Volontà internazionale di contrastare il SIIL: verità o inganno?

Dr. Amin Hoteit al-Thawra, al-Wihda (Siria) 18/08/2014
Articolo tradotto dall’arabo da Mouna Alno-Nakhal per Global Research
10590515In questi ultimi giorni il campo occidentale ha preso due posizioni contro il SIIL, creatore del califfato islamico in Iraq e Siria (CIIS); il primo sono gli attacchi aerei statunitensi nel nord Iraq, vicino al confine del Kurdistan; il secondo la risoluzione del Consiglio di Sicurezza contro SIIL e Jabhat al-Nusra. Qualcuno potrebbe spiegare tali dichiarazioni con il fatto che l’occidente ha finalmente deciso di ammettere la verità e di affrontare seriamente il terrorismo di queste due organizzazioni. E’ così? Rispondiamo che un documento non può essere letto dall’ultima pagina o riga, ma dobbiamo collegare le cose dal passato per capire il presente, prevedere il futuro e ridurre il secondario ai principi fondamentali, per dedurne il vero obiettivo. Pertanto, dobbiamo iniziare da una verità nota a tutti, e che si riduce al fatto che l’apparizione di tali due organizzazioni terroristiche è inseparabile dall’occidente, dai suoi alleati e strumenti regionali, essendo stato oramai chiarito e ampiamente documentato che Turchia, Arabia Saudita e Qatar hanno patrocinato, finanziato e covato entrambe le organizzazioni sperando di distruggere lo Stato siriano, sradicandolo in quanto baluardo dell’Asse della Resistenza come preludio alla distruzione del resto dell’Asse, come vuole il piano statunitense-sionista. Così molte verità emergono, tanto che non sfuggono nemmeno alle persone comuni o a coloro che non vogliono interessarsi minimamente alle questioni politiche e strategiche. D’altro canto, sulla base di prove concrete, è chiaro che l’assalto del SIIL alla Siria, e poi da lì all’Iraq, s’è verificato:
• Nel contesto che possiamo designare come “strategia della stretta” contro l’Asse della resistenza; ricordando la transazione avviata da Bashir Gemayel durante la guerra civile, quando chiese “l’unificazione di tutti i fucili cristiani”, un’operazione che portò alla formazione delle “Forze libanesi” e alla sua elezione, in quanto loro comandante in capo, alla presidenza della Repubblica durante l’invasione israeliana del Libano, nel 1982 [1].
• Nell’ambito dell’attuazione del nuovo piano statunitense per eliminare l’Asse della Resistenza e tagliarne il legami con la resistenza palestinese a Gaza; un piano di cui il SIIL era il responsabile dell’attuazione in Iraq, Siria e Libano, e Israele a Gaza.
Pertanto, anche se qualcuno potrebbe pensare che l’occidente rigetti il comportamento criminale del SIIL e che abbia effettivamente deciso di combatterlo con gli attacchi aerei e la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, riteniamo prudente guardare oltre l’albero che nasconde la foresta e, in questo caso, diffidare delle trappole occidentali. Infatti:

Gli attacchi aerei USA sull’Iraq
Non crediamo assolutamente che gli attacchi aerei sull’Iraq siano volti alla sicurezza e sovranità dell’Iraq o, come sostengono certi politici iracheni che cercano di giustificarsi, con il cosiddetto accordo strategico del “trattato di sicurezza iracheno-statunitense”. Se così fosse, gli Stati Uniti avrebbero colpito quando le autorità irachene formalmente ne chiesero l’aiuto per contrastare l’avanzata del SIIL [2], dopo la messa in scena dell'”invasione di Mosul” [3] del SIIL o, almeno, quando i loro satelliti registrarono l’esecuzione di 1700 persone a Mosul e dintorni, o quando ebbero la conferma del genocidio e dei crimini contro l’umanità commessi dal SIIL contro Yezidi a Sinjar e cristiani o altre minoranze presso Mosul. Ma niente di tutto ciò è avvenuto. Tuttavia, Obama ha chiaramente affermato che “gli Stati Uniti hanno interesse strategico nel fermare l’avanzata del SIIL e di non essere l’aviazione degli sciiti iracheni o di qualsiasi altra fazione” [4]. È alla luce di tale affermazione che dobbiamo interpretare gli attacchi aerei in Iraq. Non diremo che gli Stati Uniti, che hanno creato e nutrito l’organizzazione terroristica al-Qaida e i suoi vari rami, si siano infine rivolti contro la loro creatura. Ma diciamo che vedendosi minacciati da “elementi indisciplinati” del SIIL, hanno lanciato il loro attacco aereo per i loro scopi:
• punendo gli errori e ricordando al SIIL la politiche e i confini terrestri già prefissati
• scaricando le accuse di molti analisti e ricercatori che l’incolpano del terrorismo del SIIL,
• garantendo l’integrità dei confini del Kurdistan iracheno, per continuare a usarlo contro la nostra regione come un pugnale, tra l’indipendenza incompiuta dall’Iraq e l’impossibile recupero di un legame organico con il governo centrale iracheno, da cui il nuovo concetto di “stato di quasi-indipendente”!
Ciò senza dimenticare la possibilità per gli Stati Uniti di creare un precedente su cui poter costruire una giustificare per l’intervento militare in Siria con il pretesto di colpire il SIIL e lasciare che la situazione evolvi nella direzione desiderata, senza incontrare alcun ostacolo ogni trimestre. Questo è, a nostro avviso, la ragione dell’adozione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza ed è ciò che intendiamo dimostrare.

La risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n° 2170 [5]
Questa risoluzione, il cui disegno è stato presentato al Consiglio di Sicurezza dall’occidente, guidato dalla Gran Bretagna, è importante in quanto si tratta di un punto di vista di principio, ma non risolve il problema. Condanna SIIL, al-Nusra e tutti coloro che li sostengono, invitano a combatterli ed invoca il divieto del loro finanziamento diretto o indiretto, l’invio di armi, ecc., ma uno studio dettagliato e approfondito ci fa pensare alla favola della montagna che ha partorito il topolino! Infatti, nonostante la sua rilevanza giuridica, questa risoluzione è priva di efficacia operativa, di tutto ciò che potrebbe indurre a chiedere conto agli Stati che sostengono e facilitano le operazioni criminali del SIIL, mentre tutti sanno, almeno, del ruolo svolto da Turchia, Arabia Saudita e Qatar, ieri e oggi. A ciò bisogna aggiungere l’irritazione evidente del presidente inglese del Consiglio di Sicurezza per gli interventi dei delegati di Siria [6] e Iraq; irritazione interpretata come rifiuto di permettere d’illuminare le carenze della risoluzione e cosa possa nascondere. Pertanto, e nonostante tutto ciò che è stato detto della risoluzione, pensiamo che l’unica cosa utile sia il riconoscimento unanime dei membri del Consiglio di Sicurezza, della veridicità dell’indicazione della Siria sulla natura terroristica delle due organizzazioni citate. Il che implica che la Siria subisce un attacco terroristico straniero e non una rivoluzione popolare, come alcuni membri del Consiglio di sicurezza continuano ad affermare!
Oltre a ciò, non vediamo nulla nella presente risoluzione che soddisfi o ispiri la seria speranza della volontà occidentale di combattere il terrorismo. A questo proposito, cogliamo l’occasione per porre alcune domande agli ideatori di tale disegno di risoluzione e ai responsabili dell’adozione, come Stati Uniti e Gran Bretagna in particolare:
1. Perché Abu Baqr al-Baghdadi e i suoi 12 più stretti collaboratori non appaiono sulla lista dei terroristi internazionali? Perché non gli hanno congelato i beni? Perché non vengono trascinati davanti alla Corte Penale Internazionale per decisione del Consiglio di Sicurezza? Quest’ultima decisione era compromettente per i funzionari degli Stati Uniti che appaiono nelle foto assieme ad al-Baghdadi e altri?
2. Chi fornisce al SIIL mappe dettagliate dei territori siriani e iracheni? Chi indica al SIIL i punti di forza della struttura difensiva da evitare per poter infiltrarsi in entrambi i Paesi? Chi pianifica le invasioni del SIIL in base a tali informazioni? Le forze che hanno satelliti puntati sulla regione e agenzie d’intelligence internazionali, come Stati Uniti e NATO?
3. La Turchia, membro della NATO, non è forse l’unico Paese attraverso cui passa il petrolio rubato in Siria e Iraq e venduto sul mercato internazionale, in particolare in Europa, consegnando al SIIL tre milioni di dollari al giorno? Perché non si prendono misure drastiche contro la Turchia per fermarla?
4. La Turchia non è ora il punto di transito principale dei terroristi del SIIL diretti in Siria e Iraq? Perché non bandirne porti ed aeroporti? Perché non viene rimproverata?
5. Non è ben chiaro che Qatar, Arabia Saudita e gli altri stati del Golfo finanziano entrambe le organizzazioni terroristiche, avendo giustamente adottato l’ideologia del wahhabismo dell’alleato degli USA? [7].
Molte domande da porre le cui risposte indicano che, se l’occidente in generale e gli USA in particolare, volessero seriamente combattere il terrorismo di SIIL e Jabhat al-Nusra, potrebbero inaridirne le risorse in pochi mesi, senza nemmeno bisogno di alcuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO e gli Stati regionali sottoposti, potrebbero farlo se lo volessero. Ma la decisione dovrebbe venire dagli Stati Uniti, ma non verrà perché gli Stati Uniti vedono ancora nel terrorismo e nelle bande armate il loro “esercito segreto” permettendogli di raggiungere quegli obiettivi che un’esercito convenzionale non può raggiungere! Infine, la risoluzione 2170 si spiega con il fatto che l’occidente, avendo la responsabilità fisica e morale dei crimini di SIIL e Jabhat al-Nusra, cerca di discolparsi negandone i delitti, mentre crea un precedente che giustificherebbe gli attacchi aerei degli USA nel territorio siriano con la scusa della guerra contro il SIIL… e questo è ciò che si deve evitare!

