SIRIA: l’aereo turco abbattuto … implicazioni e conseguenze?

Dr Amin Hoteit  al-Thawra 27 giugno 2012Mondialisation

Il Generale Amin Hoteit conclude quest’ultima analisi con una nota di speranza, perché ci dice credere che, dopo gli ultimi sviluppi internazionali, i governi occidentali avrebbero scelto di affrontare la realtà e ammettere che non hanno alcuna leadership nel mondo, cosa che dovrebbe condurli a riconoscere gli altri e a dialogare con loro sul serio, senza dettami o arroganza. Manterrà questa speranza, ora che Bruxelles ha ancora scelto di inasprire le sanzioni contro la Siria, e ha pure ritenuto, ieri, che i media siriani incitavano “alla violenza contro la popolazione civile in Siria” e verrebbero “utilizzati come strumento di propaganda del regime”? [1]. Non è una propaganda istituzionalizzata che, dopo aver coperto i terroristi dilaganti in Siria con una crudeltà oltre ogni immaginazione, ha cercato di soffocare la voce di un popolo che rifiuta di piegarsi? I politici dell’UE dovrebbero essere soddisfatti, poiché il risultato dei loro sforzi non si è fatto aspettare. E ad oggi all’alba, i media ufficiali siriani sono stati preso di mira e dei giornalisti siriani sono stati brutalmente torturati prima di essere giustiziati [2], per aver scelto di difendere la patria contro le media-menzogne; arma formidabile e omicida al servizio dell’impossibile egemonia occidentale che vandalizza deliberatamente i propri valori e le speranze di tutti i suoi popoli per un futuro migliore. Ora sembra che uno dei modi più efficaci per uccidere una civiltà di qualsiasi tipo, sia attraverso l’assassinio dei suoi media! [Alno-Nakhal].

