Il potenziale nucleare strategico della Russia sarà aggiornato entro il 2020

Dmitrij Litovkin, RIR, 6 ottobre 2014

In reazione all’espansione della NATO, la Russia crea nuovi missili balistici, perfeziona l’aviazione strategica, costruisce sottomarini e aggiorna il sistema di controllo spaziale.1385714Mosca accelera il rinnovamento della propria deterrenza nucleare, con il rinnovo completo delle forze entro il 2020, secondo il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, responsabile del complesso militare-industriale della Russia. Oggi vi sono ragioni sostanziali per la Russia di preoccuparsi della difesa, dice Viktor Esin ex-comandante delle forze missilistiche strategiche. “Gli USA costruiscono il loro sistema di difesa missilistico in Polonia, Romania e infine Paesi baltici minacciando direttamente la sicurezza della Russia. La comparsa dei sistemi antimissile in questi Paesi aiuterà gli Stati Uniti a realizzare il cosiddetto piano del ‘colpo di fulmine'”, spiega Esin. “In sostanza posizionare i sistemi antimissile il più vicino possibile alle basi di lancio dei missili balistici del potenziale nemico e impedirne il lancio”.

Rafforzare lo scudo nucleare
Fa notare che mentre il missile Pershing II potrebbe arrivare a Mosca in 7-10 minuti da un sito di lancio in Germania, i missili dei nuovi sistemi antimissile nei Paesi baltici dovrebbero coprire tale distanza in metà tempo. “Con tale intervallo il sistema di difesa missilistico russo sarebbe impotente“, chiarendo che ciò è uno dei motivi per cui Mosca modernizza il suo ‘scudo nucleare’ al più presto possibile. Nell’ambito del piano per lo sviluppo strategico nucleare, un passo importante è stato compiuto verso la creazione di nuovi missili balistici, per esempio lo RS-26 Jars, che dispone di diverse testate nucleari ipersoniche manovrabili. Ognuna ha un proprio sistema di guida e può superare qualsiasi sistema di difesa missilistica. Il piano è sostituire con questi missili i complessi mobili e fissi missilistici Topol e Topol-M, in totale 186 missili.

La nuova dottrina militare
Inoltre si sviluppano le componenti navali della capacità di deterrenza nucleare strategica. La Russia ha iniziato la costruzione in serie dei battelli di nuova generazione 955 Borej, che saranno la principale componente della triade nucleare navale della Russia. Secondo il programma di difesa dello Stato, entro il 2020 la marina riceverà otto sottomarini nucleari serie 955 dotati di missili balistici. Ciascuno dei vascelli subacquei avrà 16 missili balistici Bulava. Nel frattempo, l’aviazione strategica della Russia assiste alla continua modernizzazione degli equipaggiamenti di bordo dei suoi vettori missilistici Tu-160 e Tu-95. Ciascuno dei 66 bombardieri pesanti riceverà nuovi sistemi di comando, navigazione e puntamento, permettendo ai bombardieri d’essere utilizzati non solo per la deterrenza nucleare, ma anche per il lancio di missili e bombe convenzionali. “La nuova dottrina della sicurezza nazionale in via preparazione per la pubblicazione, oggi, in relazione alle nuove sfide alla sicurezza russa, non includerà il paragrafo sull’attacco nucleare preventivo nel caso di minaccia alla sicurezza del nostro Paese“, dice Jurij Baluevskij, ex-capo di stato maggiore dell’esercito russo. “Ciò nonostante, Mosca si riserva il diritto di possedere e, in caso di emergenza, usare armi nucleari“.

1001731Reazione difensiva
Per fare questo nelle attuali condizioni, non basta avere solo missili balistici, sottomarini e bombardieri. È inoltre necessario disporre di un affidabile sistema di sorveglianza spaziale, per l’allarme sui lanci di missili e il controllo delle proprie armi nucleari. Nell’ambito del programma di Difesa dello Stato 2020, la Russia ha già stabilito lungo i confini una rete di stazioni radar tipo Voronezh per l’allerta sul lancio di missili. La prima di queste stazioni è stata istituita presso San Pietroburgo. Di conseguenza i militari possono “vedere” tutto ciò che accade nell’aria e nello spazio dal Marocco alle Spitsbergen, fino alla costa orientale degli Stati Uniti. Una seconda stazione è stata costruita nei pressi di Armavir, nel territorio di Krasnodar, e controlla ciò che accade tra Nord Africa e India. I sistemi radar controllano lo spazio fino ad oltre 2500 chilometri. La costruzione di un centro nella regione di Kaliningrad ha chiuso il fronte occidentale, e nel prossimo futuro una stazione sarà creata nella regione di Irkutsk, ‘penetrando’ dallo spazio cinese fino alle coste occidentali degli Stati Uniti.
Secondo il Generale Sergej Karakaev, comandante delle forze missilistiche strategiche russe, le forze sotto la sua supervisione sono passate a un nuovo sistema di comando completamente digitale. Ciò aumenta la stabilità del sistema nel caso di conflitto nucleare. “Tale dimostrazione di forza è più una reazione difensiva piuttosto che il desiderio di spaventare qualcuno“, afferma Vadim Kozjulin, docente presso l’Accademia delle Scienze Militari, che sostiene che Mosca e Washington conoscono perfettamente la responsabilità di possedere e il pericolo di usare, armi nucleari. “In caso contrario, le parti non si sarebbero sedute negoziando la preservazione dell’accordo sui missili a media e lunga gittata. Nel campo delle armi strategiche, credo che entrambe le parti manterranno la prudenza“.

borei_class_l2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Il missile portatile russo “Verba” viene utilizzato in Ucraina?

