ISIS svelato: l’identità della rivolta in Siria e Iraq

Christof Lehmann Nsnbc 15.06.2014

L’offensiva dell’ISIS/SIIL del giugno 2014 in Iraq e le eventuali risposte politico-militari non possono essere compresi senza prima “svelare l’ISIS”. Le brigate ISIS/SIIL in pochi giorni hanno occupato la città settentrionale irachena di Mosul e la maggior parte dell’Iraq occidentale. L’esercito iracheno s’è ritirato dalla seconda città dell’Iraq senza opporre resistenza. Svelando l’ISIS, tutti i sentieri conducono alla casa reale dei Saud, al quartier generale della CIA e alla loro rete globale di mercenari e terroristi chiamata al-Qaida.

iraq_syria-isis-activity_al_qaedaL’origine di ISIS/SIIL come al-Qaida in Iraq
ISIS/SIIL è un’organizzazione erede dell’ex-al-Qaida in Iraq, presumibilmente fondata da Abdullah al-Rashid al-Baghdadi. Al Baghdadi tuttavia è una creatura di al-Qaida, una figura pubblica per assegnare alla creazione saudita-statunitense “al-Qaida” un volto iracheno cui i radicali sunniti iracheni possano identificarsi. Dean Yates riferisce in un articolo di Reuters del 18 luglio 2007: “Un capo di al-Qaida in Iraq catturato questo mese, ha raccontato agli inquirenti militari degli Stati Uniti che un importante gruppo di al-Qaida è solo una facciata e il suo leader fittizio, ha detto un portavoce militare. Il Brigadier-Generale Kevin Bergner ha detto in conferenza stampa che Abu Umar al-Baghdadi, capo del sedicente Stato Islamico dell’Iraq, presumibilmente istituito lo scorso anno, non esiste. Lo Stato islamico dell’Iraq è stato creato per cercare di dare un volto iracheno a  una rete eterodiretta, ha detto Bergner. Il nome Baghdadi deriva dalla capitale irachena”. Una delle persone responsabili del marchio al-Baghdadi era l’egiziano Abu Ayub al-Masri, stretto collaboratore e successore di Abu Musab al-Zarqawi di al-Qaida, ucciso in un raid aereo statunitense il 7 giugno 2006. Al-Masri era politicamente attivo nei fratelli musulmani egiziani (Iqwan), da cui si unì alla Jihad islamica egiziana di Ayman al-Zawahiri nel 1982. continuò con  Usama bin Ladin a dirigere il campo di addestramento di al-Faruq in Afghanistan nel 1999. Andò  in Iraq passando dal Regno Emirati Arabi e dall’Arabia Saudita nel 2002.

L’ISIS rinasce, l’Iraq chiude le vie del contrabbando saudite di al-Anbar, creando tensioni tra sauditi, giordani e statunitensi
ISIS/SIIL era dormiente in Iraq, mentre alcune sue brigate furono coinvolte da Arabia Saudita, Stati Uniti, Qatar e Turchia nella loro guerra alla Siria. Armi, forniture logistiche e mercenari per l’ISIS furono inviati prevalentemente dall’Arabia Saudita attraverso le vie del contrabbando nella provincia di al-Anbar. Il governo filo-iraniano del Primo ministro iracheno Nuri al-Maliqi fu lasciato “relativamente” incontrastato dall’ISIS, cioè Arabia Saudita e Stati Uniti, fino a quando l’amministrazione al-Maliqi, nell’autunno del 2012, decise di aumentare la propria presenza militare ad al-Anbar. L’obiettivo era fermare il flusso di armi e combattenti dall’Arabia Saudita alla Siria. Anche se non c’è una documentazione dettagliata disponibile, è probabile che Damasco e Teheran abbiano incitato Baghdad a chiudere le rotte del contrabbando. La chiusura di tali rotte aggravò le tensioni tra Giordania, Arabia Saudita e Stati Uniti. L’invio di armi e combattenti già instradati via Iraq alla Siria, dovette essere re-indirizzato dall’Arabia Saudita attraverso la città di confine giordana di al-Mafraq. Ttruppe statunitensi e combattenti stranieri arrivarono ad al-Mafraq a fine 2011. Quando il traffico via al-Mafraq aumentò tra fine 2012 e inizio 2013, la situazione in Giordania divenne critica. I parlamentari giordani iniziarono a lamentarsi della maggiore presenza di truppe statunitensi, del flusso di armi attraverso la Giordania per la Siria e della maggiore presenza di combattenti stranieri. Nel luglio 2013, il Vicepresidente del Parlamento giordano Qalil Atiya espresse preoccupazione per l’aumento della presenza di truppe USA in Giordania, dicendo: “Come deputati rappresentanti del popolo giordano, non accettiamo truppe degli Stati Uniti o di qualsiasi altro Paese in Giordania. I giordani non credono che la Siria rappresenti una minaccia“. Il capo del Centro di studi politici al-Quds, Urayb Rintavi, dichiarava all’AFP: “I giordani non si sentono a proprio agio con la presenza di truppe e armi statunitensi nel Paese. Per la gente comune della Giordania, la presenza militare degli Stati Uniti è associata alla cospirazione contro i vicini della Giordania… La società non accoglie gli statunitensi, anche se dicono di voler proteggere il nostro Paese“.

Il dilemma dell’amministrazione al-Maliqi. La decisione di far rinascere l’ISIS
Come si può vedere, l’amministrazione del primo ministro iracheno Nuri al-Maliqi si trovò di fronte a un dilemma. Lasciare l’Arabia Saudita usare le rotte del contrabbando nella provincia di al-Anbar per placare Arabia Saudita, Stati Uniti e Giordania, mentre abbandonava la lobby di iracheni sciiti, Teheran e Damasco. Al-Maliqi avrebbe scelto di prendere tempo, almeno fino alla eventuale caduta di Damasco. L’altra opzione era placare Damasco e Teheran affrontando ad al-Anbar i militanti ISIS/SIIL dell’alleanza antisiriana Arabia Saudita, Stati Uniti ed occidente. Due fattori possono aver contribuito alla scelta dell’amministrazione al-Maliqi per la seconda opzione. Uno dei motivi principali fu la decisione di Israele, GCC e NATO di lanciare la guerra alla Siria per impedire il completamento del gasdotto Iran-Iraq-Siria, dai giacimenti di gas iraniani di Pars nel Golfo Persico alle coste orientali del Mediterraneo in Siria. Al-Maliqi deve aver saputo che l’Iraq sarebbe il successivo se Damasco cadesse. La seconda è che l’amministrazione al-Maliqi è strettamente allineata a Teheran e alla lobby degli sciiti filo-iraniani in Iraq. Litigare con Teheran avrebbe rotto i legami con l’unico supporto regionale su cui può contare l’amministrazione al-Maliqi. La decisione fu presa nell’autunno del 2012, quando l’esercito iracheno ebbe l’ordine di chiudere le rotte del contrabbando di al-Anbar e affrontare i mercenari sauditi-statunitensi dell’ISIS/SIIL. A dicembre, un deputato iracheno avvertì sui media che intenzioni contro l’Iraq venivano covati da Turchia, Qatar e Arabia Saudita, invitando tutti i cittadini iracheni ad essere vigili. Il mese prima, il premier al-Maliqi avvertì che Arabia Saudita e Qatar cercavano di attuare: “Un complotto in Iraq contro la Siria nel tentativo di rovesciarne il governo impiegando i terroristi“. In un’intervista alla rete satellitare libanese al-Mayadin, al-Maliqi precisò che un colpo di Stato era pianificato contro l’Iraq, dicendo: “Qatar e Arabia Saudita, cercando di rovesciare il governo siriano, ora attuano la stessa ingerenza per rovesciare il regime iracheno. Il loro obiettivo è rovesciare il governo iracheno, il  sistema di governo iracheno e non me“. È interessante notare che il think tank degli Stati Uniti Stratfor, nel 2002 suggerisse di dividere l’Iraq in tre Stati. Nuri al-Maliqi e la sua amministrazione sapevano che il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden approvò tale piano nel 2002, quando ancora senatore degli Stati Uniti.

L’ISIS e la famiglia reale dell’Arabia Saudita
Zahran_alloushIl coinvolgimento diretto del ministero degli Interni e dell’intelligence dell’Arabia Saudita nella gestione delle brigate di al-Qaida in Siria, Iraq e altrove è ben documentata. Per citare un esempio;  il fondatore e comandante supremo della Liwa al-Islam, direttamente coinvolto nell’attacco chimico nel sobborgo di Damasco del Ghuta orientale del 21 agosto 2013, Zahran al-Lush, lavora per l’intelligence saudita dal 1980. ISIS/SIIL è sotto il comando diretto della famiglia reale dell’Arabia Saudita. Nel gennaio 2014, al-Arabiya pubblicò un articolo e un video dell’interrogatorio di un combattente dell’ISIS catturato in Siria. L’articolo e il video completo furono rimossi, ma l’Istituto per gli Affari del Golfo finanziato dall’Arabia Saudita ha ancora un estratto del video sul suo canale Youtube, caricato il 22 gennaio 2014. Brevemente sui retroscena. Le brigate-fantoccio di Arabia Saudita e Qatar furono coinvolte in pesanti scontri in Siria dal 2012, che portarono infine alla quasi eliminazione delle brigate fantoccio del Qatar, mentre brigate saudite presero il sopravvento in tutta la Siria. I dettagli su tale lotta intestina sono spiegati nell’articolo “Alti funzionari USA e sauditi responsabili delle armi chimiche in Siria“. Interrogato sul perché l’ISIS “insegue l’Esercito libero siriano” e su chi comandasse, il combattente catturato dell’ISIS afferma che non sapeva perché, ma che gli ordini provenivano da Abu Faysal, noto anche come principe Abdul Rahman al-Faysal, fratello del principe Saud al-Faysal e del principe Turqi al-Faysal.
Domanda: Perché (l’ISIS) monitora i movimenti dell’esercito libero siriano?
Detenuto: Non so esattamente perché, ma abbiamo ricevuto ordini dal comando ISIS.
Domanda: Chi nell’ISIS da gli ordini?
Detenuto: il principe Abdul Rahman al-Faysal, anche noto come Abu Faysal.
Il “comandante supremo” dell’ISIS/SIIL è il principe Abdul Rahman al-Faysal, della famiglia reale saudita, del ministero degli Interni e dell’intelligence dell’Arabia Saudita. L’ISIS svelato descrive una serie di operazione d’intelligence e mercenarie di Arabia Saudita-USA-NATO. Non c’è nulla di “misterioso” nell’ISIS/SIIL. Non è nemmeno così misteriosa da impedire ai media mainstream occidentali di riferirne i fatti.

