Ucraina, tra droni e prestiti a vuoto

Alessandro Lattanzio, 15/3/2014
28_siUn altro drone dell’esercito degli Stati Uniti veniva catturato in Crimea, a Turetskij Val, secondo il gruppo aziendale militare Rostekhnologij. “Il drone volava a circa 4000 metri ed era praticamente invisibile da terra. E’ stato possibile interrompere i contatti con gli operatori statunitensi con il sistema EW (Guerra Elettronica) Avtobaza. Il drone compiva un atterraggio di emergenza, cadendo così intatto nelle mani delle forze d’autodifesa di Crimea. L’UAV MQ-5B, a giudicare dal suo numero di identificazione, appartiene alla 66.ma Brigata da ricognizione USA di stanza in Baviera e che dispone di 18 droni MQ-5B“. All’inizio di marzo, la Brigata statunitense è stata trasferita presso Kirovograd, da dove i droni compiono i raid sulla Crimea e la frontiera russa. In precedenza, tali droni erano apparsi nella regione di Kherson, in Crimea.
In relazione alle attività della NATO in prossimità delle frontiere bielorusse, il Segretario Generale della CSTO Nikolaj Bordjuzha ha affermato, “Non possiamo ignorare le attività del gruppo aereo della NATO in prossimità delle frontiere bielorusse. Non consideriamo la Russia partecipe del conflitto e non prepariamo misure in risposta a ciò che accade in Ucraina. Naturalmente monitoriamo la situazione e pensiamo che sia prematuro adottare misure nel quadro della CSTO“. Vasilij Alekseenko, membro del Comitato Permanente per la Sicurezza Nazionale della Camera dei Rappresentanti di Minsk, dichiarava che le esercitazioni della NATO presso il confine bielorusso con Polonia e Lituania erano motivi sufficienti per adottare misure per garantire la sicurezza dello Stato. “Dobbiamo analizzare la situazione con chiarezza e prendere decisioni appropriate“, ha detto il deputato aggiungendo che le forze armate, le truppe degli interni e di frontiera, e il Ministero delle Emergenze devono difendere gli interessi della Bielorussia, completando la prima fase delle esercitazioni di prontezza al combattimento delle Forze Armate. Il Presidente Aleksandr Lukashenko ha indicato l’avvio della seconda fase delle esercitazioni, “Il governo non può stare fermo. Oggi chi attende viene superato. Facciamo la cosa giusta proteggendo l’indipendenza e la sicurezza del nostro Stato“. In Polonia e Lituania, vicino ai confini bielorussi “vengono schierate forze aeree da Italia e Gran Bretagna. Cosa vorrebbero fare ai confini della Bielorussia? L’alleanza cerca di mostrare il suo livello di efficienza. Pertanto, la Bielorussia adotta misure appropriate“, ha detto Vassilij Alekseenko. “La risposta della Bielorussia alla presenza di forze NATO in prossimità dei confini bielorussi è assolutamente lecita”, dichiara il Presidente della Commissione Permanente per gli Affari Internazionali della Camera dei Rappresentanti della Bielorussia Nikolaj Samosejko, commentando la sessione del Consiglio di Sicurezza del 12 marzo, quando è stato deciso l’invio di 15 aerei russi nel territorio vicino alle esercitazioni della NATO. Infatti, 6 jet da combattimento Su-27 e 3 aerei da trasporto militare russi con personale di supporto a bordo arrivavano il 14 marzo nella base aerea bielorussa di Bobrujsk, in linea con l’accordo bilaterale sulla protezione congiunta dello spazio aereo dell’Unione. Gli aerei rafforzano i quattro caccia russi Su-27 Flanker della vicina base aerea di Baranovicy. “La decisione è stata presa in risposta all’esercitazione della NATO presso i nostri confini, e questa decisione non contraddice il quadro giuridico, in particolare il trattato dello Stato dell’Unione di Russia e Bielorussia. Bielorussia e Russia sono interessate alla stabilizzazione della situazione in Ucraina al più presto possibile, con l’adozione di decisioni equilibrate nell’interesse delle nazioni e nel massimo rispetto della legalità. Non possiamo non preoccuparci dello stato dell’ordine in Ucraina. I popoli di Bielorussia, Russia e Ucraina sono alleati per storia, geografia e legami economici. Pertanto, collaboreremo e siamo interessati alla rapida soluzione della crisi politica ucraina“. Anche le forze armate russe intensificano le manovre militari in varie regioni confinanti con l’Ucraina. “L’obiettivo principale è verificare il grado di preparazione delle unità militari e condurre missioni di combattimento su terreni sconosciuti. I comandanti dei reparti si addestrano all’organizzazione di vari tipi di combattimento, apprendendo a pensare in modo non stereotipato, ingannare il nemico e ottenere la sorpresa” dichiarava il ministero della Difesa russo. Diverse unità di fanteria meccanizzata, artiglieria, distaccamenti ferroviari e fanteria aviotrasportata, le truppe russe d’elite, sono state trasferite nella regione di Rostov, al confine con l’Ucraina, per partecipare alle esercitazioni che simulano situazioni reali di combattimento. Sono iniziate anche le grandi manovre della difesa aerea nelle regioni occidentali della Russia, ai confini con l’Ucraina. Il ministro della Difesa ucraino Igor Tenjukh riconosceva che 220000 soldati russi sono dispiegati lungo il confine con l’Ucraina, un contingente superiore a tutte le truppe dell’esercito ucraino.
Il parlamento ucraino ha votato la creazione della Guardia nazionale nell’ambito del ministero degli Interni e che svolgerà diverse attività nella sicurezza ucraina, tra cui “la protezione delle frontiere del Paese e la lotta contro il terrorismo“. Nel frattempo, due persone sono state uccise a Kharkov, nella notte del 14 marzo, assassinate dai fascisti di Fazione Destra che avevano aggredito gli attivisti antifascisti di Oplot e preso tre ostaggi. La polizia alla fine ha arrestato i terroristi e liberato gli ostaggi. Il gruppo di 40 squadristi armati si era barricato nella sede locale del movimento neonazista, da cui sparava e lanciava bombe molotov contro gli attivisti anti-Maidan. Due persone sono state uccise nella sparatoria e almeno altre quattro ferite. La polizia prese d’assalto l’edificio arrestando 30 terroristi. “Abbiamo iniziato ad identificarli, non avendo passaporti addosso“. Secondo l’attivista locale Sergej Judaev, le autorità locali coprivano i fascisti di Fazione Destra cercando di nascondere il fatto che il gruppo avesse un deposito di armi nell’edificio. Judaev ha anche confermato che l’8 marzo lo stesso gruppo aveva attaccato diversi attivisti che tornavano da un raduno anti-Majdan. Judaev ha detto che il nuovo capo della polizia locale è stato nominato dalla “giunta” Kiev, e per ciò copriva i crimini di Fazione Destra. Contemporaneamente ad una manifestazione nazi-atlantista indetta a Mosca dai locali agenti dell’ambasciata USA (tra cui lo pseudo-comunista Udaltsov) e che ha raccolto 3000 squadristi locali e ucraini, la polizia arrestava un gruppo di sei terroristi nazisti ucraini, giunto in città per organizzare tumulti. Infine il ministero degli Esteri russo dichiarava di prendere in considerazione la richiesta di proteggere i civili in Ucraina dagli attacchi dei nazisti ucraini che perpetuano violenze. “La Russia riceve numerose richieste per proteggere i civili“; secondo il ministero russo vi sono “rapporti allarmanti” su un “convoglio di mercenari armati” di Fazione Destra diretto a Donetsk, Kharkov e Lugansk, dopo che i capi del gruppo fascista hanno annunciato “l’apertura del fronte orientale.
1280461Il 14 marzo, il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, in cui “ha sottolineato che la decisione di tenere il referendum in Crimea è in linea con le disposizioni del diritto internazionale e con la Carta delle Nazioni Unite“. Inoltre, durante il suo incontro con il segretario di Stato USA John Kerry, il capo della diplomazia russa Sergej Lavrov ha espresso la “profonda preoccupazione” di Mosca sul fatto che nessuno fermi gli estremisti mentre “le provocazioni continuano come le violenze” in Ucraina. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, dopo i colloqui a Londra con il segretario di Stato USA John Kerry, affermava che “Siamo in disaccordo sulle misure da adottare, non abbiamo bisogno di una struttura internazionale per esaminare le relazioni russo-ucraine“, ricordando che “la crisi non è dovuta alla Russia. La Crimea per la Russia significa molto di più che le isole Comore per la Francia o le Malvinas per la Gran Bretagna… La Crimea non può essere studiata al di fuori del contesto storico. È possibile mantenere l’ordine in questa penisola con le milizie d’autodifesa, determinate ad impedire il ripetersi di Majdan”. Durante l’incontro, Lavrov ha espresso la “profonda preoccupazione” di Mosca per il fatto che nessuno trattenga i radicali dal “perpetrare provocazioni e violenze” in Ucraina. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha parlato anche con il primo ministro inglese David Cameron e il ministro degli Esteri William Hague. Cameron ha ribadito le minacce delle sanzioni contro la Russia già avanzate dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Mosca comunque ha inserito molti “ministri” golpisti nella lista dei ricercati dell’Interpol per la loro collusione con il terrorismo. In sostanza, conclude Lavrov, dopo il vertice con il segretario di Stato John Kerry e i capi inglesi, “Non abbiamo una visione comune della situazione in Ucraina. Sussistono le differenze“. Il ministro russo ha aggiunto che Mosca rispetterà la volontà del popolo di Crimea nel prossimo referendum per l’indipendenza del 16 marzo, per decidere se staccarsi dall’Ucraina e aderire alla Russia. Lavrov ha detto che questo referendum è conforme al diritto internazionale, e la regione deve essere trattata come il Kosovo, che dichiarò l’indipendenza dalla Serbia nel 2008. Lavrov ha detto anche che se il Kosovo è un caso speciale per l’occidente, la Crimea lo è ancor di più per la Russia. Stati Uniti ed Unione europea sostengono il governo golpista ucraino contro la Crimea, minacciando la Russia di sanzioni per il suo atteggiamento. Lavrov ha commentato tale minaccia come controproducente. Infatti, in un comunicato di questa settimana, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha detto: “esaminiamo una serie di misure economiche e diplomatiche per isolare la Russia e colpirne l’economia e lo status mondiale“. Il ministro degli Esteri inglese William Hague ha promesso che la Russia “pagherà a caro prezzo” la Crimea. Una delle possibili sanzioni di Stati Uniti e UE contro la Russia è l’embargo sul petrolio russo. Ma l’Europa non può farne a meno immediatamente, abbandonando la propria politica energetica verso la Russia. Un modo per l’UE di sostituire il gas russo sarebbe quindi importarlo dagli Stati Uniti. Tuttavia, i primi terminali di GNL dovrebbero essere pronti non prima del 2015.
Custody-Holdings_1_0Gli occidentali, preparando il pacchetto di aiuti all’Ucraina, avranno un’altra amara sorpresa, quei miliardi certamente finiranno in Russia essendo destinati a pagare le forniture energetiche dalla Russua. Infatti l’accordo finanziario esistente tra i due Paesi ne impone l’immediato trasferimento diretto dall’Ucraina alla Russia. A dicembre, quando Mosca decise di prestare all’Ucraina 15 miliardi di dollari, l’Ucraina s’impegnò ad emettere obbligazioni che la Russia avrebbe comprato a rate nel 2014. La prima e unica rata di 3 miliardi fu pagata a dicembre, quando il presidente ucraino Viktor Janukovich era ancora in carica. Tale rata, con un tasso d’interesse del 5 per cento, scadrà il 20 dicembre 2015. Nell’accordo, il paragrafo 3 (b) afferma: “Il rateo del debito e relative note rimangono sospese finché l’emittente provvede a che il volume del debito pubblico totale e lo stato del debito garantito non superino mai un importo pari al 60 per cento del PIL nominale annuale dell’Ucraina”. Le implicazioni di tale clausola fanno in modo che, una volta esteso il prestito all’Ucraina, Paese con un rapporto PIL/debito superiore al 60 per cento, comporti l’immediato default del prestito russo. In questo modo la Russia avrà diritto ad esigerne il rimborso immediato. E poiché le obbligazioni sono disciplinate dalla legislazione inglese (su cui si basa l’accordo per il prestito russo), sarà estremamente difficile per l’Ucraina evitare di pagare, utilizzando così il prestito occidentale a tale fine. Nel frattempo le società russe ritirano miliardi di dollari dalle banche occidentali, in reazione alle minacciate sanzioni contro Mosca. Le banche statali russe Sberbank e VTB e aziende industriali come Lukoil ritirano il denaro dagli istituti di credito occidentali. VTB ha anche cancellato un vertice con gli investitori statunitensi previsto per aprile.

