Vaclav Havel, un necrologio

Eroobit 18 dicembre 2011

Infine anche se tardivamente, avrebbe potuto succedere tanti anni o addirittura decenni prima, qualcosa che così tante brave persone, dentro e fuori l’ex Cecoslovacchia, aspettavano da così tanto tempo e con tanta impazienza, è successa. La prostituta americana, la puttana fascista e forse il più rabbioso russofobo sulla superficie di questo pianeta (contando tutte quelli della stessa specie in America, Regno Unito, nei tre cosiddetti Stati Baltici e in Polonia), la creatura velenosa e irrazionale nei suoi molteplici odi, anti-slava e veramente anti-europea, è morta.
Vaclav Havel ha tirato le cuoia.
Vaclav Havel non è stato un drammaturgo come i propagandisti sostengono fosse – poche persone hanno cercato di leggere l’effluente sottigliezza politica, poi apertamente propagandistica, che ha prodotto. Coloro che hanno avuto la sfortuna di tentarlo in poche occasioni, devono esser stati scoraggiati dalla noia e dall’evidente mancanza di un qualsiasi talento, anche per i non troppo elevati standard delle letteratura ceca (potrei citare due scrittori di lingua ceca dimenticati, che sono degni del titolo, anche se entrambi vissero negli anni ’20).
Vaclav Havel è un esempio di scrittore politico, un pamphlettista del tipo camuffato, che ottiene premi, elogi e, infine, benefici per il contenuto politico dei suoi opuscoli impiegati al servizio dell’Impero del Male o del Reich americano del dopoguerra, nella sua lotta contro il comunismo o la Russia, e non per i meriti artistici del suo lavoro.
Solzhenitsyn è stato anche un autore che ha beneficiato della propaganda dell’Impero del Male – anche se a differenza di Havel, Solzhenitsyn era un essere umano decente e un buon scrittore. Solzhenitsyn ebbe tutti i tipi di premi, è stato onorato con un gran numero di traduzioni, un numero di copie stampate come se fosse la Bibbia, il Premio Nobel per la letteratura (beh, anche Obama o Obomber, ha ottenuto il Premio Nobel per la Pace, tanto per la nobiltà del premio Nobel), ha ottenuto lo status di lettura obbligatorio all’università (un totalitarismo fasullo) e infine la venerazione appropriata per una divinità.  Quando Solzhenitsyn è diventato più in se stesso e ha preso la maggior parte dell’ideologia dai suoi scritti, ha smesso di essere un autore di cui chiunque avrebbe avuto notizie nell’Impero del Male (gli USA), infine. Vale la pena sottolineare che Solzhenitsyn scrisse un opera in due volumi sui rapporti ebraico-russi, Due secoli insieme (anche tradotto come Duecento anni insieme, anche se suona un po strana alle mie orecchie), che è stata ignorata negli USA  e nel Regno Unito, e che nessun editore avuto il coraggio di stampare e, dal 2011, non esiste traduzione in inglese, anche se ce n’è una in francese (Deux siècles ensemble) e anche in tedesco (Zweihundert Jahre zusammen).
Vaclav Havel non ha mai affrontato il dilemma di Solzhenitsyn, rimanendo una prostituta, russofoba, atlantista, anti-slava e una puttana propagandista degli statunitensi fino alla fine, anche dopo (per fortuna lui) aver smesso di scrivere i suoi opuscoli.
Vaclav Havel proveniva da quello che era una famiglia a modo sotto orribile dispotismo etnico tra le due guerre dei cechi di Boemia, altrimenti ricordata come Cecoslovacchia. Dopo che Hitler aveva eliminato la Cecoslovacchia (la Slovacchia fece la secessione alla prima occasione, con il pieno consenso degli ex-alleati dell’Intesa, l’unica parte che aveva protestato in modo significativo fu l’Unione Sovietica stalinista), e lo staterello venne diviso nei protettorati di Boemia (effettiva “Repubblica Ceca”) e Moravia, la famiglia di Vaclav Havel aveva collaborato con i nazisti fino alla fine, quando naturalmente cambiò bandiera e subito divenne patriota ceca. Essere un collaboratore e un traditore sembra essere il patrimonio genetico inerente alla famiglia di Havel. Io non sono a conoscenza di una qualsiasi istanza in cui Vaclav Havel condanna la pulizia etnica, i massacri e le espulsioni a scala genocida dei cittadini germanofoni della Cecoslovacchia perpetrati dal cosiddetto Stato democratico filo-americano Ceco, tra il 1945 e il 1948, un crimine che è stato di gran lunga maggiore di qualsiasi cosa in cui l’Unione Sovietica abbia commesso altrove, un crimine che nella sua bruttezza e mostruosità, è paragonabile solo agli eventi che ebbero ka denominazione collettiva di Olocausto nella pratica statunitense, uno slittamento semantico, negli anni ’60.