Valentin Vasilescu Reseau International 21 giugno 2014
600Dmitrij Timchuk, direttore del centro di ricerca politico-militare di Kiev ha lanciato l’ipotesi infondata che l’aereo ucraino An-30B, abbattuto il 6 giugno a Slavjansk, sarebbe stato vittima dei federalisti equipaggiati con il nuovo sistema missilistico portatile “Verba“. Si noti che l’aereo da ricognizione ucraino An-30B volava a 430 km/h ad una quota massima di 7300 m. La sua posizione richiedeva che il tiratore federalista avesse un puntatore in scala 1:3000, ottenuta con una fotocamera ad alta risoluzione (810×785 millimetri) al di sotto della quota di 4000 metri. Pertanto, l’An-30B potrebbe essere stato abbattuto da un sistema esistente nell’arsenale dell’esercito ucraino catturato dai federalisti. Secondo telegraph.co.uk, citando funzionari di Kiev, “i terroristi con cinismo e tradimento hanno abbattuto con una mitragliatrice di grosso calibro”, nella notte del 13 giugno, un altro velivolo da trasporto militare ucraino, un Iljushin Il-76 in avvicinamento e in fase d’atterraggio nell’aeroporto di Lugansk. Una portavoce del dipartimento di Stato USA, Marie Harf, ha anche accusato i ribelli federalisti dell’Ucraina orientale di essere equipaggiati di carri armati e lanciarazzi russi, senza mostrare alcuna prova. Al contrario, il dipartimento di Stato degli Stati Uniti è sordo e cieco davanti le prove dei soldati ucraini che usano armi di distruzione di massa, come munizioni al fosforo bianco, contro i civili nella città di Slavjansk. Cosa vietata dalla Convenzione di Ginevra. Tutto ciò maschera l’incapacità dell’aeronautica militare ucraina nel condurre missioni ottimali con  l’An-30B e di aver un dispositivo di sufficiente sicurezza presso l’aeroporto di Lugansk, permettendo ai federalisti di posizionarsi in silenzio e aspettare l’Il-76 avvicinarsi alla pista di atterraggio per abbatterlo. Come nelle forze di terra dell’esercito ucraino, la deprofessionalizzazione dell’aeronautica va messa sul conto della politica del Pentagono. Il Pentagono ha imposto la rimozione di 41000 ufficiali e sottufficiali dell’esercito ucraino, nel 2005-2014, fornendo involontariamente un grande nucleo composto di soldati addestrati e motivati, pronti a servire la causa della federalizzazione dell’Ucraina. Questi battaglioni di auto-difesa di Donetsk e Lugansk, formati principalmente da ufficiali della riserva, sembrano essere ben al di sopra del livello addestrativo dell’attuale esercito ucraino.
Il grosso problema dell’aeronautica ucraina sono le sue dotazioni di bombe a gravità. In caso di bombardamento a quote superiori ai 5000 m, la precisione è molto scarsa. Le bombe dell’aeronautica ucraina seguono un’ellisse di dispersione determinata dalla normale legge  gaussiana, distribuzione della densità che include anche le proprie truppe di terra in contatto diretto con i federalisti. Questo è il motivo per cui i PRND (razzi non guidati) vengono utilizzati; la gittata massima dei razzi non guidati è di 3-4 km. Poiché il lancio di tale tipo di arma avviene in picchiata  ad un angolo di 20-40 gradi, la quota d’attacco non deve superare i 3600 m e la cabrata i 1500-2000 m, esponendo a grande vulnerabilità i velivoli Su-25 e MiG-29, utilizzati dall’esercito ucraino per le missioni di attacco al suolo, ad ogni tipo di missile portatile esistente. Ciò porta al sistema portatile russo Verba, ovvero il sistema 9K333 Verba presente alle esercitazioni militari russe di Kaliningrad. Il sistema è entrato in produzione di serie nel 2012 quando la KBM Kolomna decise di sostituire i vecchi sistemi Strela-2/3 e Igla-1/2, incrementando le prestazioni di oltre il 30% rispetto ai vecchi sistemi. Il raggio d’azione minimo del missile Verba è 6400 m, con una quota pratica è 4500-5000 m e una velocità di 500 m/s. I sensori di puntamento del missile operano contemporaneamente su tre bande dello spettro visibile e dell’infrarosso, e sono gli unici al mondo insensibili agli inganni termici avviati dai velivoli presi di mira. I Verba che equipaggiano le subunità della Difesa aerea proteggono le unità delle divisioni d’assalto aviotrasportate dell’esercito russo. Ogni gruppo della Difesa aerea equipaggiato con i sistema missilistico portatile Verba ha un sistema di controllo automatico dello spazio aereo (ACS) montato su veicoli blindati dei paracadutisti. L’ACS ha un piccolo radar in banda millimetrica che può rilevare bersagli aerei a una distanza di 30 km, ed apparecchiature di guerra radio-elettronica utilizzate dai radar di ricerca. Il radar di ricerca rileva le emissioni radar degli aerei a distanze di oltre 50 km, cioè prima che gli obiettivi appaiano sul radar. Ogni ACS invia le informazioni sulla situazione aerea ai gruppi subordinati dotati di missili portatili Verba, utilizzando frequenze criptate. 30-60 secondi prima dell’apparizione del bersaglio aereo nel campo visivo, il tiratore riceve dall’ACS il tempo approssimativo di arrivo del bersaglio, coordinate, quota di volo e tipo di aeromobile. Quando il velivolo appare, il tiratore punta sul bersaglio e avvia il lancio dei missili, il tutto in 3-8 secondi. Ricaricare il lanciamissili portatile richiede 10-20 secondi, consentendo il lancio a ripetizione contro i velivoli nemici.
I sistemi Verba sono accoppiati ai complessi automatizzati di rilevamento, controllo e disturbo elettronico Barnaul-T dei reggimenti aeroportati russi, che utilizzano la rete satellitare GLONASS oltre a cannoni da 30 mm e missili antiaerei Bagulnik montati sui veicoli corazzati. I missili Bagulnik hanno una gittata di 10 km e sostituiscono i famosi sistemi Strela-10. Il Barnaul-T, che neutralizza per disturbo i radar degli aerei nemici, presto riceverà generatori d’interferenza laser, per disturbare missili e bombe a guida laser lanciati dai velivoli nemici.

0_c0fde_498b75fa_XLTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La guerra segreta di Crimea

