Malaysian Airlines MH370 – Inside job II Parte

Aangirfan

849411Aeroporto Cotswold (già RAF Kemble), Regno Unito, 2012. Flickr/Airport-dataIl 26 ottobre 2012, vediamo il Boeing 737-4H6 della Malaysia Airlines por fine alla propria esistenza nel Regno Unito. Fu deviato a Gatwick per via della nebbia nella sua destinazione di Kemble. Abbiamo già sentito, di prima mano, come l’aereo volasse sulla sua rotta oblbigatoria. Così sappiamo che il team della Rolls Royce può dirci entro 30 metri dove i motori furono spenti, eppure non hanno mai detto una parola. L’accetto come prova che un’agenzia d’intelligence inglese sappia del destino del volo 370. Questo è un fatto“. Il Volo MH370 della Malaysia scomparso – Pagina 120

article-2589365-1C87F9EE00000578-69_634x350Un articolo suggerisce che il pilota dell’MH370 potrebbe essersi suicidato, ma il pubblico non si fa ingannare. Il pilota dell’MH370 sconvolto per la separazione dalla moglie
Commenti del pubblico al Daily Mail Online:
1. “Questo articolo s’incentra su affermazioni fatte da “Un caro amico che vuole rimanere anonimo” e “Una fonte dell’industria aeronautica che vuole rimanere anonima”. “Rimanendo anonimi non c’è modo di verificare se dicano la verità su chi siano, o se in realtà siano tirapiedi globalisti prestatisi alla disinformazione dei media per occultare i fatti.
2. “Scodinzoliamo? Voglio dire dopo quasi un mese si menziona che il pilota avesse divorziato  prima di salire sull’aereo e che ne era afflitto? Ma via!”
3. “Non ci sarebbe stato alcun bisogno di salire a 15000 piedi per depressurizzare l’aereo e far svenire i passeggeri. Lo stesso effetto sarebbe stato raggiunto alla normale quota di crociera, anche se l’ipossia avrebbe richiesto diverse decine di secondi piuttosto che pochi. Il pilota avrebbe dovuto saperlo, quindi perché perdere tempo con la salita? Inoltre, il transponder è stato spento, come hanno misurato con precisione l’altitudine del velivolo?
C’è una serie di ragioni per credere che il pilota dell’MH370 non si sia suicidato. Per esempio:
1. La rotta lungo i punti intermedi di navigazione non collima con la storia del suicidio.
2. L’esperto di aviazione australiano Neil Hansford accusa il governo malese di essere evasivo in merito a questioni quali le procedure d’imbarco e i passaporti rubati. Dice che i dati indicano che l’equipaggio dell’aereo ne sia coinvolto. Dailymail/News Sky
3. Prima del volo, il passeggero Paul Weeks si tolse anello nuziale ed orologio e li diede alla moglie con istruzioni rigorose di passarli ai figli se gli fosse successo qualcosa. L’aereo scomparso: ‘Già mi manchi’ – ultimo testo di Lost Kiwi/ I passeggeri delle Malaysia Airlines
4. “L‘annuncio che MH 370 era ancora in volo ed individuato sui radar malesi alle 08:11 indica che  la ricerca nel mare della Cina meridionale fu una perdita di tempo farsesca. Eppure qualcuno ha avuto questa informazione ed apparentemente ha lasciato che una ricerca inutile continuasse per quasi una settimana“. In altre parole, vi è stato il tentativo deliberato delle autorità di ingannare  il pubblico.

Etihad 777 flightIl 777/200 è un aereo ‘fly by wire’ con controlli che consentono alla CIA di teleguidarlo… La CIA assieme ai comandi militari ha… rintracciato il Volo 370, monitorandolo di continuo, monitorando l’assassinio dei suoi passeggeri, l’atterraggio, il rifornimento e sapendo esattamente dove si trova“. Volo 370, menzogna della CIA
Il 24 marzo 2014, il primo ministro malese Najib Razak annunciava che, sulla base delle analisi di dati satellitari della società inglese Inmarsat, l’MH370 delle Malayian Airlines era finito nell’Oceano Indiano meridionale, e nessuno a bordo è sopravvissuto. Come la società satellitare inglese Inmarsat ha rintracciato MH370
Nel 2006, un ex-collaboratore di Najib Razak, Abdul Razak Baginda, fu accusato di favoreggiamento dell’omicidio di Altantuya, l’ex-amante mongola. Abdul Razak Baginda e tre membri dell’unità antiterrorismo della Polizia malese che lavoravano per l’allora viceprimo ministro Najib Razak, furono arrestati per l’omicidio.