Fonti:
NBC News
Nsnbc
PressTV
RBTH
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Reseau International

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StopNATO
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RussiaToday
The BRICS Post

“La potenza navale USA è in calo” ironizzano

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 18/01/2014

x-47b-drone-launch-from-carrierIl 3 gennaio l’Ammiraglio Viktor Bursuk, il Vicecomandante della marina russa che supervisiona l’approvvigionamento degli armamenti, ha detto che la Marina Militare della Russia si aspetta di ricevere 40 nuove navi da guerra e navi ausiliarie nel 2014. In aggiunta alle navi di superficie di varie classi, la Marina riceverà anche il terzo sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare classe Borej, il Vladimir Monomakh, e un sottomarino diesel-elettrico classe Varshavjanka. La Russia continuerà la riparazione e la revisione dell’incrociatore lanciamissili a propulsione nucleare Admiral Nakhimov e di tre sottomarini d’attacco a propulsione nucleare, per quest’anno. L’Admiral Nakhimov dovrebbe rientrare nella marina russa nel 2018 con a bordo sistemi d’arma più avanzati, hanno detto a giugno dello scorso anno i cantieri Sevmash. Secondo la dichiarazione, le navi ausiliarie commissionate entro la fine del 2014 comprendono l’Igor Belusov, un’avanzata nave da ricerca e salvataggio destinata a potenziare la capacità della marina nel soccorrere sottomarini e navi in difficoltà, ha detto l’ammiraglio. I think tank navali statunitensi riportano che la marina russa avanza, e i suoi componenti d’attacco rinascono. La Cina ha costituito  il suo primo gruppo d’attacco con portaerei, e i suoi nuovi missili costituiscono la prima minaccia per le portaerei statunitensi, mentre la potenza navale del Paese cresce a passi da gigante. Il tutto si svolge sullo sfondo di una US Navy soggetta a tagli che ne minano la capacità di difendere la nazione sul mare. Ad esempio, il congressista Randy Forbes (R-VA), presidente della sottocommissione sul potere marittimo e le forze di proiezione della commissione sulle Forze armate della Camera, ha avvertito di ciò in un’intervista a Real Clear Defense alla fine dello scorso anno. “Siamo tecnicamente ‘inseguiti’ dai missili da crociera antinave cinesi (ASMC) in questo momento”, Forbes ha risposto alla domanda sull’operatività del redattore capo Dustin Walker. “l’ASMC della Marina USA è l’Harpoon, un sistema missilistico antinave ognitempo e oltre l’orizzonte. Sembra avanzato, ma in realtà è stato progettato negli anni ’70 ed ora non può sopravvivere operando contro le più sofisticate minacce antisuperficie che appaiono nella Marina dell’EPL cinese di oggi… Il mio sottocomitato svolge un ruolo di primo piano nel rivedere le opzioni per una nuova arma offensiva anti-superficie (OASuW)”.

Armi ad energia e letalità offensiva
La flotta di superficie dell’US Navy deve diventare più letalmente offensiva. Come Aviation Week ha riferito il 12 gennaio, il viceammiraglio Thomas Copeman, comandante della Forza Navale di Superficie del Pacifico degli Stati Uniti, ha sottolineato “La forza di superficie deve migliorare notevolmente la sua letalità offensiva”. “Dobbiamo passare oltre il missile come sistema difensivo”, dice nel suo “Rapporto per una Flotta di Superficie del 2026”, pubblicato all’inizio di questo mese, in anticipo rispetto alla Conferenza e Simposio dell’associazione della marina di superficie che si tiene il 14-16 gennaio ad Arlington, Virginia. Copeman ha detto, “Lo sviluppo e la traiettoria delle nostre armi devono riequilibrarsi a favore delle armi energetiche per la difesa, che forniranno adeguate capacità e potenzialità necessarie a condurre rapide e sostenute operazioni di combattimento per i prossimi decenni”… ha anche sottolineato che “la Marina deve concentrarsi di più sull’attacco”. L’arma deve essere dotata di “armamenti che possano migliorare notevolmente la letalità della forza di superficie, venendo resi disponibili nel breve termine”.

