Il sottomarino nucleare top-secret russo entra in servizio

Aleksandr Korolkov, RIR, 18 giugno 2014

Il Severodvinsk, della nuova classe di sottomarini nucleari multiruolo Projekt 885 Jasen, è entrato in servizio nella Marina russa il 17 giugno

10376016La costruzione del sottomarino nucleare Severodvinsk doveva rivoluzionare la flotta sottomarina sovietica, ma per via dei problemi economici negli anni ’90, il progetto fu congelato. La caratteristica fondamentale dei sottomarini classe Jasen, che restano un programma top-secret della Difesa russa, è la sua universalità, una volta irraggiungibile per i predecessori russi o esteri.

Focus sull’universalità
Il lavoro di progettazione sul Severodvinsk terminò nel 1991, segnando la nuova era nella costruzione dei sottomarini russi. Diversamente dagli Stati Uniti, dove da quando la flotta di sottomarini nucleari nacque vi fu la spinta all’uniformità, in URSS vi furono molti sottomarini costruiti sulla base di diversi progetti, difficili da unificare e le cui funzioni spesso si sovrapponevano. Tale pratica venne abbandonata quando un sottomarino di quarta generazione iniziò ad essere sviluppato nel 1977. La decisione fu presa per avere una maggiore specializzazione in combattimento, cioè il nuovo sottomarino nucleare doveva essere agile sia nel colpire bersagli subacquei che di superficie, nonché nel lanciare missili da crociera contro obiettivi terrestri; in altre parole doveva poter adempiere praticamente a tutti i compiti che attendono alla flotta sottomarina. Per raggiungere questo obiettivo, i progettisti dei sottomarini russi ricorsero a soluzioni ingegneristiche originali. Venne deciso che i sottomarini classe Jasen non avrebbero avuto la struttura a doppio scafo dei sottomarini sovietici del momento. Tuttavia, non fu un sottomarino monoscafo come i suoi equivalenti statunitensi. Due scafi garantiscono affidabilità e galleggiabilità al sottomarino, mentre un solo scafo indica silenziosità e invisibilità. Gli Jasen sono una via di mezzo, avendo la cosiddetta architettura “uno scafo e mezzo” con una leggera carena che  parzialmente copre lo scafo a pressione del sottomarino. Un’altra caratteristica tradizionale del progetto sovietico, che non fu implementato nei sottomarini classe Jasen, era la posizione dei tubi lanciasiluri a prua, laddove si trovava il potente sistema sonar Irtysh, quindi non c’era semplicemente più spazio per i siluri. Così i tubi di lancio sono stati collocati nella parte centrale del sottomarino, ad angolo rispetto alla mezzeria. Così, lo Jasen prese in prestito una soluzione costruttiva ampiamente utilizzata negli Stati Uniti.

01.jpga04aa0c2-2c21-4300-a6fb-e796863ee821LargeGranat vs Tomahawk
L’arma principale del sottomarino sarà il missile supersonico antinave 3M55 Oniks (Jakhont) con una gittata di 350 km. Il lancio multiplo di 24 di questi missili potrebbe presentare un problema serio anche per il potente sistema di difesa aerea di un gruppo portaerei statunitense. I sottomarini classe Jasen saranno equipaggiati con l’equivalente russo del missile Tomahawk statunitense, il Granat, che ha una gittata di 3000 km e, proprio come la sua controparte statunitense, può avere una testata nucleare. Inoltre, il nuovo sottomarino avrà missili 3M14 Kalibr, dalla gittata di oltre 500 km, consentendo ai sottomarini Projekt 885 di effettuare massicci attacchi di alta precisione contro obiettivi a terra. Attraverso i suoi tubi lanciasiluri, il sottomarino potrà lanciare i missili antinave 3M54 Birjuza e i missili antisottomarini 91R così come deporre mine. Per l’auto-difesa, il Severodvinsk avrà speciali dispositivi di lancio per vari sistemi d’inganno, e possibilmente un sistema di difesa attiva antisiluro capace di distruggere siluri nemici con piccoli speciali antisiluri.
Nel suo libro ‘La Guerra Fredda Sottomrina’, il famoso analista navale statunitense Norman Polmar chiude il capitolo sui più recenti progetti sottomarini nucleari statunitensi e sovietici concludendo che vi sono molte prove a sostegno della tesi che i sottomarini sovietici di quarta generazione hanno raggiunto livelli in molti aspetti pari o superiori ai loro rivali statunitensi. Gli equivalenti dei sottomarini classe Jasen degli Stati Uniti sono i sottomarini multiruolo classi Seawolf e Virginia, anche se lo Jasen è destinato ad una più vasta gamma di compiti. Ecco come l’esperto militare russo Igor Korochenko elenca i compiti del nuovo sottomarino: “Primo, seguire i sottomarini strategici missilistici classe Ohio degli USA. Inoltre, eventualmente effettuare pattugliamenti operativi nelle regioni in cui la Marina russa vuole impedire la presenza di sottomarini stranieri. Allo stesso tempo, i sottomarini classe Jasen potranno lanciare missili cruise contro obiettivi terrestri, anche nel caso di conflitti locali in regioni in cui la distribuzione di una forza di terra permanente russa sia impossibile“.

10325508Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

“La potenza navale USA è in calo” ironizzano

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 18/01/2014

x-47b-drone-launch-from-carrierIl 3 gennaio l’Ammiraglio Viktor Bursuk, il Vicecomandante della marina russa che supervisiona l’approvvigionamento degli armamenti, ha detto che la Marina Militare della Russia si aspetta di ricevere 40 nuove navi da guerra e navi ausiliarie nel 2014. In aggiunta alle navi di superficie di varie classi, la Marina riceverà anche il terzo sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare classe Borej, il Vladimir Monomakh, e un sottomarino diesel-elettrico classe Varshavjanka. La Russia continuerà la riparazione e la revisione dell’incrociatore lanciamissili a propulsione nucleare Admiral Nakhimov e di tre sottomarini d’attacco a propulsione nucleare, per quest’anno. L’Admiral Nakhimov dovrebbe rientrare nella marina russa nel 2018 con a bordo sistemi d’arma più avanzati, hanno detto a giugno dello scorso anno i cantieri Sevmash. Secondo la dichiarazione, le navi ausiliarie commissionate entro la fine del 2014 comprendono l’Igor Belusov, un’avanzata nave da ricerca e salvataggio destinata a potenziare la capacità della marina nel soccorrere sottomarini e navi in difficoltà, ha detto l’ammiraglio. I think tank navali statunitensi riportano che la marina russa avanza, e i suoi componenti d’attacco rinascono. La Cina ha costituito  il suo primo gruppo d’attacco con portaerei, e i suoi nuovi missili costituiscono la prima minaccia per le portaerei statunitensi, mentre la potenza navale del Paese cresce a passi da gigante. Il tutto si svolge sullo sfondo di una US Navy soggetta a tagli che ne minano la capacità di difendere la nazione sul mare. Ad esempio, il congressista Randy Forbes (R-VA), presidente della sottocommissione sul potere marittimo e le forze di proiezione della commissione sulle Forze armate della Camera, ha avvertito di ciò in un’intervista a Real Clear Defense alla fine dello scorso anno. “Siamo tecnicamente ‘inseguiti’ dai missili da crociera antinave cinesi (ASMC) in questo momento”, Forbes ha risposto alla domanda sull’operatività del redattore capo Dustin Walker. “l’ASMC della Marina USA è l’Harpoon, un sistema missilistico antinave ognitempo e oltre l’orizzonte. Sembra avanzato, ma in realtà è stato progettato negli anni ’70 ed ora non può sopravvivere operando contro le più sofisticate minacce antisuperficie che appaiono nella Marina dell’EPL cinese di oggi… Il mio sottocomitato svolge un ruolo di primo piano nel rivedere le opzioni per una nuova arma offensiva anti-superficie (OASuW)”.

