Il potenziale nucleare strategico della Russia sarà aggiornato entro il 2020

Dmitrij Litovkin, RIR, 6 ottobre 2014

In reazione all’espansione della NATO, la Russia crea nuovi missili balistici, perfeziona l’aviazione strategica, costruisce sottomarini e aggiorna il sistema di controllo spaziale.1385714Mosca accelera il rinnovamento della propria deterrenza nucleare, con il rinnovo completo delle forze entro il 2020, secondo il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, responsabile del complesso militare-industriale della Russia. Oggi vi sono ragioni sostanziali per la Russia di preoccuparsi della difesa, dice Viktor Esin ex-comandante delle forze missilistiche strategiche. “Gli USA costruiscono il loro sistema di difesa missilistico in Polonia, Romania e infine Paesi baltici minacciando direttamente la sicurezza della Russia. La comparsa dei sistemi antimissile in questi Paesi aiuterà gli Stati Uniti a realizzare il cosiddetto piano del ‘colpo di fulmine'”, spiega Esin. “In sostanza posizionare i sistemi antimissile il più vicino possibile alle basi di lancio dei missili balistici del potenziale nemico e impedirne il lancio”.

Rafforzare lo scudo nucleare
Fa notare che mentre il missile Pershing II potrebbe arrivare a Mosca in 7-10 minuti da un sito di lancio in Germania, i missili dei nuovi sistemi antimissile nei Paesi baltici dovrebbero coprire tale distanza in metà tempo. “Con tale intervallo il sistema di difesa missilistico russo sarebbe impotente“, chiarendo che ciò è uno dei motivi per cui Mosca modernizza il suo ‘scudo nucleare’ al più presto possibile. Nell’ambito del piano per lo sviluppo strategico nucleare, un passo importante è stato compiuto verso la creazione di nuovi missili balistici, per esempio lo RS-26 Jars, che dispone di diverse testate nucleari ipersoniche manovrabili. Ognuna ha un proprio sistema di guida e può superare qualsiasi sistema di difesa missilistica. Il piano è sostituire con questi missili i complessi mobili e fissi missilistici Topol e Topol-M, in totale 186 missili.

La nuova dottrina militare
Inoltre si sviluppano le componenti navali della capacità di deterrenza nucleare strategica. La Russia ha iniziato la costruzione in serie dei battelli di nuova generazione 955 Borej, che saranno la principale componente della triade nucleare navale della Russia. Secondo il programma di difesa dello Stato, entro il 2020 la marina riceverà otto sottomarini nucleari serie 955 dotati di missili balistici. Ciascuno dei vascelli subacquei avrà 16 missili balistici Bulava. Nel frattempo, l’aviazione strategica della Russia assiste alla continua modernizzazione degli equipaggiamenti di bordo dei suoi vettori missilistici Tu-160 e Tu-95. Ciascuno dei 66 bombardieri pesanti riceverà nuovi sistemi di comando, navigazione e puntamento, permettendo ai bombardieri d’essere utilizzati non solo per la deterrenza nucleare, ma anche per il lancio di missili e bombe convenzionali. “La nuova dottrina della sicurezza nazionale in via preparazione per la pubblicazione, oggi, in relazione alle nuove sfide alla sicurezza russa, non includerà il paragrafo sull’attacco nucleare preventivo nel caso di minaccia alla sicurezza del nostro Paese“, dice Jurij Baluevskij, ex-capo di stato maggiore dell’esercito russo. “Ciò nonostante, Mosca si riserva il diritto di possedere e, in caso di emergenza, usare armi nucleari“.

1001731Reazione difensiva
Per fare questo nelle attuali condizioni, non basta avere solo missili balistici, sottomarini e bombardieri. È inoltre necessario disporre di un affidabile sistema di sorveglianza spaziale, per l’allarme sui lanci di missili e il controllo delle proprie armi nucleari. Nell’ambito del programma di Difesa dello Stato 2020, la Russia ha già stabilito lungo i confini una rete di stazioni radar tipo Voronezh per l’allerta sul lancio di missili. La prima di queste stazioni è stata istituita presso San Pietroburgo. Di conseguenza i militari possono “vedere” tutto ciò che accade nell’aria e nello spazio dal Marocco alle Spitsbergen, fino alla costa orientale degli Stati Uniti. Una seconda stazione è stata costruita nei pressi di Armavir, nel territorio di Krasnodar, e controlla ciò che accade tra Nord Africa e India. I sistemi radar controllano lo spazio fino ad oltre 2500 chilometri. La costruzione di un centro nella regione di Kaliningrad ha chiuso il fronte occidentale, e nel prossimo futuro una stazione sarà creata nella regione di Irkutsk, ‘penetrando’ dallo spazio cinese fino alle coste occidentali degli Stati Uniti.
Secondo il Generale Sergej Karakaev, comandante delle forze missilistiche strategiche russe, le forze sotto la sua supervisione sono passate a un nuovo sistema di comando completamente digitale. Ciò aumenta la stabilità del sistema nel caso di conflitto nucleare. “Tale dimostrazione di forza è più una reazione difensiva piuttosto che il desiderio di spaventare qualcuno“, afferma Vadim Kozjulin, docente presso l’Accademia delle Scienze Militari, che sostiene che Mosca e Washington conoscono perfettamente la responsabilità di possedere e il pericolo di usare, armi nucleari. “In caso contrario, le parti non si sarebbero sedute negoziando la preservazione dell’accordo sui missili a media e lunga gittata. Nel campo delle armi strategiche, credo che entrambe le parti manterranno la prudenza“.

borei_class_l2Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Come la potenza militare russa erode l’alleanza occidentale

Rakesh Krishnan Simha RIR 3 ottobre 2014

Sostenuta da un potenza militare risorgente, la potente politica estera della Russia espone i limiti dell’avventurismo statunitense indebolendo l’alleanza occidentale.

321494La Russia è ancora l’unico Paese con la possibilità di cancellare gli USA dalla faccia della Terra. Con 8500 testate nucleari (e almeno 30000 in riserva) le forze strategiche russe sono le più temibili del mondo. Contro tale massiccia potenza di fuoco, gli Stati Uniti hanno 7500 testate nucleari, più altre 20000 in deposito. La differenza non può essere ampia, ma le forze strategiche russe hanno un arsenale molto più potente di quello degli Stati Uniti. Gli statunitensi sanno che in una guerra tra le due potenze, i missili balistici intercontinentali (ICBM) russi, disposti nei silos super-temprati all’incredibile pressione di 6000 psi contro i 300 psi di quelli dei missili statunitensi, sono decisivi. Questa forza da fine del mondo è temprata per sopravvivere non solo a un primo attacco nucleare, ma per penetrare facilmente le difese antimissile esistenti. Gli Stati Uniti non hanno alcuna protezione contro una salva di missili balistici intercontinentali russi. Mosca ha anche un’altra forza da Armageddon. Si tratta dei missili da crociera nucleari lanciati dai suoi potenti bombardieri strategici, i Tu-160 Blackjack, Tu-95 Bear e T-22M Backfire. Blackjack e Bear possono decollare dalle basi nella Russia occidentale e meridionale, sorvolare il Polo Nord e, a distanza di sicurezza, lanciare centinaia di missili da crociera nucleari contro gli Stati Uniti. Contemporaneamente, i Backfire dal raggio d’azione relativamente breve nell’oriente russo possono lanciare missili da crociera nucleari sulle coste occidentali degli Stati Uniti. Già nel 1980, i russi erano così sicuri dell’esattezza dei loro missili che i Backfire trasportavano solo un missile a testata nucleare Raduga Kh-22 (nome in codice NATO AS-4 Kitchen). Secondo gli esperti Bill Sweetman e Bill Gunston questi missili potrebbero essere “programmati per entrare dalle finestre del Pentagono“. Infatti, proprio la forza dei 195 bombardieri strategici russi, contro i 171 statunitensi, può far sparire la vita umana negli Stati Uniti continentali in un’ora.

