Su-24 contro USS Donald Cook

Dedefensa 23 aprile 2014
NSSeBE’ il sito Vineyard of the Saker, e più precisamente la reazione di Saker a un intervento di uno dei suoi lettori, che ha attirato la nostra attenzione su un recente incidente di particolare interesse… Fissiamo bene tale giudizio perché le circostanze e l’ambiente politico-militare danno alla notizia, al suo presupposto implicito, all’eventuale inesattezza della fonte con tutte le domande che suscita, una particolare importanza: si tratta di un punto riguardante lo scontro nel sistema di comunicazione e nel tecnologismo tra Russia e Stati Uniti (blocco BAO), in connessione alla crisi ucraina e alle tensioni che suscita. L’incidente nella sua semplice descrizione è stato segnalato come una mossa deliberata della Russia per dimostrare la sua presenza e potenza nel Mar Nero, di fronte all’incursione di unità dell’US Navy nella zona, schierata per fare pressione sulla Russia nel contesto della crisi ucraina. (I russi sottolineano che alcune di tali unità avevano, hanno o possono violare la Convenzione di Montreux, che limita a due settimane la presenza di unità navali di Paesi che non hanno accesso al mare, oltre al divieto di unità pesanti, che non riguarda le unità statunitensi coinvolte come le fregate [secondo la terminologia francese, piuttosto che cacciatorpediniere]). L’incidente ha visto un aereo d’interdizione disarmato Sukhoj Su-24 sorvolare dimostrativamente la fregata USS Donald Cook, con diversi passaggi a bassissima quota, senza tuttavia mai generare una situazione di pericolo. Inoltre, questo tipo di azione era comune nella Guerra Fredda, come attività di codificazione de facto, di una parte all’altra, per comunicare l’affermazione del proprio potere: essere in guardia e controllare aree di sicurezza, eseguita dalla missione dell’unità in questione, di per sé una missione che anche noi chiameremmo “affermazione della comunicazione”. Inoltre, l’incidente Su-24-Donald Cook è stato ampiamente riportato, anche con un tono sensazionale che non sembra giustificato… Poi è apparsa un’informazione secondo cui il Su-24 ha effettivamente compiuto una dimostrazione tecnologica “operativa” di un sistema di guerra elettronica che avrebbe completamente accecato il sistema AEGIS del Donald Cook, potente sistema elettronico da difesa aerea, antiaerea e antimissile, che costituisce il nucleo della difesa antiaerea della flotta degli Stati Uniti. (Il sistema AEGIS è ancora più importante costituendo anche una parte notevole della grande rete di difesa antimissile che gli Stati Uniti sviluppano da diversi anni, ufficialmente contro l’Iran, ma che operativamente è evidentemente contro la Russia. Questa è l’importanza non solo militare, ma politica dell’AEGIS). Il sistema russo utilizzato è designato Khibinij. Dopo l’incidente, l’USS Donald Cook s’è diretto in un porto rumeno, a quanto pare per riparazioni e una fonte afferma che 27 membri dell’equipaggio si sono dimessi. La notizia è stata diffusa il 21 aprile 2014 sul sito della radio russa in indiano Indian.ruvr.ru. In particolare, dà voce a Pavel Zolotarev, vicedirettore dell’Istituto per Stati Uniti e Canada di Mosca (importante istituto russo che collabora con la leadership russa).
A quanto pare, tutti gli sforzi per riattivare l’”AEGIS” e fornire informazioni sull’obiettivo per la difesa, sono falliti. La reazione della Russia alla pressione militare degli Stati Uniti è stata profondamente calma, afferma il politologo russo Pavel Zolotarev: “La dimostrazione è stata abbastanza originale. Un bombardiere senza armi, ma con attrezzature per il disturbo radar, ha operato contro un cacciatorpediniere dotato di “AEGIS”, il sistema più moderno di difesa area e missilistica. Ma questo sistema di localizzazione mobile, in questo caso sulla nave, ha uno svantaggio significativo. Cioè, le capacità di tracciamento del bersaglio funzionano bene quando vi sono numerose navi di questo tipo che possono coordinarsi. In questo caso c’era solo un cacciatorpediniere, e apparentemente l’algoritmo del radar del sistema “Aegis” a bordo non ha funzionato sotto l’influenza del disturbo generato dal Su-24. Non era quindi solo una reazione nervosa al