una quota del 25,1 per cento.
Nella joint venture, la società russa fornirà principalmente tecnologia. Nel 2013, i partner hanno aperto una joint venture a Krasnojarsk per la produzione di gomma in Siberia: la partecipazione di Sinopec nel progetto è del 25 per cento più una azione del patrimonio netto. Al momento, la gomma prodotta dall’impianto viene fornita al mercato cinese.

Forniture per la Cina
Nonostante l’ampliarsi della cooperazione bilaterale in vari settori, l’esportazione principale della Russia in Cina continuerà ad essere l’energia, principalmente petrolio e gas. Pechino è già il maggiore acquirente di petrolio russo: nel 2009-2038, Rosneft, la prima compagnia petrolifera pubblica del mondo, consegnerà circa 665 milioni di tonnellate di petrolio alla Cina. Inoltre con l’accordo blockbuster della Gazprom, la Russia fornirà alla Cina anche gas liquefatto. Jamal LNG ha siglato un accordo con CNPC per la fornitura di 3 milioni di tonnellate di GNL all’anno. Il progetto prevede la costruzione dell’impianto GNL nel nord russo, con una capacità produttiva di 16,5 milioni di tonnellate, e lo sviluppo del giacimento di Sud Tambejskoe. Come base, Gazprom prevede di concentrarsi sui prezzi del GNL fornito al Giappone attraverso lo sviluppo di Sakhalin-2, nell’Estremo Oriente russo. Lo scorso anno il prezzo del GNL in Giappone era circa 512 dollari per 1000 metri cubi. Inoltre, Gazprom ha offerto alle imprese cinesi la partecipazione a un altro simile progetto russo, Vladivostok GNL, e contratti per acquistare gas naturale liquefatto. Il Primo ministro russo Dmitrij Medvedev ha dichiarato in un’intervista a Bloomberg TV che gli investitori cinesi possono anche partecipare alla privatizzazione della statale Rosneft. Tuttavia, la dimensione del pacchetto che può essere acquistato deve ancora essere divulgata. Gli investitori cinesi sono già inclusi nel capitale di Rosneft dal 2006, quando CNPC acquistò una quota dello 0,6 per cento nella società russa durante l’offerta pubblica iniziale.

Ponti e strade
Uno dei principali settori della cooperazione con la Cina attrarrà le imprese cinesi nei progetti infrastrutturali. Nel 2013, il volume annuale del traffico attraverso i valichi di frontiera tra Russia e Cina è aumentato dell’8 per cento, per un totale di 30,5 milioni di tonnellate. Nei prossimi mesi inizierà la costruzione del primo ponte sul fiume Amur, in Siberia, tra la Russia e la Cina. Sarà il primo collegamento di questo tipo tra Russia e Cina: non ci sono ponti tra i due Paesi, né su strada né per ferrovia. Secondo la parte russa, il nuovo ponte consentirà il trasporto di 21 milioni di tonnellate di merci ogni anno e accorcerà le distanze di 700 chilometri. A sua volta, il monopolio russo sul mercato ferroviario, le Ferrovie Russe, e l’operatore ferroviario dello Stato cinese, la China Railway Corporation, hanno concordato la costruzione di centri logistici, lo sviluppo del traffico passeggeri e la riduzione delle tariffe.
La Cina aiuterà la Russia a ridurre la dipendenza dal dollaro nei pagamenti: i Paesi prevedono di aumentare i pagamenti in valuta nazionale secondo l’accordo firmato dalla VTB Bank russa e dalla corporation bancaria cinese Bank of China. Attualmente, i banchieri cinesi hanno emesso prestiti per la Rosneft in rubli, riducendo la dipendenza dell’economia russa dai tassi di cambio. Secondo il presidente russo Vladimir Putin, il volume totale dei progetti congiunti russo-cinesi nei settori prioritari è di circa 40 miliardi di dollari. Tuttavia, il Paese prevede di aumentare questa cifra a 200 miliardi entro il 2020.

china russia flagsTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ascesa eurasiatista e rovina occidentale

Alessandro Lattanzio, 23/5/2014

La debacle occidentale è tale che dall’accerchiamento geostrategico dell’Eurasia, via Afghanistan, Siria e Corea del Sud, Washington e stati clienti sono costretti a passare all’accerchiamento virtuale, votando con brogli una ex-barbie barbuta austriaca o ricevendo al Congresso degli USA due prostitute ex-russe da cui avere ‘consigli strategici’.

