MiG-31: Un caccia in anticipo sui tempi

Ekaterina Turysheva, RIR, 21 febbraio 2014 VPK - Rossijskaja Gazeta

1174718Lo spazio aereo russo è custodito da un aereo unico, in grado di intercettare qualsiasi bersaglio, dai missili da crociera furtivi ai satelliti, con giorno e notte, pioggia o sole, e a qualsiasi velocità. Gli  analisti della difesa ritengono che nessun altro aeromobile potrà competere con ciò che la NATO chiama Foxhound nei prossimi 10 o 15 anni.

Barriera Artica
Il caccia-intercettore biposto supersonico denominato Foxhound dalla NATO, è il primo aereo da combattimento sovietico di quarta generazione. Alla fine degli anni ’60, c’erano due ragioni per costruire questo aereo, interna ed estera. Da un lato, gli Stati Uniti misero in servizio i missili da crociera strategici e il bombardiere FB-111. Questi potevano sorvolare il Polo Nord e raggiungere i confini dell’URSS a bassa quota, seguendo l’orografia ed evitando la sorveglianza dei nostri satelliti. D’altra parte, c’era un vuoto nella barriera radar nel nord della Russia. Al fine di colmare questa lacuna ed intercettare eventuali “ospiti indesiderati”, Mosca decise di costruire un aereo in grado di monitorare lo spazio aereo su un ampio fronte e ad alta quota. Questi aerei furono i nuovi MiG costruiti dall’Artjom Mikojan Experimental Design Bureau (oggi Russian Aircraft Corporation MiG). Dopo la loro assegnazione a compiti operativi, i ricognitori statunitensi volarono meno frequentemente oltre i confini dell’URSS. Ora, quando la questione della tutela degli interessi russi nella regione artica è diventata sempre più importante, l’esperienza “Artica” del MiG-31 può essere di grande aiuto per le formazioni settentrionali dell’esercito russo.
Il MiG-31 può intercettare e distruggere qualsiasi bersaglio dai satelliti a bassa quota ai missili da crociera. Un gruppo di intercettori può controllare una grande porzione di spazio aereo, indirizzando i caccia su qualsiasi bersaglio, così come i missili antiaerei a terra. Questo aereo viene chiamato “radar volante” dai piloti, per le sue capacità avioniche uniche. Questo complesso si basa sul sistema di controllo ‘Barriera’, dotato della prima al mondo antenna phased array. Questa PAA differisce dal classico radar potendo spostare il fascio con un antenna fissa, così da creare il necessario numero di raggi d’inseguimento simultaneo di bersagli multipli. Barriera è in grado di rilevare 24 oggetti ad una distanza di 200 chilometri. Il computer di bordo sceglie i quattro obiettivi più pericolosi e vi punta contro i missili aria-aria a lungo raggio. Altri quattro obiettivi (il numero massimo di obiettivi simultanei che possono essere attaccati è otto) vengono distrutti dai missili a medio raggio e a corto raggio, o le loro coordinate vengono trasmesse ai caccia e ai missili antiaerei a terra.
Gli esperti dicono che nei prossimi 10 o 15 anni non ci sarà nessun sistema aeronautico integrato che possa affrontare il MiG-31. Tutti i caccia moderni (ad eccezione dei caccia di quinta generazione) non sono completamente supersonici, in quanto il loro periodo di volo supersonico è limitato a 5-15 minuti, per via di varie restrizioni nella progettazione della cellula. La durata del volo supersonico del MiG-31 è limitata solo dalla quantità di combustibile. Inoltre, il MiG-31 può superare la barriera del suono in volo livellato e in cabrata, mentre la maggior parte degli aerei supersonici supera la velocità di Mach 1 in leggera picchiata.

1570741Storia a decollo corto
La produzione del MiG-31 è iniziata nel 1981 presso lo stabilimento Sokol di Gorkij (oggi Nizhnij Novgorod). Entro la fine del 1994, più di 500 velivoli furono costruiti, quindi la loro produzione fu ridotta. Oggi circa un centinaio è operativo. La modernizzazione dei MiG-31, avviato nel 1984, portò alla creazione del MiG-31M, considerato la migliore invenzione e creazione nella storia dell’aviazione militare sovietica, con alcune informazioni ancora confidenziali oggi. E’ noto che il MiG-31M, alla velocità massima, è più veloce di qualsiasi aeromobile nel mondo di almeno 500 chilometri all’ora. Nell’agosto 1995, il velivolo fu mostrato al MAKS-95 Air Show di Zhukovskij e fece scalpore. Tuttavia, il MiG-31M non è andato in produzione di serie. Tuttavia, presso l’impianto Sokol e gli impianti di riparazione esiste ancora la capacità di produzione, il personale e la documentazione necessaria per la ripresa del lavoro. I professionisti dell’aviazione ritengono che tutti questi fattori ridurranno di un terzo i costi di produzione e recupero di un così promettente aeromobile.