Armi ad energia e letalità offensiva
La flotta di superficie dell’US Navy deve diventare più letalmente offensiva. Come Aviation Week ha riferito il 12 gennaio, il viceammiraglio Thomas Copeman, comandante della Forza Navale di Superficie del Pacifico degli Stati Uniti, ha sottolineato “La forza di superficie deve migliorare notevolmente la sua letalità offensiva”. “Dobbiamo passare oltre il missile come sistema difensivo”, dice nel suo “Rapporto per una Flotta di Superficie del 2026”, pubblicato all’inizio di questo mese, in anticipo rispetto alla Conferenza e Simposio dell’associazione della marina di superficie che si tiene il 14-16 gennaio ad Arlington, Virginia. Copeman ha detto, “Lo sviluppo e la traiettoria delle nostre armi devono riequilibrarsi a favore delle armi energetiche per la difesa, che forniranno adeguate capacità e potenzialità necessarie a condurre rapide e sostenute operazioni di combattimento per i prossimi decenni”… ha anche sottolineato che “la Marina deve concentrarsi di più sull’attacco”. L’arma deve essere dotata di “armamenti che possano migliorare notevolmente la letalità della forza di superficie, venendo resi disponibili nel breve termine”.

LRASM
Il Long Range Surface Attack Missile (LRASM) è destinato ad abbattere bersagli di superficie ben oltre gittata delle armi offensive o difensive del nemico. Il LRASM è un programma del DARPA finanziato dall’US Navy per dotare essa e l’US Air Force di un’arma anti-superficie offensiva e di un nuovo missile aerolanciato a lunga gittata anti-superficie. Dopo tre prove riuscite lo scorso anno, si prevede di condurre nel 2014 altri due test navali del missile. Lockheed Martin ha descritto le capacità dell’arma come: “La capacità a lungo raggio del LRASM consentirà d’ingaggiare il bersaglio da ben oltre la gittata del controtiro diretto delle armi. Inoltre, il LRASM utilizza dispositivi di sopravvivenza attivi e passivi per penetrare i sistemi di difesa aerea integrati avanzati.  La combinazione di gittata, sopravvivenza ed efficacia assicura il successo della missione”. Potrà essere lanciato dall’aria o dalla superficie, viaggiare a velocità subsoniche e trasportare un penetratore da 500 chili e una testata a frammentazione. Il missile è sviluppato anche per contrastare la crescente potenza navale cinese nel Pacifico. Un altro sviluppo più ambizioso, attualmente in fase concettuale presso la DARPA, è l’Arc Light, un sistema missilistico progettato per colpire navi di superficie o altri bersagli a distanze di 3000 miglia. La fase terminale del missile sarà accelerata da un razzo ai limiti dell’atmosfera, dove raggiungerà l’ipervelocità planando per migliaia di chilometri, rientrare nell’atmosfera e colpire l’obiettivo in meno di mezz’ora. Un concetto simile sarà dimostrato all’inizio di quest’anno con la seconda prova dell’HTV-2 Falcon di DARPA/US Air Force. Una missione diversa è perseguita dal programma di armi avanzate della DARPA Triple Target Terminator (T3), un’arma per il dominio aereo. Con tale programma l’agenzia sviluppa un missile a velocità elevata e a lunga gittata che può colpire aerei, missili da crociera e obiettivi della difesa aerea nemici. Sarà progettato per essere trasportato internamente da aerei stealth come F-35, F-22 e F-15SE, o esternamente da caccia, bombardieri e UAV. Il T3 permetterebbe al caccia d’attacco di passare rapidamente tra le varie funzioni aria-aria e aria-superficie. Sia Raytheon che Boeing hanno avuto ciascuno un contratto di 21,3 milioni di dollari per lo sviluppo del nuovo missile, che dovrebbe essere testato nel 2014. La Marina sviluppa un modulo da adattare all’attuale classe di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare Virginia aumentandone notevolmente la capacità di colpire bersagli di superficie da santuari oceanici, usando missili da crociera, rendendoli l’arma prescelta nei molti scenari sul Pacifico contro la Cina.

uss-zIl cannone laser sarà testato in mare nei primi mesi del 2014
L’US Navy spende attualmente circa 40 milioni di dollari all’anno nella ricerca per le armi laser. Ora schiera prototipi di armi elettromagnetiche, armi laser a stato solido e velivoli senza pilota subacquei presso unità operative. La tecnologia si distingue offrendo un’ulteriore gamma di attacchi a terra così come funzionalità aggiuntive nella difesa contro missili balistici e da crociera. Il Rail-Gun che ha una gittata di 100 miglia e più, utilizza energia elettrica immagazzinata a boro della nave per generare l’impulso elettromagnetico ad alta velocità sufficiente a spingere una testata ad energia cinetica. Ovviamente, l’attrazione principale del laser è la sua capacità di distruggere bersagli a lunga distanza e alla velocità della luce, e il LaWS ha molti vantaggi sia come arma difensiva che offensiva. L‘US Navy prevede che sia usata per operazioni mirate e segrete, attacchi a sorpresa e di cosiddetta “letalità graduata”. È vista anche come contromisura contro UAV, missili e piccole imbarcazioni. Il capo dell’US Navy ha annunciato i piani per schierare un laser a stato solido a bordo dell’USS Ponce nell’aprile 2014, due anni prima del previsto. La Ponce è assegnata ad una base avanzata dell’US Navy nel Golfo Persico, in un ambiente particolarmente stressante per l’utilizzo di laser difensivi, poiché le condizioni atmosferiche locali degradano la potenza del fascio e le forze iraniane hanno molte opzioni nell’attaccare navi da guerra dai motoscafi ai velivoli senza pilota e ai missili. La dimostrazione in mare per il 2014 rientra in un più ampio calendario a breve termine dell’US Navy per i programmi ad energia. L’Office of Naval Research (ONR) e il Naval Sea Systems Command recentemente hanno compiuto dimostrazioni con laser ad alta energia a bordo di una nave da combattimento, nonché contro aerei telecomandati. L’arma è anche vista come  importante sviluppo da impiegare contro la Cina.
Come Loren Thompson scrisse su Forbes del 6 gennaio, “La domanda è che cosa sta combinando l’US Navy per sostenere il suo ruolo nel Pacifico occidentale mentre la Cina sfrutta i suoi vantaggi geografici nel perseguimento del dominio militare regionale. Le recenti tendenze non sono incoraggianti, e l’attuale approccio alla protezione della flotta probabilmente non avrebbe successo in un serio conflitto se l’Esercito di Liberazione del Popolo risolvesse il suo problema con la ricognizione. L’US Navy ha bisogno di un’arma di svolta, e la ricerca sul laser è una delle poche opzioni disponibili credibili”.