Altantuya

Altantuya

Altantuya aveva lavorato come traduttrice di Najib Razak su un ‘losco affare’ per l’acquisto di sottomarini dalla Francia. (Omicidio in Malesia) (2.1.1.1 accuse di corruzione per l’acquisto di sottomarini) Najib Razak ha studiato al Malvern College, una scuola privata nel Regno Unito, e presso l’Università di Nottingham nel Regno Unito. Poco prima del decollo, il pilota dell’MH370, il capitano Zaharie Ahmad Shah ricevette una telefonata da una donna misteriosa. La chiamata fu fatta con una scheda telefonica acquistata da una donna con documenti falsi. Il pilota dell’MH370 ha ricevuto una chiamata da una donna misteriosa/MH370: 23 marzo live – Telegraph/Una donna sconosciuta ha utilizzato un documento falso nell’acquistare un telefonino
Questa scoperta suggerisce un altro possibile legame tra il capitano Zaharie e la CIA. Shah era legato all’agente della CIA Anwar Ibrahim. Al momento dell’acquisto di una scheda SIM prepagata  in Malesia si deve compilare un modulo con il numero della carta d’identità o del passaporto. La polizia ha scoperto che la carta SIM fu acquistata ‘di recente’ in un negozio di Kuala Lumpur. Il 23 marzo 2014 si segnala che, stranamente, la moglie di Shah, Faizah Khan, non era stata ancora formalmente interrogata dalla polizia. Il simulatore di volo di Shah, sequestrato in casa sua, aveva certi programmi cancellati. Un programma gli permetteva di atterrare sulla base aerea USA di Diego Garcia. L’FBI ha preso l’attrezzatura relativa ai file cancellati. Il ministro della Difesa malese,  nonché ministro dei Trasporti responsabile della crisi MH370, è Hishammuddin Hussein, che presumibilmente è gay.

chuck_hagel_us_defence_secretary_hishammuddin_hussein_malaysian_defense_minister_640_001Il presunto gay Hishammuddin Hussein con il suo amico Chuck Hagel, segretario della Difesa degli Stati Uniti.

L’esperto di aviazione australiano Neil Hansford accusa il governo malese di non raccontare la storia completa di ciò che è successo. Ha detto a Sky News: “Trovo in ogni intervista con i malesi che c’è un bel po’ di vaghezza, negazione delle procedure di imbarco e controllo dell’elenco dei passaporti rubati, e continue incoerenze“. Secondo Neil Hansford: “Nulla di ciò che sento mi dice alcunché dei due passeggeri dai passaporti rubati” ha detto. “Se si dirigevano in  Germania, perché dovevano essere su un aereo malese per la Cina? Semplicemente non ha senso“.
Neil Hansford presidente di Strategic Solutions Aviation, dice:
1. Ciò che è successo all’MH370 non è stato un incidente.
2. Le prove indicano che l’equipaggio dell’aereo è coinvolto.
3. La scomparsa “è stata ben studiata e pianificata”.
4. Gli investigatori malesi non hanno mai avuto il controllo dell’incidente.
Daily Mail

ADF assistance to Malaysia Airlines MH370.Tony Ryals (Wolfblitzzer0) ci ha allertato su Paul Weeks, un passeggero sull’MH370. Il neozelandese Paul Weeks è un ingegnere meccanico di Perth, Australia. Prima del volo, Weeks si tolse anello nuziale e orologio che diede alla moglie con l’istruzione rigorosa di passarli ai figli se gli fosse successo qualcosa. La signora Weeks ha detto che suo figlio Lincoln di 3 anni le disse: “Sai papà è andato via… e sulla strada papà si è perso“. I media descrivono Weeks come un ex-soldato della Nuova Zelanda. Poco prima d’imbarcarsi sul volo MH370 volo, Weeks inviò un messaggio alla moglie dicendo che i loro figli significavano tutto per lui. I passeggeri delle Malaysia Airlines
Tony Ryals osserva che vi è un Paul Weeks ingegnere meccanico specializzato in Boeing 777. Paul Weeks – LinkedIn
E che dire del pilota e di sua moglie? Secondo quanto riferito, la moglie e i tre figli del pilota del volto MH370 Zaharie Shah sparì di casa il giorno prima del volo. Il pilota Zaharie Shah dell’MH370 Malaysia Airlines
Il pilota dell’ MH370 Zaharie Ahmad Shah era legato ad Anwar Ibrahim, che sarebbe un agente della CIA. Anwar Ibrahim, CIA, bar gay

diego-garcia-to-Iran01Secondo quanto riferito la CIA dispone di prigioni segrete a Diego Garcia.