LRASM
Il Long Range Surface Attack Missile (LRASM) è destinato ad abbattere bersagli di superficie ben oltre gittata delle armi offensive o difensive del nemico. Il LRASM è un programma del DARPA finanziato dall’US Navy per dotare essa e l’US Air Force di un’arma anti-superficie offensiva e di un nuovo missile aerolanciato a lunga gittata anti-superficie. Dopo tre prove riuscite lo scorso anno, si prevede di condurre nel 2014 altri due test navali del missile. Lockheed Martin ha descritto le capacità dell’arma come: “La capacità a lungo raggio del LRASM consentirà d’ingaggiare il bersaglio da ben oltre la gittata del controtiro diretto delle armi. Inoltre, il LRASM utilizza dispositivi di sopravvivenza attivi e passivi per penetrare i sistemi di difesa aerea integrati avanzati.  La combinazione di gittata, sopravvivenza ed efficacia assicura il successo della missione”. Potrà essere lanciato dall’aria o dalla superficie, viaggiare a velocità subsoniche e trasportare un penetratore da 500 chili e una testata a frammentazione. Il missile è sviluppato anche per contrastare la crescente potenza navale cinese nel Pacifico. Un altro sviluppo più ambizioso, attualmente in fase concettuale presso la DARPA, è l’Arc Light, un sistema missilistico progettato per colpire navi di superficie o altri bersagli a distanze di 3000 miglia. La fase terminale del missile sarà accelerata da un razzo ai limiti dell’atmosfera, dove raggiungerà l’ipervelocità planando per migliaia di chilometri, rientrare nell’atmosfera e colpire l’obiettivo in meno di mezz’ora. Un concetto simile sarà dimostrato all’inizio di quest’anno con la seconda prova dell’HTV-2 Falcon di DARPA/US Air Force. Una missione diversa è perseguita dal programma di armi avanzate della DARPA Triple Target Terminator (T3), un’arma per il dominio aereo. Con tale programma l’agenzia sviluppa un missile a velocità elevata e a lunga gittata che può colpire aerei, missili da crociera e obiettivi della difesa aerea nemici. Sarà progettato per essere trasportato internamente da aerei stealth come F-35, F-22 e F-15SE, o esternamente da caccia, bombardieri e UAV. Il T3 permetterebbe al caccia d’attacco di passare rapidamente tra le varie funzioni aria-aria e aria-superficie. Sia Raytheon che Boeing hanno avuto ciascuno un contratto di 21,3 milioni di dollari per lo sviluppo del nuovo missile, che dovrebbe essere testato nel 2014. La Marina sviluppa un modulo da adattare all’attuale classe di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare Virginia aumentandone notevolmente la capacità di colpire bersagli di superficie da santuari oceanici, usando missili da crociera, rendendoli l’arma prescelta nei molti scenari sul Pacifico contro la Cina.

uss-zIl cannone laser sarà testato in mare nei primi mesi del 2014
L’US Navy spende attualmente circa 40 milioni di dollari all’anno nella ricerca per le armi laser. Ora schiera prototipi di armi elettromagnetiche, armi laser a stato solido e velivoli senza pilota subacquei presso unità operative. La tecnologia si distingue offrendo un’ulteriore gamma di attacchi a terra così come funzionalità aggiuntive nella difesa contro missili balistici e da crociera. Il Rail-Gun che ha una gittata di 100 miglia e più, utilizza energia elettrica immagazzinata a boro della nave per generare l’impulso elettromagnetico ad alta velocità sufficiente a spingere una testata ad energia cinetica. Ovviamente, l’attrazione principale del laser è la sua capacità di distruggere bersagli a lunga distanza e alla velocità della luce, e il LaWS ha molti vantaggi sia come arma difensiva che offensiva. L‘US Navy prevede che sia usata per operazioni mirate e segrete, attacchi a sorpresa e di cosiddetta “letalità graduata”. È vista anche come contromisura contro UAV, missili e piccole imbarcazioni. Il capo dell’US Navy ha annunciato i piani per schierare un laser a stato solido a bordo dell’USS Ponce nell’aprile 2014, due anni prima del previsto. La Ponce è assegnata ad una base avanzata dell’US Navy nel Golfo Persico, in un ambiente particolarmente stressante per l’utilizzo di laser difensivi, poiché le condizioni atmosferiche locali degradano la potenza del fascio e le forze iraniane hanno molte opzioni nell’attaccare navi da guerra dai motoscafi ai velivoli senza pilota e ai missili. La dimostrazione in mare per il 2014 rientra in un più ampio calendario a breve termine dell’US Navy per i programmi ad energia. L’Office of Naval Research (ONR) e il Naval Sea Systems Command recentemente hanno compiuto dimostrazioni con laser ad alta energia a bordo di una nave da combattimento, nonché contro aerei telecomandati. L’arma è anche vista come  importante sviluppo da impiegare contro la Cina.
Come Loren Thompson scrisse su Forbes del 6 gennaio, “La domanda è che cosa sta combinando l’US Navy per sostenere il suo ruolo nel Pacifico occidentale mentre la Cina sfrutta i suoi vantaggi geografici nel perseguimento del dominio militare regionale. Le recenti tendenze non sono incoraggianti, e l’attuale approccio alla protezione della flotta probabilmente non avrebbe successo in un serio conflitto se l’Esercito di Liberazione del Popolo risolvesse il suo problema con la ricognizione. L’US Navy ha bisogno di un’arma di svolta, e la ricerca sul laser è una delle poche opzioni disponibili credibili”.

Droni navali
La scorsa estate il drone X-47B dell’US Navy ha completato il suo ultimo turno di prove al largo delle coste della Virginia, diventando così il primo jet senza pilota nella storia ad essere imbarcato su una portaerei operativa. Quest’anno, quattro società competeranno per un contratto di progettazione della prossima versione del X-47B, puntando a farlo decollare nel 2020, secondo l’US Navy. Con un’autonomia di oltre 2100 miglia nautiche, l’X-47 può trasportare armi e può anche essere il precursore di un programma di droni per intelligence, sorveglianza e ricognizione, il tutto attraverso un’avanzato sistema di navigazione GPS, una connessione a una rete ad alta integrità e un software di controllo di volo avanzato per tracciare il territorio. I nuovi droni subacquei oceanici chiamati “Slocum Alianti”, non avranno bisogno di carburante per operare, al contrario delle loro controparti aeree. Saranno alimentati dall’oceano stesso, sorvegliando furtivamente la zona circostante e fornendo informazioni alle altre navi militari. Utilizzando un processo soprannominato “galleggiabilità idraulica”, il drone potrà regolare il proprio dislocamento basandosi sull’acqua che ha intorno. Ciò permette al drone di immergersi, abbassarsi o alzarsi tra le correnti oceaniche,  muovendosi alla velocità di un miglio (1,6 km) all’ora. L’obiettivo dell’US Navy è inviare un drone sottomarino, chiamato “Vela”, lungo rotte costiere per cinque anni. Una flotta di essi potrebbe sciamare sulle coste nemiche, permettendo all’US Navy di eliminare campi minati e rilevare sottomarini nemici. A differenza dei loro cugini aerei, i droni dell’US Navy non sono alimentati da carburante. Invece, traggono energia dal termocline oceanico, una coppia di strati di acqua calda, in prossimità della superficie, e di acqua fredda sotto. I droni furono commissionati dall’US Navy nel 2009, quando investì poco più di 56 milioni dollari per 150 droni “Littoral Battleship-Sensing”. Questi dovrebbero arrivare nel 2014. L’US Navy ha sparato un drone da un sottomarino sommerso, una prodezza che potrebbe rivelarsi preziosa per l’intelligence e la ricognizione nelle operazioni speciali militari future. Il piccolo drone fu lanciato dal tubo lanciasiluri del sottomarino Providence, quindi aprendo le ali è decollato volando per “diverse ore”, dimostrando la capacità di collegamento in video live streaming con il sottomarino, ha detto l’US Navy. Il progetto, che ha ricevuto 15 milioni di dollari in sei anni, è seguito dal Naval Research Laboratory. Il test si svolse presso l’Atlantic Undersea and Evaluation Center dell’US Navy alle Bahamas.

navy_s-ocean-powered-droneLa riubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I sovietici costruirono uno Space Shuttle migliore?

Follie supersoniche: perché i nuovi bombardieri strategici sono dinosauri volanti
Rakesh Krishnan Simha RIR, 21 novembre 2013

Sia la Russia che gli Stati Uniti spingono lo sviluppo di nuovi bombardieri a lungo raggio, ma i droni sono una scelta più economica e più futuristica.

post-48173-1274374577,72_thumbChe cosa hanno in comune i terroristi e i generali dell’aeronautica? La risposta è che hanno lo stesso incubo ricorrente sui droni. Ciò perché tali velivoli senza equipaggio minacciano di metterli entrambi fuori gioco. L’ironia è che, nonostante la crescente sofisticazione e resistenza dei droni, che eseguono missioni di attacco che poco prima erano appannaggio esclusivo dell’aviazione, la Russia e gli Stati Uniti hanno dato il via libero allo sviluppo dei bombardieri a lungo raggio. I nuovi progetti non miglioreranno sensibilmente la sicurezza russa o statunitense, ma sicuramente lasceranno dei buchi nei bilanci della difesa.

