Volontà internazionale di contrastare il SIIL: verità o inganno?

Dr. Amin Hoteit al-Thawra, al-Wihda (Siria) 18/08/2014
Articolo tradotto dall’arabo da Mouna Alno-Nakhal per Global Research
10590515In questi ultimi giorni il campo occidentale ha preso due posizioni contro il SIIL, creatore del califfato islamico in Iraq e Siria (CIIS); il primo sono gli attacchi aerei statunitensi nel nord Iraq, vicino al confine del Kurdistan; il secondo la risoluzione del Consiglio di Sicurezza contro SIIL e Jabhat al-Nusra. Qualcuno potrebbe spiegare tali dichiarazioni con il fatto che l’occidente ha finalmente deciso di ammettere la verità e di affrontare seriamente il terrorismo di queste due organizzazioni. E’ così? Rispondiamo che un documento non può essere letto dall’ultima pagina o riga, ma dobbiamo collegare le cose dal passato per capire il presente, prevedere il futuro e ridurre il secondario ai principi fondamentali, per dedurne il vero obiettivo. Pertanto, dobbiamo iniziare da una verità nota a tutti, e che si riduce al fatto che l’apparizione di tali due organizzazioni terroristiche è inseparabile dall’occidente, dai suoi alleati e strumenti regionali, essendo stato oramai chiarito e ampiamente documentato che Turchia, Arabia Saudita e Qatar hanno patrocinato, finanziato e covato entrambe le organizzazioni sperando di distruggere lo Stato siriano, sradicandolo in quanto baluardo dell’Asse della Resistenza come preludio alla distruzione del resto dell’Asse, come vuole il piano statunitense-sionista. Così molte verità emergono, tanto che non sfuggono nemmeno alle persone comuni o a coloro che non vogliono interessarsi minimamente alle questioni politiche e strategiche. D’altro canto, sulla base di prove concrete, è chiaro che l’assalto del SIIL alla Siria, e poi da lì all’Iraq, s’è verificato:
• Nel contesto che possiamo designare come “strategia della stretta” contro l’Asse della resistenza; ricordando la transazione avviata da Bashir Gemayel durante la guerra civile, quando chiese “l’unificazione di tutti i fucili cristiani”, un’operazione che portò alla formazione delle “Forze libanesi” e alla sua elezione, in quanto loro comandante in capo, alla presidenza della Repubblica durante l’invasione israeliana del Libano, nel 1982 [1].
• Nell’ambito dell’attuazione del nuovo piano statunitense per eliminare l’Asse della Resistenza e tagliarne il legami con la resistenza palestinese a Gaza; un piano di cui il SIIL era il responsabile dell’attuazione in Iraq, Siria e Libano, e Israele a Gaza.
Pertanto, anche se qualcuno potrebbe pensare che l’occidente rigetti il comportamento criminale del SIIL e che abbia effettivamente deciso di combatterlo con gli attacchi aerei e la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, riteniamo prudente guardare oltre l’albero che nasconde la foresta e, in questo caso, diffidare delle trappole occidentali. Infatti:

Gli attacchi aerei USA sull’Iraq
Non crediamo assolutamente che gli attacchi aerei sull’Iraq siano volti alla sicurezza e sovranità dell’Iraq o, come sostengono certi politici iracheni che cercano di giustificarsi, con il cosiddetto accordo strategico del “trattato di sicurezza iracheno-statunitense”. Se così fosse, gli Stati Uniti avrebbero colpito quando le autorità irachene formalmente ne chiesero l’aiuto per contrastare l’avanzata del SIIL [2], dopo la messa in scena dell'”invasione di Mosul” [3] del SIIL o, almeno, quando i loro satelliti registrarono l’esecuzione di 1700 persone a Mosul e dintorni, o quando ebbero la conferma del genocidio e dei crimini contro l’umanità commessi dal SIIL contro Yezidi a Sinjar e cristiani o altre minoranze presso Mosul. Ma niente di tutto ciò è avvenuto. Tuttavia, Obama ha chiaramente affermato che “gli Stati Uniti hanno interesse strategico nel fermare l’avanzata del SIIL e di non essere l’aviazione degli sciiti iracheni o di qualsiasi altra fazione” [4]. È alla luce di tale affermazione che dobbiamo interpretare gli attacchi aerei in Iraq. Non diremo che gli Stati Uniti, che hanno creato e nutrito l’organizzazione terroristica al-Qaida e i suoi vari rami, si siano infine rivolti contro la loro creatura. Ma diciamo che vedendosi minacciati da “elementi indisciplinati” del SIIL, hanno lanciato il loro attacco aereo per i loro scopi:
• punendo gli errori e ricordando al SIIL la politiche e i confini terrestri già prefissati
• scaricando le accuse di molti analisti e ricercatori che l’incolpano del terrorismo del SIIL,
• garantendo l’integrità dei confini del Kurdistan iracheno, per continuare a usarlo contro la nostra regione come un pugnale, tra l’indipendenza incompiuta dall’Iraq e l’impossibile recupero di un legame organico con il governo centrale iracheno, da cui il nuovo concetto di “stato di quasi-indipendente”!
Ciò senza dimenticare la possibilità per gli Stati Uniti di creare un precedente su cui poter costruire una giustificare per l’intervento militare in Siria con il pretesto di colpire il SIIL e lasciare che la situazione evolvi nella direzione desiderata, senza incontrare alcun ostacolo ogni trimestre. Questo è, a nostro avviso, la ragione dell’adozione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza ed è ciò che intendiamo dimostrare.

La risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n° 2170 [5]
Questa risoluzione, il cui disegno è stato presentato al Consiglio di Sicurezza dall’occidente, guidato dalla Gran Bretagna, è importante in quanto si tratta di un punto di vista di principio, ma non risolve il problema. Condanna SIIL, al-Nusra e tutti coloro che li sostengono, invitano a combatterli ed invoca il divieto del loro finanziamento diretto o indiretto, l’invio di armi, ecc., ma uno studio dettagliato e approfondito ci fa pensare alla favola della montagna che ha partorito il topolino! Infatti, nonostante la sua rilevanza giuridica, questa risoluzione è priva di efficacia operativa, di tutto ciò che potrebbe indurre a chiedere conto agli Stati che sostengono e facilitano le operazioni criminali del SIIL, mentre tutti sanno, almeno, del ruolo svolto da Turchia, Arabia Saudita e Qatar, ieri e oggi. A ciò bisogna aggiungere l’irritazione evidente del presidente inglese del Consiglio di Sicurezza per gli interventi dei delegati di Siria [6] e Iraq; irritazione interpretata come rifiuto di permettere d’illuminare le carenze della risoluzione e cosa possa nascondere. Pertanto, e nonostante tutto ciò che è stato detto della risoluzione, pensiamo che l’unica cosa utile sia il riconoscimento unanime dei membri del Consiglio di Sicurezza, della veridicità dell’indicazione della Siria sulla natura terroristica delle due organizzazioni citate. Il che implica che la Siria subisce un attacco terroristico straniero e non una rivoluzione popolare, come alcuni membri del Consiglio di sicurezza continuano ad affermare!
Oltre a ciò, non vediamo nulla nella presente risoluzione che soddisfi o ispiri la seria speranza della volontà occidentale di combattere il terrorismo. A questo proposito, cogliamo l’occasione per porre alcune domande agli ideatori di tale disegno di risoluzione e ai responsabili dell’adozione, come Stati Uniti e Gran Bretagna in particolare:
1. Perché Abu Baqr al-Baghdadi e i suoi 12 più stretti collaboratori non appaiono sulla lista dei terroristi internazionali? Perché non gli hanno congelato i beni? Perché non vengono trascinati davanti alla Corte Penale Internazionale per decisione del Consiglio di Sicurezza? Quest’ultima decisione era compromettente per i funzionari degli Stati Uniti che appaiono nelle foto assieme ad al-Baghdadi e altri?
2. Chi fornisce al SIIL mappe dettagliate dei territori siriani e iracheni? Chi indica al SIIL i punti di forza della struttura difensiva da evitare per poter infiltrarsi in entrambi i Paesi? Chi pianifica le invasioni del SIIL in base a tali informazioni? Le forze che hanno satelliti puntati sulla regione e agenzie d’intelligence internazionali, come Stati Uniti e NATO?
3. La Turchia, membro della NATO, non è forse l’unico Paese attraverso cui passa il petrolio rubato in Siria e Iraq e venduto sul mercato internazionale, in particolare in Europa, consegnando al SIIL tre milioni di dollari al giorno? Perché non si prendono misure drastiche contro la Turchia per fermarla?
4. La Turchia non è ora il punto di transito principale dei terroristi del SIIL diretti in Siria e Iraq? Perché non bandirne porti ed aeroporti? Perché non viene rimproverata?
5. Non è ben chiaro che Qatar, Arabia Saudita e gli altri stati del Golfo finanziano entrambe le organizzazioni terroristiche, avendo giustamente adottato l’ideologia del wahhabismo dell’alleato degli USA? [7].
Molte domande da porre le cui risposte indicano che, se l’occidente in generale e gli USA in particolare, volessero seriamente combattere il terrorismo di SIIL e Jabhat al-Nusra, potrebbero inaridirne le risorse in pochi mesi, senza nemmeno bisogno di alcuna risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO e gli Stati regionali sottoposti, potrebbero farlo se lo volessero. Ma la decisione dovrebbe venire dagli Stati Uniti, ma non verrà perché gli Stati Uniti vedono ancora nel terrorismo e nelle bande armate il loro “esercito segreto” permettendogli di raggiungere quegli obiettivi che un’esercito convenzionale non può raggiungere! Infine, la risoluzione 2170 si spiega con il fatto che l’occidente, avendo la responsabilità fisica e morale dei crimini di SIIL e Jabhat al-Nusra, cerca di discolparsi negandone i delitti, mentre crea un precedente che giustificherebbe gli attacchi aerei degli USA nel territorio siriano con la scusa della guerra contro il SIIL… e questo è ciò che si deve evitare!

mappedNote:
[1] Operazione Pace in Galilea o invasione del Libano 1982: il 6 giugno 1982 le forze israeliane invasero il sud del Libano, apparentemente per fermare gli attacchi dell’OLP lanciati dal Libano…
[2] L’Iraq chiede agli USA d’intervenire contro i jihadisti
[3] Quali sono gli obiettivi della finta invasione dell’Iraq da parte del SIIL?
[4] Obama giura di continuare gli attacchi aerei in Iraq, ‘se necessario’
[5] Risoluzione n° 2170: Il Consiglio di Sicurezza adotta all’unanimità una risoluzione sul divieto di qualsiasi supporto a SIIL e fronte al-Nusra
[6] Video: intervento del Dr. Bashar Jafari, delegato permanente della Siria alle Nazioni Unite, dopo l’adozione della risoluzione 2170
[7] Il “fondamentalismo islamico” sponsorizzato dagli USA: Le radici dell’alleanza USA-wahhabita

Il Dottor Amin Hoteit è analista politico, esperto di strategia militare ede x-generale di brigata  libanese.
Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Cos’hanno in comune le guerre in Ucraina, Gaza, Iraq, Siria e Libia?

