Infine la Germania volge ad Est

Jim Willie 4.th Media, 23 luglio 2014

0,,17529296_303,00Finalmente avviene in piena vista, in maniera inequivocabile, in modo tale che conoscenza e coscienza possano percepirla in termini nettamente allarmanti. La forza centrale dell’Europa, il colosso industriale, il nucleo stabile comincia a volgersi ad Oriente. I tedeschi ne hanno abbastanza, stufi delle attività distruttive di ogni genere degli Stati Uniti. Negli ultimi mesi hanno esposto accuse, giustificazioni, motivi per abbandonare la corrotta banda USA-UK. Bancarotta, aggiotaggio, guerre infinite, sanzioni controproducenti, politica monetaria farsesca, sabotaggio economico, spionaggio, espedienti sull’oro hanno finalmente raggiunto un livello critico. La Germania ha iniziato a volgersi a oriente e in piena vista. Solo i cieco-sordomuti non lo notano, e probabilmente mai lo noteranno. Sono carne da cannone. I segnali attesi visti da Jackass finalmente arrivano. Il grande palco volge ad Oriente, per gli attori europei, con misure corrette prese dopo aver inviato messaggi improvvisamente irritati, disgustati, apertamente diretti al confronto. Le forze commerciali allineate con la Russia vanno alla ribalta. La rielezione della cancelliera Merkel sarà l’ultimo colpo di maglio, restando nel campo sbagliato, quello bancario e politico, ma senza seguito in Germania. Il matrimonio è finito, lo sfavillio finito, gli avvocati in casa e l’amarezza dichiarata. I sabato sera passati da tedeschi e francesi cavalcando il Mustang Sally sono finiti. Il tempo dei vivaci piccanti esaltanti rapporti tra i vapori dei retrobottega è appassito, abbrutito e stantio. Ha perso fascino, e peggio è divenuto vizioso e lesivo. Sally ha rubato i gioielli, distrutto il credito, minato il lavoro quotidiano e pugnalato i vicini. Col passare del tempo, il conto in banca s’è svuotato, Sally deve andarsene. Gli slanci una volta emozionanti di una cavalla imbizzarrita, sono divenuti calci in testa, un letto rotto, l’acido Buck caduto in disgrazia con brucianti buchi ovunque. Il flusso lascivo è diventato rosso sangue, quasi  mensile. L’unica cosa che mantiene il rapporto e legami stretti sono i narcotici pesanti che fluiscono dalle basi NATO e dalle principali banche europee.  Comunque, Sally deve andarsene. I suoi subdoli strumenti e stratagemmi, le brutte amicizie e le buffonate minacciano di distruggere le linee europee di approvvigionamento industriale e domestico. I conti in banca nazionali si esauriscono. Sally deve andarsene. La sua cavalcatura è sempre più simile a una vecchia megera grinzosa che tira calci, laddove una volta c’era un sorriso sexy. La sua fiducia è scomparsa. Distrugge la casa europea. Sally deve andarsene. Quando la Germania si allontana da Sally e le mostra la porta, sarà chiaro nel country club globale che Sally se n’è andata. Poi i venti orientali porteranno aria fresca nei salotti putridi.

Berlino accusa
Berlino è indignata per l’aperto spionaggio del governo USA, mentre avvia una verifica cruciale nella popolazione. La Germania trova motivo per dividersi dall’Unione monetaria euro (la moneta comune Euro) forgiando legami più forti e aperti con Russia e Cina. La giustificazione appare chiaramente in quattro accuse. Jackass ritiene che la Germania romperà con USA/UK e il regime valutario del dollaro USA, su quattro spinose questioni primarie, principali gravi accuse che indicano un sistema decaduto e moralmente in bancarotta. La resa dei conti appare all’orizzonte, evidenziando i conflitti commerciali, filosofici ed etici fondamentali che contraddistinguono le due nazioni (considerando USA/UK una singola entità). Le questioni sono imperniate sulle seguenti principali differenze:
1) I buoni rapporti con la Russia e la continuità della fornitura energetica da Gazprom
2) Il dispiacere per il piano sulla monetizzazione dei buoni di Draghi della Banca centrale europea
3) Disgusto per lo spionaggio della NSA dal governo USA, a vantaggio delle aziende statunitensi
4) I danni alla popolazione tedesca con la soppressione del prezzo dell’oro.
La ferita si apre con il rifiuto ufficiale del rimpatrio dell’oro tedesco dalla FED di New York e si chiude con lo spionaggio NSA del governo USA. La Germania è molto arrabbiata, sufficientemente motivata a separarsi dal campo anglo-statunitense. Il piano per distanziarsi da inglesi e statunitensi sembra essere avviato da tempo. Il punto critico sono accuse, indagini e azioni forzate sulle azioni di Deutsche Bank. L’occhio allenato e attento nota l’intensa attività degli ultimi due anni, la chiusura di tutte le porte delle stanze dell’oro. Certe grosse eruzioni non possono più essere ignorate quali semplici anomalie. Foruncoli, ferite aperte ed eruzioni cutanee profonde sono visibili ovunque. Il Fix di Londra viene abbandonato, con Deutsche Bank che molla la propria sede, e gli organismi di regolamento nel corrottissimo fondo del centro di Londra concludono che non è successo nulla e tutto va bene. Lo scandalo LIBOR ha acceso alcuni punti tedeschi, senza che alcun procedimento giudiziario sia in vista. I derivati FOREX e l’oro sono sotto intenso scrutinio, di nuovo con una mano tedesca che rilassa arene corrotte e massicci brevi raid scoperti che continuano da due settimane.

Uscire dal dollaro USA, entrare nel Gold Standard
Il piano sembra ovvio alla Germania, uscire dal dollaro USA, ma prima abbracciare l’euro come piattaforma valutaria, prima che l’Eurasian Trade Zone si unisca offrendo una moneta continentale basata ampiamente sull’oro. Tutta l’Europa si stringe attorno al pennone dell’Euro, accovacciandosi durante un’altra tempesta finanziaria simile ad HAARP (recante l’etichetta di Weimar) cavalcando la tempesta fino a quando il vero denaro russo-cinese arriva. I Paesi BRICS hanno occupato il palco occidentale mainstream e hanno uno striscione tutti possono vedere. La tappa è stata modificata, il suo peso si sposta appoggiandosi ad est. Eventi storici tremendamente importanti si verificano.  Il re dollaro è ferito mortalmente, essendo caduto dal trono, apparendo indebolito, sparuto e incenerito. La simpatia per la corrotta, vendicativa e violenta ciurma di USA-UK è svanita. Poi vi è l’assalto della Commissione europea, anch’essa corrotta. La via del Gold Trade Standard diventa visibile, l’aspetto chiave è il divorzio tra la Germania e i fascisti USA/UK, integrando il divorzio tra Stati Uniti e sauditi verificatosi a marzo. Tale rottura è stata dettagliata nei saggi di Jackass. La rottura tedesca è il nuovo evento, con episodi assolutamente affascinanti per la loro importanza e sconcerto. Alcune fonti statunitensi si svegliano. Il Governo degli Stati Uniti ha trattato Francia e Germania da avversari, persino da nemici. Il caso BNP Paribas è atroce per i suoi stratagemmi subdoli, dando alla vecchia linea europea un calcio in testa. I topi statunitensi si sono infiltrati attraverso le reti spionistiche. La stampa preferisce descriverle come mere intercettazioni. In realtà raccolgono informazioni sulla pianificazione strategica della Germania, sui contratti aziendali e le funzioni dei politici tedeschi. La conseguenza è la formazione di accuse coordinate che si tradurranno infine nel passaggio della Trasformazione del Paradigma Globale. Il dollaro statunitense finirà nella pattumiera della storia, ma prima verrà gettato a calci trai rottami degli sfasciacarrozze. attendendo infine la rottamazione. Tale trattamento consiste nella conversione delle Obbligazioni del Tesoro statunitense in lingotti d’oro su larga scala e in numerosi enti. Le banche BRICS sono pronte agli affari. Sono due, la Banca per lo sviluppo e l’Intesa di riserva per gli imprevisti (CRA). Quando il CRA per la sua funzione sarà conosciuto come Nuovo FMI, la Banca di sviluppo diverrà la Banca Centrale che custodisce l’oro.

