Cambiamento di regime in Russia?

Perché Washington vuole farla finita con Putin?
F. William Engdahl GlobalResearch 13 gennaio 2012

Washington vuole porre fine manifestamente con Putin, ne ha abbastanza! Il messaggio è un po come Kefaya!, Basta!, del movimento egiziano della scorsa primavera. Hillary Clinton e i suoi amici, hanno evidentemente deciso che la possibilità di avere come prossimo presidente russo la persona di Putin, sia un grosso ostacolo ai loro piani. Poco, invece, per capirne il perché. La Russia di oggi, insieme con la Cina e l’Iran in una certa misura, è la spina dorsale, per quanto debole, del solo asse della resistenza efficace in un mondo che sarebbe dominato dall’unica superpotenza globale. L’8 dicembre, alcuni giorni dopo che i risultati delle elezioni parlamentari russe sono state annunciate, che mostravano un forte calo di popolarità del partito del Primo Ministro Putin, “Russia Unita“, Putin ha accusato gli Stati Uniti e in particolare il ministro degli esteri statunitense Hillary Clinton, di istigare i manifestanti dell’opposizione e le loro proteste contro i risultati delle elezioni. Putin ha detto: “la ministra degli esteri degli Stati Uniti è stata molta veloce nel valutare le elezioni, dicendo che erano parziali e ingiuste, prima ancora di aver ricevuto i materiali degli osservatori dell’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (gli osservatori elettorali internazionali dell’OSCE)“. [1] Putin ha continuato dicendo che i commenti prematuri della Clinton, erano il segnale necessario, atteso dai gruppi di opposizione sostenuti dal governo degli USA nelle loro manifestazioni. I commenti della Clinton, ha detto l’uomo, esperto nel campo dell’intelligence russo, è diventato un “segnale per i nostri attivisti che hanno iniziato il loro lavoro attivo con i ministeri degli affari esteri stranieri.” [2]
I grandi media occidentali hanno scelto sia di minimizzare la dichiarazione di Putin o di concentrarsi quasi esclusivamente sulle dichiarazioni del movimento di opposizione russo che emerge dalla situazione. Non dobbiamo guardare lontano per mostrare che lo stesso Putin ha minimizzato il vergognoso grado di interferenza nel processo politico nel suo paese. In questo caso, il paese è la Tunisia, lo Yemen e perfino l’Egitto. Questo è la seconda potenza nucleare del mondo, anche se resta una più piccola potenza economica. Hillary sta giocando con il fuoco termonucleare.  Democrazia o qualcos’altro? Nessun errore, Putin non è un campione della pratica di ciò che i più considerano essere la democrazia. Il suo annuncio di qualche mese prima dell’accordo tra lui e l’attuale presidente Medvedev, di scambiare la loro posizione dopo le elezioni presidenziali del 4 marzo, ha sconvolto molti russi come se si trattasse di politica volgare e di accordi di retrobottega. Detto questo, ciò che Washington fa per interferire con il cambio di regime è qualcosa di più di un intervento palese. L’amministrazione Obama, la stessa che ha firmato e convertito in legge una serie di misure che stracciano di fatto i diritti costituzionali degli statunitensi, la Costituzione degli Stati Uniti [3], si pone a giudice supremo del mondo, in modo che altri aderiscano a ciò che si creda sia la democrazia.
