Una pipeline dalla Russia all’India attraverso la Cina

Rossijskaja Gazeta, Global Research, 17 aprile 2014

17495I colloqui sulla costruzione del progettato oleodotto Russia all’India dovrebbero concludersi entro la metà del 2014, secondo i funzionari dell’ONGC. Così la Russia cambia direzione politica nell’esportazione energetica mentre la forte domanda di idrocarburi, sia in Cina che in India, tra le maggiori economie del mondo, continua a crescere. I vantaggi sono evidenti, anche quelli relativi ai piani dell’India per divenire membro della Shanghai Cooperation Organization (SCO). La Cina appoggia i rifornimenti via oleogasdotti per l’India, cosa non sorprendente. Una delle opzioni del progetto è la costruzione di un gasdotto dalla regione di Altai al nord dell’India attraverso il nord-ovest della Cina. Il direttore del Centro per gli Studi Strategici sull’Energia della Repubblica popolare cinese, Xia Yishan, dice: “Il progetto è vantaggioso per l’India e la Cina, in quanto consentirà alla Cina di diventare una rotta per il petrolio, oltre ad avere lo ‘status’ di consumatrice del petrolio russo. “Per la Russia, un’ulteriore vantaggio del progetto è rifornire di petrolio il mercato della SCO”. “La Russia e l’India hanno concordato la costituzione di un gruppo congiunto per studiare la possibilità di trasportare direttamente via terra gli idrocarburi” afferma la dichiarazione congiunta di Vladimir Putin e Manmohan Singh di dicembre. La discussione del progetto iniziò nel 2005. Alla fine dello scorso anno, ONGC ne ha sostenuto l’attuazione dicendo: “Il gasdotto dalla Russia appare adeguato. I dettagli del progetto saranno chiariti con i partner russi“. Secondo il direttore dell’agenzia del gas Mikhail Ermolovich, il progetto potrà essere associato alla creazione di una joint venture petrolchimica russo-indiana in Gujarat. Gli investimenti in questa impresa sono stimati 450 milioni di dollari e la sua capacità in 100000 tonnellate di prodotti finiti all’anno. In generale, l’India programma l’aumento significativo delle sue riserve di oro nero, per via dell’aumento della domanda interna. Il segretario del Ministero degli Esteri indiano Ajay Bisaria ha detto che “nel 2013, gli acquisti di petrolio in Russia ammontavano a 176 milioni di dollari, ma l’India intende acquistarne di più. Ciò richiede una rotta via terra“. Fino al 35 per cento del gasdotto passa in territorio montagnoso. Il costo preliminare del progetto sarebbe di 30 miliardi di dollari e il completamento della costruzione è previsto per il 2020-2022.
Riguardo il mercato occidentale, per via della crisi nell’eurozona la domanda di petrolio è assai volatile. Inoltre, se vuole “fare pressione” su Mosca, l’UE può aumentare l’importazione di greggio da Norvegia, Nord Africa, Golfo e Trinidad, ma questo è un problema dell’UE. In aggiunta a ciò, l’UE si lamenta dei prezzi interni bassi di petrolio e gas in Russia, è per questo molte merci prodotte in Russia vengono tassate con restrizioni antidumping. Timur Nigmatullin, analista d’Investkafe ha detto: “L’uso delle cosiddette rettifiche sull’energia da parte dell’Unione europea, appare un tentativo di ridurre uno dei principali vantaggi competitivi della nostra economia. Tale approccio ha introdotto dazi antidumping ingiustificati, motivo per cui le aziende russe ogni anno perdono più di 600 milioni di dollari“. In breve, vi è la necessità di nuovi mercati, in particolare quelli in cui si sviluppano i processi d’integrazione con la partecipazione della Russia. Si tratta soprattutto della SCO. “La crescita dei mutui investimenti in Russia e Cina è accompagnata dalla maggiore attività del business russo e cinese negli altri Paesi della SCO”, ha detto il presidente dell’Organizzazione internazionale dei creditori Robert Abdullin. “La crescita economica in questi Paesi è più favorevole di quanto lo sia nei Paesi industrializzati”. Paesi come India, Pakistan, Mongolia, Vietnam e loro vicini sarebbero naturalmente attratti dalla stretta collaborazione con la SCO, comprese le partnership nell’energia.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’asse Mosca-Pechino a tutta velocità contro il dollaro

Dedefensa  22 marzo 2014

45Il 21 marzo 2014, il sito Zero Hedge annuncia l’imminente firma di ciò che chiama Santo Graal del gigantesco accordo sul gas tra Russia e Cina, visto in parallelo a un massiccio attacco contro i petrodollari. Tyler Durden pone il contratto come segno fondamentale del ribaltamento del potere a scapito del blocco BAO.
