Ucraina: la Federazione Russa soccorre la Crimea

Ucraina, Crimea e la reazione della Federazione Russa
Alessandro Lattanzio, 1/3/2014

crimea_map_3Il Primo ministro della Repubblica autonoma di Crimea, Sergej Aksenov, ha preso il comando temporaneo di tutte le forze militari e unità di sicurezza locali ed ha invitato la Russia a garantire la pace nella Repubblica autonoma di Crimea, informano le agenzie della Crimea. “Assumo il comando temporaneo delle unità del ministero dell’Interno, del Consiglio di sicurezza, del ministero dell’Emergenza, delle Forze Armate e della Marina Militare, della Guardia di finanza e delle guardie di frontiera dell’Ucraina, in quanto Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica autonoma di Crimea ed ottenere i poteri conferitimi dal Consiglio Supremo della Repubblica di Crimea. Chiedo ai comandanti di eseguire i miei ordini o di lasciare le loro posizioni” ha detto Aksenov, nominato dal parlamento di Crimea. “Mi appello al presidente russo Vladimir Putin per aiutarci a mantenere la sicurezza per i civili“, ha detto il Primo ministro. Aksenov aveva detto che la Crimea cercava assistenza finanziaria dalla Russia. Inoltre la flotta russa nel Mar Nero annunciava di aver “concordato con le autorità della Crimea la protezione congiunta dei siti della flotta russa nel Mar Nero“. Il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica autonoma di Crimea Sergej Aksenov aveva già annunciato che le autorità della Crimea e la flotta russa del Mar Nero si erano accordati per proteggere congiuntamente i siti strategici. Mentre i deputati russi presentavano in parlamento un disegno di legge per semplificare l’assorbimento di nuovi territori nel Paese,  truppe russe occupavano l’aeroporto di Sebastopoli. Secondo la legge presentata dal partito di opposizione Russia Giusta, la decisione sull’adesione di una regione di uno Stato straniero alla Russia dovrebbe essere presa tramite un referendum. “Ci sono stati casi, nella prassi internazionale, quando una parte di uno Stato s’è unita a un altro Stato, senza la firma di un trattato internazionale. Inoltre, il diritto internazionale non richiede la conclusione di un trattato con uno Stato estero“. Gli autori avevano dichiarato che la normativa è un obbligo della Russia nell’ambito dell’accordo di amicizia firmato nel 1997. Secondo l’accordo, la Russia e l’Ucraina adottano misure volte a impedire violenze nazionale, etnica o religiosa contro gruppi di cittadini. Il partito Russia Giusta ha presentato anche un altro disegno di legge per facilitare la procedura della concessione della cittadinanza russa agli ucraini. Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto l’approvazione dalla Camera alta del parlamento per inviare le forze armate russe in Ucraina. Putin, che deve ancora parlare pubblicamente della crisi in Ucraina, ha chiesto il permesso di usare la forza militare in risposta alle minacce contro i cittadini russi e il pericolo posto alle basi navali russe in Crimea. Le truppe russe rimarranno fin quando la “situazione politico-sociale nel Paese sarà normalizzata“, ha detto il Cremlino. L’approvazione del Consiglio della Federazione è necessaria per impiegare le forze russe al di fuori del Paese. Il Consiglio della Federazione della Russia, quindi, ha approvato all’unanimità la richiesta del presidente Vladimir Putin di usare le forze militari russe in Ucraina, per risolvere le turbolenze nel Paese diviso. La Camera alta del parlamento russo ha votato a favore dell’invio di truppe nella Repubblica Autonoma di Crimea per garantire pace e ordine nella regione “fin quando la situazione socio-politica del Paese sarà stabilizzata“. Il dibattito al Consiglio della Federazione ha rivelato l’unanimità de parlamentari russi, che condividono le preoccupazioni sugli eventi in Ucraina, ovvero che il potere è stato usurpato e che la situazione veniva deteriorata dai fascisti che minacciano la vita degli oppositori, in particolare dei cittadini russi che vivono in Ucraina.
All’estero, un commento pubblicato sul Quotidiano del Popolo, giornale del Partito Comunista, accusava la forte reazione di Pechino al crescente scontro tra occidente e Russia dopo la caduta di Viktor Janukovich. “Le teorie politiche, economiche e di sicurezza della guerra fredda ancora influenzano molte persone sulla loro concezione del mondo, e alcuni occidentali hanno ancora del risentimento verso la Russia“. Invitando i Paesi occidentali ad “abbandonare il loro pensiero obsoleto“, ampliare la cooperazione e a “Liberarsi dalle catene della mentalità della Guerra Fredda, impedendo uno scontro inutile e consentendo fluidità nelle relazioni internazionali“. Il commento era stato pubblicato con lo pseudonimo di “Zhong Sheng”, (Voce della Cina), spesso utilizzato per esprimere un punto di vista ufficiale sulla politica estera. Janukovich aveva visitato la Cina nel dicembre 2013, firmando degli accordi con la Cina che avrebbero portato in Ucraina circa 8 miliardi di dollari di investimenti. L’agenzia Xinhua aveva dichiarato, a dicembre, che le potenze occidentali dovrebbero smetterla d’immischiarsi negli affari dell’Ucraina e di manipolare le “opinioni del popolo” sull’accordo commerciale con l’Unione europea. Infine, Sergej Shojgu, ministro della Difesa della Russia, dichiarava di negoziare accordi per l’installazione di basi militari a Cuba, Venezuela, Nicaragua, Seychelles, Singapore ed altri Stati. Mosca ha basi militari nei seguenti Paesi:
In Kirghizistan, la base aerea di Kant.
In Ucraina, la base navale di Sebastopoli e la base aerea di Gvardejskoe Kacha, in Crimea.
In Transnistria un gruppo formato da una brigata di fanteria motorizzata, un reggimento di difesa aerea, un reggimento di collegamento presso una base aerea.
In Armenia, una base dell’esercito con circa 2500 soldati.
In Tagikistan, tre basi militari con più battaglioni.
Inoltre, il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Vitalij Churkin, dichiarava che la Russia è contraria a una mediazione sulla situazione in Crimea, proposta dalla rappresentante permanente degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, la guerrafondaia ‘umanitaria’ Samantha Power. Secondo Churkin, “alle autorità della Crimea dovrebbe essere chiesto cosa pensano di tale missione. In ogni caso, siamo contro l’imposizione di una mediazione”. L’inviato alle Nazioni Unite della Russia ha anche sottolineato che l’accordo del 21 febbraio è la chiave per risolvere la crisi in Ucraina. “Il modo migliore per risolvere la crisi è la serietà” verso l’accordo siglato la settimana precedente. Alla domanda sulla volontà della Russia d’intervenire militarmente, Churkin ha riso, “Davvero, la questione si aggrava!
Infine, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO) è profondamente preoccupata per la situazione ucraina, dichiarava il segretario generale della CSTO Nikolaj Bordjuzha. “Ci sono destabilizzazione e caos, gli estremisti non hanno deposto le armi, ma dichiarano l’intenzione di “mettere ordine” in ogni regione ucraina, minacciando ritorsioni e distruggendo i monumenti commemorativi degli eroi della Grande Guerra Patriottica che liberarono l’Ucraina dai nazisti. Vi sono crescenti manifestazioni di ultranazionalismo, russofobia e antisemitismo. Tutto questo avviene con un cambio di regime imposto e in violazione dell’accordo di transazione concluso tra il presidente ucraino e l’opposizione il 21 febbraio. I ministri degli esteri di Francia, Germania e Polonia che hanno garantito il patto sostenuto dagli Stati Uniti, l’hanno sconfessato violandolo e negando il riconoscimento della legittimità del presidente ucraino cui avevano dato assicurazioni. Esortiamo tutte le parti a fermare lo scontro e le azioni anticostituzionali, ad adottare il dialogo e a lavorare per ripristinare stabilità e sicurezza. L’assenza di un atteggiamento costruttivo e del rispetto degli interessi dei Paesi terzi, nel processo di risoluzione della crisi ucraina, porterà ad  ulteriore deterioramento della situazione, anche in Europa“, ha osservato Bordjuzha.