1625679Confezionare un nuovo pugno
Mosca ha una serie di nuove armi che escono dalle linee di montaggio per integrare questi guerrieri freddi. I potenti bombardieri strategici saranno accompagnati dal super-maneggevole Sukhoj Su-27 Flanker e il più recente membro della famiglia Flanker, il Su-35 Super-Flanker, in grado di trasportare un’enorme varietà e numero di carichi bellici. Una delle armi più potenti del Su-35 è la versione propulsa da un ramjet del missile aria-aria K-77 e il missile da crociera Kh-59. Entrambi i velivoli sono quasi invisibili ai radar durante il volo super-maneggevole. La costruzione dei sottomarini nucleari ha un posto di rilievo nella Russia post-sovietica. I nuovi sottomarini d’attacco nucleari della classe Jasen, ne saranno costruiti 10, saranno l’ombra dei sottomarini nucleari dell’US Navy, i “boomers” che si nascondono silenziosamente nelle profondità dell’oceano. Nel 2012, un vecchio sottomarino Akula poté infiltrarsi nel Golfo del Messico e pattugliare le acque degli Stati Uniti per oltre un mese senza essere rilevato dall’US Navy. La forza dei sottomarini strategici è stata rinnovata con i battelli della classe Borej, lunghi 170 metri e armati con 20 nuovi missili balistici Bulava dalle capacità difensive avanzate progettate per penetrare i sistemi di difesa missilistica degli USA. Inoltre, dalla guerra dei cinque giorni in Georgia, nell’agosto 2008, l’esercito russo è diventato più agile, meglio collegato ed armato. Con 300000 soldati e 2500 carri armati (tra cui l’avanzato ‘carro armato volante’ T-90), e con i missili antiaerei e antimissili S-400 e S-500, l’esercito russo ha una potenza di fuoco senza eguali in Europa. La Russia ha circa 845000 truppe da combattimento pronte e quasi 2,5 milioni di riservisti. Gli Stati Uniti hanno 1,4 milioni di soldati in servizio attivo e 850000 riservisti. Ma mentre quasi tutte le truppe russe sono disponibili in Russia, le forze statunitensi sono sparse su 598 basi in tutto il mondo. Come la lenta risposta dei militari statunitensi in Crimea e la continua crisi ucraina dimostrano, affrontare l’esercito russo non è compito per deboli di cuore. Inoltre, dopo anni di lotta incessante e perdite imbarazzanti in Iraq e Afghanistan, le truppe statunitensi sono stanche e demoralizzate, se non ancora mentalmente sconfitte. Le forze armate degli USA sono, quindi, contrarie a un altro impegno militare, soprattutto contro un Paese che ha sconfitto e rovinato Napoleone e Hitler. In ogni caso, l’esercito statunitense, nonostante la spesa per la difesa sette volte superiore a quella della Russia, fornisce poca potenza al dollaro. Il ‘successo’ delle armi statunitensi è dovuta in gran parte alla CNN piuttosto che al campo di battaglia, e anche contro le piccole forze di Iraq, Serbia e Libia. In tale contesto, la rinascita dell’esercito russo ha spazzato via anche la pretesa di un’azione militare contro Mosca. E’ questa scarsa reattività ha costretto gli Stati Uniti e il suo Venerdì, Regno Unito, a scegliere le sanzioni.
Le sanzioni hanno portato a ulteriori sanzioni e controsanzioni, portando alla prospettiva di una guerra commerciale, ma ciò che non hanno compiuto è un cambio politico al Cremlino. Al contrario, la diplomazia calibrata del Presidente Vladimir Putin ha assicurato che la Russia rispondesse all’intero blocco occidentale. Mosca ha anche ricevuto l’ampio sostegno dei BRICS. La forza delle armi russe, al passo con una diplomazia soave ben esemplificata dall’arguzia di Vitalij Churkin alle Nazioni Unite, ha di fatto neutralizzato l’occidente. Tedeschi e francesi non sono minimamente interessati a una guerra con la Russia. I sentimenti filo-russi sono forti in Grecia, altro membro della NATO, come anche in Italia, Spagna e piccoli Paesi dell’Europa meridionale, che non vedono alcuna ragione per cui debbano intromettersi nel battibecco tra Russia e Ucraina. Ironia della sorte, è la NATO che ha contribuito a rendere rachitiche le forze militari di quasi tutti i Paesi europei. Compiaciuta dall’ombrello dell’Alleanza, l’Europa ha permesso che la spesa per la difesa precipitasse, ben sapendo che gli Stati Uniti s’impegnano a proteggerla. Alcuni Paesi, come Grecia e Bulgaria, filo-russi, sono nella NATO solo perché hanno paura della Turchia. Le guerre in Iraq e Afghanistan, in cui circa 22 Paesi hanno combattuto a fianco degli Stati Uniti, hanno ucciso l’appetito per altre guerre in quei Paesi. Il parlamento del Regno Unito, sapendo che poteva finire nella terza guerra mondiale, ha rifiutato di appoggiare l’attacco alla Siria. Ma ora che gli Stati Uniti si vedono incapaci di fare altro che lanciare stanche minacce di sanzioni, gli europei si chiedono che cosa diamine facciano le truppe statunitensi in Europa, se non possono combattere. Si tratta di un nuovo corso geopolitico, e la presenza statunitense in Europa potrebbe essere spazzata via dalla sua forza.
A giugno, mentre Putin partecipava alle celebrazioni del D-Day in Francia, un vecchio generale cinese disse in una conferenza sulla sicurezza regionale in Asia, che l’inazione degli Stati Uniti in Ucraina è sintomo inequivocabile della “disfunzione erettile” strategica degli USA. Peggio ancora, le sanzioni iniziando a mordere di nuovo. Le mele per i mercati russi marciscono in Polonia, danneggiando i piccoli agricoltori polacchi. I produttori di latte nei Paesi Bassi sono seduti su mucchi di formaggio marcio. Sono centinaia le storie del genere in ogni Paese europeo involontariamente trascinato nelle sanzioni. I più colpiti sono gli europei continentali che avevano fiorenti attività con la Russia. D’altra parte, il meno colpito sembra essere il Regno Unito, che continua a beneficiare del suo orgoglioso status di portiere dei miliardari russi. Ma nel complesso, l’Europa è malmessa in quanto non del tutto uscita dalla recessione economica. La povertà trasforma le relazioni, in peggio. Mentre l’angoscia economica aumenta, lo sfilacciamento dei legami nell’alleanza occidentale è quasi certo. A differenza delle generazioni precedenti, oggi gli europei, meglio informati grazie ai social media, vogliono risposte dalla loro leadership politica. Se l’alleanza da 1 trilione di dollari (bilancio militare annuale delle nazioni occidentali) non può nemmeno badare alla Russia, allora a che serve la NATO? Se gli Stati Uniti appoggiano i neonazisti ucraini, provocando una guerra in Europa, allora come contribuiscono alla sicurezza dell’Europa? Per Sun Tsu e Chanakya Aver la vittoria ideale è quella che si ottiene senza spargimento di sangue, con la diplomazia e i sotterfugi. La grande potenza militare di Putin potrebbe essere sul punto di dargli una vittoria senza sparare un colpo all’occidente.