sorvolo del bombardiere russo, pratica comune durante la Guerra Fredda. La reazione degli statunitensi era dovuta al fatto che il maggior sistema moderno, in particolare la sua parte informatica e radar, non funzionò adeguatamente. Pertanto, c’è stata una reazione così nervosa all’episodio (…) Quali sono le possibili conseguenze dell’incidente provocato dagli Stati Uniti nel Mar Nero? Pavel Zolotarev prevede: “Penso che gli statunitensi in qualche modo rifletteranno su come migliorare il sistema “AEGIS”. Questo è un aspetto puramente militare. In termini politici, non vi è alcun rischio di simili dimostrazioni dall’altra parte. Questo è sufficiente. Nel frattempo, per gli statunitensi è un momento assai sgradevole. In generale, il sistema di difesa missilistico che dispiegano comporta enormi spese. Devono dimostrare ogni volta che è necessario stanziare fondi, allo stesso tempo, la componente terrestre dell’ABM è stata testata in condizioni ideali, dimostrando scarsa efficienza. Questo fatto viene nascosto dal Pentagono. La componente più moderna, il sistema navale “AEGIS”, ha mostrato le sue lacune nel caso in questione”.
Dopo aver citato Vineyard of the Saker avvertendo di questa notizia, riproduciamo la reazione di Saker, che sembra di una prudenza abbastanza neutra e giustificata, né positiva o negativa. Saker risponde così a un lettore anonimo (“l’alta tecnologia militare russa supera quella degli americani. Date un’occhiata a questo spettacolo di superiorità [...] Gli americani si sono bagnati i pantaloni”): “Ho sentito questa voce, ma devo ancora vederla confermata, anche indirettamente, da qualsiasi fonte credibile. Da ex-pioniere della guerra elettronica, posso dirvi che è difficile da credere, essendovi molta più potenza su una nave dell’USN che su un aereo russo, soprattutto a distanza ravvicinata. Non dico che non sia vero, solo che ho bisogno di altre conferme. Inoltre, la storia dei 27 marinai dell’USN dimessisi perché non vogliono morire, mi sembra falsa. Quindi, se avete altre fonti, fatemelo sapere”. Da parte nostra, facciamo diverse osservazioni relative alla notizia, il cui l’interesse speculativo e di comunicazione, senza pregiudizio per la sua realtà o falsità, ci sembra chiaro; anche le nostre osservazioni saranno generali, senza approfondire. Tuttavia, il primo punto è proprio tecnico. Il Su-24 è un vecchio aereo (del 1970) da penetrazione profonda e attacco al suolo. Il suo uso in una missione di “dimostrazione della comunicazione” è una scelta che potrebbe essere curiosa perché mostra un aereo superato impiegato in una dimostrazione che comporta l’affermazione del potere attraverso la comunicazione. A questo proposito, l’utilizzo di un potente Su-34 (sostituendo il Su-24), o di qualsiasi altro moderno caccia russo sarebbe stato più appropriato. Per contro, questa scelta rafforza la versione proposta dalla notizia citata. Si tratta di un’abitudine comune sviluppare aerei da combattimento nella versione per la guerra elettronica, che rimangono in servizio attivo molto più a lungo rispetto alle versioni da combattimento: l’USAF ha creato la versione da guerra elettronica EF-111A Raven del cacciabombardiere F-111 radiato alla fine degli anni ’70; e lo stesso EF-111A fu dismesso alla fine degli anni ’90, con una decisione che fu anche considerata un errore; l’US Navy ha sviluppato negli anni ’60 l’EA-6B Prowler, versione da guerra elettronica del caccia A-6: il caccia A-6 fu ritirato nei primi anni ’80, l’EA-6B è ancora presente, e comincia ad essere sostituito dall’EF-18G Growler. In ogni caso, questa notizia, o meglio detonatore di speculazioni sul gioco delle potenze nella crisi ucraina, si sposa perfettamente con la tendenza attuale, soprattutto riguardo la Russia contro gli Stati Uniti. Davanti agli Stati Uniti che intraprendono numerose missioni di proiezione in tutti i continenti e senza riguardo per sovranità e diritto internazionale; in ciò, soprattutto da un punto di vista operativo grazie alla potenza e sofisticazione tecnologica dei loro sistemi militari, la Russia ha una politica molto più cauta e non espansiva (la crisi ucraina in questo caso particolare colpisce direttamente la Russia e non rientra nella