Esaminiamo più da vicino le accuse do Putin di interferenza degli Stati Uniti nel processo delle elezioni russe. Se guardiamo, troviamo dichiarato apertamente nel loro rapporto annuale di agosto 2011, che una ONG a Washington dal nome  innocente di National Endowment for Democracy (NED), ha i suoi tentacoli in tutta la Russia. Il NED finanzia un centro di stampa internazionale a Mosca, dove circa 80 ONG possono organizzare conferenze stampa sul tema di loro scelta. Finanzia molti “gruppi della gioventù attivisti” e workshop sulla leadership per “aiutare i giovani a impegnarsi nell’attivismo politico“. Infatti, spende ufficialmente 2,7 milioni di dollari in decine di programmi in tutta la Russia. Le spese per il 2011 saranno pubblicate successivamente nel 2012. [4] Il NED finanzia anche dei partiti chiave del sistema di rilevazione e studio del sistema elettorale russo, una parte cruciale per poter piagnucolare di frode elettorale. Finanzia in parte l’organizzazione civica di difesa dei diritti e delle libertà democratiche, Golos. Secondo il rapporto annuale del NED, i fondi sono andati a “una dettagliata analisi del ciclo elettorale in Russia, nell’autunno 2010 e nella primavera 2011, che include una valutazione della stampa, dei disordini politici, delle attività delle commissioni elettorali, e altri aspetti dell’attuazione della legislazione elettorale, sul lungo termine delle elezioni“. [5] Nel settembre del 2011, poche settimane prima delle elezioni di dicembre, il NED ha finanziato una conferenza a Washington invitando una organizzazione d’indagine “indipendente“, il Centro Levada.  Secondo il sito web di Levada, altro contenitore del finanziamento dal NED, [6] ha condotto una serie di sondaggi, un metodo standard usato in Occidente per analizzare i sentimenti dei cittadini. I sondaggi “profilavano gli umori degli elettori prima delle elezioni della Duma e delle elezioni presidenziali, le percezioni dei candidati e dei partiti politici e la fiducia degli elettori nel sistema di “democrazia gestita” che è stato istituita nell’ultimo decennio”. Uno degli ospiti della conferenza di Washington era Vladimir Kara-Murza, Consigliere del Parlamento per Solidarnost (Solidarietà), il movimento russo d’opposizione democratica. E’ anche “consulente dell’opposizione alla Duma di Boris Nemtsov,” secondo la NED. Un altro oratore era del think-tank neo-conservatore Hudson Institute. [7]
Nemtsov è un personaggio dell’opposizione a Putin ad oggi più importante, ed è anche il presidente di Solidarnost, un nome curiosamente ripreso dai giorni della Guerra Fredda, quando la CIA finanziava l’opposizione  polacca dei lavoratori e del sindacato Solidarnosc di Lech Walesa. Altro su Nemtsov, più avanti in questo articolo. Il 15 dicembre 2011, sempre a Washington, mentre una serie di azioni anti-Putin è stata innescata dai manifestanti sostenuti dagli Stati Uniti, guidati da Solidarnost e da altre organizzazioni, il NED tenn un’altra conferenza su “L’attivismo giovanile in Russia: una nuova generazione può fare la differenza“, in cui l’oratore principale era Tamirlan Kurbanov, che secondo il NED “è stato responsabile del programma presso la sede di Mosca del National Democratic Institute for International Affairs”, dove era coinvolto “nello sviluppo e nell’espansione della capacità delle organizzazioni politiche e civili, a promuovere la partecipazione dei cittadini nela vita pubblica, in particolare l’impegno politico dei giovani“. [8] L’Istituto è un ramo del NED.

