La Cina sviluppa armi anti-stealth

Wendell Minnick 31/01/2011F-117_Night_Hawk_in_ChinaLa Cina utilizza tecnologia occidentale sottratta per realizzare il suo jet da combattimento furtivo J-20? Forse, ma forse un argomento più pressante è se tale conoscenza sia utilizzata per sviluppare armi per abbattere gli aerei da guerra statunitensi. L’alto istituto di ricerca della difesa aerea della Cina ha investito notevoli risorse nella progettazione di missili aria-aria. Nuove immagini su Google Earth indicano che la Cina ha costruito dei modelli in scala reale del caccia stealth F-117, presso il Luoyang Optoelectro Technology Development Center (LOEC) nella provincia di Henan. Secondo un ex-addetto militare statunitense a Pechino, l’aspetto del modello non sorprende notando che la Cina ha anche costruito i modelli di F-22 Raptor e F-35 Lightning II per studiarli. Funzionari di Pechino smentiscono le notizie diffuse dalla stampa secondo cui parti dell’F-117 Stealth Fighter dell‘US Air Force abbattuto in Serbia, nel 1999, siano in mani cinesi. Vi sono molte “prove aneddotiche” secondo cui la CinaNoshir Gowadia ha avuto accesso all’F-117 abbattuto, ha dichiarato Larry Wortzel, membro della Commissione economica e sicurezza Cina-USA. La Cina smentisce anche le accuse che un ex-ingegnere della Northrop Grumman, Noshir Gowadia, abbia venduto dati classificati sul sistema di soppressione della traccia dei motori del bombardiere stealth B-2, utilizzato per proteggere l’aereo dai missili ad infrarossi. Gowadia è stato condannato per cinque capi d’accusa a 32 anni di carcere, il 24 gennaio, presso una corte federale degli Stati Uniti. Vi sono anche questioni sul ruolo di Dongfan Chung, ex-analista degli stress alla Boeing, che avrebbe potuto giocare nell’acquisizione della Cina di tecnologia stealth. Chung è stato condannato da un tribunale federale degli Stati Uniti, nel luglio 2009, per sei capi d’accusa di spionaggio per conto della Cina.
imagesLAJO1EJ6Conosciuto anche come Istituto 612, il LOEC è famoso per i suoi missili aria-aria e i sistemi di guida di precisione delle bombe, tra cui la bomba di precisione LS-6 Thunder Stone, il sistema missilistico superficie-aria TY-90 e i missili aria-aria PL-5, PL-9 e PL-12 (SD-10). PL-5 e PL-9 sono stati esportati in Myanmar, Iran, Corea democratica, Sudan, Venezuela e Zimbabwe. Il Pakistan avrebbe ordinato il PL-12. I dati sulla società sono pochi. Secondo un opuscolo del LOEC distribuito al Zhuhai Air Show del 2006, la società “possiede tre impianti di assemblaggio di prodotti ottici, meccanici ed elettronici integrati, un istituto di ricerca per dispositivi optoelettronici, tredici laboratori e impiega 1978 dipendenti di cui 528 ingegneri e tecnici“. L’immagine del finto F-117 del LOEC segue la notizia secondo cui la Cina ha sviluppato il suo primo caccia stealth, il J-20. Le foto del nuovo caccia sono state pubblicate a dicembre, seguite da un volo di prova all’inizio di questo mese. Un funzionario della difesa di Taiwan ha detto che la Cina sviluppa un nuovo missile aria-aria, il PL-21, progettato specificamente per gli aerei stealth. Spinto da un ramjet e un sistema di propulsione a razzo solido, il PL-21 avrà un raggio di 100 chilometri. La Cina si procura anche sistemi di difesa aerea dalla Russia e dall’Ucraina, per compensare le lacune indigene, tra cui il sistema missilistico mobile superficie-aria russo S-300PMU2 e il sistema di rilevazione radar ucraino Kolchuga, ha detto Richard Fisher vicepresidente del Centro di strategia e valutazione internazionale di Washington. L’acquisizione cinese dei sistemi missilistici di difesa aerea S-300 è iniziata nei primi anni ’90, secondo un funzionario della difesa di Taiwan. Con la versione PMU2, la Cina può coprire Taiwan nord-occidentale dalle basi nella provincia di Fujian, ha detto.

article-0-0018C28200000258-883_634x422Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il bombardiere futuro allo studio in Cina e Russia