Spionaggio contro gli alleati
L’attenzione passa da Sally agli Ally (alleati), la relazione diventa silenzio ostile. Non l’ambigua conversione di GMAC in un istituto di credito vuoto, ma piuttosto il tasto centrale dell’alleanza europea, la NATO. Negli ultimi saggi di Hat Trick Letter, gli articoli #1 e #2 affrontano la situazione deteriorata in Ucraina e la posizione antagonista della Bundesbank. L’uscita immaginaria degli Stati Uniti sui distruttivi progetti fasulli su fracking e scisto, ha impegnato l’Europa in uno stratagemma massiccio, ma vuoto di fatto. L’enorme svalutazione del 95% delle riserve di petrolio di scisto, come a Monterey in California, assieme alla fine di premiate imprese del fracking, come la Western Pennsylvania, testimoniano il fatto che la strategia del governo USA è lo stratagemma dei rubinetti vuoti. La banca centrale tedesca ha contestato l’EuroCB di Draghi, non adottando il distruttivo legame di una monetizzazione non sterilizzata. In passato, le divergenze politiche sugli EuroCB riguardo le obbligazioni fasulle e la monetizzazione dei buoni, furono fonte di gravi conflitti, anche con sentenze dell’Alta Corte tedesca contro l’EuroCB. LTRO (Long Term Refinancing Operation) non è che un altro dispositivo dello stesso laboratorio di Weimar, un semplice gioco con cui i banchieri sfruttano i propri super-diritti favorendo gli investitori elitari.
Estrema attenzione dell’articolo #3 del mese passato, sul nefasto spionaggio del NSA. Coloro che le chiamano intercettazioni perdono il punto. Non si tratta di prendere informazioni succose su questioni politiche. Non si tratta di sapere in anticipo del prossimo pranzo di Merkel per spiattellarlo sui tabloid. Si tratta di cogliere informazioni su sviluppi e progetti russi e cinesi nei campi finanziario e commerciale. Infiltrandosi nei sistemi informatici e di comunicazione tedeschi, probabilmente su piazzano Cavalli di Troia per poi ricattare lo Stato. I funzionari di Berlino ne sono ben consapevoli. L’intero capitolo dello spionaggio NSA sembra esplodere sulla scena. In realtà, l’avvertimento arriva dagli uffici di intelligence russi che hanno allertato i funzionari di Berlino sull’attività della NSA del governo USA, prima degli arresti effettuati la scorsa settimana. I dossier di Snowden vengono utilizzati in modo oculato. La fonte centrale europea ha dichiarato brevemente, “La parte comica di tutto ciò è che l’intelligence di FSB e GRU russi ha avvertito le autorità tedesche fornendogli le tracce“. I tedeschi eseguivano in fretta, così in fretta che un divorzio ne è la conclusione. Nel frattempo, una fiduciosa cooperazione russo-tedesca si sviluppa mentre la fiducia anglo-tedesca appassisce. La frattura tra tedeschi e fascisti di USA-UK-EU può essere più vicina che mai, capovolgendo la storia della seconda guerra mondiale. I fascisti trincerati sul fronte della guerra finanziaria globale sono gli statunitensi e gli inglesi, complici delle grandi banche corrotte di cui costituiscono la casematte. Saranno abbandonate o rovesciate. A rischio è l’alleanza NATO. Se e quando la Germania volgerà completamente verso est, l’adesione alla NATO sarà una sedia vuota con un microfono collegato.

000_dv1819066Il crimine della sala d’oro
Secondo l’articolo #4, una verifica nazionale sembra in corso in Germania, nell’ambito di un’indagine criminale. Lo scopo non è chiaro, ma l’ordine del giorno sembra evidente a Jackass. L’Autorità di vigilanza finanziaria federale (BaFin) ha chiesto alle banche e agli intermediari d’investimento tedeschi di consegnare formalmente i dati dei clienti degli investimenti in metalli preziosi entro metà luglio. Tutti i depositi risponderanno. Lo Stato vuole determinare l’entità degli investimenti privati tedeschi in oro e argento. La BaFin ha chiesto informazioni sugli investimenti in metalli preziosi dei clienti di banche e asset manager tedeschi. Ma le informazioni richieste riguardano solo i derivati. Un audit nazionale sembra la via per determinare i danni ad istituzioni e cittadini. Cercano metalli preziosi o gruppi di metalli preziosi come valore di riferimento, nonché azioni sui metalli preziosi, citando la Legge sulla negoziazione dei titoli e la legge sui Capitali d’investimento, come un avvocato farebbe dinanzi al giudice. Esplicitamente menzionati sono Exchange Traded Funds e Exchange Traded Commodities & Certificates, che interessano oro, argento, platino e palladio. BaFin ha chiesto informazioni a partire dal 2013, come dati su volumi e dimensioni degli ordini, oltre ai metodi consigliati. L’audit nazionale è in corso, anche se non chiaramente dichiarato al pubblico. L’intera questione dell’oro è apparsa un importante punto dolente, quando la FED di New York s’è rifiutata di rimpatriare 330 tonnellate di oro sul conto ufficiale tedesco. Da quel momento è stato come tirare il filo di un maglione. Lo scopo completo non è stato rivelato, ma un audit nazionale multi-settore sulle perdite nel mercato dei metalli preziosi a causa della corruzione, sembra il motivo reale. BaFin ha condotto inchieste formali sulla presunta manipolazione dei prezzi dell’oro per più di un anno, soprattutto nella Deutsche Bank. La banca ha molti vicepresidenti che si attivano rivelando i dati chiave sulle frodi di Londra, esponendosi loro stessi. Così sugli omicidi a Londra di banchieri di medio livello con legami con la Germania. Molti ritengono che la ricerca degli investimenti sull’oro tedeschi potrebbe essere correlata alle indagini sull’estensione del FOREX e del mercato dell’oro presso D-Bank. Il sospetto dal fronte tedesco si appuntano sull’entità dei danni possibili causati agli investitori manipolando i prezzi dell’oro. BaFin ha detto a Gold Reporter, in una dichiarazione scritta, che l’inchiesta è di routine e non riguarda le indagini sulla presunta manipolazione dei prezzi dell’oro della Deutsche Bank. Concludo pertanto che si cerca un obiettivo maggiore, tenendo conto dei danni nazionali alle imprese finanziarie tedesche e ai cittadini tedeschi. Inoltre, e non a caso, molti cittadini tedeschi hanno grossi depositi in lingotti presso grandi banche svizzere, dove la corruzione è diffusa, e l’oro illecitamente venduto assicurato. Le class action sono in corso, tenute bene nascoste.

