Stati Uniti e Siria: storia di un’ostilità contemporanea

Thierry Meyssan e Comaguer Global Research, 23 settembre 2013

In diretta da Damasco l’intervista telefonica a T. Meyssan di Comaguer (Comitato comprendere e agire contro la guerra, Marsiglia). Questa intervista è l’ultima parte della trasmissione sulla Siria di Comaguer dell’11 settembre 2013, su Radio Galere

syrian-regiemComaguer: Nella lunga storia della Siria, il 1991 è stato un anno di svolta. Il suo unico sostegno diplom.atico e politico, l’Unione Sovietica, scomparve. Per gli Stati Uniti, ora l’unica potenza mondiale, e il suo alleato Israele, rovesciare il regime siriano, che dava un forte sostegno alla causa palestinese ed era il solo Stato confinante con Israele a non aver firmato un accordo di pace con il  vicino, diventava un obiettivo da colpire subito. Cosa accade nel ventennio tra quell’anno e la guerra attuale? Questa è la domanda che poniamo a Thierry Meyssan, in diretta da Damasco.
T. Meyssan: George Bush padre aveva convocato la Conferenza di Madrid (30 ottobre 1991) con il suo segretario di Stato James Baker, e chiese ad Israele di partecipare a questa conferenza per la pace regionale che includesse sia la Palestina che la Siria. La conferenza iniziò abbastanza bene, ma in realtà il primo ministro israeliano Yitzhak Shamir non avrebbe negoziato e la conferenza sarebbe fallita. Dopo di che, fu Bill Clinton che a poco a poco riprese i contatti con la Siria e cercò di organizzare una pace regionale. Ciò che è interessante fu che B. Clinton, al termine del suo secondo mandato, era quasi in grado di organizzare la pace e, ancora una volta, il primo ministro israeliano Ehud Barak, all’ultimo momento, quando aveva negoziato e dato il suo consenso a un trattato di pace, si ritirò. Non ci sarà pace, Barak si ritirerà dall’accordo e, inoltre, in quel momento Hafiz al-Assad morì. Questo è molto ben raccontato nelle memorie di B. Clinton, non vi è alcun dubbio che la Siria avesse veramente cercato la pace e furono gli israeliani ad opporvisi. Poi iniziò il mandato di G. Bush figlio, e qui le cose si fecero difficili.
Immediatamente dopo gli attentati dell’11 settembre 2011, in realtà tre giorni dopo, ci fu una riunione di Bush jr. a Camp David, dove venne deciso di attaccare la Siria. In effetti, gli Stati Uniti avevano un piano: dicevano inizieremo con l’Afghanistan, continueremo con l’Iraq, poi la Libia, la Siria, il Sudan, la Somalia e termineremo con l’Iran. Quello che vediamo oggi è la realizzazione del piano, ma Bush jr. pensò di attaccare la Siria insieme al Libano e alla Libia in tempi relativamente brevi. Solo che vi fu ogni genere di granelli di sabbia nella macchina. In primo luogo, da parte libica, Gheddafi negoziò con gli Stati Uniti l’abbandono delle armi chimiche e del programma nucleare, aprendo l’economia alle grandi industrie. Ma da parte siriana la reazione fu molto diversa. La Siria doveva essere attaccata, e cominciò a prepararsi alla guerra, rafforzando le proprie alleanze. Bashar al-Assad, nuovo presidente dal 2000, decise di pagare tutti i debiti che la Siria aveva verso l’Unione Sovietica e, di conseguenza la Russia. Questo è molto importante e passò completamente inosservato al di fuori del Paese, anche se fu uno sforzo terribile per la Siria pagare quel debito, ma permettendole così di avere, oggi, buoni rapporti con la Russia. Gli Stati Uniti tesero ogni tipo di trappola, in seguito. Nelle settimane che seguirono la caduta di Baghdad (aprile 2003), il Congresso degli Stati Uniti studiò e votò il Syria Accontability Act, una legge che dava al presidente degli Stati Uniti l’autorità di dichiarare guerra contro la Siria, senza la necessità di chiederla al Congresso. Obama potrebbe effettivamente entrare in guerra senza la necessità di sottoporre la questione al Congresso. Infatti, dal 2003 il presidente degli Stati Uniti può attaccare la Siria senza limiti interni, poi vi fu tutta una serie di sanzioni per cercare di soffocare l’economia siriana. Nel 2005 vi fu l’assassinio dell’ex-primo ministro libanese Rafik Hariri, è venne immediatamente dichiarato che l’assassinio era stato organizzato dalla Siria, quando sappiamo, dal modo in cui l’omicidio fu effettuato, che può essere opera solo di un paio di grandi potenze dotate di mezzi speciali. Il risultato fu che ancora una volta la Siria veniva ostracizzata, perché sospettata di aver ucciso Hariri, e un Tribunale speciale fu creato dalle Nazioni Unite, difatti per processare Bashar al-Assad. Ma dopo due anni di indagini, ci si rese conto che l’intera questione era falsata, che la prova era completamente fabbricata e si dovettero abbandonare le accuse contro la Siria.