Valentin Vasilescu Reseau International 27 maggio 20140_a8a96_19399f59_XXXLDopo più di tre mesi di propaganda occidentale sulla crisi in Ucraina, dove la Russia viene presenta come aggressore libero di attaccare tutti, si pone la questione se l’attuale russofobia sia stata indotta dal fallimento degli Stati Uniti nel sequestrare con la forza le avanzate attrezzature militari russe del valore di decine di miliardi di dollari. Qualsiasi Paese che dimostri una certa indipendenza verso Stati Uniti ed occidente, ricco di risorse e che pone un’alternativa al dominio USA nella regione, diventa automaticamente antidemocratico e un grave pericolo per la pace mondiale. I leader di questi Paesi vengono definiti dittatori e la maggior parte di loro muore prematuramente. Questo s’è notato in particolare nei Paesi del Mediterraneo che esercitano un vero centro d’influenza contro la forza degli Stati Uniti sostenuta da altri Paesi NATO (vedasi il caso di Jugoslavia, Libia, ecc.) In un documento del Ministero della Difesa russo del 2011, il principale nemico della Russia è il terrorismo internazionale, riferendosi ai ribelli islamisti in Siria e Libia. In tal modo, la Russia ha aperto il vaso di Pandora, mentre fissa luogo e ruolo della potente nuova squadra navale russa nel Mediterraneo, strutturata sulla base della Flotta del Mar Nero. Vale la pena ricordare che compito di questa flotta è impedire il bombardamento della Siria da parte degli Stati Uniti. Secondo il documento, la Russia è riuscita a creare una base per i rifornimenti degli aerei da pattugliamento marittimo Tu-142M e dei caccia intercettori MiG-31BM nella base aerea “Andreas Papandreou” a Paphos, Cipro.
Quando gli Stati Uniti hanno negato gli aiuti militari all’Egitto, del valore di 1,3 miliardi dollari all’anno, l’Egitto iniziò a negoziare il ritorno dei russi, dopo un’assenza di 40 anni, nella base aerea di Ras Banas nella penisola sul Mar Rosso, che gli avevano tolto per far posto agli statunitensi. La Russia è in trattative per l’invio permanente delle navi della Flotta del Mar Nero a Port Victoria, nelle Seychelles. Queste isole dell’Oceano Indiano occupano una posizione che permette di raggiungere facilmente sia il Golfo Persico che il Mar Rosso. A seguito della riorganizzazione del comando strategico meridionale della Russia, la 30.ma Divisione Navale (Flotta del Mar Nero), è stata dotata di 20 moderne navi in fase di ultimazione, tra cui sei sottomarini classe Varshavjanka, fregate lanciamissili specializzate in interferenze e ricognizione radio-elettroniche (SIGINT ed ELINT) e la prima portaelicotteri Mistral costruita dai francesi. La Flotta del Mar Nero comprende anche un corpo di spedizione (come gli Stati Uniti), composto da truppe aviotrasportate e truppe di fanteria navale. Il sostegno della Flotta del Mar Nero è fornito dalla 4.ta Divisione aerea e dal supporto antiaereo. Inoltre, una flotta indipendente da trasporto pesante, costituita da 135 aeromobili An-22, An-124, Il-76MD e An-12, fornisce la mobilità aerea alla forza di risposta rapida supplementare di 80000 soldati russi del 49° e 58° Corpo. La Forza di reazione rapida è soggetta alla Flotta del Mar Nero. Questo potente corpo di spedizione ha la capacità di distruggere qualsiasi gruppo o sistema considerato terroristico dalla Russia nel Mediterraneo, Africa orientale, Golfo Persico e Medio Oriente. Questa è solo la parte visibile dell’iceberg, dicono vari generali della riserva che hanno lavorato nel campo della Difesa spaziale della Federazione Russa, il cui elemento chiave è il sistema C4I, organizzato nella base ultramoderna della Flotta Mar Nero, nel sud della penisola di Crimea. E’ da lì che si assicura il coordinamento delle operazioni terrestri e navali in tutta la parte europea del territorio russo e del fianco meridionale della Federazione Russa. Nell’era sovietica, l’attuale base della Flotta del Mar Nero fu utilizzata per ospitare il centro di gestione delle missioni spaziali KIP-10, la cui responsabilità era guidare le missioni Saljut, Sojuz, Sojuz-Apollo e il programma Lunokhod dei veicoli automatici progettati per atterrare sulla Luna e percorrerne la superficie per analizzarne autonomamente la struttura, grazie al laboratorio a bordo.
L’errore di omissione commesso dagli analisti politici e militari stranieri, dicono i generali della riserva russa, deriva dalla loro ignoranza della nuova dottrina militare della Federazione russa che non può nemmeno concepire una futura operazione militare senza l’uso della potente componente spaziale. La componente spaziale, fatte salve le sede della Flotta del Mar Nero, mira ad aumentare di 10 volte mobilità, reattività, efficienza e precisione delle tecniche di combattimento convenzionali tramite sorveglianza e monitoraggio continui del 25% dell’emisfero settentrionale del globo. Il Centro Spaziale riceve informazioni dal radar antibalistico Voronezh-M (raggio operativo 6000 km) accoppiato ai sensori ottici e laser situati a Lekhtusi (vicino a San Pietroburgo), Pjonerskij (Kaliningrad) e Armavir sulla sponda orientale del Mar Nero. Il Centro Spaziale russo in Crimea riceve informazioni dalla rete satellitare di allerta KMO/K in grado di rilevare dall’orbita il lancio  di missili da crociera e balistici. Il centro è collegato alla rete di satelliti ELINT militari russi che controlla le trasmissioni radio ed elettroniche, così come i sistemi di navigazione che equipaggiano  missili antiaerei, aerei e navi da guerra nel Mediterraneo, Mar Nero, Mar Rosso, Golfo Persico e in profondità negli Stati rivieraschi. Le operazioni del Centro Spaziale della Flotta del Mar Nero sono svolte con microprocessori di ultima generazione, antenne e apparecchiature di rilevazione, comunicazione e controllo satellitare (il P-2500 dal diametro di 70 m di Evpatorija) in 20 strutture militari russe sul territorio della Crimea, permettendo l’integrazione dei sensori per il rilevamento e il puntamento automatizzato delle armi ad alta precisione della Flotta del Mar Nero.
Come NATO e Stati Uniti possono compromettere il piano russo di spezzare l’egemonia degli Stati Uniti nel Mediterraneo e Golfo Persico e basato sulla Flotta del Mar Nero? Disorganizzandone e neutralizzandone il centro nevralgico in Crimea e sostituendo le truppe russe con quelle degli Stati Uniti. E più di qualsiasi altro metodo, il più probabile nel raggiungere tale obiettivo non era fomentare il colpo di Stato del febbraio 2014 a Kiev contro il presidente democraticamente eletto Viktor Janukovich? L’errore che gli Stati Uniti hanno commesso, vedendosi già padroni della Crimea, è non aver avuto la pazienza di aspettare lo smantellamento del sistema di attrezzature C4I della Russia dopo i risultati delle elezioni presidenziali anticipate. Si affrettarono a schierare  prematuramente uno squadrone di droni da ricognizione a Dnepropetrovsk. Con il sorvolo permanente di tali droni della Crimea, prima dell’annuncio del referendum, gli stessi statunitensi rivelarono le loro vere intenzioni ai russi.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo cacciatorpediniere cinese potrebbe abbattere gli F-35

Want China Times 09/05/2014
images1231193_12_trung_quoc_nga_tap_tran_lon_nhat_lich_su_phunutodayI caccia stealth di quinta generazione statunitensi F-35 sarebbero rilevabili dal sistema radar installato a bordo del nuovo cacciatorpediniere Type 052D della Marina dell’Esercito di Liberazione del Popolo, secondo Voce della Russia che cita esperti militari. Vladimir Evseev, direttore del Centro per gli Studi Sociali e Politici di Mosca, ha detto all’emittente russa che i dettagli del radar cinese, compreso l’importo speso per il suo sviluppo, rimangono sconosciuti, tuttavia è un grande balzo in avanti del programma di modernizzazione militare della nazione. La Cina ha incontrato molti ostacoli nel sviluppare un proprio sistema radar, ma è riuscita a superare tali problemi con l’aiuto russo, ha detto Voce della Russia citando Konstantin Sivkov, direttore dell’Accademia russa per le questioni geopolitiche. Sivkov ha detto che la parte più importante del successo della Cina è che la marina dell’ELP, infine, sappia gestire i sistemi radar ad antenna a scansione elettronica attiva. Con questa tecnologia, i cacciatorpediniere cinesi possono rilevare ed abbattere i caccia F-35 da una distanza di 350 km. Nel frattempo, Pavel Zolotarjov, Vicedirettore dell’Istituto di Studi su USA e Canada dell’Accademia delle Scienze russa, ha detto che la nave da guerra cinese non solo può individuare il caccia stealth degli Stati Uniti, ma può anche implementare contromisure contro le interferenze elettroniche generate dal caccia. Il nuovo sistema aumenterà gradualmente la capacità operative della Marina dell’ELP nella regione del Pacifico occidentale, afferma Voce della Russia.

069-071lI nuovi cacciatorpediniere cinesi possono abbattere gli F-35?
Ankit Panda USNI 15 maggio 2014