Se c’è l’intento occidentale di spingere la Russia e la Cina, una superpotenza delle risorse naturali (anche se “un po’ usurata”) e l’altra superpotenza del capitale fisso/lavoro produttivo (ance se “con capitale sbilanciato e credito gonfiato”) a marginalizzare il dollaro e incoraggiare l’uso di rublo e renminbi nel commercio bilaterale, allora le cose vanno sicuramente “secondo i piani”. Per ora non ci sono stati importanti sviluppi in conseguenza dello spostamento dell’asse geopolitico che ha visto l’influenza globale degli Stati Uniti, oltre al Gruppo dei 7 (Paesi più insolventi), declinare  precipitosamente a seguito del tentato intervento pasticciato in Siria e dell’incruenta annessione russa della Crimea, ma presto tutto cambierà. Perché mentre l’occidente si concentra giorno per giorno sugli sviluppi in Ucraina e su come fermare l’espansione russa con un appeasement (difficilmente una tattica vincente come gli eventi negli anni ’30 hanno dimostrato), la Russia ancora una volta pensa tre passi avanti… e un bel po’ di passi a est. Mentre l’Europa si agita furiosamente per trovare fonti alternative all’energia che Gazprom potrebbe staccare dalla rete d’esportazione del gas in Germania ed Europa (con l’imminente aumento del 40% dei prezzi del gas in Ucraina, probabilmente la migliore indicazione di ciò che succederà), la Russia si prepara all’annuncio del “Santo Graal” dell’accordo energetico con nientemeno che la Cina, una mossa dalle potenti onde d’urto geopolitiche in tutto il mondo che lega le due nazioni in un asse basato sul commercio. Come alcuni, specie in queste pagine, hanno suggerito getterebbe le basi per una nuova valuta basata sui rapporti commerciali aggirando il dollaro, qualcosa che la Russia implicava momenti fa, quando il suo ministro delle Finanze Siluanov ha detto che la Russia può riprendersi i prestiti esteri quest’anno. Tradotto: i russi saltano l’acquisto di debito occidentale, finanziato dall’acquisto cinese di buoni del Tesoro degli Stati Uniti, per andare direttamente alla fonte”.
L’accordo potrebbe essere firmato a maggio, quando Putin sarà a Pechino, stabilendo un rapporto strutturale fondamentale tra il primo produttore di gas e il maggiore consumatore di gas, in cima ai  rapporti tra i due Paesi considerando le proprie attività legate all’energia. (Si aggiunga l’elemento di quest’anno, la Cina è diventata il maggiore importatore di petrolio russo superando la Germania). Un esperto russo della Cina, Vasilij Kashin, dell’Istituto di analisi strategie e tecnologie (CAST) infatti, ritiene che in tali condizioni sia completamente assurdo parlare di “isolamento” della Russia, anzi si può ritenere invece che sia il blocco BAO che si trova sulla via dell’isolamento, tanto più che Durden continua: “Bingo! E ora si aggiungano gli scambi bilaterali in rubli e renminbi, si aggiungano Iran, Iraq, India e presto Arabia Saudita (la prima fonte estera di greggio della Cina, il cui principe ha anche incontrato il Presidente Xi Jinping la scorsa settimana, per espandere ulteriormente i rapporti commerciali) e saluti ai petrodollari“. Durden fa una panoramica delle relazioni della Russia con i principali Paesi alternativi al blocco BAO (Cina, India, ecc.) valutando che le loro relazioni con la Russia sono in via di una positiva stabilizzazione sulla scia dello shock costituito dalla crisi ucraina. Durden aggiunge che misure altamente simboliche e significative sono in preparazione in altri settori della cooperazione, (“Kashin di CAST ha detto che le prospettive che la Russia offra i jet da combattimento Sukhoj Su-35 alla Cina, in discussione dal 2010, crescerà”).
Punchline: “Una forte alleanza s’impone su entrambi i Paesi (Russia e Cina) in risposta agli Stati Uniti”. Un’alleanza che non si limita ad essere un prolungamento delle attuali tendenze a stretti rapporti bilaterali, tra cui non solo investimenti nelle infrastrutture, ma anche forniture militari… In sintesi: mentre il maggiore terremoto geopolitico dai tempi della guerra fredda accelera l’inevitabile consolidamento dell’”asse asiatico”, l’occidente monetizza il debito e si crogiola nella ricchezza di carta creata da un mercato azionario assai manipolato, mentre allo stesso tempo cerca di spiegare il motivo per cui il 6,5% di disoccupazione in realtà indichi un’economia debole, incolpando il tempo per ogni deludente dato economico, e affliggendo ogni singola persona nel cercare un aereo scomparso”.
Ciò che è più impressionante in questa analisi, che rafforza diverse voci,  prospettive, dichiarazioni di funzionari russi, ecc., è l’espansione accelerata della crisi ucraina, in questo caso passando al problema fondamentale del ruolo/status del dollaro il cui peso sul dispositivo egemonico del sistema è noto. Si tratta di misurare come e quanto velocemente questa crisi passa da una dimensione regionale ad una globale, in tutte le aree, mettendo in discussione tutti i rimanenti fattori  piuttosto stabili nelle relazioni internazionali, e ciò in un senso sistematicamente sfavorevole al blocco BAO. Nel frattempo, il blocco segue una dinamica in senso opposto, in particolare nel contesto dello sviluppo delle sanzioni antirusse. Quindi, in tale caso, c’è il fenomeno sorprendente di una sorta di “provincialismo” della globalizzazione. L’immagine non è esagerata o caricaturale quando si riferisce a ciò che riecheggiano le organizzazioni europee, immerse nei dettagli più banali accordando le sanzioni calcolate al millimetro e all’euro, per cercare di soddisfare tutte le parti interessate, i Paesi membri naturalmente, ma anche lobby, industriali e varie forze. (Indicativo a tale senso l’esempio, per la sua dimensione grottesca, di una piccola azienda austriaca molto efficace nel lobbying, mentre il suo Paese è assai riluttante nelle sanzioni, che ha un ordine di 30 milioni di euro dalla Russia; protestando contro tale perdita e minacciando vie legali, riesce ad ottenere un risarcimento da 30 milioni di euro dalle istituzioni UE in cambio della rinuncia dell’attività di lobbying, delle recriminazioni e dei piani per rivolgersi a un tribunale, e così via… Questo è il livello del “micro-management”, la frammentazione folle a cui le misure prospettate si riducono…)
Un altro fenomeno semantico appare nel testo Durden, ed è la considerazione della Crimea quale schiacciante sconfitta geopolitica degli Stati Uniti, così come lo fu in precedenza la crisi siriana di agosto-settembre 2013 (“…lo spostamento dell’asse geopolitico che ha visto l’influenza globale degli Stati Uniti, oltre al Gruppo dei 7 (Paesi più insolventi) naturalmente, declinare precipitosamente a seguito del tentato intervento pasticciato in Siria e dell’incruenta annessione russa della Crimea“). Ancora, si tratta della grande estensione della crisi ucraina, questa volta nel campo della percezione e comunicazione. Naturalmente, tale estensione viene completamente ignorata dal blocco BAO, perché completamente imbambolato dalla travolgente narrativa in corso nel blocco, che non è mai stata così pesante, pervasiva, impudente e che ingloba ogni pensiero ufficiale (che parli ad alta voce, o che eventualmente appaia nei punti di discussione e nelle relazioni finali, in meno di una pagina, su un determinato aspetto della crisi, ecc.). Ancora una volta, la differenza tra il blocco BAO e “l’altro lato” della crisi (Russia, ma probabilmente molto più della Russia) è sconcertante. Per buona misura e considerando l’atmosfera da microgestione in cui sono immersi tutti gli strumenti di potere del blocco BAO, sembra altamente improbabile che il blocco sappia esattamente ciò che accade, in generale, con l’accordo qui commentato (L’asse Russia-Cina e i petrodollari), come in altre aree del sistema globale del blocco.