Comunicazione preventiva
Saudi royal family behind ISIL crimes in Syria: ReportI governi sauditi e statunitensi hanno una risposta standard a dichiarazioni pubbliche imbarazzanti sulla partecipazione di dirigenti sauditi alle operazioni dei mercenari-terroristi. L’esempio di Usama bin Ladin è il prototipo del modello standard ideato per la disinformazione. Usama, si dice al mondo, era “la pecora nera” della famiglia bin Ladin. La disinformazione è sorretta da media mainstream complici, anche quelli che convincono i lettori di non essere una facciata dell’intelligence come The Guardian. Dopo gli incidenti dell’11 settembre 2001, che divenne la giustificazione per l’invasione di Afghanistan e Iraq sotto falsi pretesti, The Guardian fece ciò che ci si aspetta da un giornale infiltrato da MI5-6. Il 12 ottobre 2001, il Guardian pubblicò l’intervista al fratello di Usama bin Ladin, Abdullah, dal titolo “No è mio fratello”. Il Guardian lasciò Abdullah dire ai lettori del Guardian: “So che nei primi anni ’90 la famiglia più volte l’aiutò tentando di moderarne le idee. Dopo questi tentativi falliti, ci fu il consenso unanime, ma riluttante, che Usama doveva essere disconosciuto”. Per impedire una simile campagna di disinformazione sull’ISIS/SIIL guidato dal principe Abdul Rahman al-Faysal, dobbiamo affermare chiaramente che il principe Abdul, in nessun modo appartiene a una “frangia” della famiglia reale saudita. L’uomo che guida nel 2014 la guerra di Stati Uniti-Arabia Saudita all’Iraq fu viceministro della Difesa dell’Arabia Saudita nel 1978-2011, ed è anche fratello del principe Saud al-Faysal e del principe Turqi al-Faysal. Il principe Saud al-Faysal è ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita dal 13 ottobre 1975, ed è il secondogenito di re Faysal. Turqi al-Faysal fu direttore dell’intelligence dell’Arabia Saudita nel 1979-2001, ambasciatore dell’Arabia Saudita negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Si dimise da direttore dell’intelligence pochi giorni prima degli attacchi “terroristici” negli Stati Uniti dell’11 settembre 2001. Turqi al-Faisal ha pubblicamente accusato il primo ministro iracheno Nuri al-Maliqi “di cessione di gran parte del nord dell’Iraq ai terroristi“.

ISIS Svelato – un mostro a due teste
Abbiamo svelato ISIS, l’ISIS svelato si rivela un mostro a due teste. Il suo corpo è costituito da volontari, mercenari e agenti di servizi segreti e forze speciali sauditi, turchi e statunitensi. Le sue due teste sono la famiglia reale saudita e il quartier generale della CIA di Langley, Virginia, Stati Uniti d’America. Qualsiasi valutazione di qualsiasi intervento straniero, politico o militare in Iraq senza considerare tali fatti, porterà a conclusioni sbagliate. Perciò non si avrà alcuna informazione diversa da quella frammentata sui vari media occidentali o del Golfo arabo.

10458823Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Omicidi e sesso in Belgio: Mossad e CIA

Aangirfan 1 giugno 2014

Screen-Shot-2014-05-26-at-1_56_27-PMIl 24 maggio 2014, a Bruxelles, Emmanuel e Mira Riva furono uccisi. Secondo quanto riferito,  lavoravano per il Mossad. Il 25 maggio 2014 ci sono state le elezioni in Belgio. Il 26 maggio 2014, il primo ministro belga Elio di Rupo ha rassegnato le dimissioni. Elio di Rupo è collegato al Bilderberg e ai ragazzi. Il killer dei Riva sembra un killer professionista. Mistero
Il fatto che il killer sia scappato potrebbe suggerire che fosse aiutato delle autorità del Belgio?  Alcuni politici belgi furono fortemente critici verso Israele. Il 24 maggio, si legge che la polizia aveva arrestato un sospetto sulla scena e che ne ricercava un secondo. Il sospettato è stato rilasciato. La polizia belga detiene un sospetto dell’omicidio al Museo Ebraico – 24 maggio 2014
Il 1° giugno 2014, leggiamo che un capro espiatorio era stato arrestato. Un francese con legami sospetti con islamisti in Siria è stato arrestato per la sparatoria mortale della scorsa settimana presso il Museo Ebraico di Bruxelles. L’uomo armato sospettato, di 29 anni, Mahdi Namush, fu arrestato a Marsiglia per possesso di un Kalashnikov e una pistola simili a quelli usati durante l’attacco del 24 maggio, riferiscono le fonti. E’ stato arrestato con l’accusa di omicidio e tentato omicidio in relazione all’atto terroristico, riferiva una fonte giudiziaria. Sospetto arrestato per la sparatoria al Museo Ebraico di Bruxelles

138750-eric-rassineux1Zev Barkan (Omicidi del Mossad in  Belgio…)
Secondo quanto riferito, Zev Barkan, alias Bruckenstein, un tempo era un agente del Mossad a Bruxelles. Secondo quanto riferito, Barkan coinvolse Bernard Weinstein nell’organizzazione di Marc Dutroux, in modo da ricattarne i clienti. Secondo quanto riferito, Dutroux scoprì cosa facesse Weinstein, e l’uccise. Dutroux fu arrestato nel 1996. Dutroux venne rilasciato dal carcere in anticipo. Secondo quanto riferito, la polizia belga l’ha aiutato a rapire i bambini da far abusare da personalità come poliziotti e giudici. Diversi testimoni nel caso Dutroux, circa 20, sono morti in circostanze strane. Secondo quanto riferito, Barkan ha contribuito a silenziare il caso Dutroux. Nel 2002, il politico belga Alain Van der Biest, legato al caso Dutroux, fu ‘suicidato’. Biest era ministro degli Interni quando Dutroux fu rilasciato dal carcere nel 1991 dopo aver scontato solo 3 anni della condanna a 13 anni per stupro. Biest era sospettato essere il mandante dell’assassinio del politico belga André Cools, nel 1994.

1364296453André Cools, che sapeva troppo dei collegamenti tra politici statunitensi e criminalità belga, venne assassinato a Liegi. Secondo quanto riferito vi sono collegamenti tra il caso Dutroux, l’Operazione Gladio della CIA e le reti di pedofili che operano nel Jersey, Paesi Bassi, Stati Uniti… Il 27 novembre 1995, la polizia belga perquisì i locali utilizzati dal culto di Rajneesh Osho (un culto legato alla CIA). Cercava Eric Mattheeussen, accusato di scattare fotografie di incidenti stradali. La polizia trovò molte scatole. “In queste scatole… trovammo centinaia di immagini di cadaveri di bambini, spesso nelle pose più orribili. Molte delle foto furono fatte da lui stesso, altre furono prese su ordinazione di altri fotografi… In diverse scatole trovammo pornografia infantile… spesso bambini molto piccoli penetrati da adulti, e certe fantasie pedofile assai strane… ritagli di giornale di famose sparizioni“. (De Demmink Doofpot Istituto per lo Studio della Globalizzazione)

0 GLADIONel 2011, ci furono sparatorie in stile Gladio a Liegi, in Belgio; sei persone vi morirono. Secondo il procuratore belga Cedric Visart de Bocarme: “Solo un disturbo mentale come la ricezione di trasmissioni radio della CIA… può spiegare la furia omicida di Liegi”. Strage di Liegi: ciarlataneria politica/L’Operazione Gladio rimbalza in Europa?/Belgio – Nordine Amrani l’assassino belga.
Le Soir riferì che tre uomini eseguirono l’attentato a Liegi. Il giornale riferì che uno dei tre era nascosto nel Palais de Justice. ‘3 uomini eseguirono l’attentato di Liegi, centro dalla città evacuato’
Nell’aprile 2011, il Belgio irritò Israele sostenendo una dichiarazione dell’UE che chiedeva a Israele moderazione negli attacchi dei razzi da Gaza… Nel maggio 2011, Shimon Samuels, direttore del Simon Wiesenthal Center e il  dottor Moshe Kantor, presidente dell’European Jewish Congress (EJC) chiesero che il primo ministro del Belgio Yves Leterme licenziasse il ministro della giustizia Stefaan De Clerck poiché aveva accolto un atto d’accusa di 70 pagine contro i leader israeliani (Ehud Olmert, Ehud Barak e Tzipi Livni, ecc) per crimini di guerra nell’operazione Piombo Fuso a Gaza, nel 2009. “Livni aveva evitato di recarsi in Belgio nel 2009 quando era ministra degli Esteri, per paura di esservi arrestata”. Ai primi del dicembre 2011, il rabbino Marvin Hier del Simon Wiesenthal Center chiese che Hillary Clinton licenziasse il suo ambasciatore ebreo in Belgio, Howard Gutman, per aver accusato Israele di alimentare l’antisemitismo in Europa e nel mondo musulmano”. Il Mossad ha visitato il Belgio?

article-2074978-0F2D8FC200000578-8_233x423Nordine Amarani fu accusato dell’attentato di Liegi. Nordine Amrani, 33 anni, è nato in Belgio. In giovane età rimase orfano e venne cresciuto in case-famiglia. Amrani non era un musulmano ed era in procinto di sposarsi. Daily Mail
Amrani è stato condannato per possesso illegale di armi e droga, e per violenze sessuali. Secondo Richard Cottrell, ex-parlamentare europeo (conservatore) e autore di Gladio: Il pugnale della NATO nel cuore dell’Europa: “Amrani è “il capro espiatorio stereotipo… esattamente come Breivik in Norvegia… Nei primi anni ’80, un gruppo di uomini pesantemente armati terrorizzò supermercati e altri negozi nella regione del Brabante nei pressi di Bruxelles. Gli armati sparavano a caso sugli astanti durante una serie di rapine tra il 1982 e il 1985, uccidendo 28 persone e ferendone molte altre. Le vittime includevano clienti sfortunati uccisi a sangue freddo dai mitraglieri nei supermercati affollati e nei parcheggi. L’inchiesta parlamentare belga ufficiale… concluse che i criminali erano collegati ai servizi segreti belgi…” End the Lie

article-2074978-0F2C7A9A00000578-208_468x308Nel 2006, le armi e le munizioni usate nei massacri del Brabante furono infine rintracciate, nel … ramo belga dell’esercito segreto della NATO Stay-behind, chiamato ‘Squadrone d’Intervento Speciale’, conosciuto dal comando della struttura di Gladio come ‘Organizzazione Diana (la cacciatrice)’
Nel 2003, Nordine Amrani ebbe due anni di sospensione della pena per stupro. Nel 2007, la polizia irruppe a casa di Nordine Amrani e trovò lanciarazzi, potenti fucili e munizioni. La polizia trovò  anche migliaia di piante di cannabis. Amrani fu imprigionato nel 2008. Amrani era in libertà vigilata quando la sparatoria di Liegi ebbe luogo. Perché non era sotto stretta sorveglianza? Riuscì ad ottenere un fucile d’assalto belga FAL, granate e altre armi subito dopo il suo rilascio anticipato dalla prigione, nell’ottobre 2010. Daily Mail

p.txtGli attacchi tipo Gladio di Liegi

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Storia rivoluzionaria dell’Iraq

Dean Henderson 20 maggio 2014

Ieri è stato annunciato che la coalizione guidata dal partito della Legge di Stato del Primo ministro Nuri al-Maliqi è emerso vittorioso nelle tormentate elezioni parlamentari del mese scorso in Iraq. Mentre militanti sauditi dello Stato islamico in Iraq e Levante (SIIL) controllano Falluja e parte di Ramadi, oltre 3500 persone sono già state uccise nelle violenze settarie quest’anno. L’occupazione statunitense dell’Iraq ha portato con sé l’insediamento di una classe dirigente esiliata da decenni. Questa cricca monarchica tenta di trasformare il Paese da Stato arabo egualitario a bastione del capitalismo selvaggio occidentale. Anni di lotta rivoluzionaria avevano liberato l’Iraq dall’egemonia bancaria internazionale guidata dai Rothschild. Tale lotta non sarà abbandonata senza combattere.