La storia della nebulosa NED
Aiutare i giovani a impegnarsi nell’attivismo politico, è precisamente ciò che la stessa NED ha fatto in Egitto negli ultimi anni, in preparazione del rovesciamento di Mubarak. Il NED è stato determinante secondo fonti informate negli Stati Uniti, nelle “rivoluzioni colorate“, fomentate dagli Stati Uniti nel 2003-2004 in Ucraina e Georgia, che ha portato al potere dei burattini pro-NATO. Il NED è stato anche attivo nel promuovere i “diritti umani” in Myanmar, Tibet e nella provincia dello Xinjiang, ricca di petrolio. [9] Come analisti seri della “rivoluzione arancione” in Ucraina e altre rivoluzioni colorate hanno scoperto, il controllo dei  sondaggi e la capacità di dominare le percezioni dei media internazionali, soprattutto dei grandi  canali televisivi come la CNN e la BBC, sono componenti essenziali del programma di destabilizzazione di Washington. Il Centro Levada si trova in una posizione cruciale in questo senso, per la pubblicazione dei sondaggi d’insoddisfazione verso il regime. Secondo la sua stessa descrizione, il NED è “una fondazione privata senza scopo di lucro dedicata allo sviluppo e al rafforzamento delle istituzioni democratiche nel mondo. Ogni anno, con il finanziamento del Congresso degli USA, il NED ha sostenuto oltre 1000 progetti di gruppi non governativi all’estero, che lavorano per degli obiettivi democratici in oltre 90 paesi“. [10]
Non potrebbe sembrare più nobile e ben intenzionato. Ad ogni modo, preferiscono omettere la loro vera storia. Nei primi anni ’80, il direttore della CIA Bill Casey convinse il presidente Reagan a creare una ONG plausibile, il NED, per far avanzare l’agenda globale di Washington con metodi diversi dall’azione diretta della CIA . Questo fu parte del processo di “privatizzazione” dei servizi segreti statunitensi, per rendere il loro lavoro più “efficiente“. Allen Weinstein, che ha contribuito a scrivere la legislazione che ha creato il NED, ha detto in un’intervista al Washington Post nel 1991: “Molto di ciò che facciamo oggi è stato fatto clandestinamente dalla CIA, 25 anni fa“. [11] Interessante. La maggior parte dei finanziamenti dal NED proviene dal contribuente attraverso il Congresso. Il NED è, in ogni senso del termine, un feudo della comunità d’intelligence del governo statunitense. Il NED è stato creato dall’amministrazione Reagan per fungere, di fatto, da CIA privatizzata. per fornire più risorse e libertà di azione. I membri del comitato direttivo del NED tradizionalmente provengono dalla comunità dell’intelligence e dal Pentagono. Tra cui il generale in pensione Wesley Clark, l’uomo che ha bombardato la Serbia nel 1999. I membri chiave legati al servizio delle azioni segrete della CIA, che hanno servito nel comitato direttivo del NED, comprendono Otto Reich, John Negroponte, Elliott Abrams e Henry Cisneros. Il presidente del consiglio del NED nel 2008 è stato Vin Weber, fondatore dell’ultra-conservatrice Empower America e donatore della campagna presidenziale di George W. Bush. L’attuale presidente del NED è John Bohn, ex amministratore delegato della controversa agenzia di rating Moody, che ha svolto un ruolo malsano nel crollo del mercato dei subprime e della sicurezza degli Stati Uniti. Il comitato direttivo attuale del NED comprende l’ultra-conservatore ambasciatore di Bush in Iraq e in Afghanistan, Zalmay Khalilzad. [12] E’ anche molto istruttivo guardare le persone che sono assurte nelle posizioni di leader dell’opposizione, recentemente, in Russia. Il “poster boy” dei giovani dell’opposizione e in particolare dei media occidentali, è Aleksej Navalny, il cui blog Navalny LiveJournal lo presenta come una quasi-martire del movimento di protesta, dopo aver trascorso 15 giorni nelle carceri di Putin, partecipando a una manifestazione vietata. In una grande manifestazione del giorno di Natale a Mosca, Navalny, che forse era stato intossicati dalla visione di troppi film di Eisenstein sulla rivoluzione del 1917, ha detto alla folla: “Vedo gente a sufficienza per prendere il Cremlino e la Casa Bianca (sede presidenziale russa) ora…” [13]