Per parafrasare Durden e non necessariamente limitandosi alla sola Russia, “la Russia (…) pensa tre passi avanti“… ci si accorge di quale sia la vera preoccupazione dei cittadini statunitensi (vedi 22 marzo 2014), così rafforzando la logica della situazione, che rende tale circostanza un fattore antisistema supplementare (gli statunitensi contro il sistema dell’americanismo/contro il Sistema) all’azione russo-cinese, delineando ciò che potrebbe comportare una generale rivolta antisistema. Certo, sarebbe un’opportunità e un ulteriore tentativo in questa direzione, ma ancor più serio di quelli precedenti, tanto più serio per via di tali fattori, che si ha il diritto di pensare che ci sia un’opportunità così forte e dinamica da essere quasi decisiva.

1-s2.0-S030142150900593X-gr6Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La NATO scopre il nuovo esercito russo

Dedefensa 24 marzo 2014
1013798Secondo il blocco BAO, c’è stata l’”invasione” della Crimea da parte dell’esercito russo, o meglio un’”incursione” (è la parola d’ordine, e BHO ha anche usato la parola “incursione”). In questo contesto, accettata l’ipotesi di sviluppare ulteriormente la nostra analisi, è interessante sentire l’apprezzamento dei capi militari della NATO. Come il Comandante in Capo supremo della NATO (SACEUR), generale dell’USAF Breedlove, che istruiva il Forum di Bruxelles, l’assai ortodosso meeting annuale organizzato dall’atlantista German Marshall Fund, questo fine settimana a Bruxelles. (Per gli stralci di seguito, consultare il Wall Street Journal del 23 marzo 2014).
Breedlove è rimasto molto colpito, soprattutto dalla preparazione delle “incursioni” con il pretesto delle manovre consentite dall’accordo sulla sicurezza, e dalla loro esecuzione, “il generale ha detto che era chiaro che la Russia ha migliorato in modo significativo le sue capacità dopo la guerra in Georgia del 2008. “L’incursione della Russia in Georgia … probabilmente non fu la più morbida”, ha detto. “A titolo di confronto, l’incursione in Crimea ha funzionato come un orologio, a partire dalla disconnessione quasi completa delle forze in Crimea dal loro comando tramite disturbi ed attacchi cibernetici, e poi l’accerchiamento completo da parte delle forze russe in Crimea”.”
Breedlove è rimasto in costante contatto con il suo omologo russo, il Generale Gerasimov, Capo di Stato Maggiore Generale. Si erano informati sulla situazione e Breedlove riconosce che non è possibile determinare se questi colloqui abbiano indotto in errore sulle intenzioni russe, in un momento o nell’altro, ma intende comunque continuarli… E’ una situazione strana, perché si tratta di una miscela di cooperazione e antagonismo, cooperazione, perché la posta in gioco è troppo alta per  due potenze nucleari di queste dimensioni; e antagonismo, perché le operazioni in questione sono in realtà antagonistiche: Breedlove “... ha difeso i contatti che ha sviluppato con il suo omologo russo il Generale Valerij Gerasimov, capo di Stato Maggiore generale. Ha detto che avrebbe cercato di mantenerli in futuro. La NATO aveva cercato di migliorare i contatti ai vertici militari russi negli ultimi mesi e l’alleanza ha detto che i due uomini parlarono il 24 febbraio, subito dopo l’inizio della crisi in Crimea. Convennero di “tenersi reciprocamente informati” sulla situazione, secondo la NATO. “Venivo ingannato?”, si chiede il generale Breedlove. “Non posso affermarlo. Non so quando e come la sua leadership abbiano preso tali decisioni”.