Fonti:
RussiaToday
Voice of Russia
RussiaToday
Reuters
The Moscow News
RIAN
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La Federazione Russa osserva gli eventi in Ucraina con attenzione mentre Janukovich reagisce
Galina Zobova e Helmut Joachim Schmidt Modern Tokyo Times 1 marzo 2014

159756000La Federazione Russa è giustamente concentrata sugli eventi in Ucraina a causa del “golpe” che ha alterato rapidamente il panorama politico a Kiev. Il deposto presidente Victor Janukovich ha saggiamente lasciato l’Ucraina una volta apparso che i radicali stavano avendo il sopravvento. Dopo tutto, dati i nazionalisti ucraini e le loro violenze, Janukovich non aveva altra scelta. Dal rovesciamento di Janukovich è chiaro che l’Ucraina è in bilico, economicamente e politicamente. Soprattutto vi sono potenti realtà etniche, religiose e geopolitiche legate all’Ucraina. Pertanto, è stato assai imprudente per i governi occidentali invadere la politica interna di questa nazione. Dopo che Janukovich è fuggito da Kiev, appare chiaro che l’agenda nazionalista filo-occidentale s’è accelerata. Questo vale per la demonizzazione di Janukovch, in particolare per il suo presunto stile di vita sontuoso. Se questa realtà è vera nella misura indicata, e non è solo discredito programmato, allora è chiaro che Janukovich non poteva non subire tale enorme caduta. Tuttavia, dati gli obiettivi dei nazionalisti ucraini e di certi governi occidentali, bisognosi di screditare al massimo Janukovich, nulla è certo nel mondo della manipolazione e propaganda, e questo vale per tutti.
Lee Jay Walker dice a Modern Tokyo Times: “Indipendentemente da ragioni e torti di Janukovich, è chiaro che se fosse stato così impopolare alle prossime elezioni lo avrebbero fatto decadere, assieme a tutte le persone a lui legate. Eppure, nazionalisti e manifestanti hanno deciso di alzare la posta una volta che Janukovich ha accettato il pacchetto economico offerto dalla Federazione Russa. Dato il misero pacchetto economico dell’Unione Europea (UE), a prescindere da chi lo supporto, qualcosa non va. Questo vale sia per il grave errore di calcolo dell’Unione europea che per qualsiasi altro motivo che infiamma le passioni in Ucraina. Dopo tutto, è noto che i sentimenti antirussi sono potenti tra i nazionalisti ucraini. Pertanto, UE e USA hanno usato le forze pro-europee che chiederebbero un cambio radicale in Ucraina, modificando occultamente il panorama politico rimanendo nell’ombra?
Quanto sopra è aperto al dibattito, ma chiaramente potenti nazioni occidentali e del Golfo (anche la Turchia è coinvolta) sembrano destabilizzare molte parti di Medio Oriente, Nord Africa e sud-est asiatico, in particolare in Afghanistan, Pakistan (autoindotto e ispirato in passato dalle potenze del Golfo e occidentali), Iraq, Libia e ora Siria. Infatti, l’ex-Jugoslavia fu divisa rapidamente per via degli intrighi delle potenze occidentali, e Bosnia e Kosovo rimangono “casi disperati.” Inoltre, il Kosovo è un luogo dove i cristiani ortodossi sono perseguitati dai nazionalisti albanesi e la criminalità è assai diffusa. Soprattutto la Federazione Russa sa benissimo che Georgia e Turchia, due nazioni pro-Washington, ospitano terroristi islamici ceceni. Ciò significa che molte parti del mondo sono vittime degli intrighi dei soliti giocatori.
Jnukovych dice: “Il potere in Ucraina è stato sequestrato da nazionalisti, neo-fascisti che rappresentano una minoranza assoluta del popolo… non sono stato rovesciato, sono stato costretto a lasciare l’Ucraina sotto la minaccia immediata alla vita mia e dei miei cari.” Accusa i nazionalisti e l’ingerenza estera per la situazione attuale, perché, Janukovich dice: “Indico la responsabilità di ciò in coloro che ora sono al potere… e nei rappresentanti dell’occidente, anche degli Stati Uniti, che hanno dato il loro sostegno a Maidan.” Janukovich ha anche dichiarato, dal sud della Russia, che “ho intenzione di continuare a lottare per il futuro dell’Ucraina, contro terrore e paura. Oggi ci sono illegalità, mancanza di autorità e terrore. Le decisioni in parlamento sono state prese sotto costrizione.” Nonostante ciò, è chiaro che le nuove élite in Ucraina desiderano la testa di Janukovich. Arsen Avakov, ministro degli Interni dell’Ucraina, è fermamente convinto che Janukovich debba affrontare l’accusa di strage di