La NATO intensifica le attività contro la Russia

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 27/03/2014

maxresdefaultLa NATO calcola le mosse per intensificare la pressione diplomatica e armare le sue minacce verbali mentre si prepara a provocare un’ulteriore escalation delle relazioni con la Russia. Alcuni aspetti ricevono poca attenzione o sono oscurati al pubblico nel vortice degli eventi legati a Crimea e Ucraina. Nel suo intervento alla Brookings Institution di Washington, il segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha detto che la posizione della Russia sull’Ucraina può influenzare le prospettive sul controllo delle armi nucleari in Europa, che hanno già affrontato sfide politiche. Come ha sottolineato, “Certo che non si può escludere che gli eventi cui abbiamo assistito in Crimea avranno anche un impatto sul modo di pensare il controllo degli armamenti, comprese le politiche nucleari”. Il capo dell’alleanza non specificava se si riferisse a potenziali variazioni nelle posizioni della NATO o della Russia sul possibile ritiro delle armi nucleari tattiche in Europa, o a entrambe. Un’inversione su tagli alla difesa è probabile sia l’argomento principale del vertice NATO, come ha detto il ministro degli Esteri inglese William Hague a Sky News all’inizio del mese. Secondo notizie, un funzionario occidentale anonimo ma ben piazzato ha detto, “la NATO avrà un serio ripensamento su ciò che l’articolo 5 significhi veramente”, aggiungendo, “le nazioni occidentali hanno minimizzato la prospettiva di dover rafforzare i nostri alleati orientali. In un sol colpo, tutto è cambiato”.

Gli USA chiedono maggiore durezza
Il 3 marzo, il Pentagono ha annunciato che esercitazioni, incontri bilaterali, visite e conferenze di pianificazione con la Russia sono sospesi. Un crescente gruppo bipartisan di parlamentari, tra cui i senatori Dick Durbin (D-Ill.) e Kelly Ayotte (R-N.H.), ha ripetutamente chiesto agli Stati Uniti d’inviare aiuti militari all’Ucraina. I due hanno quasi chiesto l’invio di truppe USA a “Face the Nation” della CBS. “E’ importante prendere azioni per scoraggiare ulteriormente l’aggressione russa contro il popolo ucraino”, ha osservato Ayotte. “Potremmo inviare altre apparecchiature di comunicazione e assistenza tecnologica. Ci sono cose che potremmo fare senza coinvolgere i nostri soldati sul terreno”. Durbin ha incoraggiato il Congresso a prendere in considerazione l’invio di armi. “Si possono inviare armi leggere”, ha detto. La Casa Bianca intanto non esclude l’invio di aiuti militari all’Ucraina. Il viceconsigliere per la Sicurezza Nazionale Tony Blinken ha detto che l’amministrazione Obama avrebbe preso in considerazione “ogni richiesta che riceviamo dagli ucraini”. “Quello che vediamo ogni giorno è una Russia sempre più isolata e la sua economia colpita gravemente”, ha detto Blinken alla CNN il 23 marzo. “Questo richiede una rivalutazione completa di come avvicinare la Russia”, ha detto Fiona Hill della Brookings, un’ex-agente dell’intelligence nazionale statunitense dedita alla Russia. “Putin ha chiarito che intende riaffermare la sfera d’influenza della Russia… Non abbiamo una strategia per affrontarlo”.