Droni navali
La scorsa estate il drone X-47B dell’US Navy ha completato il suo ultimo turno di prove al largo delle coste della Virginia, diventando così il primo jet senza pilota nella storia ad essere imbarcato su una portaerei operativa. Quest’anno, quattro società competeranno per un contratto di progettazione della prossima versione del X-47B, puntando a farlo decollare nel 2020, secondo l’US Navy. Con un’autonomia di oltre 2100 miglia nautiche, l’X-47 può trasportare armi e può anche essere il precursore di un programma di droni per intelligence, sorveglianza e ricognizione, il tutto attraverso un’avanzato sistema di navigazione GPS, una connessione a una rete ad alta integrità e un software di controllo di volo avanzato per tracciare il territorio. I nuovi droni subacquei oceanici chiamati “Slocum Alianti”, non avranno bisogno di carburante per operare, al contrario delle loro controparti aeree. Saranno alimentati dall’oceano stesso, sorvegliando furtivamente la zona circostante e fornendo informazioni alle altre navi militari. Utilizzando un processo soprannominato “galleggiabilità idraulica”, il drone potrà regolare il proprio dislocamento basandosi sull’acqua che ha intorno. Ciò permette al drone di immergersi, abbassarsi o alzarsi tra le correnti oceaniche,  muovendosi alla velocità di un miglio (1,6 km) all’ora. L’obiettivo dell’US Navy è inviare un drone sottomarino, chiamato “Vela”, lungo rotte costiere per cinque anni. Una flotta di essi potrebbe sciamare sulle coste nemiche, permettendo all’US Navy di eliminare campi minati e rilevare sottomarini nemici. A differenza dei loro cugini aerei, i droni dell’US Navy non sono alimentati da carburante. Invece, traggono energia dal termocline oceanico, una coppia di strati di acqua calda, in prossimità della superficie, e di acqua fredda sotto. I droni furono commissionati dall’US Navy nel 2009, quando investì poco più di 56 milioni dollari per 150 droni “Littoral Battleship-Sensing”. Questi dovrebbero arrivare nel 2014. L’US Navy ha sparato un drone da un sottomarino sommerso, una prodezza che potrebbe rivelarsi preziosa per l’intelligence e la ricognizione nelle operazioni speciali militari future. Il piccolo drone fu lanciato dal tubo lanciasiluri del sottomarino Providence, quindi aprendo le ali è decollato volando per “diverse ore”, dimostrando la capacità di collegamento in video live streaming con il sottomarino, ha detto l’US Navy. Il progetto, che ha ricevuto 15 milioni di dollari in sei anni, è seguito dal Naval Research Laboratory. Il test si svolse presso l’Atlantic Undersea and Evaluation Center dell’US Navy alle Bahamas.

navy_s-ocean-powered-droneLa riubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Pronto il primo sottomarino nucleare indiano costruito con l’aiuto russo

Arun Mohanty, RIR, 5 dicembre 2013

arihant released early June 2010L’INS Arihant, primo sottomarino a propulsione nucleare lanciamissili dell’India, nell’ambito del programma Advanced Technology Vessel (ATV) della Marina indiana, con l’aiuto russo, è pronto per le prove in mare. Il reattore del sottomarino è stato attivato ad agosto. Le prove in mare, che includeranno il lancio di missili balistici a testata nucleare K-15 dal sottomarino all’inizio del prossimo anno, sarà la pietra miliare del potenziamento della deterrenza strategica dell’India. Il comandante della Marina indiana Ammiraglio D K Joshi, ha detto che il reattore nucleare dell’INS Arihant, attivato il 10 agosto, è attualmente oggetto di una serie di attività per raggiungere la piena potenza a Vishakapatanam. Ciò sarà completato nelle prossime settimane e il sottomarino nucleare effettuerà le prove in mare, avendo già completato le prove di accettazione in porto, ha detto l’ammiraglio Joshi.
Il programma ATV fu concepito nei primi anni ’70, all’indomani della guerra indo-pakistana del 1971, quando la portaerei degli Stati Uniti USS Enterprise fu schierata nel Golfo del Bengala per intimidire l’India, e dopo che l’Unione Sovietica inviò navi armate con missili nucleari e sottomarini nucleari nella baia per scongiurare la minaccia statunitense. La presenza di una formidabile flotta nucleare sovietica nel Golfo del Bengala a sostegno dell’India, giocò un ruolo importante nel neutralizzare i piani statunitensi e porre fine alla guerra. A quanto pare, l’allora primo ministro indiano Indira Gandhi apparentemente fu molto impressionata dalla flottiglia a propulsione nucleare sovietica, ed ordinò il programma ATV. Anche se il programma fu concepito dalla signora Gandhi, tutti i successivi primi ministri dell’India, tra cui Rajiv Gandhi, VP Singh, IK Gujral, Atal Bihari Vajpayee e l’attuale Primo ministro Manmohan Singh, hanno mostrato notevole interesse nel successo del programma.
L’Arihant può trasportare dodici missili nucleari K-15. In linea con la ‘politica del non primo impiego’ dell’India, il sottomarino permetterà lo sviluppo di una credibile ‘capacità di secondo colpo’ del Paese. Il sottomarino nucleare non solo incrementa la deterrenza strategica dell’India, ma riflette anche la saga della cooperazione strategica del Paese con la Russia. Infatti, il progetto dell’Arihant si basa sui sottomarini russi classe Akula-1 e il suo reattore ad acqua pressurizzata da 83MW è stato costruito con il significativo contributo russo. Mentre il suo equipaggio di 100 membri è stato addestrato da specialisti russi, gli scienziati indiani del Bhabha Atomic Research Centre hanno tratto una significativa esperienza nel ridurre le dimensioni del reattore per poterlo inserire nello scafo del diametro di 10m del sottomarino nucleare.
Il primo ministro indiano Manmohan Singh, parlando alla cerimonia del varo dell’Arihant, aveva detto che rappresenta “un grande passo nel progresso della nostra tecnologia.” Infatti, la cooperazione nucleare costituisce uno dei principali pilastri della partnership strategica indo-russa, sigillata durante la prima visita di Stato del presidente russo Vladimir Putin in India, nel 2000.  Tuttavia, la cooperazione strategica in questo settore vitale iniziò molto prima della firma della Dichiarazione di Delhi sul partenariato strategico. La Russia è l’unico Paese che abbia affittato sottomarini nucleari all’India, riflettendo la natura strategica della consolidata amicizia. Il primo sottomarino nucleare russo classe Akula-1, battezzato INS Chakra, fu affittato all’India dall’ex Unione Sovietica per tre anni, nel 1988. Il secondo sottomarino nucleare russo fu affittato all’India nel 2012, per un periodo di 10 anni. Attualmente entrambi i Paesi sarebbero in trattative per l’affitto di un altro sottomarino nucleare russo all’India. L’equipaggio indiano dell’Arihant ha ricevuto l’addestramento sul secondo INS Chakra.
Anche se l’India ha missili Agni e caccia Mirage-2000 per trasportare testate nucleari, la sua triade nucleare sarà completata solo quando l’INS Arihant completerà con successo le sue prove in mare,  nei prossimi 12 mesi. L’India programma di costruire un paio di sottomarini nucleari a Vadodara e Vishakapatanam. Tuttavia, l’Arihant è il dimostratore tecnologico, come descritto dall’ex comandante della Marina indiana Ammiraglio Nirmal Verma. Il contributo della Russia nel sviluppare le capacità nucleari dell’India è lodevole. La presenza dell’ambasciatore russo in India Vjacheslav Trubnikov e di altri alti diplomatici, alla cerimonia di lancio dell’Arihant nel luglio 2009, ha confermato l’enorme contributo russo al successo del programma per la triade nucleare indiana.

