Scontro navale tra Corea del Nord e del Sud

Konstantin Asmolov Nuovo Oriental Outlook 09/04/2014

northkorea-8bf0bab48301cbf27686e2d795f8969354e64714-s6-c30Il 31 marzo 2014 c’è stato uno scontro a fuoco in mare tra Corea del Nord e del Sud, durante cui  nessuno è rimasto ferito. Ciò s’è verificato per i seguenti motivi:
A differenza degli anni precedenti, nel 2014, la Corea democratica ha fatto ricorso ad una risposta simmetrica allo svolgersi regolare delle esercitazioni militari di Corea del Sud e Stati Uniti nelle vicinanze del confine marittimo della Corea democratica, importante punto controverso. Il nocciolo della questione è che nel 1953, la frontiera terrestre fu decisa da entrambe le parti, mentre il confine marittimo fu imposto unilateralmente al Nord, lasciando la maggior parte del Mar Giallo, tra cui diverse isole d’importanza strategica, alla Corea del Sud. La Corea democratica non riconosce tale confine e sostene che vada stabilito più a sud. Quindi, c’è un contenzioso sulle acque tra i due Paesi.  Tale problema persiste ancora oggi. Nel 2007, nel corso di un summit tra i leader di Corea del Nord e del Sud, Kim Jong-il e Roh Moo-hyun s’incontrarono per risolvere il problema. L’equivalente di una zona demilitarizzata doveva essere aperta alle imbarcazioni civili di entrambi i Paesi. Tuttavia, nel 2008, il partito conservatore andò al potere in Corea del Sud abbandonando questi piani. Il confine marittimo rimase fonte di tensioni. Ciò divenne più evidente nel 2010, durante l’incidente con la corvetta Cheonan e il bombardamento di Yeonpyeong.
Nell’incidente che ha avuto luogo alla fine di marzo, i nordcoreani inizialmente lanciarono diversi missili a corto raggio. Poi, secondo i militari della Corea del Sud, lanciarono due missili Rodong, dei missili balistici. Ciò portò ad una “condanna de jure” da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e alla prevedibile reazione della Corea democratica. Infine, la Corea democratica ha annunciato un’esercitazione dell’artiglieria dopo aver informato il Sud e “chiuso” l’area in cui i proiettili dovevano cadere. La maggior parte cadde nelle acque della Corea del Nord, ma alcuni di essi (i dati differiscono) caddero sulle acque contese. La presidentessa Park Geun-hye e i rappresentanti della leadership militare della Corea del Sud affermarono ripetutamente che, “Replicheremo adeguatamente alle provocazioni della Corea del Nord“. Ciò causò il bombardamento sudcoreano delle acque nordcoreane, dopo l’evacuazione della popolazione dalle isole nella zona del possibile conflitto, nel caso in cui la Corea democratica rispondesse. Sulla base dei dati attuali, tuttavia, la situazione non degenerava. Tutti i bombardamenti finirono nelle acque ed entrambe le parti fecero i dovuti appelli ad evitare provocazioni. Anche se non è chiaro come la situazione si svilupperà, i mass media sudcoreani hanno riferito razionalmente, sottolineando che i sud-coreani furono informati delle imminenti esercitazioni d’artiglieria. In questo contesto, si dovrebbe prestare attenzione alla pronta risposta della Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hong Lei, quel giorno ha invitato le parti interessate nella penisola coreana a mantenere sobrietà, moderazione e cautela, nelle parole e negli atti, per evitare un’ulteriore escalation del conflitto. Questo è un buon segno, dato che le prime relazioni sul bombardamento fecero riferimento al bombardamento del 2010, quando a causa di un errore tecnico avutosi durante un’esercitazione, e al desiderio di superiorità, le acque nordcoreane furono bombardate. La Corea democratica in risposta bombardò la base militare più vicina della Corea del Sud. Nel bombardamento due soldati e due operai militari furono uccisi. Sebbene la reazione della Corea del Sud dimostrasse scarsa preparazione, rispose al bombardamento infliggendo al nemico dei danni. Ciò fu seguito dal netto peggioramento della situazione, bloccato da una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU convocato da Russia e Cina. Il caso fu risolto senza spargimento di sangue.
Le relazioni inter-coreane oggi sono una combinazione di due tendenze opposte, dichiarazioni di pace e fiducia combinate ad azioni contrastanti. La situazione sarà descritta più in dettaglio nei prossimi articoli, ma vale la pena notare ora che la prudenza dei militari e dei politici di entrambi i Paesi sono volte ad evitare un’escalation del conflitto. Anche se le esercitazioni della Corea del Sud prevedono azioni offensive, compreso l’uso di vettori nucleari, e la Corea del Nord non esclude lo svolgimento di test nucleari in risposta ad ulteriori provocazioni da parte del Sud, non vi è stato alcun aggravarsi della situazione in questo momento, ed è una buona cosa.

NLL-and-DPRK-alternativeKonstantin Asmolov, PhD, Senior Fellow presso il Center for Korean Studies dell’Institute for Far Eastern Studies, in esclusiva per la rivista online “Nuovo Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’esecuzione di Jang Song-Taek, la pace nella penisola coreana e la Sovranità Nazionale della Corea democratica

Christof Lehmann, Nsnbc, 14 dicembre 2013

La vita ha preso una piega definitiva e drammatica per Jang Song-Taek, fino a poco prima da molti visto come il secondo leader più potente della Corea democratica. Cosa l’epurazione, la condanna per la cattiva gestione della sua agenda dell’apertura economica e l’esecuzione hanno a che fare con la sicurezza nazionale della Repubblica democratica popolare di Corea e con la prospettiva di pace nella penisola coreana?