Vento e consigli vari
Molte sono le altre sparse indicazioni. Si aprono velocemente le finestre sul tutto il fronte ai venti dell’est. July Money War Report di Hat Trick Letter offre dettagli, alcuni riassunti su cui rimuginare. Il mosaico si completa e il collage racconta una storia. I tedeschi abbracceranno il partner russo e alla puttana statunitense volgeranno le spalle. Come un funzionario tedesco ha detto, il troppo è troppo. Il governo della Germania ha incaricato le società di limitare cooperazione e ordini alle imprese statunitensi. Nuove rigorose linee guida sulla sicurezza devono essere applicate, in quanto le ricadute crescono. I tedeschi richiedono clausole anti-spia nei contratti per garantirsi che le inaffidabili imprese statunitensi non divulghino dati riservati. L’effetto si farà sentire su IBM, Cisco e Microsoft. L’effetto s’è già visto su un account annullato di Verizon, dove il sospetto diffondeva cavalli di Troia e ricattava inviando virus. Recidendo i legami con la Russia, frantumando le relazioni con la Cina, alienandosi la Francia e facendo infuriare la Germania, sono riusciti a inasprire i rapporti con i vecchi alleati, al punto in cui ci si chiede solo quale alleato sia rimasto agli Stati Uniti in Europa, oggi. La Germania taglierà i legami bancari e commerciali con gli Stati Uniti, trattandosi du una questione di sopravvivenza, comunque. La NATO è un importante indizio. Stephen Leeb ha notato che Germania e Cina stringono un’alleanza forte, insieme alla Russia. Mentre il governo USA spia la Germania (segreti commerciali e aziendali), Berlino volge a est. Jackass è irremovibile, la Germania è il perno nell’Eurasian Trade Zone che si forma. L’India è importante, ma la Germania è la chiave di volta. Leeb nota che la Germania viene definita partner strategico dai leader cinesi; osserva le crescenti relazioni con la Russia. Conclude: “Forse gli Stati Uniti la spiano (Merkel) per la vicinanza non solo alla Russia, ma anche alla Cina e il suo allontanarsi dagli Stati Uniti. Sembra che il collegamento tedesco-russo-cinese diventi più forte e il collegamento con gli Stati Uniti sempre più distante. Si vede il mondo cambiare davanti noi. Non sorprende vedere oro e argento divenire gli ultimi rifugi sicuri, anche se l’oro gioca il ruolo sicuro di nuova valuta di riserva in Oriente. Ciò significa che il prezzo dell’oro salirà mentre questo scenario comincia a svilupparsi. Siamo molto vicini al punto di svolta, e ogni notizia di una qualche importanza che vedo lo dimostra“. Gli analisti notano il perno tedesco. Leeb rileva una nuova moneta basata sull’oro lanciata dall’Oriente come un missile balistico. Conterrà le valute russe e cinesi, un sistema guidato dai BRICS e pianificatori d’èlite privati. Sally deve andarsene, il biglietto verde cedere a quello rosso.
Le manifestazioni di massa che hanno avuto luogo nelle città tedesche hanno l’obiettivo di por fine alla Federal Reserve. Lars Maehrholz è il principale organizzatore delle massicce veglie per la pace a Berlino. Le veglie ricorrenti sono parte di un movimento completamente autonomo ed indipendente che suscita grande popolarità nella capitale. Come con il movimento Occupy Wall Street, i loro sostenitori sono sotto attacco, in questo caso violento. Maehrholz è oggetto di severe critiche da media mainstream e sistema politico tedeschi. Peggio, l’auto che guidava è stata oggetto di una bomba incendiaria lanciata da un assassino anonimo. Lars aveva ricevuto minacce in linea con tale azione. L’insabbiamento è entrato rapidamente in azione. La polizia locale ha deciso che l’auto ha preso fuoco da sola, e non segue il caso. Fortunatamente né l’organizzatore Maehrholz né il suo compagno nell’auto sono rimasti feriti. I sospetti puntano ancora una volta su Langley, dove i professionisti esercitano il loro mestiere. I ricordi dell’operazione Gladio durante i tre decenni di violenze sponsorizzate da Langley, sono vivi.

La Germania ha sospeso le perforazioni per lo shale-gas nei prossimi sette anni, tra lo stallo politico con la Russia, principale fornitore nazionale di gas
Non solo i progetti sullo scisto sono fonte di contaminazione, ma lisciano la Russia nel modo sbagliato. Saranno fermati. Inoltre, vi sono profonde preoccupazioni sulle tecniche di esplorazione che potrebbero inquinare le falde acquifere e la capacità di produzione elettrica. Il fracking pericoloso in Germania sarà fermato nel prossimo futuro, ottenendo la lode dai gruppi ambientali del Paese. Le sostanze chimiche della Halliburton (monopolio nel fracking) si sa includere additivi ben più tossici di quelli necessari per estrarre il gas naturale, come metalli pesanti e rifiuti radioattivi. Si noti che in Germania il buon senso prevale su avidità aziendale, corruzione e  corrosiva agenda globale. Germania e Cina sviluppano un rapporto speciale, forgiando nuovi accordi nei settori automobilistico e aeronautico. Le nazioni intraprendono accordi per costruire elicotteri e auto. L’accordo precede la riunione ad alto livello tra la cancelliera tedesca e il premier cinese. La Cina è il magnete e la Germania si avvicina alla sua vasta sfera. Centinaia di imprese tedesche fanno affari in Cina, guidate dalle imprese per costruzione e fornitura di apparecchiature, così come le case automobilistiche e le imprese per macchine utensili. I principali contratti sono caratterizzati dall’acquisto di elicotteri tedeschi, per oltre 400 milioni di dollari. L’entusiasmo della Germania arriva alla costruzione della cintura economica della Via della Seta che unirà tutta l’Europa.
Oltre 3000 società tedesche sono attive in Russia. Coloro che si aspettano il boicottaggio tedesco della Russia per le sanzioni del governo USA, sono dei veri idioti. Più pressione applicano i capi degli Stati Uniti, più spezzeranno la NATO con il loro piede di porco. Aspettatevi nuovi contratti spaccaisolati con Volkswagen, Siemens, Airbus, Deutsche Bank e Lufthansa, tutte marche molto popolari tra la classe media emergente in Cina. BMW ha venduto mezzo milione di auto in Cina lo scorso anno, e non vorrebbe esserne esclusa. Onorare le folli sanzioni degli USA significa perdere centinaia di migliaia di posti di lavoro tedeschi. Come spezia aggiuntiva, un Eco-Parco sarà costruito a Qingdao, presentando edifici ad alta efficienza energetica che utilizzano ingegneria tedesca. Il collegamento è evidente. La Germania va a Oriente con un commercio rafforzato da energia sicura, provocando di certo spaccature e divisioni nelle relazioni con gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti non possono fermare l’evoluzione con cui le nazioni dell’Europa occidentale forgiano legami più forti con la Russia, che in cambio rifornisce affidabilmente energia a buon mercato. A rischio è l’intero sistema delle basi NATO in Europa, usate per spacciare stupefacenti e recentemente invase da mercenari. Né il traffico di stupefacenti, né ospitare mercenari, rientrano nel trattato originale della NATO.

