Il missile portatile russo “Verba” viene utilizzato in Ucraina?

Valentin Vasilescu Reseau International 21 giugno 2014
600Dmitrij Timchuk, direttore del centro di ricerca politico-militare di Kiev ha lanciato l’ipotesi infondata che l’aereo ucraino An-30B, abbattuto il 6 giugno a Slavjansk, sarebbe stato vittima dei federalisti equipaggiati con il nuovo sistema missilistico portatile “Verba“. Si noti che l’aereo da ricognizione ucraino An-30B volava a 430 km/h ad una quota massima di 7300 m. La sua posizione richiedeva che il tiratore federalista avesse un puntatore in scala 1:3000, ottenuta con una fotocamera ad alta risoluzione (810×785 millimetri) al di sotto della quota di 4000 metri. Pertanto, l’An-30B potrebbe essere stato abbattuto da un sistema esistente nell’arsenale dell’esercito ucraino catturato dai federalisti. Secondo telegraph.co.uk, citando funzionari di Kiev, “i terroristi con cinismo e tradimento hanno abbattuto con una mitragliatrice di grosso calibro”, nella notte del 13 giugno, un altro velivolo da trasporto militare ucraino, un Iljushin Il-76 in avvicinamento e in fase d’atterraggio nell’aeroporto di Lugansk. Una portavoce del dipartimento di Stato USA, Marie Harf, ha anche accusato i ribelli federalisti dell’Ucraina orientale di essere equipaggiati di carri armati e lanciarazzi russi, senza mostrare alcuna prova. Al contrario, il dipartimento di Stato degli Stati Uniti è sordo e cieco davanti le prove dei soldati ucraini che usano armi di distruzione di massa, come munizioni al fosforo bianco, contro i civili nella città di Slavjansk. Cosa vietata dalla Convenzione di Ginevra. Tutto ciò maschera l’incapacità dell’aeronautica militare ucraina nel condurre missioni ottimali con  l’An-30B e di aver un dispositivo di sufficiente sicurezza presso l’aeroporto di Lugansk, permettendo ai federalisti di posizionarsi in silenzio e aspettare l’Il-76 avvicinarsi alla pista di atterraggio per abbatterlo. Come nelle forze di terra dell’esercito ucraino, la deprofessionalizzazione dell’aeronautica va messa sul conto della politica del Pentagono. Il Pentagono ha imposto la rimozione di 41000 ufficiali e sottufficiali dell’esercito ucraino, nel 2005-2014, fornendo involontariamente un grande nucleo composto di soldati addestrati e motivati, pronti a servire la causa della federalizzazione dell’Ucraina. Questi battaglioni di auto-difesa di Donetsk e Lugansk, formati principalmente da ufficiali della riserva, sembrano essere ben al di sopra del livello addestrativo dell’attuale esercito ucraino.
Il grosso problema dell’aeronautica ucraina sono le sue dotazioni di bombe a gravità. In caso di bombardamento a quote superiori ai 5000 m, la precisione è molto scarsa. Le bombe dell’aeronautica ucraina seguono un’ellisse di dispersione determinata dalla normale legge  gaussiana, distribuzione della densità che include anche le proprie truppe di terra in contatto diretto con i federalisti. Questo è il motivo per cui i PRND (razzi non guidati) vengono utilizzati; la gittata massima dei razzi non guidati è di 3-4 km. Poiché il lancio di tale tipo di arma avviene in picchiata  ad un angolo di 20-40 gradi, la quota d’attacco non deve superare i 3600 m e la cabrata i 1500-2000 m, esponendo a grande vulnerabilità i velivoli Su-25 e MiG-29, utilizzati dall’esercito ucraino per le missioni di attacco al suolo, ad ogni tipo di missile portatile esistente. Ciò porta al sistema portatile russo Verba, ovvero il sistema 9K333 Verba presente alle esercitazioni militari russe di Kaliningrad. Il sistema è entrato in produzione di serie nel 2012 quando la KBM Kolomna decise di sostituire i vecchi sistemi Strela-2/3 e Igla-1/2, incrementando le prestazioni di oltre il 30% rispetto ai vecchi sistemi. Il raggio d’azione minimo del missile Verba è 6400 m, con una quota pratica è 4500-5000 m e una velocità di 500 m/s. I sensori di puntamento del missile operano contemporaneamente su tre bande dello spettro visibile e dell’infrarosso, e sono gli unici al mondo insensibili agli inganni termici avviati dai velivoli presi di mira. I Verba che equipaggiano le subunità della Difesa aerea proteggono le unità delle divisioni d’assalto aviotrasportate dell’esercito russo. Ogni gruppo della Difesa aerea equipaggiato con i sistema missilistico portatile Verba ha un sistema di controllo automatico dello spazio aereo (ACS) montato su veicoli blindati dei paracadutisti. L’ACS ha un piccolo radar in banda millimetrica che può rilevare bersagli aerei a una distanza di 30 km, ed apparecchiature di guerra radio-elettronica utilizzate dai radar di ricerca. Il radar di ricerca rileva le emissioni radar degli aerei a distanze di oltre 50 km, cioè prima che gli obiettivi appaiano sul radar. Ogni ACS invia le informazioni sulla situazione aerea ai gruppi subordinati dotati di missili portatili Verba, utilizzando frequenze criptate. 30-60 secondi prima dell’apparizione del bersaglio aereo nel campo visivo, il tiratore riceve dall’ACS il tempo approssimativo di arrivo del bersaglio, coordinate, quota di volo e tipo di aeromobile. Quando il velivolo appare, il tiratore punta sul bersaglio e avvia il lancio dei missili, il tutto in 3-8 secondi. Ricaricare il lanciamissili portatile richiede 10-20 secondi, consentendo il lancio a ripetizione contro i velivoli nemici.
I sistemi Verba sono accoppiati ai complessi automatizzati di rilevamento, controllo e disturbo elettronico Barnaul-T dei reggimenti aeroportati russi, che utilizzano la rete satellitare GLONASS oltre a cannoni da 30 mm e missili antiaerei Bagulnik montati sui veicoli corazzati. I missili Bagulnik hanno una gittata di 10 km e sostituiscono i famosi sistemi Strela-10. Il Barnaul-T, che neutralizza per disturbo i radar degli aerei nemici, presto riceverà generatori d’interferenza laser, per disturbare missili e bombe a guida laser lanciati dai velivoli nemici.