060322_Russia_China_gas_routesRichard Nixon era riuscito ad accordarsi con il leader stalinista Mao Zedong e in quel momento la Russia era contro Cina e Stati Uniti. Obama è riuscito a fare il contrario nel giro di una settimana. Ora Russia e Cina sono contro gli Stati Uniti. L’enorme stupidità della politica estera statunitense”.
La politica aggressiva della Washington decadente di Obama, istruita da oligarchi come Soros e Kissinger, decisa da una schiera di russofobi e sinofobi ottusi guidati da Brzezinski mescolando la politica del ‘Roll Back’ anti-russo, quella del contenimento verso la Cina, l’interventismo hardcore dei neo-con e softcore delle ONG hollywoodiane, con relativo codazzo colorato, non può che aver portato ai noti risultati disastrosi (per gli USA e le sue varie cheerleaders imperialistiche, dall’Unione europea alle satrapie wahhabite del Golfo Persico; dai fascisti europei agli islamisti e al sionismo; dalla sinistra occidentale al protestitismo travestito del tipo ‘Movimento 50 Stelle’, ecc.)
La sovraestensione imperialista praticata da Washington fin dal 1992, da parte delle amministrazioni dei presidenti Clinton, Bush minus e Obama, su ordine dell’apparato imperialista-finanziario diretto da Wall Street e dalla City of London, ha solo esaurito le risorse e la capacità dell’asse atlantista rhodesiano-rockefelleriano nel condurre le proprie svariate guerre simmetriche e asimmetriche, come preteso dalla teoria del ‘Dominio a Pieno Spettro’ ideata dal Pentagono alla fine degli anni ’90. Inoltre, tale esaurimento materiale trascina con sé l’esaurimento ideologico e intellettuale dell’autoproclamata ‘superiore civiltà occidentale’. Difatti, mentre i Mattoni del mondo multipolare si vanno assemblando, partendo dalle fondamenta Russia, Cina e India, il mondo atlantista è preda dell’aggravatasi schizofrenia psicopolitica che l’ha sempre caratterizzato fin dalle sue prime incursioni colonialiste. Per due/tre secoli l’occidente era al centro della storia mondiale, o così credeva, ma con l’evolversi politico-economico dell’Asia e dell’Eurasia a partire dall’ultimo scorcio del XX secolo, la mappa geopolitica subisce un drammatico mutamento di prospettiva. Lo sguardo mondiale si apre sempre più a est, e a sud, che dalle colline di Hollywood dove oramai giace una usurata e irritante meschina macchina propagandistica.
L’asse della schizofrenia atlantista da una parte arma, finanzia, addestra e supporta direttamente i vari agenti geopolitici del caos: integralisti islamisti, taqfiriti, jihadisti e altri settarismi armati in Medio Oriente e Asia, narcos, paramilitari e mafie in America Latina, fascisti e xenofobi in Europa. Tutte espressioni delle miserabili borghesie compradores locali, da sempre indispensabili quinte colonne dell’imperialismo occidentale. Ma la stessa macchina che idea e propaga simili mostri, oggi si rivolge alla sua opinione pubblica interna sproloquiando di pseudo-accoglienza totalitaria di profughi (proprio quelli generati dalla schizofrenia occidentale all’esterno), di diritti da assegnare ad ogni sorta di deviazione psicopatologica, di un ultra-liberalismo vacuo e fatuo che accompagna la sistematica distruzione di qualsiasi garanzia che l’occidente capitalista ha sempre fatto vanto di apportare: diritti individuali al lavoro, al benessere, alla prosperità e alla stabilità materiale e morale. Tutto finito, non potendo garantire stabilità materiale, la dirigenza atlantista-finanziaria che guida l’occidente, oggi promette solo instabilità morale, diffusa a piene mani da un sistema mediatico-disinformativo così gonfiato da essere sul punto di esplodere. Ogni giorno l’occidente, mentre diffonde la sua ‘cultura’, assomiglia sempre più a una vecchia baldracca che rimembra i giorni che furono. Da Mackinder e Mahan s’è passato a Samantha Power e Victoria Nuland, da Mozart e Leonardo a Wurst e alle Pussy Riot, da Solgenitzin alle Femen… inutile aggiungere altro.
L’occidente è in pieno deliquio da ‘matrimonio per tutti’, espresso dal  nullismo integrale delle proprie ‘produzioni’ massmediatiche e culturali, e applicato con i cosiddetti ‘bombardamenti umanitari’. Tutto ciò, inoltre, viene propagandato e celebrato in prima fila proprio dalla putrefattissima sinistra europea, da mezzo secolo rottasi ad ogni sorta di gioco osceno con le ideologie ultra-indivualistiche statunitensi cui s’è legata pur di distaccarsi dal ponderato ‘piombo’ del Marx-pensiero, (ovviamente il Marx maturo, il filosofo divenuto scienziato dell’economia, non il fasullissimo Marx ‘giovane’ filosofo, che lasciamo alle meteorine del micragnoso circo accademico locale). Ma è un deliquio autoindotto, perché le cosiddette élites si rendono conto che nulla possono davanti a un mondo extra-occidentale risvegliatosi dalla trance post-guerra fredda, disingannato dalle meschinità del dirittumanitarismo di cartapesta e quindi deciso a sbarazzarsi dell’influenza del blocco atlantista-occidentale e dei suoi locali valletti (ripeto, dai satrapi oscurantisti wahhabiti ai ‘giovani’ manifestanti borghesi compradores). Non potendo più affermare una ‘superiorità’ sul piano concreto dell’economia, della politica diplomatica, della scienza e tecnologia, della produzione ideologica-mediatica, perfino militare, l’occidente si rifugia nel mondo fatato delle barbie con barba e dei nazisti democratici per poter affermare, nel vuoto del puramente virtuale, quella superiorità che non vanta nella realtà. La debacle occidentale è tale che dall’accerchiamento geostrategico dell’Eurasia, via Afghanistan, Siria e Corea del Sud, Washington e stati clienti sono costretti a passare all’accerchiamento virtuale, votando con brogli una ex-barbie barbuta austriaca o ricevendo al Congresso degli USA due prostitute ex-russe da cui avere ‘consigli strategici’.

