Il principio di Newton russo: Mosca si prepara alla chiamata alla guerra occidentale

VestiReseau International 12 settembre 2014

7999e60b815e24bffbdc478aa7923fb9La Russia deve essere pronta a qualsiasi provocazione bellica. S’è parlato al Cremlino delle nuove armi per l’esercito nel prossimo futuro. Vladimir Putin ha avuto una riunione sul programma degli armamenti del governo entro il 2025, mentre l’infrastruttura militare della NATO si avvicina ai confini della Russia. Mosca non ha intenzione di rimanere inerte, come negli anni ’90. Il presidente ora dirigerà personalmente i lavori del complesso militare-industriale.
Spettacolo affascinante: il missile balistico da 30 tonnellate Bulava, decollava da sotto il mare e scompariva all’orizzonte. Questo è il primo lancio dal sottomarino “Vladimir Monomakh” nelle manovre militari nel Mar Bianco. E il primo lancio riuscito, come annunciato dallo Stato Maggiore Generale, dopo pochi minuti le testate del missile raggiungevano il loro obiettivo in Kamchatka. “Nell’ambito dei test del sottomarino lanciamissili strategico ‘Vladimir Monomakh’ è stato lanciato con successo un missile strategico dal Mar Bianco“, annunciava con orgoglio il comandante della Marina militare Victor Tshirkov. Ciò è servito a introdurre il grande incontro al Cremlino sul nuovo programma degli armamenti del governo.
Al fine di valutare il numero di missili, sottomarini, carri armati e armi varie necessari alla Russia, Putin ha riunito i vertici militari e finanziari, iniziando con questa notizia: “È stato firmato il decreto sulla creazione della nuova Commissione militare-industriale della Federazione Russa. Questo comitato riferisce al Presidente. Abbiamo discusso la questione con il governo e il capo del governo. Abbiamo convenuto che in questo modo il lavoro sarà più efficace, considerando che la commissione supervisionerà una parte significativa della sostituzione delle importazioni. Su tale punto devono concordare non solo il governo ma anche le varie strutture direttamente sotto l’autorità del presidente“, ha spiegato il presidente ai partecipanti alla riunione. Il Vicepresidente del Comitato sarà il vicepremier Dmitrij Rogozin, che supervisionerà i lavori del complesso militare-industriale. La sua prima preoccupazione sarà il nuovo programma degli armamenti del governo per il periodo 2016-2025. Questo programma ha una base finanziaria solida; l’esercito ha ricevuto 2500 miliardi di rubli nel 2000 e sarà di oltre 20 miliardi di dollari entro il 2020, assieme a 3 miliardi di dollari assegnati separatamente alle industrie militari. Il presidente ha sottolineato che si tratta di enormi spese necessarie. “Questa concentrazione di risorse si spiega con il fatto che dobbiamo ri-equipaggiare l’Esercito e la Marina Militare e modernizzare l’industria della Difesa. Non è collegata ad alcuna corsa agli armamenti. Questo perché il nostro armamento principale, il nostro sistema difensivo e i nostri sistemi offensivi sono in esaurimento o obsoleti, sostituendoli con equipaggiamenti avanzati e moderni, dall’affidabilità solida. Dobbiamo recuperare il tempo perduto, quando la nuova tecnologia passò a una produzione ridotta e le fabbriche hanno perso le loro capacità e i loro dirigenti“, ha proseguito il presidente russo.
Il Capo di Stato Maggiore fornisce dati sulla situazione di agosto. L’esercito ha ricevuto 3600 armamenti di base e 241000 pezzi. Quali esattamente, non l’ha specificato. I dettagli probabilmente furono riportati nella riunione a porte chiuse. Vladimir Putin ha impostato la nuova missione del Consiglio del complesso militare-industriale e i punti cui prestare attenzione: “Bisogna misurare in modo affidabile e completo le potenziali minacce alla sicurezza militare del nostro Paese. Ciascuna di tali minacce deve essere definita adeguatamente come un’efficace risposta. Come sappiamo, da un paio di anni gli Stati Uniti hanno violato unilateralmente il trattato ABM, attivando il loro sistema di difesa antimissile. I colloqui al riguardo non funzionano, tanto che il sistema viene sviluppato in Europa e Alaska, presso i nostri confini”, ha avvertito il capo dello Stato. “L’espansione della NATO a Est è una seria preoccupazione. Le promesse su ciò di Stati Uniti e loro alleati sono dimenticate. Sapete che è stato deciso recentemente di aumentare la presenza della NATO in Europa orientale. La Crisi ucraina, causata e creata dai nostri partner occidentali, viene ora utilizzata per rilanciare il blocco militare della NATO. Tutto ciò deve essere preso in considerazione e considerato nel processo decisionale per garantire la sicurezza del nostro Paese. Faremo tutto ciò che è necessario affinché la sicurezza sia affidabile e completamente garantita. abbiamo già annunciato e ripetuto che, se saremo costretti, dico costretti, adotteremo misure adeguate per garantire la nostra sicurezza. L’abbiamo detto più e più volte, e vedremo che ne conseguiranno reazioni isteriche quando saranno adottate definitivamente tali decisioni ed agiremo. Voglio sottolineare che tutto ciò che facciamo è una risposta“, ha ripetuto il presidente. “Un’ulteriore minaccia alla Russia è il rapido colpo globale (Prompt Global Strike), studiato e attivamente sviluppato dagli Stati Uniti, e che dovrebbe annientare tutti i centri di comando delle forze strategiche. La Russia non rimarrà semplice spettatrice“. Come annunciato dal viceministro della Difesa e dal segretario del nuovo comitato, la Russia svilupperà la propria risposta. “Possiamo, se saremo costretti dal materializzarsi della minaccia, prima di tutto sviluppare la risposta a tale nuova arma“, è stata la risposta ai giornalisti del viceministro della Difesa russo Jurij Borisov. “I finanziamenti per questi programmi si baseranno sull’economia russa e non sarnno a scapito dello sviluppo“.
Alcuni vorrebbero riprendere la corsa agli armamenti, ovviamente non rientrano in tale quadro, è assolutamente escluso. Agiremo secondo le reali prospettive di sviluppo economico“, ha detto Vladimir Putin. “Se il programma del governo precedente era basato sulla modernizzazione delle armi esistenti, il nuovo programma sarà anticipare“, afferma Dmitrij Rogozin. “La posta in gioco sono le armi intelligenti ad alta tecnologia“. “Questo programma degli armamenti deve garantire la piena possibilità difensiva del nostro grande Paese, con l’uso di armi ‘intelligenti’ che, dice, trasformeranno il soldato e l’ufficiale in operatori degli armamenti; queste armi saranno attivate a distanza dagli operatori militari, lontano dalle zona di combattimento. De facto, dobbiamo vedere il nemico prima che lui ci veda, sentirlo prima che ci senta, rilevarlo, seguirlo e distruggerlo“, ha detto Dmitrij Rogozin sulle nuove armi intelligenti. Un altro compito attuale è la sostituzione delle importazioni in risposta alle possibili sanzioni economiche degli occidentali. “Non abbiamo intenzione di disturbare indebitamente la cooperazione con i nostri partner stranieri, ma dobbiamo comprendere i rischi esistenti, la nostra industria deve essere pronta a fornire attrezzature e materiali critici necessari e disporne la produzione, come di conseguenza tecnologie, sviluppo e base tecnica”, questo è il compito specificato da Vladimir Putin ai dirigenti del complesso militare-industriale. Oltre all’indipendenza, ciò sarà uno stimolo per l’industria degli armamenti. Tali ordini erano attesi da tempo nel settore.
Il secondo incontro s’è svolto a porte chiuse, costituendo la prima riunione della nuova commissione militare-industriale guidata da Vladimir Putin. Qui il Cremlino ha finalmente approvato il nuovo principio delle Forze Armate russe, il principio della non-aggressione, del non intervento e dell’autosufficienza militare.

BulavaMonomakhTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Questioni nucleari: parole e fatti

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 16/01/2014

4.2.3Il presidente degli Stati Uniti Obama ha dichiarato l’obiettivo di un mondo libero dal nucleare. La Nuclear Posture Review 2010 afferma che gli Stati Uniti si preparano a ridurre l’arsenale nucleare a 1000 testate o meno. Nell’estate del 2013 si offrirono di avviare colloqui su ulteriori riduzioni delle armi strategiche che la Russia ha rifiutato. La direzione di Obama del Pentagono punta alla riduzione del ruolo delle armi nucleari nella strategia della sicurezza globale degli Stati Uniti e a restringere la strategia della deterrenza nucleare, come infatti ha affermato la Casa Bianca nel 2013.  Molti iniziano a dire che gli Stati Uniti hanno perso interesse per le armi nucleari, mentre cercavano di intralciare la Russia con la scusa che si rifiuta di seguirne l’esempio. La Deterrence and Defence Posture Review 2012 della NATO collega i cambiamenti della postura nucleare dell’alleanza alla politica nucleare della Russia, affermando che “la NATO è disposta a considerare l’ulteriore riduzione delle armi nucleari non strategiche assegnate all’Alleanza nel contesto di iniziative reciproche con la Russia”. Nell’indirizzo del 19 giugno 2013 presso la Porta di Brandeburgo di Berlino, Obama disse: “Non possiamo più vivere nella paura dell’annientamento globale, ma fin quando esisteranno armi nucleari, non saremo veramente al sicuro”. Sembrava emozionante. L’idea si evolse nella proposta di Obama per un nuovo round per la riduzione delle armi nucleari con la Russia, a giugno, a Berlino. Mosca subito respinse tale proposta e continua a respingerla (e a crescere e modernizzare il proprio arsenale nucleare). Alla fine dello scorso anno il presidente russo Vladimir Putin ha fatto una serie di dichiarazioni annunciando l’intenzione di mantenere un forte deterrente nucleare strategico del Paese, adottando nuovi sistemi nell”arsenale. Tutti questi temi sono in cima all’agenda propagandistica per il Vertice sulla Sicurezza Nucleare che si terrà all’Aia il 24 e 25 marzo 2014. Obama ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero anche ospitato un vertice sulla sicurezza nucleare nel 2016.
Gli Stati Uniti hanno davvero “perso interesse per armi nucleari”? La Russia incrementa il suo potenziale senza ragione o provocazione? Tale ragionamento regge? O è una ritorsione di Mosca per mantenere l’equilibrio esistente? Un rapido sguardo ai fatti contribuirà a darne un giudizio…

USA: nessun arretramento sulle armi nucleari anche in tempi di budget ristretti
Il Congresso affronta tagli lineari da 1200 miliardi dollari al bilancio federale, nei prossimi dieci anni, con il Budget Control Act del 2011. Non importa se un’ampia revisione dell’arsenale nucleare del Paese è in corso. La modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti riguarda 5113 testate, piattaforme e impianti di produzione. Fu prudenzialmente stimata in 355 miliardi dollari per il prossimo decennio secondo il think tank Stimson Center. Tale cifra coincide con le stime del Congressional Budget Office, come si può vedere qui. Tuttavia, la relazione del Centro dice che la spesa potrebbe salire, soprattutto se il compito estremamente importante ma pubblicamente sottovalutato viene ancora ignorato. Obama ha patteggiato con i repubblicani del Senato nel 2010, promettendo l’ammodernamento dell’arsenale nucleare per garantirsi l’approvazione dell’accordo sulla nuova iniziativa per la riduzione degli armamenti con la Russia. Secondo i dati appena pubblicati della Federazione degli Scienziati Atomici (FAS), gli Stati Uniti hanno attualmente 4650 testate nucleari, 2130 operative. Oltre alle 4650 testate, Washington ne ha 2700 in deposito per essere smantellate. Secondo le stime della FAS, attualmente “1620 testate strategiche sono schierate sui missili balistici: 1150 sui missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e 470 sui missili balistici intercontinentali (ICBM); circa 300 testate strategiche si trovano nelle basi dei bombardieri degli Stati Uniti e quasi 200 testate non strategiche sono dispiegate in Europa”. Gli Stati Uniti spenderanno 1000 miliardi di dollari per mantenere e modernizzare l’arsenale nucleare nei prossimi 30 anni, secondo il rapporto Trillion Dollar Nuclear Triad: US Strategic Modernization over the Next 30 Years, diffuso il 7 gennaio 2014 da James Martin del Center for Nonproliferation Studies (CNS), un think tank indipendente. Si afferma “i contratti per sostituire piattaforme e testate associate raggiungerà il picco nell’arco di quattro-sei anni, poco dopo il 2020. Durante tale periodo di picco, gli Stati Uniti dovranno spendere il tre per cento del bilancio annuale per la difesa per il proprio arsenale nucleare. Ciò è simile alla percentuale del bilancio della difesa dedicata alla modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti di Ronald Reagan, negli anni ’80”, come notano gli autori Jon B. Wolfsthal, Jeffrey Lewis e Marc Quint.
I piani dell’amministrazione Obama costeranno circa 355 miliardi dollari nei prossimi dieci anni, ha detto il Congressional Budget Office il 20 dicembre 2013. Cioè quasi 150 miliardi dollari in più ai 208.500 milioni di dollari stimati dall’amministrazione in un rapporto al Congresso dello scorso anno, ha detto un analista di un gruppo di controllo degli armamenti, poiché la modernizzazione è solo all’inizio i costi dovrebbero aumentare notevolmente dal 2023. L’ufficio del bilancio ha detto che il presidente Barack Obama ha chiesto 23,1 miliardi dollari per le forze nucleari statunitensi per l’anno fiscale 2014, tra cui 18 miliardi dollari per mantenere armi e laboratori di supporto, così come sottomarini, bombardieri e missili vettori. Nel decennio finito con il 2013, i piani dell’amministrazione per modernizzare e mantenere sottomarini, bombardieri e missili prevedevano un costo di circa 136 miliardi dollari, affermava il CBO in un rapporto di 25 pagine. Gli Stati Uniti modernizzano tutti i vettori strategici esistenti e ristrutturano le testate che trasportano in vista dei prossimi 20-30 anni o più. I sistemi di lancio nucleari statunitensi sono in via di ammodernamento continuo, comprese la ricostruzione completa degli ICBM Minuteman III e degli SLBM Trident II.  L’US Navy attualmente prevede l’acquisto di 12 nuovi SSBN per sostituire i 14 SSBN classe Ohio, che saranno gradualmente radiati. Ogni nuovo SSBN costerà circa 4-6 miliardi di dollari. La vita operativa dei sottomarini lanciamissili balistici Trident della classe Ohio è stata estesa. Inoltre, il nuovo sottomarino, l’SSBNX, che sostituirà la classe Ohio è in via di sviluppo e dovrebbe costare circa 100 miliardi, secondo il Congressional Budget Office. L’US Navy ha ora intenzione di acquistare il primo SSBNX nel 2021, il secondo nel 2024 e uno all’anno tra il 2026 e il 2035. Il primo battello dovrebbe diventare operativo nel 2031. Di conseguenza, l’US Navy schiererà 10 sottomarini lanciamissili balistici tra il 2030 e il 2040. L’US Air Force sviluppa una nuova serie di bombardieri d’interdizione a lunga autonomia (LRPB) nucleari. Modernizza continuamente il B-2 (anche il bombardiere B-52H è stato aggiornato) della flotta, divenuto operativo nel 1997 e che dovrebbe restare fino al 2058. L’arma attualmente si occupa della sostituzione dell’ALCM, il missile da crociera standoff a lungo raggio (LRSO). L’US Air Force pianifica l’inizio della produzione del nuovo missile da crociera intorno al 2025, se si decide di portare avanti il LRSO. L’arsenale degli Stati Uniti di testate e bombe nucleari è continuamente rinnovato attraverso il Programma di estensione della vita operativa della NNSA (LEP). L’United States Air Force attualmente dispone di 450 ICBM Minuteman III situati presso la F. E. Warren Air Force Base, Wyoming, Malmstrom Air Force Base, Montana, e Minot Air Force Base, Dakota del Nord. Un programma di estensione della vita operativa da 7 miliardi di dollari è in corso per mantenere gli ICBM sicuri e affidabili fino al 2020; e il generale Robert Kehler, Comandante in Capo di STRATCOM, ha detto che i programmi di modernizzazione manterranno operativi i Minuteman III fino al 2030. Il programma di modernizzazione comporta essenzialmente un “nuovo” missile, ampliandone le opzioni di puntamento e migliorandone l’accuratezza e la capacità di sopravvivenza. L’Air Force attualmente esplora la possibilità di estendere l’operatività del missile Minuteman III fino al 2050 o all’arrivo di un nuovo sistema. L’US Air Force aggiorna anche le testate nucleari del Minuteman sostituendo parzialmente le vecchie testate W78 con nuove e più potenti testate W87, già schierate sui defunti ICBM MX Peacekeeper. L’US Air Force e US Navy inoltre hanno un LEP congiunto per ristrutturate le testate sostituendo le W78 e W88. Un programma per modernizzare la bomba nucleare B61 è in corso. La testata B61 è l’arma nucleare principale utilizzata sia dall’aviazione della triade strategica degli Stati Uniti (bombardieri, missili balistici intercontinentali e sottomarini) che dagli aerei d’interdizione di teatro di Stati Uniti e NATO. Ha un solo seppur importante obiettivo: la deterrenza nucleare. I governi europei hanno detto in numerose occasioni che vorrebbero far rimuovere tali armi. Invece, le armi dovrebbero essere aggiornate con capacità avanzate. La prima B61-12 dovrebbe essere completata entro il 2020. Entro il 2024, tutte le vecchie bombe dovrebbero essere sostituite. Poi, secondo il piano, nuove armi saranno schierate sui jet da combattimento come l’F-16, il nuovo F-35 e  bombardieri strategici come il B-2 Spirit o il nuovo bombardiere LRSB. Gli esperti vedono la B61-12 come molto più di un puro programma di prolungamento operativo o versione leggermente aggiornata delle vecchie bombe. Al contrario,  ritengono che sia de facto un nuova arma, uno sviluppo che violerebbe lo spirito dell’impegno preso dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama di non produrre eventuali nuove armi nucleari o dalle nuove specifiche. “La B61 è l’unica arma in riserva che soddisfa missioni tattiche e strategiche“, ha detto nell’audizione al Congresso del 6 novembre 2013 il Generale Robert Kehler, capo del Comando Strategico. La testata termonucleare B61 potrebbe costare 10 miliardi dollari in cinque anni.
Götz Neuneck dell’Istituto per le ricerche sulla pace e la politica di sicurezza di Amburgo vede un futuro onere per il governo tedesco. “Dovrebbero far capire a Washington che l’Europa non ha bisogno di nuove bombe e non ne renderà disponibile alcun vettore.” Inoltre, la NATO deve urgentemente fare proposte concrete alla Russia sul controverso sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti, visto da Mosca come una minaccia. “Se tutto ciò fallisce”, ha detto Neuneck, “nuove armi nucleari tattiche saranno di stanza in Europa, e il disarmo nucleare sarà impossibile per decenni.” Alcuni della comunità di controllo degli armamenti affermano che la modernizzazione della triade nucleare è inutile strategicamente. Joseph Cirincione, Presidente del Fondo Ploughshares, scrive nel suo recente libro “Incubi nucleari: assicurare il mondo prima che sia troppo tardi”, “L’arsenale nucleare degli Stati Uniti è ancora configurato per contrastare la minaccia da guerra fredda di un massiccio attacco nucleare russo… la riconfigurazione della forza nucleare per affrontare l’ambiente delle reali minacce del XXI.mo secolo potrebbe ridurne drasticamente le dimensioni nel prossimo decennio, senza sacrificare le vitali missioni militari”.