borei_classTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Il principio di Newton russo: Mosca si prepara alla chiamata alla guerra occidentale

VestiReseau International 12 settembre 2014

7999e60b815e24bffbdc478aa7923fb9La Russia deve essere pronta a qualsiasi provocazione bellica. S’è parlato al Cremlino delle nuove armi per l’esercito nel prossimo futuro. Vladimir Putin ha avuto una riunione sul programma degli armamenti del governo entro il 2025, mentre l’infrastruttura militare della NATO si avvicina ai confini della Russia. Mosca non ha intenzione di rimanere inerte, come negli anni ’90. Il presidente ora dirigerà personalmente i lavori del complesso militare-industriale.
Spettacolo affascinante: il missile balistico da 30 tonnellate Bulava, decollava da sotto il mare e scompariva all’orizzonte. Questo è il primo lancio dal sottomarino “Vladimir Monomakh” nelle manovre militari nel Mar Bianco. E il primo lancio riuscito, come annunciato dallo Stato Maggiore Generale, dopo pochi minuti le testate del missile raggiungevano il loro obiettivo in Kamchatka. “Nell’ambito dei test del sottomarino lanciamissili strategico ‘Vladimir Monomakh’ è stato lanciato con successo un missile strategico dal Mar Bianco“, annunciava con orgoglio il comandante della Marina militare Victor Tshirkov. Ciò è servito a introdurre il grande incontro al Cremlino sul nuovo programma degli armamenti del governo.
Al fine di valutare il numero di missili, sottomarini, carri armati e armi varie necessari alla Russia, Putin ha riunito i vertici militari e finanziari, iniziando con questa notizia: “È stato firmato il decreto sulla creazione della nuova Commissione militare-industriale della Federazione Russa. Questo comitato riferisce al Presidente. Abbiamo discusso la questione con il governo e il capo del governo. Abbiamo convenuto che in questo modo il lavoro sarà più efficace, considerando che la commissione supervisionerà una parte significativa della sostituzione delle importazioni. Su tale punto devono concordare non solo il governo ma anche le varie strutture direttamente sotto l’autorità del presidente“, ha spiegato il presidente ai partecipanti alla riunione. Il Vicepresidente del Comitato sarà il vicepremier Dmitrij Rogozin, che supervisionerà i lavori del complesso militare-industriale. La sua prima preoccupazione sarà il nuovo programma degli armamenti del governo per il periodo 2016-2025. Questo programma ha una base finanziaria solida; l’esercito ha ricevuto 2500 miliardi di rubli nel 2000 e sarà di oltre 20 miliardi di dollari entro il 2020, assieme a 3 miliardi di dollari assegnati separatamente alle industrie militari. Il presidente ha sottolineato che si tratta di enormi spese necessarie. “Questa concentrazione di risorse si spiega con il fatto che dobbiamo ri-equipaggiare l’Esercito e la Marina Militare e modernizzare l’industria della Difesa. Non è collegata ad alcuna corsa agli armamenti. Questo perché il nostro armamento principale, il nostro sistema difensivo e i nostri sistemi offensivi sono in esaurimento o obsoleti, sostituendoli con equipaggiamenti avanzati e moderni, dall’affidabilità solida. Dobbiamo recuperare il tempo perduto, quando la nuova tecnologia passò a una produzione ridotta e le fabbriche hanno perso le loro capacità e i loro dirigenti“, ha proseguito il presidente russo.
Il Capo di Stato Maggiore fornisce dati sulla situazione di agosto. L’esercito ha ricevuto 3600 armamenti di base e 241000 pezzi. Quali esattamente, non l’ha specificato. I dettagli probabilmente furono riportati nella riunione a porte chiuse. Vladimir Putin ha impostato la nuova missione del Consiglio del complesso militare-industriale e i punti cui prestare attenzione: “Bisogna misurare in modo affidabile e completo le potenziali minacce alla sicurezza militare del nostro Paese. Ciascuna di tali minacce deve essere definita adeguatamente come un’efficace risposta. Come sappiamo, da un paio di anni gli Stati Uniti hanno violato unilateralmente il trattato ABM, attivando il loro sistema di difesa antimissile. I colloqui al riguardo non funzionano, tanto che il sistema viene sviluppato in Europa e Alaska, presso i nostri confini”, ha avvertito il capo dello Stato. “L’espansione della NATO a Est è una seria preoccupazione. Le promesse su ciò di Stati Uniti e loro alleati sono dimenticate. Sapete che è stato deciso recentemente di aumentare la presenza della NATO in Europa orientale. La Crisi ucraina, causata e creata dai nostri partner occidentali, viene ora utilizzata per rilanciare il blocco militare della NATO. Tutto ciò deve essere preso in considerazione e considerato nel processo decisionale per garantire la sicurezza del nostro Paese. Faremo tutto ciò che è necessario affinché la sicurezza sia affidabile e completamente garantita. abbiamo già annunciato e ripetuto che, se saremo costretti, dico costretti, adotteremo misure adeguate per garantire la nostra sicurezza. L’abbiamo detto più e più volte, e vedremo che ne conseguiranno reazioni isteriche quando saranno adottate definitivamente tali decisioni ed agiremo. Voglio sottolineare che tutto ciò che facciamo è una risposta“, ha ripetuto il presidente. “Un’ulteriore minaccia alla Russia è il rapido colpo globale (Prompt Global Strike), studiato e attivamente sviluppato dagli Stati Uniti, e che dovrebbe annientare tutti i centri di comando delle forze strategiche. La Russia non rimarrà semplice spettatrice“. Come annunciato dal viceministro della Difesa e dal segretario del nuovo comitato, la Russia svilupperà la propria risposta. “Possiamo, se saremo costretti dal materializzarsi della minaccia, prima di tutto sviluppare la risposta a tale nuova arma“, è stata la risposta ai giornalisti del viceministro della Difesa russo Jurij Borisov. “I finanziamenti per questi programmi si baseranno sull’economia russa e non sarnno a scapito dello sviluppo“.
Alcuni vorrebbero riprendere la corsa agli armamenti, ovviamente non rientrano in tale quadro, è assolutamente escluso. Agiremo secondo le reali prospettive di sviluppo economico“, ha detto Vladimir Putin. “Se il programma del governo precedente era basato sulla modernizzazione delle armi esistenti, il nuovo programma sarà anticipare“, afferma Dmitrij Rogozin. “La posta in gioco sono le armi intelligenti ad alta tecnologia“. “Questo programma degli armamenti deve garantire la piena possibilità difensiva del nostro grande Paese, con l’uso di armi ‘intelligenti’ che, dice, trasformeranno il soldato e l’ufficiale in operatori degli armamenti; queste armi saranno attivate a distanza dagli operatori militari, lontano dalle zona di combattimento. De facto, dobbiamo vedere il nemico prima che lui ci veda, sentirlo prima che ci senta, rilevarlo, seguirlo e distruggerlo“, ha detto Dmitrij Rogozin sulle nuove armi intelligenti. Un altro compito attuale è la sostituzione delle importazioni in risposta alle possibili sanzioni economiche degli occidentali. “Non abbiamo intenzione di disturbare indebitamente la cooperazione con i nostri partner stranieri, ma dobbiamo comprendere i rischi esistenti, la nostra industria deve essere pronta a fornire attrezzature e materiali critici necessari e disporne la produzione, come di conseguenza tecnologie, sviluppo e base tecnica”, questo è il compito specificato da Vladimir Putin ai dirigenti del complesso militare-industriale. Oltre all’indipendenza, ciò sarà uno stimolo per l’industria degli armamenti. Tali ordini erano attesi da tempo nel settore.
Il secondo incontro s’è svolto a porte chiuse, costituendo la prima riunione della nuova commissione militare-industriale guidata da Vladimir Putin. Qui il Cremlino ha finalmente approvato il nuovo principio delle Forze Armate russe, il principio della non-aggressione, del non intervento e dell’autosufficienza militare.

BulavaMonomakhTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Tre nuove acquisizioni delle forze armate russe nel 2013

Dmitrij Litovkin, RIR, 17 febbraio 2014

Le forze armate del Paese hanno ricevuto un notevole impulso lo scorso anno con l’acquisizione di bombardieri Su-34, missili Iskander-M e del sottomarino Severodvinsk

942856E’ necessario accelerare l’adozione nelle forze armate russe di armamenti ed equipaggiamenti  militari moderni, ha commentato il Capo di Stato Maggiore Generale Valerij Gerasimov in riferimento al piano di riarmo delle forze armate per il 2020. L’aspetto positivo principale è che le truppe hanno iniziato a ricevere non solo singoli equipaggiamenti, come in passato, ma abbastanza per intere divisioni e reggimenti. Perciò, nel solo 2013, la quota di armi moderne nelle forze nucleari strategiche ha raggiunto il 45 per cento, nel settore della difesa aerospaziale, il 62 per cento, nella forza aerea il 42 per cento, in marina il 52 per cento e nelle forze di terra, il 21 per cento. Allora, quali sono le acquisizioni militari russe?

179795Due in uno: Su-34
Il simbolo più importante della modernizzazione della forza aerea russa nel 2013 è stata la prima consegna di 32 nuovi bombardieri Sukhoj Su-34. Questo velivolo è considerato uno degli aggiornamenti più singolari dell’arsenale effettuato dall’aeronautica militare russa negli ultimi tempi. Il Su-34 è un cacciabombardiere con peso al decollo di quasi 50 tonnellate, può eseguire acrobazie, operare come caccia-intercettore ed effettuare bombardamenti di precisione contro bersagli di piccole dimensioni, sempre con facilità. I primi due bombardieri costarono all’aviazione 1,8 miliardi di rubli (51,7 milioni dollari). In confronto, nello stesso tempo, le Forze Strategiche Missilistiche spesero 5 miliardi di rubli (143.600.000 di dollari) per sei moderni missili balistici intercontinentali Topol-M. Il bombardiere può trasportare 8 tonnellate di bombe e missili di precisione. Può operare in tutte le condizioni meteo indipendentemente dal momento della giornata.  La protezione rinforzata della cabina e delle componenti vitali del velivolo permette al Su-34 di resistere ai danni più gravi che altri velivoli della sua categoria non possono sopportare. Il fatto che il velivolo sia stato costruito per essere facilmente aggiornato, garantisce una vita operativa di 30-35 anni. In totale, i militari prevedono di acquisire almeno 120 di questi aerei nel prossimo futuro.

12386Il conquistatore del mondo: Iskander-M
Nel 2013, l’esercito russo ha ricevuto le prime due brigate del sistema missilistico tattico Iskander-M. Prima di ciò, solo divisioni separate del sistema tattico furono introdotte in servizio operativo. Inoltre, il ministero della Difesa russo ha riferito con malcelato orgoglio di aver adottato le misure necessarie per contrastare le minacce del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti dispiegato in Europa orientale, schierando infatti l’Iskander nella regione di Kaliningrad. I missili sono occultati in un autocarro a quattro assi, e hanno una gittata di oltre 500 km e una velocità di 2000 metri al secondo. Ognuno dei missili può contenere una testata nucleare, convenzionale o cluster. Dal profondo vano posteriore, gli Iskander possono distruggere missili, artiglieria a lungo raggio, sistemi missilistici di difesa aerea, aeromobili negli aeroporti, posti di comando e comunicazione, anche sotterranei, e altri importanti obiettivi di punto e di area, tutti con eguale efficacia. Per aumentarne la potenza contro obiettivi pesantemente corazzati, il sistema ha soluzioni tecniche complesse che permettono ai missili di superare facilmente i sistemi di difesa aerea e missilistica  del nemico, quasi uguali a quelle del Topol-M. I sistemi di puntamento dei missili russi sono così sensibili che possono colpire con successo tutti gli obiettivi (sotterranei, di piccole dimensioni, di area o mobili) anche nelle notti senza luna, quando non c’è luce naturale, con una precisione di circa 4 metri.

Nuclear-Powered-Cruise-Missile-Submarine-SSGN-Severodvinsk-Starts-State-Acceptance-TrialsProfondità strategica: il sottomarino Severodvinsk
L’anno scorso, la Marina russa ha acquisito tre sottomarini nucleari di nuova generazione in una volta. Due sono sottomarini lanciamissili balistici Projekt 955 classe Borej equipaggiati con missili strategici Bulava (Jurij Dolgorukij e Aleksandr Nevskij). Il terzo è il Severodvinsk, un sottomarino Projekt 885 classe Yasen. Questo sottomarino sostituirà le diverse attuali classi di sottomarini della flotta. Gli esperti considerano i sottomarini classe Yasen una vera innovazione nella costruzione navale sottomarina. La loro traccia acustica è inferiore non solo ai sottomarini classe Akula, ma anche rispetto agli ultimi sottomarini nucleari statunitensi della classe Seawolf. I sottomarini nucleari di terza generazione Projekt 971 Akula sono praticamente impercettibili nelle profondità oceaniche. Statunitensi e inglesi sono ben consapevoli di quanto siano pericolosi questi sottomarini. Furono avvistati più volte nelle acque costiere di Regno Unito, Stati Uniti e Canada, ma non poterono essere rintracciati o seguiti. Il Severodvinsk è dotato diversi tipi di missili da crociera e siluri. Uno di questi è il missile cruise supersonico Jakhont, base del missile ipersonico Zircon in corso di produzione. La sua gittata consente al sottomarino sia di attaccare le portaerei nemiche che condurre massicci attacchi missilistici contro obiettivi costieri con la stessa facilità.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