Arriva la moneta BRICS
L’evento culminante è il lancio della moneta BRICS. Fonti informate, che Jackass ritiene direttamente coinvolte nella pianificazione, esecuzione e attuazione, informano che la nuova moneta sarà basata sull’oro, rafforzando in qualche modo argento, petrolio e gas naturale. I gasdotti di Gazprom sono di gran lunga più importanti della stampa finanziaria. Sono lo scheletro e la rete del sistema con cui acquisire l’Europa e installare il New Gold Trade standard. I suggerimenti sul suo avvento si vedono nei dettagli per la Banca di sviluppo e del Fondo di Emergenza dei BRICS. Senza alcuna esitazione è chiaro che questi fondi saranno i fronti della massiccia conversione delle obbligazioni del Tesoro USA in lingotti d’oro, che risiederanno nella Banca centrale BRICS. La decisione per comporre i fondi potrà essere mercanteggiato apertamente, ma ci si aspetta che la banca centrale sia dispersa tra varie posizioni chiave. Le nazioni BRICS conoscono fin troppo bene le tattiche statunitensi e di Langley per destabilizzare, creare dissenso, scatenare guerre e rubare oro alle banche nel caos e nella confusione create dal labirinto e dal frastuono delle guerre. La guerra in Ucraina, proprio come la guerra in Siria e gli attacchi contro Cipro, avevano tutti Gazprom come elemento comune. Le guerre sono volte a difendere il dollaro USA nella fase terminale del suo regno del terrore. Più duramente i gangster statunitensi tirano le redini, tanto più le stresseranno. E l’Ucraina è Waterloo. Arriva anche la temuta Holomodor (carestia) dato che non c’è stata alcuna stagione delle semine nelle ricche terre fertili. Senza alcuna crescita durante lo scoppio della guerra, così alcuna stagione del raccolto. Come sempre, la fame nell’economia collassata sicuramente si volgerà contro i fascisti degli USA a Kiev. La defezione in massa tra le loro fila è già iniziata, le forze fasciste sono a corto di rifornimenti, munizioni, cibo, acqua, circondate e sottoposte a una pioggia di fuoco in numerose località. Il furto di oro dalla banca centrale e le razzie dei conti bancari ufficiali da parte del regime filo-USA, ne garantiscono il risultato. Non aspettatevi che la Germania continui lo spericolato sostegno alla NATO in tale fallimentare operazione mercenaria. Le vittime ultime di tale avventura disperata saranno il dollaro USA e la NATO.

f04da2db112214a31c8a57 Jim Willie, CB, Hat Trick Letter, Golden Jackass

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’oligarca del fascismo: Kolomojskij vuole diventare l’unico padrone dell’Ucraina

Danielle Bleitrach Histoire et Societé 9 luglio
1852111_pic_970x641RT spesso molto ben informata ci assicura: l’oligarca ucraino Igor Kolomojskij ha proposto la confisca dei beni, impianti e altre risorse degli imprenditori che finanziano la milizia a est. Ad esempio, in Ucraina, con il pretesto del patriottismo comincia la redistribuzione globale delle proprietà degli oligarchi che per FMI e occidente rappresenta il modo con cui prendere il denaro del Paese, mantenendo un tasso di cambio favorevole a tale esodo, con politiche di austerità,  disoccupazione e privatizzazione. Il massacro del popolo del sud-est, del Donbass, ma anche di Odessa, è per loro un modo per eliminare i concorrenti in tale bottino. Kolomojskij che afferma la propria ebraicità, ha passaporto ucraino ed israeliano, vive a Ginevra ed impiega gli squadroni della morte neo-nazisti di Pravij Sektor anche con l’aiuto degli Stati Uniti, per diventare il padrone e sovrano assoluto dell’Ucraina.
L’idea di Kolomojskij di confiscare le proprietà degli oppositori politici è apparsa sulla pagina facebook di Boris Filatov della regione di Dnepropetrovsk, dov’è governatore, riferendone le  parole: “Lo Stato ora è semplicemente obbligato a confiscare beni, proprietà, azioni dei sostenitori del separatismo. Tutti coloro che hanno sostenuto e continuano a sostenere il terrorismo nel Paese, non solo godono senza motivo e gratuitamente di decine di fabbriche, aziende e servizi di telecomunicazione ucraine, ma ora queste aziende, sulla scia di Janukovich e soci, hanno ordinato l’assassinio dei nostri cittadini“. Kolomojskij ritiene che la proprietà dovrebbe essere trasferita ad una società i cui azionisti siano coloro che finanziano la spedizione punitiva nel sud-est dell’Ucraina, e i parenti dei soldati deceduti. L’idea di Kolomojskij è stata immediatamente sostenuta dall’ultra-nazionalista Pravij Sektor. “Non è liberalismo. E non si può dire che non sia democratico e che non corrisponda ai valori pan-europei“, ha scritto sulla sua pagina facebook Boris Filatov. Il politologo tedesco Guenter Scholz ritiene che Pjotr Poroshenko presto lascerà il posto a Kolomojskij. Secondo lui, l’Ucraina inevitabilmente affronterà una crisi di leadership, e Igor Kolomojskij rientra in tale impasto di appetiti oligarchici e di pseudo nazional-socialismo qual è la confisca di immobili di altri oligarchi. Gunter Scholz spiega: “Vediamo che Poroshenko si comporta come Karzai, ha cercato di negoziare con i clan locali corrotti, mentre la guerra civile rigaurda tutti i nuovi territori dell’Ucraina, spostandone gradualmente i confini occidentali. Questo è esattamente ciò che accade oggi nell’Afghanistan di Karzai. E non possiamo permetterci un secondo Afghanistan ai confini dell’Europa unita. Per evitarlo, sarebbe preferibile che s’installi Kolomojskij che ha dimostrato efficienza e capacità nel gestire la situazione nei territori difficili, dove ora ha autorità”, l’UNN cita l’esperto. “Dovete capire che la situazione in Ucraina peggiora, e qualsiasi ritardo nel prendere le decisioni necessarie (da Poroshenko), minaccia che l’irreversibilità della crisi possa solo aggravarsi“, dice Scholz.