Cinque grandi aziende di comunicazione tecnologica high-tech legate ai militari avevano dipendenti e dirigenti sulla lista passeggeri dell’MH370. Le aziende sono: “China Telecom, Business Machines Corp., Freescale di Austin, International Business Machines (IBM), ZTE Corp. e Huawei Technologies Co. In totale, 26 esperti di alta tecnologia sulla lista dei passeggeri”. Il dirigente di China Telecom Hualian Zhang, vicepresidente della rete pianificazione di Global China Telecom, appariva sulla lista dei passeggeri. Il dipendente della ZTE Li Yanlin, un ingegnere che fa parte del team di installazione e manutenzione attrezzature delle telecomunicazioni della società appare sulla lista dei passeggeri. La società di telecomunicazioni cinese Huawei, con legami militari, ha due dipendenti nella lista, ma ha rifiutato di identificarli”. Spie sull’aereo della Malaysia
La National Security Agency degli Stati Uniti (NSA) ha creato “porte” nelle reti gestite dalla società di telecomunicazioni cinese Huawei, secondo un rapporto. Il rapporto proviene da un documento dell’ex-contractor della NSA Edward Snowden e fu divulgato da New York Times e Der Spiegel. Huawei spia per la Cina, afferma l’ex-capo della CIA Michael Hayden. La Freescale Semiconductor, una società degli Stati Uniti, aveva 20 dirigenti a bordo del Malaysia Airlines MH370. Dodici erano malesi, mentre otto erano cittadini cinesi. Il 3 marzo 2014, appena cinque giorni prima che l’MH370 scomparisse, Freescale lanciava un nuovo elemento da guerra elettronica per i sistemi radar militari. Gli azionisti di Freescale includono gli investitori di private equity del il Gruppo Carlyle, i cui passati consiglieri inclusero l’ex-presidente USA George Bush Sr e tra i cui investitori in passato vi era la famiglia bin Ladin. Aereo malese: 20 a bordo lavoravano per la guerra elettronica…
Secondo quanto riferito, “i 20 nerd tecnologici a bordo capita che lavorassero per la Cina nella progettazione ‘classificata’ dei principali software di controllo per calcolatori di bordo/internet, di cui trasportavano l’hardware adatto sull’aereo… Il jet sarebbe atterrato a Diego Garcia, e l’hardware e il software scaricati con i nerd“. Il Volo MH370 scomparso della Malaysia – pagina 83 – David Icke

diego_garciaIl 20 marzo 2014, un funzionario della ricerca e soccorso australiano ha detto che aerei furono inviati a controllare due oggetti eventualmente legati al volo scomparso delle Malaysia Airlines, avvistati su immagini satellitari nell’Oceano Indiano a circa 2500 chilometri a sud-ovest di Perth. Fu previsto che “il relitto dell’aereo sarebbe stato poi attentamente depositato (presumibilmente da un aereo) lontano da Diego Garcia…Dirottato verso gli USA?
Da Diego Garcia agli USA? “Se supponiamo che l’aereo sia stato dirottato a Diego Garcia, è ragionevole supporre che l’aereo e i suoi passeggeri non sarebbero stati trattenuti lì a tempo indeterminato“. Il Volo 370 della Malaysia Airlines dirottata a Diego Garcia e poi in South Carolina?
Se dobbiamo seguire la logica di alcuni teorici della cospirazione che seguono questo e altri forum, l’aereo e i suoi passeggeri sarebbero volati verso la costa orientale degli Stati Uniti, sopra l’Oceano Atlantico per sfuggire al controllo (e relativamente meno distante). Certo, la livrea dell’aereo sarebbe stato ridipinta. Il relitto dell’aereo sarebbe poi stato attentamente depositato  (presumibilmente un aereo) lontano da Diego Garcia… Quattro giorni dopo la scomparsa dell’MH370, una curiosa esercitazione ebbe luogo nelle coste sud-orientali degli Stati Uniti. “Aerei da caccia avrebbero ‘scortato’ un aereo.” Dirottato verso gli USA?
I membri della Carolina Air National Guard del Sud conducono un’esercitazione della difesa aerea lungo la costa. Il sergente maggiore della Guardia Edward Snyder dice che le persone potrebbero vedere jet da combattimento scortare un aereo civile sulle aree di North Charleston e Myrtle Beach.” La SC Air National Guard pianifica esercitazioni costiere
MH370: l’ambasciata indonesiana deplora l’articolo di Utusan Malesia. Carolina Mason lo collega all’attentato del centro commerciale in Kenya

map_of_diego_garciaGli investigatori hanno scoperto che Diego Garcia è uno dei 5 aeroporti nell’Oceano Indiano caricati nel simulatore di volo del capitano Zaharie Ahmad Shah. Base militare statunitense e aeroporti dell’Asia meridionale nel simulatore del pilota dell’MH370
Diego Garcia è una base militare degli Stati Uniti. Il simulatore del capitano Zaharie Ahmad Shah è stato rimosso da casa ed è stato rivelato oggi che i dati furono cancellati.

