Spacca-difesa missilistica: la Cina testa un nuovo velivolo ipersonico

Russia Today 14 gennaio 2014
darksword_0_0La Cina ha testato con successo il suo primo velivolo ipersonico nucleare capace di penetrare il sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti, registrando nuovi record di velocità, conferma il Pentagono.
Il nuovo velivolo ipersonico (HGV) soprannominato WU-14, avrebbe segnato nuovi record di velocità durante un test di volo sulla Cina, il 9 gennaio, ha detto un funzionario del Pentagono al Washington Free Beacon. Il nuovo sistema d’arma sarebbe progettato come stadio finale di un missile balistico intercontinentale cinese, che si avvicinerebbe all’obiettivo ad una velocità 10 volte superiore alla velocità del suono. La gamma della velocità ipersonica sarebbe tra Mach 5 e Mach 10, o 5000-10000 km all’ora. Un portavoce del Pentagono ha confermato il lancio di prova cinese, ma ha rifiutato di fornire dettagli. “Monitoriamo regolarmente le attività delle difese straniere e sappiamo di questo test“, ha detto al Washington Free Beacon il tenente-colonnello Jeffrey Pool, portavoce del Corpo dei Marines. “Tuttavia, non commentiamo la nostra intelligence o le nostre valutazioni dei sistemi d’arma stranieri“, ha detto Pool. “Incoraggiamo una maggiore trasparenza riguardo gli investimenti per la difesa e puntiamo ad evitare errori“, ha aggiunto.
I velivoli ipersonici, progettati anche da Stati Uniti, India e Russia, sono sviluppati per impiegare le armi nucleari in modo preciso e veloce, venendo testati per superare le difese aerospaziali e  missilistiche ostili. “Un aliante spinto da un missile, teoricamente dovrebbe contrastare le difese anti-missili di metà volo esistenti“, ha detto al Washington Free Beacon Mark Stokes, un ex-ufficiale dell’US Air Force. Strokes ha spiegato che la Cina sta sviluppando due programmi per velivoli ipersonici, uno sarebbe un velivolo post-lancio progettato per essere installato su un missile che punta sul suo obiettivo dallo spazio, o da un’orbita a circa 100 km dalla terra. Basando la sua ipotesi sulle notizie provenienti dalla Cina, Stokes ritiene che i velivoli ipersonici potrebbero raggiungere la velocità di Mach 12, circa 12000 km all’ora, compromettendo potenzialmente la difesa missilistica degli Stati Uniti. “La bellezza dell’HGV è che può condurre attacchi di precisione ipersonici, pur mantenendo una quota relativamente bassa e una traiettoria piatta, il che lo rende molto meno vulnerabile alle difese missilistiche“, ha detto al Washington Free Beacon Rick Fisher, analista presso l’International Assessment and Strategy Center. “Con l’integrazione delle analisi strategiche e la pianificazione nella ricerca tecnica, il perseguimento della Cina di armi ipersoniche ad alta precisione promette di essere più veloce e più concentrato di quelle associate ai precedenti programmi di ricerca anti-satellite e collegati alla difesa antimissile balistico“, ha detto Lora Saalman, specialista di sistemi strategici cinesi presso la Carnegie Endowment. “Questo recente test è una manifestazione di tale tendenza.”
I cinesi “cercano attivamente di essere una potenza militare globale che possa affrontare gli Stati Uniti, e non c’è ancora intenzione di parlare o di affrontare il controllo degli armamenti, in questo caso“, ha detto Fisher. A maggio, la valutazione del Pentagono delle capacità cinesi suggeriva che la Cina avesse costruito il più grande tunnel del vento ipersonico del mondo, in grado di generare condizioni di test di volo fino alla velocità di Mach 9. Due documenti tecnici cinesi del dicembre 2012 e dell’aprile 2013 rivelano che il Paese sviluppa sistemi di puntamento di precisione progettati per essere diretti via satellite. Il secondo documento cinese conclude che le armi ipersoniche rappresentano “una nuova minaccia aerospaziale“. L’attuale ricerca ipersonica statunitense viene condotta dal programma FALCON in collaborazione con il Pentagono e l’US Air Force. Gli Stati Uniti sono in procinto di perfezionare il Lockheed HTV-2, un velivolo senza pilota spinto da un missile in grado di raggiungere la velocità di Mach 20, o 20000 km all’ora. L’US Air Force testa lo Spazioplano X-37B, in orbita dal dicembre 2012. Allo stesso tempo, la Boeing lavora sull’X-51 WaveRider, un velivolo supersonico propulso da ram-jet, sviluppato per l’US Air Force per condurre missioni di attacco e ricognizione ipersonici.
Anche la Russia ha confermato lo sviluppo di una simile tecnologia ipersonica. L’Air Force National Air and Space Intelligence Center afferma nella sua relazione annuale che la Russia sta costruendo “una nuova classe di velivoli ipersonici” che “permetteranno ai missili strategici russi di penetrare i sistemi di difesa missilistica”. “Viviamo una rivoluzione nelle scienze militari“, ha detto lo scorso giugno il viceprimo ministro della Russia Dmitrij Rogozin, dopo il 4.to test dell’avanzato ICBM mobile autocarrato, un “killer della difesa missilistica” denominato RS-26 Rubezh (Frontiera). “Né l’attuale, né il futuro sistema di difesa antimissile statunitensi potranno impedire che il missile distrugga il suo bersaglio.” Mosca sta anche sviluppando il sistema di difesa aerospaziale S-500, con intercettori in grado di abbattere missili ipersonici.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli USA annunciano “cambiamenti significativi” nella politica militare

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 15.11.2013

x51-waverider-08-16-12-02Il 5 novembre, nel discorso al Global Security Forum del Centro per gli Studi Strategici e Internazionali (CSIS), il segretario alla Difesa statunitense Chuck Hagel ha detto che il Pentagono ha bisogno di cambiamenti significativi “in ogni aspetto” della difesa. Aveva individuato sei aree d’interesse che guideranno l’importante riforma del Dipartimento della Difesa (DoD)… L’organizzazione delle truppe, l’addestramento militare e l’acquisto di attrezzature verranno rivalutati nella revisione quadriennale della difesa, da presentare al Congresso all’inizio del prossimo anno. “L’obiettivo è garantire che riflettano al meglio i nostri obiettivi nel mutato contesto strategico, la capacità di evoluzione dei nostri alleati e partner, le minacce mondiali reali e le nuove capacità militari delle nostre forze e dei nostri potenziali avversari”, ha detto Hagel nel discorso al think tank CSIS. “Dobbiamo fare in modo che gli scenari emergenti decidano la struttura delle forze, e non viceversa”.
Il DoD deve prepararsi a un futuro in cui le truppe non schierate non saranno addestrate ai livelli attuali. “Potremmo dover accettare la realtà che non ogni unità sarà al massimo grado di prontezza, e una sorta di sistema di prontezza a più livelli è forse inevitabile”, ha detto. Le sei aree d’interesse che determineranno bilancio e pianificazione strategica annunciati, sono:
– Riforma istituzionale. Questa estate Hagel ha annunciato la riduzione del 20 per cento dei bilanci per i comandi di tutti i reparti, a cominciare dall’ufficio del segretario della Difesa.
– Rivalutare la pianificazione delle forze militari. “L’obiettivo”, ha aggiunto, “è garantirsi che riflettano al meglio i nostri obiettivi e il mutato contesto strategico, la capacità di evoluzione dei nostri alleati e partner, le minacce mondiali reali e le nuove capacità militari delle nostre forze e dei nostri potenziali avversari”.
– Preparazione alla sfida di una prolungata prontezza militare. Questa è la responsabilità più alta del dipartimento verso le sue forze, ha detto il segretario, e tuttavia già “abbiamo visto la prontezza di unità non schierate soffrire di addestramento ridotto, ore di volo ridotte, navi non operative ed esercitazioni annullate”.
– Proteggere gli investimenti nei settori militari emergenti, soprattutto cyberspazio, forze speciali e d’intelligence, sorveglianza e ricognizione. “Mentre i nostri potenziali avversari investono in settori più sofisticati cercando di vanificare i vantaggi tradizionali dei nostri militari, tra cui la nostra libertà di azione e di accesso in… tutto il mondo”, ha detto “sarà importante mantenere il nostro decisivo vantaggio tecnologico”.
– Equilibrato mix tra capacità. “In alcuni casi faremo un cambiamento, per esempio, dando priorità a forze militari più piccole, moderne e capaci rispetto a forze più grandi con vecchi equipaggiamenti. Inoltre si favorirà una forza attiva globale e una forza impegnata di presidio”, ha spiegato Hagel.
– Personale e politica di compensazione. “Senza seri tentativi per avere risparmi significativi in tale settore, che oggi consuma circa la metà del bilancio del DoD e che aumenta ogni anno, rischiamo di diventare una forza sbilanciata, ben compensata ma mal addestrata ed equipaggiata, con disponibilità e capacità limitate”, ha detto.
Andando avanti, il dipartimento deve fare scelte difficili in questo settore, al fine di garantirsi una difesa sostenibile per il 21° secolo, ha osservato il segretario. La riforma della pianificazione è una risposta ai vincoli di bilancio, come sottolineato in tutti i commenti sulle questioni militari.