Richard Fisher Jr., Bill Sweetman e Maksim Pjadushkin, Aviation Week & Space Technology, 18 settembre 2014 – Strategy Center3aa7dd2c_resizedScaled_659to433Mentre l’US Air Force persegue lo sviluppo del progetto di bombardiere a lungo raggio, cercando di lanciarne lo sviluppo su larga scala il prossimo anno, anche Russia e Cina procedono sui piani di un bombardiere. Nel caso della Russia, il PAK-DA (PerspektivniJ AvjatsjonniJ Kompleks dal’nej Aviatsij, Futuro sistema aereo a lungo raggio) è il primo nuovo bombardiere allo studio dal Tupolev Tu-160 nel 1977, mentre il futuro nuovo sistema della Cina dovrebbe essere il primo bombardiere nazionale.
Il PAK-DA è allo studio dell’unità Tupolev della United Aircraft Corp. (UAC) responsabile di quasi tutti i bombardieri a lungo raggio della Russia dalla fine della seconda guerra mondiale. La decisione di perseguire lo sviluppo del nuovo bombardiere fu presa nel 2007 quando l’esercito russo iniziò a definire gli aggiornamenti dell’esistente forza bombardieri, colmando il divario finché il nuovo velivolo sarà pronto, oltre all’analisi di configurazioni e approcci alternativi. Su decine di potenziali candidati, anche dalle tecnologie supersonica e ipersonica, quattro finalisti sono emersi, e il progetto preferito è un tuttala subsonico o velivolo corpo-ala fusi dalla capacità furtiva presentati nei primi mesi del 2012, probabilmente è il primo aereo russo progettato con tale aspetto, ampiamente furtivo, caratteristica fondamentale introdotta dal B-2 quando entrò in servizio nel 1997. Alla fine dell’anno scorso sarebbe stata presa la decisione di costruire il PAK-DA, avviando i lavori nel 2014 presso l’UAC che s’è aggiudicato il contratto di progettazione e integrazione del PAK-DA, e il bombardiere dovrebbe compiere il primo volo nel 2019, con assemblaggio finale presso lo stabilimento Kazan dell’UAC. Si prevede di completare le prove di accettazione nel 2023 e l’entrata in servizio nel 2023-25, secondo i rapporti russi più affidabili. All’inizio di quest’anno, l’unità JSC Kuznetsov dell’United Engine Corp., che ha propulso la maggior parte dei bombardieri Tupolev, è stata scelta per sviluppare il motore del PAK-DA, basato sul turbofan NK-32 del Tu-160. Oltre a ciò, poco è noto del PAK-DA. Tuttavia, è possibile fare alcune ipotesi plausibili sul programma, in base a dimensioni e forma della forza bombardieri russa e le probabili missioni del nuovo velivolo.
L’attuale forza bombardieri a lungo raggio comprende uno squadrone con Tu-160 (una forza totale di 13 velivoli), 63 subsonici Tu-95MS costruiti nei primi anni ’80 come vettori per missili da crociera (31 nella versione MS16 con piloni subalari e 32 MS6 senza), e un numero sempre più ristretto di Tu-22M3, la maggior parte originariamente costruita per attaccare le portaerei degli Stati Uniti e i loro gruppi di sostegno. La forza di Tu-22M3 assegnata alle missioni di teatro viene sostituita dal più piccolo e più versatile Sukhoj Su-34. Il ministero della Difesa russo ha annunciato, all’inizio del 2012, che i Tu-160 saranno modernizzati nel 2020 e ridesignati Tu-160M. Ciò a seguito della decisione nel 2009 di aggiornare la flotta di Tu-95 con la denominazione Tu-95MSM. Entrambi i programmi di aggiornamento sono ampi, con nuovi radar della serie Leninets utilizzati dal Su-34 e miglioramenti per guerra elettronica, schermi e processori che attualmente utilizzano tecnologia degli anni ’80. Il Tu-160M sarebbe pronto per le prove di accettazione dalla fine del 2013. Gli aggiornamenti includono anche l’estensione della vita, riguardanti un nuovo motore dalle rinnovate capacità, motori NK-32 di nuova produzione per il Tu-160 e la progettazione di un più e affidabile e longevo motore. Nel 2010 il governo russo annunciava investimenti per oltre 8 miliardi di rubli (220 milioni dollari) per questo programma fino al 2020. Il lotto di pre-produzione dei nuovi motori NK-32 dovrebbe essere pronto nel 2016. Questi aggiornamenti saranno alla base del motore del PAK-DA. Entrambi i bombardieri sono armati con missili da crociera a lungo raggio aerolanciati (ALCM). La Russia segue anche due importanti progetti di ALCM dai primi anni 2000 della divisione Raduga della Tactical Missiles Corp. Il Kh-555 è un ALCM convenzionale prodotto modificando i Kh-55 nucleari degli anni ’80 con un sistema di guida combinato inerziale, radar di corrispondenza mappatura-terreno e sistema di guida ad infrarossi. La stessa compagnia ora ha in piena produzione il nuovo e più grande Kh-101/102 (versioni convenzionale e nucleare). Il Tu-160 può trasportarne 12 internamente e il Tu-95MS otto su quattro piloni subalari. È il più grande ALCM in uso, con il peso al lancio di 2600 Kg. Originariamente progettato come missile a raggio ultra-lungo con motore prop-fan, ora ha un turbofan retrattile simile al Kh-55. L’attuale arsenale di missili da crociera a lunga gittata ammonta a 850 armi.
russian-stealth-1 Tali ampi lavori di aggiornamento indicano che i bombardieri dovranno operare per almeno 5-10 anni dopo che il PAK-DA sarà entrato in servizio, con il nuovo aereo presumibilmente assegnato al ruolo di bombardiere d’interdizione. L’annuncio che il motore del nuovo bombardiere si basi sul NK-32, insieme al fatto che i bombardieri russi tradizionalmente fanno poco affidamento sul rifornimento in volo rispetto all’US Air Force, indica un grande velivolo. L’NK-32 è un motore a tre assi a basso rapporto di diluizione che produce una spinta a regime di 16000 kg e 27000 kg con postcombustione. La variante allo studio del PAK-DA avrà un motore senza postcombustione, possibilmente con un leggero aumento del rapporto di diluizione. I quattro motori indicherebbero un peso massimo di 200 tonnellate, più grande del B-2 (e probabilmente molto più grande del LRS-B) corrispondente ad un carico bellico e un’autonomia maggiori.
Nel frattempo, la Cina starebbe lavorando ad un nuovo bombardiere. Si è tentati di sottovalutare le ambizioni della Cina nel costruire un aereo d’attacco strategico globale dato che l’Aeronautica dell’Esercito di Liberazione Popolare (PLAAF) e l’Aeronautica navale (PLAN-AF) sembrano accontentarsi di versioni aggiornate del sovietico Tupolev Tu- 16. Questo bombardiere compì il primo volo nel 1952, e in Cina dal 1959 viene costruito dalla Xian Aircraft Corp. (XAC) come Hong-6 (Bombardiere-6, H-6). Tuttavia, ha continuato l’aggiornamento e la produzione dell’H-6 dimostrando che la Cina conserva interesse su una forza aerea a lungo raggio. Il governo cinese e l’Esercito di Liberazione Popolare (PLA) non dicono praticamente nulla delle loro ambizioni sui bombardieri, ma la serie di “dati grigi” e una recente rivelazione indicano che probabilmente la Cina sviluppi un nuovo bombardiere. Lo scorso aprile una fonte di un governo asiatico ha rivelato di ritenere che la prossima generazione di bombardieri cinesi, denominata H-20, comparirà nel 2025. Tale tempistica sull’H-20 sarebbe coerente con l’evoluzione degli obiettivi strategici cinesi. Un nuovo bombardiere estenderebbe la capacità della Cina di negare accesso strategico agli Stati Uniti ben oltre la “prima catena di isole” dal Giappone a Taiwan e al nord delle Filippine, comprendente i mari della Cina del nord e del sud. In secondo luogo, questo aereo sosterrà le ambizioni della leadership cinese di proiezione di potenza militare. Tale piattaforma consentirà alla forza aerea cinese d’integrare la forza globale delle portaerei e la capacità di proiezione anfibia della marina militare nazionale. La nuova generazione di bombardieri cinesi, secondo voci da fonti informali, sarebbe allo studio dalla metà degli anni ’90. La determinazione cinese a procedere è stata probabilmente rafforzata dall’uso del Northrop Grumman B-2 nel bombardamento dell’ambasciata cinese a Belgrado, il 7 maggio 1999. Non è chiaro quanti dati relativi al B-2 la Cina possa trarre dall’ingegnere della Northrop Grumman Noshir Gowadia che nei suoi 18 anni di lavoro nella società è stato uno dei principali progettisti del sistema di propulsione del B-2 a bassa osservabilità. Nel gennaio 2011 fu condannato a 32 anni per divulgazioni di segreti militari alla Cina.
La Xian Aircraft Corp. (XAC), principale grande produttore di aeromobili militari del PLA, è probabilmente il contraente principale del nuovo bombardiere. Come i bombardieri di nuova generazione di Russia e Stati Uniti, l’H-20 dovrebbe utilizzare una configurazione “ala volante” furtiva subsonica. Indicazioni interessanti ma non ufficiali sono forniti da accademici del PLA. Resoconti dai media cinesi dell’ottobre 2013, indicavano che il Colonnello Wu Guohui della PLAAF, professore associato presso la National Defense University, affermasse che i bombardieri stealth avevano ricevuto “rinnovata attenzione nazionale” e che “in passato la Cina era debole in materia di bombardieri, ma in futuro svilupperà aerei d’attacco a lungo raggio”. Il professore associato Fu Guangwen della National Defense University notava in un’intervista nel dicembre 2013 che lo sviluppo del bombardiere cinese affronta diversi ostacoli, tra cui la sfida a sviluppare motori e materiali efficienti. Ma poi osservava che il futuro bombardiere cinese dovrebbe coprire gli obiettivi tra seconda catena delle isole, Guam, Mar Cinese Meridionale e India; essere furtivo per migliorare la capacità di penetrazione; poter condurre un “confronto informatico” o una guerra informatica/elettronica; e avere capacità di attacco convenzionale e nucleare. Un articolo su Sina.com del gennaio 2014 citava una pubblicazione della Aviation Industry Corp. cinese che affermava che la progettazione del futuro bombardiere stealth cinese era iniziata nel 2008. La relazione osservava anche che questo velivolo era probabilmente un ala volante che avrebbe avuto l’autonomia per colpire le coste occidentali degli Stati Uniti. Anche se rientra nella categoria dei “dati ambigui grigi”, nei primi mesi del 2013 un’immagine di un giornale d’ingegneria universitaria cinese mostrava il possibile aspetto del velivolo, molto simile al B-2. Nei primi mesi del 2014 un’altra immagine cinese indicava due aeromodelli con ala a pipistrello, dei possibili modelli radiocomandati per test. Non ci sono altre informazioni che colleghino tali modelli ai programmi in corso, ma è confermato che la Cina prevede formalmente dei modelli degli aerei militari futuri, mentre le immagini dei modelli trapelate sono spesso rivolte al pubblico interno ed estero. I modelli successivi potrebbero anche rappresentare nuovi velivoli da combattimento senza pilota (UCAV) a lungo raggio, evidenziando anche la possibilità per la Cina di sviluppare velivoli d’attacco senza pilota a lungo raggio. Con qualche fanfara mediatica cinese, il velivolo UCAV con ala a freccia Lijian (Spada temprata), prodotto in collaborazione dalle imprese Shenyang e Hongdu, volava il 20 novembre 2013. Simile per dimensioni e forma al Boeing X-45C, vi sono indicazioni che il Lijian sia alla base di un UAV/UCAV dalla maggiore apertura alare di Shenyang/Hongdu, come suggeriscono alcune fonti cinesi. È concepibile che Xian possa eventualmente sviluppare una versione senza equipaggio dell’H-20, soprattutto se Russia e Stati Uniti sviluppano così i loro nuovi bombardieri. Il possibile interesse cinese a un nuovo bombardiere supersonico regionale fu segnalato nel maggio 2013 con la comparsa del modello di nuovo bombardiere a bassa osservabilità bimotore, assieme al modello del noto Lijian. Con una lunghezza stimata di 25-30 metri, il bombardiere si avvicina per dimensioni al Convair B-58 della fine degli anni ’50 (il più grande bombardiere supersonico occidentale ad entrare in servizio). Tuttavia, le informazioni disponibili non confermano se si tratta di un programma attivo, del perdente di un concorso o di un semplice concetto.
Img378692808 Anche se il PAK-DA è apertamente un sistema di deterrenza strategica rivolto contro obiettivi USA, è difficile che qualsiasi nuovo bombardiere cinese sia destinato a un ruolo simile. Tuttavia, una piattaforma a lungo raggio e con grande carico di missili sarebbe una potente risorsa regionale, minacciando le basi terrestri e le forze navali avversarie, in particolare in combinazione con i cacciabombardieri aerei supersonici stealth J-20. Il PLA continua a sviluppare nuove versioni dell’H-6 e ad aggiornare i modelli più vecchi con nuove armi. Probabilmente stimolato nei primi anni ’90 dal rifiuto russo di vendere il Tupolev Tu-22M3 (anche se le richieste furono definitivamente abbandonate nel 2003-04), il PLA ha deciso di sviluppare una versione radicalmente aggiornata dell’H-6. L’H-6K è equipaggiato con il turbofan russo da 13000 kg di spinta UEC-Saturn D-30KP-2, circa il 30% più potente dei turboreattori degli anni ’50 delle versioni precedenti, e più efficiente con un rapporto di diluizione superiore (2.24:1) rispetto al JT8D-200. Ciò aumenta il raggio di combattimento a 3500 km. Apparso all’inizio del 2006, l’H-6K ha sostituito il vecchio muso vetrato con un grande radome e un sensore di puntamento elettro-ottico. Il velivolo ha una moderna cabina di vetro e sei piloni subalari per trasportare i nuovi missili da crociera da 1500-2000 km di gittata CJ-10/KD-20. Questa versione probabilmente può utilizzare la grande varietà di bombe di precisione prodotte da quattro aziende cinesi. La Cina ha anche aggiornato i vecchi H-6. La forza aerea di tre reggimenti di H-6G potrebbe presto essere armata con il nuovo missile antinave supersonico propulso da un ramjet YJ-12 dalla gittata di 400 km. I vecchi H-6M della PLAAF vengono aggiornati per trasportare due missili da crociera CJ-10/KD-20. La fonte del governo asiatico già citata rileva che il PLA possiede 130 H-6 nel 2014, ma questo numero potrebbe crescere a 180 entro il 2020, indicando una prolungata produzione dell’H-6K, attualmente in servizio in due reggimenti della PLAAF.
Il futuro bombardiere strategico a lungo raggio del PLA è legato anche allo sviluppo di efficienti aerocisterne. A marzo-aprile la PLAAF ha aumentato modestamente le piattaforme di rifornimento con l’acquisizione di tre Iljushin Il-76MD convertiti in aerocisterne Il-78 in Ucraina. Ognuno ha tre sistemi di rifornimento a tubo e imbuto russi UPAZ, considerando che la flotta precedente di circa 24 aerocisterne H-6U trasportano assai meno carburante ed hanno solo due unità tubo e imbuto RDC-1, derivati dal sistema inglese della Flight Refueling Ltd. (ora Cobham) FRL Mk 32 acquisito a metà anni ’80. Le piattaforme di aerocisterne future potrebbero includere la conversione dei cargo pesanti Xian Y-20, dell’aereo di linea Comac C919 o una variante del futuro widebody oggetto della collaborazione russo-cinese. Ma per rendere le future aerocisterne più efficienti e compatibili con velivoli più grandi, la Cina può anche valutare sistemi di rifornimento in volo rigido dalla velocità di trasferimento più elevata. In un articolo su una conferenza nel 2013, tre ingegneri della Scuola di Elettronica e Informazione del Politecnico del Nord-Ovest proposero l’utilizzo del sistema di navigazione satellitare cinese Beidou combinato a sistemi ottici per creare un sistema di controllo automatizzato applicabile ai sistemi di rifornimento aereo.