mappedNote:
[1] Operazione Pace in Galilea o invasione del Libano 1982: il 6 giugno 1982 le forze israeliane invasero il sud del Libano, apparentemente per fermare gli attacchi dell’OLP lanciati dal Libano…
[2] L’Iraq chiede agli USA d’intervenire contro i jihadisti
[3] Quali sono gli obiettivi della finta invasione dell’Iraq da parte del SIIL?
[4] Obama giura di continuare gli attacchi aerei in Iraq, ‘se necessario’
[5] Risoluzione n° 2170: Il Consiglio di Sicurezza adotta all’unanimità una risoluzione sul divieto di qualsiasi supporto a SIIL e fronte al-Nusra
[6] Video: intervento del Dr. Bashar Jafari, delegato permanente della Siria alle Nazioni Unite, dopo l’adozione della risoluzione 2170
[7] Il “fondamentalismo islamico” sponsorizzato dagli USA: Le radici dell’alleanza USA-wahhabita

Il Dottor Amin Hoteit è analista politico, esperto di strategia militare ede x-generale di brigata  libanese.
Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina, tra disastro economico e confusione al vertice

Dedefensa 20 agosto 2014
_74298143__74243059_donetsk_clashes_624Un interessante articolo pubblicato il 18 agosto 2014 su OilPrice.com e ripreso il 19 agosto 2014 da RussiaList.com, è stato scritto dall’industriale statunitense Robert Bensh della Pelicourt LLC, specializzata nell’energia ed attualmente attiva in Ucraina. Sappiamo che uno degli argomenti preferiti dell’attivismo statunitense nell’innescare la crisi ucraina è appropriarsi della maggior parte delle risorse energetiche del Paese. Bensh riferisce notizie particolarmente preoccupanti da tale punto di vista, tanto per la situazione ucraina quanto per le prospettive dell’utilizzo del gas nel  Paese.
• Dal punto di vista della situazione economica, Bensh predice l’imminente disastro economico, perché le ostilità nel Donbas comprometteranno seriamente l’economia del Paese. Si nota una prospettiva ciclica, oltre al punto di vista strutturale, assai pessimista, dovuta alle varie misure di austerità da parte di FMI e UE. “La prova di forza militare ucraina con i separatisti nella parte orientale industriale, ha costretto le miniere di carbone a seri tagli della produzione o a chiudere, causando la crisi elettrica che potrebbe solo ridurre la produzione interna e quindi aumentare le esportazioni da Europa, Crimea e Bielorussia, o peggio dalla Russia. Nei centri carboniferi di Lugansk e Donetsk, i combattimenti nella zona industriale dell’Ucraina hanno costretto a chiudere circa il 50 per cento delle miniere di carbone, mentre la produzione complessiva di carbone è scesa del 22 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le principali fonti del settore dicono che potenzialmente il carbone scarseggerà tra meno di tre settimane. Per l’Ucraina, il secondo maggiore produttore di carbone dell’Europa, ciò avrà un impatto devastante sul settore energetico, già in stato d’emergenza, non potendo fornire carbone alle centrali termiche che producono circa il 40 per cento dell’energia elettrica del Paese. Nella quadro energetico complessivo, il blocco della produzione di carbone impone all’Ucraina il regresso di un decennio. Il piano era di affidarsi maggiormente al carbone, per ridurne la dipendenza dal gas russo. … Ora l’Ucraina dovrà aumentare le importazioni di combustibile per compensare tale perdita. Ma anche così, la distruzione delle vie di approvvigionamento rende ciò difficile. Non solo le via di approvvigionamento del carbone sono state distrutte dal conflitto, ma altre infrastrutture critiche sono state danneggiate, minacciando altre industrie. In tutto, il cuore industriale dell’Ucraina è scosso dal taglio delle linee di approvvigionamento minacciando di distruggere oltre il 5 per cento del prodotto interno lordo dell’Ucraina, nella seconda metà di quest’anno”.
• Un’altra particolare preoccupazione per gli “investitori” stranieri, e in particolare statunitensi, è il comportamento della dirigenza ucraina, in particolare sulle leggi dell’esecutivo votate alla Rada. Le nuove imposte approvate sono viste come estremamente problematiche (Bensh osserva nel suo testo: “Insomma: la mia azienda, Pelicourt LLC, è l’azionista di maggioranza del terzo maggiore produttore di gas dell’Ucraina, Cub Energia, ed ho avvisato i governi di Stati Uniti e Canada sul danno potenziale che la nuova imposta provocherà”). Ciò che è davvero notevole nella descrizione di Bensh è l’atteggiamento incoerente dei legislatori ucraini che approvano leggi in contraddizione, annullandosi a vicenda. La parola d’ordine in Ucraina, e in questo caso a Kiev, sembra essere: disordine, disordine, disordine… “Ma la nuova realtà interna chiede che l’Ucraina produca più gas naturale, dopo l’attuazione all’inizio del mese del codice fiscale modificato che colpisce i produttori di gas privati con una tassa così alta che ne ridurrà significativamente la produzione entro l’anno, e il resto è solo congettura per chiunque. … gli osservatori possono essere perdonati per la confusione sulle diverse misure che Kiev ha preso dall’intensificarsi del conflitto. Infatti, i segnali provenienti da Kiev sono confusi, nella migliore delle ipotesi. Mentre il parlamento ha approvato una legge che consente le sanzioni contro la Russia, la Naftogaz statale non ha tardato a sottolineare che probabilmente non dovremmo aspettarci sanzioni contro il gigante del gas russo Gazprom, e il nuovo disegno di legge non applicherà sanzioni di alcun tipo, legalizzando semplicemente le sanzioni a singoli russi su cui Kiev dovrebbe decidere. Un’altra tigre di carta. Il parlamento ha inoltre adottato un disegno di legge che approva le joint-venture su impianti di trasporto del gas tra l’Ucraina e imprese occidentali. Allo stesso tempo, però, Kiev ha approvato una nuova modifica al codice fiscale che raddoppia le tasse ai produttori di gas privati e promette di allontanare gli investitori occidentali dall’Ucraina per quanto possibile. Ogni mossa è volta a negare l’altra. L’economia è distrutta, ma Kiev distrugge ogni possibilità di sostenere gli investimenti occidentali. Le aziende occidentali sono invitate a investire in Ucraina, mentre allo stesso tempo l’Ucraina si fa beffe della trasparenza e assicura che il clima sugli investimenti sia improvvisamente ancor meno attraente rispetto a due settimane prima. Nuovi servizi vengono pagati per sviluppare maggiori risorse volte a costruire l’indipendenza energetica, ma la nuova tassa raddoppia i costi per i produttori privati che smetteranno di produrre e se ne andranno.”
Lo spettacolo è edificane, visto da una cosiddetta fonte sul “campo” interessata alla realtà ucraina più che alla narrazione della guerra e al trionfalismo ideologico. L’Ucraina di Kiev, ovviamente, appare discendere nel disordine della già visibilmente sconvolta e accelerata radicale liquidazione aziendale e dell’assalto alle regioni russofone, secondo un tattica evidentemente ispirata dall’americanismo qualificato nel bombardamento a tappeto, versione terrestre del bombardamento a tappeto aereo, come ci si potrebbe aspettare. Non è chiaro se la “guerra del Donbas” dia i risultati politici ed etnici attesi, ma nel frattempo causa la distruzione di infrastrutture ed attività economiche, con conseguenze per tutto il Paese. La ciliegina sulla torta è la “direzione” della politica dei capi cooptati dalla CIA, dagli iperliberali ai neonazisti interessati ai loro vantaggi, gli oligarchi dalle ambizioni politiche che inviano battaglioni nel Donbass e infine la Rada, così glorificata dopo il trionfo di Majdan, luogo in cui le scazzottate portano ad adottare leggi a cascata che si annullano e contraddicono. Se si vuole, si tratta di una nuova versione dell’avventura libica, più strutturata da innumerevoli intrighi e varie manipolazioni di gruppi da parte di agenzie americaniste e della NATO, e tale struttura produrrà ancora più disordine. L’incompetenza mostrata dalla leadership politica ucraina, la cui corruzione viene dopata dal virtualismo americanista-occidentalista, dovrebbe essere un nuovo punto di riferimento sul campo, confermando perfettamente l’analisi di Dmitrij Orlov.
Ed ecco una grande teoria confrontarsi con la realtà del disordine. La tesi prevalente che spiega l’intervento americanista in Ucraina era e rimane probabilmente il saccheggio energetico, anche attraverso le prospettive bizzarre sul gas di scisto ed altro, il tutto in un quadro iperliberale. La realtà che Bensh ci presenta, si può riassumere nel termine tigre di carta… La tigre ruggente del liberalismo, come prometteva essere l’Ucraina secondo il racconto del sistema, non sarebbe che una “tigre di carta”. Mao sorriderà dalla tomba, aveva indovinato… Per quasi un quarto di secolo, lo slogan del “disordine creativo” continua a risuonare nelle analisi e negli editoriali dei guerrieri dell’iper-liberalismo. Forse potremmo considerare la semplice variante che ha il merito della semplicità, se non dell’evidenza: il disordine distruttivo. Dimostrata da Kiev, chiudendo la questione.