L’establishment mediatico occidentale tifa per Navalny, la BBC lo ha descritto come “probabilmente l’unica figura  dell’opposizione degna di questo nome in Russia, negli ultimi cinque anni” e la rivista Time l’ha definito “l’Erin Brockovich russo“, un curioso riferimento al film di Hollywood che ha caratterizzato Julia Roberts come investigatrice legale ed attivista. Comunque, la cosa più importante è che Navalny sia della Yale University sulla East Coast degli USA, che è anche l’Università della famiglia Bush (nota: e luogo di residenza della “fratellanzaSkull and Bones), dove è stato un “Fellow World Yale“. [14] Il carismatico Navalny è  anche nella lista delle persone pagate dal NED per destabilizzare il paese.  Secondo un post sul blog Navalny stesso, il suo LiveJournal, che è sostenuto dal NED (nota: dunque la CIA, il che non significa che sia un “agente“, naturalmente) nel 2007 e 2008. [15] [16] Con Navalny, i protagonisti del movimento di protesta anti-Putin sono centrati attorno Solidarnost, che è stato creato nel 2008 da Boris Nemtsov, Vladimir Ryzhkov e altri. Nemtsov non è qualcuno che contesta la corruzione. Secondo Business Week Russia del 23 settembre 2007, Nemtsov ha presentato il banchiere russo Boris Brevnov a Gretchen Wilson, cittadino USA e dipendente della International Finance Corporation, una filiale della Banca Mondiale. Con l’aiuto di Nemtsov, Wilson è riuscita a privatizzare la Balakhna Pulp e Paper Mill (nota: società di carta di grandi dimensioni) al prezzo ridicolmente basso di 7 milioni di dollari. La società è stata prosciugata e poi venduta alla Banca Swiss Investment di Wall Street, CS First Boston Bank. I rapporti finanziari dicono che il reddito dell’impianto è stato di 250 milioni di dollari. [17]
La CS First Boston Bank anche pagato tutte le spese di viaggio di Nemtsov al molto esclusivo per forum economico mondiale di Davos, in Svizzera. Nemtsov, quando divenne membro del gabinetto del direttore, il suo protetto Brevnov fu nominato presidente della Unified Energy System di Russia – JSC. Due anni dopo, nel 2009, Boris Nemtsov, oggi il “Signor anticorruzione“, ha usato la sua influenza per liberare Brevnov dalle accuse di appropriazione indebita per miliardi di beni della Unified Energy System di Russia. [18] Nemtsov anche accettato denaro dal carcere oligarca Mikhail Khodorkovsky nel 1999, quando ha usato i suoi miliardi per cercare di acquistare il Parlamento, o Duma. Nel 2004, Nemtsov ha incontrato l’oligarca miliardario in esilio Boris Berezovsky, in un incontro segreto con altri russi influenti in esilio. Quando Nemtsov è stato accusato di finanziare il suo nuovo partito politico “Per una Russia legale e senza corruzione” con fondi esteri, i senatori statunitensi John McCain, Joe Lieberman e Mike Hammer del Consiglio di Sicurezza Nazionale del presidente Obama, sono volati in suo aiuto. [19]
Molto vicino al delinquente Nemtsov, Vladimir Ryzhkov di Solidarnost è anche molto vicino ai circoli svizzeri di Davos, ed ha anche finanziato una Davos siberiana. Secondo i resoconti della stampa russa di aprile 2005, Ryzkhov formò il comitato 2008 nel 2003, per “attrarre” i fondi di Khodorkovsky imprigionato e per sollecitare fondi dagli oligarchi latitanti come Boris Berezovsky e dalle fondazioni occidentali come la Fondazione Soros. Lo scopo dichiarato della manovra è riunire le forze della “democrazia” contro Putin. Il 23 maggio 2011, Ryzhkov, Nemtsov e altri hanno registrato un nuovo partito politico, Partito della Libertà Popolare, in modo da poter mettere in campo un candidato contro il presidente Putin nel 2012. [20] Un’altra persona di influenza nel recente movimento anti-Putin è l’ex campione mondiale di scacchi, riciclatosi politico di destra, Gary Kasparov, un altro membro fondatore di Solidarnost. Kasparov è stato identificato alcuni