La guerra segreta di Crimea. Parte II

Valentin Vasilescu, Reseau International 28 maggio 2014
1393739628567Nella prima parte abbiamo avanzato argomenti secondo cui il colpo di Stato organizzato a Kiev nel febbraio 2014, fosse finalizzato a neutralizzare il centro nevralgico della Force di spedizione russa della Flotta del Mar Nero a Sebastopoli, e sostituire velocemente l’esercito russo in Crimea con quello statunitense. Il 18 febbraio 2014, il parlamento dell’Ucraina fu occupato da membri armati di Svoboda e Fazione destra, cosiddette forze di autodifesa di Euromaidan, e il 22 febbraio 2014 il Presidente Janukovich fu costretto a lasciare Kiev, essendo stato preso il potere dai politici filo-occidentali. Valentin Nalivajchenko, che secondo la stampa ucraina sarebbe una spia statunitense, fu nominato direttore del servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU). Casualmente, il 13 febbraio 2014, uno dei quattro gruppi d’attacco statunitensi, formato attorno alla portaerei a propulsione nucleare George Bush (CSG-2), lasciò la Norfolk Naval Base con destinazione apparente il porto del Pireo nel Mar Egeo. Oltre alla portaerei George Bush (102000 t di dislocamento e 90 aerei a bordo), il Battle Group #2 si componeva di 16 navi, tra cui l’incrociatore USS Philippine Sea, i cacciatorpediniere lanciamissili USS Truxtun e USS Roosevelt, e tre sottomarini d’attacco nucleari. Il 22 febbraio 2014, quando Janukovich fu estromesso, il Battle Group #2 era già nel Mediterraneo. Citando fonti del ministero della Difesa di Ankara, Hurriyet Daily News dice che il CSG-2 avrebbe ricevuto, attraverso canali segreti, il consenso delle autorità turche ad entrare nel Mar Nero dal Bosforo e dai Dardanelli, sebbene il consenso dato dalla Turchia violasse la Convenzione di Montreux (1936) che consente il passaggio dello Stretto a navi militari per un dislocamento  massimo di 45000 tonnellate. L’obiettivo di tale gruppo da battaglia poteva essere solo sostituire la flotta russa del Mar Nero basata in Crimea.
Il 28 febbraio 2014, su pressione della folla inferocita che protestava da giorni davanti al Parlamento della Repubblica Autonoma di Crimea, il corrotto primo ministro Anatolij Mogiljov (che s’è comprato la carica con un ritrovo di lusso a Jalta “data” a Janukovich) fu finalmente licenziato. Il Parlamento votò la sua sostituzione con Sergej Aksjonov, a capo delle forze filo-russe in Crimea. Il 6 marzo, il Parlamento della Repubblica Autonoma di Crimea votò ufficialmente la separazione dall’Ucraina e previde il referendum per l’annessione della Crimea alla Russia il 16 marzo 2014. A causa di tale inaspettato cambio della situazione in Crimea, gli statunitensi si resero conto che il loro piano A era fallito e non avevano un piano B di emergenza. Il 5 marzo, l’ordine iniziale ricevuto dal Battle Group #2 fu annullato, il nuovo ordine era lasciare il porto greco del Pireo per Antalya, base navale turca, e restarci. I cacciatorpediniere USS Truxtun, USS Donald Cook e la fregata USS Taylor furono le uniche navi di questo gruppo ad essere inviate successivamente in ricognizione nei pressi della Crimea, nel nord del Mar Nero, dal 7 marzo al 22 aprile 2014, con il pretesto di esercitazioni congiunte con le marine bulgara e rumena. Gli ufficiali dell’aeronautica militare russa dissero sui media che vi erano prove che si trattasse del tentativo dell’equipaggio dell’USS Donald Cook di disturbare le linee dati tra le antenne di ricevimento del Centro Spaziale della Flotta del Mar Nero in Crimea, e la rete militare satellitare ELINT russa, tramite interferenze nello spettro elettromagnetico. I satelliti trasmettono in Crimea il risultato del monitoraggio delle emissioni elettroniche dei radar e dei sistemi di navigazione montati sulle navi da guerra del Battle Group #2, nel Mar Nero e nel Mar Egeo, sugli aeromobili a bordo e dei sistemi sui missili antiaerei imbarcati. Gli ufficiali in questione spiegarono che il tentativo fu interrotto dagli 11 sorvoli a bassa quota, sfiorando l’albero della USS Donald Cook, vicino al porto di Constanza, da parte di due aerei russi Su-24MP, degli aeromobili che trasportavano le stazioni d’interferenza delle frequenze da 12-18 Ghz, utilizzate per neutralizzare i radar di difesa del cacciatorpediniere.
I veterani delle forze speciali russe dicono che i più pericolosi per la Crimea erano i sei commando per operazioni speciali di 16 soldati ciascuno a bordo delle tre navi statunitensi. Sono addestrati a sbarcare inosservati a terra, nuotare sott’acqua e infiltrarsi in profondità nel territorio nemico. Lo scopo di tutti i commandos del mondo è creare panico, caos e terrore fra la popolazione con atti di sabotaggio: causando potenti esplosioni negli edifici amministrativi di grandi città, nei trasporti in orari di punta o in aree densamente popolate. Nel contesto della preparazione del referendum di adesione della Crimea alla Russia, qualsiasi incertezza creata da tali commandos nella popolazione avrebbe potuto provocare una bassa affluenza alle urne, comportando l’invalidazione dell’elezione. Per evitare tali situazioni, i russi da subito esercitarono un controllo rigoroso ed impenetrabile.
Un giornale scandalistico della Crimea diffuse una sua speculazione, nell’edizione online, secondo cui membri di commando dei Paesi della NATO erano stati catturati dai russi presso le coste della Crimea. I loro sospetti cominciarono con l’assunzione rapida e diretta da parte di Natalija Poklonskaja, Procuratore Generale della Crimea, di interpreti/traduttori specializzati nelle lingue di Stati della NATO e dell’UE confinanti con l’Ucraina e che si affacciano sul mare. A sostegno delle loro affermazioni, i giornalisti fecero riferimento all’articolo 5 del trattato della NATO, invocato dagli Stati Uniti per trascinare i membri dell’alleanza nell’invasione e nell’occupazione dell’Afghanistan da parte dei militari degli Stati Uniti. È interessante notare che la Romania è membro della NATO e dell’UE, confina con l’Ucraina, si affaccia sul Mar Nero e ha un gruppo di forze per operazioni speciali navali creato e addestrato dall’US Army. L’articolo fu subito rimosso perché, in mancanza di qualsiasi dichiarazione di guerra contro la Russia, indicava la violazione della NATO della Convenzione dell’Aja sul rispetto delle leggi e delle consuetudini di guerra. Tuttavia, le speculazioni dei giornalisti furono indirettamente confermate il 12 maggio 2014, quando Natalija Poklonskaja fu aggiunta, a cura degli Stati Uniti, alla lista delle personalità bandite dall’UE.
Mentre l’iniziativa nella penisola di Crimea fu presa e trattenuta rigorosamente nel contesto russo da gruppi di “persone cordiali”, gli Stati Uniti non poterono organizzare nulla per cambiare il destino del referendum in Crimea. L’83,1% della popolazione di Crimea partecipò al referendum e il 96,77% degli elettori votò per l’annessione della Crimea alla Russia. Così, il 23 marzo 2014, il CSG-2 ricevette l’ordine dal Pentagono di abbandonare la missione, lasciando il Mar Egeo e dirigendosi in Bahrayn. La Russia organizzò il 9 maggio due parate grandiose in onore della vittoria contro il fascismo. Una aeroterrestre a Mosca in onore del passato e una aeronavale per celebrare il ritorno della Crimea e di Sebastopoli alla Russia, sempre in presenza del Presidente Vladimir Putin. 10294303Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Iran costruisce la riproduzione di una portaerei a propulsione nucleare statunitense