Alfredo Jalife-Rahme, Rete Voltaire Città del Messico (Messico) 7 agosto 2014

Per il geopolitico messicano Alfredo Jalife-Rahme, la simultaneità degli eventi ne illumina il senso: dopo aver annunciato la creazione di una alternativa al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, così come al dollaro, la Russia affronta contemporaneamente l’accusa di aver distrutto il volo delle Malaysian Airlines, l’attacco a Gaza d’Israele sostenuto dall’intelligence militare di Stati Uniti e Regno Unito, il caos in Libia e l’offensiva dell’emirato islamico nel Levante. Inoltre, su ciascuno di tali teatri operativi, i combattimenti ruotano intorno al controllo degli idrocarburi, il cui mercato utilizza esclusivamente dollari.

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Sono del governo USA e sono qui per aiutarvi

Calendari, diagrammi e schede informative sono i più utili nell’analisi geopolitica. Così, due giorni prima della misteriosa esplosione in aria del volo delle Malaysia Airlines, altro evento poco chiaro occorso ai suoi recenti voli, si chiuse il sesto vertice dei BRICS con alcuni Paesi di UNASUR, tra cui Colombia e Perù [1]. Il giorno prima del lancio del missile mortale Obama aumentava la pressione sulla Russia e le sue due risorse più connesse, banche e risorse energetiche.  “Casualmente” il giorno in cui il misterioso missile è stato sparato in Ucraina, “Netanyahu, che dirige uno Stato dotato di armi nucleari, ordinava al suo esercito d’invadere la Striscia di Gaza” come è stato giustamente sottolineato da Fidel Castro nella sua denuncia del governo golpista ucraino, accusato di aver commessoo una “nuova forma di provocazione” agli ordini degli Stati Uniti [2]. Cosa potrebbe dunque saperne il vecchio guastafeste delle Indie Occidentali? Mentre il misterioso missile riduceva in briciole il volo delle Malaysia Airlines, Israele, Stato razzista e segregazionista, invadeva la Striscia di Gaza in violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite,  “inimicandosi l’opinione pubblica internazionale” secondo l’ex-presidente Bill Clinton [3]. Contemporaneamente, in “coincidenza” (Castro dixit) con gli obiettivi geopolitici riguardanti Ucraina e Striscia di Gaza, scontri confessionali e per il controllo delle risorse energetiche crescevano nei tre Paesi arabi ritenuti “falliti” dagli strateghi statunitensi, Libia, Siria e Iraq, per non parlare delle guerre in Yemen e Somalia.
In Libia, Paese balcanizzato e distrutto dall’intervento “umanitario” di Gran Bretagna e Francia con la supervisione ipocrita degli Stati Uniti, le milizie ribelli delle brigate Zintan hanno sbarrato, solo due giorni prima del lancio del misterioso missile in Ucraina, tutti gli accessi a Tripoli dall’aeroporto internazionale, mentre gli scontri si moltiplicavano tra clan rivali a Bengasi, laddove le armi arrivano ai jihadisti in Siria e Iraq e dove l’ambasciatore degli Stati Uniti fu assassinato per motivi oscuri. Oltre il flusso di armi tra Libia, Siria e Iraq nella regione di al-Qaida/al-Nusra e del nuovo califfato dell’emirato islamico (SII) [4], è essenziale per le multinazionali del petrolio, del gas e dell’acqua statunitensi, inglesi e francesi controllare le materie prime (gas e acqua) della Libia, dove Russia e Cina si sono fatti ingenuamente ingannare [5]. Sull’appropriazione del petrolio iracheno della coppia Regno Unito-Stati Uniti che ha sconfitto l’Iraq, Paese balcanizzato e distrutto, “nella guerra dei 30 anni”, sarebbe fatalmente fastidioso riprendere tale evidenza. Durante la mia recente visita a Damasco, dove sono stato intervistato da Thierry Meyssan, presidente del Réseau Voltaire, mi ha detto che l’improvviso voltafaccia “occidentale (qualsiasi cosa significhi)” contro Bashar al-Assad è dovuto in gran parte, oltre ai giacimenti di gas sulle coste del Mediterraneo, alla pletora di giacimenti di petrolio all’interno della Siria, ora controllati dal “nuovo califfato del XXI secolo (Daash)”. Il nesso petrolio e gas riemerge a Gaza cinque anni dopo l’operazione “Piombo Fuso”, la cui operazione “protezione dei confini2 (sic) ne riprende la strategia senza che un’indagine abbia stabilito definitivamente il responsabile dell’orribile assassinio di tre giovani israeliani, come intuito con preveggenza da Tamir Pardo, il capo “visionario” del Mossad [6], e pretesto per l’ennesima invasione israeliana della Striscia di Gaza che ha ucciso numerosi bambini. Per il geografo Manlio Dinucci del Manifesto [7], la pletora di giacimenti di gas che abbonda nella zona marittima di Gaza è una delle ragioni dell’intransigenza israeliana. Come la pletora di depositi di gas di scisto che abbonda nella Repubblica autonoma di Donetsk, che cerca di separarsi dall’Ucraina o federarsi, è la fonte della feroce guerra psicologica tra filo-UE e filo-russi nel rigettare sull’avversario la responsabilità dell’esplosione del velivolo delle Malaysia Airlines. Non potrebbe trattarsi di un’operazione del governo ucraino per accusare di “terrorismo” i separatisti, utilizzando “registrazioni” che potrebbero benissimo essere stati manomessi, e quindi distruggerli? Sono passati due mesi da quando Russia Today (RT), sempre più seguita in America Latina per contrastare la disinformazione mediatica israelo-anglo-sassone, venendo perciò calunniato pubblicamente dal segretario di Stato John Kerry, sottolineava l’importanza dello shale gas nella regione di Donetsk (l’Ucraina orientale che cerca l’indipendenza) e “gli interessi delle compagnie petrolifere occidentali dietro le violenze” [8]. Infatti, la parte orientale dell’Ucraina, ora travolta dalla guerra civile, concentra “una miriade di giacimenti di carbone e gas di scisto nel bacino del Dnepr-Donets.” Nel febbraio 2013, l’inglese Shell Oil firmò con il governo ucraino (il precedente, deposto da un colpo di Stato neo-nazista sostenuto dall’UE) un accordo per condividere i profitti per 50 anni dell’esplorazione ed estrazione di gas di scisto nella regione di Donetsk [9]. Secondo la rete RT, “i profitti che Kiev non vuole perdere” sono tali che il governo ucraino ha avviato una “campagna militare (sproporzionata) contro il proprio popolo”. L’anno scorso, la Chevron ha firmato un accordo analogo (con lo stesso governo) per un valore di 10 miliardi di dollari. Hunter Biden, figlio del vicepresidente degli Stati Uniti, è stato nominato al Consiglio di amministrazione Burisma, il maggiore produttore di gas privato (Supersic) in Ucraina [10], “dando una nuova prospettiva allo sfruttamento dello shale gas ucraino” nella misura in cui “la licenziataria copre il bacino del Dnepr-Donets“. John Kerry non rimane con le mani in mano sulla divisione degli utili e Devon Archer, suo ex-compagno di stanza e affittuario del genero, entra in Burisma ad aprile, in questa controversa società.
La “licenza” per l’alienazione catastale per sfruttare lo shale gas ucraino può servire da “licenza di uccidere” innocenti? La fratturazione idraulica cerca di spezzare l’Ucraina? Questa è la costante nella tragica storia dello sfruttamento degli idrocarburi dei petrolieri “occidentali”, nel XX secolo. E’ chiaro che gli idrocarburi sono il denominatore comune delle guerre in Ucraina, Iraq, Siria e Libia.