anni fa, come membro del consiglio di think tank neo-conservatore militare di Washington. Nell’aprile 2007, Kasparov ha ammesso che era membro del National Security Advisory Council Center for Security Policy, “un’organizzazione della sicurezza nazionale e senza scopo di lucro, e non di parte, che è specializzata nell’identificazione di politiche, azioni e risorse vitali per la sicurezza degli Stati Uniti.” In Russia, Kasparov è più tristemente conosciuto per i suoi legami con Leonid Nevzlin, l’ex vice presidente della Yukos e partner di Mikahail Khodorskovsky. Nevzlin fuggì in Israele per evitare le accuse mosse contro di lui per omicidio e di aver assunto sicari per eliminare “dei suoi obiettori“, quando era vice presidente della Jukos. [21]
Nel 2009, Kasparov e Boris Nemtsov incontrarono lo stesso Barack Obama per discutere dell’opposizione russa a Putin, e questo su invito personale del presidente statunitense, presso il Ritz Carlton Hotel di Washington. Nemtsov aveva chiesto a Obama di incontrarsi con le forze dell’opposizione russa: “Se la Casa Bianca è d’accordo con il suggerimento che Putin non può parlare che con le organizzazioni pro-Putin … vuol dire che Putin ha vinto, non solo, ma che Putin ha confermato che Obama è debole“, ha detto.Nel corso di questo stesso 2009, Nemtsov è stato invitato a parlare al Council on Foreign Relations (CFR) di New York, senza dubbio il think-tank sulla politica estera più potente degli Stati Uniti. Quindi, non solo il Ministero degli Affari Esteri e NED ha speso milioni per costruire l’opposizione a Putin e una coalizione contro di lui in Russia, ma il presidente degli Stati Uniti intervenne personalmente nel processo. [22] Ryzhkov, Nemtsov, Navalny e l’ex ministro delle Finanze di Putin, Aleksej Kudrin, sono stati coinvolti nell’organizzazione della manifestazione anti-Putin a Mosca il 25 dicembre, che hanno attirato circa 120 000 persone. [23] Perché è Putin?
La questione rilevante è perché Putin a questo punto? Non dobbiamo guardare lontano per una risposta. Washington e in particolare l’amministrazione Obama, se ne fregano se la Russia è democratica o meno. La preoccupazione principale è l’ostacolo ai piani di Washington al dominio totale del pianeta che Putin rappresenta. Secondo la Costituzione russa, il Presidente della Federazione Russa è il capo di stato, comandante in capo e il titolare delle più alte posizioni della federazione. Dirigerà il controllo della difesa e della politica estera. Dobbiamo chiederci quale politica? Certamente delle contromisure drastiche contro l’accerchiamento della Russia da parte delle forze della NATO e contro l’installazione di Washington di un pericoloso sistema di missili balistici a intorno alla Russia, questo sarà un punto critico del programma di Putin. L'”aggiornamento dei rapporti russo-americani” d’Hillary Clinton finirà nella spazzatura, se non c’è già. Possiamo anche aspettarci un uso più aggressivo della carta dell’energia russa, con una diplomazia degli oleodotti volta a rafforzare i legami con i membri della NATO, come Francia, Italia e Germania, indebolendo così il supporto alla politica aggressiva della NATO e alle sue misure contro la Russia. Possiamo aspettarci un consolidamento dei legami fra la Russia e l’Eurasia, in particolare con la Cina, l’Iran e forse anche l’India, per rafforzare la debole spina dorsale della resistenza contro i piani del Nuovo Ordine Mondiale sostenuti da Washington. Ci vorrà più di qualche manifestazione a temperature sotto lo zero, a Mosca e a St Pietroburgo, di una cricca di personaggi della corrotta e nebulosa opposizione come Kasparov e Nemtsov, per far deragliare la Russia. Ciò che è chiaro è che Washington sta spingendo a tutto campo contro l’Iran, la Siria, dove la Russia ha una base vitale navale, la Cina, e ora nella stessa Russia e nei paesi dell’area dell’euro guidata dalla Germania. Si intuisce il tentativo di por fine alla partita, per una superpotenza in declino.