y8uuQLa Russia incrementa il potenziale nucleare
Il 3 gennaio il portavoce del ministero della Difesa ha detto che l’esercito russo prevede di testare circa 70 tipi di razzi e missili presso un importante poligono, per quest’anno. Secondo il colonnello Igor Egorov, portavoce del ministero, il programma dei test al poligono di Kapustin Jar, nella Russia meridionale, riguarderà circa 300 lanci di razzi, missili e droni di oltre 180 programmi di ricerca e sviluppo. Lo sforzo non si limita al “prolungamento della vita operativa” o all’aggiornamento tecnico dei vecchi sistemi presenti nell’arsenale come: i missili balistici intercontinentali (ICBM) SS-18, SS-19 e SS-25 e i missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM)  SS-N-18 e SS-N-23. L’obiettivo è sostituire una forza obsolescente con nuovi missili, testate e piattaforme. Il Tenente-Generale Sergej Karakaev, il comandante in capo delle Forze missilistiche strategiche, ha annunciato che l’intera forza nucleare strategica russa sarà aggiornata entro il 2021.  La maggior parte dei missili balistici intercontinentali russi è alla fine della vita utile, ciò rende l’implementazione e l’ammodernamento dei missili attuali e nuovi fondamentale per mantenere le capacità nucleari del Paese. Attualmente, la maggioranza degli ICBM della Russia è costituita dai vecchi missili balistici intercontinentali SS-18, SS-19 e SS-25 entrati in servizio nell’era sovietica. La Russia vuole sostituire entro il 2016 108 di questi vecchi missili con i nuovi e più avanzati RS-24 Jars-M (SS-29) e Topol-M (SS-27)  mobili, così come 30 SS-19 di nove divisioni basate sui silo.
Nel corso della riunione allargata del Ministero della Difesa del 10 dicembre, Putin ha dettagliato gli sforzi per la modernizzazione delle forze nucleari, ricordando che la Russia deve ricevere 40 ICBM avanzati e aggiornati. Faceva seguito a un vertice con i leader delle forze missilistiche strategiche russe, alla fine del novembre scorso, dove furono discussi in dettaglio i piani per il dispiegamento di 40 ICBM RS-24 Jars-M, 22 sui silo e 18 mobili. Mosca ha annunciato che implementerà un nuovo missile balistico intercontinentale pesante a propellente liquido nel 2018, che vanta caratteristiche superiori a tutti i precedenti missili russi, compresa l’immunità dai sistemi di difesa missilistica. La Russia ha sviluppato un nuovo ICBM a propellente solido, l’RS-26, da testare per la fine di quest’anno. Poche caratteristiche sono note, mentre il missile sarebbe dotato di una nuova testata. La Russia sta attuando il programma degli otto nuovi sottomarini nucleari della classe Borej per l’arsenale della marina, divenendo il nucleo della forza nucleare strategica navale, mentre vengono sostituiti i vecchi sottomarini Typhoon, Delta III e IV. Ogni Borej è dotato di 16 (le versioni successive ne avranno 20) nuovi SLBM Bulava. Il PAK-DA, nuovo bombardiere a lungo raggio, è in via di sviluppo per sostituire la sempre più obsoleta flotta di bombardieri strategici Tu-95MS Bear e Tu-160 Blackjack. L’aeromobile sarà equipaggiato con i nuovi missili da crociera nucleari Kh-101 e Kh-102 che vantano una gittata di 10000 km. Armi nucleari tattiche potranno essere configurate anche per i nuovi cacciabombardieri Su-34 recentemente introdotti in servizio.