10170840L’accordo russo-cinese sul gas determinerà i prossimi 30 anni di cooperazione nello sviluppo dei giacimenti di gas in Siberia ed Estremo Oriente russo. Secondo Aleksej Miller, CEO della Gazprom, il valore del contratto è di 400 miliardi di dollari, per un volume di gas da esportare di oltre un trilione di metri cubi. L’accordo diverrà operativo una volta completata la costruzione del gasdotto “Forza della Siberia” che collegherà i giacimenti di gas dell’Estremo oriente russo e della Siberia occidentale con la Cina. La partecipazione della Russia a tale realizzazione viene stimata pari a 55 miliardi di dollari, quella dei cinesi a 22 miliardi. Aleksandr Birman, giornalista specializzato in questioni energetiche, scrive sul quotidiano russo Izvestija, “Dopo essersi assicurata energia a buon mercato, la Cina riafferma la propria posizione di fabbrica più competitiva del mondo“. Per la Russia, la diversificazione delle esportazioni energetiche è una necessità vitale, poiché l’accordo apre a Gazprom anche i mercati di Giappone e Corea del Sud,  permettendole di diventare un attore anche del mercato del Gas Naturale Liquefatto (GNL). “Politicamente, il contratto russo-cinese è un successo“, dice Grigorij Vygon, direttore del Centro Energia della Business School di Skolkovo, Mosca. “I rischi ucraini e la posizione dell’Europa rendono la diversificazione una necessità vitale“. Osserva a sua volta il giornalista Dmitrij Babich, “Si potrebbe aggiungere che Obama s’è rivelato (involontariamente) il migliore lobbista del riavvicinamento russo-cinese nelle sue ultime visite nei Paesi con dispute territoriali con la Cina. Sostenendo direttamente la “rivoluzione” a Kiev e gli sfidanti della Cina nel Mar Cinese, Obama ha aiutato Mosca e Pechino a colmare le loro divergenze sui prezzi del gigantesco accordo. E un’altra cosa che probabilmente entrerà nei libri di testo della diplomazia è l’enorme stupidità delle sanzioni imposte al capo della prima compagnia gas-petrolifera russa, Igor Sechin, e a poche settimane dal viaggio in Cina. … Si tratta di un fallimento storico per l’Unione europea e anche per gli Stati Uniti, perché cedere il gas siberiano russo alla Cina è un fallimento storico. L’UE sapeva che Putin sarebbe andato in Cina. Così, invece di lottare per il gas russo, molto importante per l’economia europea, ha creato un conflitto dal nulla sul desiderio di Janukovich di rinviare la firma dell’accordo di associazione con l’UE. E ora sembra che il gas russo sia perduto per l’Europa. Se le relazioni tra la Russia e l’UE fossero state buone, sarebbe stato molto più conveniente inviare il gas all’Europa, perché le infrastrutture per l’esportazione russe sono orientate verso l’Europa. Invece, sono riusciti ad allontanare la Russia e nonostante un prezzo piuttosto basso proposto inizialmente dalla Cina, la Russia ha comunque concluso tale accordo”.