Breedlove ritiene che i russi usino la pressione delle loro forze armate per considerare delle “incursioni” in determinate situazioni di conflitto latente, in modo da scoraggiare i piani per l’ingresso nella NATO di alcuni Paesi alle frontiere della Russia. Avrebbero mescolato efficacemente soft power (sistema mediatico per fare pressione) e hard power (sistema  tecnologista per la gestione delle loro forze armate) con risultati sostanzialmente politici più che militari. “Il generale Breedlove si era detto preoccupato che le forze russe nei pressi del confine ucraino attraversassero il sud dell’Ucraina verso la Transnistria, una provincia separatista filo-russa in Moldova. Mosca, ha avvertito, sembrava usare attivamente i conflitti congelati nei suoi confini, come Transnistria e Abkhazia in Georgia per porre un veto alla spinta dei vicini a legami più profondi con l’UE e la NATO. In altre parole, se la Russia è preoccupata da un Paese diretto verso l’occidente, un modo per risolvere tale incursione è un conflitto congelato e ora nessuno vuole pensare di trascinare tale nazione nella NATO, perché potrebbe significare un conflitto con la Russia molto preoccupante”, ha detto.”
66954Breedlove ha a lungo assicurato il suo pubblico che la NATO aveva avviato una ridistribuzione sostanziale delle sue forze in base alla nuova situazione e, soprattutto, delle nuove tattiche mostrate dall’esercito russo. Nonostante la sicurezza mostrata dal SACEUR in questo contesto eminentemente di pubbliche relazioni, sembra che il comportamento russo in Crimea, mescolando con competenza estrema flessibilità e coordinazione tra soft power e hard power delle forze militari, senza le vampate dei carri armati tra nuvole di fumo e crepitio di traccianti, sia un nuovo e assai sensibile problema per l’alleanza. Questo problema è dovuto semplicemente al fatto che, sotto la guida degli Stati Uniti, seguendo ciecamente concezioni basate su aree classificare secondo una visione ideologica rigida, la NATO ha sviluppato le funzionalità del nuovo tipo di guerra postmoderna (G4G o “guerra di 4.ta generazione”) per gli interventi “fuori area”, ritenendo l’”area  NATO” (e la Russia) “sotto controllo “. Il problema posto alla NATO dalle capacità e dai piani russi si evidenzia quando la cosiddetta zona “sotto controllo” non lo è affatto, ed è anche suscettibile a tattiche e tecniche completamente nuove. Tuttavia, questa area è intrinsecamente di fondamentale importanza dal punto di vista strategico, naturalmente, ma ancora più quale unico campo del confronto finale tra il sistema e la resistenza antisistema. Un altro rapporto (direttamente dal Forum di Bruxelles), che fornisce un ulteriore aspetto dell’intervento di Breedlove e di altri nel forum, è particolarmente orientato ad evidenziare il problema delle capacità militari e il loro corretto utilizzo nelle crisi di tipo sempre più nuovo, postmoderno, caratterizzato da tumulti organizzati e spontanei, e da una generale situazione politica fluida e segnata dalla onnipotenza mediatica. L’azione psicologica sul nemico, anche se non direttamente coinvolto, gioca un ruolo importante, è ciò che Breedlove chiama “ambiguità strategica” (i russi durante la crisi di Crimea), ricordando la famosa tecnica nota come maskirovska dell’Armata Rossa (v. 13 agosto 2002), utilizzata con successo variabile durante la Guerra Fredda, la cui mentalità è molto più adatta alla situazione postmoderna, in cui trionfa il sistema mediatico con i suoi simulacri, la sua narrativa, ecc. “Breedlove (…) ha detto che non vi era dubbio che la Russia avesse anticipato l’operazione in Crimea da qualche tempo. “Parte del piano credo era creare ambiguità strategica”, ha detto. “La Russia ha cercato di dare un volto locale alle milizie della Crimea, ma c’era un sottile fronte di abitanti locali davanti e molti uomini in verde dietro”, ha continuato, riferendosi alle truppe russe con uniformi camuffate. (…) Una sessione successiva sulle differenze tra “hard” e “soft” power illuminava i diversi approcci ai conflitti tra Stati e attori non statali. Gitte Lillelund Bech, manager pubblico, consigliera ed ex-ministra della Difesa danese, ha detto che l’esercito cambia visione del proprio ruolo. “I militari non solo pensano a se stessi come hard power”, ha detto. “Si occupano anche di sviluppo e diplomazia”. Il generale John Allen, addetto alla politica estera presso la Brookings Institution ed ex-comandante alleato in Afghanistan, conveniva che l’uso del solo hard power non sia sostenibile. “L’applicazione di risorse soft power spiazza il nemico dal campo di battaglia e riduce l’hard power che si deve affrontare”.”
L’osservazione generale che si può trarre da queste poche osservazioni e confidenze è che i capi della NATO sono estremamente sorpresi dalle capacità di manovra, mobilità, disciplina e  discrezione delle azioni delle forze russe. Indubbiamente, si tratta di un nuovo elemento di notevole importanza per i militari e gli esperti del blocco BAO, finora inclini a trattare con disprezzo le forze armate russe. È una chiara indicazione che la riforma dell’esercito russo iniziata negli ultimi anni, e ancora in corso, da i suoi frutti e va molto oltre la semplice tecnica, forza materiale e struttura, concentrandosi anche sui piani psicologici e di comunicazione con una visione politica, tenendo conto delle dimensioni dell’analisi profonda dei caratteri fondamentali, tra cui quelli dell’ordine mentale che caratterizzano il nostro tempo metastorico. “Incursione” o meno (in Crimea), è bene che i capi del sistema siano convinti di questa evoluzione, il che complica l’analisi della situazione europea, sia dal punto di vista dell’equilibrio delle forze, del loro utilizzo come della dimensione mediatica con i suoi effetti psicologici. Improvvisamente, la situazione in Europa appare loro molto meno stabile nel suo orientamento dinamico, già caratterizzata dalla percezione trionfante dell’evoluzione a senso unico verso l’indebolimento e l’isolamento della Russia fino alla sua sconfitta finale (il grossolano “Dopo Kiev, Mosca” di McCain, caratteristico dello spirito ottuso della visione binaria del mondo (15 marzo 2014)).