Gli Stati Uniti oggi sono una superpotenza nucleare fallita de facto. Il ruolo del dollaro come valuta di riserva globale non è mai stato così contestato dai tempi di Bretton Woods, nel 1944. Questo ruolo e quello degli Stati Uniti di potenza militare mondiale assoluta, furono le basi del secolo dell’egemonia statunitense dal 1945. Indebolendo il ruolo del dollaro nel commercio internazionale e, infine, come valuta di riserva, la Cina è in procinto di stabilire relazioni bilaterali commerciali con il Giappone,  cortocircuitando il dollaro. La Russia sta facendo lo stesso con i suoi principali partner commerciali. La ragione principale per cui Washington ha lanciato una guerra monetaria totale aperta contro l’euro, alla fine del 2009, è impedire la minaccia crescente, dalla Cina e da altre nazioni, che si allontanino dal dollaro prendendo l’euro come valuta di riserva. Questo non è un compito facile. In realtà Washington può finanziare le sue guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria e altrove. per il fatto che la Cina e altre nazioni con un surplus commerciale, investono il loro surplus di dollari in titoli di Stato degli Stati Uniti, con l’acquisto del debito degli Stati Uniti. Se questo dovesse cambiare anche di poco, causerebbe un notevole aumento dei tassi di interesse negli USA e la pressione finanziaria su Washington diventerebbe enorme. Di fronte ad una crescente erosione del suo status di unica superpotenza mondiale, Washington si rivolge ora sempre più alla forza militare dura e pura per mantenere il suo status. Per questo per avere successo, deve essere neutralizzati Russia e Iran e Cina. Questa sarà la chiave nell’agenda del presidente degli Stati Uniti a venire, chiunque sia.

Aleksej Navalnij

Note
[1] Alexei Druzhinin, Putin says US encouraging Russian opposition, RIA Novosti, Mosca, 8 dicembre 2011
[2] Ibidem.
[3] Jonathan Turley, The NDAA’s historic assault on American liberty, guardian.co.uk, 2 gennaio 2012
[4] National Endowment for Democracy, Russia, from NED Annual Report 2010, Washington, DC, pubblicato nell’agosto 2011
[5] Ibidem.
[6] Ibidem.
[7] NED, Elections in Russia: Polling and Perspectives, 14 settembre 2011
[8] NED, Youth Activism in Russia: Can a New Generation Make a Difference?, 15 dicembre 2011
[9] F. William Engdahl, Full Spectrum Dominance: Totalitarian Democracy in the New World Order, 2010, edizione Engdahl press. Il libro descrive in dettaglio le origini del NED e delle varie ONG sui “diritti umani” sponsorizzate dagli USA e come sono stati utilizzati per rovesciare i regimi non amichevole, per una più ampia agenda geopolitica degli Stati Uniti.
[10] National Endowment for Democracy, About Us.
[11] David Ignatius, Openness is the Secret to Democracy, Washington Post National Weekly Edition, 30 settembre – 6 ottobre 1991, 24-25.
[12] F. William Engdahl, Op. Cit., p.50.
[13] Yulia Ponomareva, Navalny and Kudrin boost giant opposition rally, RIA Novosti, Mosca, 25 dicembre 2011.
[14] Yale University, Yale World Fellows: Alexey Navalny, 2010.
[15] Alexey Navalny, emails between Navalny and Conatser, (sinteti in inglese dell’autore su  www.warandpeace.ru).
[16] Ibidem.
[17] Business Week Russia, Boris Nemtsov: Co-chairman of Solidarnost political movement, Business Week Russia, 23 settembre 2007 .
[18] Ibidem.
[19] Ibidem.
[20] Russian Mafia.ru, Vladimir Ryzhkov: Co-chairman of the Party of People’s Freedom
[21] Russian Mafia.ru, Garry Kasparov: The leader of United Civil Front.
[22] The OtherRussia, Obama Will Meet With Russian Opposition, 3 luglio 2009
[23] Julia Ponomareva, op. cit.

F. William Engdahl è l’autore di A Century of War: Anglo-American Oil Politics and the New World Order, può essere contattato tramite il suo sito web all’indirizzo: www.engdahl.oilgeopolitics.net

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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4 Responses to Cambiamento di regime in Russia?

  1. icittadiniprimaditutto says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Pingback: Cambiamento di regime in Russia? « AGERECONTRA 2012

  3. Pingback: Crisi siriana - Raccolta articoli. | Il blog di algueres

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