Arriva il via libera al bombardiere con la stella rossa
L’aviazione russa ha approvato lo sviluppo del nuovo bombardiere strategico PAK-DA che sostituirà la vecchia flotta di bombardieri strategici della Russia dei 63 Tupolev Tu-95M Bear e 13 Tu-160 Blackjack, nel prossimo decennio. Sorprendentemente, in un’epoca in cui i missili aria-aria sono ipersonici (cinque-dieci volte la velocità del suono), il nuovo bombardiere russo viene indicato  subsonico. Così, quando il PAK-DA entrerà in servizio negli anni 2020 sostituirà velivoli che furono progettati 50-70 anni prima, e ancora il nuovo bombardiere sarà più lento di alcuni aeromobili ritirati. In secondo luogo, la dottrina dell’attacco aereo strategico resta invariata. Il subsonico Tu-95 e il Tu-160 da Mach 2 sono progettati per decollare da basi nella Russia profonda e lanciare centinaia di missili da crociera nucleari Kh-102 da distanze sicure, fino a 3000 km dalle coste americane. Il nuovo bombardiere, che dovrebbe costare miliardi di rubli nella R&S (ricerca e sviluppo), avrà lo stesso ruolo, sarà un’altra piattaforma per il lancio di missili da crociera. L’unico miglioramento importante è che avrà un rivestimento furtivo, la cui efficacia non è stata definitivamente dimostrata contro un vero nemico.

E in un angolo blu
I giganti aerospaziali statunitensi Boeing e Lockheed Martin hanno dichiarato, nell’ottobre 2013, che collaboreranno su un nuovo bombardiere a lungo raggio (LRSB) progetto per l’US Air Force, mentre i militari cercano di sostituire la flotta dei vecchi 160 bombardieri pesanti: 76 B-52 Stratofortress, 63 B-1 Lancer e 20 stealth B-2 Spirit. L’US Air Force ha detto che il costo di ogni velivolo è stimato 550 milioni dollari e il valore totale di 100 aerei sarebbe di 55 miliardi dollari. Ma nel frattempo, il prime contractor è Lockheed-Martin il re dei costi gonfiati. Nel 1996, quando  intascò il contratto, il costo previsto del velivolo era di circa 65 milioni, che ora è arrivato a circa  200 milioni di dollari. Il programma LRSB, che ha già macinato 300 milioni di dollari, difficilmente invertirà il trend. Si potrebbe pensare che con la fine della minaccia sovietica, l’US Air Force non abbia motivi per un nuovo bombardiere. Ma il nuovo mantra è che se non si dispone di un nemico, lo s’inventa. Nonostante il fatto che l’esercito cinese sia insignificante per gli standard statunitensi, l’esercito statunitense lo raffigura come un drago più grande della realtà. Il punto di vista del Pentagono è che nessuna nave militare cinese potrà pattugliare senza finire sotto la potenza aerea basata a terra. Secondo il vicecapo di Stato Maggiore dell’US Air Force, Generale Philip Breedlove, gli Stati Uniti devono continuare ad avere la capacità di colpire dall’aria qualsiasi bersaglio sul globo. Il tiro da distanza è la capacità centrale nella nuova dottrina militare statunitense dell’Airsea Battle, che chiede una stretta integrazione tra l’US Air Force e l’US Marines nel campo di battaglia.

Bombardieri nel mirino
Ma, supersonico o lento, gli attaccanti sono sempre vulnerabili. L’analista della difesa Loren Thompson dice che l’area più importante in cui i bombardieri diventano obsoleti è la loro decrescente capacità di eludere l’intercettazione da parte delle difese avversarie. “Molti Paesi come l’Iran e la Siria hanno implementato difese aeree integrate che combinano radar altamente sensibili con agili missili terra-aria. Queste difese sono state progettate per eliminare le interferenze generate dai dispositivi jamming degli Stati Uniti, e per inseguire gli aeromobili su diverse frequenze in modo che non possano essere facilmente ingannate dalle contromisure. Ciò renderà più difficile ai bombardieri statunitensi penetrare lo spazio aereo ostile in futuro, soprattutto se non hanno le caratteristiche che li rendono invisibili. Il B-2 è l’unico vero bombardiere stealth nella flotta di oggi, e anche se è carente su alcune lunghezze d’onda.” Goffo e costoso, il bombardiere è già nel mirino delle forze antiaeree. L’abbattimento del cacciabombardiere stealth F-117 da parte delle forze di terra serbe che utilizzavano un antiquato sistema missilistico sovietico, indica di cosa dei combattenti motivati ed istruiti, a differenza delle forze mal addestrate di Saddam Hussein, siano capaci sul campo di battaglia. Con i nuovi missili terra-aria S-300 e S-400, la minaccia si è moltiplicata di diverse volte. Inoltre, i nuovi radar in fase di sviluppo, in particolare in Russia, sono progettati per rilevare facilmente aerei stealth quanto quelli non stealth.

Il momento del drone
Indicativo di quanto i droni ridisegnano la guerra moderna sono i top gun statunitensi riassegnati ai  droni, creando un enorme deficit di piloti nell’US Air Force. Il problema è così acuto che l’arma offre 225mila dollari di bonus ai nuovi piloti, a condizione che rimangono nell’aviazione per nove anni. L’aviazione del 21° secolo affronta una crisi esistenziale, con la crescente sofisticazione e resistenza dei droni, limitate solo dai rifornimenti di carburante, cambiando l’equazione aerea a favore dei velivoli senza pilota. Con il rifornimento in volo, l’autonomia sarà limitata solo dal fallimento dei sottosistemi. Inoltre, il loro basso costo e il fatto che i droni riducano a zero i rischi per il pilota, dovrebbero idealmente farne i sostituti perfetti dei costosi bombardieri intercontinentali. L’assenza di un pilota si traduce in notevoli risparmi sui costi, non solo di carburante, ma anche perché non sono necessari costosi sistemi di supporto vitale.

Ritorno al futuro
Secondo l’Air Force Magazine, lo scontro tra droni e velivoli pilotati “ha poco a che fare con la tecnologia e tutto con la politica“. Questo perché il mondo è ancora a disagio all’idea di una macchina armata che vola senza un pilota umano a bordo. Tuttavia, la tecnologia senza pilota non è veramente nuova. Lo space shuttle russo Buran, che volò nel novembre 1988, era completamente automatizzato. Secondo un rapporto elaborato dall’Istituto di ricerca panrusso sui materiali aerei, la differenza più importante dalla navetta statunitense era che la navetta spaziale russa poteva volare ed atterrare in modalità totalmente automatica. Più di recente, il Boeing 777 è un esempio di aereo  automatico di cui si potrà dire che ha “piloti opzionali”. Il piloti dell’aviazione possono essere glamour e virili, ma nell’era dei droni i bombardieri a lungo raggio, e in effetti gli altri aerei pilotati, hanno i giorni contati. Se le aviazioni, e i loro capi civili, l’ammettono con umiltà, potrebbero risparmiare ad entrambe le ex superpotenze molto denaro.

Tupolev_Tu-95_in_flight

I sovietici costruirono uno Space Shuttle migliore?

Venticinque anni fa, questo mese, la navetta spaziale sovietica Buran compì il suo unico volo
Anatolij Zak Popular Mechanics 19 novembre 2013

1465135Un quarto di secolo fa, sembrava che la navetta spaziale avesse improvvisamente un nuovo fratello.  Il 15 novembre 1988, l’orbiter riutilizzabile Buran, fiore all’occhiello del programma spaziale sovietico, compì il suo primo volo. Si sarebbe dimostrato l’ultimo del Buran. Ma guardando 25 anni dopo, alcuni esperti dicono che l’URSS avrebbe costruito una migliore navetta spaziale, che avrebbe posto le basi per una nuova generazione di veicoli di lancio, se avesse resistito alle tempeste economiche degli anni ’90 e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Copia?
Una volta che la navetta alata sovietica finalmente fece il suo debutto pubblico, dopo anni di sviluppo segreto, una leggenda metropolitana diffuse la notizia che si trattasse di una replica esatta della navetta spaziale statunitense. Fu facile credervi. Un lungo elenco di equivalenti sovietici della tecnologia occidentale, dagli aspirapolvere alle auto, dagli aerei ai razzi, erano vere copie. Ma mentre la somiglianza tra i veicoli spaziali è sorprendente, era però ingannevole. All’inizio del programma Buran, nel 1976, la leadership sovietica infatti assegnò all’industria il compito di sviluppare un sistema con capacità tecniche simili a quelle della navetta spaziale. Tuttavia, i politici lasciarono agli ingegneri la scelta della percorso esatto a un tale veicolo, un’apertura che il capo-progettista del Buran Valentin Glushko sfruttò. Come ora sappiamo da numerosi documenti non classificati e testimonianze, gli ingegneri di Glushko non copiarono ciecamente la navetta, ma invece attraversarono un lungo e doloroso processo nel determinare l’architettura dell’equivalente sovietico. Alla fine si convenne che la forma aerodinamica e le ali a doppia freccia della navetta statunitense fornissero la soluzione migliore. Allo stesso tempo, respinsero la filosofia economica della NASA sulla navetta, che prometteva un facile accesso allo spazio grazie alla sostituzione totale dei razzi tradizionali con una navicella riutilizzabile a basso costo, nonché l’approccio statunitense verso la sua architettura di lancio. Molti storici e ingegneri oggi dicono che così facendo i sovietici in realtà costruirono un sistema migliore di quello degli Stati Uniti. Si potrebbe obiettare che crearono il più avanzato e versatile velivolo spaziale che l’umanità avesse mai conosciuto.