tumblr_inline_n2kagsCjSF1suyqf0E’ chiaro, controllando la rotta SIA68, che l’MH370 si è accodato sulla scia di SIA68 alle 18:00 UTC circa, e nei successivi 15 minuti l’ha seguito… il Volo 68 delle Singapore Airlines l’ha proceduto sul Mar delle Andamane nel Golfo del Bengala e, infine, nello spazio aereo dell’India… E’ mia convinzione che MH370 probabilmente seguiva la scia SIA68 sullo spazio aereo di India e Afghanistan...” Il volo 370 delle Malaysian Airlines scomparso dietro il SIA68/SQ68

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Rangoon Realpolitik: Russia e India corteggiano il Myanmar

Rakesh Krishnan Simha RIR 31 gennaio 2014

L’asse strategico che minacciava di svilupparsi tra Myanmar, Cina e Pakistan è stato cassato dai crescenti legami del Paese del sud-est asiatico con la Russia e l’India.

Myanmar's commander-in-chief of Defence Services General Min Aung Hlaing shakes hands with India's Chief of Naval Staff Admiral Verma during his ceremonial reception in New DelhiUna miniversione del Grande Gioco si svolge in Asia, e il premio è il Myanmar che si affaccia strategicamente sulla principale rotta che collega l’Oceano Indiano e il Pacifico. A lungo boicottata e dimenticata da gran parte del mondo, la giunta militare del Paese buddista, forse involontariamente,  aveva sviluppato forti legami militari e commerciali con la Cina e il Pakistan. Parte della colpa dell’inclinazione del Myanmar verso la Cina e il Pakistan è dell’India. Mostrando completa mancanza di realpolitik, Nuova Delhi aveva evitato i governanti militari myanmaresi mentre sosteneva apertamente la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi. La giunta, senza amici, optò per gli ‘amici’ disponibili. Un tempo il Myanmar chiamava la Cina “paukphaw“, in myanmarese fratello. La relazione strategica e militare tra i due portò alla vendita di aerei da combattimento, carri armati e missili cinesi al Myanmar. Consiglieri militari fecero subito seguito ed esercito, aviazione e marina furono addestrati da ufficiali cinesi. In cambio la Cina ebbe accesso ai porti del Myanmar, dando a Pechino influenza strategica nel Golfo del Bengala, nell’Oceano Indiano e nel Sud-Est asiatico. Preoccupante per l’India, la Cina ha costruito un’enorme base d’intelligence sull’isola Gran Coco, a soli 18 km dalle Andamane e Nicobare indiane, permettendo alla Cina di monitorare le attività militari indiane nella zona, compresi i test missilistici. Il Pakistan seguì la Cina; nel 2001 tre navi della marina pakistana, un sottomarino, una nave cisterna e un cacciatorpediniere, visitarono il porto di Yangon. Fu un evento senza precedenti, perché fino ad allora il Myanmar aveva sostenuto che non avrebbe permesso a marine straniere di visitare il Paese.

Arriva Mosca
Nonostante i profondi legami nella difesa, i myanmaresi erano restii a fare affidamento a soli due Paesi, soprattutto quando uno di essi è un noto paria internazionale. Il Myanmar non aveva mai del tutto dimenticato che, nel 1963, Mosca aveva fornito al governo militare appena insediatosi, tre elicotteri. La Russia, dopo aver perso terreno nelle ex-roccaforti Iraq, Libia e Siria, vide un’apertura in un mercato in crescita. Nel 2009 Mosca incrinò quel mercato vendendo alla Myanmar Air Force 20 MiG-29 per 570 milioni dollari, escludendo i cinesi che avevano offerto i loro caccia vetusti. La MiG Corp. russa ne approfittò contribuendo anche a migliorare le principali basi militari del Myanmar. Inoltre la Russia ha venduto al Myanmar elicotteri d’attacco Mi-35, velivoli d’addestramento, pezzi d’artiglieria, sistemi di difesa aerea, carri armati, radar e apparecchiature per comunicazioni. Secondo Wikileaks, i diplomatici russi poterono contattare segretamente i generali myanmaresi. “La Russia ha accesso eccezionale presso Naypyidaw (la capitale), anche tra i massimi leader militari, e (l’ambasciatore russo) è il difensore più esplicito delle politiche del regime, anche sulla situazione dei diritti umani, nelle sessioni di lavoro dei funzionari delle Nazioni Unite“, si legge nel cablo trapelato. I generali myanmaresi erano contenti di aver fatto gli acquisti giusti. Il cablo mostra che gli elicotteri russi furono usati con successo contro i ribelli kachin.

