Il Giappone dovrebbe concentrarsi sulla Russia e non sui capricci statunitensi sull’Ucraina

Galina Zobova, Noriko Watanabe e Lee Jay Walker Modern Tokyo Times 19 aprile 2014treaty-stall-years-japan.siLa Federazione Russa è d’importanza strategica fondamentale per il Giappone e se le relazioni tra Tokyo e Washington sono estremamente forti, ciò non significa che il Giappone non debba avere relazioni speciali con Mosca. In termini di risorse naturali, complessa geopolitica del nord-est asiatico, mutuo flusso degli investimenti per sviluppare l’Hokkaido e l’Estremo Oriente russo, e altri fattori importanti, è il momento per il Giappone di concentrarsi maggiormente sulla Federazione russa. Infatti, se il Giappone ha molti problemi territoriali con le nazioni vicine, tra cui la Federazione Russa, è imperativo per le élite politiche di Tokyo accordarsi con Mosca. Purtroppo, se il governo del Primo ministro Abe si fa trascinare nell’attuale crisi in Ucraina, è comunque chiaro che Washington tira le fila. Certo, il Giappone non adottando cattive intenzioni verso la Federazione russa o l’Ucraina, deve avere una posizione neutrale. Dopo tutto, la crisi in Crimea e la situazione attuale nel sud-est dell’Ucraina è iniziata dopo il violento colpo di Stato a Kiev. In altre parole, le azioni di USA e Unione europea (UE) hanno allettati i nazionalisti, coinvolgendo agenti segreti nell’improvvisare tumulti dopo che il leader dell’Ucraina aveva scelto l’aiuto economico della Federazione Russa. Una volta che la violenza politica è stata usata per rovesciare il governo a Kiev, compresi i cecchini, allora ne sono seguite altre minacce antirusse. Non sorprende, data la storia della Crimea, che la maggioranza russa abbia deciso il referendum per rispettare la volontà del popolo. Il risultato è che la Crimea, tramite il voto, a differenza del colpo di Stato a Kiev che ha violato ogni procedura democratica, abbia deciso di “ritornare a casa”, nella Federazione russa. Naturalmente le masse in Crimea hanno deciso questa strada per via della Storia e del reale timore di essere oppresse dalle nuove élite nazionaliste illegali a Kiev. Il Giappone deve riconoscerlo e ritirarsi dal G-7 anti-Russia. Dopo tutto, non c’è nulla di democratico nelle nuove élite a Kiev che impongono i propri capricci sulla società, senza essere elette. Inoltre, mentre l’Ucraina è in bancarotta i nuovi mediatori del potere a Kiev minacciano militarmente i propri cittadini. Pertanto, sembrerebbe che la mano di NATO e USA sia dietro tale realtà, data la debolezza di Kiev. Tuttavia, cosa farebbe il Giappone se molti cittadini giapponesi si sentissero minacciati da élite illegali che invocano politiche antigiapponesi volgendosi ad entità estere? Tale è la realtà che affronta la Federazione russa, poiché le élite illegali a Kiev minacciano militarmente i cittadini nel sud-est dell’Ucraina. Infatti, diverse persone sono state uccise e chiaramente nella crisi attuale solo la Federazione russa cerca di calmare la situazione. Va ricordato che le nuove élite illegali a Kiev usano violenza, per avere il potere e fare improvvise affermazioni che vanno oltre il loro mandato. Ciò vale per il desiderio di trascinare l’Ucraina nella NATO (nonostante molti siano contrari), fare un nuovo accordo sui prestiti dall’UE (perché l’UE non ne accordò uno adeguato prima della crisi?), invocare truppe delle Nazioni Unite, rivolgersi al Fondo monetario internazionale (FMI), minacciare di far processare gli ex-leader nei tribunali internazionali, e sottoporre l’Ucraina ai capricci degli USA. In altre parole, gli illegali nazionalisti ucraini a Kiev hanno deciso di alienarsi russi e oppositori ucraini alle loro “politiche d’asservimento”. Non sorprende che ciò abbia suscitato enormi convulsioni e che la Federazione russa abbia dovuto imporsi sulla Crimea e appoggiare i cittadini ucraini che temono una vera oppressione e l’emarginazione dal sistema politico.