Il nuovo cacciatorpediniere cinese Type 052D Luyang III può rilevare il Joint Strike Fighter Lockheed Martin F-35 Lightning II? Forse. Media inglesi, cinesi e russi riportano che il radar del nuovo cacciatorpediniere cinese potrebbe rilevare e inseguire l’F-35; tuttavia non è chiaro se tali affermazioni siano valide. Konstantin Sivkov, direttore dell’Accademia russa per le questioni geopolitiche, ha affermato che il sistema radar ad Antenna a scansione elettronica attiva (AESA) del cacciatorpediniere può rilevare, monitorare e attaccare l’F-35 ad una distanza di 350 km, secondo un articolo di Voce della Russia. Il Type 052D ha un radar AESA Type 346 e un radar Type 518 in banda L accoppiato al sistema di difesa missilistico antiaereo CPMIEC HQ-9B. L’HQ-9B avrebbe una gittata di circa 200 chilometri, secondo la stampa locale. Subito dei dubbi vengono suscitati dalle affermazioni di Sivkov riguardo la gittata dell’HQ-9B, ma le valutazioni non possono essere del tutto errate, soprattutto se il radar Type 346 è un radar in banda S come il radar Lockheed SPY-1 montato sulle navi da guerra Aegis dell’US Navy.
Il caccia tattico stealth deve essere ottimizzato per affrontare le bande ad alta frequenza come le bande C, X e Ku; una semplice questione di fisica. C’è un “gradino” nella firma osservabile (LO) dell’aeromobile una volta che la lunghezza d’onda della frequenza supera una certa soglia e suscita l’effetto di risonanza. Tipicamente, la risonanza si verifica quando un elemento dell’aeromobile, ad esempio il timone di coda, è inferiore di otto volte alla dimensione di una particolare lunghezza d’onda della frequenza. Effettivamente, i piccoli aerei stealth non hanno dimensioni o peso necessari per mezzo metro o più di rivestimenti in materiale radar assorbente su ogni superficie, e sono costretti ad operare sulle bande di frequenza cui sono ottimizzati. Tuttavia, mentre vi è un cambio nella sezione trasversale radar di un caccia stealth quando opera contro radar a bassa frequenza, come le bande S o L, vi sono molti fattori interessati da rilevazione e inseguimento di un aereo a bassa osservabilità. Molto dipende dalla gamma del trasmettitore radar del velivolo e dalla forza del ritorno omnidirezionale dell’aeromobile bersaglio avviato dall’effetto di risonanza. Anche con l’effetto di risonanza, non ci può essere un ritorno abbastanza forte per inseguire un aereo stealth, come l’F-35, da una distanza tatticamente significativa. L’altro problema che la difesa deve affrontare è il fatto che la banda L e molte parti della banda S hanno cellule di risoluzione radar troppo grandi per fornire un efficace inseguimento. In effetti, anche se la difesa può rilevare e tracciare un caccia furtivo all’attacco, la difesa potrebbe non essere in grado di puntare un missile sul bersaglio. Detto ciò, sia l’SPY-1 che il prossimo Raytheon Air and Missile Defense Radar (AMDR) operano su porzioni di frequenze più alte della banda S e possono effettuare inseguimenti operativi. Se il sistema cinese è simile, e ci sono indicazioni che lo sia, può effettuare un inseguimento per il puntamento dei missili HQ-9B.
Secondo ulteriori fonti industriali, vi sarebbe un modo per ridurre la dimensione delle cellule di risoluzione radar generate dai radar a bassa frequenza, anche per i sistemi a banda UHF e VHF. La chiave è la rete, indicano fonti industriali. Se più radar a bassa frequenza sono collegati tramite reti per trasmissioni dati ad alta velocità, è possibile che la cellula di risoluzione possa essere raffinata fino al punto in cui un missile può essere guidato sul bersaglio. Al momento, non è noto se un potenziale avversario degli Stati Uniti possieda capacità simili, ma c’è una possibilità remota. Tuttavia, non è escluso che Russia o Cina sviluppino tali sistemi di rete. In realtà, secondo fonti del settore, entrambe le nazioni starebbero lavorano per sviluppare tali capacità.

Type 052D Luyang IIITraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il ritorno di ‘Star Wars’

Dmitrij Litovkin, RIR, 29 aprile 2014

1016790Velivoli senza pilota ipersonici saranno la prossima fase del confronto tecnico-militare tra Mosca e Washington. In risposta all’avvento della dottrina statunitense degli attacchi preventivi, la Russia si prepara a svelare uno scudo spaziale dalla portata globale, quello delle Forze di Difesa Aerospaziali. Tale sviluppo rappresenta la rinascita di uno dei temi centrali della Guerra Fredda: la possibilità delle ‘Star Wars‘.

La minaccia militare spaziale
A differenza del regista George Lucas, il 40° presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan sapeva molto bene che una guerra nello spazio non era più una prospettiva lontana. Nel secolo scorso l’unica cosa che gli impedì di realizzare l’idea della totale supremazia statunitense sui sovietici negli anni ’80 era l’assenza della tecnologia necessaria. Gli USA acquisirono tale tecnologia 25 anni dopo la fine della sua presidenza. Lo scorso dicembre, il presidente russo Vladimir Putin ha osservato che l’avvento delle minacce di attacchi ipersonici e spaziali da Washington, e il possibile uso di tali armi, potessero disattivare istantaneamente le difese di Mosca. “Un’efficace difesa aerospaziale è garanzia di sopravvivenza delle nostre forze di deterrenza strategica, e della protezione del Paese da minacce di attacco aerospaziale“, aveva detto Putin durante una visita a un impianto di produzione di missili per la difesa aerea, nel giugno 2013. “Nessun altro Paese, ad eccezione degli Stati Uniti, può minacciare la sopravvivenza delle Forze strategiche nucleari della Russia (Strategicheske Jaderne Silj, o SJaS) e nessun altro Paese può minacciare un attacco spaziale“.
L’esperto militare Igor Korochenko è certo che il compito richiede la comprensione delle minacce militari contemporanee che la Russia potrebbe affrontare nei prossimi 15-20 anni. Vi è una serie di Paesi, in primo luogo gli Stati Uniti, che attivamente svolgono ricerche per produrre velivoli ipersonici d’attacco, che opereranno non solo dal cielo, ma anche dallo spazio. Ciò obbliga ad aggiornare l’attuale sistema di Difesa Aerospaziale (Vozdushno-Kosmicheskaja Oborona, o VKO) con avanzati sistemi di difesa antiaerea e antimissile (Protivovozdushnaja Oborona i Protivoraketnaja Oborona, PVO-PRO). A marzo è stato creato in Russia l’Istituto di ricerca scientifica per la Difesa aerospaziale. L’istituto ha il compito di sviluppare un sistema di sorveglianza e allarme contro un attacco aerospaziale, e di uno per colpire e disturbare le minacce aerospaziali, così come sviluppare sistemi di controllo e manutenzione delle attuali forze di difesa  aerospaziali.
La preoccupazione del Strategic Aerospace Defense Systems (Strategicheskie Sistemij Vozdushno-Kosmicheskoj Oboronij), che riunisce gli sviluppatori di missili e radar, è volto a lavorare sul piano pratico del programma. Dei 22 miliardi di rubli stanziati per l’intero programma di riarmo dell’esercito russo, entro il 2020, Mosca ne spenderà circa il 20 per cento per il suo programma ‘Zvjozdne Voinij‘ (Guerre Stellari), equivalenti a circa 3-4 miliardi di rubli. Dato questo finanziamento, è già iniziato il lavoro sul ripristino globale di un sistema radar unificato per l’intercettazione dei lanci missilistici. Il più recente sistema radar Voronezh-DM viene dispiegato lungo i confini della Russia. Questo sistema è in grado di rilevare qualsiasi cosa accada a 3000 km dai confini del Paese. Queste stazioni radar sono già presenti nelle regioni di Leningrado, Kaliningrad e Irkutsk, nonché nei territori di Altaj e Krasnodar. Si presuppone siano collocati a una distanza di circa 1000 km l’una dall’altra. Secondo il Viceministro della Difesa Jurij Borisov, entro il 2018 formeranno il sistema di difesa radar intorno alla Russia.

É una nuova corsa agli armamenti?
Oltre a sviluppare un sistema di preallarme dalle minacce aerospaziali, Mosca sta attivamente sviluppando una propria minaccia d’attacco. Gli ultimi anni hanno visto la grande modernizzazione del sistema di difesa antimissile russo A-135 schierato intorno a Mosca. Inoltre è prevista l’implementazione del sistema antiaereo a corto raggio Pantsir-S1, così come di 28 reggimenti missilistici antiaerei dotati di S-400 Trjumf, (un totale di 450-670 siti di lancio) e anche 38 batterie dell’avanzato sistema S-500 Vitjaz (equivalenti a circa 300-460 siti di lancio). Secondo Borisov, diversi nuovi stabilimenti di produzione sono in costruzione nelle regioni di Kirov e Nizhnij Novgorod per produrre questi mezzi di difesa. Il costo di questi nuovi impianti è stimato a più di 36 miliardi di rubli. Un lavoro di simili dimensioni è in corso per aumentare le capacità operative   degli armamenti strategici della Russia. Da quando gli Stati Uniti si sono ritirati dal Trattato sui missili antibalistici, Mosca ha testato sei nuovi tipi di missile balistico intercontinentale introducendoli in servizio nelle forze di deterrenza nucleare dell’esercito e della marina. Tutti, a differenza delle limitazioni dei trattati russo-statunitensi, non sono dotati di una singola testata, ma di testate nucleari multiple.
Mosca è sicura che i piani per sviluppare la difesa aerospaziale non porteranno ad una nuova Guerra Fredda. La discrepanza tra spesa per la difesa russa e statunitense su ciò, risulta ampia.