Cause e ragioni di tale posizione
La Russia vede una minaccia nello sviluppo dell’iniziativa Prompt Global Strike che consente agli Stati Uniti di colpire obiettivi in tutto il mondo con armi convenzionali in meno di un’ora, così come lo sviluppo della difesa missilistica statunitense, che modifica la bilancia globale del potere. In  risposta s’è concentrata sul rafforzamento del deterrente nucleare. Poco prima di del suo terzo mandato a presidente della Russia, Vladimir Putin ha scritto un articolo per la rivista Foreign Policy, in cui ha sottolineato la particolare importanza per Mosca del suo potenziale strategico. Il Presidente ha osservato che, “In un mondo in sconvolgimento c’è sempre la tentazione di risolvere i propri problemi a spese di qualcun altro, attraverso la pressione e la forza. In altre parole, non dobbiamo tentare nessuno permettendoci di essere deboli. Noi, in nessun caso, cederemo la nostra  deterrenza strategica. Infatti, la rafforzeremo”. Parlando al suo annuale indirizzo alla nazione del dicembre 2013, il Presidente Putin ha sottolineato, “L’incremento in Paesi stranieri dei propri sistemi strategici ad alta precisione non nucleari e l’ampliamento delle possibilità della difesa antimissile, potrebbero rovinare gli accordi precedentemente raggiunti sul controllo e la riduzione degli armamenti nucleari, rompendo il cosiddetto equilibrio strategico… Nessuno dovrebbe farsi illusioni sulla possibilità di superare militarmente la Russia”, ha detto. “Non lo permetteremo mai”. Il 23 giugno, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov suggeriva che riduzioni oltre i livelli del nuovo START renderanno gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia paragonabili a quelli di altri Paesi con armi nucleari. “Ciò significa che ulteriori eventuali proposte per la riduzione effettiva delle armi strategiche offensive, dovranno essere riviste multilateralmente. Parlo non solo delle potenze nucleari ufficiali, ma di tutti i Paesi che possiedono armi nucleari”, ha detto Lavrov alla TV Rossija 1. La Russia insiste sul fatto che ulteriori riduzioni nucleari dipendono anche dalla risoluzione delle sue preoccupazioni sui piani della difesa missilistica strategica degli Stati Uniti. La difesa missilistica, i programmi di modernizzazione in corso delle forze nucleari, il concetto Prompt Global Strike, l’evidente superiorità degli Stati Uniti nelle armi non nucleari di alta precisione a lungo raggio, la crescente proliferazione delle armi nucleari nel mondo (aspetto che gli Stati Uniti evitano di prendere in considerazione, pur presentando proposte sui tagli delle forze strategiche), tutti questi fattori definiscono la posizione della Russia sulla questione… Speriamo che questi temi scottanti siano nell’agenda del prossimo evento dell’Aia, venendo affrontati costruttivamente da tutti i partecipanti che realmente si sforzano di rendere il mondo un posto più sicuro rispettando ogni altra preoccupazione e agendo concretamente, invece di insistere con dure parole dal senso torbido, come ogni tanto accade nei migliori eventi mondiali.

TBXjbTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La marina russa avanza

Roger McDermott, Modern Tokyo Times 8 gennaio 2014

949-000La Marina della Russia arriva al 2014 con alcuni piccoli progressi, mentre il Ministero della Difesa affronta sfide significative incentrate sullo sviluppo del missile balistico sublanciato (SLBM) Bulava per la nuova generazione di sottomarini. La Marina agisce anche sviluppando il profilo internazionale del Paese, inviando le sue navi nelle “aree strategiche” degli oceani del mondo (Interfax, 30 dicembre). Tuttavia, la marina russa attualmente riceve dei sottomarini di nuova generazione ancora privi del sistema missilistico primario. Il 30 dicembre, dopo le riparazioni del sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare Smolensk della Flotta del Nord, tornato alla base di Zaozersk, a Murmansk. Il portavoce della Flotta del Nord, il Capitano di 1° rango Vadim Serga, ha detto a Interfax che “il sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare Smolensk della Flotta del Nord è ritornato alla base di Zaozersk da Severodvinsk, dove è stato riparato e modernizzato presso il cantiere navale militare Zvezdochka” (Interfax, 30 dicembre). Secondo il comandante di sottomarino, il Capitano di 1° rango Boris Morozov, la nave ha completato con successo la sua prima fase di prove in mare e il sottomarino è considerato operativo con un equipaggio “in perfette condizioni.
La Flotta del Nord ha accettato tre nuovi sottomarini negli ultimi 18 mesi: i sottomarini Novomoskovsk e Verkhoture preceduti dal Smolensk. Tuttavia, le riparazioni del Smolensk sono durate circa due anni, durante cui l’apparato motore e lo scafo sono stati rinnovati, mentre i sistemi radio-elettronici e di navigazione sono stati modernizzati. Il Smolensk è un sottomarino classe Progetto 949A (Antej) Oscar II, entrato in servizio 24 anni fa. Secondo il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, Mosca continuerà ad investire per mantenere il numero attuale di sottomarini nucleari (SSGN) classe Oscar II, attraverso le revisioni come nel recente esempio del Smolensk. Il comandante del Smolensk ha dichiarato che nel 2014 il sottomarino emergerà al Polo Nord, piantando la bandiera russa e la croce di Sant’Andrea, simbolo della Marina russa (Interfax, 23 dicembre 30). Il 23 dicembre, il sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) della classe Progetto 955 Borej, Aleksandr Nevskij, ha raggiunto la flotta. Tuttavia, il Nevskij e il suo gemello, lo Jurij Dolgorukij, affrontano ancora il problema dell’accettazione dell’armamento principale, l’SLBM Bulava. Il Nevskij dovrebbe testare il Bulava entro la fine dell’anno. Nel frattempo, il terzo sottomarino classe Borej, Vladimir Monomakh, entrerà in servizio nel 2014. Così il Nevskij e il Monomakh saranno in servizio senza l’SLBM Bulava. Allo stesso tempo, l’avanzato sottomarino d’attacco polivalente (SSN) Progetto 885 Severodvinsk, entrerà in servizio a breve (RIA Novosti, 30 dicembre). Il 27 dicembre, l’incrociatore pesante lanciamissili a propulsione nucleare della Flotta del Nord Pjotr Velikij compiva una missione nel Mediterraneo, nell’ambito di un gruppo navale russa, nel porto cipriota di Limassol. Il portavoce della Flotta del Nord, capitano di 1° rango Serga, ha detto a Interfax, “la visita dell l’incrociatore pesante lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij a Limassol è la prima di una nave da guerra a propulsione nucleare russa nella storia della cooperazione internazionale tra la Russia e la Repubblica di Cipro. L’ambasciatore russo presso la Repubblica di Cipro, Stanislav Osadkhij, visiterà la nave russa ancorata nel porto straniero” (Interfax, 27 dicembre). Il Pjotr Velikij era salpato da Severomorsk, principale base della Flotta del Nord, il 22 ottobre 2013, coprendo circa 8000 miglia nautiche fin dall’inizio del suo viaggio. Il Ministero della Difesa ha sottolineato che tali visite ai porti stranieri sono coerenti con la direttiva del Cremlino per riattivare la regolare presenza di navi da guerra russe nelle aree strategiche degli oceani mondiali. E’ evidente che tali visite ai porti stranieri sono volte ad ampliare le capacità della moderna marina russa.
Tali sviluppi sollevano anche la questione su dove si collochi la Marina nell’ambizioso programma di riarmo convenzionale per il 2020. L’analista del CNA Dmitrij Gorenburg ha evidenziato una pubblicazione russa del novembre 2013 dettagliare i contratti per progetti cantieristici navali. Un totale per la marina russa di “41 navi da combattimento, comprendenti 2 navi d’assalto anfibio universali, 2 grandi navi d’assalto anfibio, 14 fregate, 15 corvette, 8 natanti lanciamissili. Di queste, 24 sono in costruzione, comprese le 2 navi d’assalto anfibio universali, 2 grandi navi d’assalto anfibio, 9 fregate, 5 corvette e 6 piccole imbarcazioni lanciamissili. Sei di queste navi sono state varate, tra cui 1 nave d’assalto anfibio universale, 1 grande nave d’assalto anfibio, 1 fregata, 1 corvetta e due natanti lanciamissili“. Mentre il programma del riarmo per il 2020 è chiaramente ambizioso, la parte effettivamente spettante alla Marina è una domanda aperta. Nel frattempo, Rogozin porta avanti i piani per mantenere i sottomarini classe Oscar II, e un progresso è stato compiuto con l’aggiornamento. Mostrando bandiera nelle visite d’alto profilo all’estero della Marina e piantando simbolicamente la bandiera russa, almeno durante l’emersione del Smolensk al Polo Nord, si suggerisce che la leadership politica voglia utilizzare la Marina principalmente per scopi di relazioni pubbliche. L’enigma chiave rimane la quadratura del cerchio dei sottomarini della classe Borej e del travagliato sistema missilistico Bulava. Con uno sforzo d’immaginazione, la Marina russa  affronterà un anno impegnativo.

