L’oligarca del fascismo: Kolomojskij vuole diventare l’unico padrone dell’Ucraina

Danielle Bleitrach Histoire et Societé 9 luglio
1852111_pic_970x641RT spesso molto ben informata ci assicura: l’oligarca ucraino Igor Kolomojskij ha proposto la confisca dei beni, impianti e altre risorse degli imprenditori che finanziano la milizia a est. Ad esempio, in Ucraina, con il pretesto del patriottismo comincia la redistribuzione globale delle proprietà degli oligarchi che per FMI e occidente rappresenta il modo con cui prendere il denaro del Paese, mantenendo un tasso di cambio favorevole a tale esodo, con politiche di austerità,  disoccupazione e privatizzazione. Il massacro del popolo del sud-est, del Donbass, ma anche di Odessa, è per loro un modo per eliminare i concorrenti in tale bottino. Kolomojskij che afferma la propria ebraicità, ha passaporto ucraino ed israeliano, vive a Ginevra ed impiega gli squadroni della morte neo-nazisti di Pravij Sektor anche con l’aiuto degli Stati Uniti, per diventare il padrone e sovrano assoluto dell’Ucraina.
L’idea di Kolomojskij di confiscare le proprietà degli oppositori politici è apparsa sulla pagina facebook di Boris Filatov della regione di Dnepropetrovsk, dov’è governatore, riferendone le  parole: “Lo Stato ora è semplicemente obbligato a confiscare beni, proprietà, azioni dei sostenitori del separatismo. Tutti coloro che hanno sostenuto e continuano a sostenere il terrorismo nel Paese, non solo godono senza motivo e gratuitamente di decine di fabbriche, aziende e servizi di telecomunicazione ucraine, ma ora queste aziende, sulla scia di Janukovich e soci, hanno ordinato l’assassinio dei nostri cittadini“. Kolomojskij ritiene che la proprietà dovrebbe essere trasferita ad una società i cui azionisti siano coloro che finanziano la spedizione punitiva nel sud-est dell’Ucraina, e i parenti dei soldati deceduti. L’idea di Kolomojskij è stata immediatamente sostenuta dall’ultra-nazionalista Pravij Sektor. “Non è liberalismo. E non si può dire che non sia democratico e che non corrisponda ai valori pan-europei“, ha scritto sulla sua pagina facebook Boris Filatov. Il politologo tedesco Guenter Scholz ritiene che Pjotr Poroshenko presto lascerà il posto a Kolomojskij. Secondo lui, l’Ucraina inevitabilmente affronterà una crisi di leadership, e Igor Kolomojskij rientra in tale impasto di appetiti oligarchici e di pseudo nazional-socialismo qual è la confisca di immobili di altri oligarchi. Gunter Scholz spiega: “Vediamo che Poroshenko si comporta come Karzai, ha cercato di negoziare con i clan locali corrotti, mentre la guerra civile rigaurda tutti i nuovi territori dell’Ucraina, spostandone gradualmente i confini occidentali. Questo è esattamente ciò che accade oggi nell’Afghanistan di Karzai. E non possiamo permetterci un secondo Afghanistan ai confini dell’Europa unita. Per evitarlo, sarebbe preferibile che s’installi Kolomojskij che ha dimostrato efficienza e capacità nel gestire la situazione nei territori difficili, dove ora ha autorità”, l’UNN cita l’esperto. “Dovete capire che la situazione in Ucraina peggiora, e qualsiasi ritardo nel prendere le decisioni necessarie (da Poroshenko), minaccia che l’irreversibilità della crisi possa solo aggravarsi“, dice Scholz.

06F08E41-57FD-4FBA-BFE1-C77AE30AA2E7_mw1024_s_nL’oligarca dalle mani insanguinate
In precedenza, gli esperti hanno notato che Igor Kolomoisky è in realtà l’unico che beneficia del cambio di potere in Ucraina. Quando Viktor Janukovich prese il potere, Kolomojskij organizzò  la nomina a governatore della regione di Dnepropetrovsk. La gestione di altri settori fu assegnata ai suoi seguaci. Così, a sua volta, la regione di Donetsk fu diretta da un altro oligarca, Sergej Taruta. La gestione di Odessa andò a un sostenitore e amico di Igor Kolomojskij, Mace. Va notato che Mace poté installarsi dopo la tragedia di Odessa. Il 2 maggio, i sostenitori dell’integrazione europea e gli attivisti “antimajdan” attaccarono la casa dei sindacati. Gli ultranazionalisti lanciarono molotov nell’edificio. Così, secondo i dati ufficiali, 48 persone furono uccise, e altre 48 sarebbero ancora disperse. Il vicesindaco di Odessa Vadim Savenko ritiene che le autorità di Kiev abbiano nascosto la verità sulle vittime. Secondo lui, nell’incendio della “Khatyn di Odessa” sono state uccise 116 persone. L’attacco al campo “antimajdan” fu organizzato e finanziato da Igor Kolomojskij. A Dnepropetrovsk e Odessa si decise che gli assassini degli oppositori di Majdan, a Odessa, si camuffassero da agenti del ministero degli Interni dell’Ucraina, “Est” e “Tempesta“, il cui finanziamento fu assicurato dall’affarista ucraino e politico Igor Kolomojskij, ed anche la candidatura alla presidenza di Petro Poroshenko, l’oligarca re del cioccolato che possedeva numerosi immobili a Sebastopoli.
Igor Kolomojskij creò il suo esercito privato. Hacker hanno scoperto informazioni sul finanziamento dell’oligarca dei battaglioni della Guardia Nazionale “Dnepr-1″, “Doneck-Lugansk”, battaglione speciale PPP Artjomovskij. Grazie agli stretti rapporti con il ministro degli Interni dell’Ucraina Arsen Avakov, Kolomojskij ha legalizzato il suo esercito privato, conferendogli lo status di battaglione della Guardia Nazionale. Gli attivisti hanno non solo il diritto di portare armi, ma le usano nelle regioni recalcitranti dell’Ucraina. Tuttavia, non possiamo dire che la formazione della Guardia Nazionale sia effettuata solo a spese di Kolomojskij. La prima banca ucraina, controllata dall’oligarca, Privat-Bank, a marzo ha ricevuto dalla Banca Nazionale di Ucraina 9 miliardi. Per sostenere il sistema bancario, la BNU ha speso 21 miliardi. In altre parole, “Privat-Bank” ha preso quasi la metà di tale importo. Questo non è il solo denaro ricevuto con il supporto di Kiev. Controllando la “ukrtatnaft” (gas), ha vinto una gara per la fornitura di carburante all’esercito ucraino. Non è un un segreto per la sua cerchia,che il magnate Kolomojskij abbia il monopolio nel Paese. “Il vicecapo dell’amministrazione regionale Gennadij Korban dice che Kolomojskij ha il monopolio sulle forniture di petrolio all’esercito: “Kolomojskij possiede la raffineria petrolifera nazionale ucraina”, e il massacro ad Odessa in realtà mirava a controllare le raffinerie della città. La Privat-Bank, spiega Korban, è anche la prima banca ucraina. Va osservato che in sei mesi in Ucraina sono fallite 5 banche, e secondo gli economisti ucraini, 40 banche hanno chiesto aiuto allo Stato. La BNU ha aiutato Kolomojskij a riprenderle”.

L’ultima battaglia per l’Ucraina
Oggi Kolomojskij ha iniziato ad attaccare le attività dei suoi concorrenti nel sud-est dell’Ucraina e si deve osservare il massacro nel Donbass alla luce di tale attacco tra bande di oligarchi che si azzannano con diverse alleanze, mentre povere vittime ne pagano il conto. Tuttavia, secondo il direttore del centro comunicazione Eurasia Aleksej Pilko (Soros, NdT) il magnate ha voluto perseguire contemporaneamente più obiettivi. Il primo è motivare il suo esercito alla guerra. “Kolomojskij vuole stimolare finanziariamente” la punizione. “Infatti, è una pratica della seconda guerra mondiale che le truppe tedesche praticarono massicciamente quando gli vennero offerti i beni confiscati a coloro che sostenevano i guerriglieri. Spesso ebrei. Ironia della storia è un ebreo che segue tali metodi; Kolomojskij non si fermerà, non è un politico, ma un criminale di guerra“. Il piano di Kolomojskij è impadronirsi del Paese. “Ha già annunciato un piano per istituire un governatorato che includa non solo Dnepropetrovsk ma Donetsk, Lugansk e Zaporozhe. Sì, vuole diventare il Gauleiter dell’Ucraina“. Devo dire che con mia grande sorpresa, durante il mio recente soggiorno in Crimea, tutti sapevano delle mene di Kolomojskij senza la minima riflessione sul paradosso di tale ebreo che applica la strategia nazista con l’aiuto di comprovati sostenitori di Bandera. Non ho che sentito del ruolo dell’oligarca spiegandomi che per 23 anni si sono visti montare orrori come le piaghe d’Egitto. Ma tornando ai piani di Kolomojskij, presentati come nazionalsocialismo che punisce gli oligarchi sequestrandogli i beni, dove avrebbe avuto la parte del leone assieme alle vedove dei suoi sodali. Poroshenko appare una figura più o meno di facciata, già oggi non ha alcun controllo. Cerca di porsi da leader nazionale, ma non ci riesce per nulla. Ha tutte le possibilità di essere un mero capro espiatorio, e presto.
D’accordo con questo parere è il politologo Aleksandr Dugin, che si dice sia consigliere di Putin. Secondo lui, Kolomojskij fa parte del gruppo di oligarchi simili a Boris Berezovskij e altri imprenditori dell’epoca che, per amore del denaro, erano disposti a commettere i crimini peggiori. “La loro posizione è indebolita in Russia e Ucraina, ma purtroppo, avanzano“, ha detto l’esperto. “Penso che Kolomojskij sia beneficiario della carneficina in Ucraina orientale. Sappiamo che ordinò l’eccidio di Odessa. Finanzia la spedizione punitiva della lotta contro il terrorismo. Tali mercenari hanno ucciso bambini, donne e anziani russi nella regione del sud-est. Naturalmente investe non solo soldi nella guerra, ma ne ottiene tutti i dividendi“, ha detto Aleksandr Dugin. Secondo lui, l’obiettivo finale di Kolomojskij è strappare tutte le risorse degli oligarchi ucraini che controllavano il sud-est dell’Ucraina. “Notando che i suoi concorrenti perdono la guerra, è pronto a mettere la zampa su di esse, o ciò che ne resta. Kolomojskij e il complice altro oligarca Poroshenko, condividono tali attività”, pensa l’esperto. Dugin è stato oggetto di una campagna in Francia per presentarlo come grande russo ultranazionalista e quindi sospetto di antisemitismo con il pretesto che denuncia certi oligarchi. Per fortuna o purtroppo, Putin e il suo entourage non se ne curano e non sottolineano mai i legami di Kolomojskij con la comunità ebraica russa ed anche ucraina che, con veemenza, denunciano il personaggio, anche se gli Stati Uniti sono ripetutamente intervenuti per cercare di suscitare  condanne dalla comunità ebraica stessa, arrivando a fabbricare falsi antisemiti nel Donetsk (che sappiamo essere opera degli amici di Kolomojskij), ampiamente distribuiti sulle reti sociali pro-Israele, mentre la destra israeliana si rifiutava di avallare tali campagne. Il vantaggio della situazione ucraina è mostrarci come gli interessi di classe sono molto più potenti di qualsiasi appartenenza con cui cercare di far dimenticare la vera forza dei suddetti interessi… Il fascismo organizza tale confusione per preservare i suddetti interessi.

unnamedTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

MH-17: attenzione al “Camaleonte”