233752Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Il JSF F-35 non può nascondersi ai radar russi

JSF: aggiornamento del disastro
Dedefensa 28 aprile 2014
f35-af1-af2-lmIl mese scorso, la relazione annuale del General Accounting Office dava una buona notizia per il JSF. Per la prima volta fu annunciato che il probabile prezzo del velivolo era diminuito del 7%. La notizia fu ampiamente acclamata dalla stampa-sistema e su siti come Breaking Defense e Defense One. Lockheed Martin (LM) e il capo del JSF Program Office (JPO) al Pentagono, il Generale dell’USAF Christopher Bogdan, approfittarono di questa opportunità coinvolgendo il GAO per la sua buona reputazione e il rigore contabile, finora sempre assai severo sul JSF; insieme annunciarono che il JSF, o F-35, alla fine sarebbe costato circa 75 milioni dollari a pezzo, previsioni lontane da delle qualificate come “catastrofiche” di 150/200 milioni di dollari per pezzo. Al proposito veniamo rassicurati su alcuni problemi tecnici, come lo sviluppo e l’integrazione del software (questione fondamentale per l’aereo, totalmente controllato dal sistema elettronico), sulla buona strada per essere risolti. Winslow Wheeler, un ex-funzionario del Congresso che ha anche lavorato presso il GAO, specializzato nella decrittazione dei labirinti burocratici e finanziari del Pentagono, interviene sistemando le cose. Lo fa con ancora più efficacia rispetto alla relazione annuale SAR (Selected Acquisition Report) che il Pentagono ha diffuso la scorsa settimana, fornendo un quadro pessimistico e particolarmente graffiante dello stato del programma. Wheeler ha pubblicato un lungo articolo, estremamente tecnico e preciso su CounterPunch il 25-27 aprile 2014. Ne diamo due estratti che mostrano la verità della situazione del JSF, con un’imbarazzante precisione sul GAO e la sua reputazione d’integrità. Questo organismo (equivalente della Corte dei Conti degli USA) ha accettato senza verifica quelli che sembrano i vecchi dati forniti da JPO e LM al Pentagono. Il fatto mette in dubbio la capacità e/o integrità degli analisti del GAO responsabili del dossier, il che può significare che il dispositivo di corruzione venale e/o psicologico (soprattutto psicologico) è penetrato in ciò che era finora considerata la fortezza ultima dell’integrità verso il sistema di gestione della produzione americanista.
La scorsa settimana il dipartimento della Difesa ha pubblicato il suo nuovo Selected Acquisition Report (SAR) sui suoi principali programmi di armamenti. Questi rapporti annuali sono il tentativo del Pentagono di un’analisi definitiva dei costi; sono disponibili in due forme: i dati di sintesi sui 77 Major Defense Acquisition Program (MDAP) del DoD e relazioni sui singoli programmi, come l’F-35, l’ultimo messo on line gratuitamente da Breaking Defense. Come negli ultimi anni, la pubblicazione di nuovi dati sul F-35 ha interessato la stampa, di cui certuni sono stati piuttosto approfonditi nel riassumere i nuovi dati e ciò cui il massimo difensore dell’F-35, il top program manager Tenente-Generale Christopher Bogdan, aveva da dire. Tuttavia, vi sono alcuni punti importanti che non hanno avuto l’attenzione che forse meritano, e un punto chiave sembra essere stato generalmente ignorato. Come il SAR e la sintesi del DoD hanno chiarito, il costo per acquisire l’F-35 è salito rispetto alla stima dello scorso anno. La pagina 6 della sintesi del DoD del suo SAR afferma che per le cellule degli F-35 “i costi sono aumentati di 3,1 miliardi dollari (+1,0%) da 326,9 miliardi a 330,0 miliardi di dollari” e costi per il motore, contabilizzati separatamente, “sono aumentati di 4,3 miliardi di dollari (+6,7%) da 64,3 miliardi a 68,6 miliardi di dollari”. [...] In verità, il futuro del programma F-35 rimane incerto, e la maggior parte dell’incertezza è dovuta al costo unitario finale del velivolo e all’impatto di tale costo, come la realtà afferma, per gli acquirenti esistenti e futuri. Come già affermato, ci sono buone ragioni per pensare che il costo unitario reale dell’F-35, in media rimarrà più intorno ai 200 milioni di dollari che non alla dubbia previsione di 75 milioni della Lockheed e del Tenente-Generale Bogdan. In secondo luogo, l’aumento dei costi d’acquisizione dell’F-35 rivelato dal nuovo SAR, suscita grande imbarazzo al Government Accountability Office secondo cui, in un rapporto pubblicato il mese scorso, i dati sul SAR del DoD mostrano che i costi di acquisizione dell’F-35 scendono e non salgono. Come già spiegato, la relazione del GAO ha utilizzato i dati di due anni fa, grazie al poderoso processo di registrazione delle relazioni dell’agenzia e per il fatto che gli analisti e il direttore assegnati al rapporto hanno utilizzato una metodologia analitica incredibilmente superficiale. Non un solo articolo che abbia letto sui nuovi dati del SAR ricorda gli errori del GAO sul costo di acquisizione del velivolo”.
Wheeler ha anche attaccato, con un certo giubilo ironico, alcune proiezioni del Pentagono ispirate dal JPO. Queste proiezioni annunciano che il costo si ridurrebbe secondo una proiezione del costo totale del programma, vale a dire entro il 2065. Il Pentagono è noto nel diffondere regolarmente proiezioni fasulle dai 6 mesi a un anno, in particolare con errori sull’inflazione, ecc. Ma ora  pretende di dare una fornire una chiara proiezione su un arco di 51 anni, una magia straordinaria, così deliziosamente ottimista perché finalmente nel 2065, sarà più efficace che tra sei mesi o un anno… La narrazione burocratica non ha confini temporali, e più le sue previsioni a breve termine si rivelano false, più punta sulle previsioni a lunghissimo termine, immaginando che l’aggiunta vertiginosa di periodi a breve termine, contraffatti, finisca un quadro a lungo termine conforme ai propri desideri. “Sappiamo già che il DoD manipola le previsioni sull’inflazione sia nei suoi budget che per le previsioni a breve termine del quinquennale Future Year Defense Program (FYDP). Esprimendo credulità sull’affermazione che il costo di un programma degli armamenti sarà un po’ meno preciso tra 30 anni, solo perché qualcuno ha riadattato l’inflazione e le previsioni di costo del lavoro. In effetti, nelle passate previsioni sull’inflazione per certi imminenti anni fiscali ( pochi mesi prima), il DoD s’era dimostrato impreciso non solo su quanto l’inflazione cresceva o diminuiva, ma se cresceva o diminuiva. Se non riescono nemmeno a saperlo un paio di mesi prima, come fanno ad affermare di poterlo sapere con precisione fra 30 anni? E’ abbastanza assurdo. Eppure, eccoci qui, a sentirci dire di credere che il costo dell’F-35 che, come il DoD ci dice: “diminuirà a 96,8 miliardi dollari (-8,7%) da 1.113,3 miliardi a 1.016,5 miliardi, quando il programma verrà terminato nel 2065…“”
Nel frattempo, RussiaToday s’interessa al JSF. Consapevole del suo dovere internazionalista ed americanista evidenziato ultimamente dal segretario di Stato ectoplasma (25 aprile 2014), RT ha il dovere di seguire il JSF. RT è più attenta all’interessante abbinamento US Navy-Boeing, il 25 aprile 2014. Entrambe le parti sono collegate, perché l’US Navy cerca in tutti i modi di sbarazzarsi del furtivo JSF, mentre Boeing, fornitore leader dell’US Navy (famiglia F/A-18) ha lanciato un feroce attacco contro il JSF, considerato del tutto inadeguato a sopravvivere in un probabile ambiente di guerra. Naturalmente, Boeing ha i suoi interessi, e come! Offre all’US Navy ciò che essa ha iniziato a fare, ordinare altri EA-18G Growler, versione da guerra elettronica della famiglia F/A-18, il solo capace (secondo Boeing) di garantire un ambiente accettabile per i velivoli da combattimento. (Cioè gli F/A-18 standard, in quanto non ci sarebbe bisogno che caratteristiche da guerra elettronica, stealth o altre, terribilmente costose e da alcuni considerate inefficaci, siano integrate nel velivolo). “Poiché il prezzo delle armi più costose del Pentagono vola ancora di più, i critici mettono in discussione i costi e le capacità del programma Joint Strike Fighter F-35. [...] Il venerdì di questa settimana, Military.com ha riferito che l’US Navy non solo ha deciso di ridurre da 69 a 36 gli F-35 della Lockheed Martin che aveva in programma di acquistare, ma che 22 nuovi EA-18G Growlers costruiti dalla Boeing sono stati aggiunti all’elenco delle priorità non finanziate. I giornalisti Kris Osborn e Michael Hoffman scrivono sul loro sito che la “Boeing non ha operato così tranquillamente lo scorso anno offrendo all’US Navy una via di fuga dal costoso programma Joint Strike Fighter”. Secondo il loro articolo, almeno dalla scorsa estate la Boeing ha sollecitato l’US Navy ad acquistare altri F/A-18 Super Hornet e Growler viste le preoccupazioni sull’F-35. [...] Mike Gibbons vicepresidente per i programmi Super Hornet e Growler della Boeing, ha un buon motivo per parlare male dell’F-35, dopo tutto meno soldi alla Lockheed Martin significano probabilmente di più per la sua azienda. Indipendentemente da ciò, Gibbons ha detto a Osborn e Hoffman che l’F-35 non è poi un aereo furtivo così avanzato, come una volta ha affermato, e non è efficace come il Growler quando si tratta di contrastare un ampio spettro di sistemi di difesa aerea. “La densità della minaccia è sempre più complessa e difficile. Lo spettro elettromagnetico è sempre più complesso e difficile, e richiede sempre più ciò che il Growler fornisce nell’attacco elettronico e ricognizione elettronica. Solo il Growler ha questa capacità, ha detto Gibbons al sito. Russia e Cina, aggiunge, hanno sviluppato sistemi di difesa aerea che mettono la tecnologia stealth dell’F-35 alla prova. E se tali funzionalità dovrebbero migliorare, il programma di armamento ampiamente pubblicizzato dal Pentagono non potrà avere le capacità offensive richieste dai militari stranieri. I sostenitori del Growler dicono che tali aeromobili possono superare la minacciosa tecnologia stealth, e che la capacità di occultarsi, infine, potrebbe presto essere abbandonata del tutto dal DoD”.
In quest’ultimo caso, con la complicità US Navy-Boeing, è chiaro che Boeing gioca da membro di spicco del Sistema. Ma nell’occasione acquista un significativo ruolo antisistema nella devastante critica al JSF, con grande soddisfazione dell’US Navy che, utilizzando questa azione utile ai propri interessi, agisce da anti-sistema in quanto anti-JSF. (In effetti, in questa disposizione e dato il contesto e la notevole importanza del programma, il JSF appare come la produzione più devastante del sistema, e l’indebolimento o la sua caduta catastrofica sarebbero un duro colpo per il sistema. Quindi…, Boeing e US Navy, “esponenti di spicco” del sistema, sono in realtà anti-sistema). Si osservi che le argomentazioni operative sviluppate da Boeing e implicitamente accettate dall’US Navy (ulteriore ordine di Growler a spese del JSF) ovviamente sono tempestive, e il loro avverarsi ovviamente non è una coincidenza. Entrambi gli enti beneficiano della crisi ucraina, che rende improvvisamente concepibile la possibilità di operazioni in un confronto ad alta intensità,  sviluppando la revisione operativa del JSF. La possibilità di un confronto con la Russia non è più una visione teorica, e l’argomento delle grandi capacità della Difesa aerea russa ora gioca pesantemente a favore della linea Boeing-US Navy. Infatti, la crisi ucraina ha veramente molteplici e innumerevoli effetti, ed è destinata a svolgere un ruolo importante sul destino del JSF.

