Perché il dominio militare degli Stati Uniti sta svanendo

Mackenzie Eaglen National Interest 30 giugno 2014

F-35_PinottiSi è spesso detto che il Congresso odia tagliare o cancellare sistemi d’arma, di solito per motivi connessi a lavoro ed elezioni. Ma i fatti dimostrano che il Congresso assai probabilmente limiterà l’acquisto di nuovi mezzi militari piuttosto che sbarazzarsi o ritirare il materiale obsoleto. Tale tendenza è sempre più problematica per l’esercito statunitense. In molti settori i margini tradizionali della supremazia tecnologica militare degli Stati Uniti sono in declino. Troppo spesso i politici pensano che la sfida emergente potrà essere affrontata nei prossimi anni. Ma come è stato documentato e dichiarato da molti alti funzionari del Pentagono, lo scorso anno, il calo della superiorità militare degli Stati Uniti è ormai un problema del “qui e ora”. Frank Kendall, sottosegretario per l’acquisizione, tecnologia e logistica, di recente ha detto “Sono molto preoccupato dall’erosione della superiorità tecnologica e dalla strada presa. [...] Sono passati 20 anni dalla fine della guerra fredda (e) dalla presunzione degli Stati Uniti di esser tecnologicamente superiori sul piano militare. Non credo che sia un presupposto sicuro. In realtà, credo che ci siamo compiaciuti e fatti distrarre negli ultimi dieci anni dalla lotta contrinsurrezionale“. Il comandante della flotta del Pacifico ammiraglio Sam Locklear ha ribadito lo stesso punto, di recente, notando “Il nostro predominio storico di cui molti di noi in questa stanza si compiacciono, è in diminuzione, non c’è dubbio“. Ora che i bilanci della Difesa per il quarto anno diminuiscono, la tendenza a finanziare il vecchio avviene sempre più a spese del nuovo. Acquisire materiale vecchio non è un piano statico o passeggero, ma avanza con l’invecchiare degli equipaggiamenti, divenendo sempre più costoso mantenerli. Tali restrizioni iniziano a colpire gli investimenti per l’innovazione e le forze future, e il loro margine sul campo di battaglia.
Negli ultimi dieci anni, il Congresso ha approvato la fine e risoluzione anticipata di molte armi, grandi e piccole. Continuare con il materiale ereditato o già esistente si dimostra sempre più difficile per i leader del Pentagono. Si veda il disegno di legge per il finanziamento della Difesa approvato dalla Camera per il 2015, per esempio. L’F-35 Joint Strike Fighter è fondamentale nei piani di modernizzazione di Air Force, Marine Corps e Navy. Eppure, con il permanere del sequestro del budget, il Pentagono è costretto a ridurne l’acquisto rispetto allo scorso anno, passando da 42 F-35 previsti per il 2015 a soli 34, secondo l’ultimo bilancio del presidente. La Camera dei Rappresentanti ha deciso tale piccolo lotto di F-35 senza alcuna resistenza nella sua NDAA, e sostenuto i tagli, anche se di 4 aerei invece di 8, nell’ultima finanziaria per la Difesa per il 2015. L’F-35 è un caccia multiruolo destinato a sostituire molte vecchie cellule tra cui l’A-10 Warthog, in servizio da quasi 40 anni. Come con l’F-35, il Pentagono è costretto a proporre netti tagli sull’A-10, a causa del quasi sequestro del budget promulgato dal Congresso. Eppure, a differenza dell’F-35, i tagli all’A-10 hanno generato dibattiti e azioni al Congresso in quanto  i legislatori ne hanno respinto il ritiro. Se il Congresso vieta al Pentagono di radiare l’A-10, con i tagli sul bilancio incombenti l’Air Force sarà costretta a togliere fondi ad altre priorità, come gli aeromobili e forse anche l’F-35. Le reazioni molto diverse del Congresso ai tagli proposti per A-10 ed F-35 dimostra che è più rapido e politicamente facile ridurre, annullare o ritardare lo sviluppo o la produzione di nuove armi che sbarazzarsi di quelle esistenti. Tale approccio da “uccello in mano”  del Congresso, infine impone la necessità di ridurre, rinviare o eliminare i programmi più recenti per comprare materiale obsoleto che invecchia.