russia JapanInfatti, è ironico che le nuove élite a Kiev seguano i dettati di UE, FMI, NATO, USA, tribunali internazionali e altri soggetti esteri. Sembra che le élite a Kiev si scavino la propria fossa, poiché introducendo le dure politiche del FMI e altre questioni relative ad entità estere, appare chiaro che ciò avrà un impatto assai negativo sui cittadini ucraini. Dopo tutto, basta guardare la crisi in Grecia e in altri Paesi dell’Unione europea rovinati da diktat economici, elevata disoccupazione, povertà crescente e sensazione crescente che la sovranità sia del tutto perduta. Pertanto, l’Ucraina ha bisogno di buone relazioni con la Federazione russa sul piano geopolitico, commerciale, energetico e dei legami naturali, perché questa nazione, più di qualsiasi altra, ha contribuito a stabilizzare l’Ucraina dal crollo dell’Unione Sovietica. Nonostante ciò, le nuove élite a Kiev sono intente ad alienarsi i russi con dichiarazioni belligeranti contro la Federazione russa, con enormità retoriche e minacciando il caos regionale su ordine della propaganda NATO e USA. Il Giappone, pertanto non deve tacere con Washington né seguirne gli obiettivi antirussi. Invece Abe dovrebbe concentrarsi su relazioni favorevoli con la Federazione russa e autentiche preoccupazioni geopolitiche, a favore dei cittadini giapponesi. La Federazione Russa è la forza vincolante che unisce Eurasia e Asia centrale su cui le élite politiche di Tokyo devono concentrare geopolitica ed interessi nazionali. Allo stesso tempo, con le relazioni tra Cina e Giappone quanto meno gelide, è chiaro che Mosca sarebbe un mediatore onesto. Allo stesso modo, la penisola coreana è molto complessa, ma una volta di più la Federazione Russa ha un ruolo positivo tramite la sua diplomazia verso tutte le potenze regionali. Allo stesso modo, il Giappone del Nord ha bisogno di maggiori investimenti economici, e i legami naturali tra oriente russo e nord del Giappone sono chiari a tutti. Pertanto, tale realtà e l’importanza delle questioni energetiche e delle altre risorse naturali di cui il Giappone ha bisogno, devono essere valutati seriamente dalle élite politiche di Tokyo. Il Giappone, naturalmente, deve promuovere buone relazioni con i futuri leader democratici dell’Ucraina. Inoltre, è comprensibile il motivo per cui il Giappone aiuta economicamente l’Ucraina. Dopo tutto, il Giappone non approva le nuove élite politiche a Kiev, ma cerca di aiutare una nazione in difficoltà economica. Tuttavia, il Giappone deve assentarsi dal G-7 anti-Federazione russa, perché l’attuale crisi in Ucraina è estremamente complessa. Inoltre, la destabilizzazione di questa nazione è iniziata quanto l’élite a Kiev ha preso il potere con minacce e violenze. Tale realtà significa che il Giappone deve fare un passo indietro e mantenere i canali con la Federazione russa sulla base della sincerità, pur concentrandosi su egoismi e geopolitica nazionali. Fumio Kishida, ministro degli Esteri del Giappone, ha commentato in passato che “…La cooperazione tra Giappone e Russia, essendo attori chiave nella regione dell’Oceano Pacifico, è importante per rafforzare pace e stabilità regionali“.
In poche parole, la Federazione russa è di grande importanza strategica per il Giappone e lo stesso vale per le questioni sull’energia e altre aree importanti. Pertanto, il Giappone non deve bruciare i ponti per i capricci degli USA.