iraqNel 1776 la British East India Company stabilì il quartier generale in quello che oggi è il Quwayt. Quando i membri del clan quwaitiano al-Sabah aiutò i turchi ottomani a sedare le rivolte nel sud dell’Iraq, lo shayq della tribù dei Muntafiq diede agli al-Sabah boschetti di datteri presso Fao e Sufiyah nel sud dell’Iraq. Il Quwayt fu considerato altamente strategico dagli inglesi nella protezione delle rotte marittime dell’Oceano Indiano. Nel 1900 gli inglesi siglarono un accordo con Mubaraq al-Sabah, separando il Quwayt dall’Iraq e facendone un protettorato inglese. La stragrande maggioranza delle persone che vi abitava s’oppose al piano britannico, volendo continuare a far parte dell’Iraq da sempre considerando il Quwayt parte della provincia di Bassora dell’Iraq. [1] Per decenni i leader iracheni contestarono la legittimità dell’accordo Sykes-Picot del 1920, attraverso cui francesi e inglesi fecero del Quwayt un protettorato inglese. Gli iracheni non furono mai  consultati quando fu firmato il “gentlemans agreement”. Il Quwayt divenne un importante fornitore di petrolio per l’occidente e di petrodollari per i banchieri dell’economia mondiale. L’ex-ministro degli Esteri inglese Selwyn Lloyd dichiarò che i soldi del petrolio kuwaitiano puntellano la sterlina inglese. Una battuta di Wall Street dice: “Perché gli Stati Uniti e il Quwayt hanno bisogno l’uno dell’altro?” La risposta “Il Quwayt è un sistema bancario senza patria. Gli Stati Uniti un Paese senza sistema bancario“.
Nel 1937 e di nuovo nel 1946 il Partito Comunista Iracheno indisse scioperi presso l’Iraq Petroleum Company (IPC), a Kirkuk. Da quando la BP divenne l’importante proprietario dell’IPC, gli inglesi  inviarono truppe per sedare gli scioperi. Mezzo milione di acri di terra nella provincia di Qut fu rilevato dai fratelli al-Yasin, lacchè degli inglesi. Nel 1958, l’1% dei proprietari terrieri in Iraq controllava il 55% dei terreni. [2] Nel 1950 l’IPC fu al centro del boom del petrolio in Iraq. I suoi numerosi tentacoli includevano Bassora Petroleum e Mosul Petroleum. Chevron, Texaco, Exxon, Mobil, Gulf e RD/Shell furono esclusi dall’IPC dopo che tali predecessori dei Quattro Cavalieri firmarono l’accordo della Linea Rossa. La rivoluzione in Egitto del 1952, che depose la monarchia di Faruq e portò al potere il leader nazionalista Gamal Abdal Nasser, ispirò una serie di rivolte in Iraq contro l’IPC e la monarchia irachena. Nel 1958 re Faysal fu assassinato insieme a numerosi membri della famiglia reale. La monarchia irachena, da tempo marionetta dell’impero inglese, fu deposta. Gli Stati Uniti e gli inglesi agirono rapidamente per garantirsi l’installazione di un altro burattino nel generale Nuri al-Sayd. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna convinsero al-Sayd a firmare il Patto di Baghdad, di cui una parte chiedeva il riconoscimento ufficiale del Quwayt. Un’altra parte dell’accordo autorizzava l’invio di forze irachene in Libano per sostenere il governo filo-occidentale e impopolare di Camille Chamoun. [3] Nel 1958 al-Sayd fu deposto da un colpo di Stato guidato da ufficiali nazionalisti dell’esercito fedeli a Abdul Qarim Qasim. Il settimanale parigino L’Express riferì, “Il colpo di Stato iracheno è stato ispirato dalla CIA per placare i nazionalisti. La CIA ha visto Qasim come contenibile e preferibile agli elementi più radicali che rapidamente guadagnano consensi tra il popolo iracheno“. Inizialmente i membri del Partito comunista furono banditi dal governo Qasim. Ma sotto la pressione della potente sinistra irachena, Qasim subito sciolse la monarchia irachena e coltivò legami con l’Unione Sovietica e la Cina. Si ritirò dal Patto di Baghdad e chiese l’annessione del Quwayt alla provincia di Bassora. Tolse il divieto del Partito Comunista Iracheno che divenne una forza importante nel suo governo. Creò l‘Iraqi National Oil Company statale (INOC), facendo dell’Iraq il primo Paese del Medio Oriente a nazionalizzare le attività dei Quattro Cavalieri. Nel 1961 Qasim approvò la legge 80 che recuperava il 99,5% dei terreni inesplorati dell’IPC e chiese l’annessione del Quwayt. Big Oil e le sue otto famiglie proprietarie ne ebbero abbastanza. Nel 1960 Sydney Gottlieb della Divisione Servizi Tecnici della CIA ordì un piano per assassinare il Presidente Qasim. [4] Una campagna terroristica a bassa intensità fu organizzata dalla CIA con i partiti nazionalista e baathista che attaccavano il Partito Comunista Iracheno, il partito di sinistra più formidabile della regione. La CIA diede ai suoi sgherri gli elenchi dei leader di sinistra da colpire. Nel 1961 il Quwayt dichiarò l’indipendenza, prendendosi lo sbocco del solo porto dell’Iraq, Bassora. Le truppe statunitensi sbarcarono in Libano e quelle inglesi in Giordania. [5]
abdul_karim_kassemNel 1963 l’agente della CIA Bruce Odell organizzò un ponte aereo per armare la cellula di destra del partito Baath di Baghdad. Gli operatori del Baath scatenarono un’ondata di terrorismo segnata da innumerevoli massacri di civili. L’uomo di punta della CIA, la cui fazione di destra nel Baath emerse vittoriosa dopo l’assassinio Qasim nel 1963, fu Sadam Husayn. [6] Secondo un articolo del 17 aprile 2003 dell’Indo-Asian News Service, la CIA fece uscire Sadam dall’Iraq dopo l’assassinio e lo piazzò in un hotel di Cairo per qualche notte. Adb al-Salam al-Arif fu nominato presidente. Il suo primo decreto abrogò la legge 80. I Quattro Cavalieri erano di nuovo in sella all’IPC. Nel 1967 l’IPC perforò diversi pozzi con un potenziale di 50000 barili al giorno. Si nascosero questi risultati al governo iracheno. Quando la notizia trapelò il popolo iracheno ne fu indignato. Arif ne seguì l’esempio. Nazionalizzò banche e compagnie di assicurazione, insieme a trentadue altre grandi imprese. L’Iraq approvò le leggi 97 e 123 che diedero all’INOC statale un ruolo maggiore nell’industria petrolifera irachena, tra cui il diritto esclusivo di sviluppare il giacimento petrolifero di Rumayla Nord, presso il Quwayt. La Brown & Root di Houston aveva costruito il terminal petrolifero dell’IPC di Fao che serviva Rumayla Nord, mentre la società tedesca Mannesman costruì la pipeline Kirkuk-Dortyol dell’IPC. [7] Ora le multinazionali corsero ai ripari mentre un Iraq irritato ruppe le relazioni con gli Stati Uniti. L’anno dopo il presidente di sinistra Hasan al-Baqr combatteva l’Unione Patriottica del Kurdistan sostenuta dalla CIA e guidata da Jalal Talabani, mentre le truppe lealiste curde di Mustafa Barzani attaccarono le strutture del’IPC nei pressi di Kirkuk. Il decreto del governo iracheno dell’11 marzo 1970 premiò i curdi di Barzani con l’autonomia delle province settentrionali di Kirkuk e Dohuk. Nel 1971 l’Iraq ruppe i rapporti con l’Iran dopo che lo Shah fu scoperto aiutare la fazione di Talabani per conto della CIA. Nel 1972 al-Baqr nazionalizzò l’IPC. Nel 1973 la Bassora Petroleum fu nazionalizzata. Entro dicembre 1975 tutte le aziende straniere in Iraq erano state nazionalizzate. [8] Non dovrebbe sorprendere che il flessibile Jalal Talabani sia il presidente dell’Iraq occupato dagli USA.
La Siria guidava i Paesi della regione seguendo l’esempio iracheno. La nazionalizzazione dell’IPC fu molto popolare e fu sostenuta dal governo di al-Baqr, che costituì l’Iraqi Company for Oil Operations (ICOO) per commercializzare all’estero il petrolio dell’INOC. ICOO siglò accordi di fornitura con Giappone, India, Brasile, Grecia e molte nazioni del Patto di Varsavia. Nel 1973-1978 i proventi del petrolio iracheno passarono da 1,8 miliardi di dollari a 23,6 miliardi dollari all’anno. [9] L’Iraq implementò controlli valutari rigorosi per evitare che i banchieri internazionali sabotassero il dinaro. Introdussero restrizioni alle importazioni di valuta estera, affinché non venisse sprecata in beni di lusso frivoli. L’Iraq divenne un leader rispettato della fazione dei falchi dei prezzi dell’OPEC. Fu un esempio mondiale del tentativo di liberarsi dalla schiavitù della otto famiglie della mafia bancaria che voleva la testa di al-Baqr. Dopo un fallito tentativo di colpo di stato nel 1975 contro al-Baqr, la polizia irachena scoprì i dollari in possesso dei golpisti. [10]
Nel corso di quattro decenni, i Quattro Cavalieri e i loro scagnozzi della CIA cercarono di sedare il  nazionalismo del popolo iracheno. Il successo fu minimo e i loro regimi fantoccio di breve durata. Il regime di Sadam Husayn sembrava promettente ai banchieri internazionali. Un giro di vite sui partiti nazionalisti uccise e deportò gli elementi più radicali. Invase l’Iran rivoluzionario con una gomitata del tirapiedi dei Rockefeller Zbigniew Brzezinski. Aprì l’economia irachena alle multinazionali occidentali. Ma quando sauditi e kuwaitiani iniziarono a pretendere da Sadam il rimborso di 120 miliardi di dollari in prestiti per la guerra all’Iran, che avevano originariamente chiamato “sovvenzioni”, Sadam esplose. Gli Stati Uniti dissero ai monarchi al-Sabah d’insistere, spingendo Sadam sulla nota via socialista del popolo iracheno. Presto si trovò nel mirino dei suoi ex-sponsor. Una volta ritiratisi completamente gli Stati Uniti dall’attuale multimiliardario incubo neo-coloniale, gli iracheni sembrano destinati a continuare sul familiare percorso rivoluzionario socialista. Non è facile abrogare la storia di un popolo, a dispetto dell’arroganza e della ricchezza del propagandista.