Il Congresso detiene l’importante ruolo di supervisore del bilancio per la sicurezza nazionale.  Eppure, nonostante le frequenti caricature sul Congresso che sosterebbe esclusivamente nuove costose armi, al di sopra di ogni altra cosa, la realtà è che i parlamentari sono spesso scettici sui nuovi programmi e tendono a far quadrato attorno ai vecchi sistemi che il Pentagono si propone di sbarazzare. Mentre le ultime versioni della finanziaria della Difesa attraggono l’attenzione bloccando una varietà di piani militari, tra cui la proposta radiazione di A-10 e aerei spia U-2, così come la naftalina per 11 incrociatori e 3 navi anfibie, lo scetticismo congressuale sulla radiazione  proposta non è recente. Nel 2001, il Congresso vietò la radiazione dei sottomarini classe Los Angeles ed Ohio, a meno che non fossero considerati insicuri. Nel 2005, il Congresso bloccò la radiazione dei caccia stealth F-117 impiegati nel 2004, così come tutti i modelli dell’aerocisterna KC-135E. Il Congresso rafforzò tale posizione l’anno successivo, ancora bloccando il ritiro di KC-135E e F-117. Nel 2011, il Congresso impedì alla Navy di radiare il velivolo spia EP-3E. Nel 2013 e 2014, il Congresso respinse la proposta del Pentagono di radiare gli incrociatori e le navi d’assalto anfibio della Navy (con una sola eccezione), così come del velivolo RQ-4 Block 30 Global Hawk. Altre azioni del Congresso per limitare l’abbandono dei sistemi, dal 2001 riguardano i velivoli cargo C-5 e C-130E, e i bombardieri B-1 e B-52.
A suo credito, in molti dei casi in cui il Congresso ha bloccato il ritiro, poi lo permise gradualmente. Ad esempio, anche se bloccò il ritiro dei KC-135E nel 2005 e 2006, nel 2007 autorizzò l’Air Force a ritirarne 29 e 85 nel 2008, in subordine ai progressi dello sviluppo di un tanker di nuova generazione. Allo stesso modo, mentre il Congresso impedì il ritiro dei B-1 nel 2012, rilassò la posizione nel 2013 autorizzando il Pentagono a ritirarne 6. Questi graditi passaggi danno al Pentagono più autorità sul proprio bilancio. Eppure il ritiro dilatorio e limitato ha un costo reale: il Pentagono è stato costretto a risparmiare altrove dollaro-per-dollaro sul suo bilancio, riducendo altre capacità militari e interrompendo i piani del dipartimento della Difesa. Nel frattempo, il Congresso ha spesso dato ai dirigenti del Pentagono un ampio margine di manovra nel limitare ed escludere programmi per equipaggiamenti più recenti. Gli esempi più notevoli si ebbero nel 2010 e 2011, quando il segretario alla Difesa Robert Gates propose l’annullamento o la cessazione della produzione di armi come il caccia F-22, il velivolo cargo C-17, l’incrociatore CG(X), il motore alternativo F-136, l’elicottero da ricerca e salvataggio in combattimento dell’Air Force, l’elicottero presidenziale VH-71 e il Future Combat Systems dell’Army. Altri programmi ad alto profilo chiusi di recente sono l’elicottero Comanche, l’aereo da ricognizione PE-X, l’obice semovente Crusader, l’Expeditionary Fighting Vehicle, l’Advanced SEAL Delivery System e l’aereo da trasporto C-27J. Mentre nel caso del C-27J il Pentagono poté salvare qualcosa trasferendo 7 velivoli dall’Air Force allo Special Operations Command e 14 alla Guardia Costiera, troppo spesso, come ad esempio con il Comanche e l’EFV, il dipartimento della Difesa ha speso miliardi di dollari senza mettere in campo dei sistemi operativi. I sistemi di difesa missilistici sono stati duramente colpiti con cancellazioni o la fine di Multiple Kill Vehicle, Kinetic Energy Interceptor, Airborne Laser, Area Theater Ballistic Missile Defense della Navy e Third Generation Infrared Surveillance. Egualmente, molti sistemi satellitari sono stati anche oggetto dei tagli, compresi National Polar-Orbiting Operational Environmental System e Transformational SATCOM System dell’Air Force. I sistemi di alto profilo non sono stati i soli programmi di sviluppo o produzione presi di mira dalla leadership del Pentagono e Capitol Hill. Sistemi ancora più piccoli sono stati ridotti, eliminati o uccisi, compresi Aerial Common Sensor dell’Army, Advanced Deployable System della Navy, Precision Tracking Space Sensor e Surface-Launched Advanced Medium Range Air-to-Air Missile. Mentre chiaramente alcuni divieti di ritiro ed alcune cancellazioni di armi possono essere stati prudenziali, il vecchio travisamento secondo cui il Congresso non incontrasse un nuovo sistema che non gradisse, semplicemente non è preciso. La realtà è che il Congresso fa blocco nel proteggere gli equipaggiamenti in uso da anni piuttosto che comprarne di nuovi. Mentre di tanto in tanto è sano, tale istinto ad opporsi all’intenzione di abbandonare materiale oramai vecchio minaccia di rendere ancora più anemici i piani di modernizzazione delle forze armate USA. Peggio ancora, tale  preferenza sottrae sempre più dollari in favore di sistemi sempre meno efficienti. Nel lungo periodo, l’incapacità del Congresso di cambiare lo status quo erode la prontezza dei militari al prossimo scontro, ipotecando il futuro per il presente. Alla fine, i responsabili politici dovranno ristabilire l’equilibrio nel portafoglio del dipartimento della Difesa, per garantire adeguatamente che le forze di domani abbiano le migliori attrezzature, proprio come quelle che utilizzavano in precedenza.