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 21/07/2014
USS_Vella_Gulf_CG-72_01L’esercitazione NATO nel Mar Nero, di 10 giorni, denominata in codice “Sea Breeze 2014” è finita.  L’esercitazione, che comprendeva l’uso di aeromobili da guerra elettronica ed intelligence elettronica come il Boeing EA-18G Growler e il Boeing E-3 Sentry Airborne Warning and Control System (AWACS), è coincisa con l’abbattimento del volo MH17 delle Malaysian Airlines nella parte orientale dell’Ucraina, a 40 miglia dal confine russo. Navi e aerei della NATO avevano posto sotto totale sorveglianza radar ed elettronica le regioni di Donetsk e Lugansk. MH-17 è stato abbattuto sulla regione dove le forze separatiste russofone combattono contro l’alleanza tra forze armate ucraine e forze mercenarie private che rispondono a un oligarca miliardario ucraino-ebraico. L’esercito statunitense ha rivelato che l’esercitazione di 10 giorni ha coinvolto “il monitoraggio del traffico commerciale”. A causa della sofisticazione della guerra elettronica e d’intelligence di Sea Breeze, si può presumere che il monitoraggio del traffico commerciale includesse anche il monitoraggio della rotta del MH-17. In passato le esercitazioni NATO-Ucraina in Crimea furono chiamate “Sea Breeze”. L’esercitazione Sea Breeze di quest’anno con l’Ucraina, approvata da un Parlamento ucraino allo sbando, era avvolta nel mistero con il Pentagono che affermava che fosse solo “programmata e di non poterne annunciare ancora le date”. Tuttavia, 200 effettivi dell’US Army normalmente assegnati alle basi in Germania, si trovavano in Ucraina durante il volo del MH-17. Partecipavano a Rapid Trident II della NATO. Il ministero della Difesa dell’Ucraina guidava l’esercitazione. Sea Breeze includeva l’incrociatore lanciamissili USS Vella Gulf. Il radar AEGIS AN/SPY1 dell’incrociatore “può tracciare tutti i velivoli su una vasta regione. Ad esempio, il centro dei test degli AEGIS a Moorestown, New Jersey, poteva vedere il Boeing 747 del volo TWA 800, quando scomparve dagli schermi radar nel 1996, nei pressi di East Moriches Bay, Long Island. Secondo il personale della Lockheed Martin che operava nel centro di prova AEGIS del New Jersey, la marina ordinò di spegnere il radar SPY1 per “manutenzione” poco prima dell’abbattimento del TWA 800. Dal Mar Nero, il Vella Gulf poteva monitorare il Malaysian Airlines MH17 ed eventuali missili sparati contro l’aereo. Anche gli aeromobili AWACS e d’intelligence elettronica (ELINT) statunitensi sorvolavano la regione del Mar Nero, al momento del sorvolo del MH-17 dell’Ucraina. I velivoli Growler possono bloccare i sistemi radar di tutte le minacce terra-aria.
L’annuncio degli Stati Uniti delle manovre militari Sea Breeze e Rapid Trident II si ebbe il 21 maggio 2014, anche sul sito dell’ufficio del vicepresidente Joe Biden. Il figlio di Biden, Hunter Biden, è stato appena nominato direttore della società del gas e petrolio ucraino Burisma Holdings, Ltd., di proprietà di Igor Kolomojskij, l’oligarca mafioso ucraino-israeliano, noto come il “Camaleonte”. Kolomojskij ha creato un suo esercito di mercenari, i cui missili Buk sarebbero stati utilizzati per abbattere l’MH-17. Kolomojskij, governatore dell’Oblast di Dnepropetrovsk nella parte orientale dell’Ucraina, ha minacciato attacchi terroristici contro i funzionari russofoni dell’Ucraina orientale, anche l’omicidio. Burisma è una tipica operazione RUIM (mafia russo-ucraina-israeliana), con filiali in paradisi fiscali come Cipro e Isole Vergini inglesi. Fa parte della grande holding di Kolomojskij chiamata Privat Group. Kolomojskij sarebbe il secondo uomo più ricco dell’Ucraina, ed ha forti legami presso l’aeroporto internazionale Borispol di Kiev, dove le truppe del ministero degli Interni ucraini avrebbero assaltato la torre di controllo del traffico aereo, poco prima che l’MH-17 venisse abbattuto. Un controllore del traffico aereo spagnolo, che sapeva del coinvolgimento del ministero degli Interni ucraino nell’abbattimento del MH-17, sarebbe stato minacciato da individui descritti come truppe di “Majdan”, un riferimento alla rivolta di piazza Majdan che ha rovesciato il governo ucraino all’inizio dell’anno. Il controllore spagnolo, identificato solo come “Carlos”, ha sentito che l’abbattimento del MH-17 è stata opera dei sostenitori dell’ex-prima ministra ucraina Julija Timoshenko e del ministro degli Interni Arsen Avakov. Kolomojskij è un alleato politico di Timoshenko e Avakov. Kolomojskij, fino al 2012, possedeva le Aerosvit Airlines, che utilizzavano Borispol come hub, e Donbassaero, nell’aeroporto di Donetsk. Aerosvit affittava i suoi aerei, tra cui un Boeing 767, dalla Boeing Capital. Dopo la dichiarazione di fallimento, Aerosvit e Donbassaero cessarono le attività nell’aprile 2013. Tra le altre compagnie aeree di Kolomojskij vi sono Skyways Express, presso l’aeroporto Arland di Stoccolma, City Express, nell’aeroporto di Göteborg in Svezia, e Cimber Sterling, negli aeroporti di Sønderborg e Copenaghen Kastrup, in Danimarca, tutti presentarono istanza di fallimento nel 2012. Kolomojskij continua ad essere attivo nell’aviazione commerciale. Il suo gruppo privato possiede Dniproavia, che ha sede presso l’aeroporto di Dnepropetrovsk. Kolomojskij ha contatti con la sicurezza israeliana ottenendo pieno accesso alle infrastrutture di sicurezza aeroportuali in Europa e nel mondo.
igor-kolomoisky-wants-splash-80m-fence-ukraine-keep-russians-awayLe forze di Kolomojskij sono dotate di armi avanzate, ottenute dalle scorte ucraine e dal mercato nero. Le forze di Kolomojskij avrebbero il sistema missilistico superficie-aria Buk che sarebbe stato usato per abbattere l’MH-17. Le forze di Kolomojskij comprendono militari regolari ucraini; unità di neo-nazisti dall’ovest ucraino, mercenari stranieri, tra cui georgiani, romeni e suprematisti bianchi di Svezia e Germania; ed ex-commando baschi blu dell’Israeli Defense Force, divisi principalmente in quattro battaglioni: battaglione Azov; battaglione Ajdar, battaglione Donbass e battaglione Dnepr-1 (o Dnipro-1) di 2000 effettivi, responsabile delle persone intrappolate e bruciate vive all’interno del palazzo dei sindacati del 2 maggio a Odessa, e del mortale bombardamento della stazione di polizia di Marjupol il 9 maggio. Dnipro-1 ha anche una forza di riserva di 20000 membri. Il nucleo dell’esercito di Kolomojskij sono i fedelissimi di Kolomojskij, ardenti camicie brune naziste che usano pistole, sbarre di ferro e bastoni per prendere il controllo di fabbriche ed uffici ucraini che Kolomojskij ha espropriato ai cosiddetti simpatizzanti dei “separatisti”. Alcuni georgiani dell’esercito di Kolomojskij si sarebbero addestrati all’uso dei sistemi missilistici Buk, precedentemente venduti dall’Ucraina alla Georgia del presidente Mikheil Saakashvili. Kolomojskij ha utilizzato “le consulenze” dell’ex-presidente Saakashvili a Dnepropetrovsk nella campagna militar-politica contro le repubbliche popolari separatiste di Donetsk e Luhansk. Kolomojskij ha messo una taglia di un milione di dollari sul parlamentare ucraino Oleg Tsarjov, fuggito in Russia dopo essere stato picchiato da elementi di destra a Kiev. Kolomojskij ha scelto di “comandare” il suo esercito dalla sicura Svizzera, lontano dal fronte e relativamente protetto dall’arresto, se i suoi legami con gli attacchi terroristici saranno mai perseguiti dalle autorità governative legittime. Kolomojskij ha una potente “polizza di assicurazione” contro eventuali procedimenti legali. Conta sulla potente lobby israeliana negli Stati Uniti a sostegno della sua causa. Kolomojskij ha pubblicamente detto che l’Ucraina è la “seconda patria” del popolo ebraico. E con “la lobby” dalla sua, Kolomojskij ha accesso ai vertici del dipartimento della Difesa, NATO e US Intelligence Community.
Un Boeing 777 delle Malaysian Airlines, dello stesso tipo del volo MH-17 e del volo 370 delle Malaysian Airlines, scomparso dall’8 marzo sulla rotta Kuala Lumpur – Pechino, è conservato in un hangar presso il Ben Gurion International Airport di Tel Aviv. Il Boeing 777 israeliano, con numero di serie 28416, porta la registrazione di coda 9M-MRI della Malaysia, è stato venduto alla GA Telesis LLC di Fort Lauderdale, in Florida, il 21 ottobre 2013. Il Boeing 777 è stato ri-registrato con il numero di coda N105GT degli Stati Uniti e fu prima conservato presso l’aeroporto di Tarbes Lourdes, nei Pirenei, e il 4 novembre 2013 è stato trasferito a Tel Aviv, dove è stato avvistato l’ultima in un hangar. GA Telesis è stata fondata dal suo CEO, Abdol Moabery. GA Telesis è una società globale di leasing per aeromobili ed ora è di proprietà di Bank of America Merrill Lynch e Century Tokyo Leasing. Moabery, un ex-ufficiale della Marina degli Stati Uniti, in precedenza ha lavorato per l’Aviation Systems International, Inc. come vicepresidente esecutivo, e per la CS Aviation Services, Inc. come direttore vendite e marketing. Entrambe le ex-società di Moabery sono parzialmente di proprietà di George Soros, in parte autore del colpo di Stato ucraino che ha spodestato il Presidente Viktor Janukovich. CS (Chatterjee-Soros) Aviation Services, Inc. è in comproprietà con Purnenda Chatterjee, che gestisce il Gruppo Chaterjee, un’impresa di investimenti. Chatterjee Group possiede Winston Partners di Alexandria, in Virginia, un’impresa di investimenti co-fondata da Marvin Bush, figlio di George HW Bush. Winston possiede entità aziendali nelle Isole Cayman, Isola di Man, Curacao e Delaware. Una delle entità della Winston, Winston Capital Fund, ha un altro investitore della famiglia Bush, l’ex-governatore della Florida Jeb Bush. È interessante notare che Marvin Bush fu consigliere della HCC Insurance Holdings Ltd, un ri-assicuratore del World Trade Center di New York. I rapporti d’affari di Marvin riguardano anche l’acquisto e l’affitto di aeromobili commerciali. Il presidente esecutivo della GA Telesis Composite Repair Group LLC, che sarebbe responsabile del retrofit del Boeing 777 malese a Tel Aviv, è Aviv Tzur, cittadino israeliano già presidente dell’Ultimate Aircraft Composites (UAC), ditta israeliana fusasi con GA Telesis. UAC, come GA Telesis, è specializzata in riparazione e retrofit di aeromobili. UAC ha avuto anche contratti con il governo israeliano.
La presenza di un Boeing 777 delle Malaysian Airlines a Tel Aviv, la misteriosa scomparsa di un secondo Boeing 777 malese in volo da Kuala Lumpur a Pechino, e l’attacco a un terzo Boeing 777 delle Malaysian tra Amsterdam a Kuala Lumpur, sull’Ucraina orientale, è più di una coincidenza. Schiphol di Amsterdam è un centro delle attività del Mossad in Europa occidentale. La ICTS, di proprietà israeliana, controlla la sicurezza a Schiphol per passeggeri e merci. La ICTS permise al cittadino nigeriano Umar Farouk Abdulmutallah di superare la normalmente rigorosa sicurezza di Schiphol, nel Natale 2009, salendo su un Airbus delle Northwest Airlines diretto a Detroit. Mentre si avvicinava a Detroit, Abdulmutallah, che venne fatto salire a bordo dalla ICTS ad Amsterdam senza un passaporto o visto degli Stati Uniti, cercò di far esplodere materiale esplosivo cucito nelle mutande. L’occupazione del centro di controllo del traffico aereo a Borispol degli alleati di Kolomojskij, poco prima dell’abbattimento del MH-17, e i forti legami di Kolomojskij con Israele, che beneficia immensamente dall’abbattimento del MH-17 perché allontana l’attenzione dei media mondiali dall’invasione via terra di Gaza iniziata proprio quando le prime notizie sulla sorte di MH-17 venivano trasmesse, potrebbe essere la verità della fine del volo MH17 delle Malaysian Airlines e della morte orribile dei suoi 298 passeggeri ed equipaggio.

