Israele cerca solo di guadagnare tempo!

Nasser Kandil Global Research, 16 luglio 2014

GazaBigWar1. Secondo lei, signor Kandil, fino a che punto Israele potrebbe spingere il suo assalto a Gaza?
Penso che Israele sia in difficoltà perché non può permettersi la pace che legittimerebbe la sua esistenza, come non può permettersi una guerra che gli consenta di tornare al “periodo delle iniziative”. Questo è il motivo per tale ennesima aggressione a Gaza, distruggendo tutto ciò che può colpire, armi, capi, combattenti e infrastrutture, ritenendo che ciò gli darebbe notevoli benefici nella prossima fase del conflitto. Guadagnare tempo sembra essere “l’unica strategia del momento” di fronte alla nuova mappa regionale che si delinea, dove non è più un fattore decisivo. Questo è anche il motivo per cui retrocede sulla creazione dello Stato curdo, che all’inizio ha incoraggiato [1], il clima internazionale e regionale è dominato da avvertimenti contro i pericoli delle partizione dell’Iraq.

2. Altre guerre d’Israele sono dunque in vista?
Quello che posso assicurare è che se Israele decide di impegnarsi in una guerra aperta e totale, troverà una Resistenza pronta ad andare fino in fondo e senza alcuna intenzione di lasciare porte aperte agli “aggiustamenti” che continua a pretendere ogni giorno [...]

3. Dice che Israele non ha una strategia chiara e che cerca solo di guadagnare tempo. Perché?
Penso che tutto ciò che la nostra regione ha vissuto dalla guerra d’Israele contro il Libano, nel luglio 2006, sia il risultato del rapporto intitolato “Baker-Hamilton” presentato al presidente George W. Bush il 6 dicembre 2006 [2] [3]. In realtà, sono passati otto anni, il Libano era sull’orlo di una guerra memorabile che ha imposto una nuova equazione regionale dopo “l’erosione della deterrenza israeliana“. Per cui è nato il nuovo approccio statunitense, presentato in tale famosa relazione firmata e supervisionata dai due pilastri democratico e repubblicano alla guida dei servizi segreti e degli Esteri, e Consiglieri della Sicurezza Nazionale… In breve, la relazione invita gli Stati Uniti a fare tutto il possibile per risolvere il conflitto israelo-palestinese, implicitamente riconoscendo:
• la sconfitta del progetto statunitense in Iraq e in Afghanistan,
• il fallimento del ruolo regionale d’Israele,
• l’emergere di potenze regionali concordi con gli Stati Uniti nel salvare l’Iraq e stabilizzare la regione.
Ciò sulla base del ritiro statunitense da Afghanistan e Iraq, con:
• l’accettazione di una partnership USA-Russia per gestire la stabilizzazione della regione,
• il riconoscimento del ruolo centrale dell’Iran, Stato nucleare, su Afghanistan, Iraq e Stati del Golfo,
• riconoscimento del ruolo influente della Siria nel Levante.
Ma la cosa più importante di tale relazione è spingere Israele ad attuare le risoluzioni delle Nazioni Unite sul conflitto arabo-israeliano, tra cui:
• uno Stato palestinese nei territori occupati nel 1967 con capitale Gerusalemme est
• una giusta soluzione al problema dei profughi sulla base della “risoluzione 194″ garantendo il diritto al ritorno e al risarcimento,
• la restituzione del Golan siriano occupato alla linea del 4 giugno,
• il ritorno ai libanesi delle fattorie Shaba.
Dal dicembre 2006 viviamo le conseguenze della denigrazione del rapporto Baker-Hamilton con  una serie di guerre per procura e conflitti che insanguinano l’asse della Resistenza. Nessuno conosce la portata della cooperazione tra Israele e Stati del Golfo, come Arabia Saudita e Qatar, per contrastare le raccomandazioni della relazione strategica degli Stati Uniti, o trovare alternative e quindi ignorare la Roadmap che raccomanda di garantire la necessaria stabilità regionale. Tali imbrogli si sono complicati passo passo. Per iniziare, c’erano le elezioni iraniane del 2008 con il piano di rovesciare il Presidente Ahmadinejad ed imporre Muhammad Khatami al potere con la promessa di permettere all’“Impero iraniano il suo dossier nucleare” contro l’abbandono della causa palestinese. All’epoca, Martin Indyk aveva parlato di “rovesciare l’Iran in Palestina”. Tale scommessa fallì, e la prima guerra contro Gaza ebbe luogo, ancora con lo stesso slogan di Indyk: “rovesciare l’Iran in Palestina”. Consacrata la sconfitta d’Israele, la ripresa del percorso di pace fu ridotta ad imporre all’Autorità palestinese ulteriore obbedienza. Quindi nel 2010 il piano di Hillary Clinton per una pace israelo-palestinese “parziale” fatta di concessioni minime degli israeliani. Ma l’estremismo israeliano è responsabile della distruzione del piano di Clinton, il piano d’Israele è una pace che si traduca nell’”alleanza arabo-israeliana contro l’Iran“. In altre parole, i sionisti hanno scelto di costruire tale alleanza invece di accettare il basso costo che avrebbe rappresentato lo smantellamento del 10% degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, per garantire la continuità territoriale tra le parti del residuale mini-Stato palestinese.