1231667Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Pronto il primo sottomarino nucleare indiano costruito con l’aiuto russo

Arun Mohanty, RIR, 5 dicembre 2013

arihant released early June 2010L’INS Arihant, primo sottomarino a propulsione nucleare lanciamissili dell’India, nell’ambito del programma Advanced Technology Vessel (ATV) della Marina indiana, con l’aiuto russo, è pronto per le prove in mare. Il reattore del sottomarino è stato attivato ad agosto. Le prove in mare, che includeranno il lancio di missili balistici a testata nucleare K-15 dal sottomarino all’inizio del prossimo anno, sarà la pietra miliare del potenziamento della deterrenza strategica dell’India. Il comandante della Marina indiana Ammiraglio D K Joshi, ha detto che il reattore nucleare dell’INS Arihant, attivato il 10 agosto, è attualmente oggetto di una serie di attività per raggiungere la piena potenza a Vishakapatanam. Ciò sarà completato nelle prossime settimane e il sottomarino nucleare effettuerà le prove in mare, avendo già completato le prove di accettazione in porto, ha detto l’ammiraglio Joshi.
Il programma ATV fu concepito nei primi anni ’70, all’indomani della guerra indo-pakistana del 1971, quando la portaerei degli Stati Uniti USS Enterprise fu schierata nel Golfo del Bengala per intimidire l’India, e dopo che l’Unione Sovietica inviò navi armate con missili nucleari e sottomarini nucleari nella baia per scongiurare la minaccia statunitense. La presenza di una formidabile flotta nucleare sovietica nel Golfo del Bengala a sostegno dell’India, giocò un ruolo importante nel neutralizzare i piani statunitensi e porre fine alla guerra. A quanto pare, l’allora primo ministro indiano Indira Gandhi apparentemente fu molto impressionata dalla flottiglia a propulsione nucleare sovietica, ed ordinò il programma ATV. Anche se il programma fu concepito dalla signora Gandhi, tutti i successivi primi ministri dell’India, tra cui Rajiv Gandhi, VP Singh, IK Gujral, Atal Bihari Vajpayee e l’attuale Primo ministro Manmohan Singh, hanno mostrato notevole interesse nel successo del programma.
L’Arihant può trasportare dodici missili nucleari K-15. In linea con la ‘politica del non primo impiego’ dell’India, il sottomarino permetterà lo sviluppo di una credibile ‘capacità di secondo colpo’ del Paese. Il sottomarino nucleare non solo incrementa la deterrenza strategica dell’India, ma riflette anche la saga della cooperazione strategica del Paese con la Russia. Infatti, il progetto dell’Arihant si basa sui sottomarini russi classe Akula-1 e il suo reattore ad acqua pressurizzata da 83MW è stato costruito con il significativo contributo russo. Mentre il suo equipaggio di 100 membri è stato addestrato da specialisti russi, gli scienziati indiani del Bhabha Atomic Research Centre hanno tratto una significativa esperienza nel ridurre le dimensioni del reattore per poterlo inserire nello scafo del diametro di 10m del sottomarino nucleare.
Il primo ministro indiano Manmohan Singh, parlando alla cerimonia del varo dell’Arihant, aveva detto che rappresenta “un grande passo nel progresso della nostra tecnologia.” Infatti, la cooperazione nucleare costituisce uno dei principali pilastri della partnership strategica indo-russa, sigillata durante la prima visita di Stato del presidente russo Vladimir Putin in India, nel 2000.  Tuttavia, la cooperazione strategica in questo settore vitale iniziò molto prima della firma della Dichiarazione di Delhi sul partenariato strategico. La Russia è l’unico Paese che abbia affittato sottomarini nucleari all’India, riflettendo la natura strategica della consolidata amicizia. Il primo sottomarino nucleare russo classe Akula-1, battezzato INS Chakra, fu affittato all’India dall’ex Unione Sovietica per tre anni, nel 1988. Il secondo sottomarino nucleare russo fu affittato all’India nel 2012, per un periodo di 10 anni. Attualmente entrambi i Paesi sarebbero in trattative per l’affitto di un altro sottomarino nucleare russo all’India. L’equipaggio indiano dell’Arihant ha ricevuto l’addestramento sul secondo INS Chakra.
Anche se l’India ha missili Agni e caccia Mirage-2000 per trasportare testate nucleari, la sua triade nucleare sarà completata solo quando l’INS Arihant completerà con successo le sue prove in mare,  nei prossimi 12 mesi. L’India programma di costruire un paio di sottomarini nucleari a Vadodara e Vishakapatanam. Tuttavia, l’Arihant è il dimostratore tecnologico, come descritto dall’ex comandante della Marina indiana Ammiraglio Nirmal Verma. Il contributo della Russia nel sviluppare le capacità nucleari dell’India è lodevole. La presenza dell’ambasciatore russo in India Vjacheslav Trubnikov e di altri alti diplomatici, alla cerimonia di lancio dell’Arihant nel luglio 2009, ha confermato l’enorme contributo russo al successo del programma per la triade nucleare indiana.

Arihant_3Arun Mohanty è professore presso la Scuola di Studi Internazionali della Jawaharlal Nehru University e direttore dell’Eurasian Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’Onda Rossa: la Cina dispiegherà una nuova classe di sottomarini nucleari strategici nel prossimo anno