1962887Si potrebbe anche dire che il comportamento russo durante questa crisi ha introdotto una nuova dimensione nell’utilizzo delle forze armate, senza dubbio una sorpresa militare per il blocco BAO. A nostro avviso, l’idea centrale di questa nuova dimensione riguarda la nuova “pseudo-guerra” (G4G),  introdotta nel periodo successivo l’attacco dell’11/9, un nuovo tipo schierato con vari gradi di successo soprattutto dalle forze del blocco BAO nei teatri esterni e periferici (Africa, Medio Oriente, subcontinente indiano), combinando l’uso del sistema mediatico nella dimensione psicologica con l’utilizzo di unità mobili speciali, ridotte, ecc. Ciò che dimostrano i russi, dal punto di vista del blocco BAO, è che questo tipo di “pseudo-guerra” sarebbe adatta anche all’Europa,  un’area che si riteneva estranea a tale schema, applicandolo loro stessi con maggiore abilità ed efficienza di quanto sia stato fatto finora nei cosiddetti “teatri esterni e periferici”, con un assai maggiore impatto politico grazie alle strutture di potere consolidate nell’area europea, indicando che una riuscita spinta dell’influenza psico-militare permette di far vacillare strutture politiche efficaci dalla parte di coloro che utilizzano queste tecniche. (Le varie campagne irachene e afgane del blocco BAO furono un disastro, dove la formula postmoderno si danneggiò in un pasticcio catastrofico, come altre campagne meno inefficaci ma nessuna di un qualche successo… La sorpresa russa sarebbe che un esercito percepito privo d’esperienza in questo tipo di intervento, riesca ad applicare la formula, notevolmente rinnovata e migliorata, con tanta efficienza e flessibilità in un teatro importante e finora considerato “sicuro” rispetto a tale tipo d’instabilità. È forse un nuovo sviluppo capitale, perfino rivoluzionario, del concetto di G4G. La psicologia russa, nutrita dalla politica del principio al contrario delle forze del blocco BAO che subiscono la pressione del sistema, ha indubbiamente un ruolo importante in questa evoluzione).

1924795Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russia e Cina svilupperanno un bombardiere di nuova generazione

RUVR 10 marzo 2014
1982295Il contratto per la progettazione di un bombardiere supersonico strategico di nuova generazione (PAK-DA) tra il governo russo e la Tupolev è stato firmato nel 2013. Il bombardiere rientra nel programma di armamento dello Stato per gli anni 2016-2025, ha detto il direttore del dipartimento dell’aviazione presso il Ministero dell’Industria e del Commercio della Russia, Andrej Boginskij. La Russia dovrebbe cominciare ad acquisire questi aeromobili nei prossimi 10-11 anni, in coincidenza con il completamento di alcuni programmi statunitensi, tra cui il bombardiere pesante B-1B Lancer e il furtivo bombardiere strategico B-2 Spirit. Il nuovo velivolo russo dovrebbe somigliare al B-2 statunitense. Ma questa somiglianza sarà su un livello diverso: il B-2 ha una velocità subsonica e una grande furtività radar.
Durante la progettazione, la discussione si concentrerà sulle lezioni dai progetti statunitensi, e ciò  aiuterà a ridurre i rischi associati a tale progetto, avviatosi in ritardo. Tuttavia, questi rischi sono piuttosto elevati: il bombardiere strategico è un sistema estremamente complesso e costoso. Stati Uniti ed Unione Sovietica, su questi progetti, raccolsero scandali e fallimenti. La questione della razionalità della produzione in serie di questo velivolo apparve in diversi programmi dalla  progettazione complessa e tecnicamente rischiosa. L’obiettivo principale del moderno bombardiere strategico è essere una piattaforma per il lancio di missili da crociera a medio raggio. Questi missili vengono utilizzati senza entrare nella zona della difesa aerea del nemico. I nuovi missili da crociera russi Kh-101 hanno un raggio d’azione di 5500 km. Per i lanciatori di questi missili, la loro gittata è importante quanto l’efficace resistenza al tiro, avanzate attrezzature per la navigazione e un carico utile notevole.