Attività militari intensificate
La NATO dovrebbe rispondere con l’invio di altre forze militari statunitensi nell’Europa centrale e orientale, stimolando la spesa per la difesa dai Paesi europei. Anche se gli Stati Uniti hanno annullato Atlas Vision 2014, che avrebbe dovuto svolgersi a luglio nella città russa nord-orientale di Cheljabinsk, il Pentagono dice che andrà avanti con i piani per un’esercitazione militare multinazionale questa estate in Ucraina. Come Stars and Stripes riporta, “Il fatto che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno scelto di portare avanti l’esercitazione in Ucraina, mentre annulla quella in Russia, dimostra il sostegno occidentale a Kiev nel suo confronto con Mosca”. A luglio l’esercito statunitense prenderà parte a Rapid Trident 2014, esercitazione per coordinare le operazioni congiunte tra le forze armate partner in Ucraina occidentale, vicino al confine polacco. Il post di Adam Rippon è conciso ma riflette la sostanza della questione, “Ci hai messo tanto, Ucraina, a chiedermelo, e mi batterò per l’Ucraina contro la Russia! Con amore dall’Irlanda!” Questo è solo uno dei tanti commenti postati sulla pagina facebook dell’esercitazione che riflette il pensiero degli aspiranti all’evento. Rapid Trident si terrà a Leopoli, vicino al confine polacco. “Promuoverà la stabilità e la sicurezza regionale, rafforzando la capacità del partenariato, stimolando la fiducia, migliorando l’interoperabilità tra USAREUR, le forze di terra di Ucraina e di altre nazioni (NATO e alleati)”, dice il sito USAEUR. La pagina facebook informa che, “le esercitazioni lo scorso anno videro più di 800 pezzi di artiglieria e circa 170 veicoli da combattimento… Inoltre, 4 elicotteri Mi-8, un aereo da trasporto militare An-26 delle Forze Armate dell’Ucraina e un aereo da trasporto C-160 tedesco furono coinvolti nelle operazioni per l’evacuazione dei feriti dal campo di battaglia”. Sullo sfondo degli eventi ucraini, ci potranno essere nuovi elementi nello scenario previsto. Ad esempio, il Pentagono ha rifiutato di fornire informazioni sul numero di forze USA che dovrebbero partecipare alle manovre. Oltre alle truppe statunitensi e inglesi, Rapid Trident 2014 comprenderà unità di Armenia, Azerbaijan, Bulgaria, Canada, Georgia, Germania, Moldavia, Polonia, Romania e Ucraina. Nel commentare l’evento Stars and Stripes ha scritto, “Il governo statunitense non ha promesso armi o intelligence al governo ucraino, ma potrebbe ripensarci se la situazione s’aggrava”. I quattro F-15C Eagles statunitensi schierati nella base lituana saranno affiancati da altri sei F-15 di Lakenheath in Inghilterra. Il 17 marzo, il Regno Unito ha annunciato che aerei Typhoon si uniranno alla missione di polizia. Il contingente statunitense nei Paesi baltici ha più che raddoppiato il numero di aerei da guerra statunitensi che attualmente pattugliano i cieli delle repubbliche ex-sovietiche di Lituania, Estonia e Lettonia. La NATO ritiene che con tale maggiore presenza s’intende istituire una forza di risposta rapida per contrastare eventuali minacce del Cremlino, come l’invio di bombardieri presso basi vicine allo spazio aereo del Baltico.
Il 5 marzo il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto al Congresso che gli Stati Uniti, separatamente, aumenteranno i voli di addestramento negli Stati Uniti con l’esercito polacco. Tre C-130 e circa 100 effettivi di Ramstein dovrebbero arrivare ai primi di aprile, ma date le osservazioni di Hagel, ciò potrebbe cambiare. Saranno schierati nella base aerea di Powidz in Polonia. “Penso che sia chiaro… che gli eventi della scorsa settimana sottolineano la necessità per gli USA del costante impegno globale e della leadership”, ha detto Hagel al Comitato dei Servizi Armati del Senato. E pochi giorni fa, la NATO ha annunciato che gli E-3 AWACS da sorveglianza decolleranno dalle basi in Inghilterra e Germania per pattugliare Polonia e Romania, tenendo d’occhio l’attività nella vicina Ucraina. Il 14 marzo quattro membri della NATO dell’Europa centrale hanno firmato un patto militare a Visegrad, per coordinare la pianificazione della Difesa e creare un’unità di combattimento congiunta che operi sotto l’egida della NATO e dell’Unione europea, in risposta alla crisi in Ucraina. L’organo comune sarebbe composto da 3000 soldati forniti dai quattro Paesi. L’accordo firmato dai ministri della Difesa dei quattro Paesi include esercitazioni militari congiunte e coordinamento delle spese per la Difesa. Secondo il ministro della Difesa polacco Tomasz Siemoniak, l’unità da combattimento “V4-UE” sarà pronta a partecipare alle operazioni della NATO o dell’Unione europea entro il 2016, tuttavia ha aggiunto che la cooperazione militare V4 è “unica” nell’alleanza militare NATO”. Il ministro degli Esteri ungherese Janos Martonyi ha detto il 13 marzo che i membri V4 sono particolarmente “vulnerabili” alla situazione ucraina, e che venendo colpiti dalle sanzioni dell’UE contro la Russia, s’attendono “solidarietà” dagli altri Stati membri dell’UE. Varsavia, da parte sua, si concentra sulla promozione delle sue capacità antimissile nazionali. I vertici polacchi hanno avuto colloqui con il consorzio degli armamenti a guida USA responsabile del Medium Extended Air Defense System, ha riferito il Syracuse Post-Standard. La Polonia valuta il sistema di difesa missilistica a medio raggio MEADS e altre tre tecnologie rivali, per un possibile contratto da 5 miliardi di dollari per migliorare le capacità della difesa missilistica dell’ex-Stato satellite sovietico. Non c’era molto di nuovo nella descrizione del lieve incremento del dispiegamento di forze militari. I recenti spostamenti di velivoli F-16 e F-15 in Polonia per partecipare ad una missione di pattugliamento aereo della NATO sono solo temporanei, e saranno sostituiti da forze di altre nazioni quando Washington ritirerà i suoi equipaggiamenti, ha riferito il New York Times.

Una forza militare russa pronta al combattimento con cui fare i conti
La Russia adotta le risposte. La Bielorussia riceve altri aerei da guerra russi. Il ministero della Difesa questo fine settimana ha annunciato che aerei di primo allarme A-50 sono stati riassegnati alla base aerea di Baranovichi in Bielorussia. Questi aerei-radar sono fondamentali per la gestione dello spazio aereo durante i combattimenti, coordinando le missioni aria-aria e aria-terra di 10 aerei  alla volta. La scorsa settimana, l’aeronautica russa ha inviato in Bielorussia sei caccia Su-27 costruiti per contrastare gli F-15 degli Stati Uniti. Sono altamente manovrabili, ma possono anche svolgere missioni di supporto aereo contro obiettivi a terra. Unità russe in Bielorussia hanno appena condotto “esercitazioni tattiche” con i nuovi aerei da guerra. Entro la fine dell’anno ci sarà un intero reggimento di 24 Su-27 in Bielorussia. I nuovi sistemi a lungo raggio di Difesa aerea con capacità di difesa missilistica S-400 (Trjumf) sono stati recentemente installati nelle aree suburbane di Mosca di Zvenigorod, Elektrostal e Dmitrov. La nuova arma può colpire aerei, velivoli senza pilota e missili balistici a una distanza di 400 km. I sistemi sono protetti dal sistema di difesa aerea a breve-medio raggio Pantsir-S1 su ruote gommate, cingolati o stazionarie con 2-3 operatori. Si compone di cannoni antiaerei a tiro rapido e missili superficie-aria con un sistema di puntamento radar ed ottico e guida via radio-comando che può monitorare 36 obiettivi alla volta. Gli S-500 (55R6M “Trjumfator-M”) entreranno nell’arsenale delle forze armate a breve. L’S-500 è un sistema missilistico superficie-aria di nuova generazione (non un aggiornamento), progettato per intercettare i missili balistici intercontinentali e per la difesa contro gli Airborne Early Warning e i sistemi di controllo e disturbo. Con una gittata di 600 km l’S-500 potrà rilevare e inseguire contemporaneamente fino a 10 bersagli balistici supersonici che volano a 5 km/s alla quota di 400 km. Questo sistema di difesa missilistico può colpire testate strategiche in volo. Il Ministero della Difesa della Russia ha stanziato 55 miliardi di dollari per la Difesa migliorando notevolmente la capacità delle difesa aerea, e introducendo nelle forze armate nuovi caccia Su-35 ed SSBN.
Gli eventi mondiali recenti, tra cui la situazione interna della Russia, testimoniano il fatto che nessuno si preoccupa dei deboli. Di regola le norme del diritto internazionale e morali sono dimenticati dai forti. Ad esempio, la Jugoslavia era un Paese con un’economia di mercato che non rappresentava alcuna minaccia per l’occidente. Fu bombardata e divisa, mentre il mondo intero guardava. L’atteggiamento nei confronti della Russia è evidente. Non appena ha posto il veto alla risoluzione che vietava il diritto all’autodeterminazione della Crimea, indicato nella Carta delle Nazioni Unite, l’ambasciatore russo Vitalij Churkin Nazioni Unite è stato letteralmente aggredito dalla collega statunitense Samantha Power che, essendo eccessivamente emotiva, gli si avvicinò per dire che la Russia aveva perso e non vinto la guerra fredda. Nessuno considera un perdente da pari. In realtà la Russia non ha mai perso la Guerra Fredda, ma piuttosto vi ha posto fine. Continua ad essere una grande potenza con proprie politiche interna ed estera, attuate senza badare ai cosiddetti “vincitori”. Per evitare qualsiasi tentazione nel testare la forza di volontà della Russia nel difendere la propria indipendenza, rafforza il suo potenziale militare, soprattutto la difesa aerea. Rafforzare le capacità difensive è il modo migliore per dare agli altri una visione realistica del mondo e della sua realtà.