531655_Note
[1] Beyond the Storm: A Gulf Crisis Reader. Phyllis Bennis and Michel Monshabeck. Olive Branch Press. Brooklyn, NY. 1991. p.39
[2] Iraq Since 1958: From Revolution to Dictatorship. Marion Farouk-Sluglett and Peter Sluglett. I.B. Tauros & Company, Ltd. New York. 1990.
[3] Diplomacy in the Near and Middle East: A Documentary Record: 1914-1956. J.C. Hurewitz. D. Van Nostrand Company, Inc. Princeton, NJ. 1956. p.236
[4] Iraq and Kuwait: A History Suppressed. Ralph Schoenman. Veritas Press. Santa Barbara, CA. 1990. p.14
[5] Ibid
[6] Ibid. p.14
[7] Ibid
[8] Sluglett and Sluglett. p.120
[9] Bennis and Monshabeck. p.31
[10] Schoenman. p.20

Dean Henderson è autore di: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel.  Potete seguirlo su Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina, l’abbraccio tra mercenari sionisti e golpisti neonazisti

Alessandro Lattanzio, 10/5/2014
10154515Al pogrom di Odessa hanno partecipato anche attivisti israeliani, che maneggiavano materiale chimico, con cui avrebbero bruciato le persone presenti nella Casa dei sindacati. Tali individui si mossero rapidamente verso l’epicentro degli eventi, indossando guanti di gomma bianchi, utilizzati per manipolare reagenti chimici. In questo video a una domanda, il tizio con la camicia blu, che si chiama Goneh Siboni, afferma: “Sono israeliano”. “Sei d’Israele e assisti a tutto questo?” e l’israeliano risponde: “No, io non guardo, partecipo”, spiegando di avere la doppia cittadinanza USA e Israele e di provenire da Madison. Una volta accortosi di essere videoregistrato l’israelo-statunitense si allontana con la scusa di voler “aiutare le persone”. L’interlocutore inglese gli chiede: “Sei stato preparato in queste cose?“, risponde “Sì, certo nell’esercito” mentre corre verso di lui un suo collega che ha nelle mani (sempre protette da guanti) provette e reagenti. Pochi giorni dopo, il ministero degli Interni ucraino ha detto che nella Casa dei Sindacati le persone sono state carbonizzate da “sostanza sconosciute”. È probabile che tali misteriosi “volontari” siano stati addestrati all’uso di armi chimiche nell’esercito di qualche Stato, come i mercenari anglofoni che partecipano alle operazioni della giunta golpista contro l’Oriente ucraino; magari arruolati dal già citato miliardario sionista e capo del Congresso ebraico europeo, Igor Kolomojskij.
Il giornale dei golpisti Kyiv Post riferiva che “Andrej Tarasenko, un capo del gruppo neo-nazista Pravý Sektor, ha detto che la sua ala militare coopera con le autorità nella formazione di unità partigiane“. Inoltre, 25000 criminali comuni sarebbero stati amnistiati in cambio dell’arruolamento presso la Guardia nazionale golpista. La Verkhovna Rada ha registrato un progetto di legge per l’amnistia redatta dal deputato Andrej Kozhemjakin, secondo cui saranno rilasciati 23-25000 detenuti  che nell’ultimo mese hanno sottoscritto la “dichiarazione” sul loro desiderio di unirsi alla Guardia Nazionale, condizione principale per l’amnistia.
lead_largeIl 9 maggio, a Marjupol, elementi della cosiddetta Guardia nazionale ucraina sparavano sui cittadini. “Hanno cominciato a sparare sulla gente, che fuggiva. Ci sono molte vittime, molti feriti, ma non posso dare ulteriori dettagli perché nessuno osa andare sulla linea del fuoco“. Pjotr Komissarov, del comitato antifascista di Marjupol, ha detto “In città c’è stata una tragedia. Le autorità di Kiev hanno preparato un ‘regalo': una strage nei pressi della sede regionale del Ministero degli Interni. In precedenza, la polizia locale si era rifiutata di sparare sulla gente ed è stata chiamata traditrice. Oggi sono andati dalla polizia, per uccidere. Nella città sono entrati nove veicoli militari e una compagnia di soldati, con armi di piccolo calibro e lanciagranate che hanno usato contro i poliziotti nell’edificio”. Il 10 maggio, dopo il lungo scontro, Marjupol è stata liberata. Le forze speciali ucraine che avevano incendiato il comando della polizia e il municipio, fuggivano dopo aver ucciso 7 persone e ferito altre 39. I vigili del fuoco sono riusciti ad estinguere gli incendi. Secondo il ministro degli Interni golpista Arsen Avakov, molte guardie ucraine sarebbero state ferite o eliminate. Un veicolo da combattimento della fanteria BMP-2 è stato sequestrato dai manifestanti antigolpisti ed assegnato alla milizia della Repubblica Popolare del Donetsk. La notte del 9 maggio, nel distretto di Budjonnovsk, Donetsk, più di un centinaio di miliziani del Donbass ha circondato 120 guardie nazionali di Chernigov e Dnepropetrovsk. Dopo un breve scontro a fuoco, i neonazisti hanno ceduto le armi alla milizia dell’autodifesa e si sono ritirati. Dal 2 al 9 maggio 2014, circa 140 squadristi di Fazione destra sono stati eliminati o feriti, assieme ad altri 95 elementi della Guardia Nazionale, tra cui 20 soldati della Brigata Aeromobile Zhitomir, 10 agenti del ministero degli Interni (MUP) e 60 dell’SBU (l’unità “Alfa” di Sumy è stata distrutta, mentre le unità “Alfa” di Kiev, Poltava, Ternopil e Ivano-Frankovsk hanno subito gravi perdite), 20 agenti della CIA, (13 morti e 7 feriti) e 10 mercenari stranieri, 3 polacchi della “ASBS Othago” e 7 statunitensi della “Greystone”, 40 mercenari ucraini dei battaglioni al soldo del miliardario sionista Kolomojskij “Dnepr” e “Azov“. Distrutti, infine 7 elicotteri militari (Mi-8 e Mi-24) 2 fuoristrada, un BTR e un BMP.
Dopo i colloqui con il presidente dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), Didier Burkhalter, il 7 maggio, il Presidente Vladimir Putin ha invitato: “I rappresentanti del sud-est dell’Ucraina, sostenitori della federalizzazione, a rinviare il referendum previsto per l’11 maggio, per creare le condizioni adeguate per un dialogo. La Russia chiede l’immediata sospensione di tutte le operazioni militari e punitive nel sud-est dell’Ucraina. … Questa modalità di risoluzione del conflitto politico interno non è un modo affidabile di risolvere alcuna disputa politica. … Al contrario, approfondisce le divisioni. … Capisco le persone del sud-est dell’Ucraina che dicono: se a Kiev organizzano un colpo di Stato, si armano, occupano edifici pubblici, stazioni di polizia e unità militari, perché non possiamo garantire i nostri interessi e diritti legittimi?” Ma in risposta alla richiesta di Putin, i vertici della Repubblica Popolare di Donetsk decide di non rinviare il referendum per l’indipendenza della regione, in programma l’11 maggio. “Abbiamo votato all’unanimità di non rinviare il referendum, che avrà luogo l’11 maggio”, dichiarava un leader della Repubblica Popolare di Donetsk, Denis Pushilin. “Non abbiamo mai rifiutato i negoziati, eravamo sempre pronti a discutere. Purtroppo Kiev fa il doppio gioco ogni volta, non ha mai rispettato gli accordi, la sua firma non ha alcun valore, le sue parole non hanno alcun valore. Dubitiamo fortemente che qualcosa cambi”.
L’8 maggio, veniva convocato il Consiglio di Sicurezza della Russia, per un incontro urgente sulla situazione in Ucraina cui hanno partecipato il Primo ministro Dmitrij Medvedev, il Capo dello Staff Presidenziale Sergej Ivanov, i relatori del parlamento Valentina Matvienko e Sergej Naryshkin, il Segretario del Consiglio di sicurezza Nikolaj Patrushev e il suo vice Rashid Nurgaliev, il Ministro della Difesa Sergej Shojgu, degli Esteri Sergej Lavrov, degli Interni Vladimir Kolokoltsev, il Direttore del Servizio di Sicurezza Federale Alexander Bortnikov, il Direttore dei Servizi d’Intelligence Mikhail Fradkov e Boris Gryzlov del Consiglio di sicurezza. Il viceministro della Difesa russo Anatolij Antonov riferiva che “15000 militari ucraini sono stati schierati nelle zone di confine. La coscrizione militare è stata ripresa in Ucraina. … Allo stesso tempo, la NATO raggruppa forze in Europa orientale”.
1510645 Durante la manifestazione antifascista e di solidarietà del popolo dell’Ossezia del Sud verso il popolo di Odessa, Kramatorsk, Slavjansk, Kharkov e Lugansk, veniva lanciato il seguente appello, “Oggi, in Ucraina, in conseguenza di un colpo di Stato con il supporto tecnologico, finanziario e informativo diretto di Stati Uniti ed alcuni Paesi europei, il potere è stato preso da una giunta fascista. Milioni di cittadini ucraini sono fuorilegge per la loro origine etnica o il rifiuto dei crimini del regime a Kiev. La Costituzione viene calpestata. L’esercito gettato contro i civili, agendo da squadrone della morte contro il proprio popolo. Per distruggere i manifestanti contrari alla giunta a Kiev, agiscono mercenari stranieri mentre diritti umani e libertà vengono violati. Una guerra spietata e criminale contro il popolo del Sud-Est dell’Ucraina è in corso. L’inumano e deliberato incendio contro le persone nella casa dei sindacati a Odessa, ha scioccato il mondo civilizzato. É un crimine che non può essere perdonato. Tali atrocità possono essere commesse solo da mostri. Per molti anni il popolo dell’Ossezia del Sud ha ostinatamente resistito all’aggressione georgiana.  Sappiamo che il fascismo georgiano e quello ucraino hanno gli stessi promotori occidentali. Oggi, gli Stati Uniti e alcuni Paesi dell’Europa occidentale sostengono apertamente le forze neo-naziste in Ucraina, promuovendo ulteriori spargimenti di sangue e istigando la giunta di Kiev a perpetrare il terrore contro il popolo del sud-est dell’Ucraina. I crimini della giunta contro i propri cittadini non vengono condannati dall’occidente. Le lezioni della seconda guerra mondiale sono dimenticate. Noi, cittadini della Repubblica dell’Ossezia del Sud, condanniamo fortemente ogni manifestazione di fascismo ed esprimono il nostro impegno per uno sviluppo pacifico, incoraggiando le persone di buona volontà in tutto il mondo a pesare sulla comunità mondiale e a promuovere la cessazione immediata della carneficina nel Sud-Est dell’Ucraina. Chiediamo un tribunale internazionale contro la giunta di Kiev, colpevole della morte di decine di cittadini ucraini e di crimini contro l’umanità”.
Riguardo al pogrom di Odessa, il ministro degli Esteri Lavrov ha dichiarato: “Per anni l’Europa ha chiuso gli occhi sul fatto che l’ideologia fascista ottiene nuovi sostenitori, che arruolano nuovi adepti e si esibiscono in marce in onore delle SS condannate per i loro crimini dal Tribunale di Norimberga. Ma ciò che accade ora, non sono solo semplici marce con striscioni che lodano i criminali nazisti, ma è l’emergere palese del fascismo. Ci impegneremo per scoprire la verità, faremo in modo che tutte le prove siano fornite dai testimoni e sia svelata l’ampiezza della tragedia che consapevolmente viene nascosta dalle autorità a Kiev, in modo che non un solo frammento della verità sia trascurato e nascosto al pubblico“. Il regime di Kiev ha accusato il Consiglio di Odessa di nascondere il vero bilancio delle vittime dell’assalto e dell’incendio del palazzo dei Sindacati, eseguito dalle bande di Fazione Destra. Tatjana Ivananko, testimone nel Palazzo dei Sindacati, spiega che “Prima di tutto, nessuno si aspettava tanta crudeltà, e in secondo luogo, era troppo tardi per fuggire” quando i neonazisti incendiarono la Casa dei Sindacati con i manifestanti anti-golpisti intrappolati all’interno. “Lanciarono anche dei petardi, così la gente nei corridoi rimase seduta sul pavimento, accecata. In quel momento ti rendi conto non c’è modo di aiutarla, dovendo salvare te stesso. La polizia non faceva nulla. Quando i vigili del fuoco arrivarono, era troppo tardi. Troppe persone erano già morte, anche se la stazione dei pompieri più vicina si trova a 700 metri“. Molte vittime del progrom di Odessa hanno subito ferite da arma da fuoco. Diversi video mostrano un uomo con il giubbotto antiproiettile che si presenta come sotnik Mykola (“Sotnik“, ovvero un capetto del gruppo Majdan) e che spara più volte sulla Casa dei sindacati in fiamme. “Date un’occhiata al video, a quest’uomo armato di pistola e con il giubbotto antiproiettili“. Dopo che gli attivisti neonazisti e golpisti riuscirono ad entrare nell’edificio, “molte persone furono strangolate. Non so come potessero attraversare le fiamme, ma l’hanno fatto. Finirono alcuni di coloro che erano riusciti a fuggire, e gettarono dalle finestre coloro che non ci riuscirono, uccidendoli a terra. I teppisti bastonavano a morte i sopravvissuti“. Secondo il procuratore generale dell’Ucraina Oleg Makhnitskij, “Questa azione è stata preparata ai massimi livelli interni, è un’azione ben pianificata e coordinata in cui i rappresentanti delle autorità vi hanno preso parte“. Infine, Fuchezhij, il capo della polizia di Odessa responsabile del massacro, sarebbe fuggito all’estero, mentre altri tre dirigenti della polizia sono stati arrestati e tradotti a Kiev. Ma Fuchezhij e gli altri sono inquisiti per aver dovuto rilasciare gli attivisti sostenitori della federalizzazione arrestati nella Casa dei sindacati, il 2 maggio.
10268593 Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti, intervenendo tre giorni dopo il massacro, ha difeso l’azione dei golpisti a Kiev e dei loro alleati fascisti nel pogrom di Odessa. Marie Harf portavoce del dipartimento di Stato degli USA, affermava “Kiev ha dimostrato grande moderazione. E se vi riferite a ciò che è successo a Odessa … qualsiasi perdita di vita è orribile … ma ancora una volta è colpa delle forze e dei separatisti filo-russi che attaccarono i manifestanti. Quindi pensiamo che la moderazione sia importante, ma anche mantenere l’ordine”. Un giornalista rispose: “Ma non importa quante persone muoiono? Quelle persone avevano colpe? E’ questo che sta dicendo?” Harf rispose: “Hanno fatto in modo che avviassero l’escalation, scatenando le violenze della folla...” Un secondo giornalista le ha chiesto: “Il Ministero degli Esteri russo parla di catastrofe umanitaria nelle città orientali ucraine, circondate dalle truppe ucraine, causando carenza di medicine e cibo. Ed elenca ciò che chiama violazione in massa dei diritti da parte di coloro che definiscono ultra-nazionalisti.” Harf rispose, “Beh, penso che sia solo l’ultima versione russa degli eventi che non corrisponde alla realtà… Sono le forze russe e filo-russe che hanno attraversato la frontiera di un altro Paese nel tentativo di minarne la sovranità. Sono loro che commettono le violazioni che vediamo…” Marie Harf proviene dalla CIA, dove era analista mediorientale e poi divenne portavoce dell’agenzia. Ha acquisito la posizione di portavoce del dipartimento di Stato dopo aver partecipato alla campagna per la rielezione di Barack Obama. Mentre l’amministrazione Obama sostiene le elezioni ucraine del 25 maggio, emerge che metà delle 30000 truppe schierate nel sud-est dell’Ucraina sono membri dei partiti neo-nazisti Pravý Sektor, UNA-UNSO e Svoboda. In effetti, i capi di Fazione Destra si sono recati alla fine di aprile negli Stati Uniti, per colloqui con i rappresentanti del dipartimento di Stato USA da cui ricevere i fondi per potersi trasformare in partito politico. La delegazione neonazista era guidata dal coordinatore Andrej Artjomenko, che ha incontrato Victoria Nuland. “Gli Stati Uniti si sono offerti di addestrare i radicali, aiutandoli a divenire un partito politico con strutture e una rete di filiali in tutta l’Ucraina. I funzionari del dipartimento di Stato degli Stati Uniti erano disposti ad investirvi 5-10 milioni di dollari”. Artjomenko era stato designato personalmente dall’ambasciatore statunitense in Ucraina, Jeffrey Pyatt. Alla commissione degli Esteri della Camera, Victoria Nuland è stata criticata dalla deputata repubblicana californiana Dana Rohrbacher, che le ha posto domande sulla legittimità del rovesciamento del governo Janukovich e sulla presenza di neo-nazisti nel colpo di Stato a Kiev, “Abbiamo un legittimo presidente, legittimamente eletto, rimosso dalle violenze di piazza. C’erano immagini di personaggi che ci hanno detto essere dei neonazisti“. Nuland ha risposto “Prima di tutto, la stragrande maggioranza di coloro presenti a Maidan era formata da manifestanti pacifici”. Rohrbacher le ricordava, “Ho visto quelle immagini e ho anche visto un sacco di persone lanciare bombe incendiarie sui poliziotti. C’erano persone che sparavano alla polizia. Quindi, sì, c’erano mamme con i fiori, ma c’erano anche teppisti molto pericolosi in tali manifestazioni. … La domanda è: c’erano neo-nazisti?” Nuland ha continuato dicendo che “c’erano molte tendenze presenti, tra cui anche delle pessime tendenze”. Nuland ha detto che gli Stati Uniti offrono “assistenza finanziaria nella sicurezza tecnica e non letale” per le elezioni del 25 maggio, “Oltre 178 milioni di dollari tramite l’USAID sono stanziati, assieme a un supplemento di 50 milioni per assistenza tecnica e al prestito da un miliardo di dollari approvato dal Congresso il 1° aprile”. L”assistenza elettorale’ comprende “11 milioni per attività elettorali, come istruire gli elettori alla partecipazione civica. … Inoltre, ai 100 osservatori dell’OSCE, inviamo dagli Stati Uniti 255 osservatori a lungo termine e oltre 3300 osservatori a breve termine“. Un esercito di spie e agitatori al soldo di Washington, destinati a controllare e defraudare le elezioni ucraine. Infine, altri “18 milioni di dollari vanno per l’assistenza alla sicurezza non letale delle forze armate e delle guardie di frontiera ucraine, per consentirgli di assolvere ai compiti fondamentali.”