Interni
All’interno, il Buran aveva molti componenti che svolgevano le stesse funzioni dei suoi equivalenti statunitensi. Entrambe le navette impiegavano celle a combustibile ad idrogeno per produrre energia elettrica e bruciavano idrazina per alimentare i sistemi idraulici di bordo. Eppure, gli ingegneri sovietici progettarono la maggior parte di questi meccanismi da zero, con solo un’idea generale di come gli equivalenti statunitensi funzionassero. Soprattutto, gli ingegneri sovietici costruirono un nuovo sistema di lancio per il Buran. Invece di due relativamente semplici (ma, come si è scoperto dopo il disastro del Challenger, mortalmente inaffidabili) booster a propellente solido per il primo stadio, i sovietici impiegato quattro razzi a propellente liquido. La loro eredità vive oggi nel vettore russo-ucraino Zenit. Il Buran utilizzava anche quattro motori principali (al posto dei tre della navetta) volti a fornire la maggior parte della spinta durante l’orbita. Misero questi motori in un stadio separato, piuttosto che sull’orbiter alato, come avvenne con la navetta. Questo approccio fece  sì che il sistema sovietico perdesse i suoi motori principali dopo ogni volo, invece di tornare a Terra con l’orbiter, rendendolo meno riutilizzabile. D’altra parte, significava che quasi ogni carico concepibile fino a 95 tonnellate, fosse una stazione spaziale da combattimento, un modulo lunare o un veicolo per una spedizione marziana, potesse essere disposto sul sistema di lancio del Buran. Al contrario, il carico utile massimo della navetta spaziale fu limitato a 29 tonnellate nella stiva del modulo orbitante. Con la costruzione del Buran in questo modo, i sovietici costruirono essenzialmente dei razzi multiuso superpesanti poi conosciuti come Energija. Si potrebbe potenzialmente sostenere che fosse la risposta sovietica al programma di guerre stellari di Ronald Reagan, così come la base lunare con equipaggio e anche le spedizioni su Marte. Tuttavia, con la fine della guerra fredda e il crollo dell’Unione Sovietica, nessuno di questi progetti superò il tavolo da disegno. Ironia della sorte, poi toccò alla NASA cercare di decodificare un progetto sovietico, in quanto gli ingegneri statunitensi cercavano un’architettura simile a quella dell’Energija, ma utilizzando i componenti della navetta. Purtroppo, il concetto noto come Shuttle-C non andò mai oltre al modello in scala reale.

Quello che avrebbe potuto essere
Gli strateghi spaziali sovietici apparentemente sopravvalutarono enormemente l’importanza militare della navetta e ritenevano che dovessero rispondere con un sistema simile, come avrebbero fatto normalmente per qualsiasi sviluppo di un’arma importante degli Stati Uniti. Il Cremlino vide la navetta spaziale soprattutto come vettore per armi spaziali e le scontate applicazioni scientifiche e commerciali furono pubblicizzate come elaborata cortina fumogena. Allo stesso tempo, però, i sovietici non accettarono mai l’idea della NASA che il sistema riutilizzabile potesse sostituire i tradizionali razzi usa e getta. Di conseguenza, il Buran sovietico fu realizzato solo per compiti specifici (soprattutto militari), che necessitavano delle sue capacità uniche di manutenzione nello spazio e di far rientrare carichi dall’orbita. Il Buran poteva essere utilizzato nell’assemblaggio di grandi stazioni spaziali, come il complesso modulare Mir-2 sviluppato negli anni ’80, nonché per lo schieramento e il rifornimento di satelliti spia e grandi piattaforme antisatellite e antimissile, se il riarmo raggiungeva lo spazio, come i leader del Cremlino temevano. Tuttavia, sia Energija che Buran apparvero quando l’ultimo atto della guerra fredda terminava. Il nuovo volto del Cremlino, Mikhail Gorbaciov, era molto più interessato a risanare l’economia sovietica fatiscente che non a superare gli Stati Uniti nella corsa agli armamenti. Di conseguenza, nessuno dei grandi e costosi programmi spaziali, che avevano bisogno delle capacità impressionanti del Buran, si materializzò, lasciando il veicolo spaziale senza compiti. Nel 1991, il crollo dell’URSS e la crisi economica in Russia lasciarono decadere il Buran e le sue infrastrutture.
In retrospettiva, alcuni dicono che se solo il Buran, o almeno il suo lanciatore Energija, avessero resistito alle tempeste economiche degli anni ’90, la Russia e la comunità internazionale avrebbero ora un avanzato e potente mezzo spaziale in grado di porre una base internazionale sulla luna e anche d’inviare esseri umani su Marte. Invece, in questi giorni sia la NASA che l’agenzia spaziale russa sono all’inizio di una strada decennale per sviluppare una nuova generazione di veicoli di lancio che, un giorno, potrebbero avvicinarsi alle capacità del potente lanciatore del Buran.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Primo Raggio. L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013


Gli USA annunciano “cambiamenti significativi” nella politica militare

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 15.11.2013

x51-waverider-08-16-12-02Il 5 novembre, nel discorso al Global Security Forum del Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (CSIS), il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto che il Pentagono ha bisogno di cambiamenti significativi “in ogni aspetto” della difesa. Aveva individuato sei aree d’interesse che guideranno l’importante riforma del Dipartimento della Difesa (DoD)… L’organizzazione delle truppe, l’addestramento militare e l’acquisto di attrezzature verranno rivalutati nella revisione quadriennale della difesa, da presentare al Congresso all’inizio del prossimo anno. “L’obiettivo è garantire che riflettano al meglio i nostri obiettivi nel mutato contesto strategico, la capacità di evoluzione dei nostri alleati e partner, le minacce mondiali reali e le nuove capacità militari delle nostre forze e dei nostri potenziali avversari”, ha detto Hagel nel discorso al think tank CSIS. “Dobbiamo fare in modo che gli scenari emergenti decidano la struttura delle forze, e non viceversa”.
Il DoD deve prepararsi a un futuro in cui le truppe non schierate non saranno addestrate ai livelli attuali. “Potremmo dover accettare la realtà che non ogni unità sarà al massimo grado di prontezza, e una sorta di sistema di prontezza a più livelli è forse inevitabile”, ha detto. Le sei aree d’interesse che determineranno bilancio e pianificazione strategica annunciati, sono:
- Riforma istituzionale. Questa estate Hagel ha annunciato la riduzione del 20 per cento dei bilanci per i comandi di tutti i reparti, a cominciare dall’ufficio del segretario della Difesa.
- Rivalutare la pianificazione delle forze militari. “L’obiettivo”, ha aggiunto, “è garantirsi che riflettano al meglio i nostri obiettivi e il mutato contesto strategico, la capacità di evoluzione dei nostri alleati e partner, le minacce mondiali reali e le nuove capacità militari delle nostre forze e dei nostri potenziali avversari”.
- Preparazione alla sfida di una prolungata prontezza militare. Questa è la responsabilità più alta del dipartimento verso le sue forze, ha detto il segretario, e tuttavia già “abbiamo visto la prontezza di unità non schierate soffrire di addestramento ridotto, ore di volo ridotte, navi non operative ed esercitazioni annullate”.
- Proteggere gli investimenti nei settori militari emergenti, soprattutto cyberspazio, forze speciali e d’intelligence, sorveglianza e ricognizione. “Mentre i nostri potenziali avversari investono in settori più sofisticati cercando di vanificare i vantaggi tradizionali dei nostri militari, tra cui la nostra libertà di azione e di accesso in… tutto il mondo”, ha detto “sarà importante mantenere il nostro decisivo vantaggio tecnologico”.
- Equilibrato mix tra capacità. “In alcuni casi faremo un cambiamento, per esempio, dando priorità a forze militari più piccole, moderne e capaci rispetto a forze più grandi con vecchi equipaggiamenti. Inoltre si favorirà una forza attiva globale e una forza impegnata di presidio”, ha spiegato Hagel.
- Personale e politica di compensazione. “Senza seri tentativi per avere risparmi significativi in tale settore, che oggi consuma circa la metà del bilancio del DoD e che aumenta ogni anno, rischiamo di diventare una forza sbilanciata, ben compensata ma mal addestrata ed equipaggiata, con disponibilità e capacità limitate”, ha detto.
Andando avanti, il dipartimento deve fare scelte difficili in questo settore, al fine di garantirsi una difesa sostenibile per il 21° secolo, ha osservato il segretario. La riforma della pianificazione è una risposta ai vincoli di bilancio, come sottolineato in tutti i commenti sulle questioni militari.