0_c0fde_498b75fa_XLTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La guerra segreta di Crimea

Valentin Vasilescu Reseau International 27 maggio 20140_a8a96_19399f59_XXXLDopo più di tre mesi di propaganda occidentale sulla crisi in Ucraina, dove la Russia viene presenta come aggressore libero di attaccare tutti, si pone la questione se l’attuale russofobia sia stata indotta dal fallimento degli Stati Uniti nel sequestrare con la forza le avanzate attrezzature militari russe del valore di decine di miliardi di dollari. Qualsiasi Paese che dimostri una certa indipendenza verso Stati Uniti ed occidente, ricco di risorse e che pone un’alternativa al dominio USA nella regione, diventa automaticamente antidemocratico e un grave pericolo per la pace mondiale. I leader di questi Paesi vengono definiti dittatori e la maggior parte di loro muore prematuramente. Questo s’è notato in particolare nei Paesi del Mediterraneo che esercitano un vero centro d’influenza contro la forza degli Stati Uniti sostenuta da altri Paesi NATO (vedasi il caso di Jugoslavia, Libia, ecc.) In un documento del Ministero della Difesa russo del 2011, il principale nemico della Russia è il terrorismo internazionale, riferendosi ai ribelli islamisti in Siria e Libia. In tal modo, la Russia ha aperto il vaso di Pandora, mentre fissa luogo e ruolo della potente nuova squadra navale russa nel Mediterraneo, strutturata sulla base della Flotta del Mar Nero. Vale la pena ricordare che compito di questa flotta è impedire il bombardamento della Siria da parte degli Stati Uniti. Secondo il documento, la Russia è riuscita a creare una base per i rifornimenti degli aerei da pattugliamento marittimo Tu-142M e dei caccia intercettori MiG-31BM nella base aerea “Andreas Papandreou” a Paphos, Cipro.
Quando gli Stati Uniti hanno negato gli aiuti militari all’Egitto, del valore di 1,3 miliardi dollari all’anno, l’Egitto iniziò a negoziare il ritorno dei russi, dopo un’assenza di 40 anni, nella base aerea di Ras Banas nella penisola sul Mar Rosso, che gli avevano tolto per far posto agli statunitensi. La Russia è in trattative per l’invio permanente delle navi della Flotta del Mar Nero a Port Victoria, nelle Seychelles. Queste isole dell’Oceano Indiano occupano una posizione che permette di raggiungere facilmente sia il Golfo Persico che il Mar Rosso. A seguito della riorganizzazione del comando strategico meridionale della Russia, la 30.ma Divisione Navale (Flotta del Mar Nero), è stata dotata di 20 moderne navi in fase di ultimazione, tra cui sei sottomarini classe Varshavjanka, fregate lanciamissili specializzate in interferenze e ricognizione radio-elettroniche (SIGINT ed ELINT) e la prima portaelicotteri Mistral costruita dai francesi. La Flotta del Mar Nero comprende anche un corpo di spedizione (come gli Stati Uniti), composto da truppe aviotrasportate e truppe di fanteria navale. Il sostegno della Flotta del Mar Nero è fornito dalla 4.ta Divisione aerea e dal supporto antiaereo. Inoltre, una flotta indipendente da trasporto pesante, costituita da 135 aeromobili An-22, An-124, Il-76MD e An-12, fornisce la mobilità aerea alla forza di risposta rapida supplementare di 80000 soldati russi del 49° e 58° Corpo. La Forza di reazione rapida è soggetta alla Flotta del Mar Nero. Questo potente corpo di spedizione ha la capacità di distruggere qualsiasi gruppo o sistema considerato terroristico dalla Russia nel Mediterraneo, Africa orientale, Golfo Persico e Medio Oriente. Questa è solo la parte visibile dell’iceberg, dicono vari generali della riserva che hanno lavorato nel campo della Difesa spaziale della Federazione Russa, il cui elemento chiave è il sistema C4I, organizzato nella base ultramoderna della Flotta Mar Nero, nel sud della penisola di Crimea. E’ da lì che si assicura il coordinamento delle operazioni terrestri e navali in tutta la parte europea del territorio russo e del fianco meridionale della Federazione Russa. Nell’era sovietica, l’attuale base della Flotta del Mar Nero fu utilizzata per ospitare il centro di gestione delle missioni spaziali KIP-10, la cui responsabilità era guidare le missioni Saljut, Sojuz, Sojuz-Apollo e il programma Lunokhod dei veicoli automatici progettati per atterrare sulla Luna e percorrerne la superficie per analizzarne autonomamente la struttura, grazie al laboratorio a bordo.
L’errore di omissione commesso dagli analisti politici e militari stranieri, dicono i generali della riserva russa, deriva dalla loro ignoranza della nuova dottrina militare della Federazione russa che non può nemmeno concepire una futura operazione militare senza l’uso della potente componente spaziale. La componente spaziale, fatte salve le sede della Flotta del Mar Nero, mira ad aumentare di 10 volte mobilità, reattività, efficienza e precisione delle tecniche di combattimento convenzionali tramite sorveglianza e monitoraggio continui del 25% dell’emisfero settentrionale del globo. Il Centro Spaziale riceve informazioni dal radar antibalistico Voronezh-M (raggio operativo 6000 km) accoppiato ai sensori ottici e laser situati a Lekhtusi (vicino a San Pietroburgo), Pjonerskij (Kaliningrad) e Armavir sulla sponda orientale del Mar Nero. Il Centro Spaziale russo in Crimea riceve informazioni dalla rete satellitare di allerta KMO/K in grado di rilevare dall’orbita il lancio  di missili da crociera e balistici. Il centro è collegato alla rete di satelliti ELINT militari russi che controlla le trasmissioni radio ed elettroniche, così come i sistemi di navigazione che equipaggiano  missili antiaerei, aerei e navi da guerra nel Mediterraneo, Mar Nero, Mar Rosso, Golfo Persico e in profondità negli Stati rivieraschi. Le operazioni del Centro Spaziale della Flotta del Mar Nero sono svolte con microprocessori di ultima generazione, antenne e apparecchiature di rilevazione, comunicazione e controllo satellitare (il P-2500 dal diametro di 70 m di Evpatorija) in 20 strutture militari russe sul territorio della Crimea, permettendo l’integrazione dei sensori per il rilevamento e il puntamento automatizzato delle armi ad alta precisione della Flotta del Mar Nero.
Come NATO e Stati Uniti possono compromettere il piano russo di spezzare l’egemonia degli Stati Uniti nel Mediterraneo e Golfo Persico e basato sulla Flotta del Mar Nero? Disorganizzandone e neutralizzandone il centro nevralgico in Crimea e sostituendo le truppe russe con quelle degli Stati Uniti. E più di qualsiasi altro metodo, il più probabile nel raggiungere tale obiettivo non era fomentare il colpo di Stato del febbraio 2014 a Kiev contro il presidente democraticamente eletto Viktor Janukovich? L’errore che gli Stati Uniti hanno commesso, vedendosi già padroni della Crimea, è non aver avuto la pazienza di aspettare lo smantellamento del sistema di attrezzature C4I della Russia dopo i risultati delle elezioni presidenziali anticipate. Si affrettarono a schierare  prematuramente uno squadrone di droni da ricognizione a Dnepropetrovsk. Con il sorvolo permanente di tali droni della Crimea, prima dell’annuncio del referendum, gli stessi statunitensi rivelarono le loro vere intenzioni ai russi.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il nuovo cacciatorpediniere cinese potrebbe abbattere gli F-35