Comaguer: Dov’è il Tribunale speciale per il Libano oggi, è in sonno?
T.  Meyssan: La corte esiste ancora, inoltre presto riprenderà le udienze, ma ora accusa non più la Siria, ma Hezbollah, e quando avrà finito con Hezbollah, perché le prove sono false, accuserà l’Iran e ciò durerà tutto il tempo necessario. Ma la cosa più importante è che, mentre la Siria ribatteva a questa accusa, veniva lanciata una nuova operazione, ideata da Francia e Gran Bretagna: la primavera araba. Sarebbe complicato spiegare qui tutta la storia, ma furono fenomeni molto diversi  ciò che è accaduto in Egitto e Tunisia, da una parte e quello che è successo in Libia e Siria, dall’altra. Riguardo la Siria, si tenne a Cairo, in Egitto, all’inizio di febbraio 2011, una riunione in cui parteciparono il senatore John McCain (USA), nonché personalità internazionali, per la Francia c’era BHL (reazioni divertite in studio), sì, sì, in Francia non fu mai reso pubblico quello che vi dico. C’era per la Libia Mahmud Jibril, che all’epoca era il numero 2 del governo libico, che poi improvvisamente divenne il capo dell’opposizione contro Gheddafi. Jibril è un fratello musulmano. E c’erano alcuni funzionari siriani in esilio che disponevano di buoni mezzi televisivi a Londra o negli emirati. E questo incontro diede il via libera, perché tutto sembrava pronto per la rivoluzione in Libia e Siria, così furono indette le proteste a Damasco, ma nessuno si mosse, nessuno ne era interessato. Per diversi mesi, quindi, ci furono frequenti appelli a una rivoluzione in Siria, ma senza innescare la partecipazione popolare. L’unica cosa che vedemmo fu un account su Facebook chiamato Syrian Revolution 2011, creato all’inizio di febbraio e che in 2-3 giorni aveva 70.000 contatti. Ma questo è completamente impossibile poiché non ci furono dimostrazioni nel frattempo.  Era semplicemente un trucco dei computer, e gli avvenimenti reali inizieranno quando la questione libica fu “risolta”, nel momento in cui i combattenti giunsero dalla Libia in Siria. E improvvisamente i jihadisti fecero la loro comparsa e cominciarono a seminare il terrore nelle campagne, soprattutto arrivavano in un villaggio, prendevano delle persone, le facevano a pezzi e li gettavano sul posto.
Secondo la stampa occidentale, allora vi erano enormi manifestazioni in Siria, ma è falso, non ci furono mai. Quando mi trovavo in Siria nel novembre 2011, si diceva in Europa che vi erano  grandi manifestazioni, ma i giornalisti francesi, belgi, statunitensi presenti, quelli che volevano  vedere e filmare gli eventi, non ne trovarono mai, perché non c’erano; eppure inviavano articoli [1], e le immagini che vediamo su al-Jazeera e altri canali in Europa, erano state girate in studio, come si può vedere osservando in dettaglio [2]. Quindi vi fu un periodo in Siria, dove la gente era come stordita da quello che succedeva, ma in realtà non capiva. La stampa siriana era silenziosa, non affrontava le notizie, mentre al-Jazeera e altri dicevano che c’erano una rivoluzione, proteste e repressione. C’era una sorta di panico mentre gli occidentali passavano il tempo a dire “Bashar deve andarsene”, “Se n’è già andato”(!), ecc., fu un fenomeno che vediamo in tutti i Paesi quando vengono attaccati, molte persone attendono per poi dichiararsi dalla parte vincente. E poi sembrava che la NATO avrebbe attaccato la Siria come aveva attaccato la Libia, e che il governo sarebbe stato rovesciato e un governo fantoccio installato dalle potenze occidentali. Quindi ci fu un momento in cui il supporto al governo siriano era scarso. E vi furono persone che sostennero i jihadisti in arrivo. Ci sono sempre dei collaborazionisti ovunque, ma c’erano anche quelli che furono reclutati da una particolare classe che aveva sofferto in precedenza, dal 2005, quando subirono le riforme economiche fatte male e dei problemi climatici, come la siccità, causarono gravi problemi agricoli. Persone relativamente povere furono costrette a lasciare il nord della Siria, poiché è soprattutto nel Nord che ciò era successo, e queste persone giunsero nelle periferie di Damasco e Aleppo, le due principali città del Paese. Tra queste persone, in genere molto poco istruite, s’infiltrarono varie sette religiose, tra cui i taqfiristi: una setta che ha appena un secolo di esistenza, molto recente per l’Islam, che sostiene che coloro che non seguono esattamente il loro percorso, devono essere uccise. Così vi furono persone che aderirono alla setta, e cominciarono a sostenere i jihadisti. Ma si trattava di qualche migliaio di persone, non molto più, ma erano armate. E in ogni Paese, migliaia di persone armate possono fare danni enormi.

Comaguer: soprattutto quando queste armi sono facili da trovare.
T. Meyssan: Sì, e al momento fu il Qatar che trasportava le armi in Siria, preparandosi da molto tempo, e aveva già insediato dei depositi in Siria con l’aiuto di agenti corrotti dei servizi segreti. Si sa che in Siria, a causa della guerra continua con Israele, i servizi segreti avevano grandi poteri speciali, e certuni ne abusarono. Quando si dice che la Siria era una dittatura, ciò è in parte vero e in parte falso, ciò che è vero è che qualcuno dell’intelligence s’immischiava in ciò che non lo riguardava, e andava nell’amministrazione a decidere chi doveva restare e chi doveva essere escluso. Questi servizi si dimostrarono molto corrotti, estremamente incompetenti e incapaci di difendere la Siria. Oggi hanno perso i poteri straordinari che avevano. Il Paese è completamente democratizzato.

Comaguer: Quindi questo significa che tali servizi sono stati formati da personale competente?
T. Meyssan: In effetti i servizi segreti erano cresciuti in modo smisurato e oggi molti dei loro capi sono stati espulsi o sono fuggiti all’estero, improvvisamente c’erano assai meno persone in questi servizi, ed erano coloro che facevano bene il proprio lavoro. Il Qatar ha inviato grandi quantitativi di armi, ma c’era già i depositi, pianificati in anticipo, e gli israeliani erano responsabili della distribuzione delle armi. Questo è qualcosa che non si spiega in Europa, che in effetti sì… sono sempre gli israeliani a distribuire le armi sul posto, perché il Qatar aveva i soldi ma non la manodopera.