06F08E41-57FD-4FBA-BFE1-C77AE30AA2E7_mw1024_s_nL’oligarca dalle mani insanguinate
In precedenza, gli esperti hanno notato che Igor Kolomoisky è in realtà l’unico che beneficia del cambio di potere in Ucraina. Quando Viktor Janukovich prese il potere, Kolomojskij organizzò  la nomina a governatore della regione di Dnepropetrovsk. La gestione di altri settori fu assegnata ai suoi seguaci. Così, a sua volta, la regione di Donetsk fu diretta da un altro oligarca, Sergej Taruta. La gestione di Odessa andò a un sostenitore e amico di Igor Kolomojskij, Mace. Va notato che Mace poté installarsi dopo la tragedia di Odessa. Il 2 maggio, i sostenitori dell’integrazione europea e gli attivisti “antimajdan” attaccarono la casa dei sindacati. Gli ultranazionalisti lanciarono molotov nell’edificio. Così, secondo i dati ufficiali, 48 persone furono uccise, e altre 48 sarebbero ancora disperse. Il vicesindaco di Odessa Vadim Savenko ritiene che le autorità di Kiev abbiano nascosto la verità sulle vittime. Secondo lui, nell’incendio della “Khatyn di Odessa” sono state uccise 116 persone. L’attacco al campo “antimajdan” fu organizzato e finanziato da Igor Kolomojskij. A Dnepropetrovsk e Odessa si decise che gli assassini degli oppositori di Majdan, a Odessa, si camuffassero da agenti del ministero degli Interni dell’Ucraina, “Est” e “Tempesta“, il cui finanziamento fu assicurato dall’affarista ucraino e politico Igor Kolomojskij, ed anche la candidatura alla presidenza di Petro Poroshenko, l’oligarca re del cioccolato che possedeva numerosi immobili a Sebastopoli.
Igor Kolomojskij creò il suo esercito privato. Hacker hanno scoperto informazioni sul finanziamento dell’oligarca dei battaglioni della Guardia Nazionale “Dnepr-1″, “Doneck-Lugansk”, battaglione speciale PPP Artjomovskij. Grazie agli stretti rapporti con il ministro degli Interni dell’Ucraina Arsen Avakov, Kolomojskij ha legalizzato il suo esercito privato, conferendogli lo status di battaglione della Guardia Nazionale. Gli attivisti hanno non solo il diritto di portare armi, ma le usano nelle regioni recalcitranti dell’Ucraina. Tuttavia, non possiamo dire che la formazione della Guardia Nazionale sia effettuata solo a spese di Kolomojskij. La prima banca ucraina, controllata dall’oligarca, Privat-Bank, a marzo ha ricevuto dalla Banca Nazionale di Ucraina 9 miliardi. Per sostenere il sistema bancario, la BNU ha speso 21 miliardi. In altre parole, “Privat-Bank” ha preso quasi la metà di tale importo. Questo non è il solo denaro ricevuto con il supporto di Kiev. Controllando la “ukrtatnaft” (gas), ha vinto una gara per la fornitura di carburante all’esercito ucraino. Non è un un segreto per la sua cerchia,che il magnate Kolomojskij abbia il monopolio nel Paese. “Il vicecapo dell’amministrazione regionale Gennadij Korban dice che Kolomojskij ha il monopolio sulle forniture di petrolio all’esercito: “Kolomojskij possiede la raffineria petrolifera nazionale ucraina”, e il massacro ad Odessa in realtà mirava a controllare le raffinerie della città. La Privat-Bank, spiega Korban, è anche la prima banca ucraina. Va osservato che in sei mesi in Ucraina sono fallite 5 banche, e secondo gli economisti ucraini, 40 banche hanno chiesto aiuto allo Stato. La BNU ha aiutato Kolomojskij a riprenderle”.

L’ultima battaglia per l’Ucraina
Oggi Kolomojskij ha iniziato ad attaccare le attività dei suoi concorrenti nel sud-est dell’Ucraina e si deve osservare il massacro nel Donbass alla luce di tale attacco tra bande di oligarchi che si azzannano con diverse alleanze, mentre povere vittime ne pagano il conto. Tuttavia, secondo il direttore del centro comunicazione Eurasia Aleksej Pilko (Soros, NdT) il magnate ha voluto perseguire contemporaneamente più obiettivi. Il primo è motivare il suo esercito alla guerra. “Kolomojskij vuole stimolare finanziariamente” la punizione. “Infatti, è una pratica della seconda guerra mondiale che le truppe tedesche praticarono massicciamente quando gli vennero offerti i beni confiscati a coloro che sostenevano i guerriglieri. Spesso ebrei. Ironia della storia è un ebreo che segue tali metodi; Kolomojskij non si fermerà, non è un politico, ma un criminale di guerra“. Il piano di Kolomojskij è impadronirsi del Paese. “Ha già annunciato un piano per istituire un governatorato che includa non solo Dnepropetrovsk ma Donetsk, Lugansk e Zaporozhe. Sì, vuole diventare il Gauleiter dell’Ucraina“. Devo dire che con mia grande sorpresa, durante il mio recente soggiorno in Crimea, tutti sapevano delle mene di Kolomojskij senza la minima riflessione sul paradosso di tale ebreo che applica la strategia nazista con l’aiuto di comprovati sostenitori di Bandera. Non ho che sentito del ruolo dell’oligarca spiegandomi che per 23 anni si sono visti montare orrori come le piaghe d’Egitto. Ma tornando ai piani di Kolomojskij, presentati come nazionalsocialismo che punisce gli oligarchi sequestrandogli i beni, dove avrebbe avuto la parte del leone assieme alle vedove dei suoi sodali. Poroshenko appare una figura più o meno di facciata, già oggi non ha alcun controllo. Cerca di porsi da leader nazionale, ma non ci riesce per nulla. Ha tutte le possibilità di essere un mero capro espiatorio, e presto.
D’accordo con questo parere è il politologo Aleksandr Dugin, che si dice sia consigliere di Putin. Secondo lui, Kolomojskij fa parte del gruppo di oligarchi simili a Boris Berezovskij e altri imprenditori dell’epoca che, per amore del denaro, erano disposti a commettere i crimini peggiori. “La loro posizione è indebolita in Russia e Ucraina, ma purtroppo, avanzano“, ha detto l’esperto. “Penso che Kolomojskij sia beneficiario della carneficina in Ucraina orientale. Sappiamo che ordinò l’eccidio di Odessa. Finanzia la spedizione punitiva della lotta contro il terrorismo. Tali mercenari hanno ucciso bambini, donne e anziani russi nella regione del sud-est. Naturalmente investe non solo soldi nella guerra, ma ne ottiene tutti i dividendi“, ha detto Aleksandr Dugin. Secondo lui, l’obiettivo finale di Kolomojskij è strappare tutte le risorse degli oligarchi ucraini che controllavano il sud-est dell’Ucraina. “Notando che i suoi concorrenti perdono la guerra, è pronto a mettere la zampa su di esse, o ciò che ne resta. Kolomojskij e il complice altro oligarca Poroshenko, condividono tali attività”, pensa l’esperto. Dugin è stato oggetto di una campagna in Francia per presentarlo come grande russo ultranazionalista e quindi sospetto di antisemitismo con il pretesto che denuncia certi oligarchi. Per fortuna o purtroppo, Putin e il suo entourage non se ne curano e non sottolineano mai i legami di Kolomojskij con la comunità ebraica russa ed anche ucraina che, con veemenza, denunciano il personaggio, anche se gli Stati Uniti sono ripetutamente intervenuti per cercare di suscitare  condanne dalla comunità ebraica stessa, arrivando a fabbricare falsi antisemiti nel Donetsk (che sappiamo essere opera degli amici di Kolomojskij), ampiamente distribuiti sulle reti sociali pro-Israele, mentre la destra israeliana si rifiutava di avallare tali campagne. Il vantaggio della situazione ucraina è mostrarci come gli interessi di classe sono molto più potenti di qualsiasi appartenenza con cui cercare di far dimenticare la vera forza dei suddetti interessi… Il fascismo organizza tale confusione per preservare i suddetti interessi.

unnamedTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

I militari salveranno l’Ucraina?