Questioni nucleari: parole e fatti

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 16/01/2014

4.2.3Il presidente degli Stati Uniti Obama ha dichiarato l’obiettivo di un mondo libero dal nucleare. La Nuclear Posture Review 2010 afferma che gli Stati Uniti si preparano a ridurre l’arsenale nucleare a 1000 testate o meno. Nell’estate del 2013 si offrirono di avviare colloqui su ulteriori riduzioni delle armi strategiche che la Russia ha rifiutato. La direzione di Obama del Pentagono punta alla riduzione del ruolo delle armi nucleari nella strategia della sicurezza globale degli Stati Uniti e a restringere la strategia della deterrenza nucleare, come infatti ha affermato la Casa Bianca nel 2013.  Molti iniziano a dire che gli Stati Uniti hanno perso interesse per le armi nucleari, mentre cercavano di intralciare la Russia con la scusa che si rifiuta di seguirne l’esempio. La Deterrence and Defence Posture Review 2012 della NATO collega i cambiamenti della postura nucleare dell’alleanza alla politica nucleare della Russia, affermando che “la NATO è disposta a considerare l’ulteriore riduzione delle armi nucleari non strategiche assegnate all’Alleanza nel contesto di iniziative reciproche con la Russia”. Nell’indirizzo del 19 giugno 2013 presso la Porta di Brandeburgo di Berlino, Obama disse: “Non possiamo più vivere nella paura dell’annientamento globale, ma fin quando esisteranno armi nucleari, non saremo veramente al sicuro”. Sembrava emozionante. L’idea si evolse nella proposta di Obama per un nuovo round per la riduzione delle armi nucleari con la Russia, a giugno, a Berlino. Mosca subito respinse tale proposta e continua a respingerla (e a crescere e modernizzare il proprio arsenale nucleare). Alla fine dello scorso anno il presidente russo Vladimir Putin ha fatto una serie di dichiarazioni annunciando l’intenzione di mantenere un forte deterrente nucleare strategico del Paese, adottando nuovi sistemi nell”arsenale. Tutti questi temi sono in cima all’agenda propagandistica per il Vertice sulla Sicurezza Nucleare che si terrà all’Aia il 24 e 25 marzo 2014. Obama ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero anche ospitato un vertice sulla sicurezza nucleare nel 2016.
Gli Stati Uniti hanno davvero “perso interesse per armi nucleari”? La Russia incrementa il suo potenziale senza ragione o provocazione? Tale ragionamento regge? O è una ritorsione di Mosca per mantenere l’equilibrio esistente? Un rapido sguardo ai fatti contribuirà a darne un giudizio…

USA: nessun arretramento sulle armi nucleari anche in tempi di budget ristretti
Il Congresso affronta tagli lineari da 1200 miliardi dollari al bilancio federale, nei prossimi dieci anni, con il Budget Control Act del 2011. Non importa se un’ampia revisione dell’arsenale nucleare del Paese è in corso. La modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti riguarda 5113 testate, piattaforme e impianti di produzione. Fu prudenzialmente stimata in 355 miliardi dollari per il prossimo decennio secondo il think tank Stimson Center. Tale cifra coincide con le stime del Congressional Budget Office, come si può vedere qui. Tuttavia, la relazione del Centro dice che la spesa potrebbe salire, soprattutto se il compito estremamente importante ma pubblicamente sottovalutato viene ancora ignorato. Obama ha patteggiato con i repubblicani del Senato nel 2010, promettendo l’ammodernamento dell’arsenale nucleare per garantirsi l’approvazione dell’accordo sulla nuova iniziativa per la riduzione degli armamenti con la Russia. Secondo i dati appena pubblicati della Federazione degli Scienziati Atomici (FAS), gli Stati Uniti hanno attualmente 4650 testate nucleari, 2130 operative. Oltre alle 4650 testate, Washington ne ha 2700 in deposito per essere smantellate. Secondo le stime della FAS, attualmente “1620 testate strategiche sono schierate sui missili balistici: 1150 sui missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM) e 470 sui missili balistici intercontinentali (ICBM); circa 300 testate strategiche si trovano nelle basi dei bombardieri degli Stati Uniti e quasi 200 testate non strategiche sono dispiegate in Europa”. Gli Stati Uniti spenderanno 1000 miliardi di dollari per mantenere e modernizzare l’arsenale nucleare nei prossimi 30 anni, secondo il rapporto Trillion Dollar Nuclear Triad: US Strategic Modernization over the Next 30 Years, diffuso il 7 gennaio 2014 da James Martin del Center for Nonproliferation Studies (CNS), un think tank indipendente. Si afferma “i contratti per sostituire piattaforme e testate associate raggiungerà il picco nell’arco di quattro-sei anni, poco dopo il 2020. Durante tale periodo di picco, gli Stati Uniti dovranno spendere il tre per cento del bilancio annuale per la difesa per il proprio arsenale nucleare. Ciò è simile alla percentuale del bilancio della difesa dedicata alla modernizzazione dell’arsenale nucleare degli Stati Uniti di Ronald Reagan, negli anni ’80”, come notano gli autori Jon B. Wolfsthal, Jeffrey Lewis e Marc Quint.
I piani dell’amministrazione Obama costeranno circa 355 miliardi dollari nei prossimi dieci anni, ha detto il Congressional Budget Office il 20 dicembre 2013. Cioè quasi 150 miliardi dollari in più ai 208.500 milioni di dollari stimati dall’amministrazione in un rapporto al Congresso dello scorso anno, ha detto un analista di un gruppo di controllo degli armamenti, poiché la modernizzazione è solo all’inizio i costi dovrebbero aumentare notevolmente dal 2023. L’ufficio del bilancio ha detto che il presidente Barack Obama ha chiesto 23,1 miliardi dollari per le forze nucleari statunitensi per l’anno fiscale 2014, tra cui 18 miliardi dollari per mantenere armi e laboratori di supporto, così come sottomarini, bombardieri e missili vettori. Nel decennio finito con il 2013, i piani dell’amministrazione per modernizzare e mantenere sottomarini, bombardieri e missili prevedevano un costo di circa 136 miliardi dollari, affermava il CBO in un rapporto di 25 pagine. Gli Stati Uniti modernizzano tutti i vettori strategici esistenti e ristrutturano le testate che trasportano in vista dei prossimi 20-30 anni o più. I sistemi di lancio nucleari statunitensi sono in via di ammodernamento continuo, comprese la ricostruzione completa degli ICBM Minuteman III e degli SLBM Trident II.  L’US Navy attualmente prevede l’acquisto di 12 nuovi SSBN per sostituire i 14 SSBN classe Ohio, che saranno gradualmente radiati. Ogni nuovo SSBN costerà circa 4-6 miliardi di dollari. La vita operativa dei sottomarini lanciamissili balistici Trident della classe Ohio è stata estesa. Inoltre, il nuovo sottomarino, l’SSBNX, che sostituirà la classe Ohio è in via di sviluppo e dovrebbe costare circa 100 miliardi, secondo il Congressional Budget Office. L’US Navy ha ora intenzione di acquistare il primo SSBNX nel 2021, il secondo nel 2024 e uno all’anno tra il 2026 e il 2035. Il primo battello dovrebbe diventare operativo nel 2031. Di conseguenza, l’US Navy schiererà 10 sottomarini lanciamissili balistici tra il 2030 e il 2040. L’US Air Force sviluppa una nuova serie di bombardieri d’interdizione a lunga autonomia (LRPB) nucleari. Modernizza continuamente il B-2 (anche il bombardiere B-52H è stato aggiornato) della flotta, divenuto operativo nel 1997 e che dovrebbe restare fino al 2058. L’arma attualmente si occupa della sostituzione dell’ALCM, il missile da crociera standoff a lungo raggio (LRSO). L’US Air Force pianifica l’inizio della produzione del nuovo missile da crociera intorno al 2025, se si decide di portare avanti il LRSO. L’arsenale degli Stati Uniti di testate e bombe nucleari è continuamente rinnovato attraverso il Programma di estensione della vita operativa della NNSA (LEP). L’United States Air Force attualmente dispone di 450 ICBM Minuteman III situati presso la F. E. Warren Air Force Base, Wyoming, Malmstrom Air Force Base, Montana, e Minot Air Force Base, Dakota del Nord. Un programma di estensione della vita operativa da 7 miliardi di dollari è in corso per mantenere gli ICBM sicuri e affidabili fino al 2020; e il generale Robert Kehler, Comandante in Capo di STRATCOM, ha detto che i programmi di modernizzazione manterranno operativi i Minuteman III fino al 2030. Il programma di modernizzazione comporta essenzialmente un “nuovo” missile, ampliandone le opzioni di puntamento e migliorandone l’accuratezza e la capacità di sopravvivenza. L’Air Force attualmente esplora la possibilità di estendere l’operatività del missile Minuteman III fino al 2050 o all’arrivo di un nuovo sistema. L’US Air Force aggiorna anche le testate nucleari del Minuteman sostituendo parzialmente le vecchie testate W78 con nuove e più potenti testate W87, già schierate sui defunti ICBM MX Peacekeeper. L’US Air Force e US Navy inoltre hanno un LEP congiunto per ristrutturate le testate sostituendo le W78 e W88. Un programma per modernizzare la bomba nucleare B61 è in corso. La testata B61 è l’arma nucleare principale utilizzata sia dall’aviazione della triade strategica degli Stati Uniti (bombardieri, missili balistici intercontinentali e sottomarini) che dagli aerei d’interdizione di teatro di Stati Uniti e NATO. Ha un solo seppur importante obiettivo: la deterrenza nucleare. I governi europei hanno detto in numerose occasioni che vorrebbero far rimuovere tali armi. Invece, le armi dovrebbero essere aggiornate con capacità avanzate. La prima B61-12 dovrebbe essere completata entro il 2020. Entro il 2024, tutte le vecchie bombe dovrebbero essere sostituite. Poi, secondo il piano, nuove armi saranno schierate sui jet da combattimento come l’F-16, il nuovo F-35 e  bombardieri strategici come il B-2 Spirit o il nuovo bombardiere LRSB. Gli esperti vedono la B61-12 come molto più di un puro programma di prolungamento operativo o versione leggermente aggiornata delle vecchie bombe. Al contrario,  ritengono che sia de facto un nuova arma, uno sviluppo che violerebbe lo spirito dell’impegno preso dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama di non produrre eventuali nuove armi nucleari o dalle nuove specifiche. “La B61 è l’unica arma in riserva che soddisfa missioni tattiche e strategiche“, ha detto nell’audizione al Congresso del 6 novembre 2013 il Generale Robert Kehler, capo del Comando Strategico. La testata termonucleare B61 potrebbe costare 10 miliardi dollari in cinque anni.
Götz Neuneck dell’Istituto per le ricerche sulla pace e la politica di sicurezza di Amburgo vede un futuro onere per il governo tedesco. “Dovrebbero far capire a Washington che l’Europa non ha bisogno di nuove bombe e non ne renderà disponibile alcun vettore.” Inoltre, la NATO deve urgentemente fare proposte concrete alla Russia sul controverso sistema di difesa missilistico degli Stati Uniti, visto da Mosca come una minaccia. “Se tutto ciò fallisce”, ha detto Neuneck, “nuove armi nucleari tattiche saranno di stanza in Europa, e il disarmo nucleare sarà impossibile per decenni.” Alcuni della comunità di controllo degli armamenti affermano che la modernizzazione della triade nucleare è inutile strategicamente. Joseph Cirincione, Presidente del Fondo Ploughshares, scrive nel suo recente libro “Incubi nucleari: assicurare il mondo prima che sia troppo tardi”, “L’arsenale nucleare degli Stati Uniti è ancora configurato per contrastare la minaccia da guerra fredda di un massiccio attacco nucleare russo… la riconfigurazione della forza nucleare per affrontare l’ambiente delle reali minacce del XXI.mo secolo potrebbe ridurne drasticamente le dimensioni nel prossimo decennio, senza sacrificare le vitali missioni militari”.