10421602Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I terroristi islamici del SIIL sono supportati da Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita

Washington’s Blog Global Research, 16 agosto 201410371511Chi tira veramente le fila?
Il Times of Israel ha riferito: “Un comandante dell’esercito libero siriano, arrestato il mese scorso dalla milizia islamista del fronte al-Nusra, ha detto ai suoi rapitori di aver collaborato con Israele in cambio di sostegno medico e militare, in un video pubblicato questa settimana. Il comandante ribelle siriano dice di aver collaborato con Israele. In un video caricato su YouTube … Sharif al-Safuri, comandante del battaglione al-Haramayn dell’esercito libero siriano, ha ammesso di essersi recato cinque volte in Israele per incontrare ufficiali israeliani che poi gli hanno fornito armi anticarro e armi leggere sovietiche. Safuri è stato rapito dal fronte al-Nusra, affiliato ad al-Qaida, nella zona di Qunaytra, presso il confine israeliano, il 22 luglio. “Le fazioni (opposizione) avrebbero ricevuto sostegno e inviato i feriti (in Israele), a condizione che l’area protetta israeliana fosse assicurata. A nessuno era permesso avvicinarsi alla recinzione senza previo coordinamento con le autorità israeliane”, ha detto Safuri nel video”.
Nel video confessione in cui Safuri appare fisicamente illeso, dice che in un primo momento si era incontrato al confine con un ufficiale israeliano di nome Ashraf ed ebbe un telefono cellulare israeliano. Poi incontrò un altro ufficiale di nome Yunis e con il comandante dei due uomini, Abu Daud. Insomma, Safuri ha detto che entrò in Israele cinque volte per riunioni svoltesi a Tiberiade. Dopo le riunioni, Israele iniziò a fornire Safuri e i suoi uomini “supporto medico di base e vestiti”, così come armi, tra cui 30 fucili russi, 10 lanciarazzi RPG con 47 razzi, e 48000 proiettili da 5,56 mm. Inoltre l’Agenzia Telegrafica Ebraica, agenzia stampa ebraica vecchia di 97 anni, ha riferito: “Una dirigente del Ministero della Giustizia olandese ha detto che il gruppo jihadista SIIL è stato creato dai sionisti che cercano di dare all’Islam una cattiva reputazione. Yasmina Haifi, capo progetto presso il National Cyber-Security Center del ministero, ha fatto tale affermazione su Twitter, secondo il quotidiano De Telegraaf. “Il SIIL non ha nulla a che fare con l’Islam. E’ parte di un piano dei sionisti che deliberatamente cercano d’infangare il nome dell’Islam”, ha scritto Haifi”. A marzo, Haaretz ha riferito: “L’opposizione siriana è disposta a rinunciare a reclamare le alture del Golan in cambio di denaro e aiuto militare israeliano contro il Presidente Bashar Assad, un alto funzionario dell’opposizione ha detto al giornale al-Arab, secondo un articolo di al-Alam”.
I gruppi islamisti filo-occidentali vogliono che Israele imponga una no-fly zone sulle regioni meridionali della Siria per proteggere le basi dei ribelli dagli attacchi aerei delle forze di Assad, secondo l’articolo. WorldNet Daily afferma che gli USA hanno addestrato i jihadisti islamici che si sarebbero poi uniti al SIIL, in Giordania. Il Jerusalem Post riporta che un combattente del SIIL dice che la Turchia finanzia il gruppo terroristico. La Turchia è un membro della NATO e, almeno fino a poco prima, stretto alleato degli Stati Uniti. I ricchi donatori negli alleati degli Stati Uniti, Quwayt e Qatar, sono dietro il SIIL, e funzionari dei servizi segreti occidentali dicono che i governi ne approvano il supporto. Un ex-alto comandante di al-Qaida ha ripetutamente sostenuto che il SIIL lavora per la CIA. A giugno, il consulente per gli investimenti Jim Willie affermava: “Le truppe (del SIIL) lì attive [Siria e Iraq] sono truppe di Langley (cioè della CIA). Addestrate, finanziate e armate da Langley. Ciò l’ho sentito… dall’esercito statunitense (regolari del Pentagono), e bisogna stare attenti quando si fa riferimento ai militari degli USA. Che tipo di militari degli Stati Uniti? L’US Army del Pentagono o quelli di Langley, che hanno uniformi senza contrassegni e decine di migliaia di mercenari? S’incontrano in Iraq. I regolari militari USA del Pentagono evacuati dall’Iraq, il cui vuoto viene riempito dai mercenari di Langley, addestrati contro la Siria e che migrando a Sud annunciano il loro nuovo ordine del giorno. Se e quando i regolari del Pentagono incontreranno i mercenari di Langley in Iraq, Obama avrà una visita a domicilio, dato che militari degli Stati Uniti combatteranno militari degli Stati Uniti. Pentagono contro Langley”.
Anche se non sappiamo quale delle affermazioni di cui sopra sia vera, due cose sono certe:
• Gli Stati Uniti hanno armato i jihadisti islamici in Siria e le loro armi sono nelle mani del SIIL; e
• Gli stretti alleati degli Stati Uniti sostengono e addestrano i terroristi del SIIL
Perché mai gli Stati Uniti e i loro alleati sostengono il SIIL, se sono dei barbari terroristi islamici? Beh, ammesso che sia vero, petrolio e gas potrebbero spiegarlo. Dopo tutto, ci sono prove che gli Stati Uniti e i loro alleati vogliono frantumare Iraq e Siria da decenni. E il SIIL lo fa. In ogni caso, se sia vero o meno per il SIIL, è ben documentato che statunitensi, sauditi e israeliani sostengono da decenni i terroristi islamici più pericolosi e radicali del mondo. Si veda qui. E chi vede la battaglia contro il SIIL come una guerra di religione, viene ingannato.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

20140803FM-ObamaAlessandro Lattanzio all’IRIB: “Dominio su pozzi petroliferi dietro fornitura armi da Usa e Ue a curdi in Iraq”

Radio Italia (IRIB) –  “Presumo che la partita che si gioca in Iraq si faccia in tre: gli Usa piu’ Israele che agiscono tramite il cosiddetto Stato Islamico, che penso sia una creazione diretta del Pentagono e del Mossad…“. Sono le parole di Alessandro Lattanzio, redattore della rivista ‘Eurasia‘ e analista delle questioni politiche internazionali, in un’intervista telefonica a Radio Italia IRIB. E’ disponibile l’audio integrale dell’intervista.

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Il SIIL e il gioco che nessuno può giocare; neo-con in wonderland

Ziad Abu Fadil Syrian Perspective 14/08/2014Terrorists Stealing Control of IraqUn’espressione inglese viene in mente immediatamente quando si pensa alla sconfitta stupefacente di Obama, NATO, Arabia Saudita Turchia e Qatar da parte del popolo siriano: “Cercare di far entrare dal retro ciò che non può passare davanti”. Non ci può essere alcun dubbio che la Mezzaluna sciita ossessiona i traditori neo-con di Washington DC. Dando anche gli europei un brutto caso di dispepsia, che non andrà via con un’indigestione di antibiotici, antiemetici o farmaci. In quest’ultimo caso e nel caso di Qatar/Turchia, è il gas naturale che promette di essere l’idea fissa per i prossimi 25 anni, mentre la Russia trova nuovi mercati in Cina e gli imprenditori del Levante cominciano a flettere i muscoli imbaldanzendo l’Iran e marginalizzando lo Stato colono sionista. In un certo senso, l’occidente reagisce alla profezia sul suo imminente declino; un declino che promette di essere assai doloroso: un forte shock al sistema. La guerra deve continuare: l’Iraq si trova proprio nel mezzo di tutto ciò. L’episodio siriano evolve verso la grande catastrofe politico-militare estera di Obama; quasi umiliante quanto il titanico errore di GW Bush nell’Iraq di Sadam, costato più di un trilione di dollari e la vita 4500 e più soldati statunitensi, senza contare le centinaia di migliaia di iracheni massacrati senza pietà nell’indifferenza da dio greco. L’unica distinzione di una certa rilevanza tra lo sfortunato ladruncolo Bush e il ratto d’appartamento e truffatore di Chicago Obama, è che quest’ultimo ha avuto il buon senso di non sbottare: “Missione compiuta” in Siria. E’ innegabile che la macchina sionista che controlla la politica estera di Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito punta a confrontarsi con l’uomo della strada. È una battaglia decisiva, e nessun buon senso o comportamento razionale influenzerà la decisione di far dilagare il caos ancora di più, per realizzare i due seguenti obiettivi cruciali per lo Stato dei coloni ebraico-europei nella Palestina Occupata:

1. Dissipare l’influenza iraniana
L’Iran terrorizza la mente sionista. L’Iran sviluppa una base tecnologica che farà concorrenza al sionismo. E’ parte integrante della mentalità ebraica rendersi utile alle maggioranze oppressive tra cui gli ebrei dovevano vivere. Una volta che la loro utilità viene messa in discussione, gli ebrei temono automaticamente il peggio: pogrom, inquisizione, genocidio. E’ imperativo per gli ebrei essere visti dai poteri forti come cruciali per il bene dello Stato. C’è la convinzione che gli ebrei siano intelligenti. Alcuni mattacchioni si sono spinti fino a suggerire che gli ebrei siano di un altro pianeta (anche se non sono più bravi dei giapponesi negli esami d’intelligenza). Gli stessi ebrei favoriscono tale nozione godendo della profezia che si autoavvera e ornandosi del titolo di “popolo eletto” da Dio. Ma per molti secoli gli ebrei in Europa dovettero subire l’onta del tradimento di Caifa, la sua insistenza nel crocifiggere il Figlio di Dio, un’insistenza che inghiottì l’ebraismo in una battaglia per la non-esistenza stessa. Nel mondo musulmano ciò non fa alcuna differenza perché i musulmani non credono che Cristo fu crocifisso. Ma nell’Europa cristiana, dove gli ebrei dovettero attrarre i favori dei re, c’era sempre una tregua labile tra ebrei e plebe cristiana, in debito con loro e alla ricerca di un modo per sottrarsi dagli obblighi. Dovevano essere i migliori musicisti per intrattenere coloro che contano. Dovevano essere i migliori medici per prolungare la vita dei loro oppressori. Dovevano eccellere in matematica per meravigliare gli intellettuali che gli rubavano le idee per fama personale, in cambio della quale avrebbero ricevuto l’approvazione del soggiorno. Attraverso tale processo minaccioso gli ebrei divennero intelligenti e svilupparono un meccanismo per continuare a vivere indottrinando le generazioni alla metodologia della sopravvivenza. Si vede oggi nella loro paura di un Iran risorgente. Si può anche vedere la loro paura di uno Stato palestinese dal vibrante successo economico. In ultima analisi, ovviamente, si tratta di una forma di paranoia.
Il movimento sionista ha cercato di spingere gli Stati Uniti a colpire militarmente l’Iran, con l’argomento che Teheran costruiva l’arma nucleare, per tre volte i loro sforzi fallirono. Ci si potrebbe quindi chiedere: Ziad, se i sionisti controllano la politica Estera statunitense, perché hanno fallito? Come ho già detto, controllano la politica estera… ma non quella militare. Quando Obama fu spinto dallo squilibrato e guerrafondaio John McCain ad attaccare la Siria sulla falsa pista, ormai smascherata, secondo cui il Dr. Assad aveva usato gas Sarin, fu il Pentagono che disse “Niet”, non Kerry. Il presidente degli Stati Maggiori Riuniti degli USA, generale Martin Dempsey, testimoniò apertamente che la Siria non rappresentava alcuna minaccia per gli Stati Uniti e disse ai senatori, in sessione privata, che i russi sarebbero scesi in guerra per questo angolo dell’impero. Disse a Obama che gli Stati Uniti avrebbero perso i bombardieri davanti ai robusti sistemi di difesa aerea della Siria. Il Pentagono tracciò la linea che fermava l’influenza sionista. Al Senato e alla Camera dei rappresentanti, Obama non poté ottenere alcun supporto all’attacco contro la Siria. Il primo obiettivo sionista era Damasco. Vi erano le armi che fluivano nel Sud del Libano, ad Hezbollah, possente forza filo-iraniana che cacciò l’esercito sionista nel 2006. Se la Siria fosse stata distrutta rapidamente, Hezbollah sarebbe diventato oggetto dei capricci della macchina militare sionista e delle scimmie wahabite finanziate dai sauditi e dal Qatar. Come abbiamo già scritto fino alla nausea, tale macchinazione fu attuata dal 2007 dall’ambasciatore statunitense Robert Ford che tira le fila. Sarebbe stata rapida e decisiva. Una questione di mesi. Gli statunitensi contavano sul modello libanese, un esercito fratturato per via settaria. Ma non fecero i conti con il partito Baath. Il piano fallì.

AL-MALAKICosa fare?
2. Il controllo di giacimenti gasiferi e oleodotti: vi sarebbero enormi giacimenti di gas al largo delle coste di Siria, Libano e Cipro. I turchi vogliono accedervi brutalmente. Gli europei, come la Francia, pensano da vecchi colonialisti: controllare Siria e Libano e danneggiare Putin e il suo arrogante monopolio Gazprom. Lo Stato sionista vi sarebbe costretto comunque, dato che gli europei guarderebbero con sospetto lo sfruttamento sionista dei giacimenti di gas al largo delle coste di Gaza, se non a vantaggio dell’Europa. I palestinesi non hanno scelta. Ma la Siria non è caduta. Ora è militarmente più potente di prima. Iran e Russia si sono impegnati a sostenere Assad, un fattore rafforzato dalla massiccia affluenza alle elezioni di luglio in Siria che hanno catapultato il Dr. Assad al terzo mandato con oltre l’80% dei voti. Hezbollah ha dimostrato la sua alleanza con il governo della Siria, aiutandolo in alcune battaglie, soprattutto ad al-Qusayr e Tal Qalaq. Non sembra esserci alcun modo per spezzare la Mezzaluna fatimide dall’Iran a Ras al-Naqura in Libano. Ma i neo-con la pensano diversamente. Come già scritto, i neo-con hanno abbandonato l’idea della Mezzaluna fatimide e ora pensa a una struttura a collana di perle. Il punto debole è il primo ministro iracheno Nuri al-Maliqi. Per gli ideatori della politica estera statunitense e i loro burattinai sionisti, si doveva attuare il piano.

Un nuovo Glasperlenspiel
Jabhat al-Nusra è un flop. Jaysh al-Islam è in ritirata. Jabhat al-Islam muore di fame. L’esercito libero siriano è una barzelletta a Damasco. Prendete tutti i nomignoli più fantasiosi di tutti i gruppi terroristici in franchising, metteteli insieme in un unico piatto e avrete la seguente parabola: zucche ripiene di nulla. Un gioco inventato sul momento, divenuto moda poi svanita nel vecchio sentiero di tutti i giochi da tavolo stupidi, dritto in soffitta, sotto alcune vecchie coperte o qualche foglietto di un gioco trivia. Ma come sbarazzarsi di al-Maliqi? Cos’ha per spingere statunitensi, turchi, sauditi e sionisti ad eliminarlo? La risposta è che esiste. Gli Stati Uniti devono riprendersi dal disastro gigantesco dell’Iraq e del triste record di crimini di guerra e fallimenti in Siria. Per farlo, il gioco deve cambiare. Gli iracheni devono essere convinti che il loro salvatore non sia l’Iran, o le particolari politiche di al-Maliqi, ma gli Stati Uniti. La decisione dell’Iraq di non permettere grandi basi militari statunitensi; di comprare jet Sukhoi dalla Russia; declassare le relazioni diplomatiche al punto che l’esagerata ambasciata statunitense a Baghdad ora sembra una fantasia di WR Hearst; i rapporti stretti di al-Maliqi con il governo siriano, tutto ciò combinato crea una situazione, se volete, che apre le porte a un nuovo piano del Paese delle meraviglie. Tale piano è molto più complicato di quello per spodestare il Dr. Assad. Come ne Das Glasperlenspiel, si tratta di un piano o di un gioco che solo pochi sembrano capire.

rare-bashar-al-assadLa previsione del Dr. Assad e la creazione dello Stato Islamico in Iraq e Siria
Il Dr. Bashar al-Assad ha detto ai Paesi della NATO e ai trogloditi sauditi/wahabiti e del Qatar che scherzando con la Siria fanno oscillare le forze presenti ai limiti delle placche tettoniche regionali.  Aveva mortalmente ragione, prevedendo la diffusione metastatica del terrorismo in altri Paesi arabi all’ombra dell’infelicemente denominata “primavera araba”. Ma come abbiamo già scritto, il piano non riguardava il terrorismo, ma la Mezzaluna fatimide e le risorse naturali. Non importava   che centinaia di migliaia di persone sarebbero dovute morire, così un clown come Guido Westerwelle può abbracciare gli arci-sociopatici inglesi e statunitensi nella necessità di distruggere la Siria e quindi spezzare la Mezzaluna ed Hezbollah (fallendo); e commissionare il gas naturale del Mediterraneo (in attesa) quale preziosa eroina alla fine del tunnel. Ciò che non ha funzionato in Siria è chiaro. Allora, qual è il prossimo punto debole? Chiedere ai cani rabbiosi della cabala neo-con di DC, l'”Iraq!” risponde lo scaltro bianconiglio, un altro neo-con. Mentre leggete questo articolo, ricordate che John Kerry, il bi-polare imbranato/schizofrenico segretario di Stato USA, fa del suo meglio per far dimettere il signor al-Maliqi. Ricordate anche che Hillary Clinton, che fissa la presidenza come una cagna studia il suo padrone gettare un succulento osso nella macchina trituratrice, ne ha già accennato nel suo libro, secondo cui le deboli politiche di Obama hanno creato l’atmosfera appropriata per la proliferazione dei gruppi “islamisti”. Interessante come non menzionasse il fatto che gli alleati degli USA, Arabia Saudita, Qatar, Turchia e lo Stato coloniale sionista, hanno svolto un ruolo attivo nella creazione di tali forze.
Il SIIL non spunta dal nulla. E’ la collaborazione con le forze sadamiste baathiste non è dovuta a somiglianze ideologiche. Di certo, il Baath di Sadam si basava sulla minoranza sunnita che controlla una popolazione a maggioranza sciita. Ma il Baath di Saddam era completamente anti-islamista. Come abbiamo già scritto accuratamente, l’assalto del SIIL su Mosul e il successivo sequestro di armi e munizioni all’esercito iracheno furono compiuti da talpe, ufficiali sadamisti baathisti nelle divisioni presso la città, che ordinarono alle truppe di sbandare e permettere l’invasione. Fu la collusione tra Abu Baqr al-Baghdadi e l’ex-membro del CCR Izat Ibrahim al-Duri che segnò il destino della città e spinse al-Duri nella posizione temporanea di capo del SIIL. (Posizione che ha perso, secondo fonti d’intelligence). In un articolo autorevole dall’Iraq, questo autore ha letto l’indagine secondo cui le cause dei fallimenti dell’esercito iracheno erano ufficiali ex- baathisti che ordinarono alle truppe di gettare le uniformi ed indossare abiti civili per evitare lo sterminio.