Note
[1] “Vers une nouvelle architecture financière”, Ariel Noyola Rodríguez, Réseau Voltaire, 1 luglio  2014. “Sixth BRICS Summit: Fortaleza Declaration and Action Plan”, Voltaire Network, 16 luglio 2014. “Momento BRICS en Fortaleza”, Alfredo Jalife-Rahme, 17 luglio 2014.
[2] “Fidel Castro: El derribo de avión malasio es una “provocación insólita” de Ucrania”, Russia Today (canale spagnolo), 17 luglio 2014.
[3] AFP, 17/07/14.
[4] “Una jihad globale contro i BRICS?”, Alfredo Jalife-Rahme, La Jornada (Messico), Réseau Voltaire, 18 luglio 2014.
[5] “El botín del saqueo en Libia: “fondos soberanos de riqueza”, divisas, hidrocarburos, oro y agua”, Alfredo Jalife-Rahme, La Jornada, 28 août 2011.
[6] “Le chef du Mossad avait prédit l’enlèvement de trois jeunes Israéliens”, Gerhard Wisnewski, Réseau Voltaire, 8 luglio 2014.
[7] “Gaza: il gas nel mirino”, Manlio Dinucci, Il Manifesto, Réseau Voltaire, 17 luglio 2014
[8] “Shale gas and politics: Are Western energy giants’ interests behind Ukraine violence?”, Russia Today (canale inglese), 17 maggio 2014.
[9] “L’Ukraine brade son secteur énergétique aux Occidentaux”, Ivan Lizan, ?dnako (Russia), Réseau Voltaire, 2 marzo 2013.
[10] “In Ucraina, il figlio di Joe Biden unisce l’utile al dilettevole”, Réseau Voltaire, 14 maggio 2014.

isis_world_takeover_mapAlfredo Jalife-Rahme La Jornada (Messico)

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Muhammad Dayf, capo militare di Hamas e agente di CIA/Mossad

Aanirfan 3 agosto 2014

2367Muhammad Dayf è il comandante dell’ala militare di Hamas. Nel 2006, Deyf aderì ad al-Qaida nella Striscia di Gaza.
Al-Qaida è gestita dalla CIA, come l’ex-ministro degli Esteri inglese Robin Cook spiegò una volta al parlamento del Regno Unito. Al-Qaida: Database. Hamas fa parte della Fratellanza musulmana, creata dagli inglesi e utilizzata da MI6 e CIA per distruggere i Paesi musulmani. L’uso dei Fratelli musulmani da parte del MI6/Chi ama i Fratelli musulmani?

w460L’ultima foto nota di Muhammad Dayf risale a vent’anni fa. Si ritiene che Dayf lavori per il Mossad. Hamas fu creata dal Mossad al fine di indebolire e dividere i palestinesi.

mossad_mottoSecondo Avner Cohen, funzionario israeliano: “Hamas, con mio grande rammarico, è una creazione d’Israele“. Secondo Cohen, Israele per anni ha incoraggiato Hamas come contrappeso ai nazionalisti laici di Fatah di Yasir Arafat. Secondo Cohen, Israele ha collaborato con il capo di Hamas, sceicco Ahmad Yasin. Come Israele ha allevato Hamas – WSJ
Nel 2006, John Loftus, ex-procuratore degli Stati Uniti ed ex ufficiale dei servizi segreti dell’esercito, scrisse: “I Fratelli musulmani sono un’organizzazione fascista ingaggiata dai servizi segreti occidentali poi evolutasi in ciò che oggi conosciamo come al-Qaida… Abbiamo mantenuto la Fratellanza musulmana sul nostro libro paga…Fratellanza Musulmana, CIA, nazisti e al-Qaida
Secondo l’ex-agente del Mossad Victor Ostravsky, il Mossad armò i Fratelli musulmani egiziani con le armi dei mujahadin afghani nel 1986. “Il Mossad indicò anche ai terroristi della Jihad islamica gli obiettivi da colpire… Nell’ottobre 1991, irritato alla volontà dell’amministrazione di Bush sr. di mediare i colloqui di pace a Madrid tra Israele e i palestinesi, secondo Ostrovsky, il Mossad usò tre estremisti di Hamas nel tentativo di assassinare Bush a Madrid...”

6173094-34667184-375bee2a24fde4c357f3bc514bb4753eMorten Storm è l’agente danese usato da CIA e MI5 per finanziare Iqirma, ovvero Abduqadir Muhammad Abduqadir, il cosiddetto ideatore dell’attacco al centro commerciale del Kenya.

osama-bin-laden-5L’attuale capo di al-Qaida è Ayman al-Zawahiri, che combatté per la CIA in Bosnia. Suo fratello Zayman al-Zawahiri combatté per la CIA in Kosovo. Ayman al-Zawahiri è coinvolto nel massacro di Luxor. Secondo una testimonianza al Congresso USA nel gennaio 2000, Ayman al-Zawahiri ricevette la residenza negli Stati Uniti dal Servizio Immigrazione e Naturalizzazione. Uno dei centri operativi di al-Zawahiri era Londra. Il presidente Mubaraq, dopo il massacro di Luxor, dichiarò: “Ci sono persone che hanno commesso crimini e sono state condannate (in Egitto) e che vivono in territorio inglese“. (Zawahiri)

8-9-TLLa prima moglie di Usama, Najwa Ghanim, e il figlio di Usama

Il SIIL opera per conto di Stati Uniti, Francia e Arabia Saudita, secondo Rete Voltaire.
Usama bin Ladin era un ebreo che lavorava per il Mossad e la CIA. La madre di Usama

Abu-Bakr-al-BaghdadiL’ex-agente della NSA e della CIA Edward Snowden ha rivelato che il capo del SIIL, Stato islamico dell’Iraq e Siria, Abu Baqr al-Baghdadi, è stato addestrato in Israele. Il SIIL “è guidato da Abu Baqr al-Baghdadi, a nome del principe Abdul Rahman al-Faysal… l’ambasciatore saudita a Washington. È finanziato e controllato da ufficiali statunitensi, francesi e sauditi. Il problema è che la maggior parte dei terroristi musulmani, da Usama bin Ladin a David Headley, risultano lavorare segretamente per Israele e gli alleati Stati Uniti e NATO”. Il grande segreto – sono tutti ebrei.

abu-omar-al-baghdadi-deadIl vero Abu Baqr al-Baghdadi fu eliminato dalla polizia irachena il 20 aprile 2010. There Are no Sunglasses

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Infine la Germania volge ad Est

Jim Willie 4.th Media, 23 luglio 2014

0,,17529296_303,00Finalmente avviene in piena vista, in maniera inequivocabile, in modo tale che conoscenza e coscienza possano percepirla in termini nettamente allarmanti. La forza centrale dell’Europa, il colosso industriale, il nucleo stabile comincia a volgersi ad Oriente. I tedeschi ne hanno abbastanza, stufi delle attività distruttive di ogni genere degli Stati Uniti. Negli ultimi mesi hanno esposto accuse, giustificazioni, motivi per abbandonare la corrotta banda USA-UK. Bancarotta, aggiotaggio, guerre infinite, sanzioni controproducenti, politica monetaria farsesca, sabotaggio economico, spionaggio, espedienti sull’oro hanno finalmente raggiunto un livello critico. La Germania ha iniziato a volgersi a oriente e in piena vista. Solo i cieco-sordomuti non lo notano, e probabilmente mai lo noteranno. Sono carne da cannone. I segnali attesi visti da Jackass finalmente arrivano. Il grande palco volge ad Oriente, per gli attori europei, con misure corrette prese dopo aver inviato messaggi improvvisamente irritati, disgustati, apertamente diretti al confronto. Le forze commerciali allineate con la Russia vanno alla ribalta. La rielezione della cancelliera Merkel sarà l’ultimo colpo di maglio, restando nel campo sbagliato, quello bancario e politico, ma senza seguito in Germania. Il matrimonio è finito, lo sfavillio finito, gli avvocati in casa e l’amarezza dichiarata. I sabato sera passati da tedeschi e francesi cavalcando il Mustang Sally sono finiti. Il tempo dei vivaci piccanti esaltanti rapporti tra i vapori dei retrobottega è appassito, abbrutito e stantio. Ha perso fascino, e peggio è divenuto vizioso e lesivo. Sally ha rubato i gioielli, distrutto il credito, minato il lavoro quotidiano e pugnalato i vicini. Col passare del tempo, il conto in banca s’è svuotato, Sally deve andarsene. Gli slanci una volta emozionanti di una cavalla imbizzarrita, sono divenuti calci in testa, un letto rotto, l’acido Buck caduto in disgrazia con brucianti buchi ovunque. Il flusso lascivo è diventato rosso sangue, quasi  mensile. L’unica cosa che mantiene il rapporto e legami stretti sono i narcotici pesanti che fluiscono dalle basi NATO e dalle principali banche europee.  Comunque, Sally deve andarsene. I suoi subdoli strumenti e stratagemmi, le brutte amicizie e le buffonate minacciano di distruggere le linee europee di approvvigionamento industriale e domestico. I conti in banca nazionali si esauriscono. Sally deve andarsene. La sua cavalcatura è sempre più simile a una vecchia megera grinzosa che tira calci, laddove una volta c’era un sorriso sexy. La sua fiducia è scomparsa. Distrugge la casa europea. Sally deve andarsene. Quando la Germania si allontana da Sally e le mostra la porta, sarà chiaro nel country club globale che Sally se n’è andata. Poi i venti orientali porteranno aria fresca nei salotti putridi.

Berlino accusa
Berlino è indignata per l’aperto spionaggio del governo USA, mentre avvia una verifica cruciale nella popolazione. La Germania trova motivo per dividersi dall’Unione monetaria euro (la moneta comune Euro) forgiando legami più forti e aperti con Russia e Cina. La giustificazione appare chiaramente in quattro accuse. Jackass ritiene che la Germania romperà con USA/UK e il regime valutario del dollaro USA, su quattro spinose questioni primarie, principali gravi accuse che indicano un sistema decaduto e moralmente in bancarotta. La resa dei conti appare all’orizzonte, evidenziando i conflitti commerciali, filosofici ed etici fondamentali che contraddistinguono le due nazioni (considerando USA/UK una singola entità). Le questioni sono imperniate sulle seguenti principali differenze:
1) I buoni rapporti con la Russia e la continuità della fornitura energetica da Gazprom
2) Il dispiacere per il piano sulla monetizzazione dei buoni di Draghi della Banca centrale europea
3) Disgusto per lo spionaggio della NSA dal governo USA, a vantaggio delle aziende statunitensi
4) I danni alla popolazione tedesca con la soppressione del prezzo dell’oro.
La ferita si apre con il rifiuto ufficiale del rimpatrio dell’oro tedesco dalla FED di New York e si chiude con lo spionaggio NSA del governo USA. La Germania è molto arrabbiata, sufficientemente motivata a separarsi dal campo anglo-statunitense. Il piano per distanziarsi da inglesi e statunitensi sembra essere avviato da tempo. Il punto critico sono accuse, indagini e azioni forzate sulle azioni di Deutsche Bank. L’occhio allenato e attento nota l’intensa attività degli ultimi due anni, la chiusura di tutte le porte delle stanze dell’oro. Certe grosse eruzioni non possono più essere ignorate quali semplici anomalie. Foruncoli, ferite aperte ed eruzioni cutanee profonde sono visibili ovunque. Il Fix di Londra viene abbandonato, con Deutsche Bank che molla la propria sede, e gli organismi di regolamento nel corrottissimo fondo del centro di Londra concludono che non è successo nulla e tutto va bene. Lo scandalo LIBOR ha acceso alcuni punti tedeschi, senza che alcun procedimento giudiziario sia in vista. I derivati FOREX e l’oro sono sotto intenso scrutinio, di nuovo con una mano tedesca che rilassa arene corrotte e massicci brevi raid scoperti che continuano da due settimane.