602744-north-korea-kim-uncle-jang-song-thaekUna “svolta finale e drammatica” non significa solo la definitività della morte, ma anche e soprattutto che la manovra politica su Jang Song-Taek fornisce un quadro della leadership politica, militare e, non ultimo, del sistema giudiziario della democratica popolare del Repubblica di Corea.

Ascesa e caduta di Jang Song-Taek
CC09N0013H_N71_copy2Jang Song-Taek era lo zio acquisito del leader della Corea democratica Kim Jong-Un e marito di Kim Kyung-Hee, zia di Kim Jong-Un e sorella minore di Kim Jong-Il, che conobbe e corteggiò quando erano studenti presso la Kim Jong-Il University, nei primi anni ’70. Lo stretto rapporto con la famiglia Kim senza dubbio aprì le porte a Jang Song-Taek. Porte che usò e anche abusò. Nel 1986 divenne membro dell’Assemblea Popolare Suprema. Nel 1992 divenne membro del Comitato centrale del partito, e nel 1995 fu eletto Primo Vice-direttore del Dipartimento organizzazione e orientamento del partito. Il titolo di “vice”-direttore però, non si abbinava esattamente al suo carattere chiaramente assai ambizioso che l’ha portato alla caduta. In effetti non fu la prima volta che Jang Song-Taek finì nei guai; nel tentativo di accrescere il proprio potere venne espulso nel 2004, e poi reintegrato nel 2005, quando fu incaricato della supervisione dell’intelligence interna, della polizia e delle istituzioni giudiziarie della Corea democratica. Il suo lavoro gli portò la promozione, nell’aprile 2009, a un incarico importante nella Commissione della Difesa Nazionale della Corea democratica. Contemporaneamente, Jang Song-Taek fu scelto per diventare uno dei consiglieri più stretti di Kim Jong-Un, che doveva diventare il capo di Stato della RPDC dopo la morte di Kin Jong-Il, nel dicembre 2011.
Dopo la morte di Kim Jong-Il, Jang Song-Taek fu nominato tra i principali alti dirigenti e consulenti di Kim Jong-Un. Una posizione indispensabile per assicurare una transizione graduale del potere al nuovo capo di Stato, una posizione particolarmente sensibile perché la Corea è ancora in stato di guerra de facto, regolarmente minacciata di aggressione militare da USA e Corea del Sud, e ancora  più dipendente dai membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Cina e la Russia, di quanto prevede il diritto internazionale. Infine, la sua posizione era anche particolarmente sensibile, perché Kim Jong-Un ha intenzione di trasformare l’economia della Corea democratica senza minacciarne il sistema politico, la stabilità, la continuità del governo e la sicurezza nazionale. Le macchinazioni di Jang Song-Taek si riferivano a quest’ultima e molto delicata questione, cosa che molto probabilmente l’ha portato al tradimento e infine alla caduta ed esecuzione il 13 dicembre 2013. Il 13 novembre, i suoi stretti sostituti Ri Ryong Ha e Chang Su Kil sarebbero stati giustiziati e Jang Song-Taek posto agli arresti domiciliari. E’ stato formalmente arrestato durante la riunione del Comitato dell’Ufficio Politico dell’8 dicembre 2013, come riporta l’agenzia di stampa nordcoreana KCNA, il 9 dicembre 2013. (1)
Il 12 dicembre 2013, la KCNA riferiva che Jang Song-Taek era stato condannato per i crimini di cui era stato accusato da uno speciale tribunale militare del ministero della Sicurezza dello Stato e condannato a morte. La condanna a morte è stata eseguita subito. Le accuse contro di lui includevano grave cattiva gestione del suo assai sensibile portafoglio, accusa equivalente a cospirazione contro il Paese e grave corruzione. (2) Le esatte macchinazioni di Jang Song-Taek, che hanno portato al suo arresto, condanna a morte ed esecuzione il 13 dicembre, sono ancora poco chiare, e alcuni aspetti potrebbero non essere divulgati per ragioni di sicurezza nazionale. Detto questo, il suo arresto e processo sono stati seguiti ampiamente dai media della RPDC, inviando il segnale che Kim Jong-Un non solo consolida il governo di transizione, ma che la leadership coreana è saldamente con Kim Jong-Un, senza tollerare coloro che occupando gli uffici più affidabili nel Paese cospirano contro il corso seguito dalla Corea democratica stabilito dal governo.