categoria della “spedizione”); svolge essenzialmente una politica di comunicazione soprattutto nella Difesa, per le sue presupposte capacità nella guerra elettronica e nei missili. Sappiamo dell’odissea non dell’S-300 (missile superficie-aria a lungo raggio), ma della reputazione dell’S-300 (e dei successori S-400 e S-500), spesso presentati come una sorta di “arma assoluta” della difesa aerea, con speculazioni circa la sua consegna a Iran e Siria; questa “Odissea” è meno operativa e più politica, e chiaramente coinvolge le tattiche del sistema di comunicazione. La questione dell’S-300 ha indubbiamente influenzato, ad esempio, le relazioni politiche tra Russia e Israele, più che le relazioni della Russia con i Paesi indicati quali possibili acquirenti del sistema.
Nel caso del Su-24 contro l’USS Donald Cook, versioni intermedie dell’incidente sono possibili tra la piena accettazione della versione proposta e la completa negazione, ed è probabile che sarà grande oggetto di discussioni informali, senza pregiudicare la verità di questa situazione. Il Su-24 ha potuto compiere una dimostrazione parziale di alcune funzionalità contro il sistema AEGIS, il cui effetto sarebbe d’indurre un dubbio estremamente dannoso negli Stati Uniti (nell’US Navy), sulle capacità operative del sistema AEGIS. La famosa nebbia di guerra non è mai più densa che in tali questioni di dimostrazione di capacità, di cui non è noto se siano piene o parziali, con l’introduzione del dubbio in un campo (la guerra elettronica) dove la certezza dell’efficacia (o inefficienza) è molto più importante che in altri campi militari. E’ lì che passa il tecnologismo avanzato, quando comincia a essere contro-produttivo: per giudicarne l’efficacia, quindi la fiducia assegnatagli e la strategia da essa determinata, sempre più spesso si deve avere una certezza al 100% che le capacità corrispondano ai dati teorici; qualsiasi riduzione di questa percentuale sconvolgerebbe completamente le proposizioni che si basano su di essa. La guerra postmoderna, che in teoria consegna il trionfo quasi senza combattere, è un formidabile “tutto o niente” che non abbiamo finito di conoscere a nostre spese. Ma è in definitiva un riflesso del sistema in generale, e della sua dinamica superpotenza-distruzione. C’è un’altra estensione possibile, se non probabile, considerando soprattutto che il caso tende a minare uno dei tre pilastri fondamentali dello status di potenza dell’US Navy nello Stato della Sicurezza Nazionale vigente a Washington. Questi tre pilastri, che in realtà hanno una rilevanza politico-militare statutaria, sono la forza di proiezione di potenza (portaerei), la forza nucleare strategica (sottomarini lanciamissili balistici e d’attacco) e il sistema AEGIS perché fornisce alla flotta di superficie tutta la potenza e un ruolo nel sistema generale di sicurezza nazionale, in particolare presso la rete antimissile globale. La valutazione generale dell’US Navy presso le altre armi, agenzie d’intelligence, i diversi poteri politico-militari dell’americanismo è che l’US Navy deve proteggere gli artigli di questi tre pilastri. Perciò, l’insieme degli AEGIS di cui è dotata la flotta, è un elemento essenziale del suo potere nella burocrazia del sistema americanista, così i suoi status, bilancio, peso nel processo decisionale, ecc. Pertanto, e considerando il clima di forte concorrenza, sospetti, ecc. tra i diversi centri di potere, l’incidente del Su-24 contro l‘USS Donald Cook può essere considerato, a seconda della versione che offre l’US Navy, un elemento che alimenta i sospetti contro di essa. Tuttavia dobbiamo fare attenzione nel valutare questa notizia, come raccomandato da Saker, mentre i nostromi della burocrazia di Washington s’avviano con tutta cautela a suggerire che la Marina degli Stati Uniti potrebbe nascondere qualche elemento dell’incidente, come una particolare osservazione sulla capacità dell’AEGIS, ecc. La nebbia di guerra nella guerra della comunicazione, a volte e spesso, è più densa a Washington, tra i diversi centri di potere che beneficiano dell’esaurimento di un potere centrale completamente scoperto, che tra “partner” internazionali che sembrano sempre più dei nemici.