PLAAF_Xian_HY-6_Li_PangTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La crisi ucraina vista dalla Cina

Valentin Vasilescu Reseau International 19 marzo 2014

9highres_00000401419611Il progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, elaborato dagli Stati Uniti, sul referendum in Crimea è stato respinto con veto russo. La Cina, uno dei cinque membri permanenti non ha votato come la Russia, ma si è astenuta. La Crisi ucraina ha creato una frattura nel rapporto tra le due maggiori potenze mondiali? La cooperazione nella produzione della Difesa tra l’Ucraina e la Cina è forte e durevole. Nei primi anni dell’indipendenza, l’Ucraina ha venduto ai cinesi uno dei prototipi del Sukhoj Su-33, versione imbarcata del Su-27, e contribuito a copiarlo con il nome di J-15. Questo velivolo è già in servizio sulla portaerei cinese Varjag (classe Admiral Kuznetsov), acquistata dall’Ucraina nel 1998. Durante la progettazione del nuovo velivolo da trasporto pesante Y-20, i cinesi hanno anche beneficiato dell’esperienza della celebre società ucraina Antonov. Sappiamo che la marina cinese ha ordinato quattro hovercraft d’assalto anfibio classe Zubr, i primi due sono già stati costruiti in Ucraina e consegnati alla Cina. La costruzione degli altri due avverrà nei cantieri cinesi con parti ucraine e sotto la supervisione ucraina. L’hovercraft è il più grande al mondo ed è può sbarcare su una spiaggia tre carri armati, 10 veicoli APC, MLT o 500 fanti di marina.
L’astensione sulla Crimea permette flessibilità alla Cina. In primo luogo, garantisce che gli ucraini continuino a lavorare con essa, almeno sui progetti delle navi classe Zubr. D’altra parte, la Cina non si opporrebbe a una decisione degli Stati Uniti e dei suoi alleati europei d’intervenire militarmente a favore dell’Ucraina, o di armare gli ucraini con armi di nuova generazione, direttamente o con intermediari, come i ribelli islamici in Siria. Perché così la Cina ha mano libera per intervenire militarmente nel Sud-Est asiatico, citando il precedente ucraino. Le attrezzature militari acquistate dall’Ucraina sono di vitale importanza per la Cina, un Paese che alla fine di quest’anno sarà la prima economia mondiale e che cerca il pretesto opportuno per ridurre la leadership militare degli Stati Uniti nel Pacifico occidentale. Ciò può essere fatto solo rompendo il blocco imposto dagli Stati Uniti con i suoi alleati nella regione, assumendo così il controllo delle rotte marittime che permettano il libero accesso della Cina agli oceani Indiano e Pacifico. La direzione strategica principale per garantire l’accesso della Cina all’oceano Pacifico è il controllo delle rotte marittime nell’area tra l’arcipelago giapponese di Okinawa (Ryukyu) e Taiwan. Le isole Senkaku, sono situate tra Miyako Island e Taiwan, e sono costituite da otto isole appartenenti al Giappone, reclamate di recente in modo più aggressivo dalla Cina. I cinesi hanno ampliato la loro area di azione nel Mar Cinese Orientale, tra Giappone e Taiwan, sulle isole Senkaku (giapponesi) creando una zona di sorveglianza marittima e aerea con l’aiuto di 78 droni da media ed alta quota.
Con l’arcipelago Senkaku, tra gli obiettivi della Cina vi è anche Taiwan, alleato chiave degli Stati Uniti nella regione, abitata da cinesi e appartenente alla Cina fino alla seconda guerra mondiale.