314049Mackenzie Eaglen collabora al Marilyn Ware Center for Security Studies presso l’American Enterprise Institute.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L’industria della difesa USA sfrutta tecnologia e competenze russe e cinesi

John Stanton Global Research, 6 giugno 2014

sea-based-radarBoeing guida il programma di cooperazione dell’aviazione USA-Cina, un’iniziativa di governo e compagnie aeree degli Stati Uniti per collaborare con CAAC e compagnie aeree della Cina per svilupparne l’aviazione commerciale. La buona cittadinanza aziendale è sempre stata parte essenziale della Boeing Company. In Cina, la visione della compagnia sul programma di responsabilità sociale della Boeing, allargando competenze e impegno nell’istruzione su scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM) dei giovani cinesi, dalla scuola elementare all’università“. (Boeing in Cina, Backgrounder, 14 aprile 2014)
E’ una bella cosa che Boeing sostenga l’istruzione STEM in Cina. Ma nell’ambito dell’infrastruttura sensibile delle industrie della Difesa statunitensi, Boeing si lamenta regolarmente delle carenze nell’ingegneria aerospaziale/STEM degli USA. Ad esempio, in una pubblicazione del 2007 v’è l’articolo Engineering Brain Drain? di Louise Wilkerson, in cui si apprende che “Secondo un recente studio della rivista Aviation Week & Space Technology, negli Stati Uniti si laureano solo circa 110000 ingegneri all’anno rispetto ai 600000 in Cina e ai 350000 in India, ogni anno“. Anche se non vi è alcuna prova conclusiva per parlare di carenza di ingegneri aerospaziali negli USA (immigrati o no), il Pentagono e i suoi appaltatori continuano a lamentare e gemere una mitica  penuria che in realtà non esiste. Forse Boeing scommette nel finanziare lo STEM e la ricerca informatica e sui materiali avanzati in Cina. “Boeing ha anche creato la Boeing-China Research&Technology, una sua organizzazione centrale di ricerca e sviluppo avanzata. Il centro si occupa di ricerca in collaborazione con l’Accademia Cinese delle Scienze e le università cinesi. Tre laboratori di ricerca congiunti e un centro comune di ricerca sono stati creati con i partner di ricerca. Le attività sono focalizzate su ambiente, materiali avanzati e tecnologie informatiche avanzate per l’aviazione e il design industriale“. Una delle piattaforme di allerta precoce della difesa missilistica più sofisticate è stata costruita dalla Boeing. Il sistema radar navale in Banda X della società, che attualmente galleggia nel Pacifico, è stato costruito in Russia dalla Vyborg Shipyard. Secondo navaltechnology.com, “Il sistema radar navale in Banda X SBX-1 è un radar di controllo del tiro a metà rotta installato su un impianto semisommergibile. La piattaforma è stata sviluppata da Boeing, nell’ambito della Difesa terreste di metà rotta (GMD), componente del sistema di Difesa antimissile balistico degli Stati Uniti (BMDS). Il GMD intercetta le testate in arrivo. L’SBX è stato trasferito al Comando Militare del trasporto navale (MSC) nel dicembre 2011“. Il sistema radar in banda X a bordo è stato costruito da un altro dei pesi massimi dell’industria della Difesa, la Raytheon Corporation.