000_dv862321.siTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Petro-Rublo russo sfida l’egemonia del dollaro USA. La Cina sviluppa il commercio eurasiatico

Peter Koenig Global Research, 8 aprile 2014

La Russia ha appena lanciato un’altra bomba, annunciando non solo il disaccoppiamento del commercio dal dollaro, ma anche che la commercializzazione dei suoi idrocarburi avverrà in rubli e nelle valute dei suoi partner commerciali, non più in dollari, vedasi La Voce della Russia.

BRICS-mapIl commerciale della Russia degli idrocarburi ammonta a circa un trilione di dollari all’anno. Altri Paesi, in particolare BRICS e BRICS-associati (BRICSA) potrebbe presto seguirne l’esempio e unirsi alla Russia, abbandonando il ‘petro-dollaro’ come unità per il trading di petrolio e gas. Ciò  potrebbe ammontare a decine di miliardi di perdite nella domanda annuale di petrodollari (il PIL degli Stati Uniti era circa 17 miliardi di dollari nel dicembre 2013), togliendo quanto meno un dente importante all’economia degli Stati Uniti. A ciò si aggiunge la dichiarazione di Press TV secondo cui la Cina riapre la vecchia Via della Seta come nuova rotta commerciale collegando Germania, Russia e Cina e permettendo di collegare e sviluppare nuovi mercati, specialmente in Asia centrale, dove il nuovo progetto porterà stabilità economica e politica, e nelle province occidentali della Cina, dove verranno create “nuove aree” di sviluppo. La prima sarà la Lanzhou New Area nel Gansu, una delle regioni più povere della Cina nordoccidentale. “Durante la sua visita a Duisburg, il presidente cinese Xi Jinping ha compiuto un colpo da maestro da diplomazia economica contrastando direttamente lo sforzo della fazione neo-conservatrice di Washington per suscitare un nuovo confronto tra NATO e Russia.” (Press TV, 6 aprile 2014)
Sfruttando il ruolo di Duisburg quale maggiore porto interno del mondo, snodo storico dei trasporti in Europa e centro dell’industria siderurgica della Ruhr in Germania, propone che Germania e Cina cooperino nella costruzione di una nuova “via della Seta economica” che colleghi Cina ed Europa. Le implicazioni della crescita economica per tutta l’Eurasia sono impressionanti“. Curiosamente i media occidentali hanno finora ignorato entrambi gli eventi. Sembra che ci sia il desiderio di accompagnare la falsità delle illusione e arroganza occidentali assieme al silenzio. La Germania, il motore economico d’Europa e quarta economia del mondo (PIL da 3600 miliardi dollari US), all’estremità occidentale del nuovo asse commerciale sarà la calamita che attirerà altri partner commerciali europei della Germania verso la Nuova Via della Seta. Ciò che appare come un futuro vantaggio per Russia e Cina, comporterà anche sicurezza e stabilità, ciò sarebbe una sconfitta letale per Washington. Inoltre, i BRICS si preparano a lanciare una nuova moneta, composta dal paniere di loro valute locali, da utilizzare nel commercio internazionale, nonché una nuova valuta di riserva, sostituendo un dollaro gravato dal debito e piuttosto inutile, una prodezza benvenuta nel mondo. Insieme con la valuta dei nuovi Paesi BRICS (A) arriverà un nuovo sistema di pagamento internazionale, sostituendo negli scambi SWIFT e IBAN, rompendo così l’egemonia della famigerata manipolatrice di oro e valuta di proprietà privata Banca dei regolamenti internazionali (BRI) di Basilea, in Svizzera, detta anche banca centrale di tutte le banche centrali. Per esserne sicuri, la BRI è un’istituzione di proprietà privata a scopo di lucro creata nei primi anni ’30, durante la grande crisi economica del 20° secolo. La BRI fu costituita proprio per questo scopo, controllare il sistema monetario mondiale insieme alla FED, anch’essa di proprietà privata dei Banksters di Wall Street, l’epitome della proprietà privata non regolamentata. La BRI è nota ospitare almeno una mezza dozzina di riunioni segrete all’anno, in cui partecipa l’élite mondiale per decidere il destino di Paesi e intere popolazioni. La sua scomparsa sarebbe un altro gradito nuovo sviluppo.
Con la nuova via commerciale e il nuovo sistema monetario in formazione, altri Paesi e nazioni, finora presi dagli artigli della dipendenza dagli Stati Uniti, accorreranno verso il ‘nuovo sistema’, isolando man mano l’economia industriale militare (sic) di Washington e la sua macchina da guerra della NATO. Questo mutamento economico potrà mettere l’impero in ginocchio senza spargere una goccia di sangue. Lo spazio per una nuova speranza di giustizia e maggiore uguaglianza, la rinascita di Stati sovrani, può sorgere trasformando la spirale delle tenebre in una di luce.

Peter Koenig è un economista ed ex-impiegato della Banca Mondiale. Ha lavorato a lungo nel mondo dell’ambiente e delle risorse idriche. Scrive regolarmente per Global Research, ICH, Voce della Russia e altri siti Internet. È autore di Implosion, racconto basato sui fatti e su 30 anni di esperienza in tutto il mondo.
Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli Stati Uniti perseguono il caos generale: ora tocca all’Asia