Comaguer: la divisione del lavoro!
T.  Meyssan: Questi gruppi cominciarono a circolare e ad avere un comando centralizzato, in una base in Turchia. Ma avevano al momento armi rudimentali, ma con comunicazioni criptate via satellite e sistemi centralizzati in Turchia, ricevevano istruzioni dalla NATO, in Turchia. In un primo momento si aveva l’impressione che ci fossero tumulti contemporaneamente in tutto il Paese, ma questo non è vero e se si osservano i diversi incidenti su una mappa, ci si rende conto che un giorno si trovavano in una città, il giorno dopo a 20 km di distanza. Erano itineranti. Ma ci furono  alcuni problemi molto seri in certi luoghi, che in altri. Prima nel Sud, a Daraa, che in precedenza era la roccaforte assoluta del partito Baath, il partito storico della Siria. Dei baasisti passarono dalla parte degli israeliani, dico israeliani perché il primo evento accadde a Daraa, dove si affermava che la polizia aveva arrestato e torturato dei bambini, ecc., ma questo era completamente falso. Alla prima occasione, delle persone iniziarono a manifestare, e poi improvvisamente ricevettero un ordine e uscirono dalla città per attaccare un edificio: questo edificio era la base dell’intelligence   siriana che sorvegliava il territorio del Golan occupato da Israele. Dopo che vi fu un evento molto importante tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012: la creazione di uno Stato islamico a Bab Amr, a Homs: i taqfiristi siriani raccolsero circa 3-4000 combattenti e occuparono una zona in cui si trincerano e dichiararono uno Stato islamico indipendente, comprendente un proprio tribunale, dove tutte le persone che non erano dalla loro parte venivano condannate a morte, uccise in pubblico; fu  un massacro. La popolazione del posto aveva lasciato la zona, ad eccezione di una quarantina di famiglie che sostenevano il movimento taqfirista. Infine, questo emirato cadde, e allora la gente che era dentro se ne andò, e da allora non vi è più alcun sostegno siriano a tale movimento. Ora tutti i combattenti sono stranieri.

Comaguer: questo è importante, ma noi purtroppo dobbiamo concludere. Così rifiuta il termine guerra civile?
T. Meyssan: Sì, perché una guerra civile divide le famiglie, le persone si uccidono a vicenda. Qui il Paese viene attaccato dall’estero, come il Nicaragua negli anni ’80. Ciò che sorprende è che c’è una quantità enorme di combattenti costantemente in arrivo. Lakhdar Brahimi, che non è certamente a favore di Bashar al-Assad, ha detto a giugno che vi erano 40.000 combattenti stranieri in Siria.  40.000 e questo è quello che è stato costretto ad ammettere, e lui ha parlato dei veterani vivi, perché ne muoiono in grandi quantità ogni giorno, ma ce ne sono altri che vengono.

Comaguer: Per sostituirli. Si dice che non ci sarà nessun bombardamento, infine, ma se i combattenti continuano ad arrivare…
T. Meyssan: finché dura la guerra, i combattenti arrivano, ma se il flusso di questi combattenti viene chiuso, qui ci sarà la pace in due mesi. Ciò che è importante sono gli Stati Uniti, che all’inizio del 2001, quando decisero la guerra, avevano una ragione. All’epoca si pensava al “picco del petrolio” e che ci sarebbe stata carenza di idrocarburi, di combustibili fossili negli anni successivi. Questo, quindi, significava che gli Stati Uniti avevano bisogno di mettere le mani sul gas inutilizzato della Siria. Ma ora il mercato dell’energia è cambiato completamente, da allora, grazie ad altre forme di petrolio che non il greggio, il gas di scisto, ecc. Quindi non ci sono ragioni strategiche per gli Stati Uniti di entrare in guerra. Ecco perché in realtà avrebbero dovuto uscirsene già da tempo. Per gli Stati Uniti, la questione ora è il loro status, non hanno più alcun interesse in questa guerra, ma se si ritirano a testa bassa, non saranno più la grande potenza che erano. E tutto ruota intorno a ciò, e questo è il motivo dell’appello sulle armi chimiche, un modo elegante per farli uscire quando la Siria ha detto che distruggerà le sue scorte di armi chimiche, che sono ora un ingombro, che avevano delle ragioni storiche, ma oggi sono del tutto inutili. Quando hanno detto che li distruggeranno, tutti ne erano contenti, e gli Stati Uniti ne escono a testa alta: assolutamente perfetto.

[1] Durante il suo soggiorno (novembre 2011), una giornalista belga che si spacciava free-lance di una non meglio specificata “stampa cristiana belga”, un giorno era partita da sola per Homs, e ci disse la sera che aveva attraversato per diverse ore la città, cambiando più volte taxi, “per evitare il controllo del regime”, andando alla cieca ricercando queste proteste democratiche così massicce e così frequenti di cui parlavano i suoi colleghi in Europa occidentale. Riconobbe di non aver visto nulla, e con una logica stringente, aveva concluso che “non era andata nei posti giusti”… La giornalista lavorerebbe ora per La Vie (ex-cattolica).
[2] Nel luglio 2013 ho partecipato presso la libreria Transit di Marsiglia a un incontro in cui, con il pretesto di presentare l’associazione “Collettivo Siria Sham”, i due invitati parlarono della rivoluzione democratica in Siria e della terribile repressione da parte del “sistema”. Illustrarono le loro osservazioni con video sugli eventi “democratico-rivoluzionari”. Tuttavia, le bandiere che sventolavano i manifestanti, in questi video, erano le bandiere della Repubblica araba siriana con le 2 stelle. Come feci notare che non potevano essere, pertanto, che manifestazioni lealiste a supporto del regime, mi fu risposto sfacciatamente, “è perché c’era vento in quel momento, per questo vedevamo solo due stelle“, come previsto, ne risero tutti (in realtà 5 persone oltre al libraio e ai due democratici), fino ad allora inorriditi dai numerosi dati riportati sulle atrocità commesse dal regime.  Non ho detto che tra i cinque presenti vi era un professore di diritto che aveva fatto carriera in Egitto, intervenne a sostegno dei due propagandisti dicendo che “Bashar è un dittatore“, cosa che sembrava chiudere qualsiasi discorso con me; quando gli ho chiesto su cosa si basasse per poterlo dire, rispose “si sa da tempo.” A quanto pare, nella sessione aveva l’autorità scientifica ed accademica e quella, indispensabile, di avere l’esperienza di “qualcuno presente sul campo”, per chiudere.