Eric Schmitt New York Times 21 marzo 2014 – Iranfocus

21ship2-blog427L’Iran sta costruendo un modello di portaerei a propulsione nucleare statunitense che i funzionari degli Stati Uniti dicono che potrebbe essere distrutto per propaganda.
Gli analisti dell’intelligence studiano le foto satellitari delle installazioni militari iraniane in cui è stata notata per la prima volta la nave, nel cantiere Gachin, nei pressi di Bandar Abbas sul Golfo Persico, la scorsa estate. La nave ha la stessa forma caratteristica delle portaerei classe Nimitz dell’US Navy, nonché il numero 68 della Nimitz ordinatamente dipinto di bianco vicino alla prua.  Modelli di aeromobili appaiono sul ponte di volo.
Il modello iraniano, che i funzionari statunitensi descrivono simile più a una chiatta che a una nave da guerra, non ha un sistema di propulsione nucleare ed è lunga solo circa due terzi di una tipica porterei da 300 metri di lunghezza dell’US Navy. Funzionari dell’intelligence non credono che l’Iran possa costruire una vera portaerei. “Sulla base delle nostre osservazioni, questa non è una portaerei operativa, è una grande chiatta costruita in somiglianza ad una portaerei“, ha detto il comandante.  Jason Salata, portavoce della Quinta Flotta della Marina in Bahrain, nel Golfo Persico. “Non siamo sicuri cosa l’Iran speri di ottenere con tale costruzione. Se si tratta di propaganda, a che scopo?” Qualunque sia lo scopo, i funzionari statunitensi hanno riconosciuto di aver voluto rivelare l’esistenza della nave per anticipare gli iraniani.
Gli analisti dell’intelligence dell’US Navy e di altri servizi statunitensi, suppongono che la nave, che dei mattacchioni della Quinta Flotta hanno soprannominato la chiatta-bersaglio, sia qualcosa che l’Iran potrebbe trainare in mare, ancorare e far saltare in aria, filmando il tutto per motivi di propaganda se, per esempio, i colloqui con le potenze occidentali sul programma nucleare iraniano andassero a fondo. L’Iran ha precedentemente utilizzato chiatte come bersagli per i lanci di missili durante le esercitazioni, riprendendoli e trasmettendoli poi sui notiziari TV, hanno detto gli ufficiali della Marina. “Non è sorprendente che le forze militari iraniane possano usare una varietà di tattiche, tra cui l’inganno militare, per comunicare strategicamente ed eventualmente dimostrare la loro determinazione nella regione“, ha detto un funzionario statunitense che ha seguito da vicino la realizzazione del modello. Ma mentre l’Iran ha cercato di nascondere i suoi siti nucleari sotterranei la Marina iraniana non ha preso alcun provvedimento per nascondere agli indiscreti satelliti occidentali ciò che costruisce nel cantiere in questione. “Il sistema è troppo opaco per capire chi abbia avuto questa idea, e se sia stato approvato ai massimi livelli“, ha detto Karim Sadjadpour, esperto dell’Iran presso il Carnegie Endowment for International Peace.
L’Iran ha cercato di sfruttare la tecnologia militare statunitense catturata o piratata, in passato. Lo scorso anno, l’élite politica e militare dell’Iran s’è vantata che le loro forze avevano abbattuto un drone dell’intelligence statunitense, un velivolo teleguidato dell’US Navy denominato ScanEagle subito mostrato dai media iraniani. Gli ufficiali dell’US Navy risposero che il droni non fu abbattuto dal fuoco nemico, anche se il Pentagono ha riconosciuto di aver perso un piccolo numero di ScanEagles, probabilmente per malfunzionamento del motore.
Non è stato possibile raggiungere gli ufficiali della Marina iraniana per un commento, dato che il Paese si prepara a festeggiare il Capodanno. I funzionari dell’intelligence statunitense citano una fotografia scattata il 22 febbraio a Bandar Abbas e una breve descrizione in persiano della nave su un sito web del Ministero dell’Industria, Miniere e Commercio iraniano. Per ora, gli analisti dell’US Navy e funzionari dei servizi segreti statunitensi dicono di non essere eccessivamente preoccupati dalla finta nave. Ma il fatto che gli iraniani la stiano costruendo, presumibilmente per misteriosi scopi bellicosi, contrasta con il fatto che gli iraniani hanno fatto un passo indietro rispetto alla loro tipica pesante postura anti-statunitense, durante le recenti esercitazione navali nel Golfo Persico. Fino a poco tempo fa, i motoscafi d’attacco veloce iraniani hanno molestato navi da guerra statunitensi, e il governo di Teheran ha schierato droni con gondole di sorveglianza e che potrebbero un giorno portare missili.
Date le diverse basi del potere politico dell’Iran, sarebbe difficile decifrare gli scopi del governo. Dopo che a novembre è stato raggiunto l’accordo nucleare temporaneo tra le potenze mondiali e il governo moderato del presidente iraniano Hassan Ruhani, non era chiaro ai funzionari statunitensi se le Guardie Rivoluzionarie islamiche dell’Iran dalla linea dura potessero tentare di provocare un conflitto con la Marina degli Stati Uniti per minare l’accordo. La marina delle Guardie Rivoluzionarie si compone di motoscafi veloci di attacco con armi automatiche ad alta potenza e siluri, e gli equipaggi in passato impiegarono tattiche di guerriglia, tra cui avvicinarsi pericolosamente alle navi da guerra statunitensi.
Quando il modello sarà varato e navigherà, se mai lo farà, nessuno può indovinarlo, dicono gli analisti. La nave è in fase di completamento, hanno detto, e verrà presumibilmente inviata tramite i binari del cantiere, a destinazione sul Golfo Persico, a poche centinaia di metri di distanza.

nimitziranianTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La crisi ucraina vista dalla Cina