v_dmitrenko_savasleyka_07Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Re del Dogfight: il MiG che costrinse alla resa un esercito

Rakesh Krishnan Simha RIR 19 dicembre 2013

mig-21fl-indianIl MiG-21 può essere l’unico aereo nella storia dell’aviazione ad aver costretto una nazione ad arrendersi. L’attacco devastante alla sede del governatore di Dhaka, nel Pakistan orientale, da parte dei MiG-21 fu il punto di svolta della guerra India-Pakistan del 1971. La strategia della guerra lampo dell’India contro l’esercito pakistano portò l’esercito indiano alla periferia di Dhaka in soli nove giorni. Rintanato nel grande edificio, il governo fantoccio del Pakistan orientale aveva dichiarato che non si sarebbe arreso. Alle 11:00 del 14 dicembre 1971, un distaccamento di quattro caccia MiG-21FL individuò la sede del governatore. Dopo averla sorvolata la mitragliarono, puntando razzi e bombe verso l’enorme cupola centrale. Il governatore ebbe così paura di essere colpito che subito si dimise nascondendosi in rifugio antiaereo delle Nazioni Unite. Fu il MiG-21, nome in codice NATO Fishbed, che inflisse i maggiori danni alla Pakistan Air Force. Spazzata via la loro protezione aerea, più di 93000 soldati dell’esercito del Pakistan e 7000 collaboratori civili si arresero senza condizioni.

La furia del Fishbed
I russi avevano progettato il velivolo come “intercettore di punto” ad alta quota, ma l’India l’utilizzò in una moltitudine di ruoli. Oltre alla difesa aerea, il MiG-21 fu utilizzato per l’attacco al suolo, nel fornire protezione agli aerei d’attacco dell’IAF, attirando gli aerei nemici lontano dagli obiettivi strategici, e nel combattimento aereo. Quando la guerra iniziò il 3 dicembre, sei squadroni di MiG-21FL facevano parte dell’organigramma dell’IAF, e parteciparono a operazioni sia nel fronte orientale che occidentale. Verso la fine delle ostilità, il 16 dicembre, i MiG avevano abbattuto quattro F-104 Starfighter, due F-6, un F-86 Sabre e un C-130 Hercules della Pakistan Air Force (PAF). Fu nel teatro occidentale che il MiG-21 venne impiegato nel suo compito primario, la difesa aerea e l’intercettazione. Schierati in tutte le principali basi aeree, da Pathankot nel nord a Jamnagar nella zona sud-occidentale, i MiG-21FL eseguirono centinaia di missioni e decollarono continuamente per intercettare intrusi ostili. Infine il MiG-21 incontrò il suo avversario originale, l’F-104 Starfighter, nei combattimenti aerei durante la guerra del 1971. “In tutti e quattro i duelli aerei classici, il MiG-21 surclassò e sconfisse l’F-104“, dice la storia ufficiale dell’IAF. “La prima vittoria aerea si ebbe il 12 dicembre, quando i MiG-21FL del 47.mo Squadrone abbatterono un F-104 della PAF sul Golfo di Kutch, venendo seguito da altre tre vittorie, in rapida successione, il 17 dicembre, quando i MiG-21FL del 29.mo Squadrone che scortavano degli HF-24 Marut, abbatterono due F-104 presso Uttarlai nel deserto del Rajasthanm, in scontri cannone-missile, mentre un terzo F-104, in missione intrusiva, fu abbattuto da un altro MiG-21FL del 29.mo Squadrone“.

Aeromobile versatile
Un altro ruolo unico su svolto dal MiG-21FL, nel 1971. Il Maresciallo dell’Aria Subhash Bhojwani, allora giovane ufficiale, dice che l’IAF ha utilizzato il MiG come aereo relè ad alta quota. I bombardieri dell’IAF di ritorno dopo aver colpito in profondità nel territorio pakistano, spesso avevano difficoltà ad atterrare perché volavano fuori dalla portata radio e radar. “Così il ruolo del nostro MiG-21FL fu di volare ad un’altitudine di 9 km e trasmettere i segnali ai piloti di ritorno“, dice Bhojwani. “Usavamo un codice ed io ero un ‘passero’. I pakistani che intercettavano le nostri conversazioni mai immaginarono che si trattasse di un MiG-21FL in volo ad alta quota, ed invece pensarono che i russi avevano segretamente dato agli indiani i loro velivoli AWACS, i Moss.”

