Le forze nucleari strategiche e la deterrenza della Russia

Jurij Rubtsov Strategic Culture Foundation 18.02.2013

tumblr_m1tqlvfNqp1r84pkto1_500Rose Gottemoeller, Assistente del segretario di Stato al dipartimento per il controllo, la verifica e la conformità delle armi degli Stati Uniti e anche Vice Sottosegretaria per controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, ha visitato Mosca di recente. La visita si è svolta nel quadro del secondo turno della politica del reset russo di Obama, che pone la questione del controllo degli armamenti strategici in cima alle priorità. “Coinvolgeremo la Russia in ulteriori riduzioni dei dei nostri arsenali nucleari”, ha detto Obama nel suo recente discorso sullo stato dell’Unione. Secondo Foreign Policy, “Le riduzioni, così come ha espresso nel suo discorso a Praga 2009, nell’ambito del suo compito… potrebbero essere incluse nel prossimo turno dei negoziati USA-Russia sul controllo degli armamenti. Non c’è chiarezza su quali tipi di armi potrebbero essere inclusi nel prossimo turno dei negoziati USA-Russia sul controllo degli armamenti, ma l’amministrazione ha detto di essere aperta a colloqui su armi nucleari strategiche schierate, armi nucleari strategiche non schierate, armi nucleari tattiche e la difesa missilistica”. Il ministro degli Esteri russo Lavrov e il Vicepresidente Biden hanno discusso del controllo degli armamenti alla 49° conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera all’inizio di febbraio.
L’amministrazione Obama ritiene che le due parti possono proteggersi contro un’aggressione con un arsenale nucleare strategico pari alla metà o addirittura a un terzo del livello previsto dal Trattato sulla Riduzione delle Armi Strategiche – 3 (START-3), in vigore dal febbraio 2011. In base ad esso, ad ogni parte è concesso schierare non più di 1.550 testate strategiche. Nell’ottobre 2012 la Russia era già entro il termine con 1.499 testate, mentre gli Stati Uniti ne avevano 1.737 nell’arsenale. Ulteriori riduzioni possono minacciare la sicurezza della Russia. I partner statunitensi della Russia continuano a percepire le forze nucleari strategiche come un mezzo per colpire un potenziale nemico. Da questo punto di vista, gli arsenali che possiedono le due parti sono davvero ridondanti. E’ da molto tempo che il pensiero strategico contemporaneo ha abbandonato l’idea prevalente negli anni ’60 e ’70, secondo cui migliaia di testate erano necessarie per infliggere danni inaccettabili alla controparte. Non è colpendo le aree protette, ma piuttosto importanti obiettivi infrastrutturali, economici e militari, che si distrugge il potenziale di resistenza del nemico, oggi.
Le proposte, che hanno portato ad Obama il Premio Nobel, erano state elaborate da 68 premi Nobel della Federazione degli scienziati americani. Consigliavano di puntare i missili strategici sulle aree densamente popolate delle 12 più grandi strutture economiche russe: Omsk, Angara, le raffinerie di petrolio di Kirishi, gli impianti metallurgici di Cherepovets, Magnitogorsk, Norilsk Nickel e Nizhnij Tagil, gli impianti di alluminio di Novokuznetsk e Bratsk e le centrali elettriche del Surgut, di Berezovskaja e Sredneuralskaja. I vincitori del Premio Nobel hanno detto che colpendo quelle strutture si paralizzerebbe l’economia russa e il Paese perderebbe la capacità di resistere. Secondo gli esperti della Federazione, il numero di silo russi presi di mira è diminuito di tre volte (660-220) e scenderà in futuro.