Valentin Vasilescu Reseau International 19 marzo 2014

9highres_00000401419611Il progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, elaborato dagli Stati Uniti, sul referendum in Crimea è stato respinto con veto russo. La Cina, uno dei cinque membri permanenti non ha votato come la Russia, ma si è astenuta. La Crisi ucraina ha creato una frattura nel rapporto tra le due maggiori potenze mondiali? La cooperazione nella produzione della Difesa tra l’Ucraina e la Cina è forte e durevole. Nei primi anni dell’indipendenza, l’Ucraina ha venduto ai cinesi uno dei prototipi del Sukhoj Su-33, versione imbarcata del Su-27, e contribuito a copiarlo con il nome di J-15. Questo velivolo è già in servizio sulla portaerei cinese Varjag (classe Admiral Kuznetsov), acquistata dall’Ucraina nel 1998. Durante la progettazione del nuovo velivolo da trasporto pesante Y-20, i cinesi hanno anche beneficiato dell’esperienza della celebre società ucraina Antonov. Sappiamo che la marina cinese ha ordinato quattro hovercraft d’assalto anfibio classe Zubr, i primi due sono già stati costruiti in Ucraina e consegnati alla Cina. La costruzione degli altri due avverrà nei cantieri cinesi con parti ucraine e sotto la supervisione ucraina. L’hovercraft è il più grande al mondo ed è può sbarcare su una spiaggia tre carri armati, 10 veicoli APC, MLT o 500 fanti di marina.
L’astensione sulla Crimea permette flessibilità alla Cina. In primo luogo, garantisce che gli ucraini continuino a lavorare con essa, almeno sui progetti delle navi classe Zubr. D’altra parte, la Cina non si opporrebbe a una decisione degli Stati Uniti e dei suoi alleati europei d’intervenire militarmente a favore dell’Ucraina, o di armare gli ucraini con armi di nuova generazione, direttamente o con intermediari, come i ribelli islamici in Siria. Perché così la Cina ha mano libera per intervenire militarmente nel Sud-Est asiatico, citando il precedente ucraino. Le attrezzature militari acquistate dall’Ucraina sono di vitale importanza per la Cina, un Paese che alla fine di quest’anno sarà la prima economia mondiale e che cerca il pretesto opportuno per ridurre la leadership militare degli Stati Uniti nel Pacifico occidentale. Ciò può essere fatto solo rompendo il blocco imposto dagli Stati Uniti con i suoi alleati nella regione, assumendo così il controllo delle rotte marittime che permettano il libero accesso della Cina agli oceani Indiano e Pacifico. La direzione strategica principale per garantire l’accesso della Cina all’oceano Pacifico è il controllo delle rotte marittime nell’area tra l’arcipelago giapponese di Okinawa (Ryukyu) e Taiwan. Le isole Senkaku, sono situate tra Miyako Island e Taiwan, e sono costituite da otto isole appartenenti al Giappone, reclamate di recente in modo più aggressivo dalla Cina. I cinesi hanno ampliato la loro area di azione nel Mar Cinese Orientale, tra Giappone e Taiwan, sulle isole Senkaku (giapponesi) creando una zona di sorveglianza marittima e aerea con l’aiuto di 78 droni da media ed alta quota.
Con l’arcipelago Senkaku, tra gli obiettivi della Cina vi è anche Taiwan, alleato chiave degli Stati Uniti nella regione, abitata da cinesi e appartenente alla Cina fino alla seconda guerra mondiale.

Valentin Vasilescu, pilota ed ex-vicecomandante della base militare presso l’aeroporto di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest nel 1992

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

“La potenza navale USA è in calo” ironizzano

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 18/01/2014

x-47b-drone-launch-from-carrierIl 3 gennaio l’Ammiraglio Viktor Bursuk, il Vicecomandante della marina russa che supervisiona l’approvvigionamento degli armamenti, ha detto che la Marina Militare della Russia si aspetta di ricevere 40 nuove navi da guerra e navi ausiliarie nel 2014. In aggiunta alle navi di superficie di varie classi, la Marina riceverà anche il terzo sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare classe Borej, il Vladimir Monomakh, e un sottomarino diesel-elettrico classe Varshavjanka. La Russia continuerà la riparazione e la revisione dell’incrociatore lanciamissili a propulsione nucleare Admiral Nakhimov e di tre sottomarini d’attacco a propulsione nucleare, per quest’anno. L’Admiral Nakhimov dovrebbe rientrare nella marina russa nel 2018 con a bordo sistemi d’arma più avanzati, hanno detto a giugno dello scorso anno i cantieri Sevmash. Secondo la dichiarazione, le navi ausiliarie commissionate entro la fine del 2014 comprendono l’Igor Belusov, un’avanzata nave da ricerca e salvataggio destinata a potenziare la capacità della marina nel soccorrere sottomarini e navi in difficoltà, ha detto l’ammiraglio. I think tank navali statunitensi riportano che la marina russa avanza, e i suoi componenti d’attacco rinascono. La Cina ha costituito  il suo primo gruppo d’attacco con portaerei, e i suoi nuovi missili costituiscono la prima minaccia per le portaerei statunitensi, mentre la potenza navale del Paese cresce a passi da gigante. Il tutto si svolge sullo sfondo di una US Navy soggetta a tagli che ne minano la capacità di difendere la nazione sul mare. Ad esempio, il congressista Randy Forbes (R-VA), presidente della sottocommissione sul potere marittimo e le forze di proiezione della commissione sulle Forze armate della Camera, ha avvertito di ciò in un’intervista a Real Clear Defense alla fine dello scorso anno. “Siamo tecnicamente ‘inseguiti’ dai missili da crociera antinave cinesi (ASMC) in questo momento”, Forbes ha risposto alla domanda sull’operatività del redattore capo Dustin Walker. “l’ASMC della Marina USA è l’Harpoon, un sistema missilistico antinave ognitempo e oltre l’orizzonte. Sembra avanzato, ma in realtà è stato progettato negli anni ’70 ed ora non può sopravvivere operando contro le più sofisticate minacce antisuperficie che appaiono nella Marina dell’EPL cinese di oggi… Il mio sottocomitato svolge un ruolo di primo piano nel rivedere le opzioni per una nuova arma offensiva anti-superficie (OASuW)”.

Armi ad energia e letalità offensiva
La flotta di superficie dell’US Navy deve diventare più letalmente offensiva. Come Aviation Week ha riferito il 12 gennaio, il viceammiraglio Thomas Copeman, comandante della Forza Navale di Superficie del Pacifico degli Stati Uniti, ha sottolineato “La forza di superficie deve migliorare notevolmente la sua letalità offensiva”. “Dobbiamo passare oltre il missile come sistema difensivo”, dice nel suo “Rapporto per una Flotta di Superficie del 2026”, pubblicato all’inizio di questo mese, in anticipo rispetto alla Conferenza e Simposio dell’associazione della marina di superficie che si tiene il 14-16 gennaio ad Arlington, Virginia. Copeman ha detto, “Lo sviluppo e la traiettoria delle nostre armi devono riequilibrarsi a favore delle armi energetiche per la difesa, che forniranno adeguate capacità e potenzialità necessarie a condurre rapide e sostenute operazioni di combattimento per i prossimi decenni”… ha anche sottolineato che “la Marina deve concentrarsi di più sull’attacco”. L’arma deve essere dotata di “armamenti che possano migliorare notevolmente la letalità della forza di superficie, venendo resi disponibili nel breve termine”.