Stalin, il grande benefattore dell’ingrato e patrono del male (anche se nemico della nazione russa), sentiva un affetto per le piccole fastidiose tribù (avendo avuto origine da una particolarmente maligna), aveva una passione per gli staterelli tribali artificiali, come l’Estonia, che ha conservato per qualche motivo (un atto tragico in retrospettiva), ma ha anche contribuito a ricreare la Cecoslovacchia, ancora una volta come un sistema centralizzato sul governato dalla dittatura etnica di Praga, nonostante i desideri di circa il 70% della popolazione, che piuttosto non avrebbe voluto vivere in un regime centralizzato chiamato Cecoslovacchia. Che percentuale di popolazione è stata ridotta di circa il 25%, i cittadini di lingua tedesca, i cosiddetti tedeschi dei Sudeti o Sudetendeusche, che furono uccisi e cacciati in un atto di pulizia etnica compiuta dallo Stato ceco (non ancora stato slovacco, perché gli slovacchi non avevano stato, ma sono stati trascinati in questa unione empia, questa volta ricreato con l’aiuto di Stalin) su una scala senza precedenti nella storia europea. Neanche la privazione dei diritti della massa di lingua russa negli staterelli etnico-nazisti di Estonia e Lettonia, negli anni ’90, ha raggiunto una frazione della portata del male che ha segnato la pulizia etnica ceca dei  tedeschi dei Sudeti, Boemia e Moravia. Anche sotto la protezione di NATO e UE, gli staterelli fascisti di Estonia e Lettonia sono impegnati nell’etnocidio e nella discriminazione linguistica su una scala senza precedenti altrove, e le persone dell’etnia sbagliata sono costrette ad andarsene sotto le pressioni indirette, finora solo poche persone sbagliate (come gli slavi) sono state effettivamente uccise dai nazisti estoni e lettoni, negli ultimi 20 anni. D’altra parte la pulizia etnica nella Cecoslovacchia post 1945 fu enorme, sanguinosa ed effettuata rapidamente.
Anche se pochi si rendono conto che la Cecoslovacchia è morta nel 1939 e non è mai formalmente risorta, nonostante le marcatura dei prodotti fabbricati con il “Made in Cecoslovacchia” e le notizie relative all’hockey, e il fatto che il nuovo stato fu chiamato Repubblica Ceca e Slovacca, la sua essenza rimase la stessa. Il nuovo stato era impegnato nella pulizia etnica dei tedeschi e nell’omicidio sfrenato dei dissidenti slovacchi e religiosi, ma come tutti gli stati etnici, è stato indulgente con la propria schiatta, e cioè in realtà non ha fatto molto contro i cechi etnici che hanno collaborato con i nazisti (e ciò su circa l’intera nazione. Anche i killer di Reinhard Heydrich dovettero essere spediti dall’Inghilterra). Se non fosse stato il caso dei genitori di Vaclav Havel, sarebbero stati puniti. Vaclav Havel  proveniva da una famiglia antidemocratica e fascista, credenziali cui tenne fede in tutta la sua vita. Miloš Havel produsse un film di propaganda nazista, aveva cenato con Goebbels e ebbe anche una croce di ferro. Anche se Vaclav Havel tradì i tedeschi di Boemia e Moravia (ma mai li ha veramente menzionati o chiesto la restituzione dei beni di cui furono derubati , il traditore è sempre un traditore, il tradimento è un segno), caratteristicamente continuò lo stesso tipo di servizio che i suoi predecessori  familiari resero alla propaganda nazista, tranne che ha servito gli interessi degli Stati Uniti, in quanto questi ultimi occuparono il ruolo del Terzo Reich di guida della crociata contro il comunismo e la Russia sotto qualsiasi forma, comunista o meno.
La Russofobia di Vaclav Havel era insolita per gli standard cechi.
Ironia della sorte, sotto la presidenza di Vaclav Havel (anche se formalmente diede le dimissioni) il lavoro di Hitler per distruggere la Cecoslovacchia venne completata. Questo è forse il risultato più grande e più ironico della sua vita.
Brucia all’inferno, Vaclav.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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One Response to Vaclav Havel, un necrologio

  1. icittadiniprimaditutto says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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