Arihant_3Arun Mohanty è professore presso la Scuola di Studi Internazionali della Jawaharlal Nehru University e direttore dell’Eurasian Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Come mutano le alleanze politico-militari in Medio Oriente

Valentin Vasilescu, Réseau International 17 novembre 2013

Sullo sfondo del rischieramento delle forze militari statunitensi dal Medio Oriente al Pacifico occidentale per contrastare la Cina, i leader regionali abbandonati dagli USA ne spezzano l’alleanza ventennale, alcune delle quali considerate contro natura.

Russian Defense Minister Sergei Shoigu in CairoTra i Paesi dalle maggiori riserve di gas naturale, in prima posizione vi è la Russia con il 25%, seguita dall’Iran (15,57%). Il Qatar detiene il 3° posto (13,39%), l’Arabia Saudita il 5° posto con il 3,92% e gli Emirati Arabi Uniti il 6° (3,19%). Nel 2009, Bashar al-Assad, sostenuto da Iran e Russia, rifiutò di accettare la costruzione di un oleodotto del Qatar che, passando per Arabia Saudita, Giordania e Siria, doveva raggiungere la Turchia dove avrebbe fornito il gas necessario al gasdotto Nabucco, eliminando dal mercato la Gazprom. Casualmente, subito dopo il suo rifiuto scoppiò la guerra civile in Siria. I rapporti degli Stati Uniti con l’Arabia Saudita hanno avuto dei problemi visibili, dopo la decisione del presidente Obama di rinunciare a bombardare la Siria, seguendo le geniali iniziative diplomatiche della Russia. Le recenti vittorie su tutti i fronti dell’Esercito arabo siriano hanno convinto il governo degli Stati Uniti ad unirsi alla posizione russa nel negoziare il futuro della Siria. Ciò è dispiaciuto ad Arabia Saudita e Qatar, che dal 2010 hanno speso più di 4 miliardi di dollari per il reclutamento e l’armamento dei ribelli islamisti inviati a rovesciare Bashar al-Assad. Le manifestazioni di piazza in Turchia, nell’estate-autunno del 2013, hanno posto fine alle aspirazioni indotte dall’Arabia Saudita e dal primo ministro Recep Tayyip Erdogan, per ripristinare i confini dell’Islam in Europa, come nel periodo 1860-1878 sotto l’impero ottomano, comprendendo Albania, Montenegro, Macedonia, la Grecia dal settentrione al Golfo di Corinto, Kosovo e Bosnia-Erzegovina.
Il 7 novembre 2013, su iniziativa della Russia a Ginevra è iniziato un nuovo ciclo di negoziati a sei (i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la Germania), con i rappresentanti dell’Iran. Preparandosi da diversi mesi, gli Stati Uniti avevano dichiarato in modo inequivocabile di essere pronti ad eliminare gradualmente le sanzioni contro l’Iran. Il Washington Post aveva riferito che dieci alte spie israeliane che agivano in territorio iraniano furono sorprese ricevere istruzioni da ufficiali di collegamento israeliani in Turchia. Dopo essere stati scoperti, gli agenti israeliani furono scaricati dal servizio di controspionaggio turco. Questo incidente dimostra che i bei vecchi tempi, quando il servizio segreto turco MIT collaborava nell’infiltrazione di agenti israeliani in Iraq e in Iran dal territorio turco, sono finiti. Questo incidente è comprensibile se si considera che il capo dell’intelligence turca e il viceministro dell’Intelligence iraniana hanno firmato un accordo di cooperazione e mutuo sostegno in cui Iran e Turchia si impegnano a non permettere a qualsiasi altro Paese di utilizzare il territorio di una parte per lanciare un’azione militare o spionistica contro l’altro. L’accordo fu firmato con la tacita approvazione degli Stati Uniti, quando Victoria Nuland, assistente del segretario di Stato per gli affari europei ed eurasiatici visitava Ankara. A seguito di questi sviluppi imprevisti, nell’ottobre 2013, una delegazione di Arabia Saudita, Qatar, Oman, Kuwait e Bahrain si recò in Israele per trovare una soluzione alla crisi causata dalla cancellazione, da parte degli Stati Uniti, di ogni proposizione di attacco contro l’Iran. Presumibilmente i presenti accettarono di fare qualcosa di diverso, non solo per unire le forze e fare pressione contro la nuova direzione in politica estera di Obama, attraverso le loro lobby al Congresso, come facevano in precedenza.
Israele attualmente possiede quattro sottomarini tedeschi classe Dolphin (Tipo 212) e recentemente ne ha ordinato altri sei. Il quotidiano tedesco Bild ha riferito che i funzionari israeliani hanno incontrato le loro controparti saudite presso i cantieri navali ThyssenKrupp, nel nord della Germania, dove si producono i sottomarini. Espressero l’intenzione di acquisire 25 sottomarini tedeschi Tipo 212, per 2,5 miliardi di dollari per i primi cinque. Le richieste saudite di armamenti, che venivano respinte in passato dalla Germania per motivi di sicurezza legati allo Stato d’Israele, ora vengono accettate. Si noti che l’esercito saudita, che ha importato armi moderne da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, è classificato 7° al mondo con un bilancio annuale di 56,7 miliardi dollari, seguito da India, Germania, Italia e Corea del sud. L’Arabia Saudita, nota anche per avere un seggio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sostiene che i cinque membri permanenti (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) non possono risolvere i complessi problemi del Medio Oriente senza il suo supporto. Il segretario di Stato USA John Kerry aveva compiuto una visita inattesa in Arabia Saudita, dove aveva incontrato re Abudullah bin Abdulaziz e il suo omologo saudita Saud al-Faisal, per disinnescare le tensioni create da Riyadh con la sua reazione a Washington. Kerry aveva respinto la presenza alla riunione di Bandar al-Sultan, il potente capo dell’intelligence saudita, uomo di grande influenza sui leader militari sauditi. Kerry aveva precedentemente chiesto a Sultan di cambiare la sua strategia, sospendendo per un certo periodo il sostegno ai gruppi terroristici, tra cui al-Qaida. Sultan non solo non ha accettato, ma ha minacciato Kerry che avrebbe cessato ogni cooperazione nella sicurezza con Washington. Cosa sa Kerry e cosa Sultan non capisce?