Uscire dal dollaro USA, entrare nel Gold Standard
Il piano sembra ovvio alla Germania, uscire dal dollaro USA, ma prima abbracciare l’euro come piattaforma valutaria, prima che l’Eurasian Trade Zone si unisca offrendo una moneta continentale basata ampiamente sull’oro. Tutta l’Europa si stringe attorno al pennone dell’Euro, accovacciandosi durante un’altra tempesta finanziaria simile ad HAARP (recante l’etichetta di Weimar) cavalcando la tempesta fino a quando il vero denaro russo-cinese arriva. I Paesi BRICS hanno occupato il palco occidentale mainstream e hanno uno striscione tutti possono vedere. La tappa è stata modificata, il suo peso si sposta appoggiandosi ad est. Eventi storici tremendamente importanti si verificano.  Il re dollaro è ferito mortalmente, essendo caduto dal trono, apparendo indebolito, sparuto e incenerito. La simpatia per la corrotta, vendicativa e violenta ciurma di USA-UK è svanita. Poi vi è l’assalto della Commissione europea, anch’essa corrotta. La via del Gold Trade Standard diventa visibile, l’aspetto chiave è il divorzio tra la Germania e i fascisti USA/UK, integrando il divorzio tra Stati Uniti e sauditi verificatosi a marzo. Tale rottura è stata dettagliata nei saggi di Jackass. La rottura tedesca è il nuovo evento, con episodi assolutamente affascinanti per la loro importanza e sconcerto. Alcune fonti statunitensi si svegliano. Il Governo degli Stati Uniti ha trattato Francia e Germania da avversari, persino da nemici. Il caso BNP Paribas è atroce per i suoi stratagemmi subdoli, dando alla vecchia linea europea un calcio in testa. I topi statunitensi si sono infiltrati attraverso le reti spionistiche. La stampa preferisce descriverle come mere intercettazioni. In realtà raccolgono informazioni sulla pianificazione strategica della Germania, sui contratti aziendali e le funzioni dei politici tedeschi. La conseguenza è la formazione di accuse coordinate che si tradurranno infine nel passaggio della Trasformazione del Paradigma Globale. Il dollaro statunitense finirà nella pattumiera della storia, ma prima verrà gettato a calci trai rottami degli sfasciacarrozze. attendendo infine la rottamazione. Tale trattamento consiste nella conversione delle Obbligazioni del Tesoro statunitense in lingotti d’oro su larga scala e in numerosi enti. Le banche BRICS sono pronte agli affari. Sono due, la Banca per lo sviluppo e l’Intesa di riserva per gli imprevisti (CRA). Quando il CRA per la sua funzione sarà conosciuto come Nuovo FMI, la Banca di sviluppo diverrà la Banca Centrale che custodisce l’oro.

Spionaggio contro gli alleati
L’attenzione passa da Sally agli Ally (alleati), la relazione diventa silenzio ostile. Non l’ambigua conversione di GMAC in un istituto di credito vuoto, ma piuttosto il tasto centrale dell’alleanza europea, la NATO. Negli ultimi saggi di Hat Trick Letter, gli articoli #1 e #2 affrontano la situazione deteriorata in Ucraina e la posizione antagonista della Bundesbank. L’uscita immaginaria degli Stati Uniti sui distruttivi progetti fasulli su fracking e scisto, ha impegnato l’Europa in uno stratagemma massiccio, ma vuoto di fatto. L’enorme svalutazione del 95% delle riserve di petrolio di scisto, come a Monterey in California, assieme alla fine di premiate imprese del fracking, come la Western Pennsylvania, testimoniano il fatto che la strategia del governo USA è lo stratagemma dei rubinetti vuoti. La banca centrale tedesca ha contestato l’EuroCB di Draghi, non adottando il distruttivo legame di una monetizzazione non sterilizzata. In passato, le divergenze politiche sugli EuroCB riguardo le obbligazioni fasulle e la monetizzazione dei buoni, furono fonte di gravi conflitti, anche con sentenze dell’Alta Corte tedesca contro l’EuroCB. LTRO (Long Term Refinancing Operation) non è che un altro dispositivo dello stesso laboratorio di Weimar, un semplice gioco con cui i banchieri sfruttano i propri super-diritti favorendo gli investitori elitari.
Estrema attenzione dell’articolo #3 del mese passato, sul nefasto spionaggio del NSA. Coloro che le chiamano intercettazioni perdono il punto. Non si tratta di prendere informazioni succose su questioni politiche. Non si tratta di sapere in anticipo del prossimo pranzo di Merkel per spiattellarlo sui tabloid. Si tratta di cogliere informazioni su sviluppi e progetti russi e cinesi nei campi finanziario e commerciale. Infiltrandosi nei sistemi informatici e di comunicazione tedeschi, probabilmente su piazzano Cavalli di Troia per poi ricattare lo Stato. I funzionari di Berlino ne sono ben consapevoli. L’intero capitolo dello spionaggio NSA sembra esplodere sulla scena. In realtà, l’avvertimento arriva dagli uffici di intelligence russi che hanno allertato i funzionari di Berlino sull’attività della NSA del governo USA, prima degli arresti effettuati la scorsa settimana. I dossier di Snowden vengono utilizzati in modo oculato. La fonte centrale europea ha dichiarato brevemente, “La parte comica di tutto ciò è che l’intelligence di FSB e GRU russi ha avvertito le autorità tedesche fornendogli le tracce“. I tedeschi eseguivano in fretta, così in fretta che un divorzio ne è la conclusione. Nel frattempo, una fiduciosa cooperazione russo-tedesca si sviluppa mentre la fiducia anglo-tedesca appassisce. La frattura tra tedeschi e fascisti di USA-UK-EU può essere più vicina che mai, capovolgendo la storia della seconda guerra mondiale. I fascisti trincerati sul fronte della guerra finanziaria globale sono gli statunitensi e gli inglesi, complici delle grandi banche corrotte di cui costituiscono la casematte. Saranno abbandonate o rovesciate. A rischio è l’alleanza NATO. Se e quando la Germania volgerà completamente verso est, l’adesione alla NATO sarà una sedia vuota con un microfono collegato.

000_dv1819066Il crimine della sala d’oro
Secondo l’articolo #4, una verifica nazionale sembra in corso in Germania, nell’ambito di un’indagine criminale. Lo scopo non è chiaro, ma l’ordine del giorno sembra evidente a Jackass. L’Autorità di vigilanza finanziaria federale (BaFin) ha chiesto alle banche e agli intermediari d’investimento tedeschi di consegnare formalmente i dati dei clienti degli investimenti in metalli preziosi entro metà luglio. Tutti i depositi risponderanno. Lo Stato vuole determinare l’entità degli investimenti privati tedeschi in oro e argento. La BaFin ha chiesto informazioni sugli investimenti in metalli preziosi dei clienti di banche e asset manager tedeschi. Ma le informazioni richieste riguardano solo i derivati. Un audit nazionale sembra la via per determinare i danni ad istituzioni e cittadini. Cercano metalli preziosi o gruppi di metalli preziosi come valore di riferimento, nonché azioni sui metalli preziosi, citando la Legge sulla negoziazione dei titoli e la legge sui Capitali d’investimento, come un avvocato farebbe dinanzi al giudice. Esplicitamente menzionati sono Exchange Traded Funds e Exchange Traded Commodities & Certificates, che interessano oro, argento, platino e palladio. BaFin ha chiesto informazioni a partire dal 2013, come dati su volumi e dimensioni degli ordini, oltre ai metodi consigliati. L’audit nazionale è in corso, anche se non chiaramente dichiarato al pubblico. L’intera questione dell’oro è apparsa un importante punto dolente, quando la FED di New York s’è rifiutata di rimpatriare 330 tonnellate di oro sul conto ufficiale tedesco. Da quel momento è stato come tirare il filo di un maglione. Lo scopo completo non è stato rivelato, ma un audit nazionale multi-settore sulle perdite nel mercato dei metalli preziosi a causa della corruzione, sembra il motivo reale. BaFin ha condotto inchieste formali sulla presunta manipolazione dei prezzi dell’oro per più di un anno, soprattutto nella Deutsche Bank. La banca ha molti vicepresidenti che si attivano rivelando i dati chiave sulle frodi di Londra, esponendosi loro stessi. Così sugli omicidi a Londra di banchieri di medio livello con legami con la Germania. Molti ritengono che la ricerca degli investimenti sull’oro tedeschi potrebbe essere correlata alle indagini sull’estensione del FOREX e del mercato dell’oro presso D-Bank. Il sospetto dal fronte tedesco si appuntano sull’entità dei danni possibili causati agli investitori manipolando i prezzi dell’oro. BaFin ha detto a Gold Reporter, in una dichiarazione scritta, che l’inchiesta è di routine e non riguarda le indagini sulla presunta manipolazione dei prezzi dell’oro della Deutsche Bank. Concludo pertanto che si cerca un obiettivo maggiore, tenendo conto dei danni nazionali alle imprese finanziarie tedesche e ai cittadini tedeschi. Inoltre, e non a caso, molti cittadini tedeschi hanno grossi depositi in lingotti presso grandi banche svizzere, dove la corruzione è diffusa, e l’oro illecitamente venduto assicurato. Le class action sono in corso, tenute bene nascoste.