Dmitrij Minin Strategic Culture Foundation 21/07/2014
Subject is Porky PoroshenkoGli eventi in Ucraina si svolgono in modo tale che molti iniziano pensare che l’unico via per tenere unito il Paese sia un duro regime militare appena possibile. Molti credono che l’economia stia collassando creando disordini sociali. I flussi finanziari occidentali prolungano la crisi esistente. Ma i flussi di denaro estero sono sempre più sottili per via degli enormi sprechi e dell’appropriazione indebita. Secondo diverse stime, quest’anno il Paese avrà bisogno di altri 30-50 miliardi di dollari. Una somma che l’occidente non è pronto a consegnare. Il primo ministro Arsenij Jatsenjuk ha capito la situazione disperata e s’è dimesso, anche se ciò non è ancora stato accettato dal parlamento. Forse accettarlo sarebbe suicida, ma ogni cosa ha i suoi limiti. Il presidente Poroshenko sembra sicuro di sé, ma perde credito. Deve spendere tempo e fatica per respingere le pugnalate alla schiena politiche di Julija Timoshenko, capo dell’ancora abbastanza forte partito Batkivshina, e degli altri oligarchi, prima di tutto Igor Kolomojskij, governatore di Dnepropetrovsk. La crescente militarizzazione della vita economica e sociale, fa dei pistoleri figure di spicco. La pistola può essere puntata in molte direzioni. Ci sono tanti aspiranti al ruolo di capo. Ciascuno appartiene a un certo gruppo d’interessi. L’idea del pugno di ferro è supportata dagli abusi finanziari ampiamente diffusi nella spedizione punitiva nel Donbas. “Il problema di uno è l’occasione di un altro”. Come si dice in tempo di guerra “Per alcune persone la guerra è guerra, per altri, una manna”, il che significa che certuni soffrono in guerra; altri fanno fortuna. Aleksandr Kuzmuk, parlamentare ed ex-ministro della Difesa, ha detto al parlamento che 11,5 miliardi di Grivne sono state stanziate per la difesa. La somma è svanita. Premi in denaro vanno soprattutto a coloro che operano negli stati maggiori. Secondo Kuzmuk, la situazione è inusuale. Gli effettivi coinvolti nei combattimenti sono sostenuti soprattutto dai parenti che inviano denaro e derrate alimentari. I volontari hanno bisogno di molto aiuto, abbisognano di acqua come di visori agli infrarossi. Un’inchiesta presso lo stabilimento di Zhitomir ha illuminato sulla scomparsa dei componenti di 78 veicoli revisionati. Centraline elettriche, torrette ed altro di 225 veicoli corazzati sono scomparse in una fabbrica di Kiev; quattro carri armati da 6 milioni di Grivne mancano. L’ufficio del pubblico ministero è stordito dalla portata dei furti.
Aleksandr Zhilin, il capo del centro per lo studio dei problemi pubblici applicati, ha detto che durante l’operazione “anti-terrorismo” cinque generali ucraini sono diventati milionari, in dollari, in particolare quelli coinvolti nelle azioni punitive. Vi sono altri esempi di furti e appropriazione indebita. I soldati morti restano sul libro paga riempiendo le tasche dei superiori a Kiev. Secondo l’esperto, se tali enormi fondi continueranno ad essere sottratti, la guerra non finirà mai. Per evitare la coscrizione si deve pagare una tangente di 500 dollari nei centri di reclutamento. Non tanto, può sembrare a prima vista, ma il numero dei renitenti è di centinaia di migliaia, comportando un buon profitto. Una volta in prima linea, solo una tangente consente a un soldato di avere il permesso per andare a casa. L’euforia dopo la cattura di Slavjansk ed alcune altre zone delle repubbliche popolari, evapora. S’inizia a capire che non è una vera vittoria, ma piuttosto un serio fallimento della leadership responsabile dell’operazione. Un osservatore su hvylya.org ne parla criticamente. Secondo lui, Slavjansk non è stata presa in battaglia, è stata solo lasciata dagli insorti senza sparare un colpo. Le forze nemiche hanno lasciato la città senza perdite. E’ una cortina fumogena. E’ impossibile eliminare un gruppo di diverse migliaia con armi pesanti nella città di Donetsk, che ha una popolazione di oltre un milione di abitanti, anche se venissero utilizzate tattiche da guerra network-centrica. Ma le forze ucraine usano la tattica degli anni ’30, ancor più obsoleta dell’arte della guerra dei tempi della seconda guerra mondiale. Un altro autore ucraino ha scritto su Ukraine on Verge of Chaos che il peggio deve accadere ad autunno, quando il tenore di vita cadrà con il collasso economico, il freddo e l’impoverimento, e la gente sarà esasperata e stanca della guerra, le cui perdite incessanti faranno diffondere la sindrome di Donetsk (in stile afgano) tra i militari veterani delle operazioni di combattimento nella regione di Donetsk. I politici populisti sfrutteranno la situazione a proprio vantaggio; i media versano benzina sui sentimenti sciovinisti e militaristi. I tumulti esploderanno attaccando uffici statali e con pubblico linciaggio di parlamentari e funzionari di tutte le forze politiche. Già oggi i parenti dei soldati protestano di fronte alla residenza presidenziale. Vengono informati via cellulari delle cose scioccanti che accadono sul campo, dei comandanti che abbandonano i loro subordinati sul campo di battaglia. Una prima prova di colpo di Stato c’è stata a fine giugno. 300 soldati dei battaglioni organizzati e finanziati dal magnate Igor Kolomojskij, Donbass, Azov e Ajdar, mascherati e in tenuta da combattimento si riunivano a piazza Majdan, a Kiev. Volevano la fine del cessate il fuoco, l’instaurazione del regime militare, armi migliori per i volontari e il permesso di utilizzare ogni mezzo per eliminare le unità di autodifesa del Donbas. Sembrava essere un colpo di Stato militare. Nazionalisti estremisti ben armati della Guardia Nazionale lasciavano il fronte per riunirsi a Kiev con Pravij Sektor e le unità di autodifesa Majdan, chiedendo il cambio di potere dell’esistente regime corrotto. Secondo Sergej Juldashev, il capo dell’ufficio del procuratore di Kiev, 12 edifici amministrativi, tra cui il Palazzo di ottobre e la Casa ucraina, sono ancora occupati dai volontari. Ci potrebbero essere molte armi all’interno. Ad oggi, le unità di autodifesa non hanno alcun desiderio di lasciare gli edifici. Senza dubbio Igor Kolomojskij sarà il primo beneficiario nel caso in cui gli eventi procedano in questo modo.
I media nazionalisti avvertono Poroshenko. Dicono che l’esercito è l’unico attributo del potere legittimo dello Stato. Tutto il resto è degradato. Ma Petro Poroshenko respinge l’esercito. Cioè rifiuta il popolo. Allora chi è il suo alleato? Sembra che presto non avrà nessuno su cui contare. Perde la fiducia della gente. I militari iniziano ad odiarlo. Polizia e servizi di sicurezza sono demoralizzati e corrotti da tempo. Nel modo in cui procede la situazione, non durerà tre anni come Janukovich. C’è sempre il tramonto dopo l’alba. In generale, un possibile modello ucraino va emergendo. Secondo Jurij Romanenko, “il regime autoritario avrà caratteristiche da democrazia militare su base popolare. Senza base sociale solida, il regime semplicemente non resisterà a un nemico potente. Mosca ha fatto di tutto per convincere i russi che la giunta a Kiev governa. Questo è il momento per la giunta di resistere e mostrare quanto sia efficace”. Poroshenko comincia a rendersi conto di essere in pericolo e prende misure preventive. La fretta degli appuntamenti con i vertici militari e della sicurezza indica che si prepara ad affrontare un nemico interno piuttosto che esterno. Valerij Geletej è il neo-ministro della Difesa personalmente fedele al presidente. E’ stato a capo dell’Amministrazione della Sicurezza dello Stato (UDO) specializzata nella protezione dei funzionari governativi. La prima cosa che h fatto assumendo il nuovo ufficio, fu metter fine alla distribuzione di armi ai volontari (mercenari dei magnati) presso i depositi militari. Kolomojskij voleva queste armi per le sue formazioni, ma il ministro della Difesa gli ha detto di rivolgersi direttamente al Comandante Supremo, istigando i radicali disposti a prendere il potere. Poroshenko capisce che continuando la guerra nel Donbas, sprona sentimenti militaristi e ambizioni personali nel Paese, segnando la data del suo rovesciamento, che verrebbe accompagnato da spargimenti di sangue.
Le riforme economiche sono impossibili, date le circostanze. Il presidente ucraino è minacciato; vi sono forze che esigono la guerra fino a una fine vittoriosa. Ma è impossibile vincere una guerra contro il proprio popolo. Le divisioni non sono limitate ai campi di battaglia; esistono nelle menti e nei cuori della popolazione. Non importa quante azioni di combattimento si compiranno, le divisioni rimarranno. Ma chi chiede di continuare la guerra fino alla vittoria, guadagnerà forza diventando sempre più pericoloso. Il presidente Poroshenko ha l’istinto dell’autoconservazione e cercherà una tregua e un compromesso con i connazionali? Nel suo caso è l’unica possibilità di rimanere al potere. La gente lo sosterrebbe se scegliesse di agire di questo modo.