In una recente intervista con i giornalisti russi, il ministro della difesa russo Sergej Shojgu aveva detto: “il principale nemico della Russia è il terrorismo internazionale, guardate chi combatte in Siria, Afghanistan, Mali, Libia.” Il precedente stabilito dall’avvio della “primavera araba”, contraria alla democrazia e che genera instabilità su larga scala con il pretesto dell’Islam, è stato seguito dall’armamento di un’entità non statale, come i mercenari islamici in Siria, Arabia Saudita e Qatar, nonché dai ripetuti attacchi aerei israeliani contro le truppe, l’aviazione e i depositi di armi dell’Esercito arabo siriano, al fine di aiutare i ribelli. Tutto ciò ha portato all’apertura del vaso di Pandora e la Russia non può lasciare andare le cose, senza prendere misure adeguate. Non c’è bisogno di spiegare che questa affermazione definisce anche la creazione e il ruolo della flotta russa di nuova costituzione ed oggi operativa nel Mediterraneo orientale. Nella prima parte del 2014, si unirà alla flotta russa nel Mediterraneo la prima portaelicotteri da assalto anfibio russa classe Mistral, motivo per cui l’Arabia Saudita s’è improvvisamente innamorata dei sottomarini tedeschi. La Papandreou Air Base di Paphos, a Cipro, inoltre dovrebbe ospitare, a partire dal 2014, la componente aerea della forza antiterrorismo della Russia, consistente in un gruppo di caccia-bombardieri armati principalmente con il missile da crociera stealth Kh-101 (3500 km di raggio di azione) e un gruppo da trasporto aereo pesante (4000 km di raggio di azione), necessari al 108.vo e 247.mo reggimento paracadutisti appartenenti alle forze per operazioni speciali russe. Il primo passo per la dichiarazione di guerra totale contro il terrorismo da parte della Russia è stato fatto il 7 novembre 2013, quando la prima parte di attrezzature per la lotta antiterrorismo in Iraq è stata consegnata dalla Russia, tra cui quattro elicotteri d’attacco e sistemi di difesa aerea. Dopo più di otto anni di ondate di attacchi etnici continui, l’Iraq vuole farla finita al più presto chiedendo il sostegno russo. L’Iraq, confinante con Turchia e Iran, e le cui riserve di petrolio sono classificate al 6° posto nel mondo, non può utilizzare questo potenziale per l’esportazione, per via della forte concorrenza di Arabia Saudita e dei suoi satelliti del Golfo, in coincidenza con l’instabilità interna prodotta e alimentata di continuo.
Dopo la sospensione del contributo annuale per gli armamenti, pari a 1,5 miliardi di dollari, da parte degli Stati Uniti (che comprendevano anche quattro F-16, 10 AH-64 Apache, quattro carri armati M1A1, ricambi per questi mezzi e missili antinave Harpoon), l’Egitto ha deciso di interrompere la collaborazione con gli Stati Uniti, modificando come l’Iraq la sua direttiva geopolitica regionale, chiedendo il sostegno della Russia per fermare gli attentati terroristici perpetrati dai Fratelli musulmani. Sergej Shojgu e Sergej Lavrov hanno discusso con i loro omologhi egiziani di Cairo, il 13 novembre 2013, per un accordo sugli armamenti da 4 miliardi di dollari finanziati dai crediti russi. Preparando anche la visita del Presidente Vladimir Putin in Egitto, che si avrà alla fine di questo mese, durante il quale il contratto sarà firmato. Ciò potrebbe essere un primo passo, elicotteri d’attacco Mi-28 (invece degli statunitensi AH-64), MiG-29M e Su-30MK2 (al posto degli F-16 Block 52) e batterie costiere missilistiche Bastion-P, armate con i missili supersonici Jakhont (invece dei missili Harpoon). Questo momento segna anche il possibile ritorno della Russia, dopo un’assenza di 40 anni, nella sua ex-base aerea nella penisola di Ras Banas, sul Mar Rosso (200 km dalla base navale saudita di Yanbu e 400 km dalla base aerea di Jeddah) da dove evacuarono per far posto agli statunitensi. E l’installazione del quartier generale delle forze navali antiterrorismo russe a Port Said, base navale che controlla l’accesso al Canale di Suez.
D’ora in poi i gruppi terroristici in Medio Oriente non possono contare per nulla sull’elemento chiave rappresentato dagli “attacchi preventivi” degli Stati Uniti o dal possibile supporto aereo di Israele, Arabia Saudita e loro satelliti del Golfo persico. In un articolo precedente scrissi che l’Almaz-Antej ha completato l’organizzazione per la produzione dei sistemi S-300PMU-2 presso gli stabilimenti di Nizhnij Novgorod e degli S-300PMU-3 (S-400 Triumf) a Kirov, che raggiungeranno il pieno regime nei primi mesi del 2014. Nel 2015, quando si avvierà la produzione dei nuovi sistemi S-500 e si apriranno altri tre impianti per missili balistici, l’Almaz-Antej diventerà leader mondiale in questa categoria di armamenti. L’aggiornamento dei vecchi sistemi missilistici antiaerei russi nelle industrie russe di Kirov e Nizhnij, mentre si acquisiscono nuovi sistemi antiaerei a lungo raggio, sembra essere una delle soluzioni più pratiche per gli Stati e le organizzazioni politico-militari della regione devastata dalle azioni dei gruppi terroristici. Poiché i nuovi sistemi antiaerei russi sono progettati per negare il vantaggio che Israele, Arabia Saudita e i loro satelliti del Golfo hanno nella loro flotta di moderni aerei F-15, F-16, F- 18, Eurofighter Typhoon e AH-64 Apache.