Studio, sperimentazione e servizio
La spesa per gli armamenti degli Stati Uniti sarebbe slittata a causa del sequestro derivante dai problemi finanziari della nazione. Parlando alla Commissione Forze Armate del Senato a febbraio, il presidente del Joint Chiefs of Staff, Generale Martin E. Dempsey ha detto che il sequestro “mette la nazione sotto maggior rischio di coercizione”, e i programmi militari chiave in esecuzione suscitano preoccupazioni tra gli altri attori mondiali. Il 1° maggio 2013, l’X-51A Wave Rider, un velivolo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force, ha volato a più di cinque volte la velocità del suono, in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’UAV. Questo è un passo avanti nella tecnologia del scramjet che presumibilmente potrà essere usata per compiere attacchi in tutto il mondo entro pochi minuti. Questo era il quarto e ultimo di una serie di test. Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere la velocità di Mach 6 ed oltre. Sei  volte la velocità del suono, abbastanza veloce per attraversare l’oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. Molti dettagli del programma sono classificati… Quello che si sa è che l’Air Force continua la ricerca ipersonica ed i successi dell’X-51A daranno un contributo al programma per l’arma d’attacco ad alta velocità attualmente in fase di sperimentazione. La Lockheed Martin ha svelato i piani per l’aereo spia ipersonico SR-72, in grado di volare a velocità ipersonica. È stato progettato utilizzando materiali commerciali, per contenersi a prezzi accessibili nel difficile contesto attuale del bilancio. Guy Norris ha pubblicato su Aviation Week and Space Technology un articolo esclusivo dedicato all’SR-72. Il nuovo aereo avrà all’incirca le stesse dimensioni del Blackbird, ma sarà in grado di volare due volte più veloce. Sarà in grado di avere una velocità di crociera di Mach 6, rendendolo il primo velivolo ipersonico ad entrare in servizio ed essere prodotto. Seguendo il piano ipersonico a lungo termine dell’US Air Force, l’SR-72 è stato progettato per colmare ciò che viene percepito dai pianificatori della difesa come la crescente lacuna nell’intelligence di rapida reazione della pletora di satelliti e piattaforme con e senza pilota subsoniche, destinate a sostituire l’SR-71. Un velivolo che penetra ad alta quota e a Mach 6, una velocità indicata da Lockheed Martin come il “punto giusto” per l’attivazione del volo ipersonico, dovrebbe sopravvivere laddove velivoli, aerei subsonici o supersonici avanzati, furtivi e senza pilota non potrebbero. Il velivolo dovrebbe anche avere capacità opzionali di attacco. La tempistica s’integra anche con il progresso dell’Air Force verso il volo ipersonico, richiedendo sforzi per sostenere lo sviluppo di un’arma d’attacco ipersonica entro il 2020 e di un velivolo da penetrazione per intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), entro il 2030. La scadenza del 2018 è determinata dalla pianificazione dell’arma d’attacco ad alta velocità (HSSW), un programma missilistico ipersonico statunitense avviato dall’Air Force e dalla DARPA. Il Wave Rider corrisponde perfettamente all’SR-72, migliorandone notevolmente la rapida capacità di attacco convenzionale (Prompt Global Strike – PGS), evidentemente andando molto oltre lo scoraggiare gruppi terroristici. L’obiettivo è un’arma formidabile contro le infrastrutture di comando e controllo, così come i siti degli ICBM. La maggiore velocità dell’SR-72 darebbe anche la possibilità di rilevare e colpire bersagli più agili.
Brad Leland, l’ingegnere dela Lockheed che ha diretto le ricerche per sette anni, ha detto che il nuovo aereo offre capacità rivoluzionarie ai militari: un jet bimotore dimostratore che può raggiungere qualsiasi destinazione in un’ora e potrebbe essere sviluppato per meno di un miliardo di dollari in 5-6 anni. Lo scopo dell’SR-72 è fornire agli Stati Uniti non solo una piattaforma ipersonica da ricognizione, ma anche un aereo d’attacco. Secondo Brad Leland, “velivoli ipersonici, accoppiati a missili ipersonici, possono penetrare spazi aerei protetti attaccando quasi qualsiasi luogo in un altro continente, in meno di un’ora”. Nessun nuova tecnologia è necessaria per l’SR-72, così che un velivolo dimostrativo potrebbe volare entro il 2018, e il velivolo potrebbe essere operativo entro il 2030. I dettagli del nuovo aereo spia ipersonico sono emersi dopo che la Lockheed, il più grande fornitore del Pentagono, ha collaborato con il secondo fornitore, la Boeing Co. (BA.N) per sviluppare una proposta per il nuovo bombardiere a lungo raggio del Pentagono. Lockheed, Boeing e altri grandi produttori di armi fanno pressione sul Pentagono per continuare a finanziare nuovi programmi per lo sviluppo di aeromobili, nonostante i grandi tagli alla spesa militare, sostenendo che un ritiro di tali programmi potrebbe minare la superiorità militare degli Stati Uniti in futuro. L’11 dicembre 2012 l’Orbital Test Vehicle Boeing X-37B ha compiuto il suo terzo volo di prova. L’X-37B, una navetta spaziale senza pilota riutilizzabile a decollo verticale ed atterraggio orizzontale, può rientrare nell’atmosfera terrestre e atterrare autonomamente. Il robot può anche regolare la rotta nello spazio invece di seguire la stessa orbita prevedibile, una volta in volo. La permanenza orbitale della navicella è attivata con i pannelli solari che generano energia una volta dispiegati dalla stiva di carico, potendo rimanere in orbita per 270 giorni. L’X-37B è senza dubbio un aereo spia, nonché un modello di prova del futuro “bombardiere spaziale” che potrà distruggere obiettivi dall’orbita. Non può essere escluso che il velivolo stesso possa essere un sistema da bombardamento nucleare, un satellite-tracker o un satellite-killer.
Il 2 novembre la Marina Militare ha battezzato l’undicesimo sottomarino d’attacco nucleare classe Virginia, l’USS North Dakota (SSN 784), a Groton nel Connecticut. I sottomarini classe Virginia hanno migliorate sofisticate capacità stealth e di sorveglianza. I miglioramenti delle loro specialità belliche gli consentono di compiere molteplici tipi di missione. La necessità totale dell’US Navy è di 30 unità della classe. Il North Dakota (SSN-784) da 2,6 miliardi di dollari è il primo previsto degli otto sottomarini Virginia modificato Block III. Vi sono due notevoli cambiamenti dal Block II al Block III. I Block III dispongono di due Multiple All up round Canisters (MAC) nella vela del battello. I tubi MAC possono contenere fino a sei missili d’attacco (TLAM) Tomahawk. I Block III dispongono anche di un nuovo sonar a prua. L’antenna del Large Aperture Bow (LAB) richiede meno componenti e meno manutenzione rispetto ai precedenti sonar dei Virginia. Ulteriori modifiche includono un’efficienza migliorata nella costruzione rispetto ai precedenti due blocchi.