y8uuQLa Russia incrementa il potenziale nucleare
Il 3 gennaio il portavoce del ministero della Difesa ha detto che l’esercito russo prevede di testare circa 70 tipi di razzi e missili presso un importante poligono, per quest’anno. Secondo il colonnello Igor Egorov, portavoce del ministero, il programma dei test al poligono di Kapustin Jar, nella Russia meridionale, riguarderà circa 300 lanci di razzi, missili e droni di oltre 180 programmi di ricerca e sviluppo. Lo sforzo non si limita al “prolungamento della vita operativa” o all’aggiornamento tecnico dei vecchi sistemi presenti nell’arsenale come: i missili balistici intercontinentali (ICBM) SS-18, SS-19 e SS-25 e i missili balistici lanciati da sottomarini (SLBM)  SS-N-18 e SS-N-23. L’obiettivo è sostituire una forza obsolescente con nuovi missili, testate e piattaforme. Il Tenente-Generale Sergej Karakaev, il comandante in capo delle Forze missilistiche strategiche, ha annunciato che l’intera forza nucleare strategica russa sarà aggiornata entro il 2021.  La maggior parte dei missili balistici intercontinentali russi è alla fine della vita utile, ciò rende l’implementazione e l’ammodernamento dei missili attuali e nuovi fondamentale per mantenere le capacità nucleari del Paese. Attualmente, la maggioranza degli ICBM della Russia è costituita dai vecchi missili balistici intercontinentali SS-18, SS-19 e SS-25 entrati in servizio nell’era sovietica. La Russia vuole sostituire entro il 2016 108 di questi vecchi missili con i nuovi e più avanzati RS-24 Jars-M (SS-29) e Topol-M (SS-27)  mobili, così come 30 SS-19 di nove divisioni basate sui silo.
Nel corso della riunione allargata del Ministero della Difesa del 10 dicembre, Putin ha dettagliato gli sforzi per la modernizzazione delle forze nucleari, ricordando che la Russia deve ricevere 40 ICBM avanzati e aggiornati. Faceva seguito a un vertice con i leader delle forze missilistiche strategiche russe, alla fine del novembre scorso, dove furono discussi in dettaglio i piani per il dispiegamento di 40 ICBM RS-24 Jars-M, 22 sui silo e 18 mobili. Mosca ha annunciato che implementerà un nuovo missile balistico intercontinentale pesante a propellente liquido nel 2018, che vanta caratteristiche superiori a tutti i precedenti missili russi, compresa l’immunità dai sistemi di difesa missilistica. La Russia ha sviluppato un nuovo ICBM a propellente solido, l’RS-26, da testare per la fine di quest’anno. Poche caratteristiche sono note, mentre il missile sarebbe dotato di una nuova testata. La Russia sta attuando il programma degli otto nuovi sottomarini nucleari della classe Borej per l’arsenale della marina, divenendo il nucleo della forza nucleare strategica navale, mentre vengono sostituiti i vecchi sottomarini Typhoon, Delta III e IV. Ogni Borej è dotato di 16 (le versioni successive ne avranno 20) nuovi SLBM Bulava. Il PAK-DA, nuovo bombardiere a lungo raggio, è in via di sviluppo per sostituire la sempre più obsoleta flotta di bombardieri strategici Tu-95MS Bear e Tu-160 Blackjack. L’aeromobile sarà equipaggiato con i nuovi missili da crociera nucleari Kh-101 e Kh-102 che vantano una gittata di 10000 km. Armi nucleari tattiche potranno essere configurate anche per i nuovi cacciabombardieri Su-34 recentemente introdotti in servizio.