Il reset con l’India
Allarmata dalle basi militari e d’intelligence cinesi in Myanmar, l’India adottò in ritardo una svolta politica. Le forniture militari indiane ora arrivano nel Paese, tra cui velivoli da pattugliamento marittimo, cannoniere, artiglieria leggera da 105mm, mortai, lanciagranate e fucili. L’India avrebbe  accolto la richiesta del Myanmar di assistenza per la costruzione di pattugliatori d’altura (OPV). Ancora più importante, ha accettato la richiesta di raddoppiare il numero di ufficiali e marinai della marina myanmarese da addestrare, dagli attuali 50. L’India addestrerà anche i piloti degli elicotteri russi Mi-35 del Myanmar. Secondo The Diplomat, il Myanmar è attualmente impegnato in una corsa navale con il Bangladesh, tanto più che la situazione di stallo marittimo tra le due marine, nel 2008, non ritrasse le capacità navali myanmaresi sotto una luce particolarmente buona. E’ in tale contesto che il Myanmar ha chiesto altro all’India, nuovi radar, sensori e sonar per le sue fregate e corvette. Segnalando come l’India abbia abbandonato la reticenza gandhiana sulle esportazioni militari, il sonar montato su scafo (HUMSA) della Defences Research & Development Organisation, progettato per fregate leggere, corvette e OPV, viene esportato alla marina del Myanmar. I sonar sono anche parte di una più ampia catena di sensori navali forniti al Myanmar, che in passato inclusero il radar di ricerca 2D RAWL-02 Mk III in banda L della BEL, e radar di navigazione commerciali, utilizzati dalle navi della marina del Myanmar, riporta The Diplomat. La principale arma offensiva di queste navi è il missile antinave russo Kh-35 Uran.
Mentre l’India vorrebbe giocare un ruolo più importante in Myanmar, in particolare nel processo di democratizzazione, la giunta non ha alcun fretta di percorrere tale strada. Invece trova la scuola della democrazia di Vladimir Putin più adatta alle esigenze di un Paese in via di sviluppo che  annaspa tra i movimenti separatisti. Secondo Asia Times, il Myanmar sembra cercare altrove  ispirazioni e idee. Nel luglio del 2013, una delegazione parlamentare dal Myanmar guidata dallo speaker Shwe Mann visitò la Russia nell’ambito di una “missione di indagine” sul modello di democrazia della Russia. “Data la loro diffidenza per la democrazia, in primo luogo, e in particolare per quella polemica e rumorosa della vicina India, i governanti del Myanmar, che spesso hanno parlato in favore di una ‘democrazia disciplinata’, cercano in Russia delle idee…“, dice il report. Considerando lo stato della democrazia in India, non si possono criticare i myanmaresi per guardare altrove. Fintanto che il Myanmar non avrà a che fare con Pechino e Islamabad, Nuova Delhi dovrebbe benedire ciò.

557910_481800755217848_161325639_nTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia rafforza la difesa antimissile

Russia e Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) si preparano a blindare il proprio spazio aereo dai missili balistici
Andrej Kisljakov, Rossijskaja Gazeta, 30/01/2014

full-17362-18351-5p85te2_baz_6402_tel_1sCon l’obiettivo di migliorare il sistema di difesa aerospaziale, la Russia da qualche anno lavora per creare un unico sistema di difesa antiaerea e antimissile per proteggere efficacemente sia il proprio territorio che i Paesi che compongono la Comunità degli Stati indipendenti (CSI). Il sistema avrà diversi elementi, con sistemi di difesa a corto raggio (Tunguska, Tor-M2, Pantsir-S1, Buk e Morfej), a medio raggio (S-300 e Vitjaz) e a lungo raggio S-400, S-500 e A-235 Samoljot-M. I sistemi S-500 e A-235, utilizzati dalla difesa antimissile di Mosca, saranno gli elementi chiave della difesa militare spaziale con la capacità di neutralizzare i missili balistici intercontinentali e i missili balistici a medio raggio. Le batterie antiaeree S-500 avranno per missione primaria contrastare l’attacco con missili balistici a raggio medio e lungo, potendoli distruggere nella fase terminale della loro traiettoria. Il complesso sarà dotato di radar in grado di rilevare bersagli da una distanza di 900 km. Il Consorzio per la Difesa Aerea Almaz-Antej, responsabile dello sviluppo del sistema, avvierà i test di alcune batterie di S-500. Il piano prevede di mettere a punto il sistema al più presto: la prima batteria antiaerea di serie dovrebbe diventare operativa in pochi anni, ha riferito il Generale Aleksandr Golovko, comandante della Difesa Aerospaziale russa. Il generale ha aggiunto che il programma degli armamenti prevede l’acquisto di cinque batterie dei sistemi missilistici antiaerei S-500.