Vento e consigli vari
Molte sono le altre sparse indicazioni. Si aprono velocemente le finestre sul tutto il fronte ai venti dell’est. July Money War Report di Hat Trick Letter offre dettagli, alcuni riassunti su cui rimuginare. Il mosaico si completa e il collage racconta una storia. I tedeschi abbracceranno il partner russo e alla puttana statunitense volgeranno le spalle. Come un funzionario tedesco ha detto, il troppo è troppo. Il governo della Germania ha incaricato le società di limitare cooperazione e ordini alle imprese statunitensi. Nuove rigorose linee guida sulla sicurezza devono essere applicate, in quanto le ricadute crescono. I tedeschi richiedono clausole anti-spia nei contratti per garantirsi che le inaffidabili imprese statunitensi non divulghino dati riservati. L’effetto si farà sentire su IBM, Cisco e Microsoft. L’effetto s’è già visto su un account annullato di Verizon, dove il sospetto diffondeva cavalli di Troia e ricattava inviando virus. Recidendo i legami con la Russia, frantumando le relazioni con la Cina, alienandosi la Francia e facendo infuriare la Germania, sono riusciti a inasprire i rapporti con i vecchi alleati, al punto in cui ci si chiede solo quale alleato sia rimasto agli Stati Uniti in Europa, oggi. La Germania taglierà i legami bancari e commerciali con gli Stati Uniti, trattandosi du una questione di sopravvivenza, comunque. La NATO è un importante indizio. Stephen Leeb ha notato che Germania e Cina stringono un’alleanza forte, insieme alla Russia. Mentre il governo USA spia la Germania (segreti commerciali e aziendali), Berlino volge a est. Jackass è irremovibile, la Germania è il perno nell’Eurasian Trade Zone che si forma. L’India è importante, ma la Germania è la chiave di volta. Leeb nota che la Germania viene definita partner strategico dai leader cinesi; osserva le crescenti relazioni con la Russia. Conclude: “Forse gli Stati Uniti la spiano (Merkel) per la vicinanza non solo alla Russia, ma anche alla Cina e il suo allontanarsi dagli Stati Uniti. Sembra che il collegamento tedesco-russo-cinese diventi più forte e il collegamento con gli Stati Uniti sempre più distante. Si vede il mondo cambiare davanti noi. Non sorprende vedere oro e argento divenire gli ultimi rifugi sicuri, anche se l’oro gioca il ruolo sicuro di nuova valuta di riserva in Oriente. Ciò significa che il prezzo dell’oro salirà mentre questo scenario comincia a svilupparsi. Siamo molto vicini al punto di svolta, e ogni notizia di una qualche importanza che vedo lo dimostra“. Gli analisti notano il perno tedesco. Leeb rileva una nuova moneta basata sull’oro lanciata dall’Oriente come un missile balistico. Conterrà le valute russe e cinesi, un sistema guidato dai BRICS e pianificatori d’èlite privati. Sally deve andarsene, il biglietto verde cedere a quello rosso.
Le manifestazioni di massa che hanno avuto luogo nelle città tedesche hanno l’obiettivo di por fine alla Federal Reserve. Lars Maehrholz è il principale organizzatore delle massicce veglie per la pace a Berlino. Le veglie ricorrenti sono parte di un movimento completamente autonomo ed indipendente che suscita grande popolarità nella capitale. Come con il movimento Occupy Wall Street, i loro sostenitori sono sotto attacco, in questo caso violento. Maehrholz è oggetto di severe critiche da media mainstream e sistema politico tedeschi. Peggio, l’auto che guidava è stata oggetto di una bomba incendiaria lanciata da un assassino anonimo. Lars aveva ricevuto minacce in linea con tale azione. L’insabbiamento è entrato rapidamente in azione. La polizia locale ha deciso che l’auto ha preso fuoco da sola, e non segue il caso. Fortunatamente né l’organizzatore Maehrholz né il suo compagno nell’auto sono rimasti feriti. I sospetti puntano ancora una volta su Langley, dove i professionisti esercitano il loro mestiere. I ricordi dell’operazione Gladio durante i tre decenni di violenze sponsorizzate da Langley, sono vivi.

La Germania ha sospeso le perforazioni per lo shale-gas nei prossimi sette anni, tra lo stallo politico con la Russia, principale fornitore nazionale di gas
Non solo i progetti sullo scisto sono fonte di contaminazione, ma lisciano la Russia nel modo sbagliato. Saranno fermati. Inoltre, vi sono profonde preoccupazioni sulle tecniche di esplorazione che potrebbero inquinare le falde acquifere e la capacità di produzione elettrica. Il fracking pericoloso in Germania sarà fermato nel prossimo futuro, ottenendo la lode dai gruppi ambientali del Paese. Le sostanze chimiche della Halliburton (monopolio nel fracking) si sa includere additivi ben più tossici di quelli necessari per estrarre il gas naturale, come metalli pesanti e rifiuti radioattivi. Si noti che in Germania il buon senso prevale su avidità aziendale, corruzione e  corrosiva agenda globale. Germania e Cina sviluppano un rapporto speciale, forgiando nuovi accordi nei settori automobilistico e aeronautico. Le nazioni intraprendono accordi per costruire elicotteri e auto. L’accordo precede la riunione ad alto livello tra la cancelliera tedesca e il premier cinese. La Cina è il magnete e la Germania si avvicina alla sua vasta sfera. Centinaia di imprese tedesche fanno affari in Cina, guidate dalle imprese per costruzione e fornitura di apparecchiature, così come le case automobilistiche e le imprese per macchine utensili. I principali contratti sono caratterizzati dall’acquisto di elicotteri tedeschi, per oltre 400 milioni di dollari. L’entusiasmo della Germania arriva alla costruzione della cintura economica della Via della Seta che unirà tutta l’Europa.
Oltre 3000 società tedesche sono attive in Russia. Coloro che si aspettano il boicottaggio tedesco della Russia per le sanzioni del governo USA, sono dei veri idioti. Più pressione applicano i capi degli Stati Uniti, più spezzeranno la NATO con il loro piede di porco. Aspettatevi nuovi contratti spaccaisolati con Volkswagen, Siemens, Airbus, Deutsche Bank e Lufthansa, tutte marche molto popolari tra la classe media emergente in Cina. BMW ha venduto mezzo milione di auto in Cina lo scorso anno, e non vorrebbe esserne esclusa. Onorare le folli sanzioni degli USA significa perdere centinaia di migliaia di posti di lavoro tedeschi. Come spezia aggiuntiva, un Eco-Parco sarà costruito a Qingdao, presentando edifici ad alta efficienza energetica che utilizzano ingegneria tedesca. Il collegamento è evidente. La Germania va a Oriente con un commercio rafforzato da energia sicura, provocando di certo spaccature e divisioni nelle relazioni con gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti non possono fermare l’evoluzione con cui le nazioni dell’Europa occidentale forgiano legami più forti con la Russia, che in cambio rifornisce affidabilmente energia a buon mercato. A rischio è l’intero sistema delle basi NATO in Europa, usate per spacciare stupefacenti e recentemente invase da mercenari. Né il traffico di stupefacenti, né ospitare mercenari, rientrano nel trattato originale della NATO.

Arriva la moneta BRICS
L’evento culminante è il lancio della moneta BRICS. Fonti informate, che Jackass ritiene direttamente coinvolte nella pianificazione, esecuzione e attuazione, informano che la nuova moneta sarà basata sull’oro, rafforzando in qualche modo argento, petrolio e gas naturale. I gasdotti di Gazprom sono di gran lunga più importanti della stampa finanziaria. Sono lo scheletro e la rete del sistema con cui acquisire l’Europa e installare il New Gold Trade standard. I suggerimenti sul suo avvento si vedono nei dettagli per la Banca di sviluppo e del Fondo di Emergenza dei BRICS. Senza alcuna esitazione è chiaro che questi fondi saranno i fronti della massiccia conversione delle obbligazioni del Tesoro USA in lingotti d’oro, che risiederanno nella Banca centrale BRICS. La decisione per comporre i fondi potrà essere mercanteggiato apertamente, ma ci si aspetta che la banca centrale sia dispersa tra varie posizioni chiave. Le nazioni BRICS conoscono fin troppo bene le tattiche statunitensi e di Langley per destabilizzare, creare dissenso, scatenare guerre e rubare oro alle banche nel caos e nella confusione create dal labirinto e dal frastuono delle guerre. La guerra in Ucraina, proprio come la guerra in Siria e gli attacchi contro Cipro, avevano tutti Gazprom come elemento comune. Le guerre sono volte a difendere il dollaro USA nella fase terminale del suo regno del terrore. Più duramente i gangster statunitensi tirano le redini, tanto più le stresseranno. E l’Ucraina è Waterloo. Arriva anche la temuta Holomodor (carestia) dato che non c’è stata alcuna stagione delle semine nelle ricche terre fertili. Senza alcuna crescita durante lo scoppio della guerra, così alcuna stagione del raccolto. Come sempre, la fame nell’economia collassata sicuramente si volgerà contro i fascisti degli USA a Kiev. La defezione in massa tra le loro fila è già iniziata, le forze fasciste sono a corto di rifornimenti, munizioni, cibo, acqua, circondate e sottoposte a una pioggia di fuoco in numerose località. Il furto di oro dalla banca centrale e le razzie dei conti bancari ufficiali da parte del regime filo-USA, ne garantiscono il risultato. Non aspettatevi che la Germania continui lo spericolato sostegno alla NATO in tale fallimentare operazione mercenaria. Le vittime ultime di tale avventura disperata saranno il dollaro USA e la NATO.

f04da2db112214a31c8a57 Jim Willie, CB, Hat Trick Letter, Golden Jackass

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Israele cerca solo di guadagnare tempo!