Due modelli per la trasformazione dell’economia della Corea democratica e loro importanza per la visione della pace di Kim Jong-Un
Non solo Kim Jong-Un annunciò, nel suo discorso di Capodanno 2013, che voleva riformare l’economia della Repubblica democratica popolare di Corea, ma annunciò di volere trasformare la Corea democratica in una potenza economica regionale. (3) L’annuncio, fatto la sera di Capodanno del 2013 però, andava ben oltre lo sviluppo economico del Paese. In realtà, si trattava di un forte messaggio di pace. Un messaggio basato sull’acuta e chiara comprensione che la riunificazione pacifica della Corea potrà essere raggiunta se le economie del Nord e del Sud del Paese diviso saranno compatibili. Come sottolineato in un precedente articolo, Kim Jong-Un aveva lavorato a stretto contatto con dei consulenti tedeschi per avere l’esperienza sulla riunificazione tedesca, in parte amara, e che avevano collaborato con esperti coreani, in modo da adattarla alla situazione coreana. (4)
Kim Jong-Un, uomo con una visione di pace? Sembra quasi incredibile, se si giudica basandosi su BBC, CNN e altri media aziendal-finanziari occidentali. Inoltre, questa immagine della visione della pace di Kim Jong-Un non traspare nemmeno sui media cinesi o statali russi, “dalla politica editoriale indipendente” come Russia Today (RT). I dettagli dell’articolo di sopra neanche, perché Russia e Cina hanno consapevolmente sostenuto le sanzioni delle Nazioni Unite contro la Corea democratica, dopo che aveva messo in orbita il suo primo satellite e, di nuovo, dopo che la leadership della Corea democratica rispose alle sanzioni illegali, volte a sabotare il suo sviluppo economico di “nazione sovrana”, effettuando un test nucleare “legittimo”. (5) (6)
Le accuse formali contro Jang Song-Taek, e soprattutto il fatto di essere stato accusato di cattiva gestione del portafoglio per l’apertura economica, come riporta KCNA, suggeriscono fortemente che Jang Song-Taek non solo aveva problemi nel riconciliarsi con i piani per lo sviluppo dell’economia della Corea democratica, fissati da Kim Jong-Un, ma molto probabilmente lavorava attivamente contro di essi, qualcosa di paragonabile al sabotaggio economico dello sviluppo economico del Paese. (7)
Alla luce dello sviluppo a lungo termine del Paese e della politica verso una riunificazione pacifica, qualsiasi sabotaggio equivarrebbe a una grave minaccia contro la sicurezza nazionale e l’obiettivo a lungo termine di una autodeterminata pace coreana. Dopo diversi anni di strette consultazioni con esperti internazionali, tra cui i maggiori esperti tedeschi, da cui attingere l’esperienza sulla riunificazione della Germania, la leadership della Corea democratica e Kim Jong-Un decisero di utilizzare il modello vietnamita per la trasformazione economica della Corea democratica, sviluppandolo nel modello nordcoreano basato sulla migliore tradizione del Juche. (8) Jang Song-Taek era un noto forte sostenitore di Deng Xiao Ping e del suo modello di trasformazione economica cinese. Il modello ha diversi seri svantaggi per la Corea democratica, in particolare riguardo la stabilità politica e la continuità del governo nel periodo di transizione e dopo. Una delle principali differenze tra la Cina e la Corea democratica, è che quest’ultima è di gran lunga più vulnerabile ai tentativi di sovversione estera e all’aggressione militare che non la Cina. Inoltre, anche se né la Cina né la Russia sono egemonie aggressive come gli Stati Uniti, che ha ancora il comando bellico delle forze militari della Corea del Sud, Cina e Russia hanno i loro interessi e una propria politica estera, che non sempre mette al centro la Corea democratica. Si ricordi solo il fatto che Cina e Russia votarono in concomitanza, alla fine del 2012 e all’inizio 2013, le sanzioni illegali contro la Corea democratica al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Un abuso del loro privilegio di membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che deriva dal loro status di potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale.
Infine, se si ricorda il discorso di Capodanno di Kim Jong-Un dell’1 gennaio 2013, si comprende che Kim Jong-Un e la Corea democratica non hanno l’ambizione di essere esclusivamente fornitori di manodopera a basso costo e di minerali e risorse naturali a basso prezzo della Cina. Kim Jong-Un e il suo governo aspirano a relazioni di buon vicinato tra partner uguali e alla ricerca e sviluppo, nonché produzione, di alta tecnologia. E’ all’interno di questo contesto, che la “cattiva gestione del portafoglio dell’apertura economica di Jang Song-Taek” può essere intesa come seria minaccia alla sovranità nazionale e sicurezza nazionale della Corea democratica, non solo giustificandone l’epurazione, ma anche la sua esecuzione in quanto, molto probabilmente, colpevole di ciò che equivale ad alto tradimento. E’ anche in tale contesto si comprendono gli epiteti piuttosto emotivi come “quel cane” e altri attribuiti a Jang Song-Taek.
Personalmente sono contro la pena di morte, se non nelle più estreme circostanze, ma ciò è un altro discorso. Non a caso, le condanne più esplicite all’esecuzione di Jang Song-Taek provengono da Paesi la cui leadership è responsabile dell’esecuzione di Saddam Hussein e dell’omicidio di Muammar Gheddafi.

371273-kim-jong-un
Note:
1. Relazione sulla riunione allargata dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PLC, KCNA, 9 dicembre 2013.
2. No Room for Factionists to Live in: News Analyst, KCNA, 12 dicembre 2013.
3. Discorso di Capodanno di Kim Jong-Un, KCNA, 1° gennaio 2013.
4. Korea Crisis and Sanctions Designed to Sabotage Transformation of DPRK Economy, Christof Lehmann, nsnbc internazionale, 20 aprile 2013.
5. US Financial Sanctions Against DPRK as the Godfather of Nuclear Tests on Korea, Ronda Hauben, 5 aprile 2013, 4° Media, e Nsnbc International.
6. North Korea Nuclear Test: Diplomatic Tensions and Hypocrisy, Christof Lehmann, 12 febbraio 2013, Nsnbc International.
7. Relazione sulla riunione allargata dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PLC, KCNA, 9 dicembre 2013.
8. Korea Crisis and Sanctions Designed to Sabotage Transformation of DPRK Economy, Christof Lehmann, nsnbc internazionale, 20 aprile 2013.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