civili durante le manifestazioni a Kiev. Eppure, perché Avakov non ha anche accusato coloro che hanno ucciso agenti della sicurezza? Molte immagini mostrano i manifestanti nazionalisti con armi da fuoco e altre armi, contro le forze di sicurezza. Sicuramente, se la nuova Ucraina vuole essere trasparente e democratica dovrebbe processare coloro che controllavano tali persone. Dopo tutto, da dove hanno preso le armi da fuoco e come mai sparivano così in fretta se non erano controllati? Lee Jay Walker dice: “Gli eventi in Ucraina seguono i soliti intrighi dell’occidente, perché l’economia ucraina soffre ancora di più del caos conseguente. Le tensioni in Crimea e in altre parti del Paese sono estremamente alte. Soprattutto le nuove élite a Kiev hanno ricevuto nella loro ciotola le elemosine occidentali e del Fondo Monetario Internazionale. Ciò significherà notevole sofferenza economica, con l’Ucraina che affronterà il cocktail assai pericoloso di incertezza economica, divisioni nazionalistiche, tensioni religiose, giochi di potere di forze estere e colpo di Stato. Pertanto, con tale caos generato dagli intrighi delle potenze occidentali e dal nazionalismo ucraino, le élite politiche di Mosca fanno bene ad osservare con molta attenzione tali eventi ed anche ad essere pronte ad ogni scenario“.
Va da sé che la Federazione russa spera che la stabilità torni in Ucraina. Eppure, le élite di Mosca sanno che consegnare all’occidente “un centimetro” può essere molto pericoloso, quindi la Federazione russa non deve farsi imporre dettati in una zona di grande importanza strategica. Allo stesso modo, la Federazione russa teme per i cittadini russi minacciati dai nazionalisti ucraini. Speriamo che tutte le parti facciano passi indietro per evitare che la crisi degeneri. Tuttavia, la Federazione Russa non può mostrarsi debole, perché l’allargamento di NATO e UE continua.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Tre nuove acquisizioni delle forze armate russe nel 2013

Dmitrij Litovkin, RIR, 17 febbraio 2014

Le forze armate del Paese hanno ricevuto un notevole impulso lo scorso anno con l’acquisizione di bombardieri Su-34, missili Iskander-M e del sottomarino Severodvinsk

942856E’ necessario accelerare l’adozione nelle forze armate russe di armamenti ed equipaggiamenti  militari moderni, ha commentato il Capo di Stato Maggiore Generale Valerij Gerasimov in riferimento al piano di riarmo delle forze armate per il 2020. L’aspetto positivo principale è che le truppe hanno iniziato a ricevere non solo singoli equipaggiamenti, come in passato, ma abbastanza per intere divisioni e reggimenti. Perciò, nel solo 2013, la quota di armi moderne nelle forze nucleari strategiche ha raggiunto il 45 per cento, nel settore della difesa aerospaziale, il 62 per cento, nella forza aerea il 42 per cento, in marina il 52 per cento e nelle forze di terra, il 21 per cento. Allora, quali sono le acquisizioni militari russe?

179795Due in uno: Su-34
Il simbolo più importante della modernizzazione della forza aerea russa nel 2013 è stata la prima consegna di 32 nuovi bombardieri Sukhoj Su-34. Questo velivolo è considerato uno degli aggiornamenti più singolari dell’arsenale effettuato dall’aeronautica militare russa negli ultimi tempi. Il Su-34 è un cacciabombardiere con peso al decollo di quasi 50 tonnellate, può eseguire acrobazie, operare come caccia-intercettore ed effettuare bombardamenti di precisione contro bersagli di piccole dimensioni, sempre con facilità. I primi due bombardieri costarono all’aviazione 1,8 miliardi di rubli (51,7 milioni dollari). In confronto, nello stesso tempo, le Forze Strategiche Missilistiche spesero 5 miliardi di rubli (143.600.000 di dollari) per sei moderni missili balistici intercontinentali Topol-M. Il bombardiere può trasportare 8 tonnellate di bombe e missili di precisione. Può operare in tutte le condizioni meteo indipendentemente dal momento della giornata.  La protezione rinforzata della cabina e delle componenti vitali del velivolo permette al Su-34 di resistere ai danni più gravi che altri velivoli della sua categoria non possono sopportare. Il fatto che il velivolo sia stato costruito per essere facilmente aggiornato, garantisce una vita operativa di 30-35 anni. In totale, i militari prevedono di acquisire almeno 120 di questi aerei nel prossimo futuro.