Valentin Vasilescu, pilota ed ex-vicecomandante della base militare presso l’aeroporto di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest nel 1992

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Russia e Cina svilupperanno un bombardiere di nuova generazione

RUVR 10 marzo 2014
1982295Il contratto per la progettazione di un bombardiere supersonico strategico di nuova generazione (PAK-DA) tra il governo russo e la Tupolev è stato firmato nel 2013. Il bombardiere rientra nel programma di armamento dello Stato per gli anni 2016-2025, ha detto il direttore del dipartimento dell’aviazione presso il Ministero dell’Industria e del Commercio della Russia, Andrej Boginskij. La Russia dovrebbe cominciare ad acquisire questi aeromobili nei prossimi 10-11 anni, in coincidenza con il completamento di alcuni programmi statunitensi, tra cui il bombardiere pesante B-1B Lancer e il furtivo bombardiere strategico B-2 Spirit. Il nuovo velivolo russo dovrebbe somigliare al B-2 statunitense. Ma questa somiglianza sarà su un livello diverso: il B-2 ha una velocità subsonica e una grande furtività radar.
Durante la progettazione, la discussione si concentrerà sulle lezioni dai progetti statunitensi, e ciò  aiuterà a ridurre i rischi associati a tale progetto, avviatosi in ritardo. Tuttavia, questi rischi sono piuttosto elevati: il bombardiere strategico è un sistema estremamente complesso e costoso. Stati Uniti ed Unione Sovietica, su questi progetti, raccolsero scandali e fallimenti. La questione della razionalità della produzione in serie di questo velivolo apparve in diversi programmi dalla  progettazione complessa e tecnicamente rischiosa. L’obiettivo principale del moderno bombardiere strategico è essere una piattaforma per il lancio di missili da crociera a medio raggio. Questi missili vengono utilizzati senza entrare nella zona della difesa aerea del nemico. I nuovi missili da crociera russi Kh-101 hanno un raggio d’azione di 5500 km. Per i lanciatori di questi missili, la loro gittata è importante quanto l’efficace resistenza al tiro, avanzate attrezzature per la navigazione e un carico utile notevole.
Alcuni aeromobili progettati in Russia hanno già queste caratteristiche tecniche, soprattutto nel caso dell’aeromobile Tu-95MS, costruito negli anni 80 e che può ancora essere utilizzato per decenni senza essere modernizzato. La Russia, probabilmente in considerazione della costruzione del bombardiere a grande raggio d’azione, potrà intervenire nei conflitti locali in diversi scenari. Un tale velivolo potrebbe in particolare prendere di mira siti protetti con potenti bombe guidate o obiettivi in movimento, come le navi. Un lavoro analogo di progettazione di bombardiere a lungo raggio stealth di nuova generazione, viene condotto in Cina. Se la Russia può utilizzare ancora i suoi aerei Tu-95 e Tu-160, la Cina non ha questa possibilità. Il suo ultimo bombardiere H-6K non può attaccare gli Stati Uniti e non può essere rifornito in volo. In passato, Russia e Cina discussero la possibilità di cedere alla RPC bombardieri Tu-22M3, ma i due Paesi non concordarono i dettagli del contratto. Russia e Cina lavorano su progetti simili e molto costosi, cooperazione e coordinamento degli sforzi di entrambe le parti potrebbero contribuire ad eliminare alcune lacune. La stretta collaborazione nella creazione di un così importante sistema d’arma come un bombardiere strategico, potrebbe contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, risparmiando notevoli risorse.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un nuovo MiG a decollo e atterraggio verticali?

Valentin Vasilescu, Réseau International, 21 ottobre 2013

MIGIl 15 agosto 2013, il quotidiano russo Kommersant ha riferito che il Ministero della Difesa ha rinviato al 2016 l’acquisto di 37 MiG-35D, già ordinati. Le fonti hanno rivelato i piani per accelerare il progetto segreto di un velivolo a decollo e atterraggio verticali (VSTOL) di 5.ta generazione, a cui l’ufficio studio Mikojan sarebbe in fase avanzata. Il fatto è che l’esercito russo ha un bisogno prioritario di 450 velivoli a decollo e atterraggio verticale (VSTOL) di 5.ta generazione. Rispetto agli altri aerei da combattimento a decollo e atterraggio verticale, le piattaforme di decollo-atterraggio sono ridotte al minimo, consentendo, ad esempio, di aggiungere una componente del  supporto aereo costituita da uno squadrone di 12 MiG a decollo verticale di 5.ta generazione, dipendente dalle truppe di peacekeeping russe presenti in Transnistria e Ossezia del sud. La flotta russa nel Mar Nero (30.ma Divisione navi di superficie), in particolare l’11.ma Brigata composta da navi di grandi dimensioni costituita da un incrociatore lanciamissili, due cacciatorpediniere e due fregate lanciamissili, assieme alle navi d’assalto della 197.ma Brigata, composta da sette navi da sbarco. Dopo il 2017, quando rimarranno in Romania solo 12 F-16 invece dell’attuale squadrone elicotteri imbarcati, la 30.ma Divisione opererà uno squadrone composto da 16 velivoli multi-ruolo MiG a decollo e atterraggio verticale di quinta generazione. L’esercito russo ha previsto di stanziare 4-6 MiG a decollo e atterraggio verticale di quinta generazione in ogni stazione polare, nell’ambito del programma Arktika“.
Prima del crollo dell’Unione Sovietica, i sovietici avevano quattro portaerei leggere dal  dislocamento di 45.000 tonnellate e due portaerei classe Admiral Kuznetsov dal dislocamento di 61.000 t, con a bordo velivoli ad atterraggio verticale Jak-36M/Jak-38. Invece dei velivoli subsonici Jak-38, tutte le sei portaerei furono adattate al nuovo aereo supersonico Jak-141, il cui prototipo aveva iniziato i test di volo nel 1989. Il crollo dell’Unione Sovietica aveva impedito l’adozione del velivolo, cinque delle sei portaerei furono radiate, vendute o demolite. La soluzione scelta dal produttore russo dello Jak-141 fu quella con il motore R-79V-300 dalla spinta di 11.000 kg/s, regolabile fino a 95 gradi verso il basso, supportato da due equilibratori verticali e da due motori da trazione situati al centro della fusoliera, appena dietro il centro di gravità. I motori verticali RD-41, che sviluppavano ciascuno 4.100 kg/s, venivano utilizzati solo per decollo, atterraggio e per librarsi su un punto fisso. Lo Jak-141 ha un peso massimo al decollo di 19500 kg, raggiunge una velocità di 1800 km/h, una tangenza di 15500 m ed un raggio d’azione di 3000 km. Weekend Warships 2 - Yakovlev Yak-141Nel 1991, dopo la sua presentazione al Farnborough International, la società statunitense Lockheed-Martin aveva iniziato a collaborare con il costruttore Jakovlev per “modernizzare lo Jak-141 agli standard europei.” Lockheed-Martin promise 385-400 milioni di dollari di finanziamenti per ridisegnare lo Jak-141M con un peso al decollo massimo di 21500 kg e per utilizzare l’avionica più avanzata. Si noti che in quel momento la Lockheed-Martin non aveva alcuna esperienza nella progettazione di aeromobili a decollo e atterraggio verticale (VTOL). Negli Stati Uniti solo il costruttore McDonnell-Douglas aveva questi mezzi (nel frattempo assorbito dalla Boeing), e aveva ottenuto la licenza degli Harrier dall’azienda inglese Hawker Siddeley, ottenendo l’AV-8B Harrier II.  Nel 1994, dopo aver assimilato tutta la tecnologia dello Jak-141, la Lockheed dimenticò ciò che aveva promesso e cessò la collaborazione con il costruttore Jakovlev. Inoltre, due anni dopo, la Lockheed entrò in competizione per il Joint Strike Fighter, con il prototipo X-35 (che oltre alla sua somiglianza con lo Jak-141 dispone di un meccanismo per la rotazione degli ugelli al 100% russo).  Il 26 ottobre 2001, l’X-35 batteva il rivale X-32, progettato da Boeing, diventando l’F-35B Lightning II di oggi. Diversamente dal nuovo progetto Mikojan, l’F-35 degli USA continua ad avere problemi nel rateo di velocità tra Mach 0,8 e 1,2, dove a causa della grande sezione del velivolo, la resistenza aerodinamica raggiunge livelli pericolosi.
Nella progettazione del nuovo MiG, che non ha nulla in comune con l’F-35, sembra che vi sia stato il contributo dei colleghi della Sukhoj (che hanno ideato gli aerei di 5.ta generazione Su T-50 PAK-FA) per il rivestimento stealth del velivolo. La soluzione per i decollo e atterraggio verticale è della squadra guidata da Vadim Borisovich Abadin, capo-costruttore dell’OKB Jakovlev, che ha lavorato alla fase iniziale del progetto dello Jak-141. Avionica, cabina e molte altre unità del nuovo MiG a decollo e atterraggio verticali sono condivisi con i MiG-29K/KUB (MiG-35D), Su-35BM e Su-T-50 PAK-FA. La Mikojan ha un mercato per almeno 400 di questi velivoli, in particolare presso i BRICS (Brasile, India e soprattutto Cina) che hanno già portaerei leggere e la capacità tecnica e finanziaria di convertirle facilmente in portaerei convenzionali. Anche se l’aerodinamica dei MiG di nuova generazione e dei Su T-50 PAK-FA (che dovrebbero essere adottati nel 2016) è superiore a quella dell’F-35, il prezzo dei due velivoli è stimato a 100 milioni di dollari, rispetto ai 291 milioni  per l’F-35B.