75070La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La crisi ucraina vista dalla Cina

Valentin Vasilescu Reseau International 19 marzo 2014

9highres_00000401419611Il progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, elaborato dagli Stati Uniti, sul referendum in Crimea è stato respinto con veto russo. La Cina, uno dei cinque membri permanenti non ha votato come la Russia, ma si è astenuta. La Crisi ucraina ha creato una frattura nel rapporto tra le due maggiori potenze mondiali? La cooperazione nella produzione della Difesa tra l’Ucraina e la Cina è forte e durevole. Nei primi anni dell’indipendenza, l’Ucraina ha venduto ai cinesi uno dei prototipi del Sukhoj Su-33, versione imbarcata del Su-27, e contribuito a copiarlo con il nome di J-15. Questo velivolo è già in servizio sulla portaerei cinese Varjag (classe Admiral Kuznetsov), acquistata dall’Ucraina nel 1998. Durante la progettazione del nuovo velivolo da trasporto pesante Y-20, i cinesi hanno anche beneficiato dell’esperienza della celebre società ucraina Antonov. Sappiamo che la marina cinese ha ordinato quattro hovercraft d’assalto anfibio classe Zubr, i primi due sono già stati costruiti in Ucraina e consegnati alla Cina. La costruzione degli altri due avverrà nei cantieri cinesi con parti ucraine e sotto la supervisione ucraina. L’hovercraft è il più grande al mondo ed è può sbarcare su una spiaggia tre carri armati, 10 veicoli APC, MLT o 500 fanti di marina.
L’astensione sulla Crimea permette flessibilità alla Cina. In primo luogo, garantisce che gli ucraini continuino a lavorare con essa, almeno sui progetti delle navi classe Zubr. D’altra parte, la Cina non si opporrebbe a una decisione degli Stati Uniti e dei suoi alleati europei d’intervenire militarmente a favore dell’Ucraina, o di armare gli ucraini con armi di nuova generazione, direttamente o con intermediari, come i ribelli islamici in Siria. Perché così la Cina ha mano libera per intervenire militarmente nel Sud-Est asiatico, citando il precedente ucraino. Le attrezzature militari acquistate dall’Ucraina sono di vitale importanza per la Cina, un Paese che alla fine di quest’anno sarà la prima economia mondiale e che cerca il pretesto opportuno per ridurre la leadership militare degli Stati Uniti nel Pacifico occidentale. Ciò può essere fatto solo rompendo il blocco imposto dagli Stati Uniti con i suoi alleati nella regione, assumendo così il controllo delle rotte marittime che permettano il libero accesso della Cina agli oceani Indiano e Pacifico. La direzione strategica principale per garantire l’accesso della Cina all’oceano Pacifico è il controllo delle rotte marittime nell’area tra l’arcipelago giapponese di Okinawa (Ryukyu) e Taiwan. Le isole Senkaku, sono situate tra Miyako Island e Taiwan, e sono costituite da otto isole appartenenti al Giappone, reclamate di recente in modo più aggressivo dalla Cina. I cinesi hanno ampliato la loro area di azione nel Mar Cinese Orientale, tra Giappone e Taiwan, sulle isole Senkaku (giapponesi) creando una zona di sorveglianza marittima e aerea con l’aiuto di 78 droni da media ed alta quota.
Con l’arcipelago Senkaku, tra gli obiettivi della Cina vi è anche Taiwan, alleato chiave degli Stati Uniti nella regione, abitata da cinesi e appartenente alla Cina fino alla seconda guerra mondiale.

Valentin Vasilescu, pilota ed ex-vicecomandante della base militare presso l’aeroporto di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest nel 1992

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia studia il nuovo caccia MiG-41