Nel 1960 Robert McNamara pensava che la perdita di almeno il 30% della popolazione, del 70% della produzione industriale e di circa 1000 strutture militari chiave equivaleva a subire danni inaccettabili. Oggi la distruzione delle infrastrutture potrebbe essere raggiunta con molte meno  testate. Ciò rende la potenzialità russa e degli Stati Uniti ridondante. Eppure il quadro è molto diverso se le armi strategiche sono viste non come strumento di distruzione, ma piuttosto come un elemento di deterrenza. Secondo la posizione della Russia, un Paese commettendo un atto di aggressione contro di essa dovrà affrontare ritorsioni garantite. Le forze strategiche russe hanno raggiunto la fase critica: la difesa missilistica degli Stati Uniti è in grado di intercettare 600-700 missili balistici ed è in fase di aggiornamento. Le stime indicano che solo il livello di 1.500 testate garantisce la capacità di colpire. Ulteriori riduzioni degli armamenti strategici, senza raggiungere un accordo sulla difesa missilistica, svaluteranno il potenziale di deterrenza della Russia, creando nuove minacce alla sicurezza della Russia e della sicurezza internazionale in generale… Mosca non vede la riduzione come una “questione da discutere nel prossimo futuro”. Secondo il portavoce del Ministero degli Esteri russo Aleksandr Lukashevich, “Non abbiamo ancora ricevuto proposte specifiche su ulteriori riduzioni dei nostri arsenali nucleari strategici. Se tali proposte vengono, sicuramente saranno studiate attentamente. La posizione della Russia sulla questione è ben nota. Nella fase attuale, la nostra priorità è la piena attuazione del nuovo Trattato Russia-USA START. Dopo l’implementazione del trattato, saremmo pronti a discutere di possibili ulteriori iniziative nel settore del disarmo nucleare. Allo stesso tempo, prenderemo in considerazione tutti i fattori che influenzano la stabilità strategica, ivi compresi i piani per implementare il sistema di difesa missilistico globale degli Stati Uniti, l’assenza di progressi nella ratifica del CTBT (Trattato sul bando totale esperimenti nucleari) negli Stati Uniti e negli altri Paesi della cosiddetta lista dei 44, la mancanza di volontà nel rinunciare alla possibilità di dispiegare armi nello spazio, la presenza di squilibri quantitativi e qualitativi nelle armi convenzionali in Europa, e altro”. Nelle condizioni attuale, la concentrazione sulle forze nucleari è una cosa naturale da fare.
Il Capo di Stato Maggiore russo Colonnello-Generale (tre stelle) Valerij Gerasimov, che ha presentato la sua relazione a un convegno dal titolo “La sicurezza militare della Russia nel 21° secolo” organizzato dalle commissioni per la sicurezza e la difesa della Duma e del Consiglio della Federazione di Russia, ha detto che “le forze nucleari strategiche rimangono una priorità per lo sviluppo delle forze armate russe nel prossimo futuro”. Ha sottolineato, “fino al 2030 è prevista l’espansione delle sfide e delle minacce a seguito della formazione del sistema multipolare.” Secondo lui, “La priorità è stata data alle forze nucleari strategiche per sostenere la loro capacità di contenimento strategico nucleare”. Ha citato i missili balistici intercontinentali terrestri a testata nucleare Topol-M e Jars, i nuovi sottomarini strategici e i Tu-160 e Tu-95MS come pilastri delle forze strategiche russe. Gerasimov ha detto che entro il 2015 la quota dei moderni armamenti russi potrebbe raggiungere il 30 per cento. Ha ricordato anche le forze aerospaziali come elemento del sistema di contenimento nucleare strategico e ha definito lo spazio informatico una nuova dimensione della guerra.
Affrontare la questione del controllo degli armamenti richiede un approccio globale. Gli Stati Uniti colloquiano sulla riduzione delle armi strategiche, ma si rifiutano ostinatamente di parlare di ridurre le potenzialità nucleari tattiche, disponendo al momento di circa 500 munizioni nucleari sul suolo europeo. Possono colpire la Russia e infliggere gli stessi danni delle armi strategiche. L’altro problema sono le munizioni convenzionali ad alta precisione, come i missili da crociera navali, per esempio. La loro forza d’urto è paragonabile alle armi nucleari, ma sono più mobili e non coperti da un qualsiasi accordo internazionale, rendondoli particolarmente pericolosi. Gli Stati Uniti hanno sui  missili da crociera navali un vantaggio di 30 a uno!