6396Valentin Vasilescu, pilota ed ex-Vicecomandante delle base di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest, nel 1992.

Pechino acquista i Su-35 per la capacità di lanciare missili all’indietro
Want China Times 20/10/2013

179761La Cina ha deciso di acquistare i caccia Su-35 dalla Russia perché sono in grado di lanciare missili verso l’indietro, secondo il Colonnello Wu Guohui, professore associato alla National Defense University di Pechino.
I missili russi R-73M2 e R-74ME, quello statunitense AIM-9X e quello cinese PL-10 possono tutti  essere lanciati contro aerei nemici che si trovano al tergo del velivolo che li lancia, secondo il Quotidiano del Popolo. Il missile ha un “cono” sopra il motore a razzo e pinne modificate per evitare problemi di instabilità mentre vola brevemente all’indietro dopo il lancio. La nascita dei missili lanciati all’indietro ha cambiato il concetto di guerra aerea, secondo Wu. Nei normali combattimento aria-aria, un caccia deve abbattere il nemico di coda. Con missili lanciati all’indietro e il sistema retrovisore di visualizzazione montato sul casco, i piloti da caccia in futuro potranno attaccare il loro obiettivo dritto sulla parte anteriore.
La Cina non ha ancora un proprio caccia in grado di lanciare missile all’indietro durante i combattimenti. I Su-35 saranno adottati dalla PLA Air Force per aiutare i piloti e l’industria aeronautica a prendere confidenza con la nuova modalità di combattimento. In futuro, la Cina potrà apportare le proprie modifiche al modello del Su-35.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un’arma misteriosa terrorizza gli ammiragli statunitensi

Da qualche parte là fuori, qualcuno ha costruito qualcosa per cui l’US Navy è andata assolutamente fuori di testa
Robert Beckhusen War is Boring, 12 luglio 2013

YJ62Gli Stati Uniti hanno la più grande e cattiva marina del mondo. Ma una nuova e pericolosa arma misteriosa spaventa gli ammiragli statunitensi. Ciò secondo la recente approvazione di una spesa  massima di 65 milioni di dollari in tre anni tra il Naval Research Laboratory e l’azienda della difesa ITT Exelis. I fondi, secondo un documento dell’US Navy, sono destinati a 24 sistemi di guerra elettronica da imbarcare sulle navi militari degli USA che navigano nei pressi delle acque cinesi. Il motivo? Ciò è “necessario per contrastare un pericolo immediato alle operazioni della flotta navale”, ha dichiarato l’US Navy. Il comando operazioni vuole che le nuove difese siano attive dal marzo 2014. L’allerta urgente, apparso per primo su Military & Aerospace Electronics, è un avvertimento insolitamente forte per la flotta più potente del pianeta. Ufficiali dell’US Navy hanno detto alla rivista del pericolo posto da una “minaccia scoperta di recente” che ha spinto il comandante dell‘US Pacific Fleet, Ammiraglio Cecil Haney, ad accelerare il programma. L’US Navy non parla di ciò che la minaccia, quale Paese l’abbia sviluppata o quando sia stata scoperta dagli statunitensi. Richieste di commenti all’US Navy non hanno avuto risposta. Ma è possibile fare supposizioni. Come osserva la rivista di settore, “i sistemi di guerra elettronici imbarcati in genere sono progettati per rilevare e ingannare i radar delle minacce nemiche. In particolare, l’elettronica dei radar delle navi lanciamissili“. Ed è ragionevolmente sicuro supporre se si tratti di un nuovo missile, cinese.

Come affondare una nave statunitense
Per essere chiari, nessuno al di fuori dell’US Navy sa di certo cosa abbia così sorpreso il comando operazioni. Fino a quando l’US Navy non rivela esattamente ciò che la minaccia, si potrà solo indovinare. Oltre alla Cina, gli altri giocatori in questo scenario sono, naturalmente, la Russia, l’Iran e la Corea democratica. “Numerose possibilità che esploda assai rapidamente, si potrebbe costruire partendo da una tecnologia di matrice russa, cinese, iraniana e nordcoreana, e poi guardare i progetti originali ottimizzandoli e migliorandoli, o avere dei progetti del tutto nuovi“, dice a War is Boring Carlo Kopp, analista del think tank Air Power Australia. “Uno o tutti questi potrebbero costringere a un rapido aggiornamento.” “Non ci sono state altre rivelazioni su nuovi missili russi o cinesi, ma se  per esempio sono aggiornati e migliorati con nuova tecnologia dei missili già esistenti, ciò potrebbe non apparire sui media per settimane, mesi o anni“, dice Kopp. “Un cambiamento di questo tipo potrebbe costringere a un rapido dispiegamento di un nuovi jammer“, continua. “Questo è accaduto spesso durante la guerra fredda, quando scoprimmo quei sistemi che i sovietici ci nascondevano. Così c’era una folle corsa per recuperare.
La velocità del nuovo programma di guerra elettronica e il suo dichiarato pretesto, potrebbero essere letti come segnali di allarme che l’US Navy resta indietro rispetto alle marine sue rivali. La Cina, per esempio, ha investito molto in ogni tipo di ordigni progettati per affondare le navi da guerra statunitensi nell’oceano. L’US Navy è sempre più sulla difensiva, le proprie armi non sono in grado di impedire ad aerei, navi e sottomarini di Pechino di avvicinarsi abbastanza per sparare missili contro le navi statunitensi. Un missile cinese lanciato verso una nave statunitense potrebbe volare a pelo d’acqua con un profilo basso, puntando sul suo obiettivo usando sensori multi-modali, come gli infrarossi e il radar. Ciò significa che il missile è molto difficile da individuare e fermare. Usando un jammer, l’AN/SLQ-32 è il modello principale dell’US Navy, una nave da guerra potrebbe  disturbare elettronicamente un missile in volo abbastanza per interromperne la fase di guida terminale, quando il missile è a solo pochi secondi di distanza dal bersaglio. Ma qualcosa è andato terribilmente storto se un missile nemico arriva così vicino. E’ per questo che l’US Navy tradizionalmente pone maggiore accento sulla distruzione del vettore di lancio. E’ meglio, secondo logica, rilevare e distruggere aerei, sottomarini o navi di superficie nemici prima che abbiano mai la possibilità di lanciare un missile. Una grande nave rumorosa è più facile da rilevare, ed e molto più facile da distruggere, di un missile che si può vedere solo per pochi secondi, se non lo si vede del tutto. Ma se gli Stati Uniti non possono nemmeno fare questo?