Non vi è alcun dubbio che l’aereo turco, abbattuto dall’esercito arabo siriano, fosse penetrato nello spazio aereo siriano, aprendo le porte ad una nuova fase della guerra mondiale che ha luogo sulla scena siriana; tappa la cui comprensione richiede di tornare sugli ultimi sviluppi internazionali e sulle recenti dichiarazioni occidentali riguardanti la Siria e il Medio Oriente nel suo complesso, prima di fermarsi di fronte alle implicazioni e alle conseguenze di tale atto.
La riuscita “operazione di difesa militare” della difesa aerea delle forze armate siriane, si è avuta dopo una serie di prese di posizioni politiche ostili dell’occidente, la cui ultima, che incitava alla ribellione, era stata rivolta dagli Stati Uniti e dalla Francia all’esercito siriano, insieme con l’invito a imitare il comportamento di un pilota che ha tradito il suo paese ed è fuggito a bordo di un MiG-21, per diventare un agente mercenario dei servizi segreti britannici, che avevano organizzato la fuga e che l’avevano ricevuto sul territorio giordano al momento dell’arrivo.
Quest’attacco alla sovranità della Siria da parte degli aerei turchi si era verificato dopo la fine delle manovre conosciute come “Flying Eagle“, cui hanno partecipato forze arabe e della NATO, nello spazio aereo turco, manovre che avevamo considerato un minaccioso messaggio alla Siria, per un qualsiasi atto di aggressione; allo stesso modo abbiamo interpretato le manovre “Leone all’erta” che hanno avuto luogo sul suolo giordano sotto la direzione degli Stati Uniti, e con la partecipazione di tutti i paesi che influenzano o sono influenzati dalla crisi siriana [3].
D’altra parte, questo attacco alla sovranità della Siria è stato anche preceduto dal test di un missile balistico russo che, come abbiamo già scritto [4], aveva inviato importanti messaggi politici e strategici confermati dal movimento della flotta russa verso Tartous [porto siriano], ed anche dalle forti dichiarazioni provenienti da Cina e Iran che rifiutano un qualsiasi intervento straniero  militare o non militare in Siria. Queste posizioni si sono dimostrate identiche e coerenti con quelle proposte da Putin a Obama, poi confermate da Lavrov, ministro degli esteri russo, che ha categoricamente rifiutato – con il rischio di violare la prassi diplomatica – l’intervento militare straniero in Siria, con o senza risoluzione del Consiglio di Sicurezza; perché è dalla Siria che inizierà il nuovo ordine mondiale e queste potenze non permetteranno che un tale attacco possa trasformare la Siria in uno spazio strategico occidentale, come vogliono gli Stati Uniti, che hanno progettato il “Grande Medio Oriente americano“. La Siria deve andare nella direzione che ha scelto, e prendere il posto desiderato dal suo popolo, un luogo importante per la regione e per salvaguardare i propri diritti in un “Medio Oriente proprietà del proprio popolo.”
E’ da questo contesto che si può comprendere l’azione delle difese aeree siriane e coglierne le implicazioni per il futuro. Inizieremo col dire che se l’Occidente guidato dagli Stati Uniti, ha avuto il coraggio di invitare alla ribellione un esercito regolare contro il suo comando, invito odioso e senza precedenti, è perché continua a ritenersi l’unico fattore decisivo in questo mondo: colui che ordina ciò che gli sembra buono ed esige una stretta obbedienza dagli altri. Nonostante tutti i suoi difetti e il suo declino negli ultimi due decenni, e nonostante il radicale cambiamento nel contesto strategico globale, sembra incapace di comprendere la nuova situazione e si aggrappa alle sue presunte prerogative, facendone il “proprietario e padrone del mondo“. E’ questa logica che permette ai leader occidentali di decidere la legittimità di tale dirigente o di cancellare la legittimità di un altro, ad invadere e distruggere un paese di loro scelta; di dare il segnale di avvio di una rivoluzione contro le autorità legittime di questo o quel popolo; a ordinare a un leader e anche a uno Stato di reprimere il proprio popolo che richiede libertà, giustizia e uguaglianza tra i cittadini; il comportamento di un leader che non è giudicato che in termini di sottomissione alle decisioni dell’occidente.
È in questo spirito arrogante e colonialista che Colin Powell si è recato in Siria ha dettarvi le sue esigenze nel 2003. E’ in questo spirito che gli Stati Uniti e la Francia incitano alla ribellione armata araba siriana, sottintendendo di essere pronti a proteggere i ribelli con la copertura aerea affidata, in pratica, alle forze aeree turche; che probabilmente hanno inviato i loro aerei per tastare il polso dell’esercito arabo siriano. La risposta dell’esercito siriano è giunta in modo altrettanto categorica a quella pronunciata diplomaticamente dal presidente Bashar al-Assad nel 2003, un inequivocabile colpo al grilletto, e un missile abbatte l’aereo turco, e con esso la montagna di deliri occidentali.
Ora che un missile siriano prodotto dai russi ha delineato un’identità e un comando, ed ha abbattuto un aereo turco della NATO, la scena si presenta nel modo seguente:
1. La Siria è determinata a difendersi e a difendere la propria sovranità con tutti i mezzi a sua disposizione e a non piegarsi ad alcuna forma di intimidazione o ricatto. Ha le forze necessarie per la sua autodifesa; la guerra condotta contro di essa finora non ha per nulla intaccato le sue forze, ed è rimasta senza alcun effetto sulle sue decisioni per la controffensiva.
2. L’esercito arabo siriano, che non cede ai suoi valori, che è disciplinato e coerente, non può essere inficiato dal tradimento di un debole perdente o farne un esempio. Pertanto non si arrenderà, né risponderà all’appello del nemico, ma continuerà a “difendere la patria“, come ha sempre fatto. Di qui la sua risposta eloquente all’invito della NATO, di cui l’abbattimento di uno dei suoi aerei sul fondale delle proprie acque territoriali, ha sollevato il morale dei siriani e rafforzato la fiducia nel loro esercito.
3. La no-fly zone sognata da qualcuno, come quella del 1991 durante l’invasione degli Stati Uniti, le aree sicure per gli aerei della NATO, i corridoi umanitari … non possono essere realizzati. La difesa aerea siriana è pronta, capace e determinata. Affronterà qualsiasi aggressione come ha fatto con l’aereo turco, cosa molto negativa per il morale dell’”Esercito terrorista libero” e il morale dei suoi ospiti!
4. Che un pilota siriano, traditore della patria, sia fuggito è un eccezione che non può servire da pretesto per immaginare di poter trascurare i principi fondamentali seguiti dall’esercito siriano fin dalla sua creazione: onore, lealtà, patriottismo e nazionalismo. L’aereo turco precipitato in mare ha subito compensato la fuga del velivolo siriano rubato, e se ha beneficiato il morale dei siriani, ha piuttosto colpito gravemente i terroristi che commettono i loro crimini in Siria, mentre lo scopo dall’operazione turca era semplicemente riportarli a buon punto, una volta trovatisi nel momento più basso, dopo i colpi subiti da parte delle forze di sicurezza siriane.
5. L’uso di un missile russo per colpire l’aeromobile aggressore turco, seguito dal rifiuto netto della Russia di fornire una qualsiasi giustificazione alle sue consegne di armi alla Siria, significa semplicemente la continuazione del notevole sostegno della Russia, e che questa è una decisione sovrana e indiscutibile.
6. Il silenzio adottato dao politici occidentali nei due giorni dopo l’incidente aereo, seguiti da dichiarazioni confuse, mostrano chiaramente la loro incredulità e stupore per l’evento. Avevano contato sulla ricognizione della Turchia nella violazione dello spazio aereo siriano e, di conseguenza, sul diritto della Siria all’autodifesa per giustificare il loro silenzio [anche se sappiamo che l'Occidente non si preoccupa del diritto internazionale quando va contro i propri interessi]. In realtà, la vera ragione di questo silenzio è la scoperta della capacità e della determinazione siriane, e di conseguenza di quelle dei suoi alleati. Da un lato, la Siria può difendersi se attaccata, e in secondo luogo, non hanno la capacità o la volontà di un confronto diretto, anche se la Turchia ha chiesto l’applicazione del Trattato NATO, che dovrebbe “aiutarla militarmente contro la Siria”! Così il silenzio si è trasformato in un messaggio che urla alla Turchia che resterà sola in caso di scontro. Da questo punto di vista, la situazione non dovrebbe cambiare le posizioni della NATO, che si riunisce domani [26 giugno, quattro giorni dopo lo scontro], perché se l’Occidente avesse voluto soddisfare la richiesta della Turchia, l’incontro si sarebbe svolto entro 24 ore!
7. La risposta seria e decisa della difesa aerea siriana impone all’occidente di riconsiderare tutte le sue posizioni e i suoi piani per l’aggressione contro la Siria, basati principalmente sul concetto di azione militare, di sostegno al terrorismo e di rifiuto della soluzione pacifica, per cui sa benissimo che se persiste in questa direzione, la Siria si allontanerà di molto dalla sua sfera di influenza.
Da quanto sopra esposto, si può dedurre che questa ultima operazione pone l’occidente davanti a un dilemma. O sceglie l’escalation e rischia il confronto militare, nel qual caso non si sa fino a che punto si arriverebbe, mentre non è pronto. O si riprende, tiene conto delle realtà, ammette che i tempi sono cambiati e che non ha più la leadership del mondo; ciò dovrebbe indurlo a riconoscere gli altri e a dialogare con essi sul serio, senza dettami o arroganza.
Noi crediamo che l’occidente tenda più verso la seconda scelta, e che la NATO non ha optato per la risposta militare, cosa che, se i governi occidentali hanno ben compreso la nuova realtà, aprirebbe la strada alla soluzione pacifica cercata dalla Siria e dai suoi alleati. In caso contrario, il confronto andrà verso l’escalation con perdite sempre più gravi per l’occidente, perché la Siria è determinata a garantire la vittoria del suo popolo, che ha sostenuto il suo governo e le sue autorità, anche se dovesse pagarne il prezzo più alto!