LRASM
Il Long Range Surface Attack Missile (LRASM) è destinato ad abbattere bersagli di superficie ben oltre gittata delle armi offensive o difensive del nemico. Il LRASM è un programma del DARPA finanziato dall’US Navy per dotare essa e l’US Air Force di un’arma anti-superficie offensiva e di un nuovo missile aerolanciato a lunga gittata anti-superficie. Dopo tre prove riuscite lo scorso anno, si prevede di condurre nel 2014 altri due test navali del missile. Lockheed Martin ha descritto le capacità dell’arma come: “La capacità a lungo raggio del LRASM consentirà d’ingaggiare il bersaglio da ben oltre la gittata del controtiro diretto delle armi. Inoltre, il LRASM utilizza dispositivi di sopravvivenza attivi e passivi per penetrare i sistemi di difesa aerea integrati avanzati.  La combinazione di gittata, sopravvivenza ed efficacia assicura il successo della missione”. Potrà essere lanciato dall’aria o dalla superficie, viaggiare a velocità subsoniche e trasportare un penetratore da 500 chili e una testata a frammentazione. Il missile è sviluppato anche per contrastare la crescente potenza navale cinese nel Pacifico. Un altro sviluppo più ambizioso, attualmente in fase concettuale presso la DARPA, è l’Arc Light, un sistema missilistico progettato per colpire navi di superficie o altri bersagli a distanze di 3000 miglia. La fase terminale del missile sarà accelerata da un razzo ai limiti dell’atmosfera, dove raggiungerà l’ipervelocità planando per migliaia di chilometri, rientrare nell’atmosfera e colpire l’obiettivo in meno di mezz’ora. Un concetto simile sarà dimostrato all’inizio di quest’anno con la seconda prova dell’HTV-2 Falcon di DARPA/US Air Force. Una missione diversa è perseguita dal programma di armi avanzate della DARPA Triple Target Terminator (T3), un’arma per il dominio aereo. Con tale programma l’agenzia sviluppa un missile a velocità elevata e a lunga gittata che può colpire aerei, missili da crociera e obiettivi della difesa aerea nemici. Sarà progettato per essere trasportato internamente da aerei stealth come F-35, F-22 e F-15SE, o esternamente da caccia, bombardieri e UAV. Il T3 permetterebbe al caccia d’attacco di passare rapidamente tra le varie funzioni aria-aria e aria-superficie. Sia Raytheon che Boeing hanno avuto ciascuno un contratto di 21,3 milioni di dollari per lo sviluppo del nuovo missile, che dovrebbe essere testato nel 2014. La Marina sviluppa un modulo da adattare all’attuale classe di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare Virginia aumentandone notevolmente la capacità di colpire bersagli di superficie da santuari oceanici, usando missili da crociera, rendendoli l’arma prescelta nei molti scenari sul Pacifico contro la Cina.

uss-zIl cannone laser sarà testato in mare nei primi mesi del 2014
L’US Navy spende attualmente circa 40 milioni di dollari all’anno nella ricerca per le armi laser. Ora schiera prototipi di armi elettromagnetiche, armi laser a stato solido e velivoli senza pilota subacquei presso unità operative. La tecnologia si distingue offrendo un’ulteriore gamma di attacchi a terra così come funzionalità aggiuntive nella difesa contro missili balistici e da crociera. Il Rail-Gun che ha una gittata di 100 miglia e più, utilizza energia elettrica immagazzinata a boro della nave per generare l’impulso elettromagnetico ad alta velocità sufficiente a spingere una testata ad energia cinetica. Ovviamente, l’attrazione principale del laser è la sua capacità di distruggere bersagli a lunga distanza e alla velocità della luce, e il LaWS ha molti vantaggi sia come arma difensiva che offensiva. L‘US Navy prevede che sia usata per operazioni mirate e segrete, attacchi a sorpresa e di cosiddetta “letalità graduata”. È vista anche come contromisura contro UAV, missili e piccole imbarcazioni. Il capo dell’US Navy ha annunciato i piani per schierare un laser a stato solido a bordo dell’USS Ponce nell’aprile 2014, due anni prima del previsto. La Ponce è assegnata ad una base avanzata dell’US Navy nel Golfo Persico, in un ambiente particolarmente stressante per l’utilizzo di laser difensivi, poiché le condizioni atmosferiche locali degradano la potenza del fascio e le forze iraniane hanno molte opzioni nell’attaccare navi da guerra dai motoscafi ai velivoli senza pilota e ai missili. La dimostrazione in mare per il 2014 rientra in un più ampio calendario a breve termine dell’US Navy per i programmi ad energia. L’Office of Naval Research (ONR) e il Naval Sea Systems Command recentemente hanno compiuto dimostrazioni con laser ad alta energia a bordo di una nave da combattimento, nonché contro aerei telecomandati. L’arma è anche vista come  importante sviluppo da impiegare contro la Cina.
Come Loren Thompson scrisse su Forbes del 6 gennaio, “La domanda è che cosa sta combinando l’US Navy per sostenere il suo ruolo nel Pacifico occidentale mentre la Cina sfrutta i suoi vantaggi geografici nel perseguimento del dominio militare regionale. Le recenti tendenze non sono incoraggianti, e l’attuale approccio alla protezione della flotta probabilmente non avrebbe successo in un serio conflitto se l’Esercito di Liberazione del Popolo risolvesse il suo problema con la ricognizione. L’US Navy ha bisogno di un’arma di svolta, e la ricerca sul laser è una delle poche opzioni disponibili credibili”.

Droni navali
La scorsa estate il drone X-47B dell’US Navy ha completato il suo ultimo turno di prove al largo delle coste della Virginia, diventando così il primo jet senza pilota nella storia ad essere imbarcato su una portaerei operativa. Quest’anno, quattro società competeranno per un contratto di progettazione della prossima versione del X-47B, puntando a farlo decollare nel 2020, secondo l’US Navy. Con un’autonomia di oltre 2100 miglia nautiche, l’X-47 può trasportare armi e può anche essere il precursore di un programma di droni per intelligence, sorveglianza e ricognizione, il tutto attraverso un’avanzato sistema di navigazione GPS, una connessione a una rete ad alta integrità e un software di controllo di volo avanzato per tracciare il territorio. I nuovi droni subacquei oceanici chiamati “Slocum Alianti”, non avranno bisogno di carburante per operare, al contrario delle loro controparti aeree. Saranno alimentati dall’oceano stesso, sorvegliando furtivamente la zona circostante e fornendo informazioni alle altre navi militari. Utilizzando un processo soprannominato “galleggiabilità idraulica”, il drone potrà regolare il proprio dislocamento basandosi sull’acqua che ha intorno. Ciò permette al drone di immergersi, abbassarsi o alzarsi tra le correnti oceaniche,  muovendosi alla velocità di un miglio (1,6 km) all’ora. L’obiettivo dell’US Navy è inviare un drone sottomarino, chiamato “Vela”, lungo rotte costiere per cinque anni. Una flotta di essi potrebbe sciamare sulle coste nemiche, permettendo all’US Navy di eliminare campi minati e rilevare sottomarini nemici. A differenza dei loro cugini aerei, i droni dell’US Navy non sono alimentati da carburante. Invece, traggono energia dal termocline oceanico, una coppia di strati di acqua calda, in prossimità della superficie, e di acqua fredda sotto. I droni furono commissionati dall’US Navy nel 2009, quando investì poco più di 56 milioni dollari per 150 droni “Littoral Battleship-Sensing”. Questi dovrebbero arrivare nel 2014. L’US Navy ha sparato un drone da un sottomarino sommerso, una prodezza che potrebbe rivelarsi preziosa per l’intelligence e la ricognizione nelle operazioni speciali militari future. Il piccolo drone fu lanciato dal tubo lanciasiluri del sottomarino Providence, quindi aprendo le ali è decollato volando per “diverse ore”, dimostrando la capacità di collegamento in video live streaming con il sottomarino, ha detto l’US Navy. Il progetto, che ha ricevuto 15 milioni di dollari in sei anni, è seguito dal Naval Research Laboratory. Il test si svolse presso l’Atlantic Undersea and Evaluation Center dell’US Navy alle Bahamas.