mig_41s_by_abiator-d33ho27L’industria aerospaziale russa lavora sul MiG-41, un nuovo caccia supersonico basato sul MiG-31 Foxhound. La velocità del nuovo caccia-intercettore dovrebbe superare Mach 4, secondo il pilota collaudatore Anatolij Kvochur. “Questo aggiornamento doveva aver luogo 20 anni fa. Tuttavia, ciò non è accaduto e così ora le richieste sono aumentate, compresa la velocità dell’intercettore accresciuta a Mach 4,3“, aveva detto Kvochur a RIA Novosti, il 28 febbraio. Ciò renderebbe l’aereo più veloce dell’ex-ricognitore strategico supersonico dell’USAF Lockheed SR-71, che raggiungeva una velocità di Mach 3,2. Il nuovo MiG-41 sarà sviluppato sulla base del caccia-intercettore MiG-31, aveva detto ai giornalisti, presso il Centro Culturale delle Forze armate russe, il vicepresidente del Comitato della Difesa della Duma di Stato Aleksandr Tarnaev, secondo ITAR-TASS. “La decisione è stata presa dal Capo di Stato Maggiore Generale che ha già firmato il documento per la realizzazione dei lavori di ricerca del programma MiG-41″. Secondo il deputato il MiG-41 “incarnerà tutti i vantaggi dell’aviogetto“.
Tuttavia, mentre sviluppano il sostituto da Mach 4 del Foxhound, i russi continueranno il programma di modernizzazione dei Foxhound, revisionando oltre un centinaio di MiG-31, rimettendoli in servizio presso le forze aeree russe. Tarnaev aveva detto alla riunione di esperti della Difesa aerospaziale che il Capo di Stato Maggiore ha firmato anche un ordine per la profonda modernizzazione dei caccia-intercettori MiG-31. “Il governo ha deciso di aggiornare e rendere operativi i caccia-intercettori MiG-31. Un centinaio di aviogetti sarà assegnato alle forze aeree russe dopo essere stato revisionato“.
Il MiG-31 Foxhound è un caccia-intercettore biposto supersonico a lungo raggio, basato sulla cellula del MiG-25 Foxbat. Vola a Mach 2,8 ed ha un raggio di combattimento di 720 km. Un gruppo di quattro Foxhound può controllare una zona di 1200 km di ampiezza. Inizialmente destinato ad intercettare missili da crociera e satelliti a bassa quota, il MiG-31 venne sviluppato nella prima metà degli anni ’70 dall’OKB-155 (attualmente RAC MiG). Il MiG-31 è destinato all’intercettazione e distruzione di bersagli aerei a basse, medie e alte quote in qualsiasi condizione di luce e atmosferica. L’aviogetto ha efficaci contromisure radar elettroniche attive e passive e infrarossi, ed è armato con un cannone a sei canne da 23 millimetri con 260 colpi, ed infine è dotato di sei punti d’attacco per missili aria-aria di vario tipo. La versione aggiornata MiG-31BM può rilevare bersagli fino a 320 km di distanza e colpirli a 280 km. Il numero totale di MiG-31 delle diverse versioni nelle Forze Aeree della Russia è di circa 190 unità. La produzione degli intercettori venne interrotta nel 1994, ma solo recentemente è iniziato l’aggiornamento di questi velivoli nella versione MiG-31BM.