Nasser Kandil Global Research, 16 luglio 2014

GazaBigWar1. Secondo lei, signor Kandil, fino a che punto Israele potrebbe spingere il suo assalto a Gaza?
Penso che Israele sia in difficoltà perché non può permettersi la pace che legittimerebbe la sua esistenza, come non può permettersi una guerra che gli consenta di tornare al “periodo delle iniziative”. Questo è il motivo per tale ennesima aggressione a Gaza, distruggendo tutto ciò che può colpire, armi, capi, combattenti e infrastrutture, ritenendo che ciò gli darebbe notevoli benefici nella prossima fase del conflitto. Guadagnare tempo sembra essere “l’unica strategia del momento” di fronte alla nuova mappa regionale che si delinea, dove non è più un fattore decisivo. Questo è anche il motivo per cui retrocede sulla creazione dello Stato curdo, che all’inizio ha incoraggiato [1], il clima internazionale e regionale è dominato da avvertimenti contro i pericoli delle partizione dell’Iraq.

2. Altre guerre d’Israele sono dunque in vista?
Quello che posso assicurare è che se Israele decide di impegnarsi in una guerra aperta e totale, troverà una Resistenza pronta ad andare fino in fondo e senza alcuna intenzione di lasciare porte aperte agli “aggiustamenti” che continua a pretendere ogni giorno [...]

3. Dice che Israele non ha una strategia chiara e che cerca solo di guadagnare tempo. Perché?
Penso che tutto ciò che la nostra regione ha vissuto dalla guerra d’Israele contro il Libano, nel luglio 2006, sia il risultato del rapporto intitolato “Baker-Hamilton” presentato al presidente George W. Bush il 6 dicembre 2006 [2] [3]. In realtà, sono passati otto anni, il Libano era sull’orlo di una guerra memorabile che ha imposto una nuova equazione regionale dopo “l’erosione della deterrenza israeliana“. Per cui è nato il nuovo approccio statunitense, presentato in tale famosa relazione firmata e supervisionata dai due pilastri democratico e repubblicano alla guida dei servizi segreti e degli Esteri, e Consiglieri della Sicurezza Nazionale… In breve, la relazione invita gli Stati Uniti a fare tutto il possibile per risolvere il conflitto israelo-palestinese, implicitamente riconoscendo:
• la sconfitta del progetto statunitense in Iraq e in Afghanistan,
• il fallimento del ruolo regionale d’Israele,
• l’emergere di potenze regionali concordi con gli Stati Uniti nel salvare l’Iraq e stabilizzare la regione.
Ciò sulla base del ritiro statunitense da Afghanistan e Iraq, con:
• l’accettazione di una partnership USA-Russia per gestire la stabilizzazione della regione,
• il riconoscimento del ruolo centrale dell’Iran, Stato nucleare, su Afghanistan, Iraq e Stati del Golfo,
• riconoscimento del ruolo influente della Siria nel Levante.
Ma la cosa più importante di tale relazione è spingere Israele ad attuare le risoluzioni delle Nazioni Unite sul conflitto arabo-israeliano, tra cui:
• uno Stato palestinese nei territori occupati nel 1967 con capitale Gerusalemme est
• una giusta soluzione al problema dei profughi sulla base della “risoluzione 194″ garantendo il diritto al ritorno e al risarcimento,
• la restituzione del Golan siriano occupato alla linea del 4 giugno,
• il ritorno ai libanesi delle fattorie Shaba.
Dal dicembre 2006 viviamo le conseguenze della denigrazione del rapporto Baker-Hamilton con  una serie di guerre per procura e conflitti che insanguinano l’asse della Resistenza. Nessuno conosce la portata della cooperazione tra Israele e Stati del Golfo, come Arabia Saudita e Qatar, per contrastare le raccomandazioni della relazione strategica degli Stati Uniti, o trovare alternative e quindi ignorare la Roadmap che raccomanda di garantire la necessaria stabilità regionale. Tali imbrogli si sono complicati passo passo. Per iniziare, c’erano le elezioni iraniane del 2008 con il piano di rovesciare il Presidente Ahmadinejad ed imporre Muhammad Khatami al potere con la promessa di permettere all’“Impero iraniano il suo dossier nucleare” contro l’abbandono della causa palestinese. All’epoca, Martin Indyk aveva parlato di “rovesciare l’Iran in Palestina”. Tale scommessa fallì, e la prima guerra contro Gaza ebbe luogo, ancora con lo stesso slogan di Indyk: “rovesciare l’Iran in Palestina”. Consacrata la sconfitta d’Israele, la ripresa del percorso di pace fu ridotta ad imporre all’Autorità palestinese ulteriore obbedienza. Quindi nel 2010 il piano di Hillary Clinton per una pace israelo-palestinese “parziale” fatta di concessioni minime degli israeliani. Ma l’estremismo israeliano è responsabile della distruzione del piano di Clinton, il piano d’Israele è una pace che si traduca nell'”alleanza arabo-israeliana contro l’Iran“. In altre parole, i sionisti hanno scelto di costruire tale alleanza invece di accettare il basso costo che avrebbe rappresentato lo smantellamento del 10% degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, per garantire la continuità territoriale tra le parti del residuale mini-Stato palestinese.

4. Israele continuerà a guadagnare tempo iniziando altre guerre di logoramento, senza esaurirsi?
Dalla sconfitta d’Israele nella sua guerra contro il Libano, nel luglio 2006, riteniamo che non sia più questione di guerra aperta israeliana o statunitense. Ma la negazione di nuove realtà sul terreno  riempirebbe il vuoto strategico dopo il ritiro degli Stati Uniti da Iraq e Afghanistan. Pertanto, dal dicembre 2006, cioè negli ultimi otto anni, Israele cerca di evitare di pagare il conto della Baker-Hamilton, creando ogni sorta di problema per paralizzare l’Asse della Resistenza formato da Iran, Siria, Hezbollah e anche Hamas. Opportunamente, l’esplosione della cosiddetta “primavera araba” certamente nata dalla rabbia popolare contro i loro governanti, è stata l’occasione per Stati Uniti, Turchia e Qatar d’ adottare la loro idea di affidare il potere regionale ai Fratelli nusulmani, con l’idea che l”impero ottomano’ avrebbe ereditato il potere in Tunisia ed Egitto, con alla sola condizione di abbandonare la Siria. La guerra “universale” contro la Siria ha avuto quindi luogo, ma è fallita, mentre la strategia del caos ha creato un ambiente favorevole al terrorismo e al suo radicamento, con il rischio che il califfato del SIIL divida l’Iraq ed altre entità della regione…
Nel frattempo, Hamas ha perso l’illusione che l’identità condivisa con i Fratelli musulmani prevalesse sull’appartenenza alla resistenza palestinese. Ma dopo il fallimento delle vittorie in Egitto e Siria, ha rivisto i conti. I neo-ottomani sono stati sconfitti e il “Fronte del Rifiuto” si avvicina alla vittoria, Hamas non riesce a trovare il suo posto che rientrando nella trincea della resistenza all’occupazione israeliana. Israele ha fallito nonostante i ripetuti tentativi di minare la Resistenza.  Indipendentemente dalle posizioni assunte da certi capi di Hamas, qualsiasi siano i disaccordi con Fatah. Ciò che conta è che le Brigate al-Qasam (ramo militare di Hamas) operino e siano pienamente impegnate nella lotta contro l’aggressione israeliana a Gaza. Israele ha scommesso sulla sconfitta della Siria, e sulla sconfitta di Hezbollah in Siria, sostenendo i vari rami di al-Qaida con i suoi raid aerei [4] su Jamraya [Centro di ricerca scientifica a nord ovest di Damasco], nella speranza che vincessero la guerra ad al-Qusayr [maggio 2013], i raid su Janta affinché vincessero a Yabrud, e i raid su al-Qunaytra per imporre la cintura di sicurezza alla cosiddetta opposizione siriana complice. Ma tutti questi piani sono falliti, uno dopo l’altro. Israele oggi è in ansia perché incapace di scatenare una guerra ma anche di aspettare. Questo mentre il mondo assiste alla cristallizzazione di due campi, uno che rappresenta le crescenti forze di Russia, Cina, Brasile e altri Paesi BRICS, l’altro guidato da Washington, sconfitto in Ucraina e Siria e che si prepara ad altre sconfitte in Yemen e Iraq…
Israele si trova ad affrontare una nuova equazione basata sulla previsione di ciò che potrebbe derivare dal ritiro statunitense dall’Afghanistan, alla fine dell’anno, ora che l’Iraq è alleato di Siria e Iran, con un accordo tra occidente ed Iran si profila all’orizzonte e segnali indicanti la vittoria siriana che appaiono, mentre l’opposizione a uno Stato curdo nato dalla partizione dell’Iraq è quasi unanime, nonostante il suo dichiarato sostegno. Sa che le condizioni per una nuova guerra saranno diverse da quelle della guerra del 1973, come previsto da una relazione del Shabak [servizio di sicurezza interna d'Israele] nel 2010… Israele non potrà vincere una nuova guerra contro una resistenza che si prepara ad ogni evenienza, soffrendo dello stesso deficit strutturale che ha causato le sue sconfitte precedenti. Tutto ciò che ottiene da tale nuovo assalto su Gaza, è reindirizzare la bussola sulla “causa prima”: la lotta contro l’occupazione e la colonizzazione della Palestina.

5. Cosa ne pensate della nomina di Staffan de Mistura a successore di Laqdar al-Brahimi[5]?
Ad ogni fase della guerra contro la Siria, corrisponde un inviato con una specifica missione. Kofi Annan alla fine si dissociò con dimissioni storiche. Laqdar Brahimi, la cui unica missione era condurre colloqui politici, fece ciò che poteva. Qui siamo nella fase della scelta di De Mistura, probabilmente per le sue competenze tecniche e diplomatiche. Tecnicamente curò la prima missione dell’ONU di lancio di aiuti alimentari [Ciad – 1973], fu vicedirettore del Programma alimentare mondiale [2009-2010]. Diplomaticamente, ha ricoperto vari incarichi presso le Nazioni Unite [6], in particolare come rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan [2010-2011], Iraq [2007-2009] e Libano [2001 - 2004]. Pertanto, la sua nomina suggerisce l’esistenza di una nuova mappa regionale dall’Afghanistan al Libano, dove per anni ha gestito il conflitto tra Hezbollah e Israele e lo Stato libanese. In altre parole, ha le chiavi del conflitto arabo-israeliano. Probabilmente  non controlla sufficientemente il dossier siriano, ma può essere compensato dalle sue numerose relazioni con personalità regionali, che si precipiteranno, come dovrebbero, per renderlo edotto dei più piccoli dettagli.

