Le economie di UE e Stati Uniti vicine al punto di non ritorno

Igor Kalinovskij, ExpertReseau International 22 ottobre 2014

fedBuilding-grassLe economie di Europa e Stati Uniti hanno urgente bisogno di nuovi incentivi e liquidità, o scivoleranno in una spirale deflazionistica. La sempre più debole domanda dei consumatori evidenzia i sospetti sugli investitori che avevano previsto un futuro fin troppo positivamente. Il crollo del mercato del petrolio crea problemi non solo per i Paesi le cui economie dipendono da questo prodotto, dicono gli esperti. La situazione nei mercati di Europa e Stati Uniti è peggiorata notevolmente e ora le speranze non si fondano sulla ripresa economica, ma su azioni rapide e decisive delle autorità monetarie. Se ci si attarda ancora, il punto di non ritorno sarà superato, queste sono le stime pubblicate dalla revisione analitica della società d’investimento IT Invest.

La BCE senza risorse
Il 22 ottobre, i mercati azionari europei hanno registrato un significativo calo di circa il 3%. Il mercato azionario greco s’è particolarmente distinto, con un calo del 6,25%. “Vedendo che tutti gli indici azionari in Europa sono scesi a un nuovo minimo annuale, ci si domanda: dov’é la ripresa moderata di cui il capo della Banca Centrale europea Mario Draghi parla negli ultimi tre trimestri? Il rallentamento economico nella zona euro continua ad aggravarsi e la deflazione resta imbattuta“, ha detto Vasilij Olejnik, analista della società IT Invest. I dati pubblicati ieri hanno sottolineato la debolezza della ripresa economica dell’UE e mostrano che l’inflazione in Germania non è aumentata a settembre. L’indice delle aspettative economiche in Germania è sceso inaspettatamente. L’istituto di ricerca ZEW ha detto che non esclude la possibilità di una recessione della maggiore economia europea nel terzo quadrimestre. Gli indicatori dell’inflazione in Francia, Italia e Spagna sono al di sotto delle aspettative dimostrando anche la debole crescita dei prezzi al consumo. I dati del Regno Unito suggeriscono una situazione simile, il mese scorso il tasso d’inflazione annuale è sceso inaspettatamente all’1,2%. La sterlina è scesa dello 0,7%, a 1,6 dollari, vicino al minimo in 11 mesi rispetto al biglietto verde. Tutti i mercati azionari europei sembrano aspettarsi il lancio del promesso programma di acquisto di asset, simile al QE della Federal Reserve degli Stati Uniti, ma non ha ancora risolto la questione dei poteri del regolatore, afferma Vasilij Olejnik. “Mentre la corte decide se la BCE abbia il diritto di acquistare grandi asset con il suo bilancio, gli investitori diventano nervosi. Considerando che i tedeschi erano fortemente contrari all’introduzione di un tale programma, la situazione sembra ammorbarsi. Draghi non ha più assi nella manica, e il tasso più basso e la distribuzione di crediti a buon mercato non possono salvare le banche. Possiamo solo aspettare, sperare e credere. Il lancio del programma di riacquisto è stato deciso per la seconda metà di ottobre, ma finora nessuno ne conosce i parametri. Se il volume del programma è trascurabile, si riesce a smorzare il panico provvisoriamente e, prima o poi, la BCE dovrà ancora seguire il percorso della FED. La situazione si riscalda assai rapidamente, quindi è probabile che le autorità della zona euro non abbiano tempo“, ha detto.

Si spinge la FED alla flessibilità
La situazione negli USA peggiora. Il protocollo della riunione della FED di settembre, pubblicato la scorsa settimana, ha modificato l’atteggiamento degli investitori globali sul dollaro. L’accento si pone sul rallentamento dell’economia globale e il rafforzamento del dollaro è una potenziale minaccia per gli Stati Uniti. Gli investitori hanno concluso che la FED non ha fretta di restringere la politica monetaria. Ma vi è un grande vantaggio per gli investitori e il motore principale della crescita di tutti i mercati azionari, ha detto Vasilij Olejnik. “Il 22 ottobre scorso, la riduzione dei principali indici statunitensi ha raggiunto il 3%, il declino massimo giornaliero negli ultimi due anni. Al termine della sessione di contrattazione, gli indici riuscivano a riguadagnare la maggior parte delle perdite. La rapida caduta dei prezzi del petrolio e un dollaro più forte porterebbero immediatamente al calo dell’inflazione negli Stati Uniti. Con tale scenario, gli Stati Uniti rischiano di precipitare in una spirale deflazionistica, seguita dalla recessione, così come in Europa. La cosa buona è che presto spariranno tutti i timori di un aumento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti, ed è probabile che la FED dovrà riflettere sulle nuove misure di stimolo che gli investitori salutano, visto che il rischio d’inflazione passa in secondo piano. Ora possiamo già scommettere che alla prossima riunione la retorica del regolatore cambierà divenendo più accomodante, e alcune sorprese e cenni positivi non sono esclusi. Anche se la FED riduce sicuramente il programma di acquisto attivo di asset, potrà ancora acquistare attivi con gli interessi sulle obbligazioni in bilancio per un ammontare di 10-15 miliardi di dollari“, dice.
La caduta di ieri nelle borse degli Stati Uniti è dovuta ai cattivi dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, ha detto l’analista di VTB24 Stanislav Klechev. Le vendite, escluse le automobili, di settembre hanno mostrato un calo del 0,2%. Il primo calo da gennaio, quando il degrado era dovuto al freddo. “La domanda dei consumatori è inaspettatamente debole, motore principale dell’economia statunitense, scatenando la reazione naturale degli investitori già avvertiti dalla FED su un rischio significativo per l’economia nazionale, come il dollaro a buon mercato e il rallentamento dell’economia globale. Tuttavia, un rischio interno, le cui cause sono ancora da indagare, si aggiunge a tali rischi esterni“, ha detto. Nel frattempo la vendita nel mercato azionario passava alla rapida crescita del mercato del debito, e gli investitori iniziavano a comprare a colpo sicuro titoli del Tesoro come rifugio per i loro capitali. I rendimenti delle obbligazioni a 10 anni sono scesi al di sotto del 2% annuo. Ieri la sola diffusione dell’informazione della riunione a porte chiuse ha impedito il crollo del mercato azionario statunitense. La presidentessa della FED Janet Yellen ha apparentemente confermato la convinzione che l’economia statunitense raggiungerà l’obiettivo della crescita del PIL al 3%, mentre l’inflazione tornerà al livello voluto del 2%. “La menzione di quest’ultimo fatto, che non vi sia alcun rischio di deflazione, s’è rivelata molto importante in quanto i dati di ieri sull’indice dei prezzi alla produzione, al netto degli alimentari e dell’energia, hanno mostrato una crescita zero. E’ la prima volta dalla primavera dello scorso anno, generando un timore ben fondato su un crescente senso deflazionistico“, ha detto l’analista. A suo parere, non c’è nulla di nuovo nei propositi del capo della FED nella riunione riservata. Questo punto di vista appare nelle proiezioni ufficiali del regolatore. Ma il mercato aveva bisogno di emozioni positive, anche inventate, per fermare il panico. Tuttavia, la questione del completamento della correzione sul mercato statunitense resta aperta.

Tutti uguali davanti al petrolio
Il crollo del mercato del petrolio è un motivo in più per pensare ad ulteriori incentivi non solo per i Paesi le cui economie dipendono da questi prodotti, ma anche per gli USA, ha detto Vasilij Olejnik. La redditività della produzione di petrolio in molti pozzi negli Stati Uniti è ormai vicina agli 80 dollari al barile, per non parlare dello scisto bituminoso la cui produzione è più costosa. “Negli ultimi anni gli Stati Uniti aumentano la produzione di petrolio in vista di un’entrata nei mercati esteri come esportatori avendo una fonte di reddito supplementare nel bilancio, ma tutti questi piani potrebbero fallire. Resta per le autorità degli Stati Uniti una cosa: ancora una volta cominciano a sostenere l’economia stampando moneta, indebolendo il dollaro ed aumentando il costo delle materie prime. Più il petrolio rimarrà al livello attuale, più rapidamente l’eccesso di offerta sul mercato scomparirà e più il prezzo salirà. Si consiglia di acquistare “oro nero” vicino ai livelli attuali, attendendo un aumento di 10 dollari“, dice l’esperto di IT Invest. Nel frattempo, secondo il capo del dipartimento analisi della società Golden Hills Kapital AM, Natalja Samojlova, i prezzi del petrolio non saranno lontani dal minimo da diversi anni e possono continuare a scendere verso l’obiettivo degli 80 dollari al barile, nelle prossime settimane.

rtx12cgv.siTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La Russia negozia con la Cina l’alternativa al sistema bancario SWIFT

William Engdahl New Eastern Outlook 10/10/2014 C520N0021H_N71_copy1Russia e Cina, due strategiche nazioni eurasiatiche, punatno chiaramente a liberarsi infine dalla morsa del sistema del dollaro. Il 10 settembre colloqui ad alto livello hanno avuto luogo tra i due Paesi per la creazione di un sistema monetario interbancario indipendente dal sistema di pagamenti SWIFT, controllato dagli USA. Se approvato sarà un passo importante in difesa delle rispettive economie dall’ultima arma ideata da Washington nella guerra finanziaria contro i Paesi che non si comportano come certi ambienti potenti pretendono. Il 10 settembre, il primo Vicepremier russo Igor Shuvalov ha incontrato a Pechino le controparti cinesi per discutere la creazione di un sistema interbancario di compensazione delle transazioni internazionali che dovrebbe o potrebbe, in caso di aggravarsi delle sanzioni di Stati Uniti e Unione europea, sostituire il meccanismo di pagamento interbancario SWIFT. Secondo Shuvalov dopo i colloqui a Pechino, ha dichiarato alla stampa: “Sì, ne abbiamo discusso e abbiamo approvato questa idea”. La Russia reagisce all’attuale escalation della guerra finanziaria avviata dalle sanzioni economiche di Washington verso importanti leader russi, nell’ambito del programma di Washington per ricreare tensioni e scontri da Guerra Fredda, nel tentativo d’inserire un cuneo sanguinoso tra l’Unione europea, in particolare la Germania, e la Russia. Lo scorso marzo, su forte pressione degli Stati Uniti, l’UE ha adottato all’unanimità una serie di sanzioni contro importanti individui russi vicini al Presidente Putin. Le sanzioni sono una risposta al referendum per l’indipendenza della Crimea in cui la stragrande maggioranza, circa il 93%, degli elettori, ha deciso di chiedere l’adesione alla Federazione russa e la secessione dall’Ucraina.
La Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, SWIFT, è uno dei collegamenti principali della Russia al sistema finanziario internazionale. Bloomberg ha riferito che il 30 agosto, per ironia della sorte proprio dopo che la Russia aveva proposto a Minsk i termini del cessate il fuoco tra il governo di Kiev ed i ribelli dell’Ucraina orientale, il governo del primo ministro David Cameron proponeva che l’UE degenerasse la guerra delle sanzioni alla Russia escludendo le banche russe da SWIFT. Se ciò accadesse, equivarrebbe alla dichiarazione della guerra economica tra UE e Russia. Le conseguenze per l’UE sarebbero chiaramente devastanti, qualcosa di cui i circoli dominanti di Wall Street e Washington senza dubbio ridacchierebbero in sorta di Schadenfreude. Le sanzioni UE imposte dagli Stati Uniti contro la Russia hanno danneggiato l’economia tedesca in modo significativo. Escludere la Russia dal sistema SWIFT sarebbe molto grave e causerebbe ugualmente dure ritorsioni dalla Russia. Escludendola da SWIFT, si causerebbero problemi nel settore bancario transfrontaliero che perturberebbero il commercio. Gli ultimi colloqui di Pechino rivelano che Mosca sa delle intenzioni di certi circoli di Washington d’aumentare la pressione sulla Russia per una nuova guerra fredda, o addirittura calda. Cina e Russia discutono anche la creazione di una nuova agenzia di rating internazionale indipendente dalle agenzie statunitensi, politicamente manipolate, come Moody e Standard & Poors. Queste mosse dei due principali Paesi del Consiglio di Cooperazione Eurasiatica di Shanghai, e anche principali Paesi dei BRICS, Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa, seguono la decisione di luglio, in Brasile, di tutti i BRICS di voler fondare l’alternativa al FMI e alla Banca mondiale, controllati da Washington, creando l’Infrastructure Bank e il fondo valutario dei BRICS. Parallelamente alle azioni per sganciarsi dalla presa del sistema del dollaro, Russia e Cina negoziano accordi per condurre importanti scambi energetici con le proprie valute e non, come prassi accettata dalla creazione nel 1944 del sistema di Bretton Woods, con il dollaro degli Stati Uniti. Dall’agosto 1971, quando il presidente Nixon decise di spezzare il legame giuridico tra dollaro e oro, il potere degli Stati Uniti riposa su un sistema in cui, che il dollaro salga o crolli, tutte le nazioni sarebbero costrette ad utilizzarlo nel commercio di petrolio, materie prime ed ordinario. Quando l’euro contestò il ruolo di “valuta di riserva” del dollaro USA, dopo la crisi finanziaria del 2008, Wall Street e l’unità da guerra economica dell’amministrazione Obama, il gruppo di lavoro sui mercati finanziari di Washington noto come “Plunge Protection Team” guidato dal segretario del Tesoro, comprendente il presidente della Federal Reserve, il presidente della SEC e il presidente della Commodity Futures Trading Commission, coordinarono ciò che divenne la “crisi greca”, di fatto la grande guerra finanziaria di Washington e Wall Street contro la stabilità dell’euro, con Federal Reserve, agenzie di rating, speculatori di hedge fund di Wall Street e Tesoro degli Stati Uniti che generarono la crisi dell’euro. Il dollaro è drammaticamente inflazionato per via delle economie di eurolandia devastate e indebolite da allora.
Chiaramente Cina e Russia e altre economie emergenti hanno compreso la nuova arma da guerra finanziaria di Washington, perfezionata con le misure finanziarie dell’11 settembre 2001, presumibilmente contro il riciclaggio di denaro dei terroristi internazionali, ma chiaramente applicabile a tutte le banche del mondo. Il mondo si avvicina a un decisivo “punto di non ritorno” economico e finanziario, e alla creazione di una joint alternativa russo-cinese a SWIFT, piantando un grosso chiodo sulla bara del dollaro. Difficilmente Washington e Wall Street accetteranno quel chiodo senza reagire. Siamo nell’era di una nuova guerra globale, dal golpe in Ucraina finanziato dagli USA nel febbraio 2014.