Ecco che arrivano i missili cinesi
La causa: nella corsa missilistica in corso nel Pacifico, solo la Cina potrebbe essere vincente. La più muscolosa di queste nuove armi cinesi è il missile balistico antinave DF-21D, che ha una gittata di oltre 3000 km. Se in una qualche futura guerra uno di questi missili venisse lanciato contro una nave da guerra degli Stati Uniti, non potrebbe esserci alcuna difesa contro di esso. La Cina sviluppa anche una versione navalizzata del missile da crociera aria-superficie DH-10, che può percorrere quasi 2.500 chilometri e colpire bersagli terrestri quali le basi statunitensi di Guam e Okinawa. Gran parte dell’arsenale di missili da crociera antinave della Cina è obsoleto, pieno di vecchi missili da crociera importati come Styx, Silkworm e Saccade. Il più potente missile antinave di Pechino è di fabbricazione straniera, il russo SS-N-22 Sunburn, un terrificante distruttore da Mach-3. Pechino ha anche un nuovo missile a corto raggio di produzione locale chiamato C-701 o YJ-62, più o meno equivalente al pilastro missilistico degli Stati Uniti, l’Harpoon. C’è una versione per navi di superficie del YJ-62, con un raggio operativo di circa 400 km, maggiore rispetto a quello dell’Harpoon standard, che è di 120 km. A parità di condizioni, in un testa a testa, un cacciatorpediniere cinese potrebbe sparare il primo colpo contro una nave degli Stati Uniti. E in Cina è in corso anche una grande spinta per costruire missili antinave nuovi e migliori. Pechino avrebbe incrementato l’impiego di speciali navi per test dotate di nuovi sensori che potrebbero essere comunicazioni satellitari o sistemi di controllo del tiro, o qualcosa di completamente diverso.
Tutta questa attività sull’altro lato del Pacifico ha messo gli USA in allarme. “Non siamo troppo sorpresi se l’US Navy si affretta in nuovi rischieramenti, essendo [gli statunitensi] cronicamente arretrati negli aggiornamenti del parco dei sistema EW di tutte e tre le armi, a causa dei finanziamenti deviati nella guerra globale al terrorismo, o qualunque scusa si adotti in questi giorni“, dice Kopp. L’US Navy ha da tempo intuito che sta passando dall’approccio offensivo a quello difensivo. Nel 2011, l’US Navy e la Defense Advanced Research Projects Agency, l’agenzia di ricerca aerospaziale del Pentagono, hanno consegnato 218 milioni dollari alla Lockheed-Martin per sviluppare un nuovo missile antinave a lungo raggio, o LRASM. La gittata precisa è sconosciuta e il missile non entrerà in servizio per altri due anni, al più presto. Certo, questo potrebbe non essere sufficiente per affrontare qualsiasi altra cosa rappresenti una minaccia alle navi statunitensi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il missile balistico anti-nave cinese e la cattura del drone RQ-170 Sentinel