F-35A_three-viewIl nuovo caccia Stealth degli USA non può nascondersi ai radar russi
Il Joint Strike Fighter degli USA da un trilione di dollari dovrebbe essere praticamente invisibile quando sorvola il cortile del nemico. Ma non è così che le cose funzionano.
Bill Sweetman, Aviation Week & Space Technology, 28 aprile 2014 – The Daily Beast

eurofighterL’F-35 Joint Strike Fighter, il jet su cui il Pentagono punta il futuro furtivo dei suoi aeromobili  tattici, soffre di ogni sorta di carenze. Ma la cosa più grave è che il JSF non è, infatti, furtivo agli occhi di un crescente numero di radar russi e cinesi. Né è particolarmente bravo a disturbare i radar nemici. Il che significa che il dipartimento della Difesa punta centinaia di miliardi di dollari su un caccia che avrà bisogno dell’aiuto di aerei da guerra elettronica per proteggere il non così furtivo aereo “radar splendente”, come alcuni addetti ai lavori lo chiamano. Questi problemi non sono per nulla un segreto. Il F-35 è rilevabile dai radar operanti in banda VHF. Il sistema di disturbo dei  radar del caccia si limita alla banda X, nel settore coperto dal radar APG-81. Queste non sono critiche al programma, ma il risultato delle scelte del cliente, il Pentagono. Suggerire che l’F-35 sia VHF-furtivo è come sostenere che il cielo non sia blu, perché entrambe le cose riguardano lo stesso fenomeno. Il fisico tardo-vittoriano Lord Rayleigh diede il suo nome al modo in cui la radiazione elettromagnetica viene diffusa da oggetti di dimensioni inferiori alla sua lunghezza d’onda. Ciò vale per le particelle nell’aria che disperdono la luce solare, e gli stabilizzatori e le superficie alari degli aeromobili che sono circa dello stesso ordine di grandezza delle onde metriche VHF. Gli attributi contro-furtivi delle VHF sono di dominio pubblico da decenni. Sono noti dagli albori della furtività, nel 1983, quando il Lincoln Laboratory del MIT ordinò un radar di 30 metri per emulare il sistema di allerta precoce VHF della Russia P-14 Oborona. La divisione della Lockheed Martin di Fort Worth responsabile del F-35 dovrebbero saperlo: l’ha costruito.
Per avere un aeroplano furtivo alle VHF, s’inizia con la rimozione della coda, come nei bombardieri B-2. Ma non si sapeva come fare con un agile aereo supersonico (come l’F-35 dovrebbe essere), quando furono scritte le specifiche JSF. Nemmeno la tecnologia per fornire di un sistema di disturbo attivo a banda larga un aereo stealth esisteva nel 1995. Non solo i sostenitori dello stealth aspettano che il disturbo svanisca, ma c’è un evidente e (al momento) insolubile problema: Per utilizzare il sistema di disturbo radar bisogna essere certi che vi abbia rilevato. In caso contrario, il disturbo svelerebbe la vostra presenza identificandovi come aereo stealth, dato che il nemico può vedere il segnale, ma non il riflesso. Possiamo essere sicuri che il sistema di disturbo non sia stato aggiunto a bordo del F-35. I requisiti del JSF erano rigorosi fino alla virgola quando il programma iniziò, e i suoi sostenitori ne avrebbero incolpato dei ritardi e sforamenti. Ciò che il JSF deve avere è il sistema di disturbo radar noto anche come “attacco elettronico”, o EA in militarese. Ha anche un sistema a perdere d’inganno radar della BAE Systems, l’ALE-70. Sono misure da ultima spiaggia per interrompere l’aggancio di un missile, non per impedirvi di essere inseguiti.
I pianificatori del JSF, a metà degli anni ’90, stavano correggendo i calcoli sulla bassa banda stealth e un limitato EA, combinati alla sorveglianza elettronica passiva per la consapevolezza della situazione, adeguandole alla fase operativa. Ma si aspettavano che l’F-35 avrebbe raggiunto gli squadroni nel 2010, e la modernizzazione militare della Cina era appena immaginabile. Le minacce degli anni 2010 sono qualitativamente diverse. I vecchi radar VHF possono essere colpiti spezzando la catena tra rilevamento e inseguimento: non forniscono un riverbero abbastanza netto quanto quello dei radar analogici a scansione meccanica puntati sul bersaglio. I radar VHF a Matrice a scansione elettronica attiva (AESA), ad alta potenza e ad onde decimetriche e centimetriche, sono i nemici più tenaci. Lo scorso agosto, in un air show nei pressi di Mosca, ho parlato con i progettisti di un nuovo sistema radar anti-stealth altamente mobile, ora consegnato alle forze armate russe. Il suo nucleo è un’antenna VHF di 30 metri tipo AESA totalmente digitale, ma che incorpora anche potenti radar a più alta frequenza permettendo di monitorare piccoli bersagli una volta che il radar VHF li ha rilevati. Ultimamente, tuttavia, è emerso che la Marina degli Stati Uniti sia preoccupata dalle nuove navi da guerra cinesi dotate del radar di ricerca VHF Tipo 517M, che secondo l’ideatore sono di tipo AESA.
Niente di tutto ciò dice che la furtività è morta, ma non è ragionevole aspettarsi che il gioco del gatto e del topo nella rilevazione ed evasione nel combattimento aereo sia finito, o che lo sarà mai. EA e furtività ancora non coesistono molto comodamente sulla stessa piattaforma, ma fuori EA e furtività sono sinergici: minore è il bersaglio, meno potenza di disturbo è necessaria per mascherarlo. Ma l’agilità dimostrata dalla minaccia indica che non c’è alcuna mossa vincente nel gioco con i radar. L’eccessiva dipendenza di un progetto da un singolo aspetto non è una buona idea, e l’utilizzo di un segreto fittizio per annullare il dibattito è anche peggio.