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin e la Russia sono dannatamente seri

Dedefensa 22 ottobre 2012

Il presidente russo Putin ha personalmente diretto, il 19 ottobre, la simulazione di una guerra nucleare strategica, con esercitazioni “reali”, tra cui il lancio di un missile balistico intercontinentale (ICBM), di un missile nucleare strategico lanciato da un sottomarino (SLBM) e di missili aria-terra lanciati da bombardieri nucleari. Sono stati utilizzati in pratica i tre elementi della “triade nucleare”: i missili nucleari strategici terrestri e su sottomarini, e i bombardieri strategici nucleari (con missili a testate nucleari, tra cui dei missili da crociera). Reuters ha riferito sullo svolgimento delle esercitazioni e su alcune circostanze che hanno segnato il 19 ottobre 2012. Affermava che l’esercitazione strategica nucleare era la più grande dalla fine dell’Unione Sovietica (1991), e certamente la prima del suo genere nella Russia post-sovietica. Le nuove procedure per il comando, controllo e comunicazioni (C3, C3I se si aggiunge l’intelligence) sono state testate e collaudate.
I test che coinvolgevano i sistemi di comando di tutte le tre componenti della “triade nucleare”, missili nucleari a lungo raggio lanciati da terra, mare e dai bombardieri strategici, sono stati condotti ‘sotto la guida personale di Vladimir Putin’, riferiva il Cremlino. Un missile balistico intercontinentale RS-12M Topol è stato lanciato da Plesetsk, un sito nel nord della Russia, e un test di un missile balistico intercontinentale lanciato da sottomarini ha avuto luogo dal Mare di Okhotsk, ha detto il Ministero della Difesa. I bombardieri a lungo raggio Tu-95 e Tu-160 hanno lanciato missili contro degli obiettivi, che sono stati colpiti, nel poligono della regione nord-occidentale di Komi. Le esercitazioni delle forze nucleari strategiche sono state condotte su grande scala, per la prima volta nella storia moderna della Russia“, affermava la dichiarazione del Cremlino. “Vladimir Putin ha dato un’alta valutazione del lavoro delle unità di combattimento, degli equipaggi e dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, che hanno svolto con affidabilità ed efficacia i compiti assegnati alle forze nucleari russe.” Le esercitazioni comprendevano anche il test dei sistemi di comunicazione e dei ‘nuovi algoritmi’ per il comando e controllo. La Russia modernizza l’arsenale nucleare, in gran parte creato nell’era della guerra fredda, e continuerà ad usare le armi nucleari come deterrente chiave…
Ammettiamo subito che sarebbe incompleto non rispettare l’aspetto tecnico dell’esercitazione, pur riconoscendo l’importanza di questo aspetto, soprattutto riguardo le nuove procedure C3 usate, fornendo un apprezzamento particolarmente importante di questo settore tecnico. Ma proprio questo aspetto introduce un’altra dimensione, che è politica, legata a Putin in questo caso, dal momento che le procedure C3 sono dei mezzi tecnici dal ruolo assolutamente fondamentale per il potere politico in una guerra nucleare strategica. In questo caso, la visibile presenza di Putin, oggetto di una notevole pubblicità, è di particolare importanza. Gli argomenti dell’opposizione e della propaganda schematica del BAO nella notizia data sulla presenza di Putin (Putin vuole darsi la statura di comandante in capo, vuole distogliere l’attenzione dall’opposizione interna concentrandosi sulle minacce esterne) sono d’interesse marginale e della solita povertà; in questo caso, facendo riferimento alle solite turbolenze delle “rivoluzioni colorate” e dell”aggressione morbida’ rispetto al significato più profondo dell’evento; e nei fatti, dei vari significati profondi dell’evento.