Dedefensa, 9 aprile 2014

8860548Dato lo stato generale della situazione mondiale, rafforzata splendidamente dalla crisi ucraina, gli Stati Uniti cercano di capitalizzare l’estensione della svolta in Asia. Perché portare il caos anche in Asia? E’ vero che questa zona è un po’ indietro rispetto alla situazione europea, del Medio Oriente ed anche negli Stati Uniti, soprattutto in relazione alla situazione di Washington, dell’amministrazione Obama, del Congresso e della politica degli Stati Uniti, ecc. Si tratta di correttezza ed equilibrio. Questa è l’ipotesi che siamo portati a fare osservando la tensione ottenuta dagli Stati Uniti con le loro ultime dichiarazioni che promuovono solo il peggioramento delle cattive relazioni, in particolare tra Giappone e Filippine, da un lato, e Cina dall’altra. Il risultato è il progressivo indurimento della posizione della Cina contro gli Stati Uniti, con parole e giudizi di durezza mai vista, espresse in occasione della visita di Chuck Hagel in Cina e prima del viaggio  asiatico di Obama. Tyler Durden sviluppa un’osservazione della situazione su Zerohedge del 9 aprile 2014.
A quanto pare mettendo via i convenevoli diplomatici, i cinesi sono stati diretti con Chuck Hagel, mentre pone le basi per il viaggio in Asia del presidente Obama a fine mese (che dovrà visitare Giappone, Malesia e Filippine, tutti con conflitti territoriali diretti con la Cina). Come riporta Reuters, “Obama deve prestare seria considerazione a tale problema quando si tratta di Asia… La Cina ha già inviato questo messaggio durante gli incontri con Hagel”, ha detto Ruan Zongze, ex- diplomatico cinese presso l’Istituto di Studi Internazionali di Pechino, un think tank legato al ministero degli Esteri della Cina. “Gli Stati Uniti prendono una direzione che non vogliamo vedere, schierandosi con Giappone e Filippine, e la Cina è molto scontenta di ciò.” (…) Questi commenti dalla Cina sono senza precedenti… “il ministro della Difesa cinese Chang Wanquan ha detto ad Hagel che Washington dovrebbe frenare il Giappone e rimproverare le Filippine. Chang ha detto apertamente ad Hagel che “i cinesi non sono contenti” del sostegno degli Stati Uniti al Giappone e al Sud-Est asiatico, secondo una dichiarazione apparsa sul sito del ministero della Difesa cinese. L’influente tabloid Global Times, pubblicato dall’ufficiale Quotidiano del Popolo del Partito Comunista, ha scritto in un editoriale che tali parole forti “non sono state sentite molto in passato”.” Tyler cita ancora Ruan Zongze: “(I funzionari cinesi) sperano che la visita di Obama non sia usata per radunare altri Paesi contro la Cina. Se si ascolta la dura retorica dei vertici dell’amministrazione degli Stati Uniti, questa è una vera e propria preoccupazione.” “Loro (i funzionari cinesi) cercano di capire se è la bassa popolarità statunitense a spingere a fare commenti che non può fare il capo, o se ci si muove in un crescendo…” “Penso che ci sia la preoccupazione che tale dibattito possa essere influenzato in modo sostanziale se Obama facesse commenti molto espliciti in questo viaggio, che potrebbero capovolgere l’equilibrio interno e rendere più difficile per Xi sottolineare come fondamentale il rapporto sino-statunitense“.”
Naturalmente, tale atteggiamento degli Stati Uniti in Asia verso la Cina contrasta curiosamente con i loro sforzi per dividere Cina e Russia sulla crisi ucraina, come se non ci fosse un coordinamento tra queste due politiche; ovviamente l’ipotesi più accettabile è che il caos sia particolarmente florido nel governo degli Stati Uniti, come abbiamo visto. Pertanto, si prevede il rafforzamento dei legami tra la Cina e la Russia nelle rispettive crisi, dei BRICS, della Shanghai Cooperation Organization, ecc.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Malaysian Airlines MH370 – Inside job Parte III

Aangirfan 1 aprile 2014

1395952528000-XXX-Sarah-BajcPhilip Wood e Sarah Bajc

James R: “Secondo quanto riferito, Philip Wood, un passeggero sull’MH370, ha postato un messaggio e una foto su un forum dopo la scomparsa. Presumibilmente, il messaggio è stato emesso il 19 marzo da un ‘anonimo’ che dice che il suo nome è ‘Philip Wood’, intitola il messaggio ‘aiuto’ e prosegue dicendo: “Sono ostaggio di militari sconosciuti dopo che il mio volo è stato dirottato (bendato). Lavoro per l’IBM e sono riuscito a nascondere il mio cellulare durante il dirottamento. Sono stato separato dagli altri passeggeri e sono in una cella. Il mio nome è Philip Wood. Penso di essere stato drogato e non riesco a pensare con chiarezza.” Messaggio ‘Aiuto’ su Internet afferma che l’aereo è stato dirottato?
Secondo quanto riferito, la foto è completamente nera; le informazioni codificate nella foto appaiono cliccando col tasto destro sul file e selezionando Proprietà e poi Dettagli, forniscono l’accesso a una serie di dettagli su quando e dove la foto sia stata scattata. Ciò indica che la foto è stata scattata in un posto con coordinate quasi identiche a quelle di Diego Garcia. Ma potrebbe essere un falso. Un grosso problema è che la partner di Wood, Sarah Bajc, chiaramente non ci crede, come la famiglia a quanto pare.

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Phillip Wood di Diego GarciaSopra, vediamo i dettagli della foto ‘nera’.

Stroppy Me ha detto: “Wood può aver inviato il messaggio a un contatto telefonico, che l’ha aperto con Photoshop per vedere se riusciva a capire che cosa ci fosse, e poi l’ha postata su 4plebs. Le coordinate GPS della foto portano direttamente a un edificio a Diego Garcia (a sud della pista e nell’entroterra). Naturalmente ciò non esclude il fatto che qualcuno di stanza nella base si stia facendo una risata. Data la riluttanza degli Stati Uniti a partecipare ai soccorsi, e almeno fin quando ogni altro Paese non fornirà i propri dati segreti, tale teoria è ancora la più probabile”.