bildeDichiarazione di Vladimir Putin sulle relazioni Russia-Cina, 20 maggio 2014, Shanghai:
Presidente Xi Jinping, onorevoli colleghi, amici,
Oggi, in un ambiente tradizionalmente accogliente e fattivo, abbiamo adempiuto al vasto programma della cooperazione russo-cinese, ponendoci obiettivi ambiziosi e traguardi a lungo termine. Abbiamo firmato una serie di importanti documenti bilaterali. Le relazioni tra la Russia e la Repubblica popolare cinese si sviluppano con successo e hanno raggiunto un nuovo livello di partenariato globale e cooperazione strategica. Durante i negoziati, abbiamo prestato particolare attenzione alle questioni economiche. La Cina è il principale partner commerciale estero della Russia. L’anno scorso il fatturato commerciale tra i nostri Paesi è stato di quasi 90 miliardi di dollari, e lavoreremo per portarlo a 100 miliardi. Abbiamo tutto quello che serve per raggiungere questo obiettivo. Un Comitato d’investimento russo-cinese è stato istituito per continuare l’espansione degli investimenti reciproci. V’è una serie di importanti iniziative imprenditoriali nel settore energetico. Lavoriamo in tutti i settori, e progrediamo in tutto il mondo.
Nel corso della riunione, abbiamo anche considerato i modi per diversificare gli scambi commerciali riducendo la dipendenza dalla situazione economica globale. Promuoveremo la cooperazione in settori ad alta intensità tecnologica come l’aviazione civile. Abbiamo buone prospettive, i progetti per realizzare aeromobili wide-bodies ed elicotteri pesanti civili. Sviluppiamo anche la cooperazione nella produzione delle auto. La cooperazione tra le banche è in crescita e continuerà a sviluppare l’infrastruttura finanziaria. Si lavora per aumentare i versamenti reciproci in valuta nazionale, e abbiamo intenzione di considerare nuovi strumenti finanziari. La cooperazione tecnologica militare, sotto la supervisione dei ministeri della Difesa dei nostri Paesi, è una questione separata. È un fattore importante per la stabilità e la sicurezza regionale e mondiale. Vediamo un grande futuro nell’espansione della cooperazione tra le singole regioni dei nostri Paesi. Numerose regioni russe, comprese le città metropolitane di Mosca e San Pietroburgo, così come la regione del Volga ed altre, collaborano direttamente con partner cinesi. I legami umanitari sono sempre più importanti. A marzo abbiamo lanciato i mutui scambi annuali d’amicizia della gioventù. Abbiamo anche deciso di creare una università russo-cinese basata sull’Università Statale di Mosca e la Beijing University of Technology.
Il Signor Presidente ha già detto che la memoria storica del grande eroismo dei nostri popoli nella seconda guerra mondiale, avvicina ancora più Russia e Cina. Abbiamo deciso di tenere celebrazioni congiunte per il 70° anniversario della Vittoria. Nel corso del nostro scambio dettagliato, abbiamo anche seguito le questioni internazionali. Prendo atto che le posizioni di Russia e Cina in gran parte coincidono. Condividiamo le stesse priorità globali e regionali. Abbiamo concordato un più stretto coordinamento delle nostre azioni in politica estera, anche nel quadro delle Nazioni Unite, dell’Organizzazione della cooperazione di Shanghai, dei BRICS, APEC e della Conferenza sull’interazione e le misure di rafforzamento della fiducia in Asia, che inizia la sua riunione stasera. Sono grato al Presidente della Cina e a tutti i nostri amici e partner cinesi per l’incontro molto costruttivo tenutosi oggi e in precedenza, quando abbiamo preparato la visita. Grazie per l’invito a visitare la Repubblica popolare cinese e ad assistere ai prossimi eventi. Sono felice di accettare.