Bill Gertz – Washington Free Beacon 23 luglio 2013

china_chines_submarine_s640x480L’anno prossimo, la marina della Cina inizierà i primi pattugliamenti in mare di una nuova classe di sottomarini nucleari strategici, mettendo in evidenza una nuova e crescente minaccia missilistica per gli Stati Uniti, secondo i funzionari della difesa degli Stati Uniti. “Prevediamo che pattuglie di combattimento di sottomarini dotati del nuovo missile balistico sub-lanciato JL-2, inizieranno il prossimo anno“, ha detto un funzionario a conoscenza delle recenti valutazioni dell’intelligence sulla forza sottomarina strategica cinese. La forza di sottomarini lanciamissili strategici della Cina  attualmente comprende tre nuovi sottomarini Tipo 094, ciascuno dotato di 12 tubi di lancio dei missili. Le pattuglie di sottomarini includeranno decine di nuovi missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) JL-2 sui Tipo 094. I sottomarini sono chiamati dal Pentagono anche battelli lanciamissili classe Jin. I pattugliamenti dei sottomarini missilistici, se effettuati dal 2014, saranno le prime operazioni sottomarine della Cina che coinvolgano missili a testata nucleare schierati lontano dalle sponde cinesi, pur avendo già una piccola forza di sottomarini lanciamissili dalla fine degli anni ’80.
Il Washington Free Beacon aveva riportato per la prima volta, nell’agosto scorso, che la Cina aveva effettuato un test di volo del JL-2, che secondo gli analisti probabilmente sarà equipaggiato con testate multiple. Questo test è stato effettuato nel Mare di Bohai in prossimità della costa nord-orientale della Cina, secondo i funzionari a conoscenza dei rapporti sul test. Funzionari della difesa hanno detto che il JL-2 rappresenta una potenziale minaccia missilistica nucleare di ‘primo attacco’ per gli Stati Uniti, ed è uno dei quattro nuovi tipi di missili a lungo raggio del crescente arsenale nucleare strategico della Cina. L’Air Force National Air and Space Intelligence Center all’inizio di questo mese ha pubblicato un rapporto sulle minacce missilistiche che identificavano il JL-2 quale arma che “per la prima volta, consentirà agli SSBN cinesi di colpire porzioni degli Stati Uniti da aree operative situate vicino le coste cinesi.” SSBN è l’acronimo militare per sottomarini lanciamissili nucleare. Il più recente rapporto annuale del Pentagono sulle forze militari della Cina dichiara che la Marina militare di Pechino ha posto la priorità sulla costruzione delle forze sottomarine. Oltre ai tre Tipo 094 attualmente dispiegati, la Cina aggiungerà almeno altri due sottomarini prima di schierare un sottomarino lanciamissili di nuovo generazione denominato Tipo 096, afferma il rapporto. E’ stata la prima volta che il Pentagono ha rivelato l’esistenza del nuovo sottomarino lanciamissili strategico. “La classe Jin e il JL-2 daranno alla Marina dell’EPL il suo primo credibile deterrente nucleare navale“, dice il rapporto del Pentagono.
Il Capo delle Operazioni Navali, Ammiraglio Jonathan Greenert, ha detto al Congresso, a maggio, che non era preoccupato dalla flotta cinese, compresi i nuovi sottomarini nucleari, ma che si tratta di uno sviluppo che ha bisogno di essere studiato. Greenert vantava nel corso di un’audizione al Congresso sugli stanziamenti per la difesa che “possediamo il dominio del mondo sottomarino.” La marina cinese “non ci arriva ancora” in termini di potere sottomarino, nonostante lo schieramento attuale di una forza di 55 sottomarini, sia diesel che a propulsione nucleare, ha detto Greenert. “Vorrei solo dire che restiamo vigili”, ha risposto alle domande circa i progressi dei sottomarini cinesi. “Non vorrei dire che sono preoccupato, non ancora, perché non sono necessariamente preoccupato. Siamo molto attenti e dobbiamo prestare attenzione e comprendere le intenzioni. E li sfidiamo su queste intenzioni“.
David Helvey, viceassistente del segretario alla Difesa per l’Asia orientale, ha detto ai giornalisti a maggio che i cinesi investono massicciamente in programmi di guerra sottomarina e in sottomarini. Inoltre, i cinesi non hanno ancora effettuato un test di lancio di un missile da un sottomarino immerso, ha detto. “Vediamo la Cina che investe considerevolmente nelle funzionalità per le operazioni in questo settore“, ha detto. Un rapporto del 2008 prodotto dalla US-China Economic and Security Review Commission afferma che non ci sono indicazioni che la Cina stia progettando di schierare un missile antisatellite sui suoi sottomarini lanciamissili. Questo missile include l’ultimo stadio di un missile terrestre ASAT (anti-satellite) sull’ogiva di un JL-2. La relazione della commissione ha citato un articolo del 2004 di Liu Huanyu dell’Accademia Navale di Dalian, che afferma che “distribuire qualche missile anti-satellite sui sottomarini nucleari nell’oceano, può seriamente minacciare l’intero sistema spaziale militare del nemico.”
Mark Stokes, analista degli affari militari cinesi, ha detto che prime pattuglie di sottomarini lanciamissili balistici cinesi, nel prossimo anno, non sarebbero sorprendenti. “La domanda più importante è quale organizzazione controlla, custodisce e garantisce la disponibilità delle testate nucleari che apparentemente sarebbero assegnate agli SLBM delle pattuglie”, ha detto Stokes all’Istituto Progetto 2049. La Cina mantiene uno stretto segreto sulle sue forze nucleari, come ad esempio quante ne sono schierate, come sono controllate e conservate, nel timore che qualsiasi discussione pubblica possa comprometterne il valore deterrente. “La [Commissione Militare Centrale] ha tradizionalmente affidato solo al Secondo Corpo di Artiglieria il controllo centralizzato sulle armi nucleari“, ha detto Stokes. “La concessione della CMC alla Marina dell’EPL del potere di sviluppare e mantenere una propria infrastruttura indipendente per lo stoccaggio e la movimentazione delle testate, sarebbe un allontanamento significativo dal passato. Questo tipo di decentramento potrebbe avere implicazioni che vanno ben oltre la Marina“. Richard Fisher, esperto di affari militari cinesi, ha detto che l’avvio di pattugliamenti dei sottomarini missilistici soddisferebbe le ambizioni dei leader del Partito comunista cinese dai tempi di Mao Zedong negli anni ’60. “Con tre SSBN Tipo 094 ora definiti ‘operativi’ dal Pentagono, è possibile che un Tipo 094 possa essere mantenuto in costante pattugliamento“, ha detto Fisher, dell’International Assessment and Strategy Center. “Tre SSBN cinesi contro 14 della Marina degli Stati Uniti non possono sembrare motivo di preoccupazione, ma se si assume che il JL-2 ha una gittata di 8.000 chilometri, assai simile all’ICBM DF-31, allora il Tipo 094 potrebbe colpire comodamente le basi aree sensibili e le basi della difesa missilistica dell’Alaska dalle aree protette nel Mar Giallo, e dalle coste orientali della Corea democratica potrebbe colpire la base degli SSBN dell’US Navy dell’isola di Kitsap, nello Stato di Washington“, ha detto.
Fisher ha avvertito che l’amministrazione Obama prevedendo di ridurre le forze nucleari degli Stati Uniti, potrebbe aumentare il rischio di un futuro primo attacco cinese. “Se l’amministrazione Obama avrà successo nel suo obiettivo di ridurre le testate nucleari degli Stati Uniti fino a circa 1000, non è escluso che la Base di Kitsap possa diventare responsabile di una percentuale molto più grande della capacità di rappresaglia nucleare degli Stati Uniti“, ha detto. “Tale mossa potrebbe determinare un notevole aumento dei rischi per gli Stati Uniti.” Tenuto conto delle “incertezze” sui livelli effettivi attuali e futuri dell’arsenale nucleare della Cina, “sarebbe più saggio non prendere in considerazione un’ulteriore riduzione nucleare, che potrebbe minacciare la robusta triade nucleare di ICBM, SSBN e bombardieri degli Stati Uniti“, ha detto Fisher. Sul sottomarino lanciamissili di prossima generazione della Cina, Fisher ha detto che il Tipo 096 potrebbe essere dotato di un missile con una gittata maggiore, il “JL-3″ in grado di colpire obiettivi in tutti gli Stati Uniti.
Thomas M. Skypek, analista della sicurezza nazionale, ha dichiarato in un documento del 2010 che la Cina, nei prossimi 10 anni, potrebbe costruire diversi tipi di forze missilistiche strategiche, dalla forza modesta dei quattro sottomarini Tipo 094, a una forza con due Tipo 094 e otto Tipo 096, ciascuno armato con 24 missili JL-3 dotati di testate multiple. “Nella sua corsa a sviluppare un credibile deterrente nucleare navale, Pechino cercherà di mettere in campo sottomarini furtivi con molti missili balistici MIRVizzati, ottenendo una assai maggiore capacità rispetto a ciò che la prima e la seconda generazione di SSBN e di SLBM potevano offrire“, ha dichiarato Skypek. Skypek ha detto i militari cinesi hanno riscontrato problemi con il JL-2 del Tipo 094. Tuttavia, ha aggiunto che la “traiettoria attuale della marina cinese suggerisce che la Cina stia per compiere un salto significativo nelle sue capacità e presto schiererà un deterrente nucleare navale credibile.” “Una volta a regime, la flotta di SSBN [cinesi], anche con un modesto numero di battelli, rafforzerà la capacità della Cina di compiere attacchi strategici e di rafforzare la deterrenza complessiva di Pechino, ottenendo maggiori gittata, mobilità, furtività, sopravvivenza, penetrazione e letalità.” Il governo giapponese ha messo in guardia, con un libro bianco della difesa pubblicato all’inizio di questo mese, sulla minaccia rappresentata dal JL-2. “Una volta che il JL-2 raggiungerà l’operatività, si ritiene che le capacità nucleari strategiche della Cina miglioreranno grandemente“, dichiara il libro bianco.
Il Maggior-Generale cinese Yao Yunzhu, un ricercatore, ha suggerito a maggio che gli sforzi degli Stati Uniti per aumentare le difese missilistiche in Asia producono l’accrescersi dell’arsenale nucleare strategico della Cina. “Lo sviluppo attuale, in particolare la diffusione di sistemi di difesa missilistica in Asia orientale sarebbe, agli occhi cinesi, un fattore molto inquietante che avrebbe implicazioni sul calcolo della Cina verso l’arsenale nucleare e strategico“, ha detto Yao Yunzhu, ricercatore presso l’Accademia di Scienze Militari della Cina. Yao ha anche detto che le operazioni congiunte statunitensi sulla difesa antimissile in Asia hanno “implicazioni per la Cina”. Il Pentagono lavora a stretto contatto con il Giappone sulle difese missilistiche congiunte, per contrastare la minaccia rappresentata dai missili nordcoreani. Il Wall Street Journal, citando “esperti cinesi”, ha riferito a maggio che le mosse dei militari statunitensi in Asia improbabilmente potranno influenzare lo sviluppo dell’arsenale nucleare della Cina, tra cui il varo di sottomarini lanciamissili nel 2014. Tuttavia, il numero di testate nucleari e di missili strategici potrebbe essere “regolato” sulla base dei piani militari statunitensi in Asia. L’amministrazione Obama ha lanciato il “perno” per l’Asia, che include l’incremento delle forze militari statunitensi nella regione e delle esercitazioni con gli alleati e gli amici asiatici.
Il Vicesegretario alla Difesa Ashton B. Carter ha annunciato ad aprile che la Marina militare statunitense schiererà, nel 2015, un quarto sottomarino d’attacco a propulsione nucleare a Guam.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Le forze nucleari strategiche e la deterrenza della Russia