SONGUN – Antimperialismo e identità nazionale nella Corea socialista

Corea democratica e Iran: un’alleanza spirituale

Issa Ardakani Réseau International 23 novembre 2013 – Asia Times

myriam20130804072846707Alcuni mesi fa, durante la parata a Pyongyang per il 60° anniversario dell’armistizio che pose fine alla guerra civile in Corea, abbiamo avuto una dimostrazione significativa del rapporto tra i membri fondatori dell’”Asse del Male”, la Repubblica islamica dell’Iran (RII) e la Repubblica democratica popolare di Corea (RPDC). Durante la parata, due soli uomini separavano il leader nordcoreano Kim Jong-Un e un generale iraniano. C’era solo un altro dignitario straniero a fianco di Jong-Un e del suo staff, il vicepresidente cinese Li Yuanchao. Il generale iraniano era l’unico addetto militare. Non è sorprendente che alla Cina sia concessa un tale onore per la parata. Cina e Corea hanno legami storici profondamente radicati, sono confinanti e lo Stato Maggiore Generale dell’Esercito Popolare di Corea (KPA) era composto in gran parte da ex partigiani che combatterono a fianco dei cinesi in Manciuria contro l’occupazione giapponese, negli anni ’30; i cinesi hanno versato molto sangue nella lotta a fianco dei nordcoreani, nella guerra civile in Corea, e la Cina è il principale partner commerciale della Corea democratica. E’ quindi del tutto normale che la Cina abbia questo status speciale. Ma perché l’Iran? Gli scambi commerciali tra l’Iran e la Corea democratica non sono elevati. In realtà, l’Iran ha un maggiore volume di scambio annuale con la Corea del Sud che non con la Corea democratica. E l’importanza della cooperazione nella difesa Corea democratica-Iran è diminuita drasticamente dopo che l’Iran ha eclissato la RPDC nella missilistica. Allora perché i nordcoreani assegnano al generale iraniano lo stesso rispetto per Yuanchao? E non solo nella parata, vi sono molti esempi in cui i due Paesi compiono grandi sforzi per sottolineare l’importanza del loro rapporto.
I rapporti Iran-Corea democratica si ampliarono dopo la rivoluzione islamica in Iran, ma la loro partnership raggiunse il culmine dopo lo scoppio della guerra Iran-Iraq (1980-1988). Durante questo conflitto, la Corea democratica fu la principale fonte di armi per l’Iran, rappresentando il 40% di tutte le importazioni di armamenti dall’Iran. Così, durante questo periodo, circa un terzo delle valuta estera della Corea democratica proveniva dalla vendita di armi all’Iran. Mohsen Rafighdoost, l’incaricato d’affari per i contratti sugli armamenti, ha detto che durante una visita a Pyongyang, negli anni ’80, Kim Il-Sung gli avrebbe detto: “Fin quando acquisterete armi da noi? Fabbricatevele!” Quando Rafighdoost disse che l’Iran era infatti riuscito ad avviare la produzione di alcune di queste armi, tra cui lanciarazzi multipli da 70 km di gittata, Kim si alzò prese Rafighdoost dalla sedia e l’abbracciò. Hung Son-Muk, ex ambasciatore della Corea democratica a Teheran, disse un giorno: “Crediamo molto ai progressi e alle realizzazioni della nazione rivoluzionaria iraniana, con lo slogan dell’indipendenza, della libertà e della Repubblica islamica, come la nostra.” Poi, il presidente iraniano (e attuale leader supremo Sayyid Ali Khamenei) riprese questi sentimenti: “I due governi e i due popoli di Iran e Corea democratica hanno molti tratti e ideali comuni. Questo  rapporto ha rafforzato le relazioni e la cooperazione tra i nostri due Paesi“. Recentemente, un coro dell’EPC (Esercito Popolare Coreano) ha eseguito un’interpretazione mozzafiato della canzone rivoluzionaria iraniana Ey Shahid! (O Martiri!), e queste immagini sono state orgogliosamente mostrate alla televisione di Stato iraniana. I due Paesi indicono la “settimana dell’amicizia” ogni anno, e spesso coordinano le loro azioni politiche, e la Corea democratica cerca di sfruttare il possibile riavvicinamento Iran-USA come trampolino di lancio per un suo riavvicinamento diplomatico. E’ risaputo che la Repubblica islamica non ha rapporti mitigati con gli altri Paesi islamici, in particolare i suoi vicini mediorientali. Le ragioni sono abbastanza evidenti: la maggior parte dei cosiddetti Paesi islamici del Medio Oriente sono agenti degli Stati Uniti, e da subito si opposero violentemente alla rivoluzione islamica in Iran. Alcuni, come l’Arabia Saudita e Qatar, sono anche sostenitori ideologici del salafismo, un’ideologia a cui la Repubblica islamica si oppone mortalmente. Così, dopo la rivoluzione, l’Iran si volse verso i Paesi socialisti laici: Siria, Libia, Nicaragua, Cuba, ecc., alleati ideologicamente più compatibili che non i Paesi musulmani, la cui base sociale e la politica internazionale si avvicinavano maggiormente a quelle dell’Iran dello Shah che a quelle della Repubblica islamica. La più convincente di queste relazioni fu il rapporto con la Corea democratica. Inaspettatamente, per via delle differenze geografiche e culturali (presunte) tra i due Paesi, si svilupparono stretti legami. Ma se si osserva da vicino, si nota che il rapporto Corea democratica-Iran è più profondo della semplice alleanza di convenienza, nata dalla comune opposizione all’imperialismo e all’egemonia statunitensi. In sostanza, l’Iran e la Corea democratica stranamente condividono un retroterra storico e la visione del mondo. Così, la ragione di questo straordinario organico partenariato politico è ideologica e culturale, piuttosto che materiale.