4. Israele continuerà a guadagnare tempo iniziando altre guerre di logoramento, senza esaurirsi?
Dalla sconfitta d’Israele nella sua guerra contro il Libano, nel luglio 2006, riteniamo che non sia più questione di guerra aperta israeliana o statunitense. Ma la negazione di nuove realtà sul terreno  riempirebbe il vuoto strategico dopo il ritiro degli Stati Uniti da Iraq e Afghanistan. Pertanto, dal dicembre 2006, cioè negli ultimi otto anni, Israele cerca di evitare di pagare il conto della Baker-Hamilton, creando ogni sorta di problema per paralizzare l’Asse della Resistenza formato da Iran, Siria, Hezbollah e anche Hamas. Opportunamente, l’esplosione della cosiddetta “primavera araba” certamente nata dalla rabbia popolare contro i loro governanti, è stata l’occasione per Stati Uniti, Turchia e Qatar d’ adottare la loro idea di affidare il potere regionale ai Fratelli nusulmani, con l’idea che l”impero ottomano’ avrebbe ereditato il potere in Tunisia ed Egitto, con alla sola condizione di abbandonare la Siria. La guerra “universale” contro la Siria ha avuto quindi luogo, ma è fallita, mentre la strategia del caos ha creato un ambiente favorevole al terrorismo e al suo radicamento, con il rischio che il califfato del SIIL divida l’Iraq ed altre entità della regione…
Nel frattempo, Hamas ha perso l’illusione che l’identità condivisa con i Fratelli musulmani prevalesse sull’appartenenza alla resistenza palestinese. Ma dopo il fallimento delle vittorie in Egitto e Siria, ha rivisto i conti. I neo-ottomani sono stati sconfitti e il “Fronte del Rifiuto” si avvicina alla vittoria, Hamas non riesce a trovare il suo posto che rientrando nella trincea della resistenza all’occupazione israeliana. Israele ha fallito nonostante i ripetuti tentativi di minare la Resistenza.  Indipendentemente dalle posizioni assunte da certi capi di Hamas, qualsiasi siano i disaccordi con Fatah. Ciò che conta è che le Brigate al-Qasam (ramo militare di Hamas) operino e siano pienamente impegnate nella lotta contro l’aggressione israeliana a Gaza. Israele ha scommesso sulla sconfitta della Siria, e sulla sconfitta di Hezbollah in Siria, sostenendo i vari rami di al-Qaida con i suoi raid aerei [4] su Jamraya [Centro di ricerca scientifica a nord ovest di Damasco], nella speranza che vincessero la guerra ad al-Qusayr [maggio 2013], i raid su Janta affinché vincessero a Yabrud, e i raid su al-Qunaytra per imporre la cintura di sicurezza alla cosiddetta opposizione siriana complice. Ma tutti questi piani sono falliti, uno dopo l’altro. Israele oggi è in ansia perché incapace di scatenare una guerra ma anche di aspettare. Questo mentre il mondo assiste alla cristallizzazione di due campi, uno che rappresenta le crescenti forze di Russia, Cina, Brasile e altri Paesi BRICS, l’altro guidato da Washington, sconfitto in Ucraina e Siria e che si prepara ad altre sconfitte in Yemen e Iraq…
Israele si trova ad affrontare una nuova equazione basata sulla previsione di ciò che potrebbe derivare dal ritiro statunitense dall’Afghanistan, alla fine dell’anno, ora che l’Iraq è alleato di Siria e Iran, con un accordo tra occidente ed Iran si profila all’orizzonte e segnali indicanti la vittoria siriana che appaiono, mentre l’opposizione a uno Stato curdo nato dalla partizione dell’Iraq è quasi unanime, nonostante il suo dichiarato sostegno. Sa che le condizioni per una nuova guerra saranno diverse da quelle della guerra del 1973, come previsto da una relazione del Shabak [servizio di sicurezza interna d'Israele] nel 2010… Israele non potrà vincere una nuova guerra contro una resistenza che si prepara ad ogni evenienza, soffrendo dello stesso deficit strutturale che ha causato le sue sconfitte precedenti. Tutto ciò che ottiene da tale nuovo assalto su Gaza, è reindirizzare la bussola sulla “causa prima”: la lotta contro l’occupazione e la colonizzazione della Palestina.

5. Cosa ne pensate della nomina di Staffan de Mistura a successore di Laqdar al-Brahimi[5]?
Ad ogni fase della guerra contro la Siria, corrisponde un inviato con una specifica missione. Kofi Annan alla fine si dissociò con dimissioni storiche. Laqdar Brahimi, la cui unica missione era condurre colloqui politici, fece ciò che poteva. Qui siamo nella fase della scelta di De Mistura, probabilmente per le sue competenze tecniche e diplomatiche. Tecnicamente curò la prima missione dell’ONU di lancio di aiuti alimentari [Ciad – 1973], fu vicedirettore del Programma alimentare mondiale [2009-2010]. Diplomaticamente, ha ricoperto vari incarichi presso le Nazioni Unite [6], in particolare come rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan [2010-2011], Iraq [2007-2009] e Libano [2001 - 2004]. Pertanto, la sua nomina suggerisce l’esistenza di una nuova mappa regionale dall’Afghanistan al Libano, dove per anni ha gestito il conflitto tra Hezbollah e Israele e lo Stato libanese. In altre parole, ha le chiavi del conflitto arabo-israeliano. Probabilmente  non controlla sufficientemente il dossier siriano, ma può essere compensato dalle sue numerose relazioni con personalità regionali, che si precipiteranno, come dovrebbero, per renderlo edotto dei più piccoli dettagli.

6. Secondo Voi, qual è la missione di De Mistura?
Preparare il tavolo per la nuova mappa regionale. Come mediatore delle Nazioni Unite nel conflitto siriano, può passare dalla Siria a Iraq, Afghanistan e Libano. Penso che sarà il partner principale del presidente egiziano al-Sisi.