Copyright © 2013 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cinque bugie sul rapporto dell’ONU sulle armi chimiche in Siria

Cinque bugie inventate per orientare il rapporto dell’ONU sull’attacco con armi chimiche in Siria
Tony Cartalucci Land Destroyer 17 settembre 2013

Come previsto giorni prima che la relazione sulle armi chimiche siriane delle Nazioni Unite fosse pubblicata, l’occidente ha iniziato a manipolarne i risultati per sostenere la propria vacillante storia riguardante i presunti attacchi con armi chimiche del 21 agosto 2013, a Damasco orientale, Siria. L’obiettivo, naturalmente, è continuare a demonizzare il governo siriano e contemporaneamente sabotare il recente accordo siriano-russo per far controllare e disarmare le scorte di armi chimiche della Siria da parte di osservatori indipendenti.

999688Una raffica di titoli sospetti ha tentato di collegare, nella mente dei lettori disattenti, la “conferma” delle Nazioni Unite sull’uso in Siria di armi chimiche e le pretese occidentali che sia stata opera del governo siriano. Inoltre, i governi statunitense, inglese e francese hanno rapidamente stilato una lista di balle volte a fare presentare il rapporto delle Nazioni Unite come favorevole alle loro accuse infondate contro il governo siriano. L’articolo della BBC, “Stati Uniti e Gran Bretagna indicano che il rapporto delle Nazioni Unite ‘incolpa la Siria’“, ancora una volta afferma inequivocabilmente ciò: “Il rapporto delle Nazioni Unite non attribuisce la colpa dell’attacco, non facendo parte del suo mandato”. Tuttavia ciò non ha impedito al ministro degli Esteri inglese William Hague dal sostenere: “Dalla ricchezza di dettagli tecnici nella relazione, anche sulla portata dell’attacco, la coerenza dei risultati dei test dei campioni nei laboratori indipendenti, le dichiarazioni dei testimoni e le informazioni sulle munizioni utilizzate e le loro traiettorie, è del tutto evidente che il regime siriano sia l’unico che avrebbe potuto esserne responsabile”. E l’ambasciatrice statunitense all’ONU Samantha Power ha dichiarato: “I dettagli tecnici del rapporto delle Nazioni Unite evidenziano che solo il regime avrebbe effettuato questo attacco con armi chimiche su grande scala”. Il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius avrebbe detto: “Quando si guardano i risultati con attenzione, le quantità di gas tossico utilizzate, la complessità delle miscele, la natura e la traiettoria dei vettori, non c’è alcun dubbio sull’origine dell’attacco”. Il Washington Post è andato oltre, e forse stupidamente, ha dato una spiegazione dettagliata di ogni montatura che l’occidente usa per strumentalizzare l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite. In un articolo intitolato “Il rapporto delle Nazioni Unite sulle armi chimiche è abbastanza schiacciante per Assad“, dove 5 punti vengono usati per motivare perché il rapporto delle Nazioni Unite “accusi” il governo siriano.

Le 5 bugie
Bugia n°1. Le armi chimiche, consegnate assieme alle munizioni, non sono state utilizzate dai ribelli: questa affermazione fa anche riferimento al “Syria watcher” Eliot Higgins, noto come “Brown Moses“, osservatore, seduto in una poltrona nel Regno Unito, della crisi siriana, che documenta le armi utilizzate nel conflitto sul suo blog. Mentre Higgins spiega che questi razzi, che hanno un calibro particolarmente grande (140 millimetri e 330 millimetri), non sono stati visti (da lui) nelle mani dei terroristi che operano all’interno e lungo i confini della Siria, vecchi suoi post mostrano razzi simili, ma più piccoli, certamente in costruzione e in azione nelle mani dei militanti. Il Washington Post sostiene che in qualche modo questi razzi più grandi richiedano una “tecnologia” cui i militanti non hanno accesso. Questo è decisamente falso. Un razzo viene lanciato da un semplice tubo, ed ai terroristi basterebbe la semplice tecnologia aggiuntiva per i razzi più grandi, quale un camion per montare il tutto. Per un fronte armato che schiera carri armati rubati, trovare un camion su cui montare tubi di metallo di grandi dimensioni sembrerebbe un compito piuttosto elementare, soprattutto se per effettuare un attacco simulato tale da giustificare l’intervento straniero e salvarne la vacillante offensiva.

Bugia n°2. Il sarin è stato lanciato da una zona controllata dal regime. Il Washington Post sostiene che: “La relazione conclude che i proiettili provenivano da nord-ovest del quartiere mirato. Quella zona era ed è controllata da forze del regime siriano ed è terribilmente vicina a una base militare siriana. Se i proiettili fossero stati sparati dai ribelli, probabilmente sarebbero giunti da sud-est, in mano ai ribelli”. Ciò che il Washington Post non cita sono i “limiti” che la stessa squadra dell’ONU ha indicato sulla credibilità delle proprie scoperte, a pagina 18 del rapporto (22 del .pdf), le Nazioni Unite dichiarano: “Il tempo necessario per condurre un’indagine dettagliata su entrambe le posizioni, nonché prelevare campioni, era molto limitato. I siti sono stati visitati da altri individui, sia prima che durante l’inchiesta. Frammenti e altre possibili prove sono stati chiaramente manipolati e spostati prima dell’arrivo della squadra investigativa”. Va inoltre notato che i militanti ancora controllano la zona dopo il presunto attacco e fino all’inchiesta del personale dell’ONU. La manomissione o l’inserimento di prove sarebbero stati effettuati da amici dell’”opposizione”, e sicuramente il governo siriano non punterebbe dei razzi in direzioni che potrebbero implicarlo.