La Repubblica Islamica Iraniana (RII), con la sua retorica e le sue azioni, ha dimostrato la propria fede nell’autodeterminazione delle nazioni (in particolare le più povere, che i loro governi resero dipendenti dalle potenze straniere) e un modello di governo globale multipolare. Tuttavia, la Corea democratica era già in prima linea: è fedele alla sua opposizione all’occidente, mentre si distingueva dal resto del blocco socialista. Sebbene entrambi i Paesi siano giunti a tenere in conto la realtà delle riforme economiche, abbandonando su vari livelli la pianificazione economica autarchica che caratterizzava entrambi i sistemi, la privatizzazione è stata avviata a malincuore e solo per necessità. I due Paesi sembrano anche condividere certi valori morali. Negli anni ’70, nel tentativo di mantenere il proprio vantaggio economico rispetto al Sud, la Corea democratica si concentrò sullo sviluppo del commercio estero. Questo portò molti turisti stranieri, molti dai Paesi non socialisti. Questi osservatori videro che la società della Corea democratica era una società assai puritana,  qualcosa di inimmaginabile per i giovani di oggi, con il divieto di tenersi per mano, e anche di avere rapporti sessuali prima del matrimonio. L’abbigliamento impudico non è ammesso. (La donna indossa il tradizionale abito coreano, l’hanbok, un chador a capo scoperto). Erik Cornell, il primo ambasciatore svedese a Pyongyang veniva visto di traverso quando andava in pubblico mano nella mano con la moglie. Le scuole sono separate per sesso, tra cui la scuola dove l’ex leader Kim Jong-Il aveva studiato da bambino. Infatti, la prima critica culturale della Corea democratica nei confronti del Sud è la decadenza morale. Il Nodong Sinmun, il quotidiano del Partito dei Lavoratori della Corea, una volta propagandava (tra l’altro) che la Corea democratica non ha “tossicodipendenti, alcolisti e degenerati dai desideri anormali.” Questa avversione alla sessualizzazione della vita pubblica è evidente anche nell’arte. Le canzoni pop hanno titoli nordcoreani come “Andiamo!” e “Le donne sono fiori” (cantata da un gruppo tutto al femminile, comunque). I film della Corea democratica sono di una purezza impeccabile, anche rispetto a quelli di altri Paesi del blocco socialista, senza mostrare alcun contatto fisico tra i due sessi e sempre incentrati sulla famiglia. Tale puritanesimo è molto familiare in una società religiosa come quella dell’Iran.
Queste caratteristiche comuni hanno un’unica origine. Al centro di questa partnership culturale vi è un principio ideologico: le rivoluzioni della Corea democratica e dell’Iran si riflettono a vicenda e segnano la completa trasformazione delle loro società, pur affermando e confermando certe vecchie tradizioni e credenze. Per esempio, prendiamo la riforma agraria della Corea democratica che ebbe inizio dopo la divisione della Corea nel 1945, e proseguita con maggior vigore dopo la fine della guerra di Corea nel 1953. Si sarebbe potuto supporre che la costruzione dell’agricoltura socialista in Corea democratica avrebbe riprodotto la spinta sovietica alla collettivizzazione dell’agricoltura degli anni ’20 e ’30, che richiesero severe misure punitive da parte del governo sovietico, con almeno centinaia di migliaia di vittime. Ma in questo caso non fu così. Si potrebbe quasi dire che la riforma agraria della Corea democratica violasse la norma dei sistemi socialisti dell’epoca. Lo specialista della Corea democratica, il ricercatore Bruce Cumings, traccia un quadro lucido della riforma agraria nordcoreana relativamente incruenta, ma molto efficace. La terra non fu sequestrata con la forza, i contadini “poveri” e i contadini “ricchi” non furono spinti gli uni contro gli altri. Invece, ogni famiglia (compresi gli ex proprietari, che nella società sovietica erano considerati “nemici di classe”) ricevettero quote uguali di terra appartenenti ad una “cooperativa agricola”. Queste cooperative non erano parte di una struttura di comando, ma piuttosto erano semi-autonome. Il governo forniva i macchinari in cambio di una tassa in natura (che variava a seconda della fertilità della terra). Inoltre, le tenute della famiglia venivano ereditate. La riforma agraria nordcoreana annullò un secolare sistema di schiavitù e sofferenze pur conservando le antiche tradizioni coreane. Non è un caso che questo sistema delle cooperative agricole ha anche una sorprendente somiglianza con quello descritto dallo studioso islamico Ayatollah Sayad Muhammad Baqir as-Sadr, le cui teorie influenzarono i principi economici della costituzione della RII (prima delle modifiche del 2004).