Jak, Jak
Lockheed Martin, la maggiore industria della Difesa del mondo, fa notizia come vittima dei militari cinesi dell’ELP, che a quanto pare saerbbero entrati nelle reti informatiche di Lockheed per spionaggio industriale. Eppure Lockheed ha fatto accordi con la Cina nella sicurezza e la costruzione di reattori nucleari. Il suo F-35B ha una sua genesi in Russia. Secondo un comunicato stampa aziendale sul sito della Lockheed Martin, “Lockheed Martin e State Nuclear Power System Automation Engineering Company della Cina (SNPA) hanno firmato un accordo per realizzare prototipi, produrre e qualificare i sistemi di protezione dei reattori di terza generazione delle centrali nucleari in Cina. SNPA è una filiale della China State Nuclear Power Technology Corporation (SNPTC). Lockheed Martin e SNPA svilupperanno strumentazione per la sicurezza nucleare e la piattaforma di controllo, basata sulla tecnologia Field Programmable Gate Array (FPGA) per i sistemi di protezione della nuova generazione di reattori cinesi. I termini dell’accordo non sono stati divulgati“. Si scopre anche che il vantato F-35 ha origini nell’industria aeronautica russa. Secondo Aviation Intel:La gente guarda l’F-35B e vede una specie di trasformer ultra-moderno, con massicci portelli che si aprono e un tubo di scarico articolato che a comando si piega in basso in modo innaturale. La prossima cosa è vedere il caccia stealth di 5.ta generazione in bilico a mezz’aria. Con un’autonomia decente (per un caccia V/STOL), velocità superiore al Mach, radar e  pacchetto avionico più all’avanguardia che mai, e dispone di un design davvero innovativo… Ma il design unico del F-35B è davvero così innovativo? La turboventola di risalita dell’F-35B e il design dell’ugello vettoriale non furono ideati a Fort Worth, Texas, ma a Mosca in Russia, circa 35 anni fa! Lo Jak-41 utilizzava questo stesso concetto, ora conosciuto come Jak-141 nome in codice NATO “Freestyle”, progettato per sostituire il molto carente Jak-38.” E forse una coincidenza, ma Lockheed ha stipulato contratti di sicurezza informatica miliardari con il governo degli Stati Uniti. C’è qualcosa di losco nel spendere miliardi per il cyberattacco e la cyberdifesa quando nessuno sembra poter formulare o quantificare i dati della sicurezza nazionale e aziendali davvero  segretamente compromessi da cinesi, russi o studenti liceali di Houston, Texas. I funzionari del governo degli Stati Uniti e della Lockheed non sarebbero attendibili. Forniscono informazioni dubbie su prove specifiche o formule legittimamente quantificabili in dollari nel definire le fughe  dei dati. E’ una farsa, non diversamente dall’inventato gap degli ingegneri aerospaziali.

Le minacce informatiche sono reali?
Secondo Tereza Pultarova, scrivendo sul Engineering and Technology Magazine (maggio 2014), “Parlando al vertice Reuters sulla cyber-sicurezza di Washington, il vicepresidente della società Chandra McMahon ha detto che solo nel gennaio 2014 l’impresa ha dovuto respingere gli attacchi di 43 gruppi di hacker diversi. Il numero di cyber-attacchi ai sistemi della Lockheed è in costante crescita, nel 2007 dieci attacchi furono individuati mentre tre anni più tardi erano già 28. Oltre ad essere il primo fornitore del Pentagono, Lockheed Martin è anche il maggiore fornitore di  tecnologia informatica del governo degli Stati Uniti. I sistemi della società sono ampiamente utilizzati da militari degli Stati Uniti, imprese energetiche, utilities e altre aziende infrastrutturali sensibli. Queste ultime hanno visto, secondo la Lockheed Martin, un aumento sostanziale del numero di attacchi informatici negli ultimi anni. Anche se non abbiamo visto azioni contro obiettivi specifiche, in termini di danni ciò che abbiamo visto negli ultimi anni sono i malware creati e diffusi per danneggiare infrastrutture critiche”, ha detto McMahon… Lockheed si aspetta la crescita a due cifre nel suo cyber-business, che oggi rappresenta il 10 per cento degli 8 miliardi di dollari di ricavi nei sistemi informatici. Lockheed e altri produttori di armi statunitensi sono spesso bersaglio di gruppi criminali, Stati e altri hacker che cercano di estrarre informazioni preziose sugli avanzati sistemi d’arma. Rapporti dell’intelligence statunitensi citano attacchi lanciati da gruppi in Iran, Cina, Russia e Corea democratica. Lockheed non ha voluto commentare su eventuali dati specifici sulle azioni identificate“.