Want China Times 09/05/2014
images1231193_12_trung_quoc_nga_tap_tran_lon_nhat_lich_su_phunutodayI caccia stealth di quinta generazione statunitensi F-35 sarebbero rilevabili dal sistema radar installato a bordo del nuovo cacciatorpediniere Type 052D della Marina dell’Esercito di Liberazione del Popolo, secondo Voce della Russia che cita esperti militari. Vladimir Evseev, direttore del Centro per gli Studi Sociali e Politici di Mosca, ha detto all’emittente russa che i dettagli del radar cinese, compreso l’importo speso per il suo sviluppo, rimangono sconosciuti, tuttavia è un grande balzo in avanti del programma di modernizzazione militare della nazione. La Cina ha incontrato molti ostacoli nel sviluppare un proprio sistema radar, ma è riuscita a superare tali problemi con l’aiuto russo, ha detto Voce della Russia citando Konstantin Sivkov, direttore dell’Accademia russa per le questioni geopolitiche. Sivkov ha detto che la parte più importante del successo della Cina è che la marina dell’ELP, infine, sappia gestire i sistemi radar ad antenna a scansione elettronica attiva. Con questa tecnologia, i cacciatorpediniere cinesi possono rilevare ed abbattere i caccia F-35 da una distanza di 350 km. Nel frattempo, Pavel Zolotarjov, Vicedirettore dell’Istituto di Studi su USA e Canada dell’Accademia delle Scienze russa, ha detto che la nave da guerra cinese non solo può individuare il caccia stealth degli Stati Uniti, ma può anche implementare contromisure contro le interferenze elettroniche generate dal caccia. Il nuovo sistema aumenterà gradualmente la capacità operative della Marina dell’ELP nella regione del Pacifico occidentale, afferma Voce della Russia.