Cause e ragioni di tale posizione
La Russia vede una minaccia nello sviluppo dell’iniziativa Prompt Global Strike che consente agli Stati Uniti di colpire obiettivi in tutto il mondo con armi convenzionali in meno di un’ora, così come lo sviluppo della difesa missilistica statunitense, che modifica la bilancia globale del potere. In  risposta s’è concentrata sul rafforzamento del deterrente nucleare. Poco prima di del suo terzo mandato a presidente della Russia, Vladimir Putin ha scritto un articolo per la rivista Foreign Policy, in cui ha sottolineato la particolare importanza per Mosca del suo potenziale strategico. Il Presidente ha osservato che, “In un mondo in sconvolgimento c’è sempre la tentazione di risolvere i propri problemi a spese di qualcun altro, attraverso la pressione e la forza. In altre parole, non dobbiamo tentare nessuno permettendoci di essere deboli. Noi, in nessun caso, cederemo la nostra  deterrenza strategica. Infatti, la rafforzeremo”. Parlando al suo annuale indirizzo alla nazione del dicembre 2013, il Presidente Putin ha sottolineato, “L’incremento in Paesi stranieri dei propri sistemi strategici ad alta precisione non nucleari e l’ampliamento delle possibilità della difesa antimissile, potrebbero rovinare gli accordi precedentemente raggiunti sul controllo e la riduzione degli armamenti nucleari, rompendo il cosiddetto equilibrio strategico… Nessuno dovrebbe farsi illusioni sulla possibilità di superare militarmente la Russia”, ha detto. “Non lo permetteremo mai”. Il 23 giugno, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov suggeriva che riduzioni oltre i livelli del nuovo START renderanno gli arsenali nucleari di Stati Uniti e Russia paragonabili a quelli di altri Paesi con armi nucleari. “Ciò significa che ulteriori eventuali proposte per la riduzione effettiva delle armi strategiche offensive, dovranno essere riviste multilateralmente. Parlo non solo delle potenze nucleari ufficiali, ma di tutti i Paesi che possiedono armi nucleari”, ha detto Lavrov alla TV Rossija 1. La Russia insiste sul fatto che ulteriori riduzioni nucleari dipendono anche dalla risoluzione delle sue preoccupazioni sui piani della difesa missilistica strategica degli Stati Uniti. La difesa missilistica, i programmi di modernizzazione in corso delle forze nucleari, il concetto Prompt Global Strike, l’evidente superiorità degli Stati Uniti nelle armi non nucleari di alta precisione a lungo raggio, la crescente proliferazione delle armi nucleari nel mondo (aspetto che gli Stati Uniti evitano di prendere in considerazione, pur presentando proposte sui tagli delle forze strategiche), tutti questi fattori definiscono la posizione della Russia sulla questione… Speriamo che questi temi scottanti siano nell’agenda del prossimo evento dell’Aia, venendo affrontati costruttivamente da tutti i partecipanti che realmente si sforzano di rendere il mondo un posto più sicuro rispettando ogni altra preoccupazione e agendo concretamente, invece di insistere con dure parole dal senso torbido, come ogni tanto accade nei migliori eventi mondiali.

TBXjbTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

La marina russa avanza

Roger McDermott, Modern Tokyo Times 8 gennaio 2014

949-000La Marina della Russia arriva al 2014 con alcuni piccoli progressi, mentre il Ministero della Difesa affronta sfide significative incentrate sullo sviluppo del missile balistico sublanciato (SLBM) Bulava per la nuova generazione di sottomarini. La Marina agisce anche sviluppando il profilo internazionale del Paese, inviando le sue navi nelle “aree strategiche” degli oceani del mondo (Interfax, 30 dicembre). Tuttavia, la marina russa attualmente riceve dei sottomarini di nuova generazione ancora privi del sistema missilistico primario. Il 30 dicembre, dopo le riparazioni del sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare Smolensk della Flotta del Nord, tornato alla base di Zaozersk, a Murmansk. Il portavoce della Flotta del Nord, il Capitano di 1° rango Vadim Serga, ha detto a Interfax che “il sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare Smolensk della Flotta del Nord è ritornato alla base di Zaozersk da Severodvinsk, dove è stato riparato e modernizzato presso il cantiere navale militare Zvezdochka” (Interfax, 30 dicembre). Secondo il comandante di sottomarino, il Capitano di 1° rango Boris Morozov, la nave ha completato con successo la sua prima fase di prove in mare e il sottomarino è considerato operativo con un equipaggio “in perfette condizioni.
La Flotta del Nord ha accettato tre nuovi sottomarini negli ultimi 18 mesi: i sottomarini Novomoskovsk e Verkhoture preceduti dal Smolensk. Tuttavia, le riparazioni del Smolensk sono durate circa due anni, durante cui l’apparato motore e lo scafo sono stati rinnovati, mentre i sistemi radio-elettronici e di navigazione sono stati modernizzati. Il Smolensk è un sottomarino classe Progetto 949A (Antej) Oscar II, entrato in servizio 24 anni fa. Secondo il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, Mosca continuerà ad investire per mantenere il numero attuale di sottomarini nucleari (SSGN) classe Oscar II, attraverso le revisioni come nel recente esempio del Smolensk. Il comandante del Smolensk ha dichiarato che nel 2014 il sottomarino emergerà al Polo Nord, piantando la bandiera russa e la croce di Sant’Andrea, simbolo della Marina russa (Interfax, 23 dicembre 30). Il 23 dicembre, il sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) della classe Progetto 955 Borej, Aleksandr Nevskij, ha raggiunto la flotta. Tuttavia, il Nevskij e il suo gemello, lo Jurij Dolgorukij, affrontano ancora il problema dell’accettazione dell’armamento principale, l’SLBM Bulava. Il Nevskij dovrebbe testare il Bulava entro la fine dell’anno. Nel frattempo, il terzo sottomarino classe Borej, Vladimir Monomakh, entrerà in servizio nel 2014. Così il Nevskij e il Monomakh saranno in servizio senza l’SLBM Bulava. Allo stesso tempo, l’avanzato sottomarino d’attacco polivalente (SSN) Progetto 885 Severodvinsk, entrerà in servizio a breve (RIA Novosti, 30 dicembre). Il 27 dicembre, l’incrociatore pesante lanciamissili a propulsione nucleare della Flotta del Nord Pjotr Velikij compiva una missione nel Mediterraneo, nell’ambito di un gruppo navale russa, nel porto cipriota di Limassol. Il portavoce della Flotta del Nord, capitano di 1° rango Serga, ha detto a Interfax, “la visita dell l’incrociatore pesante lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij a Limassol è la prima di una nave da guerra a propulsione nucleare russa nella storia della cooperazione internazionale tra la Russia e la Repubblica di Cipro. L’ambasciatore russo presso la Repubblica di Cipro, Stanislav Osadkhij, visiterà la nave russa ancorata nel porto straniero” (Interfax, 27 dicembre). Il Pjotr Velikij era salpato da Severomorsk, principale base della Flotta del Nord, il 22 ottobre 2013, coprendo circa 8000 miglia nautiche fin dall’inizio del suo viaggio. Il Ministero della Difesa ha sottolineato che tali visite ai porti stranieri sono coerenti con la direttiva del Cremlino per riattivare la regolare presenza di navi da guerra russe nelle aree strategiche degli oceani mondiali. E’ evidente che tali visite ai porti stranieri sono volte ad ampliare le capacità della moderna marina russa.
Tali sviluppi sollevano anche la questione su dove si collochi la Marina nell’ambizioso programma di riarmo convenzionale per il 2020. L’analista del CNA Dmitrij Gorenburg ha evidenziato una pubblicazione russa del novembre 2013 dettagliare i contratti per progetti cantieristici navali. Un totale per la marina russa di “41 navi da combattimento, comprendenti 2 navi d’assalto anfibio universali, 2 grandi navi d’assalto anfibio, 14 fregate, 15 corvette, 8 natanti lanciamissili. Di queste, 24 sono in costruzione, comprese le 2 navi d’assalto anfibio universali, 2 grandi navi d’assalto anfibio, 9 fregate, 5 corvette e 6 piccole imbarcazioni lanciamissili. Sei di queste navi sono state varate, tra cui 1 nave d’assalto anfibio universale, 1 grande nave d’assalto anfibio, 1 fregata, 1 corvetta e due natanti lanciamissili“. Mentre il programma del riarmo per il 2020 è chiaramente ambizioso, la parte effettivamente spettante alla Marina è una domanda aperta. Nel frattempo, Rogozin porta avanti i piani per mantenere i sottomarini classe Oscar II, e un progresso è stato compiuto con l’aggiornamento. Mostrando bandiera nelle visite d’alto profilo all’estero della Marina e piantando simbolicamente la bandiera russa, almeno durante l’emersione del Smolensk al Polo Nord, si suggerisce che la leadership politica voglia utilizzare la Marina principalmente per scopi di relazioni pubbliche. L’enigma chiave rimane la quadratura del cerchio dei sottomarini della classe Borej e del travagliato sistema missilistico Bulava. Con uno sforzo d’immaginazione, la Marina russa  affronterà un anno impegnativo.