Alcuni aeromobili progettati in Russia hanno già queste caratteristiche tecniche, soprattutto nel caso dell’aeromobile Tu-95MS, costruito negli anni 80 e che può ancora essere utilizzato per decenni senza essere modernizzato. La Russia, probabilmente in considerazione della costruzione del bombardiere a grande raggio d’azione, potrà intervenire nei conflitti locali in diversi scenari. Un tale velivolo potrebbe in particolare prendere di mira siti protetti con potenti bombe guidate o obiettivi in movimento, come le navi. Un lavoro analogo di progettazione di bombardiere a lungo raggio stealth di nuova generazione, viene condotto in Cina. Se la Russia può utilizzare ancora i suoi aerei Tu-95 e Tu-160, la Cina non ha questa possibilità. Il suo ultimo bombardiere H-6K non può attaccare gli Stati Uniti e non può essere rifornito in volo. In passato, Russia e Cina discussero la possibilità di cedere alla RPC bombardieri Tu-22M3, ma i due Paesi non concordarono i dettagli del contratto. Russia e Cina lavorano su progetti simili e molto costosi, cooperazione e coordinamento degli sforzi di entrambe le parti potrebbero contribuire ad eliminare alcune lacune. La stretta collaborazione nella creazione di un così importante sistema d’arma come un bombardiere strategico, potrebbe contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, risparmiando notevoli risorse.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina: il golpe si dissolve, le minacce USA rafforzano l’Asse Mosca-Beijing

Alessandro Lattanzio, 6/3/2014
1621807Sull’Ucraina viene resa pubblica una nuova intercettazione, ovvero la telefonata tra il ministro degli Esteri estone Urmas Paet e Catherine Ashton, Alto rappresentante dell’Unione europea, il cui argomento erano i cecchini che avevano sparato sulla folla a Kiev, dal 17 febbraio al 20 febbraio. Si scopre così che ciò era opera di un gruppo di Euromaidan e non delle forze speciali ucraine, come i media propagandistici occidentali volevano fare credere: “I cecchini che hanno sparato contro i manifestanti e la polizia a Kiev, presumibilmente furono arruolati dai capi di Maidan, secondo una telefonata tra il capo del comitato per la politica estera dell’Unione europea Catherine Ashton e il ministro degli Esteri estone. Vi è ora la forte idea che dietro i cecchini non ci fosse Janukovich, ma gente del nuovo governo”, aveva detto Paet, “Penso che indagheremo. Voglio dire, non lo scegliamo ma è interessante. Dio” rispose Ashton. (…) Paet ha anche ricordato una sua conversazione con un medico che aveva curato dei feriti a Kiev. Ha detto che manifestanti e poliziotti erano stati colpiti dalle stesse persone. “E poi, cosa abbastanza inquietante, questa Olga (Bogomolets) ha detto anche che tutte le prove dimostrano che le persone uccise dai cecchini, poliziotti e manifestanti, lo furono per mano degli stessi tiratori che sparavano su entrambe le parti“, sottolineava il ministro estone. Ashton rispose: “Beh, sì… ecco, è terribile.” “Allora mi ha anche mostrato alcune foto dicendomi, da medico, che si trattava degli stessi tipi di proiettili, ed è davvero inquietante che ora il nuovo governo non voglia indagare su cosa sia esattamente successo“, continuava Paet. Paet sottolineava ad Ashton che temeva che ciò possa “screditare fin dall’inizio questo nuovo governo”, ma Ashton insisteva affinché le indagini non fossero autorizzate, per non minare il nuovo regime. Paet infine riferiva “Non c’è fiducia verso i politici ora al governo. Chi proviene da Maidan e dalla società civile dice di sapere che tutti quelli del nuovo governo hanno un passato da criminali.
Nel frattempo, il parlamento della Crimea vota l’adesione alla Federazione Russa chiedendo a Mosca “l’avvio del processo di adesione alla Federazione russa“, mentre 22000 militari ucraini e decine di sistemi missilistici terra-aria S-300 passano sotto l’autorità del governo della Repubblica autonoma di Crimea. Affermava a una conferenza stampa, a Mosca, il Presidente Vladimir Putin, “Sembra che si voglia riprodurre in Crimea lo scenario di Kiev, organizzando una serie di attentati terroristici. Questo preoccupa molte persone in Crimea, che così hanno creato i comitati di autodifesa e preso il comando delle locali unità militari (…) decine di sistemi missilistici S-300 ed altre armi, così come 22000 soldati ucraini, sono passate alle autorità della Crimea. Grazie a Dio, è avvenuto senza resistenza e il popolo della Crimea controlla tutto“. Il rappresentante della Russia alle Nazioni Unite, Vitalij Churkin, aveva annunciato che il Presidente Putin aveva anche ricevuto una lettera dal legittimo presidente dell’Ucraina Viktor Janukovich. Churkin indicava che nella lettera Janukovich chiede d’inviare truppe russe in Ucraina per proteggere i civili. Il Presidente Vladimir Putin aveva definito illegittime le autorità insediatesi a Kiev, ma dichiarava che l’intervento militare della Russia era riservato per i casi estremi. “Il parlamento è in parte legittimo, ma tutto il resto no. Il presidente ad interim non ha alcuna legittimità… L’uso delle truppe è l’ultima risorsa. Non vi è alcuna necessità di impiegarle in questo momento, anche se l’opzione è presente sul tavolo. Qualsiasi intervento sarà puramente di natura umanitaria. Se prendiamo la decisione di schierare le truppe, sarà solo per proteggere il popolo. I nostri militari sono fratelli in armi, amici. Sono sicuro che i soldati ucraini e russi saranno sullo stesso lato della barricata. … Il colpo di Stato anticostituzionale e l’occupazione armata del potere a Kiev causano il caos in