v_dmitrenko_savasleyka_08Fonti:
ITAR-TASS
RuAviation
The Aviationist

Alessandro Lattanzio, 14/3/2014

Ucraina, la Crimea se ne va

Alessandro Lattanzio, 8/3/2014
26126_originalAgli Stati Uniti che annunciano le prime sanzioni contro la Russia accusandola di aver violato la sovranità ucraina, l’India e la Cina rispondono invitando alla calma e alla moderazione. Secondo Beijing, la crisi ucraina ha bisogno di un approccio prudente. “Più complesso è il problema, tanto più è necessario poterlo gestire prudentemente“, ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. “La priorità ora è esercitare calma e moderazione ed evitare un’ulteriore escalation“. Nel frattempo, New Delhi ha detto che Mosca ha interessi “legittimi” in Ucraina e che si dovrebbe discutere per trovare una soluzione soddisfacente al problema. “Osserviamo ciò che accade in Ucraina con preoccupazione… La questione è conciliare diversi interessi tra cui i legittimi russi, speriamo che siano discussi e negoziati in modo soddisfacente“, aveva detto il consigliere per la sicurezza nazionale indiano Shivshankar Menon. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov avvertiva a sua volta Washington contro passi “frettolosi e sconsiderati” sulla crisi in Ucraina, che potrebbero danneggiare le relazioni Russia-USA. Lavrov ha detto al segretario di Stato USA che eventuali sanzioni contro la Russia “colpirebbero inevitabilmente gli Stati Uniti come un boomerang“.
In effetti, il Consiglio della Federazione della Russia prepara una legge per confiscare beni esteri in risposta alle sanzioni dell’occidente contro Mosca. “Il disegno di legge prevede la concessione di tali poteri (di confisca dei beni) al presidente e al governo, per proteggere la nostra sovranità“, dichiarava il capo del Comitato per la legge costituzionale del Senato Andrej Klishas, autore dell’iniziativa. “Non c’è dubbio che corrisponda agli standard europei. Basta ricordare l’esempio di Cipro, quando l’espropriazione fu imposta quale condizione per gli aiuti dall’Unione europea“.
http://photo.unian.netAnche il presidente del Consiglio della Federazione, Valentina Matvenko, annunciava che il Senato sostiene l’adesione della Crimea alla Russia. “Se il popolo decide con il referendum l’integrazione della Crimea alla Russia, il Senato sosterrà sicuramente questa decisione“, aveva detto Matvenko durante l’incontro con il presidente del parlamento della Crimea Vladimir Konstantinov. Il capo della Duma Sergej Naryshkin, dichiarava “Rispetteremo la decisione storica della popolazione di Crimea e ne sosterremo la scelta“. Da parte sua, il presidente del parlamento di Crimea dichiarava che le autorità della penisola si aspettano tale decisione da Mosca, “Non abbiamo fretta, ma la situazione attuale la richiede… cerchiamo di rispondere ai sentimenti diffusi nella popolazione, come incertezza e paura. Dobbiamo dargli fiducia e offrire una chiara via d’uscita dalla crisi. Domandiamo alla Russia di accoglierci. Ecco perché abbiamo approvato l’adesione alla Federazione Russa. Ora la palla è nel suo campo decidendo il futuro della Crimea. Spero che la decisione sia definitiva“. Il Viceprimo ministro della Crimea Rustam Temirgalev dichiarava alla BBC che la “Crimea ora è Russia. I parlamentari della Crimea hanno chiesto a Mosca di accogliere la regione ucraina nell’ambito della Federazione russa.” Mosca decideva anche di avviare delle grandi esercitazioni della difesa aerea presso il poligono di Kapustin Jar, a circa 450 chilometri ad est dall’Ucraina. Vi parteciperanno 3500 truppe e oltre 1000 tra sistemi S-300, Buk-M1 ed altri mezzi della difesa aerea. “E’ la prima volta che tutte le unità della difesa aerea del distretto, comprese anche unità della difesa costiera della Flotta del Nord, si riuniscono in un unico luogo“, dichiarava il portavoce del Distretto militare occidentale della Russia, Colonnello Oleg Kochetkov. “E’ la più grande esercitazione mai tenuta dalle unità della difesa aerea del Distretto militare occidentale“. Inoltre il ministero della Difesa russo dichiarava che, il 3 marzo, un ICBM RS-12M Topol che trasportava un carico simulante “una testata avanzata“, era stato lanciato da Kapustin Jar. L’RS-12M Topol (SS-25 Sickle) è un missile balistico intercontinentale con una gittata di 10000 chilometri e trasporta una testata nucleare da 550 kiloton.
Il Pentagono a sua volta annunciava l’intenzione di inviare sei caccia F-15C e un aereo-cisterna KC-135 a pattugliare i cieli di Estonia, Lettonia e Lituania. Inoltre, il cacciatorpediniere lanciamissili USS Truxtun, della classe Arleigh Burke, si dirige verso il Mar Nero per esercitazioni da svolgersi “per un periodo indeterminato di tempo”. Il Truxtun fa parte del George HW Bush Carrier Strike Group, recentemente entrato nel Mediterraneo. Il gruppo comprende anche il Carrier Air Wing 8, il cacciatorpediniere USS Roosevelt e l’incrociatore USS Philippine Sea. Il Truxtun si unirà alla fregata USS Taylor ormeggiata a Samsun, in Turchia, dopo essersi arenata a febbraio. L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, OSCE, annunciava l’invio di 35 “osservatori” in Ucraina e il segretario della Difesa USA Hagel dichiarava, “All’inizio di questa settimana, ho detto al dipartimento della Difesa di sospendere tutti gli impegni militari e le esercitazioni con la Russia“, tra cui due manovre trilaterali con russi, canadesi e norvegesi. “Inoltre, il dipartimento della Difesa porta avanti misure volte a sostenere i nostri alleati, tra cui il rafforzamento dell’addestramento congiunto tramite il nostro distaccamento aeronautico in Polonia … e l’incremento della nostra partecipazione alla missione di polizia aerea della NATO sul Baltico. Penso che tutti in questo comitato sappiano… che è tempo per una leadership saggia, costante e ferma, è tempo per tutti noi di stare con il popolo ucraino sostenendone l’integrità territoriale e la sovranità”. Infine, la macchina propagandistica statunitense, oramai a corto di risorse dopo aver sfruttato nazisti, invertiti e prostitute, ha tirato fuori il decrepito buffone hollywoodiano Dalai Lama, che ha incoraggiato “gli Stati Uniti a dimostrare fiducia nella difesa della democrazia” in una riunione al Congresso di Washington. Il mese precedente il 79enne agente della CIA era intervenuto presso il think tank neoconservatore American Enterprise Institute.
Nel frattempo, l’inviato speciale delle Nazioni Unite, l’agente neocon Robert Serry, arrivava il 5 marzo in Crimea, ma dopo qualche ora doveva andarsene dopo essere stato fermato. “L’inviato speciale delle Nazioni Unite in Ucraina, Robert Serry, era in Crimea per avere un’idea della situazione nella penisola. Il 5 marzo, intorno alle ore 17, aveva visitato la guarnigione Karl Marx della Guardia Costiera ucraina a Simferopoli, dove aveva incontrato il Capo di Stato Maggiore e gli ufficiali. Alle ore 18, si era diretto alla conferenza stampa presso l’Hotel Moskva. Ma sulla strada, il veicolo venne circondato da tre auto non identificate. Senza presentare alcun documento, gli uomini hanno chiesto che Serry e il suo assistente tornassero immediatamente all’aeroporto per “motivi di sicurezza personale”. Quando gli chiesi se sapevano chi eravamo hanno insistito che ce ne andassimo verso l’aeroporto, ignorando i desideri di Serry e del suo assistente di recarsi all’hotel per raccogliere la loro roba. Serry e il suo assistente lasciarono l’auto per raggiungere a piedi la  conferenza stampa. Questi uomini li inseguirono, Serry prima era entrato in un caffè e poi si recò all’aeroporto per prendere un volo per Istanbul“. Il Primo ministro della Crimea Sergej Aksjonov aveva detto che non aveva invitato il rappresentante delle Nazioni Unite: “Non gli abbiamo inviato alcun invito e non siamo stati avvertiti del suo arrivo. La procedura usuale non è stata osservata“. Per meschina vendetta, a dimostrazione del grado di confusione inconsulta in cui sprofonda Washington per le sconfitte subite in Siria e Ucraina, il dipartimento di Stato degli Stati Uniti limitava i movimenti dell’ambasciatore della Siria alle Nazioni Unite, Dr. Bashar al-Jafari, e della delegazione diplomatica siriana all’ONU, imponendogli di non andare oltre un raggio di 25 miglia da New York City. La delegazione diplomatica siriana ha protestato contro tale sanzione illegale.
Il 6 marzo, nella città ucraina di Donetsk, la popolazione innalzava la bandiera russa sugli edifici del governatorato, tra cui gli edifici del Tesoro e dell’amministrazione regionale. “Abbiamo appeso un cartello che avverte che l’ente non funziona temporaneamente. Ora non si devono trasferire fondi a Kiev, lasciateli qui. Prepariamo un governo ad interim e quindi indiremo un referendum sullo status della regione di Donetsk e l’elezione di autorità legittime. Già formiamo gruppi di autodifesa per garantire la sicurezza dei cittadini”, aveva dichiarato il governatore “popolare” Pavel Gubarev. Infine, il Presidium del partito polacco Samooborona (Autodifesa) chiedeva al governo polacco di prendere misure per dialogare con la Federazione russa al fine di evitare la guerra civile in Ucraina. Nella dichiarazione, il partito polacco afferma che “il nuovo governo dell’Ucraina è golpista, anticostituzionale e contrario all’accordo tra l’opposizione e il Presidente Viktor Janukovich, adottato in presenza del ministro degli Esteri della Polonia, ed inizia la repressione delle minoranze nazionali in Ucraina. Autodifesa teme un palese attacco al popolo russo e che le altre minoranze, come l’ungherese e polacca, possano essere oggetto di discriminazione. Le forze scioviniste continuano a terrorizzare la popolazione dell’Ucraina. ‘Autodifesa’ comprende la posizione delle autorità russe, che vogliono stabilizzare la situazione in Ucraina. La Polonia, vicino occidentale dell’Ucraina, deve dialogare con Mosca per intraprendere un’azione congiunta per stabilizzare la situazione in Ucraina. Le autorità polacche hanno una speciale responsabilità verso le regioni dell’ovest ucraino, e una missione di pace russo-polacca potrebbe impedire ulteriore caos nello Stato ucraino“.