Lo Stato difende costantemente l’importanza della famiglia come unità fondamentale della società, e l’importanza della pietà filiale. Gli anziani vengono supportati da figli e nipoti. E fuori dalla singola famiglia, c’è la famiglia nazionale, lo Stato-famiglia che ha al vertice il padre del popolo. Nei media occidentali, la Corea democratica è spesso definita il “regno eremita”, le origini del termine sono in realtà coreane, risalenti alla dinastia Chosun (1392-1897) che adottò dure politiche isolazioniste in risposta all’aggressione dei vicini Paesi Cina e Giappone. Questa constatazione è ancora più straordinariamente astuta avendo i media occidentali sbagliato sulla Corea democratica. I programmi sociali e politici della Corea democratica, oltre che in modo puramente simbolico, provengono dalle tradizioni coreane permeate di valori confuciani. L’intellettuale sudcoreano Mun Woong Lee disse (nel 1976): “Ciò che è successo in Corea democratica nell’ultimo quarto di secolo può essere riassunto nella trasformazione nella nuova società-famiglia o Stato confuciana ben integrato dall’estensione della pietà filiale, espressa dalla forte lealtà verso il proprio leader. In una certa misura, allora possiamo dire che la società comunista che Chu Hsi aveva sognato, si materializzò nella Corea democratica.”
Riguardo l’Iran, fu lo zelo religioso che ha ispirato la rivoluzione iraniana, ma perché dopo 500 anni di Islam sciita gli iraniani finalmente si accorsero del potenziale rivoluzionario della loro religione? Ciò è dovuto al nuovo pensiero radicale emerso, al momento, soprattutto grazie agli scritti e ai discorsi di Khomeini. La rivoluzione ha segnato la fine di 2500 anni di monarchia nel Paese. Pertanto, fu un elemento importante delle correnti anti-reazionarie. In una lettera aperta del 1967 all’allora primo ministro Amir Abbas Hoveyda, Ayatollah Khomeini disse che il regime Pahlavi era “medievale”. Respinse il principio della monarchia come forma di governo retrograda, dichiarando: “… L’Islam è giunto per distruggere il palazzo della tirannia. La monarchia è la manifestazione reazionaria più vergognosa e oltraggiosa” e disse anche “la monarchia è un tradimento completo, anche i buoni re sono cattivi“. Nel gennaio 1989, Khomeini scrisse: “Dovete dimostrare che nella rivoluzione il nostro popolo si è ribellato contro l’oppressione e la reazione… Il popolo insorse contro l’oppressione e la reazione, per garantire che il puro, vero Islam fosse vittorioso sull’Islam capitalista, monarchico ed eclettico, in altre parole: (vittorioso) sull’Islam americano.” Khomeini vide la Rivoluzione islamica in realtà come una sorta di rivoluzione anti-islamica, in quanto rappresentava la grave sconfitta della forma di Islam che era prevalsa per secoli in Iran e altrove. Khomeini respinse l’apparato clericale islamico e la struttura politica dell’Iran (cioè la monarchia), legittimata dallo stesso clero. Più volte si mostrò sprezzante verso coloro che chiamava “i mullah della Corte (reale)“. Nonostante queste convinzioni radicali, Khomeini non era anti-tradizionalista e non rifiutò gli insegnamenti islamici dei secoli precedenti. Infatti, nella sua storica lettera a Mikhail Gorbaciov, raccomandò le opere di Mulla Sadra (1571-1636) e Ibn Arabi (1165-1240). E non voleva neanche che gli iraniani si distaccassero dal loro passato. E in effetti, uno dei motivi del suo appello al potere fu perché era profondamente iraniano laddove Mohammad Reza Shah non lo era. Tuttavia, la rivoluzione ha certamente suscitato una nuova visione della religione. Così, il legame iraniano-nordcoreano è un matrimonio tra la conservazione del retaggio tradizionale e la necessaria avanguardia nella creazione di nuove idee, accompagnati da un forte spirito collettivista: “[...] purtroppo, invece di unità e armonia tra di noi, ognuno mantiene la propria opinione individuale e, naturalmente, se 100 milioni di persone hanno 100 milioni di opinioni diverse, non potranno realizzare qualcosa, poiché la mano di Dio è nel gruppo. La solidarietà e l’unità sono essenziali. [...] Gli individui isolati non possono realizzare nulla.”
Tale connessione spirituale indica non solo che l’alleanza tra i due Paesi è probabilmente destinata a durare per molti anni, ma che la RII e i suoi alleati non musulmani hanno una solidissima base per cooperare di quanto probabilmente immaginino i governi occidentali. Questa alleanza multipolare sarà il principale ostacolo alla costruzione di un impero nel prossimo futuro.