20091119163814Mig 21Raid su Badin
Badin fu uno dei più importanti obiettivi dell’IAF nella guerra. Situata nel sud Sindh, era sede di una potente unità radar, che forniva supporto alle operazioni aeree della PAF nel settore sud-occidentale. Fu regalata dagli statunitensi al Pakistan, quando aderirono al Patto di Baghdad, e si dimostrò una grande “spina nel fianco” dell’IAF. Anche se era fortemente difesa da cannoni antiaerei, l’IAF decise di distruggerla. La mattina del 12 dicembre, due MiG-21furono inviati da Jamnagar per fotografare il complesso radar. Poche ore dopo, quattro MiG attaccarono il complesso, ma le bombe non colpirono direttamente le antenne. Il giorno seguente, l’IAF inviò altri tre MiG-21 a Badin. Questa volta i MiG colpirono le antenne e l’unità di potenza del complesso radar. Tuttavia, un aereo fu abbattuto dal tiro da terra. L’operazione mise fuori uso il centro e rese la vita un po’ più facile ai piloti indiani.

La paura del Fishbed
Con la protezione offerta dai MiG-21, i Sukhoi Su-7 e gli Hunter dell’IAF attaccarono implacabilmente le basi aeree avanzate del Pakistan, costringendo la PAF ad operare da basi più arretrate. Ciò ne ridusse il raggio d’azione e i velivoli della PAF non poterono più attaccare liberamente. Dall’8 dicembre, dice l’IAF, il Comando aereo occidentale cambiò tattica nelle operazioni antiaeree e di supporto aereo ravvicinato. “Tentativi deliberati furono fatti per attirare l’attenzione della PAF ed ingaggiarla. Missioni di attacco furono condotte da caccia che volavano abbastanza alto per essere avvistati sugli schermi radar pakistani, ma la PAF rifiutò d’intervenire. Invece vi fu un marcato calo degli attacchi contro le truppe indiane“. Uno dei motivi per cui la PAF si rifiutò d’ingaggiare duelli aerei era la paura d’incontrare il MiG-21. I pakistani erano spaventati  dall’effetto moltiplicatore dei MiG-21. L’aereo russo, usando un termine del football americano, interferiva per conto dei bombardieri e degli aerei d’attacco della IAF e la PAF non poteva farci nulla. Inoltre, poiché la guerra logorava costantemente, entrambe le parti perdevano aerei quasi ogni giorno, ma la PAF perdeva aerei e piloti ad un ritmo più veloce, così decise di abbandonare la guerra aerea e di salvare gli aeromobili rimasti piuttosto che affrontare i MiG-21.
“Il MiG-21 ha dimostrato di essere un sistema d’arma da difesa aerea molto efficace“, dice l’IAF. Raggruppare i MiG ad alta quota mentre gli Hunter e i Sukhoj volavano a bassa quota fu una brillante tattica. L’ombrello della superiorità aerea creato dai Fishbed permise agli altri velivoli dell’IAF di attaccare in condizioni favorevoli. Il MiG-21 infatti fu il re del dogfight nella guerra del 1971.

3dTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Un anno di riforme militari, esercitazioni e grande riarmo

Dmitrij Litovkin, RIR, 20 dicembre 2013
181055184Test completi sulla prontezza al combattimento delle Forze Armate, un riarmo su vasta scala, nuove basi militari dell’Esercito e della Marina nell’Artico e l’accento sulla deterrenza nucleare contro un potenziale nemico; questi sono i principali risultati delle attività del Ministero della Difesa russo nel 2013. Ciò definisce non solo la direzione dello sviluppo dell’esercito russo, ma anche la crescita delle ambizioni geopolitiche di Mosca.
Sergej Shojgu ha assunto la carica di Ministro della Difesa della Russia in una situazione molto difficile. Il suo predecessore Anatolij Serdjukov aveva letteralmente spezzato il solido e comprovato modulo bellico “sovietico” delle forze armate. Allo stesso tempo, Shojgu è divenuto il responsabile dell’efficienza di tali decisioni. Ecco perché il comandante supremo, il Presidente Vladimir Putin, ha deciso di condurre inattesi test di prontezza al combattimento dell’Esercito e della Marina per la prima volta in 20 anni. Erano “inaspettati”, nel senso letterale della parola, mentre al Ministro della Difesa veniva ordinato di porre “in allerta al combattimento” il Distretto Militare Centrale, a metà febbraio, quando era in volo all’estero. Dopo il Distretto Militare Centrale, azioni simili si svolsero nei distretti militari occidentali e meridionali. A luglio, la prontezza al combattimento fu improvvisamente testata nel Distretto Militare Orientale, e in ottobre si valutarono la prontezza nel respingere un eventuale attacco nucleare delle forze nucleari, della difesa aerospaziale, della marina e dell’aviazione a lungo raggio. Tipicamente, ogni prova veniva accompagnata dall’ampio rischieramento di truppe ed equipaggiamenti da un capo all’altro del Paese. Secondo i militari, tali test hanno offerto l’opportunità non solo di valutare oggettivamente il livello di preparazione dell’esercito e della marina, di praticare la cooperazione tra tutti i loro elementi, ma anche di rivelare i problemi della riforma dell’esercito. Il Presidente Putin è soddisfatto dei risultati dei test. Tuttavia, a dicembre ha fissato una serie di priorità per Sergej Shojgu e il Collegio del Ministero della Difesa, la principale delle quali è il riarmo accelerato dell’esercito con nuove armi ed attrezzature militari.