Bugia n°3. L’analisi chimica suggerisce che il sarin probabilmente era parte di un rifornimento controllato, il Washington Post afferma: “Gli investigatori delle Nazioni Unite hanno analizzato 30 campioni, trovando che contenevano non solo sarin, ma anche “prodotti chimici rilevanti, come stabilizzatori.” Questo suggerisce che le armi chimiche sono state prese da un deposito controllato, dove avrebbero potuto essere trasformate per l’impiego da parte di truppe addestrate al loro uso. Solo, per effettuare un attacco sarebbe anche necessario utilizzare agenti chimici stabilizzati e personale addestrato al loro uso”. Dai depositi saccheggiati in Libia, alle armi chimiche segretamente trasferite da Stati Uniti, Regno Unito o Israele, attraverso l’Arabia Saudita o il Qatar, non vi è scarsità di fonti possibili. Per quanto riguarda i “ribelli” privi del necessario addestramento nell’usare armi chimiche, la politica degli Stati Uniti ha fatto in modo che non solo ricevessero l’addestramento necessario, ma aziende della difesa occidentali, specializzate nella guerra chimica, avrebbero affiancato i militanti in Siria. La CNN ha riferito, nel suo articolo del 2012 “Fonti: gli USA addestrano i ribelli siriani nella sicurezza delle armi chimiche“, che: “Gli Stati Uniti e alcuni alleati europei usano aziende della difesa private per addestrare i ribelli siriani su come proteggere le scorte di armi chimiche in Siria, hanno detto alla CNN un alto funzionario degli Stati Uniti e diversi diplomatici di alto livello. L’addestramento, che si svolge in Giordania e in Turchia, comprende come monitorare e proteggere le scorte, e gestire siti e materiali bellici, secondo le fonti. Alcuni contractor sono in Siria per collaborare con i ribelli nel monitorare alcuni dei siti, secondo uno dei funzionari”.

Bugia n°4. Caratteri cirillici sui proiettili, il Washington Post afferma: “Lettere russe sui proiettili di artiglieria suggeriscono fortemente che siano di fabbricazione russa. La Russia è un importante fornitore di armi del governo siriano, naturalmente, ma non al punto di rifornire direttamente o indirettamente di armi i ribelli”. La logica del Washington Post non vale una cicca. I terroristi che operano in Siria possiedono fucili e perfino carri armati di origine russa, rubati o acquisiti attraverso una vasta rete di trafficanti di armi costruita dalla NATO e dai suoi alleati regionali, per perpetuare il conflitto. Inoltre, inscenando gli attacchi, i terroristi e i loro sostenitori occidentali, in particolare gli attacchi la cui ricaduta dovrebbe suscitare un profondo cambiamento geopolitico a favore dell’occidente, avrebbero speso del tempo per far sembrare che l’attacco fosse opera del governo della Siria. L’uso di armi chimiche da parte di militanti contro una posizione di altri militanti, costituirebbe un attacco sotto “falsa bandiera” e ovviamente ciò richiederebbe una sorta di segno o prova incriminante sulle armi usate nel bombardamento.

Bugia n°5. Le osservazioni del Segretario Generale delle Nazioni Unite sulla relazione, il Washington Post ammette l’esiguità di questo ultimo punto, affermando: “Questo è forse il caso più circostanziale di tutti, ma è difficile ignorare il chiaro sottinteso della conferenza del Segretario Generale Ban Ki-moon nel discutere il rapporto...” Il Washington Post, e gli interessi che guidano il suo comitato di redazione, non riuscivano nemmeno a produrre cinque argomentazioni ragionevolmente convincenti sul perché il rapporto delle Nazioni Unite implichi, in qualche modo, il governo siriano, così mettendo in dubbio le affermazioni relative alla “ricchezza di dettagli tecnici” che accuserebbe il Presidente Bashar al-Assad. Il rapporto delle Nazioni Unite conferma che sono state utilizzate armi chimiche, un punto che non è contestato dalle parti in conflitto, né prima nè dopo che l’inchiesta delle Nazioni Unite avesse inizio. Ciò che l’occidente cerca di fare ora è sfruttare la propria narrativa della relazione e, ancora una volta, creare una giustificazione infondata per continuare la guerra contro la Siria, sia come elemento di una politica estera ufficiale che coperta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Siria e la battaglia per Cipro

Aangirfan 2 settembre 2013

23Makarios di Cipro fu rovesciato perché non era un amico della CIA.

La Russia ristruttura il prestito da 2,5 miliardi di euro dato a Cipro nel 2011. Il periodo di rimborso sarà esteso e il tasso di interesse diminuito dal 4,5 al 2,5 per cento. La Russia s’impegna a ristrutturare il prestito di 2,5mld di dollari a Cipro

Cyprus_districts_named_plLe principali basi militari del Regno Unito sono ad Akrotiri e Dhekelia.

Cipro “studia la possibilità di concedere, in alcuni casi” l’uso dell’Andreas Papandreou (Paphos) Air Force Base all’aeronautica militare russa. Cipro pensa di permettere alle navi da guerra russe di utilizzare il porto di Limassol. UPI
Cipro fu divisa nel 1974. Kissinger, i colonnelli greci e la Turchia organizzarono la partizione di Cipro. Il 1° settembre 2013, il ministro degli Esteri cipriota Ioannis Kasoulides dichiarava che il territorio di Cipro non sarà utilizzato per lanciare attacchi contro la Siria. Il 30 agosto 2013, Kasoulides aveva detto che Cipro aveva ricevuto assicurazioni che non sarebbe stata utilizzata come “trampolino di lancio” per un attacco contro la Siria. Siria: i fatti dovrebbero cambiare ‘in modo significativo’ prima del nuovo voto/ La Russia ristruttura il debito di Cipro; Cipro proibisce agli statunitensi di attaccare la Siria / ‘Noi non saremo un trampolino di lancio per l’attacco alla Siria’

troodos2Centro di ascolto del Regno Unito sul monte Troodos a Cipro, che non ha raccolto alcun messaggio che implichi Assad nell’attacco chimico. Il Mossad mente; Troodos a Cipro non ha raccolto nulla che accusi Assad.