Grazie”.
Il Presidente Vladimir Putin quindi ribadiva non solo che Russia e Cina nei loro rapporti economico-finanziari abbandonano l’uso del dollaro USA, ma anche l’”intenzione di prendere in considerazione nuovi strumenti finanziari…” I rapporti commerciali tra Cina e Russia si basano sempre più su meccanismi che vanificano le sanzioni economiche occidentali contro i due Paesi continentali. Inoltre, il Presidente Xi Jinping ha proposto la creazione di una nuova organizzazione asiatica per la cooperazione nella sicurezza, con la partecipazione di Iran e Russia, alla Quarta Conferenza sull’interazione e le misure di rafforzamento della fiducia in Asia (CICA, forum di 24 Paesi volto a rafforzare la cooperazione per la pace, la sicurezza e la stabilità in Asia), a Shanghai, Cina. “Dobbiamo rinnovare la nostra cooperazione per la sicurezza ed istituire una nuova architettura nella cooperazione per la sicurezza regionale“, ha detto Xi al vertice cui partecipavano anche il presidente iraniano Hassan Rouhani e il presidente russo Vladimir Putin. Il presidente cinese ha detto che le nazioni asiatiche dovrebbero rispondere collettivamente a problemi gravi come criminalità transnazionale, sicurezza informatica ed energetica, terrorismo e catastrofi naturali. “Dovremmo avere tolleranza zero per terrorismo, separatismo ed estremismo, dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale e intensificare la lotta contro tali “tre forze”.” Il presidente cinese ha anche avvertito gli Stati Uniti contro la loro espansione militare in Asia: “Rinforzare le alleanze militari contro una terza parte non favorisce la sicurezza regionale.”
Inoltre, da oggi le società russe partecipano alle realizzazione del gasdotto Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India (TAPI). Il vicepremier russo Arkadij Dvorkovich ha dichiarato al Congresso sul gas in Turkmenistan, “Lo sviluppo del ‘vettore orientale’ e la sicurezza e la stabilità energetiche sono le nostre priorità“. Dvorkovich ritiene che la cooperazione con i Paesi della regione Asia-Pacifico sia promettente. La Russia è pronta a fare invitare il Turkmenistan al Gas Exporting Countries Forum (GECF) in Qatar, nel novembre 2014. “La partecipazione del Turkmenistan nel forum degli esportatori gasiferi può avvantaggiare la repubblica dell’Asia centrale“. Afghanistan, Pakistan e India sono acquirenti del gas turkmeno, e la creazione del consorzio TAPI Ltd ne è una logica conseguenza. La richiesta di accelerare la realizzazione del progetto è stata discussa in una riunione tra il presidente turkmeno Gurbanguly Berdymukhamedov e i funzionari indiani. La costruzione dovrebbe essere completata nel 2018, permettendo al Turkmenistan di fornire 33 miliardi di metri cubi di gas all’anno ai suoi tre clienti.
putin-and-xi-jinpingIn definitiva, Obama ha contribuito a concretizzare l’incubo di sir Halford Mackinder, ovvero la coesione politica di un’Eurasia che riesce a sottrarsi alle manipolazioni geostrategiche e geopolitiche atlantiste sviluppando ampie infrastrutture per i trasporti e le comunicazioni terrestri attraverso l’Heartland. Reti ferroviarie, viarie, gasdotti, oleodotti e addirittura canali, sviluppati dagli anni ’30 in poi, permettono oggi all’Eurasia di non essere minacciata alle linee di approvvigionamento del suo sviluppo economico-sociale, sottraendosi a quel predominio talassocratico che è alla base delle passate fortune dell’impero inglese e di quello statunitense. E in futuro, più si approfondirà l’integrazione eurasiatica, più diminuirà l’influenza monopolare di Washington e meno instabili risulteranno varie realtà geopolitiche regionali e mondiali.