10458649La ripubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Novorossija: disfatta di Kiev e della NATO

Alessandro Lattanzio, 17/7/2014

Igor Strelkov: La liberazione di Kiev dalla banda occupante di pedofili, cultisti e altra feccia è uno dei compiti più importanti della nostra campagna.

_75196909_022413684-1I cinque distaccamenti della giunta di Kiev attivi nella regione di Donestk- Lugansk erano la 79.ma brigata aeroportata, i battaglioni Shakhtjorsk e Azov, la 24.ma brigata d’artiglieria e la 72.ma brigata meccanizzata. Dal 15 luglio, enormi convogli ucraini di blindati, artiglieria e autocarri alla rinfusa si ritiravano verso Kozhevnja (a sud di Dmitrevka) per sottrarsi all’accerchiamento delle truppe di Lugansk. Durante la ritirata da Izvarino, le forze speciali ucraine (SBU) di Kirovograd subivano ingenti perdite: 8 morti e 30 feriti. La milizia dell’autodifesa riprendeva le posizioni occupate dagli ucraini il 13 luglio. Nella zona dell’aeroporto di Lugansk rimanevano bloccati 45 tra carri armati e blindati majdanisti. La milizia dell’autodifesa aveva catturato alle forze ucraine 4 carri armati T-64, 3 cannoni semoventi 2S1 Gvozdika, 1 BTR e 2 autoveicoli. La giunta a Kiev, dopo aver subito notevoli perdite e problemi logistici nell’offensiva su Lugansk-Donestk, nel fallimentare tentativo di sbloccare l’aeroporto di Lugansk, si ritirava mentre la milizia della RPL  sventava la maggiore operazione strategica dei majdanisti, infliggendo alla giunta naziatlantista la peggiore sconfitta dall’inizio della guerra, costringendola a un’urgente pausa operativa. Dal 1 luglio al 14 luglio, i miliziani della Repubblica Popolare di Lugansk avevano eliminato oltre 800 miliziani majdanisti e 50 loro blindati.

Il 15 luglio, colonne di blindati e obici semoventi con bandiere russe e della Novorossija si muovevano diversi punti tra Donetsk e Lugansk raggiungendo Enakevo, 100 km ad ovest di Lugansk.
UkraineIl 16 luglio, la milizia dell’autodifesa delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk lanciava un’offensiva contro la Guardia Nazionale ucraina. L’offensiva iniziava “alle 5 del mattino del 16 luglio per liquidare la sacca di Stepanovka (Donetsk), con i bombardamenti dei carri armati e dei mortai sulle postazioni della Guardia Nazionale ucraina presso Marinovka (regione di Donetsk), che continuarono per un’ora“. La milizia combatteva anche nella zona del villaggio Tarani e di Savr-Mogila, utilizzando mortai e carro armati contro le posizioni ucraine. Nei pressi di Amvrosevka, il 3.zo battaglione della 72.ma brigata ucraina veniva bombardato dagli MLRS Grad della milizia, infliggendo 4 morti e oltre 10 feriti, mentre i miliziani della RPD facevano saltare in aria la torre delle comunicazioni dell’aeroporto di Donetsk, con cui i golpisti guidavano le operazioni di aviosbarco di armi, mercenari e munizioni nell’aeroporto di Lugansk. A Izvarino, la milizia eliminava 8 spetsnaz ucraini di Kirovograd e ne feriva atri 10. Un’altra unità majdanista veniva circondata sempre presso Izvarino, perdendo 1 sistema d’artiglieria semovente e 40 autocarri. Nella zona di Sverdlovsk, regione di Lugansk, la milizia devastava la 72.ma brigata con artiglieria e mortai. La raffineria di Lisichansk, LINIK, veniva liberata dalle forze armate di Novorossija. La raffineria rappresenta circa il 40% della capacità totale di raffinazione dell’Ucraina. Un distaccamento dell’esercito della RPD catturava 4 blindati abbandonati dalle forze majdaniste presso Tonenkoe, mentre a Mospino la milizia eliminava 2 BMP-2 e 50 naziguardie. Due aviogetti Sukhoj Su-25 venivano abbattuti su Gorlovka. 2 paracadutisti russi furono uccisi da un gruppo di naziguardie ucraine infiltratesi nel territorio della Federazione Russa. Durante la ritirata i miliziani dell’autodifesa intercettavano gli aggressori majdanisti, eliminandone la maggior parte. Veniva anche liberata Marinovka, dove le forze golpiste, i paracadutisti della 79.ma brigata, venivano accerchiate perdendo 1 BTR e 2 BMP-2, di cui 1 catturato intatto. Il fronte meridionale di Novorossija veniva così assicurato. Nelle altre zone del fronte meridionale, la Milizia continuava l’offensiva impiegando l’artiglieria contro le colonne majdaniste. In totale venivano accerchiati 2500 dei 5000 mercenari majdanisti impiegati direttamente contro la Novorossija. Diverse unità si disperdevano, come ad esempio la 24.ma brigata meccanizzata, mentre un centinaio di miliziani ucraini si rifugiava in Russia. La 72.ma brigata meccanizzata, isolata nella zona di Birukova-Gukovo, subiva gravi perdite e carenze di munizioni, carburante, cibo e acqua. Le forze ucrainiste abbandonavano in fretta le posizioni presso Provale, Krasnodon, Aleksandrovka, Izvarino e Shaste. In pratica, tutte le unità majdaniste impiegate sul fronte meridionale di Novorossija si ritiravano disordinatamente, abbandonando materiale e mezzi. Si trattava delle 5 unità da combattimento di Kiev già indicate: la 79.ma e la 24.ma brigate aeroportate, il battaglione territoriale Shakhtjorsk, il battaglione naziatlantista Azov e la 72.ma brigata meccanizzata. Tutte intenzionate a rompere l’accerchiamento cui erano sottoposte dalla Milizia dell’autodifesa. L’esercito ucraino avrebbe perso 258 soldati e altri 922 sarebbero stati feriti nell’operazione contro il sud-est dell’Ucraina, secondo il portavoce del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale ucraino Andrej Lisenko.
Il ‘ministro’ degli Interni golpista Arsen Avakov licenziava 585 agenti di polizia di stanza a Donetsk per ‘tradimento’, mentre arrivava un battaglione di volontari israeliani in supporto della giunta golpista a Kiev, per combattere contro i federalisti. Il comandante dell’unità incita tutti gli ebrei ucraini ad aderire al battaglione “Matilan“. Si tratta di un’unità speciale della polizia di frontiera israeliana, creata nel 1996. Matilan significa “intelligence, osservazione, intercettazione, operazioni speciali”. Nel porto di Odessa venivano sbarcati in segreto 12 semoventi da 152 mm Vz.77 Dana di produzione ceca ma provenienti dalla 1.ma brigata d’artiglieria polacca Masuria, assieme ad autocarri, militari e altri mezzi. Inoltre, Kiev ha ricevuto dagli Stati Uniti 2000 giubbotti antiproiettile Interceptor, sebbene in compenso “l’esercitazione Rapid Trident 2014, inizialmente prevista per luglio in Ucraina, verrà rinviata“, come dichiarava il tenente-colonnello dell’USAF David Westover Jr. “Le date esatte e i partecipanti devono essere determinati“. L’esercitazione era prevista presso Lvov, in Ucraina, e doveva coinvolgere unità di Stati Uniti, Ucraina, Armenia, Azerbaijan, Bulgaria, Canada, Georgia, Germania, Moldavia, Polonia, Romania e Regno Unito.