Zio Sam lo vuole
Zio Sam non solo vuole l’Iraq, ma ne ha bisogno disperatamente. Ecco ciò che deve fare per arrivarci:
1. Accertarsi che il governo di al-Maliqi appaia fragile, inefficace e flaccido;
2. Gli assassini del SIIL impazziti che uccidono minoranze e sciiti e avanzano rivendicazioni  territoriali, effettivamente respingendo qualsiasi parvenza di governo;
3. Far sembrare distante l’Iran continuando a parlare sui media dell’avanzata dei “taqfiri” mentre non fa nulla. Si vede che gli spettri di Obama sono consapevoli che l’interferenza diretta iraniana agiterebbe una crisi settaria già stressante;
4. Attaccare il SIIL, anche se si tratta di una creazione degli Stati Uniti e un factotum del regime dello psicopatico Erdoghan;
5. Continuare a rafforzare il SIIL, anche se respinto dall’Iraq, verrebbe costretto a trasferirsi in Siria per creare maggiore instabilità contro il Dr. Assad.
Ed ecco quel è la linea di fondo dello Zio Sam:
1. Forzare il nuovo governo iracheno a rivalutare la posizione sulla presenza militare statunitense;
2. Forzare qualsiasi nuovo premier racheno ad accettare batterie di missili antiaerei USA sul suolo iracheno;
3. Forzare qualsiasi nuovo premier iracheno a consentire agli Stati Uniti di sparare agli aerei che riforniscono la Siria;
4. Forzare il premier iracheno a cessare ogni assistenza al governo siriano.
Suona abbastanza malvagio, non è vero? Mentre scrivo, la coalizione sciita irachena ha nominato un  sostituto del signor al-Maliqi, nonostante la qualità fondamentalmente anti-costituzionale del processo indotto dagli statunitensi. Al-Maliqi è molto risoluto sui suoi diritti e non si arrenderà senza combattere. L’Iraq avrà un’altra crisi di governo. Nel frattempo, si noti che gli Stati Uniti hanno un consolato a Irbil, capitale del futuro Stato curdo. Gli Stati Uniti hanno evacuato il consolato dato che l’organizzazione SIIL era troppo vicina e i curdi apparentemente non possono garantirne la sicurezza. Il fatto che gli Stati Uniti non avrebbero mai permesso al SIIL di attaccare il consolato degli Stati Uniti è irrilevante, se si vuole apparire avversari del SIIL. I turchi hanno istituito la sceneggiata degli ostaggi, quando il SIIL attaccò il consolato turco a Mosul. Tutti i diplomatici rientrarono segretamente in Turchia a godersi il sole. Ma gli Stati Uniti sono davvero contrari al SIIL? Il governo degli Stati Uniti non disse nulla del SIIL in Siria, delle persecuzioni di cristiani, sciiti e tribù nell’est. C’è qualcosa che manca? No. Vedete, il piano è continuare la guerra contro la Siria, ma dall’Iraq. E’ la porta sul retro di cui abbiamo appena accennato all’inizio dell’articolo. Ora tutto dovrebbe cominciare ad avere un senso.
Poiché la situazione si evolve, si guardino con attenzione i racconti dei media occidentali. Vedrete che:
1. I peshmergha curdi non affrontano il SIIL
2. L’esercito iracheno addestrato dagli statunitensi non l’affronta proprio
3. L’ascesa delle milizie sciite radicali segna il destino della democrazia in Iraq
4. L’avanzata dello sciismo radicale è giocato dal clero dell’Iran

Bandar è stato davvero licenziato? Ha avuto un crollo? Perché ritorna?
Bandar bin Sultan non può essere licenziato. È il nipote del numero uno, re Abdullah, ed è anche l’unico che conosce le losche trame di Terrorama. Dopo tutto, ne è il principale architetto dal 2002 almeno. È anche il peggiore persianofobo dell’Arabia Saudita per motivi che devono avere a che fare con la sua gelosia per l’intelletto persiano. Quando fu sollevato dal suo incarico di capo dell’Intelligence Generale dello Stato saudita (l’ossimoro più palese del mondo), scomparve negli Stati Uniti e poi riapparve in Marocco, riposatosi presso Marrakesh. Robert Ford, prima delle sue dimissioni, castigò i buffoni del NACOSROF d’Istanbul, quando parlavano di Bandar e della necessità di una maggiore bottino, dicendogli che Bandar non era più in circolazione e che avrebbero dovuto riunirsi per affrontare le sfide essendo un irrilevante gruppo di inutili criminali parassiti, esiliati, malcontenti e ratti d’albergo. Tutti pensavano che fosse finita per Bandar. Nel 2013 il SIIL ampliò le operazioni dall’Iraq, dov’era noto come SII, e in Siria dove si rinominò SIIL. Ciò andò bene ai sauditi fin quando il SIIL iniziò a massacrare i loro preferiti, e di Erdoghan, del Jabhat al-Nusra. I sauditi guardarono con orrore, e così pure Erdoghan, mentre il SIIL cominciò a fare il lavoro dell’esercito siriano eliminando i cattivi. Anche alcuni ingenui siriani pensavano che il Dr. Assad avesse inventato il SIIL, perché era così zelante nel perseguire tutti quei “patrioti” finanziati dai sauditi e supportati dai turchi. Il Dr. Assad deve aver riso crassamente alle continue  celebrazioni del SIIL che tormentava e decapitava il gruppo Nusra, mentre risuonavano le litanie di Ayman al-Zawayhiri che richiamava alla tolleranza, all’unità e all’arbitrato della Shariah. La risata si deve essere sentita per tutta Damasco. La gerarchia saudita non può capire o controllare la nuova anarchia scatenata dal loro nababbo del nichilismo. Bandar è l’unico asino di un Paese in cui regnano gli asini a poter comunicare con l’illustre nuovo califfo Ibrahim Abu Baqr al-Baghdadi e controllarne le azioni, perché Bandar è legato alla CIA. Purtroppo, i sauditi hanno frainteso tutta la situazione. Non è Bandar che ha inventato il SIIL, ma gli Stati Uniti con l’aiuto sionista e turco. I sauditi sono fuori dal giro, e nemmeno lo sanno.