Acquistare prodotti nazionali
Nella riforma dell’esercito, diretta da Anatolij Serdjukov, vi era una situazione paradossale. La Russia, leader mondiale nella vendita di armi ed equipaggiamento militare, preferiva le attrezzature occidentali per il proprio esercito. Sergej Shojgu ha cambiato radicalmente la situazione in meno di un anno. Durante questo periodo, l’esercito ha ricevuto due reggimenti missilistici con i nuovi sistemi missilistici strategici Jars. Due brigate missilistiche delle forze di terra sono state riarmate con i complessi missilistici Iskander. Due basi aeree hanno ricevuto i recenti bombardieri di prima linea Su-34, aerei d’addestramento Jak-130 ed elicotteri Mi-28N e Mi-35M. La marina ha ricevuto due nuovi sottomarini lanciamissili strategici tipo Projekt 955 Borej. Sei brigate di fanteria meccanizzata e una brigata di carri armati sono state riarmate con i moderni carri armati T-90 e sistemi d’artiglieria Msta-S. Trentasei unità militari hanno ricevuto moderni sistemi di comunicazione e sei brigate di fanteria meccanizzata nuove apparecchiature di guerra elettronica. Grazie a ciò, il ministero è riuscito ad aumentare la quota di moderni sistemi d’arma ed equipaggiamenti militari al 17 per cento, nel 2013. Ciò arriverà al 30 per cento entro il 2015 e al 70-100 per cento entro il 2020.

I freddi calcoli di Mosca
L’anno in corso s’è dimostrato più di ogni altro quello in cui la trasformazione dell’esercito è stato  raggiunto. Mosca ha apertamente riconosciuto di aver schierato una brigata di sistemi missilistici tattici Iskander nella regione di Kaliningrad. Questi missili possono colpire obiettivi ben difesi a  500 km dal confine con la Russia: aeroporti, depositi di munizioni, personale e attrezzature del nemico, così come le postazioni dei sistemi di difesa missilistica degli Stati Uniti. Inoltre, la Russia ha quasi completamente ristrutturato il sistema di allerta precoce antimissile nazionale, quest’anno.  Ha attivato 4 delle 8 stazioni radar Voronezh-DM attualmente in costruzione, che possono seguire tutto ciò che accade nello spazio aereo intorno alla Russia per una distanza di 6000 km. Un comando operativo è stato istituito nel Mediterraneo, a giugno, per tutelare gli interessi nazionali della Russia. Ora formazioni navali russe sono costantemente presenti in questa zona. La capacità operativa delle truppe aviotrasportate è stata rafforzata con l’inserimento di tre brigate d’assalto aereo delle forze di terra, che permetteranno a Mosca di rispondere più efficacemente ad eventuali minacce alla sicurezza ai suoi confini. Tuttavia, forse la mossa più forte è stata la creazione di una rete di basi militari nella regione artica. Questa sarà pronta l’anno prossimo. I piani prevedono lo schieramento di unità di difesa aerea in Novaja Zemlja, la creazione di brigate di risposta rapida e navi da combattimento della marina in servizio d’allerta permanente sulle rotte dell’Artico. Così Mosca sosterrà le sue affermazioni per l’ampliamento della piattaforma continentale, garantendosi i diritti sui nuovi giacimenti di petrolio e gas sul fondo dell’Oceano Artico, così come il nuovo corridoio tra il Pacifico e l’Atlantico.

578984Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Testato il nuovo sistema radar di sorveglianza spaziale russo

Andrej Kisljakov, RIR, 15 dicembre 2013

Con un passo volto a rafforzare la difesa aerospaziale, la Russia ha avviato una moderna stazione radar di sorveglianza spaziale.