12386Il conquistatore del mondo: Iskander-M
Nel 2013, l’esercito russo ha ricevuto le prime due brigate del sistema missilistico tattico Iskander-M. Prima di ciò, solo divisioni separate del sistema tattico furono introdotte in servizio operativo. Inoltre, il ministero della Difesa russo ha riferito con malcelato orgoglio di aver adottato le misure necessarie per contrastare le minacce del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti dispiegato in Europa orientale, schierando infatti l’Iskander nella regione di Kaliningrad. I missili sono occultati in un autocarro a quattro assi, e hanno una gittata di oltre 500 km e una velocità di 2000 metri al secondo. Ognuno dei missili può contenere una testata nucleare, convenzionale o cluster. Dal profondo vano posteriore, gli Iskander possono distruggere missili, artiglieria a lungo raggio, sistemi missilistici di difesa aerea, aeromobili negli aeroporti, posti di comando e comunicazione, anche sotterranei, e altri importanti obiettivi di punto e di area, tutti con eguale efficacia. Per aumentarne la potenza contro obiettivi pesantemente corazzati, il sistema ha soluzioni tecniche complesse che permettono ai missili di superare facilmente i sistemi di difesa aerea e missilistica  del nemico, quasi uguali a quelle del Topol-M. I sistemi di puntamento dei missili russi sono così sensibili che possono colpire con successo tutti gli obiettivi (sotterranei, di piccole dimensioni, di area o mobili) anche nelle notti senza luna, quando non c’è luce naturale, con una precisione di circa 4 metri.

Nuclear-Powered-Cruise-Missile-Submarine-SSGN-Severodvinsk-Starts-State-Acceptance-TrialsProfondità strategica: il sottomarino Severodvinsk
L’anno scorso, la Marina russa ha acquisito tre sottomarini nucleari di nuova generazione in una volta. Due sono sottomarini lanciamissili balistici Projekt 955 classe Borej equipaggiati con missili strategici Bulava (Jurij Dolgorukij e Aleksandr Nevskij). Il terzo è il Severodvinsk, un sottomarino Projekt 885 classe Yasen. Questo sottomarino sostituirà le diverse attuali classi di sottomarini della flotta. Gli esperti considerano i sottomarini classe Yasen una vera innovazione nella costruzione navale sottomarina. La loro traccia acustica è inferiore non solo ai sottomarini classe Akula, ma anche rispetto agli ultimi sottomarini nucleari statunitensi della classe Seawolf. I sottomarini nucleari di terza generazione Projekt 971 Akula sono praticamente impercettibili nelle profondità oceaniche. Statunitensi e inglesi sono ben consapevoli di quanto siano pericolosi questi sottomarini. Furono avvistati più volte nelle acque costiere di Regno Unito, Stati Uniti e Canada, ma non poterono essere rintracciati o seguiti. Il Severodvinsk è dotato diversi tipi di missili da crociera e siluri. Uno di questi è il missile cruise supersonico Jakhont, base del missile ipersonico Zircon in corso di produzione. La sua gittata consente al sottomarino sia di attaccare le portaerei nemiche che condurre massicci attacchi missilistici contro obiettivi costieri con la stessa facilità.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

IL PRIMO RAGGIO – L’arsenale strategico di Mosca 1943-2013

“La potenza navale USA è in calo” ironizzano

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 18/01/2014

x-47b-drone-launch-from-carrierIl 3 gennaio l’Ammiraglio Viktor Bursuk, il Vicecomandante della marina russa che supervisiona l’approvvigionamento degli armamenti, ha detto che la Marina Militare della Russia si aspetta di ricevere 40 nuove navi da guerra e navi ausiliarie nel 2014. In aggiunta alle navi di superficie di varie classi, la Marina riceverà anche il terzo sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare classe Borej, il Vladimir Monomakh, e un sottomarino diesel-elettrico classe Varshavjanka. La Russia continuerà la riparazione e la revisione dell’incrociatore lanciamissili a propulsione nucleare Admiral Nakhimov e di tre sottomarini d’attacco a propulsione nucleare, per quest’anno. L’Admiral Nakhimov dovrebbe rientrare nella marina russa nel 2018 con a bordo sistemi d’arma più avanzati, hanno detto a giugno dello scorso anno i cantieri Sevmash. Secondo la dichiarazione, le navi ausiliarie commissionate entro la fine del 2014 comprendono l’Igor Belusov, un’avanzata nave da ricerca e salvataggio destinata a potenziare la capacità della marina nel soccorrere sottomarini e navi in difficoltà, ha detto l’ammiraglio. I think tank navali statunitensi riportano che la marina russa avanza, e i suoi componenti d’attacco rinascono. La Cina ha costituito  il suo primo gruppo d’attacco con portaerei, e i suoi nuovi missili costituiscono la prima minaccia per le portaerei statunitensi, mentre la potenza navale del Paese cresce a passi da gigante. Il tutto si svolge sullo sfondo di una US Navy soggetta a tagli che ne minano la capacità di difendere la nazione sul mare. Ad esempio, il congressista Randy Forbes (R-VA), presidente della sottocommissione sul potere marittimo e le forze di proiezione della commissione sulle Forze armate della Camera, ha avvertito di ciò in un’intervista a Real Clear Defense alla fine dello scorso anno. “Siamo tecnicamente ‘inseguiti’ dai missili da crociera antinave cinesi (ASMC) in questo momento”, Forbes ha risposto alla domanda sull’operatività del redattore capo Dustin Walker. “l’ASMC della Marina USA è l’Harpoon, un sistema missilistico antinave ognitempo e oltre l’orizzonte. Sembra avanzato, ma in realtà è stato progettato negli anni ’70 ed ora non può sopravvivere operando contro le più sofisticate minacce antisuperficie che appaiono nella Marina dell’EPL cinese di oggi… Il mio sottocomitato svolge un ruolo di primo piano nel rivedere le opzioni per una nuova arma offensiva anti-superficie (OASuW)”.