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SONY DSCLa ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Israele cerca solo di guadagnare tempo!

Nasser Kandil Global Research, 16 luglio 2014

GazaBigWar1. Secondo lei, signor Kandil, fino a che punto Israele potrebbe spingere il suo assalto a Gaza?
Penso che Israele sia in difficoltà perché non può permettersi la pace che legittimerebbe la sua esistenza, come non può permettersi una guerra che gli consenta di tornare al “periodo delle iniziative”. Questo è il motivo per tale ennesima aggressione a Gaza, distruggendo tutto ciò che può colpire, armi, capi, combattenti e infrastrutture, ritenendo che ciò gli darebbe notevoli benefici nella prossima fase del conflitto. Guadagnare tempo sembra essere “l’unica strategia del momento” di fronte alla nuova mappa regionale che si delinea, dove non è più un fattore decisivo. Questo è anche il motivo per cui retrocede sulla creazione dello Stato curdo, che all’inizio ha incoraggiato [1], il clima internazionale e regionale è dominato da avvertimenti contro i pericoli delle partizione dell’Iraq.

2. Altre guerre d’Israele sono dunque in vista?
Quello che posso assicurare è che se Israele decide di impegnarsi in una guerra aperta e totale, troverà una Resistenza pronta ad andare fino in fondo e senza alcuna intenzione di lasciare porte aperte agli “aggiustamenti” che continua a pretendere ogni giorno [...]

3. Dice che Israele non ha una strategia chiara e che cerca solo di guadagnare tempo. Perché?
Penso che tutto ciò che la nostra regione ha vissuto dalla guerra d’Israele contro il Libano, nel luglio 2006, sia il risultato del rapporto intitolato “Baker-Hamilton” presentato al presidente George W. Bush il 6 dicembre 2006 [2] [3]. In realtà, sono passati otto anni, il Libano era sull’orlo di una guerra memorabile che ha imposto una nuova equazione regionale dopo “l’erosione della deterrenza israeliana“. Per cui è nato il nuovo approccio statunitense, presentato in tale famosa relazione firmata e supervisionata dai due pilastri democratico e repubblicano alla guida dei servizi segreti e degli Esteri, e Consiglieri della Sicurezza Nazionale… In breve, la relazione invita gli Stati Uniti a fare tutto il possibile per risolvere il conflitto israelo-palestinese, implicitamente riconoscendo:
• la sconfitta del progetto statunitense in Iraq e in Afghanistan,
• il fallimento del ruolo regionale d’Israele,
• l’emergere di potenze regionali concordi con gli Stati Uniti nel salvare l’Iraq e stabilizzare la regione.
Ciò sulla base del ritiro statunitense da Afghanistan e Iraq, con:
• l’accettazione di una partnership USA-Russia per gestire la stabilizzazione della regione,
• il riconoscimento del ruolo centrale dell’Iran, Stato nucleare, su Afghanistan, Iraq e Stati del Golfo,
• riconoscimento del ruolo influente della Siria nel Levante.
Ma la cosa più importante di tale relazione è spingere Israele ad attuare le risoluzioni delle Nazioni Unite sul conflitto arabo-israeliano, tra cui:
• uno Stato palestinese nei territori occupati nel 1967 con capitale Gerusalemme est
• una giusta soluzione al problema dei profughi sulla base della “risoluzione 194″ garantendo il diritto al ritorno e al risarcimento,
• la restituzione del Golan siriano occupato alla linea del 4 giugno,
• il ritorno ai libanesi delle fattorie Shaba.
Dal dicembre 2006 viviamo le conseguenze della denigrazione del rapporto Baker-Hamilton con  una serie di guerre per procura e conflitti che insanguinano l’asse della Resistenza. Nessuno conosce la portata della cooperazione tra Israele e Stati del Golfo, come Arabia Saudita e Qatar, per contrastare le raccomandazioni della relazione strategica degli Stati Uniti, o trovare alternative e quindi ignorare la Roadmap che raccomanda di garantire la necessaria stabilità regionale. Tali imbrogli si sono complicati passo passo. Per iniziare, c’erano le elezioni iraniane del 2008 con il piano di rovesciare il Presidente Ahmadinejad ed imporre Muhammad Khatami al potere con la promessa di permettere all’“Impero iraniano il suo dossier nucleare” contro l’abbandono della causa palestinese. All’epoca, Martin Indyk aveva parlato di “rovesciare l’Iran in Palestina”. Tale scommessa fallì, e la prima guerra contro Gaza ebbe luogo, ancora con lo stesso slogan di Indyk: “rovesciare l’Iran in Palestina”. Consacrata la sconfitta d’Israele, la ripresa del percorso di pace fu ridotta ad imporre all’Autorità palestinese ulteriore obbedienza. Quindi nel 2010 il piano di Hillary Clinton per una pace israelo-palestinese “parziale” fatta di concessioni minime degli israeliani. Ma l’estremismo israeliano è responsabile della distruzione del piano di Clinton, il piano d’Israele è una pace che si traduca nell'”alleanza arabo-israeliana contro l’Iran“. In altre parole, i sionisti hanno scelto di costruire tale alleanza invece di accettare il basso costo che avrebbe rappresentato lo smantellamento del 10% degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, per garantire la continuità territoriale tra le parti del residuale mini-Stato palestinese.

4. Israele continuerà a guadagnare tempo iniziando altre guerre di logoramento, senza esaurirsi?
Dalla sconfitta d’Israele nella sua guerra contro il Libano, nel luglio 2006, riteniamo che non sia più questione di guerra aperta israeliana o statunitense. Ma la negazione di nuove realtà sul terreno  riempirebbe il vuoto strategico dopo il ritiro degli Stati Uniti da Iraq e Afghanistan. Pertanto, dal dicembre 2006, cioè negli ultimi otto anni, Israele cerca di evitare di pagare il conto della Baker-Hamilton, creando ogni sorta di problema per paralizzare l’Asse della Resistenza formato da Iran, Siria, Hezbollah e anche Hamas. Opportunamente, l’esplosione della cosiddetta “primavera araba” certamente nata dalla rabbia popolare contro i loro governanti, è stata l’occasione per Stati Uniti, Turchia e Qatar d’ adottare la loro idea di affidare il potere regionale ai Fratelli nusulmani, con l’idea che l”impero ottomano’ avrebbe ereditato il potere in Tunisia ed Egitto, con alla sola condizione di abbandonare la Siria. La guerra “universale” contro la Siria ha avuto quindi luogo, ma è fallita, mentre la strategia del caos ha creato un ambiente favorevole al terrorismo e al suo radicamento, con il rischio che il califfato del SIIL divida l’Iraq ed altre entità della regione…
Nel frattempo, Hamas ha perso l’illusione che l’identità condivisa con i Fratelli musulmani prevalesse sull’appartenenza alla resistenza palestinese. Ma dopo il fallimento delle vittorie in Egitto e Siria, ha rivisto i conti. I neo-ottomani sono stati sconfitti e il “Fronte del Rifiuto” si avvicina alla vittoria, Hamas non riesce a trovare il suo posto che rientrando nella trincea della resistenza all’occupazione israeliana. Israele ha fallito nonostante i ripetuti tentativi di minare la Resistenza.  Indipendentemente dalle posizioni assunte da certi capi di Hamas, qualsiasi siano i disaccordi con Fatah. Ciò che conta è che le Brigate al-Qasam (ramo militare di Hamas) operino e siano pienamente impegnate nella lotta contro l’aggressione israeliana a Gaza. Israele ha scommesso sulla sconfitta della Siria, e sulla sconfitta di Hezbollah in Siria, sostenendo i vari rami di al-Qaida con i suoi raid aerei [4] su Jamraya [Centro di ricerca scientifica a nord ovest di Damasco], nella speranza che vincessero la guerra ad al-Qusayr [maggio 2013], i raid su Janta affinché vincessero a Yabrud, e i raid su al-Qunaytra per imporre la cintura di sicurezza alla cosiddetta opposizione siriana complice. Ma tutti questi piani sono falliti, uno dopo l’altro. Israele oggi è in ansia perché incapace di scatenare una guerra ma anche di aspettare. Questo mentre il mondo assiste alla cristallizzazione di due campi, uno che rappresenta le crescenti forze di Russia, Cina, Brasile e altri Paesi BRICS, l’altro guidato da Washington, sconfitto in Ucraina e Siria e che si prepara ad altre sconfitte in Yemen e Iraq…
Israele si trova ad affrontare una nuova equazione basata sulla previsione di ciò che potrebbe derivare dal ritiro statunitense dall’Afghanistan, alla fine dell’anno, ora che l’Iraq è alleato di Siria e Iran, con un accordo tra occidente ed Iran si profila all’orizzonte e segnali indicanti la vittoria siriana che appaiono, mentre l’opposizione a uno Stato curdo nato dalla partizione dell’Iraq è quasi unanime, nonostante il suo dichiarato sostegno. Sa che le condizioni per una nuova guerra saranno diverse da quelle della guerra del 1973, come previsto da una relazione del Shabak [servizio di sicurezza interna d'Israele] nel 2010… Israele non potrà vincere una nuova guerra contro una resistenza che si prepara ad ogni evenienza, soffrendo dello stesso deficit strutturale che ha causato le sue sconfitte precedenti. Tutto ciò che ottiene da tale nuovo assalto su Gaza, è reindirizzare la bussola sulla “causa prima”: la lotta contro l’occupazione e la colonizzazione della Palestina.

5. Cosa ne pensate della nomina di Staffan de Mistura a successore di Laqdar al-Brahimi[5]?
Ad ogni fase della guerra contro la Siria, corrisponde un inviato con una specifica missione. Kofi Annan alla fine si dissociò con dimissioni storiche. Laqdar Brahimi, la cui unica missione era condurre colloqui politici, fece ciò che poteva. Qui siamo nella fase della scelta di De Mistura, probabilmente per le sue competenze tecniche e diplomatiche. Tecnicamente curò la prima missione dell’ONU di lancio di aiuti alimentari [Ciad – 1973], fu vicedirettore del Programma alimentare mondiale [2009-2010]. Diplomaticamente, ha ricoperto vari incarichi presso le Nazioni Unite [6], in particolare come rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan [2010-2011], Iraq [2007-2009] e Libano [2001 - 2004]. Pertanto, la sua nomina suggerisce l’esistenza di una nuova mappa regionale dall’Afghanistan al Libano, dove per anni ha gestito il conflitto tra Hezbollah e Israele e lo Stato libanese. In altre parole, ha le chiavi del conflitto arabo-israeliano. Probabilmente  non controlla sufficientemente il dossier siriano, ma può essere compensato dalle sue numerose relazioni con personalità regionali, che si precipiteranno, come dovrebbero, per renderlo edotto dei più piccoli dettagli.

6. Secondo Voi, qual è la missione di De Mistura?
Preparare il tavolo per la nuova mappa regionale. Come mediatore delle Nazioni Unite nel conflitto siriano, può passare dalla Siria a Iraq, Afghanistan e Libano. Penso che sarà il partner principale del presidente egiziano al-Sisi.