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John Stanton scrive su 4.th Media dalla Virginia.
Copyright © 2014 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Biolabs USA: una nuova epidemia di vaiolo in Georgia

Henry Kamens New Oriental Outlook 30/05/2014

800px-Biolab_Tbilisi_02-e1381199448933Jeffrey Silverman, giornalista investigativo nella Repubblica di Georgia e veterano dell’esercito statunitense, una volta era di stanza in un deposito di armi chimiche degli Stati Uniti, il Bluegrass Army Depot di Richmond, Kentucky, durante il suo servizio. Da tempo afferma che una struttura di ricerca biologica degli Stati Uniti, presso il Tbilisi International Airport, sia coinvolta non solo nel traffico di gas tossici e altri agenti utilizzati nei conflitti nel mondo, ma anche che sviluppi nuovi virus e presumibilmente ne infetti il bestiame, diffondendolo per vedere come gli ignari georgiani rispondono e il loro potenziale utilizzo militare. Per diversi anni Stati Uniti e Georgia hanno negato tale possibilità, rigettando totalmente le affermazioni di Silverman, nonostante il fatto che il laboratorio prenda il nome dal senatore Richard E. Lugar e sia stato ufficialmente inaugurato dall’ambasciatore degli Stati Uniti e dal presidente georgiano dell’epoca. Infatti, gli Stati Uniti insistevano tanto su ciò che il personale della struttura inesistente lo spedì all’ospedale con una ferita alla testa e l’ambasciata l’insultò personalmente sui media, mentre veniva screditato sul sito ufficiale degli Stati Uniti. L’ambasciata afferma che le sue affermazioni sulla politica degli Stati Uniti sono assolutamente senza alcun fondamento e che, purtroppo, ciò riflette la veridicità della  fonte. Nel frattempo però un paio di cose interessanti sono successe. In primo luogo l’esistenza del laboratorio è stata pubblicamente riconosciuta da Stati Uniti e Georgia, anche se fu descritto come un semplice istituto scientifico. Poi fu preso sotto il controllo del nuovo governo georgiano, per monitorare ciò che realmente vi succedeva. Poi armi biologiche furono utilizzate in Siria, Egitto, Iraq, Yemen, Afghanistan e Ucraina. Prendete una mappa, tracciare le linee tra questi Paesi e vedete dove s’incrociano. Ora il Center for Disease Control (sebbene non preventivo), o CDC, un’istituzione statunitense di Atlanta, annuncia in un comunicato stampa che un nuovo virus simile al vaiolo è stato scoperto nella Repubblica di Georgia. E’ stato catturato da due lavoratori zootecnici che vivono di allevamento. L’hanno recuperato, ma non si sa quanti altri ne siano stati colpiti prima che ciò venisse alla luce, e quanti ne saranno in futuro, non potendo curare un virus di cui non si sa nulla. Contattato in proposito, Silverman ha risposto: “Odio dirtelo, ma te l’avevo detto, e se volete i dettagli basta contattare il responsabile affari pubblici presso l’ambasciata degli Stati Uniti a Tbilisi, di come impazzirono per screditare la mia indagine, rovinando la storia e la mia reputazione, e guardate le successive interviste rilasciate alla stampa georgiana lo scorso aprile, sui pericoli di una rete di laboratori di armi biologiche in costruzione in Georgia, uno in prossimità di Tbilisi, da parte del contraente dell’US DoD Bechtel National“. La storia viene ora raccolta dalla stampa mainstream, tra cui US National Public Radio, The Guardian e altri. Il tempo ci dirà quanto sia grave questa ultima epidemia, ma tutti devono fare attenzione.

Ciò che ha detto
Silverman fece la seguente dichiarazione lo scorso anno, segnalata da Veterans Today e dai media russi, tra cui la TV di Stato russo, cui diede un’intervista esclusiva nel maggio 2013. Silverman è anche capo dell’ufficio locale di Veterans Today e sulle questioni militari del giornale, fu redattore capo del Georgian Times e altre pubblicazioni regionali. “Presto mi resi conto che il governo degli Stati Uniti e il dipartimento della Difesa, DoD, volevano studiare nuovi ceppi infettivi come l’Anthrax, evoluti in natura tra mandrie di bovini nelle regioni rurali della Georgia. Va ricordato che questo piccolo Paese e Tbilisi una volta erano al centro del sistema di ricerca sulle armi biologiche, per la guerra contro animali e vegetali dell’Unione Sovietica. Ho potuto accedere ai progetti dell’impianto biologico e parlando con imprenditori e informatori, ben presto seppi che il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti gestisce una rete di laboratori in Georgia con capacità offensiva. Alcuni addirittura arrivarono ad affermare che il governo statunitense usa la Georgia e la sua popolazione nelle sue ricerche. Ho anche il sospetto di ciò, ed è per questo che cerco prove solide per l’accusa. La questione è se i georgiani siano usati nei sinistri bio-programmi e nei test sul campo dei vaccini. Può essere difficile dimostrarlo, ma anche gli Stati Uniti fecero esperimenti sulla propria popolazione negli anni, e possono utilizzare la popolazione della Georgia negli esperimenti sul campo per i vaccini, senza il loro pieno ed informato consenso“. Fondamentalmente Silverman ha accusato Georgia e US DoD di fare esperimenti sulla popolazione locale, senza il permesso, commettendo così atrocità degne di Joseph Mengele, il famigerato medico di Auschwitz. E’ noto che molti studi clinici furono condotti in Georgia, spesso di nascosto, tra cui alcuni su farmaci sperimentali per la TB. Questi studi sono finanziati dai soliti noti: agenzie di sviluppo, tra cui l’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale, e varie aziende farmaceutiche europee. L’eventuale esplosione di una nuova malattia del vaiolo può avere ampie conseguenze sulla salute pubblica. Ora il CDC è coinvolto nei regolari programmi di vaccinazione contro il vaiolo, reintegrabili come misura preventiva in quanto forniscono un certo grado di protezione da virus simili che influenzano il bestiame, come il vaiolo bovino. Come il vaiolo stesso, questi virus possono essere mortali per persone dal sistema immunitario soppresso.