30871_large_Obama_Watching_WideF. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, si è laureato in politica alla Princeton University ed è un autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Il default del debito argentino, un rischioso poker degli USA

F. William Engdahl New Eastern Outlook 29/08/2014147450La maggioranza ignora il dramma della minaccia imminente di (un altro) default del debito dell’Argentina. Lungi dall’ennesimo racconto di un Paese in via di sviluppo corrotto incapace di adempiere ai propri obblighi sul debito estero, come si vide negli anni ’80 e alla fine degli anni ’90, il dramma reale del default del debito sovrano dell’Argentina è infatti un rischioso gioco di potere di Washington e Wall Street, volto a terrorizzare non solo l’Argentina ma tutte le nazioni emergenti sulle regole del gioco scritte unicamente da Wall Street a vantaggio esclusivo delle banche e degli hedge fund di Wall Street. Il 1° agosto, l’agenzia di rating del credito di Wall Street, Standard & Poors, la stessa agenzia accusata d’intervenire politicamente per trasformare la crisi del debito greco in una crisi dell’euro nel 2011, agiva dichiarando l’Argentina “selective default”. La dichiarazione si è avuta quando i negoziati tra il governo argentino e gli hedge fund di Wall Street non risolvevano la disputa sul versamento di 400 milioni di dollari di debiti. Ma ancor più interessante di quanto appaia, l’Argentina si rifiuta di pagare l’importo, e non i fondi.

Le ragioni
L’elemento critico da sapere è che la controversia non riguarda la capacità dell’Argentina di rimborsare i debiti esteri, come avvenuto un decennio fa. Nel 2001 il default dell’Argentina fu di quasi 82 miliardi di dollari di debito sovrano. Fu un brutto momento per il Paese mentre le banche di Wall Street e City of London misero con le spalle al muro il governo, che aveva negoziato i termini di ristrutturazione del debito nel 2005 e nel 2010, con circa il 92% dei possessori del debito che accettava i “tagli” o una significativa riduzione del valore delle obbligazioni. Poi, circa l’8% degli obbligazionisti non accettò i termini della ristrutturazione, i cosiddetti “holdouts” per lo più hedge fund speculativi. Gli hedge fund, guidati da NML Capital della Elliott Capital Management di Paul Singer, rifiutarono i termini del taglio offerti dall’Argentina. Chiesero il rimborso integrale delle obbligazioni dall’Argentina più gli interessi.

Le regole del capitalismo predatore
C’è una brutta piega però. NML Capital di Singer non è nemmeno un hedge fund ordinario. Gestisce ciò che viene chiamato “fondo avvoltoio”, un particolare tipo di fondo speculativo. Come suggerisce il nome, come un avvoltoio distrugge il debito dei “cadaveri” per possibili profitti del 1700% sugli investimenti. E’ l’espressione più cinica della pura logica del libero mercato di Gordon Gekko del film Wall Street di Oliver Stone del 1987. Comprano il debito di Paesi poveri e in recupero finanziario per un penny ogni dollaro per poi citarli in giudizio nei tribunali, spesso recuperando fino a dieci volte il prezzo di acquisto, di solito facendo causa presso le corti “filo-mercato” statunitensi ed europee. I fondi avvoltoio sono molto riservati e risiedono in paradisi fiscali offshore come le Isole Cayman. I profitti di Singer provengono dalle cause nelle corti distrettuali degli Stati Uniti vinte. Così, la questione tra Argentina e Singer sull’accordo volontario con il 92% degli altri possessori di debito, che l’Argentina ha rimborsato con grandi sconti e che i giudici statunitensi hanno congelato in attesa della risoluzione delle richieste di Singer, è se può essere sabotato da un grossolano speculatore in combutta con amici giudici per avere un profitto osceno a scapito della stabilità di un’intera nazione. La libertà dei fondi avvoltoio non regolamentati nel comprare debito sovrano in default nel citare in giudizio per recuperarli, equivarrebbe al paradosso che, dopo la dissoluzione del 1991 dello Stato sovietico, gli hedge fund di Wall Street citassero in giudizio la Federazione russa per recuperare, con gli interessi maturati, il default delle obbligazioni della Russia zarista del 1916 che avessero acquistato in qualche mercatino per pochi centesimi. Il punto non è la follia dei fondi avvoltoio, ma la follia dei tribunale distrettuale federale degli Stati Uniti di New York e persino della Corte Suprema nel consentire tali follie. Lo scorso giugno, la Corte Suprema degli Stati Uniti, una delle più bizzarre nella storia degli Stati Uniti, ha deciso a favore del fonfo avvoltoio NML Capital, decidendo che non avrebbe esaminato il ricorso della Argentina contro la sentenza del giudice Thomas Griesa del tribunale distrettuale federale. Lasciando da parte il fatto che il giudice Griesa ha 84 anni e le sue sentenze suggeriscono possibile senilità, la situazione è più che bizzarra, tanto che anche il governo degli Stati Uniti e il FMI si oppongono alla sentenza. Il giudice Griesa ha emesso sentenze contraddittorie nel caso argentino, ma la Corte Suprema si rifiuta di esaminare il caso. Griesa, utilizzando un argomento giuridico di parità o para passu, impedisce all’Argentina qualsiasi pagamento al 92% dei detentori del debito ristrutturato, se non paga i detentori che l’hanno citata in giudizio. Come ha dichiarato, le sue sentenze hanno lo scopo di costringere l’Argentina a subire ciò che ha ripetutamente chiamato i suoi “obblighi”. Griesa ha deciso che l’Argentina deve pagare appieno le vecchie obbligazioni ed anche i prossimi interessi semestrali dei titolari di nuove obbligazioni. E se non lo fa, qualsiasi banca che aiuta l’Argentina a pagare gli interessi sui nuovi titoli violerebbe l’ordine. Tale sentenza è stata confermata dalla Corte d’Appello del Secondo Circuito, e a giugno la Corte Suprema ha rifiutato di ascoltare l’appello finale dell’Argentina. Il giudice Griesa cerca di controllare le azioni di un governo sovrano emettendo sentenze vincolanti su ciò che normalmente non è mai di competenza di un tribunale statunitense. E’ una follia, se non fosse che la Corte Suprema degli Stati Uniti, la cui conoscenza dei fondi avvoltoi e delle complesse offerte finanziarie è forse limitata, s’è rifiutata di contestare la decisione di Griesa.
La presidentessa argentina Cristina Fernández de Kirchner ha definito la sentenza “estorsione”, e ha detto che il suo Paese continuerà a pagare i detentori del debito ristrutturato. I pagamenti invece sono stati congelati dal giudice Griesa degli Stati Uniti. Per l’Argentina si tratta di un “comma 22″ nucleare. Se versa 1,33 miliardi di dollari al fondo avvoltoio, come preteso dal giudice, gli altri hedge fund detentori, in parte o tutti, la citeranno in giudizio, richiedendo il rimborso totale. Ciò all’Argentina costerebbe 28 miliardi di dollari, esaurendone le riserve valutarie. Ma bloccando il pagamento al 92%, il giudice Griesa impone il default all’Argentina riluttante. La ferocia del fondo avvoltoio di Singer non conosce limiti. Nell’ottobre 2013, nel tentativo di raccogliere il debito argentino, NML Capital chiese a un giudice ghanese di sequestrare una nave argentina, l’ADA Libertad, al largo delle coste del Ghana. NML Capital vinse la causa e il Ghana sequestrò la nave. Più tardi, la sentenza fu ribaltata dal Tribunale delle Nazioni Unite sulle leggi del mare e la nave ritornò in Argentina. Il 21 giugno 2013, la Corte Suprema del Ghana condannò il sequestro della nave argentina, indicando la natura da pirata di tali fondi avvoltoio, non riconosciuti in molti Paesi come la Germania. Joe Stiglitz, premio Nobel per l’economia, ha preso atto della sentenza sull’Argentina negli Stati Uniti, “Abbiamo gettato molte bombe nel mondo, e gli USA lanciano una bomba sul sistema economico globale. Non sappiamo quanto sarà grande l’esplosione, e non è solo in Argentina“.

425907F. William Engdahl è consulente di rischio strategico e docente, ha conseguito la laurea in politica dalla Princeton University ed è un autore di best-seller su petrolio e geopolitica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Infine la Germania volge ad Est

Jim Willie 4.th Media, 23 luglio 2014

0,,17529296_303,00Finalmente avviene in piena vista, in maniera inequivocabile, in modo tale che conoscenza e coscienza possano percepirla in termini nettamente allarmanti. La forza centrale dell’Europa, il colosso industriale, il nucleo stabile comincia a volgersi ad Oriente. I tedeschi ne hanno abbastanza, stufi delle attività distruttive di ogni genere degli Stati Uniti. Negli ultimi mesi hanno esposto accuse, giustificazioni, motivi per abbandonare la corrotta banda USA-UK. Bancarotta, aggiotaggio, guerre infinite, sanzioni controproducenti, politica monetaria farsesca, sabotaggio economico, spionaggio, espedienti sull’oro hanno finalmente raggiunto un livello critico. La Germania ha iniziato a volgersi a oriente e in piena vista. Solo i cieco-sordomuti non lo notano, e probabilmente mai lo noteranno. Sono carne da cannone. I segnali attesi visti da Jackass finalmente arrivano. Il grande palco volge ad Oriente, per gli attori europei, con misure corrette prese dopo aver inviato messaggi improvvisamente irritati, disgustati, apertamente diretti al confronto. Le forze commerciali allineate con la Russia vanno alla ribalta. La rielezione della cancelliera Merkel sarà l’ultimo colpo di maglio, restando nel campo sbagliato, quello bancario e politico, ma senza seguito in Germania. Il matrimonio è finito, lo sfavillio finito, gli avvocati in casa e l’amarezza dichiarata. I sabato sera passati da tedeschi e francesi cavalcando il Mustang Sally sono finiti. Il tempo dei vivaci piccanti esaltanti rapporti tra i vapori dei retrobottega è appassito, abbrutito e stantio. Ha perso fascino, e peggio è divenuto vizioso e lesivo. Sally ha rubato i gioielli, distrutto il credito, minato il lavoro quotidiano e pugnalato i vicini. Col passare del tempo, il conto in banca s’è svuotato, Sally deve andarsene. Gli slanci una volta emozionanti di una cavalla imbizzarrita, sono divenuti calci in testa, un letto rotto, l’acido Buck caduto in disgrazia con brucianti buchi ovunque. Il flusso lascivo è diventato rosso sangue, quasi  mensile. L’unica cosa che mantiene il rapporto e legami stretti sono i narcotici pesanti che fluiscono dalle basi NATO e dalle principali banche europee.  Comunque, Sally deve andarsene. I suoi subdoli strumenti e stratagemmi, le brutte amicizie e le buffonate minacciano di distruggere le linee europee di approvvigionamento industriale e domestico. I conti in banca nazionali si esauriscono. Sally deve andarsene. La sua cavalcatura è sempre più simile a una vecchia megera grinzosa che tira calci, laddove una volta c’era un sorriso sexy. La sua fiducia è scomparsa. Distrugge la casa europea. Sally deve andarsene. Quando la Germania si allontana da Sally e le mostra la porta, sarà chiaro nel country club globale che Sally se n’è andata. Poi i venti orientali porteranno aria fresca nei salotti putridi.