Ucraina, ora fuori controllo. Vediamo un’orgia di neonazisti, nazionalisti e antisemiti in diverse parti dell’Ucraina. Se vediamo tale illegalità nelle regioni orientali, se il popolo ci chiede aiuto, oltre alla richiesta dal presidente legittimo, che già abbiamo, ci riserviamo il diritto di utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione per tutelare i cittadini, cosa che riteniamo del tutto legittima. Non siamo in guerra contro il popolo ucraino. … Voglio che lo capiate senza ambiguità. Se prendiamo una decisione, sarà solo per proteggere i cittadini ucraini. … Quando dico agli occidentali ‘Credete di agire legittimamente’, rispondono ‘sì’. Devo ricordargli le azioni degli Stati Uniti in Afghanistan, Iraq e Libia dove hanno agito senza alcun mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o pervertendolo, come è avvenuto in Libia. … I nostri partner, in particolare gli Stati Uniti, formulano sempre chiaramente i loro interessi geopolitici e nazionali, li perseguono senza sosta trascinandosi dietro il resto del mondo, utilizzando il principio del ‘sei con noi o contro di noi’, molestando coloro che rifiutano di essere trascinati. Ci opponiamo decisamente a tale forma di transizione del potere in Ucraina, e ovunque nello spazio post-sovietico. Ciò non aiuta la cultura della legalità. Se qualcuno viene autorizzato ad agire in tale modo, poi ognuno si sentirà di seguirlo e ciò significherà il caos. È la cosa peggiore che può capitare ad un Paese con economia e sistema politico instabili“. Putin inoltre ha avvertito che in Ucraina si sono imposti al potere altri oligarchi dalla reputazione discutibile. Sui cecchini a Kiev, Putin ha detto che non sapeva di alcun ordine del governo Janukovich di usare armi da fuoco contro i manifestanti. Per lui i tiratori avrebbero potuto essere provocatori dell’opposizione. Il Presidente Putin ha concluso sottolineando che la Russia vorrebbe vedere la partecipazione di tutti i cittadini dell’Ucraina nella definizione del futuro del Paese, sottolineato che la resistenza ai golpisti a Kiev, soprattutto nell’Ucraina orientale e meridionale, dimostra chiaramente che Kiev non ha il mandato nazionale per governare il Paese: “Francamente, dovrebbero adottare una nuova costituzione tramite un referendum, in modo che tutti i cittadini dell’Ucraina s’impegnino nel processo, partecipando alla formulazione dei nuovi principi su cui fondare la loro nazione. … Credo che dopo la formazione di un governo legittimo, e nuove elezioni presidenziali e parlamentari si dovrebbe tornare alla normalità.” Putin avvertiva che le elezioni presidenziali in Ucraina, previste per il 25 maggio, non dovrebbero esserci se la situazione nel Paese non migliora. “Se si svolgono in condizioni di tale terrore, naturalmente, non le accetteremo“.
Nel 1997 la Russia e l’Ucraina firmarono un trattato sulle basi militari e navali in Crimea. L’accordo fu ratificato dai parlamenti russi e ucraini nel 1999. La Russia ricevette l’82 per cento delle navi della flotta del Mar Nero dopo aver versato al governo ucraino 526,5 milioni di dollari. L’accordo, emendato, permette alla Flotta russa del Mar Nero di rimanere in Crimea fino al 2042. Mosca compra annualmente 97,75 milioni di dollari di debito di Kiev per il diritto di utilizzare acque e frequenze radio ucraine, e per compensare l’impatto ambientale della Flotta del Mar Nero. La marina russa può schierare in Crimea 25000 effettivi, 24 sistemi di artiglieria di calibro inferiore a 100mm, 132 veicoli blindati e 22 aerei militari. Cinque squadre navali russe sono di stanza nel porto di Sebastopoli, in conformità con il trattato:
30.ma Divisione navi di superficie formata dall’11.ma Brigata navi antisom, comprendente l’ammiraglia della Flotta del Mar Nero, l’incrociatore lanciamissili Moskva, nonché le navi antisom Kerch e Ochakov, il cacciatorpediniere lanciamissili Smetlivij, la fregate Ladnij e Pytlivij; e dalla 197.ma Brigata navi da sbarco, composta da sette grandi navi d’assalto anfibio;
41.ma Brigata motomissilistiche, comprendente la 166.ma Divisione mezzi d’attacco veloce, composta degli aliscafi Bora e Samum e dai pattugliatori lanciamissili Mirazh e Shtil, e la 295.ma Divisione motomissilistiche;
247.ma Divisione sottomarini, costituita dai due sottomarini diesel B-871 Alrosa e B-380 Svjatoj Knjaz Georgij;
68.ma Brigata difesa portuale, formata da 4 navi del 400.mo Battaglione antisom e della 418.ma Divisione cacciamine;
422.ma Divisione idrografica formata dalle navi da ricerca scientifica Cheleken, Stvor, Donuzlav, GS-402 e da imbarcazioni idrografiche;
La Russia ha due basi aeree in Crimea, a Kacha e a Gvardejskij. Le forze della difesa costiera russe in Ucraina sono il 1096.mo Reggimento di Difesa missilistica antiaerea a Sebastopoli e l’810.ma Brigata di fanteria di marina, con 2000 marine. Le unità navali russe sono autorizzate ad attuare le misure di sicurezza nella base di permanenza e durante le operazioni in collaborazione con le forze ucraine, in conformità con le procedure delle forze armate della Russia che, nel frattempo, rafforzano la loro presenza in Armenia, inviando nella 3624.ma Base Aerea russa, presso l’aeroporto Erebuni di Erevan, 16 jet da combattimento multiruolo MiG-29 Fulcrum, nel quadro degli accordi sulla difesa aerea della Comunità degli Stati Indipendenti. La base di Erebuni fa parte della 102.ma base militare russa di Gyumri, al confine tra Armenia e Turchia. L’esercito russo dichiarava che oltre ai caccia, la base di Erebuni presto ospiterà uno squadrone di 18 elicotteri d’attacco e d’assalto.