619881_originalFonti:
ITAR-TASS
Global Research
Global Research
Global Research
Moon of Alabama
Nsnbc
Nsnbc
Nsnbc
Odessit
RIAN
RussiaToday
RussiaToday
RussiaToday
RussiaTdoay
RussiaToday
RusVesna
StopNATO
Voice of Russia


Marjupol


Kharkov


Nikolaev


Budjonnovsk


Kiev

Gli Illuminati contro la Russia

I piani degli imperialisti della City di Londra per la Russia
Dean Henderson 29 aprile 2014 map_ktk_enIeri l’UE e gli USA hanno imposto ulteriori sanzioni alla Russia, mentre 150 truppe statunitensi sbarcano nella vicina Estonia per le esercitazioni militari. Due mesi dopo che il presidente democraticamente eletto dell’Ucraina Viktor Janukovich è fuggito dal Paese per il putsch orchestrato da MI6/CIA/Mossad a Kiev, l’occidente continua l’aggressione alla Russia, nonostante i ripetuti tentativi diplomatici del presidente russo Vladimir Putin. Quindi cosa c’è di nuovo? La City dei banchieri di Londra guidata dai Rothschild da due secoli ha grandi piani imperialisti per le ricche risorse naturali della Russia, sempre ostacolati dagli zar o dallo stalinismo nazionalista. Putin ha sventato i loro ultimi tentativi, quando ha incarcerato l’israeliano dalla doppia cittadinanza Mikhail Khodorkovskij e ri-nazionalizzato gran parte dell’industria energetica russa. Non è un caso che uno dei funzionari russi sanzionati ieri sia Igor Sechin, presidente del colosso petrolifero russo Rosneft, di cui BP detiene ancora una quota del 20%.