Quello che è stato trovato
chemweapon1Il virus scoperto di recente è stato descritto come “cugino di secondo grado del vaiolo“. Come il vaiolo provoca dolorose vesciche su mani e braccia e altri sintomi che includono febbre, ingrossamento dei linfonodi e debolezza generale. I due allevatori di bestiame che l’hanno preso negano di avere avuto vaccinazioni contro il vaiolo. Una volta erano obbligatorie, ma furono  sospese nel 1980, quando la malattia si supponeva debellata. Solo i militari sono vaccinati ora, e il laboratorio di Tbilisi è stato istituito dal dipartimento della Difesa statunitense, non dal dipartimento della Salute, impiegando scienziati militari. Il detective forense per le malattie Neil Vora, che ha guidato il team che ha fatto la scoperta, ha detto che “i ricercatori del CDC considerano tale famiglia di virus molto importante, perché il vaiolo potrebbe essere usato come agente nel bioterrorismo”. Ma come, se la malattia non esiste più? L’unico posto dove si può trovare il virus del vaiolo è un laboratorio di ricerca scientifica, i cui campioni sono ancora conservati. Gli Stati Uniti riconoscono che possono in qualche modo fuoriuscire da tali istituzioni ed essere usati in guerra. L’anno scorso il governo degli Stati Uniti spese circa 460 milioni di dollari per un relativamente nuovo farmaco sul vaiolo, nel caso in cui il virus fosse volutamente rilasciato con un attacco bioterroristico. La quantità di farmaco in questione potrebbe trattare circa due milioni di persone, essendo questa la dimensione di un previsto attacco. Quattro virus della famiglia orthopox colpiscono le persone: vaiolo, vaiolo bovino, monkeypox e vaiolo vaccino. Gli altri tre colpiscono gli animali all’inizio, e poi passano alle persone opportunisticamente. Ora che le persone non sono immunizzate contro il vaiolo, gli altri virus della stessa famiglia hanno spazio per riemergere, mentre l’immunizzazione contro uno dei quattro protegge anche contro gli altri. Ma non è chiaro perché un nuovo virus debba emergere, a meno che naturalmente qualcuno lo diffonda.

Quali conclusioni trarre?
Sappiamo che il laboratorio inesistente in Georgia, invece esiste, e che i laboratori hanno campioni dello stesso tipo del vaiolo apparso. Sappiamo che il nuovo virus, descritto dagli esperti statunitensi simile al vaiolo e membro della stessa famiglia virale, è stato scoperto in Georgia e ha colpito due allevatori. Inoltre, il precedente governo georgiano di Mikheil Saakashvili sospese l’immunizzazione del bestiame su richiesta del governo degli Stati Uniti in modo che il centro inesistente potesse studiare la diffusione delle malattie nelle mandrie di bovini georgiani. Tutto ciò  è coerente con quanto Silverman, egli stesso laureato e ricercatore su malattie degli animali nella Facoltà di Agraria dell’Università del Kentucky, dice da molti anni. Sostiene che il nuovo virus è probabilmente un ibrido, una combinazione di diversi virus legati per produrre il massimo effetto, essendo tale pratica seguita da molti anni e in diversi campi scientifici. Silverman richiama l’attenzione su una sospetta epidemia di morbillo in Georgia lo scorso anno, che colpì adulti e bambini, tra cui persone che già subirono tale malattia e avrebbero dovuto esserne immunizate permanentemente. Ricorda come egli stesso si sentì dire dai funzionari della sanità pubblica che doveva vaccinarsi, anche se aveva fatto tutte le vaccinazioni necessarie nelle forze armate degli Stati Uniti, che sapesse. Le vaccinazioni che i funzionari georgiani cercavano d’imporgli furono  donate dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Nessuno si preoccupò di avere il consenso informato di coloro cui dovevano somministrarli. Silverman ritiene che facevano parte dello stesso programma per iniettare malattie ai georgiani, a loro insaputa, per testare la reazione umana ai potenzialmente mortali nuovi virus utilizzabili in guerra.

La consistenza finale
Tutto ciò appare troppo brutto per essere vero, per alcuni. Fino a quando, forse, si tirano fuori un paio di nomi storici. Alois Brunner, il più ricercato criminale di guerra nazista, ancora forse in vita, sosteneva di aver lavorato per l’esercito statunitense come autista. Klaus Barbie, il Macellaio di Lione, fu impiegato dal controspionaggio degli Stati Uniti come consigliere, svelando le tecniche di interrogatorio e tortura nazista alle nuove generazioni, aiutato a sfuggire alla giustizia per molti anni venendo spedito in Bolivia attraverso la ratline degli USA. Walter Schreiber, responsabile per la sperimentazione sui detenuti dei campi di concentramento, fu portato negli Stati Uniti dal governo per lavorare nella Scuola di Medicina dell’Aeronautica Militare. La difesa, l’intelligence e il personale medico militare statunitensi di oggi sono stati addestrati da qualche parte, e volutamente scelti da una lunga serie di istruttori le cui competenze sono state tramandate di generazione in generazione. Questa rete di strutture include anche parti di Ucraina e Unione Sovietica, terreni fertili per la scienza dei pazzi.

Le attività del Pentagono in Ucraina
aaa1_747Gli Stati Uniti sono coinvolti anche nella costruzione di laboratori microbiologici in Ucraina. Il giornale ucraino ‘2000’ riferiva che risiedenti di Kharkov visitarono la sede per esprimere preoccupazione sui piani di costruzione di un laboratorio biologico statunitense nei pressi della cittadina di Shelkostantsja, vicino Merefa. Fu riferito dalla stampa ucraina che il Pentagono è in procinto di costruire una rete di laboratori biologici in tutto il Paese, molti vicino ai confini di Russia, Bielorussia, Polonia e Moldavia. Sono già stati costruiti laboratori a Odessa, Dnepropetrovsk, Lugansk, Lvov, Vinnitsa, Ternopol, Uzhhorod, Kiev, Simferopol e Kherson. La gente del posto esprime ansia per i danni collaterali che potrebbero derivare dalla fuga di sostanze mortali. Tutte le attività di ricerca in Ucraina sono condotte nell’ambito del Cooperative Threat Reduction Agreement dell’agosto 2005. Il Pentagono (che non è un agenzia civile, ma il dipartimento della Difesa) è responsabile del programma. Accordi analoghi sono stati conclusi con Azerbaigian, Armenia, Kazakistan e Uzbekistan. L’accordo di cooperazione nella microbiologia tra Stati Uniti e Ucraina è scaduto nel maggio 2014, ma il programma è ancora attivo. Gli Stati Uniti insistono che dovrebbe essere prolungato fino al settembre 2017, nonostante l’assenza di un accordo, l’atmosfera politica e le forze di ultradestra in Ucraina. In breve, la scoperta di un nuovo virus bovino in Georgia, dove c’è un centro di ricerca biologica che ha i mezzi per produrlo, riposa su una logica orribile. Anche nelle ultime settimane vi sono state inspiegabili epidemie di meningite virale in scuole e asili della Georgia, coincidenza o no; decine di casi confermati finora. E’ stato così grave che le scuole sono state costrette a chiudere, mentre misure di riduzione del rischio sanitario sono state attuate per rallentarne la diffusione.