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Fonti:
Alawata
Army Times
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
Cassad
ITAR-TASS
Global Research
Maidan Translations
Politikus
Sociologia Critica
Sputniki Pogrom
Vineyard Saker
Vineyard Saker
Voice of Russia

Novorossija: Lugansk, Berlino e Washington

Alessandro Lattanzio, 12/7/201460Secondo il ministero degli Interni ucraino, i miliziani majdanisti avrebbero subito 173 morti e 446 feriti nell’operazione contro l’Ucraina orientale. Il 7 luglio, le truppe golpiste bombardavano con l’artiglieria Lugansk, “Si ritiene che i militari ucraini puntassero sull’accademia dell’aeronautica, utilizzata dalla milizia popolare. Nel giro di un’ora la milizia rispondeva aprendo il fuoco con i  mortai“. Le forze di autodifesa della Repubblica Popolare del Donetsk inoltre si dotavano di artiglieria antiaerea. In Ucraina occidentale, nella regione di Volin, opera un campo di addestramento per i volontari del Partito nazionaldemocratico bielorusso, inviati nell’est del Paese a combattere contro le repubbliche popolari. Il distaccamento bielorusso si chiama “Caccia” e adotta la bandiera dei collaborazionisti nazisti, vietata nel 1996 da Aleksandr Lukashenko ed utilizzata dall’opposizione naziatlantista bielorussa. L’organizzazione giovanile ucraina Alleanza Nazionale da 10 anni collabora con le organizzazioni bielorusse Young Front e Gioventù BPF addestrandole nei campi ‘patriottici’. L’opposizione bielorussa ha partecipato attivamente ad euromajdan fin dall’inizio, ed almeno 200 ‘oppositori’ bielorussi hanno aderito ai gruppi armati di Pravyj Sektor, come i battaglioni Ajdar e Azov. Young Front è registrata nella Repubblica Ceca. Inoltre la Lituania, aderente alla NATO, dichiarava di fornire assistenza medica alle truppe majdaniste attive contro i federalisti ucraini. Vilnius aveva già fornito cure alla teppa golpista a Kiev.
Le truppe ucraine avrebbero subito gravi perdite presso le alture strategiche di Savr Mogila, nella regione del Donetsk, da cui si può controllare la strada Donetsk – Lugansk. Il battaglione di mercenari ucraini Azov, composto da 300 elementi, in tre giorni di combattimento avrebbe perso il 70 per cento del personale, tra morti e feriti, oltre a un carro armato T-64. Il quartier generale della milizia affermava “Gravi perdite inflitte al nemico dagli obici presso le alture di Savr Mogila“. I difensori del Donbas poterono respingere il nemico grazie a nuove armi, come corazzati ed artiglieria costituita da mortai, obici e sistemi lanciarazzi multipli Grad. Nel frattempo, un migliaio di volontari si univa all’esercito della Repubblica Popolare del Donetsk, “Non c’è una mobilitazione forzata, contiamo sui volontari“, aveva detto il capo del dipartimento mobilitazione del Ministero della Difesa della RPD. “Durante la scorsa settimana, oltre un migliaio di volontari s’è arruolato nel nostro esercito“. In una conferenza stampa congiunta, Igor Strelkov, Aleksandr Borodaj e Vladimir Antjufeev (rispettivamente responsabili delle forze militari, questioni politiche e sicurezza dello Stato) annunciavano la formazione del consiglio dei comandanti militari incaricato di tutte le unità militari della Novorossija.
Il 10 luglio, le milizie della Repubblica Popolare del Donetsk respingevano l’esercito ucraino a 10 km da Karlovka, presso il villaggio Galitsinovka. Le truppe majdaniste avevano cercato di occupare Karlovka per più di una settimana, utilizzando anche l’artiglieria pesante. Un altro battaglione di Pravyj Sektor, il ‘Donbas’, veniva distrutto.
L’11 luglio, la milizia della Repubblica Popolare di Lugansk abbatteva un aereo da attacco al suolo ucraino Su-25, presso la città di Perevalsk. Sempre presso Luganskj, a Zelenopolja, il 24.mo battaglione meccanizzato della 79.ma brigata ucraina veniva completamente distrutto, subendo 400 tra morti e feriti. L’unità era stata attaccata da MLRS e fanteria dell’esercito di Novorossija. A Slavjansk, una colonna di carri armati e BTR ucraini subiva un’imboscata, perdendo 2 T-64, 3 BTR e 18 soldati. Pesanti combattimenti nei pressi di Kramatorsk contro un battaglione corazzato majdanista, che perdeva 4 carri armati T-64: 3 distrutti e 1 catturato. A Krasna Zarija, a 25 km da Donetsk, 1 BTR-80 e 1 BMP-2 majdanisti saltavano su delle mine, causando la morte di 2 soldati e il ferimento di altri 11.
Le autorità statunitensi avviavano indagini sulle operazioni di Commerzbank e Deutsche Bank con Paesi sotto l’embargo degli Stati Uniti, un’offensiva che inaspriva le tensioni tra Berlino e Washington. Commerzbank, la seconda banca tedesca, è posseduta al 17% dallo Stato. Come la banca francese BNP Paribas, Commerzbank è accusata di aver effettuato operazioni in dollari USA per conto di gruppi che operano in Iran e Sudan. Il 1° luglio la filiale messicana di Deutsche Bank, Banamex Citigroup, e altre due grandi banche francesi, Societé Generale e Credit Agricole sono state sottoposte ad indagini dal dipartimento della Giustizia dagli Stati Uniti, e quindi multate per presunto riciclaggio di denaro o violazione delle sanzioni. La Germania infine espelleva il capo della stazione CIA di Berlino, reagendo così ai ricatti di Washington. “Al rappresentante dei servizi segreti degli Stati Uniti presso l’ambasciata degli Stati Uniti è stato chiesto di lasciare la Germania. La richiesta s’è avuta in conseguenza delle indagini dei procuratori federali come pure delle domande sulle attività delle agenzie d’intelligence degli Stati Uniti in Germania“. L’azione avviene dopo che la polizia di Berlino ha arrestato un agente dell’intelligence militare tedesco sospettato di aver spiato per conto degli Stati Uniti, a cui avrebbe venduto 218 documenti segreti tedeschi per 25000 dollari, e di aver raccolto informazioni su un’indagine parlamentare tedesca sulla sorveglianza dei leader della Germania da parte della NSA statunitense.

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10514909Fonti:
Alawata
Gazeta
ITAR-TASS
ITAR-TASS
ITAR-TASS
ITAR-TASS
ITAR-TASS
NTV
Reseau International
RussiaToday
Space Daily
Telegraph
Vineyard Saker
Vineyard Saker

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