Note
[1] In Siria, i media sono presi di mira. Estratto: “La radio e la televisione pubbliche sono attaccate dalle ultime sanzioni europee, Bruxelles dice che i media incitano “alla violenza contro la popolazione civile in Siria” e servono “da sistema di propaganda””.
NB: mentre “La Croix” cita la frase del ministro dell’informazione siriano: “Chiunque incita alla violenza, tutti coloro che fanno campagna contro la Siria, che siano media, funzionari o il Consiglio di sicurezza (dell’ONU), compresi quelli che ignorano la presenza di uomini armati, si assumono la piena responsabilità dei crimini”, non si vergogna di titolare: “Un annuncio del governo siriano afferma che ‘tutti coloro che fanno campagna contro la Siria’, compresi i media, devono essere ‘giustiziati’”!!
[2] Attaque terroriste contre le siège d’Al-Ikhbariya, chaine officielle syrienne
[3] Syrie: Manœuvres militaires en Jordanie…simple message ou signes avant-coureurs d’une opération militaire conjointe de 19 pays
[4] La Siria o il messaggio di un missile russo…

Il dottor Amin Hoteit è un analista politico libanese, esperto di strategia militare e generale di brigata e pensionati.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

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4 Responses to SIRIA: l’aereo turco abbattuto … implicazioni e conseguenze?

  1. pauldroogo scrive:

    La “fuga” a mezzo di aeromobile è stata una tecnica tipica di esfiltrazione di militari spie dai Paesi del Patto di Varsavia.
    Quella dell’ufficiale siriano con il MIG 21 è solo l’ultimo dei fallimenti fin qui inanellati dal servizio informazioni e controspionaggio dell’aeronautica siriana.
    Che sia proprio definitivamente l’ultimo? Ovvero: era stata individuata la talpa?

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