Il Regno Unito ha 2 basi militari a Cipro. Il ministero della Difesa britannico ha detto che 6 caccia-intercettori Typhoon della RAF sono stati schierati nella base inglese di Akrotiri a Cipro, quale misura precauzionale “per proteggere le basi inglesi sull’isola“. Secondo il Telegraph: “Il governo inglese non esclude esplicitamente l’uso delle basi RAF a Cipro per un attacco alla Siria da parte degli alleati del Regno Unito. Siria: i fatti dovrebbero cambiare ‘in modo significativo’ prima del nuovo voto
Commento: “Non appena si è iniziato a parlare di questi attacchi alla Siria, mi sono reso conto che l’attacco a Cipro, finanziario e militare, faceva parte del piano per arrivare al punto che stiamo raggiungendo adesso! Ovviamente, anche se gli ignari ministri del governo cipriota dicono che l’isola non avrà nessuna parte, è chiaramente ovvio che vi sono stati incastrati fin dall’inizio. Ricordatevi dei miei post sul blog da Cipro, circa l’esplosione di Mari nel 2011, e le voci sul coinvolgimento straniero e l’uranio (solo uno stratagemma), e non dimentichiamo che le munizioni dirette alla Siria e conservate a Cipro per volere della signora Clinton! Cipro è uno strumento degli Stati Uniti in tutto questo… gli U2, che ho saputo volare regolarmente qui, usabo le basi inglesi. Molte persone hanno visto assai spesso il velivolo statunitense, anche prima degli attuali problemi. C’è anche un edificio al centro di Akrotiri, che gli abitanti locali chiamano ‘la centrale fantasma’… sul serio… ovviamente la cosa è ancora quasi del tutto ignorata dai media.”

Akrotiri
Il Mossad e l’esplosione a Cipro
L’11 luglio 2011, ci fu una massiccia esplosione nella base navale cipriota di Zygi. A Zygi, nel 1998, furono arrestati due agenti del Mossad israeliano. Secondo il quotidiano Machi, la rete spionistica del Mossad comprendeva ciprioti e inviava informazioni su sistemi d’arma ed impianti militari ciprioti al Mossad e all’MI6 britannico. Cyprus Mail: Notizie Articoli in inglese, 98-11-15
Gli “uomini del Mossad furono catturati in un momento delicato, quando Cipro aveva minacciato di mettere i missili terra-aria russi S-300, per proteggersi dagli aviogetti turchi, in una base che gli agenti del Mossad avrebbero sorvegliato. Vi è un paio di articoli secondo cui Israele addestrava i piloti turchi su come evitare i missili SAM.” (JWeekly)
L’esplosione dell’11 luglio 2011, a Zygi, uccise 12 persone, tra cui il comandante della marina militare del Paese. “Un incendio sarebbe esploso presso i circa 100 container di esplosivi iraniani confiscati nella base navale di Zygi. L’incendio s’è propagato fino alla più grande centrale elettrica dell’isola. È stata spenta provocando gravi interruzioni di luce… L’esplosione, avvenuta alle 06.00, assomigliava a ‘un boom sonico ‘, affermava il testimone oculare Hermes Solomon alla BBC.”

gas-medGas – ThereAreNoSunglasses

Il capo della marina cipriota e il comandante della base uccisi nello scoppio delle munizioni della base. Il ministro della Difesa e capo dell’esercito si dimettono.
Chi voleva disattivare l’esercito e la marina di Cipro? (Israele, Libano e Cipro in disaccordo sul gas e il petrolio mediterranei).
Ieri, Netanyahu era pronto a sfidare i diritti del Libano sulla divisione del gas e del petrolio nel bacino del Mediterraneo, tra lo stallo alle Nazioni Unite, sperando di ottenere il sostegno del ‘mondo civilizzato’ a tali affermazioni, che pretendeva di tracciare credendo di avere il sostegno del governo cipriota. Secondo il sito del libanese al-Manar, il governo di Cipro ha espresso la volontà di negoziare con Tripoli sulla posizione di ciò che è noto come ‘punto 23.’ Oggi, le armi iraniane e di Hezbollah, raccolte e confiscate, sono esplose, portando alle dimissioni dei capi dell’Esercito e della Marina. Un incendio è scoppiato nell’edificio dell’amministrazione, ma è stato rapidamente spento. La causa dell’incendio non è stata chiarita...” (Cyprus-mail)
L’esplosione a Cipro distrugge la centrale di Vassilikos, dissipando il 50% dell’energia elettrica dell’isola
La nave che ha trasportato il carico di morte a Cipro

Commenti sull’esplosione dell’11 luglio 2011 presso la ‘Base navale Evangelos Florakis’ di Cipro:  “Ho fatto qualche ricerca e trovato le foto dei contenitori:
78322913Qui ci sono i contenitori prima dell’esplosione, alcuni mostrano chiaramente segni di un’alta pressione interna causata dall’accumulo di gas o da piccole esplosioni:

15052352Ecco il raggio di esplosione in una panoramica relativa alla centrale elettrica:

83340111

cyprus_blast
Vi sarebbero state bombe ancor più potenti, alcune voci indicherebbero che queste munizioni iraniane contenessero uranio impoverito. Se tali storie fossero vere, forse potrebbero spiegare perché le armi sono state conservate per tanto tempo e non distrutte. (Zougla).
Anche Cypress media parla di uranio esaurito.