6. Secondo Voi, qual è la missione di De Mistura?
Preparare il tavolo per la nuova mappa regionale. Come mediatore delle Nazioni Unite nel conflitto siriano, può passare dalla Siria a Iraq, Afghanistan e Libano. Penso che sarà il partner principale del presidente egiziano al-Sisi.

7. Tale nuova carta regionale richiede la partizione dell’Iraq?
Non credo assolutamente.

8. Eppure molti dicono il contrario, prevedendone la partizione in tre Stati: sunnita, sciita e curdo.  Alcuni parlano anche di uno “Stato del SIIL!”
In sostanza, l’idea di partizione, non solo dell’Iraq, si basa sulla tesi di Bernard Lewis, il famoso storico statunitense [7], la cui tesi venne discussa sotto l’egida della NATO a Francoforte nel novembre 2012. La domanda era: “Dovremmo mantenere i confini tracciati da Sykes-Picot, o dovremmo riprogettarli sulla base dei dati demografici regionali?“, cioè in base alle popolazioni sunnita, sciita, curda, alawita, ecc… tale partizione in linea di principio sarebbe più facile in Iraq che altrove. Se dovesse avvenire, il secondo passo dovrebbe portare alla partizione della Turchia, creando uno Stato curdo nei suoi territori orientali, e non dell’Iran, al 90% dalla stessa confessione. Ciò spiega l’immediata ritirata dei capi turchi che iniziano a rendersi conto che pagheranno per l’aggressione alla Siria, soprattutto per Qasab e Aleppo. Da parte loro, i sauditi hanno finalmente capito che rischiano grosso vedendo gli Houthi alla periferia di Sana, e la minaccia della creazione di uno Stato sciita sulle coste petrolifere orientali del loro regno. Ecco perché credo che la decisione sarà altra che non la partizione, ed è per questo motivo che quattro dichiarazioni dicono NO ad uno Stato curdo in Iraq! Di Ban ki Moon [8], del Presidente al-Sisi [9], dal comunicato congiunto Stati Uniti e Russia, del numero due della sicurezza nazionale alla Casa Bianca, Tony Blinken, che ha dichiarato che “l’unità dell’Iraq è l’obiettivo da difendere“. E quando si dice ciò, s’intende NO alla partizione dell’Iraq!

Nasser Kandil 11/07/2014, sintesi di due interventi:
Video di al-Mayadin, MN Kandil è intervistato da Diya Sham e articolo su al-Bina;
Trascrizione e traduzione di Mouna Alno-Nakhal per Mondialisation.ca

ISIS TerritoryNote:
[1] Il premier israeliano è a favore di un Kurdistan indipendente
[2] Baker-Hamilton Report 2006
[3] Baker-Hamilton/Wikipedia
[4] VIDEO. Raid israeliano in Siria uccide almeno 42 soldati, bilancio incerto
[5] Staffan de Mistura successore di Brahimi come mediatore
[6] Staffan de Mistura/Wikipedia
[7] Bernard Lewis/Wikipedia
[8] L’Iraq deve avere uno Stato unito, secondo Ban Ki-moon
[9] Egitto: Sisi, un referendum nel Kurdistan iracheno sarebbe una “catastrofe”

Nasser Kandil è un ex-deputato libanese ed direttore di TopNews-Nasser-Kandil e del quotidiano libanese al-Bina
Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La “Battaglia per l’Europa” infuria. Come gli USA minano le relazioni franco-russe

Umberto Pascali, Global Research, 2 luglio 2014
1926738Il 1° luglio, durante un incontro con gli ambasciatori e i rappresentanti permanenti russi, il Presidente Vladimir Putin ha rivelato i dettagli di un palese ricatto alla Francia. L’amministrazione statunitense ha utilizzato le sue unilaterali (e illegali) sanzioni contro Cuba, Iran e Sudan per punire la Francia e in particolare la Banque Nationale de Paris – Paribas. La Banca è stata taglieggiata con 8,97 miliardi di dollari per non sottomettersi al malefico diktat della potenze egemone, ubriaca ma indebolita, anche se le sanzioni non sono una decisione concordata con la Francia. In uno sviluppo che impatta direttamente sulla sovranità nazionale, il terzo esecutivo di BNP, Dominique Remy, s’è dimesso a metà maggio dopo che il regolatore bancario della Stato di New York, Benjamin Lawsky (leggi Wall Street), l’ha indicato come uno dei 12 funzionari che dovrebbe dimettersi per il suo ruolo nello “scandalo”. Putin ha rivelato pubblicamente qualcosa di peggio. La causa contro la BNP francese è stata istruita da Washington per ricattare la Francia e costringerla a non consegnare alla Russia delle due portaelicotteri classe Mistral, di produzione francese e del valore di 1,6 miliardi di dollari. Francia e Russia, però, non possono ritirarsi dall’accordo sulle Mistral: in questo momento 400 marinai russi si addestrano sulla prima Mistral in un porto francese. Lungi dal rappresentare una dimostrazione di potenza egemone, il ricatto degradante rafforza i legami tra la Russia e i principali Paesi dell’Unione europea: Francia, Germania e Italia.
Putin ha detto agli ambasciatori russi: “...Ciò che accade alle banche francesi non può che suscitare  indignazione in Europa e anche qui. Sappiamo della pressione dei nostri partner statunitensi sulla Francia per costringerla a non fornire le Mistral alla Russia. Sappiamo anche che hanno fatto capire che se la Francia non consegna le Mistral, le sanzioni alle loro banche saranno tranquillamente tolte, o almeno ridotte in modo significativo. Cos’è questo se non ricattare? E’ questo il modo giusto di agire sulla scena internazionale? Inoltre, quando si parla di sanzioni, presumiamo sempre che le sanzioni siano applicate ai sensi dell’articolo 7 della Carta delle Nazioni Unite. In caso contrario, non sono sanzioni nel senso giuridico del termine, ma qualcosa di diverso, un altro strumento di politica unilaterale…
La politica estera degli Stati Uniti, sempre più irrazionale e proditoria raggiunge il culmine, caratterizzata da una vasta gamma di strumenti di pressione e intimidazione. Ora la politica prepotente degli Stati Uniti del “con me o contro di me” spinge sempre più Paesi a cercare un’alternativa razionale. La Russia di Putin, contrariamente ai disperati media di Wall Street, splende come un faro di razionalità e umanità, come l’unico adulto e persona di fiducia nel saloon globale in cui l’ubriaco cowboy statunitense spara le sue ultime cartucce. La crisi Ucraina, la creazione del grottesco SIIL in Iraq e Siria, la pressione frenetica su Romania, Serbia, Italia e altri nel denunciare l’accordo con la Russia sul gasdotto South Stream e impedire alla Russia di esportare le sue materie prime, questi sembrano essere gli ultimi proiettili sparati in aria.
L’Italia, per esempio, ha risposto con una dichiarazione netta del segretario di Stato per gli affari europei Sandro Gozi: “Il progetto South Stream è sempre stato e rimane il più importante per l’Italia”. L’intervista è stata pubblicata il 30 giugno, il giorno prima che l’Italia assumesse la presidenza del Consiglio dell’Unione europea. “Mentre l’Italia assume la presidenza dell’Unione Europea, diamo priorità assoluta all’integrazione politica ed economica con Kiev, mentre la ripresa del partenariato strategico tra l’UE e la Russia, … le relazioni con Mosca non possono essere né tagliate né sospese; al contrario siamo convinti della necessità di rafforzarle ulteriormente“. Uno dei primi inviti della ministra degli Esteri italiana Federica Mogherini, avanzati all’inizio del semestre di presidenza italiana, era al suo omologo russo Sergej Lavrov, annunciando una visita a Mosca a luglio. Anche la Serbia, dopo un dibattito per valutare la forza delle minacce degli Stati Uniti, ha deciso di andare avanti con il South Stream, e naturalmente così ha fatto l’Austria durante la visita ufficiale di Putin a Vienna, il 24 giugno. L’agenzia tedesca Deutsche Welle ha scritto, permettendosi stranamente un accenno di polemica: “L’Austria sfida USA e UE sul South Stream durante la visita di Putin; l’austriaca OMV e la russa Gazprom hanno firmato un accordo sulla sezione austriaca del controverso gasdotto South Stream che bypassa l’Ucraina. Il presidente austriaco Heinz Fischer ha respinto le critiche di USA e UE“. La Germania è felicemente alimentata dal gas russo via North Stream. Molti in Europa si aspettano ora una nuova linea dall’Unione europea, nonostante la politica antieuropea della City di Londra, controllata dalla burocrazia di Bruxelles. Dietro la facciata, la “Battaglia per l’Europa” infuria.
Gli ultimata feroci e disperati di Washington appaiono sempre più impotenti. Ed è sempre più chiaro il motivo per cui l’assistente del segretario di Stato USA per gli affari europei ed eurasiatici, Victoria Nuland, nella sua infame conversazione con l’ambasciatore Geoffrey Pyatt in preparazione del colpo di Stato a Kiev, pronunciò il suo immortale: “Fuck the EU“. La destabilizzazione sanguinaria dell’Ucraina è un mezzo per mantenere l’Europa sotto controllo. Ma non funziona.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La guerra per procura USA-NATO in Iraq e Siria: gli Stati Uniti finanziano e addestrano i ribelli “moderati” del SIIL in Siria