Jurij Rubtsov Strategic Culture Foundation 18.02.2013

tumblr_m1tqlvfNqp1r84pkto1_500Rose Gottemoeller, Assistente del segretario di Stato al dipartimento per il controllo, la verifica e la conformità delle armi degli Stati Uniti e anche Vice Sottosegretaria per controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale, ha visitato Mosca di recente. La visita si è svolta nel quadro del secondo turno della politica del reset russo di Obama, che pone la questione del controllo degli armamenti strategici in cima alle priorità. “Coinvolgeremo la Russia in ulteriori riduzioni dei dei nostri arsenali nucleari”, ha detto Obama nel suo recente discorso sullo stato dell’Unione. Secondo Foreign Policy, “Le riduzioni, così come ha espresso nel suo discorso a Praga 2009, nell’ambito del suo compito… potrebbero essere incluse nel prossimo turno dei negoziati USA-Russia sul controllo degli armamenti. Non c’è chiarezza su quali tipi di armi potrebbero essere inclusi nel prossimo turno dei negoziati USA-Russia sul controllo degli armamenti, ma l’amministrazione ha detto di essere aperta a colloqui su armi nucleari strategiche schierate, armi nucleari strategiche non schierate, armi nucleari tattiche e la difesa missilistica”. Il ministro degli Esteri russo Lavrov e il Vicepresidente Biden hanno discusso del controllo degli armamenti alla 49° conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera all’inizio di febbraio.
L’amministrazione Obama ritiene che le due parti possono proteggersi contro un’aggressione con un arsenale nucleare strategico pari alla metà o addirittura a un terzo del livello previsto dal Trattato sulla Riduzione delle Armi Strategiche – 3 (START-3), in vigore dal febbraio 2011. In base ad esso, ad ogni parte è concesso schierare non più di 1.550 testate strategiche. Nell’ottobre 2012 la Russia era già entro il termine con 1.499 testate, mentre gli Stati Uniti ne avevano 1.737 nell’arsenale. Ulteriori riduzioni possono minacciare la sicurezza della Russia. I partner statunitensi della Russia continuano a percepire le forze nucleari strategiche come un mezzo per colpire un potenziale nemico. Da questo punto di vista, gli arsenali che possiedono le due parti sono davvero ridondanti. E’ da molto tempo che il pensiero strategico contemporaneo ha abbandonato l’idea prevalente negli anni ’60 e ’70, secondo cui migliaia di testate erano necessarie per infliggere danni inaccettabili alla controparte. Non è colpendo le aree protette, ma piuttosto importanti obiettivi infrastrutturali, economici e militari, che si distrugge il potenziale di resistenza del nemico, oggi.
Le proposte, che hanno portato ad Obama il Premio Nobel, erano state elaborate da 68 premi Nobel della Federazione degli scienziati americani. Consigliavano di puntare i missili strategici sulle aree densamente popolate delle 12 più grandi strutture economiche russe: Omsk, Angara, le raffinerie di petrolio di Kirishi, gli impianti metallurgici di Cherepovets, Magnitogorsk, Norilsk Nickel e Nizhnij Tagil, gli impianti di alluminio di Novokuznetsk e Bratsk e le centrali elettriche del Surgut, di Berezovskaja e Sredneuralskaja. I vincitori del Premio Nobel hanno detto che colpendo quelle strutture si paralizzerebbe l’economia russa e il Paese perderebbe la capacità di resistere. Secondo gli esperti della Federazione, il numero di silo russi presi di mira è diminuito di tre volte (660-220) e scenderà in futuro.
Nel 1960 Robert McNamara pensava che la perdita di almeno il 30% della popolazione, del 70% della produzione industriale e di circa 1000 strutture militari chiave equivaleva a subire danni inaccettabili. Oggi la distruzione delle infrastrutture potrebbe essere raggiunta con molte meno  testate. Ciò rende la potenzialità russa e degli Stati Uniti ridondante. Eppure il quadro è molto diverso se le armi strategiche sono viste non come strumento di distruzione, ma piuttosto come un elemento di deterrenza. Secondo la posizione della Russia, un Paese commettendo un atto di aggressione contro di essa dovrà affrontare ritorsioni garantite. Le forze strategiche russe hanno raggiunto la fase critica: la difesa missilistica degli Stati Uniti è in grado di intercettare 600-700 missili balistici ed è in fase di aggiornamento. Le stime indicano che solo il livello di 1.500 testate garantisce la capacità di colpire. Ulteriori riduzioni degli armamenti strategici, senza raggiungere un accordo sulla difesa missilistica, svaluteranno il potenziale di deterrenza della Russia, creando nuove minacce alla sicurezza della Russia e della sicurezza internazionale in generale… Mosca non vede la riduzione come una “questione da discutere nel prossimo futuro”. Secondo il portavoce del Ministero degli Esteri russo Aleksandr Lukashevich, “Non abbiamo ancora ricevuto proposte specifiche su ulteriori riduzioni dei nostri arsenali nucleari strategici. Se tali proposte vengono, sicuramente saranno studiate attentamente. La posizione della Russia sulla questione è ben nota. Nella fase attuale, la nostra priorità è la piena attuazione del nuovo Trattato Russia-USA START. Dopo l’implementazione del trattato, saremmo pronti a discutere di possibili ulteriori iniziative nel settore del disarmo nucleare. Allo stesso tempo, prenderemo in considerazione tutti i fattori che influenzano la stabilità strategica, ivi compresi i piani per implementare il sistema di difesa missilistico globale degli Stati Uniti, l’assenza di progressi nella ratifica del CTBT (Trattato sul bando totale esperimenti nucleari) negli Stati Uniti e negli altri Paesi della cosiddetta lista dei 44, la mancanza di volontà nel rinunciare alla possibilità di dispiegare armi nello spazio, la presenza di squilibri quantitativi e qualitativi nelle armi convenzionali in Europa, e altro”. Nelle condizioni attuale, la concentrazione sulle forze nucleari è una cosa naturale da fare.
Il Capo di Stato Maggiore russo Colonnello-Generale (tre stelle) Valerij Gerasimov, che ha presentato la sua relazione a un convegno dal titolo “La sicurezza militare della Russia nel 21° secolo” organizzato dalle commissioni per la sicurezza e la difesa della Duma e del Consiglio della Federazione di Russia, ha detto che “le forze nucleari strategiche rimangono una priorità per lo sviluppo delle forze armate russe nel prossimo futuro”. Ha sottolineato, “fino al 2030 è prevista l’espansione delle sfide e delle minacce a seguito della formazione del sistema multipolare.” Secondo lui, “La priorità è stata data alle forze nucleari strategiche per sostenere la loro capacità di contenimento strategico nucleare”. Ha citato i missili balistici intercontinentali terrestri a testata nucleare Topol-M e Jars, i nuovi sottomarini strategici e i Tu-160 e Tu-95MS come pilastri delle forze strategiche russe. Gerasimov ha detto che entro il 2015 la quota dei moderni armamenti russi potrebbe raggiungere il 30 per cento. Ha ricordato anche le forze aerospaziali come elemento del sistema di contenimento nucleare strategico e ha definito lo spazio informatico una nuova dimensione della guerra.
Affrontare la questione del controllo degli armamenti richiede un approccio globale. Gli Stati Uniti colloquiano sulla riduzione delle armi strategiche, ma si rifiutano ostinatamente di parlare di ridurre le potenzialità nucleari tattiche, disponendo al momento di circa 500 munizioni nucleari sul suolo europeo. Possono colpire la Russia e infliggere gli stessi danni delle armi strategiche. L’altro problema sono le munizioni convenzionali ad alta precisione, come i missili da crociera navali, per esempio. La loro forza d’urto è paragonabile alle armi nucleari, ma sono più mobili e non coperti da un qualsiasi accordo internazionale, rendondoli particolarmente pericolosi. Gli Stati Uniti hanno sui  missili da crociera navali un vantaggio di 30 a uno!