Il Mossad mente: Troodos a Cipro non ha raccolto nulla che accusi Assad

CYP_NSA_listening_post_Mount_Troodos_Cyprus_3L’ex ambasciatore inglese Craig Murray ci parla della Questione Troodos. Il Regno Unito ha la migliore base spionistica nella regione della Siria, e non è ancora riuscito a raccogliere una qualsiasi prova dell’implicazione di Assad nell’attacco con i gas a Damasco. Craig Murray scrive: “Il centro di ascolto del GCHQ sul monte Troodos, a Cipro, monitora tutto il traffico radio, satellitare e a microonde in tutto il Medio Oriente… anche quasi tutte le comunicazioni via telefono fisso in questa regione, che passano attraverso collegamenti a microonde, ad un certo punto, sono raccolte a Troodos… Dovrei premettere che fui effettivamente in questo impianto e fui pienamente informato sulle sue attività e capacità, mentre ero a capo della Sezione Cipro del ministero degli Esteri, nei primi anni ’90… E’ quindi molto strano, per non dire altro, che John Kerry sostenga di avere accesso alle intercettazioni delle comunicazioni dei militari e funzionari siriani…  intercettazioni che non sono a disposizione del Joint Intelligence Committee britannico.
In altre parole, il Mossad israeliano ha mentito quando ha sostenuto di aver raccolto le chiamate degli ufficiali siriani che chiedevano l’attacco chimico. Craig Murray scrive: “Israele è stato più volte coinvolto nella guerra civile siriana, compiendo una serie di attentati clandestini e di attacchi missilistici nel corso di molti mesi. Questa attività assolutamente illegale, da parte di Israele, ha ucciso un gran numero di civili, compresi bambini, senza comportare nessuna condanna dall’occidente. Israele ha ora fornito l”intelligence’ agli Stati Uniti, volta a consentire agli Stati Uniti di partecipare alla campagna missilistica e di bombardamenti d’Israele. La risposta sulla Questione Troodos è semplice. Troodos non ha raccolto le intercettazioni perché non esistono. Il Mossad le ha fabbricate. Le ‘prove di John Kerry’ sono squallidi trucchi. Altri bambini ora potranno essere fatti a pezzi dai massicci attacchi missilistici statunitensi. Ciò non ha nulla che fare con l’intervento umanitario. Si tratta, ancora una volta, degli Stati Uniti che agiscono su volere d’Israele.”

Aangirfan

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Minacce d’intervento in Siria: Un modo per testare la Russia e l’Iran

Eugene Zagrebnov Rete Voltaire 1 settembre 2013

In un’intervista esclusiva, il 27 agosto, a Voce della Russia, Thierry Meyssan, presidente di Réseau Voltaire, spiega perché le affermazioni degli alleati occidentali sul conflitto siriano non saranno seguite da una reale campagna militare.

561958
Voce della Russia: se gli Stati Uniti decidono l’intervento militare in Siria, la Francia potrebbe  supportarlo? Perché?
Thierry Meyssan: La Francia è assai gregaria nei confronti degli Stati Uniti. Se gli Stati Uniti entrassero in guerra, Francia, Regno Unito e tutti i loro alleati sarebbero certamente disposti a parteciparvi. Inoltre la Francia ha partecipato assai attivamente al conflitto, all’inizio, inviando elementi armati e consiglieri militari all’opposizione. Ma poi si ritirò, rendendosi conto che non aveva una reale presa sul terreno, ed iniziò l’intervento in Mali. Ma la Francia, come la Gran Bretagna, non hanno alcun interesse di Stato nel partecipare al conflitto.

Voce della Russia: la situazione, come si vede in Siria, le lascia presumere che l’azione militare potrebbe cominciare presto?
Thierry Meyssan: Tutti i media negli Stati Uniti affermano che un attacco avrà luogo, e il Times inglese dice che è già stato deciso: l’attacco avrà luogo. Per ora è soprattutto retorica, e non credo che l’obiettivo sia davvero una guerra alla Siria. Possono prendere in considerazione il lancio di missili su caserme vuote; cose puramente simboliche per dimostrare la capacità di colpire la Siria, ma senza realmente intervenire.

Voce della Russia: Qual è il vero scopo di queste dichiarazioni da parte dei Paesi occidentali?
Thierry Meyssan: Penso che il vero obiettivo sia testare le reazioni di Russia e Iran. Per la Russia, è molto chiaro. Non lancerà una nuova guerra, ma sosterrà il regime siriano, militarmente e attraverso l’intelligence. Per quanto riguarda l’Iran, cercherà di mobilitare i suoi alleati nella regione per espandere il conflitto. Abbiamo sentito Hezbollah e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) decidere su questo argomento. Hanno detto che se ci fosse un vero e proprio attacco occidentale contro la Siria, ci sarebbe una guerra regionale, che potrebbe colpire in particolare Israele.

Voce della Russia: ciò non sarebbe molto favorevole per gli Stati Uniti?
Thierry Meyssan: Sì, sarebbe un errore molto serio del governo degli Stati Uniti estendere troppo il conflitto, rispetto a ciò che possono controllare strategicamente.

Voce della Russia: A breve termine, secondo voi quale sarà l’evoluzione della situazione in Siria?
Thierry Meyssan: Penso che agli Stati Uniti saranno necessari alcuni giorni per chiarire la loro posizione. Il tempo per gli osservatori delle Nazioni Unite di presentare il loro rapporto. Questi osservatori sembrano onesti, non s’inventano che l’esercito siriano abbia bombardato usando gas velenosi. Devono prima verificare se vi sia stato l’uso di gas velenosi. Le immagini trasmesse dall’opposizione non lo mostrano. Ma anche se scoprissero che si l’impiego di questi gas ci sia stato, gli osservatori potrebbero concludere che questi gas non sono stati utilizzati dall’esercito del governo, né dall’esercito libero siriano. Questi gas possono essere stati utilizzati da terzi: i terroristi di cui tutti si lamentano. Questa conclusione potrebbe ridurre la tensione sul problema siriano.

Voce della Russia: Quale pensate sia il modo migliore per risolvere questa crisi?
Thierry Meyssan: La crisi siriana si fermerà quando si fermeranno i combattenti stranieri che entrano nel Paese. Vi è un costante flusso di combattenti jihadisti in Siria. Si tratta di un enorme traffico molto ben organizzato, soprattutto dai Paesi musulmani, ma non solo. Solo intorno a Damasco sono quasi 25.000. Penso che i Paesi europei avranno bisogno di cambiare prospettiva, cambiando bersaglio. Eventi molto più gravi oggi accadono in Egitto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’esercito libero siriano attacca Damasco con armi chimiche?