s_miroshnichenko_su-24mr_24_1280Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

MiG-31: Un caccia in anticipo sui tempi

Ekaterina Turysheva, RIR, 21 febbraio 2014 VPK - Rossijskaja Gazeta

1174718Lo spazio aereo russo è custodito da un aereo unico, in grado di intercettare qualsiasi bersaglio, dai missili da crociera furtivi ai satelliti, con giorno e notte, pioggia o sole, e a qualsiasi velocità. Gli  analisti della difesa ritengono che nessun altro aeromobile potrà competere con ciò che la NATO chiama Foxhound nei prossimi 10 o 15 anni.

Barriera Artica
Il caccia-intercettore biposto supersonico denominato Foxhound dalla NATO, è il primo aereo da combattimento sovietico di quarta generazione. Alla fine degli anni ’60, c’erano due ragioni per costruire questo aereo, interna ed estera. Da un lato, gli Stati Uniti misero in servizio i missili da crociera strategici e il bombardiere FB-111. Questi potevano sorvolare il Polo Nord e raggiungere i confini dell’URSS a bassa quota, seguendo l’orografia ed evitando la sorveglianza dei nostri satelliti. D’altra parte, c’era un vuoto nella barriera radar nel nord della Russia. Al fine di colmare questa lacuna ed intercettare eventuali “ospiti indesiderati”, Mosca decise di costruire un aereo in grado di monitorare lo spazio aereo su un ampio fronte e ad alta quota. Questi aerei furono i nuovi MiG costruiti dall’Artjom Mikojan Experimental Design Bureau (oggi Russian Aircraft Corporation MiG). Dopo la loro assegnazione a compiti operativi, i ricognitori statunitensi volarono meno frequentemente oltre i confini dell’URSS. Ora, quando la questione della tutela degli interessi russi nella regione artica è diventata sempre più importante, l’esperienza “Artica” del MiG-31 può essere di grande aiuto per le formazioni settentrionali dell’esercito russo.
Il MiG-31 può intercettare e distruggere qualsiasi bersaglio dai satelliti a bassa quota ai missili da crociera. Un gruppo di intercettori può controllare una grande porzione di spazio aereo, indirizzando i caccia su qualsiasi bersaglio, così come i missili antiaerei a terra. Questo aereo viene chiamato “radar volante” dai piloti, per le sue capacità avioniche uniche. Questo complesso si basa sul sistema di controllo ‘Barriera’, dotato della prima al mondo antenna phased array. Questa PAA differisce dal classico radar potendo spostare il fascio con un antenna fissa, così da creare il necessario numero di raggi d’inseguimento simultaneo di bersagli multipli. Barriera è in grado di rilevare 24 oggetti ad una distanza di 200 chilometri. Il computer di bordo sceglie i quattro obiettivi più pericolosi e vi punta contro i missili aria-aria a lungo raggio. Altri quattro obiettivi (il numero massimo di obiettivi simultanei che possono essere attaccati è otto) vengono distrutti dai missili a medio raggio e a corto raggio, o le loro coordinate vengono trasmesse ai caccia e ai missili antiaerei a terra.
Gli esperti dicono che nei prossimi 10 o 15 anni non ci sarà nessun sistema aeronautico integrato che possa affrontare il MiG-31. Tutti i caccia moderni (ad eccezione dei caccia di quinta generazione) non sono completamente supersonici, in quanto il loro periodo di volo supersonico è limitato a 5-15 minuti, per via di varie restrizioni nella progettazione della cellula. La durata del volo supersonico del MiG-31 è limitata solo dalla quantità di combustibile. Inoltre, il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato e in cabrata, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità di Mach 1 in leggera picchiata.

1570741Storia a decollo corto
La produzione del MiG-31 è iniziata nel 1981 presso lo stabilimento Sokol di Gorkij (oggi Nizhnij Novgorod). Entro la fine del 1994, più di 500 velivoli furono costruiti, quindi la loro produzione fu ridotta. Oggi circa un centinaio è operativo. La modernizzazione dei MiG-31, avviato nel 1984, portò alla creazione del MiG-31M, considerato la migliore invenzione e creazione nella storia dell’aviazione militare sovietica, con alcune informazioni ancora confidenziali oggi. E’ noto che il MiG-31M, alla velocità massima, è più veloce di qualsiasi aeromobile nel mondo di almeno 500 chilometri all’ora. Nell’agosto 1995, il velivolo fu mostrato al MAKS-95 Air Show di Zhukovskij e fece scalpore. Tuttavia, il MiG-31M non è andato in produzione di serie. Tuttavia, presso l’impianto Sokol e gli impianti di riparazione esiste ancora la capacità di produzione, il personale e la documentazione necessaria per la ripresa del lavoro. I professionisti dell’aviazione ritengono che tutti questi fattori ridurranno di un terzo i costi di produzione e recupero di un così promettente aeromobile.

v_dmitrenko_savasleyka_07Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Re del Dogfight: il MiG che costrinse alla resa un esercito