069-071lI nuovi cacciatorpediniere cinesi possono abbattere gli F-35?
Ankit Panda USNI 15 maggio 2014

Il nuovo cacciatorpediniere cinese Type 052D Luyang III può rilevare il Joint Strike Fighter Lockheed Martin F-35 Lightning II? Forse. Media inglesi, cinesi e russi riportano che il radar del nuovo cacciatorpediniere cinese potrebbe rilevare e inseguire l’F-35; tuttavia non è chiaro se tali affermazioni siano valide. Konstantin Sivkov, direttore dell’Accademia russa per le questioni geopolitiche, ha affermato che il sistema radar ad Antenna a scansione elettronica attiva (AESA) del cacciatorpediniere può rilevare, monitorare e attaccare l’F-35 ad una distanza di 350 km, secondo un articolo di Voce della Russia. Il Type 052D ha un radar AESA Type 346 e un radar Type 518 in banda L accoppiato al sistema di difesa missilistico antiaereo CPMIEC HQ-9B. L’HQ-9B avrebbe una gittata di circa 200 chilometri, secondo la stampa locale. Subito dei dubbi vengono suscitati dalle affermazioni di Sivkov riguardo la gittata dell’HQ-9B, ma le valutazioni non possono essere del tutto errate, soprattutto se il radar Type 346 è un radar in banda S come il radar Lockheed SPY-1 montato sulle navi da guerra Aegis dell’US Navy.
Il caccia tattico stealth deve essere ottimizzato per affrontare le bande ad alta frequenza come le bande C, X e Ku; una semplice questione di fisica. C’è un “gradino” nella firma osservabile (LO) dell’aeromobile una volta che la lunghezza d’onda della frequenza supera una certa soglia e suscita l’effetto di risonanza. Tipicamente, la risonanza si verifica quando un elemento dell’aeromobile, ad esempio il timone di coda, è inferiore di otto volte alla dimensione di una particolare lunghezza d’onda della frequenza. Effettivamente, i piccoli aerei stealth non hanno dimensioni o peso necessari per mezzo metro o più di rivestimenti in materiale radar assorbente su ogni superficie, e sono costretti ad operare sulle bande di frequenza cui sono ottimizzati. Tuttavia, mentre vi è un cambio nella sezione trasversale radar di un caccia stealth quando opera contro radar a bassa frequenza, come le bande S o L, vi sono molti fattori interessati da rilevazione e inseguimento di un aereo a bassa osservabilità. Molto dipende dalla gamma del trasmettitore radar del velivolo e dalla forza del ritorno omnidirezionale dell’aeromobile bersaglio avviato dall’effetto di risonanza. Anche con l’effetto di risonanza, non ci può essere un ritorno abbastanza forte per inseguire un aereo stealth, come l’F-35, da una distanza tatticamente significativa. L’altro problema che la difesa deve affrontare è il fatto che la banda L e molte parti della banda S hanno cellule di risoluzione radar troppo grandi per fornire un efficace inseguimento. In effetti, anche se la difesa può rilevare e tracciare un caccia furtivo all’attacco, la difesa potrebbe non essere in grado di puntare un missile sul bersaglio. Detto ciò, sia l’SPY-1 che il prossimo Raytheon Air and Missile Defense Radar (AMDR) operano su porzioni di frequenze più alte della banda S e possono effettuare inseguimenti operativi. Se il sistema cinese è simile, e ci sono indicazioni che lo sia, può effettuare un inseguimento per il puntamento dei missili HQ-9B.
Secondo ulteriori fonti industriali, vi sarebbe un modo per ridurre la dimensione delle cellule di risoluzione radar generate dai radar a bassa frequenza, anche per i sistemi a banda UHF e VHF. La chiave è la rete, indicano fonti industriali. Se più radar a bassa frequenza sono collegati tramite reti per trasmissioni dati ad alta velocità, è possibile che la cellula di risoluzione possa essere raffinata fino al punto in cui un missile può essere guidato sul bersaglio. Al momento, non è noto se un potenziale avversario degli Stati Uniti possieda capacità simili, ma c’è una possibilità remota. Tuttavia, non è escluso che Russia o Cina sviluppino tali sistemi di rete. In realtà, secondo fonti del settore, entrambe le nazioni starebbero lavorano per sviluppare tali capacità.

Type 052D Luyang IIITraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il ritorno di ‘Star Wars’

Dmitrij Litovkin, RIR, 29 aprile 2014

1016790Velivoli senza pilota ipersonici saranno la prossima fase del confronto tecnico-militare tra Mosca e Washington. In risposta all’avvento della dottrina statunitense degli attacchi preventivi, la Russia si prepara a svelare uno scudo spaziale dalla portata globale, quello delle Forze di Difesa Aerospaziali. Tale sviluppo rappresenta la rinascita di uno dei temi centrali della Guerra Fredda: la possibilità delle ‘Star Wars‘.