Berlino accusa
Berlino è indignata per l’aperto spionaggio del governo USA, mentre avvia una verifica cruciale nella popolazione. La Germania trova motivo per dividersi dall’Unione monetaria euro (la moneta comune Euro) forgiando legami più forti e aperti con Russia e Cina. La giustificazione appare chiaramente in quattro accuse. Jackass ritiene che la Germania romperà con USA/UK e il regime valutario del dollaro USA, su quattro spinose questioni primarie, principali gravi accuse che indicano un sistema decaduto e moralmente in bancarotta. La resa dei conti appare all’orizzonte, evidenziando i conflitti commerciali, filosofici ed etici fondamentali che contraddistinguono le due nazioni (considerando USA/UK una singola entità). Le questioni sono imperniate sulle seguenti principali differenze:
1) I buoni rapporti con la Russia e la continuità della fornitura energetica da Gazprom
2) Il dispiacere per il piano sulla monetizzazione dei buoni di Draghi della Banca centrale europea
3) Disgusto per lo spionaggio della NSA dal governo USA, a vantaggio delle aziende statunitensi
4) I danni alla popolazione tedesca con la soppressione del prezzo dell’oro.
La ferita si apre con il rifiuto ufficiale del rimpatrio dell’oro tedesco dalla FED di New York e si chiude con lo spionaggio NSA del governo USA. La Germania è molto arrabbiata, sufficientemente motivata a separarsi dal campo anglo-statunitense. Il piano per distanziarsi da inglesi e statunitensi sembra essere avviato da tempo. Il punto critico sono accuse, indagini e azioni forzate sulle azioni di Deutsche Bank. L’occhio allenato e attento nota l’intensa attività degli ultimi due anni, la chiusura di tutte le porte delle stanze dell’oro. Certe grosse eruzioni non possono più essere ignorate quali semplici anomalie. Foruncoli, ferite aperte ed eruzioni cutanee profonde sono visibili ovunque. Il Fix di Londra viene abbandonato, con Deutsche Bank che molla la propria sede, e gli organismi di regolamento nel corrottissimo fondo del centro di Londra concludono che non è successo nulla e tutto va bene. Lo scandalo LIBOR ha acceso alcuni punti tedeschi, senza che alcun procedimento giudiziario sia in vista. I derivati FOREX e l’oro sono sotto intenso scrutinio, di nuovo con una mano tedesca che rilassa arene corrotte e massicci brevi raid scoperti che continuano da due settimane.

Uscire dal dollaro USA, entrare nel Gold Standard
Il piano sembra ovvio alla Germania, uscire dal dollaro USA, ma prima abbracciare l’euro come piattaforma valutaria, prima che l’Eurasian Trade Zone si unisca offrendo una moneta continentale basata ampiamente sull’oro. Tutta l’Europa si stringe attorno al pennone dell’Euro, accovacciandosi durante un’altra tempesta finanziaria simile ad HAARP (recante l’etichetta di Weimar) cavalcando la tempesta fino a quando il vero denaro russo-cinese arriva. I Paesi BRICS hanno occupato il palco occidentale mainstream e hanno uno striscione tutti possono vedere. La tappa è stata modificata, il suo peso si sposta appoggiandosi ad est. Eventi storici tremendamente importanti si verificano.  Il re dollaro è ferito mortalmente, essendo caduto dal trono, apparendo indebolito, sparuto e incenerito. La simpatia per la corrotta, vendicativa e violenta ciurma di USA-UK è svanita. Poi vi è l’assalto della Commissione europea, anch’essa corrotta. La via del Gold Trade Standard diventa visibile, l’aspetto chiave è il divorzio tra la Germania e i fascisti USA/UK, integrando il divorzio tra Stati Uniti e sauditi verificatosi a marzo. Tale rottura è stata dettagliata nei saggi di Jackass. La rottura tedesca è il nuovo evento, con episodi assolutamente affascinanti per la loro importanza e sconcerto. Alcune fonti statunitensi si svegliano. Il Governo degli Stati Uniti ha trattato Francia e Germania da avversari, persino da nemici. Il caso BNP Paribas è atroce per i suoi stratagemmi subdoli, dando alla vecchia linea europea un calcio in testa. I topi statunitensi si sono infiltrati attraverso le reti spionistiche. La stampa preferisce descriverle come mere intercettazioni. In realtà raccolgono informazioni sulla pianificazione strategica della Germania, sui contratti aziendali e le funzioni dei politici tedeschi. La conseguenza è la formazione di accuse coordinate che si tradurranno infine nel passaggio della Trasformazione del Paradigma Globale. Il dollaro statunitense finirà nella pattumiera della storia, ma prima verrà gettato a calci trai rottami degli sfasciacarrozze. attendendo infine la rottamazione. Tale trattamento consiste nella conversione delle Obbligazioni del Tesoro statunitense in lingotti d’oro su larga scala e in numerosi enti. Le banche BRICS sono pronte agli affari. Sono due, la Banca per lo sviluppo e l’Intesa di riserva per gli imprevisti (CRA). Quando il CRA per la sua funzione sarà conosciuto come Nuovo FMI, la Banca di sviluppo diverrà la Banca Centrale che custodisce l’oro.

Spionaggio contro gli alleati
L’attenzione passa da Sally agli Ally (alleati), la relazione diventa silenzio ostile. Non l’ambigua conversione di GMAC in un istituto di credito vuoto, ma piuttosto il tasto centrale dell’alleanza europea, la NATO. Negli ultimi saggi di Hat Trick Letter, gli articoli #1 e #2 affrontano la situazione deteriorata in Ucraina e la posizione antagonista della Bundesbank. L’uscita immaginaria degli Stati Uniti sui distruttivi progetti fasulli su fracking e scisto, ha impegnato l’Europa in uno stratagemma massiccio, ma vuoto di fatto. L’enorme svalutazione del 95% delle riserve di petrolio di scisto, come a Monterey in California, assieme alla fine di premiate imprese del fracking, come la Western Pennsylvania, testimoniano il fatto che la strategia del governo USA è lo stratagemma dei rubinetti vuoti. La banca centrale tedesca ha contestato l’EuroCB di Draghi, non adottando il distruttivo legame di una monetizzazione non sterilizzata. In passato, le divergenze politiche sugli EuroCB riguardo le obbligazioni fasulle e la monetizzazione dei buoni, furono fonte di gravi conflitti, anche con sentenze dell’Alta Corte tedesca contro l’EuroCB. LTRO (Long Term Refinancing Operation) non è che un altro dispositivo dello stesso laboratorio di Weimar, un semplice gioco con cui i banchieri sfruttano i propri super-diritti favorendo gli investitori elitari.
Estrema attenzione dell’articolo #3 del mese passato, sul nefasto spionaggio del NSA. Coloro che le chiamano intercettazioni perdono il punto. Non si tratta di prendere informazioni succose su questioni politiche. Non si tratta di sapere in anticipo del prossimo pranzo di Merkel per spiattellarlo sui tabloid. Si tratta di cogliere informazioni su sviluppi e progetti russi e cinesi nei campi finanziario e commerciale. Infiltrandosi nei sistemi informatici e di comunicazione tedeschi, probabilmente su piazzano Cavalli di Troia per poi ricattare lo Stato. I funzionari di Berlino ne sono ben consapevoli. L’intero capitolo dello spionaggio NSA sembra esplodere sulla scena. In realtà, l’avvertimento arriva dagli uffici di intelligence russi che hanno allertato i funzionari di Berlino sull’attività della NSA del governo USA, prima degli arresti effettuati la scorsa settimana. I dossier di Snowden vengono utilizzati in modo oculato. La fonte centrale europea ha dichiarato brevemente, “La parte comica di tutto ciò è che l’intelligence di FSB e GRU russi ha avvertito le autorità tedesche fornendogli le tracce“. I tedeschi eseguivano in fretta, così in fretta che un divorzio ne è la conclusione. Nel frattempo, una fiduciosa cooperazione russo-tedesca si sviluppa mentre la fiducia anglo-tedesca appassisce. La frattura tra tedeschi e fascisti di USA-UK-EU può essere più vicina che mai, capovolgendo la storia della seconda guerra mondiale. I fascisti trincerati sul fronte della guerra finanziaria globale sono gli statunitensi e gli inglesi, complici delle grandi banche corrotte di cui costituiscono la casematte. Saranno abbandonate o rovesciate. A rischio è l’alleanza NATO. Se e quando la Germania volgerà completamente verso est, l’adesione alla NATO sarà una sedia vuota con un microfono collegato.

000_dv1819066Il crimine della sala d’oro
Secondo l’articolo #4, una verifica nazionale sembra in corso in Germania, nell’ambito di un’indagine criminale. Lo scopo non è chiaro, ma l’ordine del giorno sembra evidente a Jackass. L’Autorità di vigilanza finanziaria federale (BaFin) ha chiesto alle banche e agli intermediari d’investimento tedeschi di consegnare formalmente i dati dei clienti degli investimenti in metalli preziosi entro metà luglio. Tutti i depositi risponderanno. Lo Stato vuole determinare l’entità degli investimenti privati tedeschi in oro e argento. La BaFin ha chiesto informazioni sugli investimenti in metalli preziosi dei clienti di banche e asset manager tedeschi. Ma le informazioni richieste riguardano solo i derivati. Un audit nazionale sembra la via per determinare i danni ad istituzioni e cittadini. Cercano metalli preziosi o gruppi di metalli preziosi come valore di riferimento, nonché azioni sui metalli preziosi, citando la Legge sulla negoziazione dei titoli e la legge sui Capitali d’investimento, come un avvocato farebbe dinanzi al giudice. Esplicitamente menzionati sono Exchange Traded Funds e Exchange Traded Commodities & Certificates, che interessano oro, argento, platino e palladio. BaFin ha chiesto informazioni a partire dal 2013, come dati su volumi e dimensioni degli ordini, oltre ai metodi consigliati. L’audit nazionale è in corso, anche se non chiaramente dichiarato al pubblico. L’intera questione dell’oro è apparsa un importante punto dolente, quando la FED di New York s’è rifiutata di rimpatriare 330 tonnellate di oro sul conto ufficiale tedesco. Da quel momento è stato come tirare il filo di un maglione. Lo scopo completo non è stato rivelato, ma un audit nazionale multi-settore sulle perdite nel mercato dei metalli preziosi a causa della corruzione, sembra il motivo reale. BaFin ha condotto inchieste formali sulla presunta manipolazione dei prezzi dell’oro per più di un anno, soprattutto nella Deutsche Bank. La banca ha molti vicepresidenti che si attivano rivelando i dati chiave sulle frodi di Londra, esponendosi loro stessi. Così sugli omicidi a Londra di banchieri di medio livello con legami con la Germania. Molti ritengono che la ricerca degli investimenti sull’oro tedeschi potrebbe essere correlata alle indagini sull’estensione del FOREX e del mercato dell’oro presso D-Bank. Il sospetto dal fronte tedesco si appuntano sull’entità dei danni possibili causati agli investitori manipolando i prezzi dell’oro. BaFin ha detto a Gold Reporter, in una dichiarazione scritta, che l’inchiesta è di routine e non riguarda le indagini sulla presunta manipolazione dei prezzi dell’oro della Deutsche Bank. Concludo pertanto che si cerca un obiettivo maggiore, tenendo conto dei danni nazionali alle imprese finanziarie tedesche e ai cittadini tedeschi. Inoltre, e non a caso, molti cittadini tedeschi hanno grossi depositi in lingotti presso grandi banche svizzere, dove la corruzione è diffusa, e l’oro illecitamente venduto assicurato. Le class action sono in corso, tenute bene nascoste.

Vento e consigli vari
Molte sono le altre sparse indicazioni. Si aprono velocemente le finestre sul tutto il fronte ai venti dell’est. July Money War Report di Hat Trick Letter offre dettagli, alcuni riassunti su cui rimuginare. Il mosaico si completa e il collage racconta una storia. I tedeschi abbracceranno il partner russo e alla puttana statunitense volgeranno le spalle. Come un funzionario tedesco ha detto, il troppo è troppo. Il governo della Germania ha incaricato le società di limitare cooperazione e ordini alle imprese statunitensi. Nuove rigorose linee guida sulla sicurezza devono essere applicate, in quanto le ricadute crescono. I tedeschi richiedono clausole anti-spia nei contratti per garantirsi che le inaffidabili imprese statunitensi non divulghino dati riservati. L’effetto si farà sentire su IBM, Cisco e Microsoft. L’effetto s’è già visto su un account annullato di Verizon, dove il sospetto diffondeva cavalli di Troia e ricattava inviando virus. Recidendo i legami con la Russia, frantumando le relazioni con la Cina, alienandosi la Francia e facendo infuriare la Germania, sono riusciti a inasprire i rapporti con i vecchi alleati, al punto in cui ci si chiede solo quale alleato sia rimasto agli Stati Uniti in Europa, oggi. La Germania taglierà i legami bancari e commerciali con gli Stati Uniti, trattandosi du una questione di sopravvivenza, comunque. La NATO è un importante indizio. Stephen Leeb ha notato che Germania e Cina stringono un’alleanza forte, insieme alla Russia. Mentre il governo USA spia la Germania (segreti commerciali e aziendali), Berlino volge a est. Jackass è irremovibile, la Germania è il perno nell’Eurasian Trade Zone che si forma. L’India è importante, ma la Germania è la chiave di volta. Leeb nota che la Germania viene definita partner strategico dai leader cinesi; osserva le crescenti relazioni con la Russia. Conclude: “Forse gli Stati Uniti la spiano (Merkel) per la vicinanza non solo alla Russia, ma anche alla Cina e il suo allontanarsi dagli Stati Uniti. Sembra che il collegamento tedesco-russo-cinese diventi più forte e il collegamento con gli Stati Uniti sempre più distante. Si vede il mondo cambiare davanti noi. Non sorprende vedere oro e argento divenire gli ultimi rifugi sicuri, anche se l’oro gioca il ruolo sicuro di nuova valuta di riserva in Oriente. Ciò significa che il prezzo dell’oro salirà mentre questo scenario comincia a svilupparsi. Siamo molto vicini al punto di svolta, e ogni notizia di una qualche importanza che vedo lo dimostra“. Gli analisti notano il perno tedesco. Leeb rileva una nuova moneta basata sull’oro lanciata dall’Oriente come un missile balistico. Conterrà le valute russe e cinesi, un sistema guidato dai BRICS e pianificatori d’èlite privati. Sally deve andarsene, il biglietto verde cedere a quello rosso.
Le manifestazioni di massa che hanno avuto luogo nelle città tedesche hanno l’obiettivo di por fine alla Federal Reserve. Lars Maehrholz è il principale organizzatore delle massicce veglie per la pace a Berlino. Le veglie ricorrenti sono parte di un movimento completamente autonomo ed indipendente che suscita grande popolarità nella capitale. Come con il movimento Occupy Wall Street, i loro sostenitori sono sotto attacco, in questo caso violento. Maehrholz è oggetto di severe critiche da media mainstream e sistema politico tedeschi. Peggio, l’auto che guidava è stata oggetto di una bomba incendiaria lanciata da un assassino anonimo. Lars aveva ricevuto minacce in linea con tale azione. L’insabbiamento è entrato rapidamente in azione. La polizia locale ha deciso che l’auto ha preso fuoco da sola, e non segue il caso. Fortunatamente né l’organizzatore Maehrholz né il suo compagno nell’auto sono rimasti feriti. I sospetti puntano ancora una volta su Langley, dove i professionisti esercitano il loro mestiere. I ricordi dell’operazione Gladio durante i tre decenni di violenze sponsorizzate da Langley, sono vivi.