Armi ad energia e letalità offensiva
La flotta di superficie dell’US Navy deve diventare più letalmente offensiva. Come Aviation Week ha riferito il 12 gennaio, il viceammiraglio Thomas Copeman, comandante della Forza Navale di Superficie del Pacifico degli Stati Uniti, ha sottolineato “La forza di superficie deve migliorare notevolmente la sua letalità offensiva”. “Dobbiamo passare oltre il missile come sistema difensivo”, dice nel suo “Rapporto per una Flotta di Superficie del 2026”, pubblicato all’inizio di questo mese, in anticipo rispetto alla Conferenza e Simposio dell’associazione della marina di superficie che si tiene il 14-16 gennaio ad Arlington, Virginia. Copeman ha detto, “Lo sviluppo e la traiettoria delle nostre armi devono riequilibrarsi a favore delle armi energetiche per la difesa, che forniranno adeguate capacità e potenzialità necessarie a condurre rapide e sostenute operazioni di combattimento per i prossimi decenni”… ha anche sottolineato che “la Marina deve concentrarsi di più sull’attacco”. L’arma deve essere dotata di “armamenti che possano migliorare notevolmente la letalità della forza di superficie, venendo resi disponibili nel breve termine”.

LRASM
Il Long Range Surface Attack Missile (LRASM) è destinato ad abbattere bersagli di superficie ben oltre gittata delle armi offensive o difensive del nemico. Il LRASM è un programma del DARPA finanziato dall’US Navy per dotare essa e l’US Air Force di un’arma anti-superficie offensiva e di un nuovo missile aerolanciato a lunga gittata anti-superficie. Dopo tre prove riuscite lo scorso anno, si prevede di condurre nel 2014 altri due test navali del missile. Lockheed Martin ha descritto le capacità dell’arma come: “La capacità a lungo raggio del LRASM consentirà d’ingaggiare il bersaglio da ben oltre la gittata del controtiro diretto delle armi. Inoltre, il LRASM utilizza dispositivi di sopravvivenza attivi e passivi per penetrare i sistemi di difesa aerea integrati avanzati.  La combinazione di gittata, sopravvivenza ed efficacia assicura il successo della missione”. Potrà essere lanciato dall’aria o dalla superficie, viaggiare a velocità subsoniche e trasportare un penetratore da 500 chili e una testata a frammentazione. Il missile è sviluppato anche per contrastare la crescente potenza navale cinese nel Pacifico. Un altro sviluppo più ambizioso, attualmente in fase concettuale presso la DARPA, è l’Arc Light, un sistema missilistico progettato per colpire navi di superficie o altri bersagli a distanze di 3000 miglia. La fase terminale del missile sarà accelerata da un razzo ai limiti dell’atmosfera, dove raggiungerà l’ipervelocità planando per migliaia di chilometri, rientrare nell’atmosfera e colpire l’obiettivo in meno di mezz’ora. Un concetto simile sarà dimostrato all’inizio di quest’anno con la seconda prova dell’HTV-2 Falcon di DARPA/US Air Force. Una missione diversa è perseguita dal programma di armi avanzate della DARPA Triple Target Terminator (T3), un’arma per il dominio aereo. Con tale programma l’agenzia sviluppa un missile a velocità elevata e a lunga gittata che può colpire aerei, missili da crociera e obiettivi della difesa aerea nemici. Sarà progettato per essere trasportato internamente da aerei stealth come F-35, F-22 e F-15SE, o esternamente da caccia, bombardieri e UAV. Il T3 permetterebbe al caccia d’attacco di passare rapidamente tra le varie funzioni aria-aria e aria-superficie. Sia Raytheon che Boeing hanno avuto ciascuno un contratto di 21,3 milioni di dollari per lo sviluppo del nuovo missile, che dovrebbe essere testato nel 2014. La Marina sviluppa un modulo da adattare all’attuale classe di sottomarini d’attacco a propulsione nucleare Virginia aumentandone notevolmente la capacità di colpire bersagli di superficie da santuari oceanici, usando missili da crociera, rendendoli l’arma prescelta nei molti scenari sul Pacifico contro la Cina.