La minaccia militare spaziale
A differenza del regista George Lucas, il 40° presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan sapeva molto bene che una guerra nello spazio non era più una prospettiva lontana. Nel secolo scorso l’unica cosa che gli impedì di realizzare l’idea della totale supremazia statunitense sui sovietici negli anni ’80 era l’assenza della tecnologia necessaria. Gli USA acquisirono tale tecnologia 25 anni dopo la fine della sua presidenza. Lo scorso dicembre, il presidente russo Vladimir Putin ha osservato che l’avvento delle minacce di attacchi ipersonici e spaziali da Washington, e il possibile uso di tali armi, potessero disattivare istantaneamente le difese di Mosca. “Un’efficace difesa aerospaziale è garanzia di sopravvivenza delle nostre forze di deterrenza strategica, e della protezione del Paese da minacce di attacco aerospaziale“, aveva detto Putin durante una visita a un impianto di produzione di missili per la difesa aerea, nel giugno 2013. “Nessun altro Paese, ad eccezione degli Stati Uniti, può minacciare la sopravvivenza delle Forze strategiche nucleari della Russia (Strategicheske Jaderne Silj, o SJaS) e nessun altro Paese può minacciare un attacco spaziale“.
L’esperto militare Igor Korochenko è certo che il compito richiede la comprensione delle minacce militari contemporanee che la Russia potrebbe affrontare nei prossimi 15-20 anni. Vi è una serie di Paesi, in primo luogo gli Stati Uniti, che attivamente svolgono ricerche per produrre velivoli ipersonici d’attacco, che opereranno non solo dal cielo, ma anche dallo spazio. Ciò obbliga ad aggiornare l’attuale sistema di Difesa Aerospaziale (Vozdushno-Kosmicheskaja Oborona, o VKO) con avanzati sistemi di difesa antiaerea e antimissile (Protivovozdushnaja Oborona i Protivoraketnaja Oborona, PVO-PRO). A marzo è stato creato in Russia l’Istituto di ricerca scientifica per la Difesa aerospaziale. L’istituto ha il compito di sviluppare un sistema di sorveglianza e allarme contro un attacco aerospaziale, e di uno per colpire e disturbare le minacce aerospaziali, così come sviluppare sistemi di controllo e manutenzione delle attuali forze di difesa  aerospaziali.
La preoccupazione del Strategic Aerospace Defense Systems (Strategicheskie Sistemij Vozdushno-Kosmicheskoj Oboronij), che riunisce gli sviluppatori di missili e radar, è volto a lavorare sul piano pratico del programma. Dei 22 miliardi di rubli stanziati per l’intero programma di riarmo dell’esercito russo, entro il 2020, Mosca ne spenderà circa il 20 per cento per il suo programma ‘Zvjozdne Voinij‘ (Guerre Stellari), equivalenti a circa 3-4 miliardi di rubli. Dato questo finanziamento, è già iniziato il lavoro sul ripristino globale di un sistema radar unificato per l’intercettazione dei lanci missilistici. Il più recente sistema radar Voronezh-DM viene dispiegato lungo i confini della Russia. Questo sistema è in grado di rilevare qualsiasi cosa accada a 3000 km dai confini del Paese. Queste stazioni radar sono già presenti nelle regioni di Leningrado, Kaliningrad e Irkutsk, nonché nei territori di Altaj e Krasnodar. Si presuppone siano collocati a una distanza di circa 1000 km l’una dall’altra. Secondo il Viceministro della Difesa Jurij Borisov, entro il 2018 formeranno il sistema di difesa radar intorno alla Russia.

É una nuova corsa agli armamenti?
Oltre a sviluppare un sistema di preallarme dalle minacce aerospaziali, Mosca sta attivamente sviluppando una propria minaccia d’attacco. Gli ultimi anni hanno visto la grande modernizzazione del sistema di difesa antimissile russo A-135 schierato intorno a Mosca. Inoltre è prevista l’implementazione del sistema antiaereo a corto raggio Pantsir-S1, così come di 28 reggimenti missilistici antiaerei dotati di S-400 Trjumf, (un totale di 450-670 siti di lancio) e anche 38 batterie dell’avanzato sistema S-500 Vitjaz (equivalenti a circa 300-460 siti di lancio). Secondo Borisov, diversi nuovi stabilimenti di produzione sono in costruzione nelle regioni di Kirov e Nizhnij Novgorod per produrre questi mezzi di difesa. Il costo di questi nuovi impianti è stimato a più di 36 miliardi di rubli. Un lavoro di simili dimensioni è in corso per aumentare le capacità operative   degli armamenti strategici della Russia. Da quando gli Stati Uniti si sono ritirati dal Trattato sui missili antibalistici, Mosca ha testato sei nuovi tipi di missile balistico intercontinentale introducendoli in servizio nelle forze di deterrenza nucleare dell’esercito e della marina. Tutti, a differenza delle limitazioni dei trattati russo-statunitensi, non sono dotati di una singola testata, ma di testate nucleari multiple.
Mosca è sicura che i piani per sviluppare la difesa aerospaziale non porteranno ad una nuova Guerra Fredda. La discrepanza tra spesa per la difesa russa e statunitense su ciò, risulta ampia.

233752Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Il JSF F-35 non può nascondersi ai radar russi