La Germania ha sospeso le perforazioni per lo shale-gas nei prossimi sette anni, tra lo stallo politico con la Russia, principale fornitore nazionale di gas
Non solo i progetti sullo scisto sono fonte di contaminazione, ma lisciano la Russia nel modo sbagliato. Saranno fermati. Inoltre, vi sono profonde preoccupazioni sulle tecniche di esplorazione che potrebbero inquinare le falde acquifere e la capacità di produzione elettrica. Il fracking pericoloso in Germania sarà fermato nel prossimo futuro, ottenendo la lode dai gruppi ambientali del Paese. Le sostanze chimiche della Halliburton (monopolio nel fracking) si sa includere additivi ben più tossici di quelli necessari per estrarre il gas naturale, come metalli pesanti e rifiuti radioattivi. Si noti che in Germania il buon senso prevale su avidità aziendale, corruzione e  corrosiva agenda globale. Germania e Cina sviluppano un rapporto speciale, forgiando nuovi accordi nei settori automobilistico e aeronautico. Le nazioni intraprendono accordi per costruire elicotteri e auto. L’accordo precede la riunione ad alto livello tra la cancelliera tedesca e il premier cinese. La Cina è il magnete e la Germania si avvicina alla sua vasta sfera. Centinaia di imprese tedesche fanno affari in Cina, guidate dalle imprese per costruzione e fornitura di apparecchiature, così come le case automobilistiche e le imprese per macchine utensili. I principali contratti sono caratterizzati dall’acquisto di elicotteri tedeschi, per oltre 400 milioni di dollari. L’entusiasmo della Germania arriva alla costruzione della cintura economica della Via della Seta che unirà tutta l’Europa.
Oltre 3000 società tedesche sono attive in Russia. Coloro che si aspettano il boicottaggio tedesco della Russia per le sanzioni del governo USA, sono dei veri idioti. Più pressione applicano i capi degli Stati Uniti, più spezzeranno la NATO con il loro piede di porco. Aspettatevi nuovi contratti spaccaisolati con Volkswagen, Siemens, Airbus, Deutsche Bank e Lufthansa, tutte marche molto popolari tra la classe media emergente in Cina. BMW ha venduto mezzo milione di auto in Cina lo scorso anno, e non vorrebbe esserne esclusa. Onorare le folli sanzioni degli USA significa perdere centinaia di migliaia di posti di lavoro tedeschi. Come spezia aggiuntiva, un Eco-Parco sarà costruito a Qingdao, presentando edifici ad alta efficienza energetica che utilizzano ingegneria tedesca. Il collegamento è evidente. La Germania va a Oriente con un commercio rafforzato da energia sicura, provocando di certo spaccature e divisioni nelle relazioni con gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti non possono fermare l’evoluzione con cui le nazioni dell’Europa occidentale forgiano legami più forti con la Russia, che in cambio rifornisce affidabilmente energia a buon mercato. A rischio è l’intero sistema delle basi NATO in Europa, usate per spacciare stupefacenti e recentemente invase da mercenari. Né il traffico di stupefacenti, né ospitare mercenari, rientrano nel trattato originale della NATO.

Arriva la moneta BRICS
L’evento culminante è il lancio della moneta BRICS. Fonti informate, che Jackass ritiene direttamente coinvolte nella pianificazione, esecuzione e attuazione, informano che la nuova moneta sarà basata sull’oro, rafforzando in qualche modo argento, petrolio e gas naturale. I gasdotti di Gazprom sono di gran lunga più importanti della stampa finanziaria. Sono lo scheletro e la rete del sistema con cui acquisire l’Europa e installare il New Gold Trade standard. I suggerimenti sul suo avvento si vedono nei dettagli per la Banca di sviluppo e del Fondo di Emergenza dei BRICS. Senza alcuna esitazione è chiaro che questi fondi saranno i fronti della massiccia conversione delle obbligazioni del Tesoro USA in lingotti d’oro, che risiederanno nella Banca centrale BRICS. La decisione per comporre i fondi potrà essere mercanteggiato apertamente, ma ci si aspetta che la banca centrale sia dispersa tra varie posizioni chiave. Le nazioni BRICS conoscono fin troppo bene le tattiche statunitensi e di Langley per destabilizzare, creare dissenso, scatenare guerre e rubare oro alle banche nel caos e nella confusione create dal labirinto e dal frastuono delle guerre. La guerra in Ucraina, proprio come la guerra in Siria e gli attacchi contro Cipro, avevano tutti Gazprom come elemento comune. Le guerre sono volte a difendere il dollaro USA nella fase terminale del suo regno del terrore. Più duramente i gangster statunitensi tirano le redini, tanto più le stresseranno. E l’Ucraina è Waterloo. Arriva anche la temuta Holomodor (carestia) dato che non c’è stata alcuna stagione delle semine nelle ricche terre fertili. Senza alcuna crescita durante lo scoppio della guerra, così alcuna stagione del raccolto. Come sempre, la fame nell’economia collassata sicuramente si volgerà contro i fascisti degli USA a Kiev. La defezione in massa tra le loro fila è già iniziata, le forze fasciste sono a corto di rifornimenti, munizioni, cibo, acqua, circondate e sottoposte a una pioggia di fuoco in numerose località. Il furto di oro dalla banca centrale e le razzie dei conti bancari ufficiali da parte del regime filo-USA, ne garantiscono il risultato. Non aspettatevi che la Germania continui lo spericolato sostegno alla NATO in tale fallimentare operazione mercenaria. Le vittime ultime di tale avventura disperata saranno il dollaro USA e la NATO.

f04da2db112214a31c8a57 Jim Willie, CB, Hat Trick Letter, Golden Jackass

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Putin lancia l’Unione economica eurasiatica

Dean Henderson 3 giugno 2014

geo-russia1Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un trattato con il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko e il presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbaev per avviare l’Unione economica eurasiatica. La mossa segue l’accordo sul gas naturale da 400 miliardi di dollari firmato con la Cina e l’annuncio che la Russia userà rubli invece dei dollari negli scambi internazionali. L’aggressione occidentale in Ucraina è stata l’ultima goccia per i russi, che hanno già visto questo film nel proprio Paese.

La mafia russa di Wall Street
Verso la fine degli anni ’90 mentre i Quattro Cavalieri si rimpinzavano di petrolio russo e dell’Asia centrale, le banche d’investimento di Wall Street facilitavano il furto del petrolio e laceravano il Tesoro russo. Philbro Energy controllata dalla commerciale petrolifera di Salomon Smith Barney aprì a Mosca. Goldman Sachs fu assunta da Eltsin per attirare capitali stranieri in Russia. A capo del team di Goldman Sachs vi era Robert Rubin, segretario del Tesoro di Clinton. La CS First Boston aveva una partecipazione del 20% in Lukoil, in partnership con BP Amoco. Il viceprimo ministro russo Egor Gajdar era incaricato delle riforme economiche della Russia su mandato del FMI. Gajdar sapeva che il settore del petrolio e del gas era la chiave del piano di Rubin. I partiti dell’opposizione russa gridarono allo scandalo dicendo che gli economisti statunitensi e il FMI prendevano il controllo del sistema economico e politico della Russia. Nel 1994 il direttore dell’FBI di Clinton, Louis Freeh, ostentando i suoi legami istituzionali aprì personalmente un ufficio dell’FBI a Mosca. [749] Nel 1997 l’FBI di Freeh condusse un’indagine timida sul conflitto crescente sugli scandali che coinvolgevano interessi degli alti economisti di Harvard che supervisionavano il programma di privatizzazione della Russia, in tandem con Rubin e Gajdar. La Russia criticò l’indagine dell’FBI, definendola un’insabbiatura. La polemica era incentrata sull’Istituto per lo Sviluppo Internazionale di di Harvard (HIID) e su certi suoi programmi di privatizzazione in Russia. Gli amministratori della HIID Jonathan Hay e Jeffrey Sachs avevano partecipazioni nelle multinazionali che ottennero gli 89 milioni di dollari di prestito dalla Banca Mondiale per la Russia che l’HIID aveva organizzato. Il capo della sicurezza sui titoli della Russia Dmitrij Vasiliev notò questa e altre irregolarità, risolvendo il contratto dell’HIID con il governo russo. [750] Ma non prima che i banchieri d’investimento di Wall Street diventassero ricchi a spese del Tesoro russo, portando al collasso economico russo del 1998.
Nel 1999 la Bank of New York, che collaborava con CS First Boston nella svendita di Lukoil di proprietà russa, fu incriminata da un tribunale di New York per riciclaggio di oltre 10 miliardi di narcodollari dei mafiosi russi, i quali avevano passaporto israeliano. Secondo il Dott. Aldo Milinkovich, consulente di numerose società finanziarie di New York, “Gli israeliani hanno infiltrato e manipolato l’economia post-sovietica in Russia più o meno nello stesso modo in cui si sono infiltrati e manipolano Washington e Wall Street“. [751] Al centro dello scandalo c’era il picchiatore di Bill Casey Itzak “Bruce” Rappaport, che istituì la filiale per lo scambio valutario Benex che riciclava il denaro della droga di tre banchieri russo-israeliani. Mikhail Khodorkovskij era una delle persone più ricche in Russia. Dirigeva la Menatep Bank fin quando non fu chiusa. Nel novembre 2003, il presidente russo Vladimir Putin ordinò l’arresto di Khodorkovskij, togliendogli  la sua quota di controllo della Jukos Oil. Shlomo Mogulevich era chiamato il “Meyer Lansky della Russia” e fu descritto dalla giustizia degli Stati Uniti come un importante trafficante di armi e droga. Konstantin Kagalovskij era incaricato di distribuire i finanziamenti del FMI/Banca Mondiale al governo Eltsin. [752] Tutti e tre erano cittadini israeliani. Rappaport, agente della Banca nazionale di Oman, iniziò ad acquistare la Bank of New York negli anni ’80. Creò Bank of New York-Intermaritime a Ginevra. La società possiede la Swiss American Holdings SA di Panama, che il governo statunitense individuò come fondamentale per lo scandalo del 1998 sul riciclaggio di denaro sporco che coinvolse il primo ministro di Antigua John Fitzgerald. [753] Rappaport  organizzò dagli Stati Uniti il finanziamento per l’acquisto di una fattoria ad Antigua da un agente del Mossad israeliano di nome Sarafati. Il ministero della Difesa israeliano inviava armi tramite la fattoria di Rappaport e Sarafati ai narcoboss colombiani e agli squadroni della morte del padrino José Gonzalo Rodriguez Gacha. Mossad e commandos inglesi addestrarono gli squadroni della morte del cartello di Medellin, secondo un programma finanziato della CIA nel tanto vantato Piano Democrazia del presidente Reagan. La nave panamense Sea Point consegnò a Gacha le armi della CIA raccolte dal presidente panamense Guillermo Endara, insediato dopo il putsch contro Noriega. Nel 1989 quella stessa nave fu fermata al largo della costa messicana mentre trasportava un carico enorme di cocaina. Endara e Gacha erano co-proprietari della lavanderia dei narcodollari panamense Banco Interoceanico.  [754]
La corruzione era il modus operandi nella privatizzazione economica di Russia, Caucaso e dell’Europa orientale. Nel 1996 la fabbrica di aerei di proprietà del governo ucraino vendette una piccola flotta di bimotori turboelica Antonov An-32B ai cartelli della cocaina della Colombia. [755] Nel 1997 Pratt & Whitney, filiale del gigante della difesa statunitense United Technologies, fu  multata di 14,8 milioni di dollari per aver deviato 10 milioni di dollari in aiuti militari statunitensi a un fondo controllato dall’ufficiale dell’aeronautica israeliana Rami Dotan. Il miliardario saudita Sulayman Olayan possedeva una grossa fetta di United Technologies, come James Baker. Il fondo melma fu utilizzato da CIA/Mossad per destabilizzare l’Asia centrale. [756] Un rapporto dell’FSB russo del 1997 citava Alfa Group nel coinvolgimento nel traffico di droga. Alti dirigenti aziendali s’incontrarono con i rappresentanti del cartello di Cali. Il rapporto dichiarava che Alfa lavorava con una famiglia di criminali ceceni responsabile del traffico di droga. Una controllata Alfa Group era la Tjumen Oil, che collaborava con Brown&Root in un progetto di sviluppo su petrolio e gas finanziato da Exim Bank. [757] Brown&Root è una sussidiaria della Halliburton, dove Dick Cheney era presidente e amministratore delegato. A metà febbraio 2001 Alfa Group acquistò la Marc Rich Holdings dall’omonimo finanziere israeliano latitante. Il riccone ora vive in Svizzera, dopo essere stato graziato dal presidente Clinton mentre lasciava la Casa Bianca. Rich è un socio di Rappaport. Halliburton e le sue controllate ricevettero 3,8 miliardi di dollari in contratti federali e prestiti garantiti dai contribuenti nel 1996-2000. [758] Il 9 luglio 2002, tra la marea di scandali contabili societari, Judicial Watch di Washington DC intentò una causa a Dallas contro Cheney e altri amministratori di Halliburton per aver guadagnato milioni vendendo stock option durante il sequestro dei libri di Halliburton, poco prima che le azioni della società crollassero. La SEC annunciò l’indagine sulla Halliburton lo stesso giorno, ma non fece nulla.