Studio, sperimentazione e servizio
La spesa per gli armamenti degli Stati Uniti sarebbe slittata a causa del sequestro derivante dai problemi finanziari della nazione. Parlando alla Commissione Forze Armate del Senato a febbraio, il presidente del Joint Chiefs of Staff, Generale Martin E. Dempsey ha detto che il sequestro “mette la nazione sotto maggior rischio di coercizione”, e i programmi militari chiave in esecuzione suscitano preoccupazioni tra gli altri attori mondiali. Il 1° maggio 2013, l’X-51A Wave Rider, un velivolo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force, ha volato a più di cinque volte la velocità del suono, in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’UAV. Questo è un passo avanti nella tecnologia del scramjet che presumibilmente potrà essere usata per compiere attacchi in tutto il mondo entro pochi minuti. Questo era il quarto e ultimo di una serie di test. Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere la velocità di Mach 6 ed oltre. Sei  volte la velocità del suono, abbastanza veloce per attraversare l’oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. Molti dettagli del programma sono classificati… Quello che si sa è che l’Air Force continua la ricerca ipersonica ed i successi dell’X-51A daranno un contributo al programma per l’arma d’attacco ad alta velocità attualmente in fase di sperimentazione. La Lockheed Martin ha svelato i piani per l’aereo spia ipersonico SR-72, in grado di volare a velocità ipersonica. È stato progettato utilizzando materiali commerciali, per contenersi a prezzi accessibili nel difficile contesto attuale del bilancio. Guy Norris ha pubblicato su Aviation Week and Space Technology un articolo esclusivo dedicato all’SR-72. Il nuovo aereo avrà all’incirca le stesse dimensioni del Blackbird, ma sarà in grado di volare due volte più veloce. Sarà in grado di avere una velocità di crociera di Mach 6, rendendolo il primo velivolo ipersonico ad entrare in servizio ed essere prodotto. Seguendo il piano ipersonico a lungo termine dell’US Air Force, l’SR-72 è stato progettato per colmare ciò che viene percepito dai pianificatori della difesa come la crescente lacuna nell’intelligence di rapida reazione della pletora di satelliti e piattaforme con e senza pilota subsoniche, destinate a sostituire l’SR-71. Un velivolo che penetra ad alta quota e a Mach 6, una velocità indicata da Lockheed Martin come il “punto giusto” per l’attivazione del volo ipersonico, dovrebbe sopravvivere laddove velivoli, aerei subsonici o supersonici avanzati, furtivi e senza pilota non potrebbero. Il velivolo dovrebbe anche avere capacità opzionali di attacco. La tempistica s’integra anche con il progresso dell’Air Force verso il volo ipersonico, richiedendo sforzi per sostenere lo sviluppo di un’arma d’attacco ipersonica entro il 2020 e di un velivolo da penetrazione per intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), entro il 2030. La scadenza del 2018 è determinata dalla pianificazione dell’arma d’attacco ad alta velocità (HSSW), un programma missilistico ipersonico statunitense avviato dall’Air Force e dalla DARPA. Il Wave Rider corrisponde perfettamente all’SR-72, migliorandone notevolmente la rapida capacità di attacco convenzionale (Prompt Global Strike – PGS), evidentemente andando molto oltre lo scoraggiare gruppi terroristici. L’obiettivo è un’arma formidabile contro le infrastrutture di comando e controllo, così come i siti degli ICBM. La maggiore velocità dell’SR-72 darebbe anche la possibilità di rilevare e colpire bersagli più agili.
Brad Leland, l’ingegnere dela Lockheed che ha diretto le ricerche per sette anni, ha detto che il nuovo aereo offre capacità rivoluzionarie ai militari: un jet bimotore dimostratore che può raggiungere qualsiasi destinazione in un’ora e potrebbe essere sviluppato per meno di un miliardo di dollari in 5-6 anni. Lo scopo dell’SR-72 è fornire agli Stati Uniti non solo una piattaforma ipersonica da ricognizione, ma anche un aereo d’attacco. Secondo Brad Leland, “velivoli ipersonici, accoppiati a missili ipersonici, possono penetrare spazi aerei protetti attaccando quasi qualsiasi luogo in un altro continente, in meno di un’ora”. Nessun nuova tecnologia è necessaria per l’SR-72, così che un velivolo dimostrativo potrebbe volare entro il 2018, e il velivolo potrebbe essere operativo entro il 2030. I dettagli del nuovo aereo spia ipersonico sono emersi dopo che la Lockheed, il più grande fornitore del Pentagono, ha collaborato con il secondo fornitore, la Boeing Co. (BA.N) per sviluppare una proposta per il nuovo bombardiere a lungo raggio del Pentagono. Lockheed, Boeing e altri grandi produttori di armi fanno pressione sul Pentagono per continuare a finanziare nuovi programmi per lo sviluppo di aeromobili, nonostante i grandi tagli alla spesa militare, sostenendo che un ritiro di tali programmi potrebbe minare la superiorità militare degli Stati Uniti in futuro. L’11 dicembre 2012 l’Orbital Test Vehicle Boeing X-37B ha compiuto il suo terzo volo di prova. L’X-37B, una navetta spaziale senza pilota riutilizzabile a decollo verticale ed atterraggio orizzontale, può rientrare nell’atmosfera terrestre e atterrare autonomamente. Il robot può anche regolare la rotta nello spazio invece di seguire la stessa orbita prevedibile, una volta in volo. La permanenza orbitale della navicella è attivata con i pannelli solari che generano energia una volta dispiegati dalla stiva di carico, potendo rimanere in orbita per 270 giorni. L’X-37B è senza dubbio un aereo spia, nonché un modello di prova del futuro “bombardiere spaziale” che potrà distruggere obiettivi dall’orbita. Non può essere escluso che il velivolo stesso possa essere un sistema da bombardamento nucleare, un satellite-tracker o un satellite-killer.
Il 2 novembre la Marina Militare ha battezzato l’undicesimo sottomarino d’attacco nucleare classe Virginia, l’USS North Dakota (SSN 784), a Groton nel Connecticut. I sottomarini classe Virginia hanno migliorate sofisticate capacità stealth e di sorveglianza. I miglioramenti delle loro specialità belliche gli consentono di compiere molteplici tipi di missione. La necessità totale dell’US Navy è di 30 unità della classe. Il North Dakota (SSN-784) da 2,6 miliardi di dollari è il primo previsto degli otto sottomarini Virginia modificato Block III. Vi sono due notevoli cambiamenti dal Block II al Block III. I Block III dispongono di due Multiple All up round Canisters (MAC) nella vela del battello. I tubi MAC possono contenere fino a sei missili d’attacco (TLAM) Tomahawk. I Block III dispongono anche di un nuovo sonar a prua. L’antenna del Large Aperture Bow (LAB) richiede meno componenti e meno manutenzione rispetto ai precedenti sonar dei Virginia. Ulteriori modifiche includono un’efficienza migliorata nella costruzione rispetto ai precedenti due blocchi.