8eb2e6bd8736b83b788e52436e8038378ce2aa62Valentin Vasilescu, pilota ed ex-vicecomandante della base militare di Otopeni, laurea in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari a Bucarest, nel 1992.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA annunciano “cambiamenti significativi” nella politica militare

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 15.11.2013

x51-waverider-08-16-12-02Il 5 novembre, nel discorso al Global Security Forum del Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (CSIS), il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto che il Pentagono ha bisogno di cambiamenti significativi “in ogni aspetto” della difesa. Aveva individuato sei aree d’interesse che guideranno l’importante riforma del Dipartimento della Difesa (DoD)… L’organizzazione delle truppe, l’addestramento militare e l’acquisto di attrezzature verranno rivalutati nella revisione quadriennale della difesa, da presentare al Congresso all’inizio del prossimo anno. “L’obiettivo è garantire che riflettano al meglio i nostri obiettivi nel mutato contesto strategico, la capacità di evoluzione dei nostri alleati e partner, le minacce mondiali reali e le nuove capacità militari delle nostre forze e dei nostri potenziali avversari”, ha detto Hagel nel discorso al think tank CSIS. “Dobbiamo fare in modo che gli scenari emergenti decidano la struttura delle forze, e non viceversa”.
Il DoD deve prepararsi a un futuro in cui le truppe non schierate non saranno addestrate ai livelli attuali. “Potremmo dover accettare la realtà che non ogni unità sarà al massimo grado di prontezza, e una sorta di sistema di prontezza a più livelli è forse inevitabile”, ha detto. Le sei aree d’interesse che determineranno bilancio e pianificazione strategica annunciati, sono:
- Riforma istituzionale. Questa estate Hagel ha annunciato la riduzione del 20 per cento dei bilanci per i comandi di tutti i reparti, a cominciare dall’ufficio del segretario della Difesa.
- Rivalutare la pianificazione delle forze militari. “L’obiettivo”, ha aggiunto, “è garantirsi che riflettano al meglio i nostri obiettivi e il mutato contesto strategico, la capacità di evoluzione dei nostri alleati e partner, le minacce mondiali reali e le nuove capacità militari delle nostre forze e dei nostri potenziali avversari”.
- Preparazione alla sfida di una prolungata prontezza militare. Questa è la responsabilità più alta del dipartimento verso le sue forze, ha detto il segretario, e tuttavia già “abbiamo visto la prontezza di unità non schierate soffrire di addestramento ridotto, ore di volo ridotte, navi non operative ed esercitazioni annullate”.
- Proteggere gli investimenti nei settori militari emergenti, soprattutto cyberspazio, forze speciali e d’intelligence, sorveglianza e ricognizione. “Mentre i nostri potenziali avversari investono in settori più sofisticati cercando di vanificare i vantaggi tradizionali dei nostri militari, tra cui la nostra libertà di azione e di accesso in… tutto il mondo”, ha detto “sarà importante mantenere il nostro decisivo vantaggio tecnologico”.
- Equilibrato mix tra capacità. “In alcuni casi faremo un cambiamento, per esempio, dando priorità a forze militari più piccole, moderne e capaci rispetto a forze più grandi con vecchi equipaggiamenti. Inoltre si favorirà una forza attiva globale e una forza impegnata di presidio”, ha spiegato Hagel.
- Personale e politica di compensazione. “Senza seri tentativi per avere risparmi significativi in tale settore, che oggi consuma circa la metà del bilancio del DoD e che aumenta ogni anno, rischiamo di diventare una forza sbilanciata, ben compensata ma mal addestrata ed equipaggiata, con disponibilità e capacità limitate”, ha detto.
Andando avanti, il dipartimento deve fare scelte difficili in questo settore, al fine di garantirsi una difesa sostenibile per il 21° secolo, ha osservato il segretario. La riforma della pianificazione è una risposta ai vincoli di bilancio, come sottolineato in tutti i commenti sulle questioni militari.