I signori della droga ceceni
Mentre la Nimir Petroleum del sostenitore saudita dei taliban sceicco Qalid bin Mahfuz scavava pozzi di petrolio del Kazakistan con Chevron Texaco, la Centgas di Unocal offriva al governo afgano dei taliban 100 milioni di dollari all’anno per gestirne l’oleodotto attraverso l’Afghanistan in un affare orchestrato dal consigliere di Unocal Hamid Karzai, ora presidente dell’Afghanistan. Centgas organizzò riunioni ad alto livello a Washington tra i funzionari taliban e il dipartimento di Stato tramite l’insider dell’Unocal e agente dell’NSA del presidente Bush Jr. Zalmay M. Khalilzad, poi ambasciatore USA nell’Iraq occupato. Nel 2005 Chevron Texaco acquistò Unocal. Bush bloccò  le indagini dell’US Secret Service sulle cellule terroristiche dormienti di al-Qaida negli USA, mentre continuava a negoziare segretamente con i funzionari taliban. L’ultimo incontro fu nell’agosto 2001, appena cinque settimane prima dell’11 settembre. Bush e funzionari sauditi offrirono aiuti ai taliban per sigillare l’affare dei Quattro Cavalieri, dicendo agli islamisti, “O accettate la nostra offerta di un tappeto d’oro, o vi seppelliamo sotto un tappeto di bombe“. [759] Nel 1997 Zbigniew Brzezinski, invecchiato ma sempre nel suo ruolo di intermediario tra le banche internazionali e le loro reti d’intelligence mondiali, scrisse La Grande Scacchiera: la supremazia Americana ed i suoi imperativi geopolitici. Nel suo libro il membro del consiglio di BP Amoco suggerisce che la chiave del potere globale risieda nel controllo dell’Eurasia e che “la chiave per controllare l’Eurasia é il controllo delle repubbliche dell’Asia centrale“. Individuò l’Uzbekistan come chiave per controllare l’Asia centrale. Nel 1999 una serie di esplosioni colpì la capitale uzbeka Tashkent. I militanti islamici di al-Qaida ne furono responsabili. I ribelli, che si definivano Partito Islamico del Turkestan, tentarono di assassinare il Presidente Islam Karimov. Attaccarono la fertile valle di Fergana, nel tentativo di distruggere i raccolti e l’approvvigionamento uzbeko, secondo il Piano Rosa. Due anni prima Enron tentò di negoziare un accordo di 2 miliardi dollari con la Neftegas statale uzbeca, con l’aiuto della Casa Bianca di Bush. [760] Tale sforzo e altri tentativi di privatizzazione furono respinti nel 1998 da Tashkent, e gli attacchi islamisti in Uzbekistan furono scatenati. Dopo che il “tappeto di bombe” cominciò a piovere sul vicino Afghanistan, nell’ottobre 2001, Uzbekistan, insieme ai vicini Kirghizistan e Tagikistan, subito sfoggiò nuove basi militari statunitensi. Nel 2005 il presidente del Kirghizistan Askar Akaev fu deposto nella “rivoluzione dei tulipani”. In pochi giorni Donald Rumsfeld incontrò i nuovi dirigenti. [761]
Sia il libro di Brzezinski che le minacce di Bush ai taliban erano istruttivi dato che apparvero prima degli attacchi dell’11 settembre, pretesto perfetto per il massiccio intervento dell’Asia centrale che Brzezinski, Bush e i loro capi Illuminati sostenevano. Il dr. Johannes Koeppl, ex-funzionario del ministero della Difesa tedesco e consigliere del Segretario generale della NATO Manfred Werner, spiegò tale ondata di “coincidenze” nel novembre 2001, “Gli interessi dietro l’amministrazione Bush, come Council on Foreign Relations, Commissione Trilaterale e Gruppo Bilderberg,  preparavano e ora attuano l’aperta dittatura mondiale (che sarà stabilita) entro i prossimi cinque anni. Non combattono contro i terroristi, ma contro i cittadini“. L’Asia Centrale ora produce il 75% dell’oppio mondiale proprio come i Quattro Cavalieri e i loro tirapiedi della CIA volevano nella regione. Mentre gli Stati Uniti pretendono certificazioni umilianti per giudicare i Paesi sulla loro capacità di fermare il traffico di droga, Big Oil produce il 90% delle sostanze chimiche necessarie per raffinare cocaina ed eroina, che i surrogati della CIA ampliano, raffinano e distribuiscono. I chimici della CIA furono i primi a produrre eroina. Come il candidato presidenziale ecuadoriano Manuel Salgado ha detto, “Questo ordine mondiale professa il culto della ricchezza e del potere economico crescente delle droghe illegali, e non consente alcun attacco frontale diretto per  distruggere il narcotraffico, perché tale attività, che muove 400 miliardi dollari ogni anno, è troppo importante perché la principale potenza mondiale l’elimini. Gli Stati Uniti… puniscono i Paesi che non fanno abbastanza per lottare contro la droga, mentre i loro ragazzi della CIA hanno costruito santuari della corruzione in tutto il mondo con i profitti della droga“. [762] Il “santuario della corruzione” afgano ha prodotto 4600 tonnellate di oppio nel 1998-1999, quando i taliban colpirono la produzione di oppio nei campi di papaveri del nord, dove gli islamisti sponsorizzati da CIA/ISI combattevano in Tajikistan, Uzbekistan, Cecenia, Daghestan e Kashmir. Lo scrittore pakistano Ahmed Rashid dice che i sauditi pagano i conti del movimento. [763]
Gli Stati Uniti avevano molestato l’India socialista per decenni, utilizzando i fondamentalisti del Kashmir basati in Pakistan. Non è un caso che il gasdotto Elefante Bianco della Enron per Dabhol, India, attraversi il Kashmir. Da quando il ministro degli Esteri russo Evgenij Primakov propose il “triangolo strategico” tra India, Russia e Cina come un contrappeso all'”egemonia globale degli Stati Uniti”, nel 1998, i think tank del regime degli Stati Uniti si scervellano su come far fallire l’idea. L’Olin Institute di Harvard propose di attaccare l’India, la parte più debole del triangolo. Non contenti di aver usurpato l’Europa orientale, usando la Polonia di solidarnosc, e della ripartizione delle repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, la banda CFR/Bilderberg ora utilizzava i mujahadin per emarginare ulteriormente la Russia. Nel 1994 35000 combattenti ceceni furono addestrati nel campo Amir Muawia nella provincia di Khost in Afghanistan, il campo costruito da Usama bin Ladin per la CIA. Nel luglio 1994 il comandante ceceno Shamil Basaev si laureò ad Amir Muawia e fu inviato nel campo per le tecniche avanzate di guerriglia di Markazi-i-Dawar, in Pakistan. Incontrò i funzionari pakistani dell’ISI, storicamente distintisi nel compiere i lavori sporchi della CIA. [764] L’altro principale capo ribelle ceceno era l’emiro saudita al-Qatab. Gli islamisti ceceni si presero una grossa fetta del commercio di eroina della Mezzaluna d’oro, lavorando con famiglie  criminali cecene affiliate all’Alfa Group russo che faceva affari con l’Halliburton. Erano anche  legati ai laboratori di eroina albanesi gestiti dall’UCK. Un rapporto dell’FSB russo dichiarava che i ceceni cominciarono ad acquistare beni immobili in Kosovo nel 1997, poco prima della partizione guidata dagli USA del Kosovo dalla Jugoslavia. Il capo ceceno emiro al-Qatab istituì i campi di guerriglia per addestrare i ribelli albanesi dell’UCK. I campi erano finanziati da traffico di eroina, prostituzione e contraffazione. Le reclute furono invitate dal comandante ceceno Shamil Basaev e finanziate dall’Islamic Relief Organization dei Fratelli musulmani della Casa dei Saud. [765]
Il 20 settembre 2002, dopo un incontro alla Casa Bianca sull’Iraq con il presidente Bush, il ministro degli Esteri russo Igor Ivanov schivò tutte le domande su una nuova serie di molestie statunitense all’Iraq. Invece dichiarò che i ribelli ceceni addestrati da al-Qaida contro il suo Paese avevano rifugio sicuro nel più vicino alleato degli Stati Uniti in Asia centrale, il governo della Georgia. L’oleodotto strategico Baku-Tblisi-Ceyhan dei Quattro Cavalieri attraversava proprio la capitale georgiana Tbilisi. Un mese dopo, ribelli suicidi ceceni occuparono un teatro di Mosca, prendendo centinaia di ostaggi. La tempistica era interessante, dato che i russi si rifiutavano di sostenere i piani di Bush per invadere l’Iraq. Quasi 200 persone morirono dopo che le forze speciali russe assaltarono i ceceni. I media statunitensi, fissati su ogni mossa di al-Qaida pochi mesi prima, ignorarono i legami tra i ceceni e le coorti di bin Ladin. Invece accusarono i russi. Una settimana dopo l’incidente, il signore della guerra ceceno Shamil Basaev rivendicò la responsabilità dell’assedio su un sito web dei ribelli. [766] I funzionari del Cremlino videro i commenti di Basaev come una cortina fumogena per proteggere il capo della Cecenia Aslan Maskhadov, che era in Svezia ad una conferenza sulla Cecenia. Basaev fu ucciso in Inguscezia nel luglio 2006.
Dopo tutto il trambusto sul profitto petrolifero del Mar Caspio e dopo le carneficine della CIA nell’Asia centrale e nella Repubblica Russa, a nome dei Quattro Cavalieri, gli enormi giacimenti di oro nero non si concretizzarono. Secondo Statistical Review of World Energy 2003 della BP, i due Paesi su cui Big Oil contava divenissero le prossime Arabia Saudita, Azerbaijan e Kazakistan, dimostrarono riserve di petrolio di soli 63 miliardi e 26 miliardi di barili, rispettivamente. La Russia stessa, lacerata da Big Oil e dai suoi spettri, possedeva solo 22 miliardi di barili di riserve di greggio. E’ anche possibile che BP mentisse, utilizzando la falsa tesi della carenza del “picco del petrolio”, per razionalizzare le limitazioni dei consumatori. Comunque sia, i Quattro Cavalieri ancora una volta, in virtù del loro comportamento senza scrupoli, potrebbero presto essere esclusi dalla parte russa della lotteria petrolifera dell’Estremo Oriente. Dal 2005, una Russia oramai sveglia nazionalizza costantemente il settore energetico. È questa tendenza ha accelerato il putsch in Ucraina.

Post-Soviet spaceNote:
[749] “Legendary FBI Director Sets Up Shop in Moscow”. USA Today. 7-5-94
[750] “Russia Cuts Harvard Links in Flap, Throwing Aid Programs into Disarray”. Steve Liesmen & Robert Keatley. Wall Street Journal. 6-2-97. p.A19
[751] “Israelis Behind Bank of New York Scam”. Martin Mann. The Spotlight. 9-6-99. p.5
[752] Ibid.
[753] “US Fails to Recover Drug Money in Antigua”. Michael Allen. Wall Street Journal. 11-2-98. p.A27
[754] Dope Inc.: The Book that Drove Kissinger Crazy. The Editors of Executive Intelligence Review. Washington, DC. 1992. p.19
[755] “Ukraine Leasing Aircraft to Columbian Drug Traffickers”. Los Angeles Times. 2-19-96
[756] “Pratt & Whitney to Settle Israeli Slush Fund Case”. Missoulian. 5-21-97
[757] Center for Public Integrity website. January 2000.
[758] Ibid
[759] Bin Laden: The Forbidden Truth. Jean-Charles Brisard and Guillaume Dasquie. Paris 2001
[760] “Central Asia Unveiled”. Mike Edwards. National Geographic. 2-02
[761] Reaping the Whirlwind: The Taliban Movement in Afghanistan. Michael Griffin. Pluto Press. London. 2001. p.124
[762] “The Geostrategy of Plan Columbia”. Manuel Salgado Tamayo. Covert Action Quarterly. Winter 2001. p.37
[763] Taliban: Militant Islam, Oil and Fundamentalism in Central Asia. Ahmed Rashid. Yale University Publishing. New Haven, CT. 2001. p.145
[764] “Who is Osama bin Laden?” Michel Chossudovsky. CopvCIA 12-17-01
[765] Ibid
[766] “Rebel Warlord Takes Credit for Theatre Seige”. Springfield News Leader. 11-2-02

Dean Henderson è autoe di Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Il suo sito è LeftHook.