130911-N-ZZ999-001_compressedStudio, sperimentazione e servizio
Nell’aprile 2013, l’US Navy ha annunciato lo schieramento del prototipo di un’arma laser nel Golfo Persico. Per la prima volta le navi vengono equipaggiate con un’arma laser in grado di disabilitare motovedette ed accecare o distruggere droni di sorveglianza, come le prove dimostrarono. La marina chiama le sue nuove armi LAWS (che sta per LAser Weapon System, sistema d’arma laser). Un prototipo del laser deve essere installato a bordo dell’USS Ponce, una nave appoggio assalto anfibio convertita che opera da base galleggiante per le operazioni militari e d’assistenza umanitaria nelle acque del Medio Oriente e del sud-ovest asiatico. Il laser sarà operativo il prossimo anno. Molti dettagli sul funzionamento del laser rimangono segreti, come ad esempio la portata del raggio, quanto sia potente o quanta potenza viene utilizzata per generarlo. Ciò che è noto del laser è che è stato progettato per essere un sistema “plug and play” che s’integra con le esistenti tecnologie di puntamento e la rete elettrica a bordo delle navi. Questi fattori rendono l’arma sorprendentemente economica. L’US Navy ha anche altri sistemi in fase di sviluppo destinati ad abbattere droni nemici e da installare sulle navi di superficie. Allo stesso modo, l’esercito statunitense aveva annunciato nel 2011 che compiva ricerche sul Laser-Induced Plasma Channel (LIPC), che può sparare un “fulmine” laser-guidato da 50 miliardi di watt contro un bersaglio.
Il 29 ottobre il caccia della Lockheed Martin Corp. F-35, aveva testato una Guided Bomb Unit-12 (GBU-12) Paveway II lanciandola dal suo vano armi interno mentre volava a circa 8.000 metri di quota, distruggendo un carro armato a terra, aveva dichiarato l’ufficio del programma F-35 del Pentagono. Ci vollero 35 secondi per colpire il bersaglio. “Questa prova di lancio di un’arma guidata GBU-12 indica che per la prima volta l’F-35 è diventato veramente un sistema d’arma“, aveva detto il maggiore dei marine Richard Rusnok, il pilota che aveva guidato l’aereo durante il test. “Rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo di questo programma vitale.” Era la prima volta che il jet aveva lanciato un’arma teleguidata contro un bersaglio a terra. Il Corpo dei Marines prevede di iniziare di iniziare ad adottare gli aerei a metà 2015. La GBU-12 fu seguita il 30 ottobre dalle prove di tiro reali presso l’Edwards Air Force Base, con l’impiego di un Advanced Medium Range Air to Air Missile, o AMRAAM, AIM-120. Un test sulla capacità dell’F-35 di sganciare una GBU-32 da 454 kg si terrà il prossimo novembre. Il mese scorso, la versione per la Marina, l’F-35C, ha compiuto il suo primo test di lancio presso la Naval Air Station sul Patuxtent River, nel sud del Maryland, e la versione per l’aviazione, o F-35A, ha compiuto il primo test di sgancio di una bomba dal piccolo diametro GBU-39, da 114 kg. La Lockheed sviluppa tre versioni del nuovo aereo da guerra furtivo per i militari degli Stati Uniti e degli otto Paesi che contribuiscono a finanziarne lo sviluppo: Gran Bretagna, Canada, Turchia, Italia, Norvegia, Australia, Danimarca, Paesi Bassi, Israele e Giappone.
L’azione militare contro la Siria potrebbe essere stata messa da parte, almeno per ora. Ma i comandanti statunitensi spesso vedono i conflitti come un’opportunità per utilizzare la tecnologia sviluppata di recente… Ecco gli ultimi sistemi d’ama che potrebbero essere utilizzati e perché, dalle armi a microonde a quelle informatiche. L’Air Force ha confermato che ha due sistemi anti-agenti chimici nel suo arsenale. La CBU-107 Passive Attack Weapon (PAW), essenzialmente un’arma rivestita con migliaia di aste penetranti senza esplosivo. Progettato per obiettivi in cui il calore potrebbe essere pericoloso, l’idea è che una bomba da 450 kg che disperde migliaia di aste a mezz’aria su una superficie di 60 metri quadrati, può penetrare contenitori di armi chimiche drenandoli sul terreno e minimizzandone la dispersione. La BLU-119/B Crash Pad è esplosiva, per l’opzione rapida. La Crash Pad distrugge i depositi di armi chimiche con esplosivo o shrapnel, e contiene fosforo bianco per incenerire gli agenti chimici.
Il caccia più sofisticato degli Stati Uniti, l’F-22 Raptor, deve ancora avere il battesimo del fuoco. Mentre gli ufficiali dell’Air Force sostengono che l’aereo stealth altamente manovrabile sarebbe stato utile per affrontare i sofisticati di sistemi di difesa aerea e missili terra-aria della Siria. I satelliti spia sono da tempo utilizzati per rintracciare le armi di distruzione di massa. A settembre il National Reconnaissance Office ha annunciato il lancio del suo ultimo satellite spia, di cui non ha fornito alcun dettaglio. I documenti diffusi da Edward Snowden, l’ex agente della National Security Agency, e pubblicati dal Washington Post, rivelano una serie di satelliti top-secret dagli intriganti nomi di Quasar e Intruder. Armi a Microonde ad Alta Potenza possono mettere fuori uso tutti i computer dei comandi e delle infrastrutture di controllo siriani senza causare alcun danno fisico. L’anno scorso, Boeing pubblicò un video del suo Programma High Power Microwave Advanced Missile Project, un missile che essenzialmente brucia i circuiti attraverso l’aumento della tensione elettrica. Nel video, il Champ mette fuori uso una serie di computer. L’Air Force ha condotto per anni studi classificati sulle armi a microonde ad alta potenza, e alcuni sospettano che abbia già a disposizione tali armi.

Le legittime preoccupazioni della Cina
Le ultime prove sui PGS degli Stati Uniti preoccupano la Russia, ma preoccupano di più la Cina perché ha assai meno missili a testata nucleare in grado di raggiungere gli Stati Uniti della Russia, e sistemi antimissile meno efficaci della Russia. Scrivendo sul sito China-U.S. Focus il 22 aprile, il Generale-Maggiore Yunzhu Yao, direttore del China-America Defense Relations dell’Accademia di Scienze Militari della Forze Armate cinesi, ha detto che le preoccupazioni cinesi derivano da due fatti:
- I sistemi di difesa antimissile balistico che gli Stati Uniti e i loro alleati schierano o prevedono di schierare nella regione Asia-Pacifico, potrebbero intercettare le restanti armi nucleari che i cinesi potrebbero lanciare per rappresaglia dopo un attacco alla Cina, quindi, potenzialmente vanificando l’effetto deterrente dell’arsenale nucleare cinese.
- Gli Stati Uniti sviluppano una serie di mezzi di attacco strategico convenzionale. Se distribuiti, potrebbero essere usati per colpire l’arsenale nucleare della Cina.
Hu Yumin, ricercatore presso la China Arms Control and Disarmament Association, ha scritto a gennaio che gli Stati Uniti vogliono coniugare il PGS con le loro tecnologie spaziali e antimissile per “formare un sistema di difesa integrato, in grado di rendere le armi strategiche degli altri Paesi, comprese le armi nucleari, quasi inutile”. Hu chiaramente si riferiva alla Cina, aggiungendo che ciò potrebbe porre un dilemma a questi Paesi: o perderanno la possibilità di lanciare un contrattacco nucleare strategico o che dovrebbero usare le armi nucleari per primi, evitando una devastazione.
È vero, la Russia e la Cina aumentano le spese militari. Il presidente russo Vladimir Putin ha apertamente dichiarato l’intenzione di espandere e migliorare radicalmente l’esercito russo. Vi è una serie di misure da adottare. La Russia ha intrapreso un percorso per rafforzare i militari. Programmi per il riequipaggiamento e una fondamentale riforma delle forze armate vengono adottati e attuati.  Alcuni si chiedono se questa politica sia coerente con le realtà internazionali emergenti. Molti  lamenti e clamori sono stati sollevati dal sequestro militare degli Stati Uniti e dalle riduzioni per i tagli lineari. Ma gli USA adottano armi rivoluzionarie. La Difesa continua a consumare quasi il 20 per cento del bilancio degli Stati Uniti, più di ogni altra cosa. Tale Paese è il primo a decidere la tendenza mondiale attuale e la sua spesa militare rappresenta ormai poco meno della metà del totale mondiale, oltre il 40%. Altri Stati esprimono una preoccupazione giustificata e hanno ragione nell’adottare una politica militare che risponde a questa realtà.

16ddh10La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Africa: l’obiettivo dimenticato della NSA