Studio, sperimentazione e servizio
La spesa per gli armamenti degli Stati Uniti sarebbe slittata a causa del sequestro derivante dai problemi finanziari della nazione. Parlando alla Commissione Forze Armate del Senato a febbraio, il presidente del Joint Chiefs of Staff, Generale Martin E. Dempsey ha detto che il sequestro “mette la nazione sotto maggior rischio di coercizione”, e i programmi militari chiave in esecuzione suscitano preoccupazioni tra gli altri attori mondiali. Il 1° maggio 2013, l’X-51A Wave Rider, un velivolo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force, ha volato a più di cinque volte la velocità del suono, in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’UAV. Questo è un passo avanti nella tecnologia del scramjet che presumibilmente potrà essere usata per compiere attacchi in tutto il mondo entro pochi minuti. Questo era il quarto e ultimo di una serie di test. Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere la velocità di Mach 6 ed oltre. Sei  volte la velocità del suono, abbastanza veloce per attraversare l’oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. Molti dettagli del programma sono classificati… Quello che si sa è che l’Air Force continua la ricerca ipersonica ed i successi dell’X-51A daranno un contributo al programma per l’arma d’attacco ad alta velocità attualmente in fase di sperimentazione. La Lockheed Martin ha svelato i piani per l’aereo spia ipersonico SR-72, in grado di volare a velocità ipersonica. È stato progettato utilizzando materiali commerciali, per contenersi a prezzi accessibili nel difficile contesto attuale del bilancio. Guy Norris ha pubblicato su Aviation Week and Space Technology un articolo esclusivo dedicato all’SR-72. Il nuovo aereo avrà all’incirca le stesse dimensioni del Blackbird, ma sarà in grado di volare due volte più veloce. Sarà in grado di avere una velocità di crociera di Mach 6, rendendolo il primo velivolo ipersonico ad entrare in servizio ed essere prodotto. Seguendo il piano ipersonico a lungo termine dell’US Air Force, l’SR-72 è stato progettato per colmare ciò che viene percepito dai pianificatori della difesa come la crescente lacuna nell’intelligence di rapida reazione della pletora di satelliti e piattaforme con e senza pilota subsoniche, destinate a sostituire l’SR-71. Un velivolo che penetra ad alta quota e a Mach 6, una velocità indicata da Lockheed Martin come il “punto giusto” per l’attivazione del volo ipersonico, dovrebbe sopravvivere laddove velivoli, aerei subsonici o supersonici avanzati, furtivi e senza pilota non potrebbero. Il velivolo dovrebbe anche avere capacità opzionali di attacco. La tempistica s’integra anche con il progresso dell’Air Force verso il volo ipersonico, richiedendo sforzi per sostenere lo sviluppo di un’arma d’attacco ipersonica entro il 2020 e di un velivolo da penetrazione per intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), entro il 2030. La scadenza del 2018 è determinata dalla pianificazione dell’arma d’attacco ad alta velocità (HSSW), un programma missilistico ipersonico statunitense avviato dall’Air Force e dalla DARPA. Il Wave Rider corrisponde perfettamente all’SR-72, migliorandone notevolmente la rapida capacità di attacco convenzionale (Prompt Global Strike – PGS), evidentemente andando molto oltre lo scoraggiare gruppi terroristici. L’obiettivo è un’arma formidabile contro le infrastrutture di comando e controllo, così come i siti degli ICBM. La maggiore velocità dell’SR-72 darebbe anche la possibilità di rilevare e colpire bersagli più agili.
Brad Leland, l’ingegnere dela Lockheed che ha diretto le ricerche per sette anni, ha detto che il nuovo aereo offre capacità rivoluzionarie ai militari: un jet bimotore dimostratore che può raggiungere qualsiasi destinazione in un’ora e potrebbe essere sviluppato per meno di un miliardo di dollari in 5-6 anni. Lo scopo dell’SR-72 è fornire agli Stati Uniti non solo una piattaforma ipersonica da ricognizione, ma anche un aereo d’attacco. Secondo Brad Leland, “velivoli ipersonici, accoppiati a missili ipersonici, possono penetrare spazi aerei protetti attaccando quasi qualsiasi luogo in un altro continente, in meno di un’ora”. Nessun nuova tecnologia è necessaria per l’SR-72, così che un velivolo dimostrativo potrebbe volare entro il 2018, e il velivolo potrebbe essere operativo entro il 2030. I dettagli del nuovo aereo spia ipersonico sono emersi dopo che la Lockheed, il più grande fornitore del Pentagono, ha collaborato con il secondo fornitore, la Boeing Co. (BA.N) per sviluppare una proposta per il nuovo bombardiere a lungo raggio del Pentagono. Lockheed, Boeing e altri grandi produttori di armi fanno pressione sul Pentagono per continuare a finanziare nuovi programmi per lo sviluppo di aeromobili, nonostante i grandi tagli alla spesa militare, sostenendo che un ritiro di tali programmi potrebbe minare la superiorità militare degli Stati Uniti in futuro. L’11 dicembre 2012 l’Orbital Test Vehicle Boeing X-37B ha compiuto il suo terzo volo di prova. L’X-37B, una navetta spaziale senza pilota riutilizzabile a decollo verticale ed atterraggio orizzontale, può rientrare nell’atmosfera terrestre e atterrare autonomamente. Il robot può anche regolare la rotta nello spazio invece di seguire la stessa orbita prevedibile, una volta in volo. La permanenza orbitale della navicella è attivata con i pannelli solari che generano energia una volta dispiegati dalla stiva di carico, potendo rimanere in orbita per 270 giorni. L’X-37B è senza dubbio un aereo spia, nonché un modello di prova del futuro “bombardiere spaziale” che potrà distruggere obiettivi dall’orbita. Non può essere escluso che il velivolo stesso possa essere un sistema da bombardamento nucleare, un satellite-tracker o un satellite-killer.
Il 2 novembre la Marina Militare ha battezzato l’undicesimo sottomarino d’attacco nucleare classe Virginia, l’USS North Dakota (SSN 784), a Groton nel Connecticut. I sottomarini classe Virginia hanno migliorate sofisticate capacità stealth e di sorveglianza. I miglioramenti delle loro specialità belliche gli consentono di compiere molteplici tipi di missione. La necessità totale dell’US Navy è di 30 unità della classe. Il North Dakota (SSN-784) da 2,6 miliardi di dollari è il primo previsto degli otto sottomarini Virginia modificato Block III. Vi sono due notevoli cambiamenti dal Block II al Block III. I Block III dispongono di due Multiple All up round Canisters (MAC) nella vela del battello. I tubi MAC possono contenere fino a sei missili d’attacco (TLAM) Tomahawk. I Block III dispongono anche di un nuovo sonar a prua. L’antenna del Large Aperture Bow (LAB) richiede meno componenti e meno manutenzione rispetto ai precedenti sonar dei Virginia. Ulteriori modifiche includono un’efficienza migliorata nella costruzione rispetto ai precedenti due blocchi.