7. Tale nuova carta regionale richiede la partizione dell’Iraq?
Non credo assolutamente.

8. Eppure molti dicono il contrario, prevedendone la partizione in tre Stati: sunnita, sciita e curdo.  Alcuni parlano anche di uno “Stato del SIIL!”
In sostanza, l’idea di partizione, non solo dell’Iraq, si basa sulla tesi di Bernard Lewis, il famoso storico statunitense [7], la cui tesi venne discussa sotto l’egida della NATO a Francoforte nel novembre 2012. La domanda era: “Dovremmo mantenere i confini tracciati da Sykes-Picot, o dovremmo riprogettarli sulla base dei dati demografici regionali?“, cioè in base alle popolazioni sunnita, sciita, curda, alawita, ecc… tale partizione in linea di principio sarebbe più facile in Iraq che altrove. Se dovesse avvenire, il secondo passo dovrebbe portare alla partizione della Turchia, creando uno Stato curdo nei suoi territori orientali, e non dell’Iran, al 90% dalla stessa confessione. Ciò spiega l’immediata ritirata dei capi turchi che iniziano a rendersi conto che pagheranno per l’aggressione alla Siria, soprattutto per Qasab e Aleppo. Da parte loro, i sauditi hanno finalmente capito che rischiano grosso vedendo gli Houthi alla periferia di Sana, e la minaccia della creazione di uno Stato sciita sulle coste petrolifere orientali del loro regno. Ecco perché credo che la decisione sarà altra che non la partizione, ed è per questo motivo che quattro dichiarazioni dicono NO ad uno Stato curdo in Iraq! Di Ban ki Moon [8], del Presidente al-Sisi [9], dal comunicato congiunto Stati Uniti e Russia, del numero due della sicurezza nazionale alla Casa Bianca, Tony Blinken, che ha dichiarato che “l’unità dell’Iraq è l’obiettivo da difendere“. E quando si dice ciò, s’intende NO alla partizione dell’Iraq!

Nasser Kandil 11/07/2014, sintesi di due interventi:
Video di al-Mayadin, MN Kandil è intervistato da Diya Sham e articolo su al-Bina;
Trascrizione e traduzione di Mouna Alno-Nakhal per Mondialisation.ca

ISIS TerritoryNote:
[1] Il premier israeliano è a favore di un Kurdistan indipendente
[2] Baker-Hamilton Report 2006
[3] Baker-Hamilton/Wikipedia
[4] VIDEO. Raid israeliano in Siria uccide almeno 42 soldati, bilancio incerto
[5] Staffan de Mistura successore di Brahimi come mediatore
[6] Staffan de Mistura/Wikipedia
[7] Bernard Lewis/Wikipedia
[8] L’Iraq deve avere uno Stato unito, secondo Ban Ki-moon
[9] Egitto: Sisi, un referendum nel Kurdistan iracheno sarebbe una “catastrofe”

Nasser Kandil è un ex-deputato libanese ed direttore di TopNews-Nasser-Kandil e del quotidiano libanese al-Bina
Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

MH17

Jacques Sapir Russeurope 19 luglio 2014

0009La distruzione del volo MH17 della Malaysian Airlines il 17 luglio, ha suscitato intense e giustificate emozioni. Rivendicazioni e accuse contrastanti hanno fatto seguito. Le informazioni a disposizione sono estremamente frammentarie. Si possono tuttavia notare alcune incongruenze nelle accuse dei governi e della stampa dei Paesi della NATO agli insorti ucraini. Una cosa sembra (ma vediamo che non è certa) acquisita, la distruzione del Boeing 777 della Malaysia Airlines è dovuta a un missile superficie-aria. È quindi necessario ricordare alcuni dati di questi missili. La gittata e l’altitudine che possono raggiungere dipende dalla potenza del combustibile del loro motore a razzo. Ma gittata e altitudine dipendono anche dalle caratteristiche del loro bersaglio. Di fronte a un aereo veloce, la gittata sarà inferiore che non rispetto a un aereo lento. Al contrario, un aereo lento ad una certa quota sarà più vulnerabile rispetto a un aereo veloce.

I. Quali armi hanno gli insorti nelle regioni orientali dell’Ucraina?
Finora gli insorti hanno usato missili portatili spalleggiabili. Questi missili derivano dai SA-7 “Strela” utilizzati dalle forze sovietiche. Si tratta del SAM SA-18 (codice NATO “Grouse“). Il missile raggiunge una velocità massima di 800 m/sec, e può intercettare un aereo che vola a 450 m/sec a 3500 m di altitudine. Ma se la velocità del velivolo è inferiore, può essere raggiunto a una quota molto più alta. Tuttavia, è impossibile che possa raggiungere un aereo in volo a 10000m e a 250 m/sec (900 km/h) come il Boeing 777 del volo MH17. Le caratteristiche di questo velivolo  richiedono un missile pesante, e uno dei “colpevoli” presunti è il sistema d’arma SAM SA-17 o il più vecchio SAM SA-11, entrambi chiamati “Buk” dai russi. Tuttavia, informazioni concordi della stampa ucraina e del sito del ministero della Difesa dell’Ucraina, affermano che gli insorti non hanno a disposizione il sistema antiaereo “Buk” (SA-17 per la NATO) [1]. Naturalmente, data la dichiarazione del ministero della Difesa risalente al 29 giugno, non è impossibile che gli insorti abbiano ottenuto o attivato questo tipo di armamenti tra il 29 giugno e il 17 luglio. Allo stesso modo, non è del tutto impossibile che l’esercito russo abbia armato le due province ribelli. Ma avrebbe subito una forte reazione internazionale, in quanto una tale mossa non sarebbe rimasta segreta, data l’entità della sorveglianza elettronica delle regioni (con gli AWACS S-3 Sentry della NATO che volano sul territorio romeno). Tuttavia, la NATO non ha detto nulla.