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Diego Garcia Airport and MH370Matthias Chang, segretario politico e consigliere dell’ex-primo ministro malese Mahathir Muhammad, si chiede: “C’erano armi sul MH370 prima del volo per Pechino? Se sì, quali erano previste per tale missione: armi biologiche, bombe sporche? Pechino/Cina ne erano il bersaglio e se sì perché? All’aereo è stato ordinato di rientrare, se sì chi ha dato l’ordine? Perché alcuna domanda è stata posta se la rotta dell’MH 370 rientrasse nei parametri geografici dell’intelligence di Diego Garcia? Perché gli aerei schierati a Diego Garcia non hanno intercettato l’aereo “non identificato”, che ovviamente poneva  una minaccia alla base militare di Diego Gracia? WantaChinaTimes di Taiwan ha riferito: “Gli Stati Uniti hanno approfittato della ricerca dei dispersi del volo Malaysia Airlines per testare le capacità dei satelliti della Cina e giudicare la minaccia dei missili cinesi contro le loro portaerei… Erich Shih, caporedattore del mensile militare cinese Defense International ha detto che gli Stati Uniti, che hanno più e migliori satelliti, non hanno preso parte alla ricerca del volo MH370… Shih ha affermato che gli Stati Uniti si tengono in disparte perché vogliono vedere quali informazioni i satelliti della Cina avrebbero fornito“. La scomparsa del volo Malaysian Airlines MH370: La domanda da un trilione di dollari degli Stati Uniti e dei loro servizi d’intelligence

borntoloselivetowin-435x390fair-500x21627 marzo, un’operazione del Pentagono che coinvolge un Boeing 777 in volo dall’Asia a Seattle. La coincidenza del Boeing 777

BjrvYcLCMAATlxiYoichi Shimatsu, ex-redattore di The Japan Weekly Times, scrive che un minuscolo microchip sarebbe il motivo probabile per il dirottamento dell’MH370 da parte del Pentagono. Secondo Yoichi Shimatsu: Freescale Semiconductors, in Texas, ha centri di progettazione a Kuala Lumpur e Cina. Nel febbraio 2013, Freescale ha presentato Kinesis KL02, un piccolo dispositivo chiave per le guerre di prossima generazione. Ha anche usi civili e potrebbe portare molti soldi. Kinesis KL02 è prodotto a Kuala Lumpur Il Pentagono non vuole che la Cina o la Russia mettano le mani su Kinesis KL02. Freescale Malaysia si stava preparando a testare Kinesis KL02 in Cina. Freescale ha connessioni con il Carlyle Group, ed è finanziariamente controllato da Blackstone tra i cui maggiori investitori vi sono i Rothschild. A novembre, Joanne Maguire, che ha legami con il Pentagono, è entrata nel Consiglio di Amministrazione di Freescale. “Il gruppo oggetto del dirottamento si restringe sui 20 dipendenti che lavorano per Freescale” a bordo dell’MH370. Un piccolo microchip è il motivo probabile del dirottamento dell’MH370 del Pentagono

Bh-RbL3IYAAyYQlStephen Allen Schwarzman, presidente e amministratore delegato del gruppo Blackstone. Lui e George W. Bush erano entrambi nella Skull and Bones.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

NATO, Russia: armi o diplomazia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 04/04/2014