Alleanza blasfema
hersh_malta_2 Mentre i sindacati bancari internazionali avevano sempre trattato con l’Unione Sovietica, l’accesso alle sue vaste risorse petrolifere rimase limitata fino a quando Ronald Reagan entrò alla Casa Bianca nel 1980, determinato a frantumare l’Unione Sovietica e aprirne i giacimenti petroliferi ai Quattro Cavalieri. Il suo uomo di punta fu il direttore della CIA Bill Casey, le cui connessioni con i cattolici Cavalieri di Malta furono sfruttate a fondo. La “santa mafia” segreta dell’Opus Dei del Vaticano era dietro l’ascesa al Papato del cardinale polacco Karol Wojtyla. Wojtyla divenne Papa Giovanni Paolo II e lanciò l’offensiva dell’Opus Dei/Vaticano per eliminare i movimenti della teologia della liberazione dall’America Latina e il comunismo dall’Europa orientale. Il fascismo aiutò naturalmente Karol Wojtyla. Durante gli anni ’40 era un commesso dell’industria chimica nazista IG Farben. Wojtyla vendeva ai nazisti il cianuro usato nei loro campi di sterminio di Auschwitz. Uno dei suoi migliori amici era il dr. Wolf Szmuness, ideatore nel 1978 dello studio sull’epatite B del Center for Disease Control degli Stati Uniti, attraverso cui il virus dell’AIDS fu inoculato nella popolazione gay. [722] Nel 1982 Reagan incontrò Papa Giovanni Paolo II. Prima della riunione, Reagan firmò l’NSD-32 che autorizzava una vasta gamma di attività economiche, diplomatiche e segrete per “neutralizzare la presa dell’Unione Sovietica sull’Europa orientale“. Nel corso della riunione i due decisero di lanciare un programma clandestino per strappare l’Europa dell’Est ai sovietici. La Polonia, Paese di origine del Papa, era la chiave. Sacerdoti cattolici, AFL-CIO, National Endowment for Democracy, Banca del Vaticano e CIA si schierarono tutti.
Il Vaticano è il maggiore proprietario al mondo di titoli azionari, utilizzando la filiale svizzera del Banco di Roma per svolgerne le  attività in modo discreto. Il fascista italiano Benito Mussolini fornì generose esenzioni fiscali al Vaticano, di cui gode ancora. La riconciliazione del Grande Oriente massone con il Vaticano fu sostenuta dal Banco Ambrosiano del capo della P-2 Roberto Calvi. Le relazioni tra il Vaticano e la massoneria erano tese dall’11° secolo, quando i greci ortodossi si divisero dai cattolici romani. Emersero le fazioni dei Cavalieri Templari e dei Cavalieri Ospedalieri di S. Giovanni. Quest’ultima fu la fazione cattolica. Cambiò nome in Cavalieri di Malta, dall’isola dove trovò rifugio dopo la sconfitta delle Crociate con l’aiuto del Vaticano. Malta è una base degli intrighi di CIA/MI6/Mossad. Nel 13° secolo papa Clemente V, sostenuto dal re di Francia Filippo, accusò i Cavalieri Templari di eresia protestante, citando la loro passione per il traffico di droga, armi, gioco d’azzardo e prostituzione. Queste attività sono ciò che resero i Templari “ricchi sfondati”. Papa Clemente diede una lezione bruciando sul rogo, un venerdì 13, il capo dei Templari Jacques de Molay. [723] I templari presero il loro bottino e fuggirono in Scozia per fondare la Massoneria di Rito Scozzese. Finanziarono la Casa di Windsor che controlla la Gran Bretagna e presiede il vertice della massoneria mondiale. I membri loggia massonica iscrivono i figli alla De Molay Society, in onore del pirata templare bruciato. Il tentativo di Calvi di conciliare società segrete protestanti e cattoliche fu un successo. Divenne il finanziatore del movimento polacco Solidarnosc, mentre l’inquinata Continental Illinois Bank del segretario al Tesoro di Nixon David Kennedy inviava i fondi della CIA dalla Banca di Cicero del vescovo Paul Marcinkus per finanziare Solidarnosc. [724]
Il Vaticano collaborò con la nobiltà nera europea, i Bilderberger e la CIA per lanciare la società ultrasegreta JASON e armare i dittatori sudamericani per reprimere la teologia della liberazione. Nel 1978, quando Papa Giovanni Paolo II prese il potere, il Vaticano emise un francobollo commemorativo con una piramide egizia e il Roshaniya, l’occhio che tutto vede. [725] Il Vaticano e gli Illuminati si ricongiunsero. Gli incontri di Reagan con Papa Giovanni Paolo II furono l’affermazione di tale nuova potente alleanza che si concentrò sulla rovina dell’Unione Sovietica. Anche prima che Reagan incontrasse il Papa, la CIA aveva un agente presso il ministero della Difesa polacco, il colonnello Ryszard Kuklinski. Kuklinski faceva capo al Vaticano e contribuì ad organizzare Solidarnosc guidata dalla ricca famiglia Radziwill, che aveva finanziato gli assassini di JFK via Permindex. La maggior parte dei capi di Solidarnosc erano vecchi ricchi aristocratici. Il precursore di Solidarnosc fu l’Alleanza Nazionale dei solidaristi, una squadra fascista russo/est-europea finanziata dalla RD/Shell di Sir Henry Deterding e dal presidente della Vickers Arms Corporation Sir Basil Zacharoff. Sir Auckland Geddes della Rio Tinto Zinc, che finanziò golpe fascista di Francisco Franco in Spagna, finanziò anche i solidaristi. Il nipote di Geddes, Ford Irvine Geddes, fu presidente della Inchcape Peninsular & Orient Navigation Company nel 1971-1972. [726] Il quartier generale dei solidaristi degli Stati Uniti era la Fondazione Tolstoj, nello stesso edificio della Julius Klein Associates che armò i famigerati squadroni della morte sionisti Haganah e banda Stern che usurparono le terre palestinesi per fondare Israele. Klein era un insider dell’MI6 alla Permindex contribuendo ad organizzare l’assassinio di JFK. Il figliastro dei solidaristi, il movimento Solidarnosc, fu spacciato dai media occidentali come grande forza liberatrice polacca. Con gli aiuti della CIA, Solidarnosc rovesciò il governo comunista di Varsavia. Il loro uomo di paglia Lech Walesa divenne presidente della Polonia. Nel 1995 Walesa fu sconfitto dall’ex-leader comunista Aleksander Kwasniewski. Walesa fu premiato per aver leccato stivali lavorando alla Pepsi.
Il direttore della CIA Casey richiese costante attenzione sull’Europa orientale dalla CIA. Casey s’incontrò spesso con il cardinale di Philadelphia John Krol per discutere di Solidarnosc. Utilizzò i suoi collegamenti con i Cavalieri di Malta, appoggiandosi pesantemente su fratello Vernon Walters, il cui curriculum spettarle si legge come un romanzo di James Bond. L’ultima incarnazione di Walter fu da ambasciatore itinerante di Reagan presso il segretario di Stato del Vaticano cardinale Agostino Casaroli. [727] Nel 1991 Walters era ambasciatore USA alle Nazioni Unite, dove rullò con successo i tamburi di guerra contro l’Iraq. Era nelle Fiji quello stesso anno, poco prima della caduta di quel governo di sinistra. Altri Cavalieri di Malta coinvolti nel tentativo di destabilizzazione dell’Europa orientale furono Richard Allen, dell’NSA di Reagan e vice di Robert Vesco, il giudice William Clark dell’NSA di Reagan, l’ambasciatore di Reagan in Vaticano William Wilson e Zbigniew Brzezinski. Altri cavalieri di spicco dei Cavalieri di Malta erano Prescott Bush, il segretario al Tesoro di Nixon William Simon, il golpista nixoniano Alexander Haig, il sostenitore dei Contra J. Peter Grace e l’agente venezuelano dei Rockefeller Gustavo Cisneros.
La squadra di Reagan seguiva una strategia in cinque parti nel tentativo di distruggere l’Unione Sovietica. In primo luogo, perseguì il concetto di Star Wars della JASON Society, nel tentativo di coinvolgere i sovietici in una corsa alle armi spaziali sapendo che Mosca non poteva permettersi. In secondo luogo, la CIA avrebbe lanciato operazioni segrete in Polonia, Cecoslovacchia e Ungheria nel tentativo di rovesciare quei governi filo-sovietici. Mentre Walesa spuntò in Polonia, il poeta Vaclev Havel divenne il cavaliere bianco della CIA in Cecoslovacchia. Come Walesa, Havel divenne impopolare e subito cacciato dalla presidenza di burattino. Un componente del programma di destabilizzazione della CIA era comprare armi da queste nazioni dell’Est europeo per armare i ribelli sponsorizzati dalla CIA in Nicaragua, Afghanistan, Angola e Mozambico, usando la BCCI e successivamente la BNL. Gli Stati Uniti volevano anche mettere le mani sull’avanzato arsenale sovietico. La Polonia vendette segretamente agli Stati Uniti una serie di avanzate armi sovietiche per 200 milioni di dollari. La Romania fece lo stesso. Entrambi i Paesi videro i loro debiti esteri ridotti significativamente. [728] Il terzo componente della strategia di Reagan fu finanziare la privatizzazione economica del contingente del Patto di Varsavia. In quarto luogo, gli Stati Uniti avrebbero coperto le onde radio est-europee e sovietiche di propaganda filo-occidentale da fronti come Radio Liberty, Radio Free Europe e Voice of America. La CIA finanziò giornali e riviste locali.
La Compagnia fu aiutata nell’Unione Sovietica dai suoi compari del Mossad con il tentativo del magnate dei media e ufficiale pagatore del Mossad Robert Maxwell. Quando Maxwell minacciò di svelare l’incontro tra il capo del KGB Vladimir Krjuchkov e un capo del Mossad a bordo del suo yacht privato, in cui il colpo di Stato contro Mikhail Gorbachev venne discusso, il Mossad ordinò l’eliminazione di Maxwell. Il 4 novembre 1991, quando navigava presso le isole Canarie, Maxwell fu assassinato da un commando israeliano. L’esodo di massa degli ebrei russi negli insediamenti occupati da Israele in Palestina faceva parte del patto segreto tra Mossad e Krjuchkov, ancora in una prigione di Mosca per il suo ruolo nel tradimento del colpo di Stato contro Gorbaciov. [729] Ma fu il quinto e ultimo componente della strategia di Reagan che attrasse i Quattro Cavalieri. Gli spettri di Reagan avviarono una guerra economica contro l’Unione Sovietica, comprendente il congelamento dei trasferimenti tecnologici, contraffazione del rublo russo e sponsorizzazione di gruppi islamici separatisti nell’Asia centrale e nel Caucaso sovietici. I jihadisti furono incaricati di sabotare un importante metanodotto transcontinentale che i sovietici stavano costruendo. I sovietici avevano più gas naturale di qualsiasi altro Paese sulla terra e videro nel completamento di questo gasdotto una vacca da mungere per il 21° secolo. [730] Big Oil voleva il latte della mucca.