II. Procedure di tiro
Un punto importante riguardo ai SA-11/17 è che richiedono l’impiego di due radar. A differenza dei missili portatili come il SA-18, il puntamento non avviene con i raggi infrarossi, ma utilizza ciò che si chiama “guida radar semi-attiva”. Il missile è guidato da onde emesse dal radar del veicolo di lancio (TELAR) che perciò illumina costantemente il bersaglio. Ciò richiede anche un radar di controllo dello spazio aereo e di acquisizione del bersaglio designato. Il sistema radar d’illuminazione e puntamento è il “Kupol” (codice NATO “Snow Drift“) che opera in banda H/I. Il  radar di acquisizione e controllo è il 9S35 (codice NATO “Fire Dome“). La portata di questo radar è di 85 km. Inoltre, le batterie missilistiche sono spesso integrate in gruppi (brigate di difesa aerea) con radar di rilevamento a lunga portata (250 km). Il tiro comporta prima l’acquisizione dal “Fire Dome” e poi il radar “Snow Drift” interviene guidando il missile. I SA-11/17 sono sistemi complessi che richiedono personale assai ben addestrato.

484px-Sa-18_iglaIII. Incongruenze sul luogo dello schianto
Il luogo dell’incidente si trova tra le città di Snezhnoe e Torez. Ma l’aereo, la cui rotta era nord-ovest /sud-est, doveva trovarsi più ad ovest. Infatti, date velocità (900 km/h) e altitudine (10000 m), anche se parzialmente disintegrato, avrebbe necessariamente proseguito nella rotta. L’esplosione dello schianto a terra, mostrato su vari video, indica che una parte sostanziale del velivolo (il cui peso al decollo è 300 tonnellate) era caduto. Un semplice calcolo indica che l’aereo è stato colpito a 30 km da dove s’è schiantato. Dato il tempo di acquisizione del missile e la batteria utilizzata, significa che l’acquisizione avvenne probabilmente 50 miglia ad ovest (dalla rotta dell’aereo) dal punto d’impatto.  Si arriva a 80 km dal luogo dello schianto. Ciò implica che il radar “Fire Dome” era più ad ovest di quanto affermato da ucraini e statunitensi. E’ infatti quasi impossibile, senza rilevamento radar a lunga distanza, avviare la procedura di tiro a lunga gittata. Se il volo MH17 delle Malaysian Airlines è stato colpito da un missile di una batteria che si trovava dove dicono le fonti statunitensi ed ucraine, l’aereo si sarebbe schiantato a 20-30 km ad est del punto d’impatto. In altre parole, l’incidente non è coerente con l’ipotesi di un missile sparato da dove si afferma sia stato. Per cadere nel punto dell’incidente, se l’aereo è stato abbattuto da un missile “Buk”, doveva essere stato colpito da un missile sparato dal territorio controllato dalle forze ucraine.

IV. Precedenti
Vanno ricordati i precedenti episodi di questo tipo. Vi fu la distruzione di un Tupolev Tu-154 nel 2001 da parte delle forze ucraine [2] e la tragedia del volo KAL-007 nel 1982. Nel caso in questione, è pacifico che le forze sovietiche confusero un aereo di linea coreano con un aereo da ricognizione elettronica statunitense dalla rotta quasi identica. Quando l’aereo da ricognizione virò, fu scambiato per un aereo da rifornimento e l’aereo coreano per quello da ricognizione. L’incidente del Tupolev Tu-154 accadde sul Mar Nero, probabilmente causato da un lancio dimostrativo. Gli insorti hanno abbattuto, ai primi di gennaio, un Antonov An-26 che volava a 6500m. Ma questo aereo ha una velocità di crociera assai inferiore a quello del Boeing del volo MH17. Non supera i 500 km/h. E’ perfettamente possibile che sia stato abbattuto da un SA-18. Il fatto che i piloti siano sopravvissuti (paracadutandosi), mentre non ci sono stati sopravvissuti del volo MH17, conferma che la testata del missile che ha colpito l’Antonov era piccola, confermando indirettamente l’ipotesi del SA-18.

V. Un tiro russo?
Ora dobbiamo tornare all’ipotesi del lancio russo. Tale ipotesi implica che le unità della difesa aerea della Russia operano a favore degli insorti. Possibile, ma politicamente e militarmente inconsistente. Gli insorti hanno subito attacchi aerei a bassa quota (elicotteri e aerei d’assalto Su-25) e soprattutto dall’artiglieria ucraina che non esita a bombardare i civili. Se la Russia voleva aiutare gli insorti, avrebbe fornito mezzi controbatteria (artiglieria) o da difesa aerea di punto (come il sistema “Tunguska“). Non possiamo escludere questa ipotesi, ma è assai improbabile.

VI. Un tiro ucraino?
E’ stato detto che se l’aereo è stato abbattuto da un missile (cosa non ancora pienamente acquisita), è probabile che il missile sia stato sparato dagli ucraini. Ma ci si può chiedere perché l’esercito ucraino avrebbe schierato questo tipo di sistema d’arma, non avendo gli insorti un’aviazione. Ma si deve ricordare che l’artiglieria ucraina ha colpito una città al confine russo, all’inizio di luglio, e che il governo russo ha minacciato l’Ucraina di attacchi mirati. Questi attacchi avrebbero preso di mira l’artiglieria ucraina, oggi principale minaccia per gli insorti. E’ logico che l’esercito ucraino abbia schierato mezzi antiaerei. Considerato quanto sopra, si può dubitare del fatto che l’esercito ucraino possa aver confuso il volo MH17 con un aereo militare russo, proveniente dalla Bielorussa per  cercare di colpire al tergo le forze schierate contro i ribelli. È certamente un’ipotesi, ma sarebbe coerente con l’incidente.

sa-11_gadfly_anti-aircraft_missile_to_armoured_tracked_vehicle_640_001[1] Pravda e Mil
[2] Telegraph

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Una jihad globale contro i BRICS?

Alfredo Jalife-Rahme  Rete Voltaire 18 luglio 2014

Lungi dall’essere un’alleanza levantina utile alle ambizioni occidentali, il nuovo “Califfato” del XXI secolo riflette gli obiettivi dell’imperialismo globale: per Washington, l’Emirato islamico è un’arma di distruzione di massa dei Paesi emergenti Russia, India e Cina. Alfredo Jalife ne fa un’analisi che va ben oltre Siria e Iraq.

