Lo scenario statunitense dell’abbattimento con un missile del volo MH-17 s’ispira a un caso reale della NATO

Valentin Vasilescu Reseau International 12 agosto 2014190806_800Un aereo Antonov An-24 della compagnia aerea rumena TAROM, immatricolato YR-BMJ, si schiantò a 55 miglia a sud-ovest di Bucarest, spargendo detriti per un chilometro quadrato sulla foresta di Malinoasa, presso la città di Visina, contea di Dambovita. Il volo charter operava sulla tratta Otopeni-Belgrado per trasportare sangue per i feriti della rivoluzione. Il volo era direttamente controllato dal nuovo capo della Romania, Ion Iliescu. Tutte sette le persone a bordo, sei membri dell’equipaggio e un passeggero, morirono. L’unico passeggero che ebbe il permesso di salire dalla nuova direzione della Romania, installatasi una settimana prima, era Henry Ian Perry reporter del quotidiano inglese The Sunday Times. Dopo 16 anni di indagini, nel 2006, una relazione finale del procuratore archiviò la procedura come incidente causato dal gelo, cioè formazione di ghiaccio su  ali, impennaggi e fusoliera, anche se quel giorno non c’erano condizioni di gelo. Tra le prove e le dichiarazioni dei membri della commissione d’inchiesta sull’incidente, apparve una causa completamente diversa da quella avanzata dai pubblici ministeri, stabilendo con certezza che l’aereo della TAROM fu abbattuto da “impatto con un oggetto del stabilizzatore orizzontale, probabilmente un missile superficie-aria S-75″. Il missile fu lanciato dalla 182.ma batteria missili antiaerei schierata a 4 km a sud della base aerea di Boteni, a 15 km a nord-ovest dal punto d’impatto dell’An-24. La gittata del S-75 è di 34 km. I membri della commissione d’indagine sugli incidenti aerei dell’aeronautica dimostrarono che, il 28 dicembre 1989, il volo fu autorizzato dal ministero della Difesa e l’aereo aveva lasciato la TMA (area terminal dell’aeroporto) sulla verticale TUSET, entrando nel traffico della rotta aerea UL-5. Ciò era conforme al modulo di decollo per la rotta RNAV, imposta dalle autorità aeronautiche rumene per decollare dall’aeroporto di Bucarest-Otopeni, e che figurava nel piano di volo.

B5Gli investigatori scoprirono anche che l’aereo An-24 fu avvistato sul radar della 182.ma batteria missili antiaerei dopo il decollo, raggiungendo la quota di volo di 800 m, ad una distanza di 8-10 km dalla pista dell’aeroporto Bucarest-Otopeni. Il comandante della batteria chiese al suo superiore, il comandante Ioan Suciu della guarnigione di Boteni, il permesso di lanciare il missile, perché l’aereo non compariva nel programma giornaliero militare trasmesso dal Primo Centro di comando dell’aeronautica militare.

B4Il comandante Suciu era un pilota di caccia con 20 anni di esperienza e sapeva che, volando a 250-300km/h, l’obiettivo poteva essere solo un turboelica civile che aveva raggiunto l’aerovia partendo dall’aeroporto di Bucarest-Otopeni o Bucarest-Baneasa. Il comandante Ioan Suciu quindi vietò il lancio del missile. Tuttavia, la Romania era in massima allerta e il comando della squadra operativa della difesa aerea del territorio poteva annullare l’ordine emesso dal comandante della batteria Suciu. E fu così. Il 28 dicembre del 1989, presso il Primo centro comando della difesa antiaerea territoriale, la squadra operativa di turno era la stessa del 22 dicembre 1989. Questo gruppo era responsabile della guerra radioelettronica, utilizzando il sistema automatizzato Almaz-2 che produce falsi bersagli. La squadra era responsabile della pianificazione e del coordinamento di tutti i voli militari e civili, ma anche della loro eliminazione nello spazio aereo rumeno. Il tenente colonnello Ion Magdalena, era direttore delle operazioni antiaeree della squadra. Fu l’unico di questa squadra che dal 1990 ha avuto una carriera folgorante. Ion Magdalena si diplomò nella Scuola ufficiali della difesa AA e radiolocalizzazione nella stessa classe (1968) del pilota Ioan Suciu. Nel dicembre 1989 Magdalena fu a capo dell’ufficio operazioni antiaeree. Dopo la caduta di Ceausescu, fu promosso tenente-colonnello (un anno prima del normale) il 27 dicembre 1989, e colonnello otto mesi dopo, il 15 agosto 1990, mentre il periodo minimo legale del grado di tenente-colonnello è sette anni. Nel 1990-1993 Magdalena fu a capo della Divisione difesa aerea dello Stato maggiore e nel 1993-1997 consigliere del presidente della Romania, Capo della segreteria del Consiglio Supremo della Difesa Nazionale con il grado di Generale di Brigata (una stella) dal 21 ottobre 1994, quindi con il grado di Maggiore-Generale (due stelle) dal 21 novembre 1996. Quindi dal 1989 al 1998, quando fu arrestato e degradato a soldato semplice, dopo un processo farsa, Ioan Suciu rimase comandante di una base aerea. Il comandante Ioan Suciu fu molto vicino a far fallire il piano per abbattere il volo TAROM stilato dai neoleader installatisi il 22 dicembre 1989, perciò divenne indesiderato e gli fu impedito di parlare con i metodi più abietti. Sulla base di una relazione del tutto falsa su furto e distruzione di prove prodotte da Magdalena, il presidente della Romania ordinò l’arresto e la condanna del comandante Ioan Suciu a 15 anni di carcere. E’ ancora in carcere.
L’unica spiegazione dell’attacco pianificato contro aerei civili dai militari è che fosse parte della “guerra” contro gli inesistenti terroristi, autori di omicidi efferati per terrorizzare la popolazione. Tale guerra, iniziata poche ore dopo l’arresto della coppia Ceausescu, legittimava il potere di “derivazione occidentale” che doveva garantire l’adesione della Romania alla NATO e all’UE. Nel mondo del giornalismo, i colleghi del Sunday Times di Ian Henry Perry, che ora conducono una campagna contro la Russia con la scusa dell’attacco al volo MH17, non cercarono di chiarire presso le autorità rumene le circostanze violente in cui perse la vita.

c8ZZmTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

MH17: verso la verità?