uss-zIl cannone laser sarà testato in mare nei primi mesi del 2014
L’US Navy spende attualmente circa 40 milioni di dollari all’anno nella ricerca per le armi laser. Ora schiera prototipi di armi elettromagnetiche, armi laser a stato solido e velivoli senza pilota subacquei presso unità operative. La tecnologia si distingue offrendo un’ulteriore gamma di attacchi a terra così come funzionalità aggiuntive nella difesa contro missili balistici e da crociera. Il Rail-Gun che ha una gittata di 100 miglia e più, utilizza energia elettrica immagazzinata a boro della nave per generare l’impulso elettromagnetico ad alta velocità sufficiente a spingere una testata ad energia cinetica. Ovviamente, l’attrazione principale del laser è la sua capacità di distruggere bersagli a lunga distanza e alla velocità della luce, e il LaWS ha molti vantaggi sia come arma difensiva che offensiva. L‘US Navy prevede che sia usata per operazioni mirate e segrete, attacchi a sorpresa e di cosiddetta “letalità graduata”. È vista anche come contromisura contro UAV, missili e piccole imbarcazioni. Il capo dell’US Navy ha annunciato i piani per schierare un laser a stato solido a bordo dell’USS Ponce nell’aprile 2014, due anni prima del previsto. La Ponce è assegnata ad una base avanzata dell’US Navy nel Golfo Persico, in un ambiente particolarmente stressante per l’utilizzo di laser difensivi, poiché le condizioni atmosferiche locali degradano la potenza del fascio e le forze iraniane hanno molte opzioni nell’attaccare navi da guerra dai motoscafi ai velivoli senza pilota e ai missili. La dimostrazione in mare per il 2014 rientra in un più ampio calendario a breve termine dell’US Navy per i programmi ad energia. L’Office of Naval Research (ONR) e il Naval Sea Systems Command recentemente hanno compiuto dimostrazioni con laser ad alta energia a bordo di una nave da combattimento, nonché contro aerei telecomandati. L’arma è anche vista come  importante sviluppo da impiegare contro la Cina.
Come Loren Thompson scrisse su Forbes del 6 gennaio, “La domanda è che cosa sta combinando l’US Navy per sostenere il suo ruolo nel Pacifico occidentale mentre la Cina sfrutta i suoi vantaggi geografici nel perseguimento del dominio militare regionale. Le recenti tendenze non sono incoraggianti, e l’attuale approccio alla protezione della flotta probabilmente non avrebbe successo in un serio conflitto se l’Esercito di Liberazione del Popolo risolvesse il suo problema con la ricognizione. L’US Navy ha bisogno di un’arma di svolta, e la ricerca sul laser è una delle poche opzioni disponibili credibili”.

Droni navali
La scorsa estate il drone X-47B dell’US Navy ha completato il suo ultimo turno di prove al largo delle coste della Virginia, diventando così il primo jet senza pilota nella storia ad essere imbarcato su una portaerei operativa. Quest’anno, quattro società competeranno per un contratto di progettazione della prossima versione del X-47B, puntando a farlo decollare nel 2020, secondo l’US Navy. Con un’autonomia di oltre 2100 miglia nautiche, l’X-47 può trasportare armi e può anche essere il precursore di un programma di droni per intelligence, sorveglianza e ricognizione, il tutto attraverso un’avanzato sistema di navigazione GPS, una connessione a una rete ad alta integrità e un software di controllo di volo avanzato per tracciare il territorio. I nuovi droni subacquei oceanici chiamati “Slocum Alianti”, non avranno bisogno di carburante per operare, al contrario delle loro controparti aeree. Saranno alimentati dall’oceano stesso, sorvegliando furtivamente la zona circostante e fornendo informazioni alle altre navi militari. Utilizzando un processo soprannominato “galleggiabilità idraulica”, il drone potrà regolare il proprio dislocamento basandosi sull’acqua che ha intorno. Ciò permette al drone di immergersi, abbassarsi o alzarsi tra le correnti oceaniche,  muovendosi alla velocità di un miglio (1,6 km) all’ora. L’obiettivo dell’US Navy è inviare un drone sottomarino, chiamato “Vela”, lungo rotte costiere per cinque anni. Una flotta di essi potrebbe sciamare sulle coste nemiche, permettendo all’US Navy di eliminare campi minati e rilevare sottomarini nemici. A differenza dei loro cugini aerei, i droni dell’US Navy non sono alimentati da carburante. Invece, traggono energia dal termocline oceanico, una coppia di strati di acqua calda, in prossimità della superficie, e di acqua fredda sotto. I droni furono commissionati dall’US Navy nel 2009, quando investì poco più di 56 milioni dollari per 150 droni “Littoral Battleship-Sensing”. Questi dovrebbero arrivare nel 2014. L’US Navy ha sparato un drone da un sottomarino sommerso, una prodezza che potrebbe rivelarsi preziosa per l’intelligence e la ricognizione nelle operazioni speciali militari future. Il piccolo drone fu lanciato dal tubo lanciasiluri del sottomarino Providence, quindi aprendo le ali è decollato volando per “diverse ore”, dimostrando la capacità di collegamento in video live streaming con il sottomarino, ha detto l’US Navy. Il progetto, che ha ricevuto 15 milioni di dollari in sei anni, è seguito dal Naval Research Laboratory. Il test si svolse presso l’Atlantic Undersea and Evaluation Center dell’US Navy alle Bahamas.

navy_s-ocean-powered-droneLa riubblicazione è gradita in riferimento al giornale on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Israele ha paura del sistema russo S-350E