130911-N-ZZ999-001_compressedStudio, sperimentazione e servizio
Nell’aprile 2013, l’US Navy ha annunciato lo schieramento del prototipo di un’arma laser nel Golfo Persico. Per la prima volta le navi vengono equipaggiate con un’arma laser in grado di disabilitare motovedette ed accecare o distruggere droni di sorveglianza, come le prove dimostrarono. La marina chiama le sue nuove armi LAWS (che sta per LAser Weapon System, sistema d’arma laser). Un prototipo del laser deve essere installato a bordo dell’USS Ponce, una nave appoggio assalto anfibio convertita che opera da base galleggiante per le operazioni militari e d’assistenza umanitaria nelle acque del Medio Oriente e del sud-ovest asiatico. Il laser sarà operativo il prossimo anno. Molti dettagli sul funzionamento del laser rimangono segreti, come ad esempio la portata del raggio, quanto sia potente o quanta potenza viene utilizzata per generarlo. Ciò che è noto del laser è che è stato progettato per essere un sistema “plug and play” che s’integra con le esistenti tecnologie di puntamento e la rete elettrica a bordo delle navi. Questi fattori rendono l’arma sorprendentemente economica. L’US Navy ha anche altri sistemi in fase di sviluppo destinati ad abbattere droni nemici e da installare sulle navi di superficie. Allo stesso modo, l’esercito statunitense aveva annunciato nel 2011 che compiva ricerche sul Laser-Induced Plasma Channel (LIPC), che può sparare un “fulmine” laser-guidato da 50 miliardi di watt contro un bersaglio.
Il 29 ottobre il caccia della Lockheed Martin Corp. F-35, aveva testato una Guided Bomb Unit-12 (GBU-12) Paveway II lanciandola dal suo vano armi interno mentre volava a circa 8.000 metri di quota, distruggendo un carro armato a terra, aveva dichiarato l’ufficio del programma F-35 del Pentagono. Ci vollero 35 secondi per colpire il bersaglio. “Questa prova di lancio di un’arma guidata GBU-12 indica che per la prima volta l’F-35 è diventato veramente un sistema d’arma“, aveva detto il maggiore dei marine Richard Rusnok, il pilota che aveva guidato l’aereo durante il test. “Rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo di questo programma vitale.” Era la prima volta che il jet aveva lanciato un’arma teleguidata contro un bersaglio a terra. Il Corpo dei Marines prevede di iniziare di iniziare ad adottare gli aerei a metà 2015. La GBU-12 fu seguita il 30 ottobre dalle prove di tiro reali presso l’Edwards Air Force Base, con l’impiego di un Advanced Medium Range Air to Air Missile, o AMRAAM, AIM-120. Un test sulla capacità dell’F-35 di sganciare una GBU-32 da 454 kg si terrà il prossimo novembre. Il mese scorso, la versione per la Marina, l’F-35C, ha compiuto il suo primo test di lancio presso la Naval Air Station sul Patuxtent River, nel sud del Maryland, e la versione per l’aviazione, o F-35A, ha compiuto il primo test di sgancio di una bomba dal piccolo diametro GBU-39, da 114 kg. La Lockheed sviluppa tre versioni del nuovo aereo da guerra furtivo per i militari degli Stati Uniti e degli otto Paesi che contribuiscono a finanziarne lo sviluppo: Gran Bretagna, Canada, Turchia, Italia, Norvegia, Australia, Danimarca, Paesi Bassi, Israele e Giappone.
L’azione militare contro la Siria potrebbe essere stata messa da parte, almeno per ora. Ma i comandanti statunitensi spesso vedono i conflitti come un’opportunità per utilizzare la tecnologia sviluppata di recente… Ecco gli ultimi sistemi d’ama che potrebbero essere utilizzati e perché, dalle armi a microonde a quelle informatiche. L’Air Force ha confermato che ha due sistemi anti-agenti chimici nel suo arsenale. La CBU-107 Passive Attack Weapon (PAW), essenzialmente un’arma rivestita con migliaia di aste penetranti senza esplosivo. Progettato per obiettivi in cui il calore potrebbe essere pericoloso, l’idea è che una bomba da 450 kg che disperde migliaia di aste a mezz’aria su una superficie di 60 metri quadrati, può penetrare contenitori di armi chimiche drenandoli sul terreno e minimizzandone la dispersione. La BLU-119/B Crash Pad è esplosiva, per l’opzione rapida. La Crash Pad distrugge i depositi di armi chimiche con esplosivo o shrapnel, e contiene fosforo bianco per incenerire gli agenti chimici.
Il caccia più sofisticato degli Stati Uniti, l’F-22 Raptor, deve ancora avere il battesimo del fuoco. Mentre gli ufficiali dell’Air Force sostengono che l’aereo stealth altamente manovrabile sarebbe stato utile per affrontare i sofisticati di sistemi di difesa aerea e missili terra-aria della Siria. I satelliti spia sono da tempo utilizzati per rintracciare le armi di distruzione di massa. A settembre il National Reconnaissance Office ha annunciato il lancio del suo ultimo satellite spia, di cui non ha fornito alcun dettaglio. I documenti diffusi da Edward Snowden, l’ex agente della National Security Agency, e pubblicati dal Washington Post, rivelano una serie di satelliti top-secret dagli intriganti nomi di Quasar e Intruder. Armi a Microonde ad Alta Potenza possono mettere fuori uso tutti i computer dei comandi e delle infrastrutture di controllo siriani senza causare alcun danno fisico. L’anno scorso, Boeing pubblicò un video del suo Programma High Power Microwave Advanced Missile Project, un missile che essenzialmente brucia i circuiti attraverso l’aumento della tensione elettrica. Nel video, il Champ mette fuori uso una serie di computer. L’Air Force ha condotto per anni studi classificati sulle armi a microonde ad alta potenza, e alcuni sospettano che abbia già a disposizione tali armi.

Le legittime preoccupazioni della Cina
Le ultime prove sui PGS degli Stati Uniti preoccupano la Russia, ma preoccupano di più la Cina perché ha assai meno missili a testata nucleare in grado di raggiungere gli Stati Uniti della Russia, e sistemi antimissile meno efficaci della Russia. Scrivendo sul sito China-U.S. Focus il 22 aprile, il Generale-Maggiore Yunzhu Yao, direttore del China-America Defense Relations dell’Accademia di Scienze Militari della Forze Armate cinesi, ha detto che le preoccupazioni cinesi derivano da due fatti:
- I sistemi di difesa antimissile balistico che gli Stati Uniti e i loro alleati schierano o prevedono di schierare nella regione Asia-Pacifico, potrebbero intercettare le restanti armi nucleari che i cinesi potrebbero lanciare per rappresaglia dopo un attacco alla Cina, quindi, potenzialmente vanificando l’effetto deterrente dell’arsenale nucleare cinese.
- Gli Stati Uniti sviluppano una serie di mezzi di attacco strategico convenzionale. Se distribuiti, potrebbero essere usati per colpire l’arsenale nucleare della Cina.
Hu Yumin, ricercatore presso la China Arms Control and Disarmament Association, ha scritto a gennaio che gli Stati Uniti vogliono coniugare il PGS con le loro tecnologie spaziali e antimissile per “formare un sistema di difesa integrato, in grado di rendere le armi strategiche degli altri Paesi, comprese le armi nucleari, quasi inutile”. Hu chiaramente si riferiva alla Cina, aggiungendo che ciò potrebbe porre un dilemma a questi Paesi: o perderanno la possibilità di lanciare un contrattacco nucleare strategico o che dovrebbero usare le armi nucleari per primi, evitando una devastazione.
È vero, la Russia e la Cina aumentano le spese militari. Il presidente russo Vladimir Putin ha apertamente dichiarato l’intenzione di espandere e migliorare radicalmente l’esercito russo. Vi è una serie di misure da adottare. La Russia ha intrapreso un percorso per rafforzare i militari. Programmi per il riequipaggiamento e una fondamentale riforma delle forze armate vengono adottati e attuati.  Alcuni si chiedono se questa politica sia coerente con le realtà internazionali emergenti. Molti  lamenti e clamori sono stati sollevati dal sequestro militare degli Stati Uniti e dalle riduzioni per i tagli lineari. Ma gli USA adottano armi rivoluzionarie. La Difesa continua a consumare quasi il 20 per cento del bilancio degli Stati Uniti, più di ogni altra cosa. Tale Paese è il primo a decidere la tendenza mondiale attuale e la sua spesa militare rappresenta ormai poco meno della metà del totale mondiale, oltre il 40%. Altri Stati esprimono una preoccupazione giustificata e hanno ragione nell’adottare una politica militare che risponde a questa realtà.

16ddh10La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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