Fonti:
Antifashist
Modern Tokyo Times
Nsnbc
Reseau International
RIAN
RBTH
RIAN
RIAN
StopNATO
StopNATO
StopNATO
Space Daily
The BRICS Post

Ucraina: il golpe si dissolve, le minacce USA rafforzano l’Asse Mosca-Beijing

Alessandro Lattanzio, 6/3/2014
1621807Sull’Ucraina viene resa pubblica una nuova intercettazione, ovvero la telefonata tra il ministro degli Esteri estone Urmas Paet e Catherine Ashton, Alto rappresentante dell’Unione europea, il cui argomento erano i cecchini che avevano sparato sulla folla a Kiev, dal 17 febbraio al 20 febbraio. Si scopre così che ciò era opera di un gruppo di Euromaidan e non delle forze speciali ucraine, come i media propagandistici occidentali volevano fare credere: “I cecchini che hanno sparato contro i manifestanti e la polizia a Kiev, presumibilmente furono arruolati dai capi di Maidan, secondo una telefonata tra il capo del comitato per la politica estera dell’Unione europea Catherine Ashton e il ministro degli Esteri estone. Vi è ora la forte idea che dietro i cecchini non ci fosse Janukovich, ma gente del nuovo governo”, aveva detto Paet, “Penso che indagheremo. Voglio dire, non lo scegliamo ma è interessante. Dio” rispose Ashton. (…) Paet ha anche ricordato una sua conversazione con un medico che aveva curato dei feriti a Kiev. Ha detto che manifestanti e poliziotti erano stati colpiti dalle stesse persone. “E poi, cosa abbastanza inquietante, questa Olga (Bogomolets) ha detto anche che tutte le prove dimostrano che le persone uccise dai cecchini, poliziotti e manifestanti, lo furono per mano degli stessi tiratori che sparavano su entrambe le parti“, sottolineava il ministro estone. Ashton rispose: “Beh, sì… ecco, è terribile.” “Allora mi ha anche mostrato alcune foto dicendomi, da medico, che si trattava degli stessi tipi di proiettili, ed è davvero inquietante che ora il nuovo governo non voglia indagare su cosa sia esattamente successo“, continuava Paet. Paet sottolineava ad Ashton che temeva che ciò possa “screditare fin dall’inizio questo nuovo governo”, ma Ashton insisteva affinché le indagini non fossero autorizzate, per non minare il nuovo regime. Paet infine riferiva “Non c’è fiducia verso i politici ora al governo. Chi proviene da Maidan e dalla società civile dice di sapere che tutti quelli del nuovo governo hanno un passato da criminali.
Nel frattempo, il parlamento della Crimea vota l’adesione alla Federazione Russa chiedendo a Mosca “l’avvio del processo di adesione alla Federazione russa“, mentre 22000 militari ucraini e decine di sistemi missilistici terra-aria S-300 passano sotto l’autorità del governo della Repubblica autonoma di Crimea. Affermava a una conferenza stampa, a Mosca, il Presidente Vladimir Putin, “Sembra che si voglia riprodurre in Crimea lo scenario di Kiev, organizzando una serie di attentati terroristici. Questo preoccupa molte persone in Crimea, che così hanno creato i comitati di autodifesa e preso il comando delle locali unità militari (…) decine di sistemi missilistici S-300 ed altre armi, così come 22000 soldati ucraini, sono passate alle autorità della Crimea. Grazie a Dio, è avvenuto senza resistenza e il popolo della Crimea controlla tutto“. Il rappresentante della Russia alle Nazioni Unite, Vitalij Churkin, aveva annunciato che il Presidente Putin aveva anche ricevuto una lettera dal legittimo presidente dell’Ucraina Viktor Janukovich. Churkin indicava che nella lettera Janukovich chiede d’inviare truppe russe in Ucraina per proteggere i civili. Il Presidente Vladimir Putin aveva definito illegittime le autorità insediatesi a Kiev, ma dichiarava che l’intervento militare della Russia era riservato per i casi estremi. “Il parlamento è in parte legittimo, ma tutto il resto no. Il presidente ad interim non ha alcuna legittimità… L’uso delle truppe è l’ultima risorsa. Non vi è alcuna necessità di impiegarle in questo momento, anche se l’opzione è presente sul tavolo. Qualsiasi intervento sarà puramente di natura umanitaria. Se prendiamo la decisione di schierare le truppe, sarà solo per proteggere il popolo. I nostri militari sono fratelli in armi, amici. Sono sicuro che i soldati ucraini e russi saranno sullo stesso lato della barricata. … Il colpo di Stato anticostituzionale e l’occupazione armata del potere a Kiev causano il caos in Ucraina, ora fuori controllo. Vediamo un’orgia di neonazisti, nazionalisti e antisemiti in diverse parti dell’Ucraina. Se vediamo tale illegalità nelle regioni orientali, se il popolo ci chiede aiuto, oltre alla richiesta dal presidente legittimo, che già abbiamo, ci riserviamo il diritto di utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione per tutelare i cittadini, cosa che riteniamo del tutto legittima. Non siamo in guerra contro il popolo ucraino. … Voglio che lo capiate senza ambiguità. Se prendiamo una decisione, sarà solo per proteggere i cittadini ucraini. … Quando dico agli occidentali ‘Credete di agire legittimamente’, rispondono ‘sì’. Devo ricordargli le azioni degli Stati Uniti in Afghanistan, Iraq e Libia dove hanno agito senza alcun mandato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o pervertendolo, come è avvenuto in Libia. … I nostri partner, in particolare gli Stati Uniti, formulano sempre chiaramente i loro interessi geopolitici