False bandiere turche e quasi invasione
David Boyajian Veterans Today

map_of_armeniaLa Turchia sembra affezionata alle cosiddette operazioni “false flag”. Nel 1955, per esempio, il governo turco bombardò di nascosto il proprio consolato a Salonicco, in Grecia e ne incolpò i greci. Il giorno seguente, massicce proteste anti-greche orchestrate ad Istanbul uccisero oltre una dozzina di cristiani e causarono centinaia di milioni di danni. Arriviamo al marzo 2014. Un messaggio audio trapelato coglie funzionari turchi tramare per inscenare attacchi militari ‘false flag’ sul proprio territorio e incolparne i siriani. Il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu, il generale Yasar Gürel e il capo dell’intelligence Hakan Fidan previdero di usare gli attacchi come scusa per invadere la Siria. Il titolo di questo articolo potrebbe facilmente applicarsi a tale complotto. Per osservare meglio il Caucaso, tuttavia, si può anche descrivere una piano segreto turco per attaccare l’Armenia di vent’anni fa, capovolgendo la geopolitica regionale. Nell’ottobre 1993, due anni dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, il ceceno musulmano Ruslan Khasbulatov, presidente, che ci crediate o no, del Parlamento russo, diresse un colpo di Stato contro il presidente Boris Eltsin. Secondo funzionari statunitensi, francesi e greci, Khasbulatov e la Turchia avevano un accordo segreto. Se il colpo di Stato riusciva, Khasbulatov avrebbe ordinato alle truppe russe di ritirarsi dall’Armenia, dove controllava il confine di quest’ultima con la Turchia. Ciò avrebbe spianato la strada per l’invasione turca della nazione cristiana, senza sbocco sul mare e di appena tre milioni di abitanti. La storia ci dice che la Turchia ha sempre voluto occupare l’Armenia. In questo modo avrebbe creato una fascia turcofona musulmana per l’Azerbaijan, sul Mar Caspio, e infine l’Asia centrale. Si chiama panturchismo. Nel 1993, naturalmente, l’Azerbaigian perdeva la guerra contro gli armeni sull’antica provincia a maggioranza armena del Karabakh. L’Azerbaijan desiderava che la Turchia attaccasse l’Armenia e la Turchia era pronta ad aiutare l’Azerbaigian ad invertire le sorti.

Il complotto fallito
Preparando un nuovo genocidio armeno, il presidente turco Turgut Özal aveva minacciato di dare all’Armenia “le lezioni del 1915″. Tansu Ciller, prima ministra della Turchia, avvertì l’Armenia che non sarebbe “rimasta inattiva”. La Turchia ammassava forze sul confine occidentale dell’Armenia e riforniva l’Azerbaigian di armi, consiglieri militari e forze paramilitari. Militanti ceceni e mujahidin afghani furono schierati con gli azeri. Un attacco turco riuscito all’Armenia, unico partner militare della Russia nel Caucaso, avrebbe distrutto ogni influenza russa nella regione che a sua volta avrebbe aumentato la probabilità che la Cecenia, e gran parte del Caucaso settentrionale musulmano, sfuggissero alla presa dell’orso russo. Per un ceceno come Khasbulatov, il sogno si sarebbe avverato. Ma bombardati dai carri armati russi, lo speaker Khasbulatov, il vicepremier Aleksandr Rutskoj e centinaia di parlamentari ribelli e loro sostenitori nel Parlamento si arresero il 4 ottobre 1993. Il colpo di Stato e il complotto per invadere l’Armenia fallirono.

Il patto segreto
Il patto Khasbulatov-Turchia fu svelato da Leonidas T. Chrysanthopoulos nel suo libro Caucasus Chronicles (Londra, Gomidas 2002). Ambasciatore della Grecia in Armenia dal luglio 1993 al febbraio 1994. Chrysanthopoulos è stato ambasciatore in Canada e Polonia, e Segretario Generale dell’organizzazione per la cooperazione economica del Mar Nero d’Istanbul. L’ambasciatrice della Francia in Armenia, France de Harthing, gli disse che “fonti d’intelligence francesi” confermavano che “un’incursione turca in Armenia si avrà immediatamente dopo che Khasbulatov avrebbe ritirato le truppe russe dall’Armenia.” “Questa informazione“, ha scritto Chrysanthopoulos, “fu poi confermata dal mio collega, l’ambasciatore degli Stati Uniti Harry J. Gilmore“. Come “pretesto”, la Turchia avrebbe preteso di essere colpita dalle basi curde del PKK, che in realtà non c’erano mai state in Armenia. Tale “pretesto” è simile, anche se non identico, a una ‘false flag’. L’attacco della Turchia avrebbe avuto “carattere limitato”, anche se non è chiaro cosa significasse “limitato”. Più probabile, sebbene la Turchia non avrebbe trovato il PKK, l’obiettivo era creare un corridoio permanente attraverso l’Armenia, collegandosi alle forze azere e purificando il Karabakh dagli armeni. Stati Uniti e Francia, per quanto è noto, non hanno mai pubblicamente negato l’esistenza del complotto Khasbulatov-Turchia. Inoltre, Chrysanthopoulos non fornisce alcuna indicazione se tali Paesi abbiano cercato di parlare con la Turchia sull’accordo con Khasbulatov. È rilevante oggi tutto ciò?

Le ambizioni della NATO
Sì, perché le attuali politiche turche, statunitensi e della NATO nel Caucaso riecheggiano fortemente il complotto Khasbulatov-Turchia del 1993. Per due decenni, l’occidente ha cercato di penetrare e dominare il Caucaso, Georgia, Azerbaijan e Armenia, e infine attraversare il Mar Caspio per l’Asia Centrale ricca di energia. Un pezzo del piano è già stato parzialmente realizzato: la costruzione di oleodotti e gasdotti dall’Azerbaijan attraverso Georgia e Turchia. Obiettivo rimanente della NATO: assorbire l’intero Caucaso. La NATO potrebbe in tal modo minacciare la Russia da sud, proprio come ora fa pressione da ovest, con l’assorbimento di gran parte dell’Europa orientale (e le speranze della NATO sull’Ucraina). Georgia e Azerbaigian sono incline ad aderire alla NATO. L’Armenia tuttavia no anche se ha ottimi rapporti con la NATO e l’occidente. L’Armenia non può che allearsi con la Russia perché affronta una minaccia esistenziale dal membro della NATO, la Turchia, come il complotto del 1993 dimostra. L’Armenia è il perno del Caucaso. Se la quasi-operazione ‘false flag’ Khasbulatov-Turchia contro l’Armenia riusciva, la Russia avrebbe probabilmente perso e la NATO avrebbe occupato l’intero Caucaso. Nuove provocazioni, tra cui “false flag”, da parte di Turchia e NATO non possono quindi essere escluse. I capi di USA, NATO e Turchia devono essere interrogati sul fatto che le loro politiche nel Caucaso comportino pace o  guerra.

L’autore è un giornalista freelance. Molti dei suoi articoli sono archiviati su Armeniapedia.org.

1993.10_moscow_1993_390Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

The International parte II: The Offshore Petroleum Standard

Dean Henderson  27 febbraio 2014
Henry-Kissinger-e-David-RockefellerIl mercato degli eurodollari controllato da Londra è un veicolo comodo per riciclare gli enormi fondi neri dei petrodollari generati dai Quattro Cavalieri. Un eurodollaro è semplicemente una qualsiasi valuta convertibile esistente in un Paese diverso dal suo Paese di origine. Una caratteristica fondamentale del mercato degli eurodollari è la mancanza di regolamentazione e la segretezza. La forza della sterlina inglese, ingiustificata per motivi puramente economici, ha a che fare con il fondo multi-miliardario in petroeurodollari che Londra attira, in tandem con la serie di banche off-shore nei protettorati inglesi che facilitano il commercio di eurodollari e i mercati di narcotici, diamanti, oro, platino, plutonio e armi. I principali centri bancari offshore come le Isole Cayman, le Bahamas, Bermuda, Turks & Caicos, Antigua, l’isola di Jersey, Isola di Man, Hong Kong, Dubai e Liberia sono tutti sotto il controllo della Corona inglese. La Casa dei Windsor ospita ogni loggia massonica del mondo, sfruttando la segretezza offerta nel guidare i tentativi della nobiltà nera. Gli Stati Uniti hanno miliardi di dollari di debito dovuti al loro esercito spedito in  tutto il mondo a proteggere questi monarchi e il loro bottino. Nel Sud-est asiatico la CIA ha protetto e diffuso le rotte dell’oppio della HSBC della Corona. Dopo la guerra del Vietnam, gli investitori internazionali persero fiducia nel dollaro, scommettendo sul fatto che gli Stati Uniti avrebbe avuto difficoltà nel ripagare il loro enorme debito di guerra ai banchieri internazionali. Nel 1968 il presidente francese Charles de Gaulle aggravò la crisi quando chiese pagamenti in oro al posto dei dollari, per protestare contro il coinvolgimento degli Stati Uniti in Vietnam. Quando Nixon fece uscire gli Stati Uniti dal Gold Standard, enormi quantità di capitale fluirono dalle banche statunitensi ai mercati off-shore di Londra degli eurodollari. Il dollaro s’era diffuso in tutto il mondo durante la guerra del Vietnam, creando un enorme eccesso di offerta non compensata da una domanda altrettanto robusta. Alcuni surplus di dollari furono rastrellati attraverso programmi di prestito, organizzati dalle mega-banche statunitensi tramite la vendita di buoni del Tesoro USA, che contribuirono a sostenere il debito degli Stati Uniti. Ma il surplus del debito di guerra e del dollaro costrinsero gli Stati Uniti a perdere il controllo dell’offerta di moneta nazionale e Nixon fu costretto a svalutare il dollaro dell’11% nel 1971. Le perdite continuarono. Nel 1973 Nixon svalutò il dollaro di un altro 6%. Dato che anche le multinazionali statunitensi, come oggi, producevano all’estero la maggior parte dei loro beni per l’esportazione, i prezzi all’importazione salirono e l’inflazione si aggravò. Nixon rispose imponendo controlli sui prezzi, ma le multinazionali deviarono le scarse materie prime, come il grano, nei mercati d’esportazione in cui poter avere maggiori profitti. I banchieri internazionali persero la pazienza con Nixon.
Subito l’esistenza dei nastri del Watergate fu svelata alla stampa dall’informatore della CIA Alexander Butterfield, il cui compito ufficiale era collegare la Casa Bianca al servizio segreto, ufficialmente un ramo della Federal Reserve. Le trascrizioni dei nastri del Watergate furono consegnate ai giornalisti investigativi Bob Woodward e Carl Bernstein del Washington Post da una fonte della Casa Bianca, identificatasi solo come Gola Profonda. I ricercatori concordano sul fatto che Gola Profonda dovesse essere il segretario di Stato Henry Kissinger o il generale Alexander Haig, che sostituì HR Haldeman a capo dello staff di Nixon negli ultimi giorni della presidenza. Haldeman fu licenziato dal capo del servizio segreto Robert Taylor, che ora comanda la rete di sicurezza privata degli interessi economici della famiglia Rockefeller. Kissinger, che ha sposato un’assistente dei Rockefeller e deposita i suoi preziosi documenti presso la Rockefeller Pocantico Hills, immobiliare di New York, raccomandò Haig a successore di Haldeman. Haig più tardi divenne presidente della Chase Manhattan Bank di David Rockefeller. Il direttore della CIA di Nixon, Richard Helms, fu licenziato da vicedirettore operativo della CIA poco prima che il suo ex-presidente Kennedy venisse assassinato. [781] Gli idraulici del Watergate Hunt, Sturgis, Quintero, Barker, Diego e Martinez che causarono le difficoltà di Nixon, erano tutti coinvolti nell’Operazione 40 della CIA, da cui provenivano gli assassini di JFK. Fu Kissinger, non Nixon, che ideò gli idraulici del Watergate quale unità speciale d’indagine della Casa Bianca. Il procuratore generale di Nixon, John Dean, disse più tardi che fu David Rockefeller a suggerire che Kissinger creasse gli idraulici. Nixon usò la collusione di Helms nell’assassinio di JFK per estorcere il sostegno della CIA al CREEP (Comitato per rieleggere il presidente) e utilizzò Haldeman per controllare Helms. Helms affermò che voleva che Nixon “scomparisse”, mentre la CIA si chinò sui nastri forniti da Butterfield, sperando di sapere che la “pistola fumante” potesse essere usata per sbarazzarsi di Nixon, senza un altro bagno di sangue in stile Dallas. L’assistente della Casa Bianca di Nixon, Charles Colson, voleva che il presidente licenziasse Helms e facesse indagare sul “complotto della CIA contro il presidente”. Colson poi disse che Nixon era un prigioniero dei luogotenenti di Rockefeller, Kissinger e Haig, durante gli ultimi mesi della presidenza. [782] Spinsero Nixon a dimettersi. Quando si rifiutò, il presidente del Joint Chiefs of Staff inviò un messaggio ai comandanti delle forze militari statunitensi nel mondo, dichiarando: “Al ricevimento di questo messaggio non sarà più possibile eseguire alcun ordine della Casa Bianca. Accusare ricevuta“. [783] Nixon si dimise cinque giorni dopo. Il massone 33.mo e talpa dell’FBI nella Commissione Warren, Gerald Ford, di una ricca famiglia del Michigan, fu nominato presidente. Il vice-presidente di Ford fu Nelson Rockefeller. Il suo direttore della CIA fu George Bush Sr. Kissinger rimase segretario di Stato, mentre Alexander Haig venne nominato Comandante supremo delle forze alleate della NATO in Europa. Il colpo di palazzo Rockefeller era compiuto.