7. Tale nuova carta regionale richiede la partizione dell’Iraq?
Non credo assolutamente.

8. Eppure molti dicono il contrario, prevedendone la partizione in tre Stati: sunnita, sciita e curdo.  Alcuni parlano anche di uno “Stato del SIIL!”
In sostanza, l’idea di partizione, non solo dell’Iraq, si basa sulla tesi di Bernard Lewis, il famoso storico statunitense [7], la cui tesi venne discussa sotto l’egida della NATO a Francoforte nel novembre 2012. La domanda era: “Dovremmo mantenere i confini tracciati da Sykes-Picot, o dovremmo riprogettarli sulla base dei dati demografici regionali?“, cioè in base alle popolazioni sunnita, sciita, curda, alawita, ecc… tale partizione in linea di principio sarebbe più facile in Iraq che altrove. Se dovesse avvenire, il secondo passo dovrebbe portare alla partizione della Turchia, creando uno Stato curdo nei suoi territori orientali, e non dell’Iran, al 90% dalla stessa confessione. Ciò spiega l’immediata ritirata dei capi turchi che iniziano a rendersi conto che pagheranno per l’aggressione alla Siria, soprattutto per Qasab e Aleppo. Da parte loro, i sauditi hanno finalmente capito che rischiano grosso vedendo gli Houthi alla periferia di Sana, e la minaccia della creazione di uno Stato sciita sulle coste petrolifere orientali del loro regno. Ecco perché credo che la decisione sarà altra che non la partizione, ed è per questo motivo che quattro dichiarazioni dicono NO ad uno Stato curdo in Iraq! Di Ban ki Moon [8], del Presidente al-Sisi [9], dal comunicato congiunto Stati Uniti e Russia, del numero due della sicurezza nazionale alla Casa Bianca, Tony Blinken, che ha dichiarato che “l’unità dell’Iraq è l’obiettivo da difendere“. E quando si dice ciò, s’intende NO alla partizione dell’Iraq!

Nasser Kandil 11/07/2014, sintesi di due interventi:
Video di al-Mayadin, MN Kandil è intervistato da Diya Sham e articolo su al-Bina;
Trascrizione e traduzione di Mouna Alno-Nakhal per Mondialisation.ca

ISIS TerritoryNote:
[1] Il premier israeliano è a favore di un Kurdistan indipendente
[2] Baker-Hamilton Report 2006
[3] Baker-Hamilton/Wikipedia
[4] VIDEO. Raid israeliano in Siria uccide almeno 42 soldati, bilancio incerto
[5] Staffan de Mistura successore di Brahimi come mediatore
[6] Staffan de Mistura/Wikipedia
[7] Bernard Lewis/Wikipedia
[8] L’Iraq deve avere uno Stato unito, secondo Ban Ki-moon
[9] Egitto: Sisi, un referendum nel Kurdistan iracheno sarebbe una “catastrofe”

Nasser Kandil è un ex-deputato libanese ed direttore di TopNews-Nasser-Kandil e del quotidiano libanese al-Bina
Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il 777 malese abbattuto sull’Ucraina

Gordon Duff e Jim W. Dean Veterans Today

20Da Global Travel Industry News: ETN ha informazioni da un controllore del traffico aereo a Kiev sul volo MH17 delle Malaysia Airlines. Il controllore del traffico aereo di Kiev è cittadino spagnolo  e lavorava in Ucraina. È stato dimissionato da controllore del traffico aereo civile, insieme ad altri stranieri, subito dopo che l’aereo passeggeri delle Malaysia Airlines è stato abbattuto sull’Ucraina orientale uccidendo 295 passeggeri e membri dell’equipaggio a bordo. Il controllore ha suggerito,  privatamente e basandosi su fonti militari di Kiev, che l’esercito ucraino sia dietro tale faccenda. Le registrazioni radar furono immediatamente sequestrate dopo che apparve chiaro che l’aereo passeggeri è stato abbattuto. I controllori del traffico aereo militari, nelle comunicazioni interne, riconoscono di esservi coinvolti, ed alcune chiacchiere tra militari dicono che non sanno da dove provenisse l’ordine di abbattere l’aereo. Ovviamente è successo dopo una serie di errori, dato che lo stesso aereo era scortato da due caccia ucraini fino a tre minuti prima che sparisse dai radar. Schermate radar mostrano anche un cambio inspiegabile del Boeing malese. Il cambio di rotta dell’aereo direttamente sulla regione in conflitto dell’Ucraina orientale. Alcuni tweet suggeriscono che potrebbe trattarsi di una rivolta militare segreta contro l’attuale presidente ucraino, guidata dall’ex-premier Timoshenko. Secondo altre indiscrezioni, la scatola nera del volo delle Malaysian Airlines schiantatosi è stata presa dai separatisti del Donetsk. Un portavoce dei ribelli ha detto che la scatola nera sarà inviata all’Interstate Aviation Committee di Mosca.

10559678La polemica su Putin continua: l’aereo delle Malaysian Airlines MH17 seguiva quasi la stessa rotta del jet del presidente russo Vladimir Putin, poco prima dell’incidente che ha ucciso 298 persone, afferma Interfax citando fonti. “Posso dire che l’aereo di Putin e il Boeing malese s’intersecano nello stesso punto e nello stesso scaglione. Presso Varsavia, lo scaglione 330-m e alla quota di 10100 metri. Il jet presidenziale era lì alle 16:21 ora di Mosca e l’aereo malese alle 15:44 ora di Mosca”, ha detto una fonte anonima all’agenzia. “Le sagome degli aeromobili sono simili, come le dimensioni, molto simili, e la colorazione che a distanza abbastanza alta, è quasi identica“, aggiunge la fonte. Allo stesso tempo, ci sono segnalazioni contraddittorie da Intefax, prima e unica fonte mediatica a pubblicare la notizia secondo cui l’aereo presidenziale non sorvolava l’Ucraina nello stesso momento. Come ha detto una fonte a Gazeta.ru, l’aereo di Putin decolla da Vnukovo-3 (il terminale per i business jet), ma il presidente non vola sul Paese limitrofo preda del conflitto. “Putin ha un solo jet, Ufficio Uno, che non vola come gli altri aerei. Questo aereo decolla sempre da Vnukovo-3, ma l’aereo presidenziale non sorvola l’Ucraina da tempo“, ha detto la fonte di Vnukovo-3. Il presidente Putin era in viaggio dal Brasile, dove ha partecipato al vertice BRICS, a Mosca.

10521190‘La tragedia non ci sarebbe stata se ci fosse la pace in Ucraina’
L’Ucraina dovrebbe assumersi la responsabilità della tragedia dell’aereo di linea malese, ha detto il capo dello Stato russo in una riunione su questioni economiche, che ha proposto d’iniziare con un minuto di silenzio in memoria delle vittime del disastro.

10463049Dito puntato contro Israele: il primo ministro australiano Tony Abbott, ex-gesuita e noto “mattoide”,  che i suoi gestori israeliani usano, come altri loro “mattoidi”, per lanciare l’allarme anche questa volta. “Loro” hanno scelto il più squilibrato capo occidentale per spacciare una storia bizzarra che riconduce a Tel Aviv, sempre più riconosciuta come burattinaia della giunta a Kiev. Il premier australiano: “I ribelli filo-russi sarebbero dietro l’incidente dell’aereo malese”. Il primo ministro australiano Tony Abbott ha detto che “ribelli filo-russi” sarebbero responsabili dell’abbattimento dell’aereo di linea delle Malaysia Airlines sull’Ucraina orientale. Voci non confermate sull’aereo malese scambiato per il jet di Putin che aveva sorvolato la zona pochi istanti prima, indicano Israele e la giunta di Kiev quali principali sospettati. Potrebbe essere stato un tentativo di assassinare Putin. Persone sulla scena hanno trovato un sacchetto con passaporti e attrezzature mediche.
Con l’avvio dell’attacco terrestre israeliano a Gaza, potrebbero sostenere che l’aereo fosse:
1: una “chiatta per cavalli egiziana”, abbattuta per errore
2: che spiava i movimenti delle truppe israeliane (come le scuse israeliane sull’USS Liberty)

F15C_BaseMike Harris: la Malesia ha ospitato il tribunale sui crimini di guerra che accusa George W. Bush e compagnia, come Israele, di crimini di guerra. Forse è per questo che è presa di mira. Si sostiene che un missile Buk è stato sparato contro l’aereo di Putin. La versione dell’Air Force One del Presidente Putin dispone di ampi moduli ECM che possono ingannare i missili in arrivo. Se un missile gli venisse puntato e sparato contro, l’ECM, come con l'”Air Force One“, l’ingannerebbe. E’ anche probabile che la Russia abbia una “backdoor” nei sistemi che costruiscono, come quelli che gli ucraini hanno schierato presso Donetsk. Non abbiamo alcuna conferma che l’aereo di Putin fosse scortato da caccia, ma si presume di no. Se un missile avesse colpito l’aereo malese, la prova sarà facilmente individuabile e i relitti del missili dovrebbero già esser stati trovati. Quanto alla questione se un missile aria-aria o terra-aria ne sia responsabile, dovremmo saperlo tra ore, a meno che sia soppresso. In entrambi i casi, le minacce infantili di John McCain, di colpire solo se i responsabili dovessero essere i nemici dei suoi “controllori”, è una dichiarazione imprudente.

10544392Storie riconducibili all’intelligence israeliana, secondo cui un jet russo è responsabile dell’incidente del 777 delle Malaysian Airlines vengno diffuse presso chiunque sia abbastanza stupido da ascoltarle. Mostrare il fianco subito è un errore monumentale. Ecco ciò che sappiamo finora, sebbene non confermato. Un caccia F-15 di costruzione statunitense è decollato da un aeroporto in Azerbaigian. Già nel 2010, l’Azerbaigian affermò che questa e un altra base dell’aviazione furono state occupate da militanti armeni. Tuttavia, queste due strutture ospitano aerei israeliani trasferitisi durante le esercitazioni con l’aeronautica militare turca. La Turchia ha permesso ad Israele di addestrare i piloti nei bombardamenti strategici su aree selezionate, perché molto simili ai potenziali bersagli in Iran. Israele avrebbe inviato 8 aeromobili per addestrarsi con i turchi, 6 sarebbero tornati in Israele, 2 andarono in Azerbaijan in vista di un attacco aereo pianificato sull’Iran. Per facilitare la manovra, l’Arabia Saudita diffuse storie fasulle affermando che aveva negato le richieste israeliane di attraversarne il territorio per attaccare l’Iran. Queste basi sono rifornite dal porto georgiano di Poti. Le armi per l'”attacco mai accaduto” furono scaricate a Poti dall’USS Grapple, nel 2010, e spedite con gli aiuti agli estremisti ceceni che lavorano per Fondazione Jamestown e Rand Corporation. Tali organizzazioni sono state recentemente scoperte collaborare in Turchia con i gruppi che sostengono le operazioni del SIIL in Iraq, come riportato da Jeffrey Silverman, capo dell’ufficio di Tbilisi di Veterans Today. La ragione per l’attacco aereo non è chiara e può essere solo ipotizzata. È un episodio estremamente grave. I separatisti filo-russi in Ucraina non hanno sistemi di difesa aerea in grado di operare così in alto, e  la necessità di usarli contro aerei da attacco al suolo, loro principale preoccupazione. La sorveglianza degli Stati Uniti comprende AWACS, droni e satelliti, e può rilevare il lancio di qualsiasi missile della difesa aerea a terra e in grado di raggiungere la quota di 32000 piedi. Una tale arma sarebbe stata avvistata in pochi secondi e, essendo tutti i sistemi della regione sotto costante sorveglianza per via della natura sensibile del conflitto e le affermazioni fatte, facendo sì da aspettarsi dichiarazioni stravaganti.
Alcune domande. Perché due aerei delle Malaysian Airlines? Se qualcuno o qualcosa di così minaccioso come questo atto viene attuato e viene ritenuto “ragionevole e giustificato”, anche per gli israeliani, non sapremo mai la verità. Come minimo, agenti biologici o chimici capaci di un olocausto globale, avrebbero dovuto essere a bordo.
Dopo la scomparsa del volo 370, Chris Bollyn pubblicò le foto di un aereo identico al volo 370 affermando che l’aereo era in Israele e poteva essere utilizzato da quella nazione in un attacco terroristico. La storia affascinante che puzzava di teoria del complotto, dominò i media alternativo per qualche tempo. Vi sono ora seri motivi per rivalutarla e perché sia stata scritta e quali furono le fonti: se era semplicemente una bufala o legata a qualcosa di molto più serio. L’unica altra possibilità è la destabilizzazione della regione per suscitare la guerra mondiale. E’ ragionevole pensare che un aereo israeliano sia coinvolto perché sappiamo che sono gli unici ad agire in clandestina nella regione. Sul motivo, accusare semplicemente Israele non è possibile, come incolpare Hamas per averne ucciso 3 figli poche settimane fa.
Quindi, assumiamo ciò come altamente probabili:
Un aereo è stato utilizzato, molto probabilmente un F-15 di costruzione statunitense, per via del raggio d’azione e delle capacità.
L’Azerbaijan è coinvolto perché sappiamo che vi sono basi clandestine, confermate da ufficiali che disertarono in Iran nel 2013.
Sappiamo che Israele ha un qualche ruolo, ancora da definire, perché diffonde storie che accusano la Russia.
Poiché è un secondo aereo delle Malaysian Airlines a cadere, ricerchiamo false storie riguardanti Israele e gli aerei malesi, e rivalutiamone il significato.
Come sempre, a chi giova?