La velocità spaziale non aiuterà i bersagli
Secondo il Generale Viktor Bondarev, Comandante supremo delle Forze aeree russe, il sistema S-500 può raggiungere simultaneamente dieci bersagli balistici. La velocità dei bersagli attaccati può raggiungere i 7 km/s. In confronto, la velocità richiesta per posizionare un oggetto in orbita è 7,9 km/s. Bondarev ha anche osservato che le caratteristiche tecniche dell’S-500 saranno superiori a quelle dell’S-400 russo e del MIM-104F Patriot PAC-3 statunitense. Il complesso verrà utilizzato per la difesa antiaerea e antimissile di grandi aree del Paese, come impianti industriali e postazioni strategiche. Questo complesso è unificato al sistema Amur-135, parte della difesa missilistica di Mosca e al sistema A-235 Samoljot-M. Inizialmente, il sistema missilistico S-500 utilizzerà il missile dell’S-400 Trjumf, presente nell’arsenale della Russia, come affermato dal viceministro della Difesa Viktor Popovkin, nel febbraio 2011.

Mosca sarà protetta da un supercomputer
I test del nuovo sistema di difesa antimissile di Mosca, l’A-235, sono iniziati nel 2013. Tutto indica che il sistema Samoljot-M sarà dotato di moderni missili intercettori 53T6, oggi utilizzati dal sistema Amur. Il nuovo sistema di difesa antimissile balistico potrebbe esser dotato di testate cinetiche e nucleari. Il contratto di elaborazione del sistema A-235 fu firmato nel 1991. Il progetto principale è prodotto dal consorzio Almaz-Antej, che ha creato gli S-300 ed S-400 e sviluppa l’S-500. Probabilmente il sistema A-235 sarà equipaggiato con il supercomputer Elbrus-3M, oltre alla stazione radar Don-2N e da due anelli ABM di media e lunga gittata. I dati essenziali del sistema S-500 rimangono segreti, ma si ritiene che possa scambiare informazioni con il sistema Samoljot-M,  aumentandone la precisione nella distruzione dei bersagli manovranti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cos’è successo alla navetta spaziale Buran?

Natalija Jachmennikova, Rossijskaja Gazeta 19 gennaio 2014 – RIR

Il volo della Buran, durato 205 minuti, fu sensazionale. La navetta spaziale sovietica fu la prima al mondo ad atterrare automaticamente, mentre le navette statunitensi non potevano farlo, se non manualmente. Ma perché il lancio trionfale della navetta sovietica fu il primo e ultimo? C’è qualche speranza che la navetta russa possa di nuovo puntare alle stelle? Rossijskaja Gazeta ha parlato con Valerij Burdakov, uno dei progettisti della Buran e a capo del dipartimento dell’associazione per la produzione scientifica Energija. Oggi è professore presso l’Istituto Aeronautico di Mosca.

1461156Rossijskaja Gazeta: Valerij Pavlovich, si dice che la navicella spaziale Buran fosse la macchina più complessa mai creata dall’uomo.
Valerij Burdakov: Sicuramente. Fino all’avvento della Buran, la navetta spaziale statunitense era al vertice, ma la Buran era molto più capace sia per carico che poteva far rientrare sulla Terra (20-30 tonnellate anziché 14,5) che per l’ampiezza dell’orbita. Avremmo potuto far rientrare la stazione spaziale Mir e trasformarla in un oggetto da museo! Atterraggio automatico, carburante non tossico, test di volo orizzontale e trasporto del serbatoio del razzo su un aereo appositamente progettato. Tutto fu superlativo.

RG: Chi fu la prima persona ad avere l’idea che l’aeromobile orbitale potesse atterrare su una pista  come un aereo?
VB: (Sergej) Koroljov! Lo sentì da Sergej Pavlovich stesso. Nel 1929 aveva 23 anni, ed era già un noto pilota di alianti. Pensava di spingere un aliante a 6 km di quota e poi nella stratosfera, con una cabina pressurizzata. Decise di visitare (Konstantin) Tzjolkovskij per convincerlo a firmare una lettera che confermasse che il volo a quell’altezza fosse praticabile.

RG: E Tzjolkovskij firmò?
VB: No, criticò l’idea. Disse che senza un motore a razzo a propellente liquido l’aliante non poteva essere controllato a quella altezza, spezzandosi mentre accelerava. Tzjolkovskij diede a Koroljov un libretto intitolato “Missili spaziali” consigliandogli a come utilizzare motori a razzo a combustibile liquido per i voli non nella stratosfera, ma ancora più in alto, nello spazio. Koroljov era molto seccato.

