La Russia costruirà un cacciatorpediniere per la difesa antimissile e un nuovo bombardiere strategico

Daniel Besson, Zebra Station Polaire 26 luglio 2012

Di fronte al fallimento evidente dei negoziati con gli Stati Uniti sulla questione dello schieramento europeo dello scudo missilistico e dei cacciatorpediniere dotati di missili SM-3 per le forze navali della NATO e del Giappone, leader politici e militari della Russia come Dmitrij Rogozin e Leonid Ivashov, hanno citato più volte, negli ultimi mesi, la necessità per la Russia di creare un sistema navale con capacità ABM. Gli studi sono già stati avviati e l’inizio della costruzione della prima nave è prevista per il 2016. Il programma nella sua definizione attuale prevede la costruzione di sei cacciatorpediniere che saranno schierati globalmente. Come Roman Trotsenko specifica, se la configurazione del sistema antimissile non è stata decisa, si può legittimamente pensare che il missile intercettore apparterrà alla serie S-000 e sarà molto probabilmente un missile del tipo S-500.
I sistemi S-000 sono stati progettati fin dall’inizio per l’uso comune da parte della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare sovietiche. Una versione navale del famoso sistema S-300, l’S-300FM Fort-M è attualmente operativa, ma con solo capacità antiaeree. I sistemi S-500 sono progettati per eseguire l’intercettazione di obiettivi balistici endoatmosferici. Oltre alla scelta del sistema antimissile, si pone la questione della piattaforma. Il sito Intelligence RusNavy ha lanciato una riflessione su questo, e perciò non ci tornerò!
Questi sono giorni cruciali per il futuro dell’industria aerospaziale russa, come a giugno, dopo le dichiarazioni del 10 e 11 giugno del primo ministro e del presidente russi sul programma PAK-DA, il bombardiere strategico russo di V° generazione. Il PAK-DA è il progetto del futuro bombardiere russo per sostituire la flotta di Tu-22M3, Tu-95MS e Tu-160. L’aviazione strategica russa è attualmente composta da 32 bombardieri Tu-95MS-6, 31 bombardieri Tu-95MS-16 e 13 Tu-160. Sono in grado di trasportare più di 850 missili da crociera a lunga gittata. Nonostante la riluttanza del Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, molto critico nei confronti del progetto, il presidente e il primo ministro russi hanno annunciato il lancio del programma.
Di fronte alla posizione di Dmitrij Rogozin, i sostenitori del PAK-DA sottolineano il fatto che un bombardiere strategico non è anacronistico nell’era nucleare e dei droni: un bombardiere strategico può trasportare munizioni convenzionali e non-nucleari, e servire da forza di proiezione. La sua capacità  di rimanere in volo per diverse ore permette di mantenere un “pattugliamento aereo nucleare armato” per garantire la deterrenza nucleare durante le tensioni diplomatiche e militari. Si tratta di un elemento complementare ai missili terrestri e navali, dimostrando a un potenziale aggressore la determinazione della Russia ad usare armi nucleari in caso di attacco: si tratta di mostrare la sua “colt nucleare sguainata“, l’ultimo passo prima del lancio effettivo di un attacco. Ovviamente, degli “esperti” occidentali [e soprattutto francesi, ce ne sono molti in tutti i settori...] hanno subito applaudito la posizione di Rogozin e criticato le decisioni del Presidente e del Primo Ministro russi, come ha fatto l’inarrivabile Pavel Felgenhauer, ma qui ci si sorprende dall’essere ancora sorpresi!
Il lavoro di progettazione di questo velivolo è cominciato in Russia. Si è già stimato che il velivolo potrebbe essere creato nel 2025, ma ora si parla già del 2020“, ha detto Aleksandr Sharavin, direttore dell’Istituto per l’analisi politiche e militari russo, nel corso di una tavola rotonda del 25 luglio sulla creazione di un futuro sistema aereo per l’aviazione a lungo raggio d’azione [PAK-DA]. I prototipi del bombardiere di quinta generazione saranno prodotti nel 2018-2020, ha stimato da parte sua Igor Korochenko, direttore della rivista nazionale di difesa. “Secondo gli esperti, la Russia costruirà diversi prototipi tra il 2018 e il 2020, per avere 35-40 bombardieri strategici operativi nel 2025 o 2030“, ha osservato Korochenko.
Da molti anni, i modelli 3D del futuro PAK-DA circolano sul web, ma è difficile dire quale sarà l’aspetto del bombardiere e quali saranno le sue caratteristiche. Secondo diverse fonti, le caratteristiche e la scelta delle soluzioni tecnologiche sono già state scelte.
Va notato che il costruttore certamente sarà Tupolev e sarà sviluppato a Kazan, nel Tatarstan, sottolineando il carattere strategico di questa repubblica, dove convivono cristiani e musulmani, per la Russia. I recenti attentati che hanno preso di mira i leader religiosi musulmani in Tatarstan, assumono una risonanza più forte!
Il PAK ci sarà, e decollerà dal tavolo da disegno [o meglio dal suo schermo CAD] senza offesa per gli Ariel Cohen di ogni pelo; degno discendente del velivolo che può essere considerato il primo bombardiere strategico nella storia, che era russo e che celebrerà il suo centenario nel 2013: L’Ilija Murometz. Mentre l’immaginazione occidentale associa il bombardiere strategico alla Boeing e agli Stati Uniti, si può parlare di una cultura – centenaria – del bombardamento strategico del mondo russo-sovietico.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Evoluzioni Russe