JSF: aggiornamento del disastro
Dedefensa 28 aprile 2014
f35-af1-af2-lmIl mese scorso, la relazione annuale del General Accounting Office dava una buona notizia per il JSF. Per la prima volta fu annunciato che il probabile prezzo del velivolo era diminuito del 7%. La notizia fu ampiamente acclamata dalla stampa-sistema e su siti come Breaking Defense e Defense One. Lockheed Martin (LM) e il capo del JSF Program Office (JPO) al Pentagono, il Generale dell’USAF Christopher Bogdan, approfittarono di questa opportunità coinvolgendo il GAO per la sua buona reputazione e il rigore contabile, finora sempre assai severo sul JSF; insieme annunciarono che il JSF, o F-35, alla fine sarebbe costato circa 75 milioni dollari a pezzo, previsioni lontane da delle qualificate come “catastrofiche” di 150/200 milioni di dollari per pezzo. Al proposito veniamo rassicurati su alcuni problemi tecnici, come lo sviluppo e l’integrazione del software (questione fondamentale per l’aereo, totalmente controllato dal sistema elettronico), sulla buona strada per essere risolti. Winslow Wheeler, un ex-funzionario del Congresso che ha anche lavorato presso il GAO, specializzato nella decrittazione dei labirinti burocratici e finanziari del Pentagono, interviene sistemando le cose. Lo fa con ancora più efficacia rispetto alla relazione annuale SAR (Selected Acquisition Report) che il Pentagono ha diffuso la scorsa settimana, fornendo un quadro pessimistico e particolarmente graffiante dello stato del programma. Wheeler ha pubblicato un lungo articolo, estremamente tecnico e preciso su CounterPunch il 25-27 aprile 2014. Ne diamo due estratti che mostrano la verità della situazione del JSF, con un’imbarazzante precisione sul GAO e la sua reputazione d’integrità. Questo organismo (equivalente della Corte dei Conti degli USA) ha accettato senza verifica quelli che sembrano i vecchi dati forniti da JPO e LM al Pentagono. Il fatto mette in dubbio la capacità e/o integrità degli analisti del GAO responsabili del dossier, il che può significare che il dispositivo di corruzione venale e/o psicologico (soprattutto psicologico) è penetrato in ciò che era finora considerata la fortezza ultima dell’integrità verso il sistema di gestione della produzione americanista.
La scorsa settimana il dipartimento della Difesa ha pubblicato il suo nuovo Selected Acquisition Report (SAR) sui suoi principali programmi di armamenti. Questi rapporti annuali sono il tentativo del Pentagono di un’analisi definitiva dei costi; sono disponibili in due forme: i dati di sintesi sui 77 Major Defense Acquisition Program (MDAP) del DoD e relazioni sui singoli programmi, come l’F-35, l’ultimo messo on line gratuitamente da Breaking Defense. Come negli ultimi anni, la pubblicazione di nuovi dati sul F-35 ha interessato la stampa, di cui certuni sono stati piuttosto approfonditi nel riassumere i nuovi dati e ciò cui il massimo difensore dell’F-35, il top program manager Tenente-Generale Christopher Bogdan, aveva da dire. Tuttavia, vi sono alcuni punti importanti che non hanno avuto l’attenzione che forse meritano, e un punto chiave sembra essere stato generalmente ignorato. Come il SAR e la sintesi del DoD hanno chiarito, il costo per acquisire l’F-35 è salito rispetto alla stima dello scorso anno. La pagina 6 della sintesi del DoD del suo SAR afferma che per le cellule degli F-35 “i costi sono aumentati di 3,1 miliardi dollari (+1,0%) da 326,9 miliardi a 330,0 miliardi di dollari” e costi per il motore, contabilizzati separatamente, “sono aumentati di 4,3 miliardi di dollari (+6,7%) da 64,3 miliardi a 68,6 miliardi di dollari”. [...] In verità, il futuro del programma F-35 rimane incerto, e la maggior parte dell’incertezza è dovuta al costo unitario finale del velivolo e all’impatto di tale costo, come la realtà afferma, per gli acquirenti esistenti e futuri. Come già affermato, ci sono buone ragioni per pensare che il costo unitario reale dell’F-35, in media rimarrà più intorno ai 200 milioni di dollari che non alla dubbia previsione di 75 milioni della Lockheed e del Tenente-Generale Bogdan. In secondo luogo, l’aumento dei costi d’acquisizione dell’F-35 rivelato dal nuovo SAR, suscita grande imbarazzo al Government Accountability Office secondo cui, in un rapporto pubblicato il mese scorso, i dati sul SAR del DoD mostrano che i costi di acquisizione dell’F-35 scendono e non salgono. Come già spiegato, la relazione del GAO ha utilizzato i dati di due anni fa, grazie al poderoso processo di registrazione delle relazioni dell’agenzia e per il fatto che gli analisti e il direttore assegnati al rapporto hanno utilizzato una metodologia analitica incredibilmente superficiale. Non un solo articolo che abbia letto sui nuovi dati del SAR ricorda gli errori del GAO sul costo di acquisizione del velivolo”.
Wheeler ha anche attaccato, con un certo giubilo ironico, alcune proiezioni del Pentagono ispirate dal JPO. Queste proiezioni annunciano che il costo si ridurrebbe secondo una proiezione del costo totale del programma, vale a dire entro il 2065. Il Pentagono è noto nel diffondere regolarmente proiezioni fasulle dai 6 mesi a un anno, in particolare con errori sull’inflazione, ecc. Ma ora  pretende di dare una fornire una chiara proiezione su un arco di 51 anni, una magia straordinaria, così deliziosamente ottimista perché finalmente nel 2065, sarà più efficace che tra sei mesi o un anno… La narrazione burocratica non ha confini temporali, e più le sue previsioni a breve termine si rivelano false, più punta sulle previsioni a lunghissimo termine, immaginando che l’aggiunta vertiginosa di periodi a breve termine, contraffatti, finisca un quadro a lungo termine conforme