Rakesh Krishnan Simha RIR 19 dicembre 2013

mig-21fl-indianIl MiG-21 può essere l’unico aereo nella storia dell’aviazione ad aver costretto una nazione ad arrendersi. L’attacco devastante alla sede del governatore di Dhaka, nel Pakistan orientale, da parte dei MiG-21 fu il punto di svolta della guerra India-Pakistan del 1971. La strategia della guerra lampo dell’India contro l’esercito pakistano portò l’esercito indiano alla periferia di Dhaka in soli nove giorni. Rintanato nel grande edificio, il governo fantoccio del Pakistan orientale aveva dichiarato che non si sarebbe arreso. Alle 11:00 del 14 dicembre 1971, un distaccamento di quattro caccia MiG-21FL individuò la sede del governatore. Dopo averla sorvolata la mitragliarono, puntando razzi e bombe verso l’enorme cupola centrale. Il governatore ebbe così paura di essere colpito che subito si dimise nascondendosi in rifugio antiaereo delle Nazioni Unite. Fu il MiG-21, nome in codice NATO Fishbed, che inflisse i maggiori danni alla Pakistan Air Force. Spazzata via la loro protezione aerea, più di 93000 soldati dell’esercito del Pakistan e 7000 collaboratori civili si arresero senza condizioni.

La furia del Fishbed
I russi avevano progettato il velivolo come “intercettore di punto” ad alta quota, ma l’India l’utilizzò in una moltitudine di ruoli. Oltre alla difesa aerea, il MiG-21 fu utilizzato per l’attacco al suolo, nel fornire protezione agli aerei d’attacco dell’IAF, attirando gli aerei nemici lontano dagli obiettivi strategici, e nel combattimento aereo. Quando la guerra iniziò il 3 dicembre, sei squadroni di MiG-21FL facevano parte dell’organigramma dell’IAF, e parteciparono a operazioni sia nel fronte orientale che occidentale. Verso la fine delle ostilità, il 16 dicembre, i MiG avevano abbattuto quattro F-104 Starfighter, due F-6, un F-86 Sabre e un C-130 Hercules della Pakistan Air Force (PAF). Fu nel teatro occidentale che il MiG-21 venne impiegato nel suo compito primario, la difesa aerea e l’intercettazione. Schierati in tutte le principali basi aeree, da Pathankot nel nord a Jamnagar nella zona sud-occidentale, i MiG-21FL eseguirono centinaia di missioni e decollarono continuamente per intercettare intrusi ostili. Infine il MiG-21 incontrò il suo avversario originale, l’F-104 Starfighter, nei combattimenti aerei durante la guerra del 1971. “In tutti e quattro i duelli aerei classici, il MiG-21 surclassò e sconfisse l’F-104“, dice la storia ufficiale dell’IAF. “La prima vittoria aerea si ebbe il 12 dicembre, quando i MiG-21FL del 47.mo Squadrone abbatterono un F-104 della PAF sul Golfo di Kutch, venendo seguito da altre tre vittorie, in rapida successione, il 17 dicembre, quando i MiG-21FL del 29.mo Squadrone che scortavano degli HF-24 Marut, abbatterono due F-104 presso Uttarlai nel deserto del Rajasthanm, in scontri cannone-missile, mentre un terzo F-104, in missione intrusiva, fu abbattuto da un altro MiG-21FL del 29.mo Squadrone“.

Aeromobile versatile
Un altro ruolo unico su svolto dal MiG-21FL, nel 1971. Il Maresciallo dell’Aria Subhash Bhojwani, allora giovane ufficiale, dice che l’IAF ha utilizzato il MiG come aereo relè ad alta quota. I bombardieri dell’IAF di ritorno dopo aver colpito in profondità nel territorio pakistano, spesso avevano difficoltà ad atterrare perché volavano fuori dalla portata radio e radar. “Così il ruolo del nostro MiG-21FL fu di volare ad un’altitudine di 9 km e trasmettere i segnali ai piloti di ritorno“, dice Bhojwani. “Usavamo un codice ed io ero un ‘passero’. I pakistani che intercettavano le nostri conversazioni mai immaginarono che si trattasse di un MiG-21FL in volo ad alta quota, ed invece pensarono che i russi avevano segretamente dato agli indiani i loro velivoli AWACS, i Moss.”