AviationIntel 26 gennaio 2012

Dong Feng 21D missiles
Il misterioso programma dei missili balistici antinave della Cina Dongfeng-21D, presumibilmente è in grado di colpire portaerei e le loro navi di scorta statunitensi fino a circa 4.000 km. Il DF-21D utilizza il concetto balistico inviando il suo carico mortale a grande gittata e con un veicolo manovrabile di rientro nella fase terminale di attacco. Se ne è comprovata l’operatività, il DF-21D ha il potenziale di interdire i gruppi di portaerei degli Stati Uniti, negandogli totalmente l’accesso strategicamente imperativo nel Mar Cinese Meridionale. Questo sistema d’arma potenzialmente rivoluzionario, è descritto nel seguente articolo di The Diplomat.
La grande domanda è quanto sia realmente efficace questo sistema d’arma “killer di portaerei”? È un mortale missile strategico anti-portaerei verso cui gli Stati Uniti hanno scarsa difesa, o è solo un sogno, solo un’altra parte della partita strategica giocata dalla Cina contro gli Stati Uniti? E’ molto difficile cercare di stimare l’affidabilità reale e provata del missile “stando fuori a guardare”; ma possiamo dare un’occhiata all’altro meno glamour ma altrettanto importante pezzo di questo sistema missilistico balistico anti-nave, nella capacità della Cina di colpire con precisione i Gruppi di portaerei statunitensi oltre l’orizzonte, per valutare la validità di un tale concetto di così vasta portata. Inoltre, i recenti avvenimenti che riguardano la fuga della tecnologia di avanguardia statunitense degli Unmanned Aerial Vehicles, può aiutarci a meglio prevedere esattamente quanto realisticamente possa diventare efficace il sistema d’arma. Inizialmente il rilevamento dei Gruppi di portaerei statunitensi può essere fatto utilizzando una varietà di metodi, come un avanzato radar ‘oltre l’orizzonte’ (che la Cina sta sviluppando attivamente), il tradizionale velivolo da pattugliamento marittimo, pattugliamenti di sottomarini, navi di sorveglianza e da combattimento di superficie, sorveglianza satellitare e forse dai più efficienti e resistenti Unmanned Aerial Vehicles (UAV).
Per aumentare la possibilità di trovare ciò che equivale ad un ago in un pagliaio, un velivolo da pattugliamento marittimo utilizzerebbe il radar per rilevare inizialmente una flottiglia statunitense, mentre i satelliti potrebbero utilizzare gli infrarossi o i radar di sorveglianza ad apertura sintetica, e i sottomarini potrebbero utilizzare i sonar sia nel ruolo passivo che attivo. Inoltre, quasi tutte le piattaforme di cui sopra potrebbero teoricamente essere in grado di rilevare, inizialmente su un piano generale, un gruppo di battaglia, utilizzando sistemi di rilevamento elettronici (ESM), che potrebbero passivamente rilevare un gruppo di portaerei “ascoltandone” le emissioni elettroniche. In realtà esiste un cocktail iniziale di capacità di rilevamento dei bersagli, quando si tratta di localizzare le flotte statunitensi in navigazione nella vastità del Pacifico. Tuttavia, la capacità che sembra essere di grande interesse per i militari cinesi, così come in tutto il Mondo, è l’uso di un sistema di sorveglianza di ampie aree marittime (BAMS), impiegndo dei Unmanned Aerial Vehicles del tipo High Altitude Long Endurance (HALE). Qualcosa di simile allo statunitense RQ-4 Global Hawk, una piattaforma che con un radar ad apertura sintetica (SAR) ad alta risoluzione e capacità Moving Target Indicator (MTI), e con potenti sistemi elettro-ottici per seguire e condurre la scansione di fasce massicce del Pacifico, in cui navigano le navi da combattimento di superficie statunitensi. Inoltre, questo aereo, volando a oltre 20.000 metri, sarebbe in grado di controllare a grandi distanze le zone in cui si sospetta operi la flotta degli Stati Uniti, rendendolo un mezzo capace di sopravvivere al contrario dei prevedibili satelliti e dei meno efficienti aeromobili da pattugliamento marittimo con equipaggio, che sono più facili da distruggere durante una guerra.
La realtà è che la Cina ha costruito e fatto volare una cellula simile all’RQ-4 Global Hawk, così come una versione a getto analogo al Predator-B, altrimenti noto come MQ-9 Reaper statunitense, così come altre versioni di UAV più piccoli. Sembrerebbe che la progettazione e la produzione di cellule per la Cina non sia un problema, quanto utilizzare le funzionalità avanzate dei velivoli senza equipaggio. In realtà, sembrerebbe che sia il Global Hawk della Cina che l’UAV HALE simile al Predator-B, siano in realtà più avanzate aerodinamicamente rispetto ai loro equivalenti statunitensi. Questo può essere visto dall’impiego nell’UAV HALE cinese di un avanzata e sfalsata ala a forma romboidale, ottimizzata per l’efficienza aerodinamica ad alta quota, contrariamente alla semplice sottile ala diritta in stile U-2 del Global Hawk. Inoltre, un piccolo UAV, simile al ben noto MQ-9, viene testato attivamente dalla PLAAF. La principale differenza tra questo e il suo cugino statunitense, sembra essere l’utilizzo di un motore a reazione e di una cellula dalla resistenza aerodinamica inferiore, che pone l’aereo tra l’MQ-9 Reaper e il nuovo Predator-C a getto e furtivo, noto anche come Avenger, della General Atomics (creatrice dei velivoli della serie Predator), e questo per quanto riguarda la sola progettazione della cellula. Sono apparse delle foto di quello che sembra essere un UAV cinese molto simile, nella configurazione, al furtivo RQ-170 Sentinel e al relativo P-175 Polecat, anche se non ci sono informazioni interne di dominio pubblico in merito alla situazione dei test, o perfino delle vere dimensioni di questa macchina. Dove la Cina sembra avere carenze tecnologiche riguardo gli UAV, è nel campo delle trassmisioni dati avanzati, dei controlli di volo autonomi e, nel caso del concetto BAMS, di un potente radar di sorveglianza a bassa probabilità di intercettazione (LPI).
Cioè laddove il RQ-170 Sentinel, atterrato in modo morbido nel territorio iraniano, può rivelarsi estremamente utile per i cinesi. L’Iran ha già dichiarato che i russi e i cinesi hanno esaminato il drone, più di un mese prima, ma ci si può immaginare che ci sarà una vera e propria guerra delle offerte su chi, effettivamente, metterà le mani sul Sentinel per eseguire una ‘reverse engineering’. Visto che i cinesi sono davvero i migliori retro-ingegneri del Mondo ed hanno portafogli capienti, è quasi un dato certo che otterranno dati di prima mano, facendo tesoro di ciò che è nascosto all’interno della liscia carlinga a boomerang della “Bestia di Kandahar”. Indipendentemente da quanto sia invisibile ai radar il design dell’RQ-170, è ciò che vi è impacchettato all’interno che gli permette di realizzare delle missioni uniche e altamente stimolanti, e potrebbe essere proprio ciò di cui la Cina ha bisogno per produrre un suo UAV, attualmente, mentre sviluppa i giochi strategici per il Teatro del Pacifico, soprattutto se esso viene abbinato al nascente programma di missili balistici anti-nave. I data link furtivi dell’RQ-170 sono molto probabilmente i pezzi più avanzati in dotazione che permettono al velivolo di rischiare missioni clandestine altamente sensibili, essendo in grado di operare in modo semi-autonomo, mentre rinvia continuamente e in tempo reale informazioni ai controllori di terra, molto probabilmente in tutto il mondo, senza essere rilevato dalle postazioni nemiche in ascolto. Si tratta davvero di uno dei più grandi aspetti del Sentinel. Non vi può essere dubbio che come minimo, l’hardware che permette ciò, compreso ciò che si trova sotto le sue due “gobbe” per le telecomunicazioni, siano rimasti in gran parte intatti dopo la sua sfortunata caduta dietro le linee nemiche. Tale hardware sarà prezioso per gli ingegneri cinesi, che hanno un grande bisogno di integrare il data link LPI nel BAMS del loro HALE/UAV, al fine di consentirgli di rimanere inosservato mentre vola lontano da casa, permettendogli così di sopravvivere in un  conflitto.
Come abbiamo detto in passato, l’RQ-170 molto probabilmente utilizza la stessa architettura di controllo dell’RQ-4 Global Hawk, in particolare la sua avanzata stazione di terra costruita dalla Northrop Grumman. Poter comprendere da un lato questo collegamento circolare delle comunicazioni, senza dubbio aiuterà i cinesi a produrre l’interfaccia umano dall’altro lato. Eppure, per i cinesi, il pezzo più importante dell’hardware a bordo dell’RQ-170 caduto, molto probabilmente è il radar miniaturizzato ad apertura sintetica a bassa probabilità di intercettazione ed il suo avanzato indicatore di movimento dei bersagli. Un pezzo dell’equipaggiamento che può veramente permettere al DF-21D la distruzione di una portaerei. L’RQ-170 ha avuto dei lontani predecessori, come il Tacit Blue  e il Darkstar (molto di più si può leggere, riguardo all’oscuro albero genealogico del Sentinel, alla fine di questo articolo), che certamente sono stati costruiti per sfuggire ai radar di sorveglianza di o presso un territorio interdetto. Che cosa ha a che fare tutto ciò con il missile balistico antinave della Cina DF-21D? Molto in realtà. Se, infatti, l’RQ-170 sfoggia un così efficiente radar, come sembra essere dalle ultime foto ad alta risoluzione scattate mentre operava fuori dalla sua base a Kandahar, che si tratti di un avanzato radar a scansione elettronica attiva (AESA), o anche un più datato radar a scansione passiva dotato di funzionalità LPI, può solo far compiere un salto necessario alla Cina nella capacità d’intercettazione oltre l’orizzonte e di quasi invisibilità del suo programma dei missili balistici antinave DF-21D. Ciò che è più sorprendente, nella possibilità dei cinesi d’impadronirsi del drone RQ-170 perduto, non sono necessariamente i singoli sistemi di bordo, ma  il sistema di targeting in tempo reale e le capacità di collegamento dati che possiede e che potrebbero essere quasi direttamente adattati alla cellula dei loro droni HALE/BAMS. Un velivolo senza dubbio concepito per supportare il missile balistico anti-nave DF-21D in tempo reale, capace di restare in volo in modo continuo, con capacità avanzate di poter inseguire i movimenti degli obiettivi, e di cui hanno un così disperato bisogno per rendere efficace l’intero sistema. Quando si tratta di inseguire oggetti in movimento a grande distanza, l’alta qualità dei dati forniti su un bersaglio remoto è in grado di fornire la migliore possibilità che l’arma colpisca tale bersaglio, soprattutto se lanciato da migliaia di chilometri di distanza e centrandolo. Se la Cina ha infatti accesso ai sistemi di collegamento dati, di controllo del volo e ai sensori dell’RQ-170, non ci può essere alcun dubbio che la qualità dei dati sarà tale che la capacità dei loro UAV di raccogliere e trasmetterli farà un balzo in vanti di anni, se non di decenni.