ai propri desideri. “Sappiamo già che il DoD manipola le previsioni sull’inflazione sia nei suoi budget che per le previsioni a breve termine del quinquennale Future Year Defense Program (FYDP). Esprimendo credulità sull’affermazione che il costo di un programma degli armamenti sarà un po’ meno preciso tra 30 anni, solo perché qualcuno ha riadattato l’inflazione e le previsioni di costo del lavoro. In effetti, nelle passate previsioni sull’inflazione per certi imminenti anni fiscali ( pochi mesi prima), il DoD s’era dimostrato impreciso non solo su quanto l’inflazione cresceva o diminuiva, ma se cresceva o diminuiva. Se non riescono nemmeno a saperlo un paio di mesi prima, come fanno ad affermare di poterlo sapere con precisione fra 30 anni? E’ abbastanza assurdo. Eppure, eccoci qui, a sentirci dire di credere che il costo dell’F-35 che, come il DoD ci dice: “diminuirà a 96,8 miliardi dollari (-8,7%) da 1.113,3 miliardi a 1.016,5 miliardi, quando il programma verrà terminato nel 2065…“”
Nel frattempo, RussiaToday s’interessa al JSF. Consapevole del suo dovere internazionalista ed americanista evidenziato ultimamente dal segretario di Stato ectoplasma (25 aprile 2014), RT ha il dovere di seguire il JSF. RT è più attenta all’interessante abbinamento US Navy-Boeing, il 25 aprile 2014. Entrambe le parti sono collegate, perché l’US Navy cerca in tutti i modi di sbarazzarsi del furtivo JSF, mentre Boeing, fornitore leader dell’US Navy (famiglia F/A-18) ha lanciato un feroce attacco contro il JSF, considerato del tutto inadeguato a sopravvivere in un probabile ambiente di guerra. Naturalmente, Boeing ha i suoi interessi, e come! Offre all’US Navy ciò che essa ha iniziato a fare, ordinare altri EA-18G Growler, versione da guerra elettronica della famiglia F/A-18, il solo capace (secondo Boeing) di garantire un ambiente accettabile per i velivoli da combattimento. (Cioè gli F/A-18 standard, in quanto non ci sarebbe bisogno che caratteristiche da guerra elettronica, stealth o altre, terribilmente costose e da alcuni considerate inefficaci, siano integrate nel velivolo). “Poiché il prezzo delle armi più costose del Pentagono vola ancora di più, i critici mettono in discussione i costi e le capacità del programma Joint Strike Fighter F-35. [...] Il venerdì di questa settimana, Military.com ha riferito che l’US Navy non solo ha deciso di ridurre da 69 a 36 gli F-35 della Lockheed Martin che aveva in programma di acquistare, ma che 22 nuovi EA-18G Growlers costruiti dalla Boeing sono stati aggiunti all’elenco delle priorità non finanziate. I giornalisti Kris Osborn e Michael Hoffman scrivono sul loro sito che la “Boeing non ha operato così tranquillamente lo scorso anno offrendo all’US Navy una via di fuga dal costoso programma Joint Strike Fighter”. Secondo il loro articolo, almeno dalla scorsa estate la Boeing ha sollecitato l’US Navy ad acquistare altri F/A-18 Super Hornet e Growler viste le preoccupazioni sull’F-35. [...] Mike Gibbons vicepresidente per i programmi Super Hornet e Growler della Boeing, ha un buon motivo per parlare male dell’F-35, dopo tutto meno soldi alla Lockheed Martin significano probabilmente di più per la sua azienda. Indipendentemente da ciò, Gibbons ha detto a Osborn e Hoffman che l’F-35 non è poi un aereo furtivo così avanzato, come una volta ha affermato, e non è efficace come il Growler quando si tratta di contrastare un ampio spettro di sistemi di difesa aerea. “La densità della minaccia è sempre più complessa e difficile. Lo spettro elettromagnetico è sempre più complesso e difficile, e richiede sempre più ciò che il Growler fornisce nell’attacco elettronico e ricognizione elettronica. Solo il Growler ha questa capacità, ha detto Gibbons al sito. Russia e Cina, aggiunge, hanno sviluppato sistemi di difesa aerea che mettono la tecnologia stealth dell’F-35 alla prova. E se tali funzionalità dovrebbero migliorare, il programma di armamento ampiamente pubblicizzato dal Pentagono non potrà avere le capacità offensive richieste dai militari stranieri. I sostenitori del Growler dicono che tali aeromobili possono superare la minacciosa tecnologia stealth, e che la capacità di occultarsi, infine, potrebbe presto essere abbandonata del tutto dal DoD”.
In quest’ultimo caso, con la complicità US Navy-Boeing, è chiaro che Boeing gioca da membro di spicco del Sistema. Ma nell’occasione acquista un significativo ruolo antisistema nella devastante critica al JSF, con grande soddisfazione dell’US Navy che, utilizzando questa azione utile ai propri interessi, agisce da anti-sistema in quanto anti-JSF. (In effetti, in questa disposizione e dato il contesto e la notevole importanza del programma, il JSF appare come la produzione più devastante del sistema, e l’indebolimento o la sua caduta catastrofica sarebbero un duro colpo per il sistema. Quindi…, Boeing e US Navy, “esponenti di spicco” del sistema, sono in realtà anti-sistema). Si osservi che le argomentazioni operative sviluppate da Boeing e implicitamente accettate dall’US Navy (ulteriore ordine di Growler a spese del JSF) ovviamente sono tempestive, e il loro avverarsi ovviamente non è una coincidenza. Entrambi gli enti beneficiano della crisi ucraina, che rende improvvisamente concepibile la possibilità di operazioni in un confronto ad alta intensità,  sviluppando la revisione operativa del JSF. La possibilità di un confronto con la Russia non è più una visione teorica, e l’argomento delle grandi capacità della Difesa aerea russa ora gioca pesantemente a favore della linea Boeing-US Navy. Infatti, la crisi ucraina ha veramente molteplici e innumerevoli effetti, ed è destinata a svolgere un ruolo importante sul destino del JSF.