Aangirfan 20 agosto 2013

1176215Il video dell’attacco con i gas a Damasco è stato pubblicato il 20 agosto 2013. Secondo la Reuters, l’attacco chimico a Damasco è avvenuto il 21 agosto 2013.

I ribelli siriani dell’ELS, hanno armi chimiche. La foto sopra mostra come l’ELS possieda armi chimiche. “La Russia ha fornito prove inconfutabili riguardo l’uso di armi chimiche, da parte dell’opposizione armata siriana, ai membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, secondo una dichiarazione del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov.Prove sulle armi chimiche dell’ELS
Maggio 2013: “Gli investigatori delle Nazioni Unite dicono che hanno trovato testimonianze di vittime e personale medico che dimostrano che i militanti hanno usato l’agente nervino sarin in Siria… La Commissione indipendente d’inchiesta dell’ONU sulla Siria non ha trovato alcuna prova che le forze governative siriane abbiano usato armi chimiche contro i militanti, ha detto il membro della commissione Carla Del Ponte, secondo la Reuters.” Liveleak.

FSAL’Esercito libero siriano appoggiato dagli USA, con bandiere di al-Qaida.

14 luglio 2013: “L’esercito siriano ha scoperto un magazzino appartenente ai ribelli nella zona di Damasco, a Jubar, in cui sono state prodotte e conservate sostanze chimiche tossiche… Fonti militari hanno riferito che i militanti si stavano preparando a sparare colpi di mortaio nella periferia della capitale e confezionavano razzi con testate chimiche.’ Un video girato dal canale in arabo di RussiaToday, al-Yum, mostra un… edificio trasformato in laboratorio. Dopo essere entrati nell’edificio, ufficiali dell’esercito siriano hanno trovato decine di contenitori e sacchi sul pavimento e sui tavoli. Secondo l’etichetta di avvertimento sui contenitori, la sostanza ‘corrosiva’ proveniva dall’Arabia Saudita. Il 7 luglio, l’esercito siriano ha confiscato 281 barili pieni di sostanze chimiche pericolose, “che ha trovato in un nascondiglio appartenente ai ribelli nella città di Banias… l’ambasciatore siriano all’ONU Bashar Ja’afari, ha detto che le sostanze chimiche erano ‘in grado di distruggere una città intera, se non tutte del Paese.‘” Deposito di armi chimiche dell’ELS ritrovato dall’esercito siriano a Damasco

Il 21 agosto 2013, i ribelli siriani dell’ELS sostengono che le armi chimiche hanno ucciso centinaia di persone alla periferia di Damasco, in una zona in cui Assad ha la residenza. Frank Gardner, corrispondente per la sicurezza della BBC, si chiede: “Perché il governo di Assad, che ha recentemente riconquisto terreno ai ribelli, effettuerebbe un attacco chimico, mentre gli ispettori delle Nazioni Unite sono nel Paese?BBC News, Il conflitto in Siria: ‘attacchi chimici’ uccidono centinaia di persone

BSMaNDfCMAE8Oc8Nella foto sopra, queste presunte vittime a Damasco provengono in effetti dall’Egitto. Le pagine ikhwanonline.com e FSA usano le foto delle vittime dei sinistri a Rabaa per denunciare l’attacco chimico a Ghuta orientale. Syria#FSAcrimes

Un portavoce del ministero degli Esteri di Mosca ha detto che il lancio del gas dopo l’arrivo degli ispettori delle Nazioni Unite, suggerisce fortemente che si tratti di una ‘provocazione’ per screditare il governo siriano. La tempistica e la localizzazione del presunto uso di armi chimiche, appena tre giorni dopo che il team di esperti chimici dell’ONU è giunto in un hotel di Damasco, a pochi km ad est, all’inizio della loro missione, è sorprendente. Sarebbe molto strano se fosse il governo a commetterlo nel momento esatto in cui gli ispettori internazionali arrivano nel Paese”, ha dichiarato Rolf Ekeus, un diplomatico svedese in pensione che ha guidato un team di ispettori dell’ONU in Iraq negli anni ’90″. Reuters

RabaaRabaa – vittime dei misteriosi cecchini in Egitto, 14 agosto 2013

Brian commenta:
1. I ribelli dell’ELS usano le foto delle vittime degli omicidi a Rabaa in Egitto per le loro accuse sull’attacco chimico a Ghuta orientale alla periferia di Damasco.
2. Il governo siriano nega l’uso di armi chimiche.
La Siria nega le notizia sul micidiale attacco al gas nervino di Damasco
Ecco una e-mail ripresa dall’azienda di sicurezza privata inglese Britam Defence:

Phil
Abbiamo una nuova offerta. Si tratta ancora della Siria.
Il Qatar propone un affare interessante e giuro che l’idea viene approvata da Washington.
Dovremo offrire una CW (un’arma chimica) a Homs, una g-shell di origine sovietica dalla Libia, simile a quelle che Assad dovrebbe avere. Vogliono che schieriamo il nostro personale ucraino, che dovrebbe parlare russo e girare un video.
Francamente, non credo che sia una buona idea, ma gli importi proposti sono enormi. La tua opinione?

Cordiali saluti
Dav

L’attacco chimico di Damasco è un’operazione False Flag del Qatar, come riferito a gennaio?

====TURKEY OUT==== Rebel Free Syrian ArmI ribelli dell’Esercito libero siriano e loro vittime. Foto: Emin Ozmen/AFP/Getty Images

L’Esercito libero siriano è “una banda raccogliticcia di fanatici islamisti, mercenari ceceni ed afgani, terroristi, assassini, stupratori e torturatori”, sostenuta da Obama.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Britamgate: inscenare attacchi false flag in Siria

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 280 follower