10541043Il Candidato Manciuriano di Samarra
Assomiglia a Laurence Harvey, ma almeno ha un accento iracheno, a differenza di Harvey, emigrato lituano dalla forte cadenza londinese del West Country che giocava a fare l’americano. Il vero nome di Laurence Harvey era Larushka Misha Skikne. Il supposto vero nome di Abu Baqr al-Baghdadi è Ibrahim bin Awad bin Ibrahim bin Ali bin Muhammad al-Badri al-Samiraiy. Data l’opportunità di oziare sotto la custodia della CIA, e quindi di essere discretamente trasferito nella Palestina occupata presso il comando del Mossad che, sotto la supervisione di agenti della CIA, effettuava certi test su di lui, è diventato l’incubo sunnita/sciita: il sunnita che lavora per il Mossad contro gli sciiti per il bene dell’entità sionista. Ma ciò che non si sa è che gli Stati Uniti non hanno mai dato questa scimmia al Mossad. Semplicemente l’hanno trasferito a un Paese amico per raddrizzargli la mente. Tutti i lettori sono invitati a prendere atto delle recenti dichiarazioni di al-Baghdadi sul conflitto palestinese/sionista. Non ha mai criticato il sionismo e non invoca la guerra contro di esso. Non supporta i palestinesi.
Gli Stati Uniti negano di aver avuto al-Baghdadi per 4 anni. Invece, la storia è che fu “arrestato” da febbraio a dicembre 2004. Gli investigatori hanno scoperto che fu in custodia per 4 anni (2005-2009) a Camp Bucca nel sud dell’Iraq. Ma, non ve n’è alcuna traccia presso il Pentagono. Invece, il Pentagono affermò nel dicembre 2004 che non era una minaccia per gli Stati Uniti. Domanda: dov’era nel 2005-2009? Nessuno lo sa. Non in Afghanistan, come alcuni hanno suggerito, perché non se ne parla da nessuna parte, mentre la sua presunta anima gemella ideologica, Abu Musab al-Zarqawi, viene citata frequentemente nei messaggi su internet di salafiti e taqfiri. Nessuno ha mai  spiegato perché sia semplicemente scomparso. Come gli 11 anni della vita di Cristo che non possiamo spiegare. I servizi segreti militari siriani hanno una versione diversa dei fatti: al-Baghdadi fu arrestato nel febbraio 2004 per attività ritenute sospette dalle autorità militari statunitensi. Quando fu testato dagli psichiatri della CIA per le sue “credenze islamiste radicali” nell’ambito di uno studio sul tema, un medico scoprì che al-Baghdadi aveva certi tratti che ne facevano un candidato ideale per la “manipolazione mentale”. Fu estremamente facile ipnotizzarlo, per esempio, e tendeva a legare con qualsiasi persona che gli mostrasse rispetto. Ha dimostrato di avere un forte interesse su ciò che i cristiani pensano dell’Islam. Inoltre non ha mostrato alcuna avversione per gli ebrei. Al-Baghdadi fu rilasciato dalla CIA nel dicembre del 2004, e fu detto che sarebbe stato trasferito negli Stati Uniti per ulteriori indagini. Fu drogato e portato a Tel Aviv, dove si trovò in un ospedale gestito da statunitensi o personale anglofono. Fu sottoposto a 3 anni di massiccio indottrinamento e, si segnala, ad operazioni sub-craniche ignote all’autore. Quando fu rilasciato nel 2009, fu in Iraq e Turchia con la missione di creare un’organizzazione parallela ad al-Qaida per creare la situazione attuale per reinsediare gli USA e i loro alleati in Iraq. L’azione s’è concretizzata quando gli USA uccisero il suo superiore, Abu Umar al-Baghdadi il 18 aprile 2010, in modo che al-Baghdadi salisse nella leadership. Da allora, indossando un orologio Rolex datogli da uno specialista di psy-ops sionista, iniziò la creazione del nuovo movimento il cui scopo è abbattere il governo sciita filo-iraniano e stabilire un cuscinetto tra Iran e Siria. Il piano di ripiego minimo era controllare vaste aree del territorio iracheno per consentire l’impiego dei missili antiaerei per impedire agli aerei iraniani di rifornire la Siria. Il piano non ha funzionato.
All’inizio al-Baghdadi fece quello che doveva fare; collaborò con Bandar e Robert Ford nella creazione della grande organizzazione di al-Qaida in Siria chiamata Jabhat al-Nusra. Si dice che Ford abbia scelto tale nome perché l’intendeva solo come “supporto” al nascente movimento terrorista siriano, che semplicemente non aveva i mezzi o i numeri per sconfiggere l’esercito siriano. Ma poi si scatenò. Anche se indottrinato da CIA e Mossad a limitare l’influenza di al-Qaida, prese una posizione molto più ostile rompendo con Ayman al-Zawaahiri e al-Nusra (che ha creato) e iniziò a sterminarne i membri in tutta la Siria. Perciò alcuni siriani credono che lavori per Dr. Assad, compiendo una svolta di 180 gradi. Può darsi che gli Stati Uniti abbiano ottenuto ciò che volevano in Iraq. Se gli statunitensi possono architettare la caduta di al-Maliqi e sostituirlo con un leader più malleabile, il piano sarebbe uccidere al-Baghdadi per dimostrare che non è mai stato l’uomo degli USA e liberarsi di un agente canaglia la cui programmazione s’è deteriorata. Non è mai stata l’intenzione degli Stati Uniti creare un nuovo califfo… O si?

1229911Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Chi è responsabile del genocidio in Iraq?

Nebil Ben Yahmed Tunisie Secret 11 agosto 2014

Il SIIL è una reazione “spontanea” quanto le “rivoluzioni” arabe! Si tratta della continua concentrazione di tutta la feccia islamica-terrorista importata dal mondo arabo e occidentale, dalla cellula madre al-Qaida a Jabhat al-Nusra, Ansar al-Sharia, Ahrar al-Sham, Liwa al-Tawhid… metastasi che la “primavera araba” ha generato. Ramificazioni terroristiche che Qatar e Arabia Saudita hanno finanziato, Turchia ospitato e Stati Uniti d’America ed Europa armato per distruggere la Siria. Come i taliban al tempo della guerra contro l’URSS, il SIIL è sfuggito al controllo degli apprendisti stregoni occidentali.

ISIS-Expansion-IP
Dopo il segnale di Barack Hussein Obama per bombardare alcune posizioni dei barbari islamo-terroristi in Iraq, il ministro degli Esteri francese, assai dinamico, il 10 agosto ha compiuto una visita lampo a Baghdad e Irbil, dove ha promesso aiuto umanitario a migliaia di sfollati. Così c’è voluto un mese per Obama per simulare una reazione aerea per “fermare” l’avanzata delle orde barbariche, e a Francois Hollande per esprimere “umanità” verso i “dannati della terra”. Ci sono voluti centinaia di morti e migliaia di esiliati affinché l’occidente uscisse dal suo complice silenzio.

Genocidio degli yezidi
La registrazione video della richiesta di soccorso della parlamentare irachena Vivian Deqil di etnia yezidi può aver contribuito a tale “consapevolezza” tardiva. Tardiva poiché il cancro s’è già diffuso e gli iracheni, la cui nazione è stata distrutta nel 2003, dovranno badare a se stessi. Obama ha detto: “Per noi, la soluzione non è militare!” “Gli yazidi ora vivono nelle montagne di Sinjar. Signor Presidente, veniamo assassinati sotto la bandiera del ‘non c’è altro Dio se non Allah’. Signor Presidente, ad oggi, 500 giovani yazidi sono stati uccisi”, s’è indignata la deputata irachena. Lo speaker del parlamento iracheno l’interrompe: “Signora, la prego di rispettare la dichiarazione approvata…” La deputata continuava: “Signor Presidente, le nostre donne vengono massacrate e rapite per essere vendute sul mercato degli schiavi. Per favore, i miei fratelli, vi prego, i miei fratelli… una campagna genocida è in corso contro la comunità yazidi. Sì, signor Presidente, seguo la dichiarazione... Per favore, signor Presidente, la mia gente viene uccisa, come tutti gli iracheni vengono uccisi. Sciiti, sunniti, cristiani, turcomanni, shabak sono stati assassinati. E ora gli yezidi. Fratelli, dimenticano le differenze politiche, vogliamo solidarietà umanitaria. Parlo a nome del genere umano. Salvateci! Salvateci! Nelle ultime 48 ore 30000 famiglie sono assediate nelle montagne di Sinjar, senza acqua e cibo. Stanno morendo. 70 bambini sono già morti di sete e di fame. 50 anziani sono morti per il deterioramento delle loro condizioni. Le nostre donne sono rapite e vendute sul mercato degli schiavi. Signor Presidente, chiediamo l’immediato intervento del Parlamento iracheno per fermare questo massacro. Ci sono state 72 campagne genocide contro gli yezidi, e si ripetono nel 21° secolo. Veniamo assassinati, sterminati. Un’intera religione viene distrutta totalmente. Fratelli, mi rivolgo a voi in nome dell’umanità di salvarci! Signor Presidente, vorrei…” E la deputata irachena crolla in lacrime.

Al-Qaida ha già creato due Stati
Non vedo l’attenzione del mondo. In un solo giorno hanno ucciso più di 1000 yezidi nel Sinjar, e il mondo intero è occupato a dire “Save Gaza, Save Gaza“! Questa dichiarazione amara è stata fatta da Karim, un curdo dell’ex-minoranza iracheno, gli yezidi. La piccola città di cui parla, Sinjar, tra Mosul e il confine siriano, è appena caduto nelle mani dello Stato islamico (SI). Questo nuovo attacco ha innescato un esodo in montagna. I jihadisti considerano gli yezidi adoratori del diavolo e non lasciano che la scelta tra convertirsi o morire. 200000 persone sono fuggite da Sinjar, secondo le Nazioni Unite. In montagna, dove sono fuggiti, non hanno acqua e cibo, mentre il caldo è soffocante. Il SIIL ora occupa vaste aree nel nord dell’Iraq, tra cui la seconda città più grande dell’Iraq, Mosul, e parti della Siria. Ieri, abbiamo appreso che il gruppo terrorista aveva occupato una piccola città in Libano. In totale, il gruppo controlla un’area grande quanto la Gran Bretagna. Molte minoranze sono minacciate di estinzione e grandi gruppi di persone fuggono dalle violenze. Ma in Europa, nessuno sembra interessato al genocidio imminente. “Mentre l’occidente dorme, al-Qaida occupa nuove aree. I giornalisti sono ossessionati da Gaza“, ha scritto Afshin Elian su Elsevier.nl. (…) “Ci sono due Stati di al-Qaida: il SIIL in Iraq e Siria, e Ansar al-Sharia a Bengasi. Il parlamento libico ha già abbandonato la capitale. Capite cosa significa: al-Qaida ha già creato due Stati. (…) I media europei vi hanno appena prestato attenzione. Sono troppo occupati con la propria ossessione, vale a dire gli ebrei e la Striscia di Gaza“. Questa settimana, il politico olandese Peter Omtzigt (CDA) ha anche cercato di richiamare l’attenzione sugli “altri” eventi in Medio Oriente: “Il nuovo califfato islamico, fondato dal SIIL è implacabile. Le donne sono lapidate per adulterio, i prigionieri di guerra giustiziati a centinaia, cristiani e altre minoranze espulsi rapidamente. Persone crocifisse e decapitate. Le teste piantate su picche brandite e persone appese alle linee elettriche. Tutto ciò accade nel centenario del genocidio assiro, a Seyfo, e il mondo guarda senza fare nulla“.