Valentin Vasilescu, Réseau International, 12 gennaio 2014

almazantei001-4L’S-350E Vitjaz è un sistema mobile antiaereo e anti-balistico limitato, superiore all’ERAM RIM-174 (SM-6) dell’US Navy che dovrebbe entrare in servizio nel 2014 negli Stati Uniti e dopo pochi anni nell’esercito israeliano. L’SM-6 è il vecchio missile superficie-aria SM-2ER Block IV, su cui è stato montato il sistema di guida del missile aria-aria AIM-120C (AMRAAM). Il 2 settembre 2013, al culmine delle tensioni internazionali connesse all’eventuale attacco statunitense alla Siria, l’esercito israeliano, con la complicità degli Stati Uniti, aveva lanciato un missile-bersaglio Ankor da un aereo F-15B. Il missile lanciato dal caccia aveva simulato la traiettoria di un missile balistico dalla gittata di 1000-1500 km. Il lancio fu effettuato dal centro del Mar Mediterraneo verso le coste del Libano. I comandamenti delle unità ELINT dell’esercito israeliano rimasero confusi scoprendo che il loro lancio fu subito individuato da uno sconosciuto complesso antiaereo, simile al sistema navale Aegis, di un cacciatorpediniere russo nel Mediterraneo a 550 chilometri dall’F-15.  L’obiettivo fu inquadrato e inseguito fino a quando non cadde in mare. Infine i russi annunciarono che l’obiettivo sarebbe stato rilevato dal colossale radar di allarme antimissile di Armavir sul Mar Nero, nascondendo così il cacciatorpediniere russo utilizzato per i test dei sistemi S-350E Vitjaz. Le funzionalità dell’S-350E Vitjaz, integrate dall’S-400 Trjumf, è un cocktail micidiale per gli israeliani perché i moderni sistemi antiaerei russi furono creati per proteggere direttamente gli interessi della Russia nel mondo e di cui sono iniziati i negoziati per esportarli nei tradizionali partner della Russia in Medio Oriente. Come Valentin Mandrasescu dimostra, l’azienda russa Sojuzneftegaz ha ottenuto la licenza per sfruttare quattro lotti petroliferi in Siria, al confine con il Libano e presso il porto di Banias. Tali blocchi forniranno tra pochi anni 3,2 milioni di barili al giorno, pari alla produzione del Quwayt. Brutta mossa per il primo ministro israeliano Netanyahu, costretto a visitare Mosca il 20 novembre 2013, incontrando per quattro ore di colloqui diretti Vladimir Putin. Nella breve conferenza stampa  seguita, il primo ministro israeliano ha utilizzato un linguaggio diplomatico in cui sembrava che i due capi di Stato non s’intendessero neanche sullo schieramento di questi sistemi al confine d’Israele, e ancor meno sull’abbandono della loro vendita a Paesi considerati ostili ad Israele.
Con una gittata di 150 km, una velocità di risposta molto alta rispetto a S-300 e S-400, il Vitjaz è un’arma antiaerea a lungo raggio ideale per equipaggiare le navi della Marina russa. La flotta recentemente creata per operare continuamente nel Mediterraneo orientale, e considerata la spina dorsale della forza anti-terrorismo della Russia, è composta da due incrociatori della classe Slava: Moskva e Varjag, e dall’incrociatore a propulsione nucleare della classe Kirov, Pjotr Velikij. Le tre navi sono armate con sistemi S-300PMU-2 ed S-300FM, che saranno sostituiti nel 2014 dall’S-350E Vitjaz. Da un paio di settimane sono stati rilasciati dai cantieri, dopo l’ammodernamento, i cacciatorpediniere Admiral Panteleev e Smetlivij, seguiti dalle fregate Neustrashimij, Ladnij e Pitlivij della stessa flotta. È chiaro che il sistema S-350E Vitjaz è stato montato su questi vascelli. Il Ministero della Difesa della Federazione Russa vuole dotare le truppe di 30 sistemi S-350E nei prossimi quattro anni, realizzando uno scudo antiaereo compatto composto da S-500, S-400, S-350E e Pantsir S-1. L’azienda russa Almaz-Antej ha già presentato il nuovo sistema di difesa aerea S-350E Vitjaz all’air show MAKS 2013. Una batteria terrestre di S-350E è costituita da un centro di controllo su un autoveicolo speciale, due radar attivi phased array AESA resistenti alle interferenze e 6 autoveicoli con 12 lanciamissili ciascuno. I missili sono del tipo uguale all’S-400 Trjumf, i 9M96E2, così anche quelli a gittata più corta, i 9M100. L’S-350E è in grado di rilevare, monitorare e lanciare missili contemporaneamente contro due missili balistici a corto raggio (e a medio raggio), contro 16 aeromobili o 12 missili da crociera. Il nuovo sistema è stato realizzato nel 2013 negli stabilimenti di San Pietroburgo e ha completato i test questo autunno nel poligono di Kapustin Jar. Il passaggio alla produzione in serie per l’impiego su vasta scala dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2014. In un articolo precedente su Voce della Russia, l’Almaz-Antej aveva dichiarato di aver completato l’organizzazione della produzione in serie dei sistemi S-400 Trjumf negli stabilimenti di Nizhnij Novgorod e Kirov. Almaz-Antej inizierà la produzione del nuovo sistema S-500 ed aprirà altri tre impianti per missili balistici diventando il leader mondiale in questa categoria di armamenti.
La Russia aveva offerto alla Romania la possibilità di costruire un impianto a Craiova, oltre a più di 100 MiG-29K/KUB e la tecnologia per la produzione di missili più moderni. I missili superficie-aria 9K338 Igla-S, resistenti alle contromisure elettroniche e dotati di visori notturni, i missili aria-aria R-77RVV-AE (gittata di 100-120 km), soprannominati dagli occidentali Amraamski. Anche missili anticarro laserguidati 9A4172 Vikhr e il missile Kh-35 Uran chiamato Harpoonski in occidente, che può essere lanciato da batterie costiere o da navi da guerra o dai MiG-29M, per attaccare obiettivi terrestri e marittimi. La Romania decise di rifiutare l’offerta dei russi e di aderire alla NATO, comprando armi usate, obsolete e vecchie più di 30 anni.

s350e-1Valentin Vasilescu, pilota ed ex vicecomandante della base militare di Otopeni, laureato in Scienze Militari presso l’Accademia di Studi Militari di Bucarest 1992.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La marina russa avanza