130911-N-ZZ999-001_compressedStudio, sperimentazione e servizio
Nell’aprile 2013, l’US Navy ha annunciato lo schieramento del prototipo di un’arma laser nel Golfo Persico. Per la prima volta le navi vengono equipaggiate con un’arma laser in grado di disabilitare motovedette ed accecare o distruggere droni di sorveglianza, come le prove dimostrarono. La marina chiama le sue nuove armi LAWS (che sta per LAser Weapon System, sistema d’arma laser). Un prototipo del laser deve essere installato a bordo dell’USS Ponce, una nave appoggio assalto anfibio convertita che opera da base galleggiante per le operazioni militari e d’assistenza umanitaria nelle acque del Medio Oriente e del sud-ovest asiatico. Il laser sarà operativo il prossimo anno. Molti dettagli sul funzionamento del laser rimangono segreti, come ad esempio la portata del raggio, quanto sia potente o quanta potenza viene utilizzata per generarlo. Ciò che è noto del laser è che è stato progettato per essere un sistema “plug and play” che s’integra con le esistenti tecnologie di puntamento e la rete elettrica a bordo delle navi. Questi fattori rendono l’arma sorprendentemente economica. L’US Navy ha anche altri sistemi in fase di sviluppo destinati ad abbattere droni nemici e da installare sulle navi di superficie. Allo stesso modo, l’esercito statunitense aveva annunciato nel 2011 che compiva ricerche sul Laser-Induced Plasma Channel (LIPC), che può sparare un “fulmine” laser-guidato da 50 miliardi di watt contro un bersaglio.
Il 29 ottobre il caccia della Lockheed Martin Corp. F-35, aveva testato una Guided Bomb Unit-12 (GBU-12) Paveway II lanciandola dal suo vano armi interno mentre volava a circa 8.000 metri di quota, distruggendo un carro armato a terra, aveva dichiarato l’ufficio del programma F-35 del Pentagono. Ci vollero 35 secondi per colpire il bersaglio. “Questa prova di lancio di un’arma guidata GBU-12 indica che per la prima volta l’F-35 è diventato veramente un sistema d’arma“, aveva detto il maggiore dei marine Richard Rusnok, il pilota che aveva guidato l’aereo durante il test. “Rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo di questo programma vitale.” Era la prima volta che il jet aveva lanciato un’arma teleguidata contro un bersaglio a terra. Il Corpo dei Marines prevede di iniziare di iniziare ad adottare gli aerei a metà 2015. La GBU-12 fu seguita il 30 ottobre dalle prove di tiro reali presso l’Edwards Air Force Base, con l’impiego di un Advanced Medium Range Air to Air Missile, o AMRAAM, AIM-120. Un test sulla capacità dell’F-35 di sganciare una GBU-32 da 454 kg si terrà il prossimo novembre. Il mese scorso, la versione per la Marina, l’F-35C, ha compiuto il suo primo test di lancio presso la Naval Air Station sul Patuxtent River, nel sud del Maryland, e la versione per l’aviazione, o F-35A, ha compiuto il primo test di sgancio di una bomba dal piccolo diametro GBU-39, da 114 kg. La Lockheed sviluppa tre versioni del nuovo aereo da guerra furtivo per i militari degli Stati Uniti e degli otto Paesi che contribuiscono a finanziarne lo sviluppo: Gran Bretagna, Canada, Turchia, Italia, Norvegia, Australia, Danimarca, Paesi Bassi, Israele e Giappone.
L’azione militare contro la Siria potrebbe essere stata messa da parte, almeno per ora. Ma i comandanti statunitensi spesso vedono i conflitti come un’opportunità per utilizzare la tecnologia sviluppata di recente… Ecco gli ultimi sistemi d’ama che potrebbero essere utilizzati e perché, dalle armi a microonde a quelle informatiche. L’Air Force ha confermato che ha due sistemi anti-agenti chimici nel suo arsenale. La CBU-107 Passive Attack Weapon (PAW), essenzialmente un’arma rivestita con migliaia di aste penetranti senza esplosivo. Progettato per obiettivi in cui il calore potrebbe essere pericoloso, l’idea è che una bomba da 450 kg che disperde migliaia di aste a mezz’aria su una superficie di 60 metri quadrati, può penetrare contenitori di armi chimiche drenandoli sul terreno e minimizzandone la dispersione. La BLU-119/B Crash Pad è esplosiva, per l’opzione rapida. La Crash Pad distrugge i depositi di armi chimiche con esplosivo o shrapnel, e contiene fosforo bianco per incenerire gli agenti chimici.
Il caccia più sofisticato degli Stati Uniti, l’F-22 Raptor, deve ancora avere il battesimo del fuoco. Mentre gli ufficiali dell’Air Force sostengono che l’aereo stealth altamente manovrabile sarebbe stato utile per affrontare i sofisticati di sistemi di difesa aerea e missili terra-aria della Siria. I satelliti spia sono da tempo utilizzati per rintracciare le armi di distruzione di massa. A settembre il National Reconnaissance Office ha annunciato il lancio del suo ultimo satellite spia, di cui non ha fornito alcun dettaglio. I documenti diffusi da Edward Snowden, l’ex agente della National Security Agency, e pubblicati dal Washington Post, rivelano una serie di satelliti top-secret dagli intriganti nomi di Quasar e Intruder. Armi a Microonde ad Alta Potenza possono mettere fuori uso tutti i computer dei comandi e delle infrastrutture di controllo siriani senza causare alcun danno fisico. L’anno scorso, Boeing pubblicò un video del suo Programma High Power Microwave Advanced Missile Project, un missile che essenzialmente brucia i circuiti attraverso l’aumento della tensione elettrica. Nel video, il Champ mette fuori uso una serie di computer. L’Air Force ha condotto per anni studi classificati sulle armi a microonde ad alta potenza, e alcuni sospettano che abbia già a disposizione tali armi.