BsQ1JphCAAA06t5Il mistero che circonda la creazione e stupefacente espansione del gruppo jihadista sunnita Stato Islamico in Iraq e Levante (Siria e Libano), SIIL in italiano e Daash in arabo, gruppo che sembra aver diffuso “confusione”, inizia a dissiparsi per l’impatto geostrategico che avrà sui confini di  Russia, India e Cina, i tre Paesi che costituiscono il gruppo dei Paesi emergenti noti come BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), che hanno avuto il loro sesto vertice a Fortaleza. Il SIIL, che ha ufficialmente cambiato il nome in “Stato islamico”, ha scelto il primo giorno del mese del digiuno musulmano, il Ramadan, giorno di grande significato simbolico, per inscenare l’istituzione del “Califfato islamico” nei territori sotto occupazione militare, e nominare Abu Baqr al-Baghdadi, suo misterioso capo, nuovo califfo (che in arabo significa “discendente” del profeta Muhammad).  Impresa pericolosa la creazione del nuovo califfato dallo “Stato islamico” sunnita, un’eresia totale per 300 milioni di sciiti (20% del numero di musulmani nel mondo), in quanto:
1. il califfato, creato dai “compagni” del Profeta, non potrebbe essere sunnita e fu causa della frattura con gli sciiti che seguono Ali (cugino del Profeta);
2. Abu Baqr, padre della leggendaria Aisha e patrigno del Profeta, primo califfo dell’Islam sunnita, è  il nome di battaglia del “nuovo califfo del XXI secolo”;
3. il califfato sunnita si estende dai confini dell’Iran, nella provincia di Diyala, ad Aleppo (Siria) ai confini della Turchia.
Il califfato originale scomparve dopo la prima guerra mondiale, in seguito alla sconfitta dell’impero ottomano suddiviso secondo la divisione artificiale del Medio Oriente decisa dall’accordo segreto anglo-francese Sykes-Picot; accordo che de facto il nuovo califfato del XXI secolo ha sepolto abolendo il confine tra Siria e Iraq, avvantaggiando il nuovo confine militare del Kurdistan iracheno. Anche se epifenomeno multidimensionale, le possibili conseguenze del nuovo califfato del XXI secolo sono enormi a livello locale, regionale ed eurasiatico, laddove il controllo del petrolio gioca un ruolo importante, dato che parte dell’irredentismo è legato alla sua jihad per il petrolio, così come alla proiezione geopolitica nel prossimo quinquennio. Il conflitto armato del 1980-1988 che oppose gli arabi iracheni (al tempo di Sadam Husayn) ai persiani iraniani (sotto l’Ayatollah Khomeini), prima che Stati Uniti, Gran Bretagna e NATO avviassero le guerre in Iraq (1990-1991 e 2003-2011) dovute al nepotismo dinastico dei Bush (padre e figlio), servì a “qualcuno”. Dopo essere stato tormentato dalla guerra per 34 anni di fila, l’Iraq, ora in avanzato degrado, entra in una nuova fase: la replica etno-religiosa delle guerre di religione europee del XVII secolo, tra sunniti e sciiti, un conflitto che rischia di durare altri 30 anni e già percepibile in vari Paesi del “Medio Oriente allargato” (che secondo il generale israeliano Ariel Sharon, si estende dal Marocco al Kashmir e dalla Somalia al Caucaso), Iraq, Siria, Libano, Yemen, Bahrayn e Arabia Saudita (nelle regioni orientali, dove la “minoranza” sciita è maggioranza), con la partecipazione da dietro le quinte (ma già visibili) e a livello regionale, delle sei monarchie del Consiglio di cooperazione degli Stati arabi del Golfo Persico, Turchia, Giordania e Iran, per non parlare del Kurdistan iracheno (grande alleato d’Israele).
Collocato nel cuore dell’Eurasia, il nuovo califfato del XXI secolo ha profonde implicazioni  geostrategiche sui RIC che, a differenza di Stati Uniti e Paesi del continente americano, dove la presenza musulmana è infinitesimale (0,8% negli Stati Uniti, 0,42% in Sud America e il 1,6% in tutto il continente americano), hanno significative “minoranze” musulmane. A mio parere, il nuovo califfato del XXI secolo e la sua jihad globale, volta al petrolio e a scopi geostrategici, consuma i confini delle regioni musulmane dei RIC e modifica i dati demografici di quei Paesi, la cui popolazione musulmana totale è circa 200 milioni di abitanti, tenendo conto della forza antagonista esercitata dagli Stati Uniti su Russia e Cina (attraverso la dottrina Obama). Con il vantaggio, come ho già spiegato, della preponderanza del “fattore islamico” in India, Paese che affronta una catastrofe demografico-geopolitica. Vladimir Putin ha detto che “gli eventi provocati dall’occidente in Ucraina sono la dimostrazione su piccola scala dell’esistenza della politica del contenimento contro la Russia”. E’ impossibile ignorare i vasi comunicanti tra Ucraina, Mar Nero, Caucaso e Medio Oriente, e con molta intensità, il “fattore ceceno”. Secondo Putin, i “Paesi occidentali”, dato il crollo del mondo unipolare, pretendono d’imporre i loro principi agli altri Paesi per trasformare il mondo in un “cartello globale”. Quando la guerra fredda era all’apice, il libro dell’aristocratica francese Hélène Carrère d’Encausse dal titolo L’impero esploso: la rivolta delle nazioni in URSS, un libro che prevedeva la dissoluzione dell’Unione Sovietica, evidenziava la vulnerabilità alla crescita frenetica della popolazione poligama musulmana della coesione di questo Paese. I politici degli Stati Uniti, tra cui il vicepresidente Joe Biden, cominciano a parlare di “modello demografico” dell’”impero esploso” di una Russia già ridotta a dimensione congrua, dove una minoranza musulmana consistente rappresenta il 15% della popolazione (20 milioni di persone) presente nella regione del Volga, negli Urali e nell’ipersensibile Caucaso del nord (Daghestan, Cecenia, ecc.).
Anche la Cina ha una “minoranza” musulmana sunnita molto turbolenta e visibilmente istigata dall’estero: i famosi uiguri di origine mongola legati alle controparti in Asia centrale e in Turchia,  maggioranza nella regione autonoma del Xinjiang e la cui popolazione arriva a 10 milioni (sulla base del censimento del 2010). Regione assai strategica, lo Xinjiang, con una superficie di 1600000 kmq, è pieno di petrolio ed è il maggiore produttore di gas naturale in Cina, con significative riserve di uranio. I legami commerciali tra Xinjiang e Kazakistan sono di grande importanza geostrategica, nel cuore dell’Eurasia. Recentemente, i separatisti sunniti uiguri hanno aumentato gli attacchi a Pechino, la capitale cinese. Cercando di rovesciare il governo locale cinese, tali separatisti sono ispirati dalla teologia della jihad globale che oggi sostiene il nuovo califfato del XXI secolo e a cui possono ben aderire.
Il nuovo califfato del XXI secolo e la sua jihad globale contro i BRICS saranno parte del “cartello globale” dei “Paesi occidentali”?