Fonti:
Global Research
Global Research
PressTV
RBTH
The BRICS Post

Il rafforzamento delle relazioni Russia-Cina

Konstantin Penzev New Oriental Outlook 20/05/2014
L'incontro%20tra%20Putin%20e%20Xi%20Jinping%20a%20ShangaiRussia e Cina perseguono attivamente il riavvicinamento, negli ultimi tempi, in numerose aree di primaria importanza, tra cui quelle economiche, diplomatiche, militari e politiche. Iniziando con l’esempio più notevole, citerò la cooperazione navale di quest’anno assieme alle regolari esercitazioni marittime congiunte. Sono ormai diventate una tradizione, come le esercizi bilaterali e multilaterali della serie Missione di Pace. L’area della cooperazione navale cambia ogni anno. Nel 2012, le manovre si svolsero dal 22 al 27 aprile nel Mar Giallo, al largo delle coste di Qingdao, nella provincia di Shandong della Cina orientale. Coinvolsero 25 navi, 13 aerei, 9 elicotteri e due distaccamenti di forze speciali di entrambe le parti. Nel 2013, le manovre hanno avuto luogo dall’8 al 10 luglio nel Golfo di Pietro il Grande. Le esercitazioni di quest’anno si terranno da fine maggio ai primi di giugno nella parte settentrionale del Mar Cinese Orientale, nei pressi delle contestate isole Senkaku, conosciute come Diaoyu in Cina. Coinvolgeranno 20 navi, tra cui l’incrociatore lanciamissili Varjag, la nave antisom Admiral Panteleev, la grande nave d’assalto anfibio Admiral Nevel e altre. Ecco come la proverbiale “minaccia cinese” viene vista.
Il South China Morning Post ha riferito che Pechino non è contenta di ciò che ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama durante la sua ultima visita in Asia orientale. “Usare il Mar Cinese Orientale per le esercitazioni è chiaramente un gesto politico per protestare contro le sanzioni degli Stati Uniti alla Russia e l’interferenza di Washington nelle dispute territoriali tra Cina e Giappone“, ha detto l’esperto Li Jie della redazione del giornale. Un’altra notizia è la seguente: “Vladimir Putin  visiterà la Cina il 20-21 maggio. Durante la prossima visita del Presidente Vladimir Putin in Cina, a maggio, China National Petroleum Corporation e Gazprom firmeranno un contratto per la costruzione di un gasdotto dalla Russia alla Cina e anche un contratto per la fornitura di gas russo“, ha detto in un’intervista con l’agenzia Interfax Zhang Di, capo consigliere economico dell’ambasciatore cinese in Russia. David Andelman di USA Today ha detto che il tema principale dell’agenda della visita è un accordo 30ennale per la fornitura di grandi quantità di gas alla Cina.  Almeno 38 miliardi di metri cubi di gas fluiranno in Cina ogni anno dal 2018. Questa è all’incirca la stessa quantità che tutta l’Unione europea (con l’eccezione della Germania) acquista dalla Russia. Come ha osservato il Viceprimo ministro Arkadij Dvorkovich ad aprile, durante una visita operativa a Pechino, le squadre russa e cinese avevano raggiunto un accordo preliminare su un certo numero di contratti (o almeno accelerato i preparativi per alcuni di essi) prima della visita del leader russo in Cina. Dvorkovich ha detto che i principali argomenti trattati saranno i contratti su gas e fornitura di gas dalla Russia alla Cina attraverso la via orientale. Il contratto per il progetto Jamal LNG della Novatek è pronto. Rosneft ha alcuni altri progetti interessanti. Si parla di aumentare le esportazioni di gas dalla Russia attraverso la via marittima per diversi milioni di tonnellate all’anno, così come lo sviluppo congiunto di una serie di giacimenti a Sakhalin e nella Siberia orientale. Inoltre, colloqui preliminari sono indirizzati alla cooperazione nella produzione del carbone. In particolare, le parti hanno discusso l’estrazione dai giacimenti di carbone, la costruzione di centrali presso le miniere di carbone e la possibilità di generare più elettricità per la Cina. Hanno deciso di accelerare i lavori sulla raffineria di Tianjin.