navy_s-ocean-powered-droneLa riubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Cina potenzia la propria portaerei

ChinaMil 3 dicembre 2013

bLa prima portaerei della Cina, la Liaoning, è salpata dal porto militare di Qingdao nella provincia di Shandong, nell’est della Cina, per il Mar Cinese Meridionale la mattina del 26 novembre, accompagnata dai cacciatorpediniere lanciamissili Shenyang e Shijiazhuang, dalle fregate lanciamissili Yantai e Weifang della Marina dell’Esercito di Liberazione del Popolo Cinese (PLAN). La Liaoning e le navi da guerra che la scortano hanno attraversato lo stretto di Taiwan nel Mar Cinese Meridionale il 28 novembre, e fatto un primo scalo nel porto militare di Sanya, provincia di Hainan, la mattina del 29 novembre.

1. Componenti della Task Force Liaoning
La Liaoning è scortata da due cacciatorpediniere lanciamissili Type-051C, Shenyang e Shijiazhuang, e due fregate lanciamissili Type-054A, Yantai e Weifang, della Prima Flottiglia Cacciatorpediniere della Flotta Nord del Mar della Cina. Sono tutte navi da guerra di nuovo tipo entrate in servizio dal 2006. Secondo le notizie, il cacciatorpediniere lanciamissili Type-051C ha un dislocamento di 7100 tonnellate, una velocità massima di 48 chilometri all’ora e un equipaggio di 290 persone. Il cacciatorpediniere è dotato di un sistema di lancio verticale con 48 missili antiaerei di fabbricazione russa S-300, 8 missili antinave C-803, 1 cannone da 100mm, 2 cannoni da  30mm a tiro rapido, lanciasiluri e così via. Le fregate di minore tonnellaggio Type-054A hanno un dislocamento di 4300 tonnellate, una velocità massima di 49 chilometri all’ora e un equipaggio di 165 persone. L’armamento di bordo comprende 1 cannone da 76mm, 2 da cannoni da 30mm a tiro rapido e 8 missili antinave C-803. Prevalentemente ideata per la guerra antisommergibile, la fregata è equipaggiata con un sistema lanciasiluri antisommergibile (ASW), razzi antisommergibile e sistemi di lancio verticali per 32 unità per missili antiaerei e antisom. Ha anche un elicottero a bordo per le missioni antisommergibile. Radar, sonar e sistemi elettronici di bordo sono tutti di fabbricazione nazionale.

China-navy-in-Pakistan2. Attuale livello di efficienza
Secondo le notizie, il gruppo da battaglia della portaerei cinese segue il modello adottato dalla US Navy, cioè 3-4 cacciatorpediniere, 1-2 fregate, 1 sottomarino d’attacco nucleare e 1 nave da rifornimento. Rispetto al gruppo da battaglia delle portaerei degli Stati Uniti, la Cina ha meno sottomarini nucleari la cui performance è ancora insoddisfacente. Questo è probabilmente il motivo per cui non sono stati inclusi nella task force della portaerei.

3. Possibile futura “trasformazione”
Secondo le situazione attuale, la task force della portaerei sarà composta da 2-3 cacciatorpediniere lanciamissili da difesa aerea, 3-4 fregate lanciamissili e 1-2 sottomarini d’attacco nucleari. Vi saranno probabilmente 1-2 grandi cacciatorpediniere che fungeranno da nucleo della formazione, in futuro. Se questa configurazione sarà materializzata, sarà molto vicina ad un gruppo da battaglia per portaerei degli Stati Uniti del periodo di massimo splendore. Data il dislocamento e l’armamento inferiori delle navi da guerra della PLAN rispetto alle navi da guerra dell’US Navy, l’efficacia in combattimento di questa task force sarà probabilmente vicina all’attuale gruppo d’attacco porterei (CSG) degli Stati Uniti (1-2 incrociatori, 2-3 cacciatorpediniere e altre navi di supporto).

visit14. Debolezze sottolineate dagli esperti
Quali sono le carenze della task force della portaerei cinese? Secondo gli esperti, v’è ancora una significativa debolezza che la PLAN non ha ancora risolto e cioè l’assenza di nave rifornimento per la task force della portaerei Liaoning. Dato che una task force per portaerei consuma notevoli quantità di carburante, munizioni, cibo e acqua, è necessaria una nave di approvvigionamento globale dal grande tonnellaggio per soddisfare il fabbisogno di una task force. Nel frattempo, il requisito per le operazioni ad alta velocità della task force della portaerei richiede una nave da rifornimento dalla grande velocità. Una grande task force di navi da rifornimento veloci dotate di turbine a gas e di oltre 30000 tonnellate di dislocamento, per una velocità massima di 25 nodi e più, sarà l’importante prossimo obiettivo della PLAN. E’ la prima volta che la Liaoning riceve la scorta completa di “guardie del corpo”. E’ troppo presto per parlare della completa efficienza operativa della portaerei cinese.

142a732ad1f56709400787Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Perché la Russia ha ancora bisogno di portaerei