Wayne Madsen Strategic Culture Foundation 12.11.2013

Lethal PresencePer i media occidentali, l’Africa è sempre una semplice nota, un continente generalmente dimenticato in materia di spionaggio e sorveglianza elettronica. Tuttavia, come i leader in Europa, America Latina e Asia lamentano le attività di sorveglianza dell’Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti (NSA), l’Africa è anch’essa vittima della sorveglianza globale delle comunicazioni dagli Stati Uniti… Anche se l’Africa è al traino del resto del mondo nell’adozione di una maggiore tecnologia dell’informazione, non viene ignorata dalle agenzie di Signals Intelligence (SIGINT) dei Paesi dai Cinque Occhi (Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda) e da una delle nazioni dell’alleanza SIGINT dai Nove Occhi, la Francia. Le comunicazioni via satellite, cavi in fibra ottica sottomarini, telefoni cellulari e Internet sono tutte sottoposte allo stesso livello di sorveglianza da parte di NSA, Government Communications Headquarters della Gran Bretagna (GCHQ), Communications Security Establishment del Canada (CSEC) e Defense Signals Directorate dell’Australia contro Paesi in America Latina, Asia, Medio Oriente e Europa orientale. In effetti, le nazioni africane sono da tempo preoccupate per la predisposizione delle loro comunicazioni Internet alle intercettazioni da parte dell’occidente. In un articolo scritto da questo autore, il 1 maggio 1990, per la rivista di computer Datamation, dal titolo “Le Nazioni africane sottolineano la sicurezza”, veniva osservato che i Paesi africani sono indietro di oltre venti anni nella protezione dallo spionaggio dei loro dati sensibili, tra cui Sudafrica, Ghana, Egitto, Senegal, Tanzania, Botswana, Guinea, Costa d’Avorio, Benin e Namibia.
I documenti classificati della NSA rivelati dall’informatore Edward Snowden, sottolineano come le comunicazioni in Africa siano sotto costante sorveglianza da parte della NSA e delle agenzie  SIGINT dei suoi alleati. Il documento TOP SECRET STRAP 1 del GCHQ precisa che i servizi diplomatici di tutti i Paesi utilizzano smart phone e che questi sono gli obiettivi favoriti dello spionaggio. Migliaia di indirizzi e-mail e numeri di telefono cellulare o “selettori” dei funzionari dei governi africani, vengono memorizzati nella rubrica telefonica mondiale e nelle directory di posta elettronica. Banche dati della NSA che contengono informazioni su “selettori” e “contenuti” sono utilizzate dagli intercettatori per concentrarsi su determinate conversazioni in Africa e all’estero. Queste raccolte e memorie di metadati hanno nomi di copertura come Fairview, Blarney, Stormbrew, Oakstar e Pinwale. Un programma di analisi e d’intercettazione globale di email e chiamate telefoniche della NSA, denominato Boundlessinformant, traccia il monitoraggio di telefonia digitale (riconoscimento del numero di composizione o DNR), e-mail e altre comunicazioni testuali digitali (rete digitale d’intelligence o DNI). Una “mappa del calore” generata da Boundlessinformant indica che l’obiettivo numero uno della sorveglianza dei “Cinque Occhi” in Africa era l’Egitto, seguito da Kenya, Libia, Somalia, Algeria, Uganda, Tanzania e Sudan. Nel 2009, il database “selettori” della NSA conteneva indirizzi e-mail, numeri di telefono e altre informazioni personali di 117 clienti della Globalsom, un provider Internet a Mogadiscio. I nomi includevano alti funzionari del governo somalo, un funzionario delle Nazioni Unite residente a Mogadiscio e un funzionario di World Vision, un’organizzazione non governativa (ONG) spesso legata alle attività segrete della CIA. Un certo numero di osservatori informati ha ipotizzato che Snowden, che ha lavorato per la CIA prima di passare alla NSA, possa aver ricevuto la richiesta da funzionari anonimi di Langley, in Virginia, di rendere nota la natura della sorveglianza della NSA. L’onnisciente capacità di sorveglianza della NSA può aver minacciato di esporre agenti sotto copertura all’estero della CIA alla più competitiva e potente agenzia d’intelligence; così uno tentativo sarebbe stato fatto attraverso Snowden per tarpare le ali della NSA che aumentava la sua influenza a scapito della CIA. C’è sempre stata rivalità tra le agenzie di intelligence degli Stati Uniti in Africa. Alla CIA, in particolare durante la guerra fredda, c’era risentimento nei corridoi di Langley verso le crescenti attività della NSA in Africa. Negli anni ’50 e ’60, le operazioni della NSA in Africa furono essenzialmente limitate a tre basi di supporto della Signal Intelligence: Naval Security Group Activity Kenitra (ex Port Lyautey); stazione di ascolto dell’Army Security Agency presso la stazione Kagnew ad Asmara, allora in Etiopia, e supporto aereo SIGINT alla Wheelus US Air Force Base, presso Tripoli, in Libia. La NSA non ha nascosto la sua presenza nelle tre basi ed è stata la paura del nuovo governo rivoluzionario di Zanzibar, nel 1964, che spinse all’espulsione dall’isola-nazione della stazione di monitoraggio del Progetto Mercury della National Aeronautics and Space Administration (NASA), a causa della presenza dei tecnici della Bendix Corporation. La Bendix, oltre a supportare la NASA, forniva supporto tecnico alle basi della NSA che circondavano l’Unione Sovietica. Dopo la chiusura delle tre basi africane e la creazione del Joint Special Collection Service (SCS) di NSA-CIA, avamposti SIGINT della NSA operanti sotto copertura diplomatica, furono istituiti nelle ambasciate degli Stati Uniti, tra cui Nairobi, Lagos, Kinshasa, Cairo, Dakar, Addis Abeba, Monrovia, Abidjan e Lusaka. Negli ultimi venti anni, la NSA ha aumentato le sue operazioni di intercettazione cellulari in Africa. In particolare, durante la prima invasione ruandese della Repubblica democratica del Congo (allora Zaire) negli anni ’90, la NSA  mantenne una stazione d’intercettazione delle comunicazione a Fort Portal, Uganda, che intercettò le comunicazioni militari e governative dello Zaire. Alcune intelligence derivate dal SIGINT furono condivise con le forze armate del capo ruandese Paul Kagame, un dittatore cliente degli Stati Uniti, la cui invasione dello Zaire portò alla cacciata del vecchio alleato degli statunitensi Mobutu Sese Seko.
Durante la Guerra Fredda, le operazioni della NSA in Africa furono in gran parte confinate alla condivisione d’intelligence con il Sudafrica dell’apartheid. La NSA ricevette dati SIGINT dal Sud Africa, per lo più intercettazioni di navi militari e mercantili che navigavano intorno al Capo di Buona Speranza. La NSA aveva segretamente supportato il centro d’intelligence del Sud Africa di Silvermine, all’interno di una montagna della Costanzia Ridge, presso Cape Town. La NSA ha mantenuto il suo rapporto con la Silvermine sotto una copertura totale, per via delle sanzioni internazionali contro il Sudafrica all’epoca. Silvermine venne abbandonata in rovina con i ladri che oggi rubano rame dalle antenne della base. Tuttavia, con il proliferare delle basi dei droni in tutta l’Africa, vi è una rinnovata presenza del SIGINT della NSA sul continente, ricevendo supporto tecnico dai droni dotati di sistemi di raccolta dei segnali e di analisi delle comunicazioni intercettate dalle piattaforme telecomandate d’intelligence. La maggiore permanente presenza NSA in Africa è a Camp Lemonnier, a Gibuti, dove gli analisti della NSA controllano le comunicazioni intercettate da droni e aerei o raccolte direttamente dai satelliti stranieri e dai cavi sottomarini. Aerei di sorveglianza Pilatus PC-12, completi di carichi SIGINT, decollano da Entebbe, in Uganda, nell’ambito dell’Operazione Tusker Sand. Il personale militare e civile della NSA viene assegnato anche agli impianti di sorveglianza degli Stati Uniti dell’aeroporto internazionale di Ouagadougou in Burkina Faso e dell’aeroporto internazionale Diori Hamani a Niamey, Niger. La base di Ouagadougou fa parte dell’Operazione Sand Creek, che impiega carichi SIGINT installati sui velivoli di sorveglianza Pilatus PC-12. Unità mobili della NSA, come quella installata in un’abitazione a Fort Portal, abitualmente opera da terminale per le basi degli Stati Uniti di Obo e Djema, nella Repubblica Centrafricana, e di Kisangani e Dungu, nella Repubblica democratica del Congo. Droni SIGINT decollano dalle basi USA di Arba Minch, Etiopia e dell’aeroporto Victoria sull’isola Malé delle Seychelles. Personale della NSA è stato assegnato a Camp Gilbert, Dire Dawa, Etiopia; a Camp Simba di Manda Bay e a Mombasa in Kenya; a Nzara in Sud Sudan; all’aeroporto internazionale Leopold Senghor di Dakar, in Senegal e all’aeroporto internazionale Boulé di Addis Abeba, Etiopia. Piccole strutture di ascolto della NSA sono situate anche presso le stazioni trasmittenti di Voce dell’America a Sao Tomé, una delle due isole che compongono la nazione di Sao Tomé e Principe, e a Mopeng Hill in Botswana.
Infatti, trovandosi il personale della NSA in diversi luoghi esotici dell’Africa e di altre parti del mondo, un briefing di presentazione della NSA, resa nota da Snowden, dal titolo “Conosci la tua  copertura“, istruisce il personale della NSA in missione segreta all’estero, a “sterilizzare gli effetti personali” vietandogli d’inviare a casa cartoline o di acquistare souvenir locali. In realtà, il più veloce mezzo di comunicazione in Africa rimane il “telegrafo della giungla”, le voci che di bocca in bocca viaggiano di città in città e da villaggio a villaggio, avvertendo i residenti locali che ci sono gli americani tra loro. E’ l’unico mezzo di comunicazione che la NSA non può toccare automaticamente, a meno che gli agenti della NSA origlino le conversazioni e capiscano gli oscuri dialetti africani. Gli insorti somali hanno ostacolato le intercettazioni della NSA con i segnali di fumo codificati delle reti di fusti da 55 galloni da bruciare per avvertire dell’avvicinamento di truppe di Stati Uniti, Kenya, Etiopia e altre straniere. La NSA proclama la sua abilità nell’intercettare qualsiasi comunicazione in qualsiasi parte del mondo. L’Africa ha dimostrato che che l’unica cosa in cui eccelle la vanagloriosa l’agenzia d’intelligence degli Stati Uniti, la NSA, è l’arte dell’esagerazione.

drones-bases-africa-2013La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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