George W. Bush e Barack Hussein Obama, primi responsabili di tali crimini contro l’umanità
In un articolo intitolato “Il mucchio selvaggio inghiotte l’Iraq”, pubblicato il 6 giugno 2014 su Le Point, Tahar Ben Jelloun si chiedeva “perché tale tribunale ora giudica l’ex-presidente della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo accusato di quattro crimini contro l’umanità, e non George W. Bush?” Drappeggiato nelle vesti dell’intellettuale indignato, ha scritto oggi, “piuttosto che essere davanti la Corte penale internazionale, Bush si gode tranquillamente la pensione nel suo ranch in Texas e indulge nella pittura“. Il nostro scrittore cosmopolita dimentica solo che nel 1991 (prima guerra del Golfo) e nel 2003 (Seconda Guerra del Golfo), fu uno dei principali sostenitori del “dovere d’intervenire” caro a Bernard Kouchner e Bernard Henri Levy, suo fratello cosmopolita. Sì, George W. Bush e il suo barboncino Tony Blair sono responsabili del genocidio iniziato subito dopo il 1991, con l’embargo che in 12 anni fece più di 2 milioni di morti. Sono responsabili del genocidio iniziato nel 2003 e degli 800000 morti fatti fino al 2010, principalmente sunniti e cristiani, di cui oggi a malapena restano 300000, mentre nel 2003 erano 1,65 milioni. Dal 2011, Obama e i suoi seguaci europei e arabi hanno deciso di distruggere il regime siriano e affidare il potere ai loro mercenari islamici. Il costo umano di questa cospirazione islamo-atlantista è di 200000 morti.
Grazie al popolo eroico e al suo esercito patriottico, la Siria resiste alle orde barbariche, anche se ha pagato un prezzo pesante. Come ai tempi degli assassini e degli hillaliani, tali orde barbariche avanzano… e presto appariranno nella terra della “rivoluzione dei gelsomini”, origine di tale tragedia.

BqRsLiSCEAIcJtp1903858211Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Lo scenario statunitense dell’abbattimento con un missile del volo MH-17 s’ispira a un caso reale della NATO

Valentin Vasilescu Reseau International 12 agosto 2014190806_800Un aereo Antonov An-24 della compagnia aerea rumena TAROM, immatricolato YR-BMJ, si schiantò a 55 miglia a sud-ovest di Bucarest, spargendo detriti per un chilometro quadrato sulla foresta di Malinoasa, presso la città di Visina, contea di Dambovita. Il volo charter operava sulla tratta Otopeni-Belgrado per trasportare sangue per i feriti della rivoluzione. Il volo era direttamente controllato dal nuovo capo della Romania, Ion Iliescu. Tutte sette le persone a bordo, sei membri dell’equipaggio e un passeggero, morirono. L’unico passeggero che ebbe il permesso di salire dalla nuova direzione della Romania, installatasi una settimana prima, era Henry Ian Perry reporter del quotidiano inglese The Sunday Times. Dopo 16 anni di indagini, nel 2006, una relazione finale del procuratore archiviò la procedura come incidente causato dal gelo, cioè formazione di ghiaccio su  ali, impennaggi e fusoliera, anche se quel giorno non c’erano condizioni di gelo. Tra le prove e le dichiarazioni dei membri della commissione d’inchiesta sull’incidente, apparve una causa completamente diversa da quella avanzata dai pubblici ministeri, stabilendo con certezza che l’aereo della TAROM fu abbattuto da “impatto con un oggetto del stabilizzatore orizzontale, probabilmente un missile superficie-aria S-75″. Il missile fu lanciato dalla 182.ma batteria missili antiaerei schierata a 4 km a sud della base aerea di Boteni, a 15 km a nord-ovest dal punto d’impatto dell’An-24. La gittata del S-75 è di 34 km. I membri della commissione d’indagine sugli incidenti aerei dell’aeronautica dimostrarono che, il 28 dicembre 1989, il volo fu autorizzato dal ministero della Difesa e l’aereo aveva lasciato la TMA (area terminal dell’aeroporto) sulla verticale TUSET, entrando nel traffico della rotta aerea UL-5. Ciò era conforme al modulo di decollo per la rotta RNAV, imposta dalle autorità aeronautiche rumene per decollare dall’aeroporto di Bucarest-Otopeni, e che figurava nel piano di volo.

B5Gli investigatori scoprirono anche che l’aereo An-24 fu avvistato sul radar della 182.ma batteria missili antiaerei dopo il decollo, raggiungendo la quota di volo di 800 m, ad una distanza di 8-10 km dalla pista dell’aeroporto Bucarest-Otopeni. Il comandante della batteria chiese al suo superiore, il comandante Ioan Suciu della guarnigione di Boteni, il permesso di lanciare il missile, perché l’aereo non compariva nel programma giornaliero militare trasmesso dal Primo Centro di comando dell’aeronautica militare.

B4Il comandante Suciu era un pilota di caccia con 20 anni di esperienza e sapeva che, volando a 250-300km/h, l’obiettivo poteva essere solo un turboelica civile che aveva raggiunto l’aerovia partendo dall’aeroporto di Bucarest-Otopeni o Bucarest-Baneasa. Il comandante Ioan Suciu quindi vietò il lancio del missile. Tuttavia, la Romania era in massima allerta e il comando della squadra operativa della difesa aerea del territorio poteva annullare l’ordine emesso dal comandante della batteria Suciu. E fu così. Il 28 dicembre del 1989, presso il Primo centro comando della difesa antiaerea territoriale, la squadra operativa di turno era la stessa del 22 dicembre 1989. Questo gruppo era responsabile della guerra radioelettronica, utilizzando il sistema automatizzato Almaz-2 che produce falsi bersagli. La squadra era responsabile della pianificazione e del coordinamento di tutti i voli militari e civili, ma anche della loro eliminazione nello spazio aereo rumeno. Il tenente colonnello Ion Magdalena, era direttore delle operazioni antiaeree della squadra. Fu l’unico di questa squadra che dal 1990 ha avuto una carriera folgorante. Ion Magdalena si diplomò nella Scuola ufficiali della difesa AA e radiolocalizzazione nella stessa classe (1968) del pilota Ioan Suciu. Nel dicembre 1989 Magdalena fu a capo dell’ufficio operazioni antiaeree. Dopo la caduta di Ceausescu, fu promosso tenente-colonnello (un anno prima del normale) il 27 dicembre 1989, e colonnello otto mesi dopo, il 15 agosto 1990, mentre il periodo minimo legale del grado di tenente-colonnello è sette anni. Nel 1990-1993 Magdalena fu a capo della Divisione difesa aerea dello Stato maggiore e nel 1993-1997 consigliere del presidente della Romania, Capo della segreteria del Consiglio Supremo della Difesa Nazionale con il grado di Generale di Brigata (una stella) dal 21 ottobre 1994, quindi con il grado di Maggiore-Generale (due stelle) dal 21 novembre 1996. Quindi dal 1989 al 1998, quando fu arrestato e degradato a soldato semplice, dopo un processo farsa, Ioan Suciu rimase comandante di una base aerea. Il comandante Ioan Suciu fu molto vicino a far fallire il piano per abbattere il volo TAROM stilato dai neoleader installatisi il 22 dicembre 1989, perciò divenne indesiderato e gli fu impedito di parlare con i metodi più abietti. Sulla base di una relazione del tutto falsa su furto e distruzione di prove prodotte da Magdalena, il presidente della Romania ordinò l’arresto e la condanna del comandante Ioan Suciu a 15 anni di carcere. E’ ancora in carcere.
L’unica spiegazione dell’attacco pianificato contro aerei civili dai militari è che fosse parte della “guerra” contro gli inesistenti terroristi, autori di omicidi efferati per terrorizzare la popolazione. Tale guerra, iniziata poche ore dopo l’arresto della coppia Ceausescu, legittimava il potere di “derivazione occidentale” che doveva garantire l’adesione della Romania alla NATO e all’UE. Nel mondo del giornalismo, i colleghi del Sunday Times di Ian Henry Perry, che ora conducono una campagna contro la Russia con la scusa dell’attacco al volo MH17, non cercarono di chiarire presso le autorità rumene le circostanze violente in cui perse la vita.

c8ZZmTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Espansione aggressiva delle operazioni sigint statunitensi