Andrej Kisljakov, RIR, 26 novembre 2013

11435_20Negli ultimi anni è apparso sempre più chiaro che la flotta della Marina russa, insieme con la sua aviazione, ha un ruolo fondamentale nei conflitti militari moderni. A tale proposito, la risposta alla domanda sulla classe e il tipo di navi da guerra necessari alla Marina russa oggi, è di fondamentale importanza. Uno dei tipi più comuni di scontri armati odierni è il cosiddetto conflitto asimmetrico, quando v’è lo scontro tra un esercito regolare con uno irregolare, per esempio gruppi partigiani o ribelli. La peculiarità consiste nel fatto che in tale conflitto tra forti e deboli, il lato debole non adotta le regole della guerra “classica”. In tali azioni militari, diventate una realtà nel 21.mo secolo, la portaerei è estremamente preziosa. A differenza dei sottomarini, una portaerei può supportare lo sbarco di un gruppo da ricognizione ed effettuare la liberazione di ostaggi o lo sbarco di truppe.  Con i suoi velivoli può controllare efficacemente le rotte proteggendosi da attacchi o bombardamenti aerei. Tuttavia, nell’attuale programma per gli armamenti per il periodo 2011-2020, nessuna progettazione e costruzione di portaerei nazionale è inclusa nei piani per la difesa della Russia. Invece, la forza d’attacco principale sono i sottomarini nucleari con missili da crociera, chiamati incrociatori sottomarini nucleari lanciamissili (NUMC).
Il programma per le portaerei della marina sovietica fu completamente “accantonato” nell’era post-sovietica. Negli anni ’70, i leader sovietici ritenevano la portaerei un mezzo di aggressione capitalista estraneo alla dottrina navale sovietica. Invece, l’Unione Sovietica varò un programma per costruire incrociatori pesanti portaeromobili. Tale ibrido tra incrociatore e portaerei non fu completato, ma influenzò l’ideazione di aeromobili a decollo e atterraggio verticale (corto) per l’aviazione. La British Aerospace fu l’unica società ha creare un modello di grande successo di tale velivolo, l’Harrier. In URSS, il programma dell’aereo a “decollo verticale” subì un completo scacco. Inoltre, il programma fu chiuso nel 1991, dopo un incidente accaduto a uno Jak-41M. Durante il test, lo Jak-41M cadde sul ponte della portaerei Admiral Gorshkov e s’incendiò.
L’altro estremo del concetto di portaerei si fece sentire nel 2008, quando l’ammiraglio Vladimir Masorin, comandante della Marina all’epoca, propose nei successivi 20 anni di costruire sei gruppi portaerei da battaglia. Secondo lui, ciò era necessario per far avere alla Russia la seconda flotta  navale di superficie dopo gli Stati Uniti. Se la Russia avesse seriamente partecipato a tale “gara”, l’avrebbe portata al collasso economico e militare. La Russia ha una portaerei, costruita nel 1982 nei cantieri navali ucraini di Nikolaev. Questa è la portaerei Riga. Già denominata Leonid Breznev, Tbilisi, e dall’autunno del 1990, Admiral Kuznetsov. Tuttavia, questa nave è una vera e propria portaerei moderna? Difficile. In primo luogo ha un apparato motore basato su caldaie-turbine che, a differenza di quello nucleare, riduce notevolmente l’autonomia della nave. In secondo luogo, utilizza la rampa di prua, invece di catapulte a vapore per far decollare i caccia di bordo. La catapulta, secondo gli esperimenti, assicura un decollo sicuro agli aeromobili in tutte le condizioni, e riduce la dipendenza del decollo dal peso della velivolo.
L’argomento principale degli avversari della portaerei è l’idea che la portaerei stessa non sia un’arma, avendo bisogno di navi e aerei di scorta per la protezione. Tuttavia, questo argomento è il più debole. Nessuna nave moderna, neanche i NUMC, può restare come “un soldato solitario nel campo di battaglia“. La Marina Sovietica si è orientata sui sottomarini, ma fu costretta a creare una flotta di superficie e nel 1991, questa era composta da più di 100 navi di prima e seconda linea, più che sufficiente per creare 15 gruppi di portaerei da battaglia. In Russia sono rimaste circa 30 di tali navi oggi. Non ci sarà bisogno di spendere ulteriore denaro per le portaerei. Gli aerei navali russi sono solo le versioni modernizzate di quelli terrestri. I T-50 di quinta generazione, come è stato annunciato, avrà versioni terrestri e navali. Ciò significa che c’è solo bisogno di riassegnare l’ordine dei nuovi aerei entro il 2020, riducendo l’ordine delle versioni ‘terrestri’ di MiG-29, Su-35 e T-50, e aumentare quelli per le versioni navali. Con tale redistribuzione delle risorse, l’aviazione a terra non sarà influenzata. Il velivolo navale non solo opererà dal ponte, ma anche dagli aeroporti, a differenza dei missili da crociera dei NUMC. E se c’è bisogno, il velivolo navale può essere trasferito sugli aeroporti costieri. Così prenderanno ordini dall’aviazione trasformandosi in aerei di prima linea.
Oggi, la marina russa non può opporsi ai pirati somali o proteggere i suoi turisti dalla “primavera araba”, senza portaerei.

1000573Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Pivot militare statunitense in Asia: Obama vuole che il Giappone “possa fare la guerra” alla Cina

Colonnello Ann Wright, Global Research, 8 novembre 2013

031200-N-0000X-001 031200-N-0000X-001Il notevole articolo pacifista costituzionale del Giappone sotto forte attacco
Dalla fine della seconda guerra mondiale, la costituzione giapponese, scritta in parte dagli Stati Uniti per la nazione giapponese sconfitta, respinge la guerra come soluzione al conflitto. Il preambolo della Costituzione giapponese riconosce le azioni brutali del governo giapponese in Asia durante la Seconda Guerra Mondiale, “...noi siamo determinati a mai più assistere agli orrori della guerra attraverso l’azione del governo“, e continua “Noi, popolo giapponese, desideriamo la pace sempre e siamo profondamente consapevoli degli alti ideali che controllano i rapporti umani, e siamo determinati a preservare la nostra sicurezza ed esistenza confidando nella giustizia e nella fede dei popoli amanti della pace nel mondo. Noi desideriamo occupare un posto d’onore nella società internazionale che lotta per la pace e la messa al bando di tirannia e schiavitù, oppressione e intolleranza, per sempre dalla terra. Siamo consapevoli che tutti i popoli del mondo hanno il diritto di vivere in pace, liberi dalla paura e autonomi“. L’articolo 9 afferma: “Aspirando sinceramente ad una pace internazionale fondata sulla giustizia e sull’ordine, il popolo giapponese rinuncia per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia o all’uso della forza come mezzo per risolvere le controversie internazionali. Al fine di realizzare l’obiettivo del paragrafo precedente, le forze di terra, mare e aeree, così come altri potenziali mezzi bellici, non saranno mai più mantenuti. Il diritto alla belligeranza dello Stato non sarà riconosciuto.”
Due settimane fa ero a Osaka, in Giappone, oratrice al convegno internazionale sull’articolo 9 “pacifista”. Sono già stata in Giappone cinque anni fa, nel 2008, in una conferenza simile, quando George Bush era presidente degli Stati Uniti e ostacolava lo spirito e l’intento dell’articolo 9 della Costituzione giapponese, esortando il governo giapponese a consentire alle forze di autodifesa giapponesi di fornire assistenza logistica area e marittima alla guerra di Bush contro l’Iraq. Uno dei principali consiglieri del presidente Bush, l’ex-assistente del segretario di Stato Richard Armitage si  lamentava che “l’articolo 9 del Giappone è un impedimento all’alleanza USA-Giappone“, un’alleanza che l’amministrazione Bush voleva utilizzare per distribuire l’onere operativo, finanziario e militare della guerra in Iraq. Nonostante le obiezioni di molti cittadini giapponesi, il governo giapponese fornì le navi per rifornire le navi da guerra statunitensi e aerei da trasporto logistico per trasportare rifornimenti a Baghdad. Una decisione del 2008 dalla Corte di Nagoya, ha rilevato che le missioni delle forze aeree di autodifesa giapponesi in Iraq erano incostituzionali in quanto violavano l’articolo 9.