10172725La NATO deve avere una presenza costante nei Paesi che si sentono “vulnerabili” alla Russia, ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama il 26 marzo in una riunione con i capi europei a Bruxelles. Obama ha insistito sul fatto che i piani d’emergenza dovevano essere esaminati ed “aggiornati” per “fare più nell’assicurare la presenza regolare della NATO in alcuni di quei Stati che possano sentirsi vulnerabili”. Le osservazioni sono state fatte durante il tour in Europa del presidente degli Stati Uniti. Gli alleati della NATO scattarono sull’attenti, battendo i tacchi e dicendo: “Sissignore”. L’1-2 aprile 2014 i ministri degli Esteri si sono riuniti per la prima volta da quando la Crimea ha aderito alla Russia. Il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha detto che le azioni della Russia indicano che non si “continuerà come prima”. “Così oggi, sospendiamo ogni cooperazione pratica con la Russia, militare e civile”, ha detto in conferenza stampa. La NATO ha rilasciato una forte dichiarazione che condanna l’“annessione illegale” alla Russia della regione di Crimea dell’Ucraina. L’alleanza ha sospeso ogni forma di cooperazione pratica con la Russia per l’Ucraina e ordinato ai pianificatori militari di elaborare misure volte a rafforzarne le difese e rassicurare i membri est europei. Le misure potrebbero includere l’invio di soldati ed equipaggiamento della NATO negli alleati dell’Europa orientale, ulteriori esercitazioni, garantendo che la forza di reazione rapida della NATO sia dispiegata più velocemente e rivedere i piani militari della NATO. I pianificatori militari torneranno con proposte dettagliate tra poche settimane. Vi è una vasta gamma di opzioni da studiare. Ad esempio, si prevede di aprire basi militari permanenti negli Stati baltici. L’aviazione della NATO prenderà parte a pattugliamenti aerei nella regione dopo che le esercitazioni di routine hanno assunto nuovo significato per la crisi. Diversi membri dell’alleanza, compresi Stati Uniti, Regno Unito e Francia, hanno offerto altri aerei militari. La NATO offre all’Ucraina maggiore accesso alle esercitazioni dell’alleanza e sostegno per lo sviluppo dell’esercito. L’operazione congiunta di addestramento antidroga in Afghanistan si concluderà dopo che la sessione attuale scadrà. Il programma per la fornitura di pezzi di ricambio e addestramento per gli elicotteri di fabbricazione russa forniti alle forze afghane finiranno anche. L’iniziativa congiunta di condivisione dei dati radar tra i Paesi ai confini della NATO vedrà spenta la parte russa dell’operazione. La missione della Russia presso la NATO rimarrà aperta e il blocco è disposto a parlare con i russi a livello di ambasciatori od oltre, ma è chiaro che se ci dovessero essere futuri colloqui, l’Ucraina sarà in cima all’ordine del giorno. In un comunicato congiunto che annuncia la sospensione della cooperazione, i ministri hanno detto che il dialogo politico in seno al Consiglio NATO-Russia potrebbe continuare, “se necessario a livello di ambasciatori e soprattutto per permettere di scambiare punti di vista, prima di tutto su questa crisi”. I capi della politica estera europei hanno anche detto che avrebbero rivisto le relazioni della NATO con la Russia nella prossima riunione di giugno.
La NATO e l’Ucraina intensificheranno la cooperazione e promuoveranno le riforme della Difesa in Ucraina attraverso addestramento e altri programmi. L’Ucraina ha dato alla NATO una lista dei desideri delle “attrezzature tecniche” necessarie alle proprie forze armate, che non comprende armi, come ha detto il ministro degli Esteri dell’Ucraina Andrej Deshitsja in conferenza stampa dopo l’incontro con i ministri della NATO. Ha detto che la NATO avrebbe inviato degli esperti a Kiev la prossima settimana per vedere di cosa ha bisogno l’Ucraina. Europa e Stati Uniti collaborano per ridurre la dipendenza dell’Ucraina dall’energia russa sviluppando fonti alternative di gas naturale. Il segretario di Stato degli Stati Uniti John Kerry ha detto: “lavoriamo in sincronia per aiutare l’Ucraina a trasportare gas naturale in Polonia e Ungheria e sviluppare una rotta attraverso la Slovacchia”, aggiungendo che gli Stati Uniti sperano anche di esportare più gas naturale in futuro. “Gli sviluppi in Ucraina hanno messo i problemi della sicurezza energetica sulla ribalta e dimostrano la necessità di rafforzare la sicurezza energetica in Europa”, ha detto una dichiarazione congiunta rilasciata dal Consiglio energetico UE-USA tenutosi a Bruxelles, a fianco dei colloqui NATO. Separatamente, la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha votato in massa sostenendo un disegno di legge che fornisce aiuti all’Ucraina e impone sanzioni alla Russia per la Crimea. Il disegno di legge passa ora al presidente Barack Obama per la firma. In un comunicato, la Casa Bianca ha detto che il presidente ha accolto con favore la mossa. “Questa legislazione ci permetterà di fornire un sostegno fondamentale all’Ucraina attraverso garanzie sui prestiti che faciliteranno l’accesso ai finanziamenti necessari per l’Ucraina, mentre ci vogliono passi essenziali per ripristinare la stabilità economica e riavere crescita e prosperità”, si leggeva. Nel frattempo, il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto che Washington avrebbe intensificato la cooperazione militare con la Polonia e gli Stati baltici per mostrare solidarietà agli alleati nella crisi in Ucraina. “Il dipartimento della Difesa avanza misure per sostenere i nostri alleati”, ha detto Hagel al Comitato dei Servizi Armati del Senato.