November 23, 2011 F-35 assembly area bi-monthly photo shoot forTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Su-24 contro USS Donald Cook

Dedefensa 23 aprile 2014
NSSeBE’ il sito Vineyard of the Saker, e più precisamente la reazione di Saker a un intervento di uno dei suoi lettori, che ha attirato la nostra attenzione su un recente incidente di particolare interesse… Fissiamo bene tale giudizio perché le circostanze e l’ambiente politico-militare danno alla notizia, al suo presupposto implicito, all’eventuale inesattezza della fonte con tutte le domande che suscita, una particolare importanza: si tratta di un punto riguardante lo scontro nel sistema di comunicazione e nel tecnologismo tra Russia e Stati Uniti (blocco BAO), in connessione alla crisi ucraina e alle tensioni che suscita. L’incidente nella sua semplice descrizione è stato segnalato come una mossa deliberata della Russia per dimostrare la sua presenza e potenza nel Mar Nero, di fronte all’incursione di unità dell’US Navy nella zona, schierata per fare pressione sulla Russia nel contesto della crisi ucraina. (I russi sottolineano che alcune di tali unità avevano, hanno o possono violare la Convenzione di Montreux, che limita a due settimane la presenza di unità navali di Paesi che non hanno accesso al mare, oltre al divieto di unità pesanti, che non riguarda le unità statunitensi coinvolte come le fregate [secondo la terminologia francese, piuttosto che cacciatorpediniere]). L’incidente ha visto un aereo d’interdizione disarmato Sukhoj Su-24 sorvolare dimostrativamente la fregata USS Donald Cook, con diversi passaggi a bassissima quota, senza tuttavia mai generare una situazione di pericolo. Inoltre, questo tipo di azione era comune nella Guerra Fredda, come attività di codificazione de facto, di una parte all’altra, per comunicare l’affermazione del proprio potere: essere in guardia e controllare aree di sicurezza, eseguita dalla missione dell’unità in questione, di per sé una missione che anche noi chiameremmo “affermazione della comunicazione”. Inoltre, l’incidente Su-24-Donald Cook è stato ampiamente riportato, anche con un tono sensazionale che non sembra giustificato… Poi è apparsa un’informazione secondo cui il Su-24 ha effettivamente compiuto una dimostrazione tecnologica “operativa” di un sistema di guerra elettronica che avrebbe completamente accecato il sistema AEGIS del Donald Cook, potente sistema elettronico da difesa aerea, antiaerea e antimissile, che costituisce il nucleo della difesa antiaerea della flotta degli Stati Uniti. (Il sistema AEGIS è ancora più importante costituendo anche una parte notevole della grande rete di difesa antimissile che gli Stati Uniti sviluppano da diversi anni, ufficialmente contro l’Iran, ma che operativamente è evidentemente contro la Russia. Questa è l’importanza non solo militare, ma politica dell’AEGIS). Il sistema russo utilizzato è designato Khibinij. Dopo l’incidente, l’USS Donald Cook s’è diretto in un porto rumeno, a quanto pare per riparazioni e una fonte afferma che 27 membri dell’equipaggio si sono dimessi. La notizia è stata diffusa il 21 aprile 2014 sul sito della radio russa in indiano Indian.ruvr.ru. In particolare, dà voce a Pavel Zolotarev, vicedirettore dell’Istituto per Stati Uniti e Canada di Mosca (importante istituto russo che collabora con la leadership russa).
A quanto pare, tutti gli sforzi per riattivare l'”AEGIS” e fornire informazioni sull’obiettivo per la difesa, sono falliti. La reazione della Russia alla pressione militare degli Stati Uniti è stata profondamente calma, afferma il politologo russo Pavel Zolotarev: “La dimostrazione è stata abbastanza originale. Un bombardiere senza armi, ma con attrezzature per il disturbo radar, ha operato contro un cacciatorpediniere dotato di “AEGIS”, il sistema più moderno di difesa area e missilistica. Ma questo sistema di localizzazione mobile, in questo caso sulla nave, ha uno svantaggio significativo. Cioè, le capacità di tracciamento del bersaglio funzionano bene quando vi sono numerose navi di questo tipo che possono coordinarsi. In questo caso c’era solo un cacciatorpediniere, e apparentemente l’algoritmo del radar del sistema “Aegis” a bordo non ha funzionato sotto l’influenza del disturbo generato dal Su-24. Non era quindi solo una reazione nervosa al sorvolo del bombardiere russo, pratica comune durante la Guerra Fredda. La reazione degli statunitensi era dovuta al fatto che il maggior sistema moderno, in particolare la sua parte informatica e radar, non funzionò adeguatamente. Pertanto, c’è stata una reazione così nervosa all’episodio (…) Quali sono le possibili conseguenze dell’incidente provocato dagli Stati Uniti nel Mar Nero? Pavel Zolotarev prevede: “Penso che gli statunitensi in qualche modo rifletteranno su come migliorare il sistema “AEGIS”. Questo è un aspetto puramente militare. In termini politici, non vi è alcun rischio di simili dimostrazioni dall’altra parte. Questo è sufficiente. Nel frattempo, per gli statunitensi è un momento assai sgradevole. In generale, il sistema di difesa missilistico che dispiegano comporta enormi spese. Devono dimostrare ogni volta che è necessario stanziare fondi, allo stesso tempo, la componente terrestre dell’ABM è stata testata in condizioni ideali, dimostrando scarsa efficienza. Questo fatto viene nascosto dal Pentagono. La componente più moderna, il sistema navale “AEGIS”, ha mostrato le sue lacune nel caso in questione”.
Dopo aver citato Vineyard of the Saker avvertendo di questa notizia, riproduciamo la reazione di Saker, che sembra di una prudenza abbastanza neutra e giustificata, né positiva o negativa. Saker risponde così a un lettore anonimo (“l’alta tecnologia militare russa supera quella degli americani. Date un’occhiata a questo spettacolo di superiorità [...] Gli americani si sono bagnati i pantaloni”): “Ho sentito questa voce, ma devo ancora vederla confermata, anche indirettamente, da qualsiasi fonte credibile. Da ex-pioniere della guerra elettronica, posso dirvi che è difficile da credere, essendovi molta più potenza su una nave dell’USN che su un aereo russo, soprattutto a distanza ravvicinata. Non dico che non sia vero, solo che ho bisogno di altre conferme. Inoltre, la storia dei 27 marinai dell’USN dimessisi perché non vogliono morire, mi sembra falsa. Quindi, se avete altre fonti, fatemelo sapere”. Da parte nostra, facciamo diverse osservazioni relative alla