10525926Alfredo Jalife-Rahme La Jornada (Messico)

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

MH17: Kiev, False Flag e Gladio

Alessandro Lattanzio, 19/7/2014

5606422-16x9-940x529Secondo l’agenzia Interfax Ucraina, il consigliere del ministro degli Interni ucraino Anton Gerashenko, aveva affermato su facebook che l’aereo malese del volo MH17 volava ad un’altitudine di 33000 piedi quando è stato colpito da un missile sparato da un lanciatore Buk, “L’aereo civile in viaggio da Amsterdam a Kuala Lumpur è stato appena abbattuto da un sistema antiaereo Buk… 280 passeggeri e 15 dell’equipaggio sono stati uccisi“. Come poteva sapere che l’aereo era stato abbattuto e che tipo di arma era stata usata? Visto che la sua affermazione contraddiceva quella dei militari ucraini. Gerashenko gestisce il programma di propaganda del ministero degli Interni. Va notato che il ministero degli Interni ucraino è controllato dai partiti neo-nazisti Svoboda e Pravyj Sektor, le locali emanazioni di Gladio responsabili delle operazioni di repressione contro Lugansk e Donetsk, supervisionando le truppe del ministero degli Interni e la Guardia Nazionale (milizia di Pravyj Sektor, ovvero Gladio) dell’Ucraina. Niente di meglio dell’esperienza acquisita nel terrorismo interno nell’ambito NATO, per attuare simili operazioni sotto ‘falsa bandiera’ anche in Ucraina.

MH17CARLOSSecondo un controllore presso l’aeroporto Borisol di Kiev, il volo MH17 compì un inspiegabile cambio di rotta, passando sul Donetsk e che era scortato da caccia ucraini pochi minuti prima che precipitasse. “I caccia volarono vicino al 777 fino a 3 minuti prima di scomparire dal radar“. E come visto, l’annuncio dell’abbattimento del velivolo di Kiev fu immediato. Secondo il controllore, la torre di controllo fu informata dell’abbattimento del velivolo alle 12.00, dieci minuti dopo essere scomparso dallo schermo radar (11:50), “L’aereo B777 delle Malaysia Airlines era appena scomparso (dal radar) e l’autorità militare di Kiev ci informò dell’abbattimento. Come lo sapevano?Il ministro degli Interni sapeva quello che i caccia facevano in zona, e il ministro della Difesa no“. Il che fa pensare che forse i caccia non fossero ucraini. “I militari alla torre di controllo confermano che il missile è dell’esercito ucraino“.
Qui di seguito i passaggi pertinenti del controllore del traffico aereo spagnolo su twitter:
11:48 – 17 de jul. de 2014 El avión B 777 voló escoltado por 2 cazas de ukraine hasta minutos antes, de desaparecer de los radares,
11:54 – 17 de jul. de 2014 Sí las autoridades de kiev, quieren decir la verdad, esta recogido 2 cazas volaron muy cerca minutos antes , no lo derribo un caza
12:00 – 17 de jul. de 2014 Nada más desaparecer el avión B 777 de Malaysia Airlines la autoridad militar de kiev nos informo del derribo, como lo sabían?
12:00 – 17 de jul. de 2014 A los 7:00 minutos se notificó el derribo, más tarde se tomó la torre nuestra con personal extranjero q siguen aquí
12:01 – 17 de jul. de 2014 En los radares esta todo recogido, para los incrédulos, derribado por kiev, aquí lo sabemos y control aéreo militar también
13:15 – 17 de jul. de 2014 Aquí los mandos militares manejan y admiten que militares a otras órdenes, pudieron ser, pero no, los pro-rusos
13:29 – 17 de jul. de 2014 El ministro del interior si conocía que, hacían los cazas en la zona, el ministro de defensa no, .
13:31 – 17 de jul. de 2014 Militares confirman que fue ukraine, pero se sigue sin saber de donde vino la orden
13:36 – 17 de jul. de 2014 Hace dias lo dije aquí, militares de kiev querían alzarse contra el actual presidente, esto puede ser una forma, a las órdenes de timoshenko
13:38 – 17 de jul. de 2014 Los cazas volaron cerca del 777, hasta 3 minutos antes de desaparecer de los radares, solo 3 minutos
13:43 – 17 de jul. de 2014 Se cierra el espacio aéreo
13:45 – 17 de jul. de 2014 Se cierra el espacio aéreo, por miedo a más derribos
15:17 – 17 de jul. de 2014 Control militar entrega ahora mismo de forma oficial que el avión fue derribado por misil
15:23 – 17 de jul. de 2014 El informe oficial firmado por las autoridades militares de control de kiev ya lo tiene el gobierno,,,, derribado
15:26 – 17 de jul. de 2014 En el informe se indica de donde abría salido el misil, y se especifica que no proviene de las autodefensa en las zonas rebeldes
15:34 – 17 de jul. de 2014Los radares militares si recogieron los datos del misil lanzado al avión, los radares civiles no
15:36 – 17 de jul. de 2014 Los altos mandos militares no ordenaron el lanzamiento del misil, alguien se le fue la mano en nombre de ukraine
15:38 – 17 de jul. de 2014 Para el que no lo sepa, digamos así, hay militares a las órdenes del ministro de defensa y militares a las órdenes del ministro del interior
15:38 – 17 de jul. de 2014 Los militares a las órdenes del ministro del interior conocían en cada momento lo que sucedió
16:06 – 17 de jul. de 2014 Mandos militares aquí (ATC) torre de control, confirman que el misil es del ejercito de ukraine
16:07 – 17 de luglio  de 2014 Mandos MILITARES que SI lo Sabian y otros mandos que no,
16:08 – 17 de luglio  de 2014 290 personas Inocentes Muertas,.  Por Una guerra inútil, donde el patriotismo se compra con dinero
16:09 – 17 de luglio  de 2014 La forma de tomar a la torre de minutos controllo después sabiendo todo los detalles, rápido nos Hizo pensar que habían sido ellos
16:10 – 17 de luglio  de 2014 La cara de los militares que más tarde llegaron diciendo pero que habéis eco, non Dudas dejo
16:12 – 17 de luglio  de 2014 Es Tal la decadencia que los militares acompañados de Extranjeros que llegaron primero nos llegaron un pedir que dijéramos su versión
16:13 – 17 de luglio  2014 de Nuestra respuesta, fue, ESTOS radares non recogen el Lanzamiento de Misiles, los militares SI, ya no Dudas quedaban”.
L’account twitter del controllore aereo spagnolo è stato sospeso e lui espulso dall’Ucraina.