Jacques Sapir Russeurope 23 luglio 2014

7117673Mentre il tempo passa, le questioni sollevate dalla caduta del volo MH17 sono pesanti. Ora, il noto giornalista statunitense Robert Parry, l’uomo che rivelò le operazioni illegali dell’era Reagan (Iran-Contra), ha appena pubblicato sul sito della sua fondazione [1] diversi articoli importanti, accusando l’esercito ucraino [2] e un misterioso “disertore” dell’esercito [3]. Possiamo quindi tentare di riformulare tali interrogativi. Perciò, dobbiamo prima sapere di cosa si parla.

1. Cosa ha causato l’incidente?
L’ipotesi più frequentemente citata si riferisce ad un missile SA-11/17 chiamato “Buk” in Russia.  Nella versione M1 o M2 il missile ha una guida radar semi-attiva (SARH – Semi-Active Homing Radar), con una testata di 70 kg con 40/50 kg di esplosivo. L’esplosione del missile è attivata da una spoletta di prossimità. La distruzione del bersaglio è assicurata dalla combinazione di onde d’urto (più violente se più alta è la densità dell’atmosfera) e frammentazione. Va notato che se l’arma è perfettamente efficace contro un cacciabombardiere di 25-35 tonnellate, il Boeing 777 NCM delle Malaysian Airlines pesa 300 tonnellate. Per un confronto, il bombardiere strategico B-52 pesa solo 220 tonnellate, e poté essere distrutto nelle incursioni su Hanoi con missili SA-2 dalla testata di 200kg. Inoltre, questo permette di escludere il “Buk” dalla distruzione di un Antonov che volava a 6500m a 500 km/h. Infatti, questo aereo del peso di 25 tonnellate sarebbe stato completamente distrutto dal missile e il suo equipaggio ucciso. Altre fonti, soprattutto russe, riferiscono di missili aria-aria. Questi missili hanno testate da 7,5 a 60 kg. Si possono escludere i missili leggeri. É  possibile si trattasse di un AA-10 “Alamo” o R-27, il cui peso è di circa 40 kg. Questo missile è solitamente sparato in coppia. Riguardo i missili “pesanti”, l’AA-12 (R-77 in codice russo) appare come altro possibile “colpevole”. La testata del missile è paragonabile a quella del missile “Buk”. Se un missile “Buk” è all’origine del disastro, il missile è esploso probabilmente davanti o su un lato anteriore del Boeing 777. Il sistema di navigazione del missile inerziale anticipa la rotta del suo bersaglio, e mette il missile in rotta di collisione anticipandone i movimenti. Si tratta di una differenza importante dai missili a guida a raggi infrarossi, che generalmente seguono il bersaglio  colpendolo a poppa.

2. Com’è precipitato?
La massa del MH17 superava di gran lunga quella degli aerei militari contro cui i missili terra-aria e aria-aria sono progettati. Ma abbiamo già il caso del Boeing 747 coreano, distrutto nel 1983 dall’Aeronautica Militare Sovietica (IA-PVO), il famoso volo KAL007. In questo caso del 1 settembre 1983, un Boeing 747 della compagnia aerea Korean Air Lines (KAL 007) fu distrutto da uno o due (forse due) missili aria-aria R-98 con testate da 40 kg. Ma l’aereo non esplose, continuò la rotta perdendo quota per alcuni minuti (almeno 4) prima di schiantarsi. Data la massa del Boeing 777 delle Malaysia Airlines (300 t contro 370 del 747 del volo KAL007), è anche probabile che il missile non sia riuscito a far esplodere in volo l’aereo. Dal precedente del Boeing 747 della KAL, si potrebbe pensare, dato l’angolo d’impatto della spoletta di prossimità, che il danno immediato sia dovuto allo shrapnel. E’ molto probabile che questi frammenti abbiano ampiamente colpito la cabina di guida, il che spiegherebbe l’immediata perdita di contatto a terra. Altri danni sarebbero stati causati dall’onda d’urto, anche se a 10000 m è ridotta. Questi danni, oltre a quelli causati dalle schegge in cabina, potrebbero aver perforato la cellula del velivolo, spiegano la distribuzione dei resti per quindici chilometri. Ma ancora con il precedente del KAL-007, sembra che tali danni siano stati progressivi. Il velivolo poté continuare la rotta per un certo tempo prima di iniziare a cadere a pezzi. Pertanto non seguì una traiettoria parabolica, come quella di una bomba, ma una mix di rotta aerodinamica e parabolica. In base a questa interpretazione, confermatami da uno specialista in strutture per aeromobili civili, ho stimato in 30 km la distanza minima tra l’impatto del missile e il luogo dello schianto. Faccio notare che lo specialista piuttosto postulava una distanza di 40-45 km, e un calcolo fatto da un blogger russo dice almeno 30 km [4]. Questo blogger ha anche osservato gli effetti distruttivi dei frammenti, ma non sembra aver fatto il parallelo tra MH17 e KAL007 del 1983. Se MH17 è stato vittima di missili aria-aria, il danno non sarebbe molto diverso. Se i missili erano gli R-27, è possibile che il danno sia stato più ampio. Nel caso di un R-77 sparato contro l’aereo, la testata di quest’ultimo missile è molto simile a quella del “Buk“.