Le legittime preoccupazioni della Cina
Le ultime prove sui PGS degli Stati Uniti preoccupano la Russia, ma preoccupano di più la Cina perché ha assai meno missili a testata nucleare in grado di raggiungere gli Stati Uniti della Russia, e sistemi antimissile meno efficaci della Russia. Scrivendo sul sito China-U.S. Focus il 22 aprile, il Generale-Maggiore Yunzhu Yao, direttore del China-America Defense Relations dell’Accademia di Scienze Militari della Forze Armate cinesi, ha detto che le preoccupazioni cinesi derivano da due fatti:
– I sistemi di difesa antimissile balistico che gli Stati Uniti e i loro alleati schierano o prevedono di schierare nella regione Asia-Pacifico, potrebbero intercettare le restanti armi nucleari che i cinesi potrebbero lanciare per rappresaglia dopo un attacco alla Cina, quindi, potenzialmente vanificando l’effetto deterrente dell’arsenale nucleare cinese.
– Gli Stati Uniti sviluppano una serie di mezzi di attacco strategico convenzionale. Se distribuiti, potrebbero essere usati per colpire l’arsenale nucleare della Cina.
Hu Yumin, ricercatore presso la China Arms Control and Disarmament Association, ha scritto a gennaio che gli Stati Uniti vogliono coniugare il PGS con le loro tecnologie spaziali e antimissile per “formare un sistema di difesa integrato, in grado di rendere le armi strategiche degli altri Paesi, comprese le armi nucleari, quasi inutile”. Hu chiaramente si riferiva alla Cina, aggiungendo che ciò potrebbe porre un dilemma a questi Paesi: o perderanno la possibilità di lanciare un contrattacco nucleare strategico o che dovrebbero usare le armi nucleari per primi, evitando una devastazione.
È vero, la Russia e la Cina aumentano le spese militari. Il presidente russo Vladimir Putin ha apertamente dichiarato l’intenzione di espandere e migliorare radicalmente l’esercito russo. Vi è una serie di misure da adottare. La Russia ha intrapreso un percorso per rafforzare i militari. Programmi per il riequipaggiamento e una fondamentale riforma delle forze armate vengono adottati e attuati.  Alcuni si chiedono se questa politica sia coerente con le realtà internazionali emergenti. Molti  lamenti e clamori sono stati sollevati dal sequestro militare degli Stati Uniti e dalle riduzioni per i tagli lineari. Ma gli USA adottano armi rivoluzionarie. La Difesa continua a consumare quasi il 20 per cento del bilancio degli Stati Uniti, più di ogni altra cosa. Tale Paese è il primo a decidere la tendenza mondiale attuale e la sua spesa militare rappresenta ormai poco meno della metà del totale mondiale, oltre il 40%. Altri Stati esprimono una preoccupazione giustificata e hanno ragione nell’adottare una politica militare che risponde a questa realtà.

16ddh10La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Gli Stati Uniti mettono in campo nuove armi

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 14.05.2013
WaveriderLa spesa militare degli Stati Uniti è in flessione, mentre in Russia e Cina aumenta. Tale concetto viene ripetuto sempre più frequentemente da alcuni media ed esperti. “Le emergenti superpotenze militari Cina e Russia hanno aumentato drasticamente le spese militari nel 2012, mentre la spesa degli Stati Uniti e della maggior parte dei Paesi della NATO si contrae”, secondo l”Arms Expenditure Report‘ pubblicato dal think tank dell’Istituto internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace (SIPRI). Si dice che la quota di spesa militare mondiale degli USA nel 2012 sia scesa sotto la soglia del 40 per cento per la prima volta dal crollo dell’Unione Sovietica nel 1991. Al contrario, la Cina ha aumentato la spesa del 7,8 per cento, ovvero 7,8 miliardi dollari, a 166 miliardi dollari nel 2012. La Russia ha incrementato le proprie spese del 16 per cento, o 12,3 miliardi dollari, fino a 90,7 miliardi dollari. (1) Secondo American Live Wire, “La potenza militare della Cina e della Russia cresce, e nel frattempo gli USA continuano a tagliare la spesa della difesa. I liberali statunitensi ritengono che preoccuparsi della crescita di Russia e Cina, mentre gli USA tagliano il budget per la difesa, sia semplice terrorismo” (2).
Lo scorso febbraio i vertici militari statunitensi hanno incontrato il Comitato Forze Armate del Senato per discutere sui tagli lineari del 1 marzo, lanciando l’allarme sul loro pericoloso impatto sull’operatività in combattimento delle truppe statunitensi. Secondo il presidente dei Capi di stato maggiore riuniti, Generale Martin E. Dempsey, il sequestro “farà correre alla nazione grandi rischi di coercizioni”. L’ex segretario alla Difesa Leon Panetta ha detto che ciò “inviterebbe gli aggressori”! Il segretario della Difesa Chuck Hagel ha detto che le riduzioni “devasterebbero” i militari. Il Generale James Amos, comandante del Corpo dei Marines, va oltre avvertendo che la mancata correzione delle risorse militari metterà a rischio il “mantenimento della prosperità e degli interessi della sicurezza” degli Stati Uniti.
L’armamento della Russia (e della Cina) è giustificato nel contesto dei tagli degli Stati Uniti? Presentare fatti è il miglior modo per giungere a un giudizio imparziale. Un rapido sguardo a ciò che prende una forma tangibile, in questo momento e proprio quest’anno, avrebbe senso.

Il Waverider supera le prove
Il 1 maggio 2013 un aereo senza pilota sperimentale sviluppato per l’US Air Force, ha volato a più di cinque volte la velocità del suono in un test al largo della California. Il test ha segnato il quarto e ultimo volo dell’X-51A dell’US Air Force. Si tratta di un passo avanti nella tecnologia del scramjet, che presumibilmente potrà essere usata per compiere attacchi in tutto il mondo in pochi minuti. Mentre il test veniva effettuato, il motore scramjet è stato acceso separandosi dal booster e spingendo l’aereo a Mach 5,1 (4828 kmh) a 18.288 metri di quota. Qualsiasi velocità oltre Mach 5 è generalmente indicata come ‘ipersonica’. Il velivolo ha coperto 230 miglia in poco più di sei minuti. Il volo si è concluso con il previsto tuffo nell’oceano. Questo era il quarto e ultimo di una serie di test. Il velivolo X-51A è noto come Waverider (surfista) poiché veleggia in parte grazie all’ascensione generata dalle onde d’urto del proprio volo. Il progetto comprende un motore  ‘scramjet’ che utilizza il movimento in avanti del velivolo per comprimere l’aria volta alla combustione del carburante. L’X-51A è unico, principalmente per l’uso di idrocarburi per uno autoreattore a combustione supersonica, o Scramjet, usato come mezzo di propulsione. Senza parti in movimento, il carburante da idrocarburi viene iniettato nella camera di combustione del scramjet dove si mescola con l’aria che scorre veloce attraverso la camera avviando un processo simile all’accensione di un fiammifero nell’uragano. Dopo essere sganciato da un bombardiere B-52, un booster a propellente solido viene utilizzato nella fase iniziale del volo dell’aereo per accelerare fino alla velocità che consente al motore di accendersi risucchiando l’aria sfruttando lo slancio in volo del velivolo. Poiché non vi sono compressori meccanici nello scramjet, il velivolo deve volare a velocità quasi ipersonica. La teoria e il concetto sono relativamente semplici, ma il raggiungimento di un volo in scramjet è tecnicamente molto impegnativo a causa delle alte velocità e temperature generate.
Il Wave Rider è stato progettato per raggiungere la velocità di Mach 6 e oltre, sei volte la velocità del suono e abbastanza veloce da attraversare l’Oceano Atlantico e colpire un bersaglio in Europa in meno di un’ora. Molti dettagli del programma sono classificati… L’obiettivo è dimostrare la fattibilità dell’aspirazione dell’aria per la propulsione dello scramjet ad alta velocità. Come dimostratore tecnologico, l’X-51A non ha alcun immediato successore. Tuttavia, l’US Air Force continua le ricerche ipersoniche e i successi dell’X-51A daranno un contributo al programma del sistema d’arma d’attacco ad alta velocità, attualmente in fase di progettazione.