notizia, il cui l’interesse speculativo e di comunicazione, senza pregiudizio per la sua realtà o falsità, ci sembra chiaro; anche le nostre osservazioni saranno generali, senza approfondire. Tuttavia, il primo punto è proprio tecnico. Il Su-24 è un vecchio aereo (del 1970) da penetrazione profonda e attacco al suolo. Il suo uso in una missione di “dimostrazione della comunicazione” è una scelta che potrebbe essere curiosa perché mostra un aereo superato impiegato in una dimostrazione che comporta l’affermazione del potere attraverso la comunicazione. A questo proposito, l’utilizzo di un potente Su-34 (sostituendo il Su-24), o di qualsiasi altro moderno caccia russo sarebbe stato più appropriato. Per contro, questa scelta rafforza la versione proposta dalla notizia citata. Si tratta di un’abitudine comune sviluppare aerei da combattimento nella versione per la guerra elettronica, che rimangono in servizio attivo molto più a lungo rispetto alle versioni da combattimento: l’USAF ha creato la versione da guerra elettronica EF-111A Raven del cacciabombardiere F-111 radiato alla fine degli anni ’70; e lo stesso EF-111A fu dismesso alla fine degli anni ’90, con una decisione che fu anche considerata un errore; l’US Navy ha sviluppato negli anni ’60 l’EA-6B Prowler, versione da guerra elettronica del caccia A-6: il caccia A-6 fu ritirato nei primi anni ’80, l’EA-6B è ancora presente, e comincia ad essere sostituito dall’EF-18G Growler. In ogni caso, questa notizia, o meglio detonatore di speculazioni sul gioco delle potenze nella crisi ucraina, si sposa perfettamente con la tendenza attuale, soprattutto riguardo la Russia contro gli Stati Uniti. Davanti agli Stati Uniti che intraprendono numerose missioni di proiezione in tutti i continenti e senza riguardo per sovranità e diritto internazionale; in ciò, soprattutto da un punto di vista operativo grazie alla potenza e sofisticazione tecnologica dei loro sistemi militari, la Russia ha una politica molto più cauta e non espansiva (la crisi ucraina in questo caso particolare colpisce direttamente la Russia e non rientra nella categoria della “spedizione”); svolge essenzialmente una politica di comunicazione soprattutto nella Difesa, per le sue presupposte capacità nella guerra elettronica e nei missili. Sappiamo dell’odissea non dell’S-300 (missile superficie-aria a lungo raggio), ma della reputazione dell’S-300 (e dei successori S-400 e S-500), spesso presentati come una sorta di “arma assoluta” della difesa aerea, con speculazioni circa la sua consegna a Iran e Siria; questa “Odissea” è meno operativa e più politica, e chiaramente coinvolge le tattiche del sistema di comunicazione. La questione dell’S-300 ha indubbiamente influenzato, ad esempio, le relazioni politiche tra Russia e Israele, più che le relazioni della Russia con i Paesi indicati quali possibili acquirenti del sistema.
Nel caso del Su-24 contro l’USS Donald Cook, versioni intermedie dell’incidente sono possibili tra la piena accettazione della versione proposta e la completa negazione, ed è probabile che sarà grande oggetto di discussioni informali, senza pregiudicare la verità di questa situazione. Il Su-24 ha potuto compiere una dimostrazione parziale di alcune funzionalità contro il sistema AEGIS, il cui effetto sarebbe d’indurre un dubbio estremamente dannoso negli Stati Uniti (nell’US Navy), sulle capacità operative del sistema AEGIS. La famosa nebbia di guerra non è mai più densa che in tali questioni di dimostrazione di capacità, di cui non è noto se siano piene o parziali, con l’introduzione del dubbio in un campo (la guerra elettronica) dove la certezza dell’efficacia (o inefficienza) è molto più importante che in altri campi militari. E’ lì che passa il tecnologismo avanzato, quando comincia a essere contro-produttivo: per giudicarne l’efficacia, quindi la fiducia assegnatagli e la strategia da essa determinata, sempre più spesso si deve avere una certezza al 100% che le capacità corrispondano ai dati teorici; qualsiasi riduzione di questa percentuale sconvolgerebbe completamente le proposizioni che si basano su di essa. La guerra postmoderna, che in teoria consegna il trionfo quasi senza combattere, è un formidabile “tutto o niente” che non abbiamo finito di conoscere a nostre spese. Ma è in definitiva un riflesso del sistema in generale, e della sua dinamica superpotenza-distruzione. C’è un’altra estensione possibile, se non probabile, considerando soprattutto che il caso tende a minare uno dei tre pilastri fondamentali dello status di potenza dell’US Navy nello Stato della Sicurezza Nazionale vigente a Washington. Questi tre pilastri, che in realtà hanno una rilevanza politico-militare statutaria, sono la forza di proiezione di potenza (portaerei), la forza nucleare strategica (sottomarini lanciamissili balistici e d’attacco) e il sistema AEGIS perché fornisce alla flotta di superficie tutta la potenza e un ruolo nel sistema generale di sicurezza nazionale, in particolare presso la rete antimissile globale. La valutazione generale dell’US Navy presso le altre armi, agenzie d’intelligence, i diversi poteri politico-militari dell’americanismo è che l’US Navy deve proteggere gli artigli di questi tre pilastri. Perciò, l’insieme degli AEGIS di cui è dotata la flotta, è un elemento essenziale del suo potere nella burocrazia del sistema americanista, così i suoi status, bilancio, peso nel processo decisionale, ecc. Pertanto, e considerando il clima di forte concorrenza, sospetti, ecc. tra i diversi centri di potere, l’incidente del Su-24 contro l‘USS Donald Cook può essere considerato, a seconda della versione che offre l’US Navy, un elemento che alimenta i sospetti contro di essa. Tuttavia dobbiamo fare attenzione nel valutare questa notizia, come raccomandato da Saker, mentre i nostromi della burocrazia di Washington s’avviano con tutta cautela a suggerire che la Marina degli Stati Uniti potrebbe nascondere qualche elemento dell’incidente, come una particolare osservazione sulla capacità dell’AEGIS, ecc. La nebbia di guerra nella guerra della comunicazione, a volte e spesso, è più densa a Washington, tra i diversi centri di potere che beneficiano dell’esaurimento di un potere centrale completamente scoperto, che tra “partner” internazionali che sembrano sempre più dei nemici.

s_miroshnichenko_su-24mr_24_1280Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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