20091119163814Mig 21Raid su Badin
Badin fu uno dei più importanti obiettivi dell’IAF nella guerra. Situata nel sud Sindh, era sede di una potente unità radar, che forniva supporto alle operazioni aeree della PAF nel settore sud-occidentale. Fu regalata dagli statunitensi al Pakistan, quando aderirono al Patto di Baghdad, e si dimostrò una grande “spina nel fianco” dell’IAF. Anche se era fortemente difesa da cannoni antiaerei, l’IAF decise di distruggerla. La mattina del 12 dicembre, due MiG-21furono inviati da Jamnagar per fotografare il complesso radar. Poche ore dopo, quattro MiG attaccarono il complesso, ma le bombe non colpirono direttamente le antenne. Il giorno seguente, l’IAF inviò altri tre MiG-21 a Badin. Questa volta i MiG colpirono le antenne e l’unità di potenza del complesso radar. Tuttavia, un aereo fu abbattuto dal tiro da terra. L’operazione mise fuori uso il centro e rese la vita un po’ più facile ai piloti indiani.

La paura del Fishbed
Con la protezione offerta dai MiG-21, i Sukhoi Su-7 e gli Hunter dell’IAF attaccarono implacabilmente le basi aeree avanzate del Pakistan, costringendo la PAF ad operare da basi più arretrate. Ciò ne ridusse il raggio d’azione e i velivoli della PAF non poterono più attaccare liberamente. Dall’8 dicembre, dice l’IAF, il Comando aereo occidentale cambiò tattica nelle operazioni antiaeree e di supporto aereo ravvicinato. “Tentativi deliberati furono fatti per attirare l’attenzione della PAF ed ingaggiarla. Missioni di attacco furono condotte da caccia che volavano abbastanza alto per essere avvistati sugli schermi radar pakistani, ma la PAF rifiutò d’intervenire. Invece vi fu un marcato calo degli attacchi contro le truppe indiane“. Uno dei motivi per cui la PAF si rifiutò d’ingaggiare duelli aerei era la paura d’incontrare il MiG-21. I pakistani erano spaventati  dall’effetto moltiplicatore dei MiG-21. L’aereo russo, usando un termine del football americano, interferiva per conto dei bombardieri e degli aerei d’attacco della IAF e la PAF non poteva farci nulla. Inoltre, poiché la guerra logorava costantemente, entrambe le parti perdevano aerei quasi ogni giorno, ma la PAF perdeva aerei e piloti ad un ritmo più veloce, così decise di abbandonare la guerra aerea e di salvare gli aeromobili rimasti piuttosto che affrontare i MiG-21.
“Il MiG-21 ha dimostrato di essere un sistema d’arma da difesa aerea molto efficace“, dice l’IAF. Raggruppare i MiG ad alta quota mentre gli Hunter e i Sukhoj volavano a bassa quota fu una brillante tattica. L’ombrello della superiorità aerea creato dai Fishbed permise agli altri velivoli dell’IAF di attaccare in condizioni favorevoli. Il MiG-21 infatti fu il re del dogfight nella guerra del 1971.

3dTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un anno di riforme militari, esercitazioni e grande riarmo

Dmitrij Litovkin, RIR, 20 dicembre 2013
181055184Test completi sulla prontezza al combattimento delle Forze Armate, un riarmo su vasta scala, nuove basi militari dell’Esercito e della Marina nell’Artico e l’accento sulla deterrenza nucleare contro un potenziale nemico; questi sono i principali risultati delle attività del Ministero della Difesa russo nel 2013. Ciò definisce non solo la direzione dello sviluppo dell’esercito russo, ma anche la crescita delle ambizioni geopolitiche di Mosca.
Sergej Shojgu ha assunto la carica di Ministro della Difesa della Russia in una situazione molto difficile. Il suo predecessore Anatolij Serdjukov aveva letteralmente spezzato il solido e comprovato modulo bellico “sovietico” delle forze armate. Allo stesso tempo, Shojgu è divenuto il responsabile dell’efficienza di tali decisioni. Ecco perché il comandante supremo, il Presidente Vladimir Putin, ha deciso di condurre inattesi test di prontezza al combattimento dell’Esercito e della Marina per la prima volta in 20 anni. Erano “inaspettati”, nel senso letterale della parola, mentre al Ministro della Difesa veniva ordinato di porre “in allerta al combattimento” il Distretto Militare Centrale, a metà febbraio, quando era in volo all’estero. Dopo il Distretto Militare Centrale, azioni simili si svolsero nei distretti militari occidentali e meridionali. A luglio, la prontezza al combattimento fu improvvisamente testata nel Distretto Militare Orientale, e in ottobre si valutarono la prontezza nel respingere un eventuale attacco nucleare delle forze nucleari, della difesa aerospaziale, della marina e dell’aviazione a lungo raggio. Tipicamente, ogni prova veniva accompagnata dall’ampio rischieramento di truppe ed equipaggiamenti da un capo all’altro del Paese. Secondo i militari, tali test hanno offerto l’opportunità non solo di valutare oggettivamente il livello di preparazione dell’esercito e della marina, di praticare la cooperazione tra tutti i loro elementi, ma anche di rivelare i problemi della riforma dell’esercito. Il Presidente Putin è soddisfatto dei risultati dei test. Tuttavia, a dicembre ha fissato una serie di priorità per Sergej Shojgu e il Collegio del Ministero della Difesa, la principale delle quali è il riarmo accelerato dell’esercito con nuove armi ed attrezzature militari.