l3pM8Ai primi di dicembre è entrato in servizio il nuovo radar di sorveglianza ‘oltre l’orizzonte’ russo. Il sistema è progettato per il rilevamento e l’inseguimento di bersagli aerei. La sua antenna radar è un’enorme superficie composta da 144 antenne alta quanto un edificio di 10 piani. La stazione può rilevare bersagli aerei a una distanza di circa 3000 km, è uno dei sistemi di sorveglianza e preallarme contro un attacco aereo nemico. “Tali stazioni, quando s’illuminano, fanno rimbalzare il segnale radio sulla ionosfera, come uno specchio, in modo da poter vedere tutto ciò che succede oltre l’orizzonte“, ha detto il capo progettista della stazione, Valentin Strelkin. Secondo Strelkin, vi erano stazioni analoghe presso Chernobyl e Nikolaev in Ucraina, così come a Komsomolsk-na-Amur. Con il crollo dell’Unione Sovietica, divenne impossibile il loro funzionamento e nei primi anni ’90 si ebbe l’idea di creare un nuova generazione di radar di rilevamento oltre l’orizzonte. Lo sviluppo del programma iniziò circa sei anni fa.
L’Unione Sovietica utilizzò un radar oltre l’orizzonte che raggiunse i 10.000 km di raggio. Furono progettati per rilevare il lancio di missili dal territorio degli Stati Uniti. Tuttavia, tali stazioni non potevano specificare le coordinate del lancio perché il fascio emesso veniva interrotto dalla ionosfera. “Oggi, tornare a quelle antenne giganti è impraticabile. Il sistema spaziale di allarme contro gli attacchi missilistici Echelon svolge il compito di individuare i lanci dei missili balistici intercontinentali. Invece l’Echelon spaziale non ha il compito di definire le coordinate del bersaglio aereo. Qui c’è bisogno del radar di rilevamento oltre l’orizzonte del tipo “contenitore”, con il raggio che, rimbalzando nella ionosfera, può rilevare in modo accurato ogni obiettivo”, ha spiegato il capo-progettista.
Negli ultimi due anni, l’amministrazione ha già consegnato i due più recenti complessi radar alle forze armate. Così, l’anno scorso i reparti radiotecnici furono dotati di circa 20 dei più recenti complessi radar. Tra di essi gli aggiornati Gamma-S1M, Volga, Approccio, Kasta-2.2, nonché varie modifiche delle stazioni Sky. I primi esemplari del radar di nuova generazione Gamma-S1M già svolgono la funzione di allarme per la protezione dello spazio aereo del distretto industriale di Mosca e della Russia centrale. Per addestrare più di 300 ufficiali e specialisti dei reparti radiotecnici, le truppe IRR vengono inviate nei centri di sviluppo dei nuovi modelli di armi ed attrezzature militari. Il Gamma-S1M consente l’efficace rilevamento e determinazione delle coordinate degli attacchi aerei, anche sotto l’influenza di ampie interferenze naturali ed artificiali. Oltre al rilevamento di obiettivi multipli, il radar classifica i singoli obiettivi sulla base dei dati della rotta e della traiettoria.
Il radar di sorveglianza spaziale Don-2N è oggi uno dei principali elementi del sistema di difesa antimissile russo. Questo radar a scansione circolare controlla continuamente lo spazio, fino a una a quota di 40000 Km e, dalla sua zona di operazioni, può rivelare bersagli balistici, sostenere e guidare gli intercettori. La stazione può sorvegliare contemporaneamente l’intera stratosfera emisferica di sua responsabilità. L’operatività del radar Don-2N fu testata nel febbraio 1994, in un esperimento congiunto con gli Stati Uniti per il rilevamento di piccoli oggetti nello spazio. In un esperimento con la navetta spaziale statunitense Discovery nello spazio, furono rilevati speciali microsatelliti. Il radar analizzò tutti i settori interessati all’esperimento ed oggetti del diametro di 10 centimetri furono rivelati soltanto da tre radar: due radar russi e lo statunitense Cobra Dane in Alaska.
Il Radar Don-2N fu l’unico a rilevare e tracciare le traiettorie di piccoli oggetti nello spazio a distanze di circa 1500-2000 chilometri. Tuttavia, il Don-2N svolge compiti non solo nell’interesse della Difesa. La stazione è integrata nella rete di sistemi di gestione delle informazioni della difesa antimissile e del controllo spaziale. A tal fine, viene regolarmente impiegato per seguire il lancio di missili balistici e di missili spaziali dai siti di lancio di Plesetsk e Bajkonur, così come il lancio di missili balistici dai sottomarini nel mar di Barents e nel mare di Okhotsk.

don2ncoberturaTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

I sovietici costruirono uno Space Shuttle migliore?

Follie supersoniche: perché i nuovi bombardieri strategici sono dinosauri volanti
Rakesh Krishnan Simha RIR, 21 novembre 2013

Sia la Russia che gli Stati Uniti spingono lo sviluppo di nuovi bombardieri a lungo raggio, ma i droni sono una scelta più economica e più futuristica.

post-48173-1274374577,72_thumbChe cosa hanno in comune i terroristi e i generali dell’aeronautica? La risposta è che hanno lo stesso incubo ricorrente sui droni. Ciò perché tali velivoli senza equipaggio minacciano di metterli entrambi fuori gioco. L’ironia è che, nonostante la crescente sofisticazione e resistenza dei droni, che eseguono missioni di attacco che poco prima erano appannaggio esclusivo dell’aviazione, la Russia e gli Stati Uniti hanno dato il via libero allo sviluppo dei bombardieri a lungo raggio. I nuovi progetti non miglioreranno sensibilmente la sicurezza russa o statunitense, ma sicuramente lasceranno dei buchi nei bilanci della difesa.