Roger McDermott, Modern Tokyo Times 8 gennaio 2014

949-000La Marina della Russia arriva al 2014 con alcuni piccoli progressi, mentre il Ministero della Difesa affronta sfide significative incentrate sullo sviluppo del missile balistico sublanciato (SLBM) Bulava per la nuova generazione di sottomarini. La Marina agisce anche sviluppando il profilo internazionale del Paese, inviando le sue navi nelle “aree strategiche” degli oceani del mondo (Interfax, 30 dicembre). Tuttavia, la marina russa attualmente riceve dei sottomarini di nuova generazione ancora privi del sistema missilistico primario. Il 30 dicembre, dopo le riparazioni del sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare Smolensk della Flotta del Nord, tornato alla base di Zaozersk, a Murmansk. Il portavoce della Flotta del Nord, il Capitano di 1° rango Vadim Serga, ha detto a Interfax che “il sottomarino lanciamissili a propulsione nucleare Smolensk della Flotta del Nord è ritornato alla base di Zaozersk da Severodvinsk, dove è stato riparato e modernizzato presso il cantiere navale militare Zvezdochka” (Interfax, 30 dicembre). Secondo il comandante di sottomarino, il Capitano di 1° rango Boris Morozov, la nave ha completato con successo la sua prima fase di prove in mare e il sottomarino è considerato operativo con un equipaggio “in perfette condizioni.
La Flotta del Nord ha accettato tre nuovi sottomarini negli ultimi 18 mesi: i sottomarini Novomoskovsk e Verkhoture preceduti dal Smolensk. Tuttavia, le riparazioni del Smolensk sono durate circa due anni, durante cui l’apparato motore e lo scafo sono stati rinnovati, mentre i sistemi radio-elettronici e di navigazione sono stati modernizzati. Il Smolensk è un sottomarino classe Progetto 949A (Antej) Oscar II, entrato in servizio 24 anni fa. Secondo il Viceprimo ministro Dmitrij Rogozin, Mosca continuerà ad investire per mantenere il numero attuale di sottomarini nucleari (SSGN) classe Oscar II, attraverso le revisioni come nel recente esempio del Smolensk. Il comandante del Smolensk ha dichiarato che nel 2014 il sottomarino emergerà al Polo Nord, piantando la bandiera russa e la croce di Sant’Andrea, simbolo della Marina russa (Interfax, 23 dicembre 30). Il 23 dicembre, il sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) della classe Progetto 955 Borej, Aleksandr Nevskij, ha raggiunto la flotta. Tuttavia, il Nevskij e il suo gemello, lo Jurij Dolgorukij, affrontano ancora il problema dell’accettazione dell’armamento principale, l’SLBM Bulava. Il Nevskij dovrebbe testare il Bulava entro la fine dell’anno. Nel frattempo, il terzo sottomarino classe Borej, Vladimir Monomakh, entrerà in servizio nel 2014. Così il Nevskij e il Monomakh saranno in servizio senza l’SLBM Bulava. Allo stesso tempo, l’avanzato sottomarino d’attacco polivalente (SSN) Progetto 885 Severodvinsk, entrerà in servizio a breve (RIA Novosti, 30 dicembre). Il 27 dicembre, l’incrociatore pesante lanciamissili a propulsione nucleare della Flotta del Nord Pjotr Velikij compiva una missione nel Mediterraneo, nell’ambito di un gruppo navale russa, nel porto cipriota di Limassol. Il portavoce della Flotta del Nord, capitano di 1° rango Serga, ha detto a Interfax, “la visita dell l’incrociatore pesante lanciamissili a propulsione nucleare Pjotr Velikij a Limassol è la prima di una nave da guerra a propulsione nucleare russa nella storia della cooperazione internazionale tra la Russia e la Repubblica di Cipro. L’ambasciatore russo presso la Repubblica di Cipro, Stanislav Osadkhij, visiterà la nave russa ancorata nel porto straniero” (Interfax, 27 dicembre). Il Pjotr Velikij era salpato da Severomorsk, principale base della Flotta del Nord, il 22 ottobre 2013, coprendo circa 8000 miglia nautiche fin dall’inizio del suo viaggio. Il Ministero della Difesa ha sottolineato che tali visite ai porti stranieri sono coerenti con la direttiva del Cremlino per riattivare la regolare presenza di navi da guerra russe nelle aree strategiche degli oceani mondiali. E’ evidente che tali visite ai porti stranieri sono volte ad ampliare le capacità della moderna marina russa.
Tali sviluppi sollevano anche la questione su dove si collochi la Marina nell’ambizioso programma di riarmo convenzionale per il 2020. L’analista del CNA Dmitrij Gorenburg ha evidenziato una pubblicazione russa del novembre 2013 dettagliare i contratti per progetti cantieristici navali. Un totale per la marina russa di “41 navi da combattimento, comprendenti 2 navi d’assalto anfibio universali, 2 grandi navi d’assalto anfibio, 14 fregate, 15 corvette, 8 natanti lanciamissili. Di queste, 24 sono in costruzione, comprese le 2 navi d’assalto anfibio universali, 2 grandi navi d’assalto anfibio, 9 fregate, 5 corvette e 6 piccole imbarcazioni lanciamissili. Sei di queste navi sono state varate, tra cui 1 nave d’assalto anfibio universale, 1 grande nave d’assalto anfibio, 1 fregata, 1 corvetta e due natanti lanciamissili“. Mentre il programma del riarmo per il 2020 è chiaramente ambizioso, la parte effettivamente spettante alla Marina è una domanda aperta. Nel frattempo, Rogozin porta avanti i piani per mantenere i sottomarini classe Oscar II, e un progresso è stato compiuto con l’aggiornamento. Mostrando bandiera nelle visite d’alto profilo all’estero della Marina e piantando simbolicamente la bandiera russa, almeno durante l’emersione del Smolensk al Polo Nord, si suggerisce che la leadership politica voglia utilizzare la Marina principalmente per scopi di relazioni pubbliche. L’enigma chiave rimane la quadratura del cerchio dei sottomarini della classe Borej e del travagliato sistema missilistico Bulava. Con uno sforzo d’immaginazione, la Marina russa  affronterà un anno impegnativo.

1231667Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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