Acquistare prodotti nazionali
Nella riforma dell’esercito, diretta da Anatolij Serdjukov, vi era una situazione paradossale. La Russia, leader mondiale nella vendita di armi ed equipaggiamento militare, preferiva le attrezzature occidentali per il proprio esercito. Sergej Shojgu ha cambiato radicalmente la situazione in meno di un anno. Durante questo periodo, l’esercito ha ricevuto due reggimenti missilistici con i nuovi sistemi missilistici strategici Jars. Due brigate missilistiche delle forze di terra sono state riarmate con i complessi missilistici Iskander. Due basi aeree hanno ricevuto i recenti bombardieri di prima linea Su-34, aerei d’addestramento Jak-130 ed elicotteri Mi-28N e Mi-35M. La marina ha ricevuto due nuovi sottomarini lanciamissili strategici tipo Projekt 955 Borej. Sei brigate di fanteria meccanizzata e una brigata di carri armati sono state riarmate con i moderni carri armati T-90 e sistemi d’artiglieria Msta-S. Trentasei unità militari hanno ricevuto moderni sistemi di comunicazione e sei brigate di fanteria meccanizzata nuove apparecchiature di guerra elettronica. Grazie a ciò, il ministero è riuscito ad aumentare la quota di moderni sistemi d’arma ed equipaggiamenti militari al 17 per cento, nel 2013. Ciò arriverà al 30 per cento entro il 2015 e al 70-100 per cento entro il 2020.

I freddi calcoli di Mosca
L’anno in corso s’è dimostrato più di ogni altro quello in cui la trasformazione dell’esercito è stato  raggiunto. Mosca ha apertamente riconosciuto di aver schierato una brigata di sistemi missilistici tattici Iskander nella regione di Kaliningrad. Questi missili possono colpire obiettivi ben difesi a  500 km dal confine con la Russia: aeroporti, depositi di munizioni, personale e attrezzature del nemico, così come le postazioni dei sistemi di difesa missilistica degli Stati Uniti. Inoltre, la Russia ha quasi completamente ristrutturato il sistema di allerta precoce antimissile nazionale, quest’anno.  Ha attivato 4 delle 8 stazioni radar Voronezh-DM attualmente in costruzione, che possono seguire tutto ciò che accade nello spazio aereo intorno alla Russia per una distanza di 6000 km. Un comando operativo è stato istituito nel Mediterraneo, a giugno, per tutelare gli interessi nazionali della Russia. Ora formazioni navali russe sono costantemente presenti in questa zona. La capacità operativa delle truppe aviotrasportate è stata rafforzata con l’inserimento di tre brigate d’assalto aereo delle forze di terra, che permetteranno a Mosca di rispondere più efficacemente ad eventuali minacce alla sicurezza ai suoi confini. Tuttavia, forse la mossa più forte è stata la creazione di una rete di basi militari nella regione artica. Questa sarà pronta l’anno prossimo. I piani prevedono lo schieramento di unità di difesa aerea in Novaja Zemlja, la creazione di brigate di risposta rapida e navi da combattimento della marina in servizio d’allerta permanente sulle rotte dell’Artico. Così Mosca sosterrà le sue affermazioni per l’ampliamento della piattaforma continentale, garantendosi i diritti sui nuovi giacimenti di petrolio e gas sul fondo dell’Oceano Artico, così come il nuovo corridoio tra il Pacifico e l’Atlantico.