e nazionali, li perseguono senza sosta trascinandosi dietro il resto del mondo, utilizzando il principio del ‘sei con noi o contro di noi’, molestando coloro che rifiutano di essere trascinati. Ci opponiamo decisamente a tale forma di transizione del potere in Ucraina, e ovunque nello spazio post-sovietico. Ciò non aiuta la cultura della legalità. Se qualcuno viene autorizzato ad agire in tale modo, poi ognuno si sentirà di seguirlo e ciò significherà il caos. È la cosa peggiore che può capitare ad un Paese con economia e sistema politico instabili“. Putin inoltre ha avvertito che in Ucraina si sono imposti al potere altri oligarchi dalla reputazione discutibile. Sui cecchini a Kiev, Putin ha detto che non sapeva di alcun ordine del governo Janukovich di usare armi da fuoco contro i manifestanti. Per lui i tiratori avrebbero potuto essere provocatori dell’opposizione. Il Presidente Putin ha concluso sottolineando che la Russia vorrebbe vedere la partecipazione di tutti i cittadini dell’Ucraina nella definizione del futuro del Paese, sottolineato che la resistenza ai golpisti a Kiev, soprattutto nell’Ucraina orientale e meridionale, dimostra chiaramente che Kiev non ha il mandato nazionale per governare il Paese: “Francamente, dovrebbero adottare una nuova costituzione tramite un referendum, in modo che tutti i cittadini dell’Ucraina s’impegnino nel processo, partecipando alla formulazione dei nuovi principi su cui fondare la loro nazione. … Credo che dopo la formazione di un governo legittimo, e nuove elezioni presidenziali e parlamentari si dovrebbe tornare alla normalità.” Putin avvertiva che le elezioni presidenziali in Ucraina, previste per il 25 maggio, non dovrebbero esserci se la situazione nel Paese non migliora. “Se si svolgono in condizioni di tale terrore, naturalmente, non le accetteremo“.
Nel 1997 la Russia e l’Ucraina firmarono un trattato sulle basi militari e navali in Crimea. L’accordo fu ratificato dai parlamenti russi e ucraini nel 1999. La Russia ricevette l’82 per cento delle navi della flotta del Mar Nero dopo aver versato al governo ucraino 526,5 milioni di dollari. L’accordo, emendato, permette alla Flotta russa del Mar Nero di rimanere in Crimea fino al 2042. Mosca compra annualmente 97,75 milioni di dollari di debito di Kiev per il diritto di utilizzare acque e frequenze radio ucraine, e per compensare l’impatto ambientale della Flotta del Mar Nero. La marina russa può schierare in Crimea 25000 effettivi, 24 sistemi di artiglieria di calibro inferiore a 100mm, 132 veicoli blindati e 22 aerei militari. Cinque squadre navali russe sono di stanza nel porto di Sebastopoli, in conformità con il trattato:
30.ma Divisione navi di superficie formata dall’11.ma Brigata navi antisom, comprendente l’ammiraglia della Flotta del Mar Nero, l’incrociatore lanciamissili Moskva, nonché le navi antisom Kerch e Ochakov, il cacciatorpediniere lanciamissili Smetlivij, la fregate Ladnij e Pytlivij; e dalla 197.ma Brigata navi da sbarco, composta da sette grandi navi d’assalto anfibio;
41.ma Brigata motomissilistiche, comprendente la 166.ma Divisione mezzi d’attacco veloce, composta degli aliscafi Bora e Samum e dai pattugliatori lanciamissili Mirazh e Shtil, e la 295.ma Divisione motomissilistiche;
247.ma Divisione sottomarini, costituita dai due sottomarini diesel B-871 Alrosa e B-380 Svjatoj Knjaz Georgij;
68.ma Brigata difesa portuale, formata da 4 navi del 400.mo Battaglione antisom e della 418.ma Divisione cacciamine;
422.ma Divisione idrografica formata dalle navi da ricerca scientifica Cheleken, Stvor, Donuzlav, GS-402 e da imbarcazioni idrografiche;
La Russia ha due basi aeree in Crimea, a Kacha e a Gvardejskij. Le forze della difesa costiera russe in Ucraina sono il 1096.mo Reggimento di Difesa missilistica antiaerea a Sebastopoli e l’810.ma Brigata di fanteria di marina, con 2000 marine. Le unità navali russe sono autorizzate ad attuare le misure di sicurezza nella base di permanenza e durante le operazioni in collaborazione con le forze ucraine, in conformità con le procedure delle forze armate della Russia che, nel frattempo, rafforzano la loro presenza in Armenia, inviando nella 3624.ma Base Aerea russa, presso l’aeroporto Erebuni di Erevan, 16 jet da combattimento multiruolo MiG-29 Fulcrum, nel quadro degli accordi sulla difesa aerea della Comunità degli Stati Indipendenti. La base di Erebuni fa parte della 102.ma base militare russa di Gyumri, al confine tra Armenia e Turchia. L’esercito russo dichiarava che oltre ai caccia, la base di Erebuni presto ospiterà uno squadrone di 18 elicotteri d’attacco e d’assalto.