Pianificazione militare
I pianificatori militari hanno avuto dai ministri degli esteri della NATO l’ordine di studiare le opzioni militari. La possibilità di potenziali installazioni per le forze di terra, mare e aria viene studiata. L’elemento aereo ha già iniziato con il rafforzamento dei pattugliamenti della NATO sulle repubbliche baltiche e le esercitazioni dell’US Air Force con il suo omologo polacco. Altri  aeromobili potrebbero presto essere inviati. Secondo Der Spiegel, la Germania valuta se inviare 6 velivoli per il pattugliamento dello spazio aereo dell’Europa orientale, e il numero totale di aerei NATO nella regione sarà almeno raddoppiato, dice l’articolo. Il portavoce del ministero della Difesa tedesco ha detto a Reuters che tale questione sarà decisa dai politici, ma ha confermato che l’esercito potrebbe prendere parte ai pattugliamenti degli aerei AWACS dello spazio aereo di Romania e Polonia, così come ai voli di addestramento nell’ambito della missione di polizia aerea della NATO sul Baltico. L’alleanza cerca come poter utilizzare le sue forze navali e anche come dispiegare le forze di terra. L’elenco delle opzioni dovrebbe essere pronto entro il 15 aprile. Il generale Philip Breedlove, comandante supremo alleato della NATO in Europa e capo del Comando europeo delle forze armate USA, ha detto che “monitora il pieno impiego delle prossime esercitazioni della NATO” per vedere se si possono rafforzare. Il presidente romeno Traian Basescu ha detto che gli Stati Uniti avevano chiesto di aumentare il numero di truppe e aerei di stanza in una base aerea nel Paese, che confina con l’Ucraina. Nei prossimi giorni, 175 marine di Camp Lejeune in North Carolina saranno inviati in Romania, nell’ambito dello sforzo per rinforzare la presenza del Corpo dei marine in Europa per affrontare imprevisti. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha detto che il ritmo con cui la NATO aumenta la sua presenza militare in Polonia è insoddisfacente. Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, che ha detto in precedenza che sarebbe stato soddisfatto se la NATO inviasse due brigate pesanti in Polonia, ha detto nella riunione della NATO che avrebbe accolto tutte le forze della NATO stanziatevi.
Come il Guardian ha riferito, un documento riservato di sette pagine diffuso dal settimanale tedesco Der Spiegel, propone esercitazioni e addestramento congiunti tra l’alleanza e tre Paesi (Armenia, Azerbaigian e Moldavia) per migliorare l’“interoperabilità” dei militari con la NATO ed espanderne la partecipazione alle operazioni di “difesa intelligente” della NATO. Il documento ha inoltre proposto l’apertura di un ufficio di collegamento della NATO in Moldova, di fornire addestramento all’Armenia e dei programmi in Azerbaigian per assicurare i giacimenti di petrolio e di gas sul Mar Caspio. Un certo numero di esercitazioni si svolgerà in Ucraina quest’anno, tra cui: l’esercitazione di squadriglie aeree ucraino-polacche, le esercitazioni ucraino-polacche Ordine 2014 di unità di polizia militare, le esercitazioni ucraino-statunitensi Rapid Trident 2014, le esercitazioni aeree ucraino-polacche Cieli sicuri 2014, le esercitazioni ucraino-statunitensi Sea Breeze 2014, le esercitazioni multinazionali Light Avalanche 2014, le esercitazioni multinazionali delle unità di fanteria di montagna Carpazi 2014, e le esercitazioni Sud 2014 di unità meccanizzate ucraino-moldavo-rumene.

Il miele è dolce, ma le api pungono
A seguito della riunione della NATO, il ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski, il cui Paese ha guidato lo sforzo per avvicinare Kiev all’UE, ha detto ai giornalisti che “il resto d’Europa non è sempre con noi”. Praticamente nessuno nei circoli ufficiali dell’UE, dell’Est o dell’Ovest, vuole la NATO in Ucraina. La Russia è il quarto partner commerciale della Germania, al di fuori dell’Unione europea, e suo maggiore fornitore di energia. Tra le aziende francesi con investimenti in Russia c’è la Renault, in parte di proprietà del governo francese. Attraverso una partnership con Nissan, quest’anno Renault ha avviato l’aumento di quasi il 75 per cento della partecipazione nella grande fabbrica automobilistica della Russia. Il 2 aprile, il quotidiano estone Ohtuleht ha pubblicato un editoriale che esprime preoccupazione sui legami economici tra la Russia e le economie dell’Europa occidentale dipendenti dalle sue forniture di gas. “Quale governo oserà suggerire ai propri elettori di trascorrere il prossimo inverno in un appartamento freddo solo per una penisola che nessuno sa indicare sulla mappa?” Andrejs Pildegovics, segretario di Stato per gli Esteri della Lettonia, ha detto che la sua nazione cerca di costruire il consenso alla soluzione diplomatica, mantenendo “le sanzioni sul tavolo”. “L’Ucraina non è un membro della NATO, non è sotto l’ombrello nucleare e non ci sono obblighi di proteggerla”, ha detto. Il Washington Post avverte che l’occidente può essere controbilanciato. Dice che la Russia concentrerà le risorse sul lancio dell’Unione eurasiatica, il prossimo anno. L’articolo nota, “Questa nuova alleanza non è il ritorno dell’Unione Sovietica, è geograficamente molto più ambiziosa, le esportazioni russe di petrolio e materiale militare aiuteranno l’Unione Eurasiatica ad assemblare un capitale geopolitico ben oltre i confini europei”, sottolineando un punto molto importante con cui fare i conti trattando la questione, “Pochissime nazioni possono produrre le armi e l’energia di cui hanno bisogno. Tra queste la Russia. India e Cina, ad esempio, hanno grandi forze militari che dipendono dalla tecnologia russa. Gazprom mette a punto un massiccio accordo sul gas con la Cina, basandosi su un accordo petrolifero precedente, e Rosneft ricerca un accordo a lungo termine con l’India. Nessuna di esse è stata in disaccordo con la Russia sulla scena internazionale; entrambe sono tra le 69 nazioni che non hanno condannato il “referendum” della Crimea alla Nazioni Unite”. Il Washington Post osserva che la Russia è ampiamente supportata in Europa dalle forze di destra e conservatrici. Potranno uscire vincenti nel voto di maggio per il Parlamento europeo, formando un dirompente blocco anti-EU e pro-Russia. Il giornale sollecita, “l’UE demoralizzata e divisa contrasterà la promessa  lanciata dall’Unione Eurasiatica. Il suo appello andrebbe ben al di là dei benefici commerciali e di traffico, magari promuovendo una valuta di riserva alternativa minando le istituzioni internazionali dominate dall’occidente”. La Russia ha ampi legami con India, Cina e Vietnam, fornisce grande supporto materiale a Siria, Iran e Venezuela e guida i rapporti con i Paesi BRICS. Insieme, questi Paesi rappresentano oltre il 20 per cento della produzione economica globale. Il giornale avverte che “la loro cooperazione potrebbe trasformarsi in un’alleanza militare con capacità di proiezione”.