Nel caso del DF-21D non è chiaro come il missile, volando a velocità ipersonica con testate indipendenti (un singolo missile DF-21D sarebbe in grado di trasportare più veicoli di rientro (MRV)) mentre punta verso le sue vittime marittime in movimento, possa in realtà individuare o agganciare gli obiettivi. Inizialmente, una sorgente di targeting, in questo caso un UAV di sorveglianza marittima a lungo raggio ad alta quota, ritrasmetterebbe le precise coordinate del bersaglio al centro comando e controllo, passando le coordinate a un sistema di lancio mobile terrestre, o possibilmente navale, di un DF-21D. Minuti dopo il lancio, mentre il missile è al suo apogeo e prima che la testata si separi, un aggiornamento dei dati in fase di volo può essere trasmesso dall’UAV collegandosi al missile tramite un satellite, per rendere più precisa la regolazione della fase finale del volo. Prima che la testata si separi, deve continuare a manovrare verso il suo obiettivo, cosa che equivale a colpire un francobollo che galleggia in uno dei Grandi Laghi. Un dispositivo di tracking terminale a bordo della testata, quindi entra in azione. Questo è il momento in cui le capacità reali del DF-21D diventano un mistero. Un attacco terminale guidato potrebbe essere realizzato utilizzando un sensore a infrarossi nel naso della testata o ‘veicolo di rientro’, che guiderebbe la fase finale dell’attacco. Avverrebbe così, dopo che le coordinate iniziali del target sono state inviate al momento del lancio e aggiornate, possibilmente, nel corso della fase di volo a “metà percorso” del missile. Il sistema di ricerca a infrarossi passivo di bordo, non essendo ad energia elettromagnetica, dovrebbe essere utilizzato per illuminare il bersaglio. Il sensore a infrarossi acquisirebbe l’area in cui la nave è più probabile che navighi, durante gli ultimi secondi di volo, nella speranza di bloccarsi sulla firma di calore della portaerei che manovra rapidamente. La portaerei statunitense cambierebbe rapidamente rotta e velocità, mentre i satelliti di allerta precoce per il rilevamento del lancio di missili balistici sicuramente rileverebbero la fase di spinta iniziale del DF-21, allertando il gruppo della portaerei del missile in arrivo, o più probabilmente, dei missili. Anche gli incrociatori e cacciatorpediniere lanciamissili classe AEGIS, del gruppo d’attacco della portaerei, tenterebbero di monitorare e inseguire il missile con le loro limitate capacità di difesa antimissili balistici.
Un altro modo per agevolare la fase finale dell’attacco del missile balistico antinave DF-21D è utilizzare i collegamenti dei dati non solo riportando le coordinate iniziali del bersaglio al lanciatore del missile, ma trasmettendone continuamente la posizione esatta mentre si muove nel tempo e nello spazio, via satellite, al missile, finché avvia l’attacco finale sul suo bersaglio. Ciò massimizza il data-linking e il radar dell’UAV, e la loro tecnologia per tracciare il movimento dei bersagli. Una piccola antenna che può resistere ai violenti effetti atmosferici al rientro di una testata, può essere in grado di fornire, in tempo reale, i dati necessari inviati da un UAV che utilizzi tecnologia derivata dal RQ-170, per colpire con precisione una portaerei in manovra, e con un elevato grado di affidabilità. In questo caso l’UAV, o qualsiasi altra piattaforma per il rilevamento a distanza, potrebbe letteralmente dire alla testata dove andare, tramite il collegamento dati, fino a quando non trapassa il ponte della portaerei volando a Mach 10. Un altro metodo, molto probabilmente, potrebbe utilizzare un sistema di ricerca radar attivo o passivo. Un ricercatore radar attivo, in pratica un piccolo radar come quello utilizzato per i missili aria-aria a medio raggio, potrebbe essere efficace, anche se la sensibilità del sistema è limitata, essendo fragile e complesso e suscettibile di inceppamenti. Un’alternativa più probabile, in questa fase della capacità tecnologica della Cina, almeno sarebbe di far puntare la testata, nella sua fase finale, sul bersaglio mentre attraversa l’atmosfera usando un vecchio, ma più robusto, sistema di guida radar terminale, noto come radar homing “semi-attivo”. Il radar homing “semi-attivo”, a volte chiamato “fascio a onda”, funziona in modo simile al già accennato radar dei missili aria-aria, come l’AIM-7 Sparrow, resosi popolare in Vietnam e con Desert Storm. Questa forma di targeting via radar utilizza una potente fonte radio per “dipingere” un bersaglio con una certa banda e frequenza di energia elettromagnetica. Poi lo stesso missile, dotato di una rudimentale testata di ricerca, sintonizzata per “vedere” l’energia riflessa del radar d’inseguimento lontano, semplicemente riconosce e insegue le onde radar riflesse dal target “dipinto”, fino al punto d’impatto o fino a quando si attiva il radar di bordo. Questa forma semplice, collaudata e affidabile di puntamento richiederebbe una fonte secondaria, in questo caso un UAV HALE/BAMS dotato di un radar potente, che traccia l’obiettivo per la testata attaccante, durante gli ultimi momenti del volo d’attacco. Utilizzando tecnologia ad alta potenza, ma compatta, AESA o ESA, dove un fascio di energia molto potente può individuare un bersaglio a grande distanza, si consentirebbe a un tale sistema di operare in modo efficiente. Inoltre, il potente radar degli UAV armati dovrebbe solo “dipingere” un obiettivo per un periodo di tempo continuo molto breve, solo pochi secondi, mentre la testata compie l’avvicinamento finale a velocità ipersonica.
Una volta che l’attacco è completato, il sistema di puntamento dell’UAV può passare alle “emissioni silenziose” e cambiare rotta per sfuggire alla rappresaglia, anche se sarebbe molto probabilmente oltre la portata di una squadra statunitense, in primo luogo. Inoltre, se la Cina può rigenerare i sistemi derivati dall’hardware del Sentinel per un tale compito, le informazioni da tale cellula furtiva permetterebbero al velivolo di avvicinarsi ulteriormente a una squadra statunitense. Anche se l’UAV venisse abbattuto da ciò che resta di un gruppo di portaerei, dopo un massiccio tiro di sbarramento di DF-21D, sarebbe un prezzo esiguo da pagare per quello che sarebbe l’attacco antinave di maggior successo in 70 anni. Tra le possibilità di targeting di cui sopra, alla fine, tra una decina di anni si potrà vedere un DF-21D dotato di una serie variabile di sistemi di guida terminale e di targeting, al fine di aumentarne le probabilità di successo quando ne viene sparata una raffica contro delle unità di superficie nemiche. In effetti, questo renderebbe più difficile per la nave presa di mira sapere quale tipo di attacco verrebbe perseguito contro di essa. Inoltre, l’uso di diversi metodi di guida terminale complicherebbe gravemente l’attuazione delle contromisure, come razzi direzionali agli infrarossi, dispositivi “accecanti” per le testate dotate di homing IR, o di chaff per testate dotate di homing radar.
Alla fine, la bassa probabilità di intercettazione dei collegamenti dati, sia per per il funzionamento dell’UAV che per indirizzare il missile nella fase iniziale e per guidarne la testata durante la sua fase terminale di volo, sarebbe il “Sacro Graal” di tale sistema d’arma, molto difficile da ingannare o confondere. A quel punto, solo una difesa basata su armi laser attive o “hit to kill” sarebbe in grado di respingere un attacco del genere, che potrebbe essere efficace contro un DF-21DS in rientro, e durante una bella giornata, ma inutile contro uno sbarramento massiccio. Un targeting a lungo raggio che utilizzi un UAV tipo High Altitude Long Endurance (HALE) in operazioni semi-autonome di tipo sorveglianza marittima su grandi aree (BAMS), dotato di data link a bassa probabilità di intercettazione (LPI) e radar di acquisizione ad alta potenza e ad alta risoluzione, sarebbe senza dubbio l’attivatore e il moltiplicatore di forza definitivo che permetterebbe al missile balistico antinave cinese DF-21D di raggiungere il suo pieno potenziale. Con la recente perdita di un avanzatissimo drone degli Stati Uniti, che quasi certamente era dotato di tutti i componenti sopra citati, i cinesi potrebbe compiere l’enorme salto tecnologico di cui hanno bisogno proprio al momento giusto, rendendo efficace tale pericolosa sistema d’arma d’interdizione di area. Un sistema volto a colpire al cuore la potenza degli Stati Uniti: i loro gruppi di portaerei.
Con tutta la sua potenza, un gruppo di portaerei statunitense è efficace solo se i suoi obiettivi rientrano nella gittata dei suoi aerei da combattimento e missile cruise. Un arsenale operativo di DF-21D, accoppiato a una efficace assistenza di targeting oltre l’orizzonte, negherebbe agli statunitensi la prossimità utile per colpire le coste cinesi e i mari circostanti, e con un margine enorme. La necessità di una robusta e resiliente forza di puntamento e sorveglianza a lungo raggio è così importante per il sistema DF-21D, che mi spingerei a dire che l’RQ-170 catturato dagli iraniani si presenta come una grande opportunità per la difesa della Cina, e un enorme aumento del rischio potenziale per la Marina degli Stati Uniti, di cui non c’è davvero alcun precedente noto. In sostanza, le capacità del RQ-170, se riprodotte in modo esatto, o anche in modo più rudimentale, possono benissimo aver dato ai progettisti cinesi il prezioso “anello mancante” che cercavano di avere per fare del loro pregiato DF-21D un vero “Carrier Killer” realmente operativo.

Potete leggere tutta la mia copertura sul RQ-170, nel link seguente, compresa la mia analisi fotografica e la serie sulle “Origini dell’RQ-170“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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