Chi ha deciso che il volo MH17 doveva sorvolare una zona di combattimenti, tra l’altro già esclusa dal traffico aereo? Infatti le autorità ucraine chiusero lo spazio aereo fino a 32000 piedi di quota, mentre la rotta è stata dichiarata sicuro dall’ICAO. Le Malaysia Airlines affermano che l’MH17 aveva presentato quindi un piano di volo a 35000 piedi per tutto lo spazio aereo ucraino, tuttavia, la quota veniva determinata dal controllo del traffico aereo a Kiev. Entrando nello spazio aereo ucraino, MH17 ebbe l’ordine dal controllo del traffico aereo ucraino di volare a 33000 piedi… Ad aprile, l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO) indicava l’area sulla Crimea come rischioso, e in nessun punto MH17 lo sorvolava. MH17 pertanto, secondo il piano di volo stilato dalle Malaysia Airlines, doveva volare nello spazio aereo approvato dall’ICAO. Perché quindi ha mutato rotta durante il sorvolo dello spazio aereo ucraino?

malaysia-flight-mh17-black-box-may-now-be-in-moscowInfine, una testimonianza di Igor Strelkov, comandante delle forze armate di Novorossija, riguardo al ritrovamento dei resti del volo MH17:
Si dice che l’aereo civile sia stato abbattuto da un (caccia) Su-27
Strelkov: Così dicono le informazioni. Ma io attendo la fine delle indagini per farmi un’idea della situazione. Del resto, questa versione (come tutte le altre), non è confermata. Secondo il personale che ha raccolto i cadaveri, molte di quelle persone erano morte diversi giorni fa. Questa informazione non può essere presa alla leggera, anche se naturalmente, per avere completa attendibilità, deve attendere una conferma forense.
Ma allora l’aereo avrebbe dovuto essere guidato da qualcun altro, e anche ammettendo questo la cosa sarebbe impossibile. La versione di un aereo pieno di cadaveri è sicuramente eccitante, ma in qualche modo appare priva di senso.
Strelkov: Innanzitutto, non tutte le persone presenti sull’aereo erano già morte prima dello schianto. In secondo luogo, sull’aereo è stata ritrovata una grande quantità di droga, di plasma sanguigno e di altre cose del tutto atipiche per un aereo di linea convenzionale. Sembra quasi che si trattasse di un carico medico speciale. Terzo, per il momento non ho ancora intenzione d’insistere. Però ho appena parlato con due persone che hanno raccolto i corpi immediatamente dopo lo schianto (sono entrambe di Shakhtersk e sono arrivate sulla scena del disastro meno di mezz’ora dopo l’incidente). Ho le loro parole e le loro testimonianze scritte. Hanno affermato che molti corpi erano “completamente privi di sangue”, come se il sangue fosse stato prosciugato molto tempo prima dello schianto. Hanno anche sottolineato la presenza di un odore di decomposizione molto forte, notato anche da molti abitanti del luogo; un odore di questo genere non può formarsi in mezz’ora, quali che siano le condizioni meteorologiche, e le previsioni di ieri prevedevano temperature non elevate. Quarto, pur essendo estremamente prudente verso ogni ipotesi “complottista”, l’avvelenamento di 18 nostri soldati di stanza a Semjonovka, il massacro delle famiglie dei miliziani e altri “piccoli favori” avuti da parte dei patrioti ucraini, mi hanno convinto che le autorità ucraine sono capaci di qualsiasi atrocità. I piloti, ovviamente, erano vivi e vegeti, tutta la cabina (e la parte frontale di essa è pressoché intatta) era letteralmente allagata del loro sangue.