IRAN-NORTH KOREAIssa Ardakani è un analista politico e storico di Detroit, scrive principalmente di argomenti sull’Iran, da cui è originario.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Unione economica eurasiatica e la sua rilevanza internazionale

Jurij Baranchik, Strategic Culture Foundation, 25.10.2013

f7018db9d8ae64515270140764385be9Il 18 novembre 2011, i presidenti di Russia, Bielorussia e Kazakhstan firmavano la Dichiarazione d’integrazione economica eurasiatica, e il 29 maggio 2012 a Astana, al vertice dei capi degli Stati membri dell’Unione doganale, veniva approvato il programma per l’elaborazione del progetto del Trattato dell’Unione economica eurasiatica. Nell’aprile 2014, il progetto di trattato sarà presentato per l’approvazione alla sessione della Commissione Economica Eurasiatica (CEE) del Consiglio.  La fase finale della creazione della nuova unione economica sarà la firma del Trattato, nel maggio 2014, dei presidenti degli Stati membri della nuova Unione. Nella seconda metà del 2014, il trattato sulla creazione dell’Unione economica eurasiatica deve essere ratificato dai parlamenti degli Stati aderenti al trattato, e il 1° gennaio 2015 entrerà in vigore…
Attualmente, esperti dei tre Paesi lavorano duramente per eliminare tutti gli ostacoli alla libera circolazione di beni, servizi, capitali e manodopera tra i Paesi membri dell’Unione e trasformare completamente lo spazio doganale unico in uno spazio economico unico. Il concetto di politica agro-industriale coordinata e di spazio economico unico degli Stati membri dell’Unione doganale, è già stata approvata. Sono state determinate le misure per la creazione e lo sviluppo di un sistema informativo integrato per il commercio interno ed estero dell’Unione doganale. Un accordo di cooperazione informativa nella Statistica è stato firmato. Il massimo organo di governo della Unione economica eurasiatica sarà il Consiglio Supremo, composto dai capi di Stato dei Paesi membri dell’Unione. Il Consiglio Supremo si riunirà almeno due volte l’anno. Un altro organo di governo della nuova unione economica sarà il Consiglio dell’Unione, composto dai primi ministri di Bielorussia, Kazakhstan e Russia. Le riunioni del Consiglio, che tratteranno una vasta gamma di questioni socio-economiche, si terranno quattro volte l’anno. Le questioni relative alla revoca o  modifica degli atti della CEE, potranno essere considerate anche in occasione delle riunioni del consiglio, ma la Commissione stessa sarà il corpo unico regolamentare costantemente attivo, le cui funzioni comprendono l’attuazione degli atti in forma di delibere, decreti e raccomandazioni riguardanti le attività dell’Unione.
L’organo parlamentare dell’Unione economica eurasiatica sarà l’Assemblea interparlamentare eurasiatica. Sarà un organo unicamerale che gestirà il fondamento giuridico dell’opratività dell’Unione. L’Assemblea sarà composta da membri scelti tra le camere dei parlamenti di Bielorussia, Kazakistan e Russia. Ogni membro dell’Assemblea avrà un voto. Le sessioni dell’Assemblea si terranno una volta l’anno a San Pietroburgo. L’ideologia della futura Unione economica eurasiatica prevede la parità di voti in caso di decisioni, distinguendo la nuova Unione dall’Unione europea, in cui le decisioni vengono prese in conformità alle quote, e il blocco delle azioni è detenuto da alcuni Paesi leader della ‘vecchia Europa’ che, di regola, tengono lontani dal processo decisionale gli elementi ‘recenti’ o ‘inattendibili’ della struttura dell’Unione europea, come Grecia o Portogallo.
La trasformazione dell’unione doganale in Unione economica eurasiatica, così come i piani di Kirghizistan ed Armenia di far parte della ‘trojka’ doganale, rende il futuro dell’integrazione particolarmente significativo dal punto di vista internazionale. La nuova Unione, che occupa il territorio al centro del Vecchio Mondo, in futuro diventerà il principale collegamento tra il sud-est industriale del continente eurasiatico e la penisola occidentale dell’Eurasia, l’Europa. I tiranti d’acciaio dell’Eurasia, sotto forma delle due linee ferroviarie che dalla Cina attraversano i territori della Russia e della Turchia verso l’Europa, saranno completati da una serie di oleodotti tra Russia,  Cina e Corea del Sud e di gasdotti tra i Paesi dell’Asia centrale e Cina, Pakistan e India, e tra Iran, Afghanistan e Pakistan. Tutti questi progetti richiederanno investimenti di miliardi di dollari e, naturalmente, una situazione politica stabile. È per questo che gli Stati maggiori dell’Eurasia sono fondamentalmente contrari ai tentativi delle potenze extracontinentali di vedere il continente come una sorta di ‘Grande Scacchiera’. Una testimonianza del fatto che il progetto di Unione economica eurasiatica diventa attraente per molti Paesi eurasiatici è la dichiarazione della presidentessa sudcoreana Park Geun-Hye, in cui ha suggerito di attuare l’idea della Grande Via della Seta in modo nuovo, unendo strade e ferrovie di Corea del Sud, Corea del Nord e Cina, continuandole in Russia e negli Stati dell’Asia centrale per infine, raggiungere l’Europa. “La creazione della una nuova Eurasia non è semplicemente un sogno. Si tratta di un obiettivo che può essere raggiunto. Una nuova Eurasia fornirà un nuovo afflusso di investimenti e posti di lavoro. E’ essenziale trasformare ancora una volta l’Eurasia in un continente veramente unito, aprendo così una nuova era”, ha dichiarato Park Geun-Hye. Agli occhi della presidentessa della Repubblica di Corea, una rete di trasporto unita deve essere creata nel continente, una “La Via della seta express” che collegherà Corea del Sud e del Nord, Cina, Russia e Asia centrale. E’ anche possibile, secondo il parere della presidentessa della Corea del Sud, poi unire le reti energetiche di questi Paesi. E soprattutto vale la pena notare che oggi, a Seul e in altre capitali eurasiatiche, l’Eurasia è vista come il continente del mondo.

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin avvia una linea ferroviaria dalla Corea democratica per eludere Suez

Ekaterina Shatalova e Nicholas Brautlecht, Bloomberg, 15 ottobre 2013

i1CDVUqbkm9UVladimir Putin si avvicina sempre più all’obiettivo di fare della Russia una via importante per gli scambi tra l’Asia e l’Europa facendo leva sull’apertura della Corea democratica, una dittatura  nucleare isolata da mezzo secolo. La Russia, il mese scorso, ha completato il primo collegamento terrestre che il regime stalinista della Corea democratica ha permesso con il mondo dal 2003.  Passando da Khasan, nell’angolo sud-orientale della Russia, e il porto ricostruito della Corea democratica di Rajin, il collegamento ferroviario di 54 km è parte di un progetto che il Presidente Putin sostiene per riunire i sistemi ferroviari delle due Coree e collegarli alla Transiberiana.
Questo darebbe a Putin il controllo parziale sui collegamenti con le reti ferroviarie europee a 8.000 km di distanza. Il percorso è tre volte più veloce della rotta del Canale di Suez, da cui passano 17.000 navi all’anno, rappresentando circa l’8 per cento del commercio marittimo, ma sempre più assediata dai pirati e dall’instabilità politica in Egitto e in Siria. “Le compagnie di navigazione devono affrontare costi elevati per assicurare il loro carico“, ha detto Thomas Straubhaar, direttore dell’Istituto di Economia Internazionale di Amburgo, “Il percorso ferroviario sarà attraente se la Russia aumenterà gli sforzi per garantire un trasporto sicuro e affidabile sul lungo tratto tra Asia ed Europa. I clienti non vogliono che le loro Porsche siano rubate per strada.” La OAO Mekhel (MTLR), il più grande fornitore della Russia di carbone per acciaierie, sarà tra i clienti nella prima fase del progetto nordcoreano, effettuando spedizioni verso est per i clienti asiatici, secondo le Ferrovie Russe. La struttura Rajin inoltre può essere utilizzata per spostare merci asiatiche verso l’Europa. Il servizio stampa della Mekhel ha rifiutato di commentare.

Più veloce su ferrovia
Le spedizioni tra l’Europa occidentale e Rajin saranno effettuati in soli 14 giorni, rispetto ai 45 giorni in nave, ha detto ai giornalisti l’Amministratore Delegato dell’OAO Russian Railways, Vladimir Jakunin, in Corea democratica il 22 settembre. Far collaborare le due Coree sulla ferrovia e il piano, a lungo fermo, per costruire un gasdotto per rifornire le due Coree di gas russo, è stato un processo irto di ostacoli finanziari e politici, ha detto Fjodor Lukjanov, capo del gruppo di ricerca del Consiglio per gli affari esteri e la politica di difesa di Mosca. Essi derivano dal programma nucleare della Corea democratica e dalla persistente ostilità dalla guerra di Corea del 1950-1953. “La posizione della Russia è impegnare la Corea democratica in progetti redditizi per far comprendere che la cooperazione è migliore dell’isolamento“, ha detto Lukjanov dalla capitale russa.