Arriva il via libera al bombardiere con la stella rossa
L’aviazione russa ha approvato lo sviluppo del nuovo bombardiere strategico PAK-DA che sostituirà la vecchia flotta di bombardieri strategici della Russia dei 63 Tupolev Tu-95M Bear e 13 Tu-160 Blackjack, nel prossimo decennio. Sorprendentemente, in un’epoca in cui i missili aria-aria sono ipersonici (cinque-dieci volte la velocità del suono), il nuovo bombardiere russo viene indicato  subsonico. Così, quando il PAK-DA entrerà in servizio negli anni 2020 sostituirà velivoli che furono progettati 50-70 anni prima, e ancora il nuovo bombardiere sarà più lento di alcuni aeromobili ritirati. In secondo luogo, la dottrina dell’attacco aereo strategico resta invariata. Il subsonico Tu-95 e il Tu-160 da Mach 2 sono progettati per decollare da basi nella Russia profonda e lanciare centinaia di missili da crociera nucleari Kh-102 da distanze sicure, fino a 3000 km dalle coste americane. Il nuovo bombardiere, che dovrebbe costare miliardi di rubli nella R&S (ricerca e sviluppo), avrà lo stesso ruolo, sarà un’altra piattaforma per il lancio di missili da crociera. L’unico miglioramento importante è che avrà un rivestimento furtivo, la cui efficacia non è stata definitivamente dimostrata contro un vero nemico.

E in un angolo blu
I giganti aerospaziali statunitensi Boeing e Lockheed Martin hanno dichiarato, nell’ottobre 2013, che collaboreranno su un nuovo bombardiere a lungo raggio (LRSB) progetto per l’US Air Force, mentre i militari cercano di sostituire la flotta dei vecchi 160 bombardieri pesanti: 76 B-52 Stratofortress, 63 B-1 Lancer e 20 stealth B-2 Spirit. L’US Air Force ha detto che il costo di ogni velivolo è stimato 550 milioni dollari e il valore totale di 100 aerei sarebbe di 55 miliardi dollari. Ma nel frattempo, il prime contractor è Lockheed-Martin il re dei costi gonfiati. Nel 1996, quando  intascò il contratto, il costo previsto del velivolo era di circa 65 milioni, che ora è arrivato a circa  200 milioni di dollari. Il programma LRSB, che ha già macinato 300 milioni di dollari, difficilmente invertirà il trend. Si potrebbe pensare che con la fine della minaccia sovietica, l’US Air Force non abbia motivi per un nuovo bombardiere. Ma il nuovo mantra è che se non si dispone di un nemico, lo s’inventa. Nonostante il fatto che l’esercito cinese sia insignificante per gli standard statunitensi, l’esercito statunitense lo raffigura come un drago più grande della realtà. Il punto di vista del Pentagono è che nessuna nave militare cinese potrà pattugliare senza finire sotto la potenza aerea basata a terra. Secondo il vicecapo di Stato Maggiore dell’US Air Force, Generale Philip Breedlove, gli Stati Uniti devono continuare ad avere la capacità di colpire dall’aria qualsiasi bersaglio sul globo. Il tiro da distanza è la capacità centrale nella nuova dottrina militare statunitense dell’Airsea Battle, che chiede una stretta integrazione tra l’US Air Force e l’US Marines nel campo di battaglia.

Bombardieri nel mirino
Ma, supersonico o lento, gli attaccanti sono sempre vulnerabili. L’analista della difesa Loren Thompson dice che l’area più importante in cui i bombardieri diventano obsoleti è la loro decrescente capacità di eludere l’intercettazione da parte delle difese avversarie. “Molti Paesi come l’Iran e la Siria hanno implementato difese aeree integrate che combinano radar altamente sensibili con agili missili terra-aria. Queste difese sono state progettate per eliminare le interferenze generate dai dispositivi jamming degli Stati Uniti, e per inseguire gli aeromobili su diverse frequenze in modo che non possano essere facilmente ingannate dalle contromisure. Ciò renderà più difficile ai bombardieri statunitensi penetrare lo spazio aereo ostile in futuro, soprattutto se non hanno le caratteristiche che li rendono invisibili. Il B-2 è l’unico vero bombardiere stealth nella flotta di oggi, e anche se è carente su alcune lunghezze d’onda.” Goffo e costoso, il bombardiere è già nel mirino delle forze antiaeree. L’abbattimento del cacciabombardiere stealth F-117 da parte delle forze di terra serbe che utilizzavano un antiquato sistema missilistico sovietico, indica di cosa dei combattenti motivati ed istruiti, a differenza delle forze mal addestrate di Saddam Hussein, siano capaci sul campo di battaglia. Con i nuovi missili terra-aria S-300 e S-400, la minaccia si è moltiplicata di diverse volte. Inoltre, i nuovi radar in fase di sviluppo, in particolare in Russia, sono progettati per rilevare facilmente aerei stealth quanto quelli non stealth.