Il primo laser imbarcato va nel Golfo Persico
Nell’aprile 2013 l’US Navy ha annunciato lo schieramento di un prototipo di arma laser nel Golfo Persico. Per la prima volta le navi saranno equipaggiate con un laser d’attacco in grado di danneggiare motovedette e accecare o distruggere droni da ricognizione, come i test hanno dimostrato. La marina chiama le sue nuove armi LAWS (LAser Weapon System). Il prototipo del laser imbarcato sarà schierato su una nave d’assalto anfibio convertita, schierata nel Golfo Persico per contrastare le motovedette d’attacco iraniane e, possibilmente, velivoli teleguidati. L’USS Ponce sarà la base galleggiante per le operazioni militari e l’assistenza umanitaria nelle acque del Medio Oriente e del sud-ovest asiatico. La nave è stata scelta per una missione volta a garantire una presenza duratura nel Golfo, per contrastare le minacce marittime iraniane nella regione. Il laser sarà operativo il prossimo anno. Molti dei dettagli sul funzionamento del laser rimangono segreti, come ad esempio quale sia la portata del suo raggio, quanto sia potente o quanta potenza viene utilizzata per generarlo. Ma gli ufficiali della Marina hanno fornito alcuni dettagli non classificati.  Ad esempio, il laser è stato progettato per essere un sistema “plug and play” che integra le esistenti  tecnologie di puntamento e la potenza elettrica di una nave. Questi fattori rendono l’arma sorprendentemente a buon mercato.
Il dispiegamento del prototipo è inteso quale avvertimento all’Iran a non intensificare le proprie attività nel Golfo nei prossimi mesi. “Dotare le navi di superficie della Marina con il laser potrebbe portare a cambiamenti nelle tattiche navali, nella progettazione navale e nei piani di approvvigionamento delle armi navali, determinando un cambiamento tecnologico per la Marina, un ‘cambio del gioco’ paragonabile all’avvento dei missili imbarcati negli anni 50”, ha detto una valutazione del Congressional Research Service, un ramo della Biblioteca del Congresso. (3) Lo studio trova che il nuovo laser ad alta energia “potrebbe dotare le navi di superficie della Marina di un efficiente mezzo per contrastare mezzi di superficie, aerei e missili balistici”. Finora i laser non sono efficaci con il maltempo perché il fascio può essere disturbato o disperso dal vapore acqueo, nonché da fumo, sabbia e polvere. L’arma non può attaccare obiettivi oltre l’orizzonte ed è oggetto di contromisure come natanti e droni con superfici riflettenti. Il primo prototipo non è abbastanza potente per poter abbattere caccia a reazione o missili che si avvicinano. I vantaggi sono un basso costo (meno di 1 dollaro per impulso prolungato) e una fornitura illimitata di munizioni (impulsi ad alta energia), a condizione che la nave possa generare elettricità. Il fascio può raggiungere il suo bersaglio alla velocità della luce e può inseguire obiettivi in rapido movimento.
Uno degli ultimi esempi di sviluppo dei sistemi laser, è il laser della statunitense Raytheon Corp., il CIWS (Close-In Weapon System). Già presentato pubblicamente al Farnborough Airshow nel luglio 2010, la società ne dimostrava la capacità di danneggiare una serie di oggetti, tra cui aerei, droni, missili e navi di superficie, utilizzando un raggio laser a stato solido da 50 kW. In confronto con il CIWS radar-controllato Phalanx della Marina degli Stati Uniti, che utilizza un cannoncino multi-canna da 20 millimetri per colpire oggetti che si avvicinano, il laser CIWS ha il vantaggio di una portata maggiore e, teoricamente, di munizioni illimitate. La Northrop Grumman Corp. sta sviluppando anche il Gamma, un laser ad alta energia a stato solido (HEL) per distruggere missili cruise antinave e, collaborando con il Comando Mobilità dell’USAF e con la Guardia Nazionale Aereo, ha installato su un KC-135 un pod Large Aircraft Infrared Countermeasures che utilizza raggi laser per disabilitare missili terra-aria in arrivo. L’US Navy ha anche in fase di sviluppo sistemi che hanno lo scopo di abbattere droni nemici che puntano contro navi di superficie. Allo stesso modo, l’esercito statunitense ha annunciato nel 2011 di condurre ricerche sul Laser-Induced Plasma Channel (LIPC), un laser che può sparare un “fulmine” da 50 miliardi di watt contro un bersaglio.

Il Rail Gun, l’arma del futuro
La Marina degli Stati Uniti va avanti nel tentativo di migliorare la capacità delle navi da guerra “nell’abbattere missili così come proiettili sparati da molte miglia di distanza“. Annunciato lo scorso anno, il nuovo programma si chiama Hyper Velocity Projectile che affretta la fine del dominio del missile. Si tratta di un’arma in grado di sparare proiettili a Mach 10 senza esplosivi. I Rail Gun sono costituiti da due guide metalliche parallele, tra le quali viene caricato un proiettile tenuto in un’armatura, chiudendo il circuito tra di essi. Una massiccia corrente elettrica dell’ordine di un milione di ampere viene applicata, creando un campo elettromagnetico che a sua volta produce una forza che accelera il proiettile lungo le guide. Un Rail Gun offre una serie di potenziali vantaggi rispetto alle tradizionali armi a proiettili esplosivi. La forza di accelerazione viene applicata per tutto il periodo in cui il proiettile è posto tra le rotaie del dispositivo di lancio, al contrario delle forze esplosive che hanno una durata limitata. Ciò significa che velocità molto più elevate possono essere raggiunte. Potenzialmente Mach 10 a livello del mare, o più di tre volte la velocità di un proiettile di fucile. Ciò comporterebbe una gittata di 220 miglia, circa dieci volte quella di qualsiasi altra arma. Non essendo esplosivi, proiettili del Rail Gun si affidano alla loro enorme velocità per distruggere il bersaglio, riducendo così il rischio di un incendio a bordo della nave. Relativamente piccoli e leggeri, possono essere facilmente trasportati e conservati. L’energia cinetica sviluppata potrebbe fare più danni di un missile da crociera consentendogli di trapassare una nave. Alte velocità significano proiettili assai meno influenzati, rispetto alle armi convenzionali, da fattori quali il vento, permettendogli di mantenere la massima precisione lungo una grande distanza, piuttosto che di necessitare di sistemi di bordo per continue correzioni della traiettoria, rendendoli assai più economici. L’USS Arleigh Burke (DDG-51) è la piattaforma dei test più probabile per le prove in mare. La fase successiva è un sistema di alimentazione a impulsi per il lancio di proiettili in rapida successione. Rivolto a una frequenza di lancio di sei-dieci colpi da 50 millimetri al minuto, il sistema d’arma navale dovrebbe essere operativo entro il 2025.

Fornire un vantaggio tecnologico
I Rail Gun elettromagnetici, laser e siluri anti-siluro possono essere le tecnologie chiave necessarie per garantire la sopravvivenza dei gruppi d’attacco delle portaerei della Marina degli Stati Uniti, durante lo svolgimento di un’operazione di diniego e contro-accesso di un’area (A2/AD), come ex alti ufficiali hanno detto ad USNI News. “La vera svolta in tutto questo, a mio avviso, è il cannone elettromagnetico”, ha detto Bob Work, direttore esecutivo del Centro per una nuova sicurezza americana. Secondo il rapporto dell’US Naval Institute (USNI) (4) utilizzando un Rail Gun per la difesa, si potrebbe ridurre drasticamente il costo-per-colpo della Marina, quando si opera in difesa da salve in massa di missili balistici o da crociera, rispetto al missile intercettore come lo Standard Missile-3. Forse, ancora più importante, una nave da guerra può trasportare molte più munizioni per Rail Gun di quanto potrebbe mai sperare di avere tubi lanciamissili. L’USNI cita l’ex ammiraglio Gary Roughead, ex capo delle operazioni navali, dire che i Rail Gun sono un’arma di svolta per via delle dimensioni dei proiettili. Secondo l’articolo di Work e Roughead per l’US Naval Institute, Talk Fleet Protection del 7 maggio 2013, “La terza tecnologia cruciale per la Marina è un siluro anti-siluro. Mentre il gruppo di portaerei stende la rete A2/AD sulle coste, la minaccia dei sottomarini aumenta in modo esponenziale”. I siluri anti-siluro sono più piccoli dei siluri standard imbarcati o eliportati da 324mm, avendo circa 229mm di diametro. Work ha detto che la minaccia ai gruppi di portaerei indubbiamente è in aumento. Ciò è stato anticipato dalla metà degli anni ’90, ma se l’US Navy avrà armi elettromagnetiche, laser e siluri anti-siluro operativi entro il prossimo decennio, i gruppi di portaerei potranno operare maggiormente all’interno delle aree contrastate.
È vero, la Russia ha in programma ulteriori aumenti della sua spesa militare, con progetti di bilancio che mostrano un aumento del 53% in termini reali fino al 2014. Un anno fa, il Presidente Vladimir Putin ha apertamente dichiarato l’intenzione di espandere radicalmente e di aggiornare l’esercito russo. Oggi la Russia ha intrapreso la via per la valorizzazione militare. Programmi per il riequipaggiamento e la fondamentale riforma delle forze armate vengono adottati e attuati. Questa politica è coerente con le realtà internazionali emergenti? Viene sollevato molto clamore sui tagli lineari dell’esercito statunitense. Ma la difesa consuma quasi il 20 per cento del bilancio degli Stati Uniti. Il Paese spende più su ciò che su qualsiasi altra cosa. Gli Stati Uniti con il loro massiccio budget sono il determinante principale dell’attuale tendenza mondiale, e la loro spesa militare rappresenta ormai poco meno della metà del totale mondiale, il 41%. Come si può vedere, dispongono di nuove armi rivoluzionarie, oggi. Quindi non vi è motivo di ritenere che gli altri Stati non abbiano il diritto di preoccuparsi e di adottare una politica militare per affrontare la realtà.