23987Henry Kamens, giornalista, esperto di Asia centrale e Caucaso, per la rivista online “New Oriental Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La guerra segreta di Crimea. Parte II

Valentin Vasilescu, Reseau International 28 maggio 2014
1393739628567Nella prima parte abbiamo avanzato argomenti secondo cui il colpo di Stato organizzato a Kiev nel febbraio 2014, fosse finalizzato a neutralizzare il centro nevralgico della Force di spedizione russa della Flotta del Mar Nero a Sebastopoli, e sostituire velocemente l’esercito russo in Crimea con quello statunitense. Il 18 febbraio 2014, il parlamento dell’Ucraina fu occupato da membri armati di Svoboda e Fazione destra, cosiddette forze di autodifesa di Euromaidan, e il 22 febbraio 2014 il Presidente Janukovich fu costretto a lasciare Kiev, essendo stato preso il potere dai politici filo-occidentali. Valentin Nalivajchenko, che secondo la stampa ucraina sarebbe una spia statunitense, fu nominato direttore del servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU). Casualmente, il 13 febbraio 2014, uno dei quattro gruppi d’attacco statunitensi, formato attorno alla portaerei a propulsione nucleare George Bush (CSG-2), lasciò la Norfolk Naval Base con destinazione apparente il porto del Pireo nel Mar Egeo. Oltre alla portaerei George Bush (102000 t di dislocamento e 90 aerei a bordo), il Battle Group #2 si componeva di 16 navi, tra cui l’incrociatore USS Philippine Sea, i cacciatorpediniere lanciamissili USS Truxtun e USS Roosevelt, e tre sottomarini d’attacco nucleari. Il 22 febbraio 2014, quando Janukovich fu estromesso, il Battle Group #2 era già nel Mediterraneo. Citando fonti del ministero della Difesa di Ankara, Hurriyet Daily News dice che il CSG-2 avrebbe ricevuto, attraverso canali segreti, il consenso delle autorità turche ad entrare nel Mar Nero dal Bosforo e dai Dardanelli, sebbene il consenso dato dalla Turchia violasse la Convenzione di Montreux (1936) che consente il passaggio dello Stretto a navi militari per un dislocamento  massimo di 45000 tonnellate. L’obiettivo di tale gruppo da battaglia poteva essere solo sostituire la flotta russa del Mar Nero basata in Crimea.
Il 28 febbraio 2014, su pressione della folla inferocita che protestava da giorni davanti al Parlamento della Repubblica Autonoma di Crimea, il corrotto primo ministro Anatolij Mogiljov (che s’è comprato la carica con un ritrovo di lusso a Jalta “data” a Janukovich) fu finalmente licenziato. Il Parlamento votò la sua sostituzione con Sergej Aksjonov, a capo delle forze filo-russe in Crimea. Il 6 marzo, il Parlamento della Repubblica Autonoma di Crimea votò ufficialmente la separazione dall’Ucraina e previde il referendum per l’annessione della Crimea alla Russia il 16 marzo 2014. A causa di tale inaspettato cambio della situazione in Crimea, gli statunitensi si resero conto che il loro piano A era fallito e non avevano un piano B di emergenza. Il 5 marzo, l’ordine iniziale ricevuto dal Battle Group #2 fu annullato, il nuovo ordine era lasciare il porto greco del Pireo per Antalya, base navale turca, e restarci. I cacciatorpediniere USS Truxtun, USS Donald Cook e la fregata USS Taylor furono le uniche navi di questo gruppo ad essere inviate successivamente in ricognizione nei pressi della Crimea, nel nord del Mar Nero, dal 7 marzo al 22 aprile 2014, con il pretesto di esercitazioni congiunte con le marine bulgara e rumena. Gli ufficiali dell’aeronautica militare russa dissero sui media che vi erano prove che si trattasse del tentativo dell’equipaggio dell’USS Donald Cook di disturbare le linee dati tra le antenne di ricevimento del Centro Spaziale della Flotta del Mar Nero in Crimea, e la rete militare satellitare ELINT russa, tramite interferenze nello spettro elettromagnetico. I satelliti trasmettono in Crimea il risultato del monitoraggio delle emissioni elettroniche dei radar e dei sistemi di navigazione montati sulle navi da guerra del Battle Group #2, nel Mar Nero e nel Mar Egeo, sugli aeromobili a bordo e dei sistemi sui missili antiaerei imbarcati. Gli ufficiali in questione spiegarono che il tentativo fu interrotto dagli 11 sorvoli a bassa quota, sfiorando l’albero della USS Donald Cook, vicino al porto di Constanza, da parte di due aerei russi Su-24MP, degli aeromobili che trasportavano le stazioni d’interferenza delle frequenze da 12-18 Ghz, utilizzate per neutralizzare i radar di difesa del cacciatorpediniere.
I veterani delle forze speciali russe dicono che i più pericolosi per la Crimea erano i sei commando per operazioni speciali di 16 soldati ciascuno a bordo delle tre navi statunitensi. Sono addestrati a sbarcare inosservati a terra, nuotare sott’acqua e infiltrarsi in profondità nel territorio nemico. Lo scopo di tutti i commandos del mondo è creare panico, caos e terrore fra la popolazione con atti di sabotaggio: causando potenti esplosioni negli edifici amministrativi di grandi città, nei trasporti in orari di punta o in aree densamente popolate. Nel contesto della preparazione del referendum di adesione della Crimea alla Russia, qualsiasi incertezza creata da tali commandos nella popolazione avrebbe potuto provocare una bassa affluenza alle urne, comportando l’invalidazione dell’elezione. Per evitare tali situazioni, i russi da subito esercitarono un controllo rigoroso ed impenetrabile.
Un giornale scandalistico della Crimea diffuse una sua speculazione, nell’edizione online, secondo cui membri di commando dei Paesi della NATO erano stati catturati dai russi presso le coste della Crimea. I loro sospetti cominciarono con l’assunzione rapida e diretta da parte di Natalija Poklonskaja, Procuratore Generale della Crimea, di interpreti/traduttori specializzati nelle lingue di Stati della NATO e dell’UE confinanti con l’Ucraina e che si affacciano sul mare. A sostegno delle loro affermazioni, i giornalisti fecero riferimento all’articolo 5 del trattato della NATO, invocato dagli Stati Uniti per trascinare i membri dell’alleanza nell’invasione e nell’occupazione dell’Afghanistan da parte dei militari degli Stati Uniti. È interessante notare che la Romania è membro della NATO e dell’UE, confina con l’Ucraina, si affaccia sul Mar Nero e ha un gruppo di forze per operazioni speciali navali creato e addestrato dall’US Army. L’articolo fu subito rimosso perché, in mancanza di qualsiasi dichiarazione di guerra contro la Russia, indicava la violazione della NATO della Convenzione dell’Aja sul rispetto delle leggi e delle consuetudini di guerra. Tuttavia, le speculazioni dei giornalisti furono indirettamente confermate il 12 maggio 2014, quando Natalija Poklonskaja fu aggiunta, a cura degli Stati Uniti, alla lista delle personalità bandite dall’UE.
Mentre l’iniziativa nella penisola di Crimea fu presa e trattenuta rigorosamente nel contesto russo da gruppi di “persone cordiali”, gli Stati Uniti non poterono organizzare nulla per cambiare il destino del referendum in Crimea. L’83,1% della popolazione di Crimea partecipò al referendum e il 96,77% degli elettori votò per l’annessione della Crimea alla Russia. Così, il 23 marzo 2014, il CSG-2 ricevette l’ordine dal Pentagono di abbandonare la missione, lasciando il Mar Egeo e dirigendosi in Bahrayn. La Russia organizzò il 9 maggio due parate grandiose in onore della vittoria contro il fascismo. Una aeroterrestre a Mosca in onore del passato e una aeronavale per celebrare il ritorno della Crimea e di Sebastopoli alla Russia, sempre in presenza del Presidente Vladimir Putin. 10294303Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il Pentagono ha adottato la formula “2, 2, 2, 1″