In reazione alle operazioni difensive di Mosca, gli Stati Uniti il 3 marzo annunciavano la sospensione dei colloqui commerciali e degli investimenti con la Russia, oltre che i rapporti militari. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avvertiva Mosca che Stati Uniti e alleati esaminano le misure per “isolarla”. “È la Russia che potrebbe sanzionare gli Stati Uniti”, avvertiva Gordon Duff sottolineando la dipendenza dell’Europa dal gas russo: “il gas russo riscalda l’Europa e la Russia è piena di soldi“. Ma intanto il Pentagono si trova nel panico, temendo di perdere il vantaggio tecnologico che ha mantenuto per tanto tempo. La preoccupazione è che i tagli alla Difesa potrebbero logorare le forze armate statunitensi, perdendo il vantaggio tecnologico su Russia e Cina. Questo è in parte il motivo per cui il Pentagono prevede di ridurre il numero di truppe e sbarazzarsi delle armi vecchie. Negli ultimi anni i funzionari della difesa USA hanno osservato attentamente Mosca e Pechino testare armamenti sofisticati. “Lo sviluppo e la proliferazione di avanzate tecnologie militari da parte di altre nazioni significa che entriamo nell’epoca in cui il dominio statunitense su mari, cieli e spazio non sarà più scontato“, avvertiva il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel. Hagel dovrebbe svelare il piano per ridurre le forze dell’esercito degli Stati Uniti di 40/50000 soldati e per eliminare la flotta di cacciacarri A-10 Warthog. L’aereo spia U-2 non sarà più utilizzato dal Pentagono, concentrandosi sui droni da ricognizione Global Hawk. Il dipartimento della Difesa così arriverebbe a un bilancio di 500 miliardi dollari, spendendo quanto i successivi sei-sette Paesi messi insieme. Cina e Russia aumentando gli investimenti per la sicurezza superano nuovi traguardi tecnologici. Secondo la rivista IHS Jane’s, a febbraio crescerà la spesa per la Difesa della Cina del 14 per cento, pari a quasi 160 miliardi di dollari. La Russia dovrebbe aumentare il suo bilancio per la Difesa di oltre il 40 per cento, cioè di 98 miliardi dollari, entro il 2016. Inoltre Cina, Iran e Russia sviluppando nuovi missili antinave acquiscono la capacità d’interdire l’acceso alle rispettive zone marittime, minacciando la flotta statunitense operante presso le loro coste. Infine, “gli Stati Uniti hanno goduto del monopolio delle armi guidate per circa 20 anni“, afferma Robert Cenni, vicesegretario alla Difesa USA, ma “quel monopolio ora si sta erodendo“.
Riguardo la Cina, Beijing chiede 3 miliardi di dollari di risarcimento dall’Ucraina per la violazione del contratto prestiti-per-grano firmato nel 2012. Secondo l’accordo, l’Export-Import Bank of China aveva concesso un prestito a Kiev in cambio di forniture di grano. Ma l’ente per il cibo e il grano statale dell’Ucraina ha utilizzato il prestito cinese per rifornire altri Paesi, come Etiopia, Iran, Kenya e i gruppi dell’opposizione siriana. Finora gli importatori cinesi hanno ricevuto solo 153 milioni di dollari, o 180000 tonnellate di grano ucraino. La Cina ha già presentato un’istanza contro l’Ucraina presso la Corte dell’arbitrato internazionale di Londra. Il parlamento ucraino avrebbe fornito garanzie statali per il prestito. Il 4 marzo, il presidente cinese Xi Jinping aveva parlato con l’”alleato e amico” Vladimir Putin sulla crisi in Ucraina. “Vladimir Putin e Xi Jinping hanno discusso della situazione estremamente complessa in Ucraina, rilevando la vicinanza delle loro posizioni. Hanno espresso la speranza che le iniziative adottate dalla leadership della Russia diminuiscano la tensione socio-politica e garantiscano la sicurezza della popolazione russofona in Crimea e nelle regioni orientali dell’Ucraina“. Il presidente cinese ha espresso soddisfazione per la cooperazione strategica su “grandi rilevanti progetti” ed ha anche detto a Putin che Beijing vuole intensificare la cooperazione con la Russia sulla lotta antiterrorismo. Il Presidente Putin aveva inviato le condoglianze a Beijing per il violento attacco terroristico a Kunming, commesso da islamisti dello Xinjiang, il 1 marzo. Xi ha invitato il presidente russo a visitare la Cina nei prossimi mesi per rafforzare i rapporti. Secondo il sito cinese Global Times, “Alcuni pensano che la politica cinese di non interferenza sarà messa alla prova in questa situazione, e che se la Cina sostiene la Russia, finirà in una trappola diplomatica. Questo è pensare da deboli. L’occidente ha interferito negli affari interni di molti Paesi, senza mai ammetterlo. Preferiamo essere d’accordo con le voci a sostegno della Russia. La Russia ha resistito all’espansionismo delle forze occidentali in Ucraina, azione importante non solo per il destino di Mosca, ma anche per gli interessi strategici della Cina. Russia e Cina rappresentano reciprocamente interessi strategici. Se la Russia guidata da Putin viene sconfitta dall’occidente, ciò sarà un duro colpo per gli interessi geopolitici della Cina. La Russia è il partner strategico globale su cui la Cina può contare. Nei prossimi due o tre decenni nessun Paese sarà in grado di sostituire la Russia. Pertanto, la Cina dovrà sostenerla. … Se l’occidente riuscirà ad imporre sanzioni alla Russia, la società cinese dovrà fornire maggiori aiuti alla Russia, soprattutto economici. Ma l’occidente sottovaluta la resistenza di Mosca. La resistenza della Russia all’occidente ha un valore globale. Sostenere la Russia consolida la base della strategia della Cina. Fintanto che questa strategia è solida, le relazioni bilaterali della Cina con gli altri Paesi non saranno turbate. Non dobbiamo deludere la Russia quando è in difficoltà. La Cina dovrebbe essere un partner strategico affidabile, e così avremo altri amici”.

xi_putin3Fonti:
RIAN
Space Daily
WSWS
Nsnbc
RIAN
RussiaToday
RIAN
RIAN
Global Times
Press TV
The BRICS Post
Sons of Malcolm
Dedefensa

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