F-35A_three-viewIl nuovo caccia Stealth degli USA non può nascondersi ai radar russi
Il Joint Strike Fighter degli USA da un trilione di dollari dovrebbe essere praticamente invisibile quando sorvola il cortile del nemico. Ma non è così che le cose funzionano.
Bill Sweetman, Aviation Week & Space Technology, 28 aprile 2014 – The Daily Beast

eurofighterL’F-35 Joint Strike Fighter, il jet su cui il Pentagono punta il futuro furtivo dei suoi aeromobili  tattici, soffre di ogni sorta di carenze. Ma la cosa più grave è che il JSF non è, infatti, furtivo agli occhi di un crescente numero di radar russi e cinesi. Né è particolarmente bravo a disturbare i radar nemici. Il che significa che il dipartimento della Difesa punta centinaia di miliardi di dollari su un caccia che avrà bisogno dell’aiuto di aerei da guerra elettronica per proteggere il non così furtivo aereo “radar splendente”, come alcuni addetti ai lavori lo chiamano. Questi problemi non sono per nulla un segreto. Il F-35 è rilevabile dai radar operanti in banda VHF. Il sistema di disturbo dei  radar del caccia si limita alla banda X, nel settore coperto dal radar APG-81. Queste non sono critiche al programma, ma il risultato delle scelte del cliente, il Pentagono. Suggerire che l’F-35 sia VHF-furtivo è come sostenere che il cielo non sia blu, perché entrambe le cose riguardano lo stesso fenomeno. Il fisico tardo-vittoriano Lord Rayleigh diede il suo nome al modo in cui la radiazione elettromagnetica viene diffusa da oggetti di dimensioni inferiori alla sua lunghezza d’onda. Ciò vale per le particelle nell’aria che disperdono la luce solare, e gli stabilizzatori e le superficie alari degli aeromobili che sono circa dello stesso ordine di grandezza delle onde metriche VHF. Gli attributi contro-furtivi delle VHF sono di dominio pubblico da decenni. Sono noti dagli albori della furtività, nel 1983, quando il Lincoln Laboratory del MIT ordinò un radar di 30 metri per emulare il sistema di allerta precoce VHF della Russia P-14 Oborona. La divisione della Lockheed Martin di Fort Worth responsabile del F-35 dovrebbero saperlo: l’ha costruito.
Per avere un aeroplano furtivo alle VHF, s’inizia con la rimozione della coda, come nei bombardieri B-2. Ma non si sapeva come fare con un agile aereo supersonico (come l’F-35 dovrebbe essere), quando furono scritte le specifiche JSF. Nemmeno la tecnologia per fornire di un sistema di disturbo attivo a banda larga un aereo stealth esisteva nel 1995. Non solo i sostenitori dello stealth aspettano che il disturbo svanisca, ma c’è un evidente e (al momento) insolubile problema: Per utilizzare il sistema di disturbo radar bisogna essere certi che vi abbia rilevato. In caso contrario, il disturbo svelerebbe la vostra presenza identificandovi come aereo stealth, dato che il nemico può vedere il segnale, ma non il riflesso. Possiamo essere sicuri che il sistema di disturbo non sia stato aggiunto a bordo del F-35. I requisiti del JSF erano rigorosi fino alla virgola quando il programma iniziò, e i suoi sostenitori ne avrebbero incolpato dei ritardi e sforamenti. Ciò che il JSF deve avere è il sistema di disturbo radar noto anche come “attacco elettronico”, o EA in militarese. Ha anche un sistema a perdere d’inganno radar della BAE Systems, l’ALE-70. Sono misure da ultima spiaggia per interrompere l’aggancio di un missile, non per impedirvi di essere inseguiti.
I pianificatori del JSF, a metà degli anni ’90, stavano correggendo i calcoli sulla bassa banda stealth e un limitato EA, combinati alla sorveglianza elettronica passiva per la consapevolezza della situazione, adeguandole alla fase operativa. Ma si aspettavano che l’F-35 avrebbe raggiunto gli squadroni nel 2010, e la modernizzazione militare della Cina era appena immaginabile. Le minacce degli anni 2010 sono qualitativamente diverse. I vecchi radar VHF possono essere colpiti spezzando la catena tra rilevamento e inseguimento: non forniscono un riverbero abbastanza netto quanto quello dei radar analogici a scansione meccanica puntati sul bersaglio. I radar VHF a Matrice a scansione elettronica attiva (AESA), ad alta potenza e ad onde decimetriche e centimetriche, sono i nemici più tenaci. Lo scorso agosto, in un air show nei pressi di Mosca, ho parlato con i progettisti di un nuovo sistema radar anti-stealth altamente mobile, ora consegnato alle forze armate russe. Il suo nucleo è un’antenna VHF di 30 metri tipo AESA totalmente digitale, ma che incorpora anche potenti radar a più alta frequenza permettendo di monitorare piccoli bersagli una volta che il radar VHF li ha rilevati. Ultimamente, tuttavia, è emerso che la Marina degli Stati Uniti sia preoccupata dalle nuove navi da guerra cinesi dotate del radar di ricerca VHF Tipo 517M, che secondo l’ideatore sono di tipo AESA.
Niente di tutto ciò dice che la furtività è morta, ma non è ragionevole aspettarsi che il gioco del gatto e del topo nella rilevazione ed evasione nel combattimento aereo sia finito, o che lo sarà mai. EA e furtività ancora non coesistono molto comodamente sulla stessa piattaforma, ma fuori EA e furtività sono sinergici: minore è il bersaglio, meno potenza di disturbo è necessaria per mascherarlo. Ma l’agilità dimostrata dalla minaccia indica che non c’è alcuna mossa vincente nel gioco con i radar. L’eccessiva dipendenza di un progetto da un singolo aspetto non è una buona idea, e l’utilizzo di un segreto fittizio per annullare il dibattito è anche peggio.

November 23, 2011 F-35 assembly area bi-monthly photo shoot forTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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