RG: E quando hai iniziato a lavorare sul progetto Buran?
VB: Nel 1962, con il sostegno di Sergej Pavlovich, ebbi il brevetto di primo ideatore di un veicolo spaziale riutilizzabile. Quando la navetta statunitense emerse dalle nubi, non era ancora deciso se si dovesse seguire la stessa strada. Ma nel 1974 fu istituito il cosiddetto Servizio n° 16 di Energija. Aveva due reparti di progettazione, il mio si occupava dell’aeromobile e quello di Efrem Dubinskij del vettore di lancio. Affrontammo traduzioni, analisi scientifiche, la stesura e pubblicazione di uno “studio” sulla navetta. E senza tante storie, sviluppammo la nostra versione di navetta e relativo vettore di lancio.

RG: La precisione con cui Buran atterrò fu assolutamente sbalordita.
VB: Quando la navetta spuntò dalle nuvole, uno dei direttori era praticamente in delirio, continuava a dire: “Si schianterà!” Tutti ansimammo quando la Buran picchiò mettenodosi in perpendicolare alla pista. Ma in realtà tale manovra faceva parte del piano. Sembra, tuttavia, che il direttore in questione non lo sapesse o l’avesse dimenticato. La navetta atterrò proprio sulla pista. Quei 205 minuti di volo della Buran eliminarono qualsiasi critica ai suoi progettisti.

RG: Come ti sei sentito dopo quel trionfo?
VB: Le parole non possono esprimerlo. Ma c’era un’altra sensazione: chiusero un progetto riuscito e innovativo. Alla fine, 15 miliardi di rubli furono sprecati.

RG: Il know-how scientifico e tecnico del progetto Buran sarà mai utilizzato?
VB: Come navetta, la Buran non è finanziariamente sostenibile perché il sistema di lancio è costoso e inaffidabile. Ma le soluzioni tecniche uniche possono essere sviluppate ulteriormente nell’ambito del progetto Buran-M. Un nuovo velivolo spaziale modificato che tenga conto degli ultimi sviluppi potrebbe diventare assai veloce, affidabile e conveniente nel trasporto intercontinentale di passeggeri e turisti. Ma perché ciò avvenga, dobbiamo creare un nuovo vettore di lancio multi-uso, monostadio ed integralmente ecologico (MOVEN) per sostituire il missile Sojuz. Per inciso, il nuovo velivolo non richiederà un sistema di lancio ingombrante, quindi potrebbe anche decollare dal cosmodromo di Vostochnyj. Il know-how della Buran non è svanito. L’atterraggio automatico del velivolo ha ispirato gli aerei da combattimento di quinta generazione e numerosi velivoli senza equipaggio. Solo che, come è avvenuto con i satelliti artificiali, ci arrivammo prima.

RG: Secondo te, qual è la prospettiva dell’industria spaziale oggi?
VB: L’era degli idrocarburi sta per essere sostituita dall’era atomica e solare, inconcepibile se non usiamo una gamma molto ampia di velivoli spaziali. Per costruire centrali solari spaziali che forniscano energia ai consumatori sulla Terra, avremmo bisogno di velivoli che possano trasportare un carico utile di 250 tonnellate, che si baseranno sui MOVEN. E se mi chiedi dell’industria spaziale nel complesso, allora potrà soddisfare tutti i bisogni dell’umanità, non solo le esigenze dell’informazione che soddisfa oggi.

Antonov_An-225_with_Buran_at_Le_Bourget_1989_ManteufelTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Israele ha paura del sistema russo S-350E