Il momento del drone
Indicativo di quanto i droni ridisegnano la guerra moderna sono i top gun statunitensi riassegnati ai  droni, creando un enorme deficit di piloti nell’US Air Force. Il problema è così acuto che l’arma offre 225mila dollari di bonus ai nuovi piloti, a condizione che rimangono nell’aviazione per nove anni. L’aviazione del 21° secolo affronta una crisi esistenziale, con la crescente sofisticazione e resistenza dei droni, limitate solo dai rifornimenti di carburante, cambiando l’equazione aerea a favore dei velivoli senza pilota. Con il rifornimento in volo, l’autonomia sarà limitata solo dal fallimento dei sottosistemi. Inoltre, il loro basso costo e il fatto che i droni riducano a zero i rischi per il pilota, dovrebbero idealmente farne i sostituti perfetti dei costosi bombardieri intercontinentali. L’assenza di un pilota si traduce in notevoli risparmi sui costi, non solo di carburante, ma anche perché non sono necessari costosi sistemi di supporto vitale.

Ritorno al futuro
Secondo l’Air Force Magazine, lo scontro tra droni e velivoli pilotati “ha poco a che fare con la tecnologia e tutto con la politica“. Questo perché il mondo è ancora a disagio all’idea di una macchina armata che vola senza un pilota umano a bordo. Tuttavia, la tecnologia senza pilota non è veramente nuova. Lo space shuttle russo Buran, che volò nel novembre 1988, era completamente automatizzato. Secondo un rapporto elaborato dall’Istituto di ricerca panrusso sui materiali aerei, la differenza più importante dalla navetta statunitense era che la navetta spaziale russa poteva volare ed atterrare in modalità totalmente automatica. Più di recente, il Boeing 777 è un esempio di aereo  automatico di cui si potrà dire che ha “piloti opzionali”. Il piloti dell’aviazione possono essere glamour e virili, ma nell’era dei droni i bombardieri a lungo raggio, e in effetti gli altri aerei pilotati, hanno i giorni contati. Se le aviazioni, e i loro capi civili, l’ammettono con umiltà, potrebbero risparmiare ad entrambe le ex superpotenze molto denaro.

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I sovietici costruirono uno Space Shuttle migliore?

Venticinque anni fa, questo mese, la navetta spaziale sovietica Buran compì il suo unico volo
Anatolij Zak Popular Mechanics 19 novembre 2013

1465135Un quarto di secolo fa, sembrava che la navetta spaziale avesse improvvisamente un nuovo fratello.  Il 15 novembre 1988, l’orbiter riutilizzabile Buran, fiore all’occhiello del programma spaziale sovietico, compì il suo primo volo. Si sarebbe dimostrato l’ultimo del Buran. Ma guardando 25 anni dopo, alcuni esperti dicono che l’URSS avrebbe costruito una migliore navetta spaziale, che avrebbe posto le basi per una nuova generazione di veicoli di lancio, se avesse resistito alle tempeste economiche degli anni ’90 e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Copia?
Una volta che la navetta alata sovietica finalmente fece il suo debutto pubblico, dopo anni di sviluppo segreto, una leggenda metropolitana diffuse la notizia che si trattasse di una replica esatta della navetta spaziale statunitense. Fu facile credervi. Un lungo elenco di equivalenti sovietici della tecnologia occidentale, dagli aspirapolvere alle auto, dagli aerei ai razzi, erano vere copie. Ma mentre la somiglianza tra i veicoli spaziali è sorprendente, era però ingannevole. All’inizio del programma Buran, nel 1976, la leadership sovietica infatti assegnò all’industria il compito di sviluppare un sistema con capacità tecniche simili a quelle della navetta spaziale. Tuttavia, i politici lasciarono agli ingegneri la scelta della percorso esatto a un tale veicolo, un’apertura che il capo-progettista del Buran Valentin Glushko sfruttò. Come ora sappiamo da numerosi documenti non classificati e testimonianze, gli ingegneri di Glushko non copiarono ciecamente la navetta, ma invece attraversarono un lungo e doloroso processo nel determinare l’architettura dell’equivalente sovietico. Alla fine si convenne che la forma aerodinamica e le ali a doppia freccia della navetta statunitense fornissero la soluzione migliore. Allo stesso tempo, respinsero la filosofia economica della NASA sulla navetta, che prometteva un facile accesso allo spazio grazie alla sostituzione totale dei razzi tradizionali con una navicella riutilizzabile a basso costo, nonché l’approccio statunitense verso la sua architettura di lancio. Molti storici e ingegneri oggi dicono che così facendo i sovietici in realtà costruirono un sistema migliore di quello degli Stati Uniti. Si potrebbe obiettare che crearono il più avanzato e versatile velivolo spaziale che l’umanità avesse mai conosciuto.