Sviluppi nucleari
La Corea democratica è sotto le sanzioni delle Nazioni Unite per il suo programma atomico. I colloqui delle Sei Nazioni volti ad eliminare le armi nucleari dalla penisola furono abbandonati nel 2009, quando fu fatto esplodere un altro ordigno. Le Coree sono tecnicamente ancora in guerra, dopo aver concluso il conflitto con un armistizio e non con un trattato di pace. Nel 2003, i due Paesi aprirono una strada nella zona smilitarizzata, una delle frontiere più pesantemente armate del mondo. “Il progetto coreano è d’importanza strategica per le Ferrovie Russe“, ha detto Igor Golubev, analista dell’OAO Promsvjazbank di Mosca. “Ma non dovremmo aspettarci ritorni immediati dal suo investimento, perché a questo punto dubito che le aziende globali siano disposte a rischiare l’invio di carichi attraverso la Corea democratica.” Mentre le Ferrovie Russe dicono che il risparmio di tempo compenserà i maggiori costi rispetto alla rotta per Suez, gli operatori dei servizi ferroviari tra la Cina e l’Europa sono troppo costosi, ha detto Michael Tasto, economista dell’Istituto di Economia del traffico e della logistica tedesco. Quindi, non c’è la possibilità di avere una grande  quota di mercato delle aziende di trasporto come l’AP Moeller-Maersk A/S. (MAERSKB)

Prodotto di nicchia?
La linea ferroviaria è più veloce ma più costosa, quindi probabilmente diventerà un prodotto di nicchia“, ha detto Tasto il 7 ottobre. “I treni merci non sono veicoli di trasporto di massa come le navi porta-container.” Niente di tutto questo ha impedito alle Ferrovie Russe e ai loro partner dell’Unione europea e della Cina di sviluppare nuovi collegamenti tra i due maggiori esportatori mondiali, sollecitando rotte alternative lontane dall’instabilità politica in Egitto e del Medio Oriente.  Far East Land Bridge, un’azienda ferroviaria russa, ha aperto un nuovo servizio tra Suzhou nella Cina orientale e Varsavia, il 30 settembre. La prima spedizione di “beni elettronici e tecnologici“, viaggerà per 7.600 chilometri in 14 giorni, in collegamento con la Transiberiana dalla Mongolia, e raggiungendo la Polonia attraverso la Bielorussia, ha dichiarato il 7 ottobre la società di Vienna.

Collegamenti diretti
Ferrovie Russe e le sue controparti in Cina e in Germania, ad agosto hanno introdotto un collegamento diretto tra Amburgo e Zhengzhou nella Cina centro-settentrionale, che in appena 15 giorni attraversa Kazakistan, Russia, Bielorussia e Polonia. “Il nostro obiettivo è un servizio quotidiano“, ha detto Ruediger Grube, amministratore delegato di Deutsche Bahn AG, dopo che 51 container provenienti dalla Cina, sono arrivati in treno ad Amburgo il 2 agosto. Gli operatori ferroviari russi e tedeschi, nel 2011, hanno avviato il servizio negli 11.000 chilometri tra Chongqing nella Cina sud-occidentale e il capolinea tedesco di Duisburg, che attraversa Kazakhstan, Russia, Bielorussia e  Polonia. Il tempo di percorrenza varia tra 16 e 23 giorni, secondo DB Schenker, dell’unità di carico della Deutsche Bahn. I principali clienti sono Bayerische Motoren Werke AG, fornitore di ricambi per le fabbriche di auto nella Cina occidentale, e Hewlett-Packard Co. (HP) che invia computer nell’altro senso. Mentre la linea di Chongqing è focalizzata sulle spedizioni tra l’Europa e la Cina, il collegamento della Corea si rivolge al traffico tra l’Europa e il resto dell’Asia orientale, affermano le Ferrovie Russe. Cina, Giappone e Corea del Sud insieme rappresentano circa un quarto dell’economia globale.

Supporto coreano
Putin ha esortato la presidente sudcoreana Park Geun Hye, che ha assunto la carica a febbraio, a cooperare con la Corea democratica per collegare le loro reti ferroviarie, al vertice dei G20 di San Pietroburgo del mese scorso. Park ha pubblicamente affermato il suo impegno per la riunificazione trans-coreana, quando ha incontrato i funzionari di Busan, il porto più grande della Corea del Sud, a luglio. Putin prevede di compiere la sua terza visita di Stato a Seul per colloqui con Park, a metà novembre, ha riportato il 1 ottobre Chosun Ilbo, senza menzionare le fonti dell’informazione. Dmitrij Peskov, portavoce di Putin, ha rifiutato di commentare la notizia. Nel 2007, è ripreso il servizio ferroviario transfrontaliero tra Corea democratica e del Sud, per la prima volta dopo 56 anni, in un clima di distensione, anche se la Corea democratica l’ha chiuso dopo 18 mesi e non l’ha più riaperto. “Personalmente sogno una ferrovia che parte da Busan e raggiunge l’Europa attraverso la Russia”, ha detto Park a Putin, durante il vertice, secondo il sito del suo ufficio presidenziale alla Casa Blu. “E’ un importante punto dell’agenda del nuovo governo rafforzare la cooperazione in Eurasia“.

iHzs4_8RATnYTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

SONGUN

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 282 follower