DeDefensa – 15.08.2012

Uno dei nostri lettori ha segnalato, il 15 agosto 2012, una notizia pubblicata dalla Voce della Russia (14 agosto 2012), sulla continua presenza di sottomarini nucleari russi lungo le coste degli Stati Uniti. Questa informazione è stata presentata proveniente dal sito “Washington FreeBeacon“, dove è stata effettivamente pubblicata il 14 agosto 2012. La notizia è stata in gran parte spiegata, e in particolare sottolinea: 1) che la crociera dei sottomarini lanciamissili da crociera (a testata nucleare) del tipo Akula (NATO), non è stata rilevata per settimane nelle aree strategiche navali al largo delle coste degli Stati Uniti (nel Golfo del Messico), a portata degli Stati Uniti; 2) che è divenuta nota ai  militari statunitensi solo dopo esser terminata; 3) che dei voli di aerei Tu-95 Bear (da ricognizione strategica o lanciamissili da crociera) si sono svolti nei pressi dell’Alaska e della California, a giugno e luglio…
Un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare russo, armato con missili da crociera  a lungo raggio, ha operato inosservato nel Golfo del Messico e viaggiato per diverse settimane, nelle acque strategiche statunitensi, e ciò è stato confermato solo dopo che aveva lasciato la zona, il Washington Free Beacon ha informato. E’ la seconda volta dal 2009, che un sottomarino d’attacco russo effettua pattugliamenti così vicino alle coste statunitensi. L’incursione furtiva del sottomarino nel Golfo, ha avuto luogo nello stesso momento in cui dei bombardieri strategici russi compivano incursioni nel ristretto spazio aereo statunitense, nei pressi di Alaska e California, a giugno e luglio, mettendo in evidenza la crescente assertività militare di Mosca. Il pattugliamento del sottomarino ha anche dimostrato quello che gli ufficiali statunitensi hanno definito le carenze delle capacità nella lotta antisottomarini degli USA, forza che sta affrontando dei tagli, secondo il piano dell’amministrazione Obama per ridurre la spesa nella difesa di 487 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni. La marina è anche incaricata di rilevare i sottomarini, soprattutto quelli che navigano nei pressi dei sottomarini nucleari lanciamissili, e utilizza sensori sottomarini per individuarli e monitorarli. Il fatto che l’Akula non sia stato rilevato nel Golfo è motivo di preoccupazione, hanno detto gli ufficiali statunitensi.”
Sullo stesso sito FreeBeacon si legge una notizia interessante, del 15 agosto 2012, riguardo alle batterie antiaeree S-300 ordinate dall’Iran alla Russia e, infine, non consegnate. Questo caso oggi imbarazza la Russia e l’Iran; gli iraniani erano andati in un tribunale internazionale chiedendo il risarcimento dei danni alla Russia. La notizia è l’annuncio che un gruppo importante, all’interno della leadership russa, attualmente preme affinché la vendita, cancellata nel 2010 a seguito di una risoluzione delle Nazioni Unite (mentre, secondo gli iraniani, il contratto precedeva di tre anni la risoluzione, e che non vi rientrava legalmente), sia finalmente assolta. Dettagli interessanti vengono forniti sul modello Almaz Antey-S-300PMU-1, circa la sua capacità superficie-superficie o antinave, in aggiunta alle sue ben note capacità di difesa aerea, e in generale alle forti paure di israeliani e statunitensi. Secondo l’analisi dell’esperto di Novaja Gazeta, Pavel Felgenhauer (Non troppo affidabile, in realtà. NdT):
Il sistema S-300 ha capacità “doppio uso” costruita in considerazione delle esigenze di progettazione, Felgenhauer e altri dicono. Utilizza un missile balistico superficie-superficie, come applicazione secondaria che è stata completamente testata e convalidata. L’S-300 in mani iraniane è in grado di essere schierato e riconfigurato come un sistema di missili balistici a corto raggio convenzionale, sia terrestre che antinave, includendo negli obiettivi le navi da guerra degli Stati Uniti che operano nel Golfo Persico. Il sistema, anche configurato in questo modo, potrebbe esser dotato di una “testata speciale”, eufemismo ufficiale russo per indicare la testata nucleare“.