Riferimenti:
1. Defense News
2. American Live Wire
3. NYTimes
4. USNI

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

 

La missione segreta dell’aerospazioplano militare USA, arriva al quinto mese
Leonard David, SPACE.com 28 maggio 2013

9769c621-7e55-436a-afde-203b173558a9.FullL’aerospazioplano robot X-37B dell’US Air Force ha tranquillamente superato la soglia dei cinque mesi nella sua ultima missione segreta nell’orbita terrestre. Il velivolo spaziale senza pilota X-37B, lanciato con un razzo Atlas-5 dalla stazione dell’USAF di Cape Canaveral, in Florida, l’11 dicembre 2012, avviando una missione i cui obiettivi e carichi utili sono classificati. Il velivolo alato è conosciuto come Orbital Test Vehicle-3 (OTV-3), poiché conduce la terza missione del programma X-37B dell’USAF.

Guardare e aspettare
Ciò che l’OTV-3 compie nella sua crociera riservata, rimane ignoto. Tuttavia, una rete di osservatori del cielo segue la missione. “E’ certamente importante non dimenticare questi programmi“, ha detto Ted Molczan di Toronto, un leader nella comunità mondiale dei cacciatori di satelliti. “Un’attenta osservazione, a lungo può fornire indizi per risolvere definitivamente il mistero.” Molczan ha detto che, anche allora, sospetta che ogni passo avanti nella conoscenza  riguardo le missioni orbitali di X-37B, probabilmente si avrà da qualche confidenza di un addetto ai giornalisti. “Le osservazioni per hobby possono fornire conferme e alcuni interessanti particolari, anche utili, ma raramente sufficienti a definire il quadro… soprattutto con i nuovi programmi“, ha detto a SPACE.com. “Con l’X-37B, possiamo solo guardare e aspettare“.

Speculazioni sulla missione
Gli osservatori satellitari hanno fatto notare che, ai primi di marzo, l’OTV-3 era passato da un’orbita a 46 km di altezza, a un’orbita a 399 km. L’inclinazione del velivolo è rimasta a 43,5 gradi. “Come per le precedenti missioni, una quota quasi costante viene mantenuta per mezzo dell’accensione periodica dei motori“, ha detto Molczan. “A differenza di quelle missioni, la precisione e la frequenza indicano una periodicità non poi così fortemente indicativa di una missione da ricognizione. Trovo le informazioni inconcludenti, ma un esperto di telerilevamento potrebbe ben vedervi qualche dato che non io non vedo”. Alla richiesta di commentare il volo in corso, i funzionari dell’X-37B hanno detto che non avrebbero discusso della missione fin quando fosse in corso.

Il pilota automatico
Qualunque osservazione dell’OTV-3 venga fatta, l’aerospazioplano X-37B ha già messo a segno un traguardo programmato, la riutilizzabilità. Questo stesso velivolo ha compiuto il volo inaugurale del programma X-37B nel 2010. La missione orbitale dell’OTV-1 durò quasi 225 giorni, scivolando verso la Terra sopra l’Oceano Pacifico e atterrando con il pilota automatico alla Vandenberg Air Force Base in California. La missione dell’OTV-2, che utilizzò un diverso velivolo X-37B, venne lanciata dalla stazione dell’USAF di Cape Canaveral nel marzo 2011. Il velivolo condusse esperimenti in orbita per 469 giorni, più che raddoppiando la permanenza nello spazio della sua nave gemella, per poi atterrare sempre a Vandenberg. Si dice che l’OTV-3 non può atterrare a Vandenberg. L’US Air Force pensa di fare atterrare il velivolo sulla pista di atterraggio dello Space Shuttle della NASA Kennedy Space Center, vicino a Cape Canaveral. Usare le ex infrastrutture della navetta spaziale è una possibile misura per la riduzione dei costi del programma, hanno detto i funzionari.

Operazioni a basso costo
Appena prima del volo inaugurale del programma X-37B nel 2010, Gary Payton, allora sottosegretario per i programmi spaziali dell’Aviazione, ha sottolineato alcuni obiettivi. In un briefing con i giornalisti, Payton sottolineò la speranza che la gestione e manutenzione (O&M) dei velivoli sia a basso costo. “Una volta che atterra, vediamo ciò che serve veramente per prepararlo e farlo volare di nuovo, come cambiare il carico di bordo sul posto, sapere quanto costa veramente riutilizzare queste nuove tecnologie dello stesso X-37“, ha detto Payton.

Massima priorità
Payton ha detto che la priorità è la dimostrazione del velivolo e dei suoi sistemi di controllo del volo autonomo, delle piastrelle di silice di nuova generazione e delle tante altre nuove tecnologie di una generazione più avanzate rispetto al defunto programma Space Shuttle della NASA. “A differenza della navetta, non dispone di un sistema di alimentazione a celle di combustibile. Ha pannelli solari con più batterie agli ioni di litio, mentre la navetta aveva celle a combustibile idrogeno/ossigeno. Quindi ci sono alcune differenze“, ha detto Payton. Presumibilmente, solo due aerospazioplani X-37B sono stati costruiti per l’US Air Force dalla Boeing Space Systems Government. Ma Payton ha detto a SPACE.com che è possibile che la flotta possa crescere, a seconda del successo dei primi due velivoli, del costo delle operazioni e della manutenzione e facilità di conversione tra le missioni. “Certo, questi mezzi non trasportano i nostri satelliti più grandi… ma ancora una volta, possono fare un ottimo lavoro con i nostri satelliti più piccoli“, ha detto Payton. “E se vi è un O&M a basso costo, dal questo punto di vista potrebbero avere un grande ruolo in futuro.”

Controllo di missione
L’X-37B sembra uno space shuttle in miniatura. Il veicolo è lungo 8,8 metri e largo 4,5 m. I voli della navetta sono condotti sotto l’egida del Rapid Capabilities Office dell’US Air Force, un’organizzazione che si occupa della riduzione del rischio, della sperimentazione e dello sviluppo dei concetti operativi delle tecnologie dei veilvoli spaziali riutilizzabili. Il Controllo Missione per i voli degli OTV è gestito dal 3° Squadrone Sperimentazione Spaziale della Schriever Air Force Base in Colorado. Questa unità viene indicata come primaria organizzazione del Comando Spaziale dell’USAF per le missioni, le esperienze e i test spaziali. La ristrutturazione organizzativa nell’aprile di quest’anno, ha mantenuto il Terzo Squadrone Sperimentazione Spaziale sotto il Comando Spaziale dell’USAF, ma è stato trasferito al 50° Gruppo Operazioni di Schriever. Una scansione dei documenti storici dell’USAF può dare indizi su come le missioni OTV possano contribuire a sostenere alcune delle operazioni dello squadrone. Il 3° Squadrone Sperimentazione Spaziale viene identificato come uno dei due squadroni del sistema di tracciamento spaziale presenti in tutto il mondo. Questi gruppi hanno il compito di inseguire con i sensori ottici gli oggetti in orbita sulla Terra, dato che le agenzie utilizzano queste informazioni per ogni aspetto, dalle collisioni alla raccolta d’intelligence.