La visita di Putin in Cina non è indotta da un qualsiasi avvenimento politico, per esempio le minacce delle sanzioni di Stati Uniti e Unione europea, i problemi con l’Ucraina e così via. La visita del presidente russo s’inserisce nella politica generale della Russia, che prevede l’approfondimento dei legami economici con la regione Asia-Pacifico. Questa politica si basa su commercio e vantaggi. In questi giorni, il Cremlino non si occupa delle pretese egemoniche globali e della propaganda su quale sistema di valori sia migliore. I leader russi visitano la Cina quasi ogni anno, e la serie di questioni che Mosca e Pechino discutono rimane sostanzialmente invariata. Una dinamica particolare viene data alle relazioni Russia-Cina dalla politica statunitense, tanto aggressiva quanto stupida. Michael McFaul, ex-ambasciatore statunitense in Russia, ha detto questa primavera che “tenere a distanza i cinesi da una Russia revisionista è particolarmente importante“. Per promuovere tale obiettivo, Washington lavora per sovvertire e contrapporre le Russia e la Cina, e ciò è così ovvio. La grande strategia degli USA, molto intelligente. Si sappia che se la propaganda anticinese di certi media russi dilagasse, farebbe felice la Casa Bianca. Storie verrebbero ancora una volta diffuse affermando che “ci sono troppi cinesi che vogliono stabilirsi a Magadan e Jakuzia“. Il comportamento di Washington in realtà avvicina Russia e Cina, dice il caporedattore di The National Interest Galen Carpenter. Secondo lui, gli Stati Uniti sono sul punto di commettere un enorme errore in politica estera, mettendosi contro due potenze mondiali allo stesso tempo. Lo scontro è evidente nelle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Pechino e Mosca, e in questo momento si svolge ai massimi livelli. In ogni caso, però, l’influenza che gli Stati Uniti esercitano sulle relazioni russo-cinesi non dovrebbe essere sopravvalutata. Il riavvicinamento tra Cina e Russia si verifica soprattutto in risposta a considerazioni oggettive, la più importante delle quali è l’economia. La Russia possiede un vasto giacimento di risorse energetiche e la produzione globale di beni di consumo ad alta richiesta passa da UE e Giappone alla Cina. Gli imprenditori cinesi ora possiedono molti marchi di beni di consumo di fama mondiale. Allora perché Russia e Cina non dovrebbero aumentare il volume degli scambi a ben 200 miliardi di dollari entro il 2020? Gli scambi potrebbero non essere pagati in dollari, ma nelle valute dei due Paesi. A Suifenhe, dove vi è un vivace commercio transfrontaliero, il rublo gode del pieno riconoscimento come valuta.
Infine, non dobbiamo trascurare un altro fattore fondamentale che contribuisce ad avvicinare i popoli di Russia e Cina: i legami culturali ed istruttivi. Ilija Rjasnov, studioso di studi culturali di Novosibirsk, osserva nel suo articolo “La cooperazione culturale tra Russia e Cina nel 21° secolo” che la cultura intellettuale russa ha avuto un enorme impatto sulla cultura nazionale cinese in letteratura, teatro, danza, musica e altre forme d’arte. Nel 20° secolo, l’immigrazione russa in Cina è stata seguita dalla fase socialista dell’interazione culturale. Ciò ha contribuito a costruire le fila dell’intellighenzia cinese e ha contribuito potentemente alla modernizzazione della Cina. Il rapporto non può essere riportato allo stato precedente, ma un nuovo modello di cooperazione culturale tra i due Paesi è diventato possibile. Si tratta solo di cooperare e conservare l’unicità di ogni cultura. Questa nuova fase dell’interazione probabilmente diverrà un dialogo. La Cina è una civiltà estremamente affascinante e meravigliosa che custodisce conoscenze e conserva valori tradizionali.