Le condizioni dell’esercitazione e delle politiche che sono state descritte direttamente, hanno a che fare con la campagna di ‘comunicazione’, si potrebbe dire, con cui la Russia continua a ‘educare’ i suoi ‘partner’ (del blocco BAO) sui pericoli e i rischi sulla situazione attuale e sulle catene di crisi e di alta crisi prevalenti ovunque. Pertanto, l’esercitazione è in relazione con la crisi siriana, la ‘primavera araba’ e tutto quel genere di cose. Questo è un modo concreto per ricordare a tutte le potenze coinvolte nel disordine generale che colpisce le aree strategiche, che il rischio di guerra generale esiste e che implica il massimo livello di rischio di una guerra nucleare strategica. Riconosciamo, in questo caso, che la modalità di presentazione dell’esercitazione nucleare, con il ruolo di Putin, è un modo per insistere, ad esempio, nell’avviso di Medvedev dello scorso maggio (vedi 18 maggio 2012) sul rischio che uno di questi conflitti regionali, gestiti dal blocco BAO come  esercitazioni di comunicazione, demagogiche ed elettoralistiche, ma anche molto emotive nelle loro descrizioni in generale sul tema dell’umanitarismo, della superiorità dei ‘valori’ e dell’impunità strategica occidentale, non degenerino in un conflitto vero e proprio, fino alla dimensione nucleare. Ma si capisce che si tratta meno di una minaccia che di un tentativo di riportare i leader politici del blocco BAO alla realtà dei veri rapporti di forza e sulla necessità per tutti di creare e potenziare una situazione di stabilità, come se, in un certo senso, ci si potesse aspettare da questo tipo di esercitazione abbia la virtù di far uscire i leader del blocco BAO dall’ipnosi paralizzante in cui si trovano oggi, riguardo le loro politiche, azioni, posizioni, ecc., con la psicologia terrorizzata e il  comportamento ipomaniacale per cui sono conosciuti, particolarmente ben illustrati dalle crisi libica e siriana.
Su un punto particolare e specifico, vi è anche uno sforzo di comunicazione dei russi dello stesso modo: nei confronti dei due candidati presidenziali negli Stati Uniti, per convincerli che i rapporti tra le potenze nucleari (le due maggiori potenze nucleari strategiche) non sono solo un gioco elettorale o uno strumento per esercitare le diverse influenze su di loro, ma anche un’equazione e un potere di bilanciamento che devono essere considerati seriamente e con la massima cautela. (Certo,  non è un caso che l’esercitazione abbia avuto luogo nel bel mezzo della campagna elettorale degli Stati Uniti.) Comprendiamo gli sforzi russi in questo senso, ma dubitiamo molto che abbiano una certa efficacia. La situazione psicologica della leadership politica del blocco BAO sembra irrimediabilmente e assolutamente impantanata nella paralisi, nell’impotenza, e nel caos che sappiamo. Inoltre… forse i russi la pensano così, alla fine loro stessi compiono questi sforzi nel senso  descritto, nella disperazione, cioè senza molte speranze di essere ascoltati. Pertanto, l’esercitazione ha una seconda funzione profonda, molto più unilaterale, molto più rigorosamente “russa”. Per esempio, conferma e rafforza le decisioni russe sull’acutizzarsi della crisi, illustrata in particolare dall’annuncio del dispiegamento di missili antiaerei S-400 in direzione della Turchia. (Vedasi il nostro testo del 20 ottobre 2012). Il carattere strategico di queste due misure complementari (gli S-400 e l’esercitazione nucleare) indica che la Russia intende far pesare la sua importanza strategica, sia riguardo alla situazione siriana, sia riguardo i progetti di destabilizzazione del blocco BAO, come ad esempio la rete missilistica BMDE (compresi i radar installati in Turchia).
Qui, si tratta meno di comunicazione che di sistemi d’arma specifici, e anche del potere strategico pratico. Il blocco BAO, e gli altri paesi coinvolti nella crisi siriana, intendano l’avviso o meno, non importa perché questa funzione di avvertimento è del tutto secondaria… Vi è semplicemente l’evoluzione del potere russo, una Russia che continua a ragionare sulla base dei dati concreti del potere, e da questo punto di vista, per garantirsi la sicurezza nazionale. Il fatto è che, in questo modo, i russi continuano a indurire la loro posizione, rendendola più comprensibile sbarazzandosi di qualsiasi ambiguità. Pertanto, confermano con questa esercitazione che stanno perdendo, se non l’hanno già fatto, tutte le illusioni, le speranze e le debolezze che avevano dalla fine della guerra fredda e anche fino a poco tempo fa (perfino dopo la guerra contro la Georgia, il desiderio di cooperazione con alcuni paesi del blocco BAO era molto forte), su una politica di leale e proficua collaborazione con il blocco BAO. Da questo punto di vista, la Russia è totalmente in guardia, ci dice Putin mentre assiste ai test di lancio delle componenti della ‘triade’ nucleare strategica russa. Che i paesi del blocco BAO sentano o meno questa interpretazione della cosa, è un mezzo molto importante per la leadership russa; la “cosa” (il potere strategico russo) esiste, ed è essenziale a tal proposito.

Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 141 follower