Shawn Helton, Global Research, 29 giugno 2014

10505604In quest’ultimo ‘incubo terroristico’ di marca occidentale in Iraq e in Siria, scopriamo che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare aiuti militari diretti ed attrezzature da inviare ai ‘ribelli’ in Siria. Quest’ultima fase del piano di Washington sulla Siria varrebbe 500 milioni di dollari, ampliando le strutture di addestramento segrete di CIA/ELS  collegate al SIIL in Giordania e Turchia… L’ulteriore addestramento militare e l’invio di altre armi  degli Stati Uniti ai cosiddetti ribelli “moderati” è estremamente deciso e quasi sicuramente fatto in modo che i politici di destra e sinistra degli Stati Uniti possano condividerne le conseguenze, accettando di stanziare fondi per insorti dai comprovati legami con il SIIL, come il gruppo jihadista saudita “Fronte della Vittoria”, il gruppo responsabile degli ‘attacchi al cloro” che Washington sfruttò contro la Siria nel 2013, e i cui fondatori di prima e seconda generazione provengono dallo ‘Stato islamico dell’Iraq’, collegandoli direttamente alle strutture di addestramento in Giordania e  Turchia. La straordinaria tempesta mediatica degli Stati Uniti è incentrata sul SIIL, sollecitata dalle tante immagini drammatiche di esecuzioni di massa come ‘prova’ della loro presa sull’Iraq, e l’uso di tale ennesima crisi come pretesto per aumentare bilanci militari e minacce alla sicurezza interna. La maggior parte delle immagini di ‘esecuzione di massa’ sui nei media si sono dimostrate delle pure montature, anche se ciò non ha scoraggiato gli ‘esperti’ dei media statunitensi ed europei o del dipartimento di Stato degli Stati Uniti e i funzionari del Foreign Office del Regno Unito.
Mentre la ‘crisi del SIIL’ sembra andare fuori controllo, espone l’agenda governativa occidentale e delle aziende transnazionali, volta ad espandere la guerra per procura in Iraq e nelle nazioni confinanti, finanziando direttamente i ribelli del terrore, questa volta con l’approvazione del Congresso. Mentre molti think-tank e agenzie multimediali proclamano la netta opposizione al terrorismo del ramo di al-Qaida, SIIL, denunciandone pubblicamente le azioni, 500 milioni di dollari vengono stanziati per finanziare la distruzione radicale di Iraq e Siria. La campagna di destabilizzazione in Iraq avrà numerosi esiti imprevisti, tra cui la frattura di Siria e Iraq, e i prevedibili appelli di Irbil per il nuovo ‘Stato curdo’ nel nord dell’Iraq. Se 500 milioni di dollari sono inviati ai gruppi combattenti islamici in Siria (e Iraq), allora a chi esattamente viene consegnato tale denaro, chi gestirà e distribuita tale fortuna dei contribuenti statunitensi per procurarsi le armi sul campo? Molto probabilmente sarà gestito da militari e paramilitari privati statunitensi nel teatro di guerra. È un coinvolgimento diretto, indipendentemente da come Washington vorrebbe presentarlo. Se si seguono i terroristi, il denaro e le armi negli ultimi 4 anni, si arriva ai governi occidentali, ai loro alleati ed alle loro intelligence…

‘Le evasioni dei jihadista’ ricreano la minaccia terroristica globale
Già nel luglio 2013 vi fu un’evasione di terroristi, senza precedenti ed improbabile, in tre luoghi diversi, elevando la minaccia terroristica globale a livelli mai visti dai primi giorni della trasformazione di bin Ladin nell’uomo nero più famoso del mondo. Qui su 21Wire abbiamo riportato delle sensazionali evasioni: “La prima evasione si ebbe il 22 luglio, con più di 500 detenuti fuggiti da due prigioni diverse in Iraq. Al-Qaida rivendicò l’operazione che in qualche modo travolse 120 guardie irachene e le forze SWAT negli attacchi a Taji, a nord di Baghdad, e al famigerato carcere di Abu Ghraib. Cinque giorni dopo, il 28 luglio, l’imbranato portavoce della sicurezza Muhammad Hijazi ammise su Libya Herald che 1200 prigionieri erano fuggiti nel fine settimana dal centro di detenzione Quayfia di Bengasi. La terza evasione avvenne il giorno seguente, il 29 luglio, quando taliban e agenti di al-Qaida scesero sulla città di Dara Ismail Khan e fecero evadere 250 prigionieri taliban, ma non prima di aver ucciso 12 poliziotti pakistani e tagliato la gola a 4 prigionieri sciiti sulla via della fuga. In ogni occasione, le autorità locali ritengono che ci sia stato un certo aiuto ‘interno’. Tutto sommato, tale stringa epica di evasioni di jihadisti scatenò più di 2000 terroristi e killer mercenari. Forse tali tre tempestive evasioni furono compiute con tale precisione… senza l’aiuto e il sostegno di agenzie d’intelligence come CIA, MI6 e Mossad?” Molti critici affermano che tali evasioni avvantaggiarono direttamente gli interessi occidentali, mentre i militanti appena fuggiti potevano essere inviati in Iraq, Siria ed altri luoghi interessanti per la CIA. La tempistica è inquietante.

Gruppi terroristici filo-Stati Uniti e filo-Arabia Saudita spuntano in Siria
Gruppi terroristici operano in Siria da oltre tre anni, in gran parte con la tacita approvazione dei pianificatori bellici di Washington, Londra e Parigi. Spacciati come ‘ribelli siriani’, tali gruppi  terroristici hanno tutti ricevuto il pieno appoggio da NATO (armi) e Stati del Golfo come Qatar e Arabia Saudita (denaro). Comprendono, ma non solo, Jabhat al-Nusra o ‘Fronte al-Nusra’ appoggiato dall’intelligence saudita, Gruppo combattente islamico libico, brigate Abdullah Azam e brigata martire Bara ibn al-Maliq, il gruppo jihadista Ahrar al-Sham, PKK (nel nord-est della Siria) e qataib Mohadzherin del Caucaso russo, per citarne solo alcuni. I precedenti articoli sui criminali  terroristi ceceni infiltratisi in Siria, indicano che già tali salafiti uccisero i leader sufi della Federazione russa. Il Pakistan Christian Post riferisce: “Recentemente in Daghestan il leader spirituale sufi Efendi Chirkeiskij è stato ucciso da un attentatore suicida con alcuni seguaci. Ciò è accaduto a fine agosto e la vicinanza con il recente attacco contro i leader sufi in Tatarstan è un chiaro allarme sul salafismo quale forza potente in regioni della Federazione russa. Pertanto, non sorprende che la Federazione russa sia estremamente allarmata dalle grandi potenze occidentali che ancora una volta collaborano con ELS, al-Qaida e varie organizzazioni terroristiche salafite“.

I capi terroristi favoriti dagli USA liberati a Guantanamo
Vale la pena notare come il nuovo governatore della Libia a Tripoli, Abdal Haqim Belhadj, il capo del gruppo terrorista ceceno della qataib Mohadzherin, Ajrat Vakhitov, fossero sotto la supervisione degli Stati Uniti per anni, imprigionati a Guantanamo Bay, Cuba, dopo essere stati catturati nel 2002 dalle forze statunitensi in Afghanistan. Belhadj e Vakhitov furono rilasciati dal Pentagono solo per essere reinseriti sul campo, ritornando ad organizzare la lotta dei gruppi islamisti di al-Qaida nella regione, attivi nei Paesi in cui Stati Uniti e NATO hanno attivamente operato per il cambio di regime, Libia e Siria rispettivamente. Si traggano le conclusioni su ciò che Guantanamo sia in realtà, un fatto confermato dalle rivelazioni di Penny Lane sull’arruolamento di agenti doppi a Gitmo. Lo stesso articolo del New York Times menziona anche i piani teocratici dei terroristi per creare un califfato nella regione: “Un 56enne operativo di al-Qaida, conosciuto come Abu Thuha che vive nel quartiere Hawija di Kirkuk, in Iraq, ha detto a un giornalista iracheno del New York Times, “Abbiamo esperienza nel combattimento contro gli americani, e ancor più esperienza con la rivoluzione siriana”, ha detto. “La nostra grande speranza è creare uno Stato islamico siriano-iracheno per tutti i musulmani…”” Tutto ciò costituisce un netto crimine di guerra internazionale, direttamente dovuto a Stati Uniti e alleati. Al di là di ogni ragionevole dubbio, l’attuale ‘crisi del SIIL’ è il risultato diretto degli interessi occidentali che alimentano le guerre civili libica e siriana negli ultimi 4 anni.

Israele, Washington e oleodotti curdi
Ci sono anche indicazioni secondo cui l’inerzia apparente degli Stati Uniti nel coinvolgimento militare diretto sia in realtà un piano strategico dei pianificatori di Washington e Tel Aviv per impegnarsi in una guerra occulta infinita per procura, certamente è così nel Medio Oriente di oggi. La copertura mediatica tiene nell’ombra Israele, cosa per nulla insolita considerando il protocollo dei media degli Stati Uniti su qualsiasi sua attività illecita o regolare violazione del diritto internazionale, ma ora è nettamente ovvio che Israele svolga un ruolo centrale in questo teatro. È ancora più evidente se si considerano i recenti attacchi aerei israeliani sulla Siria, volti a fornire copertura aerea occulta ai terroristi dello Stato islamico in Iraq. Ho notato nel mio primo articolo su tale crisi che, per la prima volta, la nave cisterna SCF Altai ha consegnato una grande quantità di petrolio curdo ad Israele, il 20 giugno, e ciò indicherebbe il SIIL quale parziale creazione israeliana se il petrolio curdo proviene dai giacimenti controllati dai terroristi in Iraq. Il ministero dell’Energia israeliano ha rifiutato di commentare il contratto sul greggio con il governo regionale curdo. Va detto che l’Iraq ha boicottato Israele e non ha nessun contratto petrolifero ufficiale con esso. La regione curda ha anche inviato petrolio sul mercato internazionale bypassando il governo centrale di Maliqi a Baghdad. C’è da chiedersi quanto di questo petrolio vada in Israele?

Syria_AlQuaida_1Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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