Petroleum standard
president-richard-nixon-and-dr-kissingerLa notte dell’infame massacro di Nixon, quando licenziò Archibald Cox, Elliot Richardson e William Ruckleshaus, solo tre giorni prima i membri dell’OPEC si riunirono a Quwayt City per lanciare l’embargo petrolifero del 1973. Quando ministri del petrolio dell’OPEC si riunirono a Teheran, per discutere dei nuovi prezzi del greggio, il fantoccio di Rockefeller, lo Shah dell’Iran, sostenne l’aumento del prezzo del petrolio. Mentre il re saudita Faisal ordinava la riduzione del 25% delle esportazioni di petrolio del suo Paese, per sostenere l’embargo, lo Shah firmò l’accordo di Teheran, che garantì ai Quattro Cavalieri una quantità illimitata di petrolio. Re Faisal fu assassinato poco tempo dopo. Lo stesso Henry Kissinger si diede da fare creando l’Agenzia internazionale dell’energia, cui i francesi si rifiutarono di aderire definendola una macchina da guerra. [784] La scomparsa di Nixon, l’IAE di Kissinger e l’improvviso desiderio dello Scià di alzare il prezzo del petrolio coincisero con l’introduzione nel 1973 del mercato dei futures petroliferi e il rafforzamento del mercato londinese degli eurodollari. I banchieri internazionali potevano manipolare i prezzi del petrolio attraverso il mercato, mentre incanalarono un nuovo torrente di petrodollari dall’embargo ai paradisi fiscali offshore. Ma come potevano i banchieri internazionali fermare il crollo del dollaro? Kissinger guidò un piano del NSC volto a recuperare 20 miliardi di dollari che gli Stati Uniti spesero in petrolio del Medio Oriente. Questo sforzo dei Rockefeller portò alla riunione del FMI del 1973 a Nairobi, in Kenya, dove i funzionari di Morgan Guaranty Trust convinsero il capo della  SAMA, Anwar Ali, a lanciare una banca d’affari saudita con sede a Londra, potendo essere una forza importante nel mercato degli eurodollari. Un secondo incontro voluto dai Rockefeller ebbe luogo a Lagos, in Nigeria nel 1979. Anch’esso coincise con un boicottaggio del petrolio arabo. Il  presidente della Federal Reserve Paul Volcker, che in seguito presiedette la Commissione Trilaterale, andò a Lagos e poi a Quwayt City. Istruì i dittatori nigeriani e kuwaitiani a ridurre il prezzo del loro greggio di alta qualità e ad accettare in pagamento solo dollari statunitensi. Il Bonny Light nigeriano è considerato il migliore greggio del mondo, e il Light Sweet Crude del Quwayt divenne il greggio di riferimento per tutto il mondo. Altri Paesi furono costretti alla dollarizzazione dei loro mercati petroliferi. [785]
Il dollaro USA fu salvo. Attraverso i nodi mercantili del petrolio di New York e Londra i banchieri potevano controllare non solo il prezzo del greggio, ma il valore del dollaro, il cui default veniva ancorato al prezzo del greggio. Big Oil smise di reinvestire i proventi del petrolio in Medio Oriente.  Invece agli sceicchi del GCC dissero di acquistare certificati di dollari di 20 e 30 anni depositati nelle mega-banche controllate dai Quatto Cavalieri, i cui profitti vengono depositati nelle stesse banche come crediti a nome degli sceicchi. Le banche adottarono la politica del prestito a riserva frazionaria, per cui potevano prestare 1 dollaro ogni 66,6 centesimi coniati. Le banche poterono prestare 60 milioni di dollari ai Paesi latino-americani al costo di soli 70000 dollari annui in pagamenti per gli interessi dei titoli posseduti dagli arabi. Il governatore del Texas John Connolly, i fratelli Hunt e il miliardario saudita sceicco Qalid bin Mahfuz, seppero di questa truffa. Raggiunsero il banchiere inglese Jon May nel tentativo di accaparrarsi il mercato dell’argento e utilizzarne il ricavato per lanciare la Banca del Texas, indipendente dai truffatori della Federal Reserve. May nacque in una famiglia inglese benestante e viaggiò per il mondo creando oltre 4000 conti fiduciari. Scoprì la “piccola intesa” che controllava scambio e tassi d’interesse e le politiche bancarie globali. Scoprì che “il prestito o meno del denaro era controllato del tutto“. [786] Il  presidente di Citibank Walter Wriston una volta precisò il gioco pesante svolto dall’intesa quando  dichiarò, senza mezzi termini: “Se Exxon paga l’Arabia Saudita 50 milioni di dollari, tutto ciò che accade è che noi addebitiamo l’Exxon e accreditiamo l’Arabia Saudita. Il bilancio della Citibank rimane lo stesso. E se dicono che non gli piacciano le banche americane, saranno messi nel Credit Suisse. Tutto ciò che facciamo è assegnarlo all’Arabia Saudita e accreditarlo al Credit Suisse. Il nostro bilancio rimane lo stesso. Così, quando le persone corrono in attesa che il cielo cada, non c’è alcun modo che il denaro possa lasciare il sistema. E’ un circuito chiuso“. [787] May cercò d’istituire strutture di finanziamento alternative. Venne molestato dalla polizia in tutto il mondo. A Londra fu perseguitato dall’ispettore generale Goldsworthy. Gli mise un uomo alle costole e scoprì che era coinvolto nel traffico di droga. Andò negli Stati Uniti dove fu incarcerato con accuse fasulle. Molti governi del Terzo Mondo, consapevoli della truffa della FED, contattarono May cercando un nuovo modo con cui prendere in prestito denaro. Lo Scià di Persia aveva appena ottenuto l’aiuto di May quando venne estromesso. May dice che lo Scià era in buona salute fin quando fu portato in una base dell’US Air Force. [788]
Il presidente della Deutsche Bank Alfred Herrhausen fu coinvolto nel tentativo del mercato dell’argento e fu subito assassinato. La versione ufficiale della morte segue la formula P-2 e Gladio, fu accusata la fazione Baader-Meinof dell’Armata Rossa della Germania, ma il colonnello degli Stati Uniti ed assistente di Edward Lansdale al Polo Sud, Fletcher Prouty, pensa che Herrhausen sia stato ucciso dalla CIA per volere dei banchieri internazionali. Herrhausen era un sostenitore della remissione del debito del Terzo Mondo. Aveva ideato un piano di riduzione del debito in una riunione di FMI/Banca Mondiale a Washington due mesi prima della morte. Alla riunione Herrhausen imbarazzò il presidente di Citibank Walter Reed, subendo da lui diverse taglienti critiche pubbliche. [789] Un industriale austriaco che lavorò con Jonathan May fu dichiarato pazzo. La CIA addestrò dei mercenari in Belize, molto probabilmente su un terreno di proprietà dell’amico di Bush e socio di Carlos Marcello Walter Mischer, per assassinare il dittatore nigeriano con cui Volcker stipulò un contratto, perché avevano paura che avrebbe parlato. Jonathan May, che rimane in un carcere del Minnesota, dice che questi stessi mercenari addestrati in Belize furono usati per assassinare Herrhausen. [790] Il 3 ottobre 2005, il Wall Street Journal riportò che i sauditi e le altre nazioni del GCC avevano ancora una volta sorpassato la Cina e il Giappone come maggiori acquirenti di titoli del Tesoro degli Stati Uniti, per via del drammatico aumento dei prezzi del petrolio a quasi 70 dollari al barile. L’alto prezzo del petrolio era necessari per sostenere il traballante dollaro degli Stati Uniti? Nel giugno 2007 le sei nazioni del GCC spesero 1600 miliardi dollari in attività estere. Dubai diventava centro finanziario internazionale rivaleggiante con Londra e aveva acquistato le partecipazioni di Standard Charter, HSBC e Bank Veuthes. Halliburton  trasferì la propria sede a Dubai, nel 2007.

Eurodollari e debito del Terzo Mondo
Con tutti questi meccanismi in atto, una marea di liquidità in petrodollari scorreva nei mercati off-shore degli eurodollari controllati da Londra, cementando il “rapporto speciale” anglo-statunitense che puntella la Casa di Windsor. L’embargo petrolifero arabo del 1973 fu il colpo di grazia al piano. Nel 1976 l’American Jewish Congress individuò JP Morgan e Citibank nei loro “ruoli cardine nella realizzazione del boicottaggio arabo“. I dirigenti di Chemical Bank e Morgan si batterono duramente contro la legislazione anti-boicottaggio al Congresso. [791] Nel 1963 il mercato degli eurodollari era di circa 148 milioni di dollari. Nel 1982 ne valeva 2000 miliardi di dollari. La capacità delle corporazioni e dei ricchi di nascondere i loro miliardi nei mercati dell’euro è un problema cronico sia per il Tesoro degli Stati Uniti che per le sue controparti del Terzo Mondo. Nel 1950 le società statunitensi coprivano il 26% del prodotto fiscale totale degli Stati Uniti. Nel 1990 ne coprivano solo il 9%, contribuendo al massiccio deficit di bilancio e ai 2400 miliardi di dollari di debito degli Stati Uniti. E’ peggio nei Paesi poveri, che prendono in prestito i soldi degli sceicchi dai banchieri internazionali a tassi d’interesse esorbitanti, per poi guardare impotenti mentre i compari degli oligarchi dell’FMI fanno bottino attraverso gli assalti di bankster tipo BCCI, rinviando il denaro di nuovo nel vortice del grande mercato degli eurodollari. Il New York Times ha stimato che nel 1978-1987, la sola America Latina abbia perso 600-800 miliardi di dollari con tale tipo d’evasione dei capitali, un importo quasi pari al debito combinato del Terzo Mondo. Il grande leader rivoluzionario africano e presidente della Tanzania Julius Nyerere, si chiese, “Dovremmo lasciare che la nostra gente muoia di fame per ripagare i nostri debiti?” La risposta dei banchieri internazionali fu un “sì” inequivocabile. Il loro Club di Roma, tra un caviale e un patè, sostiene lo spopolamento del mondo degli indesiderabili poveri. Nel 1982 il debito estero totale del Terzo Mondo era di 540 miliardi di dollari, il 70% del quale dovuto alle mega-banche occidentali. Le prime nove banche statunitensi detengono un debito del Terzo Mondo al 233% del patrimonio iniziale. Nel 1974-1982 il credito bancario internazionale si moltiplicò per cinque, fino a oltre il trilione di dollari. Gli utili derivanti dal prestito di petrodollari al Terzo Mondo delle sette maggiori banche degli Stati Uniti, andavano dal 22% al 60% dei guadagni totali. Le maggiori vittime furono Argentina, Brasile, Messico e Jugoslavia. [792]
Le banche centrali degli Stati Uniti con il loro denaro formarono la Financial Services Holding Company, presentando il fronte unito del cartello dei creditori verso i debitori del Terzo Mondo. Il suo consiglio comprendeva il presidente della Federal Reserve Allen Greenspan della Morgan Guaranty, John LaWare di Chase Manhattan e William Rhodes di Citigroup. Cartelli simili includono l’Istituto per la Finanza Internazionale, il Club di Parigi e la Banca Mondiale, il cui capro espiatorio FMI sfilò via per imporre le condizioni di prestito dell’oligarchia finanziaria. Se i Paesi non possono rimborsare tali prestiti usurari, le loro risorse sono consegnate alle multinazionali clienti delle banche, come nel caso della crisi del debito messicano del 1995. Le banche virarono milioni di dollari nei loro sforzi ardui per la rinegoziazione del debito dal basso tasso messicano di 50 milioni di dollari. I colossi bancari d’investimento Lehman Brothers, UBS Warburg, Lazard Freres, Morgan Stanley, Goldman Sachs, Merrill Lynch e CS First Boston presero l’iniziativa nell’ambito del proficuo default, come consulenti dei governi debitori. Quando le prospettive non sembrano rosee per il recupero di crediti in sofferenza, i banchieri hanno l’abitudine di scaricare i loro crediti inesigibili sui contribuenti statunitensi, tramite il Piano Brady, formulato dal segretario del Tesoro di Bush e banchiere di investimenti della Dillon Read, Nicholas Brady. Il Piano Brady comportava un piccolo ripianamento dei debiti dei Paesi debitori del Terzo Mondo, volto ad attrarre nuovi prestiti ad alto tasso d’interesse. Quantità maggiori di debito furono indicati come oneri speciali nei bilanci delle banche, consentendogli di rivendicare enormi vantaggi fiscali come perdita di capitale, mentre da subito le inutili obbligazioni di Brady furono spacciate all’inconsapevole pubblico statunitense.
Il Gold Standard mondiale fu sostituito da quello del petrolio. Secondo il Tesoro degli Stati Uniti, nel 1974-1980 l’OPEC gettò 117 miliardi di dollari nel mercato degli eurodollari. SAMA prestava direttamente alle multinazionali statunitensi. Nel 1975 AT&T ebbe un prestito di 100 milioni dollari dalla Banca Centrale saudita. Il FMI salì sul succulento treno dei petrodollari, prendendo a prestito 10 miliardi di dollari dalla SAMA nel 1980. [793] I banchieri internazionali si muovevano in mare aperto, spesso in joint-venture, per sfruttare la miniera d’oro dei petrodollari che avevano costruito.  La Manufacturers Hanover Trust si legò via off-shore alla NM Rothschild & Son. La Chase Manhattan a Deutsche Bank, National Westminster Bank e Mitsubishi Bank per formare l’attore degli eurodollari del Gruppo Bancario Orion. Nel 1982 il mercato dell’euro aveva un patrimonio di 2000 miliardi dollari, mentre negli Stati Uniti, l’offerta di moneta M-1 era pari a 442 miliardi di dollari. Il debito degli Stati Uniti saliva alle stelle, mentre i grassi banchieri dispiegano le forze statunitensi per proteggere la loro “crapulenza”. Un anno dopo gli eventi del 1973, le banche centrali internazionali videro i loro asset aumentare del 72%. [794] L’economista John Maynard Keynes raccomandò la creazione di un “pool internazionale monetario”. Il mercato degli eurodollari offshore è la piscina olimpionica dei banchieri illuminati che vi nuotano.