10547554Chi ha abbattuto il jet malese sull’Ucraina?
Oriental Review 18 luglio 2014

Il 17 luglio 2014 la follia di tre mesi di conflitto militare nell’oriente ucraino ha prodotto la prima scioccante conseguenza internazionale. Alle 15:20 GMT il jet Boeing 777-200 del volo MH-17 delle Malaysian Airlines, da Amsterdam a Kuala Lumpur, scompare nello spazio aereo ucraino proprio sopra l’area degli intensi combattimenti nella regione di Donetsk, schiantandosi vicino al villaggio di Grabovo, a circa 60 km af est da Donetsk. Tutti i 285 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio sono morti. Secondo i dati disponibili l’aereo di linea “volava alla quota di 10600 metri sul 350° livello di volo“. Tale quota di volo era aperto ai voli internazionali nonostante dall’8 luglio 2014 le autorità aeronautiche ucraine “non raccomandassero” voli internazionali sulla zona al di sotto del 302° livello, cioè 9600 metri, per via dell0″operazione antiterrorismo” scatenata nella zona che coinvolge operazioni dell’aviazione ucraina e difesa aerea attiva. Quindi formalmente la compagnia malese ha rispettato i limiti dell’autorità dell’aviazione civile ucraina, anche se il rischio per la sicurezza del volo era evidente.
La zona della catastrofe è infatti l’epicentro di aspri combattimenti tra unità regolari dell’esercito ucraino e milizie armate ribelli della Novorossia contrarie al golpe anticostituzionale di febbraio a Kiev. Una fonte informata che monitora la situazione operativa nella zona, aveva già rivelato che una batteria di sistemi missilistici antiaerei Buk, delle forze armate ucraine, era stata schierata nei pressi di Donetsk. Allo stato attuale, un’altra batteria di stessi sistemi missilistici è attiva a Kharkov. L’aereo che volava a una quota di oltre 10 mila metri può essere colpito solo con armi come S-300 o Buk. Le milizie non hanno tali armi, e non possono permettersi, come è stato riconosciuto anche dal ministro della Difesa ucraino Valerij Galetej in una dichiarazione su un’altra questione, due giorni prima della tragedia del volo MH-17: “… Una “potente arma” deve essere stato utilizzata per abbattere l’aereo in volo a 6.500 metri di quota che i missili a spalla utilizzati dai separatisti non possono raggiungere“. L’esperto militare russo Igor Korochenko sostiene che la catastrofe a Donetsk è stata probabilmente causato da incompetenza degli operatori ucraini dei sistemi Buk, nei test dopo che la batteria è stata schierata nella nuova posizione. Ha detto che l’unità contraerea ucraina non ha avuto alcun tipo di formazione adeguata negli ultimi 23 anni, dal crollo dell’Unione Sovietica.
Quello che è successo oggi non è certo il primo caso di “fuoco sbagliato” dei militari ucraini su bersagli aerei civili. Il 4 ottobre 2001, il volo 1812 Tel-Aviv-Novosibirsk della Siberia Airline russa con 66 passeggeri e 12 membri d’equipaggio venne erroneamente colpito da un missile ucraino sul Mar Nero, durante le esercitazioni militari, cosa infine ammessa dagli ucraini. Nessuno a bordo  sopravvisse. Quindi, indipendentemente se l’incidente MH-17 è stato causato da negligenza criminale e incompetenza dei militari ucraini, o deliberata provocazione (sconsiderata) di Kiev per incolpare la Russia, un forte impegno internazionale a fermare Kiev immediatamente le sue azioni punitive in Novorossia, fino quando le circostanze della tragedia saranno accuratamente studiati, è urgente.

1051921Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come CIA e Mossad operano: il caos turco

Aanirfan 1 luglio 2014

I malvagi procuratori della Turchia vogliono una lunga condanna per un 13enne. Il ragazzo è accusato di aver partecipato alla protesta contro la morte di 300 persone nell’esplosione della miniera di Soma del maggio 2014. I pubblici ministeri chiedono tre anni di carcere per un 13enne (Hurriyet Daily News)

TURKEY-GOVERNMENT-PARLIAMENTLa Turchia è stato un forte alleato di Israele e Stati Uniti, e ha giocato un ruolo negli eventi dell’11 settembre. Molte operazioni di terrorismo false flag furono organizzate da CIA e generali turchi nei decenni passati. Tuttavia, quando la CIA mise Recep Erdogan al potere come primo ministro della Turchia, il suo governo perseguì alcuni leader militari per la pianificazione di atti terroristici volti a rovesciarne il governo. Secondo quanto riferito, Erdogan potrebbe avere perseguito degli innocenti. Il 18 giugno 2014 un tribunale di Istanbul ha ordinato la liberazione di 230 persone, per lo più ufficiali dell’esercito, condannate con prove apparentemente manipolate di aver cercato di rovesciare Erdogan. Il primo ministro della Turchia

20140628_EUP001_0Il 4 febbraio 2008, fummo scioccati quando il sito della BBC pubblicò un articolo dal titolo: ‘Voci di un complotto dei funzionari della sicurezza golpisti dello Stato profondo, mettono in fermento la  Turchia’.
Sarah Rainsford della BBC riferiva della banda fascista nota come Ergenekon, (strumento della CIA). Tale gruppo presumibilmente complottava per rovesciare il governo turco. Ora, perché mai la BBC rivela informazioni sullo ‘Stato profondo’ che compie atti di terrorismo? Possiamo solo supporre che la BBC sia parte del complotto Ergenekon per far avanzare il primo ministro ‘islamista’ colpendo alcuni generali antisemiti considerati troppo nazionalisti (e troppo interessati a legarsi alla Russia piuttosto che agli Stati Uniti). Ciò quando la CIA usa musulmani, piuttosto che fascisti, per le sue operazioni terroristiche sotto falsa bandiera in stile Gladio. Si sospetta che il cervello dei procedimenti contro gli ufficiali dell’esercito sia stato l’ex-alleato di Erdogan Fethullah Gulen. Erdogan recentemente ha epurato le istituzioni governative dai sostenitori del suo ex-alleato Fethullah Gulen. Gulen è un religioso musulmano che vive in Pennsylvania, ed è accusato di lavorare per la CIA e di finanziarsi con il traffico di eroina. Il primo ministro Erdogan, magari dopo aver litigato con la CIA, ora cerca di essere amico dell’esercito turco. Il primo ministro Erdogan sarebbe un miliardario corrotto. Erdogan è un miliardario corrotto? e si dice che sia anche segretamente ebreo. Erdogan è ebreo? Diamo un’occhiata ad alcuni fatti.
Secondo quanto riferito, i capi militari turchi pianificarono atti di terrorismo che avrebbero dovuto essere attribuiti ad al-Qaida. (Il colpo di Stato denunciato prevedeva di ritornare al 1923) Ergenekon è un organizzazione segreta fascista legata alla CIA in Turchia, che di volta in volta compie atti di terrorismo e colpi di Stato fascisti. Ergenekon è legata ai militari turchi. I media turchi ed altri hanno riferito che il Mossad sosteneva Ergenekon. (Mossad implicato in un complotto golpista in Turchia) Turchia e Israele collaborarono per sabotare il convoglio per Gaza attaccato il 31 maggio 2010? Secondo quanto riferito la CIA sosteneva Ergenekon. (Aangirfan: Il terrorismo di Gladio a Istanbul, New York, Jakarta...) Ergenekon era legata al contrabbando di eroina dall’Afghanistan attraverso la Turchia. (Golpe dello Stato profondo sventato in Turchia) Già nel gennaio 2010 si seppe che dei militari turchi, legati a Ergenekon, presumibilmente concepirono l’operazione Cage nell’ambito dei piani per rovesciare il governo turco. (Indagini su Cage approfonditi dall’accusa di Poyrazkoy) L’operazione Cage avrebbe previsto l’assassinio di bambini facendo detonare esplosivi durante gite scolastiche nei musei militari.

brahimFitrinaIl generale Firtina, addetto a Washington nel 1991. The Middle East Report concluse nel 1998 che, probabilmente la maggiore mossa strategica negli anni di Clinton fu “Il Patto di Ankara”, un’alleanza tra l’esercito turco, Stati Uniti ed Israele. (Turchia, droga, alleanza faustiana & Sibel Edmonds)

_75649284_erdLa presunta operazione Mazza prevedeva l’abbattimento di un aereo. Una valigia con documenti rivela l’operazione Mazza (Sledgehammer) del 2003, su terrorismo e  colpo di Stato in Turchia. Molti vertici militari erano nominati nei documenti di Sledgehammer. Se i documenti sono  credibili, l’esercito turco prevedeva di abbattere un aereo turco ed incolparne la Grecia. ‘L’idea era creare l’unità nazionalista necessaria a un colpo di Stato‘. Se i documenti sono credibili, l’esercito prevedeva di far esplodere bombe nelle moschee. Il principale documento di Sledgehammer illustra come sfruttare il caos dopo gli attacchi coordinati in grandi città, in particolare Istanbul. Ciò fu scritto parecchi mesi prima degli attentati contro il consolato inglese, la banca HSBC e sinagoghe di Istanbul. I documenti di Sledgehammer rivelano che gli stadi dovevano essere preparati per detenzioni di massa. Nel 2007, un tribunale turco condannò sette “sospetti militanti di al-Qaida al carcere a vita per gli attentati del novembre 2003 a Istanbul che colpirono il consolato inglese, la banca HSBC e due sinagoghe. Tra gli imputati vi era il siriano Luay al-Saqa, noto anche come Luay Saqra. (Sospetti di al-Qaida sotto processo per gli attentati di Istanbul, rinviati… )
Il Console Generale inglese Roger Short fu ucciso dalla bomba mentre entrava nel consolato. La stampa ha confermato che aveva annullato un appuntamento all’ultimo minuto e “se fosse andato all’appuntamento, sarebbe vivo”. Secondo Michel Chossudovsky, su Globalresearch,Gli attacchi condizionarono la partecipazione della Turchia nella guerra al terrorismo. Gli attacchi servivano a rafforzare l’asse militare anglo-statunitense e la legittimità della ‘guerra al terrorismo’ di Bush“.
Ercan Gun, di Today Zaman legato a Gulen, il 15 agosto 2005 riferì che il militante siriano di al-Qaida Luay Saqra fu arrestato per aver organizzato gli attentati d’Istanbul del 15-23 novembre 2003. Saqra ‘confessò alla polizia turca di aver dato dei passaporti ai terroristi dell’11 settembre‘. Saqra ‘sostiene di conoscere Muhammad Ata’. Saqra ‘dice di bere alcol e di non pregare‘. Saqra avrebbe detto: “Sono una delle persone che conobbe i responsabili dell’11 settembre, e conoscevo tempi e piani prima degli attacchi. Ho anche partecipato ai preparativi degli attentati al WT-1 e al Pentagono. Ho fornito denaro e passaporti“. Secondo quanto riferito, alcuni dei passaporti che Saqra afferma di aver fornito, furono trovati tra le rovine del World Trade Centre 1. Ercan Gun si chiede se al-Qaida sia un’operazione dei servizi segreti. Saqra fu interrogato per 4 giorni presso l’Anti-Terror Headquarters Department d’Istanbul. Secondo quanto riferito avrebbe dato alcune importanti informazioni. Secondo Ercan Gun, gli specialisti dell’intelligence turca ora credono che:
1. al-Qaida sua un’operazione dei servizi segreti.
2. al-Qaida sia legata alla strategia della tensione.
3. Saqra, il quinto uomo al vertice di al-Qaida, avrebbe avuto un impiego presso la CIA. La CIA gli diede una grossa somma di denaro e sostene di averne perso i contatti. Il servizio di sicurezza turco MIT catturò Saqra e l’interrogò. Terrorismo: il capo di al-Qaida Saqra ha lavorato per la CIA.