578984Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Testato il nuovo sistema radar di sorveglianza spaziale russo

Andrej Kisljakov, RIR, 15 dicembre 2013

Con un passo volto a rafforzare la difesa aerospaziale, la Russia ha avviato una moderna stazione radar di sorveglianza spaziale.

l3pM8Ai primi di dicembre è entrato in servizio il nuovo radar di sorveglianza ‘oltre l’orizzonte’ russo. Il sistema è progettato per il rilevamento e l’inseguimento di bersagli aerei. La sua antenna radar è un’enorme superficie composta da 144 antenne alta quanto un edificio di 10 piani. La stazione può rilevare bersagli aerei a una distanza di circa 3000 km, è uno dei sistemi di sorveglianza e preallarme contro un attacco aereo nemico. “Tali stazioni, quando s’illuminano, fanno rimbalzare il segnale radio sulla ionosfera, come uno specchio, in modo da poter vedere tutto ciò che succede oltre l’orizzonte“, ha detto il capo progettista della stazione, Valentin Strelkin. Secondo Strelkin, vi erano stazioni analoghe presso Chernobyl e Nikolaev in Ucraina, così come a Komsomolsk-na-Amur. Con il crollo dell’Unione Sovietica, divenne impossibile il loro funzionamento e nei primi anni ’90 si ebbe l’idea di creare un nuova generazione di radar di rilevamento oltre l’orizzonte. Lo sviluppo del programma iniziò circa sei anni fa.
L’Unione Sovietica utilizzò un radar oltre l’orizzonte che raggiunse i 10.000 km di raggio. Furono progettati per rilevare il lancio di missili dal territorio degli Stati Uniti. Tuttavia, tali stazioni non potevano specificare le coordinate del lancio perché il fascio emesso veniva interrotto dalla ionosfera. “Oggi, tornare a quelle antenne giganti è impraticabile. Il sistema spaziale di allarme contro gli attacchi missilistici Echelon svolge il compito di individuare i lanci dei missili balistici intercontinentali. Invece l’Echelon spaziale non ha il compito di definire le coordinate del bersaglio aereo. Qui c’è bisogno del radar di rilevamento oltre l’orizzonte del tipo “contenitore”, con il raggio che, rimbalzando nella ionosfera, può rilevare in modo accurato ogni obiettivo”, ha spiegato il capo-progettista.
Negli ultimi due anni, l’amministrazione ha già consegnato i due più recenti complessi radar alle forze armate. Così, l’anno scorso i reparti radiotecnici furono dotati di circa 20 dei più recenti complessi radar. Tra di essi gli aggiornati Gamma-S1M, Volga, Approccio, Kasta-2.2, nonché varie modifiche delle stazioni Sky. I primi esemplari del radar di nuova generazione Gamma-S1M già svolgono la funzione di allarme per la protezione dello spazio aereo del distretto industriale di Mosca e della Russia centrale. Per addestrare più di 300 ufficiali e specialisti dei reparti radiotecnici, le truppe IRR vengono inviate nei centri di sviluppo dei nuovi modelli di armi ed attrezzature militari. Il Gamma-S1M consente l’efficace rilevamento e determinazione delle coordinate degli attacchi aerei, anche sotto l’influenza di ampie interferenze naturali ed artificiali. Oltre al rilevamento di obiettivi multipli, il radar classifica i singoli obiettivi sulla base dei dati della rotta e della traiettoria.
Il radar di sorveglianza spaziale Don-2N è oggi uno dei principali elementi del sistema di difesa antimissile russo. Questo radar a scansione circolare controlla continuamente lo spazio, fino a una a quota di 40000 Km e, dalla sua zona di operazioni, può rivelare bersagli balistici, sostenere e guidare gli intercettori. La stazione può sorvegliare contemporaneamente l’intera stratosfera emisferica di sua responsabilità. L’operatività del radar Don-2N fu testata nel febbraio 1994, in un esperimento congiunto con gli Stati Uniti per il rilevamento di piccoli oggetti nello spazio. In un esperimento con la navetta spaziale statunitense Discovery nello spazio, furono rilevati speciali microsatelliti. Il radar analizzò tutti i settori interessati all’esperimento ed oggetti del diametro di 10 centimetri furono rivelati soltanto da tre radar: due radar russi e lo statunitense Cobra Dane in Alaska.
Il Radar Don-2N fu l’unico a rilevare e tracciare le traiettorie di piccoli oggetti nello spazio a distanze di circa 1500-2000 chilometri. Tuttavia, il Don-2N svolge compiti non solo nell’interesse della Difesa. La stazione è integrata nella rete di sistemi di gestione delle informazioni della difesa antimissile e del controllo spaziale. A tal fine, viene regolarmente impiegato per seguire il lancio di missili balistici e di missili spaziali dai siti di lancio di Plesetsk e Bajkonur, così come il lancio di missili balistici dai sottomarini nel mar di Barents e nel mare di Okhotsk.

don2ncoberturaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

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