1231667Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

‘Nessuno prevarrà militarmente sulla Russia': Putin punta ai 700 miliardi di dollari per far progredire le forze armate russe

RussiaToday 12 dicembre 2013

putin-congratulates-knyazevaLa Russia non permetterà ad alcuna nazione di dominarla militarmente, ha detto il presidente russo. Alcune nazioni sviluppano nuovi tipi di armi, che possono mutare l’equilibrio strategico globale, ma la Russia sa come contrastarle. “Che nessuno s’illuda di strappare la superiorità militare sulla Russia. Non lo permetteremo mai“, ha detto Vladimir Putin in un discorso all’Assemblea Federale, la sessione congiunta delle due camere del parlamento russo. Di particolare interesse per la Russia sono gli elementi del sistema di difesa nazionale antimissile balistico (AMD) degli USA, che prevedono di schierare in Europa. Il progetto è stato per anni giustificato dalla presunta minaccia da Paesi come l’Iran. La controversia sul programma nucleare iraniano potrebbe presto essere risolta, ma l’AMD va avanti come previsto, ha sottolineato Putin. “Ci rendiamo conto chiaramente che il sistema AMD viene definito esclusivamente difensivo, mentre in realtà si tratta di una componente significativa del potenziale offensivo strategico”, ha sottolineato.
Le obiezioni di Mosca sull’AMD europeo e la mancata garanzia di Washington che non sia destinato contro la Russia, hanno impantanato le relazioni bilaterali a lungo. Ma a parte l’aspetto militare, il futuro sistema dimostra anche il desiderio degli Stati Uniti di bloccare l’allontanamento dell’Europa e di ravvicinarla, ha detto a RT Aleksej Pushkov, presidente della commissione Esteri del parlamento russo. “Il collante della NATO è sempre più debole. Pochissimi Paesi europei  adempiono ai loro obblighi finanziari verso la NATO”, ha detto, citando le denunce del capo dell’alleanza, Anders Fogh Rasmussen, durante l’ultima conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. “Gli Stati Uniti hanno disperatamente bisogno dell’Europa quale alleata. E l’AMD probabilmente è progettato per fornire tale legame“, ha aggiunto Pushkov. “Ma questo non può essere spiegato così. Sembra una militarizzazione, e lo è. Quindi si deve inventare e dire che è colpa della Corea democratica o dell’Iran.”
Putin ha anche aggiunto che Mosca monitora lo sviluppo di nuovi tipi di armi da parte di altre nazioni, comprese le piccole armi tattiche nucleari, missili strategici di precisione convenzionali e armi di precisione ipersoniche. Queste ultime possono essere i mezzi tecnologici per un cosiddetto “attacco decapitante”, un massiccio attacco a sorpresa contro le infrastrutture chiave di una nazione, tra cui silos per i missili strategici, centri di comunicazione o edifici governativi, in teoria infliggendo abbastanza danni per evitare un massiccio attacco nucleare di rappresaglia. “Se vengono realizzati tutti questi piani, avranno un effetto assai negativo sulla stabilità regionale e globale. L’insieme dei sistemi strategici di precisione convenzionali di altre nazioni combinate con l’incremento della potenza dell’AMD, potrebbe vanificare ogni precedente accordo sulla limitazione e la riduzione delle armi nucleari strategiche e ribaltare l’equilibrio strategico“, ha detto Putin. Chiaramente allude al nuovo trattato di riduzione nucleare del 2010, tra Russia e Stati Uniti,  elogiato come una delle più importanti vittorie in politica estera del primo mandato di Barack Obama. Il trattato fu firmato durante il conflitto sulla parte europea del sistema AMD. Invece di risolvere la questione, Mosca e Washington hanno deciso di portare avanti l’accordo e di discutere dello scudo antimissile in seguito. Finora non è stato trovato nessun compromesso.
Ci rendiamo conto di tutto questo e sappiamo cosa fare“, ha avvertito Putin. L’esercito russo  aumenta le risorse per lo sviluppo di nuovi missili strategici nucleari, così come dei loro sistemi di lancio, tra cui sottomarini a propulsione nucleare e bombardieri strategici. Avanza anche piani per creare un sistema spaziale integrato da ricognizione e puntamento mondiale in tempo reale, che migliorerebbe la capacità della Russia di utilizzare il proprio arsenale nucleare, ha detto il presidente russo. “La Russia risponderà a tutte le sfide, politiche e tecnologiche. Abbiamo tutto il potenziale necessario“, garantisce.
I commenti di Putin si rispecchiano nelle dichiarazioni del vicepremier Dmitrij Rogozin, che supervisiona l’industria della difesa russa. Ha avvertito che la Russia ha i mezzi per difendersi dalle armi avanzate e future. “Ogni aggressore deve rendersi conto che quello che farà nella difesa antimissile balistico o tentando di dotarsi di armi di precisione ipersoniche per neutralizzare il potenziale nucleare della Russia, non sarà nient’altro che illusorio, e tale rimarrà. Non staremo fermi“, ha detto, aggiungendo che a differenza dell’Unione Sovietica, la Russia non permetterà di essere trascinata in una costosa corsa agli armamenti e manterrà la parità militare con mezzi asimmetrici.
Il programma di modernizzazione militare che il governo russo attua, ha uno stanziamento di 700 miliardi di dollari fino al 2020.

1463112Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

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