I6JYJ46B5432-kKpC-U10302117362303wEC-568x320@LaStampa.it3. Scenari
Il governo statunitense sostiene che un missile superficie-aria sparato dalla zona sotto il controllo degli insorti, sia responsabile del disastro. Sostiene di avere foto satellitari. La batteria missilistica sarebbe giunta dalla Russia pochi giorni prima dell’abbattimento. Ma la distanza tra il probabile punto d’impatto del missile e la frantumazione di MH17 rende l’ipotesi improbabile. Inoltre, gli operatori insorti non erano addestrati alle procedure minime per attivare il missile in un tempo così breve. Ci vogliono diverse settimane per addestrare, anche sommariamente, gli operatori. Mentre è perfettamente possibile che questi operatori siano stati brevemente addestrati in Russia, ma in un periodo di almeno 15 giorni e, probabilmente, più di 21 giorni, ponendo la data della decisione di consegnare una batteria di SA-17 agli insorti a 25 giugno, al più tardi. Non è del tutto impossibile, ma nulla nei combattimenti svoltisi al momento giustificavano l’invio di questo tipo di materiale.  Siamo di fronte a due incongruenze. Robert Parry, nel frattempo, riferisce di una fonte presso la CIA che gli avrebbe detto che il missile è stato sparato dai soldati ucraini fedeli al governo di Kiev, che sarebbero stati brilli al momento del lancio: “… La valutazione iniziale era che le truppe fossero ucraine. Così si pensò che i soldati coinvolti fossero indisciplinati e forse ubriachi, dato che l’immagine mostra ciò che sembrano bottiglie di birra sparse in tutto il sito, secondo la fonte [5]“.
Il Los Angeles Times del 22 luglio ha riportato la possibilità che “le agenzie d’intelligence degli Stati Uniti finora non abbiano potuto determinare nazionalità o identità dell’equipaggio che ha lanciato il missile. Funzionari degli Stati Uniti hanno detto che era possibile che il SA-11 sia stato lanciato da un disertore dall’esercito ucraino addestrato ad utilizzare sistemi missilistici analoghi. [6]“- In altre parole, sarebbe un “disertore” dell’esercito ucraino ad aver sparato il missile da una compagnia dell’esercito di Kiev in zona. Si noti che ciò risolverebbe la contraddizione sulla distanza tra zona dell’impatto del MH17 e zona di lancio del missile. Inoltre, vi sono voci di aerei da combattimento ucraini di scorta all’MH17, e non possiamo escludere che uno di essi l’abbia abbattuto.

4. Conclusioni provvisorie
In realtà abbiamo il governo degli Stati Uniti che sostiene di avere la prova definitiva del coinvolgimento degli insorti, che non vuole mostrare. Si è quindi in presenza di una “comunicazione politica” tipica del governo degli Stati Uniti. Ogni volta proclama o presenta delle presunte prove, ma non le produce. Colpisce il fatto che non gliele si chiedano. I media di Stati Uniti e Paesi della NATO prendono tali dichiarazioni alla lettera e non si curano di una verifica immediata. Naturalmente, in ogni caso, la risposta più probabile sarebbe che tali documenti sono riservati, non possono essere rivelati rendendo pubblici metodi ed attività di mezzi segreti.  Ricordiamo che questo fu il metodo adottato dall’esercito francese durante l’affare Dreyfus. Questa prova, in realtà, dovrebbe essere affidata ad una commissione d’inchiesta internazionale indipendente. E’ vero che la credibilità del governo degli Stati Uniti è lungi dall’essere perfetta dalle falsità pronunciate da Colin Powell alle Nazioni Unite nel 2003. È pertanto urgente che il governo degli Stati Uniti consegni le immagini e i mezzi per verificarle alla commissione d’inchiesta internazionale indipendente. Nel frattempo, è chiaro che il coinvolgimento degli insorti ucraini appare più che dubbio, e possiamo avere buone ragioni per sospettare le autorità di Kiev. La campagna di stampa contro la Russia appare così un’oscenità senza alcuna giustificazione fattuale,  che obbedisce in realtà ad obiettivi politici e geopolitici, in particolare di Stati Uniti ed alleati.

10565283Fonti:
[1] Consortium News
[2] Robert Parry, “What Did US Spy Satellites Vedere in Ucraina?” 20 Luglio 2014 .  Vedi anche blog DeDefensa
[3] Robert Parry, “Il mistero del ‘traditore’ dell’esercito ucraino“, 22 Luglio 2014
[4] Vineyard Saker, vedi pag.  8 e 9.
[5] Consortium News, p.3.
[6] Consortium News, p.3.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Kiev ha abbattuto MH17