La rivoluzione robotica
L’X-37B rientra nella tendenza tra gli scienziati e i governi a fare sempre più affidamento sui robot per esplorare e osservare il nostro pianeta, dicono gli esperti. “La rivoluzione robotica non si limita solo all’atmosfera. Abbiamo sistemi senza pilota che assumono sempre più ruoli, dallo spazio alle profondità del mare“, ha detto Peter Singer, direttore del Centro per la Sicurezza e l’Intelligence del 21° secolo del Brookings Institution di Washington, DC. “In effetti, vi è una lunga storia di sistemi senza pilota nel campo spaziale, che sempre più cresce la domanda sulla necessità del ruolo umano in ciò… in fondo ci chiediamo: ‘Perché ho bisogno di un pilota umano per questo?’ Riguardo la navetta, ma non è ancora il momento di fare la stessa domanda per gli aerei“, ha detto Singer. Singer ha detto a SPACE.com che l’X-37B è anche importante strategicamente, “in quanto fornisce all’esercito statunitense maggiore flessibilità nelle nostre attività spaziali, sia in termini di lancio che di sorveglianza. Riempie un interessante divario tra ciò che i tradizionali aerei spia e i satelliti spia possono fare.”

 

Leonard David si occupa dell’industria spaziale da più di cinquant’anni. Ex direttore della ricerca per la Commissione Nazionale sullo spazio, e co-autore del nuovo libro “Mission to Mars – My Vision for Space Exploration” di Buzz Aldrin, pubblicato da National Geographic.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

La militarizzazione dello spazio degli USA

Andrej Akulov Strategic Culture Foundation 21/12/2012

x37-orbit-580x424L’11 dicembre 2012 un velivolo, un Boeing X-37B, veniva lanciato da Cape Canaveral per il suo terzo volo di prova. Il primo velivolo orbitale di prova (OTV-1) venne lanciato nell’aprile 2010 e tornò sulla Terra a dicembre. Fu il primo velivolo senza equipaggio degli Stati Uniti a tornare dallo spazio e ad atterrare da solo. La navetta spaziale era l’unico velivolo spaziale in grado di atterrare su una pista. Un secondo OTV-2 ha stabilito un record, per un velivolo spaziale riutilizzabile, a giugno del 2012, quando ha completato una missione di 469 giorni. In confronto, la più lunga missione dello Space Shuttle era durata 17 giorni.
Il velivolo orbitale sperimentale (X-37B), fu ideato dalla NASA nel 1999, ma il progetto venne assegnato alla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) nel 2004, e poi all’US Air Force nel 2006. Si tratta di un spazioplano senza pilota riutilizzabile a decollo verticale e atterraggio orizzontale. L’X-37B può rientrare nell’atmosfera terrestre e atterrare autonomamente senza pilota. Il robot può anche regolare la sua orbita nello spazio invece di seguire la stessa prevedibile orbita, una volta decollato. La navetta non ha un abitacolo, nessun sistema di supporto vitale, e né l’Air Force, né la NASA hanno espresso il desiderio di aggiornarlo al volo spaziale umano. L’autonomia della navetta orbitale è dovuta ai suoi pannelli solari che generano potenza elettrica dopo essere dispiegati dal vano di carico, permettendogli di rimanere in orbita per 270 giorni. L’X-37B è lungo 8,8 metri e largo 4,5 m, con un vano di carico delle dimensioni di un camioncino. Due velivoli X-37B potrebbero rientrare nel vano di carico di uno Space Shuttle.
Il costo totale del progetto è sconosciuto poiché il bilancio è classificato da quando il progetto X-37B è stato trasferito alla DARPA. L’identità specifica del carico utile non è stato rivelato… L’Air Force ha dichiarato solo che il velivolo spaziale avrebbe “eseguito vari esperimenti e consentito a sensori, sottosistemi, componenti per satellite e alla tecnologia associata di essere immessi nello spazio e fatti rientrare.”

Una missione da interpretare
Le fonti ufficiali dell’US Air Force dicono che il velivolo viene utilizzato come “programma di test sperimentali per la dimostrazione tecnologica di una piattaforma a controllo remoto, affidabile e riutilizzabile, da testare nello spazio per conto dell’US Air Force.” Vi sono diverse versioni di ciò che il velivolo spaziale dovrebbe fare, mentre orbita intorno al pianeta in quote dichiarate che variano da 200 a 750 km sopra la superficie terrestre. L’idea iniziale era che il velivolo spaziale agisse come un nuovo tipo di satellite di sorveglianza che potesse cambiare le orbite volando sopra un determinato territorio della Terra. Questa versione è confermata dal fatto che la navetta ha sorvolato Afghanistan, Iran, Iraq, Corea del Nord, Pakistan e ha cambiato orbita più di una volta.
E’ quasi certamente un aereo spia, o almeno un banco prova per attrezzature di sorveglianza spaziale, e una piattaforma di lancio per mini-satelliti spia. Il carico utile del veicolo è sufficiente per alcuni equipaggiamenti da spionaggio come telecamere e sensori. Il velivolo non ha un portello di attracco, non potendo così essere un altro piccolo velivolo da carico per la ISS o qualsiasi altra stazione orbitale. Sarebbe anche un modello di prova per un futuro “bombardiere spaziale” che sarebbe in grado di distruggere obiettivi dall’orbita. Alcuni si chiedono se l’X-37B, in sé, possa essere un sistema da bombardamento nucleare, se l’astronave è destinata a rientrare nell’atmosfera terrestre e, con il pilota automatico, sganciare bombe su un bersaglio nemico. Ma altri analisti non sono d’accordo, dicendo che il carico utile è troppo piccolo e le specifiche non sono conformi allo scopo. Alcuni ipotizzano che l’X-37B sia un satellite-tracker o un satellite-killer. O entrambe le cose.
James Lewis, direttore del Programma di Tecnologia e Politiche Pubbliche presso il Centro di studi strategici e internazionali di Washington, dice che la durata della missione indica che l’OTV ha anche una missione ancor più segreta. Non ci sarebbe la necessità di rimanere in orbita per mesi, altrimenti, dice Lewis. “Non si tratta solo di un bus progettato per prendere le cose nello spazio e riportarle indietro.” Questo esperimento dimostra che gli Stati Uniti possono utilizzare lo spazio “come piattaforma per i sensori in grado di raccogliere dati dagli altri paesi e in in modo veramente continuo” aggiunge. Nel caso dell’X-37B ciò probabilmente comprende la raccolta “di segnali elettronici di tutti i tipi“, che si tratti di comunicazioni a microonde o della capacità di misurare dei dati a distanza. “Nel caso, per esempio, del recente lancio del missile nordcoreano, questo potrebbe includere i messaggi tra il controllo a terra ed il missile, così come misurare la firma termica e la traiettoria del lancio” (1).
Il presidente di Global Network, Dave Webb (che è anche il presidente della Campagna per il disarmo nucleare del Regno Unito) ritiene che il velivolo spaziale sia parte degli sforzi del Pentagono per sviluppare la capacità di colpire ovunque nel mondo con una testata convenzionale, e in meno di un’ora. Dice: “Crediamo che lo spazioplano X-37B faccia parte degli sforzi del Pentagono per sviluppare la capacità di colpire ovunque nel mondo con una testata convenzionale in meno di un’ora; noto come Prompt Global Strike. Così, mentre gli Stati Uniti portano avanti questi tipi di sistemi di attacco globale spaziali, sarà probabile che la Russia e la Cina saranno costrette a rispondere, rifiutandosi di ridurre le armi nucleari e sviluppando tecnologie spaziali per contrastare il programma degli Stati Uniti. “Global Networ sostiene che lo sviluppo di questi nuovi spazioplani è uno dei motivi per cui l’amministrazione Obama e il Pentagono sono desiderosi di ridurre le scorte di armi nucleari di Russia e Cina, in futuro. Come elementi chiave dell’avanzamento del programma di primo attacco degli Stati Uniti (insieme ai sistemi della cosiddetta ‘difesa antimissile’), diventano ancora più efficaci se gli Stati Uniti possono far ridurre le capacità di rappresaglia nucleare dei loro potenziali rivali, fornendo al Pentagono una probabilità ancora maggiore di scagliare con successo un decisivo attacco di primo colpo” (2).
Il ruolo della navetta può essere ampliato in futuro. Allo stato attuale, il velivolo potrebbe condurre missioni di carico attraccando ai vani di approdo congiunto di un avamposto orbitante, affermano dei funzionari della Boeing (3).
Vorrei aggiungere qualcosa, un parere strettamente personale sulla base di una modesta esperienza militare. Le altitudini utilizzate a fini militari e di esplorazione, oggi, vanno da 0 a 20 km e da 140 km in poi. C’è un vuoto da riempire tra tali orbite, che viene considerato come un potenziale teatro bellico. L’X-37 è chiaramente un mezzo per riempire il vuoto dall'”alto” in basso, mentre il Boeing X-51 (noto anche come X-51 Wave Rider), va dal “basso” o da un livello inferiore in alto. L’X-51 è un velivolo senza pilota per la dimostrazione nelle prove di volo del scramjet ipersonico (Mach 6, circa 4.000 miglia orarie (6.400 km/h) in quota). Nelle dimostrazioni di volo, l’X-51 viene trasportato da un B-52 ad una altitudine di circa 50.000 piedi (15,2 chilometri) e poi rilasciato sopra l’oceano. Il programma è gestito dall’US Air Force. La navetta ha completato con successo il suo primo volo a motore nel maggio 2010, ed ha anche compiuto il volo alla velocità di oltre Mach 5 di maggiore durata.