L’amministrazione Obama vuole che il Giappone “riesamini” la base giuridica dell’articolo 9
Cinque anni dopo c’è Barack Obama come presidente degli Stati Uniti, ma la richiesta del governo degli Stati Uniti non è cambiata, il Giappone deve “modificare” l’articolo 9 e porre al suo pacifismo. Il 3 ottobre 2013, gli Stati Uniti e il Giappone emisero una “Dichiarazione congiunta del Comitato consultivo sulla sicurezza: verso un’alleanza più solida e una maggiore condivisione delle responsabilità“. Nel documento, gli Stati Uniti “salutano” la volontà del governo Abe di “riesaminare la base giuridica per la sua sicurezza, tra cui la questione di esercitare il diritto all’autodifesa collettiva...” In altre parole, di trovare un modo per eliminare l’articolo 9 e quindi permettere al Giappone di avere una politica militare che non ne precluda la partecipazione a guerre d’aggressione.
Il documento emargina i Paesi della regione, Cina, Corea democratica e anche la Corea del sud  sollecitando l’impegno degli Stati Uniti nella sicurezza del Giappone attraverso capacità militari nucleari così come convenzionali, accogliendo “la determinazione del governo Abe a contribuire in modo più attivo alla pace regionale e globale“, annunciando che gli Stati Uniti dovranno rafforzare il loro coinvolgimento militare nella regione. Giappone e Stati Uniti affermano che la loro alleanza deve essere pronta ad affrontare “minacce persistenti ed emergenti alla pace e alla sicurezza“, tra cui “i comportamenti coercitivi e destabilizzanti marittimi, attività di disturbo nello spazio e nel cyberspazio, proliferazione delle armi di distruzione di massa (WMD), catastrofi artificiali e  naturali e i programmi nucleari e missilistici della Corea democratica.” La dichiarazione chiede anche “d’incoraggiare la Cina a svolgere un ruolo responsabile e costruttivo per la stabilità e la prosperità regionale, di aderire a norme internazionali di comportamento, oltre che a migliorare l’apertura e la trasparenza nella sua modernizzazione militare con i suoi crescenti investimenti militari.”

Il pivot militare statunitense verso l’Asia e il Pacifico
Con il “pivot” militare del presidente degli Stati Uniti Obama verso l’Asia, il governo degli Stati Uniti spinge pesantemente il governo giapponese a spendere sempre più per la sicurezza degli Stati Uniti. Il Giappone attualmente versa agli Stati Uniti oltre 2 miliardi di dollari per le basi e il personale militare statunitensi in Giappone. In effetti, il governo giapponese sovvenziona l’esercito statunitense. Le esercitazioni militari statunitensi e la relativa presenza di materiale militare strategico in Asia e nel Pacifico sono aumentati sostanzialmente, dalla fine della guerra in Iraq e dopo che la guerra in Afghanistan volge al termine. Ad esempio, gli Stati Uniti inizieranno a far volare i droni spia a lungo raggio Global Hawk da una base in Giappone. I voli di sorveglianza inizieranno nella primavera del 2014 e secondo quanto riferito, si svolgeranno innanzitutto sulla Corea democratica. Inoltre, gli Stati Uniti costruiranno un nuovo sistema radar in Giappone per il loro sistema di difesa missilistica. Equipaggiamento militare statunitense di nuova generazione viene schierato in Giappone, compresi i nuovi aerei antisommergibile P-8, primo utilizzo del velivolo al di fuori degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno già inviato aerei Osprey in Giappone e la sua presenza  causa proteste tra i cittadini giapponesi.
Nell’estate del 2012, le più grandi esercitazioni militari mai tenute nel Pacifico, al largo delle Hawaii, furono condotte da 42 navi, tra cui la portaerei USS Nimitz, 200 aerei e 25000 effettivi provenienti da 22 nazioni. L’esercitazione coinvolse navi da combattimento di superficie di Stati Uniti, Canada, Giappone, Australia, Corea del Sud e Cile. La Cina fu esclusa dallo status di osservatore che aveva avuto nelle precedenti “esercitazioni”. Nel 2012, gli Stati Uniti e il Giappone  decisero di dimezzare la controversa presenza del Corpo dei Marine ad Okinawa e di rischierare  9000 marines nel Pacifico, anche rafforzando con 5000 marines Guam, e reimpiegando migliaia di marines nelle Hawaii e con turnazioni in Australia. 4700-5000 marines saranno trasferirsi da Okinawa a Guam. Il costo totale include un importo non specificato per l’eventuale costruzione di nuovi centri di addestramento nel Commonwealth delle Isole Marianne settentrionali, un possedimento territoriale degli Stati Uniti, che potrebbero essere utilizzati congiuntamente da forze statunitensi e giapponesi. I gruppi ambientalisti già protestano sul possibile utilizzo delle isole di Pagan e Tinian nelle Isole Marianne come bersaglio per bombardamenti aerei. Negli ultimi venti anni, gli attivisti hanno costretto il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti a chiudere i poligoni sull’isola hawaiana di Kahoolawe e sull’isola di Puerto Rico di Viequez. Nella madrepatria Giappone, l’attivismo cittadino ha costretto al trasferimento della base aerea di Futenma nella  densamente popolata Okinawa. Tuttavia, il piano degli Stati Uniti per posizionare la nuova base aerea in una base navale a nord dell’isola ha generato la forte opposizione dei residenti locali, che non vogliono che l’habitat per i mammiferi marini, l’unico nella zona, sia distrutto da una pista che finirebbe sulle acque incontaminate di Okinawa.
In Australia, è stato segnalato che la Caserma Robertson potrebbe essere la futura sede del ridispiegamento dell’United States Pacific Command Marine Air-Ground Task Force. Le strutture militari a Darwin diventeranno la base per una task force dell’US Marine Corp, aerodromi e poligoni nell’Australia settentrionale saranno utilizzati da bombardieri a lungo raggio statunitensi. Il porto di Perth sarà visitato da navi da guerra e sottomarini nucleari statunitensi. Le forze armate australiane vengono strutturate ad ogni livello per operare come parte integrante delle operazioni degli Stati Uniti nella regione. Bombardieri B-52 verranno schierati due volte a Darwin, quest’anno, e una base per droni statunitense è in costruzione nelle isole Cocos, un possedimento australiano. Un secondo turno di oltre 200 marines statunitensi sarà schierato a Darwin, nel settembre 2013, con l’intenzione di aumentare questa forza a circa 2500 ogni anno. Il centro congiunto per la difesa di Pine Gap è stato fondato nell’Australia centrale vicino la città di Alice Springs, nel 1970. Pine Gap è una delle tre principali stazioni di localizzazione satellitare gestita dalle agenzie di intelligence degli Stati Uniti e dell’esercito degli Stati Uniti. Ogni giorno, agenti dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale, della CIA, dell’intelligence dell’aviazione, dell’esercito, marina e del corpo dei marines degli USA, così come le agenzie d’intelligence dell’Australia, gestiscono grandi quantità di dati trasmessi a Pine Gap dai satelliti spia statunitensi che sorvolano Medio Oriente, Asia Centrale, Oceano Indiano, Cina e Sud Est asiatico e Oceano Pacifico. In Nuova Zelanda, nel maggio 2012, i marines hanno condotto la prima esercitazione da combattimento su larga scala con la Nuova Zelanda, dopo 27 anni. L’addestramento al combattimento è stato il primo condotto dagli USA con l’ANZUS (Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti) dalla sospensione degli obblighi del trattato della Nuova Zelanda, nel 1986, dopo che il governo del Paese approvò una legge antinucleare che vietava alle navi a propulsione nucleare della marina statunitense l’accesso alle acque della Nuova Zelanda.
Oltre alla minacce degli Stati Uniti di costruire un aeroporto militare nell’ambiente marino incontaminato di Okinawa, il sistema di difesa missilistico degli Stati Unite e le sue navi Aegis hanno già distrutto uno dei più incontaminati ambienti marini in Corea del Sud, con la costruzione di un enorme, inutile porto militare nell’isola di Jeju Island, che ospita la flotta di cacciatorpediniere antimissile Aegis. La costruzione della nuova base militare su un’isola vicino alla Cina, è una provocazione per il governo cinese. Ho visitato Jeju nel 2010 e poi di nuovo a ottobre, è stato straziante vedere una base navale militare inutile costruita in un’area bellissima. Gli attivisti di Jeju hanno usato tattiche non violente per opporsi alla costruzione della base, mentre il governo sudcoreano ha inviato migliaia di poliziotti e militari dalla Corea del Sud per arrestare e imprigionare molti attivisti. Nelle Filippine, gli Stati Uniti negoziano un più ampio accesso alle basi militari. Un nuovo accordo di sicurezza, chiamato Accordo per una maggiore rotazione del presidio (IRP), permetterebbe alle forze statunitensi una turnazione regolare nelle Filippine per esercitazioni militari congiunte USA-Filippine. Questo accordo permetterebbe agli Stati Uniti di preposizionare materiale bellico per le loro forze nelle basi militari filippine. La frequenza delle esercitazioni USA-Filippine potrebbe aumentare fino alla quasi continua presenza militare statunitense nelle Filippine. Le forze militari statunitensi furono ritirate dalle Filippine nel 1992, dopo le proteste cittadine. Le pretese cinesi sulle isole tradizionalmente detenute dalle Filippine hanno alimentato il nuovo rapporto USA-Filippine.
La visita rinviata del presidente Obama doveva consolidare i piani per le Filippine firmando l’accordo di partenariato trans-Pacifico (TPP), che stabilirà tra 11 nazioni una zona di libero scambio nella regione Asia-Pacifico, che darebbe un’autorità senza precedenti alle società internazionali nel minare le industrie nazionali di quei Paesi.