[781] Plausible Denial: Was the CIA Involved in the Assassination of JFK? Mark Lane. Thunder’s Mouth Press. New York. 1991
[782] The Rockefeller File. Gary Allen. 76’ Press. Seal Beac, CA. 1977. p.175
[783] The Robot’s Rebellion: The Story of the Spiritual Renaissance. David Icke. Gateway Books. Bath, UK. 1994. p.219
[784] The Prize: The Epic Quest for Oil, Money and Power. Daniel Yergin. Simon & Schuster. New York. 1991. p.608
[785] Behold a Pale Horse. William Cooper. Light Technology Press. Sedona, AZ. 1991. p.333
[786] Ibid
[787] The Money Lenders: The People and Politics of the World Banking Crisis. Anthony Sampson. Penguin Books. New York. 1981
[788] Cooper. p.333
[789] “CIA Kills Progressive German Banker”. Executive Intelligence Review. 7-17-92. p.36
[790] Cooper. p.333
[791] The House of Morgan. Ron Chernow. Atlantic Monthly Press. New York. 1990. p.609
[792] The Confidence Game: How Un-Elected Central are Governing the Changed World Economy. Steven Solomon. Simon & Schuster. New York. 1995. p.194
[793] The World’s Money: International Banking from Bretton Woods to the Brink of Insolvency. Michael Moffitt. Simon & Schuster. New York 1983 p.126
[794] Hot Money and the Politics of Debt. R.T. Naylor. The Linden Press/Simon & Schuster. New York. 1987. p.50

rockefeller-pyramidDean Henderson è autore di cinque libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve, Stickin’ it to the Matrix & The Federal Reserve Cartel. Iscrivetevi al suo sito DeanHenderson.wordpress.com

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Chi o cosa sono le “Pussy Riot?”

La copertura mediatica occidentale delle “Pussy Riot” peggio della propaganda “sovietica”.
Tony Cartalucci Land Destroyer 6 agosto 2012

Accuratamente descritte come bigotte e teppiste, i tre membri della band musicale conosciuta come “Pussy Riot” sono ora sotto processo per “atti di teppismo motivato da odio religioso”. Ciò dopo aver fatto irruzione in una chiesa a Mosca, disturbando la quiete pubblica, mentre deridevano le credenze dei presenti nel tentativo di protestare contro il presidente russo Vladimir Putin. Se degli skinhead avessero fatto qualcosa di simile in una sinagoga in occidente, sicuramente avrebbero già da tempo pagato multe salate e cominciato un lungo periodo di carcerazione per “insulti in pubblico sulla base dell’origine, appartenenza religiosa, razza o origine etnica” (e qui).
L’articolo del Guardian intitolato “Pussy Riot trial ‘worse than Soviet era’“, si svela subito una palese propaganda, descrivendo il tribunale e la bandiera russa come “squallidi” e un cane poliziotto come “in cerca di sangue.” Il giornale britannico tenta di ritrarre la Russia stessa come “fortemente divisa” tra conservatori e liberali, con questi ultimi che combattono contro lo Stato “con ogni mezzo possibile“.
Già il Guardian si mette nei guai – ritraendo la Russia come “divisa”, cosa respinta dalle recenti elezioni che hanno concesso a Vladimir Putin e al suo partito Russia Unita il mandato per la guida del Paese. E se è vero che in realtà, tra l’affluenza alle urne e Putin che raccoglie il sostegno del 63% di quelli che hanno votato (in una elezione con 5 partecipanti), solo il 40% degli elettori totali della Russia registrati ha effettivamente votato per Putin, il suo mandato è ancora più solido di quello del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, con il suo 32% in una corsa a due, o la vittoria dello scorso anno, qui in Thailandia, di Yingluck Shinawatra con un tenue 35%, una vittoria salutata dai media occidentali come “travolgente” .


Foto
: Screenshot tratto dal sito del National Endowment for Democracy sui finanziamenti statunitensi per la ONG Golos. Golos” presumibilmente era alla ricerca di “irregolarità elettorali” nelle recenti elezioni russe. Golos e altre ONG e partiti di opposizione appoggiati dagli USA, stanno ora cercando di attivare una “primavera araba” in Russia.

Va inoltre sottolineato che le recenti elezioni in Russia sono state funestate dal monitoraggio dell’ONG “Golos“, nel tentativo di screditare i risultati come fraudolenti. Si sarebbe in seguito rivelato che questa ONG, definita “indipendente” dalla stampa occidentale, era in realtà finanziata e diretta dal Dipartimento di Stato USA tramite il National Endowment for Democracy (NED).  Tentativi da parte di Wall Street e di Londra d’inquadrare le elezioni fraudolente, sono volte a porre le basi per una più ampia campagna di destabilizzazione politica, e la campagna per le “Pussy Riot” ne è ormai un elemento chiave.

Un’insipida campagna pubblicitaria per conto del Dipartimento di Stato USA
The Guardian è comunque assolutamente corretto quando chiama il processo alle “Pussy Riot” un “processo show”. Tuttavia, sostiene a torto che la spettacolarità sia opera della Federazione russa. Invece, è una messinscena dei media occidentali e della vasta rete di false ONG del Dipartimento di Stato USA. L’Intero articolo del Guardian è propaganda scritta con tono letterario, piuttosto che giornalismo. Lo stesso articolo cita l’avvocato delle convenute, i cui commenti costituiscono il fondamento stesso del titolo dell’articolo. E mentre il Guardian può depredare con successo le emozioni dei lettori male informati, ignari, ma ben intenzionati, non si lascia sfuggire alcuni indizi che ci dicono chi ci sia realmente dietro lo spettacolo. Secondo il Guardian, la difesa “ha cercato di chiamare 13 testimoni, tra cui il leader dell’opposizione Alexey Navalny.” Navalny, naturalmente, è un vecchio agente che riceve sostegno politico e finanziario dall’occidente, nel tentativo di minare il governo della Russia e riportarla ai tempi in cui Wall Street e Londra la saccheggiavano senza ostacoli, come è successo negli anni ’90.
Alexey Navalny è stato Yale World Fellow, e nel suo profilo si legge: “Navalny è la punta di diamante delle sfide legali per conto dei soci di minoranza nelle grandi società russe, tra cui Gazprom, VTB Bank, Sberbank, Rosneft, Transneft e Surgutneftegaz, attraverso l’Unione degli azionisti di minoranza. Ha costretto con successo le imprese a fornire informazioni ai propri azionisti e ha citato in giudizio singoli manager di diverse grandi aziende, per presunte pratiche di corruzione. Navalny è anche co-fondatore del movimento democratico alternativo ed è stato vice-presidente della sezione moscovita del partito politico Jabloko. Nel 2010, ha lanciato RosPil, un progetto sovvenzionato con una raccolta di fondi pubblici senza precedenti, in Russia. Nel 2011, ha avviato RosYama, che combatte le frodi nel settore delle costruzioni stradali.”
Alternativa democratica, anche scritta DA!, è invece destinataria dei fondi del National Endowment for Democracy, il che significa che Alexey Navalny è un agente della sedizione finanziata dagli USA. E nonostante posi da campione della “trasparenza”, Navalny nasconde volontariamente tutto questo ai suoi seguaci. Lo stesso Dipartimento di Stato USA lo indica come operativo dei “movimenti giovanili” in Russia: “DA!: Marija Gajdar, figlia dell’ex primo ministro Egor Gajdar, guida DA! (Alternativa Democratica) Lei è un’ardente promotrice della democrazia, ma realista, per gli ostacoli che incontra. Gajdar ha detto che DA! è focalizzata sull’attività non-partigiana volta a sensibilizzare il mondo politico. Ha ricevuto finanziamenti dal National Endowment for Democracy, un fatto che non pubblicizza per timore di apparire compromessa con una connessione statunitense”.
Navalny è coinvolto direttamente nella fondazione del movimento finanziato dal governo degli Stati Uniti, e ad oggi sono le stesse persone che finanziano DA! che lo difendono su tutti i media occidentali. La menzione della co-fondatrice Marija Gajdar rivela anche come lei abbia collaborato a lungo e, occasionalmente, sia stata arrestata con Ilija Jashin, un altro leader di un gruppo “attivista” d’opposizione russo finanziato dal NED.
Se la difesa delle “Pussy Riot” chiama un noto agente degli interessi occidentali come “testimone”, ci si chiede in quale contesto e in che misura Navalny, e di conseguenza, la National Endowment for Democracy, sia impegnato con le imputate. Navalny ammette che “conosce” una dei membri della band, ma non è in realtà un “testimone”, ma piuttosto avrebbe testimoniato al fine di “difendere la legge e la giustizia.” Appare quindi chiaro che i tentativi della difesa di includerlo nel processo siano politicamente motivati, non avendo nulla a che fare con la legge o la giustizia, e servendo semplicemente come mezzo per collegare le “Pussy Riot” all’opposizione sovversiva del Dipartimento di Stato USA, molti dei cui leader sono stati colti entrare nell’ambasciata statunitense a Mosca, all’inizio di quest’anno.
Inoltre, Oksana Chelysheva, membro del consiglio del Forum Civico russo-finlandese e membro del comitato direttivo del NED, il FIDH finanziato dall’Open Society del criminale riconosciuto George Soros, l’Open Society, la Ford Foundation, la Defenders Front Line finanziata dal Sigrid Rausing Trust e il Forum della società civile UE-Russia affiliato ad Amnesty International, a sua volta diretta dal Dipartimento di Stato USA, dirigono la campagna di sostegno alle “Pussy Riot“.

Foto: la campagna di supporto alle “Pussy Riot” è guidata da Oksana Chelysheva della “Russian-Chechen Friendship Society“, una stanza di compensazione per la propaganda terroristica cecena, finanziata dal Dipartimento di Stato USA. Insieme ad Alexey Navalny, sovvenzionato dal Dipartimento di Stato USA, e appoggiate dai media occidentali, le teppiste anti-establishment “punk rockers” ora sotto processo a Mosca, dispongono di un supporto decisamente “di regime“. (Cliccare sulle immagini per ingrandire).

Chelysheva era anche “Vicedirettore esecutivo” della Società per l’amicizia russo-cecena, interamente finanziata dal Dipartimento di Stato USA tramite il National Endowment for Democracy. La “Società per l’amicizia” era essenzialmente una facciata per le pubbliche relazioni dei terroristi ceceni filo al-Qaida che devastano la regione caucasica della Russia, offrendo un nuovo esempio rilevante di come gli Stati Uniti, la NATO e gli Stati del Golfo sostengono apertamente gruppi di terroristi simili a quelli che ora devastano la Siria. La “Società per l’amicizia” svolge una funzione simile a quella dell’ormai screditato “Osservatorio siriano per i diritti umani“.
Mentre non si sa, finora, se i membri delle “Pussy Riot” siano stati contattati da uno di questi gruppi, o dal Dipartimento di Stato o da sue controllate, per svolgere il loro vandalismo, è chiaro che questi gruppi e lo stesso Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, hanno trasformato un’altrimenti stupida violazione della quiete pubblica e dei diritti dei praticanti una fede ad andare in Chiesa senza subire le molestie, in un punto di leva politica contro la Russia.
Aiutando ad abbassare la leva politica, arnesi della propaganda come il Guardian raffigurano il processo come il caso di un gruppo di opposizione liberale russo che lotta contro il ritorno al sistema giudiziario dell’Unione Sovietica. In realtà, è un altra produzione Wall Street-Londra, in linea con il movimento Otpor finanziato dagli USA, alla frode Kony 2012 e alla “primavera araba” ideata dagli USA.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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