Esiste un complotto per frantumare la Turchia?
GladioEmblemAttualmente i turchi sono stufi del sostegno del loro premier all’aggressione d’Israele alla Siria. Secondo quanto riferito, uno degli obiettivi dell’attacco della CIA alla Siria è frantumare Turchia, Libano e Iraq. “La Turchia verrebbe indebolita e divisa. proprio come Stati Uniti, NATO e Israele hanno previsto nel loro piano per creare un nuovo ‘Medio Oriente’“. Il Prof. Dr. Umit Ozdag dichiarò che: “Gli Stati Uniti mirano a creare una Turchia federale anziché uno Stato turco unitario“. (Il nazionalista Prof. Ozdag: gli Stati Uniti dietro l’Operazione Ergenekon)
Di seguito Voltaire riporta su La spinta per innescare una guerra civile turca attraverso il pantano siriano. La Turchia è di per sé un obiettivo importante da destabilizzare, sconvolgere ed infine balcanizzare attraverso la sua partecipazione all’assedio dagli USA alla Siria… Se lo Stato siriano crollasse, la vicina Turchia sarà il primo perdente… Erdogan è riuscito ad alienarsi la Russia e i tre più importanti vicini della Turchia… In Turchia le tensioni sul fianco orientale si accumulano con Iraq e Iran… Vi è anche un crescente risentimento tra i cittadini turchi verso la cooperazione di Erdogan con Stati Uniti, NATO, Israele e dittature arabe come Qatar e Arabia Saudita contro i siriani ed altri. La maggioranza dei cittadini turchi si oppone ai rapporti con Israele, ad ospitare le strutture della NATO, allo scudo missilistico e alla cooperazione con gli Stati Uniti in Medio Oriente… Segmenti militari turchi sono in contrasto con il governo turco e l’esercito è diviso sulla politica estera turca. Erdogan non ha la fiducia di nemmeno la metà dei capi militari della Turchia e ne ha arrestato una quarantina per aver pianificato il suo rovesciamento… Le minoranze in Turchia costituiscono almeno un terzo del Paese. Una parte significativa delle minoranze della Turchia ha legami con Siria, Iraq o Iran. I curdi e altri popoli iranici da soli sono circa il 25% della popolazione turca, il che significa che un cittadino turco su quattro è curdo o iranico. Altre minoranze etniche sono arabi, armeni, assiri, azeri, bulgari e greci… Dal 20% al 30% o più della popolazione turca può essere classificata sciita, come aleviti, alawiti e duodecimani. La guerra civile in Turchia è una possibilità reale… L’assedio degli USA alla Siria si propone di creare il caos nel Medio Oriente e accendere altri conflitti regionali. Violenze e conflitto in Siria sono destinati a consumare anche Libano e Iraq… Attualmente, sul sito del Foreign Office inglese si legge: “Manifestazioni sono in corso ad Istanbul e altre città della Turchia, tra cui Ankara“.
Per molti anni, tutti i generali turchi sembravano amici di Israele e Pentagono. Secondo quanto riferito, i generali turchi del gruppo ‘fascista’ Ergenekon erano felici di compiere atti di terrorismo ‘false flag’ per conto della CIA. (Il nazionalista Prof. Ozdag: gli Stati Uniti sono dietro l’Operazione Ergenekon) I generali turchi erano felici di rovesciare i governi turchi che a Israele e Pentagono non piacevano. I generali turchi erano legati a Gladio della CIA. Nel gennaio 2009, un articolo del Turkish Weekly suggeriva che alcuni generali coinvolti con Ergenekon fossero contro Israele e Stati Uniti. (La politica estera di Ergenekon) Secondo il Turkish Weekly: “La maggior parte dei membri di Ergenekon è antisemita. Sostengono  che il Mossad ha svolto un ruolo occulto nella politica turca con l’obiettivo di dividere il Paese”. Il complotto Ergenekon fu svelato quando la CIA si rivolse agli islamisti. (L’indagine su Ergenekon si accende con l’interrogatorio di un generale e un ammiraglio)
Pentagono e CIA ora utilizzano Gladio-B, che si avvale degli islamisti più che dei generali turchi. Attualmente la CIA controllerebbe la Turchia utilizzando il suo agente Fethullah Gulen e il suo movimento islamista. I militari sarebbero divisi in due fazioni. Ci sono coloro interessati ad avere legami con i vicini Russia e Iran e coloro che vi si oppongono. Quest’ultima fazione vuole essere vicina a Israele, Stati Uniti ed Europa. Israele teme una Turchia nucleare. (Israele avverte la Grecia: la Turchia diventerà presto una potenza nucleare / La Russia si dice pronta ad aiutare la Turchia a costruire centrale nucleare)
Lo ‘Stato profondo’ mira a mantenere le élite al potere. Secondo Peter Dale Scott (“Stato profondo” dietro la democrazia USA): “Il termine ‘Stato profondo’ è turco. Fu inventato dopo l’incidente di una mercedes per eccesso di velocità nel 1996, i cui i passeggeri erano: un parlamentare, una regina di bellezza, un capitano della polizia locale e un importante trafficante di droga turco e capo dell’organizzazione paramilitare criminale Lupi grigi, che andava in giro ad ammazzare gente. Apparve assai chiaro in Turchia che c’era una relazione segreta tra la polizia… e questi criminali a nome dello Stato… Lo ‘Stato profondo’ è… un governo segreto parallelo, organizzato da intelligence e apparati di sicurezza, finanziato dal narcotraffico e impegnato in violenze illegali per proteggere lo Stato e gli interessi dei militari dalle minacce provenienti da intellettuali, gruppi religiosi e, occasionalmente, dal governo costituzionale“. L’attentato a Bologna del 1980 fu imputato ad agenti della CIA e della NATO che lavoravano nell’operazione Gladio. L’operazione Gladio era coinvolta nella “strategia della tensione”. La strategia coinvolse terroristi di destra nel compiere attentati terroristici in Europa e Turchia. L’operazione Gladio sarebbe organizzata da NATO e CIA.
I Contra dell’organizzazione Gladio in Turchia furono istituiti nel 1950 e svolsero un ruolo significativo nei governi fascisti della moderna Turchia, indipendentemente che avessero una patina di democrazia parlamentare o fossero una aperta giunta militare“. (Spitfirelist) “Utilizzando il fascista Partito di Azione Nazionale e la sua ala giovanile, i Lupi grigi, la ‘Stay Behind’ turca attuò anche il programma terroristico di destra e la destabilizzazione avutasi in Italia“. Altri pezzi del puzzle: quando il primo ministro islamista Necemettin Erbakan prese il potere nel 1996, i militari turchi subito lo esautorarono. Nelle elezioni per il parlamento turco del 3 novembre 2002, un nuovo partito venne formato dal movimento islamico bandito, il Partito Giustizia e Sviluppo (AKP), che ebbe il 35 per cento del voto popolare e 363 dei 550 seggi. Ciò preoccupò Pentagono, Israele, l’industria della droga e i militari turchi.
Secondo un articolo di The Jerusalem Post, la cooperazione nell’intelligence fra Mossad e servizio di sicurezza turco MIT “fu sancita con un accordo di 12 clausole firmato durante una visita in Israele, nel 1993, del ministro degli Esteri turco Hikmat Chetin”. Poco dopo, secondo la relazione della newsletter di Londra Foreign Report, una grande operazione del Mossad fu creata in Turchia, con agenti del Mossad a Istanbul e Ankara.

Kurdistan_bajarI vertici militari turchi incontrano Wolfowitz il giorno prima degli attentati d’Istanbul
Global Research
I due attentati di Istanbul all’HSBC, nel quartiere finanziario, e al consolato inglese, secondo i resoconti dei media, “erano concomitanti alla visita del presidente George Bush a Londra“. Gli attentati ebbero luogo il giorno successivo alla riunione annuale del gruppo misto della Difesa Turchia-USA (17-19 novembre 2003). Il console generale inglese Roger Short fu ucciso da una bomba mentre entrava nel consolato. Notizie confermano che aveva annullato un appuntamento all’ultimo minuto e “se vi fosse andato, sarebbe vivo”. Gli attentati crearono le condizioni per la partecipazione della Turchia alla guerra al terrorismo. Gli attentati servono a rafforzare l’asse militare anglo-statunitense e la legittimità della “guerra al terrorismo” di Bush. Gli attentati d’Istanbul servono anche a sostenere la legittimità traballante del primo ministro Tony Blair davanti la montante opposizione politica alla partecipazione della Gran Bretagna alla guerra degli Stati Uniti. Michel Chossudovsky, 11/21/03

Un quotidiano turco vicino al governo del partito Giustizia e Sviluppo ha citato fonti d’intelligence turche dire che il Mossad aveva creato l’organizzazione che lanciò i due attentati del 15 novembre 2003“. (Media Rreview)

La Turchia è un importante punto per la raffinazione e il transito dell’eroina dall’Asia del sud-ovet all’Europa occidentale. Kendal Nezan, scrive per Le Monde Diplomatique riferendo che MIT e polizia nazionale turca sostengono attivamente il narcotraffico, non solo per profitto, ma anche per disperazione…  “Secondo il quotidiano Hürriyet, il traffico di eroina della Turchia ha portato 25 miliardi dollari nel 1995 e 37,5 miliardi nel 1996… solo le reti criminali che operano in stretta collaborazione con polizia ed esercito possono organizzare il traffico su tale scala. I baroni della droga hanno dichiarato pubblicamente, alla televisione turca e occidentale, di aver lavorato sotto la protezione del governo turco e averne beneficiato finanziariamente. I trafficanti viaggiano con passaporti diplomatici. La droga è trasportata su elicotteri militari dal confine iraniano“.

The Middle East Report concluse nel 1998 che, probabilmente, la maggiore mossa strategica di Clinton potrebbe essere il “Patto di Ankara”, un’alleanza tra Stati Uniti, Turchia e Israele che aggira essenzialmente il collo di bottiglia dei Paesi arabi. In precedenza, nel 1998, le forze militari israeliane, turche e statunitensi erano impegnate in esercitazioni nel Mediterraneo, secondo Reuters e Agence France Press. “Tali manovre indicano agli Stati radicali della regione che vi è una forte alleanza tra Israele, Turchia e Stati Uniti, e che devono temerla“. Gli articoli indicavano che la CIA e l’intelligence del Pentagono presiedevano da anni regolarmente le riunioni dei funzionari turchi e israeliani a Tel Aviv.
Aangirfan: Turchia, bombe terroristiche, CIA e Mossad

obama_erdogan1Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La guerra per procura USA-NATO in Iraq e Siria: gli Stati Uniti finanziano e addestrano i ribelli “moderati” del SIIL in Siria

Shawn Helton, Global Research, 29 giugno 2014

10505604In quest’ultimo ‘incubo terroristico’ di marca occidentale in Iraq e in Siria, scopriamo che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare aiuti militari diretti ed attrezzature da inviare ai ‘ribelli’ in Siria. Quest’ultima fase del piano di Washington sulla Siria varrebbe 500 milioni di dollari, ampliando le strutture di addestramento segrete di CIA/ELS  collegate al SIIL in Giordania e Turchia… L’ulteriore addestramento militare e l’invio di altre armi  degli Stati Uniti ai cosiddetti ribelli “moderati” è estremamente deciso e quasi sicuramente fatto in modo che i politici di destra e sinistra degli Stati Uniti possano condividerne le conseguenze, accettando di stanziare fondi per insorti dai comprovati legami con il SIIL, come il gruppo jihadista saudita “Fronte della Vittoria”, il gruppo responsabile degli ‘attacchi al cloro” che Washington sfruttò contro la Siria nel 2013, e i cui fondatori di prima e seconda generazione provengono dallo ‘Stato islamico dell’Iraq’, collegandoli direttamente alle strutture di addestramento in Giordania e  Turchia. La straordinaria tempesta mediatica degli Stati Uniti è incentrata sul SIIL, sollecitata dalle tante immagini drammatiche di esecuzioni di massa come ‘prova’ della loro presa sull’Iraq, e l’uso di tale ennesima crisi come pretesto per aumentare bilanci militari e minacce alla sicurezza interna. La maggior parte delle immagini di ‘esecuzione di massa’ sui nei media si sono dimostrate delle pure montature, anche se ciò non ha scoraggiato gli ‘esperti’ dei media statunitensi ed europei o del dipartimento di Stato degli Stati Uniti e i funzionari del Foreign Office del Regno Unito.
Mentre la ‘crisi del SIIL’ sembra andare fuori controllo, espone l’agenda governativa occidentale e delle aziende transnazionali, volta ad espandere la guerra per procura in Iraq e nelle nazioni confinanti, finanziando direttamente i ribelli del terrore, questa volta con l’approvazione del Congresso. Mentre molti think-tank e agenzie multimediali proclamano la netta opposizione al terrorismo del ramo di al-Qaida, SIIL, denunciandone pubblicamente le azioni, 500 milioni di dollari vengono stanziati per finanziare la distruzione radicale di Iraq e Siria. La campagna di destabilizzazione in Iraq avrà numerosi esiti imprevisti, tra cui la frattura di Siria e Iraq, e i prevedibili appelli di Irbil per il nuovo ‘Stato curdo’ nel nord dell’Iraq. Se 500 milioni di dollari sono inviati ai gruppi combattenti islamici in Siria (e Iraq), allora a chi esattamente viene consegnato tale denaro, chi gestirà e distribuita tale fortuna dei contribuenti statunitensi per procurarsi le armi sul campo? Molto probabilmente sarà gestito da militari e paramilitari privati statunitensi nel teatro di guerra. È un coinvolgimento diretto, indipendentemente da come Washington vorrebbe presentarlo. Se si seguono i terroristi, il denaro e le armi negli ultimi 4 anni, si arriva ai governi occidentali, ai loro alleati ed alle loro intelligence…

‘Le evasioni dei jihadista’ ricreano la minaccia terroristica globale
Già nel luglio 2013 vi fu un’evasione di terroristi, senza precedenti ed improbabile, in tre luoghi diversi, elevando la minaccia terroristica globale a livelli mai visti dai primi giorni della trasformazione di bin Ladin nell’uomo nero più famoso del mondo. Qui su 21Wire abbiamo riportato delle sensazionali evasioni: “La prima evasione si ebbe il 22 luglio, con più di 500 detenuti fuggiti da due prigioni diverse in Iraq. Al-Qaida rivendicò l’operazione che in qualche modo travolse 120 guardie irachene e le forze SWAT negli attacchi a Taji, a nord di Baghdad, e al famigerato carcere di Abu Ghraib. Cinque giorni dopo, il 28 luglio, l’imbranato portavoce della sicurezza Muhammad Hijazi ammise su Libya Herald che 1200 prigionieri erano fuggiti nel fine settimana dal centro di detenzione Quayfia di Bengasi. La terza evasione avvenne il giorno seguente, il 29 luglio, quando taliban e agenti di al-Qaida scesero sulla città di Dara Ismail Khan e fecero evadere 250 prigionieri taliban, ma non prima di aver ucciso 12 poliziotti pakistani e tagliato la gola a 4 prigionieri sciiti sulla via della fuga. In ogni occasione, le autorità locali ritengono che ci sia stato un certo aiuto ‘interno’. Tutto sommato, tale stringa epica di evasioni di jihadisti scatenò più di 2000 terroristi e killer mercenari. Forse tali tre tempestive evasioni furono compiute con tale precisione… senza l’aiuto e il sostegno di agenzie d’intelligence come CIA, MI6 e Mossad?” Molti critici affermano che tali evasioni avvantaggiarono direttamente gli interessi occidentali, mentre i militanti appena fuggiti potevano essere inviati in Iraq, Siria ed altri luoghi interessanti per la CIA. La tempistica è inquietante.

Gruppi terroristici filo-Stati Uniti e filo-Arabia Saudita spuntano in Siria
Gruppi terroristici operano in Siria da oltre tre anni, in gran parte con la tacita approvazione dei pianificatori bellici di Washington, Londra e Parigi. Spacciati come ‘ribelli siriani’, tali gruppi  terroristici hanno tutti ricevuto il pieno appoggio da NATO (armi) e Stati del Golfo come Qatar e Arabia Saudita (denaro). Comprendono, ma non solo, Jabhat al-Nusra o ‘Fronte al-Nusra’ appoggiato dall’intelligence saudita, Gruppo combattente islamico libico, brigate Abdullah Azam e brigata martire Bara ibn al-Maliq, il gruppo jihadista Ahrar al-Sham, PKK (nel nord-est della Siria) e qataib Mohadzherin del Caucaso russo, per citarne solo alcuni. I precedenti articoli sui criminali  terroristi ceceni infiltratisi in Siria, indicano che già tali salafiti uccisero i leader sufi della Federazione russa. Il Pakistan Christian Post riferisce: “Recentemente in Daghestan il leader spirituale sufi Efendi Chirkeiskij è stato ucciso da un attentatore suicida con alcuni seguaci. Ciò è accaduto a fine agosto e la vicinanza con il recente attacco contro i leader sufi in Tatarstan è un chiaro allarme sul salafismo quale forza potente in regioni della Federazione russa. Pertanto, non sorprende che la Federazione russa sia estremamente allarmata dalle grandi potenze occidentali che ancora una volta collaborano con ELS, al-Qaida e varie organizzazioni terroristiche salafite“.

I capi terroristi favoriti dagli USA liberati a Guantanamo
Vale la pena notare come il nuovo governatore della Libia a Tripoli, Abdal Haqim Belhadj, il capo del gruppo terrorista ceceno della qataib Mohadzherin, Ajrat Vakhitov, fossero sotto la supervisione degli Stati Uniti per anni, imprigionati a Guantanamo Bay, Cuba, dopo essere stati catturati nel 2002 dalle forze statunitensi in Afghanistan. Belhadj e Vakhitov furono rilasciati dal Pentagono solo per essere reinseriti sul campo, ritornando ad organizzare la lotta dei gruppi islamisti di al-Qaida nella regione, attivi nei Paesi in cui Stati Uniti e NATO hanno attivamente operato per il cambio di regime, Libia e Siria rispettivamente. Si traggano le conclusioni su ciò che Guantanamo sia in realtà, un fatto confermato dalle rivelazioni di Penny Lane sull’arruolamento di agenti doppi a Gitmo. Lo stesso articolo del New York Times menziona anche i piani teocratici dei terroristi per creare un califfato nella regione: “Un 56enne operativo di al-Qaida, conosciuto come Abu Thuha che vive nel quartiere Hawija di Kirkuk, in Iraq, ha detto a un giornalista iracheno del New York Times, “Abbiamo esperienza nel combattimento contro gli americani, e ancor più esperienza con la rivoluzione siriana”, ha detto. “La nostra grande speranza è creare uno Stato islamico siriano-iracheno per tutti i musulmani…”” Tutto ciò costituisce un netto crimine di guerra internazionale, direttamente dovuto a Stati Uniti e alleati. Al di là di ogni ragionevole dubbio, l’attuale ‘crisi del SIIL’ è il risultato diretto degli interessi occidentali che alimentano le guerre civili libica e siriana negli ultimi 4 anni.

Israele, Washington e oleodotti curdi
Ci sono anche indicazioni secondo cui l’inerzia apparente degli Stati Uniti nel coinvolgimento militare diretto sia in realtà un piano strategico dei pianificatori di Washington e Tel Aviv per impegnarsi in una guerra occulta infinita per procura, certamente è così nel Medio Oriente di oggi. La copertura mediatica tiene nell’ombra Israele, cosa per nulla insolita considerando il protocollo dei media degli Stati Uniti su qualsiasi sua attività illecita o regolare violazione del diritto internazionale, ma ora è nettamente ovvio che Israele svolga un ruolo centrale in questo teatro. È ancora più evidente se si considerano i recenti attacchi aerei israeliani sulla Siria, volti a fornire copertura aerea occulta ai terroristi dello Stato islamico in Iraq. Ho notato nel mio primo articolo su tale crisi che, per la prima volta, la nave cisterna SCF Altai ha consegnato una grande quantità di petrolio curdo ad Israele, il 20 giugno, e ciò indicherebbe il SIIL quale parziale creazione israeliana se il petrolio curdo proviene dai giacimenti controllati dai terroristi in Iraq. Il ministero dell’Energia israeliano ha rifiutato di commentare il contratto sul greggio con il governo regionale curdo. Va detto che l’Iraq ha boicottato Israele e non ha nessun contratto petrolifero ufficiale con esso. La regione curda ha anche inviato petrolio sul mercato internazionale bypassando il governo centrale di Maliqi a Baghdad. C’è da chiedersi quanto di questo petrolio vada in Israele?

Syria_AlQuaida_1Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Quali sono gli obiettivi dell’invasione dell’Iraq da parte del SIIL?

Mouna Alno-Nakhal Reseau International 30 giugno 2014

2799620501. Generale Hoteit, non temete che il SIIL (Stato Islamico in Iraq e Levante) arrivi in Libano?
Considerare gli eventi come sono e non cadiamo nelle trappole mediatiche occidentali, che ci fanno credere che il SIIL sia una forza gigantesca contro cui non possiamo resistere. Non è vero.

2. E com’è?
Abbiamo sufficienti informazioni sulla forza dell’organizzazione. Gli eventi succedutisi mi hanno portato a scrivere, un paio di giorni fa, un articolo intitolato “Mosul: una sceneggiata del SIIL” [1].  Perché abbiamo infatti assistito a una sceneggiata! Lo sapevate che 25000 uomini della polizia e dell’esercito dello Stato iracheno erano presenti a Mosul e il SIIL aveva solo 500 combattenti? Pertanto, ciò che è successo a Mosul non è una guerra, ma tradimento e capitolazione associati a una guerra mediatica condotta dai canali TV al-Jazeera (qatariota) e al-Arabiya (saudita) che annunciarono la capitolazione di Mosul sei ore prima della sua caduta reale! Esattamente come nel procedente di Bab al-Aziziyah in Libia, quando annunciarono la sconfitta di Muammar Gheddafi tre giorni prima della caduta e la morte tre giorni prima dell’assassinio. Nel caso di “guerra psicologica”, la regola è che gran parte della popolazione sia immersa nella “nebbia media”, in attesa di vedere chi sia il più forte per decidere da che parte stare. Era ovvio che se gli iracheni nelle aree sunnite delle quattro province coinvolte (Ninawa, Salah al-Din, Diyala e Anbar) sapevano che le forze attaccanti del SIIL avevano solo 500 elementi di fronte a 25000, non avrebbero mai accettato di essere utilizzati da “incubatori”. Fu necessario “esagerare” le forze del SIIL per ottenere la situazione desiderata prima che la nebbia dei media complici si dissipasse. Il SIIL fu istituito in Iraq nel 2004. Quando l'”incendio arabo” fu attizzato in Tunisia alla fine del 2010, era confinato in Iraq dove raccolse al massimo 5200 elementi. Il SIIL fu inviato in Siria dopo il primo veto sino-russo nell’ottobre 2011 e una volta che Jabhat al-Nusra, appositamente creato per la crisi siriana, si dimostrò incapace di rovesciare il governo. E’ noto che SIIL e Jabhat al-Nusra sono legati ad al-Qaida, creata dal governo statunitense come ammette Hilary Clinton [2]. E’ in Siria che il SIIL passa da 5200 a 7000 elementi nel 2012, mentre ora sono 15000 contro 10000 in Iraq, in totale 25000.

3. Ed ora SIIL e Jabhat al-Nusra si combattono in Siria!
No… è solo “tattica” del capo che guida il gioco. Così abbiamo appreso questo pomeriggio (25 giugno) che ad Abu Qamal (città di confine tra Siria e Iraq) al-Nusra è stata costretta a dichiarare fedeltà al SIIL [3] per farle “accumulare potenza” e facilitarne l’opera nelle province irachene. E questo perché il terreno principale della guerra s’è spostato in Iraq.

4. Chi controlla il SIIL?
E’ sempre lo stesso capo che pensava che l'”accordo di sicurezza USA-Iraq”, che doveva [4] [5] fare dell’Iraq una colonia statunitense eterodiretta da Washington. Ma si scopre che tre anni dopo il ritiro degli Stati Uniti, l’Iraq ha cercato la sua via dettata dalle condizioni geopolitiche; cioè armonizzarsi con Iran e Siria. Risultato: gli statunitensi sono furiosi per il fatto che l’Iraq sia vicino all’asse della Resistenza, e i Paesi del Golfo sono ancora più furiosi con al-Maliqi che si rifiuta di obbedire ai loro dettami. Ciò che è successo in Iraq è conseguenza del loro fallimento in Siria; soprattutto Obama suona la campana a morto della presunta opposizione siriana (alla CBS) ammettendo pubblicamente che “non v’è opposizione siriana che possa rovesciare il Presidente Assad“. [6] Il governo statunitense ha ammesso il proprio fallimento in Siria, ma non abbandona il suo piano originale. Sfumature! Quindi passa in Iraq, dove i suoi interessi s’intrecciano con quelli dell’Arabia Saudita, da un lato, e del Qatar e Turchia dall’altra, mettendo da parte le differenze essendo tutti di fronte alle stesse catastrofe ed emergenza: impedire che l’Iraq aderisca al fronte del rifiuto e quindi all’asse della Resistenza. La domanda è: come impedirlo? Essendo al-Maliqi parte della “Alleanza Nazionale Irachena” abilitata dalla Costituzione a formare il governo, hanno scatenando l’invasione del SIIL! Ma oggi, la nostra intelligence dice che più di un terzo dei sunniti di Mosul e altrove, s’è opposto in sole 24 ore a tale mossa che ha causato 750000 profughi; cioè un sunnita su sette, essendo i sunniti iracheni 5,5-6 milioni. Tale sceneggiata del SIIL ha così due cause: la sconfitta subita in Siria e la lotta per il potere. Terrorizzando al-Maliqi e la coalizione autorizzata a decidere in merito a Costituzione e governo, per proporre un governo che trascuri i risultati delle ultime elezioni. Da qui la proposta di un “governo di salvezza nazionale” di John Kerry [7] [8]. Ciò implica che la proposta di John Kerry sia, in effetti, ignorare i risultati delle recenti elezioni parlamentari, vinte dal blocco di al-Maliqi. e distribuire equamente il potere tra sciiti, sunniti e curdi; Quindi su base settaria ed etnica! Il che equivarrebbe a un terzo agli sciiti (60-65% della popolazione), un terzo ai sunniti (15-18% della popolazione) e un terzo ai curdi (20% della popolazione). Risultato: i due terzi sunnita e curdo sono nelle mani di Paesi del Golfo e Stati Uniti. E questo lo scopo della sceneggiata in Iraq!

5. Ma allora come dovremmo capire l’appello agli Stati Uniti di al-Maliqi[9]?
È piuttosto intelligente, dato che l'”accordo di sicurezza USA-Iraq” afferma che se un Paese (ovviamente l’Iraq) deve affrontare una minaccia a sua esistenza, confini, unità territoriale… può chiedere all’altro assistenza nei limiti, luogo e momento decisi. Tuttavia, al-Maliqi sa che gli Stati Uniti sono dietro tutto ciò, come sa che né sauditi né turchi avrebbero mai osato incoraggiare l’invasione del SIIL senza la decisione, e non solo l’accordo, degli Stati Uniti. Ha quindi chiesto aiuto! Nel caso in cui gli Stati Uniti decidano di applicare i termini dell’accordo di sicurezza,  invierebbero la loro aviazione. A tal proposito, condivido con voi un fatto che rivelo per la prima volta: quando al-Maliqi ha parlato dei bombardamenti statunitensi sui centri del SIIL nella regione di al-Anbar, non era vero! Ma così costrinse gli Stati Uniti a smentirlo e il capo dell’Iraqi National Alliance, Ibrahim al-Jafari, rinfacciò agli statunitensi di aver preparato l’accordo di sicurezza bilaterale nel loro interesse, poiché si astengono dall’applicarlo alla prima occasione, autorizzando quindi l’Iraq a rivederle e a far fronte da solo ai pericoli che lo minacciano. Di qui la “fatwa” pronunciata dalle autorità religiose sciiti e sunnite contro tale sceneggiata “tramata dagli statunitensi assieme a Turchia, Qatar e Arabia Saudita“…

Durante l’intervista arriva la notizia di un’esplosione durante un raid in un hotel di Beirut: 10 feriti [10]; che porta la questione alla prima domanda di questo estratto.

6. Generale Hoteit, non temete che il SIIL arrivi in Libano?
La risposta del Generale Hoteit a tali atti terroristi in Libano è che il suo sistema di sicurezza subisce colpi, ma non cede! Risposta articolata, inoltre, in un articolo del 26 giugno, dai seguenti punti chiave.
• L’occidente cerca di spezzare l’asse della resistenza fin dal 2000. Ha cominciato con la risoluzione 1559, approvando la guerra del 2006 e provocando discordia in Libano nel 2008 e in Iran nel 2009, per poi affrontare la Siria nel 2011, prima di arrivare all’Iraq di oggi; l’ultima carta sionista-statunitense… Pertanto, ci si può chiedere se la mossa in Iraq, dopo la chiusura della frontiera siriano-libanese, allontani il Libano dall’incendio. O è destinato a svolgere un altro ruolo?
• Ora che l’Iraq è divenuto il principale teatro dell’aggressione, riteniamo che l’occidente stia leggermente arretrando in Siria, divenuta teatro secondario, mentre il Libano è ora “il teatro della pressione” sui componenti dell’asse della Resistenza in generale, e in particolare su Hezbollah. Ma il problema dell’occidente risiede nell’incapacità a penetrare la società della Resistenza, dato lo scudo protettivo formatosi intorno. Questo è il motivo per cui i molti tentativi terroristici sono falliti uno dopo l’altro… (come accaduto).
• Certo, i tentativi si ripetono, ma si nota un forte calo in preparazione e attuazione, soprattutto perché sembra che la produzione sia ora locale da quando i terroristi sono stati privati dalle loro “fabbriche della morte” nel Qalamun.
• A questo punto, possiamo dire che il fallimento di molti altri tentativi terroristici è dovuto alla costante collaborazione tra le istituzioni della sicurezza e l’esercito libanese, da un lato, e i membri della società civile della resistenza e dei cittadini dall’altra. Questo più la complementarità con l’Esercito arabo siriano sull’altro lato del confine. Mentre questa collaborazione continuerà, la sicurezza del Libano non cederà, nonostante i tremori causati da qualche attacco terroristico per cercare di porre fine all’equazione libanese in vigore: “Popolo, Esercito, Resistenza”.

7. E cosa ne pensate del pericolo che la Giordania deve attendersi?
Il SIIL ha diffuso la sua mappa corrispondente in realtà all’avvertimento degli Stati Uniti a cinque Paesi, oltre a un sesto per inquinare! Tale mappa include Iraq e Quwayt, a est, Siria e Giordania, al centro, Libano e Palestina occupata ad ovest. Certo, Israele non è preoccupato dal SIIL perché l’alto comando del SIIL è statunitense e consapevole dei propri interessi. Pertanto, né il comando né il SIIL metteranno a repentaglio Israele. Il Quwayt è stato aggiunto alla mappa, poiché alcune notizie indicavano suoi tentativi di avvicinarsi a Siria e Iran dopo il “fallimento del piano”. L’avvertimento gli dice non ti muovere! La Giordania, che era nell’asse della guerra contro la Siria per tutto il periodo in cui Bandar bin Sultan operava, è riluttante. È stata avvertita (ma questa è un’altra storia. NdT). Il Libano è sulla mappa dall’inizio. Coloro che sostengono il contrario devono avere informazioni dirette dalle sale operative di statunitensi, sionisti, giordani e golfini che non abbiamo!

8. Infine, e dato lo scenario appena descritto, non temete una guerra regionale?
La guerra tradizionale in cui Israele farebbe parte, inviando i propri soldati a combattere su tutti i fronti in Libano, Golan o Iran, non è all’orizzonte. Se una tale guerra fosse possibile, Israele non avrebbe aspettato 8 anni per lanciarla!

Ayatollah Ali al-SistaniDottor Amin Hoteit, al-Bina  25/06/2014
Trascrizione e traduzione di Mouna Alno-Nakhal

Note:
[1] Mosul: sceneggiata del SIIL
[2] Hillary Clinton: abbiamo creato al-Qaida, abbiamo finanziato i mujahidin
[3] Al-Qaida e SIIL si uniscono al confine siriano-iracheno
[4] L’accordo del 17 novembre 2008 istituisce il quadro giuridico per la presenza statunitense in Iraq e la cooperazione tra i due Stati
[5] La truffa dell’accordo di sicurezza USA-Iraq
[6] Obama: ‘Notion that Syrian opposition could overthrow Assad a “fantasy”': “Non c’è opposizione siriana che possa sconfiggere al-Assad… Penso che l’idea che ci sia attualmente una forza di opposizione moderata in grado di sconfiggere al-Assad è semplicemente falsa… Abbiamo passato molto tempo cercando di lavorare con l’opposizione moderata in Siria… l’idea che potessero improvvisamente rovesciare Assad, e non solo, ma anche jihadisti spietati e altamente qualificati, se gli inviamo alcune armi, è fantasia… Penso che sia molto importante che il popolo americano, e probabilmente ancor più importante, che Washington e le agenzie di stampa lo capiscano!
[7] Crisi in Iraq: Kerry ad Irbil per colloqui sulla crisi che imperversa
[8] Kerry chiede un governo di unità nazionale in Iraq
[9] L’Iraq chiede aiuto agli USA
[10] Ancora una volta, una carneficina sventata a Beirut

Il Dottor Amin Hoteit è analista politico libanese, esperto di strategia militare e generale di brigata in pensione.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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