La Russia invoca la ragione: far lavorare la diplomazia
Il 2 aprile, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha parlato per telefono con il segretario di Stato USA John Kerry. Esprimendo preoccupazione per le decisioni prese dalla NATO “che non aiutano l’attuazione di questi compiti”. Lavrov non ha annunciato alcuna misura di ritorsione, e ha sottolineato la necessità di sforzi congiunti per promuovere il “dialogo in Ucraina” sull’unità nazionale. Un alto funzionario del dipartimento di Stato ha detto che Kerry ha ribadito l’obiettivo della de-escalation della crisi e ha chiesto colloqui tra i governi russo e ucraino. “Il linguaggio delle dichiarazioni assomiglia piuttosto alla giostra verbale della Guerra Fredda”, ha detto in un comunicato il portavoce del ministero degli Esteri Aleksandr Lukashevich, osservando che la NATO prese tale decisione nella guerra della Russia contro la Georgia nel 2008, e poi riprese la cooperazione di sua spontanea volontà. “Non è difficile immaginare chi ci guadagnerà dalla sospensione della cooperazione tra la Russia e la NATO nella lotta a minacce e sfide moderne alla sicurezza internazionale ed europea, in particolare nella lotta contro terrorismo, pirateria, catastrofi naturali e di origine antropica”, ha detto Lukashevich. “In ogni caso, non saranno certamente la Russia o gli Stati membri della NATO”. Nel frattempo Mosca ha respinto le accuse della NATO che la Russia stia rimuginando piani aggressivi contro i Paesi occidentali. “Le rivendicazioni sui piani presumibilmente aggressivi di Mosca che minacciano i Paesi della NATO sono assolutamente infondate”, così l’agenzia Interfax citava l’inviato russo presso la NATO Aleksandr Grushko. Grushko ha aggiunto: “le mosse della NATO per proteggere i Paesi dell’Europa orientale non hanno senso”. La NATO ha iniziato le esercitazioni aeree il 1° aprile sulla repubblica ex-sovietica della Lituania con atterraggi di emergenza ed operazioni di ricerca e salvataggio. “Lo scopo di tali esercitazioni è risvegliare gli istinti da Guerra Fredda e dimostrare la necessità della NATO nelle condizioni di sicurezza attuali”, ha detto Grushko, aggiungendo che la Russia “in ogni caso” prenderà tutte le misure necessarie per garantire in modo affidabile la propria sicurezza. “Gli istinti da guerra fredda si sono risvegliati nella NATO, adottandone la retorica conseguente”, citava Aleksandr Grushko la pagina Twitter ufficiale della missione della Russia presso la NATO. “‘L’alleanza è in pericolo!’ Sembra che i contribuenti dovranno pagare i giochi militari”, ha detto. “L’ultima volta (nel 2008) ci fu un congelamento di tre mesi, e lo scongelamento a dicembre”, ha detto riferendosi alla breve guerra della Russia con la Georgia. “Cosa posso dire: è una guerra fredda, quindi sono ancora congelati”, ha scritto su Twitter.
Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha detto che la Russia voleva risposte dalla NATO sulle attività dell’alleanza militare occidentale in Europa orientale. “Abbiamo rivolto domande all’alleanza militare del Nord Atlantico. Non solo aspettiamo risposte, ma che siano completamente basate sul rispetto delle regole concordate”, ha detto Lavrov in una conferenza congiunta con l’omologo kazako. Ha detto che la Russia ha il diritto di spostare truppe sul suo territorio e che le forze attualmente vicine al confine con l’Ucraina sarebbero rientrare nelle loro basi permanenti dopo aver compiuto le esercitazioni militari.
Bisogna fare i conti la realtà e i fatti della vita. La NATO dovrebbe pensarci seriamente prima di seguire il sentiero del confronto aperto con la Russia, invece di usare la diplomazia per risolvere le differenze e trovare un terreno comune per affrontare la questione ucraina in modo positivo.

1920174La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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