E’ il petrolio, stupido!
pipelinemapQuando l’ultimo presidente dell’Unione Sovietica Mikhail Gorbaciov annunciò la perestrojka e la glasnost per privatizzare l’economia del Paese, aiutò gli Illuminati a distruggerlo. Gorbaciov fu ingannato, complice inconsapevole, un agente della CIA o vittima dell’operazione Presidio di controllo mentale del Tempio di Set? Comunque sia, svolse un ruolo chiave nello smantellamento dell’Unione Sovietica. I sovietici controllavano non solo le vaste risorse della propria nazione, ma le risorse dei Paesi del Terzo Mondo e del Comecon, alleati dei sovietici. Nell’ambito della perestrojka dovevano cessare gli aiuti sovietici a queste nazioni in via di sviluppo, per alleviare il peso del crescente debito sovietico che, come il debito degli Stati Uniti, s’era accumulato con decenni di spesa militare della Guerra Fredda. Il debito delle due superpotenze era detenuto dalle stesse banche internazionali che ora utilizzavano la leva del debito per scegliere un vincitore e aprire le risorse russe e del Terzo Mondo ai loro tentacoli aziendali. [731]
Quando il Muro di Berlino cadde e Gorbaciov fu rovesciato in favore del sicario del FMI Boris Eltsin, i Quattro Cavalieri si precipitarono a Mosca per concludere accordi petroliferi. Petrolio e gas naturale sono sempre stati la principale esportazione sovietica e così rimase per la nuova Russia. Nel 1991 il Paese guadagnò 13 miliardi dollari in valuta forte dalle esportazioni di petrolio. Nel 1992 Eltsin annunciò al mondo che l’industria petrolifera della Russia da 9,2 miliardi di barili al giorno sarebbe stata privatizzata. Il sessanta per cento delle riserve siberiane della Russia non è mai stato sfruttato. [732] Nel 1993 la Banca Mondiale annunciò un prestito di 610 miliardi dollari per modernizzare l’industria petrolifera della Russia, di gran lunga il più grande prestito nella storia della banca. L’International Finance Corporation controllata dalla Banca Mondiale, acquistò le azioni di diverse società petrolifere russe e fece un ulteriore prestito alla Conoco di Bronfman per l’acquisto della Siberian Polar Lights Company. [733] Il principale mezzo di controllo dei banchieri internazionali sul petrolio russo era Lukoil, inizialmente per il 20% di BP Amoco e Credit Suisse First Boston, dove l’inviato in Jugoslavia di Clinton e architetto degli accordi di pace di Dayton Richard Holbrooke aveva lavorato. Il procuratore generale di Bush padre, Dick Thornburgh, che orchestrò il cover-up della BNL, ora era Chief Financial Officer della CS First Boston. Una manciata di oligarchi sionisti russi, noti collettivamente come mafia russa, possedeva il resto di Lukoil, che operò da Saudi Aramco della Russia dei Quattro Cavalieri, un partner di Big Oil per i progetti nel Paese che richiedevano quantità veramente impressionanti di capitale. Questi progetti riguardavano l’isola Sakhalin, noti come Sakhalin I, una venture da 15 miliardi di dollari della Exxon Mobil; e Sakhalin II, un accordo da 10 miliardi di dollari della Royal Dutch/Shell che includeva Mitsubishi, Mitsui e Marathon Oil come partner. i piani siberiani erano ancor più grandiosi. RD/Shell è un partner al 24,5% di Uganskneftegasin, che controlla un enorme giacimento di gas naturale siberiano. A Prjobskoe, BP Amoco gestisce un progetto da 53 miliardi di dollari. A Timan Pechora sul Mar Glaciale Artico, un consorzio composto da Exxon Mobil, Chevron Texaco, BP Amoco e Norsk HYDRO gestisce una joint venture da 48 miliardi di dollari. Nel novembre 2001 la Exxon Mobil annunciò l’intenzione d’investire altri 12 miliardi di dollari in un progetto su petrolio e gas nell’Estremo Oriente russo. RD/Shell annunciò un investimento di 8,5 miliardi di dollari per le concessioni nell’isola Sakhalin. BP Amoco fece annunci simili. [734] Nel 1994 Lukoil produsse 416 milioni di barili di petrolio, diventando così il quarto maggiore produttore al mondo dopo RD/Shell, Exxon Mobil e la co-proprietaria BP Amoco. I suoi quindici miliardi di barili di riserve di greggio erano secondi al mondo dopo Royal Dutch/Shell. [735]
Il Caucaso sovietico, con l’incoraggiamento di Langley, presto si separò dalla Russia. La mappa dell’Asia centrale fu riscritta con Kazakhstan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkmenistan, Kirghizistan, Armenia, Azerbaigian, Ucraina e Georgia che dichiaravano l’indipendenza. Il gasdotto sovietico contro cui Reagan ordinò gli attacchi, trasportava gas naturale ad est, al porto sul Nord Pacifico di Vladivostok, e ad ovest al porto sul Mar Nero di Novorossijsk, dai più ricchi noti giacimenti di gas naturale del mondo, sotto ed a ridosso del litorale del Mar Caspio, nel cuore del Caucaso. I Quattro Cavalieri ambivano a queste risorse più che in ogni altra parte del mondo. Volevano costruire i propri gasdotti privati, una volta messe le mani sui giacimenti di gas del Mar Caspio che contengono, secondo una stima, 200 miliardi di barili di greggio. Le privatizzazioni dell’industria petrolifera furono rapidamente annunciate nelle nuove repubbliche dell’Asia centrale che ebbero, in virtù della loro indipendenza, il controllo delle vaste riserve di petrolio e di gas del Mar Caspio. Nel 1991 Chevron ebbe colloqui con il Kazakistan. [736] Le repubbliche dell’Asia centrale divennero i più grandi beneficiari degli aiuti dell’USAID, così come dei prestiti di Exim Bank, OPIC e CCC. Azerbaigian, Turkmenistan e Kazakistan ne furono particolarmente favoriti. Questi Paesi controllano il litorale del Mar Caspio, insieme a Russia e Iran. Nel 1994 il Kazakistan ricevette 311 milioni di dollari in aiuti statunitensi e altri 85 milioni di dollari per smantellare le armi nucleari sovietiche. Il presidente Clinton incontrò il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev. Firmarono una serie di accordi, dal disarmo alla cooperazione nella ricerca spaziale. Il Kazakistan, con una stima di 17,6 miliardi di barili di riserve petrolifere, era una parte  strategica del sistema di armi nucleari sovietiche ed ospitava il programma spaziale sovietico. I due leader firmarono un accordo che prevedeva la protezione degli investimenti delle multinazionali statunitensi. L’Istituto di libero scambio e della Camera di Commercio degli Stati Uniti invitò i funzionari kazaki a studiare le arti più sottili del capitalismo globale. I Quattro Cavalieri si mossero in fretta. Chevron Texaco rivendicò il primo premio da 20 miliardi di dollari, il giacimento Tenghiz, poi arraffò un altro giacimento petrolifero a Koroljov. Exxon Mobil firmò un accordo per sviluppare una concessione offshore sul Mar Caspio. [737] Tengizchevroil è per il 45% di Chevron Texaco e per il 25% di Exxon Mobil. [738] Il presidente della NSA di George W. Bush e poi segretaria di Stato Condaleeza Rice, esperta di Asia centrale, era nel CdA di Chevron assieme a George Schultz nel 1989-1992. Anche una petroliera prese il suo nome.
Grazie al Mar Caspio, l’Azerbaigian riceveva centinaia di milioni di dollari in aiuti statunitensi. BP Amoco guidava un consorzio di sette giganti del petrolio che versarono inizialmente 8 miliardi di dollari per sviluppare tre concessioni al largo della capitale Baku, storico campo base di Big Oil nella regione. [739] BP Amoco e Pennzoil, recentemente acquisita da Royal Dutch/Shell, presero il controllo della compagnia petrolifera dell’Azerbaigian il cui consiglio di amministrazione includeva l’ex-segretario di Stato di Bush Sr. James Baker. Nel 1991 il super-fantasma di Air America Richard Secord si presentò a Baku sotto la copertura dell’Oil MEGA. [740] Secord & Company fornirono addestramento militare, vendevano armi israeliane, passavano “sacchetti marroni pieni di contanti” e spedirono oltre 2000 combattenti islamici dell’Afghanistan con l’aiuto di Gulbuddin Hekmatyar. L’eroina afgana inondò Baku. L’economista russo Aleksandr Daskevich disse che 184 laboratori di eroina furono scoperti della polizia di Mosca nel 1991, “Ognuno era gestito da azeri che utilizzavano il ricavato per comprare armi per la guerra dell’Azerbaigian contro l’Armenia nel Nagorno-Karabakh“. [741] Una fonte d’intelligence turca afferma che Exxon e Mobil erano dietro il colpo di stato del 1993 contro il presidente azero Abulfaz Elchibey. Gli islamisti aiutarono Secord. Usama bin Ladin istituì un’ONG a Baku da cui attaccare i russi in Cecenia e Daghestan. Venne insediato il più flessibile presidente Haydar Aliev. Nel 1996, per volere del presidente dell’Amoco, fu invitato alla Casa Bianca ad incontrare il presidente Clinton, il cui NSA era Sandy Berger che aveva 90000 dollari di azioni dell’Amoco. [742] I separatisti armeni sostenuti dalla CIA occuparono le regioni strategiche del Nagorno-Karabakh e Nakhnichevan confinante con Turchia e Iran. Quando il presidente turco Turgut Ozal menzionò l’intervento in Nakhnichevan in sostegno degli azeri, il premier turco Sulayman Demirel subito lo smentì dall’alleato chiave degli Stati Uniti. Queste due regioni sono fondamentali per Big Oil che progettava di costruire un gasdotto dal Mar Caspio attraverso la Turchia fino al porto russo sul Mar Nero di Novorrossijsk. La stessa rotta era utilizzata dai mafiosi turchi Lupi grigi nel loro traffico di eroina dall’Asia centrale all’Europa. Quando il lupo grigio Mehmet Ali Agca cercò di assassinare papa Giovanni Paolo II nel 1981, la CIA usò la sua Gladio cercando di accusarne il governo comunista della Bulgaria. Lukoil possiede il 26% del porto russo sul Mar Nero di Novorossijsk. Il suo presidente Vait Alekperov voleva costruire l’oleodotto del Caspio attraverso Groznij, in Cecenia, mentre i Quattro Cavalieri preferivano passare per la Turchia. Il supporto della CIA a separatisti armeni e ribelli islamici ceceni assicurò il caos a Groznij. Alekperov finalmente accettò la rotta turca. Nel 2003 il dipartimento della Difesa propose una borsa per l’addestramento militare da 3,8 milioni dollari all’Azerbaigian. Più tardi, ammise che ciò era volto a proteggere l’accesso al petrolio degli Stati Uniti. Come Michael Klare ha detto, “Lentamente ma inesorabilmente, l’esercito statunitense si converte nel servizio globale di protezione del petrolio“. [743]
Il Turkmenistan, che confina con il Mar Caspio a sud-est, è una virtuale repubblica del gas, con massicci giacimenti di gas naturale. Ha anche vasti giacimenti di petrolio, rame, carbone, tungsteno, zinco, uranio e oro. Il giacimento di gas più grande è presso Dauletabad, nel sud-est del paese, vicino al confine afghano. Centgas di Unocal avviò la costruzione di un oleodotto che collegava i giacimenti petroliferi di Chardzhan ai giacimenti petroliferi siberiani più a nord. Cruciale per Centgas era il gasdotto da Dauletabad, attraverso Afghanistan e Pakistan, all’Oceano Indiano. [744] Tra i consulenti del progetto vi era Henry Kissinger. Unocal ora fa parte di Chevron. Con i Quattro Cavalieri che avevano un saldo controllo delle riserve del Mar Caspio, nacque il Caspian Pipeline Consortium. Chevron Texaco ebbe una quota del 15% e gli altri tre Cavalieri e Lukoil si divisero il resto. La sicurezza delle pipeline fu fornita dalla società israeliana Magal Security Systems, collegata al Mossad. Azerbaigian e Turkmenistan hanno rapporti particolarmente affettuosi con Israele grazie all’ambasciatore speciale Yusef Maiman, presidente del gruppo israeliano Mehrav. Mehrav è coinvolto nel progetto turco per deviare l’acqua del Tigri e dell’Eufrate nel sud-est della Turchia a scapito dell’Iraq. [745] Il gasdotto del Caspio fu ostruito da Bechtel in partnership con GE e Wilbros Group. Il gasdotto divenne operativo nel novembre 2001, appena due mesi dopo l’11 settembre. Bechtel costruì anche le infrastrutture del giacimento di Tengiz della Chevron Texaco. Nel 1995 Bechtel guidò un consorzio finanziato da USAID per ristrutturare le industrie energetiche di undici nazioni dell’Europa orientale, in linea con i mandati del FMI. Bechtel ricevette un contratto enorme per aggiornare molte fonderie di alluminio russe in difficoltà, in tandem con Pechiney. Lukoil contrattò con la ABB Lummus Crest del New Jersey (formatosi quando i giganti metalmeccanici Asea Brown Boveri e Lummis Crest si fusero) per costruire una raffineria da 1,3 miliardi dollari nel porto di Novorossijsk e aggiornare per 700 milioni di dollari la raffineria di Perm. L’amministrazione Bush programmava un’ulteriore serie di oleodotti sul Mar Caspio per collegare Tenghiz al Mar Nero. Un oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan fu costruito da un consorzio dei Quattro Cavalieri guidato da BP Amoco. Lo studio legale che rappresenta il consorzio della BP è la Baker Botts della famiglia di James Baker. Il gasdotto BP Amoco attraversa la Georgia passando per la capitale Tblisi.
Nel febbraio 2002 gli Stati Uniti annunciarono l’intenzione di inviare 200 consiglieri militari ed elicotteri d’attacco in Georgia per “radicarvi il nostro terrorismo”. [746] L’implementazione fu una cortina fumogena per proteggere la pipeline. Nel settembre 2002 il ministro degli Esteri russo Igor Ivanov accusò la Georgia di ospitare i ribelli ceceni. Nell’ottobre del 2003 il presidente georgiano Eduard Shevardnadze fu costretto a dimettersi con una rivoluzione incruenta. Secondo un articolo dell’11 dicembre 2003 sul sito del Partito Socialista Mondiale, la CIA sponsorizzò il colpo di Stato. Nel settembre 2004 centinaia di bambini russi furono uccisi quando i separatisti ceceni presero il loro edificio scolastico. Il presidente russo Vladimir Putin disse dell’incidente, “Certi ambienti politici in occidente vogliono indebolire la Russia, proprio come i romani volevano indebolire Cartagine“. Ha accusato “i servizi segreti stranieri” di complicità negli attacchi. Il suo consigliere Aslanbek Aslakhanov andò oltre affermando sul Canale 2 russo “Costoro non parlavano con la  Russia, ma con altri Paesi. Erano controllati. I nostri sedicenti amici hanno lavorato per decenni a smembrare la Russia… (sono i burattinai) e finanziatori del terrorismo”. La russa KM News titolò “Il sequestro della scuola fu pianificato a Washington e Londra“. [747] Lukoil incarna la corruzione dilagante in Russia dal crollo sovietico. La corruzione è la norma. Lukoil regalò un jet di lusso al sindaco di Mosca, al capo della Gazprom (il monopolio del gas naturale statale) e al presidente del Kazakistan Nazarbaev. Alla metà degli anni ’90 Lukoil annunciò che avrebbe venduto una quota del 15% agli azionisti stranieri attraverso il suo primo proprietario e consulente finanziario CS First Boston e la Bank of New York. [748] Nel 2002 annunciò l’intenzione di svendere un altro grande asset. Secondo Kurt Wulff dell’impresa d’investimento petrolifera McDep Associates, i Quattro Cavalieri scatenatisi nei loro nuovi pascoli dell’Estremo Oriente, videro tale aumento delle attività finanziarie, nel 1988-1994: Exxon Mobil – 54%, Chevron Texaco – 74%, Royal Dutch/Shell – 52% e BP Amoco - 54%. I Cavalieri avevano più che raddoppiato il loro patrimonio in sei anni. Questo salto di qualità della potenza mondiale anglo-statunitense aveva a che fare con l’acquisizione dell’industria petrolifera ex-sovietica e il conseguente impoverimento dei suoi legittimi proprietari.