Ma, senza dubbio, la precisione più interessante, di natura politica, viene dato alla fine di questo testo, e naturalmente riguarda la proposta di vendere infine l’S-300 all’Iran, e che riguarderebbe sia le presunte attività del sottomarino tipo Akula che quelle dei Tu-95; ciò viene comunicato da uno “specialista degli Stati Uniti di affari russi“, senza ulteriori spiegazioni…”In un altra epoca, ci sarebbe stata più riluttanza da parte del governo russo, per la reazione degli Stati Uniti, alla conclusione della vendita all’Iran, che il resto del mondo crede violare le sanzioni delle Nazioni Unite“, ha detto un ex-specialista militare sulla Russia statunitense. “Ma vi è una sola condizione, oggi, che incoraggia i russi ad agire meno responsabilmente.” Una di queste condizioni, dice lo specialista militare, è la politica del “re-set” della Casa Bianca, che ha portato i russi a vedere “Obama debole e disinformato sugli affari esteri.”
La questione della veridicità degli eventi menzionati scompare in gran parte dietro tale avviso, raccolto alla fine del testo sull’S-300. La fonte generale (FreeBeacon) è chiaramente identificata: un “giornale on-line” pubblicato dal febbraio 2012 dal Center of American Freedom, un nuovo think-tank di tendenza neocon, anch’esso creato nei primi mesi del 2012. Le informazioni supportano l’idea di una debole difesa degli Stati Uniti, di una Russia che diventa più “aggressiva”, di un Obama debole, ecc., Tutto questo in base alla narrativa dell’ambiente. (La tendenza neocon è più visibile nel modo di presentare le notizie e di sfruttarle.)
L’obiettivo centrale per noi – Obama è “debole” ma soprattutto “disinformato” nel campo degli affari esteri, e “debole” perché “male informato” – è estremamente credibile, se non tangibile, e senza dubbio incontra molte disavventure da parte russa, e le ripetute delusioni su Obama, che ha promesso molto alla Russia, dando pochissimo; e sempre, comunque, con l’avviso mai negato dai russi che Obama sia un uomo di cui poter avere fiducia, se le sue promesse non sono state mantenute e le sue valutazioni sono fuorvianti, possono essere spiegate interamente dalle sue scarsissime informazioni sulla politica estera. Ciò non ha davvero nulla del complotto, necessariamente, tanto meno con le circostanze, argomentate dal citato “specialista”, del “re-set politico” di Obama verso la Russia, ma rivela ovviamente la frattura e le divisioni burocratiche e l’influenzare del sistema, assolutamente radicale negli Stati Uniti e che non può essere che sconfitto da un “golpe” all’interno, tipo “Gorbaciov americano”, cosa che Obama non ha mai avuto l’audacia di prendere in considerazione. (Per inciso, la “sottoinformazione” del presidente è condivisa da vari ministeri ed agenzie, ognuno con le sue politiche, informazioni, ecc., qualunque sia la politica nei confronti della Russia.) Secondo questa visione, non vi è alcuna ragione di non accettare le informazioni fornite dal FreeBeacon, rispetto ad altre fonti più ufficiali, e ci sono anche molti professionisti che ritengono perfettamente normale e logico che i russi inizino ad adottare misure concrete, per far capire alla dirigenza degli Stati Uniti che le cose stanno diventando serie. La nostra sensazione, al riguardo (vedasi 4 giugno e 11 luglio 2012 ) era e rimane che i russi, in realtà, dovranno, se già non lo fanno come si dice qui, indurire il loro atteggiamento verso lo sviluppo della crisi, in particolare la crisi siriana e la crisi dello scudo antimissile, d’altronde collegate tra di esse e a tutto ciò che va con esse. Ciò che abbiamo annunciato va in questa direzione, anche in assenza di rischi indebiti che minacciano di innescare reazioni a Washington, che si trova al limite, con le sue minacce, le sue capacità militari, i suoi mezzi per migliorarli, la sua capacità di dirigere una spedizione punitiva… Di fronte a un “impero” assolutamente marcio e traballante, Putin & Company avrebbero corso un modesto rischio inviando in crociera alcuni sottomarini e dei buoni vecchi Tu-95…

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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