Interni
All’interno, il Buran aveva molti componenti che svolgevano le stesse funzioni dei suoi equivalenti statunitensi. Entrambe le navette impiegavano celle a combustibile ad idrogeno per produrre energia elettrica e bruciavano idrazina per alimentare i sistemi idraulici di bordo. Eppure, gli ingegneri sovietici progettarono la maggior parte di questi meccanismi da zero, con solo un’idea generale di come gli equivalenti statunitensi funzionassero. Soprattutto, gli ingegneri sovietici costruirono un nuovo sistema di lancio per il Buran. Invece di due relativamente semplici (ma, come si è scoperto dopo il disastro del Challenger, mortalmente inaffidabili) booster a propellente solido per il primo stadio, i sovietici impiegato quattro razzi a propellente liquido. La loro eredità vive oggi nel vettore russo-ucraino Zenit. Il Buran utilizzava anche quattro motori principali (al posto dei tre della navetta) volti a fornire la maggior parte della spinta durante l’orbita. Misero questi motori in un stadio separato, piuttosto che sull’orbiter alato, come avvenne con la navetta. Questo approccio fece  sì che il sistema sovietico perdesse i suoi motori principali dopo ogni volo, invece di tornare a Terra con l’orbiter, rendendolo meno riutilizzabile. D’altra parte, significava che quasi ogni carico concepibile fino a 95 tonnellate, fosse una stazione spaziale da combattimento, un modulo lunare o un veicolo per una spedizione marziana, potesse essere disposto sul sistema di lancio del Buran. Al contrario, il carico utile massimo della navetta spaziale fu limitato a 29 tonnellate nella stiva del modulo orbitante. Con la costruzione del Buran in questo modo, i sovietici costruirono essenzialmente dei razzi multiuso superpesanti poi conosciuti come Energija. Si potrebbe potenzialmente sostenere che fosse la risposta sovietica al programma di guerre stellari di Ronald Reagan, così come la base lunare con equipaggio e anche le spedizioni su Marte. Tuttavia, con la fine della guerra fredda e il crollo dell’Unione Sovietica, nessuno di questi progetti superò il tavolo da disegno. Ironia della sorte, poi toccò alla NASA cercare di decodificare un progetto sovietico, in quanto gli ingegneri statunitensi cercavano un’architettura simile a quella dell’Energija, ma utilizzando i componenti della navetta. Purtroppo, il concetto noto come Shuttle-C non andò mai oltre al modello in scala reale.

Quello che avrebbe potuto essere
Gli strateghi spaziali sovietici apparentemente sopravvalutarono enormemente l’importanza militare della navetta e ritenevano che dovessero rispondere con un sistema simile, come avrebbero fatto normalmente per qualsiasi sviluppo di un’arma importante degli Stati Uniti. Il Cremlino vide la navetta spaziale soprattutto come vettore per armi spaziali e le scontate applicazioni scientifiche e commerciali furono pubblicizzate come elaborata cortina fumogena. Allo stesso tempo, però, i sovietici non accettarono mai l’idea della NASA che il sistema riutilizzabile potesse sostituire i tradizionali razzi usa e getta. Di conseguenza, il Buran sovietico fu realizzato solo per compiti specifici (soprattutto militari), che necessitavano delle sue capacità uniche di manutenzione nello spazio e di far rientrare carichi dall’orbita. Il Buran poteva essere utilizzato nell’assemblaggio di grandi stazioni spaziali, come il complesso modulare Mir-2 sviluppato negli anni ’80, nonché per lo schieramento e il rifornimento di satelliti spia e grandi piattaforme antisatellite e antimissile, se il riarmo raggiungeva lo spazio, come i leader del Cremlino temevano. Tuttavia, sia Energija che Buran apparvero quando l’ultimo atto della guerra fredda terminava. Il nuovo volto del Cremlino, Mikhail Gorbaciov, era molto più interessato a risanare l’economia sovietica fatiscente che non a superare gli Stati Uniti nella corsa agli armamenti. Di conseguenza, nessuno dei grandi e costosi programmi spaziali, che avevano bisogno delle capacità impressionanti del Buran, si materializzò, lasciando il veicolo spaziale senza compiti. Nel 1991, il crollo dell’URSS e la crisi economica in Russia lasciarono decadere il Buran e le sue infrastrutture.
In retrospettiva, alcuni dicono che se solo il Buran, o almeno il suo lanciatore Energija, avessero resistito alle tempeste economiche degli anni ’90, la Russia e la comunità internazionale avrebbero ora un avanzato e potente mezzo spaziale in grado di porre una base internazionale sulla luna e anche d’inviare esseri umani su Marte. Invece, in questi giorni sia la NASA che l’agenzia spaziale russa sono all’inizio di una strada decennale per sviluppare una nuova generazione di veicoli di lancio che, un giorno, potrebbero avvicinarsi alle capacità del potente lanciatore del Buran.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Primo Raggio. L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013


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