Jeju-3
La Cina rappresenta una minaccia?
Gli Stati Uniti hanno aumentato notevolmente il loro coinvolgimento militare in Asia per contrastare la crescente potenza economica e militare della Cina nella regione. Eppure, la spesa militare della Cina di 129 miliardi di dollari è nulla rispetto ai 628 miliardi dollari spesi dagli Stati Uniti. Un confronto sul materiale militare dimostra il predominio degli Stati Uniti: gli Stati Uniti dispongono di 10 portaerei contro una della Cina, gli Stati Uniti hanno 15293 aerei militari contro i 5048 della Cina; 6665 elicotteri militari contro i 901 della Cina. La disparità tra gli Stati Uniti e la Cina nel numero di personale militare è impressionante. Con una popolazione di 1344130000, la Cina ha 2285000 militari in servizio attivo e 800000 in riserva. Gli Stati Uniti hanno meno di un quarto della popolazione della Cina, 313847500, ma 1478000 militari in servizio attivo e 1458500 nella riserva. Secondo i media cinesi, la marina cinese ha 70 sottomarini, 10 dei quali a propulsione nucleare. Almeno quattro di questi sono in grado di lanciare i missili JL-2 con testate nucleari, fornendo alla Cina, per la prima volta, una deterrenza strategica e la capacità di secondo colpo contro gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno 73 sottomarini nucleari e altri 3 in costruzione e 4 ordinari: 14 sottomarini lanciamissili balistici classe Ohio e 4 lanciamissili da crociera classe Ohio, 7 sottomarini d’attacco classe Virginia, altri 3 in costruzione e 4 ordinati, 3 sottomarini d’attacco classe Seawolf e 43 sottomarini d’attacco classe Los Angeles e 2 in riserva. Gli Stati Uniti hanno  5113 armi e missili nucleari con una gittata di 9300 miglia se lanciati da terra e 7500 miglia se lanciati da sottomarini nucleari.
Nel 2011, l’Università di Georgetown stimava che la Cina avesse ben 3000 testate, mentre nel 2009 la Federation of American Scientists stimava che i cinesi avessero un minimo di 240 testate. Nel 2011, la Cina pubblicava un libro bianco della difesa che ribadiva la propria politica nucleare,  mantenendo al minimo il deterrente e divenendo il primo Stato nucleare ad adottare la politica “no first use“, impegnandosi ufficialmente a non usare armi nucleari contro Stati che ne sono privi. L’implementazione della Cina di quattro nuovi missili balistici con capacità nucleare ha causato preoccupazione internazionale.
Gli Stati Uniti continuano ad avere “tutte le opzioni” aperte, compreso il nucleare, come precisato il 3 ottobre 2013 dalla “Dichiarazione congiunta del Comitato consultivo della sicurezza.”

Caroline Kennedy, nuova ambasciatrice degli Stati Uniti in Giappone, riuscirà a sfidare le politiche di Obama?
Gli Stati Uniti presto invieranno un nuovo ambasciatore in Giappone. Caroline Kennedy, figlia dell’ex presidente John F. Kennedy, sarà il nuovo volto dell’imperialismo statunitense in Giappone.  Da privata cittadina, Caroline Kennedy ha dichiarato di essersi opposta alla guerra all’Iraq. Una questione importante è se lei riconoscerà il desiderio del popolo giapponese a continuare ad avere il suo unico e importante articolo 9, il paragrafo “pacifista” della sua Costituzione e a convincere l’amministrazione Obama a non indebolirlo. Farlo sarebbe un atto d’incredibile coraggio politico per un ambasciatore statunitense, degno di essere incluso nella versione aggiornata del libro del padre “Profiles in Courage“.

Ann Wright è un colonnello dell’esercito/riserva degli Stati Uniti. È stata anche diplomatico degli Stati Uniti per 16 anni nelle ambasciate di Nicaragua, Grenada, Somalia, Uzbekistan, Kirghizistan, Sierra Leone, Micronesia, Afghanistan e Mongolia. Rassegnò le dimissioni dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti, nel 2003, in opposizione alla guerra all’Iraq.
Copyright © 2013 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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