Valentin Vasilescu, Réseau International, 12 gennaio 2014

almazantei001-4L’S-350E Vitjaz è un sistema mobile antiaereo e anti-balistico limitato, superiore all’ERAM RIM-174 (SM-6) dell’US Navy che dovrebbe entrare in servizio nel 2014 negli Stati Uniti e dopo pochi anni nell’esercito israeliano. L’SM-6 è il vecchio missile superficie-aria SM-2ER Block IV, su cui è stato montato il sistema di guida del missile aria-aria AIM-120C (AMRAAM). Il 2 settembre 2013, al culmine delle tensioni internazionali connesse all’eventuale attacco statunitense alla Siria, l’esercito israeliano, con la complicità degli Stati Uniti, aveva lanciato un missile-bersaglio Ankor da un aereo F-15B. Il missile lanciato dal caccia aveva simulato la traiettoria di un missile balistico dalla gittata di 1000-1500 km. Il lancio fu effettuato dal centro del Mar Mediterraneo verso le coste del Libano. I comandamenti delle unità ELINT dell’esercito israeliano rimasero confusi scoprendo che il loro lancio fu subito individuato da uno sconosciuto complesso antiaereo, simile al sistema navale Aegis, di un cacciatorpediniere russo nel Mediterraneo a 550 chilometri dall’F-15.  L’obiettivo fu inquadrato e inseguito fino a quando non cadde in mare. Infine i russi annunciarono che l’obiettivo sarebbe stato rilevato dal colossale radar di allarme antimissile di Armavir sul Mar Nero, nascondendo così il cacciatorpediniere russo utilizzato per i test dei sistemi S-350E Vitjaz. Le funzionalità dell’S-350E Vitjaz, integrate dall’S-400 Trjumf, è un cocktail micidiale per gli israeliani perché i moderni sistemi antiaerei russi furono creati per proteggere direttamente gli interessi della Russia nel mondo e di cui sono iniziati i negoziati per esportarli nei tradizionali partner della Russia in Medio Oriente. Come Valentin Mandrasescu dimostra, l’azienda russa Sojuzneftegaz ha ottenuto la licenza per sfruttare quattro lotti petroliferi in Siria, al confine con il Libano e presso il porto di Banias. Tali blocchi forniranno tra pochi anni 3,2 milioni di barili al giorno, pari alla produzione del Quwayt. Brutta mossa per il primo ministro israeliano Netanyahu, costretto a visitare Mosca il 20 novembre 2013, incontrando per quattro ore di colloqui diretti Vladimir Putin. Nella breve conferenza stampa  seguita, il primo ministro israeliano ha utilizzato un linguaggio diplomatico in cui sembrava che i due capi di Stato non s’intendessero neanche sullo schieramento di questi sistemi al confine d’Israele, e ancor meno sull’abbandono della loro vendita a Paesi considerati ostili ad Israele.
Con una gittata di 150 km, una velocità di risposta molto alta rispetto a S-300 e S-400, il Vitjaz è un’arma antiaerea a lungo raggio ideale per equipaggiare le navi della Marina russa. La flotta recentemente creata per operare continuamente nel Mediterraneo orientale, e considerata la spina dorsale della forza anti-terrorismo della Russia, è composta da due incrociatori della classe Slava: Moskva e Varjag, e dall’incrociatore a propulsione nucleare della classe Kirov, Pjotr Velikij. Le tre navi sono armate con sistemi S-300PMU-2 ed S-300FM, che saranno sostituiti nel 2014 dall’S-350E Vitjaz. Da un paio di settimane sono stati rilasciati dai cantieri, dopo l’ammodernamento, i cacciatorpediniere Admiral Panteleev e Smetlivij, seguiti dalle fregate Neustrashimij, Ladnij e Pitlivij della stessa flotta. È chiaro che il sistema S-350E Vitjaz è stato montato su questi vascelli. Il Ministero della Difesa della Federazione Russa vuole dotare le truppe di 30 sistemi S-350E nei prossimi quattro anni, realizzando uno scudo antiaereo compatto composto da S-500, S-400, S-350E e Pantsir S-1. L’azienda russa Almaz-Antej ha già presentato il nuovo sistema di difesa aerea S-350E Vitjaz all’air show MAKS 2013. Una batteria terrestre di S-350E è costituita da un centro di controllo su un autoveicolo speciale, due radar attivi phased array AESA resistenti alle interferenze e 6 autoveicoli con 12 lanciamissili ciascuno. I missili sono del tipo uguale all’S-400 Trjumf, i 9M96E2, così anche quelli a gittata più corta, i 9M100. L’S-350E è in grado di rilevare, monitorare e lanciare missili contemporaneamente contro due missili balistici a corto raggio (e a medio raggio), contro 16 aeromobili o 12 missili da crociera. Il nuovo sistema è stato realizzato nel 2013 negli stabilimenti di San Pietroburgo e ha completato i test questo autunno nel poligono di Kapustin Jar. Il passaggio alla produzione in serie per l’impiego su vasta scala dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2014. In un articolo precedente su Voce della Russia, l’Almaz-Antej aveva dichiarato di aver completato l’organizzazione della produzione in serie dei sistemi S-400 Trjumf negli stabilimenti di Nizhnij Novgorod e Kirov. Almaz-Antej inizierà la produzione del nuovo sistema S-500 ed aprirà altri tre impianti per missili balistici diventando il leader mondiale in questa categoria di armamenti.
La Russia aveva offerto alla Romania la possibilità di costruire un impianto a Craiova, oltre a più di 100 MiG-29K/KUB e la tecnologia per la produzione di missili più moderni. I missili superficie-aria 9K338 Igla-S, resistenti alle contromisure elettroniche e dotati di visori notturni, i missili aria-aria R-77RVV-AE (gittata di 100-120 km), soprannominati dagli occidentali Amraamski. Anche missili anticarro laserguidati 9A4172 Vikhr e il missile Kh-35 Uran chiamato Harpoonski in occidente, che può essere lanciato da batterie costiere o da navi da guerra o dai MiG-29M, per attaccare obiettivi terrestri e marittimi. La Romania decise di rifiutare l’offerta dei russi e di aderire alla NATO, comprando armi usate, obsolete e vecchie più di 30 anni.

s350e-1Valentin Vasilescu, pilota ed ex vicecomandante della base militare di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest 1992.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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