In reazione alle operazioni difensive di Mosca, gli Stati Uniti il 3 marzo annunciavano la sospensione dei colloqui commerciali e degli investimenti con la Russia, oltre che i rapporti militari. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama avvertiva Mosca che Stati Uniti e alleati esaminano le misure per “isolarla”. “È la Russia che potrebbe sanzionare gli Stati Uniti”, avvertiva Gordon Duff sottolineando la dipendenza dell’Europa dal gas russo: “il gas russo riscalda l’Europa e la Russia è piena di soldi“. Ma intanto il Pentagono si trova nel panico, temendo di perdere il vantaggio tecnologico che ha mantenuto per tanto tempo. La preoccupazione è che i tagli alla Difesa potrebbero logorare le forze armate statunitensi, perdendo il vantaggio tecnologico su Russia e Cina. Questo è in parte il motivo per cui il Pentagono prevede di ridurre il numero di truppe e sbarazzarsi delle armi vecchie. Negli ultimi anni i funzionari della difesa USA hanno osservato attentamente Mosca e Pechino testare armamenti sofisticati. “Lo sviluppo e la proliferazione di avanzate tecnologie militari da parte di altre nazioni significa che entriamo nell’epoca in cui il dominio statunitense su mari, cieli e spazio non sarà più scontato“, avvertiva il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel. Hagel dovrebbe svelare il piano per ridurre le forze dell’esercito degli Stati Uniti di 40/50000 soldati e per eliminare la flotta di cacciacarri A-10 Warthog. L’aereo spia U-2 non sarà più utilizzato dal Pentagono, concentrandosi sui droni da ricognizione Global Hawk. Il dipartimento della Difesa così arriverebbe a un bilancio di 500 miliardi dollari, spendendo quanto i successivi sei-sette Paesi messi insieme. Cina e Russia aumentando gli investimenti per la sicurezza superano nuovi traguardi tecnologici. Secondo la rivista IHS Jane’s, a febbraio crescerà la spesa per la Difesa della Cina del 14 per cento, pari a quasi 160 miliardi di dollari. La Russia dovrebbe aumentare il suo bilancio per la Difesa di oltre il 40 per cento, cioè di 98 miliardi dollari, entro il 2016. Inoltre Cina, Iran e Russia sviluppando nuovi missili antinave acquiscono la capacità d’interdire l’acceso alle rispettive zone marittime, minacciando la flotta statunitense operante presso le loro coste. Infine, “gli Stati Uniti hanno goduto del monopolio delle armi guidate per circa 20 anni“, afferma Robert Cenni, vicesegretario alla Difesa USA, ma “quel monopolio ora si sta erodendo“.
Riguardo la Cina, Beijing chiede 3 miliardi di dollari di risarcimento dall’Ucraina per la violazione del contratto prestiti-per-grano firmato nel 2012. Secondo l’accordo, l’Export-Import Bank of China aveva concesso un prestito a Kiev in cambio di forniture di grano. Ma l’ente per il cibo e il grano statale dell’Ucraina ha utilizzato il prestito cinese per rifornire altri Paesi, come Etiopia, Iran, Kenya e i gruppi dell’opposizione siriana. Finora gli importatori cinesi hanno ricevuto solo 153 milioni di dollari, o 180000 tonnellate di grano ucraino. La Cina ha già presentato un’istanza contro l’Ucraina presso la Corte dell’arbitrato internazionale di Londra. Il parlamento ucraino avrebbe fornito garanzie statali per il prestito. Il 4 marzo, il presidente cinese Xi Jinping aveva parlato con l’”alleato e amico” Vladimir Putin sulla crisi in Ucraina. “Vladimir Putin e Xi Jinping hanno discusso della situazione estremamente complessa in Ucraina, rilevando la vicinanza delle loro posizioni. Hanno espresso la speranza che le iniziative adottate dalla leadership della Russia diminuiscano la tensione socio-politica e garantiscano la sicurezza della popolazione russofona in Crimea e nelle regioni orientali dell’Ucraina“. Il presidente cinese ha espresso soddisfazione per la cooperazione strategica su “grandi rilevanti progetti” ed ha anche detto a Putin che Beijing vuole intensificare la cooperazione con la Russia sulla lotta antiterrorismo. Il Presidente Putin aveva inviato le condoglianze a Beijing per il violento attacco terroristico a Kunming, commesso da islamisti dello Xinjiang, il 1 marzo. Xi ha invitato il presidente russo a visitare la Cina nei prossimi mesi per rafforzare i rapporti. Secondo il sito cinese Global Times, “Alcuni pensano che la politica cinese di non interferenza sarà messa alla prova in questa situazione, e che se la Cina sostiene la Russia, finirà in una trappola diplomatica. Questo è pensare da deboli. L’occidente ha interferito negli affari interni di molti Paesi, senza mai ammetterlo. Preferiamo essere d’accordo con le voci a sostegno della Russia. La Russia ha resistito all’espansionismo delle forze occidentali in Ucraina, azione importante non solo per il destino di Mosca, ma anche per gli interessi strategici della Cina. Russia e Cina rappresentano reciprocamente interessi strategici. Se la Russia guidata da Putin viene sconfitta dall’occidente, ciò sarà un duro colpo per gli interessi geopolitici della Cina. La Russia è il partner strategico globale su cui la Cina può contare. Nei prossimi due o tre decenni nessun Paese sarà in grado di sostituire la Russia. Pertanto, la Cina dovrà sostenerla. … Se l’occidente riuscirà ad imporre sanzioni alla Russia, la società cinese dovrà fornire maggiori aiuti alla Russia, soprattutto economici. Ma l’occidente sottovaluta la resistenza di Mosca. La resistenza della Russia all’occidente ha un valore globale. Sostenere la Russia consolida la base della strategia della Cina. Fintanto che questa strategia è solida, le relazioni bilaterali della Cina con gli altri Paesi non saranno turbate. Non dobbiamo deludere la Russia quando è in difficoltà. La Cina dovrebbe essere un partner strategico affidabile, e così avremo altri amici”.

xi_putin3Fonti:
RIAN
Space Daily
WSWS
Nsnbc
RIAN
RussiaToday
RIAN
RIAN
Global Times
Press TV
The BRICS Post
Sons of Malcolm
Dedefensa

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