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin e la Russia sono dannatamente seri

Dedefensa 22 ottobre 2012

Il presidente russo Putin ha personalmente diretto, il 19 ottobre, la simulazione di una guerra nucleare strategica, con esercitazioni “reali”, tra cui il lancio di un missile balistico intercontinentale (ICBM), di un missile nucleare strategico lanciato da un sottomarino (SLBM) e di missili aria-terra lanciati da bombardieri nucleari. Sono stati utilizzati in pratica i tre elementi della “triade nucleare”: i missili nucleari strategici terrestri e su sottomarini, e i bombardieri strategici nucleari (con missili a testate nucleari, tra cui dei missili da crociera). Reuters ha riferito sullo svolgimento delle esercitazioni e su alcune circostanze che hanno segnato il 19 ottobre 2012. Affermava che l’esercitazione strategica nucleare era la più grande dalla fine dell’Unione Sovietica (1991), e certamente la prima del suo genere nella Russia post-sovietica. Le nuove procedure per il comando, controllo e comunicazioni (C3, C3I se si aggiunge l’intelligence) sono state testate e collaudate.
I test che coinvolgevano i sistemi di comando di tutte le tre componenti della “triade nucleare”, missili nucleari a lungo raggio lanciati da terra, mare e dai bombardieri strategici, sono stati condotti ‘sotto la guida personale di Vladimir Putin’, riferiva il Cremlino. Un missile balistico intercontinentale RS-12M Topol è stato lanciato da Plesetsk, un sito nel nord della Russia, e un test di un missile balistico intercontinentale lanciato da sottomarini ha avuto luogo dal Mare di Okhotsk, ha detto il Ministero della Difesa. I bombardieri a lungo raggio Tu-95 e Tu-160 hanno lanciato missili contro degli obiettivi, che sono stati colpiti, nel poligono della regione nord-occidentale di Komi. Le esercitazioni delle forze nucleari strategiche sono state condotte su grande scala, per la prima volta nella storia moderna della Russia“, affermava la dichiarazione del Cremlino. “Vladimir Putin ha dato un’alta valutazione del lavoro delle unità di combattimento, degli equipaggi e dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, che hanno svolto con affidabilità ed efficacia i compiti assegnati alle forze nucleari russe.” Le esercitazioni comprendevano anche il test dei sistemi di comunicazione e dei ‘nuovi algoritmi’ per il comando e controllo. La Russia modernizza l’arsenale nucleare, in gran parte creato nell’era della guerra fredda, e continuerà ad usare le armi nucleari come deterrente chiave…
Ammettiamo subito che sarebbe incompleto non rispettare l’aspetto tecnico dell’esercitazione, pur riconoscendo l’importanza di questo aspetto, soprattutto riguardo le nuove procedure C3 usate, fornendo un apprezzamento particolarmente importante di questo settore tecnico. Ma proprio questo aspetto introduce un’altra dimensione, che è politica, legata a Putin in questo caso, dal momento che le procedure C3 sono dei mezzi tecnici dal ruolo assolutamente fondamentale per il potere politico in una guerra nucleare strategica. In questo caso, la visibile presenza di Putin, oggetto di una notevole pubblicità, è di particolare importanza. Gli argomenti dell’opposizione e della propaganda schematica del BAO nella notizia data sulla presenza di Putin (Putin vuole darsi la statura di comandante in capo, vuole distogliere l’attenzione dall’opposizione interna concentrandosi sulle minacce esterne) sono d’interesse marginale e della solita povertà; in questo caso, facendo riferimento alle solite turbolenze delle “rivoluzioni colorate” e dell”aggressione morbida’ rispetto al significato più profondo dell’evento; e nei fatti, dei vari significati profondi dell’evento.
Le condizioni dell’esercitazione e delle politiche che sono state descritte direttamente, hanno a che fare con la campagna di ‘comunicazione’, si potrebbe dire, con cui la Russia continua a ‘educare’ i suoi ‘partner’ (del blocco BAO) sui pericoli e i rischi sulla situazione attuale e sulle catene di crisi e di alta crisi prevalenti ovunque. Pertanto, l’esercitazione è in relazione con la crisi siriana, la ‘primavera araba’ e tutto quel genere di cose. Questo è un modo concreto per ricordare a tutte le potenze coinvolte nel disordine generale che colpisce le aree strategiche, che il rischio di guerra generale esiste e che implica il massimo livello di rischio di una guerra nucleare strategica. Riconosciamo, in questo caso, che la modalità di presentazione dell’esercitazione nucleare, con il ruolo di Putin, è un modo per insistere, ad esempio, nell’avviso di Medvedev dello scorso maggio (vedi 18 maggio 2012) sul rischio che uno di questi conflitti regionali, gestiti dal blocco BAO come  esercitazioni di comunicazione, demagogiche ed elettoralistiche, ma anche molto emotive nelle loro descrizioni in generale sul tema dell’umanitarismo, della superiorità dei ‘valori’ e dell’impunità strategica occidentale, non degenerino in un conflitto vero e proprio, fino alla dimensione nucleare. Ma si capisce che si tratta meno di una minaccia che di un tentativo di riportare i leader politici del blocco BAO alla realtà dei veri rapporti di forza e sulla necessità per tutti di creare e potenziare una situazione di stabilità, come se, in un certo senso, ci si potesse aspettare da questo tipo di esercitazione abbia la virtù di far uscire i leader del blocco BAO dall’ipnosi paralizzante in cui si trovano oggi, riguardo le loro politiche, azioni, posizioni, ecc., con la psicologia terrorizzata e il  comportamento ipomaniacale per cui sono conosciuti, particolarmente ben illustrati dalle crisi libica e siriana.
Su un punto particolare e specifico, vi è anche uno sforzo di comunicazione dei russi dello stesso modo: nei confronti dei due candidati presidenziali negli Stati Uniti, per convincerli che i rapporti tra le potenze nucleari (le due maggiori potenze nucleari strategiche) non sono solo un gioco elettorale o uno strumento per esercitare le diverse influenze su di loro, ma anche un’equazione e un potere di bilanciamento che devono essere considerati seriamente e con la massima cautela. (Certo,  non è un caso che l’esercitazione abbia avuto luogo nel bel mezzo della campagna elettorale degli Stati Uniti.) Comprendiamo gli sforzi russi in questo senso, ma dubitiamo molto che abbiano una certa efficacia. La situazione psicologica della leadership politica del blocco BAO sembra irrimediabilmente e assolutamente impantanata nella paralisi, nell’impotenza, e nel caos che sappiamo. Inoltre… forse i russi la pensano così, alla fine loro stessi compiono questi sforzi nel senso  descritto, nella disperazione, cioè senza molte speranze di essere ascoltati. Pertanto, l’esercitazione ha una seconda funzione profonda, molto più unilaterale, molto più rigorosamente “russa”. Per esempio, conferma e rafforza le decisioni russe sull’acutizzarsi della crisi, illustrata in particolare dall’annuncio del dispiegamento di missili antiaerei S-400 in direzione della Turchia. (Vedasi il nostro testo del 20 ottobre 2012). Il carattere strategico di queste due misure complementari (gli S-400 e l’esercitazione nucleare) indica che la Russia intende far pesare la sua importanza strategica, sia riguardo alla situazione siriana, sia riguardo i progetti di destabilizzazione del blocco BAO, come ad esempio la rete missilistica BMDE (compresi i radar installati in Turchia).
Qui, si tratta meno di comunicazione che di sistemi d’arma specifici, e anche del potere strategico pratico. Il blocco BAO, e gli altri paesi coinvolti nella crisi siriana, intendano l’avviso o meno, non importa perché questa funzione di avvertimento è del tutto secondaria… Vi è semplicemente l’evoluzione del potere russo, una Russia che continua a ragionare sulla base dei dati concreti del potere, e da questo punto di vista, per garantirsi la sicurezza nazionale. Il fatto è che, in questo modo, i russi continuano a indurire la loro posizione, rendendola più comprensibile sbarazzandosi di qualsiasi ambiguità. Pertanto, confermano con questa esercitazione che stanno perdendo, se non l’hanno già fatto, tutte le illusioni, le speranze e le debolezze che avevano dalla fine della guerra fredda e anche fino a poco tempo fa (perfino dopo la guerra contro la Georgia, il desiderio di cooperazione con alcuni paesi del blocco BAO era molto forte), su una politica di leale e proficua collaborazione con il blocco BAO. Da questo punto di vista, la Russia è totalmente in guardia, ci dice Putin mentre assiste ai test di lancio delle componenti della ‘triade’ nucleare strategica russa. Che i paesi del blocco BAO sentano o meno questa interpretazione della cosa, è un mezzo molto importante per la leadership russa; la “cosa” (il potere strategico russo) esiste, ed è essenziale a tal proposito.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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