Aspetti giuridici
Dalla metà del XX.mo secolo, lo spazio è stato utilizzato per le operazioni dei velivoli spaziali militari come i satelliti per le comunicazioni e la ricognizione, e da alcuni missili balistici che passano attraverso lo spazio durante il volo. Finora, tuttavia, le armi non sono state dislocate nello spazio. Le armi nucleari e di distruzione di massa sono vietate nello spazio in virtù del trattato del 1967, i cui principi governano le attività degli Stati nell’esplorazione e nell’uso dello spazio, compresi la Luna e gli altri corpi celesti, che di solito viene chiamato Trattato sullo Spazio. Ma il Trattato non vieta il posizionamento di armi convenzionali in orbita. Azioni e piani attuali di Washington hanno suscitato preoccupazioni sulle armi non nucleari nello spazio. Attraverso risoluzioni e discussioni in seno alle Nazioni Unite, un accordo generale ha dichiarato che una corsa agli armamenti nello spazio deve essere evitata. Tuttavia, a causa della struttura del regime giuridico internazionale e ad eccezione di un piccolo numero di stati, come gli Stati Uniti, per esempio, non è ancora stato negoziato un trattato per impedire completamente lo schieramento di armi spaziali. Gli Stati Uniti sostengono che una corsa agli armamenti nello spazio non esiste ancora, e non è quindi necessario intervenire sulla questione.
Il 12 febbraio 2008, il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, rivolgendosi alla Conferenza aveva presentato un progetto della Russia di trattato per la prevenzione del collocamento di armi nello spazio, la minaccia o l’uso della forza contro oggetti spaziali (PPWT), sostenuto anche dalla Cina. Fu il primo progetto di trattato sulla questione formalmente presentato alla Conferenza sul Disarmo (CD), anche se si basava su elementi proposti in un documento di lavoro per il CD, del giugno 2002, da Russia, Cina, Vietnam, Indonesia, Bielorussia, Zimbabwe e Siria. Il Ministro Lavrov aveva spiegato che il progetto di trattato era volto “ad eliminare le lacune esistenti nel diritto spaziale internazionale, creare le condizioni per l’esplorazione e l’utilizzo dello spazio, a conservare le costose proprietà spaziali, a rafforzare la sicurezza generale e il controllo degli armamenti.” In precedenza la Cina e la Russia avevano presentato diversi “documenti di lavoro” per impedire una corsa agli armamenti nello spazio, ed elementi preliminari del trattato definito dai precedenti documenti congiunti.
L’allora Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon, in un discorso al gruppo sul disarmo, espresse costernazione per la lunga impasse nei colloqui volti a fermare la diffusione di armi pericolose. Eppure l’iniziativa di Russia-Cina non è arrivata a compimento per l’opposizione degli Stati Uniti. Donald Mahley, in qualità di viceassistente del segretario si Stato statunitense per la riduzione delle minacce, i controlli sulle esportazioni e le trattative, aveva detto, “Gli accordi vincolanti sul controllo degli armamenti non sono che semplicemente uno strumento efficace per migliorare le interessi a lungo termine per la sicurezza spaziale degli Stati Uniti e dei loro alleati.”
Gli Stati Uniti continuano a investire in programmi che potrebbero fornire armamenti anti-satelliti e spaziali. Nel luglio 2010, l’amministrazione Obama lanciava la nuova politica spaziale nazionale degli Stati Uniti, affermando: “Gli Stati Uniti restano impegnati nell’utilizzo di sistemi spaziali a sostegno della propria sicurezza nazionale e interna. Gli Stati Uniti investono nella capacità di conoscere la situazione e di lanciare velivoli; di sviluppare i mezzi per garantire le funzioni essenziali delle missioni spaziali, di migliorare la nostra capacità di identificare e caratterizzare le minacce, di dissuadere, difendere e, se necessario, sconfiggere le minacce volte a interferire o ad attaccare sistemi spaziali degli Stati Uniti o degli alleati“(4).
La nuova politica rileva inoltre che gli Stati Uniti esamineranno proposte e concetti sulle misure di controllo degli armamenti, se sono “equi, effettivamente verificabili e volti a migliorare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dei loro alleati.” Secondo gli Stati Uniti, il comune progetto di trattato russo-cinese sulla prevenzione del collocamento di armi nello spazio (PPWT) non rispondeva ai criteri degli Stati Uniti, in quanto è “fondamentalmente errato” e non forniva motivi per iniziare dei negoziati. In qualche modo, gli Stati Uniti non sono riusciti a venire incontro a una qualsiasi altra iniziativa, finora, dando priorità alla continua militarizzazione dello spazio.
Militarizzare lo spazio distruggerà l’equilibrio e la stabilità strategica, minerà la sicurezza internazionale e nazionale, compromettendo il regime di controllo delle armi e provocando una corsa agli armamenti. Il modo per evitarlo è un trattato multilaterale per non lanciare velivoli spaziali militari in missioni avvolte dal segreto.

Riferimenti:
1. The Christian Science Monitor, US launches super-secret, orbiting, robotic plane, 12 dicembre 2012,
2. War is Crime.org, Planned Military Space Plane Launch Highlights Keep Space for Peace Week Concerns, 6 ottobre 2012
3. The space.com, Air Force’s Secret X-37B Space Plane Lands in Calif. After Mystery Mission, 16 giugno 2012
4. National_Space_Policy_6-28-10

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – Sitoaurora

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