Caspian-pipelines-mapNote
[722] Behold a Pale Horse. William Cooper. Light Technology Publishing. Sedona, AZ. 1991.
[723] The Robot’s Rebellion: The Story of the Spiritual Renaissance. David Icke. Gateway Books. Bath, UK. 1994. p.94
[724] Hot Money and the Politics of Debt. R.T. Naylor. The Linden Press/Simon & Schuster. New York. 1987. p.78
[725] Ibid. p.165
[726] Dope Inc.: The Book that Drove Kissinger Crazy. The Editors of Executive Intelligence Review. Washington, DC. 1992
[727] “The Unholy Alliance”. Carl Bernstein. Time. 2-24-92. p.28
[728] “US Obtained Soviet Arsenal from Poland”. Eugene Register-Guard. 2-13-94
[729] The Other Side Of Deception. Victor Ostravsky. HarperCollins Publishers. New York. 1994.
[730] Bernstein. p.28
[731] “The Dismantling of the Soviet Union”. Peter Symon. Philippine Currents. November/December 1991.
[732] “Drilling for a Miracle”. Fred Coleman. US News & World Report. 12-7-92. p.54
[733] Evening Edition. National Public Radio. 6-18-93
[734] “Exxon’s Russian Oil Deal Makes Other Firms Feel Lucky”. Wall Street Journal. 12-13-01
[735] “The Seven Sisters Have a Baby Brother”. Paul Klebnikov. Forbes. 1-22-96. p.70
[736] Taliban: Militant Islam, Oil and Fundamentalism in Central Asia. Ahmed Rashid. Yale University Publishing. New Haven, CT. 2001. p.145
[737] “Christopher Promises Aid to Oil-Rich Kazakhstan”. AP. Northwest Arkansas Morning News. 10-24-93
[738] 10K Filings to SEC. Exxon Mobil and Chevron Corporations. 3-28-01
[739] “The Quietly Determined American”. Paul Klebnikov. Forbes. 10-24-94. p.48
[740] Azerbaijan Diary: A Rogue Reporter’s Adventures in a Oil-Rich, War-Torn, Post-Soviet Republic. Thomas Goltz. M.E. Sharpe. Armonk, NY. 1999. p.272
[741] “al-Qaeda, US Oil Companies and Central Asia”. Peter Dale Scott. Nexus. May-June, 2006. p.11-15
[742] See No Evil: The True Story of a Ground Soldier in the CIA’s War on Terrorism. Robert Baer. Crown. New York. 2002. p.243-244
[743] Blood and Oil: The Dangers and Consequences of America’s Growing Dependency on Imported Petroleum. Michael T. Klare. Metropolitan/Henry Holt. 2004. p.6-7
[744] Escobar. Part I
[745] “The Roving Eye: Pipelineistan, Part II: The Games Nations Play”. Pepe Escobar. Asia Times Online. 1-26-02
[746] “Wolf Blitzer Reports”. CNN. 2-27-02
[747] “Paranotes: Russian School Seige Conspiracy”. Al Hidell. Paranoia. Issue 37. Winter 2005.
[748] Klebnikov. 1-22-96. p.72

Dean Henderson è autore di: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Potete seguirlo su Left Hook.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

David Icke

Aangirfan 29 aprile 2014
shayler3L’ex spia dell’MI5 David Shaylor avrebbe sostenuto che David Icke è un agente della disinformazione. Ma, Shaylor “ha anche omaggiato David Icke“, dicendo che è il Figlio di Dio e che il mondo è controllato da lucertole mutaforma. Shayler ha dichiarato: “David ha svolto un enorme importante lavoro. Lo vedo come il Giovanni Battista del mio Cristo. Gli ho parlato al telefono e ha suggerito d’incontrarci“. What renegade MI5 officer David Shayler did next

article-2083287-01E9C97100000578-888_233x423Il padre di David Icke era un militare collegato al controllo mentale. David Icke ha lavorato per la BBC. Nel 1991, Icke ha detto che il mondo sarebbe finito nel 1997.
Le lucertole fecero saltare le Torri Gemelle, secondo Icke“. David Icke
Nel 2010 Icke scrisse che la Terra e la mente umana collettiva vengono manipolate dalla Luna, che è un veicolo spaziale e un portale inter-dimensionale controllato dai rettiliani. David Icke

cnot_5230Ora parallelismi inquietanti emergono tra i pensieri di Icke… e gli scritti di personaggi di spicco del movimento della milizia armata negli USA… Una delle fonti de La rivolta dei robot di Icke è un altro libro, Behold A Pale Horse, il cui autore William Cooper era un ex-ufficiale dei servizi segreti della marina statunitense e un guru delle milizie patriottico-cristiane negli Stati Uniti“. Combat-18
Disinformation; William Cooper’s Behold a Pale/THE PEOPLE WHO BRAINWASH YOU?

article-2083287-0F5B352B00000578-116_468x351David Icke, il cui padre era nell’esercito inglese, s’innamorò di Pamela Leigh Richards, il cui padre era nell’esercito statunitense. Quando Icke incontrò Richards, Icke era ancora sposato e viveva con la prima moglie, Linda, i loro tre figli e Deborah Shaw. David, Linda e Deborah avrebbero avuto un menage a trois. Linda avrebbe cacciato Deborah quando rimase incinta della figlia Rebecca di Icke.
Il sito di Pamela Leigh Richards riporta una citazione del satanista Aleisteir Crowley. Vi si legge: “La magia è la scienza e l’arte di ottenere cambiamenti secondo volontà“.
David Icke iniziò a sospettare che Pamela fosse un alieno mutaforma e finalmente la cacciò. David Icke’s marriage breakdown

david-ickeAlcune persone credono che Icke abbia un gestore che lo controlla. Henry Makow
Icke si appella a … fanatici reazionari di destra… Il gruppo nazista inglese Combat-18 supporta i suoi scritti, e negli USA il gruppo dei Patrioti Cristiani dell’ultradestra conservatrice segue assiduamente le sue letture. Ma sono probabilmente vicini a qualcosa come un appassionato di UFO degli anni ’60, un nuwaubian, un posadista, un raeliano o un pagano newage della dea Terra…” (Fonte)

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’amministrazione Obama ha pianificato la distruzione della Libia e la morte di Gheddafi

Le rivelazioni del contrammiraglio degli Stati Uniti Charles R. Kubic
Reseau International 27 aprile 2014

Reuters_VP-lybia(1)Secondo il contrammiraglio dell’US Navy Charles R. Kubic, subito dopo i bombardamenti della NATO nel marzo 2011 per punire il regime libico, Muammar Gheddafi era “pronto a dimettersi“. “Era pronto ad andare in esilio e a mettere fine alle ostilità“. Secondo Kubic, l’amministrazione Obama scelse di continuare la guerra senza consentire ai negoziati di pace di andare avanti. Kubic esige che un’inchiesta sia condotta dal Congresso.
Il 19 marzo 2011, la segretaria di Stato Hillary Clinton fece un annuncio drammatico da Parigi a nome della “comunità internazionale”, chiedendo che Gheddafi, alleato degli Stati Uniti dall’11 settembre contro il terrorismo di al-Qaida, rispettasse il cessate il fuoco della risoluzione ONU. Lo stesso giorno, le forze aeree e navali della NATO iniziarono la guerra contro Gheddafi che combatteva contro al-Qaida, per sostenere e far poi vincere i ribelli di al-Qaida contrari al regime di Gheddafi. Zio Sam aderì alla jihad in Libia.
Secondo Kubic, Gheddafi voleva discutere della propria abdicazione in modo accettabile con gli Stati Uniti. Il giorno successivo, 20 marzo 2011, Kubic inoltrò la richiesta di colloquio di Gheddafi presso il comando dell’US AFRICOM, che sarebbe stato favorevole ai negoziati. L’AFRICOM rispose rapidamente con interesse e stabilì le comunicazioni tra i militari degli Stati Uniti e della Libia. Il 22 marzo, Gheddafi iniziò a ritirare le sue truppe dalle città ribelli di Bengasi e Misurata. Il cessate-il-fuoco chiesto da Hillary Clinton sembrava essere a portata di mano, con la cessione del potere e il possibile esilio di Gheddafi. Poi, secondo Diana West, nel suo ultimo libro “American Betrayal“, Kubic ebbe l’ordine di “ritirarsi” dall’AFRICOM, un ordine dell’amministrazione Obama.
La domanda posta da Diana West è perché l’amministrazione Obama sabotò i colloqui sulla tregua che avrebbero portato ad un cambio di potere senza spargimento di sangue e probabilmente impedito la distruzione della Libia da parte delle forze NATO?
Ma la domanda in ultima analisi, al di là dell’articolo di Diane West, è fino a che punto il piano atlantista non mirava a distruggere e indebolire la Libia, indebolendo tutta la sub-regione per garantirsene il controllo militare e politico?

G8: AL VIA ULTIMA GIORNATATraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Libia: campo di battaglia tra occidente ed Eurasia

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