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 06/08/2014

zRC135W_OF844Come ha recentemente testimoniato la missione “Ferret” di un aereo spia dell’aeronautica statunitense, RC-135 Rivet Joint, presso la spazio aereo russo di Kaliningrad, una missione d’intelligence elettronica volta a costringere i russi ad accendere il radar e altri sistemi per raccoglierne i dati, la National Security Agency degli Stati Uniti ha adottato un atteggiamento aggressivo. Le operazioni recentemente ampliate della NSA contro la Russia e la Cina accompagnano la retorica da Guerra Fredda del presidente Obama, divenuta più aggressiva verso i due Paesi…
La missione ‘Ferret’ del RC-135 contro Kaliningrad avvenne il 18 luglio, il giorno dopo che il volo 17 malese fu abbattuto sull’Ucraina orientale. Addetti della NATO diffondono informazioni secondo cui il jet di linea malese è stato abbattuto da cannoni di aerei, non da un missile lanciato da terra, come affermato in precedenza dai governi occidentali e dal regime di Kiev. Solo l’Ucraina aveva mezzi aerei in zona che potessero abbattere l’aereo malese. L’abbattimento dell’aereo malese del 17 luglio, durante le operazioni della NATO nel Mar Nero, il giorno prima della penetrazione dei sistemi di difesa aerea russi da parte del RC-135 sul Baltico, suggerisce fortemente che amministrazione Obama e NATO hanno deciso di impegnarsi militarmente con la Russia. Inoltre, gli Stati Uniti hanno informato la Svezia di aspettarsi ulteriori violazioni del suo spazio aereo da parte degli aerei spia statunitensi, come avvenuto dopo il confronto tra l’RC-135 e un jet da combattimento russo sul Baltico, il 18 luglio. La Svezia, come altre nazioni europee, non è un innocuo spettatore dell’aumento delle tensioni tra NATO e Russia. La Svezia, un non-membro della NATO, non è stata mai così vicina alla piena adesione alla NATO ed è anche una “Terza Parte” attiva dell’alleanza dei ‘Cinque occhi’, i partner della NSA nell’intelligence elettronica. In realtà, la Forvarets Radioanstalt (FRA), l’agenzia d’intelligence elettronica della Svezia, ha rapporti classificati con la NSA dal 1954. La FRA permette alla NSA di intercettare i cavi sottomarini nel Baltico dal territorio svedese. L’accordo del 2011 tra FRA e NSA permette alla NSA di intercettare il traffico sui cavi sottomarini riguardanti “leadership, politica interna e d’energia” russi. Svezia e Finlandia, ufficialmente “neutrali”, sono parte delle operazioni d’intelligence aggressive della NSA come i loro vicini della NATO Norvegia e Danimarca. In realtà, una diapositiva da PowerPoint rivelata da Edward Snowden mostra che numerose nazioni “non allineate” hanno stretti rapporti con NSA e i suoi partner in Canada, Australia, Gran Bretagna e Nuova Zelanda. Tra essi Algeria, Etiopia, India, Pakistan e Tunisia. Le copie dei documenti della NSA indicano chiaramente che il personale della NSA si recava in India, Arabia Saudita, Giappone, e altri Paesi per collaborare con i partner della NSA nel creare nuovi sistemi di sorveglianza delle comunicazioni. Personale NSA ha anche addestrato le intelligence elettroniche estere nella moderna intercettazione, analisi ed elaborazione dei segnali elettronici. I documenti di viaggio indicano anche numerose visite estere e interne del personale tecnico della NSA per programmi “classificati”. Secondo i documenti, i costi di viaggio e diaria del personale della NSA nei Paesi partner sono a carico delle agenzie d’intelligence dei Paesi ospitanti.
Nel giugno 2013, gli ingegneri della NSA andarono a Riyadh, in Arabia Saudita per motivi non specificati. Tuttavia, è stato recentemente rivelato dai documenti di Snowden che NSA e ministero degli Interni saudita crearono un’alleanza di intelligence elettroniche con “terze parti”. I costi del viaggio degli ingegneri della NSA in Arabia Saudita furono, secondo il documento, a carico del Regno di Arabia Saudita. Nel 2013, il personale della NSA andò a Tachiarai, in Giappone, per “addestrarvi i partner” e a Chitose e Tokyo per la revisione del programma “IBIS-1″. Tachiarai, nella prefettura di Fukushima, è una delle principali stazioni d’intelligence elettronica giapponesi. Il lavoro a Chitose richiedeva uno “Space Systems Analyst” della NSA, indicando che IBIS è un’operazione d’intercettazione satellitare, molto probabilmente diretta contro satelliti militari e per comunicazioni cinesi. Tale missione sarebbe in linea con l’obiettivo dichiarato da Obama del “perno” militare e d’intelligence statunitense in Asia contro la Cina. I costi del viaggio in Giappone furono a carico della Direzione Sigint giapponese (DFS). Ma la Cina non è la sola ad affrontare l’aumento delle operazioni d’intelligence aggressive della NSA. Finlandia e Svezia ospitano le operazioni della NSA dirette contro la Russia. Nel 5-10 maggio 2013, il personale della NSA si recò all’impianto Sanders della Lockheed Martin a Merrimack, New Hampshire, per collaudare in fabbrica un sistema Sigint acquisito dall’Intelligence Research Establishment finlandese. Il rapporto ‘terzi’ tra NSA-Finlandia contro Russia e Bielorussia viola la vecchia neutralità della politica estera della Finlandia. Nel giugno e luglio 2013, personale della NSA andò a Varsavia e Olsztyn, in Polonia, per installare un sistema Sigint, nome in codice AMBERWIND. I costi furono a carico dell'”agenzia d’intelligence polacca”. Olsztyn è una stazione Sigint polacca contro le comunicazioni russe a Kaliningrad, quartier generale della Flotta russa del Baltico. Con le operazioni NSA a Olsztyn e le missioni Ferret del Rivet Joint contro Kaliningrad, la NSA indica il ritorno a un atteggiamento da Guerra Fredda nelle operazioni aggressive contro la Russia, usando Finlandia, Polonia e Svezia per incrementarle a livello locale.
Un accordo del 2013 tra NSA e Unità 8200, agenzia d’intelligence elettronica d’Israele, autorizza una maggiore cooperazione tra NSA e israeliani nelle cyber-operazioni contro Russia e Cina e nella condivisione dell’intelligence raccolta sulle repubbliche islamiche ex-sovietiche dell’Asia centrale. La NSA migliora le capacità d’intelligence militare del Giappone revanscista contro la Cina,  aumentando anche la cooperazione con l’India sulle attività d’intelligence dei segnali sulle regioni di frontiera nel sud della Cina, Tibet e Yunnan. Nell’agosto 2013, personale della NSA andò a New Delhi, in India per l’installazione un sistema Sigint dal nome in codice TIGERFIRE. I costi furono sostenuti dall’Aviation Research Center indiano (ARC). Si ritiene che il personale della NSA abbia consegnato il TIGERFIRE alla principale stazione d’intercettazione satellitare della Research and Analysis Wing (RAW) indiana, a Secunderabad, nel nuovo Stato di Telangana. I siti web indiani hanno costantemente pubblicizzato la richiesta di personale Sigint d’assumere presso aziende come la “Comint Systems and Solutions Pvt Ltd” di Secunderbad. L’Australia è un’importante alleato di “Seconda Parte” della NSA nelle intercettazioni della Cina, in particolare nella stazione d’intercettazione satellitare di Geraldton, nei pressi di Perth, in Australia occidentale. Personale NSA s’è recato presso gli alleati ‘secondari’ della NSA, come Australia, Nuova Zelanda, Canada e Gran Bretagna, Paesi anglofoni noti come i Cinque occhi, per migliorarvi i sistemi di sorveglianza e condurre attività addestrative. Nel 2013, gli ingegneri della NSA furono a Blenheim, Nuova Zelanda, per discutere del un nuovo sito per l’intelligence elettronica con personale del Government Communications Security Bureau (GCSB) della Nuova Zelanda. La Nuova Zelanda è il partner NSA responsabile del monitoraggio delle comunicazioni delle nazioni insulari del Sud Pacifico, così come delle comunicazioni via satellite trans-Pacifico. Gran parte delle intercettazioni passa per la stazione d’intercettazione satellitare di Waihopai, nei pressi di Blenheim. A gennaio e febbraio, personale addestrativo della NSA visitò il Communications Security Establishment (CSEC) del Canada per dei corsi di formazione. Il CSE condivide la responsabilità con la NSA verso le comunicazioni latinoamericane e caraibiche. Il CSEC è particolarmente aggressivo contro le comunicazioni di Brasile, Messico, Venezuela e Bolivia. La NSA ha anche ricevuto un finanziamento dal Government Communications Headquarters della Gran Bretagna (GCHQ) a Cheltenham, in Inghilterra, per lavoro classificato presso la NSA di Washington (NSAW), quartier generale della NSA di Fort Meade, Maryland. Finanziato dalla GCHQ, personale della NSA s’è recato a Cheltenham l’anno scorso per installarvi “WB Quad“. “WB” sta per banda larga, indicando un sistema utilizzato per intercettare le comunicazioni via satellite a banda larga. “Quad” potrebbe essere un riferimento all’architettura d’intelligence “Quad” sviluppata da NSA, National Reconnaissance Office, National Geospatial-Intelligence Agency e Defense Intelligence Agency, per condividere le banche dati delle quattro agenzie. L’anno scorso, il personale della NSA si recò a Honefess, Norvegia, per l’installazione del WB Quad. I costi furono sostenuti dal Servizio informazioni norvegese (NIS). Personale NSA fu anche presso il CSEC di Ottawa per installarvi “WB Quad”. Anche nel 2013, personale della NSA si recò a Cheltenham e presso la stazione d’intercettazioni dei cavi sottomarini e satellitari del GCHQ di Bude, Cornovaglia, per addestrarvi gli analisti d’intelligence elettronica del GCHQ. Nell’aprile 2013, il personale GCHQ visitò Bowie, Maryland, per un seminario sul tema “GCHQ’s Data Mining Research”.
Proprio mentre la Central Intelligence Agency di Obama ha pensato bene di spiare i computer del senato degli Stati Uniti, la NSA conduce un’aggressiva campagna di raccolta d’intelligence nella neo-Guerra Fredda contro Russia e Cina.

nwo-world-mapLa ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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