Malaysia-Airlines-_2978975bRiferimenti:
Global Research
Global Research
Nsnbc
Rusvesna

Kiev, MH17 e Buk

Alessandro Lattanzio, 18/7/2014
BsxSPg9IIAA6IKyL’esercito ucraino aveva schierato nella regione di Donetsk 27 sistemi missilistici superficie-aria Buk, che possono abbattere aviogetti in volo ad alta quota. “Secondo le informazioni del ministero della Difesa russo, le unità ucraine situate nel luogo dell’incidente sono dotate di sistemi missilistici antiaerei Buk-M1… Questi complessi possono rilevare bersagli aerei fino a 160 km e colpirli fino ad oltre 30 chilometri“. L’aereo delle Malaysia Airlines, in rotta da Amsterdam a Kuala Lumpur, s’è schiantato presso Torez, nell’Ucraina orientale, non lontano dal confine con la Russia. Il Buk è un sistema missilistico antiaereo a medio raggio semovente che può colpire obiettivi a una quota di 11000-25000 metri. Una fonte dell’agenzia federale del traffico aereo russa Rosaviatsia ha dichiarato che tre giorni prima il Consiglio di Sicurezza Nazionale e Difesa dell’Ucraina aveva chiuso lo spazio aereo dell’Ucraina orientale per la cosiddetta “operazione antiterrorismo” nella regione. Inoltre, un rappresentante della Repubblica Popolare del Donetsk aveva dichiarato che gli aerei civili non potevano sorvolare le regioni di Donetsk e Lugansk, aggiungendo che le apparecchiature per il controllo del traffico e la navigazione aerea locali erano danneggiati. “La direzione di tutti i voli passeggeri è condotta da Kiev. Come questo aereo sia finito qui non è chiaro“.
Le accuse contro la Repubblica Popolare di Donetsk vengono respinte, “Semplicemente non abbiamo questi sistemi di difesa aerea. I nostri sistemi di difesa antiaerea portatili hanno una gittata di 3000 – 4000 metri”, spiega Sergej Kavtaradze, rappresentante del primo ministro della Repubblica Popolare del Donetsk. Il Primo ministro della Repubblica Popolare di Donetsk, Aleksandr Borodaj, ha dichiarato che l’aereo malese è stato abbattuto da un complesso antiaereo Buk, “Non abbiamo armi in grado di abbattere un aereo in volo a 10 km di quota. Se si tratta di un aereo di linea, non abbiamo nulla a che farci”. Il funzionario ha anche detto che Kiev aveva chiuso lo spazio aereo su Donetsk ai voli commerciali, l’8 luglio, a causa dei combattimenti. L’analista della Difesa di IHS Jane, Nick de Larrinaga, è convinto che le forze di autodifesa non abbiano la capacità di abbattere l’aereo malese. “Alla normale quota di crociera, l’aereo passeggeri sarebbe fuori dalla portata dei sistemi portatili antiaerei che proliferano tra i ribelli nell’est ucraino“. Sembra improbabile che le forze di autodifesa possano aver usato i sistemi missilistici superficie-aria Buk per abbattere l’aereo malese, afferma il brigadier-generale Kevin Ryan, direttore del programma difesa e intelligence del Centro Belfer per la Scienza e le Relazioni Internazionali, “Ci vuole molto addestramento e coordinamento nel tiro per colpire qualcosa. Non è il tipo di arma che un paio di tizi possono tirar fuori dal garage e usare“.
Tra l’altro, nella zona di guerra, al momento della caduta dell’aereo malese, erano presenti almeno due battaglioni ucraini dotati del nuovo Buk-M1, appena giunti da Khmelnitskij, smentendo la dichiarazione resa dal comando ucraino, secondo cui non c’erano tali sistemi di difesa aerea nella regione. Infatti, all’inizio di questa settimana, la giunta golpista a Kiev accusava la Russia di violare lo spazio aereo ucraino e anche di condurre attacchi aerei dal territorio russo, allertando così le difese antiaeree ucraine ed inviando nel Donetsk i sistemi SAM Buk. Secondo le istruzioni, arrivando su nuove posizioni, l’unità dovrebbe essere già pienamente operativa, perciò oltre a preparare il terreno e constatare le condizioni del materiale, ci si deve cautelare riguardo al traffico aereo civile, in caso di test di tiro. Non va escluso che le condizioni delle forze ucraine siano tali che si siano semplicemente dimenticate quest’ultima fase dei preparativi, prima di rendere pienamente operative le batterie dei SAM. Secondo ITAR-TASS le “apparecchiature radio russe, il 17 luglio, rilevarono le attività del radar 9S18 associato alle batterie SAM Buk-M1, di stanza presso il villaggio Stila, a 30 km a sud di Donetsk. Il lancio di missili potrebbe essere stato effettuato anche dalle batterie presso il villaggio Avdivka, a 8 km a nord di Donetsk, o da Grushko-Zarjanskoe, a 25 km ad est di Donetsk“. Il ministero della Difesa russo, come rilevato, osservava che le dichiarazioni di Kiev, secondo cui il 17 luglio non erano attivi né i sistemi antiaerei né gli aeromobili delle forze armate ucraine, sollevano seri dubbi.

1_2

640x480Il Boeing 777 malese è stato portato a sorvolare il territorio del Donetsk deviandone la rotta. Si ricordi che il Boeing del volo MH17 seguiva le istruzioni dei centri di traffico del volo ucraini di Kiev e Dnepropetrovsk. Il Boeing, a quanto pare, era accompagnato da due velivoli dell’aeronautica ucraina, secondo testimoni di Debalcevo, che osservarono anche 3 esplosioni in aria.

Infine, si noti come la rotta del Boeing 777 del Volo MH17 sia cambiata tra il 16 luglio e il 17 luglio, giorno dell’incidente:

51077_original50624_original51514_originalRiferimenti:
Colonel Cassad
Colonel Cassad
Colonel Cassad
Colonel Cassad
Flight Aware
RIAN
RussiaToday
RussiaToday
RussiaToday
Shurigin
Signor Antonio

140563000

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