Alfredo Jalife-Rahme Rete Voltaire 27 maggio 2014

Una conferenza del Capo di stato maggiore degli Stati Uniti attesta che i suoi eserciti si rifiutano di andare in guerra contro la Russia e ammette che potranno essere obsoleti tra dieci anni. Il generale Martin Dempsey intende utilizzare il prossimo decennio per non perdere la superiorità sul resto del mondo. Tuttavia, le sue osservazioni mostrano lo straordinario divario tra la politica della provocazione neo-con che cerca di trascinare la Russia in una guerra in Ucraina e la realtà delle forze armate statunitensi.
martin_dempsey_near_missUna delle conseguenze delle sanzioni imposte alla Russia dagli Stati “occidentali” sono i legami più stretti tra Mosca, Pechino e New Delhi, un irrigidimento che ha avuto una svolta drammatica quando il Presidente Vladimir Putin ha deciso di giocare la carta geoenergetica [1]. Negli Stati Uniti, gran parte dei “civili” guerrafondai della classe politica, per non parlare della disinformazione su tutti i media, non è ben informata quanto l’esercito, che sul piano militare ha una profonda ammirazione per Russia e Cina. Sei giorni prima del 20 maggio, data di arrivo a Shanghai dello zar della geoenergia mondiale Putin, per una visita di due giorni, il generale Martin Dempsey, Capo di stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, teneva una conferenza dal titolo “Difesa destabilizzante: protezione dinamica nell’era della nuova tecnologia” ai membri del Consiglio Atlantico, un think tank di Washington vicino al Partito Repubblicano e alla NATO [2]. Durante il suo intervento, assai appropriato, Martin Dempsey ha detto che “Russia e Cina sono diventati due pesi massimi globali che gravano sulle decisioni strategiche riguardo i principali aspetti della sicurezza globale“, illustrando allo stesso tempo il nuovo ordine geostrategico tripolare già delineato in queste pagine [3].
Il generale statunitense riassume il “nuovo modello (degli Stati Uniti sula) sicurezza con la formula mnemonica “2, 2, 2, 1″ che significa avere come nemici “due pesi massimi (Russia e Cina), due pesi medi (Iran e Corea democratica), due reti (al-Qaida e la malavita internazionale) e un sistema (informatico)“. Ha detto che al-Qaida ed i suoi affiliati si estendono da Afghanistan e Pakistan, attraverso la penisola arabica, a Siria orientale, Iraq occidentale, Yemen, Somalia, dall’Africa del Nord a quella occidentale passando per la Nigeria. Secondo lui, gli Stati Uniti utilizzano vari strumenti di potere, diplomatici, economici e militari, a seconda di con chi hanno che fare, con uno Stato-nazione dal peso medio desideroso di aumentare la propria influenza oltre il lecito e che, quindi, rischia di trasformarsi in uno Stato canaglia”. Ha detto che i mezzi di pressione che agiscono sugli “Stati-nazione” non hanno alcun effetto sulle due reti non statali. Da quando l’esercito statunitense è divenuto assai dipendente dalla tecnologia della sicurezza informatica, ritiene che ci siano due aree di preoccupazione al riguardo: 1) il fatto che gli Stati Uniti siano poco preparati a respingere un attacco cibernetico, soprattutto nel campo finanziario; 2) “la corruzione dei dati (precisione, navigazione e tempo)” che provoca sfiducia nei sistemi operativi. Di certo, la Cina è una potenza significativa nel campo della “guerra cibernetica” [4]. Martin Dempsey ritiene che, in campo militare, la “corruzione dei dati” sia “più allarmante della mancanza di dati“. Ha spiegato la necessità di affrontare ciascuno degli avversari, reali o potenziali, da una angolazione diversa in quanto nessuno di essi “reagisce allo stesso modo ai vari mezzi di pressione“. Quindi le due caratteristiche principali del nuovo militarismo degli Stati Uniti sono “flessibilità” e “innovazione”.
Il generale ha annunciato che avrebbe partecipato ad una riunione della NATO a Bruxelles [5], durante la storica visita di Putin in Cina e ha detto che per via della crisi ucraina, i cui “effetti potrebbero sconvolgere seriamente la vita dei Paesi europei, sia nel sud che altrove in Europa”, l’atlantismo è al “crocevia” in quanto deve “rivedere” il suo “fianco sud (Portogallo, Spagna, Italia e Grecia) strettamente collegato a Medio Oriente e Nord Africa”. In breve, sembra che l’Europa sia minacciata da tutti i lati. Hanno capito in Germania e in Francia cosa sia in realtà la spettrale spada di Damocle di al-Qaida? [6]
In risposta ad una domanda sulla situazione in Ucraina, il generale Dempsey ha detto che la crisi incombe sulla NATO, che deve mostrarsi ‘molto preoccupata’, mentre “gli Stati Uniti usano le armi economiche in vari modi” come “mezzo di persuasione e di punizione“. Riteniamo che il generale non sia molto convinto dalle sanzioni economiche. Ha sentito un gruppo di economisti che non è riuscito a spiegargli i rischi derivanti dalla loro applicazione come strumento di potere. Tanto più che gli Stati Uniti hanno una buona conoscenza delle capacità delle forze militari russe e del valore aggiunto del fattore (psicologico) rappresentato da Putin, in considerazione del fatto che gran parte della popolazione russa è pronta a correggere (sic) gli eccessi dei primi anni ’90.
Basandosi sul contributo teorico del gruppo di economisti, il generale ha detto che “per poter in futuro utilizzare gli strumenti del potere in modo diverso, dobbiamo rivedere i nostri modelli di valutazione del rischio“. Secondo lui, ciò che caratterizza Vladimir Putin è il suo “desiderio di passare alla storia e d’assicurare il benessere economico della Russia”. Nel dire ciò, il generale pensa alle nuove armi non convenzionali a disposizione dei russi, armi che scoraggiano chiunque. A una domanda di Leandra Bernstein di RIA Novosti, Martin Dempsey ha detto che gli Stati Uniti “non dovrebbero impegnarsi nuovamente in una guerra fredda contro la Russia”, in quanto “Washington collabora con Mosca in molti campi, dal futuro dell’Artico allo spazio, passando per la lotta al narcotraffico e alla pirateria, quindi è necessario trovare un terreno comune“. Ha aggiunto che lo scenario peggiore sarebbe far rivivere la Guerra Fredda con la Russia e schierare truppe in Polonia e Stati baltici per la crisi in Ucraina e altre “perturbazioni geopolitiche“. Ha sostenuto che la globalizzazione non ha avuto lo stesso effetto della strategia della guerra fredda, una strategia  “molto stabile” perché si concentrava sul contenimento fino al cambio dell’Unione Sovietica stessa.
Dopo la conferenza, Martin Dempsey ha avuto colloqui con il suo omologo cinese, con cui ha trascorso la giornata successiva presso l’Università della Difesa Nazionale. Si ricordi! Il generale tira una linea sul passato, al punto che nel fare ciò fa eco a un saggio della Quadriennal Defense Review 2004 [7], ritenendo che “i nuovi strumenti sono necessari per gestire dinamicamente un ambiente della sicurezza più complesso“, pur temendo che gli Stati Uniti “non sappiano rinnovarsi abbastanza velocemente da far fronte alle nuove sfide che dovranno affrontare“. Nonostante l’instabilità politica, Martin Dempsey ritiene che gli Stati Uniti fino al 2025 “non dovranno apportare modifiche dirompenti“, perché “hanno un esercito notevolmente efficiente per condurre conflitti su grande e piccola scala” e che i tagli di bilancio per ridurre la spesa del Pentagono in uomini, spese accessorie ed infrastrutture hanno per obiettivo “facilitare l’innovazione nel campo della Forza di schieramento preventiva” che potrà imporre una “presenza più dinamica del mondo, dove più necessaria”. Allo stato attuale, i militari degli USA devono “fare meno con meno, senza fare peggio“, così da dover “pensare seriamente a stabilire le priorità“.
È significativo che non abbia affrontato la questione controversa dell'”inversione” di Obama sull’accerchiamento della Cina, ma si sia concentrato solo sulla Russia con cui non è pronto ad andare così lontano quanto gli economisti daltonici dalle pose da giustizieri che infestano i corridoi  del Pentagono.

Pentagon-beyond-view-of-DC-over-river-032113-Pentagon-full-630x420Note
[1] «Visita de Putin a China: próximo acuerdo histórico de venta de gas ruso», Alfredo Jalife-Rahme, La Jornada, 14 maggio 2014.
[2] «Disrupting Defense», generale Martin Demsey, The Atlantic Council, 14 maggio 2014.
[3] «De la primavera árabe al verano islámico: en medio de la emergente tripolaridad global (EU, Rusia y China)», Alfredo Jalife-Rahme, La Jornada, 1 agosto 2012.
[4] «Las cinco armas chinas de mayor peligro para EE.UU.», Russia Today, 15 maggio 2014.
[5] «La Nato spinge la Ue nella nuova guerra fredda», Manlio Dinucci, Il Manifesto/Réseau Voltaire, 24 maggio 2014.
[6] «Lettre ouverte aux Européens coincés derrière le rideau de fer israélo-US», Hassan Hamadé, Réseau Voltaire, 21 maggio 2014.
[7] Relazione Quadriennalesullo stato della Difesa statunitense redatto dal Pentagono su richiesta del Congresso.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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