Konstantin Penzev, scrittore e storico, per la rivista online “New Oriental Outlook“.

10403080Russia-Cina iniziano le esercitazioni navali congiunte 2014
The BRICS Post 21 maggio 2014

Il presidente cinese Xi Jinping e il suo omologo russo Vladimir Putin hanno partecipato all’avvio delle esercitazioni navali congiunte russo-cinesi di una settimana nel Mar Cinese Orientale al largo di Shanghai. In quella che sarà una prima assoluta per la marina cinese, l’esercitazione vedrebbe entrambe unire le forze e non operare separatamente, segnale indicativo della crescente fiducia politica e militare tra i due Paesi. Tutte le navi cinesi e russi dell’esercitazione congiunta saranno raggruppate in tre gruppi diversi, comandate da comandanti cinesi e russi. Le marine dei due Paesi uniranno le forze per simulare la difesa delle basi, assalti anfibi, combattimenti antisommergibile, difesa aerea, identificazione, salvataggio e missioni di scorta. In totale 14 navi, 2 sottomarini, 9 aerei ad ala fissa ed elicotteri, e forze speciali prendono parte all’esercitazione “Joint Sea-2014“.
Xi ha detto che l’esercitazione congiunta mostra la risolutezza delle due parti nel rispondere a minacce e sfide, nonché nella salvaguardia della sicurezza e della stabilità regionale. Mostrerà anche il nuovo livello di reciproca fiducia strategica e di coordinamento tra i due Paesi, ha detto. Nel Mar Cinese orientale si trova il controverso arcipelago chiamato Diaoyu in cinese e Senkaku in giapponese, rivendicato da Pechino e Tokyo. Putin, intanto, ha notato che i legami militari sono una parte importante del coordinamento globale nel partenariato strategico Russia-Cina.
L’esercitazione navale congiunta Cina-Russia è la terza del genere dopo le esercitazioni congiunte al largo delle coste della Russia in Estremo Oriente, nel luglio 2013, e nel Mar Giallo nell’aprile 2012.

133348531Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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