Alessandro Lattanzio, 21/7/2014

1052530Kiev dovrebbe spiegare perché un suo caccia evoluiva nel corridoio aereo riservato ai voli civili poco prima dell’incidente del Boeing 777 delle Malaysia Airlines, ha detto il capo del comando operativo dello Stato Maggiore dell’esercito russo Tenente-Generale Andrej Kartapolov. “A che scopo questo aereo da combattimento volava nel corridoio aereo dell’aviazione civile, quasi contemporaneamente e alla stessa quota di un aereo civile? È auspicabile una risposta a questa domanda“. Secondo lui, un aereo da combattimento ucraino Su-25 era a 3-5 km dal Boeing malese poi schiantatosi. Kartapolov ha osservato che il Su-25 può distruggere bersagli aerei a 5 km di distanza. “Ci piacerebbe avere una spiegazione del perché il jet militare volava in un corridoio destinato all’aviazione civile, quasi nello stesso momento e alla stessa quota dell’aereo passeggeri. I dati mostrano che l’aereo dell’aeronautica ucraina arrivò a 3-5 km dal Boeing malese. Il jet da combattimento Su-25 può arrivare alla quota di 10 km, e può essere armato di missili aria-aria R-60 in grado di colpire un bersaglio a 12 km di distanza; a 5 km di sicuro. Ciò è confermato dal riprese video del centro di monitoraggio di Rostov. Vorremmo sapere perché l’aereo ucraino volava lungo un corridoio civile sulla stessa rotta del Boeing malese“.
MH-17-Missile-Attack-QuestionsIl Boeing cominciò a perdere velocità a 51 km dal confine con la Russia. Al momento dello schianto del MH17 un satellite statunitense stava sorvolando l’Ucraina orientale, secondo il ministero della Difesa russo, che esorta gli Stati Uniti a pubblicare le foto ed i dati acquisiti. Inoltre, il Generale Kartapolov ha dichiarato, “Abbiamo immagini satellitari dei luoghi in cui la difesa aerea ucraina era situata, nel sud-est del Paese“. Le prima immagini illustrate dal Generale, mostrano un veicolo semovente e due lanciatori dei sistemi missilistici Buk, a circa 8 km a nord-ovest dalla città di Lugansk. Un’altra immagine mostra una stazione radar presso Donetsk. Mentre una terza immagine mostra dei sistemi di difesa aerea presso Donetsk. In particolare, un sistema semovente, oltre a circa 60 unità militari e speciali. “Le immagini di questa zona sono state prese sempre il 17 luglio. Bisogna notare che il lanciamissili è assente. L’immagine n°5 mostra il sistema missilistico Buk la mattina dello stesso giorno presso  Zaroshinskoe, a 50 km a sud di Donetsk e a 8 km a sud di Shakhtjorsk. La questione da risolvere è il motivo per cui il sistema missilistico (che è ucraino) sia apparso vicino alla zona controllata dalle milizie locali poco prima della catastrofe. Le immagini scattate il 18 luglio mostrano che i sistemi missilistici avevano lasciato la zona dello schianto del MH17“. Kartapolov aveva anche sottolineato il fatto che il giorno del disastro aereo, aumentò l’attività delle stazioni radar dei sistemi missilistici Buk ucraini.
L’ex-reporter di Associated Press, Robert Parry, ha saputo  da una fonte dell’intelligence che gli Stati Uniti hanno le immagini satellitari che dimostrano che le truppe ucraine sono responsabili dell’abbattimento del Volo MH17 delle Malaysian Airlines, “Quello che mi è stato detto da una fonte, che ha fornito informazioni accurate su questioni simili in passato, è che le agenzie d’intelligence degli Stati Uniti hanno dettagliate immagini satellitari della batteria missilistica che probabilmente ha lanciato il missile fatale, ma la batteria sembra essere controllata dalle truppe governative ucraine, indossanti ciò che sembrano essere uniformi ucraine. La fonte ha detto che gli analisti della CIA non escludono la possibilità che le truppe siano in realtà ribelli ucraini orientali con uniformi simili, ma la valutazione iniziale era che le truppe fossero ucraine. C’era anche il suggerimento che i soldati coinvolti fossero indisciplinati e forse ubriachi, dato momento che le immagini mostrano ciò che sembravano essere bottiglie di birra sparse nel sito, ha detto la fonte”.
Inoltre, gli esperti audio che hanno studiato l’autenticità di una registrazione diffusa dalle autorità golpiste ucraine secondo cui i ribelli filo-russi siano responsabili del l’attacco missilistico al MH17, hanno concluso che il nastro è stato fabbricato. “Il nastro è costituito da tre pezzi, ma è stato presentato come singola registrazione audio. Tuttavia, un’analisi spettrale e del tempo dimostra che il nastro è stato ritagliato e poi assemblato. Le brevi pause del nastro sono molto indicative: il file audio conserva i ritmi che dimostrano che il dialogo è stato assemblato da vari spezzoni“.

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Fonti:
Consortium News
InfoWars
ITAR-TASS
RIAN
RussiaToday

MH17

Jacques Sapir Russeurope 19 luglio 2014

0009La distruzione del volo MH17 della Malaysian Airlines il 17 luglio, ha suscitato intense e giustificate emozioni. Rivendicazioni e accuse contrastanti hanno fatto seguito. Le informazioni a disposizione sono estremamente frammentarie. Si possono tuttavia notare alcune incongruenze nelle accuse dei governi e della stampa dei Paesi della NATO agli insorti ucraini. Una cosa sembra (ma vediamo che non è certa) acquisita, la distruzione del Boeing 777 della Malaysia Airlines è dovuta a un missile superficie-aria. È quindi necessario ricordare alcuni dati di questi missili. La gittata e l’altitudine che possono raggiungere dipende dalla potenza del combustibile del loro motore a razzo. Ma gittata e altitudine dipendono anche dalle caratteristiche del loro bersaglio. Di fronte a un aereo veloce, la gittata sarà inferiore che non rispetto a un aereo lento. Al contrario, un aereo lento ad una certa quota sarà più vulnerabile rispetto a un aereo veloce.

I. Quali armi hanno gli insorti nelle regioni orientali dell’Ucraina?
Finora gli insorti hanno usato missili portatili spalleggiabili. Questi missili derivano dai SA-7 “Strela” utilizzati dalle forze sovietiche. Si tratta del SAM SA-18 (codice NATO “Grouse“). Il missile raggiunge una velocità massima di 800 m/sec, e può intercettare un aereo che vola a 450 m/sec a 3500 m di altitudine. Ma se la velocità del velivolo è inferiore, può essere raggiunto a una quota molto più alta. Tuttavia, è impossibile che possa raggiungere un aereo in volo a 10000m e a 250 m/sec (900 km/h) come il Boeing 777 del volo MH17. Le caratteristiche di questo velivolo  richiedono un missile pesante, e uno dei “colpevoli” presunti è il sistema d’arma SAM SA-17 o il più vecchio SAM SA-11, entrambi chiamati “Buk” dai russi. Tuttavia, informazioni concordi della stampa ucraina e del sito del ministero della Difesa dell’Ucraina, affermano che gli insorti non hanno a disposizione il sistema antiaereo “Buk” (SA-17 per la NATO) [1]. Naturalmente, data la dichiarazione del ministero della Difesa risalente al 29 giugno, non è impossibile che gli insorti abbiano ottenuto o attivato questo tipo di armamenti tra il 29 giugno e il 17 luglio. Allo stesso modo, non è del tutto impossibile che l’esercito russo abbia armato le due province ribelli. Ma avrebbe subito una forte reazione internazionale, in quanto una tale mossa non sarebbe rimasta segreta, data l’entità della sorveglianza elettronica delle regioni (con gli AWACS S-3 Sentry della NATO che volano sul territorio romeno). Tuttavia, la NATO non ha detto nulla.

II. Procedure di tiro
Un punto importante riguardo ai SA-11/17 è che richiedono l’impiego di due radar. A differenza dei missili portatili come il SA-18, il puntamento non avviene con i raggi infrarossi, ma utilizza ciò che si chiama “guida radar semi-attiva”. Il missile è guidato da onde emesse dal radar del veicolo di lancio (TELAR) che perciò illumina costantemente il bersaglio. Ciò richiede anche un radar di controllo dello spazio aereo e di acquisizione del bersaglio designato. Il sistema radar d’illuminazione e puntamento è il “Kupol” (codice NATO “Snow Drift“) che opera in banda H/I. Il  radar di acquisizione e controllo è il 9S35 (codice NATO “Fire Dome“). La portata di questo radar è di 85 km. Inoltre, le batterie missilistiche sono spesso integrate in gruppi (brigate di difesa aerea) con radar di rilevamento a lunga portata (250 km). Il tiro comporta prima l’acquisizione dal “Fire Dome” e poi il radar “Snow Drift” interviene guidando il missile. I SA-11/17 sono sistemi complessi che richiedono personale assai ben addestrato.

484px-Sa-18_iglaIII. Incongruenze sul luogo dello schianto
Il luogo dell’incidente si trova tra le città di Snezhnoe e Torez. Ma l’aereo, la cui rotta era nord-ovest /sud-est, doveva trovarsi più ad ovest. Infatti, date velocità (900 km/h) e altitudine (10000 m), anche se parzialmente disintegrato, avrebbe necessariamente proseguito nella rotta. L’esplosione dello schianto a terra, mostrato su vari video, indica che una parte sostanziale del velivolo (il cui peso al decollo è 300 tonnellate) era caduto. Un semplice calcolo indica che l’aereo è stato colpito a 30 km da dove s’è schiantato. Dato il tempo di acquisizione del missile e la batteria utilizzata, significa che l’acquisizione avvenne probabilmente 50 miglia ad ovest (dalla rotta dell’aereo) dal punto d’impatto.  Si arriva a 80 km dal luogo dello schianto. Ciò implica che il radar “Fire Dome” era più ad ovest di quanto affermato da ucraini e statunitensi. E’ infatti quasi impossibile, senza rilevamento radar a lunga distanza, avviare la procedura di tiro a lunga gittata. Se il volo MH17 delle Malaysian Airlines è stato colpito da un missile di una batteria che si trovava dove dicono le fonti statunitensi ed ucraine, l’aereo si sarebbe schiantato a 20-30 km ad est del punto d’impatto. In altre parole, l’incidente non è coerente con l’ipotesi di un missile sparato da dove si afferma sia stato. Per cadere nel punto dell’incidente, se l’aereo è stato abbattuto da un missile “Buk”, doveva essere stato colpito da un missile sparato dal territorio controllato dalle forze ucraine.

IV. Precedenti
Vanno ricordati i precedenti episodi di questo tipo. Vi fu la distruzione di un Tupolev Tu-154 nel 2001 da parte delle forze ucraine [2] e la tragedia del volo KAL-007 nel 1982. Nel caso in questione, è pacifico che le forze sovietiche confusero un aereo di linea coreano con un aereo da ricognizione elettronica statunitense dalla rotta quasi identica. Quando l’aereo da ricognizione virò, fu scambiato per un aereo da rifornimento e l’aereo coreano per quello da ricognizione. L’incidente del Tupolev Tu-154 accadde sul Mar Nero, probabilmente causato da un lancio dimostrativo. Gli insorti hanno abbattuto, ai primi di gennaio, un Antonov An-26 che volava a 6500m. Ma questo aereo ha una velocità di crociera assai inferiore a quello del Boeing del volo MH17. Non supera i 500 km/h. E’ perfettamente possibile che sia stato abbattuto da un SA-18. Il fatto che i piloti siano sopravvissuti (paracadutandosi), mentre non ci sono stati sopravvissuti del volo MH17, conferma che la testata del missile che ha colpito l’Antonov era piccola, confermando indirettamente l’ipotesi del SA-18.

V. Un tiro russo?
Ora dobbiamo tornare all’ipotesi del lancio russo. Tale ipotesi implica che le unità della difesa aerea della Russia operano a favore degli insorti. Possibile, ma politicamente e militarmente inconsistente. Gli insorti hanno subito attacchi aerei a bassa quota (elicotteri e aerei d’assalto Su-25) e soprattutto dall’artiglieria ucraina che non esita a bombardare i civili. Se la Russia voleva aiutare gli insorti, avrebbe fornito mezzi controbatteria (artiglieria) o da difesa aerea di punto (come il sistema “Tunguska“). Non possiamo escludere questa ipotesi, ma è assai improbabile.

VI. Un tiro ucraino?
E’ stato detto che se l’aereo è stato abbattuto da un missile (cosa non ancora pienamente acquisita), è probabile che il missile sia stato sparato dagli ucraini. Ma ci si può chiedere perché l’esercito ucraino avrebbe schierato questo tipo di sistema d’arma, non avendo gli insorti un’aviazione. Ma si deve ricordare che l’artiglieria ucraina ha colpito una città al confine russo, all’inizio di luglio, e che il governo russo ha minacciato l’Ucraina di attacchi mirati. Questi attacchi avrebbero preso di mira l’artiglieria ucraina, oggi principale minaccia per gli insorti. E’ logico che l’esercito ucraino abbia schierato mezzi antiaerei. Considerato quanto sopra, si può dubitare del fatto che l’esercito ucraino possa aver confuso il volo MH17 con un aereo militare russo, proveniente dalla Bielorussa per  cercare di colpire al tergo le forze schierate contro i ribelli. È certamente un’ipotesi, ma sarebbe coerente con l’incidente.

sa-11_gadfly_anti-aircraft_missile_to_armoured_tracked_vehicle_640_001[1] Pravda e Mil
[2] Telegraph

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Kiev, MH17 e Buk

Alessandro Lattanzio, 18/7/2014
BsxSPg9IIAA6IKyL’esercito ucraino aveva schierato nella regione di Donetsk 27 sistemi missilistici superficie-aria Buk, che possono abbattere aviogetti in volo ad alta quota. “Secondo le informazioni del ministero della Difesa russo, le unità ucraine situate nel luogo dell’incidente sono dotate di sistemi missilistici antiaerei Buk-M1… Questi complessi possono rilevare bersagli aerei fino a 160 km e colpirli fino ad oltre 30 chilometri“. L’aereo delle Malaysia Airlines, in rotta da Amsterdam a Kuala Lumpur, s’è schiantato presso Torez, nell’Ucraina orientale, non lontano dal confine con la Russia. Il Buk è un sistema missilistico antiaereo a medio raggio semovente che può colpire obiettivi a una quota di 11000-25000 metri. Una fonte dell’agenzia federale del traffico aereo russa Rosaviatsia ha dichiarato che tre giorni prima il Consiglio di Sicurezza Nazionale e Difesa dell’Ucraina aveva chiuso lo spazio aereo dell’Ucraina orientale per la cosiddetta “operazione antiterrorismo” nella regione. Inoltre, un rappresentante della Repubblica Popolare del Donetsk aveva dichiarato che gli aerei civili non potevano sorvolare le regioni di Donetsk e Lugansk, aggiungendo che le apparecchiature per il controllo del traffico e la navigazione aerea locali erano danneggiati. “La direzione di tutti i voli passeggeri è condotta da Kiev. Come questo aereo sia finito qui non è chiaro“.
Le accuse contro la Repubblica Popolare di Donetsk vengono respinte, “Semplicemente non abbiamo questi sistemi di difesa aerea. I nostri sistemi di difesa antiaerea portatili hanno una gittata di 3000 – 4000 metri”, spiega Sergej Kavtaradze, rappresentante del primo ministro della Repubblica Popolare del Donetsk. Il Primo ministro della Repubblica Popolare di Donetsk, Aleksandr Borodaj, ha dichiarato che l’aereo malese è stato abbattuto da un complesso antiaereo Buk, “Non abbiamo armi in grado di abbattere un aereo in volo a 10 km di quota. Se si tratta di un aereo di linea, non abbiamo nulla a che farci”. Il funzionario ha anche detto che Kiev aveva chiuso lo spazio aereo su Donetsk ai voli commerciali, l’8 luglio, a causa dei combattimenti. L’analista della Difesa di IHS Jane, Nick de Larrinaga, è convinto che le forze di autodifesa non abbiano la capacità di abbattere l’aereo malese. “Alla normale quota di crociera, l’aereo passeggeri sarebbe fuori dalla portata dei sistemi portatili antiaerei che proliferano tra i ribelli nell’est ucraino“. Sembra improbabile che le forze di autodifesa possano aver usato i sistemi missilistici superficie-aria Buk per abbattere l’aereo malese, afferma il brigadier-generale Kevin Ryan, direttore del programma difesa e intelligence del Centro Belfer per la Scienza e le Relazioni Internazionali, “Ci vuole molto addestramento e coordinamento nel tiro per colpire qualcosa. Non è il tipo di arma che un paio di tizi possono tirar fuori dal garage e usare“.
Tra l’altro, nella zona di guerra, al momento della caduta dell’aereo malese, erano presenti almeno due battaglioni ucraini dotati del nuovo Buk-M1, appena giunti da Khmelnitskij, smentendo la dichiarazione resa dal comando ucraino, secondo cui non c’erano tali sistemi di difesa aerea nella regione. Infatti, all’inizio di questa settimana, la giunta golpista a Kiev accusava la Russia di violare lo spazio aereo ucraino e anche di condurre attacchi aerei dal territorio russo, allertando così le difese antiaeree ucraine ed inviando nel Donetsk i sistemi SAM Buk. Secondo le istruzioni, arrivando su nuove posizioni, l’unità dovrebbe essere già pienamente operativa, perciò oltre a preparare il terreno e constatare le condizioni del materiale, ci si deve cautelare riguardo al traffico aereo civile, in caso di test di tiro. Non va escluso che le condizioni delle forze ucraine siano tali che si siano semplicemente dimenticate quest’ultima fase dei preparativi, prima di rendere pienamente operative le batterie dei SAM. Secondo ITAR-TASS le “apparecchiature radio russe, il 17 luglio, rilevarono le attività del radar 9S18 associato alle batterie SAM Buk-M1, di stanza presso il villaggio Stila, a 30 km a sud di Donetsk. Il lancio di missili potrebbe essere stato effettuato anche dalle batterie presso il villaggio Avdivka, a 8 km a nord di Donetsk, o da Grushko-Zarjanskoe, a 25 km ad est di Donetsk“. Il ministero della Difesa russo, come rilevato, osservava che le dichiarazioni di Kiev, secondo cui il 17 luglio non erano attivi né i sistemi antiaerei né gli aeromobili delle forze armate ucraine, sollevano seri dubbi.

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640x480Il Boeing 777 malese è stato portato a sorvolare il territorio del Donetsk deviandone la rotta. Si ricordi che il Boeing del volo MH17 seguiva le istruzioni dei centri di traffico del volo ucraini di Kiev e Dnepropetrovsk. Il Boeing, a quanto pare, era accompagnato da due velivoli dell’aeronautica ucraina, secondo testimoni di Debalcevo, che osservarono anche 3 esplosioni in aria.

Infine, si noti come la rotta del Boeing 777 del Volo MH17 sia cambiata tra il 16 luglio e il 17 luglio, giorno dell’incidente:

51077_original50624_original51514_originalRiferimenti:
Colonel Cassad
Colonel Cassad
Colonel Cassad
Colonel Cassad
Flight Aware
RIAN
RussiaToday
RussiaToday
RussiaToday
Shurigin
Signor Antonio

140563000

Il missile portatile russo “Verba” viene utilizzato in Ucraina?

Valentin Vasilescu Reseau International 21 giugno 2014
600Dmitrij Timchuk, direttore del centro di ricerca politico-militare di Kiev ha lanciato l’ipotesi infondata che l’aereo ucraino An-30B, abbattuto il 6 giugno a Slavjansk, sarebbe stato vittima dei federalisti equipaggiati con il nuovo sistema missilistico portatile “Verba“. Si noti che l’aereo da ricognizione ucraino An-30B volava a 430 km/h ad una quota massima di 7300 m. La sua posizione richiedeva che il tiratore federalista avesse un puntatore in scala 1:3000, ottenuta con una fotocamera ad alta risoluzione (810×785 millimetri) al di sotto della quota di 4000 metri. Pertanto, l’An-30B potrebbe essere stato abbattuto da un sistema esistente nell’arsenale dell’esercito ucraino catturato dai federalisti. Secondo telegraph.co.uk, citando funzionari di Kiev, “i terroristi con cinismo e tradimento hanno abbattuto con una mitragliatrice di grosso calibro”, nella notte del 13 giugno, un altro velivolo da trasporto militare ucraino, un Iljushin Il-76 in avvicinamento e in fase d’atterraggio nell’aeroporto di Lugansk. Una portavoce del dipartimento di Stato USA, Marie Harf, ha anche accusato i ribelli federalisti dell’Ucraina orientale di essere equipaggiati di carri armati e lanciarazzi russi, senza mostrare alcuna prova. Al contrario, il dipartimento di Stato degli Stati Uniti è sordo e cieco davanti le prove dei soldati ucraini che usano armi di distruzione di massa, come munizioni al fosforo bianco, contro i civili nella città di Slavjansk. Cosa vietata dalla Convenzione di Ginevra. Tutto ciò maschera l’incapacità dell’aeronautica militare ucraina nel condurre missioni ottimali con  l’An-30B e di aver un dispositivo di sufficiente sicurezza presso l’aeroporto di Lugansk, permettendo ai federalisti di posizionarsi in silenzio e aspettare l’Il-76 avvicinarsi alla pista di atterraggio per abbatterlo. Come nelle forze di terra dell’esercito ucraino, la deprofessionalizzazione dell’aeronautica va messa sul conto della politica del Pentagono. Il Pentagono ha imposto la rimozione di 41000 ufficiali e sottufficiali dell’esercito ucraino, nel 2005-2014, fornendo involontariamente un grande nucleo composto di soldati addestrati e motivati, pronti a servire la causa della federalizzazione dell’Ucraina. Questi battaglioni di auto-difesa di Donetsk e Lugansk, formati principalmente da ufficiali della riserva, sembrano essere ben al di sopra del livello addestrativo dell’attuale esercito ucraino.
Il grosso problema dell’aeronautica ucraina sono le sue dotazioni di bombe a gravità. In caso di bombardamento a quote superiori ai 5000 m, la precisione è molto scarsa. Le bombe dell’aeronautica ucraina seguono un’ellisse di dispersione determinata dalla normale legge  gaussiana, distribuzione della densità che include anche le proprie truppe di terra in contatto diretto con i federalisti. Questo è il motivo per cui i PRND (razzi non guidati) vengono utilizzati; la gittata massima dei razzi non guidati è di 3-4 km. Poiché il lancio di tale tipo di arma avviene in picchiata  ad un angolo di 20-40 gradi, la quota d’attacco non deve superare i 3600 m e la cabrata i 1500-2000 m, esponendo a grande vulnerabilità i velivoli Su-25 e MiG-29, utilizzati dall’esercito ucraino per le missioni di attacco al suolo, ad ogni tipo di missile portatile esistente. Ciò porta al sistema portatile russo Verba, ovvero il sistema 9K333 Verba presente alle esercitazioni militari russe di Kaliningrad. Il sistema è entrato in produzione di serie nel 2012 quando la KBM Kolomna decise di sostituire i vecchi sistemi Strela-2/3 e Igla-1/2, incrementando le prestazioni di oltre il 30% rispetto ai vecchi sistemi. Il raggio d’azione minimo del missile Verba è 6400 m, con una quota pratica è 4500-5000 m e una velocità di 500 m/s. I sensori di puntamento del missile operano contemporaneamente su tre bande dello spettro visibile e dell’infrarosso, e sono gli unici al mondo insensibili agli inganni termici avviati dai velivoli presi di mira. I Verba che equipaggiano le subunità della Difesa aerea proteggono le unità delle divisioni d’assalto aviotrasportate dell’esercito russo. Ogni gruppo della Difesa aerea equipaggiato con i sistema missilistico portatile Verba ha un sistema di controllo automatico dello spazio aereo (ACS) montato su veicoli blindati dei paracadutisti. L’ACS ha un piccolo radar in banda millimetrica che può rilevare bersagli aerei a una distanza di 30 km, ed apparecchiature di guerra radio-elettronica utilizzate dai radar di ricerca. Il radar di ricerca rileva le emissioni radar degli aerei a distanze di oltre 50 km, cioè prima che gli obiettivi appaiano sul radar. Ogni ACS invia le informazioni sulla situazione aerea ai gruppi subordinati dotati di missili portatili Verba, utilizzando frequenze criptate. 30-60 secondi prima dell’apparizione del bersaglio aereo nel campo visivo, il tiratore riceve dall’ACS il tempo approssimativo di arrivo del bersaglio, coordinate, quota di volo e tipo di aeromobile. Quando il velivolo appare, il tiratore punta sul bersaglio e avvia il lancio dei missili, il tutto in 3-8 secondi. Ricaricare il lanciamissili portatile richiede 10-20 secondi, consentendo il lancio a ripetizione contro i velivoli nemici.
I sistemi Verba sono accoppiati ai complessi automatizzati di rilevamento, controllo e disturbo elettronico Barnaul-T dei reggimenti aeroportati russi, che utilizzano la rete satellitare GLONASS oltre a cannoni da 30 mm e missili antiaerei Bagulnik montati sui veicoli corazzati. I missili Bagulnik hanno una gittata di 10 km e sostituiscono i famosi sistemi Strela-10. Il Barnaul-T, che neutralizza per disturbo i radar degli aerei nemici, presto riceverà generatori d’interferenza laser, per disturbare missili e bombe a guida laser lanciati dai velivoli nemici.

0_c0fde_498b75fa_XLTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’antimissile non funziona, e allora?

Dedefensa 20 giugno 2014
2020570235Sappiamo che il programma Missile Ballistic Defense (BMD) è una delle pietre angolari della “dottrina” USA sul cosiddetto “dominio nucleare”, permettendo agli “strateghi” di considerare un “primo colpo” nucleare. (Sappiamo che tale “dottrina” astratta, dall’abbondanza di citazioni, resta in molte menti fantasiose che prendono in considerazione l’attivazione operativa per salvare la civiltà. La Russia sarebbe, nelle attuali circostanze, una ben nota minaccia alla civiltà in via d’insediamento a Kiev, obiettivo che s’avvantaggerà dell’operatività di tale “concetto” strategico, assai sussurrato ai vertici, come si nota il 9 giugno 2014). Questo… è il momento scelto da David William, sul Los Angeles Times del 16 giugno 2014, per pubblicare un grosso articolo sul programma BMD concludendo semplicemente che non funziona, ma fa lo stesso. (Si noti che il programma è stato rinominato da MDB a GMD, Ground-Missile Defense, riferendosi al complesso terrestre costitutivo della dimensione strategica fondamentale del programma. Alcuni “buchi”, nella narrazione sul programma, vengono occlusi dalle unità navali del sistema AEGIS, la cui efficacia è ovviamente discutibile (23 aprile 2014). Il BMD/GMD iniziò ad essere operativo nel 2004, ma chiaramente non lo è. Nelle ultime otto prove dal 2008, in condizioni idilliache ed irreali dato che l’obiettivo è noto per via della rotta preordinata, ecc., cinque hanno fallito. Sembra che il BMD/GMD non possa fare ciò che Guglielmo Tell fece a una mela sulla testa del figlio con la freccia della sua balestra. Appare che il BMD/GMD venga trattato esattamente come il JSF: lo si produce, lo si mette in servizio, si suggerisce o si fa pensare che funzioni, quando poi nei programmi di prova e sperimentazione si scopre che non funziona, si continua o si passa ad altro. Una formula collaudata.
Una sintesi dell’articolo di William cui pensiamo di poter aggiungere la Russia tra gli “Stati canaglia”… “Il sistema di Difesa antimissile terrestre, GMD, dovrebbe proteggere gli statunitensi dall’agghiacciante nuova minaccia di “Stati canaglia” come la Corea democratica ed Iran. Ma un decennio dopo esser stato dichiarato operativo e 40 miliardi di dollari spesi, lo scudo missilistico non sembra affidabile, neanche in test scrupolosamente adattati, assai meno impegnativi di un attacco reale, scopre un’indagine del Los Angeles Times. La Missile Defense Agency ha condotto 16 test sulla capacità del sistema d’intercettare una finta testata nemica, fallendo otto volte, come documenti governativi dimostrano. Nonostante anni di ritocchi e promesse di risolverne le carenze tecniche, le prestazioni del sistema sono peggiorate e non migliorate dai primi test nel 1999. Degli otto test tenutesi dopo che il GMD è diventato operativo nel 2004, cinque sono falliti. L’ultimo successo fu il 5 dicembre 2008. Un altro test è previsto a Vandenberg, sulla costa della Santa Barbara County, a fine mese. Il sistema GMD è stato recuperato dopo che il presidente George W. Bush nel 2002 ordinò uno sforzo incisivo per schierare “una prima linea di difese missilistiche”. L’implementazione frettolosa ne compromise l’efficacia in diversi aspetti. “Il sistema non è affidabile”, ha detto un alto ufficiale da poco in pensione, che ha prestato servizio con i presidenti Obama e Bush. “Abbiamo preso un sistema ancora in fase di sviluppo, un prototipo, ed è stato dichiarato ‘operativo’ per ragioni politiche. A quel punto non si poteva sostenere più che lo si doveva ancora sviluppare e cambiare. Si doveva costruirlo”. Dean A. Wilkening, fisico del Lawrence Livermore National Laboratory di Livermore, in California, ha dato una valutazione analoga. Wilkening lavorò presso la commissione della National Academy of Sciences che nel 2011 pubblicò un rapporto sulla difesa missilistica. Il GMD resta un “prototipo che opera peggio di quanto si sperasse”, ha detto in una conferenza il 28 maggio a Washington DC: “Se si ha intenzione di definire tale sistema operativo, non si dovrebbe esser sorpresi dal fatto che tende a fallire oltre il dovuto”. In una conferenza di questo mese, Wilkening ha definito le prove del sistema “abissali””.
Il giornalista William del Los Angeles Times, conclude il suo immenso articolo con queste osservazioni (a febbraio) di Frank Kendall III, sottosegretario alla Difesa per l’acquisizione e la tecnologia, presentate disertando la narrativa ufficiale sulle sublimi prestazioni del sistema: “Riconosciamo i problemi che abbiamo avuto con tutti gli intercettori in  campo. Le causa principale è il desiderio di mettere in campo tali cose subito e a basso costo… Vediamo tanta pessima progettazione francamente, e ciò per la fretta“. Pertanto, il programma BMD/GMD non funziona… E quindi? Paul Craig Roberts osserva giustamente (il 18 giugno 2014), che in questo universo “immateriale” l’importante è crederci, perché la narrazione è il trucco. Il resto segue, anche l’Apocalisse. “La Russia ha visto gli Stati Uniti ritirarsi dal trattato ABM e sviluppare uno scudo per le “guerre stellari”. (Che non funzioni è irrilevante, l’obiettivo è convincere politici